Magnum IPI, Catch 22 & la Canaglia
Articolo e Foto di Stefano Grazia
All our lives
We’ve dreamed about it
Just to find that it was never real
(…)
Now you saw it coming and I saw it coming
We all saw it coming
But we still bought it
Now you saw it coming and I saw it coming but still
Running Full Steam Ahead
(David Gray & Annie Lennox, Full Steam Ahead)
There’s no fate but what we make
(John Connor, Terminator IV)
I’m the master of my fate I’m the captain of my soul
(Nelson Mandela)
Quella che si e’ appena conclusa e’ stata forse la miglior settimana da che Nicholas ha iniziato la sua avventura a Bradenton come Full Timer, e pensare che era iniziata con la minaccia di allontanamento dall’Academy! Della serie,parafrasando Andy Murray al recente Aussie Open: “I can cause the same amount of troubles as Andre Agassi,it’s just a shame I can’t play like himâ€. Ma, rifilatovi l’incipit gustoso, andiamo con ordine.
Nelle settimane passate avevate letto, con curiosità o pacato disinteresse, gli scontri anche apparentemente accesi che il Team Grazia ha avuto con l’Entourage della IMG Academy all’interno della quale è inserita da diversi anni ormai la Bollettieri Academy. Nei mesi e anche anni precedenti ho sempre elencato con estrema e masochistica onestà intellettuale accanto agli indiscutibili pregi dell’Academy anche gli inevitabili difetti senza mai comunque rinnegare le decisioni fatte a suo tempo ed esponendo i motivi alla base della nostra scelta. Premessa:in attesa d’incontrare anche noi il nostro Carlo Rodrigues, la scelta dell’Academy in Florida era obbligata e non e’ una scelta che abbiamo mai messo in discussione. E anche se magari Nicholas alla fine di ottenere una scholarship verra’ invece cacciato a pedate nonostante si sia pagata la retta, tale scelta non verrebbe egualmente rimpianta, perche’ ci avra’ dato le risposte che comunque andavamo cercando. Esaurita la premessa, logora e ripetuta, lo ammetto, ma sempre dovuta, veniamo ai fatti: qualcuno ricordera’ dunque che gia’ durante il mio soggiorno a Novembre avevo sollevato qualche perplessita’ e critica riguardanti soprattutto il Programma di Preparazione Atletica, la scarsa Attenzione Individuale e soprattutto la mancanza di Feed Back fra i vari Dipartimenti. Rientrato in Nigeria avevo poi mandato, dai Lontani Confini dell’Impero, una lettera dettagliata ma,almeno nelle nostre intenzioni, costruttiva: la risposta giunta in giornata via email non sembrava molto promettente e spostava invece il focus sul comportamento di Nicholas che sarebbe stato il motivoprincipale della carenza di risultati. “E chi lo mette in dubbio?,replicavamo noi, punitelo, fategli pulire i cessi, fategli fare perfino il giro della chiglia, ma cio’ non toglie che il Programma di Preparazione Atletica, il cosiddetto IPI, almeno cosi’ come e’ fatto nel Gruppo di Nicholas, sia ridicoloâ€. Bisogna capire che sin da quando la Bollettieri e’ stata acquisita dalla IMG e poi successivamente affiancata da altre Academies (Basket,Baseball, Golf, Soccer), la Preparazione Atletica e’ stata affidata ad un Dipartimento indipendente e distaccato, l’IMG Performance Institute (IPI appunto che in inglese suona come Ai Pi Ai e a me ha sewmpre fatto venire in mente Tom Selleck). Questo ha portato col tempo evidentemente ad una eccessiva indipendenza e distacco dai reali problemi del tennis che se da un lato va benissimo con il concetto della polivalenza, a partire poi da una certa eta’ lasciava a desiderare per quel che riguarda la specificita’ dei drills. Comunque,diciamolo subito cosi’ Gus e Archie si tranquillizzano, una cosa non dovrebbe escludere l’altra.A parte alcune contestazioni personali che riguardavano lo specifico di Nicholas, era anche di questo che ci eravamo lamentati, io per lettera e mia moglie di persona quando prima di Natale aveva chiesto e ottenuto un meeting con i responsabili dell’IPI e del Tennis e nel quale si era attirata, o almeno cosi’ gli era parso, la simpatia e la stima dei partecipanti. Da quel meeting Gabri’ era uscita con l’impressione che vi fossero due partiti contrapposti (Tennis e IPI) non in perfetta sintonia fra loro ma che comunque vi fosse lo spazio per la collaborazione e lo spirito giusto per accettare le critiche.
Al rientro a Bardenton dopo le tre settimane passate a Lagos, tre settimane in cui ci eravamo premurati di fare intensa preparazione atletica e di girare anche qualche video per far vedere come lavoravamo,Gabri’ mi riferisce subito che le cose stanno cambiando. Un Coach addirittura dice che la nostra lettera avrebbe avuto un Big Impact. Un altro Coach con forse eccessivo candore riferisce che e’ la prima volta, e non se lo aspettava, che veniva prestata tanta attenzione a richieste esterne. Uno dei Direttori in via confidenziale le dice che in effetti noi non siamo gli unici ad esserci lamentati di certe cose ma siamo quelli ad averlo fatto in maniera piu’ articolata. Purche’ non sia che tutto cambi affinche’ tutto rimanga come prima, mi dico io, ma Gabri’ mi rassicura:no,no, e’ davvero in atto una mezza rivoluzione. In positivo. E che,guarda caso, manco farlo apposta, sembra davvero la lista della spesa, ci sono proprio tutti i cambiamenti che avevamo indicato noi. Alcuni coaches, fra cui Koons, sono stati spostati perche’ non ritenuti idonei a lavorare coi ragazzini piu’ piccoli, altri come Margie sono stati trasferiti dall’Adult Program a rinforzare lo Special Help che ora occupa uno spazio molto maggiore ed e’ parte integrante della routine settimanale. Adesso,per esempio, l’ora di IPI non e’ piu’ dopo le tre ore di tennis ma prima e non e’ piu’ solo un ‘ora e il Preparatore e’ affiancato sul campo da uno degli Assistant Coaches. Ovviamente faranno ancora qualche seduta in palestra, qualche corsa fino al lago e magari qualche partitella a soccer, ma diciamo che da gennaio la Preparazione e’ piu’ Tennis Oriented. C’e’ piu’ collegamento fra i vari Dipartimenti (Tennis_IPI-Mental): magari c’era anche prima ma adesso il feed back sembra piu’ continuo, i vari Coaches si incontrano sul campo, sembrano sempre informati di quel che succede e di cio’ di cui uno ha piu’ bisogno. Ora non ho la pretesa di pensare che abbiano fatto tutta questa rivoluzione perche’ abbiamo scritto una lettera e avanzato qualche critica, sgombriamo subito ogni dubbio al riguardo: non siamo cosi’ importanti, non siamo i Portatori del Verbo e della Luce.Sicuramente tutto questo sarebbe successo comunque ma intanto fa piacere sapere, e vederselo riconosciuto, che qualche cosa comunque abbiamo cominciato a capirla anche noi.
Il problema semmai e’ che l’unico a non trar vantaggio dalla rivoluzione sembra sia proprio Nicholas che si trova intrappolato in una sorta di Catch 22 con Magnum IPI, aka Coach Stacey. Avete presente il Comma 22 di Josep Heller, ambientato nella seconda guerra mondiale in una compagnia di bombardieri? Yossarian ha paura e non vuole piu’ volare e sganciare bombe e pensa di fingersi pazzo. Ma il Comma 22 recita: Chi e’ pazzo puo’ chiedere di essere esentato dalle missioni di volo ma chiunque chieda di essere esentato dalle missioni di volo non puo’ essere pazzo. Comma 22 e’ assurto ad indicare una situazione di stallo ed e’ in questa che si ritrova Nicholas: lui verra’ spostato ad un gruppo migliore solo quando il suo comportamento sara’ tale da farglielo meritare ma il suo comportamento migliorera’ solo quando lui sara’ spostato in Gruppi Migliori essendo la permanenza in gruppi a lui non consoni la causa del suo comportamento.Mi spiego meglio: quando io ero arrivato a Bradenton avevo notato con un certo cruccio che Nicholas nel tennis era con il gruppo dei talentuosi ma irrequieti Under 12 (piu’ qualche U14) e nella IPI era invece con un gruppo piu’ vasto comprendente tutti gli Under 12 presenti all’Academy, e quindi anche bambini di 8-9 anni, e poi una decina di ragazzine fino ai quattordici anni di cui ce ne fosse stata una atleticamente dotata… Per quel che riguardava il tennis non potevo lamerntarmi troppo: in fondo Nicholas non aveva avuto tutti questi risultati da giustificare un suo passaggio in un gruppo superiore. Si, aveva vinto l’ultimo Gran Prix interno U12 e aveva un record positivo negli scontri diretti coi suoi pari e anche qualche scalpo di U14 anche di gruppi superiori, ma insomma…non e’ che li battesse tutti 61 62, anzi. Il nostro argomentare era basato sul fatto che siccome lui e’ quello che e’,non un haircut and an attitude ma quasi, magari avrebbe potuto trarre beneficio dal fatto di allenarsi con ragazzini piu’ grandi e appunto maturi. In fondo ad un obeso non gli metti sotto il naso una torta di panna e cioccolata, un piromane non lo fai giocar col fuoco e un drogato lo allontani dai compagni della strada… Con il Gruppo dei Bambini Perduti Nicholas non poteva resistere alla tentazione di assumere la leadership e fare il Peter Pan che si rifiuta di crescere. ‘Magari, ragionavamo noi, si potrebbe farlo stare coi piu’ grandi, visto che il livello tecnico del suo tennis non costituirebbe un problema…’Perche’ qual e’ in fondo l’obiettivo? Tirare fuori il meglio da lui, no? E quindi proviamo ad aiutarlo e a vedere se allenandosi coi piu’ grandi magari non si comporta meglio.Ma d’altra parte, pensavamo anche, davvero ci conviene? Si, da un lato, ma dall’altro l’Head Coach e’ Greg Hill. Ex coach on the road di Spadea e di Rios. Dello stesso Koons che non aveva probabilmente mai sentito parlare della Dolce Duchessina e non aveva mai fatto mistero di preferirgli Anish perche’ era un ‘good kid’, (e i bambini cattivi che spingano!)mi diceva Nicholas che comunque era un Coach molto bravo anche se un po’ frustrato dall’idea di dover lavorare coi ragazzini arroganti e maleducati mentre forse lui avrebbe preferito lavorare coi piu’ grandi. Del resto aveva abbandonato Singapore dove guadagnava il doppio perche’ voleva perseguire il sogno di tirare su un campione e secondo lui la strada della sua carriera passava attraverso l’Academy…Quindi se da un lato ci sarebbe piaciuto vederlo passare nel Gruppo di Ali, un Coach che anche in passato aveva mostrato simpatia ed interesse per lui, dall’altro cercavamo di far capire a Nicky,troppo ossessionato dal desiderio di salire di categoria, che forse lui aveva gia’ il miglior Coach dell’Academy.Diverso invece era il discorso dell’IPI: qui Nicholas era nettamente il piu’ atletico di tutta la combriccola che raggruppava diversi gruppi dagli 8 ai 14 anni e che era la dimostrazione lampante che qualcosa era andato perduto in fase di selezione. Del resto anche i Gruppi del Tennis non sono essenzialmente costruiti sul merito tennistico come si vorrebbe far credere ma spesso variabili come simpatia, comportamento e casualita’ entrano in gioco. Pero’ qui c’era un ragazzino che dava 20-30†al secondo classificato sul miglio e piu’ di 5’ agli ultimi per non parlare di tutti gli altri tests, drills, parametri… Al rientro da Lagos dunque abbiamo Paul Forsythe che prende sottobraccio Nicholas e Gabri’ e gli parla a lungo, gli dice cosa si aspetta, dimostra di avere intenzione di seguirlo perche’ lui ha davvero,dice, la possibilita’ di fare il Pro mentre tutti gli altri no, al massimo andranno al College…Alle parole fa seguire i fatti, lasciandolo in teoria sempre nel gruppo di Greg ma facendolo sempre giocare coi piu’ forti, cogliendo ogni possibile occasione per spostarlo anche in altri Gruppi, facendolo comunque sentire seguito ed apprezzato. Invece nel Gruppo di IPI non c’e’ alcun segnale di venirci incontro, anzi sembrano tutti piuttosto risentiti nei nostri confronti per via delle famosa lettera e delle continue intromissioni di Gabri’ nella parte del ‘genitore spaccamaroni che e’ meglio se fossero orfani’ e a farne le spese sembra proprio Nicholas che ovviamente, avendo l’empatia di una carota, non fa nulla per mediare e anzi, non manca l’occasione di mettere in discussione l’autorita’ del Coach contestando l’utilita’ di certi esercizi. Purtroppo ha spesso anche ragione ma non e’ questo il punto. Gli si prova a dire: tu fai il tuo massimo, lascia che sia la Mamma a parlare coi Coach. Niente, come parlare al vento anche perche’ dall’altra parte c’e’ appunto Magnum IPI, un coach con la duttilita’ di mente del Sergente dei Marines di An Officer and a Gentleman. Della serie ‘a me piace la vita militare perche’ se mi dicono di fare la guardia per 12 ore ad un insignificante palo della luce io la faccio senza farmi domande, lo faccio e basta’. Del resto la posizione del Management era chiara: o lui dimostra di migliorare il comportamento oppure non viene spostato nei Gruppi Superiori. Anche nel Lato Tennis Paul Forsythe sembra agire piu’ di sua iniziativa che in accordo con Chip Brooks e gli altri responsabili del Programma. Magari si ricorda di essere stato lui ad accompagnare all’aereoporto un Safin piangente scartato in quanto…troppo piccolo! Bollettieri non credeva sarebbe mai diventato un campione e non gli diede mai la scholarship. (Differenza fra Nicholas e Safin: oltre al livello di gioco, noi paghiamo!). Ma Forsythe non sappiamo bene se perche’ e’ semplicemente un buon motivatore o perche’ ci crede veramente, sembra davvero avere a cuore il percorso di Nicholas e gli da fiducia. Ma all’inizio sembra il solo. Per gli Altri viene prima questa storia del Comportamento, prima ancora dei complimenti di Brian Gottfried. Vabbe’, cosa intendiamo per comportamento? Lack of Rispect,Mancanza di rispetto per gli Adulti, I Coaches…La solita Falta de rispeito angolana che ci perseguita. Ok, definiamo il rispetto. A un certo punto salta fuori che dopo gli esercizi Nicholas mette le mani sulla testa…il Coach Stacy non vuole…Lui dopo un po’ le rimette…il Coach gli fa fare i push ups…dopo un po’ le rimette ancora, ol Coach lo caccia via… Lui con la Mamma dice: Io non l’ho fatto apposta, dopo un po’ mi dimenticavo, pensi che sia cosi’ grave?
Premesso che non metterei la mano sul fuoco sul fatto che Nicholas comunque abbia voluto mettere alla prova Coach Stacy, era dunque ovvio che Nicholas pagava la sua cattiva fama: mesi e anni di comportamento immaturo, spocchioso, arrogante…Mesi e anni di tirare la corda per vedere fino a che punto non si spezza, mesi e anni di corse in salita per recuperare una prima impressione sbagliata… E’ anche ovvio che ci fosse un po’ di ‘retaliation’ per via della lettera…stranamente tutta questa storia del comportamento un po’ ribelle di Nicholas era ben nota al Tennis (e ci son stati anni luce di miglioramento in tre mesi!) ma ad IPI salta fuori solo dopo le nostre prime critiche sulla Preparazione Atletica rivolte direttamente a Chip Brooks. Lui avra’ chiamato I Responsabili, I Responsabili avran fatto notare che Nicholas non li stava ad ascoltare. Sfido, se lo mettete a correre coi bambini di 8 anni o a fare stupidi giochini di mettersi in fila in ordine decrescente o alfabetico…, pensiamo noi. C’e’ poi la storia della Palla Medica…Poiche’ Magnum IPI-Stacy gliela voleva far prendere al volo e lui si rifiutava adducendo a giustificazione il fatto che era dannoso per la schiena e che comunque lo scopo dell’esercizio era il lancio e non la presa, era dovuta intervenire anche mia moglie e anche qui era nata tutta una querelle che era quasi degenerata in una rissa verbale. Alla fine il punto di Gabri era: ok, non sto a discutere su chi abbia ragione o meno ma se noi, genitori, ti chiediamo di non fargli prendere al volo la palla di 6-8 libras, tu mi fai il piacere di non fargliela prendere … ‘Ma, ma’m, quando ci si allena gli infortuni fanno parte del rischio…†“Eh no, carino! Gli infortuni sul campo da tennis, forse, ma non quelli in palestra…E comunque se a te ti si infortuna uno, avanti il prossimo…se a me si infortuna mio figlio, ho solo quello e mi sembra ci sia una bella differenza!†Sulla base di questo poi Gabri’ (uffa, questi genitori!) aveva richiesto un altro meeting , questa volta da Cliente IMG, cioe’ di quello che paga e che comunque negli anni e’ stato anche leale e fedele e che quindi se ha una rimostranza da fare chiede almeno di essere ascoltato.e insomma per tutto gennaio erano andati avanti a incontri, discussioni, promesse di aggiornamento mentre sempre piu’ persone vengono implicate e con Gabri’ che minaccia di togliere Nicholas da IPI perche’ ha cose piu’ importanti da fare come’che so, studiare o fare preparazione atletica!â€
Nel frattempo la vita continua a scorrere e ci sono anche i tornei nei fine settimana: il primo Torneo del Gigetto viene vinto senza problemi, il secondo e’ un Bollettieri Championship e Nicholas arriva nei quarti giocando anche bene ma rovina tutto mandando a quel paese al momento della stretta di mano il ragazzino che lo ha sconfitto. L’arbitro lo sente e fa rapporto a Julio che rappresenta la Legge all’Academy, lo Sceriffo insomma, ma Julio ha molta simpatia per quella Canaglia che gli ricorda tanto qualcuno e gli fa solo un discorsino finendo poi per abbracciarlo, ma intanto la voce si sparge e giunge probabilmente anche alle orecchie di Nick, ‘quel’ Nick. Come se non bastasse nel torneo successivo, un Superseries a Sarasota, si sveglia storto e perde al primo turno senza riuscire a trovare dentro di se’ la scintilla. Ovviamente noi non siamo stati con le mani in mano e oltre ad avergliele cantate in varie maniere e averlo punito con sottrazione di computers, play stations e paghette, abbiamo cercato come al solito di fargli capire che e’ lui, e lui solo, il responsabile del suo proprio destino. I’m the Master of my fate, I’m the Captain of my soul. Ma ogni giorno e’ un altro giorno e non sai mai cosa aspettarti. A condire la surrealita’ del tutto c’e’ anche questo fatto che gli stessi-arbitri, coaches, insegnanti, genitori altrui- che magari hanno a che fare con lui in situazioni controverse, sono poi quelli che ci vengono a decantare la sua prorompente personalita’, la sua brillante intelligenza, la sua contagiosa simpatia per poi dirci che qualunque cosa decidera’ poi di fare avra’ sicuramente successo, nello sport o nella vita. Anche a rapinare banche?, penso io. No, seriamente:Ma allora, cos’e’? Ci prendete per il culo? Perche’ mi spiego meglio, quando e’ successa quella cosa di Nicholas che si metteva le mani sulla testa, il giorno dopo Jeff, il Grande Capo IPI, approccia mia moglie e le dice: Ieri e’ successo qualcosa di grave, something bad. E lei si aspettava che minimo minimo Nicholas avesse mandato a quel paese Stacey, cosa che comunque non ha mai fatto. E invece era questa cosa delle braccia. E Gabri’ a spiegare: Ok, se Stacey avesse punito Nicholas e non mi avesse detto niente e anzi, se fosse saltata fuori, avesse detto: no, no, e’ una cosa fra noi due, ma sta facendo un buon lavoro…ogni tanto devo punirlo ma e’ normale, e’ pieno di vitalita’ e blah blah blah, non ci sarebbe stato nulla da dire, anzi. Ma andare da Jeff e riportare che era successo un grave atto di disciplina ed essere convocati dal Grande Capo e scoprire che il something bad era l’essersi messo le braccia sulla testa…mah…. Diciamo che io e mia moglie al telefono non sapevamo se metterci a ridere o metterci a piangere, incerti sul peso da attribuire a questo genere di situazioni, ‘che sia una differenza di cultura fra vecchio e nuovo continente oppure siamo proprio noi, col nostro modo disincantato e forse snob di mettere comunque tutto in discussione a prescindere?’ E Nicholas e’ davvero una Canaglia o paga solo in un ambiente ristretto le nostre colpe in fatto di educazione e l’esser cresciuto in un ambiente internazionale dove gli orizzonti sono per forza ampi? La sua cosiddetta non allenabilita’ e’ davvero tale o semplicemente lui ha bisogno di qualcuno che lo stimoli e che si guadagni la sua fiducia? Tutte domande che ci ripetiamo da anni trovando ogni volta risposte diverse e contrapposte. Per esempio, e’ mancanza di rispetto o personalita’ easy going quella di salutare sempre Coach Koons con un Whass’up racKoons? (come va,Procione?) E il Coach,ridendo: you’re such an idiot! Calcolando che e’ il Coach con cui ha avuto sempre problemi, che gli ha sempre preferito il suo rivale Anish, che ha avuto da dire con Gabri’ che lo accusava di essere sempre troppo negativo… e che forse e’ stato allontanato dal suo gruppo anche per questo, be’, almeno Nicky e’ uno a cui piace scherzare, che non serba rancore, che dimentica subito, che vuole solo essere simpatico e benvoluto … Oppure no, e’ solo uno che non capisce la differenza fra adulti e bambini, che non sa stare al suo posto, che non capisce quando fermarsi? E fra mille interrogativi arriviamo cosi’ a Lunedi’. Nicholas viene svegliato regolarmente alle 6.30 ma,nonostante tutte le prediche e ramanzine dei giorni precedenti, eccoplo li’ come se niente fosse: perde tempo a far la doccia, a vestirsi, a mangiare e arriva tardi a scuola e mia moglie dunque lo punisce proibendogli di partecipare all’allenamento (quello che piu’ gli piace, ad Academy Park con il gruppo di Ali’, coi ragazzi piu’ grandi). Mentre e’ li’ che si dispera arrivano Chip, Jeff, il Mental Coach, Lyn dell’Img e li convocano tutti e due. Jeff che pure aveva avuto due colloqui privati con Gabri’ e che sembrava molto comprensivo e partecipe, dice loro di aver riflettuto molto sull’intero caso e di aver poi chiesto il parere a Bollettieri il quale avrebbe detto che Nicholas deve scrivere una lettera di scuse a Coach Stacy…and that’s it. E se questa mancanza di rispetto si ripete, allora viene tolto da IPI e, eventually, anche dall’Academy. E questo e’ tutto.
Mentre Nicholas va a casa a fare almeno i compiti, Gabri’ che intanto era riuscita finalmente a far trasferire sul sistema americano alcuni spezzoni degli allenamenti atletici che facevamo noi a Lagos con i Circuit Training ,sebbene un po’ mortificata va comunque a un meeting gia’ fissato in precedenza con Stacey proprio per fargli vedere come Nicholas aveva lavorato con noi in passato. Stacey e’ molto gentile e si guarda tutta l’ora (e gia’ questo non e’ da tutti e solo per questo meriterebbe un apprezzamento) e riconosce che il lavoro fatto e’ eccellente e che anzi Nicholas con lui non ha mai avuto quell’intensita’ che si intravede nei video. Certo, dice Gabri’, se lo metti a gareggiare con dei bambini di 8-9 anni o con delle bambine schizzinose di 12-14, magari la sua motivazione ne risente un po’… Stacey addirittura si scusa per l’episodio della Medicine Ball e ribadisce che comunque se Nicholas lavorasse cosi’ come si vede nel video, non avrebbe problemi a spostarlo coi piu’ grandi in un gruppo di livello superiore.
A sera solita riunione di famiglia in videoconferenza con Skype ma questa volta niente prediche, ramanzine o similia.Cosa ho detto invece io a Nicholas? Abbiamo parlato della lettera di scuse. “Guarda, io non ti costringo a scrivere nulla: vuoi continuare a mandarlo a quel paese? Liberissimo di farlo ma se lo fai sappi che poi dovrai venire via da Bradenton. Dovrai tornare in Italia o ad Abuja, nel qual caso significa dire addio alle tue ambizioni nel tennis. E’ questo che vuoi? Ne vale la pena? It’s up to you, decidi tu. Io ti voglio bene lo stesso, qualunque cosa tu decida di fare ma ovviamente non e’ che se ti fai buttare fuori dall’academy, il giorno dopo andiamo alla Evert o o a Saddlebrook perche’ e’ ovvio che sarebbe esattamente la stessa cosa. Se ti fai cacciare via si torna in Nigeria o in Italia. Qui non si tratta piu’ di sapere chi ha ragione o chi ha torto ma di riuscire a lavorare con gli altri. Decidi tu. There’s no fate but what we makeâ€
Ed e’ qui che cominciano le stranezze: Nicholas scrive la sua letterina di scuse (molto bella, tra l’altro) ma ancora prima che riesca a consegnarla (si era dimenticato di stamparla, sic!) mentre e’ nel Gruppo di Stacey viene chiamato da Paul Forsythe per andare a fare una dimostrazione di footwork ai ragazzi piu’ grandi in una lezione di Pat Dougherty che e’ il Direttore della War Room, in pratica il programma che ha rimpiazzato la Strategy Zone di Lance Luciani. E poi il giorno dopo Nicholas si ritrova spostato nel Gruppo Superiore di IPI. Il resto della serttimana e’ una cavalcata trionfale: distrugge per l’ennesima volta Anish,il suo rivale di pari eta’ nell’Academy, 62 61 ma soprattutto gioca benissimo anche in allenamento meritandosi elogi in diverse occasioni da diversi coaches e soprattutto da Brian Gottfried e Paul Forsythe. Solo Chip lo critica perche’ dopo aver servito sul rovescio di Anish e aver vinto il punto, per 6 volte ha servito sul dritto.. Anche il video alla videoanalisi e’ ‘unbelievable’, secondo l’analista che pero’ e’ Ches, un ex Strategy Zone e quindi e’ di parte. Poi c’e’ il Torneo, un classico Torneo U14 del Gigetto a Sarasota ma intanto ci gioca anche Anish,che perdera’ in semi, e poi Sabato e’ anche il compleanno di Nicholas, 13 anni. Nicholas e’ Testa di Serie numero uno e ha un bye e si ritrova subito in semifinale. Vince giocando molto bene e a sera va a festeggiare con Mamma e I Parmeggiani al Jo To, il ristorante Tapa Nyaki Giapponese sulla US41.Il giorno dopo in finale Nicholas si ritrova a giocare con quello che ha battuto Anish e il match e’ uno di quelli che vinci 75 76 ed e’ questo un altro motivo di piacere: sono le partite che uno riesce a portare a casa, sono quelle che danno piu’ soddisfazione. Per inciso, pare che abbia giocato anche bene e che si sia comportato perfettamente meritando i complimenti degli Arbitri che ormai lo conoscono e lo tengono d’occhio. Insomma, Everybody Loves Nicholas! Almeno fino alla prossima puntata.E quindi, in conclusione che posso dirvi ancora? Che la vita con Nicholas e’ come una corsa in rollecoaster, ma questo lo sapevate gia’. Che io preferisco avere un figlio un po’ ribelle ad uno un po’ lesso, anche questo lo sapevate gia’. Che io ho certe idee molto opinabili anche sul carattere del campione sportivo, nemmeno questo e’ un segreto e sicuramente avremo modo di riparlarne in uno dei prossimi Spunti. No, qui volevo rimanere al discorso dell’IMG. In pratica cosa e’ successo qui? E’ successo a livello generale che dopo tre mesi hanno visto che stavano sbagliando alcune cose e si son dati da fare per cambiarle. Ripeto, sgombriamo subito la mente da ogni equivoco: noi non abbiamo affatto la pretesa di pensare di essere riusciti a far cambiare idea alla Bollettieri o all’Img. La Rivoluzione, se di rivoluzione si puo’ parlare, ci sarebbe comunque stata e gia’ da Dicembre si accennava a grossi cambiamenti soprattutto per quanto riguardava l’IPI. Dunque no,non ci vanteremo di aver fatto cambiare idea all’IMG ma piuttosto ci piace pensare che semplicemente la nostra capacita’ di analisi sia concisa con quella dei Responsabili dell’Academy il che comunque di per se’ e’ abbastanza gratificante. Mi piacerebbe anche poter pensare che certe nostre osservazioni siano state accettate con lo spirito giusto e che appunto ci sia stata da parte loro l’umilta’ di riconoscere che alcune critiche erano giuste. In quanti sarebbero stati capaci di fare la stessa cosa? Questo a livello generale.A livello personale ci hanno fatto capire che noi avevamo ragione ma loro non avevan torto.O viceversa. Magari la Disciplina Militare alla Marines in certi ambienti e’ necessaria e non ci possono essere deroghe…almeno ufficialmente. Se pero’ ci sono buoni motivi e c’e’ la buona volonta’, una soluzione, politica, la si trova sempre. Tu scrivi la lettera di scuse e intanto,prima ancora che tu l’abbia consegnata,mentre ancora noi stavamo a immaginarci la scena di Nick Bollettieri che chiedeva: ok, si, ma come gioca? Vince? No, e allora: o si scusa o fuori dalle balle!, eccoti trasferito nel gruppo dei piu’ grandi. Perche’ in fondo we were right but you were not wrong. O almeno a noi piace pensarla cosi’, e chissa’ poi invece come e’ andata veramente.
Ma alla fine della fiera la conclusione e’ davvero una sola: ci vuole una rara capacita’ di onesta’ ed autocritica per fare quel che hanno fatto con noi e stan facendo con tutti in questo momento alla Img. Hanno preso il loro programma e l’hanno ribaltato come un calzino e giorno dopo giorno cercano di aggiornarsi e continuano ad imparare senza avere paura di ammetterlo. Di quanti altri circoli, coaches, academies,perfino genitori nel mondo si puo’ dire la stessa cosa?
253 Commenti to “TGF8 – The Bradenton Chronicles Part 3”
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ted meekma for president says:
Riporto la regola di cui parla stefano nel post n. 194. la sanzione è l’espulsione immediata, senza rimborso
Intimate contact with another student or acts considered to have a s e x ua l
connotation or s e x u a l overtones. This applies to behavior in the student’s rooms,
Academy grounds, tournaments, and any other Academy related activity or function at or away from the Academy.
gabri says:
Lavinia, se ricordo bene, si chiama la Bendandi, la vedo spessissimo, frequenta la Pendleton, sul suo tennis Nicholas mi ha dato solo una guardata alla Garfield, senza dire nulla, ma comunque si allena seriamente. E’ decisamente a suo agio nell’ambiente, e so che le dispiaceva essere boarding nel senso che era riuscita ad avere la possibilita’ di stare presso una famiglia fuori, ma poi l’accordo era saltato e questo la preoccupava un po’ quando siamo arrivati insieme a Tampa, ma adesso mi sembra che stia proprio bene e so che va appena puo’ dal papa’ in Texas.
ted meekma for president says:
gabri,
quando si dice l’informazione. Grazie per il pregevole post. Sono contento che Lavinia si alleni, era sparita un po’ dal mio campo di monitoraggio, poichè non gioca i tornei Usta o ne gioca realmente molto pochi. Per completezza di informazione aggiungo che suo papà si chiama Maurizio, di Rimini, ed è l’ennesimo cervello italiano d’esportazione. Pare che sia un guru del tumore linfatico, si è (credo) risposato con una signora texana e lavora presso una clinica universitaria a Dallas.
under8 says:
WINTER CUP – Finali
Risultati terza ed ultima giornata
Oggi terza giornata ed ultima giornata ad Ascoli Piceno ed a Pruhonice (Repubblica Ceca) delle finali della Winter Cup Under 14 maschile, Under 16 ed Under 14 femminile.
Ad Ascoli Piceno, sui campi del Ct Morelli dove si disputano le finali della categoria Under 14 maschile, la squadra italiana – composta da Gianluigi Quinzi (nella foto), Filippo Baldi e Riccardo Chessari (capitano Giovanni Paolisso) -, dopo aver liquidato per 3-0 la Bielorussia nella prima giornata, ieri è stata battuta in semifinale per 2-1 dalla Francia. Oggi finale per il terzo posto contro la Russia.
Prima giornata61 62, Baldi/Chessari (ITA) b. Dubinsky/Liutarevich 61 63
(2) Francia b. Polonia 2-1
Seconda giornata
semifinali
(1) Slovacchia b. (3) Russia 3-0
(2) Francia b. (4) ITALIA 2-1
Brechemier (FRA) b. Baldi (ITA) 75 76(4), Halys (FRA) b. Quinzi (ITA) 60 61, Baldi/Chessari (ITA) b. Halys/Janvier (FRA) 63 63
Quinzi ha rimediato solo un game contro un coetaneo…andiamoci piano a considerlo gia un futuro campione…troppa pressione….
bogar67 says:
Ma questo è quel Miccini di cui si è sempre scritto?
http://www.jackmiccini.it/biografia.php
Roberto Commentucci says:
Quinzi evidentemente era ancora infortunato, esattamente come al Petit As.
Secondo me si è sbagliato a fargli fare a tutti costi il Petit As,come si è sbagliato a convocarlo in questa Winter Cup.
Riposo, cure e quando sarà guarito allenamento tecnico sul diritto.
Di coppette, ormai ne ha vinte abbastanza. Cerchiamo di attrezzarlo bene per vincere domani, quando conterà sul serio.
bogar67 says:
bah, non capisco proprio, che modo di gestire un futuro campione, certo su questo forum non sappiamo magari come stanno le cose in realtà però non ci stava in Italia uno meglio di un Quinzi che ha bisogno di essere rimodellato?
nicoxia says:
Quì nel blog,abbiamo parlato spesso della prevenzione degli infortuni,ma non siamo mai andati nello specifico,mio figlio all’inizio di un carico di lavoro superiore ha accusato dolore al dorsale destro,consulenza da Catizzone 2 giorni di riposo 3 giorni di esercizi appropriati problema risolto dopo 2 giorni problemi interno coscia destro stessa procedura dopo 5 giorni si riinizia a lavorare dopo 2 giorni inguine destro stessa procedura ora sembra aver risolto tutto,secondo me era tutto collegato al equilibrio posturale così ho comprato la Pancafit e me li sta seguendo mio nipote che ha fatto il corso.Questa è comunque una descrizione generale se potessimo andare tutti nello specifico sia con le problematiche che nelle procedure di risoluzione la conoscenza della prevenzione aumenterebbe.
nicoxia says:
Il secondo figlio è sempre più fortunato perchè può sfruttare le esperienze fatte da noi sul primo,quindi Stfano datti da fare perchè le tue fasi sensibili stanno per scadere.
nicoxia says:
Abbiamo parlato a lungo dello stretching,ma sempre sul generale,qualcuno ha detto che fa male prima del match ma non ha detto in che modo,esempio lo stretching va fatto per almeno 40 secondi e crea tutto quel che crea se prima del match lo faccio per 15 non e dannoso però non si può chiamare stretching qualcuno ,come me profano,può interpretare male.
nicoxia says:
Voi mi direte non è il genitore che deve esserne a conoscenza ma il professionista,va bene però allora vale per tutto il resto e allora cosa scriviamo a fare.
stefano grazia says:
Ma scrivere tutto di seguito nello stesso post, no?
Pero’ non ho capito:
Datti da fare a fare cosa, un altro figlio?
Io vi dico adesso una cosa che vi fara’ inorridire: che bisogna accettare il fatto che durante l’anno capitera’ raramente di giocare PERFETTAMENTE SANI…tutte le altre volte si giochera’ con un dolorino qui, un risentimento la’, una contrattura qui…Io quando giocavo a rugby non ho mai giocato piu’ di tre volte all’anno senza un qualcosa che mi faceva male…
Poi e’ chiaro: evitare di fare esercizi sbagliati, evitare di sovraccaricare la colonna con la pesistica, evitare di infortunarsi per non essersi riscaldati bene, evitare tutto quello che si puo’ evitare e soprattutto evitare di infortunarsi quando si fa preparazione atletica… Ma fare sport e’ anche la capacita’ di sopportare i carichi di lavoro, di sopportare il dolore e la fatica…E’ una qualita’ anche quella.
Alla Bollettieri si fa uso industriale di ghiaccio…
augusto says:
@stefano grazia : come al solito un informazione:
il periodo luglio e/o agosto è indicato per un periodo di allenamento alla bollettieri oppure (soprattutto per clima e frequenza) no? In quel periodo ci sono tornei nelle zone limitrofe o nella stessa academy?
nicoxia says:
Stefano sei stato tu ad indicare lo spezzetamento dei post per averne di più,ma sono passati 2 anni e non posso pretendere che tu ti ricorda.Si mi riferivo a un figlio ma era una battuta.
stefano grazia says:
No, me lo ricordavo invece ma era per Gus che passava di palo in frasca : se parli della stessa cosa penso sia piu’ semplice rimanere sullo stesso post a meno che non sia necessaria una pausa drammatica ad effetto…
Augusto: Summer Camp & Easter Camp NON sono i periodi migliori perche’ c’e’ veramente TROPPA gente e magari l’attenzione individuale e’ un po’ minore (ma non ci sono mai piu’ di 4-5 per campo, di solito 4, con un Assistant Coach e sempre un Head Coach ogni gruppo…Solo che ci possono essere due turni e un giorno cominci alle 7 e finisci alle 11 e poi dalle 12.30 alle 16 e il giorno dopo alle 9 e finisci alle 13 e poi dalle 14 alle 17…Faccio per dire, alternando ore di tennis con Teoria e Prep atletica e Match Play…) COMUNQUE AGOSTO meglio di Luglio e fine agosto,inizio di settembre ancora meglio…Anche Giugno non e’ male.
Pero’ con tanta gente c’e’ il vantaggio di avere piu’ possibilita’ di fare buoni matchplay perche’ sicuramente c’e’ parecchia gente dal sud america, dall’Australasia, dal resto dell’america e anche dall’Europa e qualche bravo c’e’ sempre… Di tornei nel week end ce ne sono sempre almeno una ventina di cui una decina nell’area Naples-Sarasota-Tampa (cioe’ a massimo due ore di auto) …CLIMA: un caldo porco e qualche temporalone con tuoni e fulmini ma di solito non si perdono tante ore, vengono in un modo o nell’altro recuperate…
ATTENZIONE: come piu’ volte ricordato, il SUMMER CAMP rivela il lato piu’ BUSINESS di un Academy come la Bollettieri e non puo’ essere paragonata ad un allenamento individuale con il proprio Personal Team (e infatti noi quando andavamo da Short timers alla fine ci eravamo inseriti in un Programma a parte)ma cio’ nonostante io consiglio sempre almeno due settimane una volta nella vita per poter capire la differenza (e si nota, si nota…), per poter vedere come si allenano gli altri, per respirare l’atmosfera, per fare qualche incontro ravvicinato di terzo tipo (soprattutto nelle due settimane prima degli USOpen)… Poi se uno e’ prevenuto, vedra’ solo i difetti e la Rincorsa al Pollo da Spennare ma di solito i difetti si vedono la seconda volta, la prima volta e’ tutto troppo bello… Di tutte le Academies in cui siamo stati LA PRIMA VOLTA non c’e’ paragone come impatto visivo, logistico, tecnico: la Bollettieri rimane, con tutti i suoi difetti che comunque la prima volta non si fa a tempo a notare,di un altro pianeta… Poi, ripeto, puo’ essere piu’ proficuo un allenamento col Maestro Pierino al Circolo Sgargabozza, io te e mamadumeme’, ma non bisogna nemmeno sottovalutare l’aspetto motivazionale …
L’altra cosa e’ che comunque si puo’ avere un’idea di quanti sono quelli che giocano bene al mondo visto che ogni settimana d’estate arrivano li’ a seconda dei nperiodi dai 200 ai 500 bambini alla volta
Freddo says:
Su Quinzi, intanto direi che bisognerebbe capire in che condizioni ha giocato perchè ho visto una sua intervista recentemente su Super Instituto Luce Tennis in cui diceva che aveva avuto un’infortunio e doveva stare fermo sei mesi….(???) Poi su i risultati prima dei 14 anni bisogna impararsi che non contano quasi una mazza, quanti bambini presunti fenomeni abbiamo avuto??? Vi cito alcuni nomi così avete idea Jorquera, Volante, Natali, Virgili gente che a 12 anni non perdeva un set ed un paio di questi neanche si sono avvicinati al tennis professionistico (alcuni hanno avuto problemi fisici, altri tecnici che magari a 12 non contano ma andando avanti, fanno la differenza)…aspettiamo almeno i 14 anni per capire se uno ha qualche possibilità di diventare professionista perchè i fattori sono troppi anche di crescita tra i 12 ed i 14 anni..se uno è bravo a 14 anni ci si può lavorare sopra ma la strada è ancora lunga…se non si fà un discorso serio si illudono famiglie e bambini…ho avuto l’impressione che Quinzi nell’intervista già si sentisse non dico un campione arrivato ma insomma diceva cose tipo “nella carriera dei tennisti gli infortuni capitano” adesso onestamente detto da un bambino che a 14 anni appena compiuti che si sente già un tennista cioè un professionista fà un pò ridere….
mirmidone says:
@ Freddo – 216
L’impressione che ho avuto vedendo (per la verità rarissime volte) Gianluigi Quinzi sia quello di un ragazzino già impostato e votato alla carriera professionistica.
Del resto, come si può fare a motivare un ragazzo/a di quella età a fare enormi sacrifici in termini di rinunce e fatiche se non prospettargli un futuro “glorioso�
Senza intenti polemici di qualsiasi tipo, mi piacerebbe sapere, dalla tua esperienza, quali possano essere le molle motivazionali (diverse da quella sopra) che possano incentivare gli agonisti di punta di quella età .
Grazie per la risposta
Freddo says:
Mirmidone il mio punto di vista è che deve soprattutto piacergli, è chiaro che i bambini tendono a fare ciò che gli dà soddisfazione, ma un bambino tra i 12 ed i 14 non può già pensare di essere quello che non è, sicuramente non è un professionista perchè non guadagna dal tennis, non è il suo lavoro, questo deve essere chiaro al massimo può essere uno che prova a diventare un giorno un giocatore.
Non è il sogno che và levato che è il motore e che è assolutamente leggittimo che è quello che muove tutto, ma ci deve essere l’equilibrio da parte di tutti di dire che a 12, 13, 14 ma anche 18 (solitamente) non si è professionisti si è tra la schiera di quelli che ci prova a fare il professionista, in questa differenza che è poi una costatazione c’è la distanza tra un’illusione ed una realtà .
Il sogno deve esserci sempre ma intorno a lui ci deve essere sufficente raziocinio per capire che la strada è lunga e che bisogna lavorare per ottenerlo ma senza pensare di averlo già in mano.
Quinzi non è un professionista e nessuno sa se lo diventerà mai e non è giusto che pensi di esserlo perchè se ad una certa età si renderà conto di aver vissuto un’illusione si porterà a preso la frustazione tutta la vita….se invece penserà di aver inseguito un sogno e di avecela messa tutta cq sarà un successo.
Questo è il mio punto di vista, ma non vuole essere ne una condanna ne un accusa per i genitori di Quinzi, per delle impressioni probabilmente superficiali che ho avuto, dico solo stiamo attenti, noi che siamo appassionati, le riviste di specialità e chi gli sta vicino ad avere equilibrio perchè parliamo sempre di un bambino.
ted meekma for president says:
Su Quinzi, vi faccio solo notare che ha perso contro il vincitore di Tarbes, contro cui avrebbe perso comunque. I francesi sono più forti degli italiani. Sia da junior che da Pro. E se andiamo avanti di questo passo il gap è destinato ad allargarsi nel tempo. Punto
Al doc,
non so se sei al corrente ma…nel torneo G-14 USTA National Open disputato a Largo (Contea di Pinellas) Julia O’Loughlin ha battuto Maria Shishkina in Semi 1 and 6 e ha vinto il torneo. Nefedova ha superato solo un turno, ma lei è piccolina, giocare G-14 è dura. Ha poi vinto il torneo consolation.
La settimana del 6 febbraio Maria Shishkina aveva vinto il torneo di Seminole, un G-16 con tabellone più abbordabile.
Tieni presente che dopo la sconfitta rimediata da Francoise Abanda all’Obie, Maria non ha giocato tornei per due mesi. Scelta saggia che condivido. Torna sul campo in febbraio, 11 vinte 1 persa il suo bilancio ad oggi. Not that bad.
nicoxia says:
Stefano,gioco ancora a calcio a 45 anni so cosa vuol dire convivere con i dolori,ma secondo me il dolore è un segnale del corpo che ti segnala un problema,ora se tu hai mal di denti,prendi un antidolorifico e dopo vai dal dentista ci sta ma se pensi di risolvere il problema stai sbagliando qualcosa,quindi la conoscenza della probematica è secondo me fondamentale.Mia figlia doveva affrontare una finale,accusava un dolore in un puto della spalla,sono andato da Catizone ha individuato il problema mi ha esposto il comportamento da tenere siamo andati ha vinto dopo 2 giorni il problema non c’era più.Stessa cosa poco tempo fa con il maschio individuato il problema esposto il comportamento da tenere siamo andati al torneo e dopo aver attuato la procedura ha dato la mano al suo avversario ha chiesto scusa e siamo tornati a casa.A voi non interessa conoscere queste notizie,ma forse se le avesse conosciute qualcun altro ora forse dovrebbe aspettare meno il suo rientro nella condizione ottimale.Perchè per me la cosa importante è lo sviluppo psicofisico ottimale di mio figlio e non ci può essere sponsor che tenga.Il maschio è da un anno che gioca con i dolori alle ginocchia,mi hanno detto dovuti alla crescita,conoscere eperienze di altri per me sarebbe importante ma io come al solito dico cose per me importanti ma probabilmente banali senza futuro.
David says:
Freddo sono daccordo con te al 100%. Voglio aggiungere qualche spunto per le vostre analisi:
Porto San Giorgio 2008 si sta per celebrare la vittoria annunciata del campioncino di casa. Se non prendi posto in tribuna 1 ora prima te lo perdi. Ad accogliere la fiumana di gente i sorrisi benevoli di papà e mamma Quinzi. Incassano complimenti, ricambiano sorrisi, dispensano consigli, si scherniscono addirittura.
” L’avversario di oggi è molto forte….Con tutto questo pubblico…Fino a ieri non è riuscito ad esprimersi…”
Ripetono le stesse storie più volte, con pazienza, ogni volta la prima volta, non vogliono deludere nessuno. Prendono posto in tribuna, i ragazzi entrano in campo…Composti assistono alla finale e…il miracolo si ripete, la madonnina ha pianto!
Un passo indietro. Il primo giorno di gara GL si avvicina al campo 1 dove Luca, giovane siciliano, sta per entraree in campo. E’ alle prese con una specie di stratching per combattere l’ansia, è visibilmente emozionato:
“Sei siciliano?”
“Si”
“Giochi anche tu con questa Wilson? Ti trovi bene?”
Mi colpì l’interesse del bambino famoso per lo sconosciuto, diciamo che me lo rese immediatamente simpatico. Ero seduto in tribuna con altri ragazzi e alcuni genitori/maestri.
“Si ci gioco da quest’anno, mi piace molto”
“C’hai il contratto?”
“No, ora no. Ma il prossimo anno il maestro me lo farà tramite il negozio.”
“Ha!… Io c’ho quello da pro, mi danno sette telai e tutte le corde che voglio!!!”
GL è un ragazzino simpatico oltre che estremamente dotato, non c’è malafede in quello che fa e dice, i genitori sono persone sensibili, educate, colte ed in totale buonafede.
Campionati italiani U/14 femminili, il papà Direttore Sportivo pensa bene di organizzare i campionati proprio nel suo circolo. La figliola è molto dotata e nettamente la più forte. 1/4 sotto al terzo set con l’avversaria storica con la quale non ha mai perso. Disperazione, incoraggiamenti dei genitori, dei soci e degli amici, qualcuno gufa e se la ride sotto i baffi. Annulla un match point sul 4/5, grida, corre, rema, incrocia con occhi imploranti gli sguardi delle persone fidate e poi….la liberazione 7/5. La madonnina ha pianto ancora e a quanto pare piange spesso.
“Lo sciocco pensa alla medaglia, l’artista alla strada che c’è da fare” (Nietzsche)
Penso che in Italia manchino gli artisti e abbondiamo viceversa non di sciocchi ci mancherebbe, ma di politici, di intermediari, di esperti, di opinionisti, di avidi, di golosi, di tutto e subito, di saltimbanchi, di chiacchieroni, di Bruni Vespa. Scarseggiamo in fiducia nelle nostre capacità (nonostante le reiterate dichiarazioni di superiorità da parte dei capi popolo) e allora ci accontentiamo e perdiamo gradualmente la capacità di sognare in grande. Mettiamo in bacheca quello che possiamo, anche la coppa Porro Lambertenghi va bene.
Mi hanno colpito le interviste di Andrea Stucchi e Corinna Dentoni che sostanzialmente dicono la stessa cosa: “Qui in Spagna si lavora più sereni che in Italia.” Non meglio o di più, ma più sereni!!!
Probabilmente si sentono come quelle migliaia di pellegrini che percorrono ogni anno il CAMINO DI SANTIAGO DI CAMPOSTELA, non cercano visibilità , non si esibiscono, vogliono crescere, migliorare come persone, come uomini e donne, come atleti. Si godono la loro magnifica avventura e i giorni che li separano dalla meta, senza fretta, senza chiedere ogni minuto quanto manca. E il giorno dell’arrivo……Probabilmente non vedranno l’ora di partire per una nuova avventura.
Forse quello che potremmo fare in Italia, ma direi più semplicemente a livello individuale come allenatori-genitori-dirigenti, per ricostruire la fiducia nel movimento è proprio di immaginare il tennis giovanile come metafora. Un mezzo per crescere, per riconoscere i limiti e per superarli, per sognare e realizzare i sogni senza scorciatoie e senza accontentarsi delle facili vetrine. Insomma credo che molti di voi l’abbiano già iniziato e perciò mi associo a Stefano Grazia di cui apprezzo la sincerità e godibilità dei suoi racconti, lo spirito di servizio (un pizzico di narcisismo non guasta, anzi…) che laicamente mette a disposizione degli altri. Ho letto anche tutti gli interventi, condivisibili o meno, da cui comunque traspare sempre autenticità e voglia di imparare.
Grazie a tutti
stefano grazia says:
Si, Freddo, tutto giusto, tutto vero, ma tutti i bambini che poi entrano nei Top 100 10 anni dopo, 10 anni prima quando erano bambini facevano la vita di Quinzi e cioe’ in pratica non andavano gia’ piu’ a scuola, avevano sponsors, si allenavano con grandi coaches e palleggiavano con giocatori gia’ famosi…e’ ovvio che, essendo appunto dei bambini, si sentano dei professionisti … E’ una sottile linea di demarcazione molto facile da oltrepassare senza accorgersene… La Shiskhina citata da Ted e’ ancora piu’ professionista di Quinzi… Ce la fara’? boh, non lo so: molti di questi bambini non ce la faranno, ma quelli che ce la fanno escono da questo tipo di environment: sbagliato, sbagliatissimo, ma cosi’ e’…Anche quelli di cui non si sente minimamente parlare alla fine fanno la stessa vita, sono dei minipro solo che gli sponsors sono in pratica i genitori…Sendegeya, un 96 di cui nessuno di voi ha mai sentito parlare al di fuori di queste pagine, e’ uno dei tanti…eppure anche luin probabilmente si sente un professionista…Poi i suoi genitori, due medici inglesi anche se la madre di origini greche e il padre ugandesi,lo spingono a continuare la scuola e infatti dopo il Petit as in cui non e’ riuscito ad arrivare al Main draw, e’ tornato a Bradenton proprio per non perdere altri giorni ma gia’ il prossimo anno devono affrontare il dilemma della scuola On Line o Home Learning con Personal Tutor o le due cose insieme … Quello che voglio dire e’ che e’ facile criticare e fare i moralisti perche’ in effetti solo un folle non vede i pericoli di una situazione di questo genere (E infatti io suggerivo nper DECRETO l’obbligo di una laurea prima di poter accedere all’agonismo) ma quando il 95% dei ragazzi intorno a te fanno queste scelte e’ difficile per te andare in senso contrario… Ovviamente il mio idolo e’ Gaudenzi (o Boranga o perfino Iannacci) ma non e’ semplice …
Freddo says:
Vuoi sapere quanti a 12 anni facevano la vita di Quinzi e sono arrivati nei 100 beh una percentuale infima, campioni annunciati così giovani che sono entrati nei 100 quasi nessuno…..vuoi prendere come esempio Federer? Giocava a casa sua tranquillamente come tuti i ragazzini poi credo intorno ai 14 anni mandato in un centro federale svizzero come centinaia di altri dove tra l’altro ha fatto fatica ad adattarsi all’inizio e poi con il tempo è diventato Federer….vuoi prendere Nadal che ha cominciato prestissimo il professionismo ma che è stato praticamente cresciuto a casa sua dallo zio…vuoi prendere gli italiani? Fognini è stato cresciuto a casa da Caperchi ma sotto casa….non penso che nessuno a 12 anni si sentisse un professionista sinceramente ed è invece il desiderio di diventarlo che ha contribuito a farli diventare forti…
Ho un’amico che si chiama Manolo Jorquera che a 12 anni era considerato un fenomeno con tanto di copertina su Tennis Italiano, beh quella copertina gli ha rovinato la vita perchè non si è più dato pace del fatto di non essere diventato forte…è molto diversa l’amarezza di chi è stato etichettato campione e ci ha creduto e di chi invece diventa professionista con l’ambizione di diventare forte…credetemi è una differenza abissale di prospettiva…
Io non dico che è facile fare questa separazione per carità Stefano ma se noi siamo i primi a strapparci i capelli perchè Quinzi ha fatto un game con un pari età dopo che era stato etichettato come il nuovo futuro Panatta pensa come potra sentirsi Quinzi che ha 14 anni appena compiuti?
Mi è stato raccontato che il primo anno che Federer venne al lemon Bowl perse 6-0 6-0, nessuno lo conosceva quindi nessuno ne ha parlato, evidentemente quella sconfitta è servita allo svizzero per migliorarsi perchè l’ha interpretata nella giusta maniera. L’equilibrio è fondamentale quindi soprattutto se si parla di bambini, non è facile, ma le persone che ha intorno Quinzi devono essere le prime a capirlo…
Gus says:
@stefano:
. Spero di non dire una cosa che verrà sottoposta al massacro in stile stretching, ma è opinione medica comunemente espressa quella per cui lo sport agonistico e in particolare lo sport professionistico non siano “fisicamente†salutari. E’ un’opinione che io non condivido perché esamina solo alcune delle componenti dello sport, ma la dicono i medici e quindi un qualche fondamento ci sarà .
“Io vi dico adesso una cosa che vi fara’ inorridire: che bisogna accettare il fatto che durante l’anno capitera’ raramente di giocare PERFETTAMENTE SANIâ€
Mai, non si gioca sani, mai
Poi sarà colpa della postura, della botta, della supercazzola, ma sani mai
Personalmente allo sport ho già lasciato crociato e menisco del ginocchio sx, menisco del ginocchio dx. Qualche anno fa anche una bella epicondilite.
“Ma fare sport e’ anche la capacita’ di sopportare i carichi di lavoro, di sopportare il dolore e la fatica…E’ una qualita’ anche quella.â€
Giustissimo e molte di queste qualità le hai nel tuo dna.
“Alla Bollettieri si fa uso industriale di ghiaccio…â€
Al corso di traumi, distorsioni, ecc.ecc. fatto con un medico del centro di medicina dello Sport, alla fine, al succo della questione agli allenatori viene chiesto un primo soccorso ma con moltissima cautela e poi ghiaccio, ghiaccio, ghiaccio.
Ormai le “mie†ragazzine sanno a memoria come devono usare il ghiaccio.
“No, me lo ricordavo invece ma era per Gus che passava di palo in frascaâ€
Ultimamente mi tratti veramente male
@nicoxia:
Possiamo anche parlarne, anzi, parliamone pure ci mancherebbe. Però anche tu dici che sei andato da Catizzone, io ad esempio vado e porto spesso mia figlia da una fisioterapista. I problemi possono essere diversi e una relazione causa-effetto non è facile neppure per gli specialisti.
Infatti, secondo me, se tu vai da un’osteopata o da un fisiatra avrai già due risposte diverse.
Tu dici che tuo figlio ha avuto lo steso problema di tua figlia e quindi avete, saggiamente, ritirato il ragazzo. Ma questo fa anche parte dell’esperienza di un genitore che ha fatto sport o fa sport. Magari non riconosci esattamente il problema ma segui la strada della precauzione.
In ogni caso, stando almeno al corso fatto con il medico del centro di medicina dello Sport, il ghiaccio è il ghiaccio.
“Il maschio è da un anno che gioca con i dolori alle ginocchia, mi hanno detto dovuti alla crescita, conoscere esperienze di altri per me sarebbe importante ma io come al solito dico cose per me importanti ma probabilmente banali senza futuro.â€
Come in tutte le cose bisognerebbe essere sicuri che le risposte arrivino dalle persone giuste e la ricerca di un medico specialista affidabile non è più facile di quella di un coach di tennis, anzi.
Se sei di zona Piemontese, sicuramente per le ginocchia ti consiglio il dottor Stefano Carando, che lavora a Bra e a Torino. Spero di non essere perseguito per pubblicità occulta.
stefano grazia says:
Ma non fare il permaloso anche tu, Nicox, chi ha detto che non siamo interessati? Racconta, invece…Ti diro’ invece che qualche Medico Orgoglioso & Permaloso (il 99%) si sarebbe chiesto perche’ invece di andare dal Medico o dall’Ortiopedico tu sia andato dal Preparatore Atletico: non io, invece, che qui a Lagos combatto col mio collega che ad ogni paziente che gli viene a chiedere di rimetterlo a posto per poter giocare a golf o a tennis lui inflessibile (e con sadistico piacere perfino perverso) gli prescrive invece Riposo Assoluto mentre io mi arrabatto distinguendo nettamente la mia posizione: come medico ti devo consigliare il riposo…ti posso invece dire quello farei io…(Il che non esclude perfino l’iniezione di Voltaren-Muscoril o una intraarticolare di cortisone… Ovviamente questo vale per vecchi catorci maggiorenni in grado di valutare i pro e i contro e decidere se eventuali effetti collaterali valgono o meno la perdita di un paio d’ore di tennis o di golf e non per dei bambini…
L’argomento da te proposto e’ validissimo e sono sicuro che il mio amico Mauro sara’ sicuramente interessato pero’ non e’ che ti devi incazzare se io non scrivo immediatamente un pezzo a sostegno…Tra l’altro, qual era esattamente il problema? Una contrattura? una distrazione muscolare? e quali erano gli accorgimenti adottati? Tra l’altro proprio mentre stavo per aprire avevo copiato e incollato una riflessione di Jon wertheim sulla messe di infortuni e ritiri che sta colpendo la WTA (e non solo) in questi giorni: lo score del secondo giorno di Dubai sembrava un Bollettino di guerra…con tre partite interrotte per infortunio su cinque… Chiosava l’ottimo Wertheim: in tennis i nuovi vestiti dell’Imperatore e dell’Imperatrice sono ormai costituiti da ice pack,ace bandage e ginocchiere, cavigliere, cerotti sostenenti…
nicoxia says:
Stefano,non è che vado dal preparatore atletico al posto del dottore ma prima,infatti per la mia di spalla mi ha mandato a fare la risonanza.Non sono permaloso faccio solo delle semplici constatazioni.
stefano grazia says:
Ringrazio David di cui ho apprezzato il ritrattino di GQ che devo dire e’…perfetto. GQ e’ infatti accusato da molti di essere un montato ma in realta’ e’ molto ma molto piu’ disponibile di tanti ragazzini molto meno bravi e ‘famosi ‘ di lui e infatti fra quelli dell’Elite e’ l’unico che ha subito accettato di fare qualche scambio con Nicholas quando gliel’ho chiesto:si e’ rimesso le scarpe che si era gia’ tolto ed e’ anche stato prodigoi di consigli…Sendegeya per esempio, che pure e’ cresciuto con Nicholas alla Strategy zone, e che ha preso una Scholarship dall’IMG piu’ che altro perche’ e’ un ragazzo bravo serio e umile, il tempo per fare quattro palle non l’ha ancora trovato (il gruppo Elite non si mischia con gli inferiori…ma non e’ quello nemmeno il messaggio, e’ che la maggior pressione ce l’hai quando giochi con un bambino piu’ piccolo o che e’un nessuno: e metti che scopri che quello gioca meglio di te? Sono pensieri meschini o piu’ che pensieri meschini semplici normali paure di bimbo… GQ ce le ha anche lui, queste paure, e le nasconde con la sua aria da guasconcello un po’ sgrammaticato (in fin dei conti e’ pur sempre un marchigiano, ah ah ah) ma direi che quel che gli succede e’ la conseguenza quasi normale ed inevitabile … E’ un senso di superiorita’ e predestinazione molto facile da criticare ma difficile da evitare se capita proprio a te di vivere la stessa situazione… a volte forse la cosa migliore che ti puo’ capitare, penso, e’ una maturazione piu’ lenta, una esplosione a scoppio ritardato…Ma poi mi becco subito: a-ah, anche tu con la sindrome della Volpe e l’Uva…
Sulla Spagna (Franza Spagna purche’ se magna) non vorrei che fosse piu’ serena per chi spagnolo non e’…Voglio dire che magari anche l’Italia e’ serena…per ljubcic…O per Cilic. Nemo propheta in patria e tutto questo genere di cose: magari non proprio ma un pochino magari anche si. Ne parlavamo proprio io e mia moglie al telefono l’altra sera e ci dicevamo che tutto sommato noi siamo abbastanza fortunati e contenti di essere fuori da tutte le beghe e le politiche delle convocazioni, dei raduni, dei ranking nazionali … Noi ce ne stiamo li’ in Florida e se son rose … fioriranno. Oddio, la politica, lo avete letto, c’e’ anche all’interno dell’Academy, tutto il mondo e’ paese, ma alla fine e’ la legge del campo quella che conta, it’s you and me, baby, just you and me…Che ci riporta allora all’altra contraddizione: si, ok, ma se vincere adesso non e’ importante, se vuoi giocare per vincere domani, come fai se non vinci ad ottenere l’attenzione… Eh, lo so, siamo di nuovo daccapo. Sul sogno invece vorrei ricordare il nostro primo postulato e cioe’ che due sono le condizioni essenziali perche’ un sogno possa avverarsi. La prima e’ la capacita’ di sognare. la seconda: la perseveranza nel sogno.
ted meekma for president says:
Freddo,
attenzione a sovrapporre periodi storici diversi. oggi è molto più dura di quando Federer era un junior. Il bacino degli agonisti si è ulteriormente allargato, la competizione e il livello generalmente espresso sono molti più alti di allora (metà anni novanta). Inoltre trovo sbagliato dire che Nadal non abbia fatto carriera junior: ha vinto 2 Nike Junior Tour e soprattutto quel torneuccio di poco conto chiamato Les Petits As, che nessun italiano è riuscito mai a vincere (credo mai in finale ma vado a memoria).
Attenzione a non cadere nell’errore di far coincidere l’elevata specializzazione precoce con il fatto di allenarsi in una tennis academy. Non è così. Ci si può specializzare precocemente anche stando a casa, se c’e’ gente valida che si prende cura di te.
Non entro nel merito. Non so se è sia giusto o sbagliato. Dico solo: facciamo attenzione quando sovrapponiamo periodi storici radicalmente diversi, perchè corriamo il rischio di fare un riso e fagioli, dove il prodotto finale è la disinformazione.
stefano grazia says:
Federer e’ entrato a 13 anni al Centro Federale ed era gia’ considerato molto molto promettente in Svizzera nonostante fosse una canaglia peggio di Nicholas… No, quello che intendevo dire io e’ che ANCHE quelli che non sono bravi e famosi come Quinzi ormai fanno la sua stessa vita…Magari quelli che a 12 anni erano le stars (conosco la storia di Jorquera) non diventano poi campioni perche’ appena cominciano a perdere non sono abituati e non riescono a far fronte ai propri insucessi del momento, questo non lo discuto, sono d’accordo, ma credo che pensare che gli altri ragazzini siano molto diversi dai quinzi credo sia peccare d’ingenuita’…Non dico che sia giusto, dico solo che l’unica differenza sono le sconfitte. Ma sono d’accordo con te: fare dei post come quelli di King of the Swing che si preoccupa e dispera per Miccini e Quinzi mi provoca un certo disagio e anche la voglia di gridargli Get a life!, procurati un hobby … Ed e’ il motivo per cui, qualcuno lo ricordera’, ho avuto un contenzioso con Ted sostenendo che a livello Junior il giormnalista sportivo dovrebbe riportare solo l’eventuale notizia positiva e non interrogarsi sul perche’ e come mai il tal giocatorino ha perso con questo o quel giocatore… Perche’ magari quel giorno si e’ svegliato storto e non ne aveva voglia, magari quel giorno li’ invece di giocare a tennis aveva voglia di andare al mare, a fare un giro in bici, giocare a Risiko o a Subbuteo o al nuovo FIFA 2010 …E in un bambino,in fondo, la cosa e’ normalissima e plausibilissima.
David says:
Ho simpatia per chi ci prova!
Meno male che ci sono dei matti che vogliono fare gli attori, gli artisti e i tennisti. I genitori di Bode Miller vivevano in camper come figli dei fiori, era ciò che volevano…poi lui è diventato un campione. Certo è un caso, ma se non lo fosse diventato si sarebbe divertito lo stesso e magari oggi girerebbe il mondo con la barca a vela. Ci sono tante persone che vivono in maniera alternativa ma non per questo meno autentica, quello che conta è crederci e non avere troppi rimorsi…Se poi non ce l’avrò fatta…..E’ stato bello lo stesso. Va bene così senza moralismi. Qualche dubbio mi viene quando non c’è la convinzione o il sogno e allora domande del tipo:”Vorrei sapere se ci sono possibilità , se può arrivare, se no è meglio che studi, proviamo 1/2 anni e poi si torna indietro”
Silvio Soldini non la pensa così, una volta salpati si traversa e ci si “gode” pure le tempeste!
Freddo says:
Mai messo in dubbio che Federer fosse promettente solo che ha fatto un percorso giovanile come centinaia e migliaia di altri però lui è diventato Federer.
Io non credo che sia più dura di quanto lo era quando Federer era junior semplicemente più che la sostanza sono cambiati i messaggi e la comunicazione…il problema secondo me è vedere quanto contano i risultati a 12 anni perchè possiamo discutere quanto vogliamo ma se è statisticamente provato che non portano a molto i risultati a quell’età non conta neanche forzarli a quell’età , ma trovare una via di mezzo…
Non è un mio concetto è semplicemente quello che la maggioranza dei dati dimostrano, dopo a 13 e a 14 giusto prepararli al professionismo, perfetto, ma prepararli perchè professionisti non lo sono assolutamente, poi le scelte, il talento, il fisico, la testa, la passione tutto quello che volete faranno la differenza, tutte queste cose insieme e non sarà facile.
Quello che è cambiato in questi anni è la comunicazione e se prima certe cose non si sapevano neanche adesso se si vincono partite a 12 anni, lo sanno un pò tutti e diventa più difficile gestirla con equilibrio, perchè le pressioni sono maggiori…poi il tennis è cambiato ma non rispetto a quando era bambino Federer ma negli ultimi 10 anni se non 20, la competizione è aumentata ma i campioni nascono nella stessa maniera non perchè chi sà come sono stati allevati ma perchè hanno dentro qualcosa di diverso che aiutati li ha portati a diventare campioni…aiutarli è giusto andare oltre è inutile o spesso dannoso….
Freddo says:
X Ted
Il mio messaggio non era riferito a chi manda i figli all’accademia di Bollettieri perchè è una scelta che in molti casi può essere condivisibile, nel caso di stefano e l’ho già detto mi sento di condividerla.
Io mio riferivo al fatto che Quinzi (da quello che ho sentito in un’intervista) si sente già un professionista e la cosa a quell’età mi sembrava eccessiva, discutibile e pericolosa. Poi magari sbaglio ed ho interpretato male quell’intervista ma sono partita da lì per fare considerazioni su quanto i risultati a 12 anni contano poco e che bisogna avere equilibrio. Tutto qua, non volevo andare oltre nella mia discussione onestamente.
ted meekma for president says:
Freddo,
“Federer fosse promettente solo che ha fatto un percorso giovanile come centinaia e migliaia di altri però lui è diventato Federer”. Auguro a tutti quelli che ci provano di vincere Wimbledon Jr, l’Orange Bowl, di fare finale allo Us Open Jr, solo per citare qualche perla del cv da junior di Federer.
Dagli anni ’90 sono cambiate molte cose. Nella Sostanza. Prendi ad esempio il far east, un mondo tennisticamente inesistente negli anni novanta. Oggi hai la Cina, hai Taiwan, dove il tennis cresce a ritmo vertiginoso. Loro sono i più ricchi del mondo, quando si dedicano a uno sport lo fanno seriamente. Tieni presente che hanno appena iniziato e a livello femminile sono già stra-competitivi.
Miccini e Quinzi sono un hype tutto italiano, perchè all’estero hanno vinto poco ad alti livelli. Facciamo attenzione ad indicarli come junior dal curriculum impeccabile, attesi alla prova del nove da pro. Non è così.
I risultati a 12 anni sono importanti se batti avversari che hanno quattro anni più di te, come nel caso della Shishkina. Altrimenti non sono tanto importanti. Sono solo un test. Poi, sai, dipende da come vengono letti. Per me che gli italiani non siano competitivi a Tarbes è importante, perchè mi dice si lavora male a livello di formazione. Mi dice che i Centri Tecnici non funzionano, che il recruiting dei ragazzi è scadente. Mi dice tante cose. Poi, certo, se qualcuno si esalta per le vittorie Quinzi, indubbiamente esagera. Detto questo, non è corretto a mio avviso buttare il bambino con l’acqua sporca.
stefano grazia says:
Si, concordo con Freddo e ci pensavo l’altro giorno leggendo della rinuncia alla Davis di Seppi e chiedendomi se in fondo era davvero una notizia su cui perdersi in centinaia di posts come e’ successo su alcuni blog…Quel che e’ cambiato e’ la comunicazione … Vabbe’, una volta si andava al Bar sport e si commentavano, a voce, gli articoli della gazzetta, il resoconto degli allenamenti infrasettimanali, il calcio mercato, le voci su questo e quello… Di fronte alle tentazioni della rete con tutte quelle notizie a disposizione siamo diventati tutti dei Biscardi…
Federico Di Carlo says:
Freddo, David,
un detto inglese sostiene “there really are no failures in life. There are only successful experiences and learning experiences”. Parole che sono l’equivalente del motto centrale scritto sul tunnel che porta i giocatori dentro al campo a Wimbledon spesso citato da Stefano. Molti genitori italiani non sanno cosa vuol dire ed educano i juniors alla mentalità della vittoria (ed ancora peggio persino adattando il proprio gioco). Tale mentalità genera per contrappasso pressione ed ansia da prestazione nei ragazzi (portando in se l’idea del male oscuro della sconfitta da esorcizzare)che sono tra gli impedimenti psicologici maggiori ad una sana e completa maturazione dell’uomo e del tennista. Ed anche uno dei motivi più ricorrenti per cui molti tennisti in erba si perdono per strada. Fa piacere leggere i commenti di chi, come voi, cerca di proporre modelli educativi sani e rispettosi della persona.
stefano grazia says:
@Ted:
Poi, certo, se qualcuno si esalta per le vittorie Quinzi, indubbiamente esagera
Secondo me non e’ quello il punto, o almeno non e’ il principale: anche il preoccuparsi quando queste vittorie non arrivano piu’ e’ anomalo, esagerato…Una cosa e’ usarle come termometro della situazione italiana, un’altra e’
Certo, voi direte: se non si mettono prima sul piedistallo, non ci sarebbe poi bisogno di tirarli giu’… Verissimo anche questo. Ma io mi riferisco ai media, non ai genitori, famigliari e amici che in fondo cosa devono fare quando il proprio figlio, parente, amico vince se non essere contenti? Sputargli in un occhio?
Comunque e’ buffo perche’ nell’articolo consegnato stamattina ad Ale e che credo verra’ inserito domani ci sono i germogli anche di questa discussione…
Ricordatevi questo nome: Bolt. E non mi riferisco ad Usai.
Freddo says:
Ted io parlavo del percorso che significa le esperienze la formazione, voglio dire Roger ha fatto le stesse cose nel centro svizzero di Bohli e Chiudinelli poi però c’è un solo Federer, Mergea ha vinto Wimbledon Juniores come Federer se poi vuoi per forza rapportarlo ai risultati….
è una provocazione la mia ma per dire che se hai un 14enne tra i più forti del suo paese primi 4 o 5 può lavoraci e pensare di avere un giocatore ma se hai un 12enne che è il più forte al mondo è vuoi farne un professionista ha più o meno le stesse possibilità di vincere al lotto, pensa solo fisicamente quanto cambia un bambino negli anni…In sostanza vogliamo illuderci o credere di avere un talento aspettiamo almeno che compia 14 anni poi può sempre succedere di tutto ma almeno hai qualcosa di minimamente concreto…ti posso dire che anche nel marketing dei giocatori di tennis nessuno punto su i 12enni poi magari domani le cose cambiano ma al momento io la vedo così e ti posso dire che tutti i coach con cui ho parlato la vedono sostanzialmente così…quindi purtroppo non sono molto originale.
Tu dici che a 12 anni se batti quelli di 4 anni più grandi conta qualcosa e forse se ti rapporti alle done è anche vero (ma non ho statistiche a conferme vado a sensazioni) ma tra gli uomini non mi sembra che sia valido più di tanto forse lo faceva Chang e Sampras no, personalmente io i risultati di 12enni manco li guardo così non mi sbaglio
Grazie Federico dei complimenti, io la vedo da fuori non ho figli implicati direttamente magari non esendo così coinvolto, ho una visione diversa se magari li avevo sarei stato il primo ad essere avvelenato dopo i risultati dei bambini
stefano grazia says:
ERRATA CORRIGE: un’altra e’ diventare morbosi
ted meekma for president says:
guarda lascia stare, come non detto. buona vita.
se hai parlato con coach italiani, non mi stupisce che siano d’accordo con te.
Freddo says:
Eventualmente sono io che sono daccordo con loro…cq Ted, non è che ti devi offendere, argomentami magari mi sbaglio fammi qualche nome di giocatore forte a 12 anni che si è confermato dopo a me sinceramente viene in mente solo Agassi che era un fenomeno già da bambino….sono qui per discutere, non ho verità , solo opinioni….
Federico Di Carlo says:
Ciao Freddo,
in verità è molto difficile per un genitore spesso vedere le cose in prospettiva. Come ricorda spesso Stefano, una cosa è essere impegnati, altra è essere coinvolti.
Il mio pensiero è, soprattutto in uno sport come il tennis che sta diventando sempre più fisico, in particolar modo nel tennis maschile, che non è possibile fare nessun tipo di previsione per il futuro (e quindi anche i risultati sono effimeri) fino a quando non è avvenuto il completo sviluppo fisico dell’atleta. Il tennis russo che in campo femminile è una vera potenza mondiale ha si sfornato alcuni buonissimi giocatori in campo maschile (in particolare Safin e Kafelnikov) ma non è stato assolutamente così dominante come in campo femminile. Nel mondo junior si stanno affacciando sulla scena gli asiatici, soprattutto i giocatori Koreani che in quanto ad ereditarietà genetica non sono molto alti. Se alla fine della crescita gli uomini non arriveranno almeno ad 1,80, che speranze hanno di entrare nei top 10?
Roberto Commentucci says:
Freddo, non voglio entrare nel merito della discussione, ma mi limito a darti un piccolo dettaglio. Quinzi è nato il 1 febbraio ’96, quindi ha già 14 anni. non 12.
Insomma, non stiamo parlando di un dodicenne, ma di un 14enne con solide possibilità .
Nonostante l’infortunio e il problemino sul diritto, negli ultimi mesi ha dimostrato di essere tra i migliori del mondo (non d’Italia) fra quelli della sua età .
Le basi per lavorare bene ci sono.
Speriamo bene e lasciamolo tranquillo.
Freddo says:
Roberto Quinzi ha fatto 14 anni 3 settimane fà , i suoi migliori risultati l’ha ottenuti da 12enne, 2 anni fà . Però è vero che comunque ha battuto nettamente anche nel 2009 giocatori più grandi di lui, a me sembra cq presto per dire che è una speranza concreta.
Il mio era un discorso generale ma dire che è una speranza concreta perchè a 12 anni era forte mi sembra eccessivo. Io lo lascerei lavorare senza dire che è qualcosa di concreto per adesso è un bambino che gioca a tennis e sarebbe più corretto trattarlo come tale.
Freddo says:
Ps.
Robè il dettaglio non c’era bisogno di darmelo conoscevo la data di nascita di quinzi ma conoscendo anche i suoi risultati parlavo di quelli…cioè di quando aveva 12 anni. Poi ha avuto l’infortunio ed ha ripreso a giocare a fine 2009…
ted meekma for president says:
Freddo,
dimentichi un certo Nalbandian. Lo stesso Del Potro ha iniziato a vincere molto presto, ed è proprio durante un Nike Junior Tour Under 12 che fu notato da Colombini. Per non parlare delle ragazze: Dementieva, Sharapova, Jankovic, Kuznetsova, Wozniacki e tutto quel che segue. Poi è inevitabile che qualcuno si perda per strada, per varie ragioni. Chi inizia molto presto e ha talento, vince altrettanto presto. E gioca tornei per testare il livello, per abituarsi alla competizione, per verificare se riesci a tradurre nel match quello che apprendi a livello tecnico in allenamento.
ted meekma for president says:
Doc,
i Media dovrebbero avere un atteggiamento responsabile. Fare bene il proprio lavoro. Solo così possono informare e – perchè no – esser d’aiuto.
Freddo says:
Del potro si rivelò nel 2002 (è del 1988) quindi a 14 anni vincendo l’Orange Bowl unde 14 contro Cilic prima non ci sono risultati di rilievo ottenuti (ed hai preso uno dei più precoci in assoluto). Nalbanidian invece vinse gli usopen junior a 16 anni. Nessuno dei due era considerato un fenomeno già a 12 anni ed hai scelto due veramente precoci.
Su le donne non sono informato ed in parte potresti avere ragione.
Tontolo says:
Signor Ted, gli italiani a Tarbes saranno anche andati male ma Filippo Baldi nonostante abbia perso al secondo turno è stato messo sotto contratto dalla Nike per 15.000 euro l’anno e proprio dopo averlo visto giocare in quell’occasione!
andrew says:
massì, lasciamo tranquillo Quinzi…c’è tutto il tempo per rovinarlo!!
Intanto, si è cominciato con il convocarlo per la solita coppa a squadre, anche se infortunato, così da essere teste di serie (che furboni!, che furboni!). Poi, non contenti, lo si è anche fatto giocare, magari infortunato.
Intanto, un’altro ragazzino non ha potuto fare esperienza e invece Quinzi ha fatto la sua bella esperienza federale del tipo “se sei dei nostri, sei un giocatore anche non giocando o giocando infortunato”…
Nikolik says:
Tutti sanno, per quel che riguarda Quinzi, che ogni decisione viene presa, giustamente e legittimamente, dal padre che, tra l’altro, se non ricordo male, è anche un maestro di tennis.
Mi ricordo bene, questo sì, che la decisione di lasciare Piatti è stata sua, del padre, lessi anche una piccola intervista del padre di Quinzi (non ricordo più se su Il tennis italiano o su Match Point), al riguardo, in cui si lamentava della scelta di far giocare al figlio tornei di categoria e di età superiore, con conseguenti sconfitte che lo avevano un po’ demoralizzato.
Similmente, è altrettanto noto che, ad esempio, per Camila Giorgi, tutte le decisioni vengono prese, giustamente e legittimamente, sempre dal padre.
Vedo che ora si sta polemizzando anche su Miccini, circa la sua scelta, sua e dei suoi genitori, di andare ad allenarsi con Rianna.
E’ quindi assolutamente inutile polemizzare, come state continuando a fare, contro la Federazione.
In caso di reclamo, prego rivolgersi all’organo realmente competente, vale a dire, ahivoi, ai Genitori, proprio a voi Genitori.
bogar67 says:
Ho letto ulfimi post, bella discussione!! Belle le parole di David. Mi ha colpito anche il post nr. 248 di Tontolo, infatti solo con un colpo di qul così potrei dare la possibilità a mia figlia di farsi strada se un giorno lo desidererà .
stefano grazia says:
Nikolik, ricordi tutto molto male…Dovresti rileggerti il mio primo TGF ma Quinzi Sr non e’ un Maestro di Tennis(e’ solo il Presidente del Circolo di PSGiorgio e tennisticamente e’ uno come noi) E NON E’ STATO LUI A MOLLARE PIATTI ma, almeno a quanto mi ha detto lui, esattamente il contrario: Quinzi sr e’ il massimo sostenitore di Piatti (almeno cosi’ mi diceva) e potra’ anche non essere stato d’accordo sul non avergli fatto fare EH e OB U12 quando li avrebbe potuti vincere, ma sicuramente lui avrebbe voluto continuare l’esperienza con Piatti che pero’ si e’ reso conto che forse il ragazzino non rispondeva ai suoi stimoli… C’era poi un problema di logistica (e di scuola) molto importante con Piatti che voleva che i quinzi andassero 30-40 volte all’anno a Montecarlo e soprattutto (e semmai) Quinzi Sr si rammaricava del fatto che Piatti era solo il Supervisore e che in realta’ demandava poi ad altri (come in fondo era logico) l’allenamento… Cio’ nonostante Quinzi Sr era disposto a prolungare l’esperienza. Con me non si e’ mai lasciato sfuggire una parola di critica nei confronti di Piatti. E ripeto: non e’ un Maestro di Tennis. Anzi lui sostiene di essere quello che si occupa del management e della politica ma della parte prettamente sportiva quella che ne capisce di piu’ e’ semmai la madre, ex nazionale di pallamano (almeno credo). Attualmente GQ e’ comunque seguito dal Team Argentino (due coach donne, credo) che lavorano a PSGiorgio ma e’ anche Cliente IMG e suppongo che qualcuno dell’IMG agisca in concerto col padre e lo consigli: in virtu’ di questa sponsorizzazione credo che il padre lo voglia portare il prossimo anno come Full Timer a Bradenton (visto che non pagherebbe una lira) mentre la madre e’ un po’ perplessa per via della scuola (e in piu’ c’e’ anche il fratellino piu’ piccolo, anche lui molto forte, ma che dovrebbe quindi fare anche lui la Pendleton, la scuola americana e lui invece dovrebbe pagare…Non sono scelte facili e sono scelte moltiplicate per due).
Su Miccini e l’infortunio qualcuno se non qui su altri forum ha avanzato critiche alla Bollettieri:credo che la Bollettieri non c’entri, in questo caso, assolutamente nulla. La versione ufficiale, supportata anche dal padre, e’ che si tratta di un difetto genetico che gli sarebbe saltato fuori, come appunto a suo padre, a 50 anni se non avesse fatto agonismo, a 20 anni se si fosse allenato in Italia e a 16 anni se si allenava in Us…Virgili mi sembra che il suo problema l’abbia avuto invece in italia e c’e’ chi dice che il responsabile principale sia stato un preparatore atletico federale… Io credo che a voler correre dietro a queste cose si faccia solo confusione e non si sia obiettivi parlando tra l’altro di cose riferite… Perche’ Miccini sia venuto via da Bradenton credo abbia anche a che fare col desiderio di ottenere un diploma di scuola italiana: infatti credo che quest’anno Giacomo si allenera’ magari molto ma giochera’ pochi tornei proprio per poter finire la scuola. Scelta criticabile anche questa? Ma come, non siete mai contenti …
E comunque si, sono d’accordo, tutte le lamentele non vanno rivolte alle Federazioni ma all’organo competente, in questo caso ai Genitori. ma anche le lodi e gli elogi quando vinceranno o quando, se non ce la faranno, si ritroveranno comunque con un titolo di studio in tasca.
Alessandro Nizegorodcew says:
La discussione si sposta sul nuovo articolo di Stefano Grazia..
http://www.spaziotennis.com/2010/02/tgf-9-limportante-e-avere-fede-rico-di-carlo/