di Cesare Veneziani
Sull’onda lunga dell’appassionato articolo di Roberto Commentucci, sento anch’io la voglia di buttare un po’ d’inchiostro sulla situazione, diciamo un po’ deprimente, del nostro tennis. Ma con qualcosa in più, credo, e cioè la grande quantità di ore che ogni giorno passo sul campo con i miei allievi. Perché il mio sogno è quello di “creare” un giocatore da zero. Farlo nuovo nuovo, partendo dai primi esercizi sulle capacità coordinative, poi dritto e rovescio (e servizio! Tanto, tanto servizio!), avviandolo all’agonismo, provando a insegnargli il combattimento, l’assoluta volontà di farcela, di EMERGERE, e dulcis in fundo, programmandolo ora dopo ora. Ma non è e non sarà facile da attuare, anzi.
Per fare un giocatore tanti tasselli devono sistemarsi (ed essere sistemati) al posto giusto. Lo sappiamo e lo sapete. E lo sa la FIT, che se pensa di tirare fuori un giocatore crescendone dodici (sbaglio o “tanti” sono quelli che vivono a Tirrenia?) allora sta fresca. Quanti ce ne sono in Francia, seguiti dalla federazione? Quanti in Spagna? Qui non abbiamo nemmeno un’accademia, quasi quasi!
Ma torniamo a noi. Dicevamo, ci vogliono forza e competenza. Poi la struttura, la famiglia, l’integrità fisica, un minimo di comprensività da parte dei professori, fortuna e…il ragazzo. Io vedo che i ragazzi non ci credono. Ci lavoro ogni giorno, con passione e amore, e anche quelli che sembrano rispondere positivamente al lavoro, alle prime sconfitte si sentono male e hanno voglia di mollare. Non ci stanno. Credo sia perché sono assolutamente schiavi del successo. Anzi no, del successo immediato. Vedono miti di diciassette anni alla televisione, come quel golfista coreano che ha vinto un torneo importante non so dove…pochi minuti fa, come Rooney o Nadal, come quel tuffatore britannico o Britney Spears o la Hingis. E vogliono essere come loro, ma non si rendono conto della fatica che si fa a diventare professionista. Sono convinto che i ragazzi non ci credono fino in fondo, e soprattutto non sono disposti a perdere pur lottando. Sulla lunga distanza, certo (gli anni della crescita sono lunghi anni) ma anche sul breve volgere di una partita. 5 – 0 sotto? Mollo e ricomincio al secondo, pensano. No! Penso io. No! Non si può a quattordici anni, quello lo fa un campione sul cemento contro Federer, e comunque non dovrebbe farlo nemmeno lui. Ma è un campione, facesse ciò che vuole.
E che tutto il mio dispiacere, credo simile a quello del giĂ citato Commentucci, non sia solo per il fatto in se, ma per il senso di impossibilitĂ che accompagna il tennis italiano ormai da anni.
Poi la presunzione. Domenica scorsa ho partecipato ad un torneo Open (si, ancora la butto di là …), era uno di quei rodei organizzati da Cobolli e Santopadre, utilissimi per entrare in forma con match veri. Aspettando il mio turno mi sono fermato a vedere uno dei ragazzini più promettenti del Lazio. Nemmeno quattordicenne, giocava contro un 3.4 di diciassette anni. Alla fine ha perso 11 – 9 al tie break del terzo, ma non è questo il punto. Due sono le cose mi hanno colpito. La prima: c’era solo il padre e non il coach, e il padre parlava tutti i punti col figlio, criticandolo, applaudendolo e rimproverandolo come nessun coach farebbe. Il figlio ha pianto un paio di volte e ce lo ha mandato qualcuna di più. Secondo: c’è stato un punto in cui l’avversario ha servito una prima in kick sul rovescio, dritto opposto a un palmo dalla riga, attacco a rete con cross di rovescio di altissima qualità , volèè lunga sul dritto del ragazzino e stop volley vincente. A quel punto hai due scelte: o dici “bravo” o te ne stai zitto. Il giovane ha tirato con violenza la racchetta per terra e ha continuato a frignare. Che per me significa solo una cosa: non voler riconoscere il valore dell’avversario, almeno in quel frangente.
Presunzione e scarsa voglia di lottare, ecco il punto. Scontato, ma di Roger e Diego Armando, di Tiger e Schumacher mica tanti sul pianeta. O no?
Adesso vi saluto, vado a fare un po’ di stretching…
72 Commenti to “Come Creare un Professionista in Italia?”
Torna suScrivi un commento
-
Flash required
Ultimi Commenti
- Hiram Pfrommer su Benedetta Davato trionfa a St.Cugat: “Finalmente!”
- Andrea su La Davis e le superfici superficiali
- Stefano Grazia su Nadal, Contador, il Doping e Canal +
- Sergio Pastena su Nadal, Contador, il Doping e Canal +
- Leo caperchi su Una Giornata al Centro Periferico
- Sergio Pastena su La Davis e le superfici superficiali
- Davide su Cadiamo in piedi
- Davide su Nadal, Contador, il Doping e Canal +
- Davide su Una Giornata al Centro Periferico
- Avec Double Cordage su La Davis e le superfici superficiali
- Sergio Pastena su I cechi chiudono, Italia fuori
- Avec Double Cordage su I cechi chiudono, Italia fuori
- Avec Double Cordage su La Davis e le superfici superficiali
- Federico Di Carlo su Una Giornata al Centro Periferico
- Avec Double Cordage su Cadiamo in piedi
Categorie
- Atp (272)
- Bet Stories (3)
- Campioni da non dimenticare (13)
- Colpo di Grazia (34)
- Controcanto (13)
- Diario di Bordo (46)
- Dichiarazioni (933)
- Editoriali (715)
- Eta (31)
- External Videos (91)
- Featured (610)
- Flash News (4)
- Il Blog di Vale (9)
- Incisioni a Freddo (16)
- Itf (243)
- Itf Pomezia 2011 (35)
- Junior (476)
- Le Interviste (515)
- News (1429)
- Parola a Laurent (12)
- Pillole dagli States (2)
- Players Lounge (8)
- Preparazione Atletica (10)
- Puntate Spazio Tennis (99)
- Racconti di Tennis (8)
- Radio (332)
- Resoconti (436)
- Scofield's Corner (48)
- Scommesse (5)
- Serie A (38)
- Tennis Genitori & Figli (204)
- Tennis Twitter (9)
- ticket-news (14)
- Video (113)
- Voci dal Circolo (2)
- Wta (116)


Scrivi un commento







Nikolik says:
Sono completamente d’accordo con questo articolo.
Kill Bill says:
Bravi, continuate a dare la colpa ai ragazzi e ai genitori che andrete lontano !
anto says:
La risposta è semplicissima: avere moltissimi $ da investire, possibilmente il soggetto deve arrivare da qualche paese dell’ex blocco sovietico, essere fisicamente un mostro di potenza, e in ultimo cosa non secondaria non essere di sesso maschile, in quanto storicamente in Italia riescono a sfondare solo le donne……..
Mauro g&f says:
Maestro Veneziani, in alcuni punti sicuramente hai ragione, per esempio il discorso di tirrenia, oppure di inculcare una volontà da combattenti (ma penso che qui ci sia poco da fare, o la possiedi o è dura crearla) oppure quel punto dove dici che bisogna riconoscere anche la bravura dell’avversario.
Però permettimi di farti una domanda che sembra provocatoria, ma assolutamente non l’ho è, cosa ti ha impedito sino ad oggi di mettere in pratica il tuo sogno/progetto?
stefano grazia says:
Leggendo questo articolo le prime parole che mi sono venute in mente sono state: La Banalita’ del Bene …. (Parafrasando quel famoso libro sul processo a eichmann in Israele da titolo La Banalita’ del Male)
E poi mi e’ venuta una gran nostalgia di Mad Max…
stefano grazia says:
Subito dopo, col raziocinio che e’ proprio del Genitore Illuminato, verrebbe voglia di chiedere, come appunto ha sottolineato Kill Bill, qual e’ il punto sostenuto dal Maestro Veneziani: che la colpa dei mali del tennis italiano sono i Genitori che viziano i figli? Che meglio Orfani? Ah, ma siamo ancora a questa cosa qui? Non e’ colpa dei Maestri, dei Coaches, della Preparazione Atletica fino a 10 anni fa inesistente e tutt’oggi spesso latitante (lo dice Buzzelli, lo dice Catizone…), del Sistema dei Circoli,della logistica iniqua e dei costi elevati e della mancanza di una opera di propaganda efficiente per allargare la base ( (scuola, campi in cemento, tornei nel week ends),no, macche’, e’ colpa del Genitore che viaggia col figlio al posto del Coach e che gli parla (io al Runng ho visto i Coach liguri (mi ricordo quello della Deborah Ginocchio, per esempio) parlare dal primo all’ultimo punto di fianco ai loro atleti…sembrava facessero la telecronaca … Quindi ci sono sicuramente Genitori e Genitori e ci sono Coaches e Coaches … Poi sul fatto di non riconoscere il valore avversario…Quello lo si riconosce a partita finita, eventualmente…Buttare la racchetta per terra e soprattutto frignare non piace neanche a me, anzi il frignare non lo sopporto proprio (nowhining no excuse), ma non farei un dramma se il giocatore non applaude il bel colpo dell’avversario (Djokovic lo fa e viene considerato spesso lezioso e antipatico se non proprio ipocrita): io per esempio non lo faccio E NON VOGLIO CHE ME LO FACCIA L’AVVERSARIO, mi da fastidio anzi…Poi a fine partita sono io il primo a congratularmi se mi ha battuto, a elogiare il suo gioco se ha giocato bene e a invitarlo al bar,a cena, al cinema, alla giostra … Ma durante il match uno puo’ anche sbattere la racchetta per terra perche’ invece di riconoscere il gran punto avversario si sta dando del coglionazzo per aver permesso all’avversario di riuscire a scendere a rete e fare la volley…Perche’ il gioco moderno consiste nel prendere il controllo PRIMA dell’avversario e magari era di quello che si disperava il ragazzino…
E COMUNQUE: vedendo il match di un 14enne accompagnato dal padre abbiamo generalizzato e individuato tutte le responsabilita’ della crisi del tennis italiano? La Banalita’ del Bene, appunto… La prima parte del ragionamento (il volere tutto subito, la mancanza della capacita’ di soffrire…) mi potrebbe anche trovare d’accordo ma la conclusione che mi aspettavo e’ Perche’ il Tennis e’ sport di fighetti ricchi e viziati? PERCHE’ COSTA TROPPO E FINCHE’ NON SI SMANTELLA IL SISTEMA DEI CIRCOLI E NON LO SI SOSTITUISCE CON DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE CHE SI FANNO CARICO DEI COSTI IL TENNIS IN ITALIA, paese ormai ricco, CONTINUERA’ AD AVERE GLI STESSI PROBLEMI. E se mai qualche ragazzino riuscira’ a combinare qualcosa questo avverra’ solo per merito di quel Genitore che il Maestro Veneziani pare non apprezzare molto (non sara’ per via di un Conflitto d’Interessi? perche’ accompagnando il proprio figlio al torneo e magari allenandolo a casa gli toglie il pane dalla bocca?)
PS Per favore,prima di rispondermi accusandomi di varie nefandezze, prego leggere qualche mio articolo e commento sull’argomento o chiedere a Commentucci che razza di genitore io sia che non mi sembra di rientrare nei parametri del Genitore Brutto sporco & Cattivo e perfino Autarchico … Ma certo che continuo a sostenere che un Genitore Appassionato e Possibilmente Illuminato conta sempre di piu’ di un Maestro Scoglionato…
nicoxia says:
Stefano,io sarei partito col dare totalmente ragione al maestro sui fatti da lui narrati,per poi dimostrargli come hai fatto tu le evoluzioni sbagliate perchè se no sembra che si voglia fare sempre uno scontro a priori invece se vogliamo crescere insieme nel modo giusto dobbiamo entrambi tenere l’atteggiamento corretto.
david says:
Manca un pezzo importante nel ragionamento: “Chi lo deve avere il sogno?” Solo il ragazzo?
Prima di tutto il coach, che non solo deve crederci prima di tutti lui, ma che deve trasmettere la passione e la determinazione al suo allievo.
La famiglia con il supporto indispensabile non solo economico.
Il settore tecnico della Fit. Gli entusiasmi di quest’ultimo però si spengono quasi subito nell’imborghesimento generale…Riano…Cesenatico…Tirrenia… La stessa storia, si tende a timbrare il cartellino…Senza il coraggio di decentrare, di puntare su alcuni coach e legare tutto ai risultati tecnici ed agonistici, il calderone è unico e nessuno ha la responsabilitĂ . Ma in fondo è la storia recente dell’Italia a cui manca il coraggio di cambiare…Anche se per fortuna qualcuno anche in Italia ci prova, vedi le sorelle Majr supportate per alcuni anni quasi esclusivamente dalla mamma alla continua ricerca di un coach che rischiasse un pochino con lei…alla fine l’ha trovato e i risultati si vedono. Auguro a Julia ed Evelin tutti i successi possibili, chissĂ che non diventino contaggiose…
Alessandro Nizegorodcew says:
@Stefano Grazia
“C’era solo il padre e non il coach”.. a me sembra che in questo punto, Cesare faccia proprio capire che la grave mancanza è che non cia il coach, non tanto la presenza del genitore (che può essere molto positiva o molto negativa).
@Kill Bill
All’inizio, quando Veneziani parla di come vorrebbe far lavorare un suo allievo, cita tra parentesi il discorso relativo al servizio! Come a dire che in Italia (e lo sappiamo tutti) non è un fondamentale su cui si lavora abbastanza. Questo non è dare una colpa ai genitori e ai ragazzi, ma al lavoro del maestro in generale.
@Per Tutti
A me sembra che a volte (e non vi incazzate! Lo sto dicendo con tutto l’affetto e comprensione possibile) abbiate voi genitori un po’ la coda di paglia. Mi spiego meglio: se si dice che un ragazzo magari di 14 anni non ha la personalitĂ , la voglia, la cultura sportiva, ecc, subito si pensa: è colpa del genitore.. Ma non è così! Il genitore ha un ruolo fondamentale, il ruolo fondamentale di “costruire” una parte della personalitĂ di un ragazzo (futuro adulto). Ricordo con piacere le migliaia di lezioni di sociologia seguite all’universitĂ . Una delle cose che studiai con maggiore interesse sono le varie teorie della devianza, ovvero le ragioni per le quali un ragazzo si ritrova a compiere un reato. Ebbene, la famiglia e l’educazione erano solo una piccola parte. Non mi sembra il caso di spiegare qui le tante altre cause (etichettamento, sub-cultura, anomia). La mancanza di cultura (e cultura sportiva) nel nostro paese è chiara ed evidente e spesso e volentieri anche un buonissimo genitore non riesce nel suo intento..
Tutto questo per dire che l’anomia generale che c’è nel nostro paese è parte dell’insuccesso del tennis italiano, così come lo sono i maestri non preparati a dovere, alcuni genitori, alcuni ragazzi, infrastrutture..
cesare veneziani says:
Rispondo volentieri a Mauro: se è ancora un sogno è perchè mi sento in corsa. Nopn ho affatto mollato e non mollo. Lavoro in un piccolo club con tutto ciò che serve per tirare su buoni giocatori. Quando avrò creato un gruppo di 3.1 – 2.8 avrò la credibilitĂ per allenare i migliori. E poi, anche se lavoro da 8 anni, di anni ne ho solo 27…
So quanto è dura, ho poche chances di farcela e non sono minimamente ammanicato, anzi…
Ma continuerò a provarci, tenendovi un po’ aggiornati tramite il blog di Ale…
…sia mai che divento giornalista, se le cose vanbno male.
ps: il genitore è positivo…se è genitore e non allenatore! Se non eviti di pagare chicchessia e si imbarchi lui nell’avventura di preparatore, coach, motivatore, professore, portaborse….
perchè spesso è cos’ che va a fdinire: confusione.
Invece ognuno dovrebbe avere il suo ruolo, e tutti doivrebbero credere nel sogno…anche dopo le prime sconfitte.
Un saluto a voi tutti
Scherzi a parte, conosco un coach che ce l’ha fatta dal niente: posso farcela anch’io!
cesare veneziani says:
@Ale: mi piace il punto “per tutti”, quello sulla cultura sportiva. Un esempio calcistico: l’inter ha pareggiato col Genoa? L’Inter ha giocato male, si è bloccata, Eto’o dov’era…eccetera.
Se invece, semplicemente, avesse giocato bene il Genoa? No, per caritĂ , perchè i piĂą scarsi non sono contemplati in Italia. Invece, come nel caso del diciassettenne contro il “fenomeno” fanno parte della salita per diventare forti. E a volte si dimostrano piĂą fortui dei campioncini nostrani.
nicoxia says:
Cesare,a livello under chi alleni,quali sono quelli che hanno ottenuto i migliori risultati.
Mauro g&f says:
Un altro punto importante che ha toccato il Maestro Veneziani è il discorso del precocismo, quando dice riferito ai ragazzi:
Vedono miti di diciassette anni alla televisione, come quel golfista coreano che ha vinto un torneo importante non so dove…pochi minuti fa, come Rooney o Nadal, come quel tuffatore britannico o Britney Spears o la Hingis. E vogliono essere come loro, ma non si rendono conto della fatica che si fa a diventare professionista.
Questo a mio avviso è un argomento da trattare e sviscerare alla luce di molti aspetti sia per quanto riguarda il successo tennistico sia di implicazione negativa o positiva nella vita dell’atleta.
A tal proposito vorrei ricordare un mio post di molto tempo fa su Ubitennis che parlava di un innalzamento d’età in vari sport, citavo lo sci ma anche nel calcio 20/30 anni fà un atleta di 30 anni era considerato finito, oggi a 30 anni è nel top della sua carriera.
Anche nel tennis contrariamente a quello che potrebbero pensare in molti sta succedendo questo, da una mia ricerca sulle prime 20 tenniste nella classifica dell’aprile 1990, risulta un età media di 22,7 anni, mentre le prime 20 della classifica a marzo 2010 (esattamente 20 anni fa) hanno un età media 25,7 anni, quindi 3 anni di media in più che non sono pochi. Alla luce di questi dati a mio avviso sarebbe opportuno anche riconsiderare le tabelle di marcia che portano al professionismo.
nicoxia says:
Cesare se gioca Federer contro Seppi se vince Seppi sicuramente Seppi ha giocato bene ma Federer no.
Andrea Villa says:
Lancio la mia provocazione: scuola tennis gratuita per i figli degli extracomunitari, per le famiglie sotto la soglia di povertĂ ; io smetterei di cercare nei circoli, e andrei nelle periferie malfamate…
Mauro g&f says:
Cesare, visto che sei un pischello ti do del tu……scherzo. Comunque mi piace la tua determinazione, un giorno mi piacerebbe farti vedere giocare mia figlia.
stefano grazia says:
@Ale,Nicox: aggiunge Veneziani: ps: il genitore è positivo…se è genitore e non allenatore!
E sarei io ad avere la coda di paglia ? Mad Max avrebbe gia’ parlato di malafede… Se non e’ la Madre di Tutte le Generalizzazioni questa…
Io posso stare a parlare tranquillamente con tutti ma solo se evitiamo di cadere in queste generalizzazioni da sottosviluppati perche’ altrimenti il mio interlocutore non mi merita… Lui deve dimostrarmi che di me non c’e’ piu’ bisogno e me lo deve dimostrare giorno per giorno e non scrivendo che il bambino che frignava e sbatteva la racchetta aveva il genitore dietro che gli parlava per tutta la partita… Io ho visto tanti bambini fare di peggio ed erano accompagnati dal Coach …La mia conclusione e’ stata: quel bambino e quel coach sbaglia, NON tutti i Coach sbagliano… La conclusione del Maestro Veneziani invece qual e’? I Genitori se ne stiano a casa a fare i Genitori e lascino fare a noi il lavoro dei Coacxh, quello per cui siamo pagati…
Infatti uno accompagna il figlio magari per risparmiare dei soldi…Il Maestro Veneziani li accompagna gratis? Perche’ questo sarebbe il motivo per affidargli i figli, non certo per quello che ha scritto che ripeto e’ di una banalita’ sconcertante …
Tra l’altro io non credo che I Genitori Coinvolti siano la Maggioranza: la maggioranza in realta’ dei bambini si fida ciecamente dei Maestri e non ha Genitori a carico…E come la mettiamo allora? Non sara’ che gli unici bambini di un certo valore sono nel 90% dei casi quelli tirati su dai Genitori?
No, Ale, come gia’ ripetevo a Roberto non siamo noi a vedere nella Federazione o nel Coach IL NEMICO, ma e’ la FIT e il MAESTRO a vedere nel GENITORE un ostacolo, un avversario, un rivale: the enemy, appunto.
Io invece ho sempre detto di NON generalizzare e di valutare Genitore per Genitore, Coach per Coach, Preparatore per Preparatore e ovviamente anche Atleta per Atleta …
E no, io non parlo neanche di malafede, parlo solo di estrema banale superficialita’ e generalizzazione … Mi fermo qui perche’ su queste cose ho scritto moltissimo nella prima stagione del Blog di Scanagatta e ormai mi sfinisco…Semmai andro’ a ripescare qualche Post From The Past…
Luigi says:
La globalizzazione (aumento esponenziale della concorrenza in tutto il mondo Asia compresa), le regole del tennis d’altri tempi tuttora vigenti in Italia (dei gesti bianchi ad esclusivo uso e consumo dei benestanti e dei relativi circoli esclusivi), la poca cultura sportiva (che per vincere bisogna impegnarsi, sacrificarsi e crederci… e non basta piu’ imparare l’educazione o applaudire i bei colpi dell’avversario) e i costi (crescenti man mano che sali) ….sono i veri problemi….
Conosco molte famiglie che stanno cercando di assecondare la passione sportiva dei propri figli, alcune facendo anche uno sforzo notevole, e certamente tutti non potranno diventare la Pennetta o il Seppi del prossimo futuro (non siamo degli sprovveduti e/o dei sognatori, un percorso sportivo è utile nella crescita di un ragazzino a prescindere da dove arriverà ),
Quello che manca a molti di noi, è sapere da dove partire, che strada fare, quando fermarsi e quando insistere. Un percorso chiaro non si è ancora capito quale sia .
Lodevole l’iniziativa di Roberto & co., di riconversione i campi in terra in campi veloci, ma il misunderstending dei circoli ricreativi, dove si vorrebbero insegnare i valori agonistici del tennis moderno, è prioritario rispetto alle superfici di gioco…
Nessun preconcetto versi gli addetti ai lavori, anzi il livello tecnico è alto, tutti sono preparati, io parlo di dialogo su due livelli diversi … diciamo che è come costruire una casa, si potesse tornare indietro, mantenendo l’esperienza maturata, qualche errore in meno si potrebbe evitarlo.
Cioè se dopo 10-15 anni che insegno, e non ho ancora portato nessuno a livello professionistico (diciamo minimo primi 300-400 al mondo)… forse, dico forse, la colpa non è solo delle famiglie e/o dei ragazzi….oppure si eviti di dire che quella è la strada giusta perché loro la conoscono bene… si alleni e stop… quello che viene viene… e smettiamola di parlare di formare prima la persona… se no li mandiamo dallo psicologo….invece che dal maestro…
Piuttosto si cerchi di far crescere… il prepararatore atletico….che è in noi…
Se non cambia totalmente la situazione attuale, è impensabile proporre un percorso agonistico a famiglie con basso tenore economico… oppure si porti un esempio concreto, numeri alla mano… e/o il nome di qualcuno che insegna gratis…e porta gratis ai tornei…
Per far giocare a mia figlia 3 partite in un Open a 200 Km ho speso 200 Euro di benzina, autostrada e panini….iscrizione a parte….
E di queste situazioni da Under, ce ne sono minimo dalle 10 alle 20 all’anno…. piu’ tutto il resto…..
E sei ancora lontano anni luce da quello che ti costerà se vuoi provare a fare il professionista….
Freddo says:
Stefano però dico la veritĂ a me è capitato di guardare dei tornei con bambini e si assiste a scene imbarazzanti, con i genitori che gli urlano e strillano in faccia ad ogni punto….se da una parte so benissimo che per fortuna non tutti i genitori sono così, bisogna dire che in questi tornei di genitori strani ne vedi tanti….a me è capitato in un torneo qualsiasi qui a Bucarest alla fine il direttore del torneo ha allontanato tutti i genitori ed era difficile dargli torto visto che la cosa era difficilmente gestibile…quindi tu hai perfettamente ragione sul non generalizzare però diciamolo che ci sono anche tante situazioni veramente imbarazzanti in quei tornei…
Alessandro Nizegorodcew says:
@stefano grazia
Non avevo l’aggiunta di Cesare … capisco il suo punto di vista ma capisco anche (giustamente) la tua risposta. Io, lo sai, sono l’ultimo a voler generalizzare e credo si possa intuire da ogni cosa che scrivo. Il problema è riuscire ad avvicinarsi. Molti maestri tendono a tenere lontani i genitori, poichĂ© alcuni creano problematiche maggiori, così come credo che un genitore possa essere prevenuto verso un maestro. Purtroppo bisognerebbe trovare un punto di incontro. Coloro i quali ci riescono hanno la possibilitĂ di lavorare benissimo..
@freddo
Pienamente d’accordo. Ma aggiungo che, nei miei vari anni da agonista (di scarso livello ma di partite ne ho giocate tantissime) ho visto anche maestri insegnare agli allievi a rubare i punti.. Purtroppo se le persone non sono valide, non sono bravi genitori, bravi maestri o bravi tennisti.. e il problema, generale, è che in Italia il livello medio dell’essere umano è basso.. e su questo (conoscendoti e leggendoti) credo tu sia d’accordo..
giogas says:
Mio figlio vuole fare il professionista ed ogni giorno si allena con il fratello che non ha le stesse ambizioni. E’ conscio (almeno sembra) delle difficoltà che dovrà superare durante il lungo cammino per arrivare a concretizzare i suoi sogni; per il momento non mostra cedimenti ma il bello deve sempre arrivare. Durante l’estate ha partecipato a diversi tornei regionali ma quasi sempre nelle categorie superiori affrontando ragazzini più grandi di lui, qualche volta ha vinto, molte volte ha perso e non ha battuto ciglio, non ha scaraventato racchette, ed ha riconosciuto di fatto la superiorità dell’avversario. Non credo sia un caso isolato. Leggendo i posts che appaiono sul blog genitori e figli si riesce a carpire che dietro gli interventi più disparati ci sono genitori che più che ai risultati tengono all’educazione dei propri figli ed a inculcare loro una cultura sportiva che si esprime anche nel rispetto dell’avversario. Ritornando a mio figlio, non ha ancora compiuto dodici anni ed ha una passione smisurata per il tennis da far paura (è paura concreta nel caso che qualche fattore negativo emergesse); trascorre gran parte del tempo libero a seguire le gesta dei suoi “eroi” e dopo avere studiato attentamente le mosse cerca l’imitazione utilizzando come “cavia” il fratello. L’amarezza che trapela dalle righe scritte da Cesare Veneziani sottolineano l’impotenza di un maestro di fronte al materiale umano di cui dispone, già plasmato dalla società e dalla famiglia e evidenziano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il ruolo cruciale che hanno i genitori in questo processo. Che esistano ragazzini demotivati e poco inclini al lavoro duro e all’allenamento è ovvio che possa essere ma che siano finiti tutti nel circolo del maestro Cesare Veneziani è piuttosto singolare. L’aneddoto del ragazzino non ancora quattordicenne è emblematico ma bisogna stare attenti a generalizzare un episodio che escludo sia un fenomeno tipicamente italiano. Ricordo che durante un torneo TE in Turchia simili situazioni, le notai in più occasioni: mi colpì tra l’altro l’atteggiamento di un ragazzino georgiano i cui rapporti con il padre erano analoghi a quelli descritti nell’articolo e la madre di un russo di nome Rublev che interveniva spesso pesantemente durante il torneo richiamando l’attenzione degli arbitri. Di Accademie, di FIT ed altro …..ad ognuno il proprio ruolo e le proprie responsabilità . E’ necessario allargare la base, creare campi pubblici gratuiti o rendere più accessibili quelli privati perché possa emergere il tennista, poi qualcuno lo dovrà seguire nel percorso programmando obbiettivi e finalità che dovranno limitare i vantaggi immediati per privilegiare quelli sul lungo periodo propedeutici all’attività professionistica. E allora ci sarà bisogno del bravo maestro che si sacrifichi per la riuscita del progetto e adeguate strutture di supporto. Infine non dimentichiamoci mai del ragazzo al centro del disegno e artefice di se stesso con il suo carattere, personalità e la sua vita di adolescente sempre in perenne ricerca di equilibrio per raggiungere la maturità .
king of swing says:
ripeto da tempo che il problema fondamentale del nostro sport è la scarsa qualitĂ della nostra scuola agonistica…
con una scuola agonistica di questo genere…spesso il genitore si trova in una situazione difficile e in effetti può non essere in grado di risolverla…e creare dunque problemi involontariamente al suo giovanotto…
quindi se il genitore a volte può essere un vero ostacolo…questo dipende dal fatto che non abbiamo una scuola agonistica di qualitĂ …
se io porto mio figlio nel circolo ricreativo…lo fanno giocare un’oretta…gli insegnano 2-3 cose …ma di sicuro non lo stanno addestrando per il professionismo…
poi c’è il Mad Max della situazione…sa che il bambino deve addestrarsi fin da subito al professionismo…la costruzione fisica è fondamentale per l’aspirante professionista…
ecco che il Mad Max della situazione…cerca un preparatore atletico adeguato…
serve un buon coach…e Mad Max lo cerca…magari non si fida troppo…e preferisce fare da solo…
tiene in campo il bambino non solo per un’oretta…ma di piĂą…consigliato dal preparatore atletico sul da farsi per diverse cose…
non tutti però sono Mad Max…alcuni si fidano del circolo ricreativo…altri non hanno la possibilitĂ di trovare un’adeguato preparatore atletico…
ed ecco che poi nascono tutti i problemi…
se avessimo una scuola agonistica di qualitĂ …quando il genitore porta suo figlio nel circolo…
il genitore troverebbe…
coach adeguato…preparatore atletico adeguato…mental trainer e altro ancora…
e gli verrebbe spiegato…
“se suo figlio vuole addestrarsi per diventare un professionista…
a partire dai 10 anni deve giocare a tennis almeno due ore al giorno…abbiamo un preparatore atletico esperto che si occuperĂ della costruzione fisica del ragazzino…che collaborerĂ col coach che seguendo il ragazzino per almeno due ore al giorno..potrĂ aiutarlo a risolvere eventuali problematiche negli spostamenti e negli appoggi ad esempio…oltre che insegnarli al meglio i fondamentali…
la quantitĂ accompagnata alla qualitĂ …sono essenziali in questa fase…
tra l’altro siamo forniti pure di un mental trainer…
se suo figlio ha il fisico e le qualitĂ necessarie …quando diventerĂ un professionista ci ringrazierĂ …
in caso contrario ci ringrazierĂ lo stesso…perchè avrĂ fatto l’esperienza che hanno fatto tutti i suoi campioni di tennis preferiti…e insomma lui sarĂ soddisfatto lo stesso… ”
non avendo una scuola del genere purtroppo…buona parte dei genitori poverini sono spesso spaesati…
tra l’altro considerate che molti portano il figlio magari pure a giocare a calcio o altri sport…
quello che voglio dire..è che quando un genitore un pò inesperto va in un circolo…di solito si fida di quello che trova nel circolo…perchè pensa …”sapranno loro quello che devono fare”
non sapendo appunto che lo scopo di quel circolo non è certo quello di creare un futuro professionista…
insomma la situazione è drammatica a mio parere…
cesare veneziani says:
Caro Giogas, hai ragione da vendere…e sei competente. Nonb te lo dico alla Djokovic, anche se Nole mi piace, ma come se fossi qui. Ma attenzione, come è per i ragazzi e per i genitori, lo stesso è per i coach: non è detto che io arrivi. E’ una barca difficile. Ma conta ciò che produci ogni giorno. Ed io sono a posto con la coscienza. Proprio per questo so che devo migliorare, ma se un mio ragazzo non è tra i migliori d’Italia ad oggi lo posso accettare. Fra dieci anni no.
Perchè se è vero che ben pochi hanno voglia, beh, quelli bisogna crescerli bene. Io un paio ce li ho. Hanno 13 e 10 anni e diventeranno bravi, spero. Se i tasselli andranno al posto giusto e se non impazziranno dietro qualche bandiera al vento…Non credo che diventeranno campioni, ma ottimi giocatori, quello si.
A Mauro G&F dico grazie, perchè non sono Piatti, e nemmeno Castellani, ma è proprio per questo che mi interessa tua figlia! Se fossi un “super coach”, pensi che mi interesserebbe?
Forse si.
@ Andrea Villa: secondo me, dici una cosa molto interessante. Ci sto giĂ pensando.
Bacioni guys, mi avete fatto riflettere e divertire oggi. Alla prossima!
cesare veneziani says:
Ovviamente non me la prendo per il “sottosviluppato” del Signor Grazia, il quale se ha bisogno di pescare dal cilindro dell’insulto, senza nemmeno conoscermi!, è quanto mai inopportuno. Specie su un blog così carino.
Le dico anche che i ragazzi pagano una quota in cui sono compresi almeno (ma spesso sono di piĂą) 15 accaompagnamenti annui da parte di un membro del nostro staff.
Di nuovo un abbraccio
king of swing says:
Veneziani …la costruzione fisico-mentale è fondamentale…
Marco Panichi…uno dei nostri migliori preparatori atletici…si lamenta di un’inadeguata educazione alla mobilitĂ dei bambini italiani…che a mio parere è il vero problema da risolvere nel tennis…
negli sport di squadra si sente molto di meno…ma nel tennis soprattutto… questo handicap pesa come un macigno sui nostri futuri professionisti..
Bolelli a 20 anni non si muoveva…a 20 anni…
uno che non cresce con un’adeguata educazione alla mobilitĂ …si troverĂ in difficoltĂ per forza quando affronterĂ qualche giocatore spagnolo o francese…che invece non ha di queste problematiche…
come si potrĂ crescere bene a livello mentale…se non si cura al meglio la costruzione fisica dei nostri ragazzi?
king of swing says:
la cosa bella poi…è che questa cosa dell’educazione alla mobilitĂ …la dicono preparatori atletici come Panichi e Catizone…
e Veneziani invece ci parla dei ragazzi e dei genitori…
insomma non se la prenda Veneziani ..ma ho l’impressione che lei sopravvaluti le colpe dei genitori e dei ragazzi…e sottovaluti invece i limiti di voi coach e del vostro staff…
Piatti è un grande coach…anche perchè lavora con un grande staff…riconosce lo staff di qualitĂ …
in italia non abbiamo molti preparatori atletici validi come ad esempio in Spagna…e i migliori lavorano con i nostri migliori coach…
secondo me uno degli handicap di voi giovani coach è proprio questo…
Pistolesi lavora con un preparatore tedesco al momento…Piatti ha lavorato con Sosa…
è piĂą facile per loro riconoscere il preparatore atletico bravo da quello così così…
stefano grazia says:
Veneziani, se ho urtato la tua sensibilita’ mi dispiace e mi scuso ma in realta’
Io non ti do del sottosviluppato, dico che i discorsi che hai fatto sono banali, superficiali, da sottosviluppato… semmai sei tu che mi offendi accomunandomi (anzi accomunandoci tutti) a un genitore che tu hai visto fare cose che non si fanno…Allo stesso modo allora io dico che siccome ho visto un Coach fare ‘coaching’ per tutta la partita alla sua allieva, allora tutti i Coaches, incluso il Maestro Veneziani, sono degli imbroglioni … Allo stesso modo allora dico che siccome negli ultimi 30 anni non sono stati creati campioni in Italia TUTTI I COACHES ITALIANI,incluso il Maestro Veneziani, sono una manica di incompetenti, farabutti, scansafatiche, mangiasoldi, scoglionati e chi piu’ ne ha piu’ ne metta… Io invece dico che se il Maestro Veneziani scrive e ragiona cosi’ a mio avviso ricade nello stereotipo di Maestro contro cui ci siamo battuti tutti in questi anni …
Comunque tu non mi conosci, non hai mai letto nulla di quello che ho scritto in questi 4 anni e quindi se vuoi fatti fare il riassunto da Ale o da Roberto Commentucci e vedrai che io non sono solito pescare nel cilindro degli insulti…Ne’ del resto mi pare di averlo fatto neanche questa volta. E’ vero pero’ che in assenza di Mad Max ho sentito il dovere di porre subito un paletto a un certo tipo di discorsi.
Aggiungo qui sotto un mio botta e risposta del 2007 uscito sul Blog di Ubaldo Scanagatta con il Maestro Polidori con cui comunque sono in ottimi rapporti epistolari:
Polidori Carlo scrive:
24 Aprile 2007 alle 12:48
Buongiorno a tutti !
Ho inserito nelle news del mio sito il link con questo blog e alcuni pensieri.
Sarei contento di conoscere le vs opinioni.
Bambini prodigio
24/04/2007
Da un po’ di tempo sto leggendo il blog di Ubaldo Scanagatta, noto giornalista.
Al suo interno c’è quello che ormai con oltre 250 interventi è diventato un vero e proprio spazio gestito da genitori di bambini (U.10-12-14).
Le esperienze di genitori “on the road” in giro per le piu’ importanti accademie USA.
E’ molto interessante per chi fa il mio lavoro cercare di capire come pensa e cosa cerca un genitore di un “under” evoluto.
La riflessione che sto facendo è questa: “Possibile che in Italia non riusciamo a dare un servizio di qualità a questi ragazzi ?” Sono convinto che siamo assolutamente in grado; ma allora questi genitori cosa cercano?”
questo non è un blog, forse con il tempo lo diventerà ma se qualcuno volesse intervenire sul tema puo’ lasciarmi un suo commento a carlo@carlopolidori.it
Saluti
Carlo Polidori
stefano grazia scrive:
26 Aprile 2007 alle 18:31
POST INVIATO ANCHE CC PER EMAIL ALL’INDIRIZZO DEL MAESTRO POLIDORI:
Egregio Maestro Polidori, prima di tutto la ringrazio per aver avuto la costanza, la pazienza e l’umiltá forse di seguirci. Raccolgo il suo invito a risponderle anche se devo confessare che leggendo il suo ultimo post ho avuto un inconscio moto di fastidio: innanzitutto , perché scriverle direttamente se giá stiamo utilizzando il Blog? A meno che uno non voglia contattarla per richiedere i suoi servizi professionali, sarebbe utile forse che lei ci rispondesse direttamente sul Blog di Ubaldo che ha giá acquisito un suo spazio e una sua dignitá. Altrimenti, vede, è come la storia dei Circoli in Italia che come dice Atti sono tutti preoccupati a curare il proprio Cortile e Orticello e a non confrontarsi con gli altri. Oppure come precedendomi ha scritto Gio92, lamentando come unico vero difetto la mancanza di comunicazione col Genitore, visto quasi con fastidio, se non addirittura come Il Nemico.
Poi forse,anzi sicuramente,sono io che ho frainteso o ho davvero la Coda di Paglia,e quindi puó essere che tutto quel che segue alla fine perda molto del suo senso,ma anche leggendolo,il suo post, a mia moglie, la prima cosa che lei ha detto é stata: “dipende da con che tono lo dice…” Cosa cercano questi genitori infatti suona male, sembra quasi un esasperato MaCCHEC@#$&! vogliono questi rompicoglioni di genitori…urlato alla fine della giornata da uno che in cuor suo ha fatto di tutto e si vede contestato a suo modo di vedere ingiustamente.
Che un po’ lo siamo,rompicoglioni, inutile nasconderlo, lo sappiamo; che ce ne sian di Orribili e che a volte anche Noi ci si trasformi negli Altri é ahimé una cruda veritá, peró cosà come Lei scrive, Carlo, non si capisce se il suo é un umile tentativo di interrogarsi sul perché vi sia questa apparente (bé,mica tanto apparente)mancanza di fiducia fra Genitori e Coaches o se invece il suo é proprio non dico un’arrogante rifiuto ma un’ammissione di fatto. Cioé, ma cosa volete Genitori? Noi vi diamo tutto e voi volete ancora di piú. Ma statevene a casa e lasxciateci lavorare in pace: a ognuno il suo Mestiere.A voi quello di Genitori,a Noi quello di Coach.
Perché in fondo se uno fa Seleziona Tutto,Copia & Incolla, e poi si legge tutto il Blog un po’ di idee se le fa,di quello che alcuni di noi chiedono. E sia chiaro: nessuno contesta il singolo Coach, quello famoso e quello meno ma appassionato, e l’utilizzo del buon vecchio Maestro che ti insegna i Fondamentali. Di lasciarvi lavorare in pace molti di noi sarebbero ben contenti ma di escluderci completamente, annichilarci, molti di noi,io fra questi,no. Ma perché dovrei? Perché non ho vinto il Roland Garros? In realtá se ho capito una cosa del tennis é che non é solo una questione di tennis,il tennis.E a volte una certa esperienza di mondo e di sport e di vita, una certa cultura, buone letture, e soprattutto tanto buon senso e apertura mentale contano quanto se non di piú il saper fare il “feeding” a 4 allievi diversi contemporaneamente….Perché a me quel “ma allora questi genitori cosa cercano?” é suonato davvero come un ovreste rimanere a casa e fidarvi di piú di noi.
Ma il fatto Ă© che non ci fidiamo.
Non ci fidiamo piú perché vediamo Maestri disinteressati, Maestri non aggiornati, Maestri scafati scettici pigri ,con l’occhio attento solo a chiamare la vecchia signora per il doppio del lunedà per riempire i campi, Maestri supercritici dell’america e delle academies senza mai nemmeno esserci stati, Maestri che solo per il fatto di essere Europei od Italiani pensano di essere i Migliori (non si sa bene in virtú di cosa), Maestri che ancora insegnano come faceva Rasicci nelle cassette FIT del 91 e dare del “cioccolataio” a Bollettieri. a poi:Hai mai giocato a tennis? Cos’eri? Non classificato, Tristo che Puzzi? allora cosa vuoi, lasciaci lavorare, mavvedi un po’ tu se devi stare a sentire anche questo…
E poi dall’altro vediamo campioni diventati tali senza l’aiuto di Maestri ma solo tirati su da Genitori o Zii alcuni dei quali non avevano mai nemmeno preso in mano una racchetta.
E vediamo Maestri,Giornalisti,Ex Campioni tutti a lanciare strali, a dire ma guarda là la Sharapova con quel dritto, poveretta, quand’è che migliorerá, le Williams che pena, finché non assumono un vero coach,e Agassi,la Graf,la Seles,la Pierce…Anche Nadal sarebbe ora ce lasciasse lo Zio…E tutti a parlar male degli altri, a scoraggiarti fin dalla partenza….E io dovrei fidarmi?
E poi se capiti per caso in Italia ma dove vai, cosa vuoi, cosa fai?
Voglio dire, conoscendola, probabilmente di lei, Carlo, che ha l’umiltá di leggersi il nostro Blog, mi fiderei tranquillamente, ma qui non si parla dei singoli, si parla di atmosfera, di ambiente, di sistema,di strutture…
Un mese a Bologna passando da tutti i Circoli senza trovare uno straccio di Coach o Maestro che ti presti attenzione (eccezioni: Zavoli e Giovanni Toni), che dimostri di aver voglia di essere là in quel circolo e non altrove, che so, a fare il neurochirurgo…se volevi fare il neurochirurgo studia medicina,no?, che dimostri che abbia voglia di stare con dei bambini e magari abbia l’orgoglio personale di tirar fuori magari non il campione ma dei giocatori da avviare a un Centro Federale
Prima ti devi iscrivere al Circolo, PRIMA PAGARE poi lavorare, sembra quasi una battuta di Scozzari e Pazienza, i due geni del Male (nel senso del fumetto).
Cosa è che cercano questi Genitori? Cosa è che vogliono?
Io non voglio proprio niente: siete voi Coaches che dovreste volere i nostri figli…
E’ tutto lĂ.
Dovreste volere piú bambini che giocano e quindi dovreste volere piú genitori che li portano a giocare e che poi continuino a farli giocare; siete voi Coaches che dovreste voler organizzarvi nei Circoli e voler allevare una generazione di giocatori e quindi battervi per avere campi liberi e gratis per tutti i bambini almeno nel primo pomeriggio quando comunque non ci gioca nessuno….
Siete voi Coaches che dovreste voler avere la passione di tirare su dei bambini e fra questi qualche campioncino da passare a qualche Academies Italiana
Magari mi dite che funziona giá cosà ma scusate, io sono un alieno, abito all’estero, arrivo nella mia cittá, dove vado? Dove mio iscrivo? Cosa faccio? Che se poi sbaglio a fare la Tessera FIT nel Crcolo sbagliato sono condannato per due o quattro anni, se è vero quel che dice un Segretario il quale dice: tanto,ne abbiamo tanti, anche se non la fate chissenefrega
Siete anche voi Coaches che dovreste battervi per organizzarvi in strutture piú semplici da capire e non chiedere solo a noi genitori di semplificare,cosa che saremmo ben felici di fare:a me per esempio sembra lapalissiano che NON dovrebbero esistere per ogni cittá SOLO dei circoli MA ANCHE UN CENTRO che raccoglie i piú promettenti, per ogni Regione UN CENTRO che raccoglie i piú promettenti per REGIONE, poi magari un CENTRO per Nord/Centro e SUD e infine un Centro come Tirrenia ma con 30-40 posti e 30-40 campi…
Allora si che i Genitori magari cominciano a capirci qualcosa e cominciano a fidarsi….Invece cosà io da fuori,da pesce fuor d’acqua, ho un’impressione un po’ distorta della realtá e preferisco quindi il sistema delle Academies ma poi leggo i post di una persona che a me sembra equilibratissima come Atti che dice, cito: ““Per esempio organizzare 1 volta alla settimana un allenamento con 3-4 ragazzi a turno nei vari circoli, porterebbe certamente dare molti risultati con sforzi minimi (il problema è, che quasi tutti i maestri rifiutano di condividere/accettare i metodi di insegnamento degli altri). ”
E poi,sempre Atti:“in molti circoli, l’attività agonistica dei ragazzi, spesso conta ZERO, o come mi disse un ex giocatore attuale gestore di un altro circolo” la scuola agonistica è solo un costo per i circoli !!”.
E invito a leggere i primi due o tre post di Roberto (Nº88,Nº137) che sono un’impietosa quanto lucida analisi dello stato dell’insegnamento del Tennis negli anni 90 e quindi la causa prima della mancanza attuale di campioni italiani…e soprattutto di giovani che giochino, essendo tutto sommato i Circoli un ritrovo di pensionati …molti dei quali nemmeno troppo interessati al gioco del Tennis. Mi faceva osservare mia moglie che spesso manca in Italia un club dove si viva si mangi e si respiri Tennis, dove la TV sia sintonizzata sul Tennis Channel e non sul Campionato di Calcio, dove vi sia un attivitá agonistica che non significhi solo mille attenzioni per l’unico o gli unici due bravi e gli altri macchevadano a cagare, cosa vogliono, non vedono che non hanno chances?, che vi siano insomma diversi livelli e attenzione a tutti i livelli, che vi sia la possibilitá di girare i Circoli e poi che vi siano scambi e stages e magari per ogni cittá un Centro dove settimanalmernte si ritrovano i Migliori 10-20 ad allenarsi insieme…No,macché, qui ci vuole la tessera FIT a vita col Circolo… invece la Tessera USTA in Florida la fai via Internet,anche per 5 anni…E via. A giocare.
Magari mi direte: Ma che c’entriamo noi Coaches? Noi siamo solo le vittime…Non sará certo colpa dei Coaches o dei Maestri Italiani ma chi se non loro dovrebbero sensibilizzare l’ambiente e le strutture? Perlomeno mi aspetterei maggiore autocritica, maggiore consapevolezza, maggiore umiltá, meno fatalismo,disfattismo…Mi aspetterei anche di vedere Maestri palleggiare gratis con bambini che arrivano la prima volta in un circolo (o rifiutarsi di essere pagati perché interessati a lavorarci, con quel dato bambino, e quindi a instaurare un rapporto piú duraturo).
Ogni tanto io e mia moglie ci diciamo: siamo stati fortunati, abbiamo avuto la possibilitá di viaggiare,abbiamo visto un po’ di mondo e anche quando ci siamo innamorati del tennis l’abbiamo imparato all’estero …E ci Ă© capitato di passare PRIMA da Bollettieri e poi di vedere il resto, in Italia e altrove, e quindi avere un buon termine di paragone… …é chiaro: ci sono ottimi Maestri anche in Italia, sparsi per tutta la penisola, quel che manca,temo, Ă© il Progetto Comune, la Collaborazione, il sapere che parti da qui e arrivi lĂ…Non Ă© neanche una questione di credere che mio figlio abbia del talento(mio figlio Ă© piccolo ed Ă© anche un iperattivo schizoide incapace di mantenere la concentrazione e quindi difficilmente diventerá mai qualcuno da seguire), Ă© semplicemente trovare un buon ambiente dove far crescere i nostri figli mens sana corpore sano…ripeto: in Florida noi ci saremmo andati piĂş per la Scuola … In Italia,mi pare di capire, ci sono solo i Circoli con un Agonistica e nell’Agonistica ci sono solo uno o due bambini e i Maestri seguono solo il piĂş Forte, quello che vince i tornei, e gli altri, come i bambini cattivi della dolce euchessina…che spingano!
Non so Carlo, passo al tu,concedimi,forse ti ho completamente frainteso, e non rileggendo troppo neanche stavolta come mio costume, puó anche darsi che sia stato prolisso ma in compenso anche…confuso,ma quello che ti posso dire é di continuare a leggerci: di cavolate ne diremo tante, ma qualcosa ogni tanto di vero deve pur esserci e magari un buon coach potrebbe ricavare buone informazioni. Soprattutto, ce ne potresti dare tu.
Ma daccele qui, sul NOSTRO sito.
NE E’ PASSATA DI ACQUA SOTTO I PONTI, ABBIAMO SCRITTO MIGLIAIA DI PAGINE, TONNELLATE DI PAROLE, LITIGATO CON ADDETTI AI LAVORI E PERFINO FRA DI NOI, MA ALLA FINE SECONDO ME RIMANGONO ALCUNI FATTI INCONTROVERTIBILI: manca il dialogo fra Genitori & Coaches,i Coaches non hanno voglia di confrontarsi coi Genitori… Alla fine in italia non mancano i campioni, mancano i Genitori dei Campioni… E poi: ci sono Genitori e Genitori, Coaches e Coaches…
Pinot says:
I migliori atleti si possono permettere i migliori preparatori quando non servono piĂą.
Se le basi per la preparazione atletica, dunque anche la mobilitĂ , si costruiscono tra gli 8 e i 12 anni, in questa fase c’è bisogno dei preparatori piĂą bravi. Succede, invece, che in questo periodo o non vi è nessuno che se ne occupi (con la scusa ignobile che la preparazione serve dopo i 12 anni) o se qualcuno se ne occupa spesso scambia il bambino per un adulto “piccolo”.
Le basi per l’atletismo andrebbero costruite “istituzionalmente”, cioè dagli organismi preposti allo sport (Coni?), nelle scuole elementari, proprietarie di palestre, ed a prescindere dagli sport che si praticheranno successivamente. Solo le istituzioni si possono permettere di pagare i migliori preparatori e destinarli alla fase preadolescenziale, considerando che da una larga base di bambini portali allo sport nasceranno anche sciatori, nuotatori, centometristi, fondisti, pallavolisti e anche tennisti.
Mi pare che la decadenza dello sport in Italia non riguardi solo il tennis.
stefano grazia says:
Ho un commento in moderazione per la sua lunhezza e quindi non so se questo che sto scrivendo arrivera’ prima o dopo…
Sempre per Veneziani:Io poi mio figlio l’ho allenato, insieme con mia moglie, dai 3 ai 12 anni 44 settimane all’anno e nelle restanti lom portavo in giro per Academies…a 13 anni l’ho mandato Full Timer da Bollettieri e se c’e’ una cosa su cui sono tutti d’accordo e’ che tecnicamente e’ perfetto… Se ho fallito, non ho fallito come Coach, ho fallito come Genitore visto che il figlio e’ tuttora noto non per i risultati ma per essere La Canaglia di Lagos… Eppure gli Insegnamenti giusti glieli abbiamo dati e siamo stati anche giustamente severi… Se i miei primi due posts sono stati in stile Mad Max (quello soft, pero’…che il vero Mad Max avrebbe fatto scintille) e’ perche’ mi e’ sembratoche Veneziani, al termine di considerazioni che io stesso non faccio fatica a condividere, sia caduto nella trappola del Pregiudizio da cui sembra, forse per mancanza di scambi culturali, irrimediabilmente contagiato: da un lato i Buoni (i Maestri), dall’altro i Cattivi (i Genitori)…
nicoxia says:
Stefano Cesare è giovane e probabilmente non ha ancora incontrato genitori iluminati io dicevo che aveva ragione sui fatti,secondo me se ti fai conoscere senza attacarlo subito potrebbe cambiare idea sui genitori.
nicoxia says:
Cesare,apprezzo i tuoi pensieri ma nei fatti da chi e da cosa e formata la tua struttura che risultati ha dato solo conoscendo ci si può confrontare,di solito a queste domande spariscono tutti e noi genitori ce ne facciamo una ragione.
andrew says:
amen
stefano grazia says:
Io non attacco, io mi difendo…
Il Post 27 dice tutto, mi aspetto una risposta di Veneziani (invitarlo a leggere la mia Opera Omnia sarebbe in effetti troppo…per questo fin dall’inizio gli avevo suggerito di chiedere ad Ale e Roberto in che ginepraio si era andato incautamente a cacciare… e su una cosa converrete tutti: io sono il Good Cop, non il Poliziotto Cattivo…Quello e’ dato ancora per disperso: fosse stato ancora con noi mad max avrebbe di nuovo invaso la Polonia… E io gli sarei andato dietro!)
Freddo says:
Non ho capito su casa state litigando sinceramente, Veneziani ha fatto un’esempio negativo di genitore che per altro diciamolo esistono in abbondanza, Stefano ha voluto fare dei distinguo giustamente tra genitori buoni e cattivi….il motivo per cui non siete daccordo quale? Che il ragazzino a 14 anni dovrebbe avere giĂ un coach? Beh sostanzialmente è vero ma ci sono anche genitori che possono fare benissimo da coach (non tantissimi ma ci sono anche casi di successo). Ci sono anche molti coach che invece peggiorano la situazione peggio dei genitori….Difficile generalizzare e tirare fuori una morale valida per tutti, di certo l’esempio che si fĂ nel pezzo mi sembra evidentemente quello di un cattivo genitore…ma che Madmax per caso sta offrendo consulenze in gio per l’Italia anche a bambini non suoi???
E’ una battuta chiaramente fare il genitore non è mai facile, difficilissimo giudicare.
stefano grazia says:
Tra l’altro, la mia posizione e’ che a 13-14 anni i Genitori dovrebbero anche smettere di sedersi a bordo campo e invece lasciare il figlio giocare da solo (magari lasciando una videocamera a registrarlo cosi’ da vedere poi col Coach come si e’ comportato…) anche per sviluppare la sua indipendenza e la capacita’ di gestirsi…Poi e’ lui che viene premiato con vittoria e sconfitta, e’ lui che deve trovare le motivazioni e la chiave per arrivare al controllo del match, non i suoi genitori…I genitori lo portano al match, lo aiutano nel riscaldamento, lo consolano (o lo sgridano poi se ha mancato di rispetto o si e’ comportato male) poi ma durante il match sarebbe fantastico se potessero andare a bersi un cappuccino e leggere un libro al Bar…Questo, Maestro veneziani, per intenderci e’ il mio pensiero. Purtroppo a volte non e’ possibile ed e’ necessario rendersi conto di quel che combina ma in FLORIDA ad ogni torneo ci sono due o piu’ USTA OFFICER che girano davvero per i campi (non come in Italia agli ETA o ai Nike dove davvero ho visto succedere di tutto) e comminano penalty e game points come se piovesse e allontanano anche Genitori troppo invadenti … Poi e’ chiaro che a volte ci sono abusi (ci sono genitori e genitori, Coaches & Coaches e Umpires & Umpires…) e a volte genitori eccessivi trovano lo stesso il modo di aggirare le regole con la scusa che lo fa l’Altro Genitore ma di solito gli Arbitri USTA tengono sotto controllo il tutto e hanno un chiaro intento educativo anche quando ti puniscono: per esempio Nicholas viene tuttora punito di tanto in tanto e lo e’ stato molto in passato ma non di meno e’ uno dei loro beniamini, si vede che c’e’ un comune intento, quello di aiutare il ragazzo a comportarsi bene…Noi come Genitori diciamo sempre all’Arbitro: se sbaglia, puniscilo…Se devi, squalificalo…No problem. Imparera’ da solo, prima o poi capira’ e se non capisce…fara’ il Cardiochirurgo!
Mauro g&f says:
Stefano, io non ho recepito in maniera negativa l’intervento di Veneziani sui genitori, ha trovato da dire sul fatto che uno dei migliori under del lazio fosse seguito non da un coach ma dal padre mettendo l’accento appunto sull’anomalia del tennis. Poi quando ha aggiunto “criticandolo, applaudendolo e rimproverandolo come nessun coach farebbe.” Io ho inteso come nessun coach in gamba farebbe.
Ho apprezzato invece come già detto alcuni spunti e soprattutto la voglia e la determinazione nel mettersi in gioco, poi vedremo se alle parole seguiranno i fatti, e vista la giovanissima età almeno un po’ di credito penso glielo dobbiamo.
stefano grazia says:
Stiamo litigando sul fatto che Veneziani superficialmente e forse senza accorgersene appartiene al Partito dei ‘Meglio Orfani…’ o comunque dell’Ognuno ha il suo ruolo: il Genitore fa il Genitore, il Coach fa il Coach’ che in linea ipotetica uno dice che e’ una frase giusta ma in realta’e’ solouna frase politically correct E IO ODIO IL POLITICALLY CORRECT!!! No, scherzi a parte, sono convintoche NON sia possibile evitare un continuo e intenso feed back a due direzioni (e no solo One way) soprattutto nell’eta’ dai 3 ai 12-14… Altrimenti e’ solo demagogia alla 101 modi per essere un terrific sport parent …
comunque, attendo fiducioso la replica cosi’ ci spiegheremo meglio…
(Magari il ragazzino di 14 anni il Coach ce l’ha anche ma non lo puo’ seguire e quindi e’ andato il padre…Ma non e’ quella la frase incriminata… E’ giungere a delle conclusioni generali e condannare tutta una categoria partendo da un episodio … Tra l’altro il fatto di non fare clap!clap! al colpo vincente dell’avversario non mi sembra un parametro essenziale per giudicare la sportivita’ dell’avversario (allo stesso modo uno potrebbe dire che au contraire indica una mancanza di competitivita’ ) … io credo che sportivita’ e rispetto all’avversario lo si dimostrano a fine partita stringendo la mano guardandolo negli occhi e riconoscendo a lui e a se stessi che se si e’ perso ,qualunque sia la caua, quel giorno a quell’ora l’altro era comunque piu’ forte … Ma durante il match, per favore, non applaudirmi i miei colpi, non chiedermi nemmeno scusa se hai colpito il nastro o se, svirgolando completamente, hai fatto un gran punto … Queste sono tutte ipocrisie: lo sport non e’ vincere o perdere ma e’ CERCARE di vincere, quindi tu vuoi vincere, io voglio vincere, ce la giochiamo e poi andiamo a berci una birra con sprite insieme (vabbe’, i bimbi una coca cola…)
bogar67 says:
Il ruolo dei genitori è indispensabile ma nessuno parla dei nonni? Vi faccio ridere: Ho avuto ospite mia suocera rimasta vedova a anni 72 per piĂą di un mese. Mai visto un campo da tennis in vita sua, domenica alla terza tappa fit ranking mentre mia figlia (2004) giocava era attaccata alla rete a incitarla e a rimproverarla tanto da farmi incazzare e digli di darsi una calmata se no mia figlia si confondeva. Dopo la sconfitta al primo turno del tabellone ad eliminazione se ne è anche uscita in macchina mentre tornavamo, dobbiamo cambiare coach!! In realtĂ stavo cercando di spiegarle che pur avendo perso la partita del torneo quasi parrocchiale la bimba aveva giocato bene e rispetto all’altra vi era una differenza di preparazione rilevante, mia figlia era impostata dal suo maestro per giocare bene mentre l’altra solo per vincere! Questo è il classico esempio di come si parla senza avere cognizione di causa per cui ci sono genitori e genitori, (in questo caso nonni eh eh) maestri e maestri. Oramai su come far crescere i figli abbiamo con internet tutti gli strumenti adatti, leggiamo, ci aggiorniamo, ci conosciamo senza in realtĂ mai averci incontrato, ci scambiamo informazioni varie, etc e sta a noi tutti (maestri, genitori, dirigenti etc) interpretare il proprio ruolo con competenza e capire quello che è positivo e quello che è negativo per il bene dei nostri figli, gli uni siamo imprescendibili dagli altri!
simplypete says:
stefano sottoscrivo tutto il tuo ultimo post…
anche se sinceramente mi è capitato di applaudire un mio avversario (quando giocavo) o un avversaria di mia figlia a seguito di un gran punto; senza ipocrisia è un gesto spontaneo che viene naturale se non lo è so che mi stai pigliando per i fondelli…ed allora ha l’effetto di farmi incazz….
off topic non mi hanno ancora dato la tua mail privata, se qualche anima pia del blog volesse farlo vi sarei grato
stefano grazia says:
Mah, Mauro, si vede che sia io che KB ci siamo sbagliati…Pero’ lui dopo puntualizzava:
ps: il genitore è positivo…se è genitore e non allenatore!
Quindi forse poi sia io che KB avevamo visto giusto…. Puo’ darsi che sia solo questione di sfumature, certo che se lui e’ giovane e gia’ ragiona con la vecchia mentalita’ non capisco tutto il tuo ottimismo, cioe’ a volte tu stesso sei stato molto critico o hai spallefggiato il nostro Hulk anche per meno … Comunque, puo’ darsi che mi sbagli io, vediamo… Pero’, attendo replica: nel post 27 e’ stato gia’ detto tutto…Lieto di poter dire che mi sono completamente sbagliato dopo averlo conosciuto meglio …
Kill Bill says:
Scusate ma ….
la famiglia è certamente importante. Però io porto mio figlio a fare sport agonistico perchè mi aspetto che in quell’ambiente si coltivino dei valori e si sviluppi nei ragazzi quelle qualitĂ tipiche di chi fa sport.
Dato che chi fa sport agonistico tutti i giorni frequenta il suo coach, il suo preparatore atletico e altri ragazzi mi aspetto che chi per svariate ore al giorno segue un allievo gli insegni non solo il servizio ma anche tante altre cose.
Se questo non accade secondo me è un fallimento totale.
I risultati sono importanti ma non sono tutto.
Non si può pretendere dai genitori che di solito hanno anche altro a cui pensare di potersi dedicare tempo pieno o quasi ai figli ne tantomeno pretendere che abbiano un educazione sportiva doc.
E’ come dire vado a scuola ma devo giĂ sapere tutto.
Al contrario vado a scuola per imparare. Nello sport è lo stesso. Faccio sport per imparare dei valori non li devo per forza già avere.
Troppo comodo.
I genitori molto spesso diventano ingombranti loro malgrado perchè si rendono conto che senza vigilanza vengono presi per il sedere e per necessitĂ visto che su 80 partite l’anno a 70 il coach non c’è poichè non tutti hanno possibilitĂ economiche di quel tipo.
La cultura sportiva va insegnata, al pari della tecnica, sul campo giorno dopo giorno.
Quindi , qualche volta, lasciate perdere i difetti dei genitori e dei ragazzi che sicuramente avranno, e gli addetti ai lavori si facciano un bell’ esame di coscienza.
Poi, come sempre, ci sono genitori e genitori, ragazzi e ragazzi, coach e coach.
cesare veneziani says:
lavoro al tenni gallese, un club di tre campi in terra sulla cassia, a Roma, vicino al due punti. Il mio staff è formato dal sottoscritto, Maurizio Filesi, il fisioterapista Alesandro Falcioni e gli istruttori Francesca Amidei e Jacopo Corbari.
Ho imparato molto di quello che, direttamente e indirettamente da Albrto Castellani, Michele Tellini, Marco Tavelli. Sono stato molte volte all’accademia di anche Sanchez e Casal e una in quella di Pablo Arraja.
Non appartengo a nessun partito politico, umano o tennitico. Non odio i genitori. Odio il 95% della mentalitĂ agonitica italiana, e odio i coach che non dicono niente ai ragazzi che rubano le palle. Sono ben disposto al cambiamento, il vecchio tendenzialmente mi irrita, ma non sempre. Ho imparato molto da Gaetano Longo, stella di bronzo al merito sportivoe campione del mondo OVER 75!
Non sono un llenatore affermato, e non è detto che lo diventerò, ma siccome ono molto motivato mi piacerebbe condividere il mio progetto con ragazzi motivati e genitori che si fidano di me. E’ ciò che auguro a tutti quelli che hanno un sogno come me. E’ difficile compiere scelte da genitore, lo immagino, ma se io mi rivolgoad un avvocato dico: penaci tu.
Nel tennis, spesso, il genitore ha il piacere e la smania di prendere decisioni a 360 sulla vita tennistica del figlio. Io lo trovo quanto mai inopportuno, ma se, come nel caso del genitore coach 55 settimane l’anno, queto produce buoni riultati ( egioia di andare avanti) BEN VENGA! E in bocca al lupo a tutti.
Senza astio amici, e senza per forza catalogare il prossimo come fazioso.Di fondo, io parteggio solo per il tennis.
cesare veneziani says:
Al buon stefano (credo, almeno da parte mia, conclusivo):
Intanto, si, hai decisamente urtato la mia sensibilitĂ , caratteristica di cui (ancora) dispongo e che mi fa credere di avere qualche piccola chanches come essere umano, prima che come allenatore o qualsiasi altra coa.
E non credo di volerti scusare, perchè semplicemente non credo alle scuse di chi giudica un mio discorso, motivato da vent’anni sul campo e nel mondo, banale e da sottoviluppato.
Ho tralasciato di criticare i coaches, è vero, ma se mi sento di criticare ragazzi e genitori, oggi, sarò libero di scriverci un articolo, senza insultare nessuno?
Chi mi conosce sa che domani criticherò i coaches, me compreso. Se avrò voglia.
Vuoi criticare Cesare Venziani? Fallo, scrivici un bell’articolo motivato e vedi che chi di dovere apprezzerĂ .
O forse no.
Ma sei libero di farlo, con tutta l’eleganza che contraddistingue l’uomo.
Sei invece sei un duro, allora mantieni il punto e non scendere a compromessi. Hai deciso di non stimarmi, avrai le tue buone ragioni. In genere la disistima emerge nel rapporto, anche solo epistolare, come in questo caso, quindi non credere di essermi simpatico, seppur qualificato, competente, istruito e non schierato politicamente.
Io vado avanti con rispetto per chi mi legge e soprattutto per chi mi critica, Stefano.Perchè le critiche fanno crescere, ma la tua rabbia è davvero sopra le righe, così come l’estrema volontĂ di relegarmi a idiota e incapace.
Sempre enza astio, ma con almeno un puntino sulla i.
Mauro g&f says:
E’ vero Stefano quello che dici, tra l’altro odio terribilmente le etichette e le generalizzazioni, però in questo caso, magari mi sbaglio, ma intuitivamente mi è sembrato in buona fede.
Non condivido invece il discorso sull’apprezzare i colpi dell’avversario, ma non solo per educazione, pensa che tutte le domeniche mattine alle 8 gioco a calcetto contro la squadra di mio fratello e ce le diamo di santa ragione, poi andiamo insieme a mangiare dai nostri genitori, ma per un discorso di autostima, non puoi sempre pensare di criticarti, a volte devi anche dire, io ho fatto del mio meglio, in questa occasione è stato piĂą bravo l’avversario, se pensi che in campo ci sei solo tu allora sei il tuo amico ma anche il tuo nemico.
Aggiungo che anche il bon ton ha la sua importanza nei rapporti sociali, se no anche i saluti andrebbero aboliti, buona sera buon giorno, ma chi se ne frega se passi una buona sera o un buon giorno, eppure ci si saluta sempre. Anche nel tuo amato rugby esistono delle regole non scritte di comportamento che non necessitano tuttavia applicandole di essere ipocriti.
Mauro g&f says:
Cesare, il genitore deve!!! e sottolineo deve prendere decisioni a 360°, sulla vita tennistica del figlio, deve essere il regista assoluto, diverso è il discorso di entrare in merito alle varie competenze, se mi fido di un coach devo lasciarlo lavorare, ma è mio diritto/dovere interagire continuamente con gli adetti ai lavori, tu hai fatto l’esempio dell’avvocato , anch’esso con il proprio assistito o anche il medico con il paziente deve continuamente dialogare nal fine di raggiungere l’obiettivo condiviso, non può ragionare dicendo fidati di me punto.
pibla says:
Sì, però non giriamo tanto intorno al punto, il vero problema per cui in Italia è così difficile creare giocatori professionisti, e questo è il titolo dell’articolo, non risiede in maniera particolare, nĂ© nei genitori, nĂ© nei coaches, bensì nel fatto che LA BASE DA CUI SI PESCA E’ TROPPO ESIGUA e la base è troppo esigua perchè:
-I COSTI PER GIOCARE DA NOI, e davvero SOLO DA NOI, SONO TROPPO ALTI;
-I COSTI SONO TROPPO ALTI perché i campi stanno solo nei circoli e mancano quasi completamente i CAMPI PUBBLICI CHE INVECE PULLULANO NEGLI ALTRI PAESI;
-il risultato è che al tennis ci arrivano solo i ragazzini benestanti, spesso molto poco motivati e/o viziati, o sennò i figli di maestri e/o di gestori o presidenti di circolo (mi vorrete mica dire che Pennetta o Volandri e Panatta in passato sono un caso….);
POI,
DOPO, MA MOLTO, MOLTO DOPO ci sono tutta un’altra serie di problematiche,
IL RESTO SON FREGNACCE.
INONDIAMO IL PAESE DI CAMPI PUBBLICI IN CUI E’ POSSIBILE GIOCARE SPENDENDO POCO, ABBASSIAMO RADICALMENTE I COSTI PER PRATICARE QUESTO SPORT e poi vediamo se nel giro di 10-15 anni in un Paese di 60 milioni di abitanti come l’Italia non esce fuori IL CAMPIONE.
Come dico sempre io, se Federer fosse stato italiano……avrebbe giocato a calcio!!!!
Saluti a tutti.
stefano grazia says:
E per fortuna che non si era offeso… (post 24) … Se la mia rabbia e’ sopra le righe allora si vede che davvero non hai mai letto questo Blog…Ed e’ un peccato, credimi, perche’ ti sarebbe stato molto utile… Per esempio mi sembra
che tu il mio post al Maestro Polidori non l’abbia letto e quindi questo chiude la questione, che ci stiamo dunque a dire? Della serie Tanti nemici Tanto Onore..il mio cuore vola alto come un falco .. (chi e’ che ha la coda di paglia adesso? A me per esempio il post 42 e 43 sembrano antitetici, l’uno l’opposto dell’altro …) Comunque vorrei anche capire perche’ voi Addetti ai Lavori potete essere suscettibili e noi no, misteri della vita…
Mauro: io ho detto la stessa cosa: gioco, mi danno, ti meno anche (nel rugby, entro i limiti delle regole) e poi andiamo a bere insieme e ti dico bravo, bravissimo… io del resto adesso bravo, bravissimo mi trovo nel tennis a dirlo sempre piu’ spesso…(eheheh)
Mauro g&f says:
Per spiegarmi meglio, il medico su una certa malattia mi dice ci sono due strade che si possono percorrere per guarire, una con le medicine ma molto lenta e con effetti collaterali e l’altra con l’operazione chirurgica, se decido per quest’ultima, la faccio eseguire totalmente al chirurgo, non è che se potessi ci metterei le mani. Così come chiederei piĂą di un consulto senza per questo defraudare di qualcosa il primo medico.
stefano grazia says:
Pibla: verissimo e infatti anche questo NOI (e in particolare io) l’abbiamo (l’ho) scritto cosi’ tante volte che quando appunto si vuole sottindere l’Antica Menzogna (che le colpe del fallimento del tennis italiano sia in gran parte da attribuire ai Genitori) uno a un certo punto sbotta (e non son stato io, in verita’, ma e’ stato KB)
Comunque accetto l’accusa di aver fatto il Mad Max anche se soft ma in assenza dell’originale ci vuole qualcuno che se ne faccia carico…it’s a bloody dirty job but somebody’s gotta do it …E’ uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare …
Io poi avrei capito di piu’ un discorso tipo: invece che sottintendere UN RAGAZZINO NON PUO’ DIVENTARE BRAVO SE E’ ALLENATO DAL GENITORE, dire che: molti ragazzini PER COLPA DEI GENITORI CHE LI SPINGONO TROPPO non sono poi felici…E’ il tema che affronta spesso Bertino su Tennis Italiano … Su questo accetto tutte le accuse, le discussioni, le riflessioni anche morali… Ma quando sento che quel tal giocatore avrebbe potuto essere chissa’ cosa se non fosse stato allenato dal padre o dalla madre mi sembra di sognare … Anche quando non si parla di Nadal, Bartoli, Williams, Pierce,Capriati,Agassi, graf, Seles, Spadea,Arzai, Wickmayer,Sharapova,Murray…. Anche quando si parla di Pinco Pallino…Senza il Genitore quel tal Pinco Pallino probabilmente, nel 90% dei casi, non sarebbe nemmeno arrivato fin li’… Guardiamo Gasquet: il padre a 13 anni lo ha affidato ad altri… C’e’ ancora chi da la colpa al Padre se non e’ diventato il controaltare di Federer… No, qui si tratta di mentalita’ da cambiare… Io magari ho esagerato come dice Nicoxia sparando a vista e poi dando il Chi va la’? (come direbbe Freddo) Puo’ darsi ma non mi pare che il seguito poi dimostri che avevo poi torto …
Atti says:
Nel gioco delle parti ognuna ha le sue ragioni, i suoi esempi e le sue certezze…
Se parliamo di situazioni durante le partite, ne ho viste di tutti i colori da ambo le parti…del resto sport è anche agonismo…e gli eccessi dipendono sempre dal soggetto, dal suo back ground etc…; anni fa sentivo dire dai cronisti, che i tifosi romani, con un italiano in campo, erano troppo calorosi (tifosi da stadio) durante gli incontri al foro italico…. poi ci siamo accorti che tutto il mondo è paese…
Auguro al maestro Veneziani, di incontrare genitori come Stefano, con cui confrontarsi, condividere e a volte perché no.. anche discutere…dopotutto siamo in Italia e non in Bulgaria… ed il genitore alla fin fine… è il vostro vero primo cliente …ricordarselo ogni tanto, non è male.
Mi sembra pero’ che spesso il ruolo dell’insegnante di tennis, maestro, coach sia troppo centrale rispetto alle esigenze del ragazzo. E’ il maestro che è al servizio … e non viceversa.
Se uno va dal coach Piatti logico che, esperienza alla mano, difficilmente cambierĂ le proprie convinzioni, metodi e programmi di fronte al primo genitore pincopalla.
Trovo invece esageratemente arroccata la posizione di qualche maestro, diciamo di fascia media, che pur non avendo raggiunto nessun risultato a livello PRO con i loro allievi, si spacciano per profondi conoscitori del percorso da fare, e peggio, sono convinti di conoscere meglio di noi, i nostri figli.
Da certe situazioni occorre le sforzo di tutte le parti per risolverli…
Diciamo che è difficile e banale esprimere un concetto standard, troppa la casistica, ma fondamentalmente da genitore, mi aspetto, sempre e comunque un dialogo costruttivo.
A volte saremo pedanti, fastidiosi, irritanti, impazienti, ma se non avete palle per affrontare un genitore, dubito che possiate averne per arrivare alla meta che vi siete prefissati, e che a onor del vero, per impegno, potreste ambirne…
Evitare queste situazioni, cercando solo gli aspetti piacevoli….e tipico della mediocrità ….ricordiamoci che per i ragazzi a livello sportivo… voi siete il loro esempio in campo… ma fuori campo, siamo noi che dobbiamo interagire…
stefano grazia says:
Mauro, non so se ti ho seguito ma sono d’accordissimo: in Medicina non e’ quasi mai come con la Matematica e 2 + 2 non fa sempre 4… Forse per qualcuno nel Tennis invece 2 + 2 fa sempre 4 e questo, direbbe Mad Max, spiega tutto …
nicoxia says:
Atti hai ragione anche se poi uno come Piatti proprio perchè è bravo il genitore lo sta anche ad ascoltare per confrontarsi e questo fa di lui uno dei piĂą bravi.Lo fa perchè dall’alto della sua esperienza non ha nulla da temere sa che non sarĂ messo in discussione al limite ci potrebbero essere aggiustamenti che non sconvolgerebbero il suo modus operandi.Per essere cattivo perchè piace potrei dire che chi non vuole avere a che fare con i genitori sa di non avere argomentazioni per convicerlo.
Agatone says:
Mi sembra, il maestro Veneziani, una buona persona, con un’idealismo ancora intatto (e forse leggermente ingenuo).
Però come si fa a riporre fiducia in qualcuno senza sapere cosa fa? Il genitore penso semplicemente debba capire cosa fa il maestro e decidere se fa bene o male. Come appunto con gli avvocati, per seguire il suo parallelo. Non è che uno lascia tutto in mano all’avvocato e se ne frega. Si consulta con l’avvocato, cerca una strada, in genere segue la strada che l’avvocato gli consiglia ma se non è convinto cambia avvocato. Capita molto spesso.
In piĂą c’è da dire che negli ultimi trent’anni in Italia di tennisti fortissimi non ce ne sono stati e di tennisti da primi cento ce ne sono stati pochi. Quindi come si fa a riporre fiducia incondizionata?
Detto da uno che non ha figli che giocano a tennis
Nikolik says:
Veneziani ha assolutamente ragione, come ho giĂ scritto nel primo commento a questo articolo.
Ha assolutamente ragione anche Pibla.
A Pibla mi sento di aggiungere solo questo: è vero, inondiamo l’Italia di campi pubblici, ma solo dopo che i praticanti aumentano, non l’opposto.
Prima ci vuole chi gioca a tennis, poi si costruiscono i campi.
In questo momento, mentre scrivo, in Italia ci sono migliaia di campi da tennis deserti, anche pubblici, e non perché costano tanto.
Prima i praticanti, poi i campi.
fabrizio gaserre says:
Ha pienamente ragione cesare veneziani. Ormai di talento in Italia ce ne è davvero molto, ma non c è proprio continuitĂ , voglia di lavorare. Ormai si viziano talmente tanto i ragazzi di oggi che si promette tutto loro; questo cosa comporta: i bambini amanti dello sport (come diceva veneziani) stanno sempre davanti allo schermo della televisione, e vedono tutti questi grandi campioni vincere trofei di grande prestigio molto giovani. A questo punto i ragazzi iniziano a farsi ”film” in mente che anche loro avranno un futuro simile. Ed ecco che li si sbagliano di grosso; dovrebbero anche vedere quanta PAZIENZA e voglia un giocatore ha messo a disposizione, alla fine però sono arrivati I RISULTATI
king of swing says:
bravo Atti…io non sono un genitore però appunto vedo proprio questo che dici nei coach…
noi siamo i coach…tu genitore non capisci una mazza…stai al tuo posto e basta…
se il coach è Piatti…un genitore si fida appunto dei risultati ottenuti…però tipo io inonderei ugualmente di domande Piatti..e vorrei pure delle risposte…
pensa se dovessi affidare mio figlio ad un coach che non ha ancora raggiunto risultati a livello professionistico…
spetta appunto al coach dimostrarmi che lui ci sa fare…
l’articolo di Veneziani era iniziato bene ma purtroppo poi si è perso per strada…
mi è sembrato una persona educata…però quando mi si scrive un articolo col titolo “Come creare un professionista in Italia”…e mi ritrovo i soliti attacchi ai ragazzi e ai genitori come momento clou dell’articolo…beh rimango deluso…
ce ne sarebbero di cose da scrivere su come creare un professionista in Italia…e Veneziani mi parla dei ragazzi e dei genitori…
come se fosse colpa dei genitori o dei ragazzi che in Italia non abbiamo una scuola agonistica di qualitĂ …
@nikolik
una delle rare volte che sono d’accordo con Nikolik..bisogna prima aumentare i praticanti e poi fare i campi pubblici…è da tempo che lo vado dicendo…
per aumentare i praticanti serve il campione…
e il campione per costruirlo serve una scuola agonistica di qualitĂ …
perchè non è solo un problema di allargare la base…Bolelli…Fognini…Seppi…li abbiamo prodotti con questa base di agonisti attuale…
il problema vero ribadisco è che Bolelli essendo cresciuto in Italia …dove non c’è una scuola agonistica di qualitĂ come ad esempio in Spagna…Bolelli presenta problematiche gravi negli spostamenti…problemi con gli appoggi..
il prossimo Bolelli deve venire su come si deve…fisicamente mentalmente e tecnicamente..
indovinate chi parla dell’inadeguata costruzione fisica dei nostri ragazzi?
preparatori atletici come Panichi e Catizone…e tra i coach Piatti ad esempio…
insomma i migliori coach e i migliori preparatori atletici concordano sul fatto che sia trascurata la costruzione fisica dei nostri ragazzi…
@ Pinot
sono assolutamente d’accordo con te…su tutto quello che hai scritto…
però quello che per gli altri sport è un limite che magari non impedisce di vincere la coppa del mondo…nel tennis significa perdere diversi top ten…
tra i10-12 anni è importante per i nostri ragazzi avere a disposizione un preparatore atletico valido e giocare diverse ore a tennis con un maestro di base capace…e pure un mental trainer è importante…
se curiamo come si deve questa prima fase dei nostri ragazzi…tutto diventerĂ meno complicato per il futuro professionista…
al momento solo Jack Miccini ha svolto questa prima fase nel migliore dei modi…purtroppo l’infortunio era inevitabile…ma una volta operato…se il problema è stato risolto…e il fisico c’è…Jack può davvero puntare in alto…
king of swing says:
@fabrizio gaserre
i ragazzi si sbagliano perchè mentre in Spagna c’è una scuola agonistica di qualitĂ …e a 20 anni sono giĂ dei campioni…qui in Italia non c’è…e un potenziale top ten come Bolelli si ritrova fuori dai 100 a 24 anni al momento..questo perchè non abbiamo una scuola agonistica di qualitĂ …
bogar67 says:
Oggi sono passato dal mio circolo, ho sentito che ci stavano delle voci che provenivano dal campo coperto. Mi sono avvicinato, ho sbirciato dalla porta e ci stava un signore con tanto di tuta con il logo Fit che allenava un bimbo. Sono rimasto poco, poi ho capito chi fosse questo signore, era il presidente Binaghi che allenava il figlio, eppure potrebbe avere fior di maestri a sua disposizione. Credo che per noi genitori con un pò di dimistichezza con la racchetta, maestri o non maestri stare a fare due tiri con i propri figli è sempre un piacere.
pibla says:
No Nik, questa volta non sono d’accordo, perchĂ© a mio avviso uno dei motivi per cui i ragazzini non vengono avvicinati al tennis è dato proprio dagli alti costi di questo sport.
Allora tu costruisci dieci, cento, mille campi in cui si può giocare spendendo poco, poi vedrai come si riempiono di bambini saltellanti quĂ e lĂ , esattamente quello che vedevo in Croazia, e che in passato ho giĂ avuto modo di raccontare, nel 1996, solo pochi anni dopo la fine della guerra……poi sono arrivati Ljubo, Ancic, Karlovic, Cilic…..Italia 60 milioni di abitanti circa, Croazia 3 milioni o poco piĂą di abitanti circa……
E non sono d’accordo nemmeno sul fatto che ci sono tanti campi pubblici vuoti; nella mia zona ad esempio di campi pubblici o semi-pubblici ci sono solo quelli del CUS e sono per l’appunto sempre pieni di ragazzini, ma non bastano.
Cominciamo ad esempio a far nascere tanti campi in Campania, Basilicata, Molise, Calabria, Sicilia, poi vedrai se non si riempioni di bambini…..e poi non è che costruire dei campi sia questa spesa enorme, quindi varrebbe comunque la pena provarci e che diamine ci mettiamo a fare sofismi su da che parte cominciare??? Intanto cominciamo poi vedrai che qualcosa si mette in moto, ma il problema, temo, è che con un progetto di questo genere non partiremo mai….
luca says:
A me il discorso di Veneziani è sembrato concreto (nel senso che ha portato esempi) equilibrato (nel senso che non si è sbilanciato a dare la”colpa ad alcunchè) ed educato (nel senso che non ha insultato nessuno)
Le argomentazioni di Grazia (che leggo e continuerò a leggere volentieri) sono ragionevoli ma qunado scadono nella rissa verbale perdono di valore. Tralatro non è che un Maestro deve per forza conoscere le idee di tutti i frequentatori di un sito prima di dire la sua..si interviene, ci si confronta e si tirano le somme tutti insieme se è possibile.
saluti Luca
fabrizio gaserre says:
Concordo con luca. :King of Swing, hai ragione, spesso ai maestri interessa solo ricevere denaro, pero ancora spero e credo che ci siano ancora maestri capaci di avere anche buoni rapporti fuori dal lavoro con i propri alievi, capaci di dimostrare di avere anche una buonissima personalitĂ , e questo sicuramente facilita anche il lavoro.
Andrea Villa says:
Che faticaccia leggere tutti i commenti! Concordo al mille per mille con Pibla. Ribadisco con forza il concetto espresso nel commento 15: scuole tennis gratis per i figli degli extracomunitari, e per le famiglie sotto la soglia di povertĂ ! Usciamo dal tennis dei ricchi! Non è lì che dobbiamo cercare il materiale umano! Se fossimo pieni di campi pubblici gratis nei parchi, chiedo a tutti, chi andrebbe a giocare? I ricchi sempre al club, i poveri al parco! Ma se avessimo i parchi pieni di piccoli giocatori di tennis…
king of swing says:
@ fabrizio gaserre
il problema credo non sia solo quello dei maestri capaci…ma quello di maestri capaci e uno staff all’altezza…
la costruzione fisico-mentale-tecnica non dipende solo dal maestro ma pure dallo staff di cui dispone il maestro…
Piatti è un grande coach perchè sa cosa significa avere a disposizione uno staff di qualitĂ …
se uno dei componenti dello staff non è all’altezza lo riconosce al volo..grazie all’esperienza acquisita nel corso degli anni tra i PRO…
un giovane coach ha diverse problematiche da risolvere anche se è capace e volenteroso…
in uno dei miei commenti dicevo appunto che la fase 10-12 anni è importantissima per un ragazzino…
anche se c’è un maestro capace…siamo sicuri che il preparatore atletico lo sia pure?
il compito di un maestro capace è pure quello di costruirlo fisicamente al meglio…
alcuni maestri fanno magari un buon lavoro tecnico ma non riescono a costruirlo in maniera adeguata fisicamente…
in Spagna puoi avere 10 anni o 15 anni…ti segue un preparatore atletico valido che in base all’etĂ ti farĂ svolgere il lavoro atletico adeguato..
come diceva Pinot fino ai 12 anni in Italia o nessuno se ne occupa della preparazione atletica…o quando se ne occupa tratta il bambino…come fosse un adulto “piccolo”…
Piatti queste cose li sa molto bene…ma un giovane maestro per quanto capace e volenteroso…e in buona fede…non avendo la stessa esperienza…finisce per creare problemi senza volerlo…
in Spagna hanno pure il mental trainer…che per me può essere pure importante per un ragazzino…
cesare veneziani says:
Voi fidereste di piatti enon di Veneziani, giustamente. Il problema è che a vostro figlio, che probabilmente non è Ljubicic, per tutta una serie di caratteristiche, corrisponde proprio “un” Venezian (o qualcosa di meglio, magari un bell’ex B1). Ve ne rendete conto?
Capello allena la Salernitana? No, Inghilterra. Mourinho – Chievo? No, Inter.
Non so se mi spiego.
Però Spalletti prima di diventare un ottimo allenatore ha allenato squadre mediocri, e con alterne fortune. Se avessi un figlio tennista lo manderei da un buon allenatore e lo osserverei attentamente, chiederei perchè, anche cento volte, e a seconda di quanto pago pretenderei alcuni servizi. E se ciò che vedo non piace, arrivederci e grazie, maestro ruba soldi. E’ quanto sto facendo col mio maestro di golf, o di musica, passioni che coltivo troppo poco, purtroppo o per fortuna, ma nelle quali mi sono fidato di due persone (33 e 27 anni).
E’ quello che faccio sempre, e sempre con occhio critico.
Attenzione e guardia alta, ok, ma la FIDUCIA?
Io sono disposto al dialogo, educato e costruttivo, con voi della chat (alcuni mi hanno accolto con classe e li ringrazio, altri no) così come con i genitori dei “miei” ragazzi.
A volte però, la mia esperienza e le mie convinzioni mi portano ad allontanare un papĂ dall’accompagnamento ai tornei. Mica glielo ordino, lo motivo e lo suggerisco. Sono un bastardo, per questo? O sarĂ Tizio che si è messo in quelle condizioni? Credo di essere un discreto psicologo (relativamente alle dinamiche del tennis: è un altro servizio che metto a disposizione della crescita del ragazzo, la quale cosa viene prima dei buoni rapporti con i genitori e dei soldi. E’ possibile che il genittore allontanato si incazzi e se lo porti via, e poi magari non si fa vedere ai tornei per sei mesi…Non è la regola, ma vi assicuro che è successo.
Vi assicuro, anche, che alle tasche non conviene. Come non conviene litigare con una mamma che non mi manda il figlio a giocare indoor perchè troppo lontano…eppure lo faccio, ci litigo, e sempre con un obiettivo: creare un giocatore che mette al primo posto, insieme alla scuola, il tennis.
Vi dico anche, e lo sapete, che ci sono genitori favolosi, fiduciosi, collaborativi e appassionati. Sono quelli che non si sentono Richard Williams e ti lasciano lavorare in santa pace. Li adoro, specie quando mi chiedono, perchè mio figlio gioca meglio il lungolinea?
Perchè la prende dietro!
Vi prometto entro il mese un articolo sui maestri, e sulle mie personali mancanze, così magari qualcuno si appassiona e mi sponsorizza. L’autocritica, negli adulti in particolare (merce rara) è il tassello numero 1 della crescita, a mio parere.
L’articolo non per l’odiata par condicio, semplicemente perchè sono cose che esistono, e nella vita non c’ è niente di male a prendersi CURA di ciò che non va. Nessuno è infallibile, nemmeno Super Piatti, che ho avuto la fortuna di conoscere, a Miami, che stimo e mi è simpatico (lo avevo appena conosciuto e avevo 18 e mi parlava con rispetto, e anche un pizzico di affetto, come se parlasse con un giovane amico) ma che con Bolelli sta a 13 sconfitte consecutive.
Vogliamo dire che Piatti è scarso o che se Bolelli scaglia da Stakovsky ha qualcosa in se che sta pesantemente vacillando?
un ps: uno staff super, come quello che mi sembra esigere la gran parte di voi, prevede uno sforzo economico super. Pochi possono permettersolo, perciò criticavo la fit, per il numero a dir poco esiguo di ragazzi che prova a spingere. Ma secondo me alle volte, per arrivare a un certo livello e fino ad una certa età , non serve uno staff super: bastano un ottimo ragazzo e una bella famiglia, tanta fatica e un buon programma atletico. E certamente un bravissimo allenatore. Che non è poco, ma non è supersonico. Conoscere molto bene chi ha cereato un giocatore dal niente mi ha fatto capire che in laboratorio si studiano i topi, non si creano giocatori.
Ai voglia a bag, borsoni, preparatori e scarpa da atletica (possibilmente asics, possibilmente slacciata)… L’anno scorso becco un 3.4 di sedici anni, gli do 60 62 e a fine match, che dice? Ho perso con una pippa.
Vero! gli ho detto. Se ero forte quanto prendevi?
Fuori c’era il coach, uno in gamba, gli ha detto: non dire cazzate e vai in doccia. Ti do 5 minuti.
Devo dire che uno spunto importante me lo avete suggerito, amici: ho deciso che i primi di settembre organizzerò un torneo under 12 da me. Il vincitore verrĂ allenato gratis per 6 mesi. Spero non sia troppo ricco, cos’ potrĂ sentire il valore di un gesto del genere.
nicoxia says:
Cesare questi sono i problemi del blog si critica di pancia immediatamente eppure dovrebbe essere il contrario io qui secondo me appaio diverso dalla realta istantanea il compiuter mi da il tempo di riflettere prima di parlare ma per la maggior parte sembro un prete noioso,eppure quando gioco a calcio mi incazzo non poco.Però se tu ti fossi fatto conoscere un po di piu prima di esporti con critiche secondo me mal interpretate ma ambigue ci sarebbe stata più comprensione.
Genoveffa la racchia says:
Cesare e quindi se fosse venuto da te Richard Williams l’avresti fatto accomodore fuori dal circolo.. Perspicace però..
cesare v. says:
Caro Nicoxia, complice il maltempo che imperversa da due giorni, ci stiamo conoscendo. Anche se la realtà è tutta un altra cosa. Qui sono tutti leoni. Certo che con prvocazioni come quella di genoveffa la racchia (?) sotto mano ti vien voglia di lasciar perdere…una deduzione così incongruente è, appunto, solo una provocazione gratuita; soprattutto per un motivo: papĂ williams se mai ha messo piede in un circolo, è stato per prenotare un campo. Ed ha avuto ragionissima, a non fidarsi di un maestro. Auguro a tutti i papĂ italiani la stessa sorte, sono sicuro che ne guadagnerei anch’io.
stefano grazia says:
Nessun problema col Post 64 del Maestro Veneziani. Che se continuera’ a frequentare il Blog si rendera’ conto che esistono anche realta’ diverse e Genitori che per una serie di motivi sono stati costretti a improvvisarsi Coaches per motivi logistici (il mio caso,sperduto in africa) o per altre ragioni (magari economiche). Con questi lui probabilmente rifiuterebbe di collaborare e va benissimo, una sua scelta, ma non per questo cio’ significa che quei Genitori siano la rovina dei propri figli. Anzi, a volte capita che ottengano risultati superiori a quelli che avrebbe potuto ottenere un Coach soprattutto per una questione di tempo e di passione.Comunque quasi tutti questi Genitori hanno comunque un Maestro o un Coach come punto di riferimento col quale pero’ hanno la pretesa (assurda secondo alcuni) di interagire o collaborare. Quello che io ho sempre sostenuto (criticando anche l’Autarchia di Archie) e’ che il Genitore Illuminato e’ (o puo’ essere) soprattutto all’inizio un Supervisor alla Dr Fischer che faceva allenare Sampras il martedi’ con Lansdorp per il lungolinea e il venerdi’ con de Little per le Volley ….
Guardate che Richard Williams la racchetta la prendeva poco in mano anche lui e gia’ verso i 9-10 anni le figlie si allenavano da Rick Macci e spesso passavano settimane alla Bollettieri … Il Padre semplicemente manteneva il Controllo. Cosi’ come Yuri con la Sharapova: anche lui la faceva allenare alla IMG ma poi la portava anche da Lansdorp o da Rick Macci…
Nessuno ha la pretesa di impedire al Maestrodi non voler collaborare con quel Genitore se il Genitore non gli e’ simpatico o se lo ritiene un imbecille o un incompetente… Dove non ci troviamo d’accordo e’ nella generalizzazione che vuole Meglio Orfani! la battuta di maggior successo nella Comunita’ dei Maestri quando la realta’,statistiche alla mano, dice il contrario: sono piu’ i Numero Uno cresciuti da un Genitore che quelli cresciuti da un Coach … Battuta che rende di fatto difficile la collaborazione fra Genitori e Maestri per principio, collaborazione che invece potrebbe essere molto proficua se vi fosse piu’ umilta’ (ovvio, da entrambe le parti).
Ma di questo parlo nel prossimo articolo per G&F appena consegnato.
Atti says:
Veneziani C.@
Forse non mi sono spiegato qui chiediamo solo di capire e condividere senza preconcetti, aldilà della fiducia nella persona, che è il primo tassello nella scelta….
Ovvio che Piatti non è pane per i nostri denti…..non siamo così sprovveduti…era un esempio..
Spalletti ora puo’ scegliere, ma all’inizio probabilmente pensava piu’ ad allenare e a far bene…che a parlare dei massimi sistemi calcistici….
Cioè, usando un esempio banale e opposto, se parla di zona l’Oronzo Canà di serie D… ha un appeal diverso da Mourinho, Lippi Capello…poi se un giorno va ad allenare la Juve… vorrà dire che qualche risultato, nel frattempo, l’avrà raggiunto…. è matematico… magari dirà le stesse cose che diceva prima, ma è ovvio che nel frattempo deve accettare qualche osservazione del presidente del Canicattì di turno ( e se sono troppo distanti, ognuno per la propria strada)… lo stesso Piatti, non ha ingranato al 100 % con i programmi di Quinzi sr., capita nella vita…
Altro concetto…. nella realtà , il gratis non esiste… giustamente tutto ha un costo… e bisogna adeguarsi… la quantità tende a prevalere sulla qualità … se seguo 2 allievi (tornei compresi)….non è come allenarne e gestirne 10/15 (anche se in campo ne alleno 2 /3 alla volta…)…
Se lei dice che allena un ragazzino 6 mesi gratis… ovvio che è una battuta, ma sarebbe un illusione.. perché conosce benissimo i costi di chi vuole seguire un certo percorso…. E fra 6 mesi come la mettiamo ??
Pur con il maestro a prezzo ridotto… i campi bisogna pagarli, le iscrizioni ai tornei pure, le trasferte idem…etc,etc……piu’ migliori….. piu’ spendi….e di benefattori in giro ce ne sono sempre meno…
Sono d’accordo che è piu’ comodo e conveniente fare ore private, si gira meno e si incassa di piu’ (specie se nel frattempo vi sposate)… ma d’altronde, per fortuna, ognuno è libero di scegliere cosa vuol fare da grande…
Comunque preciso, per non fare la parte del bastian contrario, che in linea generale, trovo condivisibili molte altre cose che lei dice, compreso che l’importante è trovarsi ad un certo livello nel momento in cui il ragazzo autonomamente decidesse di spingere…essere primi da junior non sempre paga…ma è pur peggio ritrovarsi…ultimi…
Generalizzare no, quello che diciamo, parlando in negativo, è che, in alcuni casi, un maestro, pretende di conoscere piu’ di noi, oltre al dritto e rovescio, anche come gestire un ragazzino dal punto di visto emotivo, comportamentale etc (non in partita)…. questo, secondo me, è piu’ complicato, e dipende caso per caso (cioè dal rapporto genitore-figlio e/o dal carattere)…. Non sarebbe meglio, soprattutto nella delicata fase adolescenziale, un confronto e un dialogo continuo con i genitori ?… ma costa fatica, possono nascere contrasti sul modo di procedere, ed è piu’ semplice dire “lo gestisco io che sono il maestro”.
Tanto, visto che in giro ci sono pochi fenomeni, e se ho capacità e voglia, ne trovo sempre di ragazzini da allenare… vivo meglio e faccio come mi pare (continuo a fare come facevo da giocatore)…in buona fede, ma è così.
Se nel circolo sono usciti discreti ragazzini a livello regionale… il problema dei ricambi non esiste… posso autoreferenziarmi con cognizione di causa…, e magari, prima o poi, pesco pure il jolly che avvalora tutte le mie tesi e i mie sforzi…e amen.
Per voi chi smette è l’ennesimo mancato … invece per noi ….è nostro figlio…piccola ma grande differenza…
Preciso, nel mio caso attuale, che ho un rapporto schietto con il maestro… e certo non ambisco (ne ora ne prima) a intervenire su come deve insegnare il drittto…
cesare v. says:
Tante cose, non è facile rispondere…comunque se un allenatore guadagna benino, è appassionato, e trova un ragazzo che vuole emergere può anche allenarlo a costi ridotti. Io lo farei (ma sono giovane e ingenuo, e lui servirebbe a me quanto l’inverso)
per quando riguarda la sharapova, come altre, ho una grande perplessitĂ , che è questa: siamo sicuri che una ragazza (ormai donna) come lei, sempre tenutsa a un centimetro dal padre, sia unaq persona così felice? magari lei si, è stata uno, ma alle volte una fortissima presenza come quella di yuri e il suo staff non è un po’,uh, limitante a livello di libertĂ umana?
Non so, a me i giocatori col padre sempre a un palmo non mi convincono molto, anche se ogni storia è a se.
Quindi penso che a volte la collaborazione stretta genitore coach sia ottima, altre ok, altre a dir poco pessima. Dipende dai soggetti e la loro sensibilitĂ .
giogas says:
Ringrazio il maestro Veneziani che ha avuto il coraggio di affrontare lo scottante argomento di come creare un professionista in Italia sull’onda emotiva dei cattivi risultati del tennis italiano, cercando di decifrarne alla radice i problemi. Se nel dibattito che ne è seguito i toni si sono fatti accesi forse è anche a causa della difficoltà di distinguere i buoni propositi dai cattivi e la diffidenza è tanto più accentuata quanto più il genitore è rimasto “scottato” da vicende personali. Purtroppo i genitori sono spesso tra l’incudine ed il martello ostaggio dei circoli e dei maestri, in perenne conflitto con se stessi nella ricerca del bene per i propri figli. Nella confusione che ne deriva si commettono errori palesi a causa del fatto che ciò che sembra ovvio non ci viene rivelato. Nella ricerca delle verità finiamo per sbattere contro il muro di omertà o di incompetenza che spesso ci circonda. Abbiamo bisogno di chiarezza, di competenza, di professionalità , abbiamo bisogno di maestri attenti e responsabili abbiamo bisogno di alleati che ci sostengano e ci aiutino nel nostro percorso. Molti di noi genitori sono di fronte a scelte cruciali: accademie, team , circoli, associazioni sportive…che fare dopo la scuola media?. Alla luce della sua esperienza alla Sanchez lei che cosa ci può consigliare? La scuola è il fattore condizionante, senza un’adeguata educazione non si va da nessuna parte; il tennista moderno deve essere capace di comunicare e la conoscenza linguistica è indispensabile quanto una cultura diffusa nei vari campi del sapere. Nikolik ha sempre sostenuto che la scuola è incompatibile con l’attività del giocatore che aspira al professionismo.. il maestro Veneziani cosa pensa a proposito?. . Ho letto sul blog che molti genitori stanno percorrendo in lungo e in largo la penisola bruciando i motori ed altri stanno raschiando sul fondo della botte per cercare le ultime risorse per accompagnare i propri figli ai tornei . Alcuni alzano bandiera bianca e si scatenano piccoli drammi famigliari nel segno dell’impotenza e della non funzionalità del sistema che di fatto non aiuta chi lo merita . Se poi contiamo gli “eletti” che sono a Tirrenia e non arriviamo neppure alla dozzina ebbene lo sconforto diventa profondo e viene spontaneo il confronto con i paesi limitrofi che non sono solo Francia e Spagna ma anche Svizzera ed Austria dove esistono scuole di sport alle quali sono ammessi in numero consistente i migliori “prospetti” delle singole discipline.
king of swing says:
ho letto i discorsi del giovane coach Veneziani..e sinceramente non mi convincono…
sono deluso parecchio dal fatto che di strada se ne deve fare davvero tanta…
Veneziani è un giovane coach ma purtroppo ragiona ancora all’italiana…diciamo così…
sicuramente è in buona fede…ma ancora deve fare molta molta esperienza…
lo staff è essenziale Veneziani…se lo staff non è di qualitĂ …lei non potrĂ fare certo i miracoli…
la costruzione tecnica va accompagnata con un’adeguata costruzione fisica…costruzione fisica che è di fondamentale importanza pure a livello mentale…
se la costruzione fisica è di ottimo livello…il ragazzino crescerĂ bene pure a livello mentale…con l’aiuto di un mental trainer adatto…
lei dovrebbe a mio parere fare un pò di esperienza all’estero..
per capire come si costruiscono fisicamente e mentalmente i ragazzini…le consiglio la Spagna…
i circoli spagnoli producono professionisti perchè hanno una scuola agonistica di qualitĂ …
cerchi di capire come lavorano i preparatori atletici spagnoli con i ragazzini…vede molti preparatori spagnoli non sono conosciuti e non saranno nemmeno così strapagati…ma stia tranquillo che forniscono maggiore qualitĂ dei nostri preparatori..
qui in italia la figura del mental trainer non è molto conosciuta…ma i migliori coach ne capiscono l’estrema importanza…
secondo lei la fortuna di un Pistolesi dove sta?
aver capito l’importanza del fattore fisico-mentale nel tennis moderno…che con un lavoro tecnico adeguato poi fa i grandi risultati…