Spazio Tennis non è solo tennis italiano. Questo sito sta cercando, da più di due anni, di farvi conoscere tutti quei giocatori che un domani (per alcuni molto vicino) potranno entrare nel gotha del tennis. Questi alcuni nomi (con relativo link all’intervista realizzata per Spazio Tennis) dei ragazzi che più si stanno mettendo in luce in tutto il mondo, vincendo tornei junior e pro. E’ il caso, solo per fare alcuni nomi, dell’olandese Richel Hogenkamp, del talento canadese di Vasek Pospisil, del brasiliano Tiago Fernandes o del promettente sloveno Janez Semrajc. Oggi il nostro viaggio tra i talenti mondiali si sofferma su una giovane russa, che ad inizio 2009 ha inciso il suo nome nell’albo d’oro degli Australian Open Junior. Si tratta di Ksenia Pervak.. la sua non è una storia qualunque..

Ksenia Pervak

di Alessandro Nizegorodcew

Ksenia è nata a Chelyabinsk il 27 maggio del 1991. Dopo questo primo dato geografico ed anagrafico, mi sento in obbligo di fermarmi a riflettere con voi. Prima di parlare di tennis giocato, cerchiamo di capire come sia possibile, per una piccola ragazza russa, poter diventare una tennista professionista, nonostante il luogo di nascita e le condizioni di vita non siano tra le migliori. Ci poniamo spesso l’interrogativo sui motivi del momento negativo (momento è un gigantesco eufemismo) del nostro tennis, parlando spesso di mancanza di strutture, di campi dove allenarsi, parliamo e discutiamo (giustamente, per carità!) di creare centri periferici per dare modo ai ragazzi, ad esempio del Sud, di avere una chance in più. Tutti ragionamenti giusti e corretti. Ma la verità è che in Italia, spesso e volentieri, manca la FAME.. Quella voglia di emergere a tutti i costi, che in alcuni casi, come quello che state per leggere, è più un bisogno che una volontà.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, analizziamo il luogo di nascita di Ksenia: Fondata nel 1736, Chelyabinsk era inizialmente una semplice fortezza per sentinelle, situata nella Siberia Occidentale. Intorno al 1900 è servita come centro per la costruzione della ferrovia Transiberiana e dal 1934 è la capitale del Sud degli Urali. Quando, dopo l’attacco americano di Hiroshima e Nagasaki, ebbe inizio il programma per la creazione di armi nucleari da parte di Stalin, plutonio e tritio furono prodotti in tre luoghi fortificati, vale a dire in tre zone della Russia, ognuna delle quali costituita da impianti nucleari e da città chiuse dove gli abitanti vivevano in relegazione forzata. Queste città non appaiono nelle mappe geografiche e fino a pochi anni fa era proibito viaggiare da e verso questi luoghi. Ciascuna di queste città ha un nome seguito da un numero che indica un indirizzo di ufficio postale. Uno di questi era il complesso nucleare Chelyabinsk-40, meglio noto come Mayak (parola che significa faro), nella provincia di Chelyabinsk. Tutta la zona che è legata a Mayak è stata definita come la zona più contaminata del pianeta. Anche se molti dei reattori di produzione presenti a Mayak non sono più operativi, Mayak rimane ancora oggi un centro per riprocessare le scorie atomiche provenienti dalle centrali, dai reattori di ricerca, e dalla flotta atomica russa. Il plutonio è separato dal combustibile nucleare spento.

Chelyabinsk

Nel 1957 un grave incidente nucleare nell’impianto di Mayak, 150 km nord ovest dalla città, ha provocato morti a Chelyabinsk Oblast ma non in città. Poichè gli scienziati l’hanno dichiarata uno dei posti più inquinati della terra vi è stato vietato l’accesso a tutti gli stranieri per ben 45 anni fino a quando nel 1992 il presidente, Boris Yeltsin, ne ha revocato il divieto. L’anno dopo la nascita di Ksenia..

Ho iniziato a giocare a tennis a 8 anni nella mia città natale, che è a due ore da Mosca… in aereo!!!” – così esordisce Ksenia – “infatti a Chelyabinsk fino a pochi mesi fa, quando mi sono trasferita a Mosca, dove vivo tuttora. Ovviamente a livello di strutture per il tennis la capitale è tutta un’altra cosa.”

La diciottenne russa ha avuto una carriera junior molto interessante, durante la quale ha raggiunto anche la quinta posizione mondiale, oltre a tante belle vittorie. “Beh su tutte la vittoria agli Australian Open di quest’anno, durante il quale ho battuto Hogenkamp, Bogdan e Robson. Ho chiuso numero 5 nel 2007, quando avevo quindi 16 anni; per è stato un grandissimo anno. Nel 2008 invece non ho giocato a livello giovanile. La federazione, fino ad oggi, mi ha aiutato abbastanza, facendomi allenare gratuitamente e pagandomi i biglietti per i tornei.

La stagione 2009 è stata un’ottima annata per la Pervak, che attualmente è a ridosso delle top-100. “Ti ringrazio per aver definito ottima la mia stagione, anche perché ho avuto grandi difficoltà nei primi mesi, dopo la vittoria di Melbourne. Ho subito un intervento chirurgico e sono stata fuori dal campo per 3 mesi. Al rientro nei tornei ho avuto molti problemi nel ritrovare la migliore condizione atletica. Da giugno in poi le cose sono andate sempre meglio. Ho fatto secondo turno ad Hertogenbosch, mi sono qualificata a Praga e Portorose. Successivamente ho giocato 6 tornei, tra 25.000$ e 50.000$, vincendone due, facendo altrettante finali e una semifinale. Purtroppo, per cercare di salire velocemente in classifica, ho forzato molto gli allenamenti, provocando un infortunio al polso. Sono stata ferma quasi un mese e ho ripreso da pochi giorni.

Ksenia Pervak

Una voglia di emergere, quella di Ksenia, che si denota da ogni sillaba di un suo qualunque discorso. Quella FAME di cui si parla tanto, la stiamo vivendo, empaticamente, attraverso le parole della Pervak, che aggiunge una chiosa finale:

Devo migliorare tutto, lavorare sempre e tanto. Colpo migliore? non lo so. Meglio pensare di dover migliorare tutto che pensare di saper giocare bene un determinato colpo. Superfici preferite? Terra e Cemento, bisogna saper fare punti ovunque. L’anno prossimo entrerò tra le top-50!

La giovane mancina sa quello che vuole e l’impressione è che riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi. Quando Flavia Pennetta dice che le ragazze hanno più attributi dei ragazzi, forse non ha tutti i torti..anzi.. parole d’ordine: FAME

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24 Commenti to “Ksenia Pervak, quando la “fame” porta in paradiso.. Giovani italiani leggete!!”

  • 1.

    Dal punto di vista della determinazione e dell’applicazione, le nostre ragazze fame o non fame, non credo debbano imparare da nessuno. Il problema resta e rimane quello economico. Alla Pervak la federazione russa paga quasi tutto, mica male no?
    Permane invece il problema dei maschietti, lì si che vedo una forte carenza di voglia e determinazione.

  • 2.

    Complimenti Alessandro fantastico editoriale!!!!!!!!!!!1

  • 3.

    La Pervak è un ottimo prospetto.

    Quest’anno è stata nettamente sconfitta per 60 63, nella finale del 25.000 di Katowice, in Polonia, dalla nostra Camila Giorgi.

    La quale, però, a proposito di determinazione, ha svolto finora un percorso completamente diverso da quello “standard” nel nostro paese.

    Camila è ancora 270, mentre la Pervak è 130, ma in termini di valore tecnico assoluto le due ragazze sono molto vicine.

    Il problema è che una come Camila, talento fisico e tecnico cristallino, è riuscita a trovare degli sponsor che ne finanziano l’attività, e si è potuta permettere (sia pure a prezzo di notevoli sacrifici) una programmazione di primo ordine, mentre da noi gli sponsor internazionali sono molto diffidenti a puntare su un italiano e quelli nazionali sono poco interessati al tennis.

  • 4.

    @ Mauro,
    Ciao Mauro, io parlavo proprio dei ragazzi, più che delle ragazze. Sottolineando in chiusura le parole della Pennetta sui nostri..
    Per quanto riguarda i viaggi spesati. Per i migliori under 18 viene fatto dalla maggior parte delle federazioni, non è un clamoroso vantaggio dei russi.
    Il discorso importante è che in Russia giocano tantissimi ragazzi e ovviamente sono pochi quelli che vengono seguiti con grande attenzione dalla federazione. Riuscire a diventare una delle ragazze su cui puntare, partendo da dove è partita, mi sembra piuttosto rilevante.

    Il discorso si potrebbe allargare ed ampliare parlando di Croazia, Serbia, ecc…

  • 5.

    Roberto, è vero quello che dici ma d’altra parte fino a poco tempo fa anche la Spagna non se la filava nessuno come sponsor, e vedi ora come sono cambiate le cose. Certo, tutto parte dai talenti tennistici, così come in Germania il tennis era diventato lo sport n.1 ai tempi di Becker e Graf, ed ora gli sponsor (e lo stesso Tiriac) scappano.

    Su Camila io metterei la mano sul fuoco. Gioca benissimo, ha mentalità e doti fisiche. Unico difetto, per dirla alla Tommasi, è troppo carina per essere una giocatrice di tennis. Le parole di Rino possono sembrare banali ma nascondono una verità da non sottovalutare, e cioè che le distrazioni per le tenniste di alto livello spesso diventano un problema, non lo scopriamo oggi. Bisognerà vedere come riuscirà a gestire la popolarità e l’interesse che sicuramente suciterà nel pubblico.

  • 6.

    Caro Stefano, concordo con te. Credo però che si potrebbe promuovere meglio il nostro tennis fra le aziende. Potrebbero farlo i singoli Circoli (e non parlo della Serie A, ma proprio di aiutare i giovani) e potrebbe farlo la FIT centrale. Credo anche che ci stiano pensando.

    Su Camila, rivendico modestamente di essere stato fra i primi a parlarne, oltre un anno e mezzo fa:

    http://ubitennis.quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/06/02/93691-alla_scoperta.shtml

  • 7.

    In Italia nessuno ha fame veramente! Lancio una provocazione: scuola tennis gratuita per figli di extracomunitari! Un esperimento che mi piacerebbe fare, invece di vedere i soliti annoiati pieni di soldi! Senza rancore verso qualcuno, naturalmente.

  • 8.

    riporto la frase della Pervak

    La federazione, fino ad oggi, mi ha aiutato abbastanza, facendomi allenare gratuitamente e pagandomi i biglietti per i tornei.â€

    allenamenti gratuiti e biglietti aerei gratuiti … non è male …proprio per niente magari fosse così anche da noi

  • 9.

    @ costa azzurra,
    Ineccepibile quello che dici, però io vorrei distinguere a questo punto due tipi di “fame”, se così possiamo dire.

    1) Quelle delle ragazze come la Pervak. E’ vero che da junior ha avuto importantissimi aiuti da parte della federazione russa, ma è pur vero che nascere e crescere in un determinato luogo, dimenticato da dio ed avere la capacità di diventare una delle ragazze russe su cui puntare (e a tennis giocano davvero in tanti lì) è secondo me di grande rilevanza.

    2) Il secondo tipo di “fame” è quello ancora più evidente e cioè quello dei ragazzi e delle ragazze che oltre ad arrivare dal nulla, non hanno aiuti economici dal proprio paese. Questi sono ancora più da elogiare se possibile..

    Comunque appena ne avrò la possibilità, sentirò nuovamente Ksenia per sapere i dettagli del supporto dato dalla federazione russa

  • 10.

    @Alessandro Nizegorodcew

    comunque non volevo essere polemica con il tuo articolo che mi è piaciuto molto

    e mi piace anche questo spazio tennis perchè cerca di andare vicino alla realtà dei tennisti italiani dando loro la possibilità di esprimere le loro idee e di comunicare quelle che sono le loro esperienze … è molto utile nel mondo di questo sport

    buona continuazione

  • 11.

    ottimo pezzo Alessandro, sei un esempio. Interessant eil commento Roberto Commentucci e anche quello di Stefano. sottoscrivo in pieno quanto affermato da 7. andrea Says:
    novembre 20th, 2009 at 14:32

    In Italia nessuno ha fame veramente! Lancio una provocazione: scuola tennis gratuita per figli di extracomunitari! Un esperimento che mi piacerebbe fare, invece di vedere i soliti annoiati pieni di soldi! Senza rancore verso qualcuno, naturalmente.

  • 12.

    Avec…..esperimento?……si abbiamo bisogno di un Balotelli nel tennis——-

  • 13.

    Comunque sia a Tirrenia, se ho ben capito, hanno preparatori e coach gratis, allenamenti gratis, vitto e alloggio gratis, e un rimborso spese per aiutarsi a pagare le trasferte.. Insomma i nostri ragazzi che la federazione ha scelto, non stanno messi male in termini di strutture e aiuti..

  • 14.

    @ costa azzurra,
    e la mia non voleva essere una contro-polemica, anzi hai fatto bene a sottolineare dei viaggi e allenamenti gratuiti.. continua a seguire Spazio Tennis. Alla prossima!

    @ Avec Double Cordage
    per lunedi in trasmissione dovremmo avere lo psicologo dello sport come giustamente auspicavi. Vi dirò nome e ruolo appena sarà sicuro..

  • 15.

    Parlando ancora di FAME vorrei far notare che la Romania in campo femminile tra 5 o 6 anni sarà la nuova Russia, e gli sponsor arriveranno anche lì. Hanno talmente tante giocatrici giovani di alto livello che se ne ritroveranno almeno 7-8 tra le prime 100, anche se forse manca una campionessa assoluta tra i prospetti attuali. Non credo che la federazione Romena, a meno di smentite, sia di grande supporto alle sue giocatrici, quindi anche in questo caso si può parlare di stimoli di altro genere.

    Per tornare a Camila, SF raggiunta battendo la Stevenson (ex SF slam) in un 50.000$, e Q agli AO possibili. Un risultato incredibile per una 18enne, non so quante altre italiane ci siano riuscite in passato.

  • 16.

    Buongiorno a tutti e visto che tra un po’ ci sposteremo tutti qui, meglio cominicare a impratichirsi….

    Colgo l’occasione di farlo in questa discussione perchè come ormai sapete le inesattezze, le bugie e gli alibi non mi sono mai piaciuti..

    In Italia tutti i ragazzi forti vengono aiutati (chi più chi meno la fit con rimborsi per i viaggi, i circoli per le competizioni a squadre e qualche piccolo sponsor salta sempre fuori e a dirla tutta anche troppo a pioggia visto che quasi nessuno lo merita)..

    In più tutti i più forti potrebbero allenarsi gratuitamente quasi ovunque il punto è che spesso a noi genitori questi posti non vanno bene. Mia figlia ha 11 anni per ora ha fatto poco o nulla e potrei girare tutt’italia allenandomi gratis eppure non ce la mando..

    Altre enorme bugia quella degli sponsor e che i nostri sono svantaggiati rispetto agli altri… In Italia per anni gli sponsor hanno investito su qualunque campione regionale (quindi su cani e porci) e dopo che tutti hanno miseramente fallito giustamente si sono rotti!!! E che diamine non sono fanno mica beneficienza…

    Tant’è che potrei farvi un paio di nomi (quelli che conosco ma magari ne esistono altri) di bambini tra gli undici e i tredici anni che hanno già stipulato contratti di quattro anni per 12.000 euro l’anno, di cui uno effettivamente ha già vinto parecchio ma l’altro ancora nulla o quasi..

    Perciò quoto in toto l’articolo di Alessandro e dico agli altri che finchè non cambierà la mentalità da noi le chances di avere un campione non aumenteranno mai..

    @Roberto

    Tu ne avevi scrittom mentre io su Camila mi ero sbilanciato scrivendo che quest’anno sarebbe esplosa, poi l’infortunio ne ha ritardato un po’ il percorso..

    E Stefano vai tranquillo che con il padre che si ritrova quel rischio non esiste..

  • 17.

    Ciao Madmax, benvenuto su SpazioTennis… :) .

    E’ vero quel che dici sugli sponsor, ma in una prospettiva storica: per anni sull’onda lunga del boom degli anni 70-80, in Italia appena usciva un ragazzino discreto gli sponsor letteralmente lo assalivano (anche perché all’epoca avevamo grandi marchi italiani oggi scomparsi o la cui proprietà èstata ceduta all’estero,come Fila, Tacchini, Ellesse, Lotto, Superga, Maxima, Alto, e via elencando).

    Ora dopo tanti anni senza successi, è più difficile trovare degli sponsor: o meglio, per trovarli devi avere davvero notevoli qualità e dimostrare che lavori nel modo giusto, come ha fatto Camila.

    ps
    max, sapevo anch’io dell’infortunio a metà stagione, ma che ha avuto esattamente?

  • 18.

    Ho visto giocare la Giorgi nel 2006 al torneo Avvenire e mi sembrava molto acerba. Qualcuno l’ha vista di recente?

  • 19.

    @Roberto..

    Infatti, ma l’anomalia era ciò che è accaduto in passato sull’onda dell’entusiasmo e non ora… Perciò credo assolutamente che debba essere il nostro modo di pensare e lavorare a dover cambiare, non certo gli sponsor che comunque non lo faranno mai visto che oggi come oggi con i piccoli margini di guadagno che ci sono sbagliare significa fallire…Comunque che prima di ricevere è necessario dare è una regola della vita, non capisco quindi perchè dovrebbe essere diverso nel tennis..

    Fabio (e tu sai di chi sto parlando) mi dice sempre..”tua figlia l’ho notata in mezzo a cento ma è dopo aver parlato con te e sentito il tuo progetto che ho deciso di lavorare con voi..”, perciò come vedi pian piano tutto il puzzle si sta completando e le cose che scrivo da ormai due anni stanno ormai diventando evidenti a tutti..

    E Camila infatti ha puntato molto sul gioco aggressivo e la preparazione atletica..

    No non so cosa abbia avuto, ho letto solo dell’infortunio e speriamo che sia stato solo per quello, poichè da quando ha ricominciato ha innestato la sesta..

  • 20.

    Finale raggiunta da Camila, vittoria 6-3 al terzo.
    Domani contro l’ungherese Kapros (212 del mondo) ci si gioca il titolo.
    Streaming al seguente indirizzo: http://www.tenniscanada.com/tevlin/eng/index.asp

  • 21.

    Visto quasi tutto il match in streaming, tra poco metterò un pezzo.

  • 22.

    Ah grande… volevo proprio dirti di scrivere qualcosa…

  • 23.

    ma Ksenia li ha presi i contributi dalla federazione siberiana ? E’ stata convocata al centro tecnico di Tirrennosk? senno’ non si spiega come fa a giocare cosi’ bene!!!

  • 24.

    Riporto pure io questa frase anche se mi ha anticipato Costa azzurra “”La federazione, fino ad oggi, mi ha aiutato abbastanza, facendomi allenare gratuitamente e pagandomi i biglietti per i tornei.†A Tirrenia vanno a tempo stabile solo i ragazzi e per classe, dei biglietti aerei e tutto il resto se mi spiegaste come funziona ve ne sarei grato. Vi ho fatto l’esempio da “genitori e figli” della palermitana Albano (promettente del 1994 e nazionale) che era partita a fine dicembre per il sud america a fare una serie di tornei Itf, sapete indicarmi per favore (Francesco Brancato?) chi ha pagato le trasferte o ha contribuito ed in quale misura? Circolo, F.i.t., genitori? Grazie

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