Tennis Books

di Stefano Grazia

“Nati non foste a viver come bruti…â€

(Ulisse ai suoi compagni che nicchiavano all’idea

di andare oltre i confini del mondo conosciuto)

Dopo tanta filosofia e tanto dissertare sull’utilità della Preparazione Atletica e sui pericoli del Fai da Te, e con la premessa fondamentale che io non sono per l’autarchia più assoluta ma per un franco e completo rapporto di collaborazione fra Maestri, Coaches, Preparatori Atletici da un lato e Genitori dall’altro, quest’ultimi visti, almeno nel periodo che va dai 3 ai 12-14 anni, come la vera Mente del Progetto, voglio provare a passarvi qualche informazione utile e concreta e cioè darvi un elenco di libri, si, libri, quelle cose che si leggono, perche’ se da un lato e’ sicuramente vero che certe cose non si possono imparare solo leggendo, e’ altrettanto vero che leggere e studiare non ha mai fatto del male a nessuno e che un po’ di cultura sportiva aiuterebbe anche ad allargare gli orizzonti e aumentare il senso di prospettiva.
Nella mia libreria in Italia oltre a un numero incredibilmente vasto, nell’ordine di migliaia, di Romanzi e Fumetti, una libreria dunque che occupa diverse pareti di diverse stanze, fa la sua bella figura un’intera sessione dedicata alla letteratura sportiva con oltre 500 titoli e ovviamente fra questi il Tennis fa la parte del leone. Parte di questi libri mi seguono anche all’estero e ogni qualvolta io rientro in Italia a differenza della maggior parte degli altri espatriati che per lo più trasportano all’andata manufatti d’arte locale e al ritorno prosciutto, tortellini e formaggio grana, noi trasportiamo, all’andata e al ritorno, più che altro libri… Quelli che invece rimangono costantemente sugli scaffali della mia libreria in Nigeria sono i Testi Sacri che vi voglio dunque consigliare. Alcuni di essi sono in Inglese (un buon motivo per cominciare a studiarlo:se siete appassionati e coinvolti in questo sport, sarà comunque molto più divertente leggere un libro sul tennis che un qualsiasi altro libro in inglese) e si possono eventualmente ordinare via amazon o acquistare tramite Feltrinelli International oppure alla vostra prima occasione in Florida non esitate a fare unostop in una di queste grandi librerie tipo Barnes & Nobles, Books a Million Boulders, librerie in cui ci si può perdere una mezza giornata visto che ci sono poltrone dove sedersi e leggere e sfogliare tonnellate di libri come se si fosse in biblioteca e magari anche sorseggiare un frappuccino caramellato con una pasta nel coffee bar interno.

Ma torniamo ai Testi Sacri. Ve ne sono tanti e potrei citarveli tutti facendo a gara con voi a chi ne conosce e possiede di più ma ecco quelli che secondo me non possono mancare sugli scaffali del Genitore Appassionato e,soprattutto, Illuminato :

Libri di Preparazione Atletica:

Sono certo che Archipedro potrebbe elencarvi ponderosi testi di fisiologia e Mad Max di biomeccanica ma io sono anche convinto che poi nessuno di noi li leggerebbe davvero, io per primo e non dico che sia cosa di cui vantarmi, ma qui vorrei indicarvi libri concreti, di quelli da portare direttamente sul campo:

Speed Training For Tennis (Improve your performance around the court) by Grosser/Kraft/Schonborn

Ultimate Conditioning for Tennis (130 Exercises for Power,Agility and Quickness) by Alan Pearson

Tennis Training (Enhancing On-Court Performance) by Mark Kovacs Phd,Britt Chandler e Jeff Chandler

Fit To Play (High Performance Training Tips) by Carl Petersen & Nina Nittinger

Power Tennis Training by Dr Donald A.Chu, PhD

Invece per la Teoria consigliereiTennis OK di Angelo D’Aprile (La preparazione fisica nel gioco del Tennis e concetti fondamentali sulla Teoria dell’allenamento)

Libri sul Come affrontare il Tour:

Taking Your Tennis ON TOUR-The Business, Science and Reality of GOING PRO by Bonita L.Marks

Raising Big Smiling Tennis Kids (A Complete Roadmap for Every Parent and Coach)

Libri di Tecnica Tennistica:

Competitive Tennis for Young Players by Grosser/Schonborn

Tennis Training di Castellani-Tamorri-D’Aprile_Il famoso libro nero, scritto nel 92 e unico esempio a quei tempi di pubblicazione ‘moderna’ sul tennis.

Technical Tennis (Rackett, Strings,Balls, Courts, Spin and Bounce) by Rod Cross e Crawford Lindsey_Questo e’ un libro tecnico, di consultazione: ti spiega tutto quelloche c’e’ da sapere sulle caratteristiche delle racchette (controllo, rigidita’, peso), sulla tensione delle corde, I diversi tipi di spin, etc etc…

Il gioco del Tennis_Benessere fisico e mentale di Giacomo Paleni (Questo libro è da consigliare a chi ha bambini di 3-5 anni e vuole cominciare a capire…E’ un libro di approccio al Tennis, molto semplice, ma per cominciare puo’ essere molto istruttivo. E’ tra l’altro scritto da un Coach che non ama Genitori che interferiscano col suo lavoro e cio’ nonostante mi sento di consigliarlo a chi, completamente a digiuno o quasi di tennis, abbia deciso di mettere in mano una racchetta ai propri figli. In più è per una buona causa visto che il ricavato va in beneficienza ad una piccola scuola africana nel ghetto di Lagos. Per ulteriori informazioni: www.palenitenniscoach.com.)

Bollettieri

Bollettieri’s Tennis Handbook by Nick Bollettieri (Non dice nulla di particolare ma ovviamente non può mancare almeno nella MIA libreria. Però dice tutto, proprio tutto, prendendo in esame ogni aspetto del game, inclusa l’incordatura delle racchette, la periodizzazione, la preparazione atletica, il mental …

Winning Ugly by Brad Gilbert : a parte che e’ divertente da leggere, non crediate che non possa essere comunque utile. Io l’ho fatto leggere a mio figlio al posto di un libro di scuola …

Libri sul Mental:

Credo di averli comprati tutti, non me ne è piaciuto uno. Vic Braden’s Mental Tennis How to psych yourself to a winning game,Tennis: winning the Mental Game by Robert Weinberg PhD, The Truth About Winning by Tom Veneziano,Tennis by Peter Spang, Tennis Beyond Big Shots by Greg Moran,The Mental Efficiency Program by Nick Bollettierei e Dr Charles A.Maher… Nemmeno The Inner Game of Tennis di Timothy Gallwey… Ma credo sia un mio limite. In attesa del libro di Federico Di Carlo il migliore mi sembra quello di Weinberg e prima o poi riusciro’ ad andare oltre le prime 30 pagine.

Libri sulla Nutrition

Mangiare per Correre di Eugenio Del Toma,Professore Universitario di Scienza dell’Alimentazione e appassionato di Tennis. Esiste infatti un adattamento di questo libro con riferimenti al Tennis e credo venisse distribuito solo ai Circoli.

Le Biografie degli Uomini Illustri

Anche questi libri non possono mancare perchè talora insegnano più cose, ai Genitori Illuminati, che gli aridi libri di tecnica. E’ una mia opinione ed e’quindi opinabile ma io ne sono convinto.

Open di Andre Agassi. Secondo Jon Wertheim il libro che ha stabilito un nuovo standard nel campo delle biografie sportive

Jimmy Connors saved my life di Joel Drucker. Il miglior libro di tennis mai scritto. Punto.

Justine Henin_From tragedy to Triumph di Mark Ryan. Non è il miglior libro di tennis mai scritto ma racconta molte cose su famiglia e sport

Pat Cash
(Pat Cash)

Uncover di Pat Cash. Un libro molto onesto sulla vita di un campione controverso ma forse sottovalutato e classificato superficialmente come un punk o un maleducato quando invece probabilmente aveva solo molta più personalità di chi lo circondava, a partire dai famosi suoi predecessori australiani

Break Point di Vince Spadea (con Dan Markovitz), il libro che rivela più cose sul Tour visto dagli occhi non di una star ma di un giocatore di seconda fascia che comunque ha raggiunto la 18esima posizione nel ranking

I got your back by Brad Gilbert, ricco di aneddoti e con una nuova luce sul ruolo del Coach

Non posso non citare 500 Anni di Tennis di Gianni Clerici, e nemmeno Tennis Enciclopedy by Bud Collins. Per la cultura generale.

DVD

Searching for Bobby Fischer diretto da Steven Zillian, basato su una storia vera.Anche se apparentemente parla di Scacchi, in realta’ si possono trovare incredibili analogie col mondo delle competizioni giovanili del Tennis.

The Strategy Zone Package (Book + 10 DVD) di Lance Luciani, Jose’ Lambert e Nick Bollettieri

Non diamo tutto per scontato di Massimo e Lisa Sartori

La Preparazione Atletica del Tennista del Prof Buzzelli

Ovviamente vi sono tanti altri libri da citare e che potrebbero costituire una lettura divertente. Per esempio A Handful of Summer di Gordon Forbes è considerato uno dei migliori libri scritti sul tennis ma parla del tennis degli anni cinquanta e sessanta e a parte il valore letterario non offre informazioni utili al Genitore Illuminato dei tempi nostri. Lo consiglierei come opera letteraria ma qui stavamo parlando di altre cose. Come consiglierei un paio di libri di Arthur Ashe, soprattutto il suo Portrait in motion che ci racconta, a mo’ di diario, il suo 1974 (con un capitolo aggiuntivo perche’ fu, ahime’, solo l’anno dopo che vinse a Wimbledon!) Le bio di McEnroe eNastase ma anche quella di Panatta sono molto divertenti da leggere ma non molto utili ai nostri fini: più utile allora quella di Sampras, almeno nella parte che riguarda il suo apprendistato e il suo rapporto con il poi tristemente famoso Dr Fischer. Ma il libro piu’ bello di tennis credo rimanga Jimmy Connors saved my life di Joel Drucker e credetemi, io ne ho lette moltissime, alcune delle quali veramente ignobili, come per esempio quella di Becker. Ancora: Think To Win by Allen Fox, Pressure Tennis di Paul Wardlaw con la teoria dei Directionals o Coaching Tennis di Kriese … e potrei citarne decine d’altri, tutti interessanti e potenzialmente utili ma qui volevo solo darvi una lista di ‘Essenziali’. Voi direte comunque che anche cosi’ quelli da me citati sono troppi.

Se vogliamo allora restringere la ricerca i miei libri preferiti al momento sono i primi due: Speed Training e Ultimate Conditioning For Tennis e poi anche Tennis Training di Kovacs-Chandler-Chandler e Power Tennis del Dr Chu. A questi aggiungerei Taking Your Tennis On Tour. Vediamo brevemente perchè:

Ultimate Conditioning For Tennis e Speed Training For Tennis sono semplicemente un elenco di Foot drills specifici per il Tennis e quindi mi sono stati utilissimi, insieme ovviamente a quello che ho visto coi miei occhi nelle varie Academies in cui sono stato e alle mie conversazioni con il Professor Buzzelli, per costruire le mie routines negli allenamenti africani di Nicholas. Di veramente indispensabile però prima di tutto deve esserci il DVD di Buzzelli La Preparazione atletica del Tennista. Molto utile anche il DVD del Team di Caldaro.Il DVD dei due Sartori mi ha confortato molto perchè in pratica ripete esattamente quanto veniva dimostrato nei DVD de The Strategy Zone di Lance Luciani acquistati anni prima e seguiti religiosamente negli “anni africaniâ€.Tennis Training è invece uno sguardo omnicomprensivo sull’allenamento del Tennista con capitoli riguardanti tutti gli aspetti dalla Nutition alla Flexibility e Warm Up, dal Resistance Training al Cardiorespiratory Endurance per finire a Speed, Agility & Quickness, il tutto anche qui corredato da una serie di Drills. Importantissimi gli ultimi due capitoli, sui Tests e sulla Periodizzazione dell’Allenamento. Power Tennis del Dr Chu egualmente illustra alcuni schemi di allenamento in maniera molto concreta permettendo di creare alcune routine settimanali per se stessi o per i propri pargoli. Certo, se uno ha la possibilita’ di avere un proprio Preparatore, magari non e n’e’ bisogno ma come voi sapete io ero in Africa…

Consiglierei infine Taking Your Tennis ON TOUR perchè l’Autrice attraverso le interviste con una serie di giovani e belle speranze marcite sui campi secondari dei Futures e Challengers di tutto il mondo passa ad esaminare tutti gli aspetti, soprattutto organizzativi ed economici, del passaggio dal mondo amatoriale a quello professionistico. Per darvi un idea vi leggo i titoli dei capitoli:

PART 1: The Road To The Pros

Chapter 1: The College Route To The Pros

PART 2: The Science of Going Pro

Chap 2: Physical Toughness

Chap 3: Nutritional Toughness

Chap4: Mental toughness

PART 3: The Business of Going Pro

Chap 5. Develop your Business sense

Chap 6: Financial Planning

Chap 7: Your Sponsorship plan

Chap 8. Sponsorship contracts

Chap 9. Do you need a sports Agent?

PART 4: The reality of Going Pro

Chap 10: Matchmaking

Chap 11:Travel Toughness

Chap 12: Knowing when to ‘Hang Up’

Chap 13: looks Like You Make It

Tutto il libro è, come dire, ‘molto pratico’ e costellato da Tabelle, esempi di Forms e Contratti da riempire e siglare,Indirizzi Utili e con in piu’ interviste a giocatori che hanno passato la loro vita intorno alla 100-200esima posizione(Brian Vahaly, Thomas Blake,Alex Kim, Nicolas Mahut fra i tanti ma anche Mardy Fish e Karlovic). A mio modesto parere un utilissimo libro da leggere e rileggere e poi sfogliare e consultare. Un libro comunque molto diverso da quei manuali della serie 101 Modi Per essere Un Formidabile Papà, Marito,Uomo d’Affari,Scrittore, Venditore, Sportivo, Sex Machine che non dico siano tutti da buttare ma che alla fine risultano molto farraginosi e piuttosto banali e inconcludenti. Qui abbiamo invece situazioni reali, vita vissuta, risoluzioni di problemi pratici.

Per concludere, perche’ ritengo che la lettura di tutti questi libri possa essere utile al Genitore Illuminato e Appassionato? Non perche’ ritengo che il Genitore possa o debba sostituirsi ai Professionisti del Settore ma perche’ invece ritengo davvero che i Genitori siano comunque la Mente e non il Braccio come invece enunciato dal mio amico Professor Buzzelli con cui mi permetto di dissentire ,sempre da amico, su questo punto.E’ infatti secondo me evidente,che lo si voglia o no, che sia il Genitore il cardine centrale,quello che io chiamo a volte l’Assemblatore che mette insieme i vari pezzi del Progetto che mira alla Costruzione del Campione. E’ lui che decide di far giocare in eta’ precoce a tennis il proprio pargolo, e’ lui che quando non scende in campo di persona sceglie il Circolo, il Maestro, il Preparatore, il Coach, i Tornei da giocare…Ed e’ lui che ci mette i soldi. E’ lui che spesso ha la pretesa di essere coinvolto o comunque di ricevere una sorta di feedback dai vari elementi messi in gioco a sue spese. Che sia uno dei Genitori che scendono anche in campo o che sia uno di quelli che preferisce guardare da fuori, e’ comunque utile che sia informato e che cioe’ sappia di che cosa si sta parlando: aver giocato a tennis aiuta, aver praticato sport agonistico pure, anche se quello sport magari non era il tennis, aver avuto gia’ esperienze di questo tipo di percorso male non fa … ma avere un’infarinatura generale dei metodi di allenamento lo aiutera’ comunque a capire che cosa gli dicono Maestri, Coaches e Preparatori e anche magari a giudicare il livello tecnico e culturale dei suoi interlocutori. O perlomeno, questa e’ la mia umile opinione.Ma se volete rimanere ignoranti e felici, e continuare a credere che nel circolino sotto casa si fanno tutte le cose giuste, liberissimi di farlo. Del resto e’ possibile anche questo e che il Maestro Pierino del vostro Circolo ne sappia di piu’ di qualche Solone di una grtande Academy… Se siete in grado di verificarlo dormirete sonni piu’ tranquilli.

A parte queste considerazioni abbastanza banali, alcuni di questi libri sono comunque ricchi di informazioni,queste si, utili e concrete, perfino terra terra, dello stesso tipo di quelle rilasciate attraverso questo Blog. Leggerli non significa necessariamente dichiarare guerra a Maestri, Coaches, Prepasratori e Federazioni ma semplicemente porsi nelle condizioni di poter meglio dialogare con tutti loro.

Adesso tocca a voi … Quali sono i libri che ritenete siano stati fondamentali nella vostra breve carriera di Genitori sicuramente Appassionati e piu’ o meno Illuminati?

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452 Commenti to “TGF 7 – Le Sacre Scritture del Genitore Illuminato”

  • 401.

    Bogar
    A Maniago le ragazze hanno vinto il girone, con grande sofferenza ma ce l’hanno fatta. Tieni presente che nell’ultimo tie contro la Slovacchia, c’era Uberalova al rientro dopo circa un anno, con lei al diciamo anche 60% le italiane erano spacciate. Cmq ho visto che hanno vinto un po’ di match al terzo, lottando, e questo non puo’ fare che bene in termini di allenamento mentale

    sul tema della scuola,
    avete praticamente detto tutto. vorrei solo aggiungere che i costi di un’educazione personalizzata sono ancora troppo alti, in generale, non solo in Italia. E questo rappresenta uno sbarramento forte. La Pendleton – come la St. Stephen’s epischopal school – sono molto attente alle esigenze di chi gioca, la Pendleton nasce proprio come scuola complementare alla IMG e in effetti sforna tante borse di studio. Nel 2009 oltre 100 full schoolarship, per un totale di oltre un milione di dollari di borse di studio non è male per niente come dato statistico. Tenete presente che costicchia: circa 15 mila dollari solo retta annuale base, più eventuali extra non sono pochi, anche se chi va in IMGA in genere può abbondamente permetterselo. sarebbe bello se in italia venissero introdotti sgravi fiscali consistenti per questa voce di spesa che incide non poco sul bilancio familiare, soprattutto in nuclei dove 2 o 3 ragazzi fanno sport agonistico.

    Infine volevo fare gli auguri a Nicholas che il 6 febbraio ha compiuto 13 anni. Come il buon doc sicuramente saprà, il 6 febbraio è nato anche Ronald Reagan.

  • 402.

    dimenticavo,

    se qcuno può darci update sulla risonanza magnetica di Gianluigi. Confermata la epicondilite? What’s going on?

  • 403.

    Ecco cosa dice Robert M. Malina (professore emerito di chinesiologia, University of Texas), su “Atletica Studi†3/2009 – “Sviluppo del talento nello sport: la corsa alla specializzazione…â€

    “(…) All’opposto, scarsi dati sulle carriere precoci di atleti di talento indicano esperienze in vari sport prima della specializzazione. Rischi di isolamento sociale e manipolazione, burnout e infortuni da stress o overtraining sono associati alla specializzazione precoce. I rischi non si escludono reciprocamente. E’ essenziale mantenere lo sport per i giovani in prospettiva di lungo termine. I giovani atleti sono bambini ed adolescenti con i bisogni di bambini ed adolescenti…â€

    Mah… passo e chiudo, almeno per ora :-)

  • 404.

    mi è partito il colpo,

    volevo solo aggiungere che il 13 febbraio c’e’ un altro super series (tutte le cat. da under 10 a under 18) presso l’ Englewood Tennis Club, Englewood, Florida.

  • 405.

    Grazie Mauro, si la bimba ha un caratterino, quando vuole una cosa, la deve ottenere per forza a tutti i costi. Urla, sbraita fino a quando non la ottiene. A malapena riesco ad avere la tv per vedere il Palermo. A casa cerchiamo di resistere, che tutto non si può volere e nella vita, non so se questo caratterino è positivo però nello sport penso di si, dare l’anima, metterci grinta e impegnarsi per ottenere un risultato sportivo è una grande dote. Mauro mi dicono che anche tua figlia ha questa dote, solo che deve colmare il gap con le altre che hanno iniziato prima ma sei sulla buona strada con tutto quello che stai facendo per lei e le convocazioni fit lo dimostrano.

  • 406.

    @ ted
    Parlato con coach.
    Fermo completamente pur se presente a Correggio.
    Sottoposto a visita specialistica presso il Dott. Porcellini di Forlì uno dei migliori esperti italiani di schiena e gomito
    Nel fine settimana ricovero di 2 gg a Forlì per ulteriori analisi tra cui risonanza magnetica. Al termine diagnosi e prognosi definitive. Se muscolo riposo e terapie, se cartilagine …… (speriamo di no)
    Molto a rischio la presenza in campo alle finali di Winter Cup.
    Assolutamente peggiorativa in senso patologico la partecipazione a Tarbes. Doveva però esserci per motivi di sponsors, ovviamente without excuses.

  • 407.

    Dimenticavo ringrazio mirmidone, io cmq non volevo postare per ricevere i complimenti ma per fare capire a ch legge ma non è genitore di tennista, osa vuol dire andare dietro a questo sport, sacrifici non indifferenti ed è tutto o quasi lasciato all’inziativa personale. Per Mauro, per gli under 8 il campo era quello ridotto con retina da 50 cm, sul sito fit sardegna, trovi tutte le indicazioni. Oramai da gennaio cmq la mia piccola alterna campo piccolo a quello un pò più grande con retina leggermente abbassata. Speriamo di arrivare al master previsto per il 16 maggio, in tre mesi dovremmo riuscire a farla diventare ancora più padrona nel dare la direzione alla pallina.

  • 408.

    beh, ma questa storia di Quinzi che va a giocare infortunato per motivi di sponsor, che va a NON giocare in Winter Cup per motivi di Federazione (e quindi togliendo il posto ad un altro ragazzino che poteva magari giocare), veramente mi fa ridere e fa ridere…

    Ieri, parlavo con un amico durante la partita di hockey di mio figlio. Anche lui ha un figlio che gioca a hockey, di 15 anni, e, al termine della partita di mio figlio, sarebbe stato impegnato in una selezione regionale volta appunto a selezionare 8-10 atleti per formare la rappresentativa regionale.

    Ebbene, i selezionati partono in 30 e vengono via via scremati in due settimane successive di allenamenti e partite, sotto la visione di 4 allenatori federali di diversa provenienza. Alla fine ne restano 8 + 2 riserve.

    Qua, a livello nazionale, partono in 3 con uno infortunato…

  • 409.

    @andrew
    Solo per precisazione
    Le nominations alla Winter e Summer Cup avvengono un mese prima dell’inizio della manifestazione. E’ possibile una sostituzione per infortunio entro i 15 gg antecedenti l’inizio della manifestazione.
    La presenza (firma) di Quinzi garantisce il seeding (testa di serie) nei tabelloni di qualificazione e finali offrendo potenziali ed indiscutibili vantaggi
    La eventuale sostituzione anticipata di Quinzi avrebbe escluso a priori la sua partecipazione alla fase finale, oggi incerta ma non impossibile.
    Quinzi non può togliere posti a nessuno in manifestazioni individuali poichè quale #1 del ranking internazionale (prima volta per l’Italia) non rientra nel contingentamento ed ha accesso direttamente ai draws legittimando il suo pieno diritto al confronto ed alla difesa della maglia azzurra anche in condizioni non ottimali nella ovvia assunzione di tutte le proprie responsabilità

  • 410.

    grazie per l’aggiornamento mario,

    mi dispiace molto, soprattutto perchè il problema preclude la possilità di allenarsi al meglio. sarebbe bello poter far chiarezza anche sulle cause, per sapere se il problema può essere in qualche modo legato alla postura o alla meccanica dei colpi di GQ. Perchè se così fosse, chi sovraintende alla crescita di Gianluigi poteva rendersene conto prima.

  • 411.

    Tuttavia, io credo che chi gestisce Gianluigi debba fare una riflessione.

    Abbiamo visto che il ragazzo, oltre a grandissime qualità, ha anche un difetto tecnico piuttosto grave nel diritto, che deriva da una presa di racchetta troppo arretrata “dentro” al manico. E’ un problema che a mio avviso va corretto il più presto possibile.

    Per farlo, tuttavia, è necessario che il ragazzo e la sua famiglia accettino di stare lontani dalle gare per un pò di tempo (qualche mese). Ora, approfittaando anche della sosta forzata per questo infortunio, io valuterei la possibilità di prendersi un break agonistico e, non appena risolto il guaio fisico, di mettersi a lavorare su questo problema tecnico, in modo da risolverlo radicalmente una volta per tutte.

    Poi, se non potrà partecipare alla Winter Cup, o se lo sponsor storcerà la bocca, perché per 4-5 mesi non si faranno tornei, beh, pazienza.

    Bisogna avere il coraggio di guardare lontano. Non sarà l’ennesima coppetta vinta a livello under 14 a fare la differenza (ormai si è capito che il ragazzo ha gran potenziale, non c’è bisogno di ulteriori conferme), ma il lavoro fatto per costruirsi armi adatte a competere tra i pro.

  • 412.

    Quindi, Quinzi adesso diviene anche importante da NON-giocatore, in quanto è possibile sfruttarlo infortunato per ottenere vantaggi regolamentari nella prestigiosa Winter Cup under14.

    Che pena!! Sembra di assistere ai tramacci da coppetta del nonno!!!

    E, intanto, dai che si continua a insegnare che in Italia puoi essere giocatore di tennis anche se NON sei giocatore di tennis…

    In Italia vige questa regola: sei giocatore di tennis se, pur non giocando o non sapendo giocare, fai parte del circuito della federazione.

  • 413.

    @ted meekma for president In Italia vi è la possibilità di scaricare sulla dichiarazione le spese per far far sport al figlio, essendoci un massimale, alla fine mi ridanno quasi 36 euro, non mi viene neanche un completino pr la bimba.

  • 414.

    Virgili (Dorocenko), Miccini (Bollettieri), Quinzi (Bolletteri e altri) vittime di tecnici non all’altezza o della specializzazione precoce!

  • 415.

    rileggendomi … ci vuole un ?, però….

  • 416.

    Bogar, ti ringrazio per l’incoraggiamento, però considerato che un’altra volta ti hanno dato un informazione non del tutto esatta, ti vorrei sottolineare quanto segue:
    mia figlia ha iniziato a fare ginnastica artistica a 4 anni, a 5 e mezzo si è qualificata per i campionati nazionali, ha proseguito sino ai 9 anni. A sette anni esatti ha iniziato con il tennis (quindi per 2 anni ha fatto sia l’artistica che il tennis), dopo circa 7 mesi ha partecipato ai raduni pia (minitennis nelle aree del servizio) facendo 12 partitine a 11 punti e vincendole tutte. A 8 anni e mezzo, nel primo anno under 10 ha vinto il suo primo torneo (tappa del Warrior tour il circuito più importante in Sardegna).
    Nel secondo anno under 10 si è qualificata tra le prime 4 della macro-area Lazio-Campania-Abruzzo e Sardegna ottenendo il diritto a disputare l’under 12 nazionale già da under 10.
    L’anno scorso ha vinto il torneo per la qualificazione ai campionati italiani battendo tutte le 98 più forti in regione. E’ vicecampionessa regionale di doppio negli assoluti di quarta categoria. Nel frattempo ha vinto circa 6/7 tornei e fatte altretante finali in tornei del gigetto o meno.
    Ha affrontato nel 2009 sia i campionati italiani sia il lemon bowl con delle correzioni importanti alla tecnica fatte alla Sartori pochi giorni prima. E’ classificata 4.3
    Insomma Bogar non ho certamente in mano la Henin, però stiamo facendo un percorso che la porterà al suo massimo potenziale curando tutti i colpi e tutte le maniere di far punto co
    mprese frequenti discese a rete, swing volley, smorzate e serve and volley.
    Per far questo però, e mia figlia ne è cosciente ed è d’accordo, rinunciamo a vincere qualche torneo in meno a fare molta qualità e formazione, per la tattica e le furbizie ci sarà tempo più avanti, tanto di cojones ne ha da vendere.

  • 417.

    @bogar67
    infatti io parlavo di detrazioni vere, qcosa di equivalente al credito d’imposta delle aziende, ma solo per le spese di educazione scolastica.

    la presenza formale di quinzi alla winter cup è un falso problema, guys, poichè – ricordo a tutti – che esiste l’istituto della riserva, che in questo caso è Cristian Carli, che viene figura nel team proprio per entrare in gioco in situazioni analoghe a quelle di Gianluigi.

    roberto ha lanciato un tema cruciale, staremo a vedere. dipende molto anche dall’entità del problema fisico. sul fatto che la nike o chicchessia possa imporre la presenza di un 14enne in certi tornei, mi sembra un po’ folle. non dico sia il caso di gianluigi, ma a volte si fanno scelte avventate sottovalutando i problemi, per poi far ricadere la colpa sugli sponsor.

    A proposito di sponsor: Ana Ivanovic ha firmato un contratto a vita con Adidas. Sono tanti ma tanti soldi. Anche senza fare risultati la ragazza ha un gran mercato, il buon Dan Holzmann – israeliano con cittadinanza svizzera – che la gestisce dal 2001 mi pare, coglie ogni opportunità gli si presenti su un piatto d’argento. Ha investito 500 mila dollari per supportare Ana quando era una ragazzina, ne ha rifatti almeno 20 volte tanto. Facendo di Ana una nuova Kournikova. Con la differenza, a mio avviso, che Ana è molto più forte della Kournikova. Tornerà a vincere? I troppi soldi e le tante distrazioni commerciali possono aver inciso sulla sua motivazione? cosa ne pensate?

  • 418.

    @Mauro, sul fatto che tua figlia non aveva iniziato presto, quanto meno come le altre del tuo circolo è una notizia tua, datemi sul blog qualche articolo fa. Non conoscevo il curriculum descritto e giustamente per sentito dire non voglio scrivere. Al massimo qualche notizia la prendo sui siti (tipo la finale a Serramanna).Sul fatto che abbia fatto ginnastica artistica o qualcosa che ha a che fare con movimento ritmico e coordinazione è un ulteriore conferma di come parecchie bimbe del tennis (tipo Zerulo) vengono da questa disciplina o ad essa legata. Sto pensando di far fare alla mia piccola qualcosa in tal senso. Per il resto sono d’accordo con te.

  • 419.

    Come tutti sanno e com’è noto, Quinzi è gestito totalmente, anche nella programmazione, al padre.

    Mi sembra anche legittimo, peraltro.
    Dare la colpa della gestione di Quinzi alla Federazione, quindi, è assolutamente irreale, come tutti sanno.

    Anzi, il motivo principale del dissidio con Piatti, se non ricordo male proprio delle dichiarazioni del papà di Quinzi, fu proprio la programmazione, perché piatti voleva che il ragazzino giocasse meno tornei giovanili.

    La Ivanovic tornerà a vincere?
    No.

  • 420.

    @Archipedro:

    “Ecco cosa dice Robert M. Malina (professore emerito di chinesiologia, University of Texas), su “Atletica Studi†3/2009 – “Sviluppo del talento nello sport: la corsa alla specializzazione…â€
    “(…) All’opposto, scarsi dati sulle carriere precoci di atleti di talento indicano esperienze in vari sport prima della specializzazione. Rischi di isolamento sociale e manipolazione, burnout e infortuni da stress o overtraining sono associati alla specializzazione precoce. I rischi non si escludono reciprocamente. E’ essenziale mantenere lo sport per i giovani in prospettiva di lungo termine. I giovani atleti sono bambini ed adolescenti con i bisogni di bambini ed adolescenti…â€
    “Mah… passo e chiudo, almeno per ora “
    Sono contento di pensarla esattamente come il prof. R. Malina e averlo scritto qualche giorno fa. :-)

    Grazie

    @Roberto Commentucci:

    Come vedi tutti fanno la corsa a vincere le partite, i tornei a qualsiasi età. In altri sport, in Italia con risultati ben più importanti del tennis, si sono accorti di questo problema e stanno cambiando direzione. O almeno ci provano perché di mezzo ci sono molti allenatori che da 10/15 anni lavorano in senso opposto.

    Risultato: infortuni e abbandoni per tutta una serie di motivi.

    Questo precocismo atletico ed “agonistico†se qualcuno mi dice da quali studi/strutture/organizzazioni viene consigliato, a parte per raccogliere soldi a chi li organizza.

    I risultati, mi pare, siano sotto gli occhi di tutti.

    Su Quinzi, che abbiamo già saputo dal padre, essere un precoce naturale non ho nulla da aggiungere. Concordo con Roberto che forse questa è proprio l’occasione per lavorare con esercizi analitici e di sintesi sulla tecnica.

    Dal mio modesto e piccolo punto di osservazione, i tornei U12 non hanno nessun valore e quindi se proprio non se ne vuole fare a meno per motivi più psicologici che altro (in particolare nel maschile), si facciano quelli del gigietto vicino casa. Meglio non perdere tempo e allenarsi.

  • 421.

    REDAZIONE: SI ACCEDE A TGF7 SOLO DALL’ARTICOLO (che non e’ piu’ sulla home page di copertina e quindi bisogna andarla a cercare nelle pag precedenti) O DIRETTAMENTE DAI COMMENTI, se INVECE si va su TGF e si clicca su Tgf7-Le Sacre Scritture compare messaggio di Error 404 (il file non esiste). Gli altri, da Tgf 1 a Tgf 6 invece appaiono.

    Nikolic, e’ vero che la FIt come la Bollettieri con la preparazione di Quinzi c’entrano poco o nulla,e che e’ il padre a decidere essendo riuscito ad ottenere un contratto Img da indipendente (almeno credo). Pero’ sul cosiddetto dissidio le cose non stanno esattamente cosi’: in realta’ Quinzi sr e’ il massimo estimatore di Piatti, il problema era che non era Piatti in persona ad allenare il Figlio e c’erano anche problemi logistici (dovevano andare 30-50 volte all’anno a Montecarlo e con la scuola come si fa? Anche questi sono i vantaggi mai troppo celebrati delle strutture tipo Bollettieri, Evert, Saddlebrook, suppongo anche Sanchez…l’All In One). Comunque non c’e’ stato un dissidio fra Quinzi Sr e Piatti ma semplicemente l’impossibilita’ da parte di Piatti di seguirlo come il padre avrebbe voluto (Almeno questo e’ quello che mi diceva).Anche da Bollettieri, almeno fino ad ora, GQ ha sempre fatto brevi periodi, non e’ certo considerato un prodotto della loro scuola come invece poteva esserlo Miccini.Forse il prossimo anno stara’ tutto l’anno, chissa’…
    Semmai sarebbe interessante capire come mai il cosiddetto dritto a meta’ manico non sia stato corretto ne’ alla Bollettieri ne’ da Piatti e Sartori o dalle Argentine di PSGiorgio … Bastava mettergli tre anni fa un cilindro, un anello separatore che gli impedisse di far scorrere la mano e fargli fare migliaia di basket… E quindi o nessuno se ne era mai accorto o questa anomalia non e’ considerata importante o c’e’ un rifiuto da parte dell’atleta ad accettare correzioni …

  • 422.

    Gus, il precocismo atletico/agonistico forse nasce dal fatto che se tu continui ad allenare i tuoi figli per esplodere a 26 anni, intanto gli altri dagli altri paesi, con meno scrupoli morali e intellettuali, continuano a farli esplodere a 16 e a vincere… Non dico che sia giusto, non dico che ci siano parecchie casualties, ma cosi’ e’ se vi pare, altrimenti…viva lo sport amatoriale, nello sport professionistico vige la regola de alla fine ne rimarra’ uno solo… In Utopia io avevo proposto di impedire il passaggio PRO prima della laurea e prima di essa non si fanno gare prima dei 12 ma solo allenamenti IN TUTTI GLI SPORTS, poi si continuano a fare gare scolastiche OBBLIGATORIE in almeno 5-6 sports…Controlli antidoping per tutti…Dopo la laurea, passaggio fra i PRO e droga libera per chi la vuole (ma all’Universita’ ti hanno spiegato bene tutti i rischi…it’s up to you…Con i soldi dei PRO si pagano i controlli WADA per gli Amatori che invece adesso si drogano come struzzi senza nemmeno avere il controllo medico…) … Certamente questa e’ Utopia da Regime Dittatoriale e Comunista Illuminato e quindi una contraddizione in termini,ma intanto nel mondo reale le cose stanno cosi’: da un lato ci lamentiamo perche’ i nostri non vincono,sono tenuti nella bambagia, cominciano troppo tardi…dall’altro ci lamentiamo se cominciano troppo presto…Tra l’altro anche tu un po’ ti contraddici: dici, non fateli giocare e fateli allenare…Non e’ che uno si fa male perche’ fa un torneo, magari si fa male proprio quando si allena…Poi mentalmente se uno si allena sempre e non gioca mai si brucia… Soprattutto bisogna considerare che…shit happens…Qualche volta tu puoi fare tutto giusto, avere il miglior preparatore e poi…scivoli su una buccia di banana (anche la figlia di Max si e’ infortunata giocando con le amichette in cortile, eppure lei ha Catizone che la segue…) In realta’ pero’ poi credo che sia ormai accettato da tutti che fare tanti sports da piccoli aiuta…il problema e’ semmai capire QUANDO ti dedichi solo a quello da te scelto…Negli US molti grandi campioni di football, baseball o basket lo sono stati, a livello scolastico, in una o anche due delle altre discipline e magari hanno fatto anche un po’ di atletica… Il problema dunque e’ sempre la Scuola, e’ la scuola che ti dovrebbe dare l’occasione di praticare sport diversi…

  • 423.

    Stefano, per quanto riguarda Quinzi e Bollettieri, in realtà non sorprende la circostanza che la sua impostazione non sia stata cambiata.

    Ho l’impressione, suffragata però dall’esame dei suoi presunti allievi di successo (anche perché bollettieri non ha mai avuto veri e proprio allievi suoi o della sua accademia), che Bollettieri non abbia mai cambiato un colpo, o un’impostazione, in vita sua.

    La sua prerogativa è sempre stata quella di cercare di migliorare i colpi già forti, per farli diventare ancor più forti, non di correggere difetti.

    Ma tu, che sei stato tante volte, potrai confermarmi o no.

  • 424.

    Da quello che so quello che dice Stefano circa il rapporto Quinzi padre e Piatti corrisponde a verità.
    Un maestro che oggi fa prevalentemente il videoanalista e che l’ha seguito più volte a Montecarlo quando si allenava con Piatti mi diceva tempo fa che Piatti sosteneva che l’impostazione dell’impugnatura del diritto pur anomala (per punto di presa) era decisamente corretta in quanto il grip era esemplare, aggiungendo che invece questo era uno dei limiti di quasi tutti i ragazzini che aveva visto e seguito in precedenza anche di alto livello e che per questo era un suo punto di grande forza. Erano invece gli appoggi a terra sui colpi da migliorare e lavorarono molto su questo.

  • 425.

    Beh! Io mi ricordo che Jimmi Arias diventò forte nonostante un rovescio tecnicamente scorretto, bruttissimo a vedersi, con una impugnatura improponibile.
    Quando si decisero a cambiargli l’impostazione, da un punto di vista tecnico, fecero un ottimo lavoro, il colpo era decisamente più bello e ben portato.
    Peccato che lui poi non vinceva più una partita.

  • 426.

    In realta’ questo fatto di non cambiarti MAI i colpi e’ una leggenda … Certo, se sei gia’ grande e vai li’ e ci stai solo una settimana o tre mesi, non cambiano nulla…Oppure se non sei ortodosso ma batti tutti 60 60, anche in questo caso prima di cambiare ci pensano…Ma non sono solo loro, e’ cosi’anche in Spagna (vedi Berasetegui) …Ma per esempio mio figlio Nicholas arrivo’ li’ a 7 anni nell’estate del 2004 con un magnifico rovescio a due mani e un dritto pure a due mani ma con impugnatura da mancino…Io non avevo mai cambiato nulla ben sapendo che se c’era da cambiargli qualcosa, glielo avrebbe cambiato un Tecnico … io mi ero limitato a lavorare sui piedi… Arriviamo li’ e gia’ nella prima settimana il Coach Jakub che allora si occupava anche della videoanalisi e che ora e’ uno degli Head coaches, gli cambia l’impugnatura e lo fa giocare a una mano MA PRIMA mi chiede il permesso…Uno dei Coach Spagnoli che veniva da Bollettieri solo d’estate e che invece allenava in Europa il resto dell’anno era piu’ dubbioso, diceva che i ragazzini lo sanno meglio di noi, che bisogna lasciarli giocare come “si sentono’…Lo faccio vedere anche a Chip Brooks che allora dirigeva l’Adult Program e che ora e’ il Direttore del Junior ma soprattutto e’ il partner ella prima ora di Bollettieri… Chip si prende una ma mezzoretta e col Coach Mohammed a fare da feeder si piazza dietro Nicholas e controlla bene e poi mi dice: Non c’e’ motivo per cui lui non giochi a una mano… Nicholas dopo qualche giorno pero’ si accorge che perde con dei bambini del suo gruppo e vuole tornare alla vecchia impugnatura… Decidiamo allora di farlo vedere anche a Bollettieri pensando che se glielo dice lui(che per un bimbo all’Academy e’ come Dio) magari Nicholas cosi’ si convince…Tramite i soliti contatti Dio Nick ci concede 20′ GRATIS del suo tempo…Ricordo ancora che noi eravamo sul suo campo quando lui apparve fra due ali di folla, un po’ come Mose’ sul Mar Rosso, seguito da Julio e i soliti due o tre Assistenti. Nicholas gli spiego’ tutto subito e Nick lo fece prima giocare a due mani e poi a una mano e poi mi disse (mi ero dimenticato di dirvi che mi aveva fatto entrare in campo con la cinepresa) che non c’era alcun motivo per non giocare a una mano… (L’anno dopo disse: excellent grips…excellent feet…in a couple of year you’re gonna have to make some decisions… Una settimana fa invece l’ha minacciato di sospensione se non mandava una lettera di scuse a un Coach, ma questa e’ un’altra storia)Disse anche che forse lui era un natural one hander nel rovescio ma siccome era piccolo era meglio continuare a due mani – e comunque adesso ha,oltre al two hand back hand un eccellente slice in back a una mano …
    Certamente prima di fare dei cambiamenti ci pensano molto ma se uno capita li’ come Full Timer se c’e’ qualcosa da cambiare glielo cambiano: certo, dipende anche dal giocatore e dalla sua volonta’ di farlo… Diversa cosa magari e’ la preferenza per l’Open Stance o per il Dritto a Sventaglio o per tante altre scelte che pero’ sono dettate forse anche dalle superfici…Non e’ nemmeno vero che non insegnino a giocare a rete, anzi… Io per assurdo che possa sembrare fino ad ora devo dire che ovunque siamo stati ci potranno essere state perplessita’ sul carattere o sul fisico, ma non certo sull’impostazione tecnica (Zavoli, Palumbo,Sartori,i Tecnici della Vavassori,Bertino,Bob Brett,i Tecnici della Pat Cash …) e l’impostazione tecnica e’ si figlia delle centinaia di migliaia di ripetizioni fatte in Africa con Mamma & Papa’ ma e’ stata comunque dettata dai Tecnici della Bollettieri e in particolar modo da Lance Luciani e,soprattutto, Margie Zesinger. Probabilmente Piatti e Sartoti avrebbero da dire sugli appoggi a terra, questo potrebbe essere vero ma onestamente da Bollettieri non ho mai sentito nessuno avanzare dubbi di questo genere (certo se fa il BH alla Safin due metri fuori dal campo gli urlano dietro ma se lo fai a due metri dalla rete e fai un winner,eheheh, te lo lasciano fare…Stessa storia per Dritto in Salto e Slam Dunk.Insomma, e’ piu’ una questione di zone del campo…

  • 427.

    @stefano grazia:

    “Gus, il precocismo atletico/agonistico forse nasce dal fatto che se tu continui ad allenare i tuoi figli per esplodere a 26 anni, intanto gli altri dagli altri paesi, con meno scrupoli morali e intellettuali, continuano a farli esplodere a 16 e a vincere…â€

    Però se anche tu mi metti in bocca cose che non dico :-)

    Io non ho mai detto che non si devono allenare, anzi, sono d’accordo con Catizone quando dice che si possono faretre/quattro ore al giorno con certe regole e certi criteri.
    Ma se parliamo di tornei cosa succede, che alla fine bene o male si spinge sull’acceleratore per vincere, quindi magari imposti la battuta in un certo modo, il dritto, gli chiedi certe cose che magari alla sua età lo costringono a fare movimenti innaturali perché non ha sviluppato ancora la forza necessaria e se vuoi andiamo avanti all’infinito.
    Poiché ritengo che tutto ciò sia connaturato all’episodio agonistico in sé, perché altrimenti che ti ci portano a fare …… allora io penso che alla fine, anche inconsciamente cambi l’obiettivo.
    Poi secondo me a una certa età sono più allenanti gli esercizi di sintesi che la partita di torneo.
    Poi io ho parlato di U12 e non oltre (non volevo essere troppo provocatorio parlando anche di U13).
    Da 12 ai 18/20 anni hai tutto il tempo per sviluppare tutto quello che ti serve, se prima ti sei focalizzato per bene su certe cose e non hai disperso il tuo tempo.
    A chi li allena in un certo modo e lo riteniamo un fenomeno perché ha portato al professionismo tizio o caio (quando ci è riuscito), dovremmo chiedere: Ma quanti ne hai allenati? E di questi quanti hanno abbandonato? E di questi quanti hanno abbandonato per infortunio?
    “Non dico che sia giusto, non dico che ci siano parecchie casualties, ma cosi’ e’ se vi pare, altrimenti…viva lo sport amatoriale, nello sport professionistico vige la regola de alla fine ne rimarra’ uno solo…â€
    Ma queste sono idee che hai tu e che io non ho detto. Consentimi una provocazione, non è vero che il tennis è l’unico sport al mondo in cui ci si deve allenare in un certo modo altrimenti….
    Questa idea per cui il tennis “è l’unico sport al mondo†la dobbiamo abbandonare. E lascio stare lo sport professionistico americano, perché altrimenti il paragone sarebbe impietoso.
    “Da un lato ci lamentiamo perche’ i nostri non vincono,sono tenuti nella bambagia, cominciano troppo tardi…dall’altro ci lamentiamo se cominciano troppo presto…â€
    Io dico che cominciano troppo tardi ad allenarsi e di conseguenza anche troppo tardi quel determinato sport, ma sono contrario a specializzare alcuni colpi/tattiche/allenamenti in maniera troppo anticipata, spero che ci siamo capiti. Parliamo di allenamento su una popolazione ampia, con una metodologia che dia delle indicazioni di base. :-)
    I tornei inducono a “forzare†la mano sui quelle soluzioni che ti consentono di vincere contro i pari età.
    Un punto di vista, sia chiaro, su cui possiamo anche discutere, però non dirmi ogni volta che o si fa come dici tu o si parla di sport amatoriale, perché ti assicuro che non è così che la penso io. Magari sbaglio, lo metto nel conto, sono un piccolo puntino nell’oceano di persone che ne sanno mille volte più di me, però non pensare che il mio obiettivo di partenza in questo ragionamento sia lo sport parrocchiale.
    “Tra l’altro anche tu un po’ ti contraddici: dici, non fateli giocare e fateli allenare…Non e’ che uno si fa male perche’ fa un torneo, magari si fa male proprio quando si allena…â€
    Ma non mi pareva di aver fatto riferimento all’infortunio, ma al fatto che potrebbe essere il momento per il ragazzo (che ribadisco non fa parte del perimetro di cui parlo io, perché il padre ci ha raccontato che è un precoce naturale) di incrementare il lavoro super-analitico, analitico e sintetico.
    Poi tu sei il medico e se si tratta di epicondilite probabilmente qualcosa da chiedere c’è oppure non si può?
    Che racchetta usa? Che corde usa: siamo già al monofilamento? Semplice curiosità, sia chiaro.
    “Il problema dunque e’ sempre la Scuola, e’ la scuola che ti dovrebbe dare l’occasione di praticare sport diversi…â€
    Assolutamente al 100%.
    “io mi ero limitato a lavorare sui piedi…â€
    E poi dici a me, ma scusa ma cosa diciamo di così diverso !!!
    Perché non gli hai cambiato tu l’impugnatura, vorrai mica dirmi che non avresti saputo insegnargli come impugnare correttamente la racchetta?
    :-)

  • 428.

    Stefano,
    ma a GQ e JACK chi glielo ha fatto fare di tornare in Italia ?

  • 429.

    @Roberto Coomentucci post 411. Sono più di tre anni che sento decantare Quinzi. Sui blog, forum, nei circoli, il ragazzino è visto come il messia dell’italia tennistica. Couli che dovrebbe riportare l’Italia ai tempi di Panatta e Barazzutti. Definito fenomeno, sprecato per giocare con i suoi coetanei, seguito da coach di livello e trattato come un professionista poi………………arrivi tu di cui ho grande stima per tutte le analisi sul tennis italiano fin qui fatte e da me lette e a febbraio l’8th, 2010 at 13:03 su questo blog affermi su Quinzi “ha anche un difetto tecnico piuttosto grave “. Mi chiedo, ma se se te ne sei accorto tu, tutti coloro che tra videoanalisi, lezioni, ore di allenamento si sono occupati del “fenomeno” erano degli incapaci o avevano bisogno di occhiali?

  • 430.

    Caro Bogar67, hai ragione. Ho peccato di presunzione. Ma vedi, il motivo per cui finora non se ne è fatto nulla te lo ha descritto chiaramente Stefano Grazia…

    Perché toccare ciò che funziona?

    Purtroppo all’età di Quinzi è molto difficile distinguere, anche per gli addetti ai lavori.
    Vi sono a volte fra i difetti tecnici quei personalismi che poi ti portano lontano (pensa ad esempio al diritto di Wayne Ferreira o di Magnus Gustaffson: aperture amplissime, eccessive, senza dubbio errate, che però rendevano quei colpi micidiali);

    altre volte, invece, quella deviazione dal sentiero ottimale non fa danni oggi, perché si è comunque fortissimi in altri settori, ma un domani può precluderti il successo fra i pro. Pensa ad esempio al servizio di Volandri. Da ragazzino non dava problemi: giocava sempre sulla terra ed era talmente forte negli altri settori del gioco che vinceva lo stesso… E quindi,non sapendo di essere malato, Filippo non si curava. Poi, fra i pro, sappiamo come è andata, e un tennista con un fisico e una tecnica da top 20 (almeno) ha ballato una sola stagione.

    Su Quinzi, io sarei più contento se quel grip sul diritto venisse messo a posto al più presto, perché temo che in prospettiva ne possa derivare una certa mancanza di potenza proprio in quello che è il principale colpo killer del gioco moderno.

    Ma non c’è dubbio che c’è molta gente ben più titolata di me per giudicare. Solo, che quando vedo che le scelte di programmazione sono dettate dagli sponsor, un pò di preoccupazione mi viene. Speriamo bene.

  • 431.

    Grazie Roberto, di te mi sono fatto cmq una grande considerazione, sei un appassionato e competente più di certi addetti ai lavori, se un giorno per motivi tennistici dovessi portare mia figlia a Roma, ti faccio sapere per avere un parere sulla sua crescita tecnica e tennistica.

  • 432.

    Roberto però onestamente cambiare il grip di dritto se non ci sono altri problemi meccanici solitamente non è un’operazione lunga, ci sono molti giocatori che l’hanno fatta in tempi brevi. Anzi un pò tutti i giocatori la fanno crescendo.

  • 433.

    complimenti a tutti per l’interessante e civile dibattito su quinzi. sarà interessante capire se e per quanto tempo dovrà star fermo il ragazzo.

    @ stefano
    come procede la settimana di nicholas?
    Nell’ Under 14 Englewood Tennis Club – Super Series potrebbe essere l’outsider che non ti aspetti. L’importante è fare esperienza e allenamento mentale in questi match, ma se ogni tanto porti a casa qcosa tanto di guadagnato. Sai per caso quando si giocherà il prossimo Grand Prix in-house?
    Se non sbaglio venerdi’ dovrebbe esserci il progress report del terzo trimestre. in bocca al lupo. Poi week-end lungo per i ragazzi perchè se non erro lunedì prossimo scuole chiuse per President’s Day.

  • 434.

    Il sito internet dell’USTA è veramente bellissimo.
    C’è una scheda anche su Nicholas, con tutti i suoi risultati, che mi sembrano molto buoni!

    Veramente, sito bellissimo, molto completo, trovi di tutto, anche sul tennis giovanile, che più ci riguarda.

    Veramente al livello del sito della Federtennis italiana, complimenti a questi americani.

  • 435.

    Nikolik,

    toglimi una curiosità personale, se ne hai voglia. Ma sei a libro paga della Federazione oppure sei un pasionario militante d’opinione? La cosa non sposta granchè, ma non ti conosco quindi è solo per sapere. thks in advance.

  • 436.

    Ciao Ted!

    Sono un pasionario militante d’opinione! ottima definizione, in cui mi rispecchio in pieno e che faccio mia.

    Nessun libro paga, Ted, purtroppo nessuno mi paga.

    Anche perché, come sai, nessuna federazione paga nessuno, dal momento che tutti i dirigenti e, in genere, ogni detentore di qualunque carica federale, è un volontario gratuito, non pagato.

  • 437.

    @Freddo, qui non è un normale problema di grip di spostamento rotatorio (passare da western a semi-western), ma di spostamento longitudinale, quindi cambia in maniera sensibile il punto di attacco alla palla e anche la velocità della testa della racchetta.

  • 438.

    Nikolik,

    sui dirigenti concordo ma ad esempio non mi risulta che Baccini lavori gratis. Cmq fa lo stesso. Grazie

    Tornando sui tornei dei nostri ragazzi, ho visto che dalla Gira Sudamerica i ragazzi italiani hanno raccolto poco. Il miglior risultato se non erro l’ha ottenuto la silvia albano, con gli ottavi in Colombia, al Barranquilla Open che è un G1. Tra l’altro ha perso con un dignitoso 3 and 4 da Saska Gavrilovska, che conosco e considero abbastanza forte. La Albano mi sembra una di quelle ragazze che hanno voglia di crescere e spero tanto sia migliorata dall’ultima volta in cui l’ho vista giocare, a Milano, dove ha raccolto tre game dalla Linette.

  • 439.

    @ Ted……….
    Mi pare molto strano che una persona competente, preparata ed addentro alle problematiche del movimento faccia certe puntualizzazioni.
    Baccini è un professionista, come credo di aver capito lo sia Lei e come lo sono tanti altri all’interno della FIT, e come tale giustamente percepisce un compenso!
    I dirigenti, al contrario, sia che ricoprano cariche elettive che quelle di nomina, sono dei dilettanti e come tali vengono trattati (niente compensi, ma solo rimborso di alcune spese ben documentate con ricevute fiscali!). A queste figure Nikolik faceva riferimento! Spero di aver chiarito l’equivoco!

  • 440.

    Sì, è effettivamente uno scandalo che Baccini lavori per una federazione sportiva e venga anche pagato…

    Ripensandoci, la FIT NON è una federazione sportiva….allora, tutto ok…

  • 441.

    Nikolik,
    ti potresti candidare come presidente del comitato regionale.
    Però visto che il mandato è ventennale e l’attuale presidente ha solo 10 anni di attività prima del 2020 non ti eleggerebbero. Peccato !

  • 442.

    @ Andrew
    Ma è possibile che dici sempre p……..te.! Non ti accorgi che diventi sempre meno credibile!!!!!! Sforzati almeno una volta e scrivi qualcosa di concreto!!! Lo sto’ aspettando da tanto tempo, ma, più passa il tempo e più mi rendo conto che sarà una attesa inutile! Ed io, cretino, che ti rispondo pure!

  • 443.

    @Kill Bill
    Ma come proponi a Nikolik di candidarsi al posto dell’Avv. Turi! Certo che non hai rispetto neppure dei tuoi colleghi! Povero Guido!!!

  • 444.

    giorgio-giorgio

    ti ringrazio per belle parole che recepisco come complimenti. infatti la puntualizzazione era volta soltanto a distinguere i 2 profili. tutto qua.

  • 445.

    ma giorgio-giorgio, si vede che non mi segui con attenzione allora!! vorrei vedere chi ha fatto più proposte di me!!

    Io ho sempre proposto che le persone come te, rispettabili ovunque e sempre a prescindere, vengano lentamente dirottate verso altri sport e verso altri interessi, a loro più consoni….

    Come fare? Togliendogli di mano il giocattolino della gestione del tennis attraverso i circoli.

    1) Tesseramento diretto alla federazione.
    2) Possibilità di affiliarsi come associazione sportiva e fare attività agonistica anche senza maestro FIT.

    Datti al Paddle!!!

  • 446.

    Ma qualcuno mi vuole spiegare come mai e per merito di chi il movimento tennis (nr di praticanti, nr di tornei e relativi partecipanti, allievi nelle scuole tennis, ecc.) risulta essere in costante escalation almeno in termini quantitativi ? Secondo voi questa base si è allargata o no negli ultimi anni? E’ più facile trovare un campo libero oggi o lo era ieri?

  • 447.

    Visto che si è parlato del sito USTA (Federazione Statunitense), andatevi a vedere il menu Parents nella homepage del sito.

    Nel menu Parents, è possibile trovare informazioni su come insegnare il tennis al proprio figlio e anche come diventare coordinatore di piccole squadre giovanili, il tutto senza dover essere maestri FIT o dirigenti da 500 euro a botta o quota di associazione.

    Traduco un passaggio:

    If you are interested in providing youngsters with a healthy lifetime activity, consider becoming a USTA Jr. Team Tennis League Coordinator. No prior tennis experience is needed to organize and conduct a successful youth league. An interest in tennis coupled with a love of working with youngsters is all that’s necessary.

    Se sei interessato a fornire ai giovani un’opportunità di attività salutare duratura, considera la possibilità di diventare un coordinatore di lega giovanile USTA Jr. Non è richiesta alcuna esperienza tennistica precedente per organizzare e gestire una lega giovanile di successo. Tutto quanto è necessario è interesse per il tennis e passione di lavorare con i giovani.

  • 448.

    Giorgio Giorgio
    niente di personale ma 3 Presidenti dal 1960 di cui uno ancora in carica sono un pò pochi e perdere Nikolik , sulla cui devozione mi sembra non ci siano dubbi,
    sarebbe un’ occasione sprecata.

  • 449.

    @andrew:
    “Se sei interessato a fornire ai giovani un’opportunità di attività salutare duratura, considera la possibilità di diventare un coordinatore di lega giovanile USTA Jr. Non è richiesta alcuna esperienza tennistica precedente per organizzare e gestire una lega giovanile di successo. Tutto quanto è necessario è interesse per il tennis e passione di lavorare con i giovani.â€
    Però sei scorretto, due righe sopra ho appena detto di non prendere in considerazione il sistema sportivo USA e tu subito, zac. :-)
    Ho sempre trovato strano come sia sia riusciti ad importare dagli USA le cose meno belle e invece non siamo riusciti a portare qui nemmeno l’ABC di altre cose che fanno benissimo. :-)
    Ma siccome in Italia il tennis viene considerato uno sport a sé, diverso da tutti gli altri in Italia e nel mondo intero, va gestito in modo diverso, dove ognuno pensa a sé, tutti pensano di aver trovato da soli la formula magica, i preparatori e i maestri o sono guru oppure hai una mentalità amatoriale e vabbè ce ne faremo una ragione.
    Ironico, spero si capisca.
    Quando avremo 6/7 giocatori maschi, costruiti con questo sistema “federale” o con il metodo fai da te, di cui un paio costantemente nei primi 30 e gli altri subito dietro ma nei primi 100 dichiarerò di aver avuto torto su tutta la linea.

  • 450.

    Tra pochi minuti la discussione si sposterà sul nuovo articolo di Stefano Grazia, che sta per essere pubblicato..

  • 451.

    Almeno negli US ti fai la tessera on line, paghi (anche fino a 5 anni) e poi…giochi!,senza bisogno di essere tesserato a un circolo e senza bisogno poi di svincolo. E’ vero che ogni torneo costa poi 30$ circa … Pero’ sono ben organizzati, ci sono sempre un paio di Giudici USTA in divisa che grano fra i campi (non certo paragonabili ai giudici che NON girano ne’ agli ETA ne’ ai Nike…)

  • 452.

    La discussione si sposta definitivamente qui:

    http://www.spaziotennis.com/2010/02/tgf8-the-bradenton-chronicles-3/

    Non sarà più possibile continuare a commentare sotto questo articolo..

    (Se qualcuno volesse fare un riassunto delle ultime puntate, sarebbe cosa ben gradita..)

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