Highlander

La finale degli Australian Open. Una analisi tattica.

Di Roberto Commentucci

Highlanders. Uomini delle terre alte. Così gli inglesi chiamavano i loro cugini scozzesi, fieri abitanti dei brumosi altipiani del nord, mai serenamente rassegnati al dominio della Corona di Sua Maestà. Più di recente, con il fortunato film del 1986, con Sean Connery e Cristopher Lambert, nel gergo quotidiano Highlander è finito per diventare sinonimo di uomo che non muore mai.

Ebbene, la finale dell’Australian Open ha dimostrato che l’uomo che non muore mai, l’Immortale del tennis contemporaneo, non è l’Highlander, l’uomo di Dunblane, lo scozzese purosangue Andy Murray, ma Roger Federer, che ancora una volta ha espresso un tennis inarrivabile per i sui più giovani rivali.

Roger Federer

Federer ha attraversato tre epoche tennistiche: è stato capace di superare i dominatori del decennio precedente (da Sampras ad Agassi), di annichilire i suoi coetanei (da Hewitt, a Roddick, a Safin, a Nalbandian) di uscire – per ora -vincitore da una delle rivalità più dilanianti della storia di questo sport (quella con Rafa Nadal) e infine di rintuzzare con successo l’attacco dei giovani leoni, i Djokovic, i Murray, i Del Potro, i Cilic.

Alla fine, negli Slam, quando conta di più, la coppa la alza sempre lui, o quasi.

Vediamo però di analizzare, sul piano tattico, l’ultimo capolavoro di Federer, la vittoria in tre set nell’ultimo atto del torneo australiano,su un Murray mai domo. Un match molto interessante, sul piano della strategia di gioco: specie nei primi due set, una autentica partita a scacchi.

Le strategie di partenza.

I finalisti erano partiti con due idee di gioco diametralmente opposte:

- Roger cercava di abbreviare gli scambi, facendo leva sul suo pezzo forte, il celebrato uno-due servizio diritto, e di insistere soprattutto sulla diagonale di destra, alla ricerca del diritto dello scozzese, il colpo meno incisivo e solido del rivale, il lato dove indirizzare di preferenza il servizio e dove picchiare per preparare la discesa a rete;

- Andy invece voleva allungare la durata dei rallies, tentando come suo solito di addormentare il gioco, e cercare accuratamente di scambiare sulla diagonale sinistra, per imporre la superiore consistenza del suo rovescio, il colpo di gran lunga migliore del suo repertorio. Murray è infatti tra i pochissimi bimani destri a non soffrire il micidiale back incrociato corto di Roger, grazie alla sua abilità nello staccare la mano sinistra. In questo modo, cercando di allungare progressivamente le traiettorie, Andy fidava nella sua straripante condizione atletica per stancare Roger e portarlo all’errore.

Lo svolgimento della partita.

Tatticamente si è trattato di due partite diverse. All’inizio, con entrambi i giocatori piuttosto contratti, la strategia di Murray riesce ad imbrigliare Roger per quasi tutto il primo set. Quando lo svizzero accelera con il diritto incrociato, lo scozzese è pronto ad uscirne con un alto e profondo topspin lungolinea di diritto, costringendo lo svizzero a tornare a scambiare rovescio contro rovescio. Tuttavia, sul 43 30 pari, servizio Murray, arriva la svolta. Roger capisce che deve rischiare di più con il rovescio: gioca prima un cross strettissimo, che butta fuori campo Andy, e poi chiude il punto con un sensazionale lungolinea. E’la pesantissima palla break che, poi trasformata con un imperiale diritto lungolinea dall‘angolo sinistro, regala a Federer la prima frazione. Da lì in poi, la tattica di partenza di Murray smette di funzionare, perché Roger,ormai sciolto e in fiducia, inizia ad entrare a tutto braccio con il rovescio incrociato, finendo per prevalere anche sulla diagonale preferita dello scozzese,costretto ad accorciare. A quel punto, per il Re diventa semplice girare intorno al diritto e finire il punto costringendo Murray a recuperi impossibili sul lato destro o prendendolo in contropiede con lo sventaglio.

Rapidamente, Roger arriva 63,31 15-40. E’ lì che inizia un match diverso (nello svolgimento se non nell‘esito) perché Murray, ormai sull’orlo del baratro, capisce che la tattica iniziale non paga più (troppo solido, sorprendentemente, il rovescio di Federer) e da lì in poi cercherà coraggiosamente di comandare lo scambio con entrambi i fondamentali, nel tentativo di far correre Federer in difesa.

E’una strategia difficile da eseguire per Murray, il cui diritto, a questi livelli, non è sufficientemente sicuro ed incisivo per sostenere sempre l’iniziativa del gioco. E infatti Roger mantiene il break di vantaggio, e va avanti due set a 0, anche grazie ai molti errori di diritto del suo avversario (saranno oltre 20 alla fine). Si tratta però di errori inevitabili nella situazione di Murray costretto a chiedere ad un colpo ciò che non è in grado di dare.

Andy Murray

Nella terza partita la lucidità tattica di Andy scompare: lo scozzese serve molto meglio, cerca di restare aggrappato al match di nervi e ci riesce soprattutto grazie al calo di concentrazione di Roger al servizio nel sesto game, ma questo non basta per riaprire l’incontro.

Conclusioni.

Molti hanno avuto l’impressione che lo scozzese abbia mancato una grande chance, non trasformando ben 5 set point nel tie break (due dei quali mancando un diritto e una voleè di rovescio non impossibili) e che su questo abbia influito la tremenda pressione psicologica alla quale Andy è sottoposto da un paese intero: l’ultimo Slam vinto da un britannico risale al 1938, Fred Perry a Wimbledon…

L’impressione, tuttavia, è che se anche il tennista di Dunblane avesse portato il match al quarto set, ben difficilmente l’esito finale sarebbe cambiato, se non per un repentino crollo fisico di Federer.

Lo svizzero, infatti, grazie alla qualità espressa con il suo colpo sulla carta meno forte (il rovescio) è riuscito a mettere Murray tatticamente con le spalle al muro, costringendolo a giocare il tipo di tennis a lui meno congeniale.

La qualità dei grandissimi.

4721
Thanks!
An error occurred!

20 Commenti to “Il Vero Highlander”

  • 1.

    le analisi di roberto commentucci sono sempre ineccepibili. federer ha mostrato ancora una volta una superiorità tecnica indiscutibile, unita a qualità strategiche e tattiche davvero eccellenti. c’è da aggiungere che il roger attuale è anche più molto più forte psicologicamente: in altre epoche, dopo quell’incauta smorzata nel match point sul punteggio di 10-9 del tie-break, avrebbe probabilmente perso il terzo set e la partita avrebbe potuto prendere un’altra piega. invece non ha accusato alcun contraccolpo mentale e ha continuato a giocare con una sicurezza e una tranquillità disarmanti.
    federer, dopo lo spavento preso nel primo set e nella parte iniziale del secondo set della partita con davydenko, ha iniziato a macinare un gioco che ha semplicemente annichilito prima il russo, poi tsonga e infine murray. dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, che le sue qualità complessive sono incomparabili e ne fanno un fuoriclasse assoluto. federer compendia nella sua figura tutta la storia del tennis e ogni qualità tecnica e mentale appartenuta ai singoli grandissimi campioni che lo hanno preceduto.
    federer è il tennis nella sua espressione più alta e compiuta.

  • 2.

    Ciao chloe, sono molto contento di ritrovarti. Benvenuta su Spazio Tennis! E un saluto a Thomas Yancey.

  • 3.

    grazie, roberto.
    thomas ricambia i saluti e si complimenta per l’inalterata grande qualità dei tuoi commenti.

  • 4.

    Bravo Roberto!

    Ma aspetto un tuo articolo sulla disfatta di Nadal.

    Penso che Nadal non vincerà mai più uno slam.

  • 5.

    Bella analisi, io però Murray lo preferisco quando gioca più aggressivo rispetto a quando invece si mette attendista due metri dietro la linea di fondo come faceva sul finale dello scorso anno e nella prima parte della finale di quest’anno.

    Da quando a metà secondo set lo scozzese ha cominciato a giocare più aggressivo la partita si è giocata alla pari, del resto di difensivisti che quando sono al loro super top resistono a Federer ce n’è uno solo, è Rafa, e comunque la spunta solo dopo epiche battaglie, quindi è ovvio che con un Federer in buona giornata chiunque altro si piazzi due metri dietro la linea di fondo ad aspettare non ha scampo.

    A mio avviso Murray doveva provare sin dall’inizio a giocare aggressivo come ha fatto nella seconda parte del match e come già aveva fatto benissimo contro Rafa, magari perdeva lo stesso, ma senza alcun rimpianto.

  • 6.

    a me pero’ di tutto il match e’ piaciuto soprattutto Murray in lacrime che mantiene l’ironia: I can cry like Roger,it’s a shame I can’t play like him…
    E questo sarebbe l’antipatico scorretto non sportivo bad boy del tennis? Roger Federer e’ sicuramente The Goat ma io gia’ da un po’ ho preso a preferirgli, come giocatore da tifare, proprio lo scozzese…su questo ha ragione Scanzi, che Federer, sara’ per la sua netta superiorita’, non riesce ad evocare epos e pathos… Chi gli tifa contro si qualifica immediatamente come un cretino, ma e’ vero che ormai, dopo il RG dell’anno scorso, faccio fatica ad avere iul cuore che palpita per lui…Ora preferisco Murray e Djokovic, tutto sommato…
    Vabbe’, banali discorsi da tifoso attirato piu’ che dalle dinamiche tecniche da quelle della personalita’ … Vedi Ju Ju.
    Ah, Chloe…vai su TG&F e spendi due parole anche li’ per Roberto che se lo merita …

  • 7.

    Bravo Stefano, giusto, molto simpatica e spiritosa la battuta di Murray anche io l’ho molto apprezzata, come ho apprezzato e sono sicuro che tu l’hai notato che Roger, nonostante fosse ingombrato da Coppa e Koala, abbia voluto girare appositamente i microfoni per poter guardare Andy negli occhi quando gli ha detto di non preoccuparsi perché lui gli Slam li vincerà, che era esattamente la cosa da dire in quel momento da uno come Roger, che a sua volta, nato predestinato, per un momento, ad inizio carriera, sembrò stentare a vincere i tornei di alto livello….

    Sul tifo la penso più o meno come te (a parte Djokovic il cui gioco, almeno per me, è di una noia mortale, preferisco di gran lunga Del Botro, come lo chiamo io….), con la differenza però che, fino a quando dura Roger per me ogni sua partita ed ogni sua vittoria sono una delizia per gli occhi e quindi fino a che c’è lui sto per lui e che Dio ce lo conservi ancora per un paio di annetti perché purtroppo alla natura non si comanda e, dopo Roger, il gioco risulterà parecchio impoverito….

    Dopo Roger anch’io tifo Murray, però deve imparare ad essere più aggressivo ed a seguire più spesso le sue aperture a rete, lui non ha il dritto da ko, quindi si deve aprire il campo e venire a prendersi il punto a rete, dove, a mio avviso, nelle voleè eccelle; se si mette a fare il Nadal, come a fine scorso anno, finisce che non lo tifo più….

  • 8.

    Secondo me anche tanti appassionati non si rendono conto fino in fondo che quando tu vedi una partita in cui gioca Federer, come minimo l’80 % delle cose belle e che ti fanno divertire (che siano 5 o 50) le fa lui….

    …la partita dell’altro giorno con Murray, che ha comunque un bel gioco ed i numeri per far divertire, è stata eloquente, tutta la parte di divertimento, di vincenti e di colpi esaltanti li faceva Federer, il resto era noia e palleggio tattico, interessante ma davvero poco spettacolare….

    ….io penso davvero che una parte della grandezza di Federer sarà chiara e lampante per TUTTI gli appassionati proprio quando Roger smetterà di giocare, ora è un pò come se tutto fosse scontato e dovuto, ma chi vede anche tanto tennis senza Federer sa che non è così, il tempo dirà….

  • 9.

    Contento di rileggere Commentucci che analizza un match, ed è come al solito esaudiente. Una cosa vorrei chiedere: ma perché, secondo lui, o anche secondo gli altri, ormai si tende a insegnare il dritto giocando frontalmente alla palla e non seguendo l’esempio di Federer, che gioca un dritto più classico e il suo è considerato, unanimamente, uno dei colpi più straordinari della storia del tennis? Tutti a imitare Moya, ma con tutto il rispetto… Anche gli stessi Murray e Djokovic. Capisco che difensivamente possa aiutare quel tipo di dritto, ma Federer dimostra che ad altissimi livelli si vince con i vincenti, a meno di non essere lo straripante Nadal degli anni scorsi.
    E infatti, come ha giustamente osservato Canè durante una telecronaca, poi i dritti li tirano fuori.

  • 10.

    Ciao Agatone, benvenuto su Spazio Tennis :)

    Bella domanda la tua.

    In realtà a volte anche Federer gioca il diritto in open stance, ovvero frontale.

    Dipende soprattutto da quanto tempo si ha per colpire la palla. Roger ha di fantastico la rapidità e la qualità del gioco di piedi, che gli consente spesso di affiancarsi. In realtà si è visto che il diritto costantemente open stance (alla Moya) a lungo andare può creare problemi all’anca destra (Kuerten e Hewitt, tanto per non fare nomi).

    Nello specifico, tuttavia, io non credo che il problema di Murray sul diritto sia legato alla stance aperta o chiusa. Mi pare invece, avendo rivisto qualche rallenty, che il tutto dipende da un lavoro poco corretto dell’avambraccio e del polso (la famosa rotazione interna). Andy non riesce a far girare abbastanza veloce la testa della racchetta (che compie un’escursione minore di quella ottimale) e per questo ha qualche limite di potenza.

    Non sono sicuro di essermi spiegato, comunque ci ho provato. Continua a seguirci, Agatone.

  • 11.

    Si, si Pibla, ma io voglio tifare anche un po’ il giocatore che mi da emozioni…ho tifato federer versus nadal forse solo per un gioco della sorte e mi sono costretto ad essergli fedele quando lo davano per spacciato ma e’ vero che ogni tanto mi scopro a trovare che un po’ di ragione ce l’ha anche quel cazzaro da Bar sport di Scanzi nel definirlo un po’ troppo …aristocratico fighetto con le sue giacchette da wimbledon e la borsina tipo Gucci…Queste cose, questa sorta d’imborghesimento, le aveva notate anche wertheim… Ora e’ chiaro che se uno si mette a dire che Federer non e’ The goat mi metto a ridere e allo stesso modo io che sono stato il piu’ grande tifoso di agassi non posso non riconoscere che ampras gli e’ stato superiore (e non posso aggrapparmi al fatto del RG). Ma a me piacciono le storie dietro i giocatori e la personalita’ magari di un certo tipo…Hewitt, Henin, Murray…Anche the Djoker …Come si comportano nelle interviste, quello che dicono …
    Poi, io ho visto diversi Hi Lites delle partite di Murray e gli ho visto fare dei colpi straorinari (contro Isner si e’ arrampicato in tribuna-e’ letteralmente scomparso nell’ombra-per andare a recuoperare una palla e fargli un passante…contro Nadal, credo, ha infilato una pallina fra seggiolone arbitro e palo rete che una volta che lo fece Connors contro Panatta se ne sta ancora parlando …)…E’ vero che contro federer e’ sembrato spento (in realta’e’ Federer che l;’ha fatto sembrare cosi’), ma insomma…al cuore non si comanda, e domenica il mio cuore batteva per Andy . E poiche’ sabato batteva per Ju ju diciamo pure che porto pure sfiga…

  • 12.

    Murray ha dei colpi fantastici, solo il diritto non è proprio super, ed è per questo che mi fa incazzare quando si mette a fare il difensivista alla Nadal; a tal proposito leggere il commento alla finale di Clerici (ad es. sulla rassegna stampa di ubitennis) che dice chiaro e tondo che in finale Murray, mal consigliato, ha sbagliato tattica almeno per un set e mezzo (lui dice per due), che poi è la stessa analisi della partita fatta da Lo Monaco su Eurosport…..

    …non era Federer che lo costringeva, era lui a voler essere rinunciatario per allungare lo scambio e secondo me è stato un grande errore, ma tant’è, tutta esperienza per il futuro.

  • 13.

    ….in quanto alle emozioni, tu sapessi come mi emoziono io davanti ai colpi vincenti in generale ed a quelli di Federer in particolare…..

    …mi vanno bene tutti i giocatori, basta che tirino i vincenti, cioè che mirino a creare gioco e non che mirino a distruggere il gioco dell’altro, in quest’ottica va bene anche Del Botro che invece di tirare palline tira di là dei comodini, però, cavolo, quanti vincenti quando sta bene….

    ….poi vabbè, quando trovo uno che i vincenti li sa fare anche col fioretto, allora lì è il massimo….

  • 14.

    Ringrazio Roberto Comm. della risposta. Vi seguirò ancora, certo.
    Sono d’accordo con Pibla, se uno tira vincenti allora è da seguire. Certo poi vedendo la semifinale tra Tsonga, che di vincenti ne tira, e Federer era chiara la differenza tra potenza e arte tennistica. E diventa difficile non appassionarsi per un giocatore con un talento del genere

  • 15.

    Ciao Roberto, e complimenti per l’ennesimo articolo gradevole e tecnico.

    Ho anch’io una questione da porti sul match, di natura tattica.
    Murray è noto per essere eccellente, uno dei migliori del circuito assieme a Nadal (quello in forma), Davydenko e il miglior Nalbandian, nella fase di risposta al servizio: specialmente sulla seconda palla è in grado di anticipare il colpo cercando il punto diretto o, più frequentemente, di mettere subito in difficoltà l’avversario.
    Nei precedenti match con Federer, compresi quelli in cui era uscito sconfitto, gli era capitato spesso di costringere lo svizzero sulla difensiva appena quest’ultimo doveva servire una seconda palla.
    Ma nella finale di domenica questo non è quasi mai capitato, nonostante la percentuale di prime in campo di Federer sia stata buona ma non certo straordinaria. Roger ha tenuto i turni di servizio con relativa comodità, ed anche quelli in cui è stato breakkato sono dipesi più da scambi lunghi che da aggressività di Murray sulla risposta.

    Mi chiedo il perchè di questa anomalia, e se va considerata tale oppure no.
    Davydenko, ad esempio, solo pochi giorni prima aveva messo una pressione incredibile al servizio di Federer, procurandosi innumerevoli punti tanto sulla prima che sulla seconda palla. Dunque non credo dipenda dal servizio di Roger in sè.
    Ipotizzo una precisa scelta tattica di Murray, che forse ha ritenuto più opportuno rispondere magari profondo ma non troppo aggressivo per non alzare la percentuale di errori, cercare di conseguenza lo scambio prolungato sulla diagonale di rovescio per puntare su errori di Federer o su discese a rete dello svizzero da trafiggere con puntuali passanti.

    Io l’ho vista così, ma a maggior ragione mi stupirei che un giocatore tatticamente lucido come lo scozzese, dopo un primo set dove è apparso chiaro che il rovescio di Federer funzionava molto bene, non abbia operato modifiche alla strategia, con la conseguenza di farsi quasi dominare nel set successivo.

    Forse però esiste uno spiegazione tecnica che non sono in grado di interpretare, magari legata al tipo esecuzione della seconda palla di servizio da parte di Federer.

    Tu come l’hai vista?

  • 16.

    Anakin…e se semplicemente quel giorno li’ Federer avesse giocato un po’ meglio del solito e Murray un po’ peggio del solito? Il tennis non e’ scienza esatta …

  • 17.

    Può darsi, ma non sto parlando del livello di gioco espresso bensì della strategia, e quella dipende da una pianificazione a monte.
    Per intenderci, non sto dicendo che Murray ha risposto male, bensì che ha operato SCELTE di risposta poco efficaci. (P.S.: non c’è modo di usare il grassetto al posto del maiuscolo?)
    Insomma: la scarsa vena (la stanchezza no, Murray era freschissimo) può influire sul braccio ma non sulla mente che progetta l’approccio al match.

    Spero di avere fatto capire ciò che intendo.

    Ciao Stefano :)

  • 18.

    Ciao Anakyn, sono contento di ritrovarti e grazie per i complimenti. :)

    La tua domanda è a mio avviso fondata: anche secondo me la risposta aggressiva, specie con il rovescio bimane è una delle armi migliori di Murray.

    Sui motivi per cui domenica scorsa non vi ha mai ricorso, faccio qualche ipotesi:

    - il plexicushion è una superficie che restituisce molto bene le rotazioni: il back si abbassa molto, ma anche il topspin e il kick saltano molto: il kick di Federer è più efficace che su una superficie quale, ad esempio, il Decoturf dell’US Open.

    - la seconda di servizio è a mio avviso il colpo che Federer ha migliorato di più negli ultimi 2 anni;

    - Murray ha ritenuto che sarebbe stato meglio allungare gli scambi per trasformare il match inn una maratona, per la quale si sentiva – probabilmente non a torto – superiore allo svizzero.

    Ma alla fine della fiera, credo che la spiegazione più verosimile sia la più semplice: una finale di Slam contro uno che ne ha già vinti 15 non è una partita come tutte le altre, e per aggredire la seconda di servizio di Federer ci vuole un coraggio incosciente che forse Murray il sottile, Murray il cerebrale, Murray il ragionatore, Murray l’Ulisse, seplicemente non possiede.

  • 19.

    Si, ma non sono cosi’ sicuro che Murray abbia scelto lui di essere attendista: spesso scegli quello che l’avversario ti permette di fare. e se Federer gioca per sua stessa ammissione al meglio TUTTI i punti piu’ importanti c’e’ poi poco da fare… Secondo me era piu’ evidente la volonta’ dell’Henin di tirare lungo e profondo centrale sulla williams senza offrirgli angoli e perche’ il footwork non e’ perfetto quando la palla le arriva fra i piedi e lo spostamento e’ minimo… E li’ non l’ho capita perche’ sembra evidente a noi mortali che un bestione come Serena che fra un punto e l’altro sembra un bradipo, forse dovrebbe essere mossa…Poi pero’ in campo si muove, evidentemente, e puo’ darsi che se le dai palle ‘wide’ il terzo set lo vedi col binoccolo …

  • 20.

    Insomma, secondo te fondamentalmente l’istinto di Murray non è stato all’altezza del suo cervello.
    Mi piace come spiegazione, e oltretutto questo implica che il ragazzo dev’essere piuttosto sensibile (da cui deriva scarsa incoscienza), come del resto ha dimostrato durante la premiazione.

    Bye e alla prossima ;)

Torna su

Scrivi un commento

  • Flash required
TT management

Ultimi Commenti

Slowpitch Art
Sono un itagliano

Categorie

Sondaggio

Su quale giovanissimo puntereste?

Guarda i risultati

Loading ... Loading ...

Archivio