Nicholas Grazia
(Nicholas Grazia)

di Stefano Grazia

My name is Bond, James Bond (Jan Fleming)

Mi chiamo Nicholas, Nicholas Grazia e ho un padre che scrive di me e di tennis su un blog. Nella vita reale sarebbe un Medico ma ho il sospetto che si diverta molto di piu’ a litigare con Mad Max, un altro di quelli buoni, sul footwork mio e di sua figlia sulle pagine del Blog, prima di Scanagatta e ora di Ale Chuck Norris Nizegorodcew o come cavolo si scrive e mi sembra gia’ di vedere il giorno in cui io e Alessia ci incontreremo magari alla Cafeteria del Roland Garros o chissa’, in un campus di una qualche sperduta universita’ dello Iowa, e scuotendo la testa imbarazzati ci racconteremo di quel che ci toccava subire per il nostro bene. Perche’ io non ho dubbi, che sia per il mio bene e’ un fatto, che I miei mi stiano addosso e’ altrettanto certo e che a volte a casa nostra sembra di stare ad Anno Zero o a Ballaro’ e’ un’altra cosa difficile da negare. Alla fine non so Alessia ma io mi sono ritrovato affibbiato questo soprannome, La Canaglia di Lagos. Oddio,un po’ Canaglia lo sono, anzi a volte sento proprio il bisogno di esserlo, non so bene cosa sia e se sia cosi’ per tutti o solo per me. Mio padre a volte dice che sono nato senza peccato originale ma non ho mai ben capito cosa volesse significare. Dice che I’m flirting with disaster, che mi diverto a danzare pericolosamente sull’orlo dell’abisso, che subisco l’attrazione del Lato Oscuro della Forza e tutta questa serie di menate qui che a me sembrano un po’ esagerate.Mio padre dice anche che come le faccio girare io le palle, non le fa girare nessuno. E non credo si riferisca allo spin. Dice che se diventero’ un Top Ten la Dunlop mi prendera’ come testimonial al posto di McEnroe.

Sul campo da tennis I miei mi han portato a 3 anni ma senza esagerare: loro raccontano sempre d’avermi messo sott’acqua a 3 mesi, sul campo da tennis a tre anni, su quello da golf e sugli sci a quattro: I Quattro sport sociali e socializzanti, li chiama mio padre, cosicche’ se io dovessi trovarmi al mare o in montagna con gli amici non sarei lo sfigato che se ne sta sullo sdraio o dentro al rifugio e se dovessi mai fare la vita che ha fatto lui, arrivare in un posto nuovo e non conoscere nessuno, potrei sempre precipitarmi al Tennis & Golf Club piu’ vicino e farmi un sacco di amici. Mah, staremo a vedere. Sono cresciuto in Africa, sin da quando avevo nove mesi e mi sento mezzo se non tutto africano. I primi sei anni li ho passati in Nigeria in quel grande calderone ribollente che e’ Lagos e poi mio padre e’ stato trasferito e ce ne siamo andati a Luanda dove per 5 anni I miei non hanno fatto che rimpiangere Lagos, soprattutto per via delle scarse strutture tennistiche e del traffico che ci costringeva a fare I salti mortali per far combaciare I tempi, poi siamo tornati a Lagos dove abbiamo cominciato a sentire la nostalgia di Luanda, del suo clima e delle sue spiaggie, dei tropical bars in riva all’oceano o dello scassatissimo golf club dove pero’ potevi andare a giocare in costume da bagno e col cane mentre qui ti obbligano ad avere la maglietta infilata nei pantaloni, la cintura e il cappellino non girato all’incontrario altrimenti ti cacciano dal club. Io in verita’ ci sono sempre stato bene in Angola e non capivo perche’ i miei volessero tornare a tutti i costi in Nigeria dove avevo vissuto sicuramente da dio ma di cui mi ricordavo ben poco…Ma adesso che sono in Florida dove mi alleno e studio alla Bollettieri tennis Academy e’ Lagos che mi manca tanto con il suo goslow,’vai adagio’ come chiamano qui il traffic, il suo ritmo lento e fatalista, I suoi odori, I colori sfuocati dall’harmattan, il vento sabbioso che viene da Nord,dal Sahara, le zuppe locali e la suya che mi prepara Mercy, la nostra cuoca, e anche gli amici alla scuola anche se poi quando sono tornato non ne ho chiamato nemmeno uno, non so perche’. La Florida non e’ che mi faccia impazzire: l’Academy e’ okay ma gli americani mi sembrano spesso falsi ma mio padre dice che sto solo ripetendo frasi che ogni tanto mia madre si lascia sfuggire…Be’, anche lui che canta sempre la canzone di de Gregori …fra la vita e la morte,fra la vita e la morte avrei scelto l’America, ogni tanto si lascia sfuggire che ci sono due americhe, quella delle Coste e quella dell’interno e che comunque la Florida che di coste ce ne ha due, e’ un agglomerato di borazzi,lo dice sempre lui, e che basta andare d’estate in un parco acquatico e vedere una distesa di maramaglia pallida con la pelle rosa e ricoperta dai tatuaggi piu’ pacchiani, spesso al limite del fanatismo religioso tipo la rappresentazione della scena del Calvario a colori su tutta la schiena e parte degli arti inferiori… Pero’ e’ anche vero che puoi andare al supermercato alle 11 di sera, che tutto piu’ o meno funziona anche se devi essere un mago di internet per pagare I conti, che ti muovi veloce dappertutto anche se senza auto non e’ che prendi il primo autobus che passa: senza auto sei un uomo morto, ed e’ sicuramente vero che se vai al cinema a vedere Avatar se ne stanno ziti mentre in Nigeria vedere un film e’ impossibile fra gente che parla al telefono, ride sguaiatamente nelle scene commoventi o fa il tifo in quelle di lotta… Vabbe’, ma voi forse volete sentirmi parlare di tennis… C’e’ stato un tempo, nemmeno molti mesi fa, che io sognavo di vincere non uno Slam ma di battere il Record di Sampras e quando invece l’ha fatto Federer mi son scocciato perche’,mi dicevo, adesso mi tocca vincerne uno in piu’. Bei tempi. Dopo essere passato attraverso gli ETA Estivi e I primi mesi alla Bollettieri e dopo aver fatto abbastanza schifo sia all’Eddie Herr che all’Orange Bowl, ogni tanto mi lascio prendere dallo scoramento… Chip Brooks,il direttore dello Junior Program e Brian Gottfried dicono che la mia e’ paura dell’ignoto e che le mie reazioni rabbiose, il mio comportamento sul campo, sono figlie di questa paura…Anche mio padre da un po’ di tempo dice che sono iperansioso e che mi perdo in mille dettagli invece di concentrarmi sulla Big Picture, dice che e’ una questione di carattere ma anche di maturita’, chi ci arriva prima, chi dopo…Per esempio io suscito sempre l’ammirazione di molti adulti che mi conoscono per la prima volta perche’ ho molti interessi e faccio sempre molte domande…Mio padre dice che bisognerebbe che ascoltassi anche le risposte e infatti dopo un po’ gli Insegnanti si lamentano che con tutte queste domande alla fine disturbo, che non riesco a mantenere la concentrazione, che distraggo anche gli altri, li porto sulla cattiva strada… Io non lo so cosa sia questa cosa che mi prende, sento la rabbia salirmi dentro e o mi irrigidisco tutto e mi blocco oppure devo tirarla fuori e dire e fare tutte quelle cose che tutti mi dicono di non fare, quasi fosse una sfida, io contro il mondo…I miei dicono che mando dei segnali precisi, delle richieste d’aiuto, che voglio che siano loro a prendere quella decisione che io non ho il coraggio di prendere…Ma io a tennis voglio giocare solo che voglio soprattutto anche vincere e se non vinco, frakly dear I don’t give a damn, come disse Rhett Butler a Rossella O’Hara in un film che io chiaramente non ho mai visto ma questa frase la so perche’ e’ una di quelle preferite da mio padre. Insomma, quest’altra cosa che dicno sempre i miei, di trattare vittoria e sconfitta, those impostors,allo stesso modo faccio fatica a digerirla. Lo so che e’ grave, me lo dice sempre anche mio padre, ma e’ cosi’. Comunque dopo tre mesi senza infamia e senza gloria in Bradenton sono tornato in Africa e sembra incredibile ma mi bson dovuto allenare piu’ di prima…eh,si, perche’ coi risultati di schifo che ho fatto I miei volevano cercare di farmi recuperare un po’ di tempo.Lo so, lo so, ma come?,dite voi, uno e’ alla Bollettieri e poi recupera con Papa’ e Mamma?,su andiamo…ma vi giuro che e’ cosi’: la Bollettieri e’ un posto meraviglioso ma per riuscire ad ottenere tutto quello che ti puo’ offrire devi essere uno dei 20 migliori se no vieni trascurato… Vabbe’, trascurato…e’ tutto relativo ma mio padre ha anche scritto una lettera di 7 pagine agli IMG Directors lamentando la carenza di attenzione individuale, l’assoluta inefficienza della Preparazione Atletica almeno per quel che mi riguarda e anche la mancanza di coordinazione o di reciproco feedback fra I vari Dipartimenti (Tennis, IPI, Mental e Strategy) e quindi so gia’ che quando tornero’ mi faranno il culo, visto che vantaggio che si ha ad avere un padre come il mio? Che tra l’altro credo l’abbia fatto apposta, no pain no gain, alla faccia di quel che dice Pierpaolo Renella nella sua Presentazione alla Conferenza del Lemon Bowl e che mio padre mi ha fatto vedere.

Nicholas Grazia

Il mio rapporto con la Mommy invece e’ un po’ piu’ complesso: in pratica apparentemente non ci sopportiamo l’un l’altro e facciamo delle gran litigate magari col Daddy che ci osserva scosolato via Skype fino a che non caccia un urlo beluino dei suoi… Ma finche’ urla in teleconferenza va bene, quando invece urla e io sono nella stessa stanza mi terrorizza: lo so che lui ci rimane male ma non so che farci…Pero’ con lui alla fine mi trovo meglio quando ci alleniamo perche’ come s’incazza si scazza e comunque e’ piu’ comprensivo ed e’ anche capace di accettare il fatto che io giochi male…insomma, s’incazza solo se non m’impegno o mi comporto male…Mia madre invece e’ una perfezionista come me e non sopporta se sbaglio un paio di dritti, se non muovo I piedi, se perdo da uno piu’ giovane…insomma, tutte le stesse cose che stanno sulle palle anche a me e siccome io gia’ sono scocciato di mio il fatto di sapere che lo e’ anche lei non mi aiuta. A volte mi sembra di giocare piu’ per lei che per me ma forse anche questa e’ una delle mie solite scuse…Mio padre dice sempre che io faccio come quello che e’ caduto nel precipizio, gli gettano una corda e lui invece di lasciarsi tirare su a peso morto o di aiutarsi a salire, si mette a tirare o a dondolarsi e fa di tutto per fare resistenza, magari per vedere fino a che punto la corda si puo’ tendere prima che si rompa…Oppure uno che sta per annegare in mezzo al mare e nel tirargli il salvagente gli colpiscono il cappellino della nike che lui ha in testa e cosi’ quando lo tirano su lui e’ incazzato perche’ ha perso il cappellino e manda a quell paese I suoi salvatori… Poi pero’ quando ho bisogno davvero e’ la Mommy che chiamo anche perche’ sembra quasi che a mio padre gli dia fastidio uno che abbia bisogno o stia male, ed e’ un Dottore, figuriamoci se non lo era…Vabbe’ che lui non e’ uno di quei Medici Senza Frontiere, lui lavora per I cattivi, per le Oil Companies…Lo dice scherzando ma quando mi manda a cagare se nel bel mezzo di un allenamento gli dico che ho male qui o li’, ogni tanto qualche dubbio mi viene…Vabbe’, lui si mette a raccontare che quando giocava a rugby erano due o tre le volte nell’intero anno in cui giocava senza avere assolutamente nulla e che fare sport e’ imparare anche a sopportare il dolore…In pratica lui sostiene che siccome io nella stessa sessione di allenamento mi lamento per Quattro o cinque cose diverse vuol dire semplicemente che non ne ho voglia e mi racconta la favola di Pierino che grida Al lupo! Al Lupo! per scherzo e che poi non gli crede nessuno e mi ricorda sempre The Australian Rule: Se sei Infortunato Non giochi, Se giochi non sei infortunato.Insomma, se sto male davvero io chiamo la Mommy a farmi le coccole e I massaggini allo stomaco perche’ mio padre, non so, per essere un medico sembra quasi che gli stia sulle palle uno che sta male… Con me dice sempre di smetterla di fare delle storie…E’ vero che spesso ce ne ho sempre una: l’altro giorno per esempio avevo il rospo in bocca perche’ ieri mi han messo a posto l’apparecchio dentale, poi ho sentito una contrattura al muscolo della coscia e non volevo dirglielo, a mio padre perche’ appunto sapevo che poi s’incazzava, e poi lui mi ha messo una crema riscaldante ed era troppo calda e mi faceva reazione e alla fine non mi ricordavo piu’ della contrattura ma mi dava fastidio il bruciore, non riuscivo a non pensarci, e avevo anche prurito, e poi mi ero dimenticato anche dei rospi e della contrattura e del bruciore ma avevo male al tallone…

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Mio padre dice che e’ tutto mentale, e’ solo segno che non ne ho voglia, che faccio resistenza a fare una cosa che so che dovrei e devo fare e so anche che una volta cominciata saro’ contento di averla fatta, ma che li’ al momento…Anche perche’ lui la chiama ‘Rifiuto a tuffarmi nel mare di fuoco e fiamme dell’allenamento’, e messa giu’ cosi’ datemi pure dello stupido..In effetti a volte mi alleno e gioco che tutto mi viene facile: quell giorno, sara’ che riprendevo a pieno ritmo dopo tre giorni di antibiotico, proprio non ce la facevo a fare gli sprints…Mio padre si segnava I tempi sui 6 metri, sul Reaction Time e sui 10 metri e io non volevo perche’ sapevo che non sarebbero stati buoni e lui mi spiegava che li avrebbe presi tutti I giorni da li’ a Domenica ma era lo stesso, io se non faccio un tempo che mi piace non lo voglio…Mio padre dice che gli sembro quel contadino che essendo in ritardo rompe l’orologio…Insomma, l’avete capito anche voi, mio padre e’ un grandissimo spaccamaroni perche’ sembra che sappia esattamente il perche’ e il percome io faccia certe cose, mi sa che fosse anche lui come me anche se lui dice di no…Lui dice che ho preso tutti I difetti dalla mamma e nessuno dei suoi pregi…No, scherzo: lui dice che ho preso tutti i difetti suoi e della mamma e nessuno dei loro pregi ma in compenso ho dieci volte il loro talento ma che col talento da solo non vado da nessuna parte, finiro’ frustrato in banca come quel compagno di scuola di Venditti…Ooops, mio padre mi sta dicendo che anche Atti e Commentucci lavorano in Banca, ma vabbe’, mica tutti sono frustrati, dipende da quello che uno voleva diventare …Ok, mio padre mi dice che e’ meglio cambiare discorso: dove eravamo rimasti? Si, insomma, son tornato a Lagos e ci siamo allenati sul piano fisico e poi soprattutto ho fatto tanti cesti con la mano sinistra e tanti,tantissimi servizi…E l’altra sera con un ragazzino nigeriano di 19 anni ho giocato davvero bene e ho servito da dio, solo due doppi falli in due sets e tanttissime prime e seconde giocate senza paura, e soprattutto son riuscito a rimanere calmo, anche perche’ c’era il Daddy li’ che mi parlava e mi diceva bravo, che era cosi’ che it was meant to be, che era cosi’ che doveva essere…In effetti sono tre quattro mesi che non tiro la racchetta in campo ma stare calmi non e’ questione di lanciare o meno la racchetta, al limite uno la potrebbe anche spaccare e rimanere calmissimo, quella e’ solo una questione d’immagine, invece mantenere il controllo e’ un’altra cosa, e’ mantenere il focus sull’obiettivo, e’ la capacita’ di ‘move on’, di pensare al prossimo punto che come ci dice sempre il mio omonimo, Nick-Nick Bollettieri,quello piu’ importante ma ancora per poco … Insomma, sembrava che fra alti e bassi fossimo riusciti a rimetterci in carreggiata – mio padre dice sempre che io sono come una corsa su un rollercoaster…e avreste dovuto vederlo quando coi Quinzi siamo andati sugli ottovolanti di Busch Garden!- invece neanche farlo apposta mi sono ammalato e sono stato da cane per 2 giorni con I miei che mi hanno immerso nel ghiaccio perche’ la febbre non scendeva e avevo mal di stomaco e non potevo prendere troppi antifebbrili e poi ho dovuto fare un sacco di tests anche perche’ erano saltati fuori livelli altissimi di una proteina che sembra legata al mio growth spurt, al fatto che sto crescendo(ma mai abbastanza), ma mio padre voleva essere sicuro e mi ha fatto bucare e scannare (nel senso di ecoscan, l’ecografo) da tutte le parti… Cosi’ in questi ultimi quattro giorni che mi rimanevano ho dovuto recuperare un po’ e fare doppia fatica perche’ l’idea e’ di far cambiare opinione a un bel po’ di gente all’Academy, a quelli che si aspettavano grandi cose e che son rimasti delusi dai risultati e dall’attitude e per ar cio’ avevo bisogno di una bella full immersion di quelle che facevamo noi… Proprio ieri infatti ho fatto uno dei miei migliori allenamenti di sempre con mio padre che, mentre dopo una intensissima seduta atletica palleggiavo con Paul, il mio hitting partner preferito qui in Nigeria, mi scattava delle foto e mi riprendeva con la videocamera e tutto sembrava filare via liscio e a volte mi chiedo perche’ non possa essere sempre cosi’ facile…Prima che you feel sorry for me, che vi sentiate spiacenti, voglio dirvi che ho avuto tutto il tempo anche per andare al mare e giocare un po’ a golf e se avessi volute anche chiamare I miei vecchi amici…Non l’ho fatto, non so…Mia madre si e’ anche incazzata perche’ andando dal dentist ho incontrato una mia vecchia compagna di classe e le ho detto a malapena ciao…Mio padre, che sa tutto lui, dice che e’ timidezza, che faceva cosi’ anche lui ma che sbagliava e non lo sa da adesso, lo sapeva anche prima che sbagliava…E il fatto che e’ proprio cosi’, io lo so che sbaglio a fare tutte queste cose ma a volte non riesco ad impedirmi di farle…Una volta, quando ero piccolo, pensavo che fosse il Maialino Nero che avevo nella testa a farmi agire cosi’, adesso che sto diventando adulto mi rendo conto che certe cose e’ meglio non dirle piu’ perche’ se no non ti accettano nel mondo degli adulti … Ma in effetti io continuo a chiedermi se David quando fu mandato a combattere contro il gigante Goliath nella Valle di Elah avesse mai avuto paura…

E se pensate che tutto sommato se non sfondo col tennis non e’ importante perche’ a 13 anni non ancora compiuti sembro straordinariamente maturo vorrei togliervi anche questa illusione: questa lettera non l’ho scritta io, ma sempre quel grandissimo spaccamaroni di mio padre.

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124 Commenti to “TGF5 – Back To Lagos”

  • 1.

    Se pubblichi un libro lo compro.

  • 2.

    Splendido; anche se qui si fuoriesce dal tennis e si entra nella famosa funzione catartica della scrittura….

    Detto questo, anche solo pensare per scherzo che un ragazziono dell’età della Canaglia stia “diventando adulto” è pura follia….

    Saluti.

  • 3.

    Quoto kill bill.

    Non so se tuo figlio diventerà un pro, ma sono sicuro che la medicina ti ha strappato alla letteratura.

  • 4.

    Ciao Stefano,
    bellissimo incipit. Davvero complimenti!!!!! Stasera ai ragazzi dell’agonistica, due anni più grandi di Nicholas, proporrò una conversazione basata su tre elementi: MOTIVAZIONE – INTENSITA’ – DETERMINAZIONE

  • 5.

    Complimenti per il tuo racconto sempre appassionato e coinvolgente , uno spunto di riflessione per il mio rapporto con i miei figli

  • 6.

    Stefano@
    Che dire… ci hai lasciato a bocca aperta !
    Sei come il buon vino… piu’ tempo passa… piu’ migliori…

  • 7.

    Buono, a tratti esilarante. Poco credibile nel passaggio in cui Nicholas dice “alla faccia di Pierpaolo Renella etc etc…” ma alla fine viene risolto il giallo dell’autore.

  • 8.

    Aggiungo, solo per dovere di cronaca che in questo flusso di coscienza non è citata nemmeno una volta Margie Zesinger. Lo stesso dicasi per Antonio (detto Tony) Casic. ahahah

  • 9.

    una cosa è sicura, Clerici avrebbe dei problemi a scrivere che Grazia non conosce Freud ;) …tornando seri, Stefano hai scritto una bella analisi di quello che può essere la relazione tra genitori e figli del tennis, includendo anche quel gusto un po’ scomodo che può esserci, bravo!

  • 10.

    Certo è che dover recuperare con mamma e papà allenandosi stabilmente da Bollettieri o da Vavassori, significa che il problema esiste davvero e non è nemmeno piccolo..

    Qui avremmo davvero bisogno di un pazzo che decide di costruire una decina di campi ed una palestra.. :)

  • 11.

    Devi dire a tuo figlio di giocare con i piedi per terra, che è meglio…

  • 12.

    Forse hai scelto le foto più dinamiche, ma in effetti questo ragazzo assomiglia più all’olandese volante che ad un tennista…

  • 13.

    Povero figlio.

  • 14.

    come padre di 3 ragazze che fanno agonismo (nuoto, ma non cambia) mi chiedo se questo non sia un esempio di eccessivo focus sulle prestazioni sprtive di un ragazzo ancora molto giovane. Solo un dubbio.

  • 15.

    Bob

    mi associo al tuo dubbio. parlo in generale. dati – statistiche di mortalità tennistica – interviste e altro materiale raccolto suffragano il tuo dubbio. La motivazioni di focus eccessivo sono spesso legate a dinamiche “ancestrali”, quasi immanenti, all’interno del nucleo familiare. Se non hai letto la mia presentazione, ti invito a farlo. Parlo di questo tema nella slide n.3.
    Il focus eccessivo, bada bene, non implica necessariamente fallimento sul piano dei risultati sportivi del figlio/a. Vedi l’ultimo caso di Caroline Wozniacki (vedi news sul sito di tennis italiano) .
    Cmq è bene riflettere sulle cause che lo generano, senza preconcetti.

    Sul conto di Stefano, che conosco personalmente, mi sono fatto una vaga idea. Ma ogni caso fa storia a sè. Tieni anche presente che ql che tu chiami “focus eccessivo” è entrato ormai a far parte del costume sociale degli sports parents in generale – dei tennis parents nello specifico. In tempi di specializzazione precoce – quando ci si dedica a tempo pieno allo sport già a 8-9 anni – il focus eccessivo non può essere che una naturale conseguenza.

    Il problema nasce – ed è serio – quando il focus eccessivo è insano. In molti casi il Crazy Daddy (o la Crazy Mom) è palese, in altri la follia è sottile, strisciante, meno visibile.

    Una materia molto complessa da approcciare. Meritevole secondo me di una puntata di spaziotennis interamente dedicata. Non per fare ascolti (il mio post sulla Wozniacki ha avuto click da record), ma per far chiarezza e aprire un dibattito democratico e civile finalizzato alle riforme. Dopo il cavallo di battaglia dei campi in cemento, il tema dei tennis parents (applicato concretamente ad es. alla regola che vieta l’ingresso a Tirrenia dei parents non istruttori) potrebbe essere il secondo crocevia delle riforme.

    Riconosco a Roberto la saggezza e l’intelligenza del riformista. Nella maggior parte dei casi le riforme non ci sono perchè chi le invoca ha un atteggiamento demagocico, non costruttivo, per niente aperto al dialogo. E se non sai dialogare, Zero Riforme.

  • 16.

    Dopo essere tornato dall’aver visto per la terza volta Avatar (mentre tutti voi siete ancora a becco asciutto) ho letto un po’ di commenti e vedo che dopo i primi apprezzamenti degli Aficionados, che evidentemente mi conoscono attraverso quanto ho scritto in questi tre-quattro, sono comparse alcune critiche da parte di nuovi Utenti. Ai primi vanno i miei ringraziamenti (adesso se voglio scrivere un libro devo trovare solo altre novantanovemilanovecentonovanta persone che me lo comprino cosi’ posso smettere di fare il Medico…), ai secondi invece voglio solo dire di stare tranquilli: innanzitutto il pezzo doveva essere una variazione, un divertimento (piu’ mio) letterario, anche se credo di essere stato onesto -molto piu’ onesto di tanti che dicono che coi loro figli di problemi non ne hanno mai, che son sempre rose e fiori, che quando sono sul campo si divertono sempre e li devono trascinare via…che volete, saro’ stato sfortunato io oppure solo un cattivo genitore.Poi le foto: be’, intanto se guardate bene il colpo in controbalzo e’ portato dentro la linea del servizio e a quel punto e’ lecito…Il colpo gli e’ stato insegnato alla famosa (perche’ ne parlo sempre) Strategy Zone ma non e’ che tutti i bimbi lo sappiano fare… Certo, se lo fai due metri fuori dal campo e’ sbagliato, se lo fai alla Safin (nel rovescio) dentro il campo e’ gia’ diverso…E COMUNQUE poi in realta’ era una sessione di foto tutte sullo satesso colpo e in realta’ l’unica foto pubblicata doveva essere la prima: io avevo dato indicazioni di pubblicare anche un paio di foto con mio figlio che corre sulla spiaggia di Tarqwa Bay (tra l’altro col Coach Adriano Parodi,ex Bob Brett, chepasso’ un mese con noi l’anno scorso come Temporary Personal Coach), mentre si scalda con l’ovale da football americano o mentre mangia un cocco… Credo che le foto non siano arrivate in tempo e quindi sono state messe tutte le foto di salto insieme…In realta’ quel pomeriggio di foto in salto ne ho fatte un centinaio: stava palleggiando con Paul e a un certo punto gli e’ arrivata una palla un po’ piu’ corta e alta e lui e’ entrato in controtempo… Puoi rifarmela? gli ho chiesto e la sessione e’ nata cosi’. Ho anche un migliaio di foto coi piedi piantati per terra… Insomma, non so se la regia puo’ accontentarmi: lasciate le prime due e inserite al posto della terza le foto della corsa sulla spiaggia e del cocco …
    Sull”eccessivo focus sulle prestazioni sportive di un ragazzo ancora molto giovane’,mi verrebbe da dire che non ho capito bene la domanda… Io mi trovo qui in Africa, mio figlio studia e si allena alla Bollettieri Academy, vive la’ con sua madre …A parole sa che puo’ mollare quando vuole, cambiare sport o mettersi a studiare sul serio, ma certo sono solo parole che si dicono… Ma abbiamo sempre detto che il tempo delle decisioni deve essere per forza posticipato ai 14-15 anni…In realta’ io nelle scorse settimane sono anche stato accusato di aver drammaticamente abbassato le mie aspettative che al momento sono quelle di una scholarship per il College a termine comunque di una bella esperienza in un environment particolare. Sull’eccessivo focus posso vieppiu’ rassicurare: anche mia moglie fa fatica a leggermi,lei per motivi di tempo, e sicuramente non lo fa mio figlio, lui per puro disinteresse.
    A me semplicemente piace scrivere anche se per rimanere in forma e perdere qualche chilo mi trovo costretto a giocare a tennis, andare in palestra, giocare a golf, fare jogging o nuotare in piscina… Preferirei leggere libri e fumetti, guardare film e scrivere libri o articoli ma si sa, we are all born to suffer. Anche voi, che vi tocca leggermi.

  • 17.

    @ Avec

    Clerici non ha mai letto Foster Wallace :-) E si vede.

  • 18.

    @ stefano

    Mi è stata spedita una copia della biografia non autorizzata di Caroline Wozniacki, di cui il vero protagonista è Papà Piotr. E’ in danese ma vedrò farla tradurre al più presto. Ti anticipo che a un certo punto la biografia si tinge di giallo.

    http://www.tennisitaliano.it/ombre-inquietanti-sulla-wozniacki

    Qualcuno di voi è mai stato a contatto da vicino con Piotr?

  • 19.

    @Ted: Sul conto di Stefano, che conosco personalmente, mi sono fatto una vaga idea.

    Che sarebbe? Della serie: Mirate al cuore, risparmiate il volto …

  • 20.

    Sono ormai diversi anni che vi leggo e che apprezzo quello che Stefano scrive, dite quello che volete ma a me, Stefano che non conosco personalmente, piace, ritengo che sia un ottimo papà, con delle passioni, una di queste sia indubbiamente il tennis ma non solo, tutta la sua vita sia permeata di passione……e se avrà trasmesso solo qualcuna di queste a Nicholas avrà fatto un fantastico lavoro!! Io come padre è questo che cerco di insegnare ai miei figli…..la passione per le cose, nello sport, nel lavoro, poi è indubbio che se si mette passione forse si eccede in focus…..ma potrebbe essere diverso?

  • 21.

    Ciao Stefano,
    ho visto per alcuni motivi non è stato possibile riportare da Alessandro più informazioni dell’intervento al Lemon Bowl di Francesco Elia. Un vero peccato perchè l’intervento è stato molto bello ed anche molto denso di contenuti. Tra questi mi hanno colpito due cose in particolare. Francesco (marito e coach della tennista Farina) ha sottolineato diverse volte come il percorso tennistico di sua moglie sia stato naturale e comunque frutto della sua scelta. La seconda cosa, forse anche più importante, ha messo in evidenza come giocare a tennis a livello professionistico sia una scelta di vita, che non dipende dai risultati. Nel senso che per provare la strada del tennis o lo fai accettandone le conseguenze fino in fondo oppure non lo fai. Se decidi di metterti in gioco lo fai fino in fondo, completamente. Se ti fai condizionare dalle limitazioni dei risultati o delle classifiche da raggiungere entro una data, come se fossero delle scadenze, non ci avrai provato fino in fondo cercando di mantenere in serbo delle energie per l’attuazione del piano B. Qualche giorno fa discutevamo proprio di questo argomento e la mia domanda è: quanti genitori sono disposti ad accettare il fatto che il futuro dei propri figli sia come giocatore/insegnante/allenatore/palleggiatore di tennis invece di essere un laureato architetto, dottore, avvocato etc?

  • 22.

    @ Stefano

    L’idea è molto vaga, in attesa di esser meglio elaborata nella mia testa, prima di parlarne. Non è affatto negativa. Pertanto, per il momento, meglio non personalizzare il dibattito.

    @ Prince

    Scrivi cose giuste in astratto. In concreto andrebbe visto se questa passione tralaticia genera o meno pressione nei kids. la sottile linee di confine è tutta qui. un intento di per sè giusto nasconde una trappola. mestiere infame ql del tennis parents :-)
    La cosa più saggia da fare? Psicologi e psichiatri hanno rilasciato manuali da seguire. Io, onestamente, penso che non ci sia niente di meglio che un dialogo franco con il proprio figlio. Cercare un suo feedback con domanda banale, del tipo: ” La passione di papà ti rende nervoso?” Anche se il ragazzo è timido e non ammette, il suo body language in campo, in allenamento, nella vita, parla chiaro.
    Il problema è che il vero crazy daddy – lo svitato allo stato puro – questa domanda non la farà mai, come non compierà mai tante altre azioni e/o scelte sagge.
    Altro problema: se guardi i top 50 del ranking Atp e Wta, statisticamente, essi annoverano più figli di crazy daddy o gente come il padre di Madison Keys, tanto per fare un esempio di soggetto equilibrato?

  • 23.

    @ federico

    excellent post. concordo pienamente. in alcuni casi – non alludo certamente a ql di stefano – la ragione per cui non viene accettato ruolo diverso da ql di tennista professionista è spiegabile con….

    la ricerca dello status sociale…

    il parent – in questo caso non crazy, ma certamente imbesuito dai messaggi distorti veicolati dai media e frustrato dall’invidia e dal livore per solo luisacosa –

    si mette in testa che successo sportivo del figlio = miglioramento status sociale dei parents.

    that’s why parents decide to quit, when they realize their kid won’t be the next big thing in the landscape.

  • 24.

    @ Ted:
    dove trovo la tua presentazione?

  • 25.

    …la discussione del ruolo dei genitori, nel nostro ambito, è semplicemente stucchevole…

    I genitori, unici non-addetti ai lavori costretti a diventarlo per palese assenza degli addetti ai lavori, diventano il punto di partenza per una riforma del sistema tennis…

    complimenti per la lungimiranza…

    magari sono strano io, ma partirei dal chiedermi dove sono, chi sono e cosa fanno gli addetti ai lavori…

  • 26.

    @ Stefano,
    scrittura fluente ed il patos gagliardo come sempre, complimenti. Il genere, però, non mi entusiasma, perché è sempre difficile descrivere il punto di vista di un’altra persona, anche se pensiamo di conoscerla benissimo, anche se pensiamo che sia una parte di noi…epperò sarebbe davvero interessante conoscere il “loro†punto di vista non mediato dall’affetto e dall’interesse trasmesso per la “cosaâ€.

    Immagino una lettera scritta da mio figlio ad un suo amico, per poter “spiare†il suo punto di vista sul percorso di vita nel quale lo sto instradando (brutta parola, ma che dà l’idea della metodologia del papà democratico che non obbliga ma spiana… per le scelte).
    Ma che fare? Lasciare il terreno incolto nella speranza che una botta di c. mi dia il figlio sportivo, professionista, scienziato, imprenditore o comunque il figlio che affronti con agilità la prospettiva della vita?

    Mi devo mettere da parte e lasciar fare alla scuola, con gli insegnanti indolenti, alla strada, che non è quella che ricordano i cultori delle capacità coordinative che si formano nei giochi di strada, ma un continuo attentato all’incolumità fisica, ai maestri di tennis, ai quali conviene vivere di sat e signore (sono d’accordo), in una società dove, ormai, il sapere si trasmette per linea diretta, ovvero di padre in figlio e questo è il sistema lobbistico e nepotistico che ormai regna nella politica, nella scuola, pubblica amministrazione, sanità, sport(calcio, tennis, basket,…), università…
    E se mi muovo e scelgo, riduco le attività proprie per seguire direttamente i figli, spero con il giusto equilibrio, in una società praticamente disgregata, dove si è perso di vista il bene comune e dove il senso del dovere e la responsabilità non esistono, relegate nei paesi ove maggiore è stata l’influenza calvinista, che faccio… eccedo in focus?

  • 27.

    @ Bob

    http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/01/P.-Renella-genitore-di-tennista-le-trappole-da-evitare.pdf

    @ Andrew

    Hai ragione a mio avviso, ciascuno deve fare la sua parte. Tieni presente che storicamente parlando sono rari i casi in cui il sistema si autoriforma. le spinte riformatrici partono sempre dalla base, dal “basso”, come si dice. Nel tennis, la base (=chi paga e alimenta il sistema) è quasi sempre scazzata-sclerata-demagogica e raramente riesce a convogliare energie verso obiettivi concreti. Io dico: partiamo da questo. E tutto il sistema ne beneficierà. Del resto, l’hai detto tu: non esiste la classe dirigente. Ammesso che sia vero: che senso avrebbe l’attesa o peggio: la pretesa?

  • 28.

    @ Bob

    nn ti posso girare il link, altrimenti si allunga l’attesa per il check del moderatore. Cmq è la terza presentazione nel topic (sempre all’interno di qto sito) dedicato alla conferenza: “Genitore di tennista – Mestiere che si impara…”

    @ Andrew

    Hai ragione a mio avviso, ciascuno deve fare la sua parte. Tieni presente che storicamente parlando sono rari i casi in cui il sistema si autoriforma. le spinte riformatrici partono sempre dalla base, dal “bassoâ€, come si dice. Nel tennis, la base (=chi paga e alimenta il sistema) è quasi sempre scazzata-sclerata-demagogica e raramente riesce a convogliare energie verso obiettivi concreti. Io dico: partiamo da questo. E tutto il sistema ne beneficierà. Del resto, l’hai detto tu: non esiste la classe dirigente. Ammesso che sia vero: che senso avrebbe l’attesa o peggio: la pretesa?

  • 29.

    Vi confido un segreto, Stefano non ha nessun figlio, si è inventato tutto per poter esprimere la sua voglia di scrivere. In realtà non è neanche medico ma uno degli scrittori che affiancano e scrivono per lui i libri di Wilbur Smith. Naturamente tutto ciò deve rimanere fra noi, altrimenti potrebbero accadere cose inenarrabili.
    Va bè. cambierò il mio fornitore di vini.
    Stefano, grande come al solito!!!

  • 30.

    @ Stefano Grazia
    Caro dott. Grazia come al solito è un grande “furbacchione” e si approfitta della bontà degli altri! Sì, sì, se ne approfitta perchè per quello che ha scritto (splendidamente, come al solito) non le ho chiesto di pagarmi i diritti d’autore. Uno come lei sicuramente ricorderà quando nel lontano 8 febbraio 2009 scrivevo: “E per la serie: che cosa bisogna inventarsi per far “capire†il proprio concetto, andrà in onda nei prossimi post la parabola (sempre attinente al tennis giovanile) dal titolo “Dalla lettera di Alfonsino junior, piccolo grande saggio, al padre Alfonso (all’epoca ero io Alfonso-Giorgio). Non che lei ne avesse bisogno, perchè le idee e la fantasia certamente non le mancano, ma mi voglio illudere che abbia preso almeno un piccolo spunto dalla mia “parabola” (se vuole la posso postare perchè, come già le ho spiegato, ho tutto archiviato!). La prego, mi lasci almeno questa illusione, nella speranza di poter essere stato finalmente utile alla causa!!!!

  • 31.

    Giorgionso!, mi dispiace ma in tutta onesta’ al momento di scrivere la tua lettera ad Alfonsino non era fra le mie fonti d’ispirazione, non me la ricordavo proprio, forse l’avevo rimossa. Ora che me l’hai ricordata, vagamente riaffiora nella mia memoria ma onestamente mi sembrava completamente diversa, sia come contenuto che come stile. Se vuoi posta pure, ai lettori il giudizio…In attesa che i figli VERI incomincino loro a scrivere per davvero …

    Ted: hai uno strano modo di apprezzarmi visto che mi sembra piuttosto che tu dia ragione sempre ai lettori che sollevano dei dubbi… Guarda che puoi dirmelo tranquillamente, io non mi offendo (se mai, mi difendo .O cerco di farlo).

    @Mauro: in realta’, a volte vorrei davvero che fosse come dici tu…

  • 32.

    Caro Furbacchione …. a Lui non la si fa….. ha tutto archiviato e al momento buono tirerà fuori le carte…..
    Il grande fratello è qui …adesso.

  • 33.

    @ Kill Bill
    Ma quali carte dovrei tirare fuori e a che pro!!!! E’ un mio modo di fare da sempre e per tutto, anche se qualche volta, proprio in qualche blog, i post vecchi sono serviti a dimostrare che avevo detto delle cose diverse da quelle che qualcuno mi voleva mettere in “bocca/tastiera”! Ma solo in questi casi, caro “tranvato”, lo fatto e lo farei!! Non aspetto al varco alcuno, non è nel mio carattere! E poi l’ho sempre detto, qui parliamo di sport e di bambini/figli, e nessuno, per di più un genitore, quale anche io sono, vuole il loro male. Per una volta prova a giudicare le persone “onestamente” e non rispetto al tuo modo di comportarti (ti spiego il mio concetto! Per dire che io potrei fare …… significa che quello è il tuo modo di fare. Come Socrate insegna!). E poi ti voglio dare un consiglio! All’età tua non lo guardare il Grande Fratello! Ti fa male! Cerca, invece, di passare il tempo in maniera costruttiva, o al massimo, se vuoi guardare la TV, fai come me, rilassati guardando tanti bei documentari che arricchiscono lo spirito ed aprono la mente!!!!
    A parte gli scherzi, cercate una buona volta per tutte di non fare di tutta un’erba un fascio e di trattare le persone che non conoscete dandole almeno il “beneficio dell’inventario” (mi pare che si dica così!). Questo è il mio messaggio “urbi et orbi” di stasera! Vedremo se sono riuscito a parlare ai vostri cuori (altro che il Papa!). Attenzione, però, che vi leggo!!!!!!

  • 34.

    Bravissimo Stefano
    come sempre
    Mi associo a quanto detto da prince ed altri,sin da 1° tuo post ho ammirato la passione che ti anima . Spesso chi spara o critica non ha la minima idea dei sacrifici che la tua avventura comporta,lontano dai tuoi cari costretto a comunicare via skype(menomale che esiste) .
    Dopo la tua lettera di protesta al management della scuola è cambiato qualcosa in termini di allenamento e di attenzione nei confronti di Nick?

  • 35.

    giorgio giorgio
    ”Attenzione, però, che vi leggo!!!!!!”
    Di la verità… non hai saputo resistere !
    Io non guardo il grande fratello , quello a cui mi riferivo io è un’altro fratello, e non guardo documentari ma mi rilasso con Supertennis.
    A proposito, siccome ho sentito che ha prodotto un sacco di incassi, quando lo fate il secondo canale ?

  • 36.

    @ Kill Bill
    Vedi che non riesci a capire quando scherzo!!!! Ero così cretino di scriverlo, “Attenzione , però …………”, se lo pensavo seriamente? Ma via, un pò più di rispetto all’intelligenza altrui! E visto che vuoi essere cattivo a tutti i costi ti potrei rispondere facilmente a tono dicendoti che per il secondo canale di Supertennis dipende solo dai risultati di tuo/a figlio/a a livello internazionale, perchè l’intenzione è quella di fare dei servizi esclusivamente sulla sua attività agonistica, ma mi sembra di cattivo gusto dirti una cosa del genere, ed evito di farlo!!!!!!

  • 37.

    @Francesco:Dopo la tua lettera di protesta al management della scuola è cambiato qualcosa in termini di allenamento e di attenzione nei confronti di Nick?

    Guarda, non so se mettermi a ridere o piangere. Io e Mad Max bisticciamo, ci facciamo le pulci ai preparatori,ci controlliamo i progressi atletici dei pupi per stare certi che poi non sia colpa dell’altro/a la sconfitta al RG Mix Double, ma alla fine, alla resa dei conti all’Ok Corral, ci ritroviamo accomunati dalla stessa sorte (e dallo stesso lato della staccionata). Mi spiego: mia moglie parla di tutto questo fermento, i Direttori la vedono e salutandola di fretta tutti indaffarati sorridendo annunciano cambiamenti, alcuni Coaches son stati spostati, il Direttore IPI promette rivoluzioni…E poi Margie Zesinger (che ormai e’ diventata una ossessione per Ted come tutte le persone che gli ho presentato o indicato…Continua a tempestarci di mail e telefonate chiedendoci informazioni apparentemente senza importanza come il nome di sua zia, del suo cane, della via dove ha dato il suo primo bacio a un ragazzo, …Ragazzi, lo confesso: Ted mi fa paura!)(Scherzo!), Margie Zesinger dicevo incontrando mia moglie le dice: Your letter made a big impact …
    Ora io a Margie (che pure chiamo sempre la nostra Gloria Connors) la lettera per correttezza non l’avevo nemmeno mandata ne’, mi sembra, le avevo detto che l’avevo mandata… Lei sapeva che ne avrei scritto una, aveva parlato con Gabri’ a cena di alcune cose ma nulla di specifico…Insomma, lei la lettera di 7 pagine non l’ha ancora letta…E pero’ ci dice che ha fatto uno tsunami.
    Mi ha subito ricordato Max quando ci raccontava che vanno da lui a chiedergli di allenare i loro figli. Insomma ho avuto la conferma di quel che ho sempre pensato: magari non che siamo giganti circondati da nani (ogni tanto mi viene da pensarlo poi casco dal pero…ahime’, io non sono Mad Max ed e’ per questo che lo ammiro e lo invidio) che sarebbe troppo ma COME HO SEMPRE DETTO E RIPETUTO che non puoi svendere, se ce l’hai il tuo background culturale e sportivo solo perche’ qualcuno ha la targa di Maestro o una volta girava il Circuito… Big Impact, ma stiamo scherzando? Ma digli che mi assumano, ho detto a mia moglie … Quali erano i punti salienti della famosa lettera di sette pagine?E’ presto detto:

    1) IPI PROGRAM
    2) LACK OF INDIVIDUAL ATTENTION
    3) PREPARATION FOR TOURNAMENTS
    4) MENTAL

    Piu’ in generale la necessita’ di un maggior link e reciproco feedback fra i vari Departments (Tennis, PA, Mental, Strategy).
    Poco fa mia moglie mi diceva che Chip le stava raccontando che hanno deciso di ridurre i campi dell’adult program e recuperarte alcuni bravi Coaches (Mohammad e Desmond The beast) per dare piu’ special helps, koons e’ stato spostato anche lui, hanno lasciato Nicky in gruppo con gli U12 ma riconosciuto che quello e’ il gruppo dei ‘talentuosi’ e che hanno bisogno di una special attention, stanno lavorando (o dicono che) sull’IPI … Poco prima avevo letto una breve mail di Greg Hill (che la lettera l’aveva ricevuta, come Koons che infatti ha tolto il saluto non solo a Nicky e a Gabri’ ma anche a Marc Parmeggiani!!!) che ci diceva con tono entusiasta che non vedeva l’ora di lavorare con Nicky, e continuando a lavorare sull’accelerazione del BH con il FH come lethal weapon e lavorando a portarlo ad essere piu’ aggressivo anche con la seconda di servizio e che aveva parlato col Mental Coach e con Nicholas e le risposte da lui date sarebbero state…TERRIFIC! (Che in inglese e’ positivo). Vabbe’, tutte stronzate: pajettes e luccichini per i genitori seduti al tavolo da poker ma le coincidenze sono inquietanti… Da un lato gratificanti, dalll’altro inquietanti.Possibile?
    No, seriously, ho scritto a Margie, I’m too expensive ma forse avete davvero bisogno di un Terzo Occhio dall’Esterno perche’ forse abituandosi a vedere le cose dal punto di vista dell’academy e dei Coaches all’interno del’academy si viene a perdere la prospettiva..
    Adesso, scherzi a parte tutta questa cosa mi ha fatto riflettere perche’ e’ evidente che se alla Miglior Academy del Mondo fanno o tentano di fare esattamente quello che stavo suggerendo …Mah! Si, dai, e’ ovvio che anche altri Genitori si saranno lamentati, e’ ovvio che fra di loro si saranno guardati in faccia e avranno cercato di far quadrare le cose…Be’, da un lato bisogna apprezzare il loro senso di AutoCritica…Cambia il mio punto di vista o meglio il mio giudizio sulla Bollettieri? Ma no, non ancora, non esattamente, perche’ in effetti i lati positivi ci sono ancora tutti (logistica, clima -anche se in sti giorni ha fatto sottozero anche in Florida,scuola, confronto, environment, all in one…) e per noi che venivamo da 12 anni di splendido isolamento e blah blah blah era quel che ci serviva…) pero’ e’ chiaro che alla luce di quel che mi raccontate voi e delle nostre esperienze, mi vengono in mente le parole di William Goldman , lo sceneggiatore di Maratoneta, Butch cassidy, Princess Bride…, e cioe’ che non c’e’ nessuno che ti possa dire in anticipo se quel tal film sara’ un successo al Box Office. Mi sa che sia la stessa cosa con gli U12 e 14. E con i sistemi di allenamento, i coaches, i preparatori…
    E comunque a un certo punto dipende soprattutto da lui.Dal futuro campione.
    Abbiamo detto che a 12 anni non e’ importante vincere ma che a 13-14 anni devi ssere almeno nel gruppo dei migliori…Bene, mio figlio compie i 13 a Febbraio e nel Gruppo dei Migliori, nonostante il Dritto in salto e una tecnica nettamente superiore alla media, nei migliori non c’e’ per cui noi stiamo ragionando in fatto di esperienza in una scuola all’estero, di vita all’aria aperta, di lifestyle…Finira’ le Medie probabilmete in Florida, probabilmente alla Bollettieri. A quel punto pero’ un’occhiatina ai risultati la daremo…A me da fiducia solo una cosa: che il 100% mio figlio finora l’ha dato pochissime volte…Sto aspettando, per giudicare, quel piccolo salto di qualita’. Poi a quel punto si potra’ decidere e dettare condizioni (nel senso di pretendere un coach o di pagarselo all’interno di una struttura come l’IMG). Per ora io ho gia’ parlato due volte. Dopo un mese e dopo tre. La prossima fra 6 mesi, a giugno.
    La lettera sara’ magari materia di dibattito in una delle prossime Bradenton Chronichle.

  • 38.

    Per chi non lo avesse ancora visto:

    http://www.dartfish.tv/Player.aspx?CR=p818c5809m59051

  • 39.

    OFF TOPIC
    Stefano ma di questa cosa di Rosarno i Nigeriani cosa ne pensano, cosa si dice, ne parlano?
    Qui la notizia pare che sia stata l’asta dell’orecchino andato via per 25.000 euro, nzomma a me me pare na str… diago pare abbia una trentina di milioni di debiti con il fisco italiano, non so se mi spiego? E poi c’è mezzadri che dice che le racchette usate di Federer all’asta vanno via 10.000 euro l’una…
    A me pare invece che la vera notizia sia che qui dei vari colleghi tipo Mengle non hanno imparato gran che, la clinica universitaria di Innsbruck assieme a dei ricercatori di un istituto di Bolzano si erano messi a coprire una ventina di maiali nelle nevi in montagna, vivi e contollando come crepavano. Li hanno scoperti e si difendevano pure, dicendo che era ricerca per capire come salvare la gente che capita nelle valanghe. Lo so che si fa anche di peggio per qualche crema o rossetto, ma tanto vale buttare una ventina di cani fuori dall’aereo per capire cosa succede se non ti si apre il paracadute, o per il dramma di Haiti buttarte giù un porcile costruito con la sabbia per vedere cosa succede se ti crolla un edifico addosso. Ma che diavolo?

    @Ted
    può anche essere, incompenso ci ha spaccato i maroni a noi per più di un anno con sta storia Fed e Freud, speriamo che se la risparmi per il 2010… penso però che lui (Clerici) e DFW sarebbero andati abbastanza daccordo

  • 40.

    intendevo l’orecchino di Maradona, venduto all’asta dal fisco, la notizia qui in provincia di Bolzano intendevo, tanto per essere chiari, scusate il casino

  • 41.

    Ieri sera, rovistando tra i miei tanti appunti concernenti la pubblicazione del mio lavoro del mentale nel tennis ho trovato un articolo dell’anno scorso che mi ha colpito e di cui traduco l’ultima parte.

    Cercasi: genitore pazzo di tennista

    …… Gli approcci di questi tiranni del tennis (ndr. Sopra l’articolo parla di genitori pazzi di tennisti come il padre della Langlen, Mary Pierce, Agassi, la mamma di Connors etc) può essere stato criticabile ed il danno psicologico che hanno inflitto ai loro figli immenso. Nonostante ciò questi genitori avevano un programma e vi hanno aderito completamente. Hanno speso tempo, energia e soldi e non hanno dovuto chiarire le loro decisioni con una federazione, staff dirigenziale (o persino con le/i loro consorti) ne preoccuparsi di iper allenare o essere leali con gli altri giocatori. E le aspettative che hanno messo addosso ai loro bambini, sia pure indebite o irrealistiche, erano originate da una credo risoluto nella loro abilità di poter diventare campioni. Il risultato maggiore di Richard Williams non è quello di aver insegnato alle sue ragazze a colpire diritti e rovesci ma di inculcare loro, come espresso da Zina Garrison, finalista a Wimbledon del 1990, la “forza, sicurezza e arroganza di cui hai bisogno per diventare una delle giocatrici più forti al mondoâ€â€¦â€¦â€¦ La verità è che allenatori razionali ed allenatori con programmi di sviluppo sensibile non potranno mai competere con i disegni di un genitore ossessionato. Il successo di giocatori autodidatti divenuti allenatori come Williams, Capriati e Bollettieri rivela che non accorrono guru dall’esperienza pluriennale ed organizzazioni ben strutturate per insegnare il gioco. Il tennis consiste in un pugno di colpi e strategie di base. In quanto tale, genitori che aspirassero ad insegnare, diciamo per esempio il golf, possono leggere un libro, guardare dei video e dare istruzioni comprensibili. Ciò che distingue i migliori giocatori dai loro pari non è aver acquisito un’istruzione superiore. E’ la devozione maniacale.
    Non è un caso che nella speciale classifica dei 10 peggiori genitori di sportivi stilata dalla ESPN, tre posti a appartengano a genitori di tennisti (Dokic, Pierce, Graf). La scomoda verità è che se gli Stati Uniti vorranno produrre un altro Agassi o Venus Williams, qualche papà pazzo dovrà aggiungere il suo nome alla lista. Nella sua ricerca di sviluppare una nuova generazione di campioni la USTA dovrebbe ricordare bene le parole di Robert Lansdorp, coach di Sampras e della Davenport. “Il principio base è sempre lo stesso. Ogni persona che ce l’ha fatta in questo sport, americani o stranieri, ce l’hanno fatta per i genitori che erano alle spalleâ€. Fine dell’articolo

  • 42.

    @ avec

    non credo sarebbero andati d’accordo. DFW era un tipo molto solitario, timido al limite della balbuzie e non era assolutamente un markettaro.

    @ stefano

    forse non mi sono spiegato: quando legittimo i dubbi non faccio altro che considerare la realtà…a tutto tondo…come si dice con un’espressione che detesto sul piano estetico. se vuoi feedback su di te, posso farlo ma credo sia più utile a tutti non personalizzare molto il dibattito. meglio: le esperienze personali devono servire a fare ragionamenti più generali. altrimenti rischia di diventare tutto un memoir e un giudizio sull’autore. fa piacere riscuotere consensi ma è altrattanto utile alla discussione?
    frequento il web da poco e ho imparato a mie spese (vedi polemica con max) che personalizzare serve a poco e nulla.
    Quanto alle info a proposito di Margie, non replico perchè sarebbe un personalizzare il dibattito, tanto sai benissimo a cosa mi servono.

    @ federico

    anch’io avevo sollevato lo stesso tema ieri, proprio in riferimento a un tuo post.

  • 43.

    Tirrenia Off-limits per i genitori…Bollettieri in subbuglio per uno semplice sfogo di Stefano…. Cosa potrebbero avere in comune ? in cosa sono diversi ? Approfondiamo…

    Diciamo che per entrambi i casi si potrebbe migliorare l’approccio con le famiglie… che ripetiamolo fino alla noia… è fondamentale in uno sport estremamente individuale come il tennis… dove mente e corpo vanno di pari passo, e chi meglio di un genitore puo’ e deve dare supporto ad un coach/maestro…sicuramente i tanti esempi sbagliati di genitori troppo invadenti non aiutano… ma nemmeno il preconcetto… risolve problemi. E’ meglio standardizzare ?… ma che risultati ha portato per convincerci? Piu’ passa il tempo e piu’ sarà compito del ragazzo imparare ad autogestirsi…se ne avrà effettivamente voglia…

    Di diverso almeno da quello che leggo, c’è la chiusura totale da una parte (timore di cosa ??) mentre dall’altro si prova a soddisfare il cliente (genitore/figlio)… qualcuno dirà che una è federale (gratis) l’altro è un privato (si paga)… giusta osservazione…. ma non basta…

    E vero che essere convocati a Tirrenia è gratis…ma andare a Tirrenia vuol dire aver accompagnato il proprio figlio in un percorso sportivo, e quindi anche economico…già di un certo livello… pretendere che, un genitore tipo MadMax si spossessi controvoglia della figlia…significa dare un messaggio iniziale sbagliato alla famiglia del tipo “tu non conti, gira al largo che ci arrangiamo noiâ€â€¦. Hai voglia Roberto di organizzare incontri per genitori… è la mentalità tutta italiana di cambiare le cose alla base perché il vertice non sente ragioni… è come se i genitori non potessero asssistere ad un allenamento di calcio giovanile….perché poi ? perché non capirebbero ? perché disturbano ? perché allora ? …assurdo per non dire altro… non mettiamogli pressione ci dicono ad ogni raduno…. Ma è tenendo lontano, controvoglia, il genitore di un bambino di 11 anni, che si crea l’ambiente ideale ? Faccio notare che in molti circoli ho visto appeso il cartello “ “i genitori non possono assistere all’allenamentoâ€â€¦ solo 5 minuti prima e dopo…poi rausss….
    Se ho cultura, capacità, esperienza… di cosa dovrei preoccuparmi ? del primo genitore pincopalla che mi fa un osservazione ? O è perché sono troppo in “alto†per dialogare di tecnica con chi non è alla mia altezza ?
    Essere stato un buon II^ categoria vuol dire avere automatiche tutte le conoscenze professionistiche ? Aver preso il diploma di maestro negli anni 70-80 risolve tutto ? certo che no… i preconcetti non servono… conta la persona e non il pezzo di carta…un buon maestro puo’ diventare un ottimo coach anche se è stato solo un III^cat.…se poi ha studiato, si è aggiornato, ha girato, e fatto le sue esperienze, professionalmente si cresce…e un genitore non vuole certo rubare il lavoro al maestro. Semmai vuol capire, convincersi che la direzione è quella giusta, oppure farsene una ragione che tanto è tempo perso… è la globalizzazione ! si anche il genitore ha fretta… fretta di capire se sta buttando soldi, se visto che sta ballando, si puo’ migliorare l’offerta per il figlio….o anche solo perché nel frattempo si è appassionato e gli piace vedere un bel allenamento…invece di starsene su alla clubhouse…
    Sacchi non mi sembra avesse mai giocato in nazionale ? Coraggio… fa parte del lavoro di un maestro anche saper gestire rapporti con genitori “invadentiâ€â€¦ nel caso singolo si prendano le contromisure… ma a priori è troppo comodo !!

    …..“non esistono fatti, ma solo interpretazioni.â€â€¦.. ( Nietzsche )

  • 44.

    Atti

    e se IMG Academies fosse in subbuglio anche per altri e – con tutto il rispetto per Stefano – più grossi motivi? Considera anche questa eventualità, dopo di chè l’approccio ai parents certo che va migliorato.

  • 45.

    Rapporto genitore – coach:
    Il maestro che ho scelto per mia figlia è uno che ti fa assistere ma non vuole intrusioni e fino ad un certo punto è comprensibile. Ieri però facevo notare che volevo prendermi il pezzo di carta FIT del livello piu’ basso per non avere grane in futuro come Mad Max. Risposta ci vuole competenza, ect etc. Dico, guarda che la bimba va cresciuta insieme, risposta grosso modo: non sei in grado, qui puoi portarla anche 5 giorni a settimana. Eh no, faccio notare che: gioco a tennis da quando avevo 9 anni, sono tesserato e classificato FIT, e se anche se non ho avuto mai un maestro sono in grado di palleggiare e dare qualche consiglio a mia figlia, abito poi a svariati chilometri che impegnano tempo per percorrenza, tra poco la bimba inizia anche elementari e catechismo, mi sta nascendo altro bimbo per cui il tempo è limitato e quando non vado in Sat la bimba vuole essere portata al circolo sottocasa per giocare. Aggiungo che è’ vero che non sono in grado di fare scuola tennis ma dopo scuola inteso come ripetizioni di quello che lui insegna penso proprio di si, per cui, comincio ad essere un genitore scocciante ed esigente e siamo ancora al minitennis. Alla fine cmq ho deciso di non prendermi il pezzo di carta fit da mestro, visto l’andazzo a livello nazionale, dove le migliori sono tutte figlie di coach, vorrei essere orgoglioso di avere una figlia forte che figlia di coach non è.

  • 46.

    Ted
    … ovvio che si…la “rivoluzione” sarà certemente frutto di altri aspetti….ho semplificato per rendere un concetto… non conoscendo a fondo i problemi della Bollettieri… che pero’ Stefano evidentemente ha in tutto e/o in parte individuato…dall’esperienza con Nicholas…

    …Problematiche che pero’ sembrano, per molti punti, simili anche di qua dell’oceano… dialogo e feddback… questi sconosciuti….

  • 47.

    Atti,il genitore è un interferenza tra il coach e l’allievo, io che assisto frequentemente alle lezioni ho dovuto lavorare parecchio e ancora sto lavorando per non creare disturbo alla concentrazione.Mettiti nei panni del bimbo ogni volta che sbaglia guarda fuori e magari il genitore gli da pure qualche consiglio,io ho dovuto meritare piano piano la fiducia del maestro e dopo 3 anni ancora non c’è completamente per colpa mia che non riesco sempre nel mio intento.Il maestro mi ha spiegato, con i dovuti modi che per trasmettere ha bisogno che si crei un feeling univoco con l’allievo e se questo è distratto da fattori esterni è più difficile.Non c’è nessun problema se tu lo guardi da lontano senza che lui ti veda,ma tu sai che che non va proprio cosi.

  • 48.

    Partito un colpo e scomparso un lungo post…In cui dicevo, in 2 parole, che federico col suo post aveva riassunto 4 anni di G&F…La frase di Lansdorp, da noi ripetuta altre volte in passato, e” poi sintomatica di quel che dice Atti sull’interpretazione: infatti i Coach la possono usare per dire che si, sono importantissimi…quelli che si mettono in disparte. Atti scrive poi quello che esattamente avevo scritto anch’io e cioe’ che solo Coaches insicuri possono temere i Genitori (una volta ovviamente appurato che non siano dei Dokic).
    Io poi ho anche una Teoria che ho piu’ volte esposta e che cioe’, come dice anche Federico quando accenna alla “forza, sicurezza e arroganza di cui hai bisogno per diventare una delle giocatrici più forti al mondo†, insegnare a giocare a tennis serva soprattutto ai Tristi & Tristonazzi come noi, a quelli che diventeranno dei seconda categoria, perche’ i futuri campioni giocano come gli viene e come sanno e se non lo sanno se lo inventano improvvisando…le metodologie, le esasperazioni biomeccaniche,le sofisticate tecnologie per apprendere il gesto servono a quelli che cominciano a trent’anni, ai TRisti come noi… (Si lo so, sto contraddicendo un sacco di cose che ho detto ma solo in apparenza…). Bisogna anche sfatare la leggenda del divertimento,come dice anche Panatta nel Tennis Italiano di dicembre che dice che lui sul campo non si divertiva ma soffriva, e voleva solo vincere… e prima di lui Andre Agassi che quando continua a ripetere che a lui giocare a tennis sta sul c… e tutti quelli che non sono campioni o non giocano lo gfuardano straniti e poi Steffi Graf invece lo guarda e dice: Ma certo, non e’ cosi’ per tutti? Insomma, lo volete capire o no che a tennis ci divertiamo solo noi Tristonazzi che abbiamo magari cominciato a 30 anni e ci entusiasmiamo per un dritto in corsa o una partita lottata mentre il futuro top 100 si diverte solo quando vince? E infatti se vogliono divertirsi giocano a calcio o a golf come i campioni d’altro sport magari si divertivano a tennis… Sistema o societa’ malata o semplicemente umanita’ perversa destinata all’infelicita’ e all’estinzione, va bene, ma allora? Ci bendiasmo gli occhi e facciamo finta?
    Come scrivevo al mio amico Ted (che protestava perche’-ovviamente- non e’ vero che mi tempesta di email e telefonate: era solo uno scherzo) e al quale comunque ricordo che il nostro blog si basa ANCHE sul personalismo e sull’Aneddotica (e secondo me deve il suo successo proprio a questo, che lo vogliate o no, ad Alessia e Nicholas, e in misura minore-in quanto figli di genitori piu’ sobri e pudichi-ad Anki, Vale, Alessandro, Francesca, i Gemelli, e a tutti gli altri figli del Blog … ), anche la sua bellissima presentazione tipo quelle che fanno anche noi in azienda e che ti insegnano a fare alla Bocconi, secondo me e’ indirizzata piu’ che altro a chi Genitore non e’ o se lo e’ non ha nessuna intenzione di metterli in campo e creare dei campioni ma semplicemente …degli sportivi e neanche degli agonisti (come diceva KB), il che va benissimo ma voglio dire che la presentazione, come il libro da cui e’ tratto, e’ un’insieme di luoghi comuni ed e’ indirizzata a chi e’ SPETTATORE e non attore,… A Ted dicevo anche che la Convenzione di Ginevra e’ una cosa e poi in Guerra succedono tutte altre cose (ah, l’orrore…l’orrore…) ma ovviamente esageravo per il gusto dell’iperbole, non e’ che devo essere preso alla lettera ma davvero si presuppone qui anche che nessuno qui sia un Orco…quelli sul nostro blog non ci vengono e nemmeno vanno alle Conferenze sui Genitori, a malapena sanno leggere e scrivere. Queste conferenze servono soprattutto a voi,noi a far vedere come siete,siamo bravi. Come a me scrivere serve per autogratificarmi o per scope catartici. Ma poi si scende in campo e io gli errori che Ted/PP dice che bisogna evitare mi sa che li ho fatti proprio tutti (dal dire a mi figlio che se si comporta cosi’ e’ un loser o dal gridargli no pain, no gain …Ma se non diventa un top 100 e’ solo perche’ non avra’ avuto il cuore e la statura del guerriero. E per statura intendo quella in cm. Non perche’ non avra’ fatto le cose giuste o perche’ i suoi genitori l’hanno rovinato (dopo tutto comunque sopravvivere ai propri genitori fa parte del procersso evolutivo)

    No, scherzi a parte: sono nel bel mezzo di una grossa disillusione perche’ davvero ho l’impressione che SE all’Academy sono ridotti al punto chef anno tutte le cose che io ho elencato nella mia 7 pages letter, allora siamo messi male… Ovviamente le cose non sonbo cosi’ semplici e si tratta solo di una dimostrazione che un Genitore Illuminato puo’ vedere le cose allo stesso modo che i Dirigenti Esperti di una Rinomata Academy: fatalita’ e combinazione han fatto si che le mie rimostranze coincidessero forse con quelle di altri parenti e con le autoanalisi interne dell’Academy. Da qui forse apprezzabile l’autocritica della stessa Academy (ma voglio poi vedere in concreto cosa succede) ma anche bdoveroso constatare che un Genitore e un Coach possano tranquillamente dialogare, cooperare, confrontarsi. Spesso succede che se tu dici una cosa ed e’ anche quella giusta ma sei la persona sbagliata a dirla (in questo caso il genitore, ma anche un infermiere o un paziente (o un omeopata) col Medico, un apprendista avvocato con un giudice, un geometra con un architetto…) se dall’altra parte c’e’ un nano, un insicuro, un mediocre…non ti dara’ mai ragione, anzi, fara’ esattamente il contrario. Come, mi viene il sospetto, la politica in Italia ridotta ormai a tifo per bande di ultras.
    Anche da Bollettieri comunque e ovviamente poi per dimostrare che comunque certi cambiamenti non li fanno perche’ li ho detti io, l’unico che non ne trarra’ beneficio sara’ forse Nicholas che pare condannato a fare Preparazione Atletica in un gruppo troppo variegato e con un livello atletico inferiore al suo (Ma li’ abbiamo detto che se le cose non cambieranno davvero allora lo esoneriamo perche’ ha cose piu’ importanti da fare. Studiare, per esempio. Ma anche fare appunto Preparazione Atletica per conto suo. Staremo a vedere: hanno ammesso che non facevano una preparazione atletica specifica al tennis e che stavano adeguando il programma(ma questo era solo un aspetto del problema, nulla di male con la polivalenza…ma sicuramente qui vedo una resistenza a darci completa soddisfazione muovendo Nicholas ad un gruppo piu’ elevato, cosa che per esempio non ho richiesto per il tennis).
    Comunque, materiale per altri spunti.

  • 49.

    @NIco

    Se tuo figlio ti guarda durante gli allenamenti è perchè probabilmente tu gli dici altre cose o comunque anche altre cose.. Se tu queste cose le dici durante gli allenamenti è perchè fondamentlmente non ti fidi totalmente del maestro o perchè comunque pensi di dover integrare con altre informazioni che il maestro non da..

    A questo punto i casi sono due: o sei un pazzo e allora sarebbe meglio che durante gli allenamenti dei tuoi figli tu vada al bar oppure deve forzatamente nascere una collaborazione tra voi due (prima e dopo e allora quelle info in più il maestro le deve comunicare per evitare che tu intervenga durante gli allenamenti), altrimenti molto meglio prendere uno sparring e allenarli tu..

    E questo perchè sicuramente il fatto che i bambini sentano cose diverse crea loro problemi, perciò meglio sentire la cosa sbagliata ma sempre quella piuttosto che sentire una volta una cosa una volta l’altra..

  • 50.

    Nicoxia,
    se così fosse i maestri dovrebbero “sentirsi” anche in dovere di accompagnare l’atleta a tutte le competizioni. Siccome questo mi sembra di poter dire non è ciò che avviene, è molto più produttivo che il bambino venga abiyuato ed impari a competere con la figura dei genitori presenti. Che poi i genitori dei bambini non debbano interferire con la performance del figlio, che debbano mantenere un comportamento adeguato e che il figlio debba rimanere concentrato su un campo da tennis questo mi sembra acclarato (il condizionamento genitore figlio è molto più forte del condizionamento sportivo). Per cui sarebbe opportuno che i maestri invece di chiudersi nel loro atteggiamento, si aprissero e queste cose dovrebbero spiegarle ed insegnare ai genitori. Nel mio circolo, per esempio, per l’anno prossimo stiamo pensando di organizzare degli incontri con i genitori per parlare anche di queste problematiche.

  • 51.

    Stefano, mi dispiace molto che tu pensi che la conferenza serva soprattutto a farci dire che siamo bravi…

    La mia ottica era più o meno questa: perdiamo tanti ragazzi perché i genitori, nel bene e nel male, hanno commesso e/o commettono errori nella loro gestione (che è molto più difficile che quella richiesta per gestire un giocatorino di calcio, su questo direi che siamo tutti d’accordo). Quindi se si riesce ad evitare a qualche genitore (che sono quelli che statisticamente ne commettono di più) gli errori più comuni, avremo un minor tasso di abbandoni precoci e una base di potenziali agonisti più ampia…

    Poi lo so bene che per i genitori di G & F quelle cose sono luoghi comuni, ma non è così per tutti, credimi.

    Poi certo, anche dal lato maestri/federazione le cose da migliorare sono tantissime.

    Io non vi dico le difficoltà che sto trovando, qui nel Lazio, solo per convincere i maestri e i dirigenti di circolo a far disputare sul cemento gli assoluti regionali giovanili e le prove di qualificazione per gli assoluti nazionali giovanili…

    E questo nonostante Tropiano mi stia appoggiando al 100%.

    Purtroppo ci vorrà tempo per cambiare certe mentalità orientate al breve termine. Addirittura, c’è chi teme che se poi si mandano ai nazionali i ragazizni forti sul veloce, mentre le prove nazionali si fanno su terra poi la performance del lazio non sarebbe quella migliore possibile…

    Come se l’obiettivo fosse un buon piazzamento degli atleti del Lazio nei campionati italiani under 12-14 e non creare un ambiente adatto alla costruzione di giocatori con ambizioni di professionismo.

    Bisogna rimboccarsi le maniche, poche storie.
    Ma anche le vostre critiche alla sfasciatutto e alla “sparo nel mucchio” mi aiutano poco, credetemi. Non è con i Bartali che si migliora.

  • 52.

    @Roberto..

    Anche se a te non piace sono sempre più convinto che tu piano piano stia diventando un federasta convinto…

    Inizialmente il rivoluzionario era solo Andrew, poi lo sono diventato anch’io, ora Stefano ma anche quando Atti o Mauro hanno detto la verità (e stai attento non la loro verità bensì la verità oggettiva con cui qualsiasi genitore da Bolzano a Palermo va a sbattere) sono diventati personaggi che criticano alla cieca senza risparmiare niente e nessuno..

    Che ti piaccia o meno purtroppo non c’è un bel nulla da salvare se pensi che un genitore nel giro di tre mesi ha stravolto in meglio il lavoro fatto da una delle migliori accademie d’Italia, ma soprattutto se pensi che a questo stesso genitore nonostante il buon lavoro fatto (che tra l’altro gli è anche stato ricosciuto dai tecnici federali stessi) non verrà concesso di seguire la sua allieva (che oltretutto è anche sua figlia di ben 11 anni) all’interno della struttura di Tirrenia fatto che mette in grande discussione il fatto che la stessa possa in futuro seguire un percorso con la federazione… Come dite che vorreste cercare di non perdere dei talenti e poi uno di quelli da voi selezionati fate di tutto per perderlo?

    Quelle che ho letto fino a ora non solo non sono critiche sfasciattutto ma sono le uniche cose sensate che sento e leggo da quando sono entrato nel mondo del tennis e ti posso garantire che se fossi anche solo per un minuti il Presidente della Fit prenderei il Settore Tecnico attuale e lo smantellerei totalmente per ricostruirlo ex novo…

  • 53.

    Roberto tu fai la tua parte per carità, ma noi la nostra di genitori, vorrei che la federazione prendesse in considerazione la massa di talenti che si sono persi per incompetenza dei maestri negli ultimi 20 anni: vedresti che sono statisticamente molti di più dei genitori pazzi, parlando con un coach di fama internazionale che da dieci anni gira il tennis degli slam, mi confermava che attualmente la ns federazione sta iniziando a fare qcs ma siamo ancora dietro 10/15 anni ad esempio rispetto alla francia e spagna e che il ns livello sat di base è penoso….sia come background tennistico che culturale , inteso come cultura dello sport.
    Tu denuncia ma intanto mia figlia ha dieci anni adesso, per cui, io mi muovo e faccio le scelte partendo da questi dati di fatto…hai altre soluzione al fai da te….Se guardi il ns settore maschile è penoso il femminile è meglio perchè se ne sono andate all’estero…questi sono dati di fatto..sono trent’anni che non tiriamo fuori un giocatore/trice…… in italia……… e che navighiamo nella mediocrità, gli unici tecnici buoni li allontaniamo piatti,pistolesi….può darsi che le cose possano migliorare ma ad oggi la situazione è desolante

  • 54.

    @ Stefano

    metto da parte i sentimenti di amicizia e simpatia profonda e provo a replicare nel merito, animato da spirito costruttivo e scevro da autorefenzialita’ bocconiana.

    1) First off, i dati che ho raccolto nei miei viaggi sui tornei, le interviste, la stessa esperienza del prof Fish – che oltre ad essere un bravo psicologo è consulente di Philadelphia 76ers, dei Flyers (hockey maschile NHL) e della nazionale americana di soccer, tanto per citare solo parte modesta delle sue collaborazioni – non puzzano di libro stampato, ma trasudano realtà nuda e cruda, quella che puzza perchè non si lava con gli estetismi delle presentazioncine stile lehman brothers o merrill lynch o goldman sachs.

    2) Premesso che parliamo di cose reali (e lo posso dimostrare in ogni momento), fai delle metafore che io considero pregevoli (mai incontrato uno sul web cosi’ bravo) ma fai attenzione a non ridurre tutto ai minimi termini “bellici”. La Convenzione di Ginevra che tu citi è stato uno strumento importante di progresso evolutivo del diritto internazionale umanitario. Ma sui tennis parents non è solo una questione di essere delle bestie o esseri pensanti. Sarebbe troppo riduttivo. A parte i casi di psicosi palese (ma quelli esistono ovunque nella societa’) c’e’ un gran nunmero di parents che pur essendo normalissimi (al 50° percentile della curva della salute mentale) hanno un impatto negativo sui figli.

    3) Come dice – a mio avviso giustamente – il molto saggio Roberto, l’impatto negativo tante volte puo’ essere alla base dell’abbandono. La pratica agonistica ha un tasso di mortalita’ che è legato anche a questi fattori. Ed è bene ragionarci su. Lo dimostra il fatto che un uomo esperto come Francesco Elia mi abbia fatto i complimenti e sia stato il primo in assoluto a chiedermi di inviargli la ppt in formato elettronico.

    4) La questione del luogo comune. La presentazione – come tutti i dati da cui attinge – va esattamente nella direzione opposta a quella da te indicata. Combatte i luoghi comuni, non li usa per affabulare i newcomer. Qualche esempio? “No pain, no gain” è il più grande luogo comune motivazionale della storia. Il secondo è “boia chi molla” nella versione tennistica. E potremmo andare avanti per ore. Tutti i common places vengono stigmatizzati dalla presentazione.

    5) Nel week-end scorso parlavo con un dirigente Usta della conferenza organizzata a Roma, senza esaltarla più di tanto. Gli ho girato la versione in inglese e ci ha fatto a tutti i complimenti per la concretezza dell’iniziativa. Avvicinare genitori al movimento e lavorare per la consapevolezza non è affatto aria fritta. Non arrivo a dire che è “un piccolo passo per un uomo, ma un balzo enorme per l’umanità”. Sarebbe una cazzata, ma è un primo passo. E non è giusto sputarci sopra.

    6) Ti dirò di più: sono contrario con Corrado Barazzutti quando dice: “su questi temi si può dire tutto e il contratio di tutto”. Ogni caso fa storia a sè, questo è ovvio, ma la sua affermazione presta il fianco al disfattismo. Non dico che lui sia disfattista, ma quella frase lì non la condivido. Tutto qua.

    7) Come la settima pagina della tua lettera a Chip & Co. Scrivi per catarsi o per altre ragioni, alimenti la discussione, mi sta benissimo. Questo punto sarebbe riservato agli aspetti che potrebbero – sottolineo il potrebbero – avere un impatto negativo su Nickolas, ma preferisco dirteli a voce, la prossima volta che ci vediamo.

    Con stima e rispetto.

  • 55.

    Max,infatti il nostro compromesso è di parlarne dopo,il suo esempio è se sto lavorando su a e tu noti un errore su b può darsi che per me ora è secondario,oppure che non l’abbia notato,la collaborazione nasce a posteriori.La difficoltà però di rimanere in silenzio ed impassibili penso la conosciate,se penso a quello che ero 3 anni fa non posso che dargli ragione,per questo non me la sento di dar contro per forza e per tutto.

  • 56.

    Roberto, io penso che qualcosa la federazione potrebbe farla davvero, bisogna vedere se è interessata a farlo fin da ora per non perdere altri dieci annate di ragazzi…

    Aspettando le riforme strutturali, aspettando che queste riforme si dimostrino valide e che quindi portino eisultati concreti io mi concentrerei sui ragazzi che stanno crescendo oggi e soprattutto considerando i vari percorsi che hanno intrapreso..

    Voglio dire che se io federazione convoco Alessia è perchè le riconosco delle qualità perciò non posso prescindere dal suo tipo di percorso. A questo punto io federazione intanto devo accettare le scelte della sua famiglia e fornirle un appoggio totale e incondizionato, aiutarla per quello che è possibile semmai dandole dei consigli. non delle imposizioni tenendo presente che se la bambina è arrivata a meritarsi l’attenzione della federazione qualcosa di giusto l’avrà pur fatta e se anche non l’avesse fatta motivo di più. perchè significherebbe che è un’atleta eccezionale e non deve assolutamente andare persa.. Però questa bambina è sempre figlia dei suoi genitori, perciò è la federazione che dovrà andare incontro alla sua famiglia e non il contrario, perchè le persone intelligenti sono in grado di far cambiare idea alle altre persone e sono in grado di portarle dalla loro parte…se vogliono..

    Perciò visto che non sono l’unica persona in questa situazione e visto che il caso vuole che questi atleti sono spesso nel gruppo dei migliori prima di fare altri scempi comincerei a pormi delle domande per non continuare a predere un talento dietro l’altro..

  • 57.

    nicoxia, qui non si tratta di stare sul campo QUANDO c’e’ il Coach…Ma di feed back alla pari perche’ io sono rispettoso di tutti ma ho l’artroganza di non ritenermi inferiore a nessuno … Ovviamente un grande e bravo Coach ne sapra’ piu’ di me di tennis ma io potrei saperne piu’ di lui di mio figlio e comunque altrettanto almeno di sport in generale, preparazione atletica e psicologia (nonche’ di cinema, fumetti e letteratura…no, scherzi a parte, uno dei miei vanti- e Ted puo’ confermare- e’ che almeno Nicholas sa chi sono Laver e Rosewall, Don Budge e Tilden mentre ho sentito con le mie orecchie i suoi coetanei non sapere nemmeno chi sono seles e Graf, Ivanisevic e Edberg…Ma io davvero ritengo che avere una certa conoscenza dANCHE della Storia del Tennis male non faccia a chi deve insegnarlo…aiuta ad avere il senso della prospettiva, a ricordare che se Agassi, Graf, Seles, Connors, le Williams, la Pierce, la Capriati e ovviamente LA FIGLIA DI YURI, sono comunque arrivati ai vertici non si puo’ liquidare la faccenda come D’Adamo fa con Nadal: ah, se fosse stato allenato da un vero Coach chissa’ dove sarebbe arrivato… Chissa’, magari si sarebbe fermato al Torneo di san Marino, chi puo’ dirlo…

  • 58.

    @Ted

    Il 90% (se non di più) di quelli che mollano, lo fanno perchè capiscono di non poter arrivare da nessuna parte..

    Lavorare sulla consapevolezza è fondamentale, lo scrivo da due anni ed è la base su cui io lavoro con mia figlia e su cui noi occidentali dovremno lavorare maggiormente (oltre la cultura sportiva) non avendo (fortunatamente) la spinta che hanno alcuni atleti dell’est europeo…

    Il problema da noi però, è che se io federazione faccio un incontro con i genitori dicendo certe cose, dovrò poi obbligare i miei affiliati (i circoli e i maestri) a dire e fare le stesse cose con i ragazzi e le famiglie loro clienti al circolo..

    A oggi non essendo assolutamente così, è aria fritta..

  • 59.

    Nico, qui non è questione di dar torto per forza, è questione che se sei migliorato tu che paghi, forse sarebbe opportuno che migliori anche lui che ci guadagna e che se non sbaglio giocatori nei top 100 o under nei primi 50 d’europa non ne ha mai portati….

  • 60.

    Ciao Max,
    la parola “consapevolezza” è una parola ed un concetto che i giocatori, anche di livello molto alto, cercano quasi sempre e comunque di evitare (dal momomento che temono di mettere a repentaglio i meccanismi corpo mente acquisiti). Vorrei anche far presente che il termine stesso in psicologia dello sport, si presta a molta ambiguità dal momento che può indicare sia uno stato interiore che uno stato esteriore. In inglese infatti esistono due termini che fanno questa distinzione (consciousness ed awareness), in italiano può dare adito a fraintendimenti, a volte anche importanti.

  • 61.

    Ciao Ted,
    il problema dell’abbandono dei giocatori junior è un tema molto importante e riguarda non solo il tennis ma tutti gli altri sport. Non è un caso che il ritiro avvenga di solito tra i 16 ed i 18 anni. In questa età i ragazzi maturano come persone, mettono sul piatto della bilancia i pro ed i contro, sono in grado di fare le proprie valutazioni e fanno autonomamente le proprie scelte di vita. Molti decidono che il tennis, lo sport agonistico in generale,non è la loro strada. A mio modo di vedere non si tratta ne di un’anomalia e non è neppure il sistema che non funziona. E’ così che va il mondo. Accade che i figli scelgono strade diverse da quelle che i genitori hanno paventato per loro. Questa è la verità. Una verità che alcuni genitori fanno fatica ad accettare e per giunta scaricano la responsabilità sul sistema che secondo loro non funziona. E’ per questo motivo che è fondamentale per un genitore, per quanto possibile, capire le motivazioni dei figli, verificare se hanno il fuoco dentro e se hanno la determinazione per portare la loro scelta fino in fondo. Perchè sono poi loro che vanno in campo, non i genitori e neppure i maestri.

  • 62.

    “e la piccola xxxxxxx, torinese, recente protagonista della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Salt Lake City”.

    Nel 2002, a 10 anni, speranza mondiale italiana nel pattinaggio artistico, figlia di un mio collega. Non vi sto a raccontare la sua storia, ma potrebbe essere interessante. Allora era considerata una medaglia sicura ai prossimi giochi (quelli del 2010), una predestinata. Un palmares da primissima della classe, tanto è vero che a prendere la fiaccola a Salt Lake per Torino hanno portato lei.

    Ebbene, si è ritirata l’anno scorso.

    Tanto per raccontarne una.

  • 63.

    Roberto, tu non c’entri e non volevo colpire te…Queste cose vanno benissimo, si devono anche fare, ma si rivolgono al pubblico di spettatori e non di attori… Va bene dire e sottolineare che non bisogna criticare il figlio subito dopo la sconfitta, che bisogna insegnargli ad accettare vittoria e sconfitta those impostors , come la stessa cosa e blah blah blah ma poi bisogna scendere nel mondo reale … Detto questo mi aspettavo ANCHE qualcosa di meno banale e piu’ avanzato… Cioe’ va bene dire tutte queste cose come base, ma poi passiamo anche ai casi reali, quelli in cui Genitori e Tecnici collaborano ALLA PARI … O non e’ mai previsto? E poi bisognerebbe farle almeno ANCHE con gente come me e Mad Max in modo da far sentire l’altra campana…Certo, sarebbe finita come ad Anno zero o a Ballaro’…Pero’ e’ dagli scontri che poi si costruisce il terreno comune…Cosi’ sembra che siate tutti d’accordo nel significato da attribuire a Genitori: un mestiere che si impara, come se le colpe fossero tutte da una parte…Io sono il primo ad ammettere l’esistenza di loschi figuri, e non escludo nemmeno di essere uno di quelli (eheheh), ma se abbiamo stabilito che ci sono Genitori e Genitori, Coaches e Coaches, etc etc…allora cosa ci costa mettere insieme quelli con una cultura e intelligenza e tolleranza superiore? Tra l’altro mi volete spiegare (occhio che butto la bomba…!) COME MAI i Genitori Illuminati finiscono per andare piu’ d’accordo coi Preparatori piuttosto che con il Maestro o Tennis Coach? Non sara’ una questione di differenza di background culturale? In fondo il PA una laurea la deve avere e quindi qualche libro lo deve avere letto …

    Ted,ricambio stima affetto e amicizia ma il libro del dr Fish (101 ways to be a terrific sport parent)di cui tu parli ti e’ stato regalato da Lance Luciani quando te l’ho presentato a Dicembre e prima tu probabilmente non ne avevi mai sentito parlare, adesso non facciamo finta che sia un testo imprescindibile perche’ a me piuttosto ricorda uno dei tanti manuali sull’amore di Leo Buscaglia o di un Economista che ci insegna 101 modi per avere successo … Ne ho una ventina di libri cosi’, sul tennis, sui figli, sui Third Culture Kids, sul PTA, etc e non sono mai riuscito ad andare oltre sfogliarli. Meglio leggersi Open di Agassi, allora, e altre bio di Uomini Illustri e c’e’ gia’ tutto quello di cui hai bisogno. Tu sei stato bravissimo a rendere la Presentazione in un certo modo, da professionista della comunicazione, ma appunto per questo secondo me una presentazione cosi’ sembra piu’ utile a te (che fai bella figura) che a me che non ne ricavo nulla che mi possa servire. In questo caso io la intendevo, senza offesa per nessuno.
    Poi, se possibile, vorrei capire: e’ un lapsus, un errore o qualcuno ti ha fatto avere la mia lettera all’IMG? (quando scrivi “Come la settima pagina della tua lettera a Chip & Co” non e’ chiaro cosa intendi).
    Insomma, RICAPITOLANDO: non sto dicendo che queste conferenze non s’hanno da fare, ma si dovrebbero fare non a scopo esclusivamente didattico come se tutti i Genitori fossero dei burini beoti semianalfabeti…altrimenti ci arrabbiamo, come il titolo di quel film, ed e’ anche normale. Bisognerebbe fare queste riunioni partendo dal presupposto che Dall’Edera o quell’altro potrebbero anche non aver ragione solo in quanto federali (e come vedi io uso il condizionale, ammetto persino la possibilita’ che possano aver ragione). E in piu’ secondo me bisognerebbe avere a queste riunioni ALMENO ANCHE qualcuno che il Genitore di Tennista lo e’, uno che ha scelto di non essere la gallina ma piuttosto il porco nell’Ham and Eggs Breakfast, e cioe’ non solo coinvolto ma committed.

    Comunque per il problema di Max la soluzione e’ semplice: mandale tua figlia, spera che faccia ottima figura e la prossima volta che te la richiamano dici: manco po c… L’avete vista, avete visto che e’ brava, e sapete come e perche’ lo e’ diventata. La volete vedere ancora? Prima pagare, poi convocare … (come diceva Andrea Pazienza riferendosi al disegno). Ovviamente pagare nel senso di accettare la presenza del genitore (ci sara’ poi tempo per la European Cup e i vari tornei giovanili a squadre su su fino alla Fed Cup). Tra l’altro non vedo il problema del muro contro muro: non credo che Max voglia andare in campo con la racchetta ma semplicemente con una videocamera per filmare quel che fanno e quel che le dicono, perche’ se no a che serve? (Vabbe’, serve sempre il confronto con le altre migliori ma appunto, se poi non c’e’ chi deve valutare l’eventuale differenza?)

    FEDERICO, SONO D’ACCORDO E AGGIUNGO:A 16-18 anni uno, se puo’, sceglie altre strade perche’ fra diventare Santopadre e un cardiochirurgo, un veterinario, un giornalista o perfino un artista magari pensa a torto o a ragione di avere piu’ soldi, donne o semplice divertimento con la seconda possibilita’. Poi magari a 50 anni si rendera’ conto che alla fine si e’ comunque divertito di piu’ Santopadre, ma e’ un’altra storia. Io gia’ non giocherei a tennis per diventare Volandri, figuriamoci … Uno punta al massimo, a 16-18 si accorge se quel massimo lo puo’ conseguire o meno e fa le sue scelte…Io per esempio a un certo punto mi sono accorto che la Medicina non mi interessava cosi’ tanto da voler passare “9-10 ore a farmi il mazzo a Clinica chirurgica per essere sicuro poi di avere in 6-7-8 anni il posato garantito al s.Orsola” (testuali parole del Dr (ora Prof) Mattioli, il mio capo di allora, ex velista con Cino Ricci che mi diceva anche: anch’io ero come te…prima volevo essere sempre in vela (io in wsurf…), adesso mi chiamano e non ci vado neanche piu’…preferisco stare qui, in sala operatoria…anch’io avevo i capelli lunghi, abbronzato, bello come un dio pagano…adesso ho i capelli tagliati a zero, la pancetta, tre figli…
    E io: mi hai convinto. Non mi sono mai nemmeno iscritto alla Scuola di Specializzazione e appena laureato andai a lavorare all’estero, in Iraq … badate, la mia scelta fu una scelta al contrario, di fuga: decisi di non diventare un PRO, non ne valeva la pena, non ero abbastanza appassionato da tuffarmi nel tunnel di fuoco e fiamme …Poi mi e’ andata bene o forse meglio, chissa’, ma ho avuto culo…

    E certo, Ted, i cambiamenti a Bradenton non li fanno perche’ io scrivo una lettera anche se di 7 pagine. Semmai ,come ho gia’ scritto, mi fa piacere constatare che evidentemente tutte le cose che ho scritto erano corrette. Ma allora perche’ quando le dicevo mi rispondevano no, non e’ vero e blah blah blah… E’ gia’ successo: arrivavamo li’, ci dicevano di fare questo e quello ma noi facevamo solo quello e invece di ‘questo’ facevamo quell’altro e dopo un anno o due ci dicevano: ah, avete proprio fatto bene a fare cosi’, great job… E io e Gabri’ a guardarci con la coda dell’occhio … Io in verita’ ho scritto quello che ho scritto per mettere a reperto, a testimonianza che io questa cosa l’avevo detta comunque prima. Mia soddisfazione personale. Oppure anche per dimostrarvi che non sono un coglione , non sono il chicken da spennare, oppure se mi faccio spennare e’ perche’ sono io che lo voglio perche’ lo ritengo inevitabile ma non e’ che devo anche ringraziarvi … Vabbe’, troppo complicato …

    E comunque nessun rimpianto per quest’anno passato a Bradenton, indispensabile per capire certe cose. E non e’ escluso che si faccia nonostante tutto il bis.Poi magari quel che succede a noi a vostro figlio/a potrebbe non succedere perche’ viene considerato subito un fenomeno. INFATTI onde evitare pericolosi fraintendimenti: su Panorama di un paio di settimane fa Andrea Marcenaro nella sua rubrica settimanale che una volta prafrasando il Mordecai Rilcher del sublime La versione di Barney si chiamava Andrea’s Version ma che ora ha cambiato nome ma non me la ricordo, prendeva in giro meteorologi, cecologisti, catastrofisti,, guru verdi e media in genere concludendo che se magari di questa stagione fa freddo, gela e nevica…non sara’ per caso che e’ arrivato anche l’Inverno?
    Allo stesso modo, se poi tuo figlio non vince piu’ che colpa dei Federali o dei Genitori…non sara’ che per caso e’ Tristo? Bisognera’ tener conto anche di questa possibilita’. Io ne sono pienamente consapevole.

  • 64.

    Stefano, purtroppo due dei relatori, Francesco Elia marito di Silvia Farina (ex n. 11 Wta) e Gianluca Pasquini, preparatore atletico, non avevano preparato slides e hanno parlato a braccio. Quindi molte delle cose che avrebbero potuto interessare il più smaliziato popolo di G & F non le avete potute sentire, e nemmeno leggere.

    In particolare, Elia si è concentrato sull’importanza degli obiettivi e su come ci si debba focalizzare sulle cose giuste, senza lasciarsi prendere dalla smania di emergere nell’immediato. Insomma, molti dei concetti espressi da Piatti e Sartori (e Catizzone) al famoso raduno al Circolo Real, con Fognini papà ed Anderloni di Tennis Italiano, dove venne anche tua moglie e dove io potei fare solo una apparizione fugace.
    Quei concetti sono stati molto apprezzati dalla platea dei genitori, che spero ne abbiano tratto utili insegnamenti, così come il Popolo del Blog, come lo chiami tu, ne trasse dal primo raduno.

    I genitori presenti sono stati tutti molto gentili e carini e tutti mi hanno ringraziato calorosamente, asserendo di aver imparato molte cose.

    Quanto ad andare a riprendere con la videocamera il lavoro fatto dentro Tirrenia, a me pare una emerita follia. Mica sei a Disneyland. Sei nel centro di allenamento di una federazione sportiva. Hai mai visto un filmino amatoriale degli allenamenti di quelli che fanno atletica leggera in un centro federale? Io no. E banalmente, in Italia c’è la legge sulla privacy, su.

    Non credo che i federali siano andati al muro contro muro con Mad Max. Gli hanno detto, se ho capito bene: non preoccuparti, capiamo benissimo, se non riesci a farla accompagnare sarà per un’altra volta, magari nel frattempo se continuerai a seguirla tu prenditi il diploma di istruttore di primo grado (una cosa davvero semplice, credetemi) e potrai entrare tranquilllamente a Tirrenia.

    Non mi pare una buona motivazione per entrare in guerra con la federazione.

    A Tirrenia quest’anno sono stati convocati, nelle varie categorie, oltre 200 ragazzi. Credi in buona fede che tutti i genitori di questi 200 ragazzi siano tutti come mad max? Io credo invece, sulla base di quello che osservo nei tornei, che fra questi 200 genitori dentro Tirrenia ce ne sarebbe stata una buona percentuale che avrebbe rischiato di pregiudicare il buon esito dei raduni. Max è l’eccezione, Stefano. E la legge deve essere conformata su quella che è la regola.

    Questo, a bocce ferme.
    Poi, in prospettiva, come ho già scritto, se ne può discutere.

    Ma in generale, il problema che vedo io quando cerco di esprimere il mio punto di vista è molto semplice.

    Io mi rendo sempre più conto che tanti problemi del nostro tennis hanno natura strutturale, e vanno risolti con interventi di riforma mirati al lungo periodo, per costruire un sistema stabilmente migliore domani. Così come siamo messi adesso al più si possono mettere delle pezze…

    Ma voi, giustamente, avete fretta. Non potete aspettare le mie improbabili riforme strutturali dall’esito incerto, perché per i vostri figli domani sarà tardi.

    Vi capisco, amici, ma facciamo in modo che questa inevitabile differenza di prospettiva non ci allontani.

  • 65.

    Ripensandoci ….forse il motivo l’ha detto MadMax un po’ di tempo fa…..e cioè che in Italia fra gli addetti ai lavori… è conclamato e statisticamente provato, che al 99,9999%, lavorare (e investire) anima e core su un ragazzino/a italiano è tempo sprecato….è quasi impossibile che abbia tutte le qualità indispensabili (tecniche, atletiche e mentali) per raggiungere certi obbiettivi….HANNO RAGIONE…quindi perché discuterne con i genitori….fatica sprecata….
    L’obbiettivo realizzabile è vincere la coppetta a squadre under X… gli altri obbiettivi sono IRRANGIUNGIBILI… chi ci è passato da giocatore lo sa bene…solo che non puo’ dirci apertamente…. cambiategli sport che è meglio…..

    Non servono enciclopedie del sapere tennistico, ne trattati di psicologia infantile… quelli è giusto che li legga (o li abbia letti) un maestro, un coach… o il genitore interessato nello specifico….
    Qui semplicemente, Io, Steafano MadMax e altri cerchiamo di ribadire un concetto molto piu’ elementare (Watson)…LA BASE DI TUTTO… e cioè che è INDISPENSABILE, quando si parla di ragazzini…. il dialogo, il feedback e l’unione di intenti con i genitori… che escluderli a priori…con regole ridicole….e deleterio….STOP.
    che un programma agonistico su un ragazzino si DOVREBBE FARE seduti al tavolo anche con i genitori…spiegandogli bene pro e contro… per capire come la pensano… come possono rendersi utili per l’obbiettivo…che priorità hanno…chiarendo i ruoli di ognuno…effettuando dei feedback periodici.. Invece prevale l’idea che si debba parcheggiarli (come nelle normali SAT)…. entri …parcheggi….ed esci… e poi….. entri…ritiri il pacco… e torni a casa…felice e contento.
    La regola generale è che…. noi dobbiamo fidarci di loro a prescindere (in base a cosa?)…mentre loro… non si fidano di noi a prescindere (ci conoscono personalmente tutti ?) o è per sentito dire?…..

    Lo ha dimostrato Piatti (con Sartori).. al raduno di Roma. …erano venuti per mezzora e son rimasti due ore a parlare…. increduli che un manipolo di genitori qualsiasi (grazie a Fulvio) avesse organizzato un dibattito a tema…e volesse conoscere di piu’….
    Per dialogare serve molto fatica… perdere tempo… sforzarsi di comprendere chi ti sta davanti… alla pari… e non due gradini sopra…infatti Piatti non ha avuto paura di rispondere alle ns. domande….anzi.
    Che poi casi particolari di genitori (ma anche di Maestri), possano indurre a comportamenti estremi, nessuno lo mette in dubbio …
    E dico tutto questo… consapevole che ci sono tanti buoni maestri….che cucinati fritti diventano…buonissimi. (scherzo !).

    Roberto@
    In giro ci sono fior di strutture …. maestri bravi anche …ma manca un motore potente (motivazione, obbiettivi, risorse) … per far correre il carrozzone…..la benzina costa… e ognuno deve fare da se….
    Su Tirrenia .. se anche circolasse un filmato su come operano … che danno sarebbe ? li allenano come nel film Full Metal Jacket ? dai… inventiamo una scusa migliore… e poi chi ti dice che un maestro non filmi…l’hai detto anche tu che su Internet oramai si puo’ trovare di tutto… la professionalità non si copia…. l’avrebbero già fatto…
    Non abbiamo prospettive diverse…anzi…. è l’esperienza in prima persona che ci allontana….

  • 66.

    Come tutti gli inizi dell’anno in azienda mi chiedono di fare una programmazione del lavoro. Dal momento che sono in azienda da più di un lustro ormai, conoscendone vizi e virtù riesco più o meno a poter fare programmi e progetti che poi trovano riscontro sul campo. Onestamente non ho mai capito perchè le squadre di calcio cambino così frequentemente l’allenatore. E’ vero si che è il primo responsabile per una squadra, ma un nuovo allenatore, che non conosce giocatori, attitudini, squadra, che apporto positivo può dare alla già compromessa situazione? Questo lungo antefatto per chiedere: siamo tutti di fronte alla tragica situazione del tennis italiano, c’è qualcuno di voi che legge che pensa di avere la bacchetta magica per risolvere nel giro di uno due anni problemi di carattere strutturale e culturale che ci portiamo dietro da sempre? E pensate voi che continuando a cambiare direttive, senza un progetto di continuità, in Federazione ogni 3-4 anni andremo mai da qualche parte? Io mi chiedo: fare i camiponati regionali sul cemento può avere una sua logica ma se si tratta soltanto di un esperimento e per la durata di un anno a chi giova? Uno dei motivi per cui trovo spesso difficoltà di incontro tra la domanda e l’offerta di tennis è che i genitori pretenderebbero dalla Federazione assistenza lungo tutto il percorso nella carriera di un giocatore mentre la preoccupazione della Federazione è soltanto quella di fornire assistenza solo dopo che gli atleti hanno raggiunto la notorietà. Purtroppo il tennis nasce come sport individuale e mal si presta a discorsi e gestione di tipo federale e corporativo; scrivevo qualche post fa che non è un caso se Giorgio e Fulvio vengono dal mondo imprenditoriale. Dal momento però che la federazione attinge i fondi dalle tasche dei contribuenti e degli affiliati, sarebbe d’uopo che si mostrasse più aperta al confronto con il pubblico invece di essere per molti versi autoreferente e sorda alle voci che provengono dai suoi finanziatori.

  • 67.

    Mah, Roberto…Io ho sempre ripreso con la videocamera da Bollettieri, da Sartori, da Bob Brett, Da Pat Cash…Ricordo spesso anzi il Coach di turno dirmi: ok, put it on, I have something to say (Accendi che ho qualcosa da dire) e spiegare cosa secondo di lui dovevamo fare…John Birrel alla Pat Cash, Margie o Lance, lo stesso Nick Bollettieri…Sartori… Vabbè, dirai, voi pagavate … No, secondo me è anche dimostrazione di saper fare il propruio lavoro, non aver paura di dire o fare qualcosa di sbagliato, NON PENSARE SEMPRE CHE L’ALTRO SIA IL NEMICO… Ma Roberto, non l’hai ancora capito? Non siamo noi Genitori ad essere in guerra con la Federazione, è la Federazione che è in guerra con noi !

  • 68.

    La frase era ad effetto e quindi ho voluto chiudere il post così (io a differenza di Ted cerco l’effetto romanzesco!). Mi spiego e definisco: non so se è una questione corporativistica ma sembra quasi che si sia preoccupati che se prende voga il fatto di allenare da soli i propri pargoli poi non si va più a lezione dai maestri e coaches e si riduce il business… In realtà a certi costi è assolutamente normale che i Genitori facciano da complemento … Adesso che ci penso non sarà anche per questo che non si vede di buon occhio la costruzione di dieci campi pubblici in cemento in ogni città? Per evitare che l’Archipedro di turno faccia proseliti? In realtà ripeto a certi costi è inevitabile MA NOI NON ABBIAMO MAI DETTO QUESTO…guardate Mad Max che è rimasto il più attivo: lui scende in campo con la figlia ma comunque paga un Coach/PA (Catizzone) e un altro Coach Maestro un’ora tutti i giorni… Insomma, non mi pare uno che non faccia circolare denaro o che si creda autosufficiente … In passato abbiamo anche sempre criticato l’eccessiva tendenza autarchico-anarchica di Archie (giustificata poi dall’età del pupo) … QUINDI RIPETO: siete fuoristrada…Non siamo noi in guerra con la Federazione ma è la Federazione in guerra con noi … Noi chiediamo solo dialogo, feedback e soprattutto di giudicare non in base a categorie ma dopo aver conosciuto e valutato il genitore e il lavoro svolto ….

    Del resto io mica vado da Bolletta e pretendo adesso di entrare sul campo e interagire…questo non si poteva prima e non si può adesso …Nel nostro caso era diverso visto che eravamo lì per 2 settimane epoi ornavamo nel bush…Ricordo che io me ne stavo fuori, ben rispettoso, e fu lo stesso Nick a chiamarmi dentro per potermi spiegare … Con Lancie & Margie ai tempi dello Strategy Zone ovviamente me ne stavo in campo ma solo a riprendere e ad ascoltare…Io e mia moglie poi eventualmente parlavamo prima e dopo oppure anche in altre occasioni, magari a cena…Anche per email… Adesso mia moglie non entra certo in campo ma per parlare ha parlato. E sembra che abbiano ascoltato parecchio, oltre che aver letto quanto scritto perchè la cosa sta davvero diventando imbarazzante … Mentre ero immerso in uno spleen melanconico dettato dalle note di Full Steam Ahead dall’ultimo lavoro di David Gray (uno dei miei Top Twenty di sempre e Top 5 sicuro degli ultimi 10 anni), mi arriva un SMS dalla Florida: Qualcosa si muove …
    Poi al telefono Gabrì mi continua a raccontare di quel che sta succedendo: uno dei Top Directors che l’avvicina, quasi furtivo, alla Cafeteria senza che lei quasi se ne accorga e le chiede di continuare a prendere appunti ai tornei e di riportarle quello su cui poi bisogna lavorare durante la settimana perchè lui vyole che i 2-3 talentuosi di 12-13 anni ricevano più attenzione individuale e poi beccaNicholas e glielo dice a voce, che deve andare da lui che gli fa fare poi delle lezioni private speciali…Che anche i Gruppi adesso li deve riguardare, magari un paio di volte lo farà allenare coi più grandi…(a-aaah! faccio io, esattamente quello che ho scritto io…) E sull’IPI, perfettamente d’accordo al punto di dire che dovrebbe essere facoltativa perchè troppo poco specifica invitando addirittura Nicholas ad andare con un paio di altri ‘gifted’ a lavorare con lui e con Pat dougherty sul campo da tennis a fare quei lavori di footwork che probabilmente facevaakamura con Shiskhina e Sharapova e che comunque io ho fatto regolarmente in tutti questi ultimi anni … Poi le fa: vedete, non è che siete stati i soli alamentarvi ma voi tu sei quella che lo ha fatto in modo più articolato (riferendosi dunque non solo alla mia 7 pages letter ma al meeting prima di Natale con mia moglie e tutta l’IPI)… E mia moglie n questo momento è particolarmente agguerrita…Adesso lo posso confessare: lei dopo aver letto la mia letteraera dubbiosa, temeva che potesse derivarne un danno a Nicholas (e non è ancora escluso) e i dubbi li avevo anch’io ma nella mia vita io mi son trovato spesso di fronte a uno di questi defining moments, del tupo di quelli che l’Agente Sportivo impersonato da Tom Cruise deve affrontare all’inizio di Jerry Maguire…Un momento in cui tu stai per mandare una Relazione Programmatica che può cambiarti la vita in un senso o nell’altro… Non sempre mi è andata fatta bene, devo riconoscerlo, ed è sicuro che qualche volta ho voluto mettere per iscritto qualcosa che era meglio se mi tenevo per me o esprimevo a voce…E così come Jerry Maguire al momento di premere invio ho esitato…ben sapendo che poi avrei premuto lo stesso. Mia moglie voleva togliere un paio di paragrafi sul Mental di Nicholas ma sull’IPI era più battagliera di me dopo aver verificato quello di cui l’avevo messa al corrente dopo il mio soggiorno a Novembre. Adesso siamo sollevati e contenti (anche se da un lato ci sarebbe forse da mettersi a piangere) anche se poi non è cambiato nulla: tutto rimane sempre sulle spalle e nelle mani di Nicholas: come l’Azteco di Jennings, solo lui e lui solo è il responsabile del proprio destino. E quindi tutto questo che abbiamo fatto può girare a favore per Nicholas solo a patto che lui sia capace di DELIVER, di RAISE TO THE OCCASION, di PERFORM…insomma, di crescere, maturare, afferrare il toro per le corna, approffittare dell’opportunità… Se tutto questo non succede per lui sarà probabilmente ancora peggio ma insomma, il tempo delle fiabe è finito, ora tocca a lui.Come si dice alla fine anche nell’ultimo Terminator (mi dispiace Ted ma io mio figlio lo motivo così…qualcuno ricorderà che ero riuscito a cavare un paio di frasi anche da Hellboy!!!): THERE’S NO FATE BUT WHAT WE MAKE …

  • 69.

    Voglio aggiungere due cose:
    Io son rimasto sempre un po’ più scettico ed autocritico nei confronti del potere di questo blog : ho sempre sottostimato la nostra importanza e non ho mai creduto che ci seguissero più di quei 20-30 aficionados ma mi sto convincendo sempre più di una cosa: che si sono dette più cose sensate e importanti qui in questo blog che in qualsiasi altra Academy o Circolo del mondo in cui sono stato … qualche cosa l’avrò detta anch’io (anzi, immodestamente molte) ma tante, tantissime, ancora di più le ho imparate da voi e da quelli passati fugacemente, come quel coach italiano che lavora in Brasile ma anche da Stefar e da Lo Iacono e da tanti altri che ora non ci seguono più …Ma per esempio io che ho incrociato precocemente lo Strategy Zone e il Prof Buzzelli in realtà io l’epifania sull’importanza della Preparazione Atletica Precoce Specifica l’ho avuta scambiando informazioni con Mad Max… Mi sono reso conto appieno delle cose che avevo fatto e che stavo facendo per lo più inconsciamente …e mi son reso conto che dovevo accelerare bruscamente implementando quel che già facevo sulcampo (footwork & strategy zone moves & basic drills) con una preparazione atletica vera e propria che qualcuno forse ricorderà cominciammo a fare nel cortiletto e nella piccola palestra della Guest House dell’Agip a Luanda, in Angola… Prima avevamo lavorato sempre e solo sul campo seguendo i lavori del Dr Cho, i libri di conditioning dell’USTA e di D’Aprile e quel che avevo imparato in tanti anni di frequentazione dell’Adult Program della bollettieri … Ma era lavoro specifico sul campo senza troppa fantasia e spesso con la racchetta in mano (che va benissimo e che continuiamo a fare) ma è stato soprattutto dal confronto con Max e con Archipedro che siamo passati ad implementare anche i 45′ di atletica 2-3 volte a settimana nel cortile della Guest House e sul treadmill con gli scatti in salita e in discesa e i Circuit Training… Tornati poi in Nigeriani siam passati fra i PRO con tutta una serie di ammenicoli che mi manca in pratica solo il Senso Touch per essere al completo… Ma la spinta me l’ha data il confronto con Max Archipedro… Perchè se parli col Coach, col Preparatore, col Guru…certe cose ti entrano in un oreccgio e ti escono dall’altro, sembra impossibile ma è così, ma se invece parli con un altro genitore come te che ha i tuoi stessi problemi, che fa le tue stesse cose, allora il confronto è serrato e attraverso l’aneddotica, insisto,impari e vieni motivato …Mi ricordo che fu dopo avermi contestato (a me e a Buzzelli) il fatto che ogni tanto gli facevo fare il Test di Cooper o il miglio che Max portò Alessia sulla pista d’atletica: ovviamente aveva chiesto prima lumi a Catizzone e ottenuto il via libera si è riscoperto una figlia quasi più portata per il mezzofondo veloce che per il tennis! Voglio dire che su questo Blog abbiamo baruffato spesso ma ci siamo anche stimolati e pungolatia vicenda… E certe cose che magari già facevamo le abbiamo comprese appieno solo discutendole con gli altri mentre altre che nonfacevamo sono diventate routine…Io credo di essere stato il primo e con molto anticipo a dirvi del piccolo ovale da rugby usato come warming up per il servizio …molto prima che il vortex facesse la sua apparizione (e tra l’altro l’ovale è molto meglio perchè richiede più abilità) e perfino prima che lo facessero all’Academy (ora è esercizio di routine per entrambe le Marie, la vecchia e la nuova…) o delle partite di minitennis con la palla medica viste fare da Taylor Dent … E comunque quelloche voglio dire che in questo blog è stato e continua ad essere davvero detto quello che è necessario sapere e che aveva ragione l’allora nostro mentore a definirlo un Laboratorio di idee e ad invitare anche quelli della Federazione a leggerci perchè avrebbero potuto non dico imparare (ma perch no?) ma almeno a conoscerci e a non trattarci ostinatamente da nemici. Ci provò per un po’ TTropiano (Trophy, ve lo ricordate?), poi gli devono aver detto che era poco referenziale, peccato … Ma se io sono in grado dopo solo 3 settimane di supervision di identificare esattamente tutte le mosse che vengono poi effettuate in una grande academy come correzioni per mutare rotta, bè vuol dire che di grosse cazzate qui ne sono state dette poche, credetemi…Certo, bisogna interpretare, bisogna distinguere, bisogna analizzare…Ma questi quattro anni sono stati come un corso di laurea. Grazie a tutti e peccato per chi non c’era o si è dovuto ritirare …Speriamo che si ravvedano e possano continuare come fuori corso …

    Seconda cosa: la storia del There’s no fate but what we make… ci credo così tanto che infatti d’ora innanzi l’intenzione sarebbe finalmente quella di:
    non più critiche ma solo Full Support. In fondo se lo merita: è lì, in Florida, si allena duro, deve andare a scuola, sta facendo un sacco di tests, non ha tempo nemmeno per venirmi a salutare su skype (tanto che gli ho scritto un email accusandolo scherzosamente che la sua voglia di salutarmi era inferiore a quella di lavarsi il culo visto che quando avevo chiamato l’altra notte lui era in bagno e c’era ancora quando venti minuti dopo stravolto per il fuso orario me ne sono poi andato a letto …)… Dai, quel che sarà sarà … volevamo solo che avesse la possibilità di fare le cose giuste, la possibilità di non avere poi rimpianti… Non dovrebbe essere così che funziona?

  • 70.

    No Stefano, non credo che Rob l’abbia ancora capito…

    E per il resto è tutto vero e penso che se qualunque genitore presente a Roma un giorno ci leggesse avrebbe una visione molto più chiara della situazione..

    Il punto vero è che la federazione troppo spesso si trova a fare cose che non le competono.. Come qui spesso detto la federazione dovrebbe occuparsi di allargare la base, di dare a tutti la possibilità di allenarsi a costi contenuti e stimolare gli addetti a creare giocatori…

    Alla prima cosa non pensa nemmeno, la seconda non la prende proprio in considerazione e per la terza si inventa un cambio di regolamento della serie A che a dir poco lascia sconcertati..

    Eppure di soluzioni ce ne sarebbero parecchie ma il punto è che sono tutte cose strettamente collegate tra loro per cui sarebbe necessario aver una visione un po’ più ampia del solito..

    Facciamo qualche piccolo esempio visto che il buon Roberto dice sempre che siamo dei disfattisti..

    Lasciando da parte il fatto di entrare nelle scuole che sarebbe l’abc e che non si sa il perchè ma non viene preso nemmeno in considerazione, pensiamo al discorso delle palestre che potrebbero benissimo essere affittate come fanno tutte le altre associazioni sportive per i vari sport.. (qualche circolo ora le affitta ma solo per fare preparazione fisica).

    Basterebbe poi mandare un qualsiasi giovane maestro magari appena uscito dai corsi base in queste palestre ad insegnare tennis alla metà dei prezzi standard delle Sat dei circoli.. Perchè a parte il fatto che a minitennis e con palle in spungna o depressurizzate i problemi dei campi quasi di ghiaccio di una palestra non essiterebbero, ma poi se su campi del genere ci ha giocato Cipolla la finale di un challenger, anche dei bambini alle prime armi di problemi non ne avrebbero..

    Sempre in questa direzione l’idea che la federazione prenda direttamente in mano alcuni circoli, ma non per sviluppare i centri periferici che servirebbero a far incontrare i migliori con costi per la federazione, bensì per creare delle scuole tennis a metà prezzo che permetterebbero di far allenare i ragazzi a prezzi contenuti senza però pesare sulle casse federali (che a quel punto potrebbe aiutare i migliori sul serio) perchè comunque le spese verrebbero coperte (esempio Sat a 25 euro al mese agonistica a 100, ore private solo per i ragazzi a 15). Questo da una parte permetterebbe anche a ragazzi di famiglie meno agiate di allenarsi ed in più obbligherebbe gli altri circoli e le accademie a innalzare il livello e la qualità delle proprie proposte perchè altrimenti a parità di qualità e a metà prezzo tutti andrebbero nei centri “federali”. Probabilmente qualche circolo punterebbe dritto verso altri obbiettivi (sempre più esclusivi) e così finalmente ci sarebbe quella scissione totale tra strutture che insegnano tennis e circoli ricreativi.. Ecco perciò la soluzione sia per contenere i prezzi che per come stimolare i circoli a creare dei giocatori senza però sentirsi obbligati…

  • 71.

    Contento di avervi ritrovato qui dopo avervi lasciat nell’altro blog. Mi sento già meglio…

  • 72.

    Ma prima non eri Tex?

  • 73.

    Max,a parte che lui era il coach del campione italiano under 12 nel 2000,e tra i primi in europa,ma questo secondo me non vuole dire molto perchè quello che conta è il progetto.Scusa,Catizzone quali top 50 o under tra i primi ha avuto,tu mi risponderai,non si è mai dedicato completamente al tennis,e allora come fa ad avere tutta questa esperienza.Catizzone potrà riuscirci perchè essendo molto intelligente applicherà la sua metodologia e dimostrerà la sua bravura con un suo progetto.Parlo di tennis perchè come preparatore non c’è discussione.Per darti ragione,in discussione si è messo e 4 anni fa è partito con un progetto tutto suo,prima però nel 2005 si è fatto i vari stage di biomeccanica , forza, strategia , tecnica e lateralità, è ritornato da Bollettieri e da Sanchez Casal e altri. Il mio contributo che secondo me sarà determinante e’ stato metterlo in contatto con un bravo preparatore atletico,naturalmente Catizzone e da quest’anno e’ partito un progetto di collaborazioneche dara’ i suoi frutti nei prossimi anni.

  • 74.

    Ne farò una puntata d TGF, una delle prossime Bradenton Chronicles, male cose davvero si stanno facendo interessanti… Mia moglie ieri mi manda un SMS chiedendomi se ero acora sveglio…Stavo in realtà andando a letto macando poco all’una di notte ma ho avvertito l’urgenza e mi sono collegato via skype con la Florida .. Mia moglie ha dichiarato guerra all’IPI e lunedì avrà un incontro con il massimo responsabile (perchè come le ha detto abbiamo serious issues) …E’ entrata come una furia negli Uffici e ha richiesto di parlare col massimo responsabile IPI perchè aveva degli importanti ‘issues’, argomenti da discutere. Fissato il meeting Monday, Nine Zero Zero, local time.
    Cosa è successo? Tutto e niente: devo dire che già mia moglie,prima della conversazione con il Capo Coach di ieri, aveva intenzione di stare a guardare una settimana e poi se non soddisfatta di richiedere provocatoriamente l’esonero ma ieri si è comportata proprio come il più temuto Genitore trasformato in scheggia impazzita…
    Vi ricordate la storia della palla medica che rimbalza o deve essere presa al volo? Ne aveva parlato anche Max…lo scopo dell’esercizio è il lancio, non la presa…quindi va fattarimbalzare a terra e poi afferrata.Soprattutto in un bambino di 12-13 anni non ancora sviluppato. Siccome era già successo e Nicky si era rifiutato dicendo che SUO padre, MEDICO, glielo aveva proibito e quindi era sorto unc onflitto ed era intervenuta mia moglie a spiegare il perchè e il percome…questo a Novembre prima che arrivassi…Questa cosa l’avevo scritta anche nella mia famosa lettera…Be’, e cosa succede ieri? Forsythe dice a Nicholas di saltare IPI perchè tanto ha il torneo domani (oggi) e Nicky va a dirlo a Stacey, il suo Head Coach (ed uno di quelli a cui avevo mandato la lettera e con cui Gabrì aveva avuto un meeting prima di Natal) E’ a noi evidente che i nostri complains non hanno reso Nicholas troppo popolare a Stacey che anzi si è difeso a suo tempo accusandolo di non essere rispettoso e blahblah. spostando cioè l’attenzione non al programma che noi riteniamo insufficiente per tutta una serie di ragioni ma a Nicholas stesso e al suo comportamento …(Nostra replica: certo, difficile attirare l’attenzione di un talentuoso atleta, come è riconosciuto, se lo mortifichi facendolo allenare di fianco a bambine di 8-9 anni o di un altra decina di bambini che si prendono dai 30″ ai 5′ sul miglio…)
    COMUNQUE…ieri stacey gli dice di rimanere a fare stretching poi cominciano a fare gli esercizi con la palla medica…E CON MIA MOGLIE LI’ A GUARDARE RIPRENDE LA SOLITA SOLFA DEL PRENDERE LA PALLA AL VOLO…Inizia una furiosa discussione al limite della rissa con Gabrì che spiega per filo e per segno le sue ragioni (e tirando in ballo me, Catizzone, Buzzelli e il Dr Della Villa Fondatore e Presidente dell’Isokinetic di Bologna dove fece riabilitazione oltre a Baggio anche Safin e dove comunque a parte i ginocchi si intendono soprattutto di colonne vertebrali) concludendo che se anche le ragioni addotte da Stacey fossero state corrette NON CE NE POTEVA FREGAR DI MENO: la nostra richiesta è che Nicholas NON afferri la palla medica da tre kili al volo, Period.Non vogliamo rischi di infortuni alla schiena.
    Risposta: quando ti alleni devi mettere in conto gli infortuni
    WHAT? A giocare a tennis magari anche ma non certo a fare preparazione atletica…-gli ha gridato in faccia Gabrì-perchè a te, pezzo di colossale cretino subumano (no questo non gliel’ha detto), se ti si rompe mio figlio ne hai altri 30 su cui sperimentare mentre io ne ho solo uno…
    Quindi ha fatto dietro front e si è recata agli Uffici per chiedere a chi doveva parlare DA CLIENTE IMG che vuole fare un serious complain.
    Tutto questo fa seguito ai miei complain di Novembre, al Meeting di Gabrì prima di venir via e alla mia Lettera al Management.
    Voi direte: ma allora, bisogna scappar via da un posto così…
    No, a parte che la Bollettieri come l’IPI sono due diversi Departments dell’IMG-in praticala Bollettieri a un certo punto ha commissionato la Preparazione Atletica a Terzi ma sembra che anche loro si stiano rendendo conto che c’è qualcosa che non funziona…Va bene la Polivalenza, ma manca una certa comprensione dei problemi del tennis…Manca soprattutto il feed back ma a parte questo noi abbiamo documentato una serie di mancanze e abbiam fatto comparazioni con quanto sappiamo e facciamo noi … Ma ritornando allo scappar via o meno, no: si tratta solo di saper quello che si fa e si deve fare e combattere giorno dopo giorno per ottenere il meglio per tuo figlio/a…La soluzione ideale non esiste…Catizzone non può stare tutti i giorni con Alessia, Buzzelli è lontano e poi magari su certe cose potremmo anche trovarci in disagreement, lo stesso Quinzi Sr lamentava che si, Gianluigi lo allenava Piatti ma poi Piatti lo aveva demandato ad altri perchè non aveva il tempo per seguirlo giorno dopo giorno… E chi ce l’ha tutto questo tempo?
    Bravi,solo il Genitore.

  • 75.

    Stefano,quello che noi genitori abbiamo in più è la passione per i nostri figli indipendentemente dal loro reale valore,a tuo figlio alla Bollettieri non possono dare l’attenzione che gli dai tu perchè ne hanno 30, magari meglio ,per ora, del tuo.Alla prima difficolta,vedi carattere,iniziano a fare lavoro di routine,che pur essendo di alto livello,non sarà mai quello che tu desideresti per lui.

  • 76.

    Ciao Madmax (ovvero papà), qualche giorno fa mi hai chiesto se volevo scrivere sul blog e ora, anche se a tua insaputa, eccomi qui.Mi avevi detto che se volevo potevo fare una lettera tipo quella che ha fatto il papà di niko sui pensieri di un bambino di 12,13 anni o di 11 come me,però questa volta sarà veramente scritta da una bambino, quindi…
    Mi chiamo Alessia D’Auria e ho 11 anni.Mio papà scrive spesso in questo blog (forse anche troppo) e credo che mi stia proprio contagiando. Sono nata a Borgomanero,un paese sconosciuto di cui fino a 1 anno fa non sapevo nemmeno la provincia. Ho iniziato a giocare a tennis quando avevo 4 anni emmezzo per divertimento, visto che i miei ci giocavano spesso. Dopo i primi torneini del minitennis (persi,dove piangevo come una fontana) mio papà mi disse:<Ascolta Alessia, io so come farti vincere e diventare la più forte di tutte, ma per farlo bisogna lavorare e anche tanto. Io ignara dei vari sacrifici accettai ed iniziai a perseguire il mio obbiettivo: entrare nella storia e non come quella cha ha perso più partite e che giocava peggio di tutte, no signore.Ogni tanto mi chiedo ancora se i miei genitori mi portassero a vederli giocare per farmi venire la curisità di provare sperando che mi piacesse per farmi perseguire questo sogno…Comunque sappiate che non mi sono pentita della decisione che ho preso e non me ne pentirò mai (capito papà?Tu che ogni tanto quando t'incazzi un pochino mi dici di smettere?). Va bè andiamo avanti…dopo qualche anno passato al circolo di Parabiago (un altro paese sconosciuto) con grande dispiacere della mamma che odia i traslochi, ci siamo trasferiti a Palazzolo, alla Vavassori mantenendo però sempre lo stesso preparatore atletico.Prima del trasferimento mio papà mi continuava a ripetere ogni giorno .Ed io che nella mia testa pensavo :Che stress…Mio papà mi ripete sempre le cose 100 mila volte e quando gli chiedo il perchè lui mi dice che lo fa perchè non le faccio o non provo a farle, ma lui non ha ancora capito che non sono sorda e che se non le faccio vuol dire che non mi sono automatiche e mi serve ancora un pò di tempo. Certe volte mi chiede anche se il tennis mi piace veramente perchè quasi sempre quando gioco ho una faccia da cane bastonato, ma per me è normale, perchè non tutti gli esercizi e le varie cose sono facili e quindi mi devo impegnare di più e non ho una faccia molto divertita. O come quando si sta perdendo, è difficile sorridere e prendere tutto con positività. Comunque so che è quello che devo fare e cercherò di migliorare soprattutto su questo aspetto.
    Riprendiamo dall’accademia. Lì ho fatto grandissimi passi avanti, ma fatto sta che siamo andati via anche da lì. Nel frattempo mi sono anche infortunata all’adduttore e quando ho ricominciato il tennis mi piaceva ancora più di prima.Una cosa che ho sempre odiato della mia testa e che certe volte davanti a delle difficoltà o comunque delle cose nuove mi fa bloccare e non mi fa giocare come in allenamento e come vorrei. Non so cosa sia.Oltretutto fino a un pò di tempo fa pensavo che fosse solo per la tensione,ma non è così. Può essere anche per il troppo rillassamento e la troppa sicurezza visto quello che mi è successo. Un giorno in una partita avevvo vinto il primo set 6-1. Ero tranquilla e me l’ero presa con comoda…ma le partite non sono mai finite. Mi sono rillassata e non mi sono più ripresa; dopo il secondo set perso e giocato da schifo mi sono bloccata definitivamente e nel terzo set dopo qualche game mi ero mezza risvegliata,ma non del tutto e così e finita male. Non perchè abbia perso, ma sempre per questa storia del blocco.Su questo Stefano Grazia aveva proprio ragione e ce l’aveva anche mio papà…Un giorno riuscirò a non bloccarmi e sarò la numero 1…Ora che non mi alleno più all’accademia mi alleno con mio papà e con un maestro in parte a Sarnico e a Villongo (gli ennesimi paesini sconosciuti, in dialetto non so come si scrivono ma si pronunciano HARNEK e ILONK). Il preparatore atletico è sempre lo stesso. Un’altra cosa che non mi piace è quando mio papà si arrabbia. In quei momenti urla come un matto e vorrebe buttare giù i muri anche se adesso ha imparato a controllarsi un pò. Io so che lo fa per il mio bene, me lo dice anche, ma non può mai essere bello. Lui in campo vuole la perfezione, ovviamente quella che rientra nelle mie capacità, e preferisce non farmi allenare quando certe volte senza accorgermi non faccio ciò che so fare.Dice che quando so di non potermi allenare bene glielo devo dire perchè per un giorno di riposo non cambia nulla, ma io sono testarda e non voglio perdere l’allenamento non pensando al fatto che allenarsi male e peggio che non allenarsi. Per ora non mi viene più in mente niente da dire apparte che fare cesto sta diventando una noia assurda anche se serve per migliorare il mio bagaglio tecnico come lo chiama mio papà. Vorrei fare sempre palleggio e punti perchè mi piace confrontarmi con gli altri come a tutti credo, se no non si farebbero i tornei no?Va bè,ciao,ciao…Alessia…

  • 77.

    @Madmax

    non la faranno mai una cosa del genere…i circoli non lo permetterebbero…

    la strada è quella comunque…serve una scuola agonistica di qualità fin da giovanissimi..l’addestramento al professionismo deve iniziare dai 7 anni…non dai 13-14 anni e prima molta approssimazione…con una preparazione atletica inadeguata …lavoro tecnico scadente e niente lavoro mentale…

    prima credo sia necessario ottimizzare quello che abbiamo…perchè è necessario evitare che un Bolelli o un Fognini crescano con problematiche fisiche…

    quando si evita una cosa del genere …sarà più facile per nostri tennisti emergere ad alti livelli…la base degli agonisti la puoi allargare solo così…

    perchè se un Bolelli mi diventa top 20 a 23 anni e un Fognini a soli 20 anni ad esempio…ci sono le prospettive per portarli nei top ten pure…

    se Bolelli diventa top 20 a 25-26 anni …anche mettiamo riesce lo stesso ad entrare nei top ten…quanto ci rimarrà?…forse uno..al massimo due anni se siamo fortunati…

    se vogliamo allargare la base..è necessario far conoscere il nostro sport…e lo possiamo fare conoscere solo se abbiamo qualche tennista tra i top ten e con una certa stabilità…per tre o quattro anni…

    se i nostri tennisti maturano in tarda età non potranno mai raggiungere questo obiettivo neanche se sono talentuosi come Bolelli…

    scuola agonistica di qualità fin da giovanissimi…mggior cura della preparazione atletica …tecnica…mentale…fin dalla tenera età…addestrare i bambini al professionismo..anche se poi da grande non faranno i tennisti…

    quelli che diventeranno invece professionisti partendo da una scuola agonistica di qualità…potranno maturare prima ad alti livelli e i più forti magari arriveranno tra i top ten e ci rimarranno stabilmente per qualche anno…

    il tennis così si farà conoscere…e non sarà più uno sport di terzo piano…allargheremo finalmente la base…e grazie all’ottima scuola agonistica…produrremo un numero superiore di professionisti..

    il tennis costerà di meno per tutti…si potranno costruire campi di tennis pubblici …e altro ancora…

    bisogna spendere parecchi soldi peruna scuola agonistica di qualità..servono preparatori atletici validi per il tennis…far giocare di più i ragazzini…

    una Federazione menoburocratica e più attenta alle reali necessità del nostro movimento tennistico…

    purtroppo è proprio questo il punto dolente…in Italia non disponiamo di tale Federazione

  • 78.

    @Nico

    Perchè la Garrone nr 24 al mondo non basta? E tra un paio di anni te lo dico io quale under..

    Nel 2000? Vuol dire che lui ci ha lavorato dal 1995… Proprio nel momento peggiore del tennis italiano dove per diventare tra i migliori under italiani era sufficiente giocare a tennis.. Oltretutto ha lavorato per anni nell’accademia Bertini di Milano dove molti dei migliori giocatori italiani si allenavano ma ancora adesso molti coach di Milano e dintorni anche famosi (e donne considerate tali) lo chiamano per avere dei pareri tecnici..

    Ma in realtà non credo sia questo il punto, penso che se uno ha obbiettivi importanti ha bisogno di persone che sanno esattamente cosa sia necessario fare per arrivare ad altissimi livelli poco importa da che sport provengano (nel senso che al massimo ci dovrà essere collaborazione per la specializzazione con gli esperti di tennis) o da che attività arrivi perchè quello che è fondamentale è la mentalità vincente, il saper pensare in grande facendo le cose che fanno i grandi e mettendo in secondo piano quasi totalmente il resto..

    E già quando si pensa di arrivare in alto allenandosi meno di due/tre/quattro/cinque (a seconda dell’età) ore al giorno è come il pensare di fare un dispetto alla moglie tagliandosi le palle…

    @Stefano.

    In realtà non pensiamo sia necessario portarla da Giovanni tutti i giorni perchè facendole fare il lavoro da lui stilato e facendo regolarmente dei check fino a ora (parole sue) va tutto per il meglio, ma se si rendesse necessario lo fremmo e soprattutto sarebbe possibile.. Infatti oggi sarebbe già disponibile per cinque volte la settimana, diciamo che per tre volte sarebbe disponibile totalmente, mentre per le altre due il programma tecnico lo farebbe svolgere ad un seconda categoria tecnico nazionale (quindi come ora)…

    Il fatto è che noi abbiamo deciso di non rinnovare con la Vavassori più o meno a metà settembre, la scuola stava per ricominciare e sinceramente un altro trasloco non avevo voglia di farlo almeno fino a quando non fossero ben chiare le cose… E alla resa dei conti abbiamo fatto bene, perchè ora la situazione sta funzionando bene e in più alla fine del mese dovremo decidere in merito a Firenze.. Se non dovessi decidere in questa direzione e se le alternative non fossero di mio gradimento (ovviamente finchè nella proprosta di contratto una parte della parte economica viene coperta dal loro coach perchè altrimenti la darei subito totalmente in mano a Giovanni), in primavera faremo il punto della situazione per decidere se continuare qui come stiamo facendo ora o se tornare a MIlano e darla in mano completamente a Giovanni..

  • 79.

    @ Stefano Grazia

    in ogni caso da Bollettieri lo seguono sempre meglio di quanto avrebbero fatto in Italia…

    io non sono d’accordo con chi dice che se un Agassi fosse nato in Italia sarebbe cresciuto bene come da Bollettieri…

    la prova lampante l’abbiamo avuta con Bolelli…e in parte con lo stesso Fognini…da noi si arriva dopo perchè si cresce male…

    se agassi fosse nato nato in Italia non sarebbe mai diventato Agassi…

  • 80.

    @King

    Purtroppo nella vita bisogna anche essere realisti..

    Cominciamo con il dire che in questo momento la Fit può far accettare tutto, perchè in questo momento è inattaccabile, anche perchè di questa mia ipotesi i grandi circoli non ne risentirebbero molto (per un socio del Parioli spendere 25 o 50 euro per la Sat non cambia proprio nulla e magari dovrebbe farsi tutto il raccordo anulare per portarlo nell’altro circolo), perciò..

    E se non fai così tutte le tue ipotesi non potranno che rimanere tali per il semplice motivo che per migliorare la proposta sia a livello tecnico ma soprattutto a livello fisico ci vogliono i soldi che ne i circoli ne la federazione hanno e che comunque non vogliono tirare fuori.. Di conseguenza ragionare in modo diverso da come hanno fatto fino ad ora (la federazione inventandosi ogni tipo di corso e aumentando tutte la varie riaffiliazioni per racimolare denaro, i circoli inventandosi qualsiasi tipo di attività extra tennistica per lo stesso obbiettivo e spesso anche solo per sopravvivere) e come buttare parole al vento..

  • 81.

    @ Madmax

    ma i tuoi centri federali per essere veramente di qualità e allo stesso tempo economici…avranno bisogno di uno sforzo economico da parte della FIT ugualmente…

    considera che questi centri federali dovrebbero avere un numero di campi molto elevato…maestri ..preparatori atletici e mentali…

    considera che ci sonogià i PIA…che hanno un costo per la Federazione…

    certo si potrebbe eliminare questi PIA…e con i soldi che si risparmiano …realizzare questi centri federali di qualità a prezzi economici…

    cioè se spostiamo gli attuali investimenti dei PIA…su questi centri federali …allora il tuo discorso quadra…

    ma toccando i PIA..tocchi pure i grandi circoli…che perderanno questi contributi federali….

    se però si eliminano questi PIA…e ripeto se questi centri federali saranno veramente di qualità..diciamo che potrebbe essere un progetto interessante…

    anche se personalmente dubito che un progetto portato avanti dalla nostra Federazione…possa avere successo…anche perchè non mi fido del concetto di qualità che ha la nostra Federazione…

  • 82.

    @King

    Questi centri federali non dovrebbero essere di qualità, o meglio non di più di come che stanno cercando di essere ora, quindi con istruttori che sono già stipendiati dalla federazione o con giovani che vogliono fare esperienza, perchè la qualità dovrebbero farla gli altri circoli …

    Questi centri dovrebbero principalmente essere economici per permettere a tutti quelli che oggi non se lo possono permettere di giocare e soprattutto servirebbero appunto a obbligare i circoli o a lavorare più sulla qualità o ad abbassare i costi per poter rimanere sul mercato, altrimenti ovviamente tutti andrebbero ad allenarsi nei circoli “federali”.. Conseguentemente il miglioramente sarebbe naturale perchè o aumenta la base o la qualità…

    Questi circoli non avrebbero assolutamente nessun costo visto che a parte lo stipendio del maestro (che oltretutto fosse uno di quelli già stipendiati sarebbe già incluso) nessuno dovrebbe guadagnarci perchè il guadagno della federazione sarebbe già quello di non aver dovuto investire nulla per i centri periferici che tanto senza i maestri di qualità che però dovrebbero essere pagati molto altrimenti addio qualità.

    Tutti i soldi che entrano (e sarebbero molti perchè con i prezzi bassi i circoli si riempirebbero) servirebbero a pagare le spese vive (riscaldamento manutenzione campi corrente etc) e secondo me rimarrebbe anche qualcosa..

  • 83.

    …madmax…

    basterebbero due cose:

    1) Tesseramento diretto alla FIT senza passare per un circolo.
    2) Possibilità di affiliarsi alla FIT e fare attività anche senza maestro FIT.

    Tutto il resto verrebbe a cascata. Perché sarebbe possibile appunto fare attività anche in gruppi ristretti e tutti quelli che al momento vengono lasciati fuori potranno organizzarsi altrimenti senza essere strozzati dal sistema. Inoltre, potrebbero rivolgersi agli assessori comunali per premere per nuove strutture, ecc…

    Appunto, bisogna smontare la FIT fondata sui circoli, ossia il fardello che impedisce al tennis di essere uno sport in Italia.

  • 84.

    @ Aly forse un giorno the best..

    Mi hai fatto una grossa, inattesa ma graditissima sorpresa e posso già dirti che tutto quello che hai scritto dimostra sia la tua determinazione sia i miglioramenti dell’ultimo periodo.. Andando avanti così problemi non ce ne saranno, prima di tutto perchè stai facendo quello che ti piace e poi perchè in questo modo arriverai dove i tuoi sogni ti portano, potendo esser certa che chi ti sta vicino farà sempre il possibile e anche l’impossibile perchè i tuoi sogni si avverino…Un grosso bacio . Papà

  • 85.

    @Andrew..

    Mi sembri King, vuoi l’impossibilie..(per ora)

    Il grosso problema da noi sono le strutture e poi è necessaria la continuità.. Se all’interno di un circolo ci va chiunque questa (la continuità) potrebbe venire a mancare e poi i cambiamenti ed i miglioramenti per essere immediati devono essere graduali..

    In questo caso se nel circolo entra direttamente la federazione la certezza di continuità e di minima qualità la darebbe e ripeto il resto del compito (la qualità) deve essere lasciata ai veri professionisti.. Per qunato riguarda le strutture vorrei poi vedere chi tirerebbe fuori i soldi e comunque quelle attuali non sono sufficienti…

    Io penso che una federazione ci debba essere ma che si debba occupare solo di certe cose

  • 86.

    @ Madmax

    non mi convince il tuo discorso…perchè ti ripeto al momento il nostro problema principale al momento è la scarsa qualità della nostra scuola agonistica…

    e il problema non lo risolvi nè con i campi pubblici nè con i centri federali…

    molti circoli non saranno d’accordo perchè questo li costringerà ad abbassare i prezzi…e di sicuro non aumenteranno la qualità dell’agonistica…anzi temo potrebbe ulteriormente danneggiare l’agonistica una cosa del genere…

    allargare la base poi in questo momento non sarà facile…perchè il nostro sport non gode di molta popolarità…quindi c’è il rischio di togliere alle sat degli altri circoli..che sono più cari…ma di non allargare effettivamente la base in pratica…

    la cosa io la vedrei sempre in maniera positiva…perchè diminuire i costi già sarebbe qualcosa…ma ti ripeto i circoli non sarebbero troppo entusiasti…

    io personalmente penso più alla possibilità di creare un sistema solido…

    e volendo la tua idea non è male…cioè se noi eliminiamo i PIA…i soldi che la FIT risparmierà…li potrà investire in questi centri periferici…che però dovranno garantire qualità oltre a prezzi economici…

    a quel punto i circoli privati sceglieranno probabilmente di diventare dei veri e propri circoli ricreativi…qualcuno invece potrà cercare di fare concorrenza ai centri federali…

  • 87.

    Ciao Alessia,
    mi fa molto piacere leggere il tuo lungo intervento che ho apprezzato veramente tanto. E’ raro che ad 11 anni si abbia la lucidità ed anche la maturità di scrivere un post come il tuo. Sai, io ho a che fare con alcuni tuoi coetanei dal momento che insegno la parte mentale nel tennis in un circolo in Abruzzo. Ti confido (ma questo è un segreto tra te e me, non lo dire ai miei studenti, mi raccomando!!!!!) che mi piacerebbe veramente tanto che avessero la capacità ed il coraggio di mettersi in gioco che dimostri di avere scrivendo direttamente nel blog. Vedi, i papà e le mamme a volte possono sbagliare nei modi con i figli. Bisogna avere pazienza. Ma d’altra parte, tu pensi che papà si diverte ad arrabbiarsi? Io tuo papà non lo conosco personalmente ma so per sicuro che ti vuole tanto bene, che desidera il meglio per te e che fa del suo meglio per venire incontro alle tue esigenze.
    Sai, tra i miei ragazzi, al circolo, c’è un bambino della tua età che ha molto talento per il tennis. E’ un bambino molto intelligente e che a scuola è il primo della classe. Spesso quando va in campo è tranquillo, poi quando si accorge di essere in partita tutto all’improvviso si blocca, come è successo a te. A volte capita, ma fossi in te starei tranquillo. Ieri ho avuto modo di parlare con questo bambino e gli ho spiegato che una partita di tennis è un pò come fare il compito in classe a scuola. Durante il compito in classe non si studia e non si apprende; si mette soltanto in pratica quello che è stato studiato a casa con calma e tranquillità. Quando invece si studia, si lavora per apprendere nuove cose con attenzione per i particolari ed i dettagli. So che anche tu sei molto brava a scuola e quindi penso che capirai a che cosa mi riferisco. Adesso si è fatto un po tardi e devo portare da mangiare al mio cagnolone (altrimenti si lamenta). Sarò contento di leggere altri tuoi interventi ogni volta che avrai voglia di raccontare le tue esperienze.
    Buona domenica
    Federico

  • 88.

    Sarebbe una bella cosa avere campi pubblici gestiti dalla Federazione a prezzi bassi ma penso sia una pura utopia perche’ i circoli si inca..rebbero molto con la Federazione che gli chiede anche un sacco di soldi.
    E poi chi farebbe il lavoro di qualita’ e con quali soldi.
    Sarebbe meglio che molti sponsor invece di finaziare la serie A con giocatori di 25 o 30 anni la maggior dei quali sconosciuti (che farebbero meglio ad andare a lavorare) impiegassero le risorse economiche per finanziare Team privati di ragazzi/e di alto lvello.

  • 89.

    MadMax@ e Roberto @
    …abbiamo fatto progressi… ai nuovi raduni macroarea 2010…. continuano a lasciar “assistere†i genitori….evidentemente il terzo segreto di Fatima lo nascondono…solo a Tirrenia…
    Stefano@
    Non sei piu’ l’unico…. anch’io da ieri sera… sono atterrato su Pandora….
    Andrew@
    Ci convochi… o no ?… se SI… elargiscici qualche info su orario e location… ci sono aficionados (solo lettori…per ora) che magari, sapendolo per tempo, si possono aggregare (vero papà C. ?)….

  • 90.

    Grande Alessia!!!!!!!!!

  • 91.

    ALESSIA!!!! Bravissima…A parte che mi hai dato più informazioni tu che tuo padre (e mi spiego: ho capito che davvero un giorno tu e Nicky vi incontrerete a prendere un Starbuck in un qualche Cafè e scuotendo il capo vi racconterete dei vostri genitori e scoprirete…che vi succedevano proprio le stese cose! E la cosa mi da un po’ di sollievo … ), a parte questo, dicevo, sei arrivata prima ancora una volta : da una settimana sto dicendo a Nicholas di scrivere qualcosina, magari in inglese che poi gliela traduciamo (in italiano farebbe troppi errori! SCHERZO!)(Mica tanto…)e lui non è ancora riuscito a leggere il pezzo su di lui, manco gli avessi chiesto di leggere un trattato di economia di PP Renella & Commentucci…
    Brava, e scrivi ancora…E CONGRATS per la convocazione, che tu ci vada o no, intanto te la sei meritata!Bravissima!

  • 92.

    Dimenticavo: speriamo che Alessia abbia dato l’esempio ad altri Figli del Blog così che davvero questa Rubrica giustifichi appieno il nome: Tennis, Genitori & Figli, appunto…

    Intanto nel solito Torneo del Gigetto in Florida dove Nicholas nonostante fosse un U14 era addirittura TdS numero 4 è in semifinale ma quel che conta di più è quel che gli avrebbe detto ieri ancora Paul Forsythe che con Josè Lambert è in pratica l’Head Coach sul campo e risponde solo a Chip Brooks, che ci appare sempre più vecchia scuola,sembra ormai più un Direttore Amministrativo, il Super Coordinatore. Gli avrebbe detto che vuole che lui al lunedì dopo aver giocato questi tornei gli dica una, due cose su cui lavorare così lui gli fa fare special attention …
    Nicox, in realtà Nicholas dovrebbe essere il miglior U12 sia come risultati (visto che aveva vinto l’ultimo Gran Prix interno U12) sia come potential. Adesso è U14 e quindi in teoria giocare anche con Quinzi… Ma Quinzi guioca già gli ITF U18. Secondo Forsythe già a settembre lo dovrebbe fare anche Nicholas…Mah, staremo a vedere. Io non ho dubbi che la Bollettieri sia il miglior environment possibile ma bisognerebbe poterla fare come la fa la Shiskhina con l’IMG che le fornisce Private Coach, Hitting Coaches, Avversari e fino a quando c’era anche Nakamura, ora passato a lavorare con la Federazione Australiana e apparentemente l’unico Preparatore Atletico veramente specializzato sul Tennis. Suppongo che anche Saddlebrook e Evert non siano male ma sia il papà di un bambino che si allenava lì sia lo stesso Federico Ricci, che è il Direttore dello Junior Program, mi dicevano che non sono in verità specializzati sugli U12 e non hanno certo lo stesso potenziale della Bollettieri. E mi diceva che la Rick Macci Academy non è un’Academy, è solo Rick Macci che, bravissimo, lavora 11 ore al giorno a 350$ all’ora. La scelta semmai sarebbe non fra la Bollettieri e l’Italia visto che vorremmo fargli finire almeno le Medie in US ma fra la Bollettieri e una piccola Academy dove potrebbe ricevere maggiore attenzione individuale mantenendo i vantaggi della competizione nei tornei del week end. Ma ovviamente la LOGISTICA ALL IN ONE e il quotidiano confronto della Bollettieri sono un asset comunque impagabile. Solo che non devi mollare la guardia e la presa: non puoi pensare di lasciare tuo figlio a 10-14 anni boarding là da solo … Certo, se la reazione alle nostre osservazioni continua così e si concretizza nella maniera in cui speriamo, secondo me è un punto a loro favore …

    Comunque se dovessimo invece mai rientrare in Italia la soluzione sarebbe qualcosa di simile a Mad Max, con il Prof Buzzelli e la sua Academy a fare da riferimento visto che non sarebbe nemmeno lontana da dove viviamo… Dovrei trovare un Coach ma avrei comunque anche il Maestro albertini e il suo Allievo Gigi Neri con cui magari fare una-due sessioni a settimana…E poi costruirei un campo da tennis in campagna (coi soldi risparmiati da Bolletta) e inviterei una volta al mese tutti i G&F e scambiarsi dati e informazioni… OPPURE …oppure, bè io proverei a sentire da Bob Brett a Sanremo … Dovessi scegliere un Academy in Italia, la prima che contatterei sarebbe quella, parlerei con Bob, cercherei di capire cosa ha intenzione di fare … Pare che ci sia nelle vicinanze anche un Liceo Sportivo …

    Detto questo, la nostra idea sarebbe quella di rimanere in Florida alla Bollettieri ma di ricavarci il nostro spazio vitale … Come più volte ribattuto There’s no fate but what we make

  • 93.

    Stefano,quello che non capisco è perchè alla Bollettieri non riescano a fare quello che fa Catizzone con Max me ed altri,oltretutto lo comunicherebbe a preparatori comunque penso competenti.

  • 94.

    Mi spiego meglio,Nakurama quello che tu reputi meglio fa il programma per tutti.

  • 95.

    Per la fit il nostro miglior preparatore,è Carnovale,se ci crede così tanto dovrebbe fargli stilare,come sta facendo riguardo la tecnica tennistica,un programma standardizzato,per poi personalizzarlo.Così si potrebbe valutarne la competenza,rispetto ad altre interpretazioni.Io sicuramente non sarei in grado di valutare nulla però si aprirebbe una bella discussione,che potrebbe portare a qualcosa di positivo.

  • 96.

    Nico, perché la tecnica è entro certi limiti standardizzabile (vedi il protocollo tecnico della Scuola Nazionale Maestri).

    La preparazione atletica invece deve essere moltopiùpersonalizzata e un protocollo sulla preparazione che abbia una valenza universale secondo me sarebbe o troppo generico (equindi di scarsa utilità) oppure addirittura controproducente.

    Volevo poi dare il benvenuto ad Alessia su Spazio tennis. Un consiglio: non leggere il blog, non leggere ciò che si scrivedi te, pensa solo a studiare, ad allenarti e a stare con le tue amiche :)

    Infine,volevo dire che mi sono piaciuti gli ultimi post “propositivi” di madmax e di king of swing. Questo vuol dire discutere in modo proficuo. Bravi. Dimostrate intelligenza, acutezza di ragionamento e conoscenza dei problemi.

  • 97.

    @Stefano

    A spanne direi che non succedono le stesse cose ma soprattutto non penso che il fattore scatenante sia il medesimo..

    Cominciamo con il dire che ora spesso mi viene in mente una frase dettami da Costa Azzurra e che trovo quanto mai corretta. “Quando ti sembrerà svogliata e giù di morale, ricordati che dipenderà sempre da una questione tecnica…” (io aggiungo o fisica nel senso del sentirsi inadeguati per un qualsiasi motivo)

    Inoltre prima dell’infortunio difficilmente andava giù di morale (e soprattutto mai in allenamento a parte qunado io sbagliando strillavo) ed anzi negli ultimi tempi (dopo i primi mesi passati alla Vavassori) le si sentiva molto sicura, essendo molto mgliorata.. E anche quando l’anno scorso riprese con i tornei partì subito alla grande e solo una volta tornati dalla Lettonia sono cominciati i problemi.. Un po’ sarà stata la pressione dovuta al raggiungimento dei quarti, un po’ sarà stato lo spavento dei 28 doppi falli a Maglie, un po’ che l’effetto di carica iniziale dovuto ai tornei si è esaurito con conseguente fuoriuscita delle difficoltà dovute alla lunga assenza dalel gare, morale che si è bloccata… In più a mio parere cominciava a svanire l’effetto “Vavassori”, cioè voglio dire che dopo i normali miglioramenti dovuti al molto lavoro, alle cose nuove imparate ma soprattutto banalmente alla sua crescita, secondo me il miglioramento dipendeva solo dal fatto di fare tornei ma non crescevano più le cose da sapere..

    Infatti in questi ultimi mesi con noi che stiamo lavorando su tutto ma soprattutto su volè, back, palle corte e sensibilità in generale,aumento delle varie capacità fondamentali inerenti al tennis, spostamenti in genere e mobilità oltre alla tecnica dei colpi specifici, le cose sono profondamente cambiate prima di tutto perchè forse sono meno le volte che va in difficoltà ma soprattutto penso io perchè ora queste difficoltà può fronteggiarle.. E allora poi viene anche fuori che ribalta un match dopo aver perso il primo e salvato tre match point… Cioè volgio dire che l’atteggiamento non dipendeva dal suo carattere (ed io infatti vi dicevo che fuori dal campo era un’altra) ma dal fatto che essendo lei una perfettina abituata alla perfezione, non poteva accettare di allenarsi come una pazza e non riuscire a far le cose.. Ora va in campo e dalla sua espressione si vede che gode di fare un ace o una smorzata o di chiudere ocn la volè… Poi che non sia contenta quando perde ci mancherebbe, vorrebbe dire che non le frega nulla..

    Scrivevo poi che alla frase di Costa Azzurra ho aggiunto il discorso fisico…
    Si perchè che se uno ci tiene và giù anche quando non riesce a tenere il ritmo ed anzi visto che va in difficoltà fisica il cervello sarà ancora più annebbiato e ne ho avuto la riprova in questi due giorni che Alessia ha ripreso dopo sei giorni di inattività dovuti all’influenza.. Ieri ha fatto un’ora oggi un’ora e mezza con il maestro e per tutto l’allenamento si è girata per continuare a dirmi che non riousciva a correre, che non arrivava sulla palla come di solito e che dopo 15/20 minuti era morta mentre spesso non è stanca nemmeno dopo due/tre ore..

    Eppure Giovanni le dice sempre che non c’è peggior cosa dell’influenza e che anzi per la prima settimana bisogna stare attenti e lavorare al massimo al 50% del lavoro standard eppure non ci stà…

    Ecco per tutti questo motivi sono certo che il fattore scatenante non sia lo stesso, poi che ci sia un disagio è evidente ma il perchè di questo siete voi che dovete scoprirlo…

    @Nico..

    Perchè la Fit potrebbe permettersi o vorrebbe avere uno migliore?

  • 98.

    @King e Diego

    Vi ripeto che la federazione nei circoli che dovrebbe prendere non dovrebbe fare più qualità di quella che da ora, semplicemente perchè non è il suo compito.. Loro dovrebbero permettere a tutti di giocare a costi contenuti e nel modo da me esposto non spenderebbero nemmeno un euro..

    L’alta qualità ha dei costi perciò nei circoli dove è necessario guardare il guadagno immediato non la devono perseguire… Se ci sarà qualche circolo che sarà interessato benissimo altrimenti dovrà nascere una nuova (per l’Italia) figura di coach, quella cioè che investe su se stesso facendo dei contratti ai ragazzi che al momento pagherannono sono le spese vive e daranno il profit con la percentuale sul prize moneyuna volta che il suo coach è stato abile. E’ evidente che in questo modo i maestri sceglieranno solo i migliori e quelli che si danno anima e corpo e tutti i vari alibi canzonette diniranno una volta per sempre, ma non solo anche i coach stessi dovranno essere bravi a far fare le cose giuste perciò dovranno continuamente aggiornarsi e fare esperienze.. Finalmente anche nel tennis (ricordiamoci che è uno sport dove quello che conta è battere il tuo avversario) i soldi verranno guadagnati solo al raggiungimento di un risultato e non grazie alla mera e spesso inutile presenza..

  • 99.

    Roberto,secondo me non è così,il tennis ha bisogno di esercizzi specifici,come diceva Max c’è chi fa correre per un ora e chi fa fare cose buone per l’atletica ma meno per il tennis.I carichi dovranno essere personalizzati,ma la metodologia dovrebbe essere la stessa.

  • 100.

    @Roberto..

    Ma sei tu che dici che siamo disfattisti.. :)

    Il punto è che dopo otto anni se le cose non sono state fatte è perchè non si ha voglia di farle, oppure perchè si è stupidi e in qualsiasi caso bisognerebbe andarsene a casa o nella migliore delle ipotesi cominciare a prendere persone di livello che sappiano formulare idee valide..

  • 101.

    Max,se non mi sbaglio Catizzone ha gia fatto conferenze commissionate dalla fit per i loro affiliati.

  • 102.

    Max,ma nel frattempo il coach cosa mangia,è la stessa differenza che passa tra il taxi e l’autobus il mezzo pubblico costa meno perchè paga pantalone non perchè il conducente guadagna meno.Il coach può far pagare meno e dare più qualità solo se la differenza la paga qualcun’altro.

  • 103.

    No Nico deve essere una scelta, poi ovviamente considerando che da giovanissimi un coach può averne anche più di uno di ragazzi da allenare questi divideranno per dare uno stipendio minimo..

    L’allentore di cavalli se questi non vincono cosa guadagna?
    L’allenatore di calcio che inizialmente allena solo le giovanili o le sqaudre minori quanto guadagna?
    I venditori che oggi come oggi al massimo hanno il rimborso spese se non vendono cosa guadagnano?
    Io se onn prendo cosa guadagno?

    E poi comunque il conducente certamente guadagna molto meno del tassista..Se questo lavora e non va in pista ovviamente.. :)

    Sono scelte di vita ben sapendo che se diventi il coach di un professionista di alto livello guadagna cifre che lavorando in un circolo ti sogneresti..

    Ovviamente se diventi un top ma è come gli allenaotori nel senso che se non sei un top guadagni di più a fare l’artiere..

    E su Giovanni si lui saltuariamente tiene dei cosrsi per la Fit.. E dice anche che ci sono degli asini fuori misura..

  • 104.

    E poi rientrando nello specifdico del coach tu dici:

    “l coach può far pagare meno e dare più qualità solo se la differenza la paga qualcun’altro”

    Ora vengono pagati come dei luminari eppure la qualità non la danno per cui che almeno si facciano pagare poco..

    Tu ogni volta che pensi a queste cose ricordati sempre (come faccio io) che un genitore in tre mesi ha potuto far meglio di una di quelle accademie che sarebbe preposta a dare qualità.. Allora io da domani con le conoscenze che ho acquisito con i contatti che ho divento istruttore di primo grado, mi prendo uno sparring, faccio fare delle consulenza a Giovanni e Fabio e metto su un’accademia con prezzi doppi della Vavassori… Se consideriamo che non esiste nessun dubbio sul fatto che farei molto meglio vedi un po’ come siamo messi in Italia..

  • 105.

    E per quanto riguarda i programmi di atletica..

    Per essere fattibile dovrebbe esserci un regolare controllo almeno ogni paio di mesi (meglio se uno) altrimenti non sarebbe un lavoro ben fatto e girare per tutti i circoli d’Italia non è possibile…

  • 106.

    Max,come tu ben sai l’allenatore a combinazione lo fa con cavalli di una certa qualità gia confermata,che da subito possono dare gia introiti difficilmente lo fanno sui puledri ancora da domare.Io pago1200 euro al mese più le percentuali,quindi stipendio più incentivi.Su tennisti già professionisti questo è già più possibile anzi è uno stimolo in più.Poi ci sono quelli che pur di prendere fanno combinazione con qualsiasi cosa ma secondo me la qualità non è molta.Piatti avrebbe la fila a combinazione ma la fa solo con liubo.

  • 107.

    Alla fine a combinazione ci lavorano quasi tutti perchè comunue la quiantità fa risultati anche a livello di fumo perciò serve anche come pubblicità..

    Poi tu parli appunto di Piatti, uno già affermato che risultati a livello mondiale ne ha raggiunti, ma pinco pallo che al massimo ha vinto con i suoi ragazzi i regionali non può scegliere, o meglio nella realtà sceglie anche lui perchè dirà di si solo ai più talentuosi e più lavoratori… Man mano che si abbassa la sua stima verso un ragazzo si alzarà la percentuale di stipendio facendo però attenzione che dal momento che la alza troppo il genitore ha la possibilità di scegliere un altro coach o addirittura di fare da se, che come si sa, spesso fa per tre…

    In buona sostanza sto dicendo di fare come ha fatto Sartori con Seppi e gli altri ragazzi con cui è partito..

  • 108.

    Max,abbiamo capito: se alessia si innamorera’ follemente di Nicholas dovra’ farlo di nascosto… azzo, non te ne va mai bene una! Non preoccuparti, Alessia is too sweet,gli farò frequentare la Nefedova e la Black, quelle si che son pane per i suoi denti…
    Veramente poi io mi riferivo più ai Genitori che ai Figli che sono sicuramente diversi ma hanno in comune due Genitori che sono scesi in campo, io anche più di te perchè dai tre ai 12 anni sono stato in pratica il Coach insieme con mia moglie per 40-45 settimane all’anno e ho sempre detto che il più sorpreso quando gli dicevano che tecnicamente non c’era nulla da dirgli ero io …Però io a differenza di te non ho mai fatto mistero delle problematiche che si verificavano in campomentre tu hai sempre fatto filtrare l’idea che Alessia era sempre felice e sorridente e che in campo non volava mai un urlo… come ho piu’ volte ribadito mi sembrava a volte o di vivere su un altro pianeta (purtroppo non Pandora…) o di essere sempre stato l’unico veramente onesto in modo anche distruttivo e masochistico…Ma cosi’ facendo ritenevo di aiutarvi a capire che queste cose succedono, queste cose sono il mondo reale e che attraverso questo tipo di aneddotica a volte si capisce di piu’ che a parlare di dritti e rovesci (le famose mutandine nel culetto…). Perche’ davvero a volte a sentire te sembrava primo che tu non ti arrabbiassi mai in ampo e secondo che alessia fosse sempre allegra e sorridente saltellante come la vispa teresa mentre nicholas appariva come un gangsta rapper delle peggiori gang di San Francisco… A me sembra di leggere attraverso le parole di Alessia che i due abbiano molte cose in comune anche se e’ vero, i caratteri sono completamente diversi e sicuramente Alessia e’ molto piu’ allenabile e remissiva (anche se si intravedono i germi di una personalita’ indipendente in pieno sviluppo…Auguri anche a te!) mentre Nicholas e’ un ossimoro vivente, bullo da strada strafottente e fighetto compulsivoattratto dallo Star System allo stesso tempo…

    Comunque non preoccuparti: non volevo accomunare tua figlia alla Canaglia, volevo piu’ che altro semmai accomunare i due Genitori (“capito papà?Tu che ogni tanto quando t’incazzi un pochino mi dici di smettere?”, parole di tua figlia…_Ma cosa credi che Nicholas ogni volta che gli dico di smettere non mi si rivolti contro anche lui dicendo (URLANDO) che non smettera’ mai, che il tennis e’ tutta la sua vita e blah blah blah??? Solo che io ho il pudore anche di prendere in considerazione che quello che dice non sia davvero quello che pensa e che inconsciamente magari aspiri anche lui come tutti a una vita piu’ libera, senza aspettative e pressanti impegni, magari ad aspettare l’onda perfetta su una lunga spiaggia caraibica o hawaiana …

  • 109.

    @Roberto: MA COME? Noi ci siamo dannati per anni ad invitare qualche ragazzo a far sentire la sua voce e appena uno lo fa dici di non perdere tempo a leggere il blog e a scriverci… Ma scusa, che considerazioni dovremmo trarne? dille eventualmente di non leggere i tuoi articoli pro federazione (SCHERZO!!!), ma lascia a loro e a noi la possibilità di dialogare o pensi davvero che questi bambini leggendo i loro nomi su internet si montino la testa? In un epoca in cui comunque la maggior parte di loro perde tempo a iscriversi (illegalmente perchè bisognerebbe avere 18 anni) a Facebook per scambiarsi inutili messaggi, magari confrontare qualche opinione in una comunità ristretta dagli interessi e dalle esperienze comuni,potrebbe chissà essere perfino utile. Uso il condizionale, ci mancherebbe.Nicholas per esempio non mi ha mai letto una volta, non apre il Blog, sa vagamente di cosa si tratta, temo semmai che preferisse quando si stava da Ubaldo perchè semplicemente è più famoso…Ma a leggere qualcosa scritto da Francesca, Alessia e magari qualche maschietto chissà, potrebbe anche venirgli l’ispirazione (e comunque io lo considererei alla stregua di un homework facoltativo…affinare la propria capacità di espressione e di comunicare…Così come se legge a me non importa se legge Zanna Bianca, il fumetto The Walking Dead (tra l’altro molto bello, un incrocio fra il film 28 days later, il libro poi divenuto film La Strada e Jericho, la serie TV) o il Blog, basta che legga…)

    @Max, dimenticavo:Non ho capito bene il discorso del disagio evidente le cui ragioni sta a noi scoprire … in questo momento l’unico disagio deriva dal fatto che lui si ritiene molto piu’ forte dei risultati che sta ottenendo… E’ una situazione che potrebbe capitare anche ad Alessia quando da 12enne giochera’ gli ETA quest’anno … Tu potrai continuare a ripeterle che i risultati non contano ma se i risultati non venissero e anzi lei incappasse in qualche sconfitta da ragazzine con un anno in meno, allora vedrai che anche tu dovrai affrontare problemi che per ora ti hanno solo sfiorato… Se invece ti riferisci a questi blocchi, le cause saranno diverse ma riconducibili comunque alla paura di fallire: Nicholas reagisce con la rabbia, Alessia che ha un altro carattere ed è anche una bambina reagisce, forse,rinchiudendosi in se stessa
    Pero’ io, come dicevo, sono al momento piuttosto contento della mia Canaglia e l’unica cosa che gli cambierei e’ l’unica di cui lui non puo’ avere assolutamente colpe: sono 10-20 cm in piu’ che farebbero comodo, non il dritto che viene indicato da tutti ad esempio, non il BH o il servizio, non la testa che maturera’ o il cuore o le gambe …10-20 cm che invece di farlo arrivare a 175 magari lo farebbero arrivare a 185-190,intendo… In piu’ sono mesi che non lancia racchette e adesso deve solo imparare a non fare il whining ( …azzo che culo, ma guarda te, non ci credo, ma vaffa… e blah blah blah) e sostituirli con semplici Allez! Forza! e C’Mon ben selezionati … Per motivi contingenti per esempio son stato costretto a farlo allenare anch’iodue giorni dopo che aveva avuto 40 di febbre ed era stato immerso nel ghiaccio…Anche lui il primo giorno si è comportato come Alessia: proprio non ce la faceva e infatti l’ho fatto smettere, fare un po’ di jogging per rilassarsi e poi a casa una ventina di vasche in piscina, ma nei giorni successivi gradualmente ha lavorato benissimo con grande dedizione e coraggio …

  • 110.

    Vabbè Stefano siamo tutti uguali, così va bene?

  • 111.

    Io mi auguro che questo blog si apra sempre di più all’intervento dei figli. Possiamo parlare quanto ci pare e fare del nostro meglio ma alla fine in mezzo al campo ci vanno i figli, ne i genitori e ne i maestri, e sono loro che comunque dovranno farsi carico delle responsabilità per le loro scelte e per il tennis che ne verrà fuori. Certamente avendo anche i figli come interlocutori nel blog il tipo di comunicazione dovrà essere diverso, adattato al loro livello. Ma questo è in fondo quello che fa la differenza in tutti i settori: la comunicazione. Il successo di un genitore e di un allenatore si evince eminentemente dalle sue capacità comunicative, di saperla adattare all’interlocutore che ha di fronte.

  • 112.

    Sono stato fuori oggi e sto rileggendo i post. Già al n°66 mi stupisco che Di Carlo non capisca per una squadra di calcio l’importanza di un cambio di allenatore quando i risultati non arrivano. Devo dire che mi fa veramente paura che uno esperto come dovrebbe essere Di Carlo non riesca a comprendere una cosa elementare come questa questa… ed l’ultimo top teno fu Corrado Barazzutti

  • 113.

    Complimenti per gli interventi, io rimango della mia opinione con un maestro si diventa delle buone seconde e non sempre, ma é solo con la dedizione di un genitore che si diventa campioni.

  • 114.

    Ho visto su youtube, un video di djokovic all’età di sette anni,,,,,,impressionante……………proprio un fenomeno!!

  • 115.

    Si, Max, mi sento un po’ meglio ora ma mi avete fatto passare 4 anni d’inferno, l’unico che ne trarrà vantaggio sarà Bogar67 che potrà urlare ai suoi figli se non si impegnano senza doversi sentire materiale da telefono azzurro… No, scherzi a parte, hai ragione, basta con le melensaggini. Tornando indietro però io cambierei diverse cose: per esempio cercherei di attenermi alla regola: quando non ne hai voglia si fanno altre cose … Giochiamo agli indiani, a risiko, a subbuteo, a disegnare storie di pirati o alla peggio a calcetto Solo che:1) si sarebbero fatte un sacco di altre cose 2)non ne sarei mai stato capace, inutile menarsela… Ma chissà, avendo cominciato sin dall’inizio, chissà…Sicuramente forse sarebbe più rilassato ma solo perchè probabilmente non sarebbe mai arrivato al livello in cui si trova ora……In effetti a Luanda alcune di queste cose le facevamo quando aveva 7 anni e vivevamo nel compound di Belas col campo da tennis…A volte penso che se fossimo rimasti là tutti i 5 anni dell’Angola le cose sarebbero state davvero molto più semplici…ragazzi, la logistica è tutto: se i campi li prenoti e li paghi anche, o comunque ti devi spostare da casa, quando ci arrivi sei meno incline a perdere tempo per seguire gli umori di tuo figlio/figlia, e poi sapendo che comunque fra un po’ arriverà qualcun altro ad occuparlo, il campo…Se ce l’hai fuori di casa invece, e gratis, è tutta un’altra storia…PRIMA COSA PER FAR PROGREDIRE IL TENNIS IN ITALIA: CAMPI LIBERI PER TUTTI SOTTO CASA, resort e condomini con campi da tennis in cemento privati, cose così, utopiche ma non troppo in fondo, almeno in periferia … Una cosa però che avrei sicuramente rifatto, e lo scrivevo privatamente questo pomeriggio a Roberto, è il mandarlo alla Bollettieri o comunque ad un Academy possibilmente negli States o in australia . Perchè lì si va anche oltre al tennis, lì c’è anche l’esperienza, l’andar via da qualche posto che comunque consideri casa … E lo rifarei anche se questo ha fatto di me un paria, un solitario, una sorta di pensionato vedovo, tutto casa e lavoro (e con la condanna del blog e del dover perdere 10 chili di tempo per socializzare non me ne rimane molto…Guardate che fate presto voi a dire: ah, se avessi avuto la possibilità ce l’avrei mandato anch’io…Ma siete sicuri? Sapete bene di cosa state parlando? Non è facile, sapete…per lui, per la moglie, per voi stessi… Mi sono autocondannato a una vita un po’ solitaria essendomi negli ultimi 4-5 anni in pratica alienato non in modo sgarbato ma semplicemente per mancanza di interessi comuni il resto della ormai fatiscente comunità italiana, più interessata o a lavorare o a gozzovigliare … Alla fine in effetti nuove amicizie le avevamo strette solo nell’ultimo anno in Angola con quella coppia francese, lui ex semipro francese e col figlio del 98 che giocava …Ci allenavamo tutti i week endstutti insieme, lui il braccio io la mente,eheheh…
    Comunque da Bollettieri nonostante tutto quello che ho scritto in questi mesi continuo a non aver rimpianti anche perchè i conti si fanno alla fine e poi ,ripeto, se faranno davvero quel che si ripromettono di fare, dimostrano una capacità di autocritica che in altri luoghi, da quel che mi dite, se la sognano…
    Ad ogni modo è sempre e comunque un work in progress, staremo a vedere …Intanto oggi ha vinto ed è in finale in un altro Torneo del Gigetto, finale spostata a domani perchè il Circolo era troppo piccolo (solo 7 campi…) per ospitare tutte le finali… E comunque almeno non ci saranno problemi ad ottenere i permessi con la scuola … Abbiamo già stabilito che il livello di questi tornei non è granchè ma in questo momento quel che conta è giocare, acquisire esperienza, consistency e confidence… Inoltre nel loro piccolo questi tornei servono davvero come verifiche di quel che si fa durante la settimana e come dice Paul Forsythe, è importante prendere nota di una, due cose e poi lavorarci su nelle extra hours, che sembra, gli dedicherà. Un’altra delle ragioni per non rimpiangere la scelta americana è comunque anche questa: training da Lunedì a Venerdì e Torneo nel Week End. E se al sabato vai fuori alla domenica si va (cioè vanno) al mare o al cinema così non ci accusate di costringerlo ad una vita di stenti…Ai tornei ci va con Marc Parmeggiani, l’italiano di un paio d’anni più grande (passato infatti primo anno U16) con cui è diventatoamico (e infatti gli ho chiesto di fare con lui un paio di volte a settimana una mezzora di servizi e una mezzora di minitennis con la palla medica). E poi non c’è traffico (o perlomeno non sembra esistere perchè se c’è scorre via liscio con le strade a 6 corsie…), c’è il sole, non c’è grigio, nebbia, palloni, squallore suburbano … si, direte voi, è tutto finto…Oh, be’, nessuno è perfetto … Dai, almeno le medie fategliele finire.

  • 116.

    X Tilden,

    le spiegazioni più ricorrenti che di solito i presidenti danno per il cambio di un allenatore nel calcio sono la seguenti:

    1) aspettative in termini di risultati non raggiunti;
    2) incapacità di far rendere una squadra secondo le sue potenzialità;
    3) basso livello di energia e motivazione dell’ambiente.

    A mio modo di vedere sono tutti aspetti su cui professionisti seri possono discutere, intervenire e cambiare direzione. I risultati di una SQUADRA non sono imputabili e non devono mai ricadere su una sola persona. I meriti ed i demeriti di una squadra vanno sempre equamente condivisi. E se permette, preferisco l’idea che sia più facile portare a termine un cambiamento tra persone che comunque si conoscono piuttosto che tra persone che non si conoscono. E’ questione di punti di vista. Io porto a mio esempio da suffragare il calcio inglese con situazioni in cui gli allenatori rimangono sulle panchine per tempi molto lunghi e programmazioni pluriennali. Lei porta ad esempio il calcio italiano da suffragare ove gli allenatori di solito rimangono sulle panchine per non più di 3-4 anni (senza citare i casi di alcune piazze ove gli allenatori vengono cambiati dopo tre o quattro mesi anche quando le cose vanno bene). Io la differenza la conosco ed ho un mio punto di vista. Lei difende il suo punto di vista ma, da quanto e come scrive, non conosce le differenze.

  • 117.

    …a me risulta sempre difficile capire perché Roberto le riforme le condivide con chi vuole cambiare e poi vuole cambiarle con chi invece tali riforme non solo le condivide ma dichiaratamente le osteggia…

    misteri italiani…

  • 118.

    Stefano,secondo me quello che hai fatto tu per avere risultati dopo basta e avanza,nel breve sei troppo buono e intelligente,per le caratteristiche di Nicholas.

  • 119.

    Andrew, Roberto vuole cambiare dall’interno, senza rivoluzioni, se posso esprimere il mio pensiero, riuscirà più lui a migliorare le cose che tu, cercando di forzare la mano cose allo stato attuale non fattibili e che hai più non interessano, se interessassero veramente avresti più sostenitori che invece noi hai. Io apprezzo molto di più chi cerca di cambiare cose all’interno di un sistema anzichè immagginare utopiche riforme. Che bello sarebbe poter cambiare le storture della nostra società ipotizzando cambiamenti radicali, ma i veri rivoluzionari, quelli che veramente cambiano le cose, sono quelli che lavorano ogni giorno mediando con le parti, cercando ciò che unisce e non ciò che divide.

  • 120.

    Buongiorno a tutti,

    dopo aver saputo che la Japan Airlines sarà salvata dalla Delta e non da American Airlines…
    ….
    mi sembra di capire che nessuno di voi sarà a Tarbes quest’anno. Mi hanno invitato ma non vado perchè avevo preso già altri impegni per settimana prossima. Vi ricordo che nel week-end iniziano le Quali – dove figurano, tra gli altri, Alex Sendegeya e qualche italiano/a come Riccardo Chessari, Christian Carli, Francesca Gariglio e Giulia Pairone.
    A naso mi sembra un’edizione che non passerà alla storia, ma potrei anche sbagliarmi, dal momento che ad es non conosco tutti i francesi, solo alcuni di essi.
    Come qualcuno saprà, Quinzi è testa di serie n.1, ed è atteso alla prova del 9: indoor, anche se non velocissimo come ql di Tarbes, non è decisamente la sua superficie ideale per caratteristiche tecniche. Per cui, se sta bene e vince il torneo, GQ avrà compiuto un salto di qualità di 2 o 3 notches, incluso ql di gestire la pressione dei favori del pronostico.

    Come la vedete voi?

    P.S. seguirò invece l’intero torneo di Livorno, le cui Quali partono il 28 marzo e le finali di singolo si giocheranno il 5 aprile, lunedì di Pasqua.

  • 121.

    @madmax

    in effetti in italia c’è questo problema che i circoli non vogliono fornire qualità…la colpa non è da addebitare però solamente ai circoli ma soprattutto alla nostra Federazione…

    questi circoli sono rimasti indietro rispetto a quelli spagnoli…bisognava svegliarli un pò…far cambiare loro mentalità…ma purtroppo questa FIT è come questi circoli…cioè piuttosto inadeguata per il tennis di oggi…

    basti pensare al caso bolelli di qualche tempo fa…si pensava a squalificare un giocatore a vita dalla Davis perchè per scelta tecnica aveva preferito non giocare un inconrtro di Davis…

    oggi un pò tutti rifiutano la convocazione in Davis e nessuna Federazione fa alcun dramma…a parte la nostra vecchia FIT…anzi alcuni propongono addirittura di sostituire la Davis…perchè un pò d’impaccio in effetti crea…

    questa gestione binaghiana non ha portato frutti al momento per il nostro movimento professionistico..perchè appunto sembra vivere nel passato…

    tende ad imitare ciò che è stato fatto da altre parti…senza però rendersi conto del sistema che ha sviluppato nel frattempo…

    dieci anni fa avevamo dei circoli ricreativi piuttosto vuoti…oggi abbiamo dei circoli ricreativi piuttosti pieni in alcune parti…un pò meno in altre…

    ma in pratica in questi dieci ha rafforzato questi circoli ricreativi…ma non ha fatto altrettanto purtroppo per lo sviluppo del nostro movimento professionistico..

    oggi a causa di questo errore di fondo commesso dalla nostra FIT…ci ritroviamo in una situazione paradossale…

    non possiamo adottare il modello spagnolo che è risultato vincente in questi anni…perchè appunto i circoli non lo ritengono vantaggioso…

    infatti la qualità costa…ma se loro guadagnano già abbastanza senza fare qualità…perchè dovrebbero cercarla questa qualità…non la cercheranno mai…

    il fallimento del progetto PIA è dovuto proprio a questo…la qualità costa e non paga abbastanza…

    per risolvere una situazione del genere ci vorrebbe un’altra Federazione…una Federazione che guardi al futuro…

    la tua proposta madmax non può andare bene…per il semplice fatto che esistono questi circoli ricreativi…che danno lavoro a maestri che senza bisogno di rischiare si portano il loro bel gruzzoletto a fine mese…

    oltretutto ci manca pure il campione…quello che i giovanissimi potrebbero prendere come esempio…

    è una situazione a mio parere di non facile soluzione…

    io credo l’elemento chiave sia sempre la Federazione…cioè serve un cambio di mentalità…

    per il progetto PIA sono stati investiti diversi milioni di euro…con risultati piuttosto scadenti…

    il realtà è il progetto in sè ad essere scadente perchè ripeto la nostra è una Federazione piuttosto scadente…

    una Federazione che intenda davvero cambiare mentalità…dovrebbe per lo meno avere un centro tecnico di qualità…

    Tirrenia è stato un fallimento…proprio perchè non c’era molta qualità…

    quando un preparatore atletico come Carnovale viene apertamente criticato da un coach di qualità come Piatti…e oggi tra i due chi lavora ancora in Federazione è il primo…

    beh direi che è significativo tutto ciò…Piatti essendo un coach di qualità…avrebbe voluto di sicuro un preparatore atletico di qualità al suo fianco…Carnovale evidentemente costava di meno…

    quello che voglio dire..è che se la qualità del personale del centro tecnico non è eccelsa…il risultato è già scontato…

    e per questi centri tecnici federali…vale la stessa cosa..

    dipende dalla qualità dei centri tecnici il successo…non basta fare un centro tecnico regionale…e dire poi “abbiamo adesso pure noi i centri periferici come in Francia o in Spagna”…

    eh no non basta…dobbiamo porci invece la domanda…

    la qualità dei nostri centri periferici è come quella dei centri spagnoli o francesi?

    se la risposta è no(e purtroppo lo è)…non sarebbe necessario attrezzarsi per questo?

    visto il fallimento del progetto PIA..non sarebbe meglio accantonarlo…e investire quello che si risparmierà per allestire dei centri periferici veramente di qualità?

    questi centri periferici fungeranno da accademie pubbliche…una maggiore qualità di questi centri..li renderà pure più appetibili di un’accademia privata…che a sua volta per rimanere viva sul mercato sarà obbligata a fornire altrettanta qualità..

    maggiore qualità della scuola agonistica…significa quello che ha da Bollettieri…Nicolas Grazia…training da lunedì a venerdì..con mini torneo nel fine settimana…

    preparatori atletici formati da un preparatore atletico di livello internazionale..non servirebbe stilare alcun programma atletico…

    un coach di livello internazionale…che collabori con questo preparatore atletico e aggiorni pure i nostri coach sul lavoro dei preparatori atletici…(il coach dovrà riconoscere se un preparatore atletico nonè all’altezza….proprio com’èsuccesso a Piatti con Carnovale ad esempio)

    i circoli ricreativi nel frattempo continueranno ad essere ricreativi…fino a quando non si riuscirà a produrre questo campione…che darà il via alla formazione di nuove accademie private di qualità..e vedrete che pure i circoli ricreativi si muoveranno poi in tal senso…poiche ci sarà richiesta di qualità in giro…e a quel punto pure loro la offriranno…

    e si creerebbe quel sistema solido che tanto andiamo cercando in questa Italia…

    senza spendere più di quello che già si sta spendendo…

  • 122.

    @ King..

    A mio avviso tu non dai nessuna soluzione e poi parti da basi sbagliate come ad esempio quando di ci che i circoli guadagnano.. I circoli fnno fatica ad arrivare a fine mese!! I francesi hanno i soldi del Roland Garros, noi no.. Eppoi la soluzione devi trovarla ora con questa federazione non con la prossima che se va bene arriverà tra 8/16 anni…

    Anche la Juventus vorrebbe cambiare Ferrara ma non hanno i soldi, perchè se prendono Hidding per far si che la scelta abbia senso dovrebbero spendere almeno altri cento milioni di euro per dei giocatori veri!!

    Purtroppo uno dei grandi problemi del tennis è l’Italia come paese, perchè sai quante attività all’estero sono delle industrie e qui da noi hanno chiuso o chiuderanno a momenti? Ecco che allora è necessario ingeniarsi…

    Se la federazione mettesse nelle condizioni tutti i circoli/maestri di abbassare i prezzi accadrebbe che molti per salvarsi si darebbero totalmente alle attvità extra tennistiche che i soci preferiscono e chi invece volesse rimanere nel tennis, non potendo andare avanti con la classica sat accade ora si troverebbero nella stessa situazione di argentini e est europei e cioè quella di dover puntare ai top ten perchè altrimenti in alternativa non mangiano..

  • 123.

    @ Madmax

    inogni caso i circoli se dovessero abbassare i prezzi inizierebbero a guadagnare ancora di meno di quanto guadagnano ora…

    comunque è vero che non navigano certo nell’oro questi circoli…ed è proprio questo che vorrei farti capire…non forniscono qualità perchè a loro non conviene…i soldi non li hanno per fare scuole agonistiche di qualità…e tra l’altro non c’è la richiesta di qualità…sono in pochi a richiederla..

    il nostro sport non è uno sport di primo piano…e neanche di secondo piano…qui in italia…

    neanche le accademie private hanno i soldi per fornire una certa qualità…

    se la Federazione abbassa i prezzi e basta…al momento affosserebbe ancora più il nostro movimento…perchè molti circoli per salvarsi diventerebbero definitavamente ricreativi…e non essendoci tutta questa grande richiesta di qualità in giro…si comporteranno come le attuali accademie private…fornendo una qualità discutibile in molti casi…

    la qualità abbiamo detto che ha un costo…l’unica che potrebbe offrire qualità è proprio la Federazione…

    tu dici che non abbiamo i soldi del Roland Garros…ma sai quanti soldi hanno investito per il progetto PIA…si parla di diversi milioni di euro…altri 2 milioni e 600 mila euro sono stati investiti per il canale televisivo…

    la Federazione di investire …sta investendo…solo che non mi convince il modo in cui sta investendo questo denaro…

    realizzando questi centri federali non solo si potrebbero abbassare i prezzi…ma si potrebbero pure autofinanziare in parte…e con i soldi risparmiati dall’eliminazione dei PIA….potrebbe essere la stessa Federazione a pensare di realizzare una scuola agonistica di alta qualità…

    più questi centri saranno di qualità…piùle accademie private per non perdere terreno dovranno attrezzarsi e saranno incentivate a fornire qualità…

    se non si eliminano i PIA…questi centri periferici non potranno certo offrire alta qualità…perchè gli investimenti non saranno elevati…

    eliminando i PIA…si potranno fare con i soldi risparmiati…le cose in grande diciamo…

    e questi centri federali potrebbero diventare la base del nostro successo…producendo un certoi numero di professionisti…

    se la federazione riesce ad alzare la qualità della scuola agonistica…il piùè fatto credimi..

    poi il campione…e tutto il resto verrà a ruota…

  • 124.

    Come di consueto, nel momento in cui esce il sesto capitolo di TGF, la discussione si sposta sul pezzo nuovo.. Io purtroppo non ho tempo di occuparmene, ma se qualcuno vuole occuparsi di scrivere dei riassunti di quanto detto nei capitoli precedenti, ci possiamo organizzare per metterli nella pagina di TGF..

    Intanto la discussione viene qui chiusa e si continua a questo link:

    http://www.spaziotennis.com/2010/01/tgf-6-whats-the-buzz-gli-incontri-di-tennis-genitori-figli-salvatore-buzzelli/

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