Fabio Fognini
(Fabio Fognini – Foto Nizegorodcew)

Mi fa molto piacere ospitare su Spazio Tennis Gianluca Dova, grazie al quale ho iniziato a scrivere di tennis sull’ormai defunto (e rimpianto..) Italiantennis. Luca ha avuto in questi giorni la possibilità di seguire il torneo di Bucarest dal vivo e ci ha raccontato l’incontro di ieri di Fognini con Almagro, vinto dal nostro per 64 76. Gianluca ha anche raccolto le dichiarazioni post match di Fabio e del suo allenatore Oscar Serrano

di Gianluca Dova

In un torneo di Bucarest che, come dice il sempre arguto Oscar Serrano, ricorda sempre di piu’ il campionato nazionale di Spagna, uno sfavillante Fabio Fognini ha illuminato la serata di ieri in un centrale conquistato dal suo tennis brillante, ma allo stesso tempo solido e vario. A chi lo vedeva per la prima volta, come molti degli spettatori rumeni, ha suscitato ammirazione e stupore con risposte anticipate, palle corte, dritti vincenti, attacchi e recuperi di rara fattura. I primi 4 giochi di Fabio sono stati semplicementi perfetti: pochi errori, tanti vincenti, cambi di ritmo e gioco, risposte fulminanti, con il talentuoso Almagro ridotto al ruolo di sparring partner. I due sono amici, due gasconi troppo simili per carattere per non starsi simpatici a vicenda, con tanti sorrisi e con gesti bianchi di altri tempi; da segnalare un bel gesto di Fabio, che fa rigiocare un punto gia assegnatogli dall’arbitro su una palla break dopo un “vamos’ troppo precipitoso di Nicolas all’ennesimo recupero prodigioso. Lo spagnolo si rende conto presto che ha ben poco da divertrsi e Fabio non e’ in vena di regali né di buttare una partita giocata con intelligenza, talento e maestria. Quando il ligure serve per il primo set, sul 30 pari, un suo coraggioso cambio di gioco con il rovescio lungolinea decide il set.

Tifoso del Real Madrid, Nicolas si deve essere sentito come la squadra per cui tifa al cospetto del Barca, la squadra per cui batte il cuore di Oscar Serrano, l’allenatore di Fabio e malgrado riesca a recuperare un break all’inizio del secondo set comincia ad essere sempre piu’ nervoso. Comicia a prendersela con mezzo mondo, arbitro, fotografi, spettatori, lotta ed arriva anche a due set-point ma li gioca male di fronte alla solidita’ del giocatore di Arma di taggia ed al tiebreak finale naufraga tra errori per voler forzare il ritmo e Fabio che non molla niente fino alla fine.

Fabio che aveva gia’ vinto il riscaldamento tra i due a biliardo (sul panno verde Almagro ha grossi limiti ad essere onesti….) ottiene una vittoria che da morale, ma soprattuta fiducia per come e’ venuta, con un comportamento ineccepibile, una partita giocata con talento e grinta ma anche intelligenza e carattere. Impressionanti alcuni colpi, come un paio di palle corte improvise e soprattutto un rovescio vincente in risposta alla Jimmy Connors, che glihanno dato il break nel secondo set, ma anche l’umilta’ e la costanza di gioco.

Queste le dichiarazioni di Fabio Fognini a fine partita: “ Ho giocato bene e ne sono contento perche’ ieri avevo giocato molto meno bene; ho dimostrato che in Davis avrei potuto giocare titolare e senza voler far polemica mi avrebbe fatto molto piacere giocare contro Federer a casa mia a Genova, perche’ io alla davis tengo molto. Sto giocando bene ed ho cercato di stare sempre concentrato ed anticpare la risposta per farlo sevire male e penso di esserci riuscito. Nicolas e’ un avversario duro e gia’ ci avevo perso tre volte, ma oggi credo di aver fatto ottime giocate soprattutto con la palla corta ed in risposta. Lui probabilmente al tiebreak finale e’ andato un po’ fuori giri. Adesso non mi voglio fermare e cerchero’ di stare concretato per la prossima partita, perche’ Montanes e’ un’osso molto duro e non posso dargli nessun vantaggio; non sembra perche’ non e’ un giocatore spettacolare ma e’ difficilissimo da battere e lui non ti regala mai niente…” Queste invece le impressioni del suo allenatore Oscar Serrano: “Bravo Fabio a stare sempre concentrato sul match, sapevo che puo’ giocare molto bene come stava facendo in allenamento, ma l’unica paura con lui e che si innervosisca e perda attenzione. Sta crescendo tanto, pero’ ha capito dove sbagliava e ce la sta mettendo tutta per cambiare. In Italia e’ un po’ difficile far mantenere i piedi per terra ad un giocatore, perche’ l’ambiente stesso ti esalta troppo. Se cominci a vincere una partita in Spagna, e’ diverso e questo aiuta il mio lavoro visto che Fabio adesso vive li’ dove il punto di riferimento e’ Nadal e quindi gli obiettivi sono alti. Il mio lavoro deve essere quello di fargli esprimere al massimo il suo potenziale che e’ alto visto, che e’ un giocatre molto talentuoso, magari a differenza di come ero io come giocatore che ho dovuto lavorare tanto per avere una discreta carriera e forse proprio questo mio atteggiamento umile ma positivo e’ quello che veramente posso tasferire a Fabio. La voglia di lottare e lavorare perche’ si ama questo sport perche’ per il resto Fabio e’ un giocatore gia’ forte ed un ragazzo molto generoso e per questo sono fiero di lavorare con lui

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28 Commenti to “Hasta la Victoria Siempre Fogna!!”

  • 1.

    Bravo Gianluca !!! Che tempi con Italiatennis !!! Migliori auguri e speriamo tu possa contunare a scrivere le gesta del nostro paladino a Bucarest !!!!!
    Augorni l’amico di Genova !!!!

  • 2.

    Ciao Pierre, grazie, sei gentilissimo come sempre. Speriamo bene per Fabio oggi per dargli fiducia l’ho fatto vincere due volte a biliardo….:( :(

  • 3.

    Grande, ritorna il mitico Freddo…

    Ti ho letto con gran piacere, Gianluca. Articolo perfetto e molto esauriente.

    Domani match importantissimo contro Montanes. Speriamo che Fabio dia seguito a questo processo di maturazione.

  • 4.

    Grazie, Roberto.

    Fabio ci sta provando a crescere e come dice Oscar finche’ si muove in un’ambiente che non tende magari troppo a viziarlo la sua maturazione e’ evidente, e’ un ragazzo intelligente con tante doti, i rischi per lui sono anche legati all’ambiente che lo circonda e mi e’ sembrato molto interessante come il suo coach spagnolo ha messo in evidenza proprio il fatto che l’ambiente italiano molto piu’ facilmente rischia di bruciare i giocatori proprio perche’ tende molto velocemente ad esaltarli e poi a deprimerli. Per Oscar dipende dal fatto che il nostro ambiente e’ piu’ piccolo rispetto a quello spagnolo e che se sei numero 50 sei il numero uno d’italia e quindi molto coccolato mentre in spagna se non sei nadal non sei nessuno, la cosa direi che e’ abbastanza vera ed e’ forse anche legata alla nostra cultura sportiva o dovrei dire poca cultura sportiva ma su questo si potrebbero aprire tante discussioni…

  • 5.

    Robe’ solo per scherzare ma poi non tanto potrei scrivere qui quello che pensa Serrano dei giornalisti sportivi italiani ma mi sa’ che Ale sarebbe costretto a censurarmi ma lo puoi immaginare :)

    Ps
    Fai sempre un’ottimo lavoro, ti leggo spesso.

  • 6.

    Lo so, cosa ne pensano, ci ho parlato un pochino durante il challenger di San Benedetto…

    Che te devo dì? :)

    Io cerco di comportarmi in modo leale, tanto non devo vendere mica i giornali.

    Sulla nostra cultura sportiva hai perfettamente ragione.

    Una cosa. Come hai visto Fabio al servizio?

    Usa il kick con più frequenza di prima o sbaglio?

  • 7.

    No non ce l’hanno con te ma con quelli che “gettano merda” (termine non mio…) un giorno e magari il giorno ti esaltano in maniera eccessiva, tu sei un’appassionato vero e sicuramente non si riferiscono a te ma a chi lo fa’ scientemente o per interesse e credimi (ho collaborato 3 anni per una rivista…) sono tanti.
    C’e’ un’articolo di andrea Scanzi che ho letto da poco (su facebook ma credo l’abbia pubblicato su la stampa…) in cui fa’ riferimento ai titoli della Gazzetta sul tennis beh e’ significativo, non c’e’ onesta ne quando si critica ne quando si loda….
    Su gli aspetti tecnici e tattici del gioco di Fabio, effetivamente in alcuni occasioni intelligentemente ha scelto prime centrali in kick per poi entrare in campo con il dritto, poche volte l’ha fatto ma in momenti giusti… se no un servizio piatto che in alcuni momenti ha funzionato bene ed una seconda in kick sul rovescio che mi e’ sembrate piu’ sicura, alta e precisa anche se in un game ha fatto due doppi falli (gli unici del match).
    I miglioramenti veri li ha fatti in risposta anticipando molto sia con il dritto che con il rovescio, bravissimo nel primo set nei cambi di gioco sia facendo spostare veloce in laterale Almagro sia in avanti con palle corte, mentre nel secondo ha limitato i cambi di direzione per prendere meno rischi ma ha tenuto molto bene. Di dritto gioca piu’ piatto e veloce quando la palla e’ da attaccare (molti i dritti vincenti incrociati), molto piu’ arrotato nei recuperi. Nel dritto continua ad avere un po’ il difetto di stare troppo rigido e dritto con le gambe quando colpisce ed ogni tanto fa’ errori banali ma e’ piu’ una questione di concentrazione e di pigrizia mentale volendosi affidare piu’ al talento che alla tecnica…
    Questo e’ quello che ho notato di punti veramente belli di Fabio ci sono state diverse palle corte (il piccolo ha una gran mano..) ed una risposta di rovescio su la palla brak in cui e’ sembrato Connors destro rinato…in generale una posizione sicuramente piu’ avanzata in risposta dove e’ stato molto aggressivo…

  • 8.

    Bravo Gian ,bell’analisi tecnica !! E l’analisi comportamentale com’è?? Suoi soliti atteggiamenti…a volte imbarazanti, oppure sta migliorando anche sotto quest’aspetto?? Io l’ho visto a Ge in Davis contro Lammer e ,un pò perche’ risultato già acquisito, un pò per via dell’esibizione ha rischiato di andare al terzo ..facendo un Doppio Fallo sul match point!! Ciaoo

  • 9.

    Ciao Pierre adesso siamo in player louge aspettando la fine di Monaco-Cuevas, onestamente comportamento ineccepibile di Fabio fino ad adesso, Genova e’ un’ altra storia perche’ Fabio sperava di giocare non a punteggio aquisito quindi era nervoso….speriamo tenga ma per adesso e’ tranquillo….grazie dei complimenti.

  • 10.

    wow, che articolo! Posso fare una domandina da profano e un po’ ignorante?
    Allora, leggendo i vostri commenti, deduco che Fabio ha grosse potenzialità, non ha i limiti di mobilità specie in risposta che caratterizzano Bolelli, e mi sembra quindi che il repertorio non gli manchi.
    Perche’ non è competitivo sul cemento o cmq in door?
    Voglio dire, che cosa gli manca?
    Deve assolutamente diventarlo perche’ sappiamo tutti che non è più possibile basare la stagione tutta sul rosso.
    Oggi ore 13 lo possiamo vedere in diretta, sembra strano attendere un quarto di finale a Bucarest, ma a leggere l’articolo, l’entusiasmo ritorna…
    Un saluto da un inguaribile ottimista…

  • 11.

    Ciao Drein, in attesa delle risposte di Roberto e Freddo, ti dico la mia..
    Io credo che a Fabio manchi, sul cemento, la continuità nel servizio e l’attenzione riposta nel servizio. Quando Fabio viene brekkato sulla terra, riesce a recuperare il servizio prontamente anche contro grandissimi giocatori (vedi Davydenko ad esempio). Sul cemento, soprattutto contro avversari che sul proprio servizio non regalano nulla, è dura recuperare anche un solo break. A mio avviso, ripeto, molto dipende dal servizio e dall’attenzione riposta in esso, soprattutto in match lunghi.

  • 12.

    Già…
    solo che oggi non è andata mica tanto bene neanche sulla terra…
    che batosta…
    peccato, un pochino ci speravo, ma dopo il 4 a 1 nel secondo set non ho più voluto guardare.

  • 13.

    Purtroppo è andata così.
    Rispondendo a drein, devo dire che Alessandro ha sicuramente ragione.
    La continuità al servizio è più una abitudine mentale che un problema tecnico. Però bisogna migliorare. A me sembra che Fabio al servizio se decide di non rischiare e mette la prima kick non riesce ad essere incisivo e a comandare lo scambio. Se prova a forzare piatto o slice fa parecchi punti diretti, ma gli si abbassa troppo la % di prime e soffre sulla seconda…
    C’è da lavorare ancora tanto.
    Altro problema a mio avviso è il suo modo di correre, che è poco adatto al cemento (sta troppo alto di gambe e ha poco equilibrio).

    E’ soprattutto un problema di abitudine. In Liguria campi in veloce non ce ne sono.
    Se Fabio fosse naato in Australia avrebbe sicuramente un servizio migliore e sarebbe anche più abituato a muoversi sul cemento.

    Sarebbe un giocatore alla Hewitt, per fare un paragone.

    Se Fabio fosse

  • 14.

    E’ vero e’ andata male, io ero li’ sia prima in sala giocatori, vicino a Serrano durante il match e dopo negli spogliatoi…..Fabio non sembrava nervoso prima della partita ma in campo era bloccato, teso, non ha praticamente mai giocato avendo troppa fretta, l’altro ha giocato e servito bene…e’ lo sport non bisogna cercare scusa Fabio non ha probabilmente affrontato bene la partita e quando e’ cominciata ad andare molto male non e’ riuscito a fare niente per fargli cambiare direzione…non ha fatto pero’ scenate, non ha fatto casini ha affrontato una dura sconfitta non facendo drammi….purtroppo e’ cosi’ magari Fabio pensava di poter giocare come contro Almagro dove gli riusciva tutto ed invece non gli riusciva niente….la prossima volta l’affrontera’ diversamente e provera’ a giocarla in un’altra maniera….non giudichiamolo troppo severamente per questa sconfitta effettivamente brutta ma in qualche maniera particolare visto che probabilmente Fabio risentiva ancora della pressione nata dalle polemiche in davis….

  • 15.

    Freddo, da come parli è evidente che conosci molto bene Fabio, anche se non ho capito se sei un parente, un coach o solo un appassionato (dal tuo nick non si capisce molto :-)
    Personalmente ti dico in tutta onestà che faccio davvero fatica a guardare le partite di Fabio, sia quando vince che quando perde. Trovo il suo atteggiamento in campo indolente ed altezzoso, per nulla costruttivo e assolutamente non consono ad un professionista del suo livello tecnico.

    Sono certo che nel privato sia un ragazzo simpatico e disponibile, anche molto educato, per questo rimango davvero basito dalla maggior parte dei suoi incontri.

    Tu dici che sta migliorando anche sotto questo aspetto, a me non sembra. Ricordo di aver visto un Fognini ancora junior vincere un future a Bergamo ed era lo stesso di adesso. Ma al tempo era ancora “giustificabile”, in fondo era un bambino. Adesso ha 22 anni, sono passati più di 4 anni da allora ed ancora vedo in lui gli stessi difetti caratteriali.
    Visto che lo conosci bene, che tu sappia stanno lavorando con uno psicologo per migliorare questo aspetto?

  • 16.

    Ciao Stefano,

    sono assolutamente soltanto un amico di Fabio anche se ho vari trascorsi e collaborazioni con riviste (3 anni con Match ball) e siti di tennis (diversi anni con italiantennis di cui ero uno dei fondatori ed altri siti in maniera piu’ sporadica).

    Conosco Fabio personalmente da quando aveva 19 anni e venne a domire a casa mia (vivo a bucarest) per un challenger a Brasov, diciamo che per la differenza di eta’ io lo considero’ un po’ un fratello minore anche se chiaramente ci vediamo poco ma il tipo di rapporto tra di noi e’ un po’ questo e credo che mi rispetti perche’ se gli dico una cosa lo faccio perche’ gli sono affezionato non perche’ vince o perde….
    Il comportamento di Fabio in campo e’ uno dei punti principali su cui si cerca di lavorare per migliorare ed e’ un problema piu’ complesso di quello che si puo’ pensare, oscar se ne rende conto benissimo ma e’ solo con un’approccio diverso che la situazione si puo’ risolvere….Per capire perche’ Fabio si comporta male (o comportava e piu’ avanti ti spieghero’) bisogna partire da come e’ lui e dall’ambiente in cui e’ cresciuto quindi dall’inizio. Premetto che io sono il primo ad incazzarsi quando fa casino in campo (ed intendo litigi con gli arbitri, lanci di racchette e varie cagate…) quindi faccio notare che nel primo turno ha perso il primo set con un giocatore che lui considerava piu’ debole come Gimeno ed e’ stato zitto e ieri ha preso una stesa da paura senza fare grossi casini quindi sara’ perche’ c’eravamo solo io ed Oscar ( e Fabio sa che ad entrambi queste cose ci mandano fuoridi testa) ma ha tenuto un’atteggiamento consono, cosa che prima assolutamente non capitava.
    Fabio per come lo conosco io e’ un ragazzo generoso con una passione fortissima per il tennis ma anche con una notevole sensibilita’ che lo porta a volere fortemente essere ammirato se non amato dagli altri, desiderio secondo me normalissimo ed umano, ma un ragazzo che cresce in Italia in un’ambiente come quello tennistico italiano che cosa deve fare per essere amato? In un sistema di valori stravolto tu non sei amato perche’ ti impegni o ti comporti bene, o perche’ sei generoso con gli altri ma solo perche’ vinci con qualsiasi mezzo, il giudizio degli altri e’ legato solo a questo, vinci sei amato, perdi nessuno ti si fila…..Ho fatto una sintesi ma in realta’ per la testa di un ragazzo che cresce in un’ambiente particolare questa e’ l’unica equazione che conta al punto che si fatica ad accettare la sconfitta e ci si comporta male, magari si vuole andare in campo e spaccare il mondo e si e’ tesi e bloccati come ieri perche’ si vuole fortemente vincere e potrei farti molti esempi di questo tipo. Chi lo giudica da fuori o superficialmente puo’ pensare ad un ragazzo strafottente ed in alcuni casi maleducato ma la verita’ e che quella e’ la sua maschera per proteggersi dagli attacchi esterni, perche’ alla fine anche adesso parliamo di un ragazzo di 22 anni che prova a crescere.
    Lo sai che cosa preoccupava piu’ di tutto a me e ad Oscar dopo il match? il fatto che tornando in Italia verra’ massacrato e giudicato male per la sua prestazione che per un ragazzo sensibile come Fabio e’ abbastanza pesante e non e’ un’esagerazione perche’ dovrei citarti i sms ricevuti da Fabio dopo la partita di ieri e non e’ il caso…
    Vuoi sapere in dettaglio cosa si sta facendo per far migliorare l’atteggiamento di Fabio in campo? Semplice lo si porta lontano da questo ambiente negativo, lo si porta in Spagna dove in una cultura sportiva piu’ sviluppata si capisce che non si e’ campioni un giorno e scarsi il giorno dopo ed i valori dello sport sono altri…ci si parla e gli si spiega che deve essere piu’ forte delle pressioni che continua ad avere da fuori perche’ non verra’ giudicato per una partita…insomma ci si discute come si farebbe con un fratello ed un’amico…
    Fabio per un periodo diversi anni fa’ ha collaborato con uno psicologo ma i passi avanti fino ad adesso li ha fatti soprattutto quando e’ stato allontanato dal suo ambiente originario e portato in Spagna ed ha avuto vicino persone che gli spiegavano che nessuno lo giudica perche’ vince o perde, ma che la cosa piu’ importante e’ l’atteggiamento…con alti e bassi si lavora su questo….
    Il mio parere e’ che non e’ semplice quindi non posso dire come questo lavoro terminera’ e lo portera’, posso dire che dopo la partita aveva capito che la sconfitta non era un dramma e che la prossima volta provera’ a giocarsela diversamente e a me e’ parso un buon risultato ma io mi auguro da amico che soprattutto possa essere felice al di la’ se vince o perde…credo che per lui sia la cosa piu’ importante….

  • 17.

    Freddo, ti ringrazio per la risposta davvero esaustiva e cordiale. Devo però dire di non essere daccordo su molte cose da te scritte.

    Innanzitutto da quello che dici sembra quasi che i problemi di Fabio derivino (o siano ulteriormente accentuati) dall’atteggiamento della stampa che non esita a criticarlo. Beh, scusami ma sia i giornalisti che i non giornalisti (ed io appartengo a questa categoria) scrivono quello che pensano e pensano in virtù di quello che hanno visto. Quindi casomai è l’atteggiamento di Fabio che si attira le critiche, non certo viceversa.

    Inoltre tu dici che Fabio ha una sensibilità “che lo porta a volere fortemente essere ammirato se non amato dagli altri, desiderio secondo me normalissimo ed umano…”. Su questo c’è da discutere se sia un atteggiamento normale ed umano. Caso mai è una conseguenza di questa pessima società basata solo sul culto dell’immagine, e pertanto anormale, non certo normale. Quindi un problema esiste ed è grave se davvero lui è alla continua ricerca dell’approvazione esterna.

    Infine devo dirti che se c’è una cosa che mi è stata insegnata è che prima di tutto viene l’educazione ed il rispetto, e dopo tutto il resto. Da come si comporta Fabio in campo sembra che manchi proprio questo (fermo restando che nella vita privata sia un bravissimo ragazzo), ed è senz’altro su questo punto che si attira le critiche di TUTTI.

  • 18.

    No non mi riferisco solo alla stampa mi hai capito male, ambiente significa tutto quello che ti circonda, tutto…..e non mi riferisco alle critiche al suo comportamento perche’ in moti casi sono giuste e lui lo sa, ma le pressioni che ha se perde..
    Secondo me criticarlo e’ facile, voler capire perche’ si comporta male senza giustificarlo e’ piu’ difficile. Ad essere onesti in questo torneo secondo me non si e’ comportato male, poi magari puo’ non risultare simpatico ed apparentemente svogliato ma nei fatti non ha fatto niente di male….. Capirlo non significa giustificarlo perche’ nessuno lo fa’, anzi quando si comporta male e giusto criticarlo sia quando vince sia quando perde….Sul suo atteggiamento in campo ha capito che sbaglia sta’ provando a cambiare, non e’ un’interrutore che accendi o spegni, ci sta provando in questo torneo malgrado tante difficolta’ c’e’ pure riuscito…
    Poi se ti riferisci al fatto che contro Montanes ha giocato male, ti garantisco che Fabio e’ il primo che vuole vincere e giocare bene ma ieri semplicemente era bloccato all’inizio e non c’e’ riuscito….i motivi possono essere tanti cosi’ come gli errori che ha fatto, secondo Oscar il fatto di essere visto in tv puo’ averlo condizionato, le polemiche davis possono avergli messo pressione, alla fine ad essere onesti non lo sappiamo ne noi ne lui….l’unica cosa che si puo’ fare e cercare di imparare qualcosa da questa sconfitta e ripartire la settimana prossima dalle quali in Cina….
    Io la penso cosi’ magari sbaglio…..

  • 19.

    Guarda che un giocatore faccia una pessima partita, sia tatticamente che tecnicamente ci sta, ed è il caso di Fognini con Montanes, ma io non riferivo per nulla all’incontro di ieri; il mio discorso era più in generale sul suo atteggiamento mentale in campo, troppo spesso poco votato al sacrificio quando in difficoltà, incapace o nolente a tentare qualcosa di diverso, troppo propenso a “sciogliere” ancora a metà partita. Insomma, un mezzo giocatore in quanto a professionalità, dalla quale non si può prescindere nel tennis moderno. Ed io non credo che questa sua mancanza di professionalità possa essere imputata all’ambiente; è troppo semplice dare agli altri colpe che sono proprie, ci si esime dalle proprie responsabilità.

    Poi tu dici “criticarlo e’ facile, voler capire perche’ si comporta male senza giustificarlo e’ piu’ difficile”.
    Questo è evidente ma non è per nulla mio compito nè dei giornalisti capire il motivo dei suoi comportamenti, non siamo psicologi nè suoi parenti. Io giudico per quel che vedo, non conoscendo personalmente Fabio. Deve essere lui a dare di sè un’immagine diversa, non noi a crearne una di comodo per lui. Fino a quando si protrarrà questa esternalizzazione delle sue responsabilità non vedo come possa trovare una via per migliorare.

  • 20.

    A me onestamente non sembra che una parte delle tue critiche sia motivata, nel senso che a me non risulta che sciolga le partite ne che si comporti male a livello professionale, ne che non sia votato al sacrificio soprattutto se il discorso e’ generale. A Bucarest era l’unico italiano con allenatore al seguito, tanto e’ che c’era chi domandava se gli altri erano venuti in vacanza, e’ l’unico che ha deciso di lasciare casa propria per trasferirsi all’estero e ci sono altri che hanno rinunciato ad allenatori prestigiosi pur di non trasferirsi all’estero, se invece ti riferisci all’aspetto mentale in campo ha vinto molte partite rimontando quindi non direi che non lotta, magari troppe volte comincia male, si incasina da solo o fa’ scelte sbagliate, pero’ la capacita’ di lottare in campo e’ tra le sue caratteristiche piu’ positive, il problema e che ogni tanto non ci arriva al punto di essere in lotta…
    Io comunque non do’ colpe a nessuno ma dubito che tu abbia capito a che mi riferisco quando parlo di ambiente, io dico solo che l’ambiente non l’aiuta a crescere come mentalita’ sportiva anche perche’ la prossima volta sara’ la stessa cosa, tutti a innegiarlo quando vincera’ con uno forte e gli stessi a massacrarlo quando perdera’, poi te l’ho gia’ detto io non mi riferisco solo ai giornalisti che per altro di tennis si occupano ben poco, quando parlo di capire i suoi comportamenti quindi non mi sembra che hai centrato bene di cosa parlavo….
    Mi sa che e’ un battaglia persa provare a spiegare che non c’e’ niente di vergognoso nel perdere anche male una partita purche’ si impari dai propri errori, figurati che per me non c’e’ niente di vergognoso nel dire che ieri Fabio era bloccato psicologicamente, pero’ a me quello che interessa e provare a rimuovere quei freni e quelle pressioni che lo bloccano in alcuni casi ed in altri lo fanno comportare male, soprattutto per farlo stare meglio…

    Vedi pero’ se io provo a raccontare ad un’appassionato come te quello che secondo me succede, tu come il 90% degli appassionati di questo paese mi rispondi che uno cerca di dare colpe e che me la prendo con la stampa o con altri, quando in tutta onesta’ ho provato a fare un discorso serio che cercava di spiegare alcune problematiche, probabilmente sono limiti miei che non sono riuscito a spiegarle chiaramente ma alla fine si arriva sempre a parlare come se un giocatore professionistico debba giustificarsi di fronte agli altri se vince o perde….Io da quest’ottica vorrei uscire perche’ penso che un giocatore debba vincere soprattutto per se stesso e non debba giustificarsi con nessuno e non per presunzione ma semplicenente perche’ chi va’ in campo e lui…Altro e’ il discorso di far capire le problematiche di un giocatore a chi vuole conoscerle ma e’ una cosa profondamente diversa. Sbaglio?

  • 21.

    Luca ma sto titolo??

  • 22.

    E’ spagnolo, sono tutti spagnoli ormai a Bucarest :) :)

  • 23.

    Io credo che fra le componenti che fanno un giocatore di alto livello ci sia anche la capacità di gestire la pressione.

    Alcuni ci riescono grazie alla loro struttura del carattere.

    Altri, se non ci riescono,si fanno aiutare.

    Positivo andare fuori dall’Italia, ma forse ci vuole un aiuto specifico.

  • 24.

    Roberto, la pressione te la crei da solo se ti fai influenzare dal giudizio degli altri, Fabio ha bisogno semplicemente di capire che se vince o perdere non deve rispondere a nessuno se non a se stesso.
    E’ una crescita’ ed un passo normale per lui e’ piu’ difficile ma se non si dramatizza e viene lasciato tranquillo in un’ambiente giusto, lo fara’ naturalmente.
    Io per esempio penso che Oscar lo sta aiutando tanto a capire certe cose, dovra’ farle da solo alcune esperienze e magari commetere errori come ieri ma con Oscar sta in mani buonissime.

  • 25.

    L’ambiente italiano non aiuta in nessuno sport.. fateci caso… l’Italia negli sport o è sul tetto del mondo o è sull’orlo del baratro… e su qualche atleta vive una buona carriera (seppur non di primissimo livello) non viene considerato mediaticamente e spesso dall’ambiente stesso.. Ragioniamo anche sul fatto che nella maggior parte degli sport in cui eravamo forti o discreti, ora facciamo ridere a livello internazionale.. basket, pallavolo, atletica leggera e tanti altri… facciamo ridere ormai.. chiediamoci perché…

    L’ambiente tennis, come tutti gli ambienti sportivi (e non?) in Italia, non aiuta in nessun modo.. se vuoi emergere devi fuggire…

  • 26.

    Allora, è necessario fare discorsi diversi per diversi sport.
    Nella pallavolo maschile abbiamo letteralmente gettato al vento anni di successi. La Lega non è riuscita a proteggere i giovani giocatori italiani, e la Federazione si è troppo crogiolata sugli allori senza pensare al futuro. Errori marchiani, che riconoscono tutti, ma ormai è fatta.

    Nella pallavolo femminile invece il discorso è stato opposto. Non eravamo nessuno, ma avevamo il traino del maschile ed una buona idea da sviluppare, il Club Italia, che si è rivelato un successo a ci ha garantito di arrivare ai vertici mondiali (e ancora oggi funziona bene, tanto che si è pensato di riproporlo anche al maschile, vedremo con quali risultati).

    Per il basket vale anto detto della pallavolo maschile. Non si è costruito niente e non abbiamo ottenuto niente. Le ultime prestazioni della nostra nazionale sono state indecenti, e sinceramente non capisco cosa ci faccia Recalcati ancora lì.

    Nell’atletica è diverso. Purtroppo è impensabile che un atleta per poter sopravvivere debba diventare un militare. Questo è un limite talmente evidente che non necessita di ulteriori discussioni. Siamo NON PROFESSIONISTI, punto.

    L’ambiente tennis non aiuta, sono daccordissimo, per questo spero sempre che i nostri giovani vadano all’estero, fin da junior!
    E’ chiaro che è un sacrificio, ma senza sacrificio nel tennis di oggi non ottieni nulla, c’è poco da fare.

  • 27.

    Si ma il discorso è settoriale e non Stefano… saprai meglio di me a questo punto che in Italia non esistono elezioni (quasi mai) per le federazioni sportive… come successo nel tennis… elezione del presidente con un solo candidato, elezioni di due vicepresidenti con due soli candidati… così fino al magazziniere..

    Tornando al tennis… io credo che anche in davis, l’ambiente non aiuti (federazione, media, appassionati)

  • 28.

    Io sono rimasto impressionato dal diverso rapporto tra coach e giocatori spagnoli, fateci caso loro sono molto piu’ uniti…da noi anche i coach vogliono essere tutti prime donne….ho sentito spesso commenti acidi tra i diversi entourage dei giocatori quando poi di fronte si sorridevano…..si potrebbe scrivere un libro su come gli stessi giocatori passano da fenomeni a scarsi per l’opinione generale in poco tempo….
    La mentalita’ ristretta del circolo poi classica da noi per cui si e’ campioni se si vince il torneo sociale di rubamazzo….troppe cose da noi non vanno..troppa politica per cui abbiamo un capitano di Davis che da 10 anni si barcamena tra a e b ma e’ inamovibile….in cui ci sono lotte sotteranee per i contributi federali per i giocatori piu’ importanti e non ci sono mai criteri chiari….
    Troppo cose non vanno ed e’ difficile fare sport riusciendo a trasmettere dei valori positivi….

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