TGF 3

“Cerco un centro di gravita’ permanente che non mi faccia

piu’ cambiare idea sulle cose sulla genteâ€

(Franco Battiato)

Qual e’ il punto piu’ importante nel tennis?

The Next,il prossimo!

(Nick Bollettieri)

di Stefano Grazia

Vi scrivo questo articolo un po’ surreale perche’ per motivi ancora non molto chiari e legati probabilmente ad un blocco anti spam che ha colpito il traffico proveniente dalla Nigeria, zona notoriamente a rischio, da oltre una settimana sono impossibilitato a collegarmi a spaziotennis.com e quindi non in grado ne’ di leggervi ne’ di intervenire. Lironia della sorte risiede nel fatto che l’unico sito con cui non riesco a collegarmi e’ di fatto l’unico sito per cui sto scrivendo e se ci pensate potrebbe essere un segno del destino, un chiaro messaggio, un invito dall’alto a lasciar perdere sia col tennis sia con il pseudogiornalismo. Mentre ci penso su, vi invio questo articolo dai sempre piu’ lontani Confini dell’Impero non sapendo dunque di cosa si e’ parlato dopo il mio ultimo post e pertanto mi perdonerete se per caso mi trovero’ a ripetere concetti gia’ espresso.Mentre in un altro articolo (Eddie Herr Recap) avreste dovuto rileggervi un mio riassunto,questa volta piu’ sobrio, di quel che e’ avvenuto nel Torneo Internazionale in Florida, in questa seconda puntata della nuova versione di G&F, rubrica nata quasi per caso, lo ricordiamo sul Blog di Ubaldo Scanagatta e transmigrata poi su spaziotennis.com per tutta una serie di ragioni fra cui soprattutto la possibilita’ di interagire maggiormente con i lettori, quasi tutti a loro volta genitori di piccolo tennisti, ma anche semplici appassionati di tennis, sognatori ed addetti ai lavori, in questa seconda puntata dicevo avrei voluto parlarvi dei miei incontri con Lance Luciani, l’ex direttore dello Strategy Zone Program della Bollettieri ed ora titolare di una sua Academy che porta lo stesso nome a una ventina di minuti da Bradenton e che si contrappone drasticamente alle Img Academies per filosofia e concetti di base: un tetto di 10 studenti, massima attenzione individuale,massima attenzione agli ultimi ritrovati della tecnica che ne fanno quasi un laboratorio sperimentale ma anche dell’incontro del tutto fortuito in una cafeteria (la Einstein Bagel Bros!)con David Rees, un Coach Inglese che avrebbe lavorato con Ivanisevic e Becker e col quale siam rimasti d’accordo di portargli Nicholas a gennaio per una valutazione. Questo perche’ pur rimanendo pienamente convinti che la decisione di venire alla Bollettieri sia in questo momento quella giusta, ovviamente anche noi ci rendiamo conto che una certa attenzione individuale la ottieni solo se raggiungi certi risultati. Ma siccome certi risultati li ottieni sicuramente con piu’ facilita’ se ottieni una maggiore attenzione individuale, eccoci perfettamente intrappolati in un tipico Catch 22, il Comma 22 che nel famoso libro satirico di Joseph Heller sulla seconda Guerra mondiale recitava: ‘‘Chi e’ pazzo puo’ richiedere di essere esentato dalle missioni di volo.Ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non puo’ essere pazzo’’. Ma di questo semmai parleremo nei commenti.Invece, nella puntata precedente, pur meritandomi il plauso come romanziere per la mia descrizione drammatizzata degli epici scontri delle piccole belve nell’arena dell’Eddie Herr mi ero anche meritato non poche critiche da un gruppo di lettori che mi contestavano da un lato il fatto di dare troppa importanza al risultato e dall’altro di coltivare magari inconsciamente una perversa attrazione per il Lato Oscuro della Forza, intendendo con questo certe caratteristiche della personalita’ di mio figlio che da un lato e in pubblico io condannerei con reprimende anche fin troppo severe ma che dall’altro, nei segreti meandri della mia coscienza, non riesco a fare a meno di apprezzare. Gli americani hanno una espressione per questa pericolosa contraddizione ed e’ Flirting with disaster, e non posso in tutta coscienza escludere di esserne responsabile anche se continuo a pensare che per sopravvivere in un ambiente di lupi e’ meglio essere un po’ piu’ lupi che Bambi (ni), il che non e’ una esortazione a fregare ma semmai a non farsi fregare.

Stefano Grazia
(Stefano Grazia)

Sull’importanza da dare alle vittorie a quest’eta’ mi sembra di essere stato sempre molto chiaro e in linea con chi dice che contano molto poco ma secondo me,ed era quest oil messaggio che cercavo di far passare, non bisogna cadere nemmeno nel difetto opposto, quello di non considerare assolutamente il response del campo o comunque la capacita’ di portarsi a casa qualche partita che conta.Mi ha colpito quello che dice Pistolesi in una intervista rilasciata a Scanzi : Pistolesi:“Perchè, secondo me, la mentalità con cui crescono i ragazzi italiani con potenziale tennistico è troppo legata alla parte nazionale (circoli, convocazioni della Fit, contributi) piuttosto che a quella internazionale (qualificazioni nei tornei, investimenti nel proprio miglioramento, fare affidamento all’autofinanziamento prodotto dal proprio valore tecnico, cura di tutti gli aspetti e non solo quello tecnico). I ragazzi prendono fiducia dalle cose sbagliate, tipo una “convocazione” al centro tecnico nazionale o estivo. E con i ragazzi anche i genitori partono col piede sbagliato perché la fiducia deve arrivare dalle partite vinte e non da una selezione di un settore tecnico che ha prodotto “zero tituli” da dieci anni a questa parte in termini di giocatori anche solo nei primi trecento del mondoâ€.

Di fronte a un bambino piccolo di statura, che non va avanti nei tornei internazionali e che ha ancora problemi di maturazione che vanno dalla smania del perfezionismo all’incapacita’ di giocare un punto alla volta, mi sarei meritato critiche ben piu’ severe se avessi fatto come lo struzzo e messo la testa dentro il buco per non vedere.In realta’ ho ridefinito le mie priorita’: non piu’ sogni di gloria o aspettative illusorie bensi’ una serena e pacata accettazione della realta’ e l’attenzione rivolta al concludere il ciclo degli studi della scuola media in una scuola Americana in un ambiente comunque sano e ricreativo prima di decidere se poi continuare con l’obiettivo del College o se rientrare in Africa dove la scuola mi verrebbe pagata dalla Compagnia o in Italia per facilitare comunque il reinserimento che prima o poi dovra’ pur avvenire. L’unica possibilita’ di cambiare il corso degli eventi e’ ahime’ dato dai risultati. Dovessero arrivare saremo sempre in tempo per un aggiornamento della situazione. Sic stantibus rebus tutto il resto e’ follia. Bisogna sapersi alzare sempre in tempo dal tavolo da poker.

Stefano Grazia
(Stefano Grazia)

Rimpianti no, neanche uno. E possiamo camminare a testa alta: tutto quello che abbiamo detto,fatto e scritto lo abbiamo detto,fatto e scritto perche’ in quell momento ci sembrava la cosa giusta da dire,fare,scrivere. Allo stesso tempo non abbiamo mai mancato, e il racconto della nostra estate italiana e i nostri resoconti dalla Bollettieri ne sono l’ultimo esempio, di elencarvi accanto a quelli che riteniamo i vantaggi, anche tutto cio’ che, almeno secondo noi, invece non va. Non avendo paura di contraddirci, non avendo paura di riconoscere in tempo reale-e non a mesi di distanza- i nostri dubbi, soprattutto i nostri errori perche’ e’ da questi che alla fine si impara.

Alla fine la differenza, quel famoso 15%, fra noi e Mad Max è tutta qui: dai nostri errori voi potete imparare, da quelli di Mad Max no, perchè lui non sbaglia mai.

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530 Commenti to “TGF2 – Dai Lontani Confini Dell’Impero”

  • 401.

    Ted vedi il manager per noi è una figura molto amica,da anni abbiamo un rapporto con Andrea Gaudenzi,un rapporto che va oltre il discorso manageriale,ma che entra nella ristretta cerchia famigliare,Andrea è il 1° consigliere di mio figlio,posso assicurarti che ogni sua decisione è presa in comune accordo con Gaudenzi.per quanto riguarda il discorso tuo del manager della Img,non ne conosco i contenuti e nemmeno mi interessa conoscerli ,anche perchè so di certo che la Img si muove solo per quelli che reputa posso diventare dei papabili numeri 1 e se ci riesce allora è come mettersi in azienda un socio che durante i cda ti dice come cosa fare senza sapere a volte neanche il prodotto che tu stai producendo o….quasi. per questo reputo Andrea oltre che un valido manager una persona molto attenta ai fatti,una persona che credetemi nel tennis è difficile incontrare.

  • 402.

    @ max

    Incredibile

    Del gruppo Coolmore mi ha parlato uno scommettitore gallese che ho conosciuto in aereo quest’estate. All’inizio mi sembrava un ciarlatano, ha fatto strane allusioni a una condanna a morte emessa nei suoi confronti (non dalla Coolmore, chiaramente, ma altre lobbies), sembra spaventato. Io che dubito ergo sum ho pensato che stesse recitando una parte. Mi ha detto un casino di cose sulla Coolmore, roba da aprire un dossier ma non l’ho mai voluto fare. Devo anche essermi sbarazzato del transcript della nostra conversazione.

    Fulvio,

    sono completamente d’accordo su Riccardo Piatti. Non ho capito se pensi che l’interscambio con coach stranieri possa servire al movimento allenatori italia. posto che esista.

    Sul ruolo del manager ci sarebbe da dire, sia Fulvio che Max a mio avviso hanno sollevato due punti centrali. Ma prima di intervenire aspetto il parere di Roberto, di Stefano e di chiunque voglia aggiungere carne al fuoco.

  • 403.

    Max,hai ragione,naturalmente la critica sulla lungimiranza non era riferita a te.I 1200 sono considerati lavoro Aerobico?Se non mi sbaglio si era detto che fino ad una certa età non si potesse lavorare sotto l’aspetto aerobico per via del sistema endocrino non ancora sviluppato.Archi,non è possibile fare entrambe le cose,lavorare meticolosamente sul colpo e fare quello che dici tu?Per un informazione completa ,si può esporre anche il perchè non va fatta una cosa.

  • 404.

    se devo essere sincero,alla tua domanda ,se penso che l’interscambio con coach stranieri possa servire ai nostro movimento ti rispondo senza esitazione….NO!!! anche se da una partre ritengo sia logico confrontare le ideee e ampliare cosi le vedute,dall’altra il mio no è dovuto solo al fatto che come tante scuole mondiali che hanno un sistema,una scuola , dovremmo avere anche noi il nostro….SISTEMA,…INVECE….. dicono ci stiamo provando,speriamo ci riescano…………

  • 405.

    Il mio obbiettivo e far diventare i miei figli coach di se stessi,non per sminuirne la figura che è importantissima ma secondo me limitata ad un breve periodo,e cioè quello necessario ad assimilarne i contenuti,se sei in grado di leggere un libro e capirlo il libro dopo a cosa ti serve,di solito si passa ad un’altro.La mente è quella che farà la differenza.Per fare ciò come per l’atletica ci vuole un certo tipo di crescita.Noi stiamo lavorando sull’autoanalisi,e successivamente in simultanea con la videoanalisi.

  • 406.

    Per creare dei giocatori, bisogna essere dei bravi cuochi. Nei corsi FIT dovrebbero fare delle lezioni di cucina.

    Archipedro ha messo su il suo risotto, a fiamma bassa, e lo mescola diligentemente, aggiungendo poco a poco il brodo messo a scaldare.

    Buon risotto, Piero…ricordati una noce di burro verso fine cottura.

  • 407.

    @Ted..

    Tutte cose vere e mi fermo qui..

    @Nico..

    Si i 1200 sono un lavoro aerobico ma anche tu dall’anno prossimo gradatamente pian pianino un po’ dovrai cominciare ad inserirlo nel programma..(in realtà non è che certe cose non si debbano fare proprio, anche perchè non stiamo più parlando di bambini di sei anni, a meno che ovviamente ci si riferisca ai bilanceri, quello che conta invece è in che quantità vengono fatte rispetto ad altre..)

    Per qunato riguarda il discorso dei colpi invece l’importante è creare una memoria motoria (5-10 minuti al giorno) dopo di che è molto più importante (in realtà è fondamentale) lavorare sull’aspetto della costruzione fisica…

    Infatti Archie parla correttamente, ma riguardo ai colpi (ma anche per gli appoggi è la stessa cosa) non ne parla mentre è fondamentale far conoscere ai bambini ed al corpo i vari movimenti, solo allora come dice correttamente lui poi in seguito ed in breve tempo verranno eseguiti con facilità..

  • 408.

    Nicoxia, ricorderai che avevo iniziato a documentare le mie affermazioni… Ora alcuni bloggers mi scrivono in privato, così non ingombriamo questi spazi… mi pare comunque che nel mio miniblog ci sia parecchia analisi metodologica…

    Perchè non ripetere ossessivamente un colpo di tennis, che ingenera grandi leve, in forma asimmetrica, e nella fase in cui il corpo è massimamente plasmabile? Per non ritrovarsi con un tennista adolescente storto, e già compromesso muscolarmente, con articolazioni cronicamente infiammate… e comunque costretto a modificare continuamente i propri i colpi, anche da atleta maturo, magari per via della sola evoluzione dei materiali…

    Ma qui li si vuole in campo a tutti i costi, anzi, subito a competere per delle… “bowls”… (che bowls!!!) :-)

  • 409.

    Scusa Fulvio ma l’interscambio è sempre positivo,perchè ti fornisce conoscenze in più da cui partire per un eventuale progetto tuo.Potresti venire a conoscenza di errori fatti in un percorso li potresti metabolizzare accellerando il tuo progetto.

  • 410.

    Andrew, guarda che sei invitato a pranzo… Anche perchè avrei una cosa bella da dirti :-)

  • 411.

    nicoxia ,lho anche scritto ,ma diventa positivo quando da ambo le parti si ha un parametro dove confrontarci,i più li hanno,noi staimo ancora attrezzandoci….

  • 412.

    Archi,loro fanno tutti i giorni mezzora di posture e stretching .Ripeto sono compatibili le due cose?Naturalmente in un percorso fatto di giuste misure.

  • 413.

    Fulvio, se non abbimo niente da dargli in cambio possiamo anche pagarli.

  • 414.

    Noi genitori lo facciamo da sempre.

  • 415.

    Claudio Tn…
    Hai fatto un esempio calzante… in effetti in molti siamo dei neofiti all’avventura su percorsi complicati … e i Dick Dusterdly sono sempre dietro l’angolo….
    … grazie che mi vedi Peter Perfect … a me invece piaceva il prof. Pat Pending… perché inventava sempre qualche stratagemma anticonvenzionale per risolvere i problemi….

    @Madmax..
    Per agganciare….. intendevo che Alessia rientra nei suoi parametri… ci mancherebbe… non ho mai pensato che l’avessi cercato tu…è un manager professionista, se non fosse convinto non c’è storiella che tenga…

    @Ted…
    Ci mancavi solo tu con i contratti… non bastavano gli altri duemila problemi …

    @Stefano…
    Quella sensazione che stai provando, come sai, io l’ho vissuta in primavera quando ho avuto certezza di alcune situazioni che si trascinavano stancamente da mesi…l’alternativa piu’ semplice (ed economica) sarebbe mandare tutti a farsi benedire…(e tuffarsi sulla pallavolo)…..mi sono rimboccato le maniche cercando di trovare una soluzione… della quale per ora sono soddisfatto… stravolgere certi ritmi familiari non è così semplice…
    …Quando la barca naviga a gonfie vele tutti sono al sole ad abbronzarsi… ma se fa acqua rimaniamo solo noi genitori a tamponare i buchi….quindi tocca a te scegliere la nuova rotta… ti auguro di trovare il bandolo della matassa….
    L’accademia, così come i grossi circoli, tende a crearti “dipendenza†e sembra che al di fuori ci sia il vuoto… i tanti esempi nel blog fortunatamente dimostrano il contrario…. uno come te così appassionato e competente è un peccato che debba rimanere completamente fuori dal percorso….certo la tua location non è delle migliori per crescere un futuro tennista… pero’ anche così… sembri un leone in gabbia…. Skype non è come guardarsi negli occhi….

    @Andrew…
    Sartori è un professionista .. ha i suoi principi.. ma sa anche quando fare autocritica e correggere… raramente ad altissimo livello trovi chiusura e assolutismo…. invece una bella domanda per noi genitori poteva essere : “E ‘ un caso che tua figlia sia già così brava ?†…

  • 416.

    Archi,ti spiego la mia perplessità ci sono giocatori che si portano dietro i loro difetti se fosse cosi facile corregerli almeno a livello professionistico dovrebbero essere tutti perfetti.

  • 417.

    @ Atti..

    Sartori è veramente un’ottima persona, non ha pregiudizi e non ha problemi ad ammettere un errore.. Quando siamo stati insieme qualche giorno in Slovenia io gli ho detto che per me era normale che sua figlia giocasse bene, anzi in realtà ho detto: “Ci mancherebbe altro”… Lui mi ha risposto..”Max guarda che non era poi così scontato..”

    Sono d’accordissimo con te riguardo a quello che hai detto a Stefano e secondo me se lavorasse in Italia si sarebbe già organizzato..

  • 418.

    @ NIco..

    Appunto… Rammenti la memoria motoria, ecco intendevo proprio questo…

    Piatti alllo stages dell’altra volta non ha detto proprio tutto, altrimenti uno non ci andrebbe più, vedrai che se ci ritorni ci sarà la seconda puntata, dove appunto parlerà anche di questo..

  • 419.

    Max fammi risparmiare qualcosa,ho due figli.una piccola email.

  • 420.

    Nicoxia, se i bambini sono seguiti bene da grandi potranno perfezionare qualsivoglia movimento molto facilmente… a mio parere i tennisti hanno (in genere) il difetto d’essere solo tennisti a partire dalla giovanissima età: s’affidano passivamente ad automatismi che non riguardano solo i colpi ma tutta la loro dimensione agonistica. E si concentrano troppo sull’errore dell’avversario, e non sul proprio: per loro non fa alcuna differenza, basta vincere. Chi proviene dall’atletica, dalla ginnastica, dallo sci viceversa non si può accontentare di questo: senza determinate “MISURE†non va da nessuna parte… conseguentemente ogni margine di miglioramento viene considerato e perseguito. Ma sulla base d’un impianto coordinativo ed atletico solidissimo: ci sono atleti che fanno i loro record dopo i trent’anni! Spesso ciò capita dopo degli infortuni, che danno loro il tempo di “riprogrammarsi†con calma sulla base dell’esperienza accumulata…
    A riprova di questo molti “grandi†tennisti vincono giocando molto male, e scelgono di continuare così, senza saper proprio fare alcuni colpi. Altri, dallo stile impeccabile (italiani?), non hanno mai vinto nulla… Perché si cambia? Solo per una necessità pratica. Si può cambiare? Se sei un atleta… sempre.

    Serve fare gli aces nel tennis moderno, servono le risposte vincenti al servizio? Sono, STATISTICAMENTE, i colpi fondamentali… semplici, pure, mazzate impietose alla pallina… che ti spaccano la spalla se non sei ALLENATO , da sempre, alla velocità coordinata…

    Inoltre, da genitore: i vostri piccoli sono ottimi tennisti, voi ne siete certi. Ma se saranno vincenti lo capirete… quando?! Nel frattempo… senza polisportività state ipotecando ogni loro possibile futura alternativa… a chi giova quest’approccio totalizzante? :-)

  • 421.

    @ Nico..

    Nico nulla di particolarmente nuovo, nel senso che ce ne sono molte di cose, nel caso specifico spiegava che di ogni singola cosa che lui ritiene indispensabile per automatizzarla bisogna allenarla cinque-dieci minuti al giorno, insomma le stesse cose che dice Giovanni..

    @Archi

    Io spesso ti sto dando ragione, ma ora mi sembra che tu stia esagerando anche perchè dici alcune cose non vere..

    Senza polisportività… Ma guarda che in dueanni non ho mai letto che qualcuno qui abbia parlato di fare un solo sport anzi.. Anche per quanto riguarda il perseguire i progressi tecnici e motori, tutti i più grandi coach si sgolano, fanno conferenze, scrivono sulle riviste specializzate proprio dicendo queste cose (e i migliori giocatori al mondo si allenano e giocano in questo modo, il problema semmai sono gli italiani che sono rimasti indietro), poi purtroppo non tutti ancora lo capiscono ma su questo blog almeno io ho sempre scritto queste cose anche ultimamente..

    Dopo di che tu vieni dall’atletica (come molti preparatori del settore) il problema è che bisogna conoscerne perfettamente l’applicazione al tennis (e probabilmente tu ti stai documentando)… Le tecniche più moderne infatti riescono a far collimare entrambe le cose con una programmazione di sviluppo motorio mirata al tennis.. Tanto per farti un esempio per fare un certo tipo di lavoro, sia che richieda 15 secondi di lavoro e 45 di recupero o tempistiche differenti per una una diversa capacità, nel limite del possibile si cerca di farlo negli spazi (dai 5 ai 15 mt) e con i movimenti o spostamenti (dalla corsa in avanti alla corsa incrociata agli scivolamenti laterali etc etc) che normalmente si usano nel tennis…

  • 422.

    Tutto giusto,Archie,ma forse sei troppo severo o rimasto ancorato ad una visione di qualche anno fa: oggi tutti i grandi giocatori, cioe’ quelli che arrivano nei top 100, sono ANCHE grandi atleti e negli stati uniti da anni sento parlare di sport propedeutici da abbinare nella crescita (e nelle loro scuole lo sport e’ diviso per stagioni cosi’ che alle medie e anche all’High School non e’ raro trovare chi eccelle in tutti e tre i differenti sports piu’ praticati (basket,baseball e football).Adesso magari giocano anche a calcio… Anche leggendo le Biografie degli uomini illustri mi e’ capitato di scoprire che per es Becker si allenava, proprio alla Bollettieri, giocando moltissimo a Basket…Moltissimi altri campioni fino a 12 anni erano ancora indecisi se dedicarsi al tennis o al baseball, soccer o qualche altro sport in cui eccellevano…Lo stesso McEnroe giocava a calcio ed era il sesto uomo nella squadra di basket del liceo… Quindi forse non e’ poi cosi’ vero che ci sia solo questa iperspecializzazione assoluta e che i giocatori moderni siano atleti solo dal punto di vista tennistico.
    Detto questo e venendo al personale ci sono due cose da considerare: la prima e’ che Mati, se ricordo bene, dovrebbe avere comunque 4 o 5 anni in meno dei nostri e come ho gia’ cercato di spiegare anche noi con i figli a quell’eta’ non e’ che passavamo ore con la racchetta in mano…La seconda forse piu’ importante: ok, Mati diventa un All Round Athlete, bravo in tutti gli sport e soprattutto nelle discipline dell’atletica…a 12-14 anni gli fai fare i primi tornei e comunque, pur essendo un atleta superbo, lui si becchera’,una volta uscito dal giro dei Tornei del Gigetto, dei gran 60 60 perche’ gli manchera’ l’abitudine alla partita, l’esperienza e forse anche un po’ di basics…Sicuramente ‘sarebbe’ in grado di chiudere il gap piu’ velocemente di altri ma a 12-14 anni e’, anche per la legge della Mielina, un po’ piu’ difficile…Come pensi che potrebbe reagire Mati a una serie di sconfitte anche brutali quando magari puo’ eccellere in altri sports? A parte che il tennis e’ soprattutto uno sport di ‘confidence’ comunque, non credi che in questo modo sia molto piu’ probabile che decida di dedicarsi a sport in cui puo’ competere invece che dover recuperare il tempo perduto? Lo so, tu dici che non e’ tempo perduto, d’accordo, ma non so se riesco a spiegarmi bene: se tuo figlio a un certo punto non lo farai uscire dal suo splendido isolamento, il problema potrebbe essere proprio questo perche’ gli altri, giusto o sbagliato che sia, si ritroveranno parecchi anni luce avanti…In virtu’ della sua superiore caratura fisica e morale lui potrebbe forse recuperare ma a questo punto perche’ vorrebbe poi farlo?
    Ti prego di credere che non sto facendo polemica o ironia ma sto sollevando una considerazione che ritengo valida: dipendesse da me io impedirei lo sport professionistico prima del conseguimento di una laurea …

    Roberto: prima non riuscivo a collegarmi e vi avevo mandato via mail una nota sull’O. Bowl da inserire su Eddie Herr Recap:per motivi complicati da spiegare (vi sto scrivendo da un altro computer dove non riesco ad entrare nell’email aziendale mentre dall’altro da dove vi ho mandato l’email non riesco ad entrare su spazitennis nemmeno col candeggio) potreste,se non l’avete gia’ fatto, immetterla voi per favore?

  • 423.

    Oh, manco farlo apposta: La Coppia Piu’ Bella Di G&F colpisce ancora all’unisono, come ai vecchi tempi…

  • 424.

    Dr. Max, io esprimevo un’opinione rispondendo ad una domanda… non devo necessariamente darti torto. O ragione. Qui siamo in Italia, i tennisti che ho frequentato erano connazionali… le opzioni per mio figlio attualmente sono nostrane. Negli ultimi decenni i nostri italiani, allenati da italiani, sono arrivati ai massimi livelli in tutti gli sport principali… tranne che nel tennis… Quanti aces servono mediamente i nostri migliori tennisti?

    Tu vuoi lo “sviluppo motorio applicato al tennis”? No, grazie. Io preferisco il massimo “sviluppo coordinativo-rapido-esplosivo-elastico possibile”, legato ad ogni espressione dinamica dell’atleta. Vedremo in seguito se é più facile far giocare a tennis un Michael Jordan o far correre o saltare, che ne so, un Omar Camporese (che aveva un dritto veramente impressionante…) :-)

  • 425.

    E perchè tu pensi che applicandola al tennis non si può raggiungere il massimo?

    Tu pensi che nell’applicazione al tennis non si persegua la massima elasticità o la massima coordinazione?

    Come vedi i grandi coach sono grandi appunto per questo perchè certe cose le sanno eccome.. Dopo di che anche una volta che le cose si sanno c’è preparatore e preparatore nel senso che c’è chi le sa applicare meglio e chi meno..

    E poi a cosa serve essere il più veloce se al massimo devi fare spostamenti di sei metri? O cosa serve essere il più forte del mondo se la palla oltre i 150 km/h (non nel servizio ovviamente) non rimane in campo?

    Come sempre dico, stiamo attenti perche come al solito la verità sta nel mezzo e hai preso l’esempio del gioocatore peggio allenato dell’universo..

  • 426.

    Stefano, io al tennis ci sono arrivato per sbaglio e controvoglia… per via del suo ambidestrismo e timing… belle domande, sinceramente… ma che vuoi che ne sappia? Lui nella mia mente, nel mio cuore, nella mia razionalità, é già un pallavolista: ci arriverà dall’atletica, come non ho saputo / voluto / potuto fare io… E’ già tutto scritto, devo solo evitare che lo tesseri a vita la società sbagliata…

    Poi andiamo in quel maledetto campo, dove OGGI facciamo correre la pallina… e penso che per la pallavolo dovrò aspettare sei-otto anni per vedere cose equivalenti… Ed allora mi lascio forviare dal suo talento, contro ogni logica… visto che tutti, o quasi, mi dite di lasciar perdere… :-)

    Dr.Max, accidenti… mi dai dell’estremista! Tu quoque… ! :-)

  • 427.

    Adesso, a sorpresa, voglio dire una cosa:

    GRAZIE Comandante Stefano Grazia per il tempo che hai dedicato a G&F

    Forse farei esattamente le stesse cose, anche senza di voi, ma sarei una persona più arida.. :-)

  • 428.

    @ Archi..

    Infatti, come io sto tornando e verso il centro e tu che fai? Ti metti a sbandare? E proprio vero che a frequentare brutte compagnie prima o poi si impara a zoppicare!! :)

  • 429.

    @ Atti

    mi scuso per la questione dei contratti, è uno dei miei tanti errori.

    @ Roberto

    non riesco + a recuperare quel tuo articolo in cui parlavi di percorsi di formazione all’estero dei coach italiani, sarebbe interessante riesumarlo. se puoi, ovviamente, e quando puoi.

    @ Fulvio

    prendo atto della tua visione del manager e – tutto sommato – comprendo le ragioni e i vantaggi di una simile scelta.

    @ Max

    A parte i riferimenti all’ippica dove sono francamente molto ma molto impreparato, ho colto il senso. La questione è: difficoltà di coniugare i profitti con il percorso di crescita e l’attenzione alle esigenze individuali dei player. L’esempio Ivanovic lo trovo indovinatissimo, ma il quel caso le responsabilità sembrerebbero di Dan Holzmann e di sua mamma. La IMG non ha giocato un ruolo nella debacle.
    Più in generale, è ovvio che gli esperti veri (parlo di competenze tecnico-sportive) si contano sulla punta delle dita. Come è vero che le grandi aziende mirano ai profitti. Ma io credo che sia sbagliato generalizzare. Mi spiego: la IMG al suo interno ha bravi manager e manager meno bravi. Lo stesso avviene in piccole realtà. Con le grandi aziende – se sei in buone mani – hai più chance perchè puoi appoggiarti a facilities e tecnici, viaggiare, avere wc e godere di benefici incommensurabili. Per avere questi atout – come dice Fulvio – devi avere potenziale da top player, uno che può diventare n.1 al mondo. Questo nn significa che i piccoli non sopravvivono in questo mercato, soprattutto se hanno un nome o parenti che hanno svolto ruoli di primo piano in multinazionali dello sports equipment. Il bello del mercato è proprio questo.
    Tenendo presente una cosa: il business del talent management è in crisi. Risente del collasso del mercato pubblicitario, le aziende non vogliono più investire massicciamente. A parte i cinesi (che cmq sul tennis investono ancora molto poco rispetto ad es al basket), gli altri colossi hanno stretto la cinghia. Gli stessi direttori dei tornei – e parlo di grandi tornei – faticano a trovare sponsor e non possono pagare le guaranty fee di una volta. E se ci meno denari di un tempo, è vietato fare errori nella gestione dei giocatori. Diventa tutto molto più difficile per tutti. Se non partiamo dalll’attuale contesto ecomico – so che può essere noioso – ma rischiamo di fare un’analisi che andava bene fino a 2-3 anni fa. Oggi lo scenario è cambiato, è ora di guardare in faccia alla realtà.

    Qualcuno chiederà: ma che impatto ha questo sul percorso di crescita del mio kid? Meno soldi = meno risorse a tutti i livelli. Si tratta di trovare persone come Karim, quelli che fanno le scelte giuste, senza passare sopra la testa dei ragazzi. Ma questi manager possono essere ovunque, non solo nelle piccole realtà. Un esempio? Gavin Forbes, siede (insieme a Giorgio Di Palermo e ad altroi nel board dell’Atp. Gavin è uno che …he cares about people. Parliamo della persona che ha contribuito a riportare Jankovic in IMG, chiudendo un contrattone da nababbi (visti i tempi) con Anta Sports Products (la mia azienda preferita, di gran lunga, nel mercato asiatico). Mettendo a disposizione di JJ il meglio del meglio e pianificando ogni dettaglio. Che poi JJ abbia una serie di problemi….beh io cmq auguro a tutti di fare la carriera di Jelena, come quella di Ana.

    Morale: l’essenziale è trovare il meglio. Ma il meglio può essere ovunque. E’ trasversale alle dimensioni, agli schieramenti, alle geografie politiche e territoriali.

  • 430.

    @ Ted sono d’accordissimo, certo è che anche quelli bravi all’interno delle grandi compagnie spesso hanno le mani legate…

    E a mio avviso proprio per la consapevolezza che il mercato attualmente è in crisi la “bravura” di alcuni manager che riescono a fare contratti poco legaati ai risultati sarà un bel problema, perchè alla fine alla gente piace solo chi vince…

    Le due serbe… Ci mancherebbe, per fare una carriera come la loro ci sarebbe da firmare oggi al buio, credo però che soprattutto Ana se avesse corso un po’ meno all’incasso immediato, vincendo due o tre slams in più (e perciò con qualche anno in più di permanenza in vetta alla classifica) alla fine ci avrebbe guadagnato non poco, perchè credo che in questo modo in poco tempo non se la ricorderà più nessuno..

    E qui a mio avviso si tocca un altro tasto e cioè l’importanza del capire di tennis (nello specifico)… Infatti dalle mie fonti, Holzmann è una persona molto per bene, quindi non è che lui abbia agito in quel modo perchè è uno squalo, semplicemente perchè di tennis ne capisce poco.. Questo a mio avviso anche la Fit con il suo albo dovrebbe tenerlo in considerazione..

  • 431.

    Grazie Rob per la risposta. Comunque anche Becker usava una eastern di dritto per il servizio.

  • 432.

    Si vede proprio che e’ Natale,eh…
    Ma guarda,Archie,io onestamente non so cosa ti rode talora nei miei confronti ma per esempio mi dispiace che il tuo blog non abbia piu’ visibilita’: pur essendo molto personale e’ certamente molto ben fatto e meriterebbe anche piu’ commenti ma e’ la stessa ragione per cui io non ho mai pensato di fare un blog tutto mio perche’ NON MI LEGGEREBBE NESSUNO ed e’ inutile autoisolarsi (e guarda che superbo, vanitoso, full of myself lo sono (vorrei aggiungere anch’io ma poi ti offendi) ma istintivamente…poi col raziocinio ci passo sopra) e morire soli inascoltati…a me piace essere letto e sotto sotto mi dico che il motivo per cui non ho mai scritto un libro e’ forse questo, per la paura poi che non mi legga nessuno…Invece ammorbavo gli amici con lunghissime estenuanti lettere prima email poi ed ora ammorbo voi…un minimo minimo ci tengo a sapere che qualcuno, magari per sbaglio, mi legga…
    E quindi mi dispiace che un blog bello come il tuo possa passare inosservato…Io proporrei ad Ale di fare un link pero’ e’ chiaro che fra il Pulp (G&F) e il Volo Alto dei tuoi spunti, alla fine i 200-400 commenti si facciano qui da me…E che fra quei 200-400 commenti ogni tanto vi sia qualche buono spunto su cui riflettere (fra il letame o fra i monti di pietra qualche volta puo’ nascere un fior e anche qui il pulp di Morandi va d’accordo con De Andre’…Che poi a me in realta’ il pulp (da Morandi a Tarantino) sta anche sulle palle per cui mi contraddico da solo…Ma insomma, incasso i ringraziamenti e chissa’, magari un giorno verrete davvero tutti a Calderino di Monte San Pietro … Pero’ secondo me fra un paio d’anni Mati a qualche torneino del Gigetto dovresti cominciare a portarlo lo stesso …

  • 433.

    Rispondo con colpevole ritardo alla domanda di Ted che chiedeva anche il mio parere sul tipo di mamnager che io preferirei a bordo…Semplice, parafrasando quello che si diceva un tempo a proposito di quale ragazzina ti piaceva di piu’, io rispondrei che per ora il manager migliore per me sarebbe quello che ci sta… Qui sto incredibilmente con Archipedro: discutere di managers al momento mi pare surreale…Voglio dire, son ben felice (e notevolmente invidioso) di Mad Max (ma soprattutto sono positivamente affettuosamente invidioso del fatto che lui possa lasciarsi coinvolgere in pieno e fare quello che piu’ gli piace, stare con la propria figlia … io anche se potessi avrei il problema che mio figlio forse non avrebbe il mio stesso entusiasmo a lavorare con me) e del suo manager, ma per il resto di noi e’ francamente prematuro: io mi accontenterei di una IMG che mi fa uno sconto del 50% alla Bollettieri, meglio se ci da la scholarship completa…a questo punto ho di nuovo a disposizione nel budget i soldi per aggiungere un paio di mezzorette private con coaches scelti da me e magari 2-3 mezzorette private anche di preparazione atletica, magari con mia moglie che sa bene cosa fare (il problema qui semmai continua ad essere l’insofferenza di Nicholas ma stiamo sempre aspettando fiduciosi che maturi)…
    Certo, anch’io non firmerei in bianco un contratto senza leggerlo ma se arriva uno qualsiasi e mi offre tempo, grazia e mani di fata drizzo le antenne ma se invece qualcuno che conosco mi approccia nel modo corretto e mi dimostra che e’ disposto a credere in mio figlio in un momento in cui nessuno, nemmeno noi ormai, e’ disposto a crederci, e’ ovvio che un certo senso di riconoscenza (anche commossa) avrebbe il suo peso…Provato che non siano delinquenti e profittatori, io tenderei sempre ad essere fedele a chi mi da fiducia per primo anche di fronte a successive offerte piu’ vantaggiose … Non ho risposto alla domanda,lo so, ma in termini di Manager al momento questo e’ l’unico aspetto che mi preme: cioe’ preferirei un Gaudenzi, un Colombini forse,un Jerry Maguire sicuramente a una societa’ anonima, ma so benissimo che sic stantibus rebus questa possibilita’ al momento io non ce l’ho… Spero invece che qualche amico mi spieghi magari come fare a procurarmi dei fondi, dei piccoli sponsors, dei contributi … Ma mi sentirei piu’ tranquillo se Nicholas avesse qualche riultato o ancora meglio fosse alto come Quinzi, tanto il dritto ce l’ha gia’ piu’ bello dal punto di vista tecnico: ecco, vedete, GQ ha perso al terzo turno all’OB ma secondo me li’ davvero non c’e’ nulla di cui preoccuparsi (come sostengo su EH Recap) e non solo perche’ e’ un 96 … GQ ha fisico, mental, volonta’, focus…E tutto il tempo davanti.

  • 434.

    Ted, ecco qua il link al mio pezzo sui coach, scritto per il blog di Ubaldo.

    http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=2512

    Dell’argomento se ne è parlato anche in questa mia intervista a Roberto Lombardi:

    http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=2526

  • 435.

    Stefano, qualcuno lo visita anche, ma praticamente nessuno lascia commenti… neppure i miei amici, che preferiscono scrivermi una mail… Credo che non si capisca proprio il rapporto tra archi, pedro e sport… :-( … chi lo conosce mi chiama direttamente…

    Ti stupirebbe sapere che trovo giusto che ci si confronti qui da voi?
    I miei sono appunti, approfondimenti… un diario: anch’io trovo del bel materiale in rete, grazie a tante teste pensanti che non ricevono nulla in cambio… :-)

    Qui c’é la sintesi, un gran casino… ma é la vera vita vissuta… :-)

  • 436.

    ecco come il padre di Camila Giorgi pensa di raccattare qualche soldo…

    http://www.youtube.com/watch?v=ZKAx9smboSU

  • 437.

    Francesco, complimenti anche a te che non avrai da telefonare all’amico di tuo figlio e ti basterà semplicemente prenotare il campo. Certo che di problemi ne avrai altri perché i “gemelli†sono veramente un capitolo a sé. Per rispondere sinteticamente ti posso dire che nel doppio sono abbastanza bravi perché abituati a giocare contro i più “grandi†di età nel vicino campo coperto … tutto va bene quando vincono, ma nel caso contrario si scatena il putiferio finendo per addossarsi l’un l’altro la responsabilità della sconfitta. I cambiamenti caratteriali sono comunque rapidi e l’antagonismo negli ultimi tempi si sta smorzando; riferendomi al passato ricordo ancora vivamente un potente calcio nei posteriori a partita conclusa … ma questo accadde tre anni fa…Il circolo tennis è il Ted presso Tarabya.

  • 438.

    X Bogar
    Il discorso delle “ricompense†meriterebbe un approfondimento lungo e dettagliato che non è il caso di affrontare su un blog. Bisognerebbe discernere sia sul metodo educativo, sia sul tipo di ricompensa, sia sulla motivazione. A grandi linee ti dico che è un metodo molto in voga nel sistema educativo di stampo anglosassone basato sulla filosofia latina del “do ut desâ€. Può servire perché fondato sul concetto che per ottenere qualcosa devi dare qualcosa (discorso del lavoro e del frutto del lavoro), ma, a mio parere, solo se usato una tantum e come risorsa alternativa.
    Con le opportune tecniche di comunicazione i bambini si possono motivare anche senza ricompense o quantomeno con ricompense meno costose, più gratificanti ed anche più educative. Ricorda che i bambini vivono e si alimentano di istinti ed emozioni. Quelli che vengono gratificati con gli incoraggiamenti e parole di stima meritati durante il lavoro di allenamento quotidiano non hanno bisogno di motivazioni aggiuntive. Se è poi il genitore del bambino a farli, il rinforzo emotivo e le percentuali di successo sono ancora maggiori. Io scommetto che se proponessi a tua figlia di andare INSIEME al cinema a veder l’ultimo film di Walt Disney in cambio della buona riuscita al torneo lei sarebbe motivata allo stesso modo.
    A mio modo di vedere lo svantaggio più grosso del sistema della ricompensa è che protratto nel tempo può diventare un sistema di ricatto affettivo, e bisogna fare attenzione perché in questo gioco i bambini vincono 9 volte su 10 con i genitori!!!!!

    X Gabri,
    mi auguro che avrai nel futuro voglia e tempo per intervenire più spesso nel blog. Non in qualità di moglie del comandante ma in quanto MAMMA di un tennista che è impegnata giorno per giorno nell’educazione di suo figlio. In questo blog imperversano i papà dei bambini ma, oltre ad essere intuitivamente di importanza imprescindibilmente paritario, l’apporto delle mamme avviene secondo punti di vista e prospettive diverse rispetto a quelle dei papà. Un punto di vista che manca dal momento che le mamme partecipano al blog soltanto sporadicamente.
    Uno degli errori compiuti dai bloggers è che spesso fanno coincidere la critica delle idee con la critica della persona. Coloro che intervengono in un blog sono per definizione “intelligenti e meritevoli†perché credono e partecipano alla cultura dello scambio e della compartecipazione. Se non fosse così ognuno rimarrebbe nel suo limbo. Se non credessimo nell’onesta intellettuale di Stefano, Max, Nicoxia, Andrew, Archipedro, Giorgio, Ted e di tutti gli altri partecipanti, che pur con opinioni diverse e spesso antitetiche si confrontano a volte aspramente ma comunque sempre nel rispetto della persona, questo blog non avrebbe motivo di essere.

  • 439.

    in principio sono molto d’accordo con giogas sul fatto che prima o poi bisognerà passare ad un sistema tipo forum mymag o tennisteen, ma ritengo che sia molto importante evitare che diventi dispersivo come quelli con centomila rubriche. io farei un forum con una parte centrale come questa che ha il grand evantaggio che come nella vita vera scopri cose nuove e ti confronti con cose che a primo sguardo magari non ti interessano troppo ma poi scopri che sono importanti ed impari ed eviti di diventare un “esperto ma ignorante” come invece accade sempre più spesso al giorno d’oggi con la specializzazione incalzante, poi affinaco a questo spazio centrale fare al massimo 5 o 6 sottoforum con vari argomneti chiavi o suddivisioni, che so la prima fase di avviamento divisa dalla seconda fase che va dai 12 ai 15 anni circa perché dopo è chiaro siamo in un altro ambito e rimarrano solo i contatti satuari ma importantissimi come con Fulvio e G. Errani, una suddivisione in prearazione atletica e altri sport da fare e come, e preparazione tecnico tattica, una reparto tornei e accademie roba cosi insomma, rimanendo più sul generale senza entrare troppo nei dettagli.

    Ottimo sarebbe riuscire ad avere un sistema dove è possibile comenntare i commenti in modo che si apri una seconda catena come ad esempio avviene nei commenti su youtube, certo c’è il problema che non hai più l’oridine cronologico dove poi puoi sceglie di leggere sorvolando le cose che magari non ti interessano troppo e soffemrarti invece se becchi una parte interessante

    probabilmente non è realizzabile ma l’ideale sarebbe avere il sistema ad ordine cronologico di adesso combinato ad un sistema grafico che sposta i commenti in risposta ad altri commenti sul lato destro in modo che siano facilmente distinguibili aggiungendo in capo al commento un link che riporta al commento madre che poi ha un link che apare un lista cronologica con tutti commenti in risposta
    …troppo complicato probabilmente ma sarebbe l’ideale cosi hai sia l’odine che la possibilità di sorvolare tutto e scegliere quello che ti interessa senza doverti specializzare per forza

    sul argomento Fed Cup, Camil giorgi e rischeste alla federcircoli, Pennetta a Bali o alla finale di Fed cup, dico questo. Io ritengo che per giocatrici brave ma non fenomeni (tipo Williams, Henin etc.) o campionissime (come Jankovic o Safina) convenga molto di più giocare le fasi finali di fed cup anche senza grandi incassi diretti piuttosto che giocare un torneo abbastanza ridicolo come il masterino o WTFacchino di Bali anche se questo ti da i punti per finire tra le prime 10. La fed cup ancora non da punti per la classifica come avviene invece già per la davis a livello ranking ATP, se fosse cosi la Pennetta con i punti della finale di fed cup avrebbe recuperato i punti persi a bali, ma non è questo il punto, il fatto è che l’esposizione che riceve dal vincere la fed cup (premesso che non sia una cosa causale me basata su valori concreti dimostrati dalle vittoria a los angeles e us open e mosca per la schiavone) è molto maggiore che può ricevere da un buon risultato a bali e dal aver concluso l’anno tra le 10 invece che numero 12 o 13. Poi la vittoria in fed cup anche se tecnicamente vale quanto dice Scanzi o anche meno permette di promuovere tutto il tennis femminile e non solo una giocatrice (che appunto non è una super campionissima altrimenti il discorso non avrebbe nessun senso) e questo è molto più utile al tennis in italia che un buon risultato a bali che dopo 4 mesi scompare mentre la vittoria in fed cup permane.
    Per tutte queste cose ritengo che il giochetto che sta facnedo Giorgi con la federcircoli è rischioso e anche sbagliato per certi versi, specialmente se Camil ha la stoffa per sfondare davvero e arrivare tra le top 20 o 10. Se invece questo potenziale non c’è e puo mirare solo ad una buona carriera tra le prime 30 allora da un punto di vista egoistico ha ragione a provarci a spillare soldi alla federcircoli e se non glieli danno prendere quelli dei turchi o chi che sia. Ma ritengo che in un mercato assetato di campioni (specialmente in ambito tennis) come è quello italiano quello che conviene fare è giocare in fed cup e incassare i soldi che provengono dall indotto che l’esposizione mediatica nazionale provoca se hai dei risultati decenti (semi o quarti aneigli slam) anche a livello internazionale.
    poi è chiaro che sarebbe giusto che la federcircoli ricompensi anche con veri soldi le giocatrici di fed cup o i ragazzi che giocano in davis, ma per ora questo non è il caso e quindi lo sciopero ha un senso solo per le “pippe” che non riescono a monetizzare da un apparizione in fed cup ma non per giocatrici come Pennetta, Schiavone e anche Errani e Vinci

    @doc Africa Grazia
    (oggi mi pice questo nick ;) non arrabiarti) no non romperò ancora le scatole con il mio formato davis, ma devo specificare che anche se più o meno abbiamo la stessa idea finale non diciamo la stessa cosa su come arrivarci, anzi c’è una grande differenza tra la tua e lami proposta, tu sei per un formato biennnale (o peggio ancora 4 anni) mentre io ritengo che sarebbe la morte per la coppa davis che invece diventerebbe un becero campionato del mondo a squadre che ora invece non è (che che ne dica Tommasi). In breve io dico di attuare il sistema che rende grandi gli slam, che è il tabellone a 128 che da possibilità di mettersi in luce a quasi tutti i giocatori di vertice di tutte le nazioni con ottime possibilità per i nuovi talenti (vedasi Becker 1985, Wilander, Chang, Edberg, Nadal etc.) io quindi dico di lasciare tutto come me è ora ma allargare a 32 squadre la world group con 3 turni sparsi durante l’anno come ora che qualificano 4 squadre ad una final four (o più tardi forse anche final 8) in sede unica itinerante. mi fermo qui che sono anche già andato oltre per chi fosse interessato alla fine di questo commento metto un link ad un post del mio blog (il primo che avevo scritto) dove ho messo tutti i dettagli e dove c’è anche un discreta sfilza di commenti
    ovvimanete essendoci un link apparira solo dopo la moderazione da parte di Ale o Rob qundi non subito

  • 440.

    ecco il link al mio tormentone formato davis
    http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendID=259685981&blogID=322567917&Mytoken=57087938-0594-4CED-A040C7D4C5EFD4F773929445

    tra non molto aggiungero anche un articolo sul ancora più lunatico tormentone rivoluzione del calendario ;)

  • 441.

    @andrew
    caspiterina che non si faccia avere questo buch (altro che il book di noemi per fare la meteorina) a silvio o umilio che va a finire male ;)

  • 442.

    @andrew..

    Speriamo che la ragazza si sbrighi a vincere qualcosa altrimenti il prossimo passo del padre, sarà farle fare un porno!!

  • 443.

    @Federico grazie dei consigli, mia moglie a cui ho fatto leggere il tuo post è pienamente d’accordo con la tua spiegazione. Io sono del parere comunque che il premio incentivante se non ci sta la passione può servire forse all’inizio ma poi si rileva inutile. I miei genitori che sono dei contadini, quando ero piccolo e avevo l’età di mia figlia per trasmettermi la passione per la campagna durante la raccolta delle olive mi davano 10 lire a cesto ogni volta che riuscivo a riempirlo. Alla fine è stato tutto inutile, io in campagna non mi ci sono mai visto anche se spero, un giorno, di avere anche io la passione che ha ancora mio padre, infatti pur con i suoi 81 anni si alza la mattina alle 5 e fino alle 18,00 sta attaccato ad una zappa o ad una roncola per coltivare un pezzo di terreno e nel fare questo è molto felice. Questo per dire che la passione dei genitori, nel tennis, in qualsiasi altro sport, nel lavoro etc non sempre si riesce a trasmettere.

    Forse Sartori quando rispondeva a Mad Max (post 417) che non era poi così scontato che la figlia giocasse bene solo perchè era sua figlia, intedeva sottolineare anche questo aspetto.

  • 444.

    @ Stefano Grazia..

    Quando avremo un sito/blog tutto nostro chiamatemi..

    Odio l’ipocrisia della gente e la linea editoriale di Spazio Tennis…

    Saluti e a presto..

  • 445.

    Madmax non ho capito cmq Buon Natale e tanta serenità.
    @Stefano Grazia
    qui si sta bene, da Ubaldo ero rammaricato e mi pare di averlo scritto anche di aver perso Commentucci e poi odio i trasferimenti, pur non essendo focoso come mad max eh eh eh a lavoro mi stanno cambiando postazione ed incarico ogni 6 mesi, sto meglio di chi il lavoro lo perde ma sto pensando anche ad una denunica per mobbing.
    Buona giornata.

  • 446.

    Dr.Max, 425…
    “E poi a cosa serve essere il più veloce se al massimo devi fare spostamenti di sei metri? O cosa serve essere il più forte del mondo se la palla oltre i 150 km/h (non nel servizio ovviamente) non rimane in campo?”
    ——

    Facendo finta che io non abbia detto che fino ai quattordici (ragazze) / quindici (ragazzi) anni non si può decidere nulla di definitivo sul futuro agonistico dei figli, ma rimanendo sul vostro terreno logico (del tennis), la tua “provocazione†è molto interessante. Ho la risposta empirica, ma non quella strutturata scientificamente…

    Istintivamente chiamerei in causa l’allenamento dell’ampiezza dei movimenti, con il funzionamento delle catene cinetiche muscolari (ricordando che anche i nervi ne assecondano gli spostamenti) nell’esempio della corsa veloce: sino a quando il corridore non ha raggiunto la sua velocità massima, questo è self-evident, il relativo movimento biomeccanico è incompleto… es. i femori non risultano paralleli al terreno… ma allora: quanti metri gli servono per lanciarsi? Perché i lunghisti fanno 22 passi di rincorsa, quindi allungando la distanza “ottimale†di cui sopra? Basterebbero tre passi per lo stacco del pallavolista… perché allora i “martelli†ne fanno di più? Quanti passi servono veramente al saltatore in alto e quanti ne fa d’avvio?
    Insomma… come si prepara l’azione il nostro cervello? Devo assolutamente approfondire… :-)
    Federico, ci sei?!!

    Cosa c’entra questo con il tennis, dove tutto sarebbe breve e spezzettato? Beh, nei colpi ben eseguiti questo, amio parere, non è vero… lo è abbastanza negli spostamenti brevi ma… cosa succede quando Nadal si fa alcune vasche di quindici metri nei suoi proverbiali recuperi? Siamo ancora in fase alattacida o no? Che sforzo produce la sua muscolatura, rapido-impulsivo o esplosivo-resistente? E come s’adatta negli anni il fisico a quel tipo di sforzo?

    Ascolta Archi-incompetente-pedro e fai fare ad Alessia le ripetute da almeno m. 60 (comunque sopra gli otto secondi…)… falle esprimere sempre azioni lunghe e complete…

  • 447.

    quanto alla puntata di spazio tennis, ieri non ho avuto la possibilità seguire interventi di tropiano e rianna, pertanto nn capisco (semplicemente intuito qcosa) l’oggetto della discussione.

    predo spunto dal caso giaccc miccini per esprimere una considerazione generale: a monte di chiunque deluda (finora, ma c’e’ ancora tanta strada da fare) le aspettative enormi di media, fan e famiglia, potrebbero esserci problemi del ragazzo. Non necessariamente problemi psicologici, ma un calo di motivazioni legato a tanti fattori. Quando ci troviamo difronte a casi come questi, falliscono in molti coach e acadamies. E’ materia estremamente delicata.

    Mi diceva Gabe Jaramillo che secondo lui la differenza tra Tomic e Giacc è tutta nella testa. Lui ha sempre pensato che Giacc potesse giocare un tennis migliore e – vi assicuro – ha concesso le stesse attenzioni ad entrambi, senza favoritismi. Su questo metto la mano sul fuoco.

    Qualcuno potrebbe replicare: ma nel training system il mental training deve esser parte fondamentale. Lo è di sicuro, ma per fare progressi in quella direzione bisogna farsi aiutare. E’ necessario che il player si fidi, si affidi e si ponga nelle condizioni di ascolto. Se non lo fa – non mi riferisco a Giacc perchè conosco solo per sentito dire la sua storia – non si migliora. Non ci sono cavoli.

    Buona giornata da una Milano imbiancata

  • 448.

    @ archipedro
    Un suggerimento: nel tennis gli scambi mediamente durano 4/5 colpi sul veloce e 7/8 colpi sulla terra…..più specialistico di così, normalmente i passi prima di colpire (escudendo i recuperi) non sono più di tre, tieni presenti questi parametri quando fai le tue valutazioni…

  • 449.

    Simplypete, nel tennis dei prossimi anni dureranno anche meno…
    Sto parlando della base atletica, non delle espressioni di forza speciale..
    Prima s’aumentano i margini di tolleranza del sistema neuro-muscolare, e poi si stabilizzano i ritmi di gioco su frequenze maggiori… questo processo al contrario é molto più… innaturale… :-)

  • 450.

    @ stefano

    grazie per domandina insidiosa sul confronto U-12s Europa vs U-12s Eddie Herr-circuito americano. La basi di confronto sono realmente minime. Confermo quanto detto in radio: da ql che ho Shishkina e Zemp sono le più forti al mondo nella categoria, mentre tra i boys c’e’ maggiore equilibrio, anche se Kozlov è molto ma molto difficile da battere.

    Tornando alla questione Paul Forsyth, torno a porti una domanda che forse è sfuggita: su che base lo consideri adeguato per dare una mano a Nicky. Paul e Jose Lambert sono interscambiabili? Non mi riferisco al ruolo che svolgono all’interno dell’ Academy, parlo del background professionale e della capacità di incidere positivamente sulla crescita di Nicky.

    Dal particolare al generale, domanda rivolta a tutti: quanto un coach sbagliato (o viceversa uno indovinato) può fare la differenza dentro la stessa Academy (o realtà anche di grande circolo), dove i sistemi di training tendono a essere omogenei?

  • 451.

    E quindi in termini di sviluppo motorio temporale cosa significa?

  • 452.

    @Archi

    Non hai capito!! :)

    I movimenti e gli spostamenti sono dai 5 ai 15 metri, mentre le tempistiche variano a secondo del lavoro che fai e se è per questo da fare ci sono anche navette da 10/15 e 20 secondi, ovviamente con il dovuto tempo di recupero..

  • 453.

    Che la preparazione atletica del tennis non può essere “anticipata” come il gioco, e la relativa e dannosa forza speciale (asimmetrica) dev’essere compensata da una psicomotricità rispettosa delle fasi sensibili…
    Altrimenti…

    “… Qui vi riassumo le comuni patologie associate al tennis agonistico, anch’esse rilevanti per impostare in modo corretto un percorso di preparazione atletica, con la relativa prevenzione infortunistica…”

    INFORTUNI – CAUSE

    SCHIENA
    I: sindromi faccettali – infiammazioni delle strutture d’appoggio delle vertebre
    C: affaticamento e scarsa preparazione atletica dedicata alle catene muscolari posteriori – muscoli posturali – asimmetrie
    SPALLA
    I: infiammazioni articolari o periartite scapolo-omerale (cuffia dei rotatori della spalla) slap lesion con distacco tendine ancoraggio del bicipite alla spalla
    C: logoramento ed affaticamento anche causato da un errato movimento bio-meccanico
    GOMITO
    I: infiammazione dei tendini – epicondilite – epitrocleite (nei professionisti)
    C: vibrazioni della racchetta ed una leva sfavorevole sull’avambraccio anche causata da un’errata esecuzione del colpo
    MANO
    I: tendinite ai flessori del polso – rizoartrosi o infiammazione alla base del pollice
    C: affaticamento anche causato da un’errata esecuzione del colpo
    ANCA
    I: tendinopatia degli aduttori (grande aduttore – muscolo mediale) – pubalgia
    C: errori di bilanciamento del corpo sui colpi e scarsa preparazione atletica – superfici di gioco eterogenee
    GINOCCHIO
    I: lesioni cartilaginee – tendinopatia rotulea
    C: errori di bilanciamento del corpo sui colpi e scarsa preparazione atletica – superfici di gioco eterogenee
    CAVIGLIA
    I: lesioni legamentose
    C: scarsa preparazione atletica ed utilizzo improprio delle calzature – superfici di gioco eterogenee
    PIEDE
    I: infiammazione della fascia plantare
    C: affaticamento ed utilizzo di calzature improprie

    :-)

  • 454.

    Volevo trarre spunto da alcune considerazioni emerse nelle puntata radio di ieri sera che rappresentano uno dei problemi principali di questo sport, e che entrano di diritto anche in quest’area del Blog :

    È una storiella che abbiamo già letto è sentito (nel Blog di UBS) riguardo all tennis che dovrebbe allargare la base ai ceti meno abbienti, è strano che a raccontarla sia un dirigente, ex II^ categoria, fra l’altro appassionato e competente in molte altre faccende tennistiche … e che penso abbia messo lo zampino anche ai due ETA che si svolgeranno a Roma nel 2010.
    Ovviamente, sono completamente d’accordo con Mad Max … ma non è che Tropiano e tutti gli altri sono degli ipocriti, semplicemente sono disinformati sull’argomento in particolare…presumono di sapere. Un conto è organizzare raduni, tornei e cene sociali con le spalle coperte dalle quote Fit e da qualche sponsor…… ben diverso è per una famiglia media gestire un agonista 365 giorni all’anno…con costi sempre crescenti, spesando di tasca nostra allenamenti tennistici e atletici, trasferte, tornei e attrezzatura . Basta vedere cosa viene offerto ai ragazzi che vincono nei tornei (inutili coppette e chincaglieria varia) per capire se è chiaro il concetto.
    Se poi i Rom citati provocatoriamente da Andrew, riescono a diventare dei campioni con una semplice scuola Sat, non rompono mai le corde delle racchette, si vestono come capita e senza scarpe, girano i tornei in autostop e mangiano quando capita…. possiamo provare a offrire loro una borsa di studio regionale….e allargare la base…

    E’ stato appena dibattuto il ruolo fondamentale dei manager e degli sponsor per certi obbiettivi… è come se volessimo far passare che il bianco ed il nero sono colori simili….. purtroppo quello che dice Tropiano è quello che pensa buona parte dei dirigenti dei club (e anche qualche maestro figlio di papà)… se non tocchi con mano in prima persona è molto difficile capire…

    Magari fra un po’ sentiremo dire a Briatore che i Rom potrebbero diventare dei buoni piloti di formula 1…perché sono svegli di natura e possono imparare con pochi Euri a correre su quattro ruote a pedali….

    W Andrew e le libere associazioni sportive….

  • 455.

    Dr.Max, facite vos…! (o “fate vobis”, come piace a te…) :-)

  • 456.

    Archi…. L’ho scritto anche a Nico riguardo ai 1200 metri..

    E’ evidente che le facciamo fare anche i 30 metri, ma la questione è sempre nella percentuale con cui li si fa rispetto a cose più importanti, perciò se faccio 30 navette da 4 e 8 metri di trenta metri ne faccio solo cinque, come di 20 e di 10…

    Ho già spiegato che Alberto Cova stima Giovanni uno dei pochi (in realtà lui ha detto l’unico) che ha il verbo, e Cova mi sembra venisse dall’atletica e qualche corsa del gigetto l’abbia pure vinta.. :)

  • 457.

    @Mad Max: cosa e’ successo esattamente?
    @Ted, dovresti andare a commentare su Eddie Herr Recap dove si sta parlando di Quinzi dopo la sconfitta all’OB. Forsyth e Lambert interscambiabili? Non ne ho la minima idea, come si fa a dire…Dipende da tanti fattori non ultimo come riescono a relazionarsi con l’allievo … So che sono considerati i due migliori Coach nell’Academy ma anche li’ e’ tutto relativo…Per giudicare ci devi lavorare insieme per un po’, vederli davvero all’opera su tuo figlio, interagire un po’, poi vedere… Non e’ tutto semplice come sulla carta…Brad Gilbert, Larry Stefanki, Riccardo Piatti possono essere bravissimi con Pinco ma fallire con Pallino e tutti diranno che e’ colpa di Pallino ma in realta’ secondo me senza arrivare a dire che ogni fallimento dello studente e’ un fallimento anche dell’insegnante, a volte subentrano fattori interpersonali che hanno il loro peso…Poi c’e’ chi e’ piu’ allenabile (Alessia) e chi lo e’ meno (Nicholas…) …
    @Giogas & ADC
    Io invece non sono molto d’accordo con Giogas: io preferisco una conversazione informale, una chiaccherata e ogni 2-3 settimane si riparte con un nuovo spunto…Certo, se qualcuno (giogas per esempio) volesse fare l’archivista e raccogliere sotto le vasrie voci tutti gli argomenti trattati e’ benvenuto ma non vorrei che poi si dovesse saltimbeccare da una sottocategoria all’altra…le idee vengono quando il fiume dei pensieri non si arresta e sono importanti anche gli Off Topic, persino quelli dei permalosissimi Chloe e Giovanni de Roussillon…Per esempio ieri sono andato a vedere AVATAR e nonostante lo abbia visto NON in 3D e in mezzo a una platea di nigeriani usi a vedere i film come una sceneggiata napoletana con cori da stadio e soprattrutto risate nei momenti piu’ commoventi, il film mi e’ piaciuto cosi’ tanto da classificarlo subito come il piu’ bel film d’azione e d’amore mai fatto: grande cinema, e non parlo solo degli effetti speciali: parlo della visione del regista, della magia del cinema, della capacita’ di creare emozione…Poi il film, come Titanic, e’ anche un gioiello di tecnica e nel valutarlo per un Oscar bisognera’ considerare anche questo ma se da un lato di solito a me piacciono i film piccoli alla Searching for Bobby Fischer o alla, che ne so, Beautiful Girls o Something Wild (Qualcosa di travolgente), in realta’ una volta ogni tanto IL GRANDE FILM (alla Lawrence d’Arabia…) il film ad ampio respiro insomma e’ quello che ti riappacifica con il cinema…Ora tutti i film fracassoni che seguiranno faranno cagare ma questo di Cameron e’ il primo e l’unico E NON L’HO NEMMENO VISTO IN 3D!!!! Non e’ 2010 che pure si lascia guardare divertendoti ma qui stiamo parlando di Storia del Cinema…In piu’ soprattutto nelle prime due ore, prima cioe’ della battaglia finale che per quanto spettacolare e’ sempre una battaglia (e comunque gia’ nettamente superiore a tutte quelle viste finora e a quelle di The Lord of the Ring), il film che ci racconta la scoperta del pianeta Pandora attraverso gli occhi emozionati del marine Jack sully e l’innamoramrento lento ma inevitabile che scocca fra la bellissima aliena e il suo avatar…e’ davvero commovente.

  • 458.

    Caro Atti, cerco di dire la mia sulla faccenda dei Rom, da cui tu intuisci una scarsa conoscenza dei veri problemi degli agonisti e delle loro famiglie da parte della dirigenza federale. Ti assicuro che non è il caso di Tropiano, il quale sa perfettamente quanto costa provarci sul serio.

    Tanto è vero che uno dei progetti a cui sia io che lui abbiamo dato più risalto è stato quello del “Due Ponti Team”, il circolo romano che ha lanciato una campagna di sponsorizzazione per sostenere le spese di agonismo dei due promettenti under 16 Federico Teodori e Cristiano Compagnone. Un progetto nato dalla qualità manageriale dei due presidenti del club, i fratelli Tornabuoni, che hanno dato fiducia ad un tecnico di buone capacità organizzative, Alessio Palladino. Il progetto è un successo: Hanno finora raccolto ben 50 mila euro, e sono in corso contatti con altre aziende. A dimostrazione che non è affatto vero che gli sponsor tirano fuori i soldi solo per la Serie A e che se ne fregano dei giovani.

    Questo per dirti che bisogna scindere gli obiettivi:
    1) un conto è la promozione di base (fra cui rientra anche il discorso Rom, ma soprattutto il tennis nelle periferie, o nelle scuole, progetti che nel Lazio si stanno avviando dando concretezza gli accordi fatti fra CONI e Gelmini in termini di educazione sportiva alle elementari);

    2) tutt’altra cosa è il sostegno agli agonisti con ambizioni di professsionismo. Lì si sta agendo a vari livelli. A livello di Comiutato Regionale Tropiano ha avviato già un paio di anni fa il progetto “Casa Lazio” , su cui sono investiti fondi gestiti dal Comitato. Vengono erogati contributi economici e di materiali tecnici (corde, borse, etc.) agli agonisti più promettenti della Regione. Anche lì, Tropiano ha sensibilizzato il Provveditorato agli Studi per cercare di aiutare le famiglie e i ragazzi a conciliare tennis e scuola. C’è poi il livello nazionale, nel quale è allo studio un ripensamento complessivo del sistema di aiuti agli agonisti, per cercare di renderlo più efficace e meno dispersivo rispetto a quanto avviene attualmente. Vi farò sapere.

  • 459.

    Scusa mia figlia ha 10 anni (99) fa 3 sessioni da un ora la sett. (il suo prep. arriva dall’atletica) più o meno la sessione è divisa in tre parti:
    1) 15 min riscaldamento
    2) 30 min attività motoria intensa
    3) 15 min defaticamento
    Le sessioni sono one to one ed il programma varia ogni mese
    Cosa ne pensi?

  • 460.

    @Stefano ti ho mandato una mail nella posta di Gabri, dopo di che guardati il link postato da andrew nel suo nr 436 e poi commenta, vediamo se sarà come il mio che non hanno pubblicato…

    @Roberto…

    Purtroppo sono deluso anche da te, perchè tutto quello che viene detto sono solo banalità, che puntano solamente a non colpevolizzare chi ha tutte le colpe del mondo.. Sui temi caldi avete tutti glissato…

    Sempre di più mi rendo conto del perchè di fallimenti che durano da trent’anni e anche ora vi state concentrando solo sulle cose prettamente tecniche e pratiche (che intendiamoci sono importanti) senza rendervi conto che è tutta una questione di mentalità… e quella giusta non è la vostra, ne la tua, ne quella di tutti i vari giornalisti che operano online che oltre a non volersi esporre, come dice il grande Atti non essendo tutti i giorni in trincea sui campi non avete la più pallida idea di cosa si debba veramente fare..

    Dovesse qualche nostro figlio diventare veramente forte ed aver veramente voce in capitolo capirete cosa si intende perseguire un obbiettivo..

  • 461.

    Simplypete, penso che stiate lavorando bene…

    Le due sessioni settimanali d’atletica del piccolo sono attualmente così organizzate:

    10 min – riscaldamento + test m.400 (una volta al mese)
    20 min – corsa ostacolini – otto da circa 50 cm – dist. 2,60 – 4 passi – 10 serie circa (5 attacco dx + 5 attacco sin)
    10 min – scatti veloci da m. 20 + presa aerea del vortex (da me lanciato)
    20 min – salto in alto a due piedi – rincorsa frontale – 9 appoggi (o salto in lungo se non è troppo freddo)
    20 min – lanci in pedana del vortex /giavellottino (dx – sin)
    20 min – pliometria (prevalentemente discese rimbalzo – stiramento riflesso – gradini / gradoni – 1 / 2 gambe)
    10 min – stretching assistito (lo aiuto)

    10 min – perdite di tempo perché si distrae, o piagnucola, o guardiamo la luna, o ce la ridiamo…

    :-)

  • 462.

    Errata corrige:
    distanza tra gli ostacolini m.4,60 (inverno) – m.5.00 (estate)

  • 463.

    Non ho il programma sotto mano di mia figlia appena posso lo metto in un post,se ha qualc può interessare.
    Ma la prep fisica la fai all’aperto perchè da me è veramente impossibile….

  • 464.

    Max, quando si fa una trasmissione bisogna pur fissare delle priorità. Non si può parlare di tutto. Avevamo un’ora e mezza, e nonostante sia purtroppo saltato il collegamento clou, quello con Rianna, non siamo riusciti a dire tutto quel che volevamo dire. Non c’è stata alcuna voglia di glissare. Semplicemente bisogna rispettare una scaletta.
    Il tema principale ieri sera era: l’importanza del cemento nel tennis moderno e l’inadeguatezza delle strutture italiane. E credo che lo abbiamo sviscerato in modo approfondito, senza tacere i problemi, anche strutturali, che ci sono. Tra l’altro, non mi pare di essere stato tenero con i circoli romani, molti dei quali sono diventati degli ospizi per anziani. E’ un problema che tu senti poco, perché per tua fortuna vivi al nord, e lì i campi in duro e coperti non mancano. Ma ti assicuro che altrove la situazione è drammatica.

    E poi se avessimo voluto glissare su qualcosa non avremmo risposto nè alla domanda sui ROM, nè a quella sulla riforma della serie A, tema politicamente caldo e che non c’entrava nulla nella trasmissione.

    Infine, sul discorso della cultura sportiva dei genitori, devi capire una cosa: quanti padri preparati come Madmax ci sono in Italia, e quanti sono invece i genitori che fanno danni?

    Quindi in un programma radiofonico si deve parlare del problema statisticamente più grosso e rilevante. Poi, certo, nessuno nega che ci siano inadeguatezze, spesso profonde, anche dal lato dei maestri, e che quelle inadeguatezze vadano a colpire proprio quelli che hanno le migliori ambizioni di agonismo.

    Ma se tu ti fai un giro ti accorgi, ad esempio, che su 100 casi di disaccordo fra genitore e maestro sulla racchetta da usare (da 45, da 63 o normale) 90 volte su 100, se non di più ha ragione il maestro a far tenere la racchetta più piccola.

    E quindi se noi ci mettiamo a dire a tutti genitori (che ne sanno un cinquantesimo di madmax) che hanno ragione loro e i maestri hanno torto, facciamo dei danni enormi, invece di migliorare le cose.

    Sul complessivo progetto di riordino degli incentivi economici, al momento è tutto da definire, e non se ne poteva parlare in radio. Tra l’altro, interessa ad una platea davvero ristretta di ascoltatori.

    Spero di essermi spiegato.

  • 465.

    @ roberto
    Per me sei quanto di meglio c’è sul mercato è evidente che dici 80% di quello che dovresti ed il resto e mediazione ma e già meglio dell’1% della maggior parte dei giornalisti

  • 466.

    Siccome qui in Africa abbiamo anche noi tante cose ma non riusciamo ancora a sintonizzarci su radio spaziotennis, mi dite cosa e’ successo? Max e’ intervenuto in diretta e ne ha dette 4 a Tropiano? Uno che faccia un riassuntino minimo al vostro amico lontano perduto misteriosamente in Africa…

  • 467.

    @Rob..

    Ma io non stavo parlando in particolare della trasmissione di ieri ma soprattutto dei post qui sul blog..

    Anzi nello specifico e cioè proprio riguardo al rapporto genitori maestri sono pienamente d’accordo con te (e mi pare l’avessi scritto anche rispondendo a Giorgio), perchè anche uno preparato e presente come me ancora oggi si fa guidare quasi totalmente…

    I punti cardine però sono tutti gli altri, quelli tanto per intenderci sono incontrovertibili e che infatti chi ci è già passato (Giorgio e Fulvio) ci conferma e vi sbugiarda..
    Ancora non hai capito che quello che ti raccontano sono tutte cazzate? Oppure l’hai già capito e pretendi di farcelo credere a noi..

    Intendiamoci e questo te l’avevo già detto, tutte le iniziative che stai/state mettendo in piedi sono utilissime ma non strutturali e il tennis di questo ha bisogno e la storia che non abbiamo il Roland Garros non regge più perchè se non ho soldi non li butto in Supertennis,se non ho soldi non li butto per organizzare raduni che non servono a nessuno dovendo pagare vitto e alloggio a ragazzi e maestri che non ci vorrebbero andare, ese non ho soldi etc etc etc

  • 468.

    No stefano non sono intervenuto e non ne ho dette quattro a Tropiano, ho solo scritto che ha detto una (parecchie in verità) cagata mostruosa, e mi ero anche risentito perchè non volevano porre la seconda parte della tua domanda a Rianna..
    In buona sostanza trovo che siamo alle solite, che cioè le cose scomode non si possono ne dire ne chiedere, facendo credere che si ci siano si dei problemi ma sostanzialmente è colpa della sfortuna e comunque ci stannoo lavorando… Perciò quanto di più lontano esiste dalla realtà…

  • 469.

    @madmax
    Scusa, fammi capire una cosa. Ti faccio un paragone calcistico. Ora che Roberto Mancini è arrivato al Manchester City, a tuo avviso una domanda giusta da fare sarebbe stata: “Rifarebbe le stesse scelti degli ultimi anni per il City?” quando Mancini sicuramente non sa nulla di come ha svolto il suo lavoro Mark Hughes.. Tutte le altre cose gliele avrei chieste, non mi sembra di fare il censore in questo blog.. Non immagini nemmeno i problemi che ho avuto nel pubblicare le “10 domande a Binaghi” scritte da Pistolesi..

    Per quanto riguarda le domande scomode, trovami un’altra situazione giornalistica durante la quale si è posta una domanda scomoda sulla serie A ad un dirigente federale (anche se la risposta non mi è piaciuta).. Mi spiace che si possa pensare che Spazio Tennis sia un luogo dove la censura è all’ordine del giorno.

    In conclusione, abbiamo alcuni problemi al computer in studio e non leggiamo le domande che arrivano in diretta, ma solo quelle che stampiamo fino a pochi minuti prima dell’inizio della trasmissione.

  • 470.

    Archi,le tue considerazioni sono logiche e ben strutturate,ma secondo me Max sta facendo tutto quello di cui parli tu in più tutto il resto,quindi mi ripeto è possibile fare entrambe le cose?

  • 471.

    @Ale

    Ma tui hai capito che Tropiano ha fatto passare il nuovo regolamento della serie A come la cosa migliore per il futuro del tennis italiano e per i suoi giovani?

    Se secondo te questa è la strada (ed il vero motivo) allora tutto va bene e siamo a posto…

    Riguardo a Mancini…

    Scusa ma mi sembra che l’esempio non c’entri proprio nulla!! Qui si sta parlando di un ragazzo e del lavoro tecnico che è stato fatto su di lui in fase di costruzione e crescita, perciò per fare la stessa domanda a Mmancini avrebbero dovuto chiedergli per ogni singolo giocatore come lo avevano cresciuto a livello tenico tattico, il che non è propriamente la stessa cosa..

    Facendo quella domanda a Mancini non avresti fatto il bene di nessuno, qui al contrario quello di decine di ragazzi che decidono di fare armi e bagagli e partire alla volta di Bradenton, che dopo la risposta potrebbero o non partire più o partire tranquilli potendolo consigliare senza problemi anche ad altri..

    Ragazzi sono gli obbiettivi che danno il senso ad una discussione o a delle domande, ma se ci si pone obbiettivi diversi dal raggiungimento dell’unico vero obbiettivo da perseguire ovviamente non si crede di doverle fare e di diverne discutere.. Fit docet…

  • 472.

    Max,soluzione del problema,esponi ora esplicitamente una domanda su cui secondo te si evade la risposta così istantaneamente noi tutti ci renderemo conto.Secondo me non ci saranno problemi a discuterne,a volte nascono delle incomprensioni non volute,spero di non sbagliarmi.

  • 473.

    @ Nico..

    Attenzione..

    Il problema non è se le considerazioni siano logiche o meno (comunque è una cosa buona) il problema fondamentale è metterle in pratica nel modo corretto (e non sto dicendo che Archi non lo fa, perchè non lo conosco e non so come lavora)…

    Ti faccio un esempio semplice..

    Poco tempo fa sono stato in una struttura di alto livello eppure vedendogli fare un esercizio in palestra mi si sono rizzati i capelli..

    Il preparatore (che in realtà non lo è) lanciava a dei ragazzi una palla di due kg da quattro/cinque metri di distanza e questi dovevano prenderla al volo e rilanciargliela..

    Il lavoro che conta è dal momento che i ragazzi gli rilanciavano la palla.. Tutto quello che accade prima è contorno.. In quel modo però se lo fai una volta ovviamente non accade nulla ma ogni volta che la palla viene presa al volo da quella distanza è una partellata che la schiena riceve.. Eseguito lo stesso esercizio per due/tre anni di filo l’ernia al disco è matematico..

    La palla deve essere lanciata rasoterra ed essere raccolta dall’atleta da terra..

    Sai quanti esercizi vengono fatti fare in modo non corretto perseguendo il giusto obbiettivo?
    Centinaia ma persone che sanno il problema che stanno creando praticamente nessuna…

  • 474.

    Max,sono daccordo se vuoi puoi aggiugere carichi specifici graduali in fase di crescita atletica,che solo una persona supercompetente può conoscere e inserirli nel modo e nel periodo giusto.

  • 475.

    Max, quando si fa giornalismo si ha il diritto/dovere di dare voce a tutte le parti coinvolte e/o interessate ad un argomento.

    Qui sul sito abbiamo sentito sulla serie A e sul tema dei giovani parecchie campane: mancava quella della Federazione, che del resto è anche parecchio restia ad esporsi.

    Quindi abbiamo dato il microfono ad un dirigente federale, che ha dato il punto di vista ufficiale della Federazione. Cosa pretendevi, che Tropiano sconfessasse in diretta il Consiglio Federale?

    Lui ha spiegato il punto di vista della Federazione: si cerca di usare la leva dei campionati a squadre per incentivare i circoli ad investire sui vivai.

    Ovviamente, al di là delle polemiche personali con Russo, converrai con me che fare la serie A in questo modo, con Club ricchissimi che dietro la squadra di serie A non hanno uno straccio di settore giovanile, o addirittura progettare la “Champions League” tra i campioni di Italia, Francia, spagna e Germania, come si voleva fare, non porta a nulla in termini di prospettive e di investimento sul futuro, ma porta solo soldi nelle tasche dei giocatori già affermati e dei loro procuratori.

    Dopodiché ognuno può farsi la propria idea in proposito. Ma l’informazione in questo consiste: nel far sentire all’opinione pubblica entrambe le campane.

    Se vuoi il mio parere sulla materia, io credo che la visione a lungo termine della Federazione sia corretta, nel senso che il miglioramento della qualità dell’addestramento di base (ho detto di base) non può che passare per un coinvolgimento più professionale dei circoli. In questo modo, in futuro, anche voi genitori non vi sentirete più così soli.
    Esistono in Italia, oltre a circoli che sono ospizi per i vecchi, anche circoli che hanno una storia importante di produzione di giocatori, come ad esempio l’Atletico Faenza, tanto per non fare nomi, o l’Albinea, che lavorano bene con i giovani.

    Se molti circoli seguissero questi esempi, si dovrebbe pervenire ad un miglioramento della qualità complessiva del sistema e la base dei potenziali agonisti si allargherebbe. Vi sarebbe più probabilità di produrre giocatorini forti sul serio, ben dotati fisicamente e ben preparati, in grado di attirare gli sponsor internazionali o i manager alla Della Vida, o la IMG, cosa che atttualmente da noi non avviene, come dici anche tu, perché c’è poca qualità e la base è asfittica.

    Poi certo, come in ogni riforma struturale, si ledono interessi consolidati. Chi se la passa peeggio, in tutto questo, sono i giocatori di seconda schiera, quelli che finanziano l’attività a livelllo future con i proventi dei campionaati a squadre e che vedranno ridotti i loro introiti.

    A mio avviso, la Federazione avrebbe dovuto essere più graduale nella riduzione delle rose, in modo da dare a tutti i soggetti coinvolti di riposizionarsi, e informare in modo più chiaro e tempestivo l’opinine pubblica e gli appassionati sugli obiettivi ultimi della riforma e sulla strategia che si intende perseguire.

  • 476.

    Max,il preparatore di Piatti,fa fare un esercizio simile a Liubicic,gli lancia una palla da 4 chili e lui con gli appoggi giusti la rilancia è sbagliato o da adulti si può fare?

  • 477.

    Nicoxia, Dr. Max non sbaglia mai, per definizione… :-)
    Probabilmente loro lavorano già al top… e non posso entrare nel merito.

    Nascono degli interrogativi, e propongo le mie risposte…
    Verso un equilibrio (sempre e comunque dinamico), ad una asimmetrica forza di gioco disordinata (es.centrifuga) dobbiamo opporre un allenamento neuro-muscolare armonioso (es.centripeto)…

    Le due cose DOVREBBERO stare insieme sopratutto con i giovanissimi…invece spesso si utilizza la preparazione atletica per amplificare gli stessi limiti biomeccanici che il tennis già comporta…

    Mi sto ripetendo? :-)

  • 478.

    Ao’, ma anche senza saperlo entro sempre in ballo anche io…
    Ma si,riguardo alla mia domanda su Miccini e cioe’ se col senno di poi avrebbe ripetuto l’esperienza di 5 anni alla Bollettieri, in effetti non mi sembrava poi una domanda cosi’ “traditora” ma in fondo abbastanza normale se non logica: e’ in fondo quello che tutti si chiedono. Piu’ che altro forse l’opinione di Rianna e’ interessante ma fino a un certo punto probante perche’ di parte (della serie: ah, se l’avessi avuto io fin dall’inizio adesso si che potrebbe diventare un top 20… E fino a prova contraria Bollettieri potrebbe dire: O magari avrebbe gia’ smesso…). Bisognerebbe sentire anche Miccini. E anche lui,dicendo la sua, non dovrebbe essere comunque preso alla lettera anche presupponendo che fosse sincero perche’ quella che direbbe sarebbe la sua verita’, quella che lui crede la verita’, e non la verita’. La vera verita’ avrebbe bisogno della controprova. O comunque dovremmo comunque tenere conto che a volte anche se si pensa di perdere tempo e non progredire magari le cause sono altre e soprattutto a volte SEMBRA di non essere progrediti ma un po’ lo si e’ fatto comunque. e a volte piu’ di quanto si pensi.
    Ma secondo me la domanda la si poteva fare, era la prima domanda che mi sarebbe venuta in mente …Ma a me, Max: se io fossi stato il conduttore del programma l’avrei fatta ma magari ne avrei scartate tante altre che non facendole avrebbero fatto incazzare altri…Insomma, se il programma e’ di Alessandro lui fara’ poi le domande che vuole, non e’ mica obbligato a farci da interfacia… Su, vivi e lascia vivere.

  • 479.

    Vedi quando parla di mentalità?

    Ogni figura/evento/ente ha il suo compito..

    La serie A che in realtà non serve a nulla se ha un piccolo pregio è quello di far arrivare giocatori forti e semmai bisognerebbe aiutarli in modo che qualche pazzo tiri fuori i denari per chiamare Federer e Sharapova, (così i ragazzi non deovrebbero andare fino a Bradenton per vedere nei campi vicini i campioni, per non parlare poi dell’evento che si creerebbe, ma qui nessuno sa pensare in grande Reggio Calabria docet) tant’è che se qualche volta qualcuno che non sia il socio del circolo (e molte sono le volte che nemmeno lui ci va) va a seguire i match di serie A è quando gioca qualcuno di buono…

    L’unico modo per invogliare i circoli a “investire” sui giovani è quello semmai di dare agevolazioni o contributi a quei circoli che avranno dei ragazzi convocati ai raduni (e che non saranno obbligatoriamente quelli che vincono da under 10/12 tirando di la la palla), contributi che poi saranno stanziati solo per migliorare l’offerta delle scole d’addestramento (quindi più e migliori maestri, preparatori atletici) o se già di buon livello (anche qui secondo parametri oggettivi ma non perchè uno è tecnico nazionale ma secondo quanti ragazzi di buon livello il tal maestro ha cresciuto) da reinvestire nella programmazione dell’atleta convocato o per coprire le sue spese di allenamento…

    Difficile eh? Lo so, lo so… Non c’è la mentalità, so anche questo..

  • 480.

    Mai si può fare, ma lui infatti non guadagna 2/300 mila euro l’anno…

  • 481.

    @ commentucci : ne abbiamo già parlato della ristrutturazione della serie A,mettici anche i giovani under,(ma quali? nn cè ne uno all’orizzonte) ristringi la rosa da 10 a 4 e poi non lamnetarti se a vedere le partite ci sarete te vastic e altri 2 .a vedere la serie A ci vanno SOLO per vedere quei 8 10 giocatori che si sono fatti un nome,gli altri nn interessano a nessuno,se guerra ci deve essere che sia tra quelli che noi tutti sappiamo,ma che ritorni tutto come 1 anno fa dove 30 40 giocatori di livello più basso dei vari seppi starace e volandri si riescono a pagare la loro stagione con gli incassi della serie A senza dover andare all’esterO! perhè invece di far le regole non si chiede ai giocatori cosa ne pensano e poi si fanno?
    e per giocatori non intendo SOLO i primi 5 ma tutti gli altri che di possibilità economiche ne hanno molte meno

  • 482.

    Il potenziale propagandistico della Serie A resta molto limitato (specie nelle grandi città, va meglio in provincia) e soprattutto resta confinato a chi è già all’interno del sistema tennis (per lo più i soci dei circoli partecipanti).

    Gli eventi da creare per fare propaganda sarebbero invece dei tornei professionistici, degli Atp o dei Wta di livello medio-basso, che purtroppo non abbiamo più. Così si, che fai promozione. Solo che per farlo bisognerebbe che invece di fare 10 challenger da 30.000 euro sul rosso in ogni ridente cittadina, si mettessero da parte le diatribe campanilistiche e si unissero le forze di un distretto industriale o regionale per comprare i diritti di un Atp come c’era a Milano, ad esempio.

    Riguardo al discorso dei contributi ai circoli:
    guarda max, che i contributi federali ai circoli che fanno qualità (si spera) già si danno con i PIA, poi bisogna vedere che fine fanno quei soldi….

    Comunque quel che tu dici è in se condivisibile. Si dorebbero trovare dei parametri più efficaci delle semplici qualifiche per certificare la qualità, ma anche lì è un vecchio problema. Uno ha tirato fuori un buon giocatore perché è bravo o perché è stato fortunato? Certo, se ne tira fuori 4 allora è un altro discorso. Ma non è semplice…

  • 483.

    i settori giovanili danno solo fastidio ai circoli perchè i soci e specialmente le socie di una certa età non trovano il campo per divertirsi tra loro,prima di parlare informatevi in giro quanti e quali sono quei club che hanno un amore cosi sviscerato per il settore giovanile,andate a vedere quanti seguono il settore giovanile del proprio club, lo sanno tutti che ormai è solo un tète a tète tra 2 persone………

  • 484.

    I PIA ah ah ah.. E dove vanno non lo so quel che è certo p che onn vanno ai ragazzi…

    Rob ma che dici??

    Secondo te fai più promozione facendo tornei wta/atp di basso livello dove il/la migliore è il/la numero 80 al mondo (e che chi è al di fuori del tennis manco sa chi sia) o facendo venire anche solo per allenarsi (e lo si fa sapere ovviamente) la Sharapova, Federer o Nadal?

    Se però ancora non si riescono a capire queste cose, qualsiasi altra discussione risulta assolutamente inutile poichè come ho scritto precedentemente sono gli obbiettivi che sono sbagliati e per cui di conseguenza anche tutti le strategie per raggiungerli…

  • 485.

    @madmax, stefano grazia
    Scusate eh.. non è una questione di fare le domande che ritengo opportune o meno (che è comunque, evidentemente, giusto). La domanda che avrei fatto a Rianna prendendo spunto da quello che Stefano ha scritto sarebbe stata: “Crede che un’esperienza all’estero, come quella di Miccini negli States, sia da consigliare ad un giovane oggi? Da cosa dipende? Che differenza ci sono tra estero (usa) ed estero (spagna)? In generale crede che in Italia sia più difficile riuscire a crescere un tennista da un punto di vista della cultura sportiva o proprio dal punto di vista tecnico/tattico/fisico?” Io ho soltanto detto che la domanda posta in quel modo sembrava come a dire “analizzando ciò che ha fatto miccini negli ultimi 4 anni nello specifico, faresti fare di nuovo a Giacomo le stesse scelte?”.. il che a mio avviso non è corretto del tutto, perché Rianna può vedere il risultato dopo 4 anni senza averlo visto lavorare (nonostante conosca benissimo i metodi “bollettieriani”) e che non si può giudicare un lavoro nel complesso. Se io dovessi giudicare il lavoro “americano” su Miccini, solo avendolo visto giocare.. direi: “Giocatore dal grande servizio sul quale sicuramente si è lavorato molto per renderlo un’arma; diritto devastante e rovescio buono tecnicamente ma sul quale forse non si è insistito per renderlo incisivo nel modo giusto; fisicamente che hanno fatto negli States? niente?? Sembra un palo della luce..” Ma non lo dico, perché non ero lì a visionare il ragazzo dalla mattina alla sera.

    Insomma io credo semplicemente, dal punto di vista giornalistico, che la domanda andava posta come ho scritto io sopra e che la risposta sarebbe stata ancora più esaustiva, tutto qui..

    Max, sulla serie A..
    Non puoi guardare l’intervista a Tropiano come LA risposta. E’ stata una delle cento visioni che abbiamo sentito in radio e scritto sul sito. Ne ha parlato Bisti, Colangelo, alcuni presidenti di circolo, Tropiano, Commentucci Ognuno con idee diverse, che per la pluralità dell’informazione, abbiamo raccolto. Io non posso fare una trasmissione solo dicendo che la riforma è fatta male o bene, altrimenti che giornalista sarei ???

  • 486.

    @ fulvio
    sulla serie A io la penso bene o male come te. E credo che il danno arrecato ai tantissimi giocatori (tra il 250 e il 900 Atp ad esempio) sia piuttosto rilevante.. A questo punto potevano mettere l’obbligo che uno dei 4 singolari fosse giocato dagli under 20 e lasciare le rose almeno a 6 giocatori..

  • 487.

    @ madmax e rob
    i contributi del PIA vengono distribuiti ai circoli che fanno parte di un determinato PIA. Quindi sta al circolo poi vedere cosa farne. In ogni caso il contributo standard almeno per il nostro caso non va oltre i 1000 euro annui per circoli, per cui non ci fai molto. Forse compri un po’ di attrezzatura. Non so se in altre parti d’Italia tale contributo è molto più alto. Poi alcuni dei soldi destinati ai PIA devono finanziare l’attività (raduni, PIA Cup,….) e resta poco da investire ulteriormente.
    E’ vero comunque che c’è un grosso problema di incompatibilità tra l’attività agonistica e le esigenze dei soci. Qui da noi forse il problema è meno sentito, anche perchè non c’è nessuno che si vuol prendere la patata bollente di gestire un circolo. Il tennis purtroppo rimane l’unico sport in cui non c’è chiarezza su quale sia l’obiettivo del circolo. Se ti capita un presidente appassionato, bene, altrimenti ti potrai accontentare di qualche torneino di fine SAT o di un doppio giallo. Mi tocca dare ragione al mio socio andrew (a proposito chiamami Presidente d’ora in poi ;-) ). Ovvio che sarebbe interessante scindere il tutto in federazione di associazioni sportive (che non dovrebbero occuparsi della gestione delle strutture, ma solo della parte agonistica) e federcircoli. Bello, ma temo impossibile.

  • 488.

    A Fulvio.
    Il problema a mio avviso è proprio questo: come riportare la qualità nell’addestramento di base nei circoli. Ammetterai che se uno inizia a giocare a 5-6 anni inizierà in un circolo, mica può avere subito il maestro privato o l’accademia… E come abbiamo sempre sostenuto su questa rubrica, il lavoro fatto nei primi 5-6 anni è determinante per poter avere delle chances concrete di provarci sul serio più avanti.
    Quindi bisogna migliorare il livello del lavoro fatto nei primi 5-6 anni, tra i 5 e i 12 anni: e a questa età si sta al 99,9% nei circoli. E’ per questo che molti dei ragazzini più forti a quell’età sono i figli dei maestri: perché sono i pochi che fanno le cose come si deve. Poi dopo a 12-13 anni, certo, il circolo ti va stretto, devi andare in un’accademia o avere il coach privato (ma puoi comunque continuare a rappresentare nei campionati a squadre il tuo circolo di primo tesseramento). Ma purtroppo attualmente molti a quello step non ci arrivano proprio, e questo spesso avviene perché non hanno lavorato bene prima, non solo perché non ci sono i soldi in famiglia.

    Certo non tutti i circoli sono interessati ad avere un settore giovanile. Benissimo, allora basta dirlo alla clientela. Il problema dei PIA non sta nel concetto di fondo, che è giusto, ma le modalità realizzative. Bisogna informare chiaramente i genitori della differenza di qualità che c’è fra le scuole dei circoli che aderiscono ai PIA e quelle di molti (non tutti, ovviamente) degli altri, dove si fa poco più che altro babysitting.

    E comunque non tutti i circoli, PIA o non PIA, sono uguali. Ve ne sono che lavorano meglio di altri. Si tratta di dare le stelline della guida michelin (come diceva anche max) e fare in modo che vuole divertirsi e basta resti al ciroclo sotto casa, chi vuole provarci sul serio possa sapere dove andare, possibilmente senza cambiare regione.

    Ma se attraverso le riforme dei campionati crescerà l’impegno dei circoli per l’insegnamento giovanile, sarà più facile per un giovane agonista under 12 trovare una sistemazione valida vicino a casa.

    A Max.
    Posso concordare sul fatto che delle esibizioni con i top players avrebbero una buona valenza promozionale (se siu riesce ad arrivare ad organizzarle, cosa di cui dubito sia per il calendario compresso, sia per i soldi che ci vorrebbero). Dubito però che tu possa convincere i Federer, Nadal o Sharapova a giocare la serie A italiana, nonostante i milioni di Russo…

    Ad oggi il giocatore più forte che ha giocato la serie A è stato Kohlschreiber, n. 27 del mondo.

    Se vai a vedere un qualsiasi main draw di un Atp 250 (quello di fascia più bassa) trovi decisamente di meglio. Io ho preso quello di Marsiglia, un normale torneo europeo sul veloce. Eccoti le teste di serie:

    1 Djokovic,
    2 Simon
    3 Monfils
    4 Tsonga
    5 Berdych
    6 De Voest (lucky loser)
    7 Safin
    8 Lopez Feliciano

    Direi che a questi tornei non gioca solo il n. 80 del mondo, e che sono 1000 volte più efficaci come promozione di tutte le serie A del pianeta…

    Mio parere.

  • 489.

    Aggiungo che a mio avviso la riforma non mira a portare le squadre – oggi – a schierare i giovani in serie A (anche perché non ce ne sono del livello tecnico adeguato, come abbiamo detto più volte). Si tratta di immaginare una situazione a tendere in cui in tutti campionati a squadre (a partire almeno dalla serie C) i Circoli schierano i giocatori da loro prodotti.
    In questo modo, eliminando le compravendite, sarà anche più semplice capire (banalmente, dai risultati) chi lavora bene e chi no con i giovani, e anche le famiglie dei futuri agonisti sapranno quali sono le scuole migliori.

    Ovviamente per iniziare a vedere i risultati di queste riforme ci vorranno alcuni anni. Si tratta di un cambiamento strutturale, e come tutti i cambiamenti strutturali all’inizio se ne vedono soprattutto i costi (che certo ci sono, specie a spese dei giocatori da future) e non se ne vedono i benefici.

  • 490.

    @Roberto Commentucci
    …non voglio entrare in polemica ….ognuno ha le sue idee e so che sei fra quelli piu’ interessati alle problematiche di questo genere…

    Detto questo chiariamo alcune cose :
    - La serie A sta ad un circolo come l’agonistica potrebbe stare ad una associazione sportiva…entrambe utili ma con obbiettivi diversi…. ora invece è un fritto misto a discrezione dei circoli… dove, e non dappertutto, qualche briciola extra viene offerta, anzi prestata alle famiglie (esempio : se per caso e per validi motivi sei costretto a cambiare circolo c’è sempre la ghigliottina dell’indennità e/o subito ti viene rinfacciato quello che è stato fatto… gli sforzi dell’allievo, non dico delle famiglie, contano ZERO, qui caro Roberto la Federazione tutela troppo i circoli….).
    - I contributi per i Pia … mah… meglio far intervenire “chi l’ha vistoâ€â€¦ è tutto discrezionale (chi controlla chi) … non fatemi parlare dei Pia…
    - Sostanzialmente la gran parte dei dirigenti e praticamente tutti i soci frequentatori del circolo, conosce poco o niente del settore agonistico… i suoi problemi… sotto sotto avere una discreta agonistica serve piu’ per specchietto delle allodole della SAT che per altro (salvo rare eccezioni…)
    - I raduni non servono a niente di niente… illudono e distraggono i ragazzi e non perseguono nessun obbiettivo “tennistico†(raramente ho visto i selezionatori, con la racchetta in mano e/o dare consigli tecnici tattici…. troppa è la paura di venire rimproverati dai maestri del circolo del ragazzo…) , per fortuna ogni tanto c’è qualche bel incontro fra regioni tipo l’ottagonale di Trento U12 (fra l’altro molto ben organizzato)… o si raduna per insegnare qualcosa e/o è meglio non buttare soldi… che già ce ne sono pochi….

    …Diciamo che giustamente non abbiamo il Roland Garros e/o Wimbledon… ma altrettanto se non di piu’ ci mancano per larghe fasce…. la cultura, la volontà e l’organizzazione … da noi è troppo complicato radere al suolo e ricostruire distinguendo il concetto di ricreativo da quello sportivo… meglio rattoppare e far vedere sempre la parte migliore dell’abito…

    Ogni regione, a mio avviso, dovrebbe, ad esempio, avere max 2-3 centri agonistici (attenzione non gestiti dal circolo, ma tramite un’associazione sportiva), dove chi vuole e merita puo’ trovare un punto di riferimento e adeguato sostegno (starà alla FIT individuare i criteri meritocratici, ma che sia chiaro cosa si persegue) …. A chi invece è sufficiente un livello medio, oppure non vuole insistere piu’ di tanto (e sono la stragrande maggioranza) , avanti con i circoli, con le Sat, le ore private etc…
    C’è il maestro d’asilo, il maestro elementare, il professore delle superiori, e la cattedra universitaria….
    Smettiamola con gli orticelli… ricordo che regna sempre il motto …DIVIDI ET IMPERA….

  • 491.

    interesssanti argomenti sul blog di Carlo Polidori sul capitolo anche da lui toccato riguardo G&f-ve lo segnalo:http://carlo-polidori.blogspot.com/2009_10_01_archive.html

  • 492.

    Ale, come avrai intuito, io non ho nemmeno capito bene di cosa si stava parlando… Non sapevo nemmeno che le mie domande fossero state selezionate…Mi ascoltero’,se riesco, stasera la trasmissione… Ho comunque scritto al guru e per ora mi affido all’atunnel suggeritomi da Jho che funziona un po’ si un po’ no… La scelta di andare ad allenarsi all’estero a 12-14 anni comunque implica anche una scelta di vita (scuola, amicizie, abbandono di un certo ambiente per un altro) e quindi la domanda poteva essere posta anche in quest’ottica … ma ovviamente andava posta a Miccini (o ai suoi genitori) piu’ che a Rianna. Il problema atletico che tu riscontri in effetti mi fa pensare perche’ al momento io sono in rotta di collisione col loro IPI (il Dipartimento che all’interno dell’IMG si occupa della preparazione atletica per TUTTE le Academies all’interno dell’IMG (soccer, baseball,basket…) al punto che a mo’ di provocazione potrei essere tentato di chiedere l’esonero di mio figlio perche’ non ha tempo da sprecare avendo tante troppe cose da fare, per esempio…un po’ di preparazione atletica! (Ovvio che poi sara’ la guerra…). Ma il buffo e’ che fino a 10-20 anni fa la Bollettieri academy se si distingueva dalle altre Academies era semmai per la Preparazione Atletica superiore, o almeno cosi’ le antiche leggende narrano… E’ in effetti un argomento che merita un articolo di approfondimento ma e’ un dato di fatto che se ti paragoni al Circolo del Gigetto (eheheh) e’ un conto, ma se ti paragoni a Catizzone, Buzzelli, Baraldo & Co allora e’ un altro…
    Il caso di Miccini pero’ potrebbe anche essere spiegato col fatto che comunque lui i primi 6 mesi del 2009 li ha comunque passati sulle gruccie o quasi…

    L’accenno di Atti sulla Indennita’ di Svincolo mi fa rabbrividire: ma e’ vero che possono anche essere chiesti 1000-2000 Euro per cambiare Circolo? A questo punto cosa succede? Che il genitore continuera’ a tesserare i figli a quello stesso circolo ma giochera’ solo tornei NON a squadre e chi si e’ visto si e’ visto… Giorgio giorgio, che ci dici su questo? Lo so, ne hai gia’ scritto altre volte ma qui stiamo facendo un po’ il riassunto…

    Gia’ che ci sono: ma il Prof buzzelli che fine ha fatto? Salvatore, so che ci leggi: su, dai, dicci qualcosa di…sinistro! Per esempio i danni di una preparazione atletica precoce e sbagliata…

  • 493.

    @Roberto..

    A me piace parlare di cose reali, le fantasie le lascio agli altri.. Tu sai in che periodo si gioca la serie A? Benissimo allora dimmi come fanno i giocatori da te citati a venire a giocare il tuo 250!!

    In più.. E chi pensi di trovare disposto a sponsorizzare una serie A/B/C che partecipa con i ragazzi da loro creati (spesso al massimo ci sno dei terza!!)? Nel migliore dei casi a volte ai giovani buoni daresti la possibilità di giocare partite di buon livello, aiuti economici certamente no…

    @Stefano..

    Una volta si diceva che la Bollettieri era famosa per la preparazione atletica come lo dicevano in Italia della Vavassori. Sai perchè? Semplice perchè nessuno altro la faceva, per cui tra non farla e farla così così il così così andava alla grande!! Ora le cose sono cambiate…

  • 494.

    Roberto io non scambierei 4 o 5 challenger per un torneuccio ATP del tipo Poertschach o roba del genere, per un ATP indoor forse già è un altra storia ma chi darebbe la granzia che non si trasforma nell ennesimo San Marino degli anni 90?

    molto meglio avere tanti chalenger ma la metà di questi dovrebbero essere sul veloce 50% terra 25% cemento 25% indoor

    beh la serie A secondo me avrebbe solo senso se affidata ad associazioni sportive che operano su campi pubblici/comunali (e non all’interno di circoli) esclusivamente con giocatori costruiti nel vivaio e solo fino a 16 anni, poi “ciapa su” e vai a giocare i futures in giro per leuropa e dopo i challenger in giro per il mondo altro che serie A per tirare avanti, scusate ma su questo sono cattivo lo so. Per attirare un po’ di gente ad una fase finale a 4 o 8 squadre permetterei (ma solo per la settimana della fase finale) un giocatore o ex giocatore che abbai avuto una volta un best ranking to 20 (altro che santopadre, senza offesa) in giro se ne trovano parecchi tipo Leconte, Santoro (oddio non so nemmeno se santoro è mai entrato nei venti ma penso di si) e gente del genere che porterebbe un po’ di gente perché la cosa risulterebbe un po’ come una esibizione. Ovviamente questi praus a fine carriera o ex pro, giocerebbero il singolare solo tra di loro e non contro i ragazzi under 16, ma potrebbero tranquillamente giocare il doppio in coppia con uno di loro. Con questi si che i ragazzi imparerebbero qualcosa e non da uno che naviga intorno alla 300esima posizione e non se la sente di girare il mondo.

    va beh tutte parole al vento, andrew s’ha da fa sto vaffantennis ;)

    ieri non ho potuto ascoltare in diretta dello streaming delle trasmiossione radio perché ero incasinato ma mi sono appena scaricato i file mp3

    devo dire che il signor Tropiano ha buoni propositi (tipo quello di attirare ragazzi figli di immigrati e farli giocare a tennis con i soldi della chiesa, mi chiedo però dove? nei circoli ofrse????) ma non ha una voce molto adatta ad una trasmissione radiofonica… alla lunga ti fa venire un po’ di sonnolenza

    quanto ai campi pubblici di basket etc. devo dire che mi riuslata quasi incredibile che a roma come dice Tropiano non ne abbiate, qui a bolzano che è un cittadina con ca 120.000 abitanti ne abbiamo ca 15 sparsi per la città tutti gratuiti e liberamente accesibili 24 ore al giorno tutto l’anno, su alcuni qualche tipo strano ha già tracciato le line del tennis… e vaffantennis ;)

    visto che siete messi cosi male a roma io vi consiglierei di mettervi assieme alla federazioni di basket e pallavolo e fare costuire una ventina di campi pubblici sparsi per la città muniti di parete per palleggio, posso capire che sia una spesa non alla portata della federcircoli (almeno posso capire che lo dica) ma con basket e pallavolo (e ficciamoci pure la pallamano) sarebbero tre federazioni e quelle dovrebbero avere i soldi per metter un po’di cemento (e una rete attorno) in un paio di parchi pubblici se il comune mette a disposizione il terreno… o siamo arrivati al punto che vengono rubati pure cemento e reti, qui a bolzano al posto delle reti usano spesso recinzioni in ferro alte tre metri, è un po’ una rottura perché le palle vanno spesso fuori ma di positivo c’è che contrariamente ale normali reti queste recinzioni sono indistruttibili persino dai barbari

    peccato che è mancato Rianna

  • 495.

    Non ci siamo capiti, Max..

    Io l’Atp 250 lo propongo come iniziativa di promozione alternativa alla serie A, che per me ha un richiamo promozionale limitato,ma ovviamente in una data diversa da quella della serie A.

    Lo scorso anno il torneo olandese di Amersfoort dovette cedere i diritti e la sua data (metà luglio) era ottima per un torneo in Italia su terra. Ma nessuno da noi si è fatto avanti, ci siamo tenuti i nostri 30.000 challenger e il torneo è finito a Belgrado, acquistato dalla famiglia Djokovic, che ha mostrato maggiore potere di acquisto di tutto il nostro sistema tennis.

    Gli sponsor che oggi investono sulla serie A potrebbero essere più utilmente dirottati a supportare iniziative come quella del Due Ponti Team, che ha raccolto in poche settimane 50 mila euro per aiutare due under 16 promettenti, Teodori e Compagnone.

    E questo smentisce clamorosamente quanti sostengono che agli sponsor non interessa investire sui giovani ma danno soldi solo sulla Serie A.

    Molto dipende dalla qualità manageriale dei dirigenti dei Circoli… e da quel che agli sponsor viene proposto.

  • 496.

    BTW appena visto il TG3 e nel ultimo servizio si parlava di un comune dalle parti di catania dove hanno istituito un assessorato per le opere pubbliche incompiute, ne hanno circa 300, tra le quali uno stadio dle polo con tribune in cemento armato capace di ospitare V E N T I M I L A peronse …uno stadio del polo alle pendici dell’etna, c’era un vecchietto che stava correndo i suoi giri all’intenro

    su via ragazzi smettimao di raccontare cavolate i soldi per costruire un paio di campetti pubblici polivalenti basket/volley/calcetto/tennis per ogni comune ci sono (o meglio c’erano) e la volontà politica di farli che manca perché si preferisce lasciare tutto al privato, chiaro poi che la base di ragazzini non c’è a giocare a tennis poi tendenzialmente sono solo i figli i imprenditori e avvocati, precisamente quelli scartati dal calcio che sicuramente in footwork non eccellono, senza tirare in ballo piè di papera camporese (senza offesa per omar ma quello che ha realizzato con quei piedi è stao un miracolo 14-12 al quinti con becker al aus open… va lodato ma qul braccio non meritava quei piedi)

    beh a dire il vero in provincia di bolzano i soldi se li pappano anche loro, e ne beccano anche parecchi per non scassare la uallera e imbottire i tralicci dell’alta tensione di tritolo per tornare al tirolo (mi pare ca. 4 miliardi all’anno da spartire con la provincia di trento se non sbaglio, comunque è una vagonata di euroni) ma qui i cmapi pubblici ci sono, (in qualche comune sperduto anche puramente per il tennis) mancano solo le righe dle tennis… ma come detto qualcosa si sta muovendo anche per quello

    @Stefano Grazia
    nel EH RECAP ho letto della cosa che hai scritto a riguardo della staura di Nicholas. Non so se avete già trattato l’argomento ma mi pare che oggigiorno farsi somministrare l’ormeone per la cresita non sia più nessun problema, o meglio non è un problema avere la roba ma ci sono seri problemi tra i quali il rischio di diabete se lo sia cosi alla buona… tu che sei un dottore potresi spiegare meglio tutti i rischi

    io ho l’impressione che siano in m,olti a farne uso, quando vedo certi peidoni come quelli di Cilic mi vengono dei dubbi

  • 497.

    Scusa Roberto ma qui l’unico che non capisce sembra sia tu…

    Il Due Ponti Team è unico e nessun altro è interessato ai giovani e i classici sponsor della serie A sono quasi totalmente soci dei circoli per cui no serie A no party, ma come si fa a non capire una cosa così elementare?

    Tu ormai sei parte integrante della federazione ed hai preso il loro vizio, quello cioè di voler decidere tu con i soldi degli altri…Oh sveglia perchè Babbo Natale non esiste!!

    Sento ora altre bestialità dette da Tropiano (ed anche da te).. Lui vorrebbe che i maestri facessero pressione sui circoli perchè convertano in campi in cemento quelli che hanno già sulla terra che tra l’altro sono quelli prediletti dai soci che sono quelli che pagano.. Un’altra volta..Babbo Natale non esiste aridaje!!

    Se poi vogliamo dirla proprio tutta fino in fondo in Croazia hanno quasi esclusivamente campi in terra eppure giocano tutti aggressivi molti addirittura quasi serve and volley, perciò campi sul veloci importantissimi ma ancor di più la mentalità….

  • 498.

    forse il buon commentucci nonostante faccia un lavoro dove i numeri sono il suo pane quaotidiano ,dimentica di dire o al massimo di sapere che un ATP da 250.000$ viene a costare all’organizzazione qualcosa come 1.000.000 $ se non qualcosina in più.ecco il perchè in Italia quando sentono parlare di ATP scappano tutti, chiedete agli ultimi che lo hanno organizzato (PALERMO) come è andata a finire…..

  • 499.

    @Roberto..

    Voglio scriverlo altrimenti sembra che ce l’abbia con te… :)

    Già l’anno scorso su Ubitennis dissi (e se non ricordo male mi riferivo proprio a Tropiano) che purtroppo uno dei più grmdi problemi della federazione è quello di non conoscere i propblemi che si incontrano giorno per giorno sui campi da gioco… Da qui vengono delle ricette che servono a curare il male di testa quando invece uno ha il cancro.. Capisci bene che in questo modo non si può andare da nessuna parte e lungi da non voler essere ottimisti e collaborativi, ma con l’Aulin il malato terminale (perchè questo è l’Italtennis) muore lo stesso..

  • 500.

    Ciao Bogar,
    credo che gli interessi dei bambini vengano almeno parzialmente influenzati da due fattori: il contesto in cui crescono ed il patrimonio genetico che portano in se. Per portare l’esempio pratico da te citato, la mia famiglia è nel settore delle olive e dell’olio da più di 150 anni. Pur avendo scelto una strada professionale molto diversa da quella di mio padre, ogni volta che posso vado in azienda a dargli una mano e lo faccio con piacere. Sono molto appassionato di agricoltura e quando ho un po di tempo libero mi rifugio in campagna. Mio padre non ha dovuto fare niente per motivarmi.

  • 501.

    A volte mi chiedo chi me lo fa fare di stare a farmi insultare ad ogni post…

    Anche al Due Ponti molti sponsor li hanno raccolti fra i soci.

    Sono convinto che almeno altri 15 circoli in Italia potrebbero fare altrettanto.

    I croati e anche i serbi hanno una cultura complessiva dello sport e una base atletica media nettamente superiore alla nostra, Basta vedere i risultati raggiunti dai paesi della ex jugoslavia nel basket nel volley e nel calcio, pur essendo relativamente pochi milioni di persone. Poi, certo,. è anche questione di atttudine,come no. Ma da qui a dire che i campi in cemento non servono ce ne passa…

  • 502.

    Scusa Roberto e dove hai letto che i campi in cemento non servono??

    Questo è quello che scrivevo due post fa…

    “perciò campi sul veloce importantissimi ma ancor di più la mentalità”

    Ora cominci anche a stravolgere la realtà, il virus Fit ti ha preso del tutto!!

    Hai detto bene POTREBBERO..

    Il che significa che se mia nonna avesse le ruote sarebbe una macchina…

    E sinceramente qui sono io che mi sento insultato, perchè pensando che io possa credere accettare ed avallare quello che scrivi mi dai automaticamente del cretino….

  • 503.

    A Fulvio.

    So benissimo che un Atp 250 costa molto. Però, visto che mi inciti, parliamo di numeri.
    L’Atp “vacante†di Amersfoort lo ha preso la Serbia, paese in cui il tennis tira, senza dubbio, ma anche un paese di 10 milioni di abitanti con un PIL pro-capite di 7200 dollari (nel 2007). L’ Italia, dove nessuno riesce a prendere un Atp 250, è un paese di 60 milioni di abitanti con un PIL pro-capite di 30.500 dollari. Possibile che i Serbi sono in grado di reggere l’urto e noi no? Possibile che quello serbo sia per gli sponsor un mercato più promettente di quello italiano? Eppure il tennis in Italia vanta un milione di praticanti (non ho detto tesserati, ho detto praticanti). Possibile che il mercato serbo sia più ampio?

    Io credo che le ragioni siano altre. I nostri imprenditori non hanno nessuna propensione al rischio e pochissima capacità di aggregare le loro forze. L’Italia è fatta di piccole e medie imprese, di capitalismo familiare, di mercati locali. Una situazione che si attaglia benissimo ai challenger, che diventano l’attrazione delle piccole realtà locali, nutrite di campanilismo. Per organizzare un ATP ci vuole più coraggio, più capacità di collaborare per un fine comune e più propensione al rischio.

    Del resto, questo è il paese dove i capitali rimpatriati con lo scudo fiscale vengono trasformati in beni immobili, gonfiando il mercato delle case, anziché essere reimmessi nel sistema produttivo come ingenuamente pensava (o diceva di pensare) Giulio Tremonti.

    Mi fermo qua.

  • 504.

    E allora vedi che siamo d’accordo, Max. Ci vogliono sia i campi in cemento, sia la mentalità.

  • 505.

    @ Roberto..

    Ma questo è un dato di fatto ed è sempre stato così, vuoi provarci tu a cambiare le cose e gli italiani?

    Però il resto mi dispiace non te lo lascio passare.. :)

    Quello che a mio avviso tu non vuoi comprendere è che risulta inaccettabile sentirsi dire che ora la federazione sta facendo qualcosa per il tennis.

    Diciamolo a chiare lettere la Fit per il tennis non sta facendo un beato casso!!

    Nessuno nega che per una ristrutturazione completa necessita di molto tempo anche per il grosso problema italiano della burocrazia (enti comuni regioni province etc etc), ma quando si ammette che i problemi ci sono (e ora non hanno nemmeno più potuto tacerlo) si fa certamente un piano di ristrutturazione completa a lunga scadenza ma si devono dare anche delle risposte immediate..

    Questo per far si che tra dieci anni non arrivi un altro Commentucci appassionato di tennis che ci venga a raccontare che c’è in progetto un nuovo piano che in una decina d’anni sistema le cose.. Ad oggi nessun giocatore sia professionista sia under ha un vantaggio (reale, concreto ma soprattutto veramente utile alla causa e completo) che sia uno da parte della federazione..

    Purtroppo credo che tu sia lì solo per metterci la faccia..

    In relazione all’ultimo tuo post.. OK allora tra qualche anno ci troveremo qualche campo in più veloce e per la mentalità che si fa? Ti rammento che all’Esselunga ancora non la vendono..

  • 506.

    E senza ombra di dubbio tra le due cose è molto ma molto più importante la mentalità..

  • 507.

    Mi riallaccio anche all’ultimo post della “replica della sedicesima puntata” scritto da napalmdeath..

    Purtroopo quando non c’è pià credibilità è difficle fare qualsiasi cosa e la Fit i bonus li ha già sprecati tutti, essndo messa di fatto nella lista nera… Prova inserire nel pc il nome fit e vedrai come si accende e suona tutto…

  • 508.

    l’atp che ha preso la serbia è figlio di…Diokovic,il quale dall’alto della sua fama e della sua classifica riesce a coinvolgere sponsor di peso nel torneo di….”famiglia”.vedi che esca dai 10 e poi vedrai con quale velocità suo padre se ne disferà….

  • 509.

    Non c’è dubbio Fulvio, il torneo di Belgrado è legato mani e piedi a Djokovic.

    Detto questo, i dati macroeconomici cui accennavo prima restano. Secondo me una città come Milano merita un Atp 250, e sono convinto che il business case ci sarebbe.

  • 510.

    @Federico grazie della tua cortese risposta, sul fatto che i bimbi vengono influenzati del contesto in cui crescono mi trovi d’accordo, dove vivo adesso e cioè a ridosso di una città di medie dimensioni ad esempio esiste la possibilità di far fare a mia flglia diversi sport ma nel mio paese di origine basket e pallavolo stop. Non so cosa intendi quando dici che il patrimonio genetico può influenzare gli interessi dei bambini, certamente ci sono sport dove si può essere più predisposti ed altri dove invece si è negati. In generale mia figlia fino adesso ovunque si è cimentata tende a voler primeggiare riuscendoci se non trova ovviamente altri suoi simili. Per il torneo di Natale alla Sat che si doveva fare oggi, sarà colpa per i due giorni di tennis fatti sotto un freddo polare, oppure perchè ieri ha giocato a scuola un giorno intero con una bambina febbricitante, mia figlia ha 39 di febbre ed è messa sul divano che piange perchè oggi ci teneva tanto a giocare perchè a suo dire si era allenanata tanto per l’evento ed io li a ripetere che prima viene la SALUTE, poi SCUOLA e poi lo SPORT e che cmq ci saranno altre occasioni. Ha una vita davanti, beata lei!! Di positivo, vista la sua determinazione è che ho risparmiato un regalo in più ed inutile eh eh eh Buona serata

  • 511.

    rob dixit:
    Detto questo, i dati macroeconomici cui accennavo prima restano. Secondo me una città come Milano merita un Atp 250, e sono convinto che il business case ci sarebbe.

    su questo sono perfettamente d’accordo lo dimostra anche il successo che ha il challenger di bergamo, il problema è trovare qualcuno abbia voglia di rischiare qualche soldo con un minimo (dico un minimo) di voglia di fare anche qualcosa per la comunità e non solo (dico non solo eh, non sto dicendo che deve lavorare senza guadagno ci mancherebbe, ma non per il puro guadagno) per mettersi i soldi in tasca.

    un bel casino… sul discorso che hai fatto in precedenza poi sono perfettamente d’accordo, anzi direi che non è nemmeno vero che ci sono troppe imprese medio piccole, io ho la sensazione che le imprese siano proprio piccolo, anzi troppo piccole la magiorparte più che imprese le definirei artigiani… il problema che sta alla base è quello vecchio del campanilismo e li la burocrazia ovviamente ci va a nozze e la frittata e fatta. Le “imprese” sono troppo piccole per fare ricerca etc. …sono tante forse persino tantissime dovrebbero diventare di meno ma più grandi in modo da poter arrivare a una sana concorrenza e non un sistema di cartelli, gli esempi sono moltio, la grande distribuzione ad esempio se vai a fare un confronto con gli altri paesi da prendere in considerazione come Germania e Francia le cose sono lampanti, anche le banche ma forse è meglio se mi fermo qui perché non sono un esperto e poi tu ne sai sicuramente molto di più

    io do ragione a nche a madmax, però ogni tanto sarebbe bello se mettesse un faccina sorridente o che strizza l’occhio dopo alcune delle sue sparate, perché cosi spesso sembra che sia un orco che odia il mondo

    fossi in lui io non mi dannerei nemmeno più l’anima tanto è chiarissmo che non può contare sulla federcircoli per quello che sta facendo, al massimo uno volta arrivato potrà rompere l’anima a loro se vogliono che giochi per loro, fosi in te madmax su tutti questi temi dei campi in cemento, allargamento della base, aiuti per i giovani glisserei proprio, ma probabilmente tu hai più fegato di me io sono sicuro che me lo rovinerei il mio facendo come te.

    rimango dell’opinione che la vera soluzione sarebbe quella di mandare a quel paese la federcircoli e fondare una cosa basata su associazioni sportive che pensano solo all’alargamento della base poplare e costruire pro dsi migliori ragazzi di questa base popolare, ma so che non è possibile ancora, penso però che in linea teorica non sia impossibile è solo un problema di presa di coscienza perché il nomero di praticanti si o no un milione come dice roberto è abbastanza granda per trovare abbastanza persone per fondare questa via alternativa, il problema per ora è veicolare il messaggio …la buona novella per cosi dire ;)

    sono sicuro che la fuori ci sono altri molti altri andrew

    fino al momento che non salteranno fuori questi andrew, beh fino ad allora è inutile che dannate l’anima a Roberto perché fino a quel momento la cosa che sta facendo Roberto è quella più sensata, insomma è meglio di niente anche se quasi sicuramente non porterà grandi risultati almeno si evita di andare sempre peggio e si fa vedere che c’è gente che ha voglia di fare

  • 512.

    @ ADC

    Ma infatti me ne infischio altamente e vado avanti per la mia strada, se non che leggo che stanno facendo qualcosa per il tennis.. Ed allora esplodo!! :)

  • 513.

    ADC: In un Istituto di Auxologia e Medicina sportiva l’Ormone della Crescita fu proposto anche a noi o meglio ci fu detto che loro certe cose non le facevano ma se avessimo voluto inutile menarsela, avremmo potuto in altri centri e in altri luoghi…ma che le dosi per essere davvero efficaci (perchè il rischio valesse la candela)dovevano essere massicce … Ovviamente il rischio di diabete e altri squilibri metabolici diventa molto elevato. Da liberal io credo che se uno a 21 anni vuole scassarsi fegato pancreas e reni per inseguire una chimera è anche libero di farlo ma certamente non lo sono i genitori che dovrebbero prendere la decisione per un bambino innocente… A quei genitori il giro della chiglia non sarebbe una pena sufficiente …

  • 514.

    Bravissimo Comandante!! (sul giro della chiglia)
    Però…

    513 – “credo che se uno a 21 anni vuole scassarsi fegato pancreas e reni per inseguire una chimera è anche libero di farlo”

    …mi chiedo, se lo fa, a quale modello di sportività é stato educato?!
    Tipo… “campione” a tutti i costi… magari sin da piccolo?! :-)

  • 515.

    @Archipedro
    Una domanda , ma il tuo lavoro su Mati non potrebbe favorire la specializzazione delle fibre muscolari da bianche a rosse , processo irrevernsibile , visto che la resistenza può essere facilmente allenata anche in seguito ?
    Considerando anche che il processo inverso è molto più difficile

  • 516.

    Archie, mi riferivo al fatto (più volte esposto con grandi polemiche anche al Bolog di Scanagatta, che di principio io, che non ho mai fumato nemmeno una sigaretta nè-nonostante diversi anni in Jamaica-tantomeno una canna, ho un approccio libero alla droga nel senso che ritengo un’ipocrisia dichiararle illegali e poi permettere il consumo per esempio di alcol. Io sarei dunque per la liberalizzazione di tutte le droghe e per severe pene (MA VERAMENTE SEVERE ED IMMEDIATE) a chi le usa causando danno agli altri (guidando o lavorando in stato d’alterazione etc etc). Vendendole in farmacia le sottrarresti alla strada e al rackett: il proibizionismo non ha mai fatto del bene ma creato delinquenza spicciola e criminalità organizzata nonchè morti sulla strada per dosi tagliate con schifezze varie. E’ insomma un utopistico approccio da parte di uno che non si è mai fatto di niente, avrà preso massimo due ciucche giovanili (una memorabile di birra a 16 anni quando ero andato a giocare a rugby in galles per un mese e costretto a bere 7 pinte da 3/4 di litro di birra al pub dei rugbysti…Però nella cultura italiota, inglese e perfino sportiva-vedi anche i tennisti australiani del mito- quello era solo un rito d’iniziazione e non una stronzata pazzesca…) e che però non avrebbe nulla in contrario a sperimentare in ambiente scientifico, magari occasionalmente o semel in anno, la dilatazione dei sensi di un fungo magico alla Stati di Alterazione o Mosè all’atto di ricevere le tavole,secondo gli ultimi ricercatori storici… In ambito sportivo ne abbiamo già discusso: ovviamente io sono per uno sport libero da droghe…Pragmaticamente capisco che non sia possibile e allora in un futuristico mondo alla Rollerball la soluzione potrebbe essere appunto quella di eliminare i controlli e i professionisti, nuovi gladiatori, si prendano i loro rischi per la gloria da sport: arrivi fino a 21 o anche 24 anni da AMATEUR, con una laurea obbligatoria e un corso di studi che ti spieghi nper filo e per segno i pericoli dell’assunzione di droghe e poi, se vuoi, sei libero di decidere ma almeno si eliminano i sospetti e chi vince quella tappa al Tour non viene poi squalificato due giorni dopo (al massimo muore…). Noi spettatori ce li guardiamo in tivù e lo sport lo facciamo da amatori su un grande prato verde, senza soldi sponsor media, solo per giocare fra amici…Purtroppo so benissimo che in certi sports (ciclismo, triathlon, corse podistiche,fondo…)è invece proprio fra gli amatori che il doping dilaga, visto che non ci sono controlli e non c’è illecito…il ragioniere vuole battere comunque il suo amico dottore, l’ingegnere vuole stracciare il macellaio o impiegato al catasto e viceversa… NON HO QUINDI SCRITTO QYUELLO CHE TU MI RIMPROVERI INTENDENDO CHE SAREBBE LA STRADA CHE IO PERCORREREI O FAREI PERCORRERE A MIO FIGLIO…Au Contraire. Ma secondo me se il doping è illegale tu hai il dovere morale di non doparti perchè facendolo faresti una frode. Se non lo fosse allora a 21 anni uno è maggiorenne e può fare quello che vuole ma ovviamente se è maggiorenne: i genitori NON possono dopare un figlio innocente.
    POI io avrei diverse critiche ai Professionisti dell’AntiDoping per dirla alla Sciascia, a quelli che alle 6 del mattino bussano alla porta di casaNadal il giorno dopo in cui lui ha perso la finale di Wimbledon…O a quelli che hanno squalificato la Wickmayer per un problema alle telecomunicazioni (pensate a me che non riesco a entrare su spaziotennis…)… O Volandri che viene squalificato (e poi riabilitato ma intanto ha perso 3 mesi) per essersi fatto 2-3 puff in più di Ventolin…E certamente bisognerebbe fare distinzione perchè il 90% di noi se facesse un antidoping test adesso risulterebbe dopato per via del Claritin che sta prendendo per la rinite o dello sciroppo all’efedrina o del cortisonico preso per il colpo della strega o la puntura d’ape e blah blah blah… Certo, ci sono regole precise, documentazioni di medici che ti permettono di usare determinate medicine se è provato che soffri di determinate patologie…Però mi sembra che una volta divenuto Pro, l’Atleta viva quasi col terrore: perfino di non poter più baciare quella gran gnocca bionda al bar che ti fa gli occhi dolci…
    Sull’insegnamento ‘ campione a tutti i costi’ fin da piccolo, non so se è questo il messaggio che ho dato raccontando della Canaglia di Lagos ma in realtà è stato sempre l’opposto il problema di Nicholas: è che lui semmai ha avuto sempre fin dall’inizio fin troppe options, fin troppe strade alternative da percorrere e allora ecco spiegata la sua istintiva resistenza a tuffarsi nel lago di fuoco e fiamme del sacrificio…Mica è scemo, in fondo. (Vedo però che è sfuggito anche te che ogni tanto Mati piagnucola:A-AAAH!!,mi verrebbe da dire, ma come: non eravate sempre lì a ridere e scherzare mentre vi allenate tanto da farmi venire i sensi di colpa? Il mio sospetto è che alla fine sono io l’unico che ha raccontato la delizia si, ma anche l’inferno di allenare il proprio figlio…Ma ammetto che nel mio caso troppo spesso, al solito viandante che fosse passato per caso di fianco al campo dove ci allenavamo, intravedere la delizia sarebbe stato compito troppo gravoso …

  • 517.

    Rob, Ale: ho postato una ahimè lunga risposta ad Archipedro che probabilmente è finita in spam…Come al solito non l’ho copiata (quando lo faccio, compare subito…) e prima di riprovare a scriverla magari riuscite a recuperarmela…

  • 518.

    Una domanda, ma se una sostanza che modifica la naturale crescita o la prestazione,non desse problemi sarebbe giusto assumerla?Nello sport è un continuo ricercare sostanze dopanti non inserite nella lista nera,tutto per i soldi,o la fama.

  • 519.

    Francesco,

    ho appena messo mano alla mio biblograzia generale della PA … tra cui, su questo argomento, Bosco (es. pliometria, riflesso miotatico – recettori FNM), Cometti (es. percentuali fibre muscolari negli atleti), Fukunaga (es. reclutamento unità motorie), Hakkinen (es. alienabilità fibre veloci / lente), Henneman – Legge di – (fibre lente RECLUTATE – non allenate – prima delle veloci), Sale (es. adattamento nervoso prima dell’ipertrofia), Struart – Enoka (es. modello reclutamento ST (corse leggere) FTa (corse veloci) FTb (salti))…

    Forse la pubblicherò integralmente sul mio sito.. e questo sarà un vero regalo per chi voglia capire prima di fare… No, grazie, non me ne faccio nulla di 200-300 mila Euri / anno :-)

    Per cui il pericolo di cui parli mi sta particolarmente a cuore… se il bambino fosse allenato alla fatica perderebbe sicuramente percentuali di fibre veloci… ma non lo é. Parola mia. E’ allenato secondo le fasi sensibili di Hirtz – Israel… Archipedro!!!
    Che però non sia geneticamente nato velocista è molto probabile… è rapido (velocità di braccio notevolissima) ma non veloce (corpo in movimento). Però dopo quasi due ore d’allenamento arriva a casa senza i tipici segni dell’affaticamento “aerobicoâ€â€¦.

  • 520.

    Stefano,sai perchè non sono daccordo perchè elimineresti dalle competizioni quelle persone che secondo me hanno dei valori sani e che non prenderebbero mai sostanze alteranti.Per non essere classista si potrebbero creare due circuiti diversi :-)

  • 521.

    Archi,cosa intendi per allenato alla fatica.

  • 522.

    Stefano, nuovamente…

    io sollevo un dubbio metodologico generale, e tu ne fai l’ennesima questione personale… e poi il malizioso sono io. Avevi appena finito di dire che il hGH non l’hai dato a Nicholas… BRAVO! E poi sappiamo che non hai vizi… BENISSIMO!

    Hai presente il video linkato da Andrew, della ragazzina… vi sembra normale?!

    Possibile mai…?! .-)

  • 523.

    Nicoxia, é l’allenamento tipico dei bambini nuotatori, ciclisti, sciatori… messi a far vasche… sforzi prolungati, posture compromesse o innaturali (non adattate al sistema gravitazionale terrestre)… :-)

  • 524.

    Archipedro,
    quali sono i tipici segni di affaticamento aerobico ?
    Ma Mati quanti anni ha ?.

  • 525.

    Kill Bill,
    il modo in cui ti senti tu dopo aver giocato a calcio la Domenica, con gli amici… o dopo aver corso per un’oretta… e fatto un giro in bici da km.40… indolenzito… impossibilitato di fare un salto o una corsa veloce… vacolarizzato…:-)
    Mati compie 8 anni i primi di Gennaio…

  • 526.

    perdonate l’off topic, ma su “eddie herr recap” ho postato della presunta rissa avvenuta all’Orange Bowl. Ho atteso un po’ prima di farlo, il tempo necessario a compiere le dovute verifiche, peraltro molto difficoltose.

    Chiunque sappia qcosa sull’accaduto è vivamente pregato di postare. Prima delle opinioni, mi piacerebbe ricostruire meglio i fatti.

    Un saluto a tutti

  • 527.

    Archipedro,
    a me bastano 15 minuti ! Fai gli auguri a Mati.

  • 528.

    Per chi cerca sempre il meglio, ecco il gusto pieno della vita….

    da TennisBest

    L’ACCADEMIA DELLA QUALITA’

    Di Riccardo Bisti – 22 Dicembre 2009

    E’ sempre un piacere ritrovarsi con Fabrizio Caldarone. Il Presidente di Tennis Consulting, società di marketing, servizi e management tennistico, è sempre pieno di idee ed iniziative. L’ultima volta che lo avevamo sentito, parlando delle Accademie con cui collabora (Equelite a Villena e Pro-Ab a Barcellona), concluse così: “Ogni giocatore viene seguito in modo specifico, senza perdersi in troppi insegnamenti collettivi. Speriamo che in futuro si possa fare altrettanto con una struttura italianaâ€. Detto fatto: da circa un mese è nato il Tennis Consulting International Team, mini accademia creata e seguita in prima persona da Caldarone. Un’idea innovativa, unica al mondo. “Credo di si†esordisce Caldarone “Per come è impostata credo che non ci siano situazioni analoghe. Tutti i centri che conosco sono accademie “classicheâ€, in cui mancano gli aspetti di cui ci occupiamo noiâ€. Sede del progetto è il Club Oasi 2000 di Padova, impianto di primo livello in cui non manca nulla sia in termini di campi da tennis che di strutture collaterali, altrettanto importanti per creare un ambiente di qualità. Un progetto nuovo, di cui vale la pena parlare.

    Fabrizio, raccontaci il percorso che ha portato alla nascita di questa Accademia.
    Forse è un po’ prematuro definirla così, perché per adesso si allenano solo due giocatori cinesi: uno si chiama Ying, l’altro è il mitico Nai Zheng Yu, detto “Nigelâ€, quello che conobbi casualmente a Shanghai. E’ importante la dimensione internazionale del progetto, non a caso ho voluto chiamarlo “Tennis Consulting International Teamâ€. I passaggi? Il più importante fu senza dubbio la nascita di Tennis Consulting, resa possibile grazie a Olivier Rochus, il nostro primo “clienteâ€. Dopodichè c’è stata una crescita importante, culminata con l’ingaggio di Ivo Karlovic, elemento di spessore e di personalità non semplicissima. Condividere con lui i quarti di finale a Wimbledon è stato uno splendido traguardo. A un Accademia pensavo da tempo, ma era una cosa prematura: creare una struttura del genere significa assumersi una grande responsabilità, perché devi seguire i ragazzi negli allenamenti e curarne la parte medica, atletica…Insomma, ci vuole lo staff giusto. Prima di iniziare era giusto sommare ancora più esperienza. E’ stato un processo molto naturale: un giorno, senza quasi accorgercene, il gruppo era fatto. Restava il problema di trovare la struttura: all’Oasi 2000 di Padova abbiamo trovato il luogo ideale. Si tratta di un impianto polifunzionale: abbiamo palestra, piscina olimpionica e uno staff molto preparato. Inoltre c’è un ambiente sereno ed accogliente, l’ideale per due ragazzi che vengono dalla Cina e hanno bisogno di integrarsi. Devo dire di aver trovato grande disponibilità in Luigi Poli, che ci ha dato una grande mano. Nella struttura c’è anche un appartamento molto carino, in cui i due cinesi vivono in compagnia di Francesco Borgo, un ragazzo molto forte (è classificato 2.4), con il quale condividono anche la vita sociale. Il mio non è solo un progetto agonistico, ma anche di integrazione sociale. Penso che quest’ultimo aspetto sia molto importante.

    Quali sono le peculiarità del team?
    L’Accademia offre tutto ciò di cui dispone Tennis Consulting. Chi fa parte dell’Accademia diventa automaticamente nostro cliente. La peculiarità è che ci occupiamo di tutto, a 360 gradi: non solo puro management e marketing, ma anche sponsor e contatti con la stampa. Curiamo il giocatore in ogni aspetto, anche la minima esigenza. Giusto oggi abbiamo definito la programmazione dei tornei: i ragazzi inizieranno il 2010 agonistico in Febbraio, giocando tre tornei Futures in Egitto.

    Le Accademie proliferano. Perché un giocatore dovrebbe scegliere la vostra?
    Perché offriamo una situazione completamente diversa. La nostra parola d’ordine è “qualitàâ€. Ogni giocatore può contare su una cura personalizzata. E’ così per gli aspetti tecnico-tattici ma anche per tutto il resto. In altre parole, offriamo tutti quei servizi manageriali che non esistono in un’Accademia classica, dove ci si limita ad allenarsi (ciò non significa che sia sbagliato, anzi, io collaboro con alcune Accademie di cui condivido pienamente i progetti). Ci occupiamo anche di aspetti che danno serenità al giocatore come contratti, gli impegni con le gare a squadre, le wild card…Insomma, da noi si privilegia la qualità. E non si trascura l’aspetto umano. Per me è basilare, è importante che si crei un clima da grande famiglia.

    Com’è la giornata tipo presso il Tennis Consulting International Team?
    Il programma è molto intenso. Si inizia alle 9 del mattino con tre ore di tennis, in cui ci si occupa di vari aspetti a seconda delle giornate: tecnico, tattico e lavoro sotto stress. Un paio di mattine a settimana si lavora in piscina. E’ molto importante prendersi cura delle caviglie: Poli, che è anche preparatore atletico, insiste molto su questo aspetto. Spesso ci si limita a gambe e tronco, trascurando le caviglie. Nel tennis di oggi, poi, si gioca spesso sul cemento e avere le caviglie forti previene gli infortuni. Va benissimo fare preparazione atletica tradizionale, ma i dettagli non devono essere trascurati. Dopo il pranzo e il relax, si riprende alle 15 con il lavoro in palestra. Si fa un po’ di tutto: lavori di forza e a corpo libero (balzi, scatti), dopodiché ci si dedica al lavoro di palestra vero e proprio. Il tutto termina verso le 17.30-18. Se i ragazzi hanno ancora energia, si chiude con un’oretta di tennis in scioltezza, giusto per scaricare. Ma è difficile, perché la giornata è molto dura. Poi cena, relax e coprifuoco verso le 23.

    Come è composto lo staff del centro?
    Luigi Poli è fondamentale nella preparazione atletica. Un’altra figura importante è Max Palumbo, che è di grande aiuto per i ragazzi, poi è molto forte: è un seconda categoria. Mi piace ricordare anche Umberto Bedolo, uno dei maestri del circolo. E’ molto preparato sulla videoanalisi, uno strumento nuovo che sta riscuotendo un grande successo. Fa capire tanti dettagli e permette di capire su cosa si può lavorare.

    Domanda banale ma obbligatoria: quali sono gli obiettivi? E poi, sareste pronti per accogliere giocatori di altissimo livello?
    Direi che non ci sono dubbi. All’Oasi 2000 non manca niente. 10 campi coperti, palestra, piscina…c’è tutto per soddisfare anche il più esigente. Il team è composto da professionisti di alto livello, che mettono un’attenzione maniacale nel loro lavoro. L’obiettivo è molto semplice: permettere ai ragazzi di esprimere il massimo delle loro potenzialità. Loro devono dare tutto ciò che possono: numero 1, 300 od 800 non è importante. A noi interessa che diano tutto. Di certo chi arriva deve essere già un giocatore, avere una certa formazione. Qui trova tutto ciò di cui ha bisogno per rendere al massimo. Proprio per questo non c’è l’intenzione di prendere troppi giocatori. Con la struttura attuale direi che potremmo arrivare a 10 giocatori. Con una maggior organizzazione si può estendere a 15, non di più. Avere troppi allievi impedirebbe di sviluppare una nostra priorità: non più di due ragazzi per campo e tre ore di tennis con un lavoro attentissimo al dettaglio.

  • 529.

    Andrew, non ho capito: Ma chi paga? Il pur ottimo Riccardo Bisti, davvero bravo, si è scordato di chiederlo: sono loro che ti scelgono o sei tu che paghi per essere scelto,magari passando un test di selezione? Prendono anche Under o solo atleti già professionisti? Chi ha notizie? Atti, tu che sei di quelle parti, che ci dici? Magari cambia nickname, se non puoi parlare …

  • 530.

    La discussione prosegue nel nuovo articolo di Stefano Grazia che trovate qui..

    http://www.spaziotennis.com/2009/12/tgf3-the-bradenton-chronicles-part-2/

    Non sarà invece più possibile inserire commenti in questo articolo..

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