di Stefano Grazia
Mentre mi disintossico da Genitori & Figli cercando l’ispirazione per riprendere a scrivere, mi sono imbattuto come voi tutti in una notizia alla quale secondo me in pochi hanno dato il giusto rilievo. Mi riferisco alla notizia di Wayne Odesnik beccato in Australia con sei fiale di Ormone della Crescita. Riconosciutosi colpevole, rischia ora due anni di sospensione. Ma la notizia non e’ questa: la notizia e’ che Odesnik non e’ mai risultato positivo a nessun controllo antidoping… Ed e’ un caso diverso dalla gia’ variegata aneddotica che riguarda la Storia del Doping Sportivo… Lasciando perdere le varie arrampicate sugli specchi dei vari ciclisti beccati al Tour de France e rimanendo anche solo al tennis… Prima avevamo avuto lamenti controlli troppo intrusivi e atleti beccati per l’uso di sostanze ricreazionali piu’ che additive di performance fisica… Tralasciando la storia di Agassi che non mi sembra nemmeno troppo grave visto che non c’era l’intenzione di fregare l’avversario, avevamo avuto Gasquet che bacia una ragazza che fa uso di coca e la Hingis che ancora non si sa come sia stata cosi’ sprovveduta da assumere sempre cocaina prima di Wimbledon… O Pat Cash che racconta nel suo libro di aver assunto la coca (e dagli) ad un party e di essersi cagato addosso perche’ sapeva che ci volevano 5 giorni affinche’ I cataboliti scomparissero dalle urine e temeva di essere testato prima… O Volandri che rischia di morire per un attacco di assma e si fa un puff di ventolin di troppo o Canas che ha la prescrizione di un diuretico da parte del medico del torneo per un malo di gola!!!! O la Karantchakeva che diceva di essere rimasta incinta e aver abortito … O la Wickmayer e Malisse che non erano stati trovati positivi ma colpevoli di non aver comunicato dove si trovavano alle 5.23 del pomeriggio di un lunedi’ piovoso di marzo … E storie tutte un po’ cosi’. Ma qui no, qui e’ un po’ diverso, qui abbiamo uno che viene condannato per il possesso di doping senza essere mai stato testato positivo a nessun controllo. Cosa faceva, il corriere della droga per conto altrui?
Mmh…
A me ha ricordato un famoso film dal titolo La Moglie di Caino con George Scott, la moglie e il figlio cvhe finiscono su un’isola deserta e il figlio cresce e diventa uomo… E alla fine disperato eccolo li’ che urla al padre: Se Adamo ed Eva erano,secondo la Bibbia, gli unici esseri viventi al mondo e se, dopo essere venuti al mondo, Caino ha ammazzato Abele… Da dove saltano fuori I discendenti di Caino? Chi era la moglie di Caino?
E’ una domanda che nessuno sembra aver mai preferito porsi … Cosi’ come nessuno sui giornali o sui blogs sembra porsi la domanda: ma se Odesnik aveva con se’ l’Ormone della crescita, come mai non e’ mai stato beccato positivo ai controlli antidoping?
21 Commenti to “Lo Strano Caso di Wayne Odesnik”
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andrew says:
vuoi dire che bisogna cadersi dentro da piccoli come Obelix o che comunque non è rilevabile con i test?
Riccardo Bisti says:
Allora, il sottoscritto non è un grande esperto dell’argomento ma ha provato a fare una ricerchina. Ho scoperto che nel 2009 l’ITF ha effettuato 2126 controlli antidoping, di cui 154 fuori dalle competizioni. Di questi, tuttavia, una stragrande maggioranza sono stati “semplici” controlli delle urine, che a quanto pare (ripeto, a quanto pare perchè io non ci capisco molto, dunque potrei essere smentito) sono un pò superati. Molti meno sono stati i controlli sul sangue e appena 19 in tutto (e solo a Parigi e Wimbledon) quelli a rilevare l’EPO. Da quello che ho appreso, i controlli antidoping attualmente adottati nel tennis non rilevano l’HGH (l’ormone della crescita). E’ dunque possibile che Odesnik non sia stato beccato proprio per questo. Tra l’altro l’americano è stato testato solo tre volte tra il 2008 e il 2009, e sempre solo test di urine.
L’amico Giorgio Di Palermo mi dice che è difficile trovare un altro sport in cui gli atleti vengono testati 20 volte l’anno, di cui 3-5 fuori dalle competizioni più alcuni prelievi di sangue. Ha ragione, ma questa frequenza nei controlli è riservata ai soli top-players, mentre i giocatori di più bassa classifica vengono controllati molto di rado. Al di là di quello, probabilmente non è un problema di quantità, ma soprattutto di qualità dei test.
Stefano Grazia says:
Ciao Riccardo, long time…! Ti ringrazio dell’intervento che mi onora…io in effetti volevo solo sottolineare come stranamente in pochi, a parte il solito Jon Wertheim, non abbiano fatto notare che in questo caso la vera notizia era non l’aver beccato un atleta con le fiale ma un’altra…della serie che a volte quando il dito indica la luna in molti si fermano a guardare il dito …
Stefano says:
I controlli antidoping nel tennis non sono praticamente mai stati fatti, è inutile girarci intorno.
O meglio, come dice Riccardo si facevano ma in maniera ridicola. Giocatori controllati 2-3 volte l’anno (al massimo), mai con controlli incrociati sangue urine, nessun controllo specifico per sostanze dopanti non rilevabili da controlli “semplici”.
Controlli di facciata, tanto per poter proclamare “guardate quanti controlli facciamo durante l’anno”, ma che anche da un lettore disattento venivano facilmente riconosciuti come totalmente inutili.
Adesso con il nuovo programma le cose “dovrebbero” un po’ cambiare, ma siamo sempre ad un livello di professionalità e precisione notevolmente inferiore a quanto avviene, per esempio, nel ciclismo, dove realmente i ciclisti sono controllati a dovere (e nonostante ciò capitano ancora spesso casi di doping, ed ancor più di autoemotrasfusione, difficilissima da rilevare).
Insomma, spesso viene da pensare che il buon Rino Tommasi abbia in parte ragione quando afferma che è la battaglia contro il doping è inutile perchè persa in partenza.
Archipedro says:
Dr.Housegrazia,
l’assunzione di hGH è difficilmente rilevabile con i test. In tutti i casi quel tipo di prodotto viene destinato agli atleti giovanissimi… ai livelli in cui controlli promossi dalla WADA (l’unico organismo serio in quanto indipendente…) neppure ci sono… nulla rischiano, questi filantropi… Uno dei motivi per cui chi ha approfondito il problema del doping non ha simpatia per le Federazioni (in genere) è che, appunto, gestiscono soldi pubblici e contemporaneamente non sono indipendenti dagli interessi in gioco… le anomalie appaiono ben evidenti dalle diverse velocità con cui le direttive WADA producono effetti nei diversi sport, a seconda della potenziale incidenza delle svariate pratiche di doping, come s’evincono dagli stessi dati puntualmente pubblicati…
Quando certi genitori sprovveduti citano determinati fenomeni da baraccone dello sport come punti di riferimento per i propri figli, e pensano di poter naturalmente seguire quel mirabile esempio, evidentemente non hanno gli occhi e la cultura per capire quanta chimica serva per creare quelle muscolature e tenerle insieme a quei livelli di stress. Oppure sono assolutamente pronti a vendere la loro salute per quattro soldi…
Archipedro says:
Se volete acculturarvi, visto che questo link non si trova facilmente…
WADA Statistiche 2008
Nikolik says:
Anche in questo caso la colpa è tua, Stefano!
Più volte, nel tuo angolo Genitori e Figli, ho cercato di stimolarti sul problema del doping, che è reale.
Ma sia tu che i tuoi colleghi Genitori vi ho sempre trovati reticenti, al riguardo.
Per chi vuole diventare un campione, Stefano, il doping è una necessità reale, c’è poco da fare e va detto a questi Genitori, Stefano.
Volete che vostro figlio/a diventi top ten? Ebbene, Genitori, sappiate che dovrà essere dopato, o poco o tanto, ma si doperà.
Siete avvisati, meglio che esca chi non vuole.
Ma via, Stefano, ma pensi veramente che questo gigantismo e precocismo delle ragazze dell’est sia dovuto veramente alle differenze cromosomiche?
Ma dai, non ci crede nessuno.
Un po’ è dovuto alla mancanza di un’attendibile carta d’identità (la data di nascita è molto incerta…) e un po’ (anzi, molto) al doping.
Solo ora esce qualcosa, ma solo perché i controlli sono diventati appena, ma solo appena, più seri e frequenti.
Ma sono del tutto inesistenti nei tornei under 14 e 16 e quasi inesistenti in quelli under 18.
Dovresti poi affrontare, Stefano, oltre al problema del vero doping, anche quello dei medicinali, anche se consentiti.
Un sportivo professionista è una farmacia ambulante, fa uso massiccio di farmaci, anche se regolari, consentiti e per effettivi usi terapeutici.
Anche questo aspetta i vostri figli, se diventeranno professionisti: un uso massiccio di antinfiammatori, analgesici, antidolorofici, radiografie continue, ecc.
Ma, Stefano, a me non sta mica bene: io non voglio che mio figlio diventi una bomba chimica nell’adolescenza.
Ma, Stefano, lo sanno questi genitori che dico il vero?
Spiegaglielo tu, per favore, che a te credono, spiega loro che lo sport competitivo e professionistico fa malissimo alla salute.
Gus says:
A me risulta che l’accordo tra ITF e WADA risalga al 2005, quindi non proprio due giorni e mi risulta che la WADA sia anche quella che stabilisce i protocolli in accordo cone le federazioni mondiali e nazionali. Ora siccome la WADA “controlla” sia il tennis che il ciclismo sarebbe interessante sapere se è vero che i controlli nel ciclismo sono diversi e più “seri” di quelli fatti nel ciclismo, perché onestamente la cosa mi suonerebbe quantomeno strana.
Gus says:
Dal 2010 i test dovrebbero scovare anche l’ormone della crescita.
Archipedro says:
Questo forse l’avevo già scritto… se guardate la tabella G della classe S2, dove è inserito l’HG, non trovate alcun caso di atypical / adverse finding… e questo fatto mi riporta al discorso dei veri consumatori finali dell’ormone della crescita… il doping peggiore, il più vigliacco, è quello che gira nello sport giovanile… vigilate, genitori, vigilate…!
Archipedro says:
Nikolik, per piacere… non cominciare con le tue litanie…
Per quanto attiene alle discipline tecniche, e tra queste il tennis, nel doping ci finiscono i giocatori che non essendo preparati atleticamente ad un certo punto devono TARDIVAMENTE sopperire al proprio deficit fisico (in particolare mancanza di rapidità-velocità-controllo); oppure perché vengono spremuti dagli interessi in gioco durante e dopo gli infortuni.
Ma è del tutto possibile arrivare ad altissimo livello anche senza quelle scorciatoie… faccenda lunga e faticosa… inadatta a dei figli di papà…
Gus says:
@archi: quoto Archi al 100%, aggiungo che il Dio denaro tanto caro anche qualche frequentatore del blog è un buon corruttore, stesso dicasi per il successo a tutti i costi.
per cortesia nikolic. Se pensi che lo sport sia quello che dici tu, ma concentrati su qualcos’altro, vai a vedere qualche museo d’arte moderna
Archipedro says:
Gus, tanto per dirti qualcosa di gentile… la pallavolo è uno degli sport a minor tasso di doping… molto tecnico, di squadra, non alienante, dove la base atletica precoce è essenziale… tra l’altro compatibile con lo studio: la cultura aiuta a sviluppare capacità critica e valori sportivi…
anto says:
@Stefano Grazia….il tuo candore mi ricorda quello di una verginella………non c’è la volontà di beccare quelli che si dopano…..basta vedere le ultime squalifiche….l’argentino Hood……sconosciuto doppista….risultato positivo perchè pelato….si aveva utilizzato una preparazione per combattere la calvizia……e poi l’industria del doping e degli integratori ha un business spaventoso……quando gioco i tornei di quarta noto delle cose assurde….l’anno scorso a luglio ho giocato un torneo di quarta……primo turno gioco contro un mezzo ciccione (passatemi il temine) 1.75 per 90 kg……dentro di me, me la rido…..io essendo un terraiolo doc……penso che nel giro di quaranta minuti tra drop shot e cambi campo, sbrigo la pratica primo turno…….ebbene, 7-5 5-7 7-6 tre ore e venti minuti……..esco dal campo in preda ai crampi….il ciccione che tra un cambio e l’altro si beveva un bottiglione di acqua minerale di colore verde, esce anche lui paonazzo, ma non distrutto……….negli spogliatoi gli faccio i complimenti sto per scambiare due parole, quando con scatto da pistard, si fionda in bagno e si rinchiude a mo di monaca di clausura…..dopo alcuni secondi, una sostanza tossica, pervade lo spogliatoio, un gas nauseabondo esce dal locale dove nemmeno i re vogliono essere disturbati, mi riparo nel secondo spogliatoio, e dopo circa mezzoretta, ci ritroviamo nella club house, io che addento un paninazzo, lui che si tira fuori dal borsone una specie di busta argentata 25 x 10, e che si versa nel borraccione, e dopo aver ingurgitato la sostanza,, si gira verso di me e con sorriso di chi ha preso un bombone, compiaciuto mi sorride, e mi dice: peccato per oggi, avrei potuto vincere, ma nel tb decisivo, ho avuto un piccolo risentimento muscolare, che non mi ha permesso di essere lucido nel momento decisivo…………il giorno dopo perdo 6-0 6-1 il secondo turno, gambe a mo di quercia canadese, scorgo la figura del ciccione, che gioca il torneo di doppio, mi soffermo qualche istante a vederlo giocare, una cavalletta africana, scattante e il solito bottiglione verde………….torna a casa disgustato………
stefano grazia says:
Vorrei avere la fiducia del mio nuovo amico Archie … E al di la’ delle litanie di Nikolik, anch’io ogni tanto penso che lo sport che fa veramente bene e’ quello a ‘low regime’, non agonistico … jogging, vela da diporto,golf,gite in bicicletta,il doppietto della domenica con Gino, Beppe e Scassa…E’ anche quello nettamente piu’ noioso … Lo sport agonistico e’ di per se piu’ traumatico, sulle articolazioni, sulla macchina cuore, sulla psiche … Vero, verissimo come e’ vero quel; che dice Archie, che e’ possibile una strada pulita e alternativa…forse.
Provocatoriamente ma non tanto, io che non ho mai fumato nemmeno una sigaretta in vita mia e tantomeno una canna nonostante un lungo soggiorno in Jamaica, ho sempre spiegato che io sono per la liberalizzazione di tutte le droghe che dovrebbero essere vendute in farmacia ed essere cosi’ sicure e non tagliate con la merda per strada… Certo, se poi vieni beccato a guidare o mentre fai un lavoro a rischgio ti becchi l’ergastolo e la tortura …A livello sportivo avevo anche utopicamente ipotizzato controlli antidoping severissimi in tutti gli sport junior, obbligo di college e passaggio PRO solo a 24 anni DOPO la laurea (e obbligatoriamente ogni anno devi frequentare -e passare- un corso riguardante doping ed effetti del) puoi passare PRO e a quel punto…DOPARTI COME TI PARE…sta a te, sei maggiorenne, vieni pagato, fa quello che ti pare… Ma lo fai da maggiorenne, tua scelta, sapendo i rischi che corri e per divertire un pubblico di scimmie adoranti tipo Rollerball… Certo, nessuno ti costringe … si, la Societa’, diranno i sociologi… ma che differenza c’e’ poi fra attori, sceneggiatori, ingegneri, medici, manager…o anche gente che rischia la vita buttandosi col paracadute, correndo a 300km all’ora,facendo free climbing senza sicurezza… Insomma, alla fine ognuno e’ padrone della sua vita, che faccia quello che gli pare…Il vero sport lo fai da bimbo, ragazzo, adolescente…a 24 anni , dopo aver ottenuto una educazione sanitaria, decidi se andare a lavorare con la laurea appena ottenuta o diventare milionario ma rovinandoti fegato,pancreas,cuore e cervello …
Ah, se fossi il dittatore dello Stato Libero di Bananas…
Ma la verita’ e’ che, l’ho raccontato altre volte, un preparatore di un noto coach (non della Bollettieri,a scanso di equivoci, ma in Italia) disse a mia moglie qualche anno fa vedendo mio figlio allora piccolino che io non avevo fatto,da medico, un buon lavoro e che certe cose si fanno quando ancora non ci sono i controlli…Per questo io sto piu’ con Tommasi che con Clerici che auspicava il ritorno al dilettantismo per combattere il doping: fra i cicloamatori o i podisti delle corse amatoriali c’e’ piu’ doping che fra i professionisti perche’ il macellaio vuole fargliela vedere al ragioniere cosi’ come il gastroenterologo al suo fornaio … In realta’ non mi sembra di essere stato parco di spunti sul doping…ricordo di aver pubblicato, in seguito al continuo riproporre il nome di Cova da parte proprio di Mad Max, anche un bel vecchio articolo di Oliviero Beha e adesso che ci penso, chissa’, magari si e’ offeso anche per quello, non si puo’ mai dire, quando invece era solo per amore della discussione e per coprire tutti gli angoli di una storia … Ricordo di aver raccontatro di quando andai da un Luminare di Medicina dello Sport e dopo che mi disse che i parametri auxologici di Nicholas erano OK, disse anche che loro non lo facevano ma ovviamente, fuori da ogni ipocrisia, c’era la possibilita’ di aumentare di qualche centimetro solo che bisognava prenderne cosi’ tanto, di ormone della crescita, e per dieci anni una puntura al giorno, in dosi massiccie SENZA nemmeno la sicurezza di crescere 10-15 cm in piu’, che non ne valeva la pena, per 3-4 cm, con tutti gli effetti collaterali possibili…Ma c’era chi lo faceva. E siccome lui faceva parte del Comitato Olimpico AntiDoping (ed era come me un ex rugbysta) gli feci la domandina da un milione di dollari (era il periodo del Dr Fuentes): Ma il tal giocatore XY si dopa? E lui, scuotendo la testa: Sono troppo bravi, non riusciamo a beccarli… Devo dire che anche da Bollettieri i ‘si dice’ sono tanti … C’e’ chi racconta di aver visto il tal giocatore iniettarsi steroidi nella vena femorale, c’e’ chi vocifera (ma non sara’ gelosia, invidia o chissa che?) che la tal junior sta prendendo ogni giorno l’ormone e in effetti chi si chiede cquanto sia alta la madre che nessuno ha mai visto della Sharapova visto che Yuri un gigante non e’…Saran state le radiazioni di Chernobyl… Ma anche li’ in Florida quando abbiamo portato Nicholas a fare i controlli auxologici a noi non e’ stato offerto nulla (ne’ noi ovviamente l’abbiamo chiesto…I controlli li facciamo per essere sicuri che non vi siano problemi di crescita e all’interno dei normali check up di routine)…La deduzione piu’ logica in questo mondo in cui ‘penso male ergo sum’ potrebbe anche essere che forse, pensano , non ne valga la pena di doparlo…
andrew says:
…allora il problema doping nel tennis in Italia non esiste. Vedo in giro solo nanetti sottodotati…
oppure esiste al contrario, nel senso che non lo applicano bene o lo applicano al contrario..
Archipedro says:
Dr. Housegrazia,
da un punto di vista tecnico-scientifico la cosa è possibile, tenterò di spiegarmi, perché la maggior parte delle sostanza illecite non è altro che un surrogato di quelle endogene che il fisico non ha sviluppato per tempo, in un lento adattamento naturale tra biomeccanica e biochimica. Anzi, ad un atleta es. estremamente veloce, ancorché dotato d’una massiccia quantità di fibre FTII (ed ho raccolto tutte le evidenze del caso) un processo ipertrofico d’inutile sviluppo della forza con aumento di massa muscolare e quindi peso (es. anabolizzanti steroidei) può causare una perdita di potenza efficace. SICURAMENTE mette in serio pericolo tendini e legamenti ormai tarati su un certo peso corporeo…
Siccome con i bambini nessuno lavora seriamente su rapidità, velocità, coordinazione e decontrazione questi miei discorsi sono perfettamente inutili… salvo che qualche padre illuminato non cominci ad usare la propria testa…
Gus says:
@archie: “Gus, tanto per dirti qualcosa di gentile…”
Il tuo inizio non è molto promettente
Spero tu non voglia dirmi anche qualcosa di poco gentile
Se ho detto o fatto qualcosa che ti ha deluso dimmelo pure tranquillamente, anche in privato. La mia mail è gustavo.gallotti@alice.it. Spero di no ovviamente.
Per fortuna è come dici tu. Sicuramente conosco la pallavolo meno di te, ma sto studiano e allenando con passione. A Maggio ho l’esame che spero di superare.
@stefano grazia:
“Vorrei avere la fiducia del mio nuovo amico Archie … E al di la’ delle litanie di Nikolik, anch’io ogni tanto penso che lo sport che fa veramente bene e’ quello a ‘low regime’, non agonistico … jogging, vela da diporto,golf,gite in bicicletta,il doppietto della domenica con Gino, Beppe e Scassa…E’ anche quello nettamente piu’ noioso …”
Perché partire dal “non avere fiducia”? Partiamo dall’avere fiducia, poi magari si fa a tempo a cambiare idea. Ma se invece di ingarbugliare la matassa (vedi film molto carino), la matassa provassimo a scoglierla?
“Lo sport agonistico e’ di per se piu’ traumatico, sulle articolazioni, sulla macchina cuore, sulla psiche … Vero, verissimo come e’ vero quel; che dice Archie, che e’ possibile una strada pulita e alternativa…forse.”
E’ sicuramente possibile. Come è sicuro che lo sport vissuto in maniera agonistica ti fa sentire vivo, ti offre la possibilità di superare i tuoi limiti tecnici, fisici, mentali. Ti aiuta a credere che davanti a te c’è tempo futuro da vivere pienamente. Mi aiuta a scacciare cattivi pensieri.
Sul resto: esistono le guardie e i ladri, da sempre. Eliminare il doping perché “tutti” si dopano è come dire che bisogna togliere il reato di furto perché “tutti” rubano. Un non senso, quindi.
Alessandro Nizegorodcew says:
Ne ho parlato più volte, in radio e fuori dai microfoni, con il grande Fede Luzzi… Nel periodo in cui era coinvolto nel caso scommesse (ridicola caccia alle streghe), mi ripeteva sempre: “Il vero problema del tennis è il doping, altro che scommesse truccate.. Ma fanno finta di niente” Questa cosa lo faceva incazzare tantissimo, come quando fu costretto a giocare contro Puerta, per due volte squalificato (non sarebbe potuto tornare) e per due volte riaccettato dall’Atp… Per fortuna vinse quell’incontro il grande Federico..
Aggiungo, tra l’altro, ironia della sorte… che le ultime due interviste che avevo fatto in radio a Federico… erano sul caso scommesse e su un torneo nel quale avrebbe affrontato il giorno dopo Wayne Odesnik..
Archipedro says:
Nell’augurare a tutti, e con estrema anticipata gentilezza, BUONA PASQUA, vi prego di non pretendere più dalle mie limitate risorse nervose l’assistenza domiciliare del dr. Housegrazia alle prese con i sui “passionali” processi di morte-resurrezione dialettica… Ora mi tocca farmi ricoverare in una clinica per gli stressati nel ravennate… e la mia compagnia questi extra non me li paga…
SOTTOTITOLI 777:
Buona Pasqua
Kill Bill says:
” E lui, scuotendo la testa: Sono troppo bravi, non riusciamo a beccarli…”
era del CONI o del CIO ?
Doc, mi sa che hai capito male forse ha detto : ” Sono troppo bravi non vogliamo beccarli …. ”