Qui di seguito potete ascoltare la replica della sedicesima puntata di Spazio Tennis. Ospiti in studio Fabrizio Tropiano, presidente del CR Lazio e Roberto Commentucci.

Alessandro Nizegorodcew e Nicola Corrente

ASCOLTA LA SEDICESIMA PUNTATA DI SPAZIO TENNIS (I PARTE)

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76 Commenti to “Spazio Tennis: La Replica della Sedicesima Puntata”

  • 1.

    Lo premetto:

    Per me, discorso CHIUSO con la federazione fintantoché:

    1) Non sarà possibile tesserarsi direttamente alla federazione e non tramite circolo.
    2) Non sarà possibile affiliarsi alla federazione senza un maestro FIT.
    3) Non sarà possibile per le associazioni sportive entrare in numero superiore a 1 in un circolo con convenzione pubblica (circolo inteso come struttura sportiva).
    4) Non sarà possibile evitare che i nostri figli siano ostaggio della federazione (tramite i circoli) dai 10 anni ai 18.

    Dopo, DOPO, forse si può anche discutere di riforme.

    Sulle crisi mistiche di Tropiano non voglio neanche intervenire, ma lo faccio comunque. Se la Chiesa ha un suo progetto sociale a Roma, molli i soldi che arrivano copiosi nelle casse vaticane e faccia dei campi pubblici con l’aiuto della FIT. Altrimenti, sarà come al solito, ossia che la Chiesa mette il progetto sociale, il comune (e quindi tutti i cittadini) mettono i soldi e la FIT (tramite i circoli) gestisce fino al fallimento del progetto.

    La cosa più scandalosa l’ha detta lo stesso Tropiano.

    Intanto che la federazione si affida e si affiderà solo ai circoli, che secondo lui tengono in piedi il tennis.

    Poi, che ci sono due tipi di circoli: quelli privati e quelli con convenzione pubblica ma sostanzialmente gestiti privatamente…….ECCO, FERMO UN ATTIMO! Niente da dire a questo proposito!!!! HAI APPENA DETTO CHE LA FEDERAZIONE ITALIANA TENNIS, ENTE SPORTIVO PUBBLICO, è COMPOSTA DA PRIVATI, CHE SOSTANZIALMENTE SI FANNO I CAVOLI LORO E DECIDONO COME SI GIOCA COME PARE A LORO!!!

    e fate anche finta di dover chiedere il permesso per delle iniziative, per avere dei campi a disposizione….

    ma state proprio giocando sporco, eh…

  • 2.

    devo dire che il signor Tropiano ha buoni propositi ma non ha una voce molto adatta ad una trasmissione radiofonica… alla lunga ti fa venire un po’ di sonnolenza

    quanto ai campi pubblici di basket etc. devo dire che mi riuslata quasi incredibile che a roma non ce abbiate, qui a bolzano che è un cittadina con ca 120.000 abitanti ne abbiamo ca 15 sparsi per la città tutti gratuiti e liberamente accesibili 24 ore al giorno tutto l’anno, su alcuni qualche tipo strano ha già tracciato le line del tennis… e vaffantennis ;)

    visto che siete messi cosi male a roma io vi consiglierei di mettervi assieme alla federazioni di basket e pallavolo e fare costuire una ventina di campi pubblici sparsi per la città muniti di parete per palleggio, posso capire che sia una spesa non alla portata della federcircoli (almeno posso capire che lo dica) ma con basket e pallavolo (e ficciamoci pure la pallamano) sarebbero tre federazioni e quelle dovrebbero avere i soldi per metter un po’di cemento e una rete attorno in un paio di parchi pubblici se il comune mette a disposizione il terreno… o siamo arrivati al punto che vengono rubati pure cemento e reti, qui a bolzano al posto delle reti usano spesso recinzioni in ferro alte tre metri, è un po’ una rottura perché le palle vanno spesso fuori ma di positivo c’è che contrariamente ale normali reti queste recinzioni sono indistruttibili persino dai barbari

    peccato che è mancato Rianna

  • 3.

    Francamente Tropiano ha detto delle cose ai limiti dell’assurdità.
    Fino a quando avremo dirigenti di questo tipo sarà ben difficile che nel nostro paese si costruisca qualcosa di buono per il movimento.

  • 4.

    lo premetto, il mio intervento non è per creare polemiche ma so che non sarà così… chi Tropiano?
    lo sanno tutti dalle aprti di roma…dopo guerini ecco tropiano…e la tradizione continua… come con galgani…

  • 5.

    Tropiano ha detto pure cose condivisibili…però si intuisce purtroppo che con dirigenti di questo genere…strada non ne faremo molta…

    se pensano con delle “forzature” di poter sdoganare i circoli…mi sa proprio che questi non hanno capito un bel niente…

    tra l’altro la puntata di ieri mi fa capire che c’è davvero molta confusione…l’unica nota positiva è il fatto che si è capito che bisogna giocare più sul veloce…ma per il resto siamo in alto mare ragazzi..

  • 6.

    Alessandro: sempre grossi problemi tecnici nell’ascoltare (anzi, tentare di ascoltare) la trasmissione in rete…

  • 7.

    Guys,

    ho ascoltato lo streaming dell’intera puntata (escluso mio intervento). E se decideste di dialogare con Mr Tropiano al posto di stroncarlo drasticamente? La mia è una semplice domanda di chi conosce poco e nulla della realtà capitolina e del Lazio.
    Lo chiedo solo perchè di solito…il tanto auspicato “illuminismo” dei dirigenti richiede tempi lunghi e una grossa capacità persuasiva di chi sta dall’altra parte.

  • 8.

    @bob
    Scrivimi in privato qui vastic82@gmail.com quali sono nello specifico i problemi per ascoltare la trasmissione. Chiunque altro abbia problemi può fare la stessa cosa..

  • 9.

    napalmdeath / tutti
    mi dite una cosa, una sola , che è migliorata dall’ era Galgani ?
    Vi ricordo che sono passati 12 anni.

  • 10.

    per Tarantino
    non è migliorato niente…solo ed esclusivamente clientelismo…però secondo me non dovremmo ne discutere ne ammalarci per queste cose…siamo in italia e noi siamo italiani…
    ma de che stamo a parla!!!
    l’essere italiani è troppo bello per tante cose…però per certe altre è un freno a mano…
    tropiano? al posto di guerini è stato messo uno che qualcosa di nuovo a fatto rispetto al suo precedessore (non era facile fare peggio) però di certo anche se ha giocato a tennis non è quello il suo posto…troppo clientelismo!!

  • 11.

    mai avuto problemi nell’ascoltare lo streaming live, e avvolte avevo solo una connessione lentissima.

  • 12.

    napalmdeath,
    sono d’accordo con te , non è cambiato nulla se non i protagonisti.
    tu ti lamenti di Tropiano ma c’è di peggio !
    Il mio comitato regionale è come se non esistesse. Il responsabile dell’attività giovanile non l’ho mai visto neanche alle finali di qualche campionato regionale e deve essere li da un decennio almeno. Il responsabile tecnico che deve solo fare le convocazioni delle gare a squadre cambia di anno in anno. Di solito è il maestro che deve mandare il ragazzino più forte e ci andrebbe lo stesso che si prende controvoglia la briga di andare a queste manifestazioni.
    L’attività regionale è 1 ( uno ) raduno di poche ore dove i ragazzi si sfidano in un set a 4 con tie break sul 3 a 3 e punto secco , altrimenti non c’è tempo, di solito sul veloce quando quasi tutti giocano sempre e solo sulla terra.
    Stranamente ai raduni ci sono gli stessi ragazzi, probabilmente hanno un elenco che gli ha lasciato Paolillo dai tempi del macroarea.
    Ma ora scatterà il piano dei raduni, inizieranno soft come a detto Furlan.

  • 13.

    per tarantino..
    io quest’anno ho fatto la scuola mestri e tra aprile e maggio sono stato a tirrenia 5 settimane e sinceramente quello che ho visto non mi paice…non entro neanche nel merito di quello che secondo me non va perchè non è giusto che io essendo adesso maestro mi metta a giudicare l’operato di persone molto ma molto più competenti di me…però quello che ho visto proprio non mi piace…
    e se tirrenia è lo specchio dell’elit del nostro tennis giovanile (e il nostro futuro) immagina a livello regionale cosa può essere…

  • 14.

    @ted meekma for president

    il dialogo non lo si deve negare mai a nessuno…ma vorrei farti riflettere su una cosa…

    Binaghi è dieci anni…ripeto dieci anni…che siede su quella poltrona…tempo più che sufficiente per poter cambiare diverse cose…

    il discorso dei campi in cemento si doveva fare dopo 10 anni?

    parliamo dei PIA?…ma ci rendiamo conto che dai circoli non esce un tennista professionista ormai da tempo?

    ma che facciamo scherziamo?…qui per dialogare si perderanno altri 20 anni prima di vedere qualche risultato…

    e poi c’è una confusione immensa…i problemi li sanno tutti ormai quali sono…anche laFederazione li sa…

    per sdoganare i circoli bisogna investire…bisogna dar loro una mano…

    non mi piace questo scarica barile…

    questi PIA sono stati progettati dalla FIT…perchè non si prendono le loro responsabilità?..

    negare che sono un fallimento non fa altro che alimentare un clima antifederazione…

    Binaghi ci dice che va tutto bene…i PIA sono un successone…ma ci vogliono prendere per i fondelli?

    qualche campo in cemento in più non cambierà niente…ce lo vogliamo mettere in testa oppure no?

    se un passo lo facciamo ogni 10 anni…gli spagnoli non li riprendiamo più…

    ci rendiamo conto che Binaghi ha investito 2 milioni e 600 mila euro per Supertennis in un anno…quando si potevano fare tantissime altre cose con quei soldi?…

    ad esempio si potevano migliorare questi scandalosi PIA…aiutando con maggiori contributi economici i circoli…

    sostenere pure le accademie private italiane…una scuola per preparatori atletici…prendendo pure qualche guru straniero…

    investire sui nostri giovani…

    Binaghi ci racconta che la FIT è in attivo con i conti da ben 7 anni ormai…ma a quanto pare non ci sono i fondi per finanziare lo sviluppo del nostro movimento tennistico…

  • 15.

    ho ascoltato la trasmissione ed era molto interessante.
    molto di meno questi giudizi di persone che sparano e basta su persone (come tropiano) che ha detto cose condivibili ma che in mala fede vengono storpiate per fare polemica.

    la rivoluzione del cemento nel lazio è cosa giusta.
    cercare di allargare la base portando il tennis nei posti dove c’è “fame sociale” è cosa giustissima.
    clientelismo di tropiano non ce ne è traccia (e chi sta nel lazio e vive nel lazio tennistico lo sa benisimo SE è IN BUONA FEDE).
    tropiano ha detto in più occasioni che i circoli sono sia utili in periodi di crisi che dannosi in periodi di boom tennistico.
    e questo sarebbe un dirigente galganiano e inutile ?
    mi dispiace molti di quelli che criticano sono in mala fede e hanno preconcetti fit.
    invece, alessandro invitalo più spesso e dagli più spazio.
    fai la diretta con i signori criticoni che girano i blog a criticare solo.

    complimenti per la trasmissione.
    sandro

  • 16.

    @sandro rossi

    la rivoluzione del cemento nel lazio è giusta….come lo sarebbe in tutta Italia…ma questa rivoluzione ci sarà? mah…non lo so…per me sarà piuttosto complicato realizzarla…e in ogni caso si è perso già diverso tempo…

    cercare di allargare la base portando il tennis dove c’è fame sociale sarebbe un’iniziativa lodevole…ma a questo punto ha ragione Andrew…si provi a mettere su dei campi pubblici se ci sono i fondi disponibili sempre…

    sul fatto che i circoli siano utili in periodi di crisi e dannosi in periodi di boom…

    beh qui sandro permettimi di dirti che questa è un’affermazione di un federale…che appunto deve difendere la Federazione…e lo fa con questo stratagemma…che è un vecchio pallino Binaghiano…stessa tattica usata con i giocatori della Davis con la Spagna…

    lì rendendo pubblico il contenuto della lettera dei giocatori…ha messo in cattiva luce i nostri tennisti…mentre con queste affermazioni Troiano mette in cattiva luce i circoli…

    lo scopo è sempre lo stesso…lasciar intendere che la colpa è dei giocatori …dei circoli…ma mai di questa Federazione…

    in realtà ho pure condiviso certe affermazioni di Tropiano…ma è pure lampante a mio parere che certe cose poteva dirle solo un federale…

    i circoli sono stati inutili sia quando erano in crisi…che ora che piuttosto pieni…inutili al nostro movimento professionistico ovviamente…

    di sicuro i circoli hanno le loro colpe…ma è proprio la FIT che Tropiano è costretto a difendere(i federasti hanno il loro copione da recitare…glielo scrive Binaghi ovviamente)…la vera colpevole di questa situazione…

    perchè piuttosto che investire soldi per lo sviluppo del nostro settore tecnico…investire sui giovani…dare contributi economici ai circoli per una scuola agonistica di qualità…

    beh questa Federazione investe i soldi pubblici in un canale televisivo…spendendo ben 2 milioni e 600 mila euro in un anno…

    chiunque sente una cosa del genere all’estero rimane allibito…

    sarebbe una cosa assurda per una Federazione seria…ma in Italia questa è la normalità…

  • 17.

    @Sandro Rossi

    Scusami se sorrido a leggere il tuo post, ma da quello che scrivi sembrerebbe che il progetto (se così si può chiamare perchè più che di progetto mi sembra che si sia discusso solo di idee prese qua e là, ma senza alcuna certezza su come realizzarle) di Tropiano e soci (leggi FIT) rappresenti una svolta decisiva per il nostro panorama tennistico.

    Ma cos’è uno scherzo? Siamo qui da 20 anni a dire che l’Italia è un paese monosuperficie e Tropiano scopre oggi l’acqua calda? La classica patata lessa…
    Sul proposito di lavorare sulle fascie disagiate siamo addirittura oltre il ridicolo. Vuole regalare il pesce quando invece è la canna da pesca che manca, non so se mi spiego. Poi ce lo vedo il dirigente FIT con combriccola al seguito che vanno a Scampia o a Quarto Oggiaro a promuovere il tennis…

    Prendersela con i circoli poi è assurdo. Il circolo è un’azienda con un bilancio, ed è quello che a loro interessa. Per come la vedo io non sarà mai un loro obiettivo promuovere il tennis e far crescere i giovani, per il semplice motivo che rappresenta una spesa senza alcun ritorno, e pertanto non aziendalmente sostenibile.
    E cosa ha fatto invece la FIT in 10 anni di Binaghi?
    Supertennis? E’ questa la soluzione per far svoltare il nostro movimento? Tirrenia? Non dico nulla e rimando ad un bellissimo articolo di Commentucci. Chi segue il tennis sa di cosa parlo.
    La brillante scelta di Infantino per Trevisan? Meglio non parlarne…
    L’allontanamento di Piatti? Un suicidio.

    Caro Sandro, dimmi una sola cosa che la FIT ha fatto di veramente positivo in questi 10 anni per il tennis, o di risultati che ha ottenuto. Qualsiasi cosa, davvero, magari sono io che non sono al corrente di tutte le iniziative, illuminami.

  • 18.

    @ Stefano

    sono d’accordo con quasi tutto ciò che hai scritto…però anche i circoli hanno la loro parte di colpa…

    questa Federazione è per me il vero male del nostro movimento tennistico…però chi dirige questi circoli il più delle volte è uno che ha la mentalità dei federali…cioè una mentalità inadeguata per il tennis di questi tempi…

    l’iniziativa del circolo romano “Due Ponti” ad esempio…che imitando l’esempio spagnolo…cerca con il coinvolgimento di imprenditori locali di finanziare economicamente alcuni atleti promettenti del proprio club…non costa niente in termini economici al club..ma si tratta per l’appunto di dedicare un pò di tempo…ok non si hanno ritorni economici ma non ci sono spese per queste cose…

    potrebbero pure fare altri tipi di proposte questi circoli…lamentarsi del fatto che si investano soldi per finanziare un canale televisivo…quando potebbero servire più a loro per sviluppare meglio le loro scuole agonistiche…o allargare la base…

    cioè fare proposte non costa loro niente…anzi potrebbero proporre pure per guadagnarci qualcosa…

    invece rimangono immobili…perchè appunto hanno la stessa mentalità dei federali…inadeguata ai tempi moderni…

  • 19.

    @ King

    Ma è chiaro che anche i circoli hanno le loro colpe se il nostro movimento non funziona, quello che dico io è che “non si può fargliene una colpa”, è un concetto diverso.
    Il circolo pensa ai suoi interessi, come azienda, non a quelli del tennis come movimento, a quello deve pensare la FIT.

  • 20.

    @ Stefano…

    la FIT non la vota mia nonna…sono i circoli che eleggono i dirigenti federali e non li eleggono perché facciano qualcosa contro i circoli, mi pare ovvio…

    Una strada di cambiamento possibile credo sia una ribellione dei circoli minori, quelli con 2-3-4 campi senza piscina, quelli che pagano per essere presi in giro.

    Oppure, il distacco di un comitato regionale, una secessione…

  • 21.

    @ Stefano

    l’immobilismo è per me una colpa…

    proprio perchè il circolo deve pensare ai suoi interessi…come azienda…deve essere più lungimirante…

    e ti faccio sempre l’esempio del “Due Ponti”…trovare chi ti finanzia alcuni giocatori promettenti con contratti di sponsorizzazione…farà pure risparmiare probabilmente una certa sommetta al circolo…

    in generale sarebbe meglio pure per i circoli fare proposte…proprio perchè devono pensare ai loro interessi futuri…possono migliorare la loro offerta al cliente e allo stesso tempo guadagnare di più…invece di farsi fregare letteralmente dalla Federazione…che a loro chiede solo di sborsare soldi…mentre la FIT investe tutto su un canale televisivo…

  • 22.

    Ma ragazzi, guardate che non mi state seguendo nel ragionamento.

    Benissimo che il “Due Ponti” abbia iniziativa, li ammiro, ed è probabilmente una delle strade da seguire per uscire dalla palta. Avranno fatto i loro conti e ne sarà risultato un saldo positivo (state certi che se ci smenavano quattrini i buoni propositi morivano subito…), ben venga.

    Ma il discorso è che non è compito del circolo costruire il movimento tennistico dal quale tirare fuori i giocatori. Se poi contribuiscono attivamente ne siamo tutti contenti, ma non è la loro priorità nè lo sarà mai.

    Al contrario è proprio compito della Federazione stimolare il movimento, e se da 30 anni non abbiamo un giocatore di vertice è solo colpa della FIT che in tutto questo periodo non è riuscita a costruire nulla.
    Quindi, tornando a bomba, non posso accettare che rappresentanti federali continuino a ripetere che la colpa dei nostri insuccessi è ovunque tranne che della Federazione, perchè si nega l’evidenza.

    Mi sono spiegato? :-)

  • 23.

    Caro Stefano io invece sono d’accordo fino ad un certo punto sul ruolo dei circoli.

    Se andiamo a vedere quel che c’è negli altri paesi europei ad alto reddito che hanno più successo di noi, (paragoni con l’Est non se ne possono fare) vediamo che nei club francesi, tedeschi e spagnoli l’addestramento di base (quello che viene impartito fra i 5-6 e i 10-12 anni) è di qualità migliore rispetto a quanto avviene in Italia. Questo deriva da una serie di fattori di carattere storico (il principale essendo la grande crisi del tennis che c’è stata a cavallo degli anni 2000, l’obsolescenza del settore tecnico e della scuola maestri durante l’era Galgani), ma anche da motivi di carattere sociale: il tennis in Italia è uno sport mantenuto volutamente elitario: ciò consente ai maestri di base di guadagnare di più (banalmente, perché si rivolgono ad una clientela facoltosa) e non incentiva la formazione di coach. I maestri guadagnano bene nei circoli, dando lezioni alle mogli dei commenda, e non hanno l’incentivo a investire su se stessi per affrontare la vita disagiata e rischiosa del coach, come avviene ad esempio in Spagna.

    Alla fine, le nostre scuole sono di livello basso, e questo comporta danni nella formazione dei giocatori che poi è costoso e difficile da rimediare.

    Quindi anche i circoli a mio avviso hanno il loro ruolo nella formazione dei giovani. Devono fare bene la loro parte, che è quella di formare tanti ragazzini in modo corretto, (fino agli 11-12 anni). Poi dopo, certo, i circoli non possono più fare gran che e ci vuole o l’accademia o il coach personale.

    Ma la dirigenza dei circoli ha un ruolo fondamentale: investire sui giovani vuol dire investire sul futuro. Se si riuscirà a trovare giocatori maschi di livello, anche il business dei circoli aumenterebbe esponenzialmente.

    Purtroppo, non vi è coraggio imprenditoriale. Inoltre molti circoli, dopo tanti anni di insuccessi, non ritengono ormai possibile che essi possano contribuire a formare un giocatore. L’ambiente è disilluso e demotivato.

    Ma vi sono realtà che dimostrano come i circoli possano fare bene la loro parte, così come avviene all’estero: Albinea, Atletico Faenza, Le Pleiadi, Circolo Tennis Caldaro, oltre al Due Ponti. E altri ancora.

    E’ anche questione di management e di visione lungimirante.

    Se si pensa solo a massimizzare il business nel breve periodo, si fanno i corsi di salsa e merengue e non ne usciamo più.

    A mio avviso la Fit deve imparare a comunicare meglio ai circoli portando certi valori e certe idee ambiziose.

    E poi deve trovare ovviamente il modo di costruire qualche tennista decente nel suo settore tecnico, per dimostrare che anche in Italia “si può”..

    Ma spesso il problema è che fra gli under 14 che arrivano a Tirrenia quelli che sono buoni per lavorare sono pochissimi. Fra le classi ’88, ’90 e ’91, ad esempio, è un mezzo disastro,ma proprio perché erano tutti scarsi, o quasi, e quelli con fondate ambizioni di agonismo si contano sulle dita di una mano.

    Che poi anche Tirrenia debba migliorare moltissimo, ne sono convinto anch’io.

    Ma i problemi ci sono anche “a monte” di Tirrenia. E lì bisogna che anche i circoli si assumano la loro parte di responsabilità.

    Mio parere. Buon Natale, vado al cenone.

  • 24.

    ahahahahahaha stefano sono d’accordo con te…in ogni caso la causa principale dei nostri insuccessi rimane proprio la FIT…

    quello che vorrei farti capire però…è che se lo scopo dei circoli dovrebbe appunto essere quello di pensare ai loro interessi…come azienda…in questo momento non lo stanno facendo…tutto qui…

    migliorare la qualità dell’agonistica dei circoli…ad esempio dovrebbe interessare pure al circolo…non solo alla Federazione…perchè migliorando il servizio per i clienti…si potrebbe pure guadagnare di più nel frattempo…capisci?

    io fossi il presidente di un circolo…proporrei alla FIT di aiutarmi a migliorare la mia scuola agonistica…perchè è una cosa che conviene pure a me…

    io farei casino per avere maggiori contributi dalla Federazione…per così poter fornire la qualità necessaria alla mia clientela…

    i miei interessi di circolo…non sono in contrasto con gli interessi del movimento tennistico…al contrario possono andare di pari passo…

    purtroppo piuttosto che muoversi..molti preferiscono lasciare così le cose…ma ripeto se al momento questo immobilismo non sembra nuocere loro…non è detto che in futuro le cose non possano cambiare…(tra l’altro non sembra nuocere…ma ripeto la FIT con i soldi che prende dai circoli…e poi li investe sulla TV…beh direi che di nuocere …nuoce eccome…già ora)

    l’amico Andrew parla di associazioni sportive ad esempio…quando avremo un campione..molti di questi circoli avranno diverse problematiche da affrontare…

    alzare la voce adesso potrebbe salvaguardarli da sorprese future…che invece di sicuro troveranno preparato un club all’avanguardia come il “Due Ponti”

    detto questo se avessimo in Italia una Federazione seria tutti questi discorsi sarebbero inutili…ma purtroppo noi in Italia non ce l’abbiamo una Federazione seria..

  • 25.

    @ Roberto
    Roberto, sono daccordissimo con te, i circoli “dovrebbero” avere un altro ruolo, ma adesso come adesso non lo hanno, e credo che la colpa di questo sia appunto della Federazione.
    Non c’è interazione tra FIT e circoli, e non c’è un progetto comune, è questo il problema.
    Per il resto il tuo discorso non fa una piega, ma con le buone intenzioni si fa poco, bisogna che arrivino anche i risultati perchè qui siamo nella palta da anni e nessuno sa come uscirne.

    @ King
    Il tuo ragionamento è giusto ma si basa sul presupposto che a capo dei circoli ci siano persone lungimiranti. Così come non in tutte le aziende ci sono titolari illuminati, nemmeno nei circoli ne troviamo tanti, e le conseguenze si vedono. Il problema è che la Federazione non fa nulla per stimolare la lungimiranza, ed i circoli rimangono ancorati al loro orticello. Bisogna spezzare questa spirale negativa, e credo che l’impulso debba necessariamente partire dall’alto.

  • 26.

    @ Stefano

    beh la Federazione non solo non fa nulla per stimolare la lungimiranza…proprio non fa nulla o quasi in generale…

    comunque io partivo dal presupposto che non abbiamo una Federazione seria…capito Stefano?

    quindi è ovvio che la colpa principale di tutta questa situazione è della FIT…ma appunto noto che mentre alcuni circoli si muovono…la maggior parte è immobile…e invece bisognerebbe muoversi tutti insieme per cambiare qualcosa…magari presidente per iniziare…

    no perchè se si aspetta che questa FIT faccia qualcosa per lo sviluppo del nostro movimento tennistico…stiamo freschi ragazzi..

  • 27.

    @ roberto commentucci

    secondo te perchè pure circoli all’avanguardia come quello del “Due Ponti”…con a disposizione una quantità maggiore di campi da tennis di un Maggi in Spagna…non aumenta il numero di ore per gli agonisti?

    eppure il “Due Ponti” mostra di avere un certo interesse per i suoi giovani visto che cerca loro qualcuno che li finanzi…

    cioè quello su cui vorrei farti riflettere roberto è che pure il più lungimirante dei presidenti di circolo…non aumenta le ore di agonistica…e di conseguenza la qualità dell’agonistica…perchè appunto non ne ha alcun vantaggio…avrebbe solo spese in più…

    e perchè spendere di più…quando il mercato neppure lo richiede?

    in una situazione del genere solo l’intervento della Federazione può portare a cambiare le cose…

    sostenendo economicamente quei circoli disposti ad aumentare il numero di ore settimanali agli agonisti…

    all’estero giocano in media sulle 15 ore settimanali…Spagna…Francia…

    aspettare che siano i circoli di loro iniziativa ad aumentare il numero di ore settimanali per lo meno per l’agonistica…beh mi sembra utopistico…

    servono maggiori contributi economici e invogliare quindi i circoli più attrezzati a fornire pure una scuola agonistica di maggiore qualità…

    se la FIT non risolve subito questo problema…i centri periferici di cui si parla non capisco a cosa possano servire…sarebbero solo un’ulteriore spreco di denaro…

    ma riflettiamoci un pò…se un Roberto Marcora avesse giocato a tennis per 15 ore settimanali…6/7 ore di preparazione atletica…avrebbe avuto bisogno della FIT per emergere?

    cioè ma se lavorando molto meno si è messo già in mostra…se avesse frequentato una scuola agonistica di qualità…pure le sue qualità sarebbero emerse prima…senza alcun bisogno del sostegno economico della FIT…

  • 28.

    dopo giorni di famiglia e cene e pranzi rispondo a qualcuno che fa finta di non capire.

    l’analisi di tropiano sui circoli è esatta e non mi sembra che ha dato un giudizio ma una constatazione.
    nei momenti di crisi i circoli continuano a fare tennis e non lo abbandonano (al limite quelli imprenditoriali hanno ridotto il numero dei campi) nei momenti di boom i circoli lasciano spazio tennis ai soci e non amano l’agonismo.
    è una vera considerazione e se fatta da un dirigente fit dimostra la capacità di analisi.

    inoltre ho ascoltato la presentazione del progetto “rom” (lo chiamo cosi’ per semplificare) proprio da tropiano in una riunione con i gat del lazio (circa 200 presenti) e non centra nulla con quanto avete capito e criticato.
    secondo me non in buona fede.
    apro parentesi: spesso criticate per partito preso prendendo una parola senza sapere nulla dell’argomento.

    ve lo dimostro riassumendo.
    c’è un progetto che già avrebbe il patrocinio del comune di roma e della CEI (conferenza episcopale italiana) per cui il comitato lazio farebbe una leva tennistica di ragazzi tra i 5 e i 7 anni (se non sbaglio) in tutta roma tra le realtà disagiate (campi rom, borgate popolari, case famiglia etc) per iniziare al tennis questi ragazzi in un centro della fit che dovrà essere realizzato con 8 campi in cemento di cui 2 coperti (già ci sarebbero accordi di massima).
    il tutto a spese del crlazio ma anche con contributi degli enti locali che hanno ben visto questo progetto.
    questi bambini avranno la possibilità sociale di andar via da una realtà spesso disagiata se non malavitosa e potranno imparare uno sport, un mestiere (maestri di tennis?) e magari diventare campioni (??!).
    mi sembra un ottimo progetto.
    può riuscire o no ma criticare tropiano per questo vuol dire essere in mala fede.

    inoltre questo dirigente sta facendo moltissimo per il tennis e non parla nascosto dall’anonimato come quelli che da tutti i blog stracriticano spesso senza sapere nulla.

    parlate poi di piatti e caldaro.
    ma lo sapete che piatti stima molto tropiano che è di casa a caldaro?

    parlate senza sapere nulla.

    e il due ponti poi: sapete che il presidente del circolo ha molta stima di tropiano così come i ragazzi che fanno parte di quel progetto?

    io frequento il tennis giovanile e tropiano avrà sicuramente dei difetti (se volete li dico) ma magari ce ne fossero 100 come lui.

    e non come chi chiacchiera per il gusto di chiacchierare.

    stasera ascolterò la trasmissione.
    è possibile intervenire?

    sandro

  • 29.

    @ sandro rossi

    non hai dimostrato un bel niente, se posso permettermi…

    anzi, mi sembra che tu abbia confermato quanto ho detto io, ossia che la CEI patrocina e il CRLazio e gli enti pubblici (quindi tutti i cittadini) pagano.

    Ripeto: progetto ridicolo, di facciata e pre-rivoluzione francese (“il popolo vuole pane!!! Dategli le brioches….), rivolto a fasce di popolazione che neppure lo richiedono e che spero vi accolgano con i forconi…

  • 30.

    prendo atto che andrew è un giacobino, quindi più elitario degli aristocratici cui tagliarono la testa, ma prende cantonate.

    la richiesta di coinvolgere i ragazzi delle zone disagiate nasce dai contatti che (così ha spiegato tropiano) sono stati presi con l’opera nomadi, l’associazione migrantes e i municipi più vicini al disagio sociale.

    aggiungo che tropiano sta da tempo avviando un coinvolgimento delle realtà locali perchè si impegnino nella realizzazione di impianti pubblici su zone in concessione evitando che queste concessioni siano sfruttate da circoli che facciano solo “lucro”.

    insomma, lungi dal difendere tropiano per quello che è (un valido dirigente con qualche difetto), difendo l’idea che siano tutti incapaci, inadatti atc atc.

    andrew ma da dove vieni ?
    da dove nasce la tua rabbia ?
    da un’esperienza di un circolo e di un dirigente fit magari inadatti?

    suvvia ci vuole serenità di giudizio non preconcetti.

    inoltre ti preciso che la fit non è un ente pubblico.
    ma privato.
    ripassa la legge statale.

    sandro

  • 31.

    chiamato in causa indirettamente intervengo
    solo per dire che nel lazio molto si muove da quando c’è fabrizio tropiano.

    certo qui al 2 ponti senza i presidenti tornabuoni poco si poteva fare ma la presidenza tropiano è positiva nel suo insieme.

    perchè non venite al convegno organizzato da lui e commentucci al lemon bowl:
    “genitori di atleti. un mestiere che si impara” .
    il 2 gennaio alle 16.

    non è il primo convegno che il comitato lazio fà.
    ed è utile per aumentare la cultura sportiva.

    anche questo va male vero stefano o andrew?

  • 32.

    purtroppo ancora non capite che il vero “disagio sociale” sono proprio i circoli di tennis e casomai dovrebbero essere i ROM che vi invitano nei loro campi per offrirvi un’occasione di recupero…

    tuttavia, non essendo ipocriti, i ROM mai si sognerebbero di venirvi a invitare da loro…

  • 33.

    Tropiano dirigente valido per cosa? Binaghi presidente valido per cosa?

    Sandro Rossi cerca di ampliare un pò le tue vedute…Andrew sta cercando di spiegarti che queste iniziative non cambieranno niente…e non sono utili al nostro movimento tennistico…tutto qui…e io sono perfettamente d’accordo con lui…

    se Tropiano è un dirigente valido come dici si preoccupi di far spuntare qualche professionista dai circoli romani…

    perchè ripeto il discorso dei campi in cemento è valido…ma c’è questo problema ben più grosso da risolvere prima…

    ci vogliono scuole agonistiche di qualità…altrimenti Tropiano non me la fa cambiare idea…

    la Spagna prima ha costruito un sistema solido e ora sta pensando ai campi in cemento…

    prima viene il sistema solido…e questa Federazione…di cui Tropiano è uno dei dirigenti…ha costruito un pessimo sistema nell’ultimo decennio….e non solo…sta perseverando nell’errore…

    lo sanno tutti che per sdoganare i circoli servono soldi…che al momento Binaghi non può permettersi di concedere…perchè ha investito molto sul canale televisivo Supertennis…che sai quanto serve allo sviluppo del nostro movimento?…proprio a niente…

    Tropiano è un altro burattino in mano di Binaghi…non può fare altro se vuole restare su quella poltrona…solo non mi venite a dire che è un dirigente valido…perchè quelli validi con una Federazione del genere durano molto poco…

  • 34.

    Appunto proprio con i contributi degli enti statali… Dopo di che dopo un paio di mesi tutto finisce ed anche i soldi che però nessuno sa dove vanno poi a finire… O meglio tutti lo sanno ma nessuno lo dice… Scusi ma da che mondo viene lei signor Rossi?
    Questo è il trucco più vecchio del mondo, quello soprattutto che viene attuato dalla politica e a Roma in particolare, dove per uno che lavora cento sono intruffolati nei vari palazzi… Ed il nord paga… Mai frase più azzeccata fu quella di Bossi.. Roma ladrona…

  • 35.

    Questi 3 (andrew, king e madmax) sono i post più qualunquistici che io abbia mai letto.

    Inoltre le critiche monodirezionali ed oltranziste finiscono per squalificare chi le fa, piuttosto che chi le riceve.

    Io credo che bisognerebbe cercare di approfondire maggiormente le cose prima di sparare sentenze.

    Sono abbastanza amareggiato da questo atteggiamento oltranzista, direi quasi integralista.

    Ad Andrew dico che il progetto “Rom” che in realtà non si rivolge solo ai rom, ma in generale alle persone di reddito medio-basso, non è altro che un primo tentativo, qui nel Lazio, di attenuare il carattere elitario del tennis dei Circoli. Ovvero, proprio quel che tu, Andrew, propugni da una vita. Ma se le stesse cose le scrive o le dice un Dirigente Fit, ecco che automaticamente diventa una strumentalizzazione e un magna magna… Qui non si vuole tirare fuori un campione da un Rom, ma si vuole promuovere meglio il tennis, per allargare la base.In più, proprio in virtù di questi fini sociali, forse si riesce a migliorare la deficitaria situazione delle infrastrutture nel lazio, riuscendo finalmente a costruire quel centro tecnico regionale che non abbiamo e che ci farebbe maledettamente comodo.

    A king.
    La FIT sta cercando da anni di migliorare le scuole di agonistica. In primis si è cercato di migliorare la formazione dei maestri,grazie a Roberto Lombardi, ben più competente del funesto Rasicci di galganiana memoria. Poi con i Pia si è cercato di fare proprio quel che hai detto tu: dare soldi ai circoli in cambio di qualità. Ma molti circoli, da noi, hanno preso i soldi senza dare la qualità. La FIT ha erogato ai circoli, in questi anni, svariati milioni di euro all’anno. In Spagna, hanno maestri e scuole migliori perché il sistema paese è diverso: da loro i maestri non guadagnano 5000 euro al mese dando lezioni alle mogli dei commenda, e se vogliono migliorare, devono investire su loro stessi e crescere, spesso assieme a dei giovani agonisti. Inoltre da loro la situazione “Due Ponti” (sponsor privati raccolti dal club per finanziare i giovani) è ormai da anni la normalità, dal momento che gli sponsor incoraggiati dai successi, amano investire sui giovani. Infine, sui campi in cemento sei disinformato: la Spagna ha iniziati a costruirli quasi 20 anni fa, anche grazie al fatto che a Barcellona hanno organizzato le Olimpiadi del ‘92 e molti soldi del Comitato Olimpico sono stati investiti in impiantistica d’avanguardia. Tanto è vero che oltre il 30% dei tornei pro (challenger e future) organizzati in Spagna sono da tempo sul cemento…
    In tutto questo la federazione spagnola (notoriamente poco attiva) ha pochissimi meriti. E’ nato quasi tutto dall’iniziativa privata, che si è indirizzata “spontaneamente“ verso fini virtuosi e ambiziosi. Quell’iniziativa privata che da noi, invece, porta i Russo a progettare la Champions League dei vincitori dei campionati a squadre nazionali, il tutto però senza investire una lira sul vivaio… D’altra parte, se nel 1980 il PIL pro-capite dell’Italia era quasi il doppio di quello spagnolo e ora i nostri cugini iberici ci sono praticamente alla pari, evidentemente qualche problema lo abbiamo, e non solo nel tennis.

    A madmax…

    Spiacente ma l’ultima tua affermazione è davvero disgustosa e non rende merito alla tua intelligenza. Le generalizzazioni sono sempre fastidiose. Nella mia esperienza, ci sono anche molti romani onesti e molti lombardi ladri. Tra l’altro, sai bene che con il lavoro che faccio conosco i dati dell’evasione fiscale (e dei capitali occultati all’estero) disaggregata per regione, e ti garantisco che Roma è molto meno ladrona di altre zone d’Italia che si atteggiano a modelli di virtù.

    Non dico altro perché non ho voglia di litigare, ma sappiate che certe volte è davvero è sconfortante cercare di migliorare le cose.

  • 36.

    Roberto ovviamente hai ragione perchè chi non lavora (ma anche chi lo fa, certamente i soldi dei fondi europei etc imbertati non li può mica dichiarare!!) non può evadere…. Dimentichi poi che ho passato per vent’anni due o tre giorni la settimana a Roma ed uno dei nostri più grossi clienti è stato Gaucci…. Tira tu le tue conclusioni…

    Ma in questo caso non è certo in questione il romano in qualità di persona comune (e ci mancherebbe altro anche se per quello che ho scritto potrebbe sembrare) bensì la politica a cui certamente la federazione (no solo quella tennistica intendiamoci) è legata dalla testa ai piedi..

    Scusami ma tu offendi tutto il popolo dei tennisti se pensi che in un paese civile (anche se l’Italia effettivamente non lo è) si possa credere che una legge dove si obbliga un possibile candidato alla presidenza ad avere il consenso di ben trecento circoli, venga permessa senza nessun tipo di connivenza…. Oppure arrivi direttamente da Fantasilandia..

  • 37.

    N.B Ho scritto fondi europei tanto per dire ma è uguale per qualsiasi altro tipo di erogazione..

  • 38.

    @ roberto…

    no, no, no! Non si devono utilizzare fantomatici “fini sociali” per allargare la base. Non bisogna utilizzare chi ha bisogno, magari di ben altro (il famoso benaltrismo), per arrivare agli agognati campi in cemento, forse pubblici…

    Lo sport ha già valenza sociale (con riferimento alla società e non ai SOCI), dovrebbe di per sè costituire un bene sociale e condiviso. Purtroppo, qua il tennis non è uno sport e le strutture non sono condivise con tutti i cittadini, nemmeno nei circoli con convenzione pubblica.

    Queste iniziative alla MariaPiaFanfani, a me personalmente fanno orrore e si sgonfiano presto, perché dietro non hanno un pensiero solido.

    Ossia, in questo caso, prima ancora di aprire il tennis a tutti i cittadini (compresi anche i ROM e i disagiati sociali), prima ancora di rimuovere le barriere che ne impediscono la diffusione, prima ancora di renderlo un ambiente libero, sportivo ed economico e quindi attraente per fasce di popolazione le più ampie possibili….ecco, prima di tutto questo, si partorisce un progetto per il recupero degli ultimi tramite il tennis con il timbro della chiesa e i soldi dei cittadini, strumentalizzandoli allo scopo di intenerire chi tiene i cordoni della borsa. Gogna e Vergogna!

    L’unica cosa saggia che può fare Tropiano è quella di prendere e andare dall’assessore allo sport e informarlo che esiste un problema con i circoli con convenzione pubblica. Il problema consiste nel fatto che chi li gestisce ne ha fatto una cosa privata e le attività che vi svolge non sono sportive; quindi, deve chiedere gentilmente che l’assessorato riveda le convenzioni in modo che effettivamente gli spazi pubblici esistenti siano utilizzati dai cittadini (E DOPO, SOLO DOPO DEVE AVVIARE UNA CAMPAGNA PER INVITARE LE FASCE PIù DISAGIATE, IN MODO CHE QUESTE FASCE PARTECIPINO COME CITTADINI E NON COME FASCE DISAGIATE).

    Dopodiché, una volta gridato a gran voce che il tennis è uno sport e come sport ha necessità di campi in cemento e strutture coperte, si procederà a richiedere tali strutture IN NOME DELLO SPORT E NON IN NOME DEI ROM.

    Se non riuscite a far passare il tennis come sport, è meglio che neanche vi muoviate, questo è fondamentale…

  • 39.

    @Roberto Commentucci

    credo dovresti leggere più attentamente ciò che scrivo…e ti spiego il perchè…

    non ho mai detto che questa Federazione non abbia investito…il problema è proprio quello..cioè che ha investito ma l’ha fatto nel peggiore dei modi…

    il progetto PIA era di fondamentale importanza per il nostro movimento tennistico…ma vogliamo prendere atto che è stato un vero e proprio fallimento?

    il signor Gasparini ha detto a Scanagatta che i PIA sono un successo…te ne rendi conto di come capovolgono la realtà?

    io non mi lamento del progetto PIA in sè…dare soldi ai circoli per migliorare la qualità dell’agonistica era necessario…ma è il modo in cui è stato fatto che mi lascia basito…

    chi doveva usufruire di questi soldi …doveva garantire in partenza determinate cose…altrimenti soldi non ne dovevate dare…

    qualche tempo fa ho visto la replica di Tennis Club…dove c’era appunto il presidente Binaghi che per non smentirsi ha detto un’altra bugia…e cioè che Furlan e altri girando per l’Europa…si sono accorti che l’unica cosa che ci mancava rispetto a questi paesi(mi sembra abbia citato Spagna e Francia )…erano appunto dei centri periferici della Federazione…

    nella schermata grande si poteva leggeva “PIA in evoluzione”

    ora a parte il fatto che al signor Gasparini vorrei dire che se i PIA sono un successo…non ci sarebbe alcun bisogno di questa evoluzione…

    ma vorrei tornare alla bugia del signor Binaghi…

    a noi mancano solo i centri periferici rispetto alla Spagna o alla Francia?

    Roberto ma ai nostri agonisti non mancano pure parecchie ore di agonistica rispetto alla Spagna o alla Francia?

    questo sai cosa mi fa capire Roberto?…che la Federazione quando ha realizzato questo progetto dei PIA ha sottovalutato diversi aspetti…

    risultato questi PIA sono di scarsa qualità…la Federazione ha sprecato svariati milioni di euro…e ovviamente i circoli hanno continuato a non produrre professionisti…

    questo progetto PIA è stato un totale fallimento…risultati zero…Roberto…dopo dieci anni di presidenza Binaghi…questi circoli sono messi molto male…

    Roberto continuano a sottovalutare questa cosa delle ore di agonistica…per questo ti ripeto che con questi centri periferici faranno un altro buco nell’acqua…

    per carità i circoli hanno pure le loro colpe…ma chi elargisce questi soldi…tu Federazione o i circoli?…

    in Spagna o in Francia dovevi andarci subito a vedere quello che facevano…

    i nostri tennisti maturano più tardi rispetto agli spagnoli e i francesi…proprio perchè in questi paesi si lavora seriamente fin da giovanissimi…

    quando i nostri agonisti fanno 6 ore in media la settimana…gli spagnoli o i francesi ne fanno 15 di ore in media…e hanno pure i centri periferici…

    il nocciolo della discussione è proprio questo…..fare 15 ore anzichè 6 è fondamentale per tanti motivi…

    quando fai 6 ore in media la settimana…e tra l’altro non sei da solo..per il maestro è più complicato fare un buon lavoro a livello tecnico…e non parliamo del preparatore atletico…

    e l’agonista?…giocando 6 ore a settimana come fai ad inculcargli lo spirito di sacrificio a sto agonista?

    sono tante cose..collegate tra loro…che poi fanno il giocatore professionista…

    il maestro avendo 15 ore la settimana di sicuro potrà fare un lavoro migliore che avendone solo 6..

    il preparatore atletico a sua volta avrà a che fare quasi tutti i giorni con quell’agonista…

    ci sarà più attenzione per l’agonista in generale…che di sicuro non potrà che crescere meglio…

    questa è la strada da seguire…i risultati non verranno subito…ma almeno già ci sarebbe la base….

    al momento non c’è questa base…

    una volta che l’ambiente agonistico diventa più professionale…qualche professionista inizierà a spuntare…e stai tranquillo che spunteranno pure i maestri disposti ad allenarlo…

    certo ci vorrà sempre del tempo…all’inizio potrebbero esserci pure diverse problematiche da affrontare…ma poi andrà come deve andare…

    in spagna con i campi in cemento hanno iniziato 20 anni fa…ma pure noi qualche campo in cemento in più ce l’avevamo prima della crisi…

    in ogni caso il 30% dei tornei in Spagna sono sul cemento ma il 70% (più del doppio quindi)..sono sulla terra…e qualche tempo fa erano ancora di più…

    la loro fortuna gli spagnoli l’hanno costruita sulla terra…e tra l’altro come noi non è che siano forniti di tutti questi grandi battitori…

    ti ripeto più che il cemento è di fondamentale importanza la qualità dell’agonistica…

    abbiamo fatto 30…facciamo 31…però stavolta bisogna essere maggiormente selettivi….

    ci vorrebbero un certo numero di circoli disposto ad aumentare le ore di agonistica…15 ore come in Spagna o in Francia..

    si potrebbero inserire pure diverse accademie private in questo discorso…

    questi circoli potremmo considerarli come una sorta di centri periferici…e stavolta che la FIT curi direttamente il suo investimento…

  • 40.

    Andrew, solo per dirti che sul mio blogghino riassumo la tua importante battaglia di cui sopra con il termine di… CENSODOPATI: credono, nei circoli, che vincere “facile” in questo modo sia qualcosa di sportivo… e trovano anche la voglia di parlarne :-)
    fondamentale quando sottolinei che le Federazioni dovrebbero, tutte, avere una mission pubblica e democratica…

  • 41.

    i circoli che vogliono far parte dei PIA devono avere dei requisiti di qualità dell’insegnamento (maestri non abusivi ma preparati, numero allievi per campo non eccessivo, materiale didattico moderno, mini tennis, preparatore atletico titolato etc) che altre scuole (la maggioranza) non hanno.

    la FIT finanzia queste scuole.
    prima dei PIA c’era il vuoto di qualità.

    ma di che state parlando ?

    sandro rossi

  • 42.

    Più leggo gli interventi di Roberto Commentucci e più mi convinco che è un grande!! Bravo Roberto, in quello che esponi sei molto obbiettivo e centri sempre il nocciolo della questione. A parte questo vorrei dire pur vivendo a Cagliari che Binaghi si dovrebbe mettere da parte, 10 anni sono più che sufficienti per sviluppare un progetto che ha portato comunque qualche buon risultato. Dico questo non tanto perchè non apprezzi quello che ha fatto l’attuale presidente FIT ma perchè sono contrario alle cariche a vita in qualsiasi federazione ed anche in politica. Spero ci sia una valida alternativa quando ci saranno le prossime elezioni.

  • 43.

    @ sandro rossi

    forse sono io che non mi so esprimere…

    la FIT finanzia queste scuole che in teoria sono di qualità…ripeto solo in teoria…

    in pratica rispetto alle scuole che ci sono in Spagna e Francia c’è un’abisso sandro…

    le nostre scuole agonistiche in media fanno giocare i nostri ragazzi 6 ore contro le 15 ore degli spagnoli o francesi…

    se ti sembra una cosa da poco…non potrai mai capire perchè siamo così indietro con gli altri paesi…

    sono essenziali un maggior numero di ore agonistiche…per avere davvero quella tanto decantata qualità in queste scuole…

    inoltre è necessario pure riprendere il discorso che aveva iniziato Piatti…

    servono preparatori atletici validi e l’unico modo è prendere un guru della preparazione atletica…che aiuterà i nostri preparatori atletici a capire le necessità dei nostri agonisti …perchè aumentando le ore per gli agonisti…ci vorrà ancora più cura per i nostri agonisti…un lavoro di un certo livello..che al momento non possono certo fare…

    ricapitoliamo dunque…

    1) scuole agonistiche di qualità (15 ore settimanali in media come in Spagna o Francia)

    2) preparatori atletici validi per questa importante novità (serve un guru che li guidi)

    3) dopo aver fatto ciò…completare il tutto con dei centri periferici federali…

    i circoli non hanno molte colpe a mio parere per quanto riguarda i PIA…perchè neanche loro sapevano come la nostra FIT che significa scuola agonistiche di qualità…

    spettava alla nostra Federazione spiegare loro questa cosa…era compito della Federazione dettare le regole per questi PIA…

    noi rispetto agli spagnoli abbiamo qualche problematica in più…però se una Federazione lavora con serietà…molti problemi si risolvono a mio parere…

    una volta che la FIT mette a disposizione un sistema solido…le prospettive per lo sviluppo del nostro movimento sono enormi…

  • 44.

    sandro rossi @.. il verbo esatto è dovrebbero….. il 90 -95% dei ragazzini all’interno dei Pia si allena come prima (mucchio selvaggio e tecnica zero o quasi)…. quelli che hanno motivazioni diverse (parlo dei genitori) seguono altre strade… e integrano di tasca propria… oppure, nei circoli piu’ grandi, è il circolo che distingue i pochi immediatamente predisposti, e li isola in 2-3 gruppetti che lavorano in modo diverso…. anche se raramente al livello di come fanno in spagna… per sempio.
    Se questa è qualità.. allora come non detto…

  • 45.

    a king.

    Le direttive della FIT in termini di qualità minima sono qua:

    http://www.federtennis.it/PDF/PIA_Regolamento2009-10.pdf

    come vedi le ore di allenamento minimo prescritte non sono 6 contro le 15 di Francia e Spagna.

    Le ore minime di allenamento variano in funzione dell’età dell’allievo, secondo una progressione messa a punto dalla scuola maestri di concerto con gli esperti di medicina sportiva del CONI.

    Si parte da un minimo di 3 ore a settimana (2 di tennis + una di preparazione atletica) per i bimbi del minitennis (5-7) anni. A quell’età infatti, come abbiamo più volte scritto su questo blog, è fondamentale evitare la specializzazione precoce, (fare solo tennis e farne troppo può essere dannoso) e avere il tempo necessario per praticare anche altri sport. La polisportività è un valore da coltivare (come hanno confermato anche qui sul blog tutti coloro che si interessano di preparazione atletica, da Buzzelli, a Catizzone, fino ad Archipedro) e le direttive PIA sono del tutto coerenti con questa visione.

    Poi, a mano a mano che l’età si alza, i carichi minimi aumentano, fino ad arrivare, per i ragazzi di 14-15 anni, ad un totale di 19 ore e mezzo a settimana: 12 di tennis e 7 e mezzo di preprazione atletica.

    Dopodiché, se avrai la pazienza di leggerti il regolamento, scoprirai che sono previsti anche dei requisiti minimi in termini di professionalità dei maestri e dei preparatori atletici, della disponibilità di strutture e di palestre, di numero massimo di discenti per campo.

    Il problema è aa mio avviso strutturale. Molti circoli hanno aderito ai PIA solo per ragioni di facciata (per spacciarsi come centri di alto livello), ma hanno continuato a privilegiare le esigenze dei soci per massimizzare i ritorni economici di breve periodo.

    Quindi come vedi le direttive date ai Circoli sono chiare ed anche del tutto condivisibili. Vuoi i soldi? Devi fare come dico io.

    Purtroppo, sebbene un miglioramento in molte zone ci sia stato, non tutto è andato per il verso giusto. La situazione è a macchia di leopardo. A situazioni di buon livello, si affiancano situazioni deludenti. Pia o non Pia.

    L’anello debole del sistema a mio parere sono molto spesso i circoli più che la Federazione centrale.

    Alla fine, la Federazione si è messa a controllare la qualità dell’addestramento di base con metodi polizieschi che hanno creato ulteriori rancori.

    Il problema è che bisogna migliorare la consapevolezza e la cultura sportiva del genitore-utente, per metterlo in grado di difendersi da solo dai venditori di fumo e consentirgli di scegliere la scuola migliore. Bisogna avere consumatori informati, e la concorrenza tra le scuole ne farà spontaneamente salire la qualità.

    Ad esempio, sono pochissimi i genitori – non dell’ambiente – che conoscono la differenza che passa tra circoli che aderiscono ai PIA e circoli che non aderiscono. La Federazione dovrebbe spiegarlo molto più chiaramente usando i suoi media istituzionali (sito, tv, eccetera). Tieni presente che attualmente solo circa circa 300 circoli, su un totale di oltre 2.500 circoli affiliati, aderiscono ai PIA. Sono cose che vanno dettte chiaramente a chi comincia.

    Infine, bisogna rimuovere le norme che limitano la concorrenza fra scuole, come ad esempio l’assurda indennità di svincolo.

    Infine, i centri periferici federali sono in arrivo, a giorni ci scriverò su un articolo per spiegare cosa bolle in pentola nel settore tecnico.

    Ma anche lì, sappi che gran parte delle resistenze ai centri periferici vengono proprio dai circoli, che temono di restare spiazzati.

    In conclusione, vorrei dire più mi addentro nei problemi, e più mi rendo conto che molti ostacoli derivano da problematiche profonde di “sistema paese”. In particolare, il nostro pervicace, viscerale municipalismo e campanilismo è un grosso ostacolo alla costruzione di un sistema davvero efficace di copertura del territorio.

    Banalmente, perché ciascuno vuole fare di testa sua. Cosa che negli altri paesi europei, che hanno un maggiore senso civico e civile, succede in misura molto minore.

  • 46.

    Complimenti a Roberto… gran bell’arringa difensiva.
    …. Non per battere sempre dove il dente duole… ma i programmi che descrivi sono un puro esercizio di …. Teoria… nella pratica è ben diverso… e repetita juvant… la gran parte dei ragazzini sia nelle scuole PIA o non Pia … svolgono un attività ludica di passatempo a tirare palline di qua e di à della rete…si divertono molto, ma non c’è nessuna qualità… la famiglia non vuole che sudino troppo….ne prima ne ora ne dopo….se dietro non ci fossero dei genitori che spingono in una certa direzione… campa cavallo che l’erba cresce… infatti moltissimi under forti… sono figli di maestri e/o ex giocatori….. ma che strano ??
    A meno che non si pensi che con 1.000 e/o 2.000 Euro all’anno (o quello che è) un circolo possa innalzare la qualità dell’insegnamento alla gran parte dei suoi allievi (2-3 per campo + atletica di un certo tipo… ma scherziamo)…. Eppoi scusate… ma con tutte queste scuole che scoppiano di allievi, come mai poi ai tornei ci sono sempre le solite facce ???? ditemi un altro sport dove l’ 80-90 % dei ragazzi si allena e non fa mai competizioni ???
    Da genitore, dico che bisognerebbe rompere il ciclo vizioso…… scuola Sat per i circoli e i ragazzi che vogliono fare semplice attività fisica e sport…e associazioni sportive per chi vuole provare a fare sul serio…. Botte piena e moglie ubriaca non sono mai andate d’accordo…

  • 47.

    Roberto obbiettivo… Mi è toccato leggere anche questa…

    Leggendo gli scritti di alcuni ci si rende conto come nessuno di questi “scrittori” su un campo di tennis ci è stato almeno negli ultimi sei anni (prima non lo so)..

    Io la trafila l’ho fatta tutta e queste cose non sono nemmeno teoria come la chiama generosamente Atti, perchè per essere tale vorrebbe dire che qualcuno ne parli o addirittura che qualcuno la prenda in qualche considerazione… Nulla di più lontano dalla realtà…

    Io i genitori di G&F li ho conosciuti quasi tutti e nessuno di loro è un pazzo rivoluzionario, anzi gente Atti, Mauro e Mirmidone in particolare sono persone squisite oltre che equilibratissime (Mauro in realtà un difetto ce l’ha perchè un sardo che non mangia il maialino ed il pesce…) eppure la pensano tutti esattamente allo stesso modo e cioè come l’irascibile e disgustoso Mad Max..(e quindi Andrew e chi più ne ha più ne metta), che però in comune hanno l’essere tuttti i santi giorni dalla mattina alla sera sui campi da gioco…

    Secondo voi significa qualcosa? Immagino che anche per il Signor Commentucci questo non significa nulla, ed infatti i risultati del Italdisastro è lì sotto gli occhi di tutti e così lo sarà (in realtà prevedo peggio) tra una decina d’anni..

  • 48.

    Max, ma perché non riesci proprio a porti in modo civile?

    Io mi sforzo di essere obiettivo, per quanto posso, con l’idea di contribuire a migliorare il sistema.

    Gioco a tennis da tanti anni, non sono certo un campione, sono un modesto praticante. Però ho studiato molto la tecnica e la tattica, e studio tennis per quanto posso (in senso lato: la sua storia, gli ordinamenti sportivi, i regolamenti federali, le esperienze estere, eccetera). Poi, certo non mi verrebbe mai in mente di allenare qualcuno. io faccio un altro mestiere.

    Un mio punto forte, però, se mi consenti, è che non ho alcun interesse personale, nell’affrontare i problemi.
    Non sono nè un dirigente federale, nè un tecnico, nè un preparatore fisico, nè un padrone di circolo, nè un genitore di agonista, nè un procuratore, nè un giornalista. Vivo di altro.

    E quindi, proprio per questo motivo, e dall’alto della mia presunzione, penso di poter essere molto più obiettivo di tutti voi.

    Perché voi tutti, inevitabilmente, siete delle parti in causa, nel processo, e avete degli obiettivi personali da conseguire.

    Questo vi impedisce di valutare con assoluta serenità tutti gli aspetti dei problemi: è del tutto naturale che sia così, non dipende dalla qualità delle persone, che nessuno (tranne te madmax) discute.

    Il vostro punto di vista, del tutto rispettabile, è quello dei genitori degli agonisti.

    Una angolazione molto utile per guardare i problemi da una certa prospettiva.

    Ma non potete pretendere di essere i depositari della verità, Madmax.

    La vostra visione va esaminata e ponderata sentendo anche quella degli altri soggetti interessati: maestri, dirigenti di circolo, organizzatori di tornei, allenatori, eccetera.

    Solo così si può giungere a fare una analisi davvero approfondita di come stanno le cose.

    La Federazione ha sicuramente tanti difetti, sono state sbagliate tante scelte, fatti molti errori. Ci sono sicuramente incapaci, inetti, disonesti. Come dappertutto o quasi, nel mondo.

    Ma questa sicumera nello sparare a zero su tutto e su tutti (me compreso, che con la federazione e con le scelte federali, credimi, non c’entro nulla) è davvero degna di miglior causa.

    Vedi, in questo ambiente un problema fondamentale è quello del rapporto tormentato fra dirigenti dilettanti e tecnici professionisti.

    I primi sono in genere disinteressati (ci sono ovviamente le eccezioni): pensano al bene del movmento, vorrebbero conseguire l’interesse generale, ma tendono ad essere poco competenti o peggio incompetenti. Fanno altro nella vita.

    I secondi invece conoscono molto bene i problemi: è il loro campo, e sanno perfettamente cosa si dovrebbe fare. Ci sono le eccezioni, anche qua, attenzione. Esistono tecnici incapaci, oppure sprovvisti di senso organizzativo, oppure che mancano della necessaria visione di insieme.

    E poi ci sono quelli bravi, che potrebbero dare ai dirigenti le dritte giuste: facciamo così e così, e miglioriamo il sistema…

    Il problema è che tutti i tecnici, tutti gli addetti ai lavori, sono anche portatori di un interesse particolare, e inevitabilmente le loro ricette tendono ad avvantaggiare, in termini di prestigio o di ritorno economico, la loro categoria o peggio loro stessi.

    Ciò scaturisce da un conflitto di interessi intrinseco. In Italia basta fare un esempio: Adriano Panatta. Certo competente, gran capitano di Davis, gran carisma, ma troppo portato a privilegiare i propri interessi personali rispetto a quelli del sistema.

    E quindi, fra dirigenti e tecnici esiste una fisiologica dialettica: il tecnico propone, e il dirigente cerca di capire se la ricetta è giusta e utile, o se invece è fatta su misura per soddisfare interessi personali…

    In altri paesi le cose funzionano in modo più virtuoso: esiste nel dna delle persone maggiore senso del proprio ruolo e delle istituzioni. E si tende a dialogare presumendo la buona fede reciproca.

    Cosa che io, anche su qesto blog, proprio non riesco a vedere, anche da parte tua, max.

    O si è d’accordo con te, o si è incompetenti. Non è un atteggiamento costruttivo, madmax. La verità, nel mondo sta sempre in mezzo, e i torti e le ragioni non stanno mai tutti da una parte sola.

    Chi semplifica troppo, divide il mondo in bianco o in nero e fa le crociate o le guerre di religione, da sempre combina grandi disastri, ce lo insegna la storia.

  • 49.

    @Roberto..

    Ma ti rendi conto di quello che hai scritto?

    Ad un certo punto parli di federazione, tecnici, circoli etc etc?

    Ma cosa vuoi che importa a me cosa pensano loro, siamo noi che paghiamo!! Loro discutono e vogliono decidere usando i nostri di soldi e secondo te è una cosa che può essere accettata? Come fai a non capirlo… E ci mancherebbe altro che non volessi aver ragione…

    Stai pur tranquillo che se fossero gli altri a dover tirare fuori il denaro lo farebbero con cognizione di causa e soprattutto senza farli gestire a incompetenti e dilettanti!!

    A chi lavora per me, do ovviamente il rispetto che merita, ma loro devono fare anche le capriole, qui invece dovrei pagare e prendere anche del pirla?

    E tu ti permetti anche di dirmi come mi dovrei porre?

    Lacia stare va e continua a vivere a Fantasilandia dove c’è ancora chi crede alle favole…

  • 50.

    Ed io non semplifico e soprattutto non faccio nessun tipo di guerra, primo perchè non me ne può fregar di meno e soprattutto perchè non ho bisogno e vado dritto per la mia strada, ma se mi chiedi da esterno un’opinione su come si sta lavorando e su come si vuole operare per il futuri ti rispondo che il non raggiungimento dell’obbiettivo (quello cioè di allargare la base e di creare un campione) è la certezza matematica….

  • 51.

    Il fatto che tu paghi le spese per la formazione tennistica di tua figlia non ti dà il diritto di accusare di scarsa obiettività, e di incompetenza, nè il sottoscritto, nè tutti quelli che osano contraddirti.

  • 52.

    @Roberto

    Mi dispiace, ma chiunque paghi ha il diritto di mettere in dubbio tutto, di pretendere e valutare chi è e chi non è competente, non fosse altro che il cliente ha sempre ragione, una regola di mercato talmente ovvia che solo dei pazzi si possono sognare di non accettare.. Non è concesso invece di offendere ma che la tua sia stata un’ottima arringa difensiva (quindi di parte e di conseguenza non obbiettiva), è un dato di fatto e non un’offesa, realtà tra l’altro fatta notare prima di me da altri meno assolutisti..

    Assolutismo che mi sento tranquillo di ribadire quando affermo con assoluta certezza che nessuna delle idee sentite ultimamente da te e da nessun altro federasta porterà al benchè minimo risultato (anche perchè se ce ne fosse pure qualcuna buona non verrebbe utilizzata o al massimo verrebbe applicata nel peggiore dei modi).. O meglio gli obbiettivi in realtà verranno raggiunti, peccato che non saranno ne i nostri ne quelli di tutti gli altri appassionati …

    Se ciò non ti garba vedi di fartela piacere ugualmente, perchè tanto le cose non cambieranno di certo..

  • 53.

    E poi ragionandoci sopra..

    Pensa un po’ alla tua storia.. Tu appassionato cominci a postare sul sito di Ubaldo dimostri buona capacità di scrittura e collabori per un certo periodo per Ubitennis..
    In questo periodo vieni notato dalla federazione la quale decide di avvalersi della tua collaborazione.. A questo punto non so ora in che veste (o meglio più o meno me l’hai detto ma non sta a me scriverlo pubblicamente anche perchè non ho capito del tutto o almeno a me sembra una roba così fuori dal mondo che voglio non crederci) dall’interno tu puoi fare delle proposte e qualcuna magari anche farla mettere in pratica..

    Ora obbiettivamente secondo te è una cosa ammissibile, fermo restando che tu potrai essere il più bravo del mondo ma questo eventualmente lo si saprà in seguito? Ora secondo te le scelte delle persone si fa in questo modo? A dire la verità è una cosa che già è stata fatta con i tecnici nel senso che chi era libero e accetta il mini stipendio viene assunto. Secondo te questo modus operandi può portare dei risultati?

    Io solo a pensarci rabbrividisco e mi chiedo come possa essere possibile solo il fatto che esista qualcuno che creda veramete e pendi che in questo modo vengano partorite delle idee logiche e corrette… Però dall’altra parte ho letto che il trainer equivale allo uno psicologo per cui probabilmente è normale così…

  • 54.

    Max, io continuo a fare quel che ho sempre fatto.

    Collaboro con il settore comunicazione della FIT dove metto a disposizione la mia conoscenza dei giovani italiani, che vado a veder giocare appena posso. E infatti scrivo sui nostri giovani dei profili (uno al mese) per la rivista cartacea della federazione. E’ una cosa che mi piace e davvero non fa di me un federale.

    Poi, continuo a fare le analisi di struttura che ho sempre fatto quando scrivevo di là. L’unica differenza, è che le mie analisi (nelle quali cerco di utilizzare il mio bagaglio concettuale di economista e la mia capacità di documentarmi su quanto avviene non solo in Italia ma anche all’estero) ora sono scritte non per essere pubblicate, ma per suscitare un dibattito all’interno della federazione.

    Ovviamente non ho alcun ruolo formale nè alcun potere decisionale.

    E ci mancherebbe altro, come giustamente dici tu.

    Ho solo la forza delle mie idee, dei miei numeri e della mia onestà intellettuale.

    Per me è un modo stimolante di vivere la mia passione per il tennis e la mia anima tifosa: un modo ben più gratificante, e credo più costruttivo, che non il semplice scrivere articoli su tizio che ha vinto con caio perché serve meglio.

    Però, poiché io resto un “esterno” alla Federazione, penso di poter continuare a definirmi obiettivo, anche perché se mi appiattissi sulle idee federali non potrei svolgere al meglio il mio lavoro di analisi.

    Quanto ai tecnici, è chiaro che la Federazione prende quelli liberi.

    La Federazione è un ente di matrice pubblica e deve rispettare una certa deontologia. Mica si può mettere a portare via gli allenatori ai suoi tesserati, su.

    Sul fatto dello stipendio, basso, non hai torto, ma tieni conto che è un problema che hanno molte federazioni.

    Non necessariamente poi la professionalità di una persona può essere giudicata solo da quanto guadagna. Ci sono persone (vedi Dell’Edera, o Caperchi) che davvero non avrebbero problemi a mettersi a fare i coach privati ma che hanno l’ambizione di fare qualcosa di buono per il tennis in Italia…

    Sono gratificazioni immateriali, a cui alcuni sono sensibili e altri no. Ma non si può generalizzare e dire che chi sta in Fit è necessariamente scarso perché guadagna meno di chi sta fuori.

    Pensa agli economisti o analisti finanziari che lavorano perlebanche centrali, ad esempio: guadagnerebbero molto di più se andassero a lavorare per banche di affari private, ma preferiscono la carriera in una istituzione che offre tradizione, prestigio, formazione e centri studi di fama mondiale.
    E la sicurezza del posto, che di questi tempi non è poco.

    Allo stesso modo, lavorare in Federazione per un tecnico può essere un investimento su se stesso: gira il mondo, impara, si fa conoscere, e se è bravo potrà trovare, in futuro, incarichi più remunerativi.

  • 55.

    @ Roberto Commentucci

    mettiamo che sono quindi i circoli a fare i furbi…se i circoli che aderiscono ai PIA sono circa 300…e tu mi dici che c’è una situazione a macchia di leopardo…perchè si continua a dare i contributi a circoli che difatto non seguono le direttive?

    Roberto nessuno dei circoli che aderiscono ai PIA garantisce le 12 ore minime settimanali di tennis nelle scuole d’agonistica…

    in media la stragrande maggioranza delle scuole agonistiche realmente garantisce davvero 6 ore…a parte rarissime eccezioni…che comunque non arrivano alle 12 ore…neanche i circoli più all’avanguardia garantiscono le 12 ore minime…

    e la FIT che ha intenzione di fare?

    invece di liquidare quei circoli con PIA di qualità davvero scadente…e cercare di migliorare quelli maggiormente validi…

    beh ha deciso di mettere su questi centri periferici..il cui scopo a questo punto davvero non capisco…

    se davvero la situazione è come dici a macchia di leopardo…dove va abbastanza bene…investo ancora e cerco di convincerli a lavorare come si deve…15 ore settimanali per gli agonisti e tutto il resto…

    dove va invece piuttosto male…li abbandono…niente più PIA per loro…al limite salvo il salvabile…però li tengo sotto osservazione…visto che una buona parte li ho liquidati sarà più facile controllare quelli che rimarranno…

    a quel punto i centri periferici avrebbero un senso a mio parere…

    io fossi il presidente investirei ancora per migliorare le scuole agonistiche…aumenterei i contributi per tutti i circoli aderenti ai PIA che però hanno un certo numero di campi e che so potrebbero garantirmi le 15 ore di tennis per gli agonisti…

    al resto dei circoli lascerei le sat..

  • 56.

    Sono consapevole di essere di parte, anzi lo dico esplicitamente SONO DI PARTE, difendo i diritti dei tanti ragazzini figli di famiglie normali, quelle di genitori non addetti ai lavori che si trovano nei “guai” per questo sport , che è unico nell’abbagliarti e contemporaneamente nel sottrarti con il sorriso i quattrini dal portafoglio….man mano che migliora il tuo livello di gioco….
    Nel post precedente avevo fatto una considerazione, una provocazione che non ha avuto risposte, e cioè come mai in questo sport su 100 ragazzini che frequentano le scuole tennis (Sat o Pia o quello che è), solamente 5\10 poi partecipano a tornei…. Questo è il dato su cui riflettere.
    Quali altri sport hanno una simile differenza fra i ragazzi che si allenano e poi partecipano ai tornei ? e questo, al 100% indipendentemente dal livello della scuola e\o del circolo……i numeri che contano ad alto livello rimangono modesti, perché POCHE ma molto poche sono le famiglie disposte a mettersi in gioco a 360 gradi per far praticare seriamente questo sport al proprio figlio… non esiste un perorso stabilito, tocca sempre e solo alle famiglie metter mano al portafoglio per tamponare le falle…
    Io che SONO POCO OBBIETTIVO E DI PARTE dico un motivo, il principale che è dovuto al peccato originale di dover dipendere, non da dirigenti dilettanti (che ci sono in tutti gli altri sport e fanno benissimo), ma semplicemente perché tutto il movimento dipende dagli umori e dall’elemosina che i circoli di turno decidono di attuare in favore del’agonismo…. Se non si parte da qua, a mio avviso non si risolverà mai nulla.
    Io non sono contrario ai circoli, vanno benissimo come sono, ed in parte contribuiscono a mantenere vivo questo sport, CERTAMENTE sono invece controproducenti per il settore agonistico, perché perseguono fini COMPLETAMENTE DIVERSI da quelli individuali di un singolo giocatore, salvo rarissime eccezioni.
    NON MI SEMBRA DI AVER DETTO che i maestri, i dirigenti dei circoli e della Fit sono incompetenti, ne che sia semplicemente un gioco delle parti in qui tutti difendono il loro loro orticello, per me è molto piu’ semplice, è impostato male il sistema, che parte da logiche superate e inadatte allo sport moderno, ho letto tanti esempi, allora io dico che è come se a un appassionato di calcio e collezionista di figurine panini (quelle dei calciatori) fosse cooptato a dirigere il settore agonistico di una squadra di calcio….. solo perché conosce tutti i calciatori famosi ed è tifoso di calcio. E’ ovvio che potendo preferisce organizzare un amichevole fra squadre famose (serie A) piuttosto che stare a seguire l’orda dei ragazzini delle squadre giovanili… o no ?
    E’ vero che qualcosa si sta muovendo, diamo atto alla FIT, ma siamo lontani dall’impostare una soluzione veramente efficace, perché fondamentalmente, il giocattolo non lo si vuole strappare di mano per costruirne uno nuovo e migliore, troppi gli ostacoli, noi all’italiana preferiamo i compromessi, non risolvono ma evitano di scontentare qualcuno, io la vedo così… pero’ sono DI PARTE….

  • 57.

    Atti, il tuo punto è quello più delicato e più complesso.

    E’ vero quanto dici. I circoli hanno un’anima fondamentalmente ricreativa, che tende a soffocare l’anima agonistica. E a farne le spese sono i ragazzi e le loro famiglie.

    Io credo che si debba arrivare ad una chiara distinzione di soggetti giuridici, percorsi e obiettivi.

    Gli affiliati dovrebbero essere distinti in due categorie: quelli a prevalente matrice ricreativa (che possono avere soci e frequentatori) e quelli a matrice agonistica (le chiamiamo Accademie anche se potrebbe essere un termine riduttivo) il cui oggetto sociale esclusivo è la produzione o il perfezionamento dei giocatori e che non possono avere soci o frequentatori ma possono solo allenare ragazzi o organizzare tornei.

    A queste due categorie di affiliati (entrambe con diritto di voto) debbono spettare diritti e obblighi diversi: il Circolo ricreativo può decidere se aderire o meno al PIA e ai suoi obblighi di qualità, ma comunque non può trattenere i ragazzini dopo i 12 anni di età, se questi dopo i 12 anni decidono di andare a tesserarsi presso un’accademia. I Circoli ricreativi,in altri termini, possono fare solo addestramento di base e menitennis. Se decidono di continuare a lavorare con ragazzi più grandi, devono dimostrare di poterlo fare a buon livello.

    Non vi sono indennità di svincolo nè limiti al trasferimento. L’attività a squadre viene ridimensionata fortemente rispetto a quanto avviene attualmente e viene parzialmente sostituita da un circuito nazionale under 12 e under 14 per far fare partite di livello medio alto con pari età e per prepararsi così agli ETA.

    In ogni regione vi è poi un centro federale periferico attivo dai 12 ai 14 anni, che funge da concentratore dei migliori agonisti della regione.

    Sui siti dei comitati regionali deve essere creata una anagrafe degli associati che riporta, per ciascun circolo ricreativo, quanti ragazzini da esso prodotti sono stati convocati a raduni federali, oppure avviati ai centri periferici regionali. Questo consente di orientare la clientela nella scelta del circolo dove fare l’addestramento di base e l’avviamento al tennis, e aumenta la competizione fra Sat.

    I migliori dopo i 14-15 anni vanno o a Tirrenia (se vogliono) o continuano ad allenarsi presso le accademie con i loro coach privati con il contributo federale.

    I contributi federali vengono elargiti a un numero minore di ragazzi ma diventano più cospicui. E vengono dati a partire dai 15 anni di età per le ragazze e dai 16 peri maschi in modo da essere destinati solo a chi ha lavorato bene in un’ottica futura e non a chi ha vinto a 12 anni alzando solo pallonetti.

    In qusto modo si scinde l’anima agonistica da quella ricreativa: maestri e imprenditori sono liberi di posizionarsi nella categoria di affiliato (ricreativo o agonistico) che ritengono più appropriata eadatta alle loroqualità e alla situazione del mercato locale.

    Il percorso ideale dovrebbe quindi essere:

    5-6 anni: avviamento presso una SAT di un circolo ricreativo

    7-11 anni scuola di agonistica presso un circolo ricreativo (meglio se PIA) – eventualmente anche con l’aiuto di un maestro privato.

    12-14 anni: Accademia o Centro periferico federale.

    15-18 anni: Accademia con coach privato o Centrofederale Tirrenia.

    Ai genitori dei ragazzini che si avvicinano al tennis viene spiegato chiaramente, ex ante, sul sito federale, quale è il percorso da compiere e quali sono le differenze tra un circolo e un’accademia e dove devono andare a seconda delle loro ambizioni e delle capacità del ragazzino.

    Coloro che non hanno ambizioni di agonismo e ne sono consapevoli continueranno a fare sport ricreativo nei circli e sarannoi soci di domani.

    Coloro he vogliono fare agonismo ma non hanno le qualità per eccellere staranno nelle accademie e finanzieranno con le loro rette l’attività dei migliori talenti, che saranno supportati economicamente sia dalle accademie che dalla federazione.

    I più bravi saranno convocati prima al centro periferico (a 12 anni) e poi se vorranno al centro nazionale di Tirrenia (3 o 4 per annata). Gli altri comunque di interesse nazionale (meno di adesso) avrannoi contributi federali e continueranno ad allenarsi presso le Accademie.

    Utopia? Io non credo. Discutiamone.

  • 58.

    Roberto, mi spaventi!! Ma tu sei proprio un belanda come si dice a Milano che non è affatto un’offesa e anzi significa che sei una brava persona, troppo buona e per questo un po’ troppo ingenuo..

    Ma tu pensi veramente che i coach da te citati lavorino per la federazione a discapito del loro guadagno? E di che tradizione, prestigio e centri studi di fama mondiale stai parlando? La sicurezza del posto??

    Non mi soffermo nemmeno riguardo alla tradizione al prestigio ed alla formazione di fama mondiale perchè sarebbe un insulto alla mia pur modesta intelligenza, ma per il resto loro hanno capito benissimo che il guadagno arriva soprattutto dalle Sat e/o agonistica da circolo (che è praticamente la medesima cosa ma non si sa perchè costa di più) e non dallo pseudo professionismo, le loro scuole strabordano di ragazzi (e tra l’altro non è nemmeno richiesta se non saltuariamente la loro presenza fisica) e perciò in questo momento lavoro più certo e remunerativo del maestro di tennis è difficile trovarlo e loro si sono messi in quelle posizioni solamente per poter manovrare il tutto, dai ragazzi da convocare ai raduni (i loro) e di conseguenza dirottare su di loro (e quindi a loro stessi) tutti i vari contributi fino a a poter gestire i vari contributi dei comitati regionali e della federazione centrale una volta diventati a lei compiacenti..

    Si è capito che non sei avvezzo al funzionamento dei vari palazzi, il che non è assolutamente un male anzi, il punto è che non ti rendi conto che qualsiasi buona idea che tu possa avere è già bocciata in partenza o sviluppata in modo da non creare problemi a nessuno perciò di fatto inefficiente..

    E per rispondere ad Atti il sistema non funzione per il sempliced motivo che ci sono dei paletti di base da cui non si può prescindere, perciò tutto il resto è un mettere una pezza su pezza.. Oltretutto a mettere queste pezze spesso viene messa gente assolutamente inadatta, che pensa che il tennis pro siano la serie A, Volandri e la Fed Cup.. Ovviamente tutte queste cose arrivano da sole grazie al talento che è un nuovo tipo di taleggio che fanno a Trento…

    O mamma mia Atti come siamo conciati!!

    Anch’io però sono di parte, perciò non conto..

  • 59.

    Roberto in linea generale sono d’accordo con quello che hai scritto (i dettagli lasciamoli stare tanto non arrivando a nulla non ne dovremmo nemmeno discutere)..

    Se la federazione fa una cosa del genere io vado sulla luna volando…

  • 60.

    Roberto@
    Lo so che sotto sotto sei dei nostri…. un talento come il tuo è sprecato a compilare schede tecniche sul tal giocatore…. cmunque già il fatto di perder tempo a discutere con noi ti rende merito…
    La tua esposizione riassume a grandi linee anche la mia personale opinione…ha pero’ un difetto …. è troppo semplice e facile da realizzare… non verrà mai quotata….
    E i tanti maestri a qui si toglierà il giocattolino ??? chi li sente ??? e i circoli (grandi e piccoli) che rimarranno diciamo ludici ?? come faranno a mantenere il loro status (parlo dei circoli in affitto su impianti comunali), se non sbandiereranno la tal vittoria a squadre e/o il piazzamento nella magica serie A o B come obbiettivo raggiunto per i valori dello sport e della crescita giovanile, sempre tirati in ballo… quando fa comodo.
    Fondamentalmente dovrebbe essere il circolo a disposizione dell’agonista… e non viceversa (motivazioni valide o no, se per esempio, sei costretto a cambiare circolo, ben che ti vada ti prendi anche un calcio sul sedere.. e arrangiarsi, tutto quello che il ragazzino si è impegnato in precedenza, non conta piu’ un fico secco.. anzi devi pagare il disturbo)… ecco perché urgono le associazioni sportive che perseguono obbiettivi strettamente sportivi e agonistici.

    A MadMax dico che nel mio piccolo invece, sto trovando fior di professionisti della racchetta (istr. di Iì e II^ grado), semisconosciuti agli occhi di mamma Fit, gente, sostanzialmente giovane, che potrebbe essere facilmente coinvolta in un progetto ( che per passione personale è documentata e aggiornata sui metodi piu’ recenti). E poi scusa, tu per primo ti stai dando da fare in un certo modo, senza aver avuto alcun background, ne corso ne tirocinio nel mondo del tennis… cosa vuol dire… che ovvio la SNMaestri va potenziata ed il pilastro su cui si basa la FIT (cosa che stanno già facendo), ma per un certo tipo di percorso ( di base fino ai 12-13 anni), c’è in giro, gente già pronta e vogliosa di mettersi in gioco, anche a cifre “normali” (come quello che prende adesso, c’è il maestro da 40-50 Euro all’ora e quello da 15/20., io, in molti casi, fatico a vederne la differenza), sarà il campo ed i meriti poi a integrare economicamente l’impegno. I coach migliori vanno coinvolti e dosati, nel senso di collaborazioni a gettone + bonus risultati, sarà difficile che abbondino la loro autonomia, ma penso che quasi tutti, per la passione (e la pecunia) entrerebbero nel progetto se chiaro e condiviso . Si potrebbe fare come nel calcio dove il tal coach e la tal accademia hanno dei centri di addestramento periferici collegati per progetti ed obbiettivi comuni ( i migliori si alleneranno direttamente in accademia).. I risultati complessivi diranno poi chi ha lavorato meglio (+ aiuti e contributi da mamma FIT)….stessa cosa per un pool di sponsor, magari da coinvolgere a livello regionale… scusate se sta in piedi il ciclismo, con gli sponsor, non vedo come non si possa fare altrettanto con il tennis….
    Un nodo delicato è quello della preparazione atletica, qui la cosa è un po’ complessa, poiche vedo e ho visto opinioni e metodi diametralmente opposti, e francamente penso sia ancor piu’ difficile standardizzare un metodo condiviso e applicato a largo raggio… in generale si tende a sottovalutarla e/o a lasciarla insegnare a gente che non conosce bene l’argomento, ne che ha molta voglia di documentarsi, infatti i pochi all’altezza non hanno problemi a trovare lavoro nel tennis.
    Faccio un esempio anche sulle scuole PIA e sul progetto :
    4 anni fa la nostra area PIA aveva una squadra di ragazzini discreti ( a livello Under 8-9-10), ebbene non si è qualificata per la fase nazionale semplicemente perché nelle prove atletiche, parlo anche di mia figlia, non sapevanoo neanche che prove fisiche dovevano fare… mai provate, ne prima, ne durante, ne dopo (forse perché interessava piu’ il contributo che proseguire con la fase nazionale ??). Questo solo per dirne urna sul progetto PIA e su come viene applicato (e su chi controlla chi)….mentre a onor del vero i trentini e gli altoatesini le sapevano fare a menadito… ma loro, anche nel resto, hanno tutt’altra organizzazione
    ….nei Pia successivi… lasciamo perdere…

    ..direi che questo è un argomento da G&F…

  • 61.

    @ Roberto Commentucci

    il progetto che hai esposto credo sia interessante…

    dai 7-11 anni la scuola agonistica non va fatta nei circoli esclusivamente ricreativi…è questo il problema che si deve risolvere…

    la scuola agonistica va fatta nei circoli che aderiscono ai PIA…e questi circoli devono garantire PIA di alta qualità…non devono fare i furbi…

    a quel punto l’idea dei centri periferici per me ha un senso…

    accademie e centri periferici devono anch’essi soddisfare certi criteri di qualità…

    maggior cura per la preparazione atletica…fornire i centri agonistici di un mental trainer…

    tutto deve essere curato nei minimi particolari…a partire dai 7 anni…

    questo significa che bisogna prima valutare la qualità dei PIA…poi pure la qualità delle accademie…e dei centri periferici…

  • 62.

    @ Atti..

    E ti sembra normale che io stia facendo il coach di miia figlia? Se lo faccio è perchè non si trova di meglio perciò vedi tu il livello!!

    E se poi uno vuole credere che i tanti maestri giovani che si vogliono mettere in gioco abbiano qualche attinenza con il professionismo beh ognuno è libero di avere le proprie idee basta che poi la colpa non sia dei ragazzi che non hanno la passion ed il talento..

    E se ancora non c’è un metodo uniforme per la preparazione atletica significa che siamo ancora alle guerre puniche… (che non significa uguale per tutti perchè anche quio sarebbe fondamentale la persoinalizzazione)

    Gli sponsor.. Il ciclismo ed il tennis… Ma perchè un ciclista costa 70/80 mila euro l’anno?? Non penso nemmeno 20/30 mila che costano i tennisti a livello giovanile, però non lo so e potrei sbagliarmi…

  • 63.

    ma le accademie poi dove sono?…accademie o associazioni sportive potremmo dire?

    cioè non è che si trovano accademie in tutta Italia…Roberto dove non ci sono…come si formeranno queste accademie?

    questo è un altro problema…il tennis in certe zone d’Italia non va proprio di moda per il momento…un’associazione sportiva o accademia non si formerà facilmente e tra le altre cose…ci sarà sempre bisogno di una fase di avviamento di queste accademie che bisogna mettere in conto…

    i circoli sono un pò ovunque…e in ogni caso non vedranno di buon occhio queste nuove accademie…boh ci sono degli aspetti che dovresti chiarire meglio su questo punto…

    io poi sarò un testone…ma continuerei a cercare di sdoganare i circoli…piuttosto che creare nuove accademie al momento…

    non sono contrario alle associazioni sportive o alle accademie…tutt’altro…però non credo sia giunto ancora il loro momento…

    e poi a me piace il modello spagnolo…dove i circoli funzionano bene…la federazione spagnola ha pure i suoi centri periferici e tutto fila liscio…

    il successo della Spagna nel tennis è dovuto proprio a questi circoli più che alle grosse accademie…nel senso che se i circoli spagnoli non funzionassero così bene…probabilmente non ci sarebbe questo boom del tennis spagnolo…

    per questo ritengo che la riscossa del nostro movimento dovrebbe partire proprio dai nostri circoli…

    il problema dei nostri circoli è che appunto sono piuttosto arretrati…è proprio questione di mentalità…

    per sdoganare i circoli l’unico modo è investire su questi…per metterli al passo con i tempi…

    ovviamente non tutti i circoli si possono sdoganare subito…io partirei con quelli che già da soli si stanno muovendo in tal senso…

    alcuni circoli all’avanguardia diciamo che ci sono già…per aiutarli a fare i passi giusti…bisognerebbe investire su questi circoli…

    la Federazione dovrebbe investire su questi circoli a mio parere…perchè diciamo sono le primizie dei circoli con una mentalità nuova…

    magari non forniscono ancora quella qualità necessaria per produrre giocatori professionisti…ma stanno mettendo le basi..e insomma io li aiuterei fossi la Federazione a spiccare il volo…

    io fossi il presidente federale finanzierei questi circoli con una mentalità aperta verso il professionismo…in modo tale da velocizzarne lo sviluppo…

    così facendo inaugurerei una nuova epoca per i circoli del nostro movimento tennistico..

    la vera forza degli spagnoli è che i loro circoli hanno scuole agonistiche di alta qualità…nei centri periferici spagnoli arrivano già ragazzini pronti alla vita faticosa del tennista professionista…

    mentalmente e fisicamente sono stati preparati già in maniera adeguata…così che nei centri periferici spagnoli…si continuerà con quell’andazzo…e la Federazione avrà così un quadro chiaro della situazione…

    questo è buono..quello è molto buono…quello è così così…il margine d’errore è davvero poca cosa…

    immaginiamo invece quello che potrà arrivare nei nostri centri periferici…quelli che sta mettendo su la nostra Federazione…

    ragazzini provenienti da scuole agonistiche che di agonistico non hanno proprio niente nella maggior parte dei casi…

    si potrà sentire qualcuno dire “ma che ha combinato quel maestro …devo fare diversi richiami tecnici”

    il lavoro atletico svolto nei circoli ricreativi o finti PIA….non sarà stato proprio il massimo…anzi direi sarà probabilmente piuttosto scadente…

    in questi centri periferici in realtà non si avrà un quadro chiaro della situazione…ci sarà da lavorare molto…e insomma non credo sarà sufficiente per poter dire..come succede in Spagna

    questo è buono…questo è molto buono…questo è così così…il margine d’errore sarà molto elevato a mio parere…

    per carità il centro periferico avrà la sua utilità…però non certo la stessa funzione di quello spagnolo…i risultati non saranno quindi gli stessi…

  • 64.

    in questi giorni sul sito del crlazio è comparsa la notizia che ci saranno dei fiduciari maestri che gireranno per fare i controlli sulla qualità delle scuole.

    in realtà si parla di un servizio per i circoli ma si capisce che la fit vuole verificare la qualità.

    tra l’altro qui nel lazio molte scuole sono state eliminate dai PIA perchè non erano in regola.

    ora non so nelle altre regioni ma qua le verifiche si fanno e anche seriamente e ciò è dovuto alla professionalità di molti maestri nonchè alla politica del crlazio che non fà sconti a nessuno (quindi non è clientelare come scrive napalmdeath).

    tra l’altro so per esperienza diretta che le scuole PIA che vanno per la maggiore nel Lazio (PIA lazio 1 PIA lazio 2 PIA lazio 3 ad esempio) fanno giocare i ragazzi agonisti di livello proprio 15 17 ore settimanali.
    Semmai non è facile trovare in giro buoni preparatori atletici.
    In ogni PIA formato da 8 o 9 circoli ce ne saremmo 4 o 5 di livello.
    qui si deve migliorare.

    La FIT ha tolto molti contributi a scuole che baravano sulla qualità ed ora sta lanciando i centri periferici.

    insomma luci ed ombre sicuramente ma chi sta nel tenni 24 ore al giorno (caro MadMaxe) vede che la FIT sta facendo molto anche nella direzione che tu auspichi.
    tra l’altro ho visto Commentucci ieri a pranzo con Tropiano al lemon bowl parlare fittamente.
    Dicono che i due vadano molto d’accordo e che sia stato Tropiano a far apprezzare le idee rivoluzionarie di Commentucci dalla FIT; ma pare che le idee rivoluzionarie siano anche condivise da Tropiano.

    perchè Commentucci non ci spiega meglio questo rapporto col Presidente del Lazio ?
    magari ci aiuta a capire meglio la FIT dall’interno….

    sandro rossi

  • 65.

    però Commentucci non ci dica solo che Tropiano è un grande appassionato perchè questo ci interessa poco.

    vogliamo capire la testa del presidente di uno dei più importanti comitati d’italia che tra l’altro, tutti sanno, che è stato messo lì col benestare di binaghi che lo ritiene un suo uomo fidato…

    dai Commentucci diccela tutta…

    sandro rossi

  • 66.

    l’unica rivoluzione è rompere il monopolio di circoli e maestri, che al momento sono quelli che votano e poi si “autocontrollano”.

    Libertà e concorrenza…

    Nuove norme, anche positive come quelle di Roberto, rimangono solamente nuove norme…

  • 67.

    @Sandro..

    Si vede che abbiamo occhi diversi… Posso dirti che in sei anni di tennis a 360° qualcosa che indirizzi al tennis professionistico l’ho visto solo in due casi… Entrambi i casi con la federazione non hanno nulla a che fare..

    Detto questo anche se non ci crederò nemmeno il giorno che lo dovessi vedere spero ardentemente che qualcosa anche di piccolo incominci ad andare in quella direzione..

    Il punto però è che per andare in quella direzione non ci sono i presupposti, perchè mancano soldi e perciò persone e strutture…

  • 68.

    @ sandro rossi

    15-17 ore di tennis senza contare le ore di preparazione atletica? …a me suona strana questa cosa…

    magari puoi fornire qualche sito internet?…no perchè tra quelli che hanno un sito internet…15-17 ore di tennis nell’agonistica sono un miraggio…sono rimasto sorpreso di leggere robe tipo 7 ore il Parioli…lo stesso Due Ponti scrive nel suo sito 10 ore di tennis agonistico…certo sommate alle 5/6 ore di preparazione atletica diventano 15-16 ore la settimana…

    per quanto riguarda i preparatori atletici quindi non sono matto quando dico che non ce ne sono molti di validi…e considera che nel Lazio c’è Tropiano…Binaghi e compagnia bella…pensa altre regioni come saranno messe…

    nel Lazio i controlli a quanto pare li fanno…ma nel resto d’Italia?

    se facessero dei controlli al sud…credo resteremmo senza PIA in diversi posti…

  • 69.

    king of swing

    premesso che la quantità di ore da giocare non è una legge fissa (ad esempio ci sono ragazzi molto bravi che hanno una fragilità corporale che suggerisce cautela nel carico di lavoro), vi sono varie fasce di così detti agonisti; i migliori arrivano solo col tennis a 15 17 ore settimanali compreso sabato e domenica quando fanno matches.

    non so se sui siti c’è scritto ma nelle riunioni di maestri questo dato risulta chiaro.

    sui prepartori condivido (binaghi non opera nel lazio ma viene e vive in sardegna)
    ma forse più ancora che tra i maestri, tra i preparatori c’è molta supponenza ed invidia.
    ognuno detiene la verità se li ascolti.

    ad esempio nessuna nelle scuole del lazio che io so cura l’aspetto psicologico della crescita.
    L’unico che cerca di smuovere qualcosa è il comitato regionale che periodicamente, ma troppo poco, fa conferenze su temi della crescita dei ragazzi (la prima al foro italico sbagliando il luogo perchè nessuno sapeva in che posto fosse fatta, un’altra volta all’Empire con Casa lazio e il 2 gennaio prossimo al lemon bowl sul mestiere di genitori di tennisti).

    ma i circoli non fanno nulla perchè la cultura non ripaga economicamente.

    invece chiedo è normale che molti maestri diventano dei veri e propri imprenditori rinunciando a fare qualità nelle scuole ?
    anche nel tennis gli italiani hanno trovato la gallina dalle uova d’oro e non fanno più scuole di qualità (tranne poche quelle dei PIA) ?
    vorrei vedere i 740 di alcuni maestri che girano in porsche e risultano magari nulla tenenti.

    cioè la FIT spesso si trova a fare i conti con una realtà taroccata, in questo (ma solo in questo) andrew ha molte ragioni.

    Commentucci ti ho messo in crisi ?
    Eppure ieri parlavi fitto fitto con Tropiano al Lemon Bowl…

    Sandro rossi

  • 70.

    A Sandro Rossi.

    Conobbi Tropiano chiedendogli un’intervista, quando scrivevo per il blog di Ubaldo, più di due anni fa.

    L’intervista è qua:

    http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=1576

    Fui io a volerlo conoscere, dopo aver letto e apprezzato la sua lettera aperta ai maestri del Lazio, nel quale, sul sito Internet del Comitato Regionale della Federazione, prendeva il toro per le corna e scriveva chiaro e tondo: “Cari Maestri,i nostri agonisti nel Lazio non sanno servire…”.

    La lettera è ancora sul sito FIT del CR Lazio, la trovate qua.

    http://www.federtennis.it/upload/5/311/pallonetti_morali_46.pdf

    Mi piacque molto quel linguaggio diretto e quel rompere gli schemi,così atipico in un Dirigente Fit. E infatti, i maestri, inviperiti, gliene dissero di tutti i colori. Ma ormai il sasso nello stagno era stato gettato, e le cose da allora sono iniziate a migliorare.

    Ora, a distanza di due anni, posso dire che ritengo Tropiano una persona competente (è stato seconda categoria e il tennis lo conosce anche dal campo) e animata dal desiderio di far bene, da una genuina ambizione a migliorare le cose.

    Poi, certo, nessuno ha la bacchetta magica e nell’ambiente federale bisogna stare attenti a non bruciarsi.

    Ma a mio avviso, ad avercene, di dirigenti come Tropiano,

  • 71.

    eh no caro Commentucci…
    eviti di parlarci del perchè ti piace tropiano…

    la sua visione generale…
    ok passiamo oltre …troppa diplomazia…

    mad max
    è vero mancano soldi e strutture ma rispetto a prima (galgani) la fit è più ricca grazie alla politica di binaghi e soprattutto si spende per investimenti (magari non condivisibili) ma non per clientelismo.

    ma non si può accusare la fit di ritardi cronici del nostro sistema paese (come direbbe commentucci).
    perchè comunque non vi organizzate voi (andrew, mad max, napalmdeath, etc..) per far valere le vostre proposte all’interno della fit cioè del sistema esistente…
    se è vero che siete in molti con le vostre idee troverete maestri e circoli che vi seguiranno….

    comunque al lemon bowl il livello è meglio dl previsto…
    ma poi spariscoo tutti i ragazzi promettenti..

    sandro rossi

  • 72.

    sto apprezzando gli ultimi interventi di sandro rossi perchè sta entrando nel merito di molte questioni irrisolte…

    ho letto la lettera di Tropiano ai maestri per il servizio…

    sandro rossi…che come si può intuire …ha una stima per Tropiano e per il lavoro che sta svolgendo per il crLazio…

    ha parlato della situazione dei preparatori atletici nel Lazio…della loro scarsa qualità…

    se tropiano ha scritto una lettera ai maestri per il servizio…io avrei voglia di scrivere un libro per quanto riguarda l’importanza della preparazione atletica nel tennis moderno e ne manderei una copia a Tropiano e Binaghi…

    secondo voi è più determinante una preparazione atletica specifica o il servizio nel tennis professionistico moderno?

    la preparazione atletica specifica è di fondamentale importanza per il successo…è essenziale nel tennis di oggi…

    il servizio è sicuramente importante…ma mentre il servizio si può migliorare anche dopo… se non si fa una preparazione atletica adeguata e quindi specifica…fin da giovanissimi…quello che si perde…è perso definitivamente…

    un gap tecnico puoi rimediarlo…il gap fisico dovuto ad una preparazione atletica inadeguata in giovine età…può compromettere un’intera carriera di un tennista professionista..nel senso che magari questo gap non permetterà al professionista di esprimere al meglio il suo potenziale…

    parlare di servizio e di campi in cemento…è giusto per carità…ma non è di fondamentale importanza…non è la priorità…

    come giustamente ricordava sandro rossi…nel tennis di oggi si dovrebbe parlare molto più di preparazione atletica…e si dovrebbe sviluppare una mentalità da professionista già in tenera età…

    dopo che si parla di questo…e si cerca quindi di risolvere queste problematiche fondamentali…si potrà pensare a tutto il resto…servizio e campi in cemento…

  • 73.

    caro sandro rossi…

    il tennis italiano è una fogna…

    io gioco a vaffantennis…

  • 74.

    purtroppo in ultima analisi credo abbia ragione Andrew…

    per far sviluppare il nostro movimento tennistico servirebbero diversi investimenti sostanziosi…

    sdoganare i circoli ad esempio ha un costo molto elevato…e la FIT non è disposta a fare certi investimenti…

    preferisce piuttosto spendere soldi in un canale televisivo e in altre attività dove magari Binaghi e amici hanno maggiore interesse…

    i circoli pensano a curare i loro interessi..Binaghi ha i suoi interessi…i coach privati hanno i loro interessi…

    i soldi li ha Binaghi e la federazione…che cerca di accontentare un pò tutti…e siccome qualcosa deve tenere pure per se…

    cerca di spendere il meno possibile…e allo stesso tempo di muoversi senza danneggiare troppo i circoli che lo eleggono..

    se spende troppo..a lui non resterebbe niente…e quindi non penserebbe ai suoi interessi…

    d’altronde spiegatemi perchè un presidente dovrebbe cercare di rimanere il più a lungo possibile su quella poltrona…se non ha interessi di alcun tipo?

  • 75.

    Condivido molto le idee organizzative di Commentucci, speriamo che molte la federazione possa attuarle.
    Il problema grande e’ che i maestri invece di fare sistema pensano solo al proprio orticello.

  • 76.

    @ Sandro..

    I circoli non potranno mai seguirci perchè oggi come oggi vantaggi economici a chi persegue certi obbiettivi non ne vanno, per cui essendo dell imprese a scopo di lucro correttamente fanno quello che li fa guadagnare di più…

    Io poi sono un genitore di un mini tennista e non posso aspettare dieci anni, perchè a quel punto i buoi sono già scappati di conseguenza mi organizzo in modo snello per avere vantaggi immediati.. Il resto per ora mi importa oggettivamente molto poco..

    Ma se devo dirla tutta, a mio avviso questo tipo di politica che per trovare soldi organizza corsi su corsi, alza tutti i tipi di quote etc etc certifica una mancanza totale di idee, perchè a mio avviso in questo modo non si crea nulla ne benessere ne l’effetto volano che sarebbe fondamentale per far partire il tennis a livello generale.. Sembra più un modo per mostrare a destra e a manca una serie di dati assolutamente irrilevanti soprattutto se poi questi introiti sono mal gestiti da persone di basso spessore che però sono indispensabili per permettere di dimostrare certi ricavi..

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