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ott 03

Minitennis

di Roberto Commentucci

I circoli tornano ad investire sul tennis e sui giovani. Abbiamo intervistato un gruppo di giovani maestri che vogliono puntare tutto sui bambini, aprendo una SAT al Circolo Siesta, a Roma Spinaceto.

Da anni si sente dire che in Italia il tennis è in crisi, che la scomparsa del nostro sport dai canali in chiaro sta uccidendo il movimento, che nessuno ha più voglia di iniziare, che i bambini giocano solo a calcio. Indubbiamente, a cavallo degli anni 2000 ce la siamo vista brutta, ma poi le cose hanno iniziato lentamente a migliorare e sempre più spesso vengono avviate nuove iniziative imprenditoriali: nuovi circoli che aprono, vecchi circoli che avviano una SAT, campi di calcetto che tornano, sia pure part time, a dotarsi di una rete e delle amate righe che delimitano il nostro sport.

E’ quello che è successo, ad esempio, al Circolo Siesta a Roma, in Via Pontina, nei pressi di Spinaceto. 3 campi in terra, due in erba sintetica polivalenti. E quattro giovani maestri che si sono consorziati e hanno coraggiosamente avviato una SAT: il maestro nazionale FIT Marzia Guerini, e gli Istruttori UISP Luca Mancini, Luca Tomassi e Diego De Nicola.

Siamo andati a conoscerli, per capire meglio cosa sta accadendo alla base del nostro movimento.

Il Circolo è raccolto, ben curato, e facilmente raggiungibile, a pochi passi dal Grande Raccordo Anulare. Ci accoglie Luca Mancini: “Siamo molto contenti di come stanno andando le adesioni alla SAT”. “Abbiamo anche parecchi bambini molto piccoli, di 5-6 anni.” gli fa eco Marzia Guerini. “Ma quindi organizzate corsi di minitennis?

Abbiamo puntato tutto sul minitennis!” Il maestro federale si accende: “Bisogna spiegare: pochi sanno che questa disciplina prevede racchettine speciali, palline depressurizzate e campi di dimensione a misura di bambino. In questo modo si ha efficacia didattica, divertimento per i piccoli e assoluta sicurezza per la salute.

I genitori sono preoccupati eh?

Accipicchia se lo sono: vecchi pregiudizi. La prima cosa che mi dicono le mamme è: ma il pediatra ha detto che fa male… Per rassicurarle, faccio loro vedere le palline e le racchettine. Ma non tutte si convincono, anche se i loro bimbi magari scalpitano.”

Minitennis

Insomma, c’è un ritorno al tennis, evidente e solare. Secondo gli amici del Siesta, dipende dal fatto che ormai la tv satellitare è molto diffusa, e i bambini, anche molto piccoli, si stanno appassionando al dualismo Federer/Nadal. E così nelle scuole tennis stanno arrivando anche parecchi bimbi i cui genitori non hanno mai giocato a tennis e che temono per la salute dei loro piccoli.

Per questo è fondamentale il minitennis” Riprende Marzia. “Inoltre, noi crediamo molto al fatto che i bambini debbano iniziare subito a divertirsi, e con il minitennis si può. Ai miei tempi, si aspettava pazienti in fila per tirare un colpo dal cesto…”.

Effettivamente, poco lontano, i ragazzini, facilitati da attrezzi e dimensioni del campo, riescono fin da subito a scambiare qualche palleggio, con gran divertimento. E’ l’effetto della campagna “Play and Stay” lanciata anni fa dalla ITF, la Federazione Internazionale, e che è alla base del minitennis: divertirsi nell’apprendimento.

Per non regalare più al calcio tanti bambini, annoiati dalla didattica tennistica tradizionale. Calcio che, invece, in questo nuovo modello, è quello che assicura la sostenibilità economica della scuola.

E’ Luca Mancini che spiega: “Non c’è dubbio che per quadrare i conti una grossa mano ce la danno i due campi polifunzionali. La sera, finiti i corsi, togliamo la rete e via con il calcetto. Così riusciamo ad assicurare anche la necessaria qualità alla scuola tennis.

Mica male come idea…

written by Alessandro Nizegorodcew


One Response to “Uno Smash alla Crisi con il Minitennis!”

  1. 1. andrea Says:

    in bocca al lupo ai maestri per questa nuova avventura!
    Andrea Villa

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