Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi …

wsurf hellsh2

di Stefano Grazia

…credete che avrei smesso di far windsurf per correre dietro a una pallina da tennis? “Vabbe’ lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il crucifige e cosi’ sia, datemi tempo son della razza mia per quanto grande sia il primo che ha ‘giocato’â€â€¦ A tennis, appunto. A questo punto volevo dirne affettuosamente quattro un po’ a tutti, una sorta di L’Avvelenata meets Dedicato…

Ai Genitori Illuminati

ai Balordi come me

a chi non sono mai piaciuto

a chi non ho incontrato

chissà mai perché

dedicato ai cattivi

che poi così cattivi

non sono mai.

Per chi vince una volta sola

e poi non vince più

dedicato a chi capisce

quando il gioco finisce

e non si butta giù

ai miei pensieri,

a come ero ieri

e anche per me.

(Dedicato, Berte’ …ber me, ber tutti)

Volevo prendermela con Bogar che dice che ha imparato piu’ da Max che da me e soprattutto che i miei articoli sono un po’ troppo lunghi, con Nicox che mi fa sempre la punta su questioni di Bon Ton e soprattutto continua a scrivere posts di una riga, magari tre uno dopo l’altro e a Gus che invece ne scrive uno solocon quindici riferimenti a post precedenti, con Mad Max che e’ svanito in una nuvoletta rosa lasciandomi solo a combattere con i draghi e i mulini a vento, con andrew che mi da del qualunquista e ha anche ragione,con Archipedro che mi tiene a distanza dall’alto della sua superiorita’ di intellettuale di sinistra pre caduta del muro, con Nikolic,figuriamoci,che dopo una lunga parentesi e’ tornato piu’ fastidioso e pedante che mai (cos’e’, ti ha mollato la fidanzata?), con Fede che riduce ogni comportamento a una formula PNL, con Ted che nello scoprire che il nostro umile blog e’ letto da parecchi Addetti Ai Lavori sembra quasi ci sia rimasto male, con ….non mi ricordo nemmeno piu’ perche’ ma lui lo sa e con Roberto e Ale perche’ non mi hanno mai risolto il problema del mio accesso al sito che tuttora avviene attraverso un proxy… Insomma volevo fare finta di essere incazzato come una iena e scoglionato e invece e’ successa una cosa, anzi due: la prima e’ che mi sono reso conto che avrei dovuto scrivere una trentina di pagine, e la seconda e’ stata che il Maestro Veneziani ha scritto un articolo e io mi sono ritrovato come ai vecchi tempi a combattere coi Mulini a Vento del Pregiudizio … Perche’ se uno va a rileggersi il primo anno di commenti sul Blog di Ubaldo Scanagatta quello io facevo, prima della venuta di Mad Max.

G&F_Rome08_Conf
(Mad Max al tavolo coi grandi del tennis)

Ho scoperto cosi’ che in fondo Max ha avuto il piu’ delle volte su di me un effetto positivo proprio perche’ in virtu’ della sua esagerata irruenza era di solito lui a partire in quarta facendo parlare la pancia prima del cervello permettendo a me di subentrare in seconda battuta, dargli ragione nei contenuti ma non nei modi, e fare la bella figura del Dr Jeckyll lasciando a lui quella di Mr Hyde. Vabbe’, la Durlindana l’ho menata anch’io ma sempre, credo, ponendomi il dubbio che il mio interlocutore potesse anche aver ragione e cercando di vedere le cose dai differenti punti di vista: il suo, quello di Max e anche il mio. Poi Max svanisce nel nulla, io rimango solo e arriva il Maestro Veneziani che in un articolo scrive cose condividibilissime ma secondo me sbaglia clamorosamente sia il presupposto che le conclusioni. Ora, avesse parlato di tecnica o di stretching non mi sarei mai calato nelle vesti di Mad Max e mi sarei limitato eventualmente a registrare le sue considerazioni ma parlando invece del Ruolo dei Genitori mi sono lasciato trasportare dall’entusiasmo e il povero Veneziani si e’ ritrovato travolto da, sua definizione, rabbia fuori misura. Confesso che confermo tutto quello che ho detto e che quello che ho apprezzato maggiormente di Veneziani e’ il post in cui rifiuta le mie scuse e orgogliosamente ribadisce le sue convinzioni, ma pur con le giustificazioni del linguaggio del blog mi sono reso conto che probabilmente nei suoi confronti avevo pisciato fuori dal vaso e mi sono ritrovato ancora una volta a riflettere sul difficile rapporto fra Genitori e Addetti ai Lavori.
Per esempio leggendo di Bogar67 che dice di aver imparato piu’ cose da Mad Max che da me confesso di essermi in quel preciso momento detto: non scherziamo, cosa abbiamo qui? Da un lato un ancora piacente ex rugbysta e passeggero del vento e cavaliere di onde oceaniche che scende direttamente in campo e guida con l’esempio, sia che si tratti di correre il miglio che di farsi un asfissiante circuit training a 10-12 postazioni, e che e’ ancora in grado di giocarsi il match di tennis coi ragazzini di 20 anni, dall’altro un bookmaker sovrappeso ‘impresentabile all’estero’ (calma,e’ solo una battuta di Sgarbi ai tempi del Ribaltone dei Leghisti) e con la racchetta in mano… E poi , mentre lo pensavo, vergognandomi della mia meschinita’ mi sono chiesto: perche’, cosa avra’ pensato Baraldo quando e’ stato messo sullo stesso piano di Archie o Buzzelli quando si e’ visto contestare di brutto da Mad Max e piu’ in generale cosa avranno pensato i vari Maestri di Circolo quando da piu’ parti, io per primo, abbiamo sempre avanzato l’ipotesi che un Genitore Appassionato sia sempre meglio di un Maestro Scoglionato? Come posso io adombrarmi quando vengo paragonato a un Mad Max qualunque io che in fondo sono un Uomo Qualunque (lo dice anche andrew) e poi pretendere che professionisti affermati e famosi guru sportivi accettino di confrontarsi con un branco di genitori assatanati, molti dei quali al riparo di un nickname non solo non si dichiarano d’accordo con il luminare della situazione ma, con l’estremo piacere di chi si sente frustrato e ora si puo’ sfogare, li pigliano anche a male parole …

G&F_Rome08_1

La Guerra dello Stretching e’ stato l’ennesimo esempio di come da uno scambio innocuo di informazioni si sia arrivati a perdere una delle pedine fondamentali del nostro blog per motivi che ancora faccio fatica a comprendere. Ma io stesso col Maestro Veneziani non ho commesso lo stesso peccato di superbia e di arroganza? Una cosa del resto e’ contestare la Mancanza di Comunicazione fra Genitori & Coaches o l’Ostilita’ A Prescindere che traspare nei confronti dei Genitori (Meglio Orfani! oppure Ingresso Vietato ai cani e ai genitori,negri, ebrei, comunisti e berlusconi) e insorgere sostenendo con buon diritto di non essere disposti a svendere il proprio background culturale e sportivo di fronte a un bel nome o a una targa di Maestro Federale, un’altra e’ pretendere di essere comunque i Possessori del Verbo, facendo noi lo stesso errore che addebitavamo agli Altri. Io in questo momento mi ritrovo in mezzo al guado,o al guano, nell’antipatica posizione di chi si trova a diffidare di contestati e contestatori pur volendo andare d’accordo con entrambi. Da poco umile gestore di questa sezione del Blog mi rendo conto che you can’t eat the cake and have it too, non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca. E che forse benissimo ha fatto Max, che io per primo chiamai Mad, a sparire perche’ forse davvero chi sa fa e chi non fa scrive su un blog!, e lui forse ha semplicemente scelto di fare.
Cio’ detto sono ancora convinto che un Genitore Appassionato sia meglio di un Coach Scoglionato ma sono anche sicuro che non tutti i Genitori Appassionati siano Genitori Illuminati. Perche’ a un certo punto potrebbe essere necessario fare una scelta fra il piacere che si prova a stare insieme al proprio figlio e quello che e’ bene per il proprio figlio, fra il rinunciare al proprio lavoro per continuare a stare col figlio e magari risparmiare i soldi del Coach o invece continuare a lavorare in posti pericolosi o noiosi ma ben remunerati per permettere al proprio figlio di allenarsi coi migliori. Faccio bene io a lavorare all’Estero o ha fatto bene Mad Max a mollare l’Aga Khan? A leggere sulle riviste di settore sembra abbia fatto meglio Max: leggevo proprio oggi su Tennis Italiano della ottima impressione suscitata da Alessia, lei che’ U12, in un torneo U14 in Lombardia. Ma non e’ questo il punto, il punto e’-ATTENZIONE, NIKOLIK & GIORGIONSI VARI!- capire che ahime’, fra Genitore Illuminato e Coach non puo’ esserci gara: ma pensate solo al tempo che un Genitore puo’ spendere col proprio Figlio rispetto a un Maestro o a un Coach che di Allievi da seguire ne ha 5-10-20-100 o 1000 e che per lui, ovviamente, devono essere tutti importanti alla stessa maniera e che d’altra parte per lui possono essere tutti comunque rimpiazzabili secondo la regola aurea del tutti necessari, nessuno indispensabile… Regola che non si applica al Genitore che di solito di figli da seguire ne ha uno solo e per il quale ogni scaraffone … E per quel Figlio il Genitore Illuminato fara’ di tutto e quel tutto sara’ sempre molto di piu’ di quel che si sentira’ di fare un Maestro che non sia Carlos Rodrigues con la Henin.

Insomma, fra un Coach e un Genitore non c’e’ confronto: ha molte piu’ possibilita’ quest’ultimo di portare il proprio figlio ai vertici che il primo uno dei suoi mille Allievi…Ma guardiamo le Statistiche infatti… Un Genitore come Richard Williams allena due figlie e le porta entrambe al Numero Uno del Mondo…Quanti allievi hanno allenato nella loro vita Piatti, Caperchi, Polidori, Veneziani, Ardinghi, Pistolesi & Co e quanti ne hanno portati al numero Uno? E’ mai possibile che quelli talentuosi capitino solo ai Genitori? E invece leggi ancora sulle Riviste di settore articoli di questo o quel coach, spesso personaggi con ‘zeru tituli che scuotendo la testa si chiedono dove sarebbero potuti arrivare le Williams (ma se per questo anche la Sharapova o la Bartoli’) se avessero avuto un vero Coach o Nadal se non fosse stato allenato dallo Zio … Certo deve essere un Genitore Illuminato e non tutti lo sono: io il confronto lo faccio siolo fra Genitore Illuminato e Coach ed e’ un confronto diverso da quello fra Genitore Appassionato e Maestro Scoglionato che peraltro vede vincente anche qui il Genitore.E certo, deve esserci il materiale umano. Ma non c’e’ storia davvero, e’ una lotta impari. Bisogna dunque e piuttosto che i Maestri, i Coaches si mettano l’animo in pace e invece di osteggiare i Genitori si mettano a loro disposizione perche’ il Genitore davvero Illuminato quando il figlio o la figlia avra’ 12-14 anni cerchera’ di farsi da parte ritagliandosi magari un ruolo diverso per permettere la maturazione definitiva e l’attraversamento di quella linea d’ombra che segna la demarcazione fra il Ragazzo e l’Uomo, passaggio che come tutti sanno avviene con l’uccisione possibilmente metaforica del Padre.

G&F_Bollettieri spiega al Genitore
(All’IMG lo stesso Bollettieri dialoga con i genitori in campo)

Okay, era una provocazione… Ma l’ultimo paragrafo lo penso davvero. Dopo di che saro’ subissato dalle critiche, dalle pernacchie e dai lazzi da quelli che sanno e fanno e quindi non scrivono sui Blog. Del resto anch’io ho avuto spesso l’impulso di farmi da parte perche’ in realta’ tutto quello che io volevo,vorrei e’ solo scrivere una Storia a Lieto Fine da rileggermi poi piu’ volte quando saro’ vecchio e invece qui alla fine mi sono ritrovo catapultato nel Movimento per il Rinnovamento del Tennis Italiano. Power To The People sostituito da Power To The Parents. Io non ho mai chiesto questo: ho sempre e solo chiesto COMUNICAZIONE & COLLABORAZIONE FRA GENITORE E COACH. Ma comunicazione nei due sensi, non a senso unico. Feed back. Chi ci guadagnerebbe di piu’ sarebbe il Coach. Anzi no, l’Atleta.

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340 Commenti to “TGF 10 – L’Avvelenata del Genitore del Tennista”

  • 1.

    Due cose sul thread precedente:

    Nicoxia,

    abito vicino al pro patria. mi sarebbe piaciuto molto passare ma sia oggi che domani sono abbastanza incasinato.

    Sulla questione delle firme, le elezioni non sono falsate perchè a Roma la Polverini è ammessa, chi vuole votarla può farlo tramite la sua lista civica, l’Udc, Storace, etc. E’ solo la lista del Pdl che è stata esclusa. Questo solo per la precisione.

    ____________________________________

    Doc sono in linea di massima d’accordo con quello che scrivi. Ti diro di più:

    genitori di g&f non avete mai pensato di dar vita a un sodalizio per mettere in piedi un piccolo centro tecnico? Dividereste le spese e potreste utilizzare come coach solo professionisti che riscuotono della vostra totale fiducia. Dove anche Archipedro potrebbe proporre il suo training system. Se produce risultate potreste usare le economie di scala e aiutare tanti altri ragazzi.
    Il problema più grosso sarebbe logistico. Dove fare allenare i ragazzi? e Con chi?
    La mia non è una provocazione, sono realmente convinto che avreste gli strumenti per mettere in piedi una cosa del genere. Sarebbe un po’ dura trovare un accordo sul come procedere, ma le risorse per darvi una mano concreta credo che le abbiate. Siete comunque molto meglio di tanti nomi citati nell’articolo di cui sopra.

  • 2.

    “… con Archipedro che mi tiene a distanza dall’alto della sua superiorita’…”

    Se ti tengo a distanza, Stefano, il motivo non ha nulla a che vedere con le tue provocazioni… semplicemente da un vero “comandante†mi sarei aspettato non solo il verbo, di cui tanto ti compiaci, ma anche una proporzionale carica altruistica… tutto qui. C’é il tuo tennis, dove ne deve rimanere uno solo, ed il mio sport, dove ne servono almeno due…

    Ti dedico comunque questa storiella, perché hai tutte le qualità umane per porre rimedio a questa tua momentanea deriva esistenziale… Ed allora ci abbracceremo forte, se lo vorrai (a distanza, ovviamente, non ti preoccupare…)
    :-)

    Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: “Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Infernoâ€. Dio condusse il sant’uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all’interno.
    Al centro della stanza, c’era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant’uomo sentì l’acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato. Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: “Hai appena visto l’Infernoâ€.
    Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì. La scena che l’uomo vide era identica alla precedente. C’era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l’acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici.
    Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.
    Il sant’uomo disse a Dio: “Non capisco!†“E’ semplice, rispose Dio, dipende solo da un’abilità.
    Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri mentre gli altri non pensano che a loro stessiâ€.

  • 3.

    Io invece vi racconto un’altra storiella tratta dal Wizard of Id (striscia giornaliera che fu importata in Italia mi pare dal mensile di fumetti Eureka):
    C’e’ il Prigioniero Incatenato in attesa di Sentenza (tipo Giudizio di Dio) che viene messo in una sala con due porte. Il Re gli dice:Dietro a una porta c’e’ un terribile dragone sputafiamme e dietro l’altra c’e’ una Bellissima Principessa. Quale delle due porte scegli?
    E il Prigioniero: Quella con la Bellissima Principessa….

  • 4.

    Lo so, lo so…

  • 5.

    Doc, stavolta sto con Archipedro.

    Stima enorme per entrambi, comunque, lo sapete… :)

  • 6.

    ………….e meno male che ero io quello che faceva domande filosofiche………………..!!!!!!!!!!!!!

  • 7.

    Ciao Stefano,
    analizzare in toto tutto il nuovo capitolo richiederebbe moltissimo tempo. Avendolo letto in modo veloce mi soffermo sugli spunti che hanno da subito colpito la mia attenzione. A mio avviso i dubbi di un genitore sono esponenziali rispetto ai dubbi di un maestro. E’ in grosso modo questione (come ripeti tu stesso) di coinvolgimento. In tuo figlio scorre sangue del tuo sangue; il tuo è un investimento di vita. Per bravo che voglia essere un maestro ed attenta che vuole essere una federazione, non ci potrà mai essere paragone. E’ mio parere che tutte le persone, in qualche modo abbiano delle limitazioni. L’essere umano è imperfetto. La distinzione, la linea di demarcazione è fatta da quelli che lo accettano e quelli che si combattono. Compiacersi certo serve a poco.

  • 8.

    Sturmtruppen:
    Mano che sbuca dal terreno, Hans, hans mi hanno seppelitten viven……
    Calcio di Hans alla mano, e ti hanno anche seppelitten malen!!!

  • 9.

    Doc… sempre piu’ complicato..

    “I tempi cambiano. Mi piace avere delle distrazioni, togliere un po’ la testa dal tennis. Ma alla fine so perché mi alzo tutte le mattine e perché vado a letto la sera: è per giocare a tennis. Non mi sono mai lasciato influenzare dalla gente che ho incontrato sulla mia strada. La grande priorità rimane il tennisâ€
    ROGER FEDERER

    “La mia qualità principale? La mentalità vincente. Nel tennis ti trovi mille volte indietro, ma devi lottare, diventare ancor più aggressivo, non avere paura. Sono sempre stato così, da quando avevo otto anni e vinsi i campionati delle Baleari under 12. “
    RAFA NADAL

    To be continued……

  • 10.

    StefanoGrazia…non volevo dire che SEI un qualunquista. Di sicuro, non sei un qualunquista qualunque…

    Comunque, la mia posizione, da giocatore anonimo, da genitore, da appassionato con patentino PTR, da frequentatore di circolo, da cittadino è sempre stata:
    “Non si può lasciare il figlio nelle mani di un ambiente che non è sportivo e che non fa dello sport la propria ragione di associazione”, ossia i circoli e la federazione di circoli, la FIT.

    Questo al di là delle capacità personali dei maestri, che se fossero disposti ad uscire dal circolo a insegnare, potrebbero quasi automaticamente diventare degli allenatori di tennis e non dei diffusori di circol-tennis.

    Più lunga la permanenza all’interno di un circolo, più difficile la possibile realizzazione come giocatore di tennis.

    Perché ciò che in un circolo viene insegnato può essere riassunto qualunquisticamente così: “A prescindere dai tuoi risultati sportivi, sarai sempre per noi un tennista (e faremo in modo di esaltarti comunque) dal momento in cui ti adegui alla nostra logica (non-sportiva)”.

    È quello che, secondo me, è accaduto a Bolelli. Dal momento che ha ceduto alle lusinghe (minacce?) della federazione, del “se stai con noi, sarai tranquillo e pasciuto”, è ripiombato nei fantasmi del circol-tennis e non è più un giocatore di tennis.

    Per cui, portate pure il figlio dove vi pare, in accademia, al circolo, in un team, da solo, al bar. NON CAMBIA NIENTE. L’importante è che sappiate bene A CHI lo portate e per fare cosa.

  • 11.

    Ah, apprendo ora che è colpa della Federazione se Bolelli non vince una partita da mesi!

    Ma via, Andrew, non possiamo continuare a dare alibi che non esistono a tennisti professionisti, addirittura…non esiste, dai…

    In campo si scende in due; quando si scende in campo, vince chi gioca meglio e non c’è spazio per le polemiche.
    Se Bolelli (che, peraltro, perde da mesi, cioè da molto prima che facesse pace con la FIT).

    Ma come fai a sostenere che Bolelli perde per colpa della Federazione?
    Ma via, Bolelli ha come coach Piatti, chiedetelo a lui perché perde.
    Ma via, per favore…

  • 12.

    Nikolik…non pretendo di riuscire a spiegarlo a te, sarebbe pretendere troppo…

  • 13.

    Ted peccato mi sarebbe interessato molto il tuo parere,comunque se riesci domani hai il pranzo pagato,domani per il maschio penso sia l’utima alle 15 30 affronta la testa di serie n 2 di 2 categorie sopra la sua oggi pur avendo vinto mi è sembrato poco solido un po lontano dal match era il primo da Novembre la cosa positiva è che se ne è accorto infatti è stata la prima cosa che mi ha detto.Oggi mentre aspettavo ho visto un po di racchette lanciate ma nessun rimprovero ho anche visto coach appassionati che seguivano i propri allievi ma non paragonabile alla passione dei genitori anche se questa non sempre positiva.Quindi è inutile stare a sindacare chi ha torto o ragione io che Stefano lo seguo da un po lo apprezzo molto e mi ha insegnato molte cose come molti di voi.Facciamo nostre le cose positive ma anche le negative possiamo farle servire basta usare la testa e non la pancia.

  • 14.

    Purtroppo, Stefano, è vero che non tutti i Genitori Appassionati sono Genitori Illuminati, come è vero che la maggior parte dei Genitori Appassionati sono dei rompicoglioni. Quanti “Stefano Grazia” pensi ci siano tra i genitiri di piccoli tennisti? Capisci allora come il Coach di turno non possa/voglia avere a che fare con tanti rompicoglioni, anche a costo di dover rinunciare ad un rapporto proficuo con i pochi illuminati.
    Scrivi che “fra Coach e Genitore non puo’ esserci gara, ha molte piu’ possibilita’ quest’ultimo di portare il proprio figlio ai vertici che il primo uno dei suoi 1000 Allievi”. E questa mi sembra una affermazione almeno azzardata. “Un Genitore come Richard Williams allena due figlie e le porta entrambe al Numero Uno del Mondo…Quanti allievi hanno allenato nella loro vita Piatti, Caperchi, Polidori, Veneziani, Ardinghi, Pistolesi & Co e quanti ne hanno portati al numero Uno?”
    Si ma vediamola dal punto di vista opposto: anzittutto non puoi sapere quanti genitori hanno fallito nell’intento e poi, quanti, tra quelli che sono stati numeri uno, sono stati allenati dai genitori??? Una percentuale minima, tanto da farne un’eccezione.
    Questo perchè, per quanto il genitore possa essere illuminato, il fatto di avere una base di partenza talmente esigua dal punto di vista numerico (uno?) riduce drasticamente le sue possibilità rispetto a quelle del Coach, che può permettersi di fare una selezione del materiale umano a disposizione.
    Infatti “certo, deve esserci il materiale umano”. Perchè tu puoi essere l’allenatore più bravo del mondo ma, come tu stesso hai scritto tante volte, non puoi trasformere i muli in cavalli da corsa. Su 1000 è più probabile (1000 volte) che un cavallo da corsa ci sia, e un buon Coach magari riesce a tirarlo fuori.
    È qui che sta la discriminante, una gara avrebbe senso solo partendo dai medesimi presupposti. È chiaro che tu dal tuo punto di vista hai perfettamente ragione: il genitore illuminato è senza dubbio colui che può lavorare al meglio con il proprio figlio; …ma un buon coach è certamente colui che può lavorare al meglio con 1000 figli altrui. La qualità del lavoro genitore/figlio potrebbe anche essere superiore, ma il coach ha certamente 1000 probabilità in più di avere un potenziale campione. Se una volta individuatolo, decidesse di occuparsene mollando gli altri 999, partirebbe, da un punto di vista statistico, certamente in vantaggio in questa ipotetica gara.
    Gara che, traparentesi, supponendo dei pari età, potrebbe concludersi prima di cominciare, visto che il momento in cui si hanno un minimo di certezze sulla possibilità di uno dei giocatori (ma anche di entrambi o di nessuno) di eccellere è anche il momento in cui svaniscono le residue speranze dell’altro.

  • 15.

    Ted io comunque domani sono li dalle 12 20 alle 17 30.

  • 16.

    Guardate qua, a proposito di polisportività…

    http://www.sonyericssonwtatour.com/video/20100303/keep-up-vinci-vs-errani_2256670_1983375

    Comunque io continuo a non capire l’indifferenza dei media italiani nei confronti delle nostre giocatrici…

  • 17.

    nicoxia,

    mi spiace molto ma oggi non sono nelle condizioni di fare una scappata. è un vero peccato perchè sono molto affezzionato a quel torneo, ho dei ricordi d’infanzia che mi legano a quel luogo. per quel che puo’ valere…ti mando il più caloroso in bocca al lupo! Che categoria stan giocando i tuoi ragazzi?

    A proposito di performance…vorrei fare i complimenti a max alias tontolo aka genoveffa la racchia, che so che ci segue appassionatamente [lol] alessia, che è anagraficamente ancora U-12 (credo sia nata a fine ’98, quindi quasi coetanea della nefedova che è gennaio ’99) ha battuto una 4.1 al torneo saranno famosi di giussano, per poi giocare un gran primo set contro una 4.2 nella finale del torneo G-14. tontolo, snoop doggy dog dei tennis parents (in senso buono ovviamente), stai facendo un ottimo lavoro. Keep it up. Non so se a dicembre Alessia giocherà Eddie Herr G-12 o G-14. Se gioca G-12 potrebbe avere buone chance di arrivare fino in fondo.

  • 18.

    Come alcuni di voi già sapranno, Nick Bollettieri – the Man Himself – anche quest’anno è stato trombato dalla Hall of Fame del Tennis di Newport. In molti compreso il sottoscritto, hanno contestato pesantemente la decisione. La cosa ha fatto discutere in Florida e nel mondo.

    Vi allego la lettera aperta che David “Red†Ayme, l’apostolo di NB da quasi 25 anni, ha scritto alla Hall of Fame, che è una perla assoluta. Mi chiedo: è così importante far parte della Hall of Fame? Chi decide realmente e su che base? Su che base ad esempio è stato selezionato Gianni Clerici?

    My name is David “Red†Ayme. I have worked directly with Nick at IMG Academies for the past 22 years as head traveling coach, traveling with many of our touring pros including Boris Becker and Marcelo Rios, both of whom achieved a #1 world ranking. I also spent 8 years traveling full time with Tommy Haas, who reached #2 in the ATP ranks. I write my entry with bias, but I respect others’ opinions regarding Nick’s exclusion from the International Tennis Hall of Fame. At this point I would like to thank the Hall of Fame for making the decision to exclude Nick this year; the uprising of support for Nick has since been beyond tremendous. If the Hall hadn’t excluded Nick this year, some of his accomplishments might have gone unnoticed. I don’t want to bore anyone about how many top players Nick has worked with, but he should be considered a legend if you look at his ability to develop a young player’s skill-set, translate it to the modern game, and maximize their potential.

    Many of these accomplishments are now being highlighted in newspapers, blogged about on the internet, and talked about on TV during basketball games and talk radio shows that have nothing to do with tennis. Thus, much of his charity work which has gone unnoticed during main stream tennis coverage is now being highlighted. Nick will get much more done by not going give a short speech that would take him away for five days or more. During this time Nick will be able to help many students at the Academy, do more charity work, and possibly go speak to our troops at a Military installation that would be more than happy to have him. In January, Nick spent 10 days in Iraq and Afghanistan and is scheduled to speak at the Naval Academy in the near future. In addition to the numerous other times Nick has spoken at WestPoint, I find it odd that the Military welcomes him with open arms during two wars but the hall can’t find room. To this I say “thanks†again, as Nick will be able to devote more time to helping others-an integral part of the Nick Bollettieri legacy.

    When you look back on the current group of players that Nick has helped, his legendary status is obvious. Currently we are working with Ryan Harrison, who coached by his dad Pat and has enlisted Nick as a consultant to help him become the youngest player ranked in the top 300. Yuki Bombri recently won the Orange Bowl and Aussi Open Jr. Championship in ‘09 and is now ranked in the top 350, and Filip Krajinovic also around 350. All these players have styles of play that are well-rounded and aggressive and a testament to Nick’s vision for the game. They can come forward and finish points at net, and of course have all the Bollettieri trademarks weapons: big serves, big forehands, and early returns.

    Nick and Andre Agassi
    Nick also recently helped with Devin Britton-a young American who was on scholarship for 4 years at the Academy and enrolled last January at Ole Miss and won the NCAA tourney. He has since turned pro and now works with the USTA. Nick made many adjustments in Devin’s game that will be looked back on as a vital part of his success as a professional. Another student of Nick’s, Mallory Cecil, recently won the NCAA Championships as a freshman at Duke University. Her game developed over the five years she was on scholarship at IMG Academies. Long after nick has left this planet he will be credited for helping a great group of 12-14 year old players, including John Luci Quincy and many others who have pro potential. That is bigger than giving any speech, and by not selecting him this year all of his accomplishments are highlighted in circles in and outside of tennis, so thanks for helping the legend of Nick Bollettieri.

  • 19.

    I genitori sono la più grande risorsa del decadente movimento italiano.

    Vi rinnovo l’invito a coordinarvi in maniera più strutturata, a fare sistema. A creare un modello di successo. Da esportare nel mondo. A mio modesto avviso avete tutte le carte in regola per farlo. Nel qual caso, mi candiderei come “volontario” (rigorosamente non retribuito) direttore finanziario del sodalizio.

  • 20.

    Ciao Andrew,
    partecipando al blog e leggendo comunque tutti gli interventi, da appassionato di tennis sono venuto spesso a contatto con le tue idee “democratiche” (nel senso greco del termine) del tennis e le vicessitudini del vaffantennis senza mai intervenire.
    Vorrei chiederti una cosa, in modo non polemico e non riferito esclusivamente al tennis.
    Trovi giusto che una persona che decida di diventare maestro federale di tennis (preparatore atletico, massagiatore, psicologo dello sport o una qualsiasi professione nel campo dello sport etc) per professione (e quindi debba prima costruirsi una sua classifica per accedere al corso federale, partecipare al corso federale, trovare un circolo tennis che gli dia lavoro, trovare un bacino di utenza, organizzare la fase agonistica, aggiornarsi frequentemente etc, etc, etc) vada a fare divulgazione gratuita sui campi comunali? Come mai il commercialista di fama, non tiene banchetti pubblici gratuiti per spiegare ai cittadini come riempire i moduli del 740? Come è che il medico specialista non tiene convegni pubblici gratuiti per spiegare prevenzione, cura e trattamento delle malattie?
    Possiamo girare intorno quanto vogliamo, ma se vado al mercato a comperare gli ortaggi, l’ortolano non me li regala anche se lui ne produce più di quanti ne possa vendere. Le leggi del mercato e della convivenza sociale sono regolati dallo scambio di idee, beni, merci e denaro.
    Se il maestro di tennis con la sua professione deve tirar su una famiglia e ha dovuto investire e deve investire su se stesso, perchè non dovrebbe essere retribuito per il suo lavoro come qualsiasi altro professionista? O è soltanto i professionisti nello sport che dovrebbero comportarsi da buoni samaritani?

  • 21.

    Grazie Stefano, bel pezzo e sono d’accordo su tutto, però alla contrapposizione genitore illuminato e coach scoglionato io metterei anche genitore illuminato e coach appassionato e competente. Sono riuscito, anche se ho ancora tanto da imparare, a trovare le due le due cose messe insieme, la prima me la sono guadagnata come giocatore da tanti anni a questa parte seppur autodidatta e soprattutto leggendo questo blog con i vostri interventi e quando scrivo ai vostri interventi scrivo di tutti senza distinzioni , ognuno di voi infatti ha aggiunto un tassello al mio bagaglio di genitore di tennista, magari mad max era quello che mi dava di più perché scriveva di più ed aveva la realtà tennistica giovanile italiana più vicino di quella tua che stai all’estero. La seconda, il coach appassionato e competente e soprattutto appassionato me lo sono cercato, non mi sono affidato come ho scritto al circolo sottocasa ma pur di avere il meglio per mia figlia faccio quasi ogni giorno decine di km e lunghe attese a leggere e ascoltare musica mentre bimba gioca, si diverte e soprattutto impara. Domenica è stata una grandissima soddisfazione vedere genitori e nonni di altri bimbi rimanere stupiti dal sapere che mia figlia giocava meglio, molto meglio dei loro ed avere solo 5 anni. Ho avuto grande soddisfazione quando dopo uno scambio prolungato con altra bimba venti, trenta persone per lo più genitori presenti nella tribunetta si sono messe applaudire le due bimbe che giocavano. Da una sconfitta di una bimba di 5 anni con una di 7 anni poi ho capito e compreso la differenza tra un maestro formatore (il mio) ed un maestro pur bravo e appassionato che bada più al risultato al discapito del gioco(il maestro dell’altra bimba). Per quanto riguarda invece COMUNICAZIONE & COLLABORAZIONE FRA GENITORE E COACH quello è un punto dolente, con il mio maestro, vi è poca comunicazione, non ti da soddisfazione, non fa apprezzamenti sul gioco di mia figlia (l’unico in due anni è stato: è già tanto quello sa fare per gli anni che ha) e non si parla di tennis se non quando sta piovendo o per pochi secondi tra il cambio di un turno e l’altro. Sto cercando di scardinare questo fortino a difesa del maestro che sa e fa tutto lui con resoconti via mail sulle prestazioni della bimba ai tornei, non voglio invadere il campo ma voglio essere partecipe del progetto che se riuscirà cmq dipenderà da tanti altri fattori tra cui il più importante è il volere di mia figlia.

  • 22.

    Carlo L, la mia era ovviamente una provocazione e comunque si riferisce soprattutto a Genitori Illuminati che seguono i figli dai 3 ai 12-14 anni…Per es Mike Agassi da alcuni considerato il Prototipo del Cattivo Genitore a 13 anni ha ‘consegnato’ il figlio a Bollettieri…Un punto a suo favore. Comunque il discorso verte anche sulla sopravvalutazione del ruolo del Coach (argomento affrontato anche da Ubaldo scanagatta in uno dei primi post della saga di G&F) perche’ se da un lato e’ vero che qualche Coach ogni tanto un suo allievo riesce a portarlo al Numero Uno dall’altro abbiamo gente che magari non aveva mai preso la racchetta in mano e ha portato i propri figli in vetta SENZA DIMENTICARE che Federer del Coach ne fa spesso e volentieri a meno. Poi bisognerebbe differenziare fra Maestro, Coach, Preparatore e soprattutto PROGRAMMATORE perche’ mi sto rendendo conto che la cosa piu’ importante dai 14 ai 20 e’ la programmazione, la scelta dei tornei, della long and winding road che potrebbe portarti nei Top 100 e quindi nei Main Draw perche’ uno che PERDE AL PRIMO TURNO in Single, Doppio e Doppio Mix nei 4 tornei dello Slam ha comunque,pur essendo un beautiful loser, portato a casa 100.000$ … Ovviamente quello che dici e’ vero: per uno che riesce noi non sappiamo quanti ne falliscono( e comunque io ti potrei sempre controbattere che quelli che falliscono non erano Illuminati ma semplicemente Appassionati e il Genitore Appassionato e’ si comunque meglio del Coach Scoglionato ma non sufficiente…e poi il Genitore Illuminato ha un piano B e blah blah blah, non la si finisce piu’…Io comunque NON dico che il Genitore Illuminato DEBBA NECESSARIAMENTE sostituirsi al Coach anzi, au contraire, io sostengo la necessita’ di affidarsi ai migliori ma al tempo stesso a rimanere parti in causa e mantenere il controllo almeno fino ai 14-15 anni se non oltre,fino alla maggiore eta’…Che non significa assumere atteggiamenti dittatoriali o arroganti: quello per definizione non e’ un Genitore Illuminato, ma nemmeno essere dimessi e succubi. Del resto lo stesso Mad Max che qui appare agli Addetti ai Lavori come l’ORCO CATTIVO si e’ sempre affidato ai Professionisti, Catizone in primis. Io ho fatto l’Autarchipedro perche’ ero in Africa ma ho cercato di compensare i miei possibili difetti utilizzando mano d’opera locale (braccia per il palleggio LIVE coi vari Coach Palleggiatori) ma anche per un certo periodo il Coach della Davis Cup Nigeriana che non sara’ stato aggiornatissimo ma sicuramente danni non ne ha fatti…Ho fatto anche venire per un mese un giovane coach italiano che aveva lavorato alla Bob Brett … E poi ho sempre fatto un paio di pit stops all’anno nelle migliori Academies… In pratica Archie mi rimprovera di aver speso questi soldi ma per il resto il nostro percorso e’ abbastanza simile, lui forse piu’ sopecializzato nell’atletica in senso lato mentre io ho sempre fatto una preparazione atletica piu’ mirata, sul campo da tennis anziche’ sulla pista d’atletica visto che qui non ce l’avevamo … Ad Archie pero’ io contesto una sola cosa: cioe’ di non far giocare (di qualunque sport si tratti) Mati con gli altri bambini: va bene allenarsi col proprio genitore, ma a un certo punto occorre il confronto con i Coetanei non solo per motivi agonistici ma anche per motivi ludici …
    Da non sottovalutare pero’ il numero di campioni portati al vertice se non proprio al numero uno da un padre allenatore (o almeno Supervisore): Agassi, Seles, Hingis,Graf,Sharapov, Arzai, Bartoli, Pierce, Capriati, Williams (2),Spadea,Gasquet,Nadal (vabbe’, e’ lo zio…),Vickmayer … Chissa’ quanti ne dimentico in questo momento … Il famoso Dr Fischer di sampras non era un Coach, era un padre putativo, un amico del padre, era un pediatra…Agi’ meglio di u Coach ma lui mandava Pistol Pete una volta a settimana da Lansdorp per i groundstrokes e da De Little,un coach locale, per le volley e per il resto ci pensava lui facendolo spesso giocare dei matches…e poi lo mandarono, anche lui, alla Bollettieri dove per un paio d’anni si alleno’ con Jim Courier…Insomma, ogni storia e’ un Work in Progress e io intendo la figura del Genitore Illuminato come il collante che tiene insieme tutti i pezzi … Questo almeno fino ai 14-15 anni … Se vogliamo poi anche la henin comincio’ col padre che poi la passo’ a Carlos Rodrigues (quando si sono riconciliati il adre disse:Se una cosa ho capito, e’ che io saro’ sempre suo padre e Carlos sara’ sempre il suo Coach)
    L’altra cosa che proprio non sopporto e’ sentir ripetere da Addetti ai Lavori frustrati e invidiosi l’Antica Menzogna: ah, dove sarebbe potuto arrivare se avesse avuto un vero Coach…
    E spesso si riferiscono ad atleti che sono arrivati al numero uno ….
    Qui stiamo parlando del fatto che alcuni Maestri-Coaches trovano del tutto normale non fare assistere agli allenamenti i Genitori, nonn parlare con loro, non dare alcun feed back…E questo by default. Certo, se un Genitore Appassionato e’ anche un Genitore Rompicoglioni, e’ suo diritto affrontare la situazione e rinunciare eventualmente ad allenargli il figlio, ci mancherebbe…Certo, se stiamo parlando di bambini che vengono mandati alla SAT solo per avere il Maestro Baby Sitter, non stiamo neanche a discuterne… Qui ci stiamo riferendo ad altri bambini, ad altri genitori, ad altri maestri e coaches….

  • 23.

    Fede, credo che andrew non intenda dire che il Coach debba lavorare gratis ma vorrebbe trasformare i Circoli in Associazioni Sportive: tu quando giochi a calcio o a rugby o a basket ed entri in una squadra non paghi, eventualmente sei pagato… Quando io giocavo a rugby il rugby era sport poverissimo, soprattutto a Bologna (magari non nel Veneto o ad Aquila) e mi ricordo che ero io a dovermi comprare le scarpe…ma maglia, pantaloncini e trasferte erano pagate dalla societa’…si partiva all’alba col pullman o in treno (raramente il giorno prima) e poi era tutto pagato… I soldi venivano da sponsors e contributi , l’allenatore era pagato …(quando non lo era di solito retrocedevamo…) Credo che andrew si riferisca almeno in parte ad una trasformazione di questo tipo …

  • 24.

    Oh, nessuno che mi dice come ero bravo in windsurf? Foto scattata da mia moglie in Jamaica, nel 93 credo, fuori dal reef di Hellshire,villaggio di pescatori a circa 45′ da Kingston … A quel tempo ero l’unico ad avventurarmi fuori dalla piccola baia sulla spiaggia…c’era un piccolo varco fra gli scogli che mi permetteva di avere una rampa di lancio in acqua piatta e di saltare proprio sulla prima onda sugli scogli…Poi uscivo per circa duecento metri, facendo qualche altro salto (ne ho diversi immortalati col villaggio alle spalle perche’ abri’ si poneva sulle roccie del promontorio e mi riprendeva da li’)strambavo e rientravo cavalcando le onde per poi rientrare nel varco ,strambare a 5 metri dalla spiaggia e ripartire di nuovo … Vento costante sui 16-25 nodi, quasi tutti i giorni dalle 11 alle 16, da marzo a settembre, piu’ irregolare e meno frequente negli altri mesi e allora usavi la tavola da slalom e te ne andavi in giro dentro la baia da un piccolo cay all’altro … Eravamo al massimo in una decina,mia moglie inclusa, e avevamo tutto l’oceano per noi… E io ho privato Nicholas di tutto questo! Capite che ogni tanto i sensi di colpa sono insostenibili…

  • 25.

    Ted grazie lo stesso,il maschio Carlone Nicolas gioca l’under 14,Carlone Alexia l’under 12 primo anno è una 99,dove tra l’altro gioca la figlia di Max Alessia che per la cronaca ultimamente in un rodeo ha battuto una 3/4 per ulteriori dettagli spero partecipi Max,Stefano ci provo anche io Max quì sei di casa puoi anche camminare in mutande.

  • 26.

    Carlo L.,
    sono un genitore rompicoglioni , ma non sono un pirla.
    Se” il Coach di turno non possa/voglia avere a che fare con tanti rompicoglioni …. ” da me quattrini non ne piglia e spero neanche da altri.
    Ma a chi lo vuole raccontare ? Ma ha mai sentito le cazzate che raccontano ai genitori ?
    E’ troppo comodo far passare il genitore come rompicoglioni invasato per non rendere conto di quello che si fa.
    Denigrare il nemico per renderlo inaffidabile. Neanche troppo originale di questi tempi.

  • 27.

    Accontento subito Stefano…..gran salto….back loop bugna avanti?..(altrnativa aerialjibe da urlo)….a me non è mai riuscito, ero più portato per il tennis…purtroppo!
    P.S. seguo il blog da spettatore avendo figlia di 1 anno…vorrei far sapere a Stefano (Grazia naturalmente!!) che raramente mi è capitato di incontrare una persona che così caparbiamente sà mettersi in discussione…e convivere con l’accettazione del dubbio che, anche se credi fermamente di aver ragione, l’interlocutore potrebbe essere nel giusto.
    Tutto ciò, sempre più spesso, in situazioni nelle quali quel dubbio e quel saper mettersi in discussione vengono utilizzate (magari involontariamente) per criticare senza mettersi in gioco.
    Grazie Stefano.

  • 28.

    Ciao Bogar,
    devi far capire al maestro di tua figlia che non è tua intenzione intervenire nel suo lavoro ma che è un tuo diritto sapere quale è il programma di insegnamento e quale è lo stato di avanzamento dei lavori. Lui ha tutto il diritto di fare il suo lavoro in piena autonomia ma tu hai il sacrosanto diritto di verificare che il lavoro venga svolto ed assimilato e che le mete programmate siano effettivamente raggiunte secondo tempi e modalità pattuite.
    E qui nascono i problemi, perchè non accade quasi mai che nei processi di educazione ci sia linearità. I progressi di un giocatore di tennis nel 90% dei casi assumono la forma di una spirale crescente. E’ vero che il livello aumenta ma la spirale per sua conformazione prima va avanti, si stabilizza, torna indietro e poi si sposta di nuovo avanti per riiniziare un nuovo ciclo. Molti genitori credono erroneamente che i momenti di involuzione del gioco di un tennista sono causati solamente da mancanze del maestro ( e si crede che cambiando maestro si possa avere migliori risultati) quando invece si tratta soprattutto di uno stato fisiologico dell’apprendimento a causa dello sviluppo psicosomatico dell’atleta. Proprio per questo, le involuzioni sono molto caratteristiche soprattutto nel periodo della tarda adolescenza ed in particolar modo della pubertà quando c’è maggiore instabilità somatica e psicologica.

  • 29.

    Federico…

    tralasciamo le mie idee generaliste sulla necessità dell’abolizione del valore legale del titolo di studio, dell’abolizione degli ordini professionali e di ogni ente corporativistico.

    Quello che io non concepisco sulla figura del maestro di tennis, non è tanto la sua competenza ma la realizzazione pratica di tale competenza.

    Nel sistema attuale, io credo che ben pochi maestri possano essere dei veri insegnati di tennis, dei veri allenatori. NON è SOLO COLPA LORO. Infatti, non è quello che viene loro richiesto.

    Da una parte, abbiamo la responsabilità della federazione, che ha fatto ben poco per diffondere il tennis come uno sport come gli altri sport. La maggior parte dei genitori di tennisti porta il figlio al tennis perché passi dei momenti piacevoli in un ambiente non-sportivo. QUESTA è LA PRIMA RICHIESTA.

    Dall’altra parta, abbiamo ancora la responsabilità della federazione, che ha fatto molto, ma molto, affinché il tennis rimanesse circoscritto nell’ambito dei circoli affiliati, arrogandosi il potere di essere il tennis tout-court (no hard-court, purtroppo). La federazione ha una TV, ha un sito che si occupa del tennis in generale, ha una rivista, vende magliette e merchandising, fa il manager, organizza centri estivi (quest’anno anche in Inghilterra, tipo EF), ha una sua academy, addestra maestri ai quali affida il monopolio dell’attività e lega a loro la possibilità di associarsi sportivamente. Le uniche cose che dovrebbe fare veramente, ossia istruire e pagare i Giudici Arbitro e organizzare dall’alto l’attività sportiva lasciano alquanto a desiderare.

    Ecco mi sono perso un attimo, perché effettivamente c’è da perdersi…

    Dicevo, la SECONDA RICHIESTA al maestro viene dal CIRCOLO, che sfortunatamente non è un’ASSOCIAZIONE SPORTIVA, seppur nominalmente e statutariamente ciò venga indicato come tale. Questa richiesta è principalmente di occuparsi del settore sportivo tout-court, senza alcun vero obiettivo sportivo. Basta un ragazzino dotato che si faccia conoscere negli under affinché il maestro assolva al compito, ossia beatificare un po’ il circolo e portare qualche socio nuovo.

    In definitiva, rifiuto a priori la figura del maestro in questo sistema e anzi la vorrei nobilitare in ALLENATORE TRA PIù ALLENATORI di una società sportiva.

    Pagato, naturalmente.

  • 30.

    @francos: aerialjibe da urlo
    Bravo pero’ ad individuarla… No, il looping non l’ho mai completato: anche li’ ho iniziato tardi (a 28 anni) e a un certo punto, grazie al fatto di esser finito 3 anni in Jamaica, nell’86 facevo la duck jibe che a quei tempi Fred Haywood riteneva la differenza fra un ragazzino e un uomo… L’anno dopo cominciarono a fare back loop, forward loop, cheese roll… nel giro di 2-3 anni si trasformo’ piu’ in uno sport per ragazzini : agilita’ e incoscienza perche’ salti 5 metri e poi ti devi buttare a testa in giu’… io saltavo e poi…rimandavo…. Pero’ le uscite in mezzo a onde piu’ alte dell’albero, i cutback, le duck jibe, nose dive tack e le aerial jibe non le sbagliavo mai … Ero il King of Hellshire, quasi una leggenda col mio maggiolone arancione made in brazil con tre quattro scafi, 5-6 alberi e le vele perennemente legati sul portapacchi… Poi andai a Maui nel 92 per due mesi e mi resi conto di essere una merdazza qualunque…

  • 31.

    Il Maestro di mio figlio è muto. In tre anni e mezzo non si è mai espresso, ha assistito al 5% delle partite ufficiali.
    In compenso non ha figli ed accetta la programmazione da me stilata. Lui cura l’aspetto tecnico del tennis ed io non ci entro. Il preparatore atletico esegue la scheda da me proposta ed io stabilisco gli sports complementari, da sempre calcio e da ultimo una sessione settimanale di basket che ho ricavato riducendo una lezione di tennis individuale. Volevo introdurre qualcosa di arti marziali ma il bambino non è interessato.
    Non mi lamento della situazione perché è quella data e qui l’organizzazione è questa, il bambino progredisce ed il mio diesel ormai macina chilometri e chilometri.
    Per es., ultimamente faccio circa 100 km settimanali per farlo allenare con un suo coetaneo di pari livello e con il Maestro di quest’ultimo. Alcune volte è l’altro bambino che viene al nostro circolo col Maestro del mio.

    Naturalmente se del tutto se ne occupasse qualcuno potrei valutare, ma nella mia condizione se non me ne occupo io non se ne occupa nessuno. Possiamo parlare di funzione vicariante del genitore?

    Ed intanto aggiungendo agli impegni del lavoro, il trasporto del figlio tennista in fasce, pensate che non abbia rinunciato a nulla? Impegni e diletti sociali e più a malincuore qualche partita di tennis o qualche partita di calcio. O l’essere guardato come il genitore “un po’ fissato†che …“non è che il bambino si stressa un po’ troppo?†, ecco quel “un po’ troppo†che ti fa capire.

    E certo, e sono completamente d’accordo con Stefano G., che poi sentire manfrine deprimenti sul ruolo del Genitore senza che siano accompagnate da programma e progetti, se non aleatori o per il futuro, per lo sviluppo dei giovani tennisti e da verifica di qualità che l’Istituzione (Fit) dovrebbe fare rispetto alla funzione demandata alle Sat ed ai centri di allenamento, fa cadere un po’ le braccia…

    Dimenticavo…tante cose, programmazione, PA, varietà, multidisciplinarità, ecc. riesco a farle grazie anche all’informazione circolata su questo e quell’altro blog.

  • 32.

    Andrew: e se ho ben interpretato pagato dall’Associazione Sportiva, non dall’atleta…
    Vero?

    Mi ero dimenticato di ringraziare franco s per i complimenti: in effetti, spero che li legga anche il Maestro Veneziani che invece,ribaltando le carte, di me si e’ fatto idea opposta…Noto anche che Kill Bill si e’ trasformato (dall’esasperazione?) quando si parla di Maestri e Federazione nell’Alter Ego di Mad Max, lui che all’inizio si era distinto, oltre che per aver formulato l’epocale frase che e’ diventata uno dei nostri postulati: “io non volevo farne,di mio figlio, un Professionista. Volevo farne un agonista”, per un atteggiamento abbastanza distaccato e signorile. Concordo con lui: qui spesso si cerca di ribaltare le carte…Lo stesso Roberto, ricordo, ni invitava non tanto tempo fa a non considerare la Federazione come il Nemico e a me venne naturale osservare che era esattamente il contrario. E aggiungo : purtroppo.

    Ancora sul windsurf: rimane uno sport bellissimo ed epico da fare da soli o in poca ma scelta compagnia, e non solo per i salti o le cavalcate di onde, ma anche semplicemente per lo spostarsi da un isolotto all’altro, col vento al trasverso, in gara con le barche dein pescatori… Per questo non mi sono mai lasciato attrarre dal Kite che rimane piu’ che altro un avanti e indietro dalla spiaggia … Il windsurf per noi era anche l’andar per mare e vedere le testuggini e i pesci volanti e i delfini, scomparire nella valle dell’onda e sentire l’adrenalina pompare a mille,, rientrare dentro il reef prima che il vento crollasse … Pero’ ovvio che ora come ora mi debba accontentare di migliorare il mio golf … Ahime’.

  • 33.

    @stefano g.

    cominciato tardi anch’io…tennis fino a 18 anni seriamente…poi ho capito di essere good but not so good…quindi ho recuperato il tempo perduto solo soletto sul campo grazie a università fuori sede, windsurf, surf, e qualche anno dopo snowboard…il mare è stata una rivelazione, dopo tanti anni di agonismo puro…l’oceano poi…Lanzarote, Guincho, Bali..(Guincho con macchina scassata, 3 tavole, 9 vele, 6 boma…).incredibile che sport in cui sei veramente e indiscutibilmente una pippa ti possano far godere così tanto…ora ho ricominciato con il tennis…da un altra prospettiva…e mi chiedo quello che tu dici così spesso: varrà la pena “rovinare” infanzia pre-adolescenza e adolescenza indirizzando mia figlia verso il tennis (poi magari non le piace e il discorso si chiude lì) che quasi sempre diventa totalizzante da una certa età in poi, “privandola” di quelle sensazioni che tu ben conosci e che sicuramente mi (ci?) hanno cambiato la vita?
    Credo che la risposta giusta semplicemente non ci sia.
    Credo anche che spero di poter fare per/ tramettere a mia figlia quello che tu stai facendo per/trasmettendo a Nicholas.
    Poi Loro, tra una decina/ventina di anni ci sapranno dire.

  • 34.

    Ciao Andrew,
    capisco quello che vuoi dire ma a livello sportivo, la corporazione degli insegnanti è tutelata solo a livello della scuola dell’obbligo ed in quella universitaria. Cosa farebbero, dove praticherebbero gli insegnanti di nuoto, quelli di scherma, quelli di ginnastica artistica, tennis, se non esistessero le federazioni ed i circoli? Come dovrebbero essere (nota il condizionale, che ti posso dire, per esperienza personale, è molto, molto dubitativo) qualificate le attitudini di un maestro se non c’è alcuna categoria che ne attesta l’idoneità (nota che non ho usato ne “certificata”, ne “qualità”, ne “capacità”)?. Facciamo un discorso ovviamente di struttura non ci soffermiamo sul merito. Tutti i sistemi hanno comunque bisogno di una regolamentazione. Se così non fosse vivremmo in un sistema di autarchia in cui il pesce più grande mangia quello più piccolo e così via.
    Il mio comune ha costruito campi polivalenti (tennis, calcetto, pallavolo, basket)in tutte le frazioni dove i bambini possono giocare e praticare lo sport che più li aggrada senza nessun costo per la prenotazione del campo (e non sai quante ore ho trascorso ad insegnare GRATUITAMENTE i primi rudimenti a bambini che si accostavano al tennis!!!!!!!). I bambini poi che vogliono fare uno sport, specialmente, vanno in un circolo per fare quello sport in particolare, hanno una persona specializzata in quel settore che viene pagata per fare il suo lavoro. In tutti i settori esistono gradi di specializzazione. Se io ovviamente voglio divertirmi ed avere la libertà di fare quello che mi pare non vado al circolo, vado al campo pubblico. Se voglio imparare a giocare a tennis vado al circolo.

  • 35.

    “……varrà la pena “rovinare†infanzia pre-adolescenza e adolescenza indirizzando mia figlia verso il tennis (poi magari non le piace e il discorso si chiude lì) che quasi sempre diventa totalizzante da una certa età in poi, “privandola†di quelle sensazioni che tu ben conosci e che sicuramente mi (ci?) hanno cambiato la vita?
    Credo che la risposta giusta semplicemente non ci sia.”

    Prima di cercare e darvi la risposta da voi stessi o da qualcun altro, non credete forse che converrebbe chiederlo PRIMA ai vostri figli che ne sono i diretti interessati?

  • 36.

    Con molta umiltà:
    “(poi magari non le piace e il discorso si chiude lì)” questa frase mi sembrava racchiudere in sè (e in poche parole) il fatto che alla fine sarà tutto nelle mani dei nostri figli…(per me è tutto molto prematuro)…e ci mancherebbe non fosse così.
    detto questo, sono assulatamente daccordo con te.

  • 37.

    @ federico, lo so hai ragione sul programma di insegnamento e quale è lo stato di avanzamento dei lavori. Il maestro non dice nulla, fino adesso la risposta è sempre stata “importante che bimba si diverta†però visto che seguo passo dopo passo le lezioni mi rendo conto dell’ottimo lavoro che viene fatto. Magari per convincermi ancora di più della bontà della scelta fatta dovrei avere tempo di andare a vedere come gli altri maestri lavorano nei circoli del circondario però ai FIT ranking ti accorgi se sei illuminato e non guardi solo al risultato lo stato di avanzamento dei lavori. Una cosa che non ho imparato qui sul blog ad esempio (forse perché non ho letto) ma chiedendo lumi al maestro è come si programmano i tornei del gigetto. Io mi ero fatto il conto che all’uscita dei calendari Fit, il maestro stabilisse quale tornei fare e quali non fare in virtù di alternanza formazione-competizione. In realtà mi è stato spiegato che ai tornei non pensa il genitore ad iscrivere il giovane agonista ma la segreteria su indicazione del maestro stesso in base all’esempio seguente: Metti durante il mese ci siano 4 tornei di una settimana dove vi è un turno ogni giorno. Chiamiamo questi tornei gigetto1-gigetto2-gigetto3-gigetto4. Mia figlia, viene iscritta ovviamente avvisando me genitore al torneo gigetto1, la bimba supera 1 turno il lunedì e viene eliminata il martedì e poi torna da mercoledì in sat a fare formazione. Il maestro scriverà mia figlia al torneo gigetto2, metti caso invece che al torneo gigetto2 mia figlia arriva fino alla finale di sabato o domenica tralasciando quindi la formazione, a questo punto non sarà iscritta al torneo gigetto3 in quanto deve fare formazione in Sat.

  • 38.

    Hai letto quello che ha scritto Ted, Stefano? Visto che non sei da solo, come sostieni, Madmax ti legge sempre ed anche interviene, anche se con altri nomi, a quanto dice Ted!

    Visto, inoltre, quel che ha scritto Franco S., che ha detto che leggeva da molto tempo questo blog pur senza intervenire?

    Quel che si diceva, Stefano, hai un successone! Tante persone leggono interessate, pur senza intervenire.

  • 39.

    Kill Bill says:
    “E’ troppo comodo far passare il genitore come rompicoglioni invasato per non rendere conto di quello che si fa.
    Denigrare il nemico per renderlo inaffidabile. Neanche troppo originale di questi tempi.”
    Io sono l’esempio di questo genitore, solo che disturbavo molto poco, molto meno di altri genitori piu’ protetti “politicamente”, che infatti sono tollerati. Mia figlia, 10 anni, piazzata in una regione molto estesa tra le prime a livello regionale (numeri alla mano), a livello provinciale certamente la piu’ forte. Fatta fuori da un circolo che agisce in regime di monopolio; …diciamo costretta a “dimettersi” per “mobbing tennistico”. Decide di non andarci piu’ e dopo due mesi nessun dirigente fa una telefonata fosse anche per informarsi. Il problema è che quando le alternative sono poche il rischio dell’abbandono è alto. A questa età prendere i bambini e sottoporli a spostamenti di un certo impegno giornaliero temo sia rischioso dal punto di vista psicologico oltre che costringe una famiglia in pratica a stravolgere la propria vita. Lei ha molta voglia di giocare, ma non vuole essere trattata troppo male. Mi sembra una richiesta legittima. E allora che fare? Si accettano consigli e incoraggiamenti….

  • 40.

    Bogar,
    scusa ma al torneo chi è che accompagna tua figlia? Immagino, presumo e do per scontato che debba essere tu o qualcuno della tua famiglia. Non pensi che quantomeno il maestro ed il club dovrebbero almeno sentire cosa ne pensi?
    PS. ma il maestro di tua figlia parla davvero così? Chi è Boskov? ;-)

  • 41.

    @Federico avevi scritto “viene iscritta ovviamente avvisando me”. Boskov era come allenatore una persona saggia e faceva vincere le sue squadre. Meglio un maestro di poche parole ma concreto nei fatti che un venditore di fumo che ti fa credere che tuo figlio/a a 5 anni sia il nuovo Panatta o la nuova Seles salvo poi scoprire che nel frattempo che ti diceva questo ti ha spillato migliaia di euro ed invece in mano avevi un bimbo o una bimba che tutto volevano fare nella vita fuorchè il/la tennista.

  • 42.

    avevo scritto non avevi “viene iscritta ovviamente avvisando meâ€.

  • 43.

    “Il problema è che quando le alternative sono poche il rischio dell’abbandono è alto.”

    Tex, mi sembra che sia esattamente il contrario.
    Sta a tua figlia decidere se fare buon viso a cattivo gioco ed a te ed alla tua famiglia decidere se vale la pena alterare i vostri ritmi in nome della sua passione. Scegliere vuol dire per molti versi rinunciare.

  • 44.

    Apprezzo molto questo articolo scritto dal mio nemico dichiarato Stefano, perchè scritto col cuore, lungo come quel ripescaggio che non ho letto, e al quale avrei potuto rispondere col mio primo articolo pubblicato su questo blog, anni fa “cercasi coach disperatamente.”
    Alla tua faccia (scherzo) che mi chiamavi strafazioso.
    Non regge genitore illuminato coach scoglionato, perchè esiste tanto quanto l’inverso. E la storia dei genitori che portano i figli a numero uno è vera come il suo l’inverso, anche se è raro che lo stesso maestro ti porti da niente a 1, e sai perchè? Lo sai, perchè sei competente, ma lo ribadisco: perchè tutti noi siamo bravi in qualcosa. Io penso di essere bravo ad inculcare una mentalità agonistica, ad avviare al professionismo, a spiegare la bellezza del lavoro, e se capiterà l’occasione di mollatre il club per seguire un paio di futuri campioni…vedremo il da farsi. Ma è difficile che accada.
    Un ragazzo passa dal maestrino al coach al super coach (che fa ridere come termine, ma rende l’idea) invece, per fortuna, il babbo è sempre quello. E ti segue fino in fondo, come è giusto che sia. Il mio, ad esempio, è stato eccellente in questo senso. Presente e appassionato, mai invadende e fiducioso delle persone alle quali mi ha affidato.
    Postilla: i ragazzi per me NON SONO TUTTI UGUALI, NO! ed è con grande coraggio che lo rendo noto agli altri. Esempio, ho un under 14 (bravo, ma non nel gotha dei migliori) che però mi da molte soddisfazioni: fra un po’ è più serio di me! Corre salta gioca pensa e lotta. Ecco, lui per me è un esempio per tutti. Finchè dura…che poi passa una gnocchetta e so dolori….
    Ed io lo dico agli altri, in un modo che li stimoli, anche se è chiaro che alcuni se la prendono a male. Ma è la vita, una gara virtuosa e di condivisione, dove c’è chi ce la fa, chi ci prova e chi…no. Ragazzi, genitori, allenatori.

    Un abbraccio

  • 45.

    Hai ragione Cesare, i ragazzi non sono tutti uguale, in una SAT ci sta di tutto, negati per lo sport, amanti di un’altro sport, bimbi che non frega nulla del tennis, talenti, per un maestro bravo è facile distinguere le categorie, il difficile è invece è comunicarlo ai genitori senza perdere la quota mensile.

  • 46.

    x Federico Di Carlo
    quindi mi sembra che tu dica che un ragazzino a 10 anni debba già fare scelte radicali; io invece penso che sino almeno a 12-13 anni debba principalmente stare sereno e divertirsi; naturalmente contemporaneamente puo’ anche fare un ottimo lavoro atletico e tennistico. E che i genitori dello stesso bambino o cambiano vita e dedicano tutte le loro energie al tennis del loro figlio oppure debbano farlo rinunciare. …Ci pensero’. Nel frattempo pero’ mi domando anche: e se ci fosse un effettivo controllo su cio’ che accade in alcune realtà ricondotte a mera gestione di potere?…ma forse la colpa è comunque e sempre dei genitori…

  • 47.

    Nicox,

    non ho capito se alessia sta giocando il nike junior del ppt o meno. in caso affermativo hai la possibilità di seguire almeno uno spezzone di sua partita? se batte una 3.4 siamo ai livelli di Quali per Livorno. E forse anche qcosa in +. Tieni presente che a Livorno in main draw ci sarà Veronica Napolitano che se non ricordo male è una 3.4 al secondo anno da Under 14. Nel frattempo magari sarà salita 3.2 ma non è questo il punto (potrebbe essere d’aiuto francesco brancato che sicuramente conoscerà la ragazza). Il punto è che il progetto Max a quanto pare sta funzionando. Onore al merito.

    Nikolik, non lo dico io che Max ci legge. Se vai a rileggerti i vecchi post, e’ stato Freddo a individuarlo sotto le mentite spoglie di Tontolo. Io avevo solo dei forti sospetti, perchè solo Max poteva sapere del contratto di Baldi con Nike. Come ho dei forti sospetti che sia anche Genoveffa la Racchia. Ma non ho mai detto di avere prove schiaccianti [lol]

    @ pinot # 31

    bel post. mi piace. posso sapere solo in quale regione vivi?

    doc,

    “Poi bisognerebbe differenziare fra Maestro, Coach, Preparatore e soprattutto PROGRAMMATORE perche’ mi sto rendendo conto che la cosa piu’ importante dai 14 ai 20 e’ la programmazione, la scelta dei tornei”.
    Mi sento più sereno, perchè se un domani sarò nauseato dal mio lavoro ho un futuro da PROGRAMMATORE professional worldclass [lol] scherzi a parte, sono d’accordissimo sulla programmazione. estremamente difficile. tieni presente che in questo campo anche uno come piatti compie degli errori. più che di errori parlerei di forzature, perchè lui deve far conciliare le esigenze di + di un player. come ben sai, in questi casi, non è detto che il torneo che vada bene per A, vada bene anche per B o per C. Non dico che questo accada sempre, ma talvolta è accaduto. E non è carino per B o per C.

  • 48.

    Tex,
    io dico soltanto che molto spesso i genitori prendono le decisioni per i loro figli quando loro stessi sarebbero in grado di poter dare delle indicazioni molto precise. Più sopra ho letto di un certo Nadal che ad otto anni aveva un carattere già abbastanza definito. Ed anche le ricerche più recenti indicano che già all’età di 6 anni il carattere di una persona è molto delineato. Non diamo troppo per scontato che i figli non sappiano cosa vogliono. Prima di noi stessi e degli altri, chiediamo a loro……….. Sei poi liberissimo di fare le tue scelte, ma non nascondere la TUA volontà dietro la presunta incapacità di tuo figlio.

  • 49.

    federico di carlo # 48,

    nella conferenza del 2 gennaio al new penta, ho parlato esattamente di queste cose. tu eri presente se non ricordo male, quindi ricorderai.

  • 50.

    Tex 39,

    purtroppo nell’italietta meschina dei furbetti del quartierino i casi come quelli di tua figlia sono numerosi. E vanno assolutamente denunciati perchè sono molto spesso delle vere e proprie violenze personali. Se ti può consolare (a me non consola affatto) ti dico che il mobbing tennistico viene praticato anche a livelli molto alti. Se un giorno dovessimo avere occasione di parlare di persona ti svelerò i retroscena agghiaccianti di una vicenda di cui sono venuto a conoscenza da poco.

  • 51.

    Nikolik,

    ti di dirò di più. in quel caravanserraglio generato dall’articolo di veneziani, genoveffa la racchia è tornata a farsi sentire ieri:

    “66. Genoveffa la racchia Says:

    marzo 10th, 2010 at 14:40
    Cesare e quindi se fosse venuto da te Richard Williams l’avresti fatto accomodore fuori dal circolo.. Perspicace però..”

  • 52.

    @tex e Ted Io ho appena inniziato a rompere i referenti Fit della mia regione, ho scritto un paio di mail di proteste e chiarimenti sul fit ranking programm. Nel lamentarmi ho avuto un certo timore, timore che se mi lamento e rompo ne potrebbe pagare per primo il mio maestro e di conseguenza i suoi allievi tra cui mia figlia. Alla fine invece, le mie considerazioni perchè in effetti erano sacrosante sono state prese come spunto costruttivo se l’apparenza non inganna. Per il futuro cmq cercando di non calarmi le braghe fin troppo mi devo fare amico del sistema perchè non mi chiamo Stefano Grazia e neanche Mad Max o tutti quelli che si possono permettere di venire qui a criticare questo o quell’altro consapevoli che pososno essere vittime di eventuali ritorsioni.

  • 53.

    xFederico Di Carlo
    solo per capire (ti leggo da tempo e prendo in considerazione le tue opinioni):
    mi sembra tu dica che nascondo la mia non voglia di impegnarmi con il fatto della sua età. Non nascondo niente, dico apertamente che non posso (non che non voglio, mi piacerebbe pure) dedicarmi a tempo pieno al suo tennis, semplicemente perche’ devo lavorare (come tutti, no?) e come me mia moglie. Quanto alla sua volontà, che ovviamente è l’aspetto propedeutico a qualunque altro discorso, lei andrebbe in capo al mondo…vuole solo giocare. Ma basta questo per smontare una famiglia? e per sballottare un bambino avanti e indietro nel periodo della crescita? Ma non sono i genitori quelli che sottopongono i bambini a pressioni e stress eccessive all’inseguimento di un sogno che ragionevolmente rischia di rimanere tale? Non era piu’ semplice non rompergli le scatole in loco? Sono molto incaz…., ovviamente non con te, per il fatto che accadano certe cose e nessuno possa farci niente … comunque grazie per avermi risposto

  • 54.

    Ciao Bogar,
    ovviamente il riferimento a Boskov era del tutto scherzoso e legato solamente al suo modo di parlare italiano. Boskov è stato certamente un grandissimo allenatore e persona corretta e di spessore.
    Che l’allenatore ti comunichi il programma ma che poi si senta abilitato a fare cambiamenti in corso a seconda dei risultati non mi sembra una prospettiva migliore. E’ lui che deve adattare il programmma degli allenamenti ai tornei e non viceversa.
    Nessuno, ripeto nessuno è in grado di poter determinare il risultato che potrà raggiungere un ragazzo junior da senior. Ricorda sempre Bogar che il risultato di qualsiasi azione (più il termine è lungo e peggio è) è sempre fuori dal nostro controllo. Possiamo controllare le scelte, l’impegno, le strategie, le risorse ma mai il risultato. Non ti fidare mai di chi ti fa promesse basate sui risultati a lungo termine. A chi definisce tua figlia la nuova Seles chiedi “scusa, tu conoscevi o hai allenato Monica Seles all’età di 5 anni? Se non è così, come fai a dirlo?”

  • 55.

    Rimarchevole la capacità di G&F di ritornare “in piena†(dopo fasi di morbida evidentemente fisiologiche) parzialmente smantellando il mio teorema della sua caoticità centrifuga ed autodistruttiva: sembrerebbe quasi che questo contenitore sia ondivago, dubbioso, schizofrenico quanto m’appare il suo leader maximo. In grado di smuovere il cuore del prossimo… non saprei se aggiungere… “suo malgradoâ€. Visto che egli, Stefano, si dichiara interessato a smuovere solo la classifica del suo tennista consanguineo… Che simuli un cinismo per nascondere il proprio bisogno d’amore, questo dr. House-Grazia (sempre meglio che Dis-Grazia)?!

    22. Caro Stefano, mi tocca nuovamente far chiarezza sulle tue semplificazioni… non ti rimprovero nulla di ciò che fai con i tuoi soldi… ti rimprovero di non aver mai voluto spendere parole di SPERANZA (con quel minimo understatement che dovrebbe essere d’obbligo tra voi “comandanti in capoâ€) per chi le tue risorse (in senso lato) non ha… Perché t’ostini a ciurlare nel manico?! :-)

  • 56.

    Sono molto curioso di sapere, io che vivo ai margini dell’Impero, in che cosa consista esattamente il ‘mobbing tennistico’ …

    Bogar: calma, tua figlia ha 5 anni!!!! Hai ancora 3-4 anni di tempo prima di cominciare a contestare il Coach che non ti parla…Se ti piace come lavora gliela porti, se non ti piace smetti…Ma se ti piace come lavora, per ora ha ragione lui: l’importante e’ che non ti venga a dire (come a volte pare sia successo) di non giocarci tu o di non portarla anche da altri Maestri o in altri Circoli …

    NIKOLIC: ok, mi leggono tutti, posso passare allora dall’incazzatura all’incasso?

    A Fede: tutto ok, ma abbiamo piu’ volte dato come postulato che NESSUNO puo’ arrivare a 14 anni e decidere di cominciare da zero uno sport e avere ambizioni pro, nemmeno la Formula Uno dove la patente la prendi a 18 anni… Quindi, se e’ vero come e’ vero, che tutto quello che devi imparare tecnicamente lo devi imparare prima dei 12-14 anni, e’ ovvio che la decisione di giocare a tennis non la prende il bambino…Semmai lui prende la decisione di NON giocare a tennis… Sta al Genitore comunque far fare oltre al tennis altri sports come abbiamo sempre tutti, e non solo Archie, raccomandato … Archie semmai,e in una certa misura anche Gus, raccomanda a tutti di diventare prima ATLETI (di atletica: sport puro, sano, sobrio, non costoso, onesto, e purtroppo anche molto noioso rispetto a calcio, basket, sci,etc) e poi specializzarsi …Secondo me dovrebbe essere la Scuola almeno a far fare ATLETICA e NUOTO in modo serio e gia’ questo potrebbe essere un aiuto

    Franco s: ovviamente anch’io Guincho,Tarifa,Lanzarote,Fuerteventura… A dire il vero pero’ cosi’ come non mi sarei mai appassionato cosi’ tanto al tennis non fossi arrivato in Nigeria e avessi avuto FREE UNLIMITED ACCESS al campo, allo stesso modo per me la Jamaica e’ stata la chiave per il windsurf perche’ onestamente di farmi 500 km a volte per poi restare in attesa del vento, come dicevo una volta, era una bella rottura di maroni…O arrivare alle 4 del mattino a Malcesine per trovare libero il parcheggio vicino alla riva e poi dover correre al pomeriggio al Pier, sull’altra sponda, per beccare Ora e Peler al meglio (e spesso, a chi era abituato al Dr Breeze e ai Trade Winds, era peggio di masturbarsi, stesso senso cattolico di colpa….

  • 57.

    Ciao Tex,
    la storia dei genitori tennisti, non è diversa dalla storia dei genitori di motociclisti, nuotatori, podisti etc. Purtroppo lo sport giovanile ricade sulle spalle dei genitori. Lo so, è una croce. Anche i miei genitori non avevano le possibilità di portarmi al club spesso come avrei desiderato. Nonostante tutto hanno fatto del loro meglio e non finirò mai di ringraziarli per questo. Non nascondo però che io avrei voluto andare a giocare di più di quel che ho fatto. Purtroppo tra volere e potere c’è sempre una grandissima differenza. Lo so che il mondo non è giusto, c’è chi ha i denti e non il pane e chi il pane e non i denti, però cio non vuol dire confondere le nostre esigenze, possibilità, limitazioni, volontà con quelle dei nostri figli. Il detto che non c’è mestiere più difficile del genitore corrisponde a verità e ti posso garantire che proprio per la difficoltà intrinseca, del trittico genitori, figli e maestri la mia simpatia, affetto e stima sono di gran lunga riservate ai genitori (ed è questo anche il motivo perchè scrivo su questo blog).

  • 58.

    Ciao Stefano,
    premesso che io ritenga che la preparazione ottimale rimanga sempre quella della multilateralità sportiva in età giovanile pre 12 anni, ti porto il caso diretto nel mio circolo di due fratelli: una bambina (10 anni, se non sbaglio numero tre in Italia nella categoria, purtroppo per le classifiche sono una frana!!!) ed un ragazzo 15 anni (3.5). Questi due hanno sempre e solo frequentato educazione fisica e tutte ma solo attività propedeutiche al tennis. Hanno ottima coordinazione e buona mobilità ma a loro degli altri sport semplicemente non interessa. Cosa dovrebbe fare il loro PA? forzarli a fare altri sport quando la loro motivazione è nel tennis? O introdurre nel tennis elementi di altri sport?

  • 59.

    Stefano, qua c’è un giornalista americano che ti dà torto, parlando di Donald Young, anche luji allenato fai genitori con il metodo Williams e ignorando le metodologie USTA…

    http://ubitennis.quotidianonet.ilsole24ore.com/sport/tennis/2010/03/11/303389-young_vera_scommessa_talento_sprecato_ubitennis_mark_skendaris.shtml

    Io credo che una ricetta universale, semplicemente, non ci sia.

    Ci sono talenti bruciati dalle federazioni, e talenti bruciati dai genitori.

    Difficile quantificare. Meglio imparare. E il blog serve a questo.

  • 60.

    Mi sembra impossibile che non esista in un bambino un altro sport che non gli piaccia oltre al tennis da fare solo per divertirsi, con la palla o senza, ma se e’ cosi’, peggio o buon per loro … Magari i genitori non e’ che abbiano insistito piu’ di tanto, ma non e’ che poi a fare i corsi di nuoto uno si diverta…pero’ nella scuola internazionale e americana erano OBBLIGATORI e secondo me GIUSTAMENTE… Nicholas a Luanda faceva poi per conto suo nuoto 2 volte a sett per 4-6 mesi, nella stagione piu’ calda … Stesso discorso si potrebbe fare per cprsi semestrali di arti marziali, danza e balletto,atletica o pattinaggio a rotelle, yoga, cose cosi’ … Pero’ di solito un po’ di calcio, di basket, di pallavolo dovrebbero essere divertenti…certo, se non glieli fai cominciare a 5-7 anni, saranno sempre piu’ scarsi dei loro coetanei e allora …quella potrebbe essere la causa del non divertimento…

  • 61.

    Avevo letto l’articolo anch’io ma onestamente non mi era venuto in mente che quello che c’era scritto potesse darmi torto…Eventualmente potrei dire che i suoi Genitori NON sono stati abbastanza Illuminati…Ma potrebbe essere che Donald Young, che non e’ un gigante, semplicemente non e’ abbastanza bravo o non ha il carattere, la testa, la mentalita’: non l’ha rovinato nessuno, semplicemente non e’ bravo abbastanza … Due-tre anni fa si criticava il fatto che avesse avuto troppe WC e su questo posso essere d’accordo e infatti io ho appena finito di dire che la figura del Coach Programmatore e’ molto importante … Di lui si era parlato molto anche perche’ i genitori avevano accettato un’offerta di passare PRO a 15 anni… Io ho sempre detto, e lo diceva anche McEnroe, che dipende dall’Offerta e dalla tua economia… insomma, e’ sempre facile rifiutare i soldi che vengono offerti agli altri…

  • 62.

    x Ted 50
    intanto grazie; poi tu dici “…i casi come quelli di tua figlia sono numerosi. E vanno assolutamente denunciati perchè sono molto spesso delle vere e proprie violenze personali”. Il problema è: denunciati a chi?c’e’ qualcuno a cui ne fregherebbe veramente qualcosa? O è molto piu’ comodo spostare il problema sulle responsabilità dei genitori bla bla bla…..?;

  • 63.

    Ieri una Mamma di un ragazzo che si allena alla Bollettieri ha avvicinato mia moglie dicendole che Greg Hill, uno degli Head Coach e in passato hitting partner di Marcelino Rios e allenatore on the road di Spadea, avrebbe urlato a suo figlio che si stava allenando con lui e probabilmente aveva un atteggiamento sbagliato: “Lo vedi quel ragazzino laggiu’ col cappellino all’incontrario? In questo momento e’ sicuramente uno dei migliori al mondo ma per la testa che ha fa fatica ad uscire da quel gruppo di mediocri con cui si allena da quando e’ entrato in Accademia…”
    Quel ragazzino ovviamente era Nicholas a cui e’ stato ridotto a 30′ giornalieri il tempo sul campo da tennis per aver ancora dato in escandescenze in un match ed essersene uscito insultando il coach, lui, Greg Hill, che gli aveva dato un Penalty Game (era stato appena riammesso al full time) …

    RIFLESSIONE: ma e’ meglio avere uno che potrebbe ma per via di immaturita’,carattere, testa non riesce ma almeno chissa’ in un futuro potrebbe OPPURE e’ meglio avere uno che e’ bravo, buono, rispettoso, appassionato ma poi alla resa dei conti non ce la potra’ mai fare?
    Lo so, lo so, e’ meglio averne uno bravo, bello, buono, alto, forte,intelligente e talentuoso.

  • 64.

    @Ted

    Qualcuno si è chiesto perchè la mia regione “non è la California”, e altre volte Stefano G. “perchè non la Florida”…

  • 65.

    Perche’ da un lato, in letteratura e nei film, e’ il personaggio di Bello & Dannato che affascina … per esempio in Legend of the Fall e’ Brad Pitt che vorremmo essere, non certo Aidan Quinn ma ,come lui stesso a un certo punto si chiede,perche’? Lo sappiamo che non e’ giusto, eppure non possiamo fare a meno di uscire dal cinema volendo essere Brad Pitt e non Aidan Quinn …
    L’altra cosa che ci fa imbestialire e’ come lui faccia sempre una gran prima impressione e una gran bella figura spesso con chi e quando non importa …Per esempio, a cena con Pinco & Pallino, dal Dottore Endocrinologo a cui fa tante domande compresa la sua idea sulla Teoria dell’Evoluzione di Darwin comparata con la Religione…Anche coi Professori o coi Coaches, fuori dall’Aula e dal Campo … O con chi,genitore di coetanei, lo incontra la prima volta e poi lo deve paragonare al proprio figlio… Poi i Professori lo devono riprendere, i Coaches lo cacciano dal campo,litiga col Preparatore e si caga addosso con Mattia Rossi o Nikla Samardzic e decide di non presentarsi in campo… Chiaro che c’e’ una spiegazione: The Fear, la paura dell’Ora della Verita’, a cui si puo’ reagire con la Fuga, la Fuga dalle Responsabilita’… E’ chiaro che e’ un Problema di Handling The Pressure, di gestione della Pressione…Ed e’ anche chiaro che a 12-13-14 anni puo’ anche essere del tutto normale: bisogna poi vedere che strada a un certo punto decidera’ di percorrere… Certo, mi piacerebbe anche capire il Mental che tipo di lavoro sta facendo e ha fatto perche’ dopo 3-4 mesi di tempo per arrivare a queste conclusioni ci sara’ arrivato anche lui ma non mi sembra che abbia messo in atto dei rituals, dei metodi, dei tentativi per risolvere i problemi…
    Alla fine io con Gabri’ che una volta mi raccontava di che gran impressione avesse fatto Nicholas l’altra sera a un paio di Signore italiane e a un IMG Scout invitati a cena, mi sono ritrovato ad ululare che non me ne fregava piu’ un c@$4% di queste belle figure del gigetto quando non importa e che anzi bisogna spiegarglielo anche a lui, che e’ ora di smettere di fare il farfallino, che tutte queste cose anzi ti fanno incazzare di piu’, perche’ o e’ solo forma e superficie, luccichii e pajettes, o e’ una colossale dimostrazione di sciupio e spreco…
    Non sto dicendo che gli rompo i maroni stressandolo ancora di piu’, sto solo dicendo che di castelli in aria su ste cagate non me ne faccio … Voglio dei risultati e non parlo di vittorie ma di cambiamenti di attitude e behaviour … Che intendiamoci, ci sono stati ma bisogna, per giustificare la nostra presenza in Florida, arrivare a tutto un altro livello …
    E’ ormai venuta l’ora della concretezza…

  • 66.

    Ciao Stefano,
    penso che l’unico modo per incentivare il cambiamento di attitude e behaviour in Nicho sia solo uno: renderlo totalmente rsponsabile delle sue azioni. Quando si renderà conto che non ci saranno sempre papà e mamma a risolvere i suoi guai o comunque ad offrirgli delle alternative allora vedrai che capirà l’antifona. Con Nicho devi andare “the tough way”, ma non a parole, a fatti. Se in qualche modo vacilli, se non sei risoluto, lui ne approfitta dal momento che è uno smart guy. Intuisce immediatamente le debolezze degli altri. Quando si accorgerà che i credits are over vedrai che avverrà il cambiamento auspicato. In questo mio pensiero non sarebbe male se Gabry lo lasciasse un po da solo per qualche tempo a sbrigarsela da solo ……….

  • 67.

    ………stefano…..stefano…..
    mi sembri un poco su di giri con questo ultimo post, dai su il ragazzo è bravo si farà non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore….
    Forse ho sbagliato citazione? dai era solo per sdrammattizzare un po’, cmq questo gioco tira veramente fuori la bestia che è in noi, mia figlia domenica ha perso con una 4.2 del ’95, ci può stare direi senza farne un dramma, lei presa dal furore agonistico ha imprecato urlandosi contro un paio di volte, ha lanciato sempre un paio di volte la racchetta, alla seconda l’ho minacciata di tirarla fuori dal campo se non la smetteva, ha pianto stile o mio dio che tragedia con l’asciugamano in testa x dieci minuti dopo la fine del match, pretendeva che parlassimo subito della partita li dentro il campo…dopo tutto ciò le ho detto con calma “adesso ti vai a fare una doccia, ti rilassi a dopo davanti a due bei ravioli di gamberi se ne hai ancora voglia parliamo del match.Dopo circa 50 minuti di doccia (è una bimba) risale gli spogliatoi mi abbraccia e mi chiede scusa per come si è comportata…… parliamo dieci min. del match ravioli come promesso centro commerciale a fare un giro a casa serena e mi chiede a quando il prossimo torneo?
    Hai visto che anche la mia dolcissima bimba, in campo, si trasforma in canaglia italica….se ti consola un po’..

  • 68.

    Stefano Grazia ha scritto
    Ma se ti piace come lavora, per ora ha ragione lui: l’importante e’ che non ti venga a dire (come a volte pare sia successo) di non giocarci tu o di non portarla anche da altri Maestri o in altri Circoli …

    No il maestro sa benissimo che oltre a lui la bimba gioca con me in altro circolo, sa benissimo che ad agosto quando la sat è chiusa porto la bimba nel circolo sottocasa ad altro maestro, gli ho sempre detto tutto e non mi ha mai fatto problemi, piuttosto potrei pensare ma non sono sicuro che sapendo questo è più incentivato a far bene perchè rischia di perdere l’allieva o di sentirsi dire che il merito della bravura di mia figlia sia principalmente del genitore illuminato e non suo.

  • 69.

    Roberto post 59, magari riuscissi io a portare mia figlia a vincere 2 slam junior, i suoi genitori hanno fatto un ottimo lavoro altrochè, solo che per arrivare ai vertici non basta, occorre che il ragazzo abbai doti caratteriali fuori dal comune e quelle non te le può dare nessuno.
    Nicholas è uno che potrebbe averle queste doti caratteriali, ma serve un lavoro di crescita carattreriale che potrebbe avenire presto o non avenire mai, si sa che federer cambiò quando morì tragicamente il suo allenatore, speriamo che Nicholas ci riesca senza eventi così traumatizzanti. Il mio è un auspicio tennistico perchè nella vita normale spero che Nick rimanga esattamente comè.

  • 70.

    @Federico post 54, non mi trovi d’accordo su quanto dici e cioè che è’ il maestro che deve adattare il programmma degli allenamenti ai tornei e non viceversa. Se ti riferisci ad un’attività da Eta con bimbi tra i 12 e i 14 anni ti posso dare anche ragione ma per i tornei del gigetto di bimbi 8/11 anni credo che valga e sia più proficuo fare il contrario per quel discorso che abbiamo fatto sempre e cioè di dare precedenza alla formazione. Stesso discorso vale per quello che dici sul lungo termine, anche li non mi trovi d’accordo, abbiamo sempre sostenuto che i risultati contano dai 12 anni in su e che prima bisogna imparare a giocare a tennis completando tutti i colpi. Altra cosa, nessuno mi ha mai detto che mia figlia a 5 anni sembra la Seles ne tanto meno il mio maestro, io ho scritto proprio il contrario meglio un maestro taciturno che non fa proclami come il mio ma che è concreto nei fatti che uno che fa esaltare il genitore al solo scopo di spillare i denari.

  • 71.

    @ Stefano G. #65
    Poco più di un anno fa, dall’altra parte, a proposito della vittoria e della sconfitta, che a me sinceramente sono sembrati sempre termini un po’ “fortiâ€, esagerati, contenenti vissuti di altra natura, per definire l’esito di una partita tra bambini, postai questo scritto del Dr. Jim Loehr

    I segreti del Samurai
    La paura della morte era considerata come il più temibile ostacolo in battaglia. Questa paura consumava a tal punto, che poteva rapidamente diventare insormontabile. Solo quando il guerriero sapeva confrontarsi ed accettava completamente la possibilità di morire, si liberava dalla paura. L’atleta, nella sua lotta per debellare l’ugualmente “paura di perdereâ€, rivive una simile, sebbene meno drammatica, sfida. L’esperienza chiaramente mostra che finchè l’atleta vive nel timore di perdere, ne sarà vittima. Quanto più avrà paura di perdere, tanto più probabilmente perderà ( o, aggiungo io, reagirà con la fuga). Ciò semplicemente significa, che dovrai dedicare del tempo per liberarti dalla paura di perdere, confrontandoti con essa onestamente ed apertamente. Ricorda: puoi perdere e sopravvivere. Diversamente dal Samurai, la vita continua e ci potrà essere un altro giorno di gloria.

    Vuol dire che per vincere non bisogna aver paura di perdere?

  • 72.

    RIFLESSIONE: ma e’ meglio avere uno che potrebbe ma per via di immaturita’,carattere, testa non riesce ma almeno chissa’ in un futuro potrebbe OPPURE e’ meglio avere uno che e’ bravo, buono, rispettoso, appassionato ma poi alla resa dei conti non ce la potra’ mai fare?

    Ma il primo che hai detto tutta la vita..

    Doc.. ma non ti sei mai posto il dubbio che forse il miglior tennis di tuo figlio lo si puo’ tirar fuori solo in queste condizioni ?
    Lascia stare i “Buoni” “Bravi” e “Rispettosi”…. non e’ che forse la strada da seguire e’ un altra ?
    Non e’ che cercare di insegnarli le buone maniere possa influenzare in modo negativo il suo tennis ??

    Saluti

  • 73.

    Pinot, certamente!Celebre e’ il detto Per poter vincere non devi avere paura di perdere ma poi Billie Jean king dice anche “i Campioni hanno paura di perdere, gli Altri hanno paura di vincere” … E’ chiaro che e’ tutto relativo, che si puo’ dire tutto e di tutto, che possiamo confezionare frasi intelligenti e poi smontarle tipo Winners don’t quit, Quitters don’t win e No pain no gain e Possa tu accettare allo stesso modo Vittoria e Sconfitta ,those impostors, e blah blah blah … Alla fine sono tutte belle parole ma contano i fatti…E i fatti sono che pur spiegando a parole tutte queste cose, pur parlandogli a lungo di queste cose, pur mandandolo dal Mental un’ora ogni settimana … i fatti sono : Lo vedi quel ragazzino con il cappellino all’incontrario? In questo momento e’ uno dei migliori al mondo ma per via della testa che ha si ritrova impantanato nella melma di un gruppo di loser
    Cio’ detto, non credo minimamente che il giudizio di Greg sia da prendere sul serio: mi fa piacere pero’ che lo pensi e il fatto che l’abbia detto a terzi mi fa pensare che lo pensi davvero. Mi fa pensare che fra lui, Chip Brooks, Paul Forsythe e Brian Gottfried e gli altri di Nicholas parlino spesso e che magari scuotendo la testa gli riconoscano almeno il potenziale … Pero’ secondo me anche gli IMG Coaches risultano ‘rinchiusi entro i limiti di una prigione senza confini’ e alla fine hanno una visione ristretta delle cose non girando piu’ per tornei (anche se e’ vero che ogni mese all’Academy c’e’ un Torneo USTA e ogni anno c’e’ l’Eddie Herr).
    E comunque alla fine della fiera si riduce tutto alla favoletta piu’ volte citata del rospo e dello scorpione e l’attraversamento del ruscello.
    Ma perche’ cavolo mi hai punto? e’ la ciosa piu’ stupida che tu potessi fare: adesso moriremo tutti e due, razza di idiota stupido e coglione…-gli grido’ il rospo
    It’s my nature! disse lo scorpione.

  • 74.

    …Stefano ma niki sente la pressione dei risultati che non arrivano? Potrebbe essere questo il motivo della sua insofferenza?

  • 75.

    Ciao Bogar,
    vuol dire insomma che se tua figlia di 5 anni finisce di giocare sotto il sol leone di luglio una partita che l’ha stancata, il tuo maestro gli deve far fare esattamente l’allenamento che farebbe in condizioni normali come se fosse fresca come una rosa ed il giorno dopo non dovesse fare un’altra partita?
    Partita ed allenamento impongono nel cervello dell’atleta due mentalità diverse e prima i ragazzi l’apprendono e meglio è. Ricorda che il cervello non mettera MAI in uno stato di stress come una competizione in moto un comportamento se non è assolutamente sicuro dell’esito o se ha un comportamento similare di cui è più sicuro. Ricorda anche che apprendimento cerebrale ed apprendimento motorio non sono mai sincroni. Se il tuo allenatore durante il periodo della competizione porta avanti il programma di allenamento non fa altro che confondergli le idee e la tua bimba non capirà più quale è lo scopo dell’allenamento e quale quello della partita. In questo caso educazione a breve, medio e lungo termine non c’entrano assolutamente niente. Tra una partita e l’altra in un torneo l’allenatore deve soltanto resettare il tennista al suo ritmo di gioco naturale e ripassare le cose che sa fare infondendo energia e sicurezza nei propri mezzi. Il tuo allenatore ha nove mesi di tempo durante l’anno per far crescere la tua bimba a lungo termine. Non mi piacciono i parolai (mia nonna mi ripeteva sempre: “parla poco, odi assai, pensa molto a ciò che fai”), ma fino a prova contraria la parola è il mezzo di comunicazione per lo scambio di idee nella cultura occidentale. Se invece hai doti sovrannaturali di leggere ed interpretare le intenzioni delle persone ed i loro pensieri dai loro silenzi, allora sto scrivendo un sacco di corbellerie.

  • 76.

    Ieri la stephenson mia prediletta al bonfiglio lo scorso anno ha passato le quali ad indian-w e non contenta pure il primo turno; è del ’93 altro che fare una marea di future,.ha fatto 80 punti in una botta sola!
    Ne capisco ancora un po’ di tennis…

  • 77.

    Pinot,
    nella psicologia dello sport per definire la paura si fa la differenza tra ansia di tratto ed ansia di stato. Se non ci fosse l’ansia di stato nessun performer, musicista, attore, sportivo etc potrebbe eseguire ad altissimi livelli. L’ansia di stato ti permette di trasformare lo stato negativo in stato positivo. Se non hai ansia di stato vuol dire che non ti interessa granche della competizione. Diversa è l’ansia di tratto ove l’atleta vede nella competizione un fatto che mette a repentaglio la sua immagine personale e sociale. “Se perdo la partita, cosa diranno i miei compagni?”, “Se sbaglio questo colpo, mio padre si arrabbierà come un cane”, “Se perdo la partita non avrò la stima dei miei genitori”, “Se non vinco la partita faccio un risultato negativo e scendo di classifica” e così via. Ci sono due tipologie di giocatori: quelli che vanno in campo per vincere e quelli che vanno in campo per non perdere. E’ inutile che aggiunga che i campioni fanno parte della prima categoria.

  • 78.

    Jho, certo, il problema e’ che PER VIA DELL’INCAPACITA’ DI CONTROLLARE THE DARK SIDE, son proprio i risultati a mancare a dispetto di quel che dicono e cioe’ che tecnicamente e atleticamente non e’ secondo a nessuno … E quindi si citano Federer, Borg e tutti quelli che come lui prima avevano gli stessi problemi e sono diventati quello che sono SOLO dopo averli risolti…Johnny Mac, Nastase e Jumbo invece ottenevano quei risultati SOLO perche’ erano quello che erano… Se Nicholas comportandosi male vincesse mi porrebbe di fronte a un problema etico ma siccome quando si comporta male di solito perde (diciamo anche che quando perde si comporta male o meglio non riesce a reagire al fatto che l’avversario di la’ dalla rete osi cercare anche lui di vincere e si macchi dunque di un reato di lesa maesta’ nei suoi confronti … Succede anche ai livelli piu’ alti con giocatori che non riescono a trovare le motivazioni di fronte a giocatori palesamente inferiori che poi li battono mentre loro finiscono preda di un autodistruttivo nichilismo e disgusto per se stessi…McEnroe con Gilbert, era l’esempio piu’ classico … Comunque il caso di Nicholas e’ piu’ complesso e allo stesso modo molto semplice e visto e rivisto e infatti e’ quel che mi induce a credere che per il momento stiamo parlando del nulla: non c’e’ nulla di concreto, non c’e’ nulla che possa far pensare ad una carriera fra i pro, come lui ce ne sono tanti nel mondo e solo uno o due ce la faranno Ovviamente ce ne sono anche migliaia che non hanno un’oncia del suo potenziale e ce ne sono una manciata che sono nettamente piu’ forti, che sono gli Eletti, l’Elite, i Predestinati, The Chosen Ones… ma lui non e’ stato ancora capace di uscire dal Limbo che separa questi da quegli altri. Ci riuscira’? Forse, non so, ci spero, non credo, boh… Ma per il momento e’ questo che intendo quando dico: non segnatevi il suo nome fra quelli da cui aspettarsi qualcosa perche’ non siamo arrivati nemmeno a quel punto. Stiamo parlando del Grande Nulla: di Nicholas avete sentito parlare solo perche’ io sono il cantore delle sue gesta (cosa che,sia chiaro, ho fatto non per glorificarlo, figuriamoci visto che e’ diventato famoso come La Canaglia di Lagos) mentre per esempio di Alessia cominciate a sentirne parlare ora che suo padre non scrive piu’… La differenza e’ anche li’.
    Ma io tutto sommato non posso onestamente non dichiararmi fiero di mio figlio: tutto sommato se la vita fosse un film sarebbe lui il personaggio che vorrei essere … sperando sempre prima o poi in un lieto fine qualunque …

  • 79.

    Fede, Bogar: LA BIMBA HA 5 ANNI!!!!!!!!

  • 80.

    piccola riflessione (la prima su questo blog….don’t kill me!!)
    confrontando i miei tempi (fine anni 80 inizio 90) mi sembra che la paura dei ragazzi si sia diversificata in:
    1. paura di perdere/vincere un match
    2. paura di non riuscire a dimostrare il proprio valore, in connessione con le energie (tempo, soldi …) profuse da molti (specialmente i genitori ma non solo) nel proprio allenamento.
    ciò perche, inevitabilmente, nella crescita di un giocatore alla ricerca dell’eccellenza l’allenamento è diventato esponenzialmente complesso come questo blog ha spiegato più volte molto chiaramente.
    leggendo il libro di Agassi mi pare di poter affermare che lui il secondo punto lo ha superato semplicemente poichè “I hate tennis” e quindi perchè sentire paura nel dover dimostrare qualcosa a qualcuno che ti fa fare ciò che odi?
    altri probabilmente semplicemente riescono a non pensare, altri probabilmente sentono di non avere alternative….qualcuno è Federer…
    Per chi non fa parte di queste quattro macrocategorie (termine brutto) il problema secondo me è più complesso….

  • 81.

    @Federico scrivi “vuol dire insomma che se tua figlia di 5 anni finisce di giocare sotto il sol leone di luglio una partita che l’ha stancata, il tuo maestro gli deve far fare esattamente l’allenamento che farebbe in condizioni normali come se fosse fresca come una rosa ed il giorno dopo non dovesse fare un’altra partita?”

    Federico, scusa, forse non ci stiamo capendo, quello che hai scritto tu è quello che sto cercando di fare capire con gli esempi del gigetto. Lasciando perdere i 5 anni, io mi riferivo a bimbi agonisti 8/11 anni. Gli allenamenti in sat si basano per l’appunto al disperdio di forze in torneo. Adattare la formazione all’attività dei tornei e non viceversa. Hai fatto un torneo stancante perchè sei arrivato in finale, fai un’attività più soft in sat, sei uscito a primo turno? allenati meglio e di più!

  • 82.

    caro stefano l’unica cosa che conta davvero è se nicholas è davvero uno dei migliori del mondo, perché se lo è il resto conta assai poco.

    Nella storia di qualsiasi sport ci sono stati i buoni, i brutti e i cattivi, ma non è mai stato questo il fattore principale. Tutti i grandi sono stati ugualmente “cattivi” nella voglia di vincere e Borg non era certo meno “cattivo” agonisticamente parlando di McEnroe. Cioè è importante quello che è Nicholas, non quello che appare e se lì non riescono a gestirlo beh portalo da qualche altra parte, magari in un ambiente più piccolo o più “latino”, più caliente.

    Sul genitore illuminato, se mi permettete una divagazione, vale il discorso dei sistemi di governo. Una democrazia è il migliore dei sistemi possibili, non il migliore in assoluto. Il migliore in assoluto sarebbe un dittatore “illuminato” di un sant’uomo che si prende a cura il proprio popolo.

    Il rischio però non è accettabile e quindi si è scelta una soluzione di compromesso che tutti noi, credo, condividiamo.

    E’ normale quindi che un genitore illuminato sia la soluzione migliore in assoluto, ma esistono?

    Come sai da quest’anno alleno in seconda una squadra di ragazze U14 di volley. Il mio stile è cercare di avere un dialogo proficuo con tutti i genitori, con un quadro di regole preciso e condiviso. Se chiedono spiegazioni tecniche su una scelta gliela do, se hanno suggerimenti li accolgo, tutto nella massima trasparenza ma nel rispetto dei reciproci ruoli. Chi ha sgarrato, si è preso cmq la ramanzina e nella difficoltà di gestirne 18×2 sono soddisfatto e credo che questo sarà il mio stile. Molto ma molto più complicato ed impegnativo di altri.

    Altri non fanno nemmeno assistere agli allenamenti, non vogliono alcun dialogo, dal mio punto di vista una casta. Ma sono regole, chi porta i figli in quelle società sa come funzionano e se non gli va bene che cambino.

    Io credo che si dovrebbero conoscere le regole del gioco prima e poi si decide se continuare nel rapporto oppure cercarsi qualche altra situazione più consona alle aspettative.

    Un maestro dovrebbe comunicare il suo modo di lavorare e da quel momento in avanti, se si accettano, si sta alle regole.

    Ho di nuovo fatto mia la tua critica al buon vecchio Gus.

    Un abbraccio

  • 83.

    @Federico

    Quella che definisci ansia di tratto credo che si intenda stress che non è una patologia ma una reazione emozionale ai comuni stimoli ambientali e che a seconda delle situazioni rappresenta un meccanismo di allerta dell’organismo, determinante per una migliore risposta sul piano sia biologico che comportamentale agli stimoli esterni. In natura lo stress è fondamentale per la sopravvivenza (cfr animali) o per la prestazione come nel caso del pavor dell’attore prima di entrare in scena.
    Tuttavia nell’uomo e nell’atleta lo stress protratto e ripetuto genera ansia (quella che definisci ansia di tratto), risposta emozionale eccessiva rispetto allo stimolo, disturbante e fonte di sofferenza soggettiva e che si estrinseca attraverso manifestazioni psichiche ed anche fisiche.
    Scrive Paola Brugnoli, neurologa, esperta di mental training: Nello sport agonistico l’intensa motivazione a vincere può avere origine da varie pressioni personali o di gruppo, a cui l’atleta è sottoposto, ma non solo: non sempre ci si rende conto che molti atleti sono spinti a vincere dalla paura di perdere, che ha origini profonde nella formazione e nell’educazione ricevuta dall’individuo.
    Lo stress e l’ansia sono il pericolo peggiore per l’atleta (siamo d’accordo)…temibile ed imprevedibile.
    Ma stiamo parlando di Mental???

  • 84.

    Ciao Bogar,
    durante il periodo competitivo, è sempre il maestro che deve modificare il piano degli allenamenti. Al nostro circolo, durante il periodo di gara, il maestro redige i programmi di allenamento per i junior giorno per giorno tenendo conto dall’esito dei tornei, il programma futuro di gare e le esigenze dei genitori.

    Per Stefano,
    Il 60% del comportamento umano è regolato da abitudini. Più abituiamo il cervello a determinati comportamenti e meglio è. Tu mi chiederai, ma già a 5 anni? Si, già a 5 anni perchè è stato trovato che le connessioni sinaptiche formate dai 4 ai 7 sono solitamente più solide rispetto a quelle formate più in la nella vita (fonte Ian Robertson).

  • 85.

    McEnroe nel suo libro You Cannot Be Serious parla di ‘Relief’,sollievo, non di gioia dopo una vittoria…Stessa cosa hanno detto altri campioni e piu’ sei un campionissimo piu’ la gioia e’ sostituita dal Sollievo perche’ la posta in gioco e’ piu’ grande ed e’ quello che hai da perdere che e’ in gioco.
    Poi c’e’ il Rifiuto della Sconfitta, tipico di un tipo come Hewitt o di Nadal … Ma insomma, possiamo stare a inventare frasi ad effetto finche’ vogliamo ma la verita’ e’ che siamo strani…io ho giocato con gente che magari mi batteva regolarmente poi capita che una volta vinco io e da allora non giocano piu’, trovano sempre una scusa, quasi avessero paura di perdere ancora…Ma anche ho giocato con gente che battevo sempre, regolarmente, e poi capita che una volta vincano loro, o perche’ avevo la diarrea o perche’ era un mese che non giocavo o perche’ erano diventati piu’ forti, e da allora non giocano piu’ perche’ vogliono mantenere nel loro record la vittoria nell’ultima partita…Io no, sono diverso, gioco ,vinco e perdo con tutti: solo se perdo sempre netto da qualcuno magari aspetto che mi inviti lui a giocare per timore di non essere abbastanza soddisfacente come impegno per lui, ma solo per quello…
    Comunque a tracciare profili siamo capaci in tanti, il problema e’ invece trovare la soluzione… Nicholas va dal Mental tutte le settimane e sic stantibus rebus l’academy dovrebbe cacciarlo a pedate.Chi?,direte voi: Il Mental? O Nicholas?Be’, almeno uno dei due !

  • 86.

    Ciao Pinot,
    spiego meglio il mio post precedente. Per ansia di tratto si intende la paura che ciascuno di noi ha iscritto nel suo codice genetico. I nostri antenati di fronte ai pericoli del vivere quotidiano hanno sviluppato dei meccanismi automatici di dfesa per cui in presenza di stimoli vissuti, presagiti o IMMAGINATI come tali innescavano gli automatismi di difesa. Questo tipo di paura è quella che può diventare caratteriale ed è la famosa paura di perdere o paura di non vincere.
    L’evento è immaginato “pericoloso”, “traumatico” per la propria persona, foriero di problemi.
    Per ansia di stato si indica quel “friccicore”, in inglese indicato come “butterflies”, quello stato di tensione emotiva o nervosismo che è tipico prima di un evento importanto che è solamente attinente all’evento ma non ha nessun altro significato personale. Ripeto che questo nervosismo se non quello è fondamentale nella peak performance dei grandi atleti, attori, cantanti etc. Essi infatti riescono a trasformare questo nervosismo in energia positiva.
    Per molti atleti purtroppo l’ansia di stato è solamente il passo preliminare all’ansia di tratto.

  • 87.

    Scusate, fede e bogar, a 5 anni i tornei non contano veramente nulla, ma di cosa state parlando, non è neanche tennis è attività ludico-motoria, trovo privi di senso gli u.8 figuriamoci a 5 anni.
    Bogar, un consiglio falla divertire, lascia stare i tornei la programmazione; verso gli 8/9 anni inizierà con i primi tornei del gigetto u.10 e poi in un amen ti ritroverai a fare i tornei veri o no in base al suo livello di gioco, che sono sicuro sarà ottimo visto la passione che dimostra già ora, ma per ora goditi ogni attimo con lei che di stress dopo ne avrà quanto ne vorrà….

  • 88.

    @simpyrete, scusa parlavo di programmazione ma mi riferivo verso gli 8/9 anni mentre sul far fare toreni adesso che durano mezza giornata, io sto seguendo a modo mio il fit ranking programm, sono 7 tape da mezza giornata in anno solare e mia figlia si diverte a competere!
    Il F.R.P. nasce come sistema di tornei rivolto agli atleti dai 5 ai 14 anni;
    • Il primo suo obiettivo è quello di monitorare le realtà tennistiche regionali e nazionali, introducendo le basi dei regolamenti (sistemi a punti, game,set,ecc) ;
    • Stimolare lo spirito agonistico degli atleti e nel contempo educarli sia alla vittoria che alla sconfitta;
    Cosa fondamentale, è la creazione di un sistema di valori che permetta agli atleti di gareggiare e competere con bambini di pari valore ed abilità; ad esempio ci sono dai 12 ai 16 livelli di gioco per la categoria U.10 e questo fa si che gli atleti tendano gradatamente a progredire di livello senza traumi di sconfitte troppo nette e rapide eliminazioni ( nel FRP ogni atleta gioca infatti almeno 3 partite).

  • 89.

    @ simplypete scusa ti ho storpiato nick, cmq andare in una tappa f.r.p. a parte la competizione ti accorgi dell’impostazione di gioco degli altri bimbi, se sei avanti o indietro ed è un punto di ritrovo per conscere coma la pensano gli altri maestri. Vedi anche quali sono i bimbi che hanno un supporto più convinto da parte degli altri genitori o chi porta i figli solo per farli divertire un giorno e basta. Ad esempio in sardegna ci son tre tappe al sud e tre tappe al nord, tra nord e sud ci sono centinania di chilometri per andare a fare una tappa. I genitori che si accollano come me questi chilometri sono sicuramente i più conviniti e i loro figli i più preparati (non i più bravi) in virtù di quella selezione che un altro utente ci faceva.

  • 90.

    Non ricordo chi su questo forum ci ha portato l’esempio giustissimo e condivisibile tra il calcio ed il tennis. Nel calcio i migliori sono i migliori, nel tennis i migliori sono coloro che hanno potuto fare un tipo di attività.

  • 91.

    Stefano@….Una lode, seppur indiretta… fa sempre piacere…
    Non vorrei pero’, che ci soffermassimo troppo sul …teorico…
    Di fenomeni… ahime… sono piene le fosse (e di genitori e coach.. di fenomeni…)… noi italiani siamo esperti di talenti annunciati… e poi bruciati…

    Credo che quello che è fondamentale, è capire come arrivare ad un certo punto …non troppo distanti dalla cima…e capire cosa fare e quando cambiare marcia
    Poi sta al ragazzo mettere la dose che serve… che comunque non è mai poca… talentuosi e non…chiedere a Donald Young per esempio…talentuoso e supersponsorizzato che stenta ad entrare stabilmente anche solo fra i primi 100…

    Da ragazzini…c’è chi è un mostro di tecnica, chi un fenomeno fisicamente, chi un killer come atteggiamento…e poi ci sono quelli che vincono….non si sa come… ma vincono….e magari il mental, pensano che sia una marca di caramelle…
    Certo tutto serve…e tutto puo’ essere inutile….dipende sempre dal soggetto…
    Sara Errani è una che tira sempre e solo vincenti come le russe ???
    Roberta Vinci è alta un metro e novanta ???

    Poi paragonerei poco gli stereotipi del tennis passato.. ora c’è molta piu’ competizione, in tutte le forme e in tutti i modi…. e la globalizzazione porta un Cinese ad usare metodi ultramoderni con i migliori coach mondiali….non illudiamoci…siamo in tanti in questa “valle di lacrimeâ€â€¦.

  • 92.

    @ federico

    scusa, non avevo ben compreso, ti riferisci ai tratti e stati di ansia secondo la teoria dell’americano Spielberg. Siamo daccordo, penso…
    Io volevo, però, sottolineare il tratto “paura di perdere che ha origini profonde nella formazione e nell’educazione ricevuta dall’individuo” e che si ricollega alla paura di morire del samurai.

  • 93.

    Ciao Simplepete,
    stavamo discutendo con Bogar di teoria dell’allenamento, non sulla logica del risultato di cui più o meno tutti condividiamo l’inessenzialità fino ai 12 anni.
    Il cervello è sempre in funzione ed ahime in tenera età (dai 4 ai 7 anni) è al suo massimo rendimento. Ed allora è meglio dargli stimoli ben selezionati piuttosto che lasciare il tutto alla casualità.

  • 94.

    Pinot,
    ci sono molte teorie sulla nascita della “paura di perdere”. Una tra le più accreditate è di tipo pedagogico ed è legata alla “paura di perdere” l’affetto dei genitori da parte del bambino. Dal momento che il bambino ha nei genitori l’unica fonte per soddisfare le proprie necessità egli vive in uno stato di perenne ansia di “perdere” e di essere abbandonato al suo destino. E’ il comportamento dei genitori (formazione ed educazione) che rafforza o lenisce questo sentimento.

  • 95.

    io ti ho già risposto ma tu sei disposto ad ascoltare? :-)

    se è vero che nicholas ha un talento riconosciuto da primi del mondo e i suoi attuali istruttori non riescono ad incalanare la sua esuberanza e la sua intemperanza in positivo ma addirittura frenandone l’efficacia probabilmente c’è qualcosa che non quadra e a cui porre rimedio.

    Ma siete voi quelli che ne sapete di più.

    Io, nella mia modesta e unica esperienza di padre ho capito che ormai è abbastanza di moda dare la colpa a figli e genitori (che ne hanno, sia chiaro), ma gli educatori e formatori sono gli unici che si autoassolvono.

    Alla fine la cultura dell’alibi vince spesso e a tutte le latitudini.

    Se non trovano un canale di comunicazione forse meglio provare altrove.

  • 96.

    Gus,
    di insegnanti ne ho conosciuti tanti, ho ricevuto un’educazione scolastica da insegnante ed io stesso sono figlio di insegnanti. Ti posso dire che c’è chi lo fa per professione, chi lo fa per vocazione, chi lo fa per necessità. Le generalizzazioni servono sempre a poco. Meglio distinguere tra caso e caso.
    Come ripete giustamente Stefano ci sono genitori e genitori, figli e figli, maestri e maestri. Le colpe, come i meriti, vanno sempre equamente ripartite.

  • 97.

    @ fede
    Nessun commento sul mio post 67…

  • 98.

    Ciao simplypete,
    scusa per non aver risposto al tuo commento Nr 67 prima. A dirti la verita avrei voluto farlo con un commento molto, mooooolto lungo.
    Nella sua recente biografia, in uno dei primi capitoli, Agassi si sofferma un po sulla natura del gioco del tennis con un passaggio che secondo me è una delle cose per cui vale la pena il prezzo del libro. Nel fare il confronto con gli altri sport, Agassi sostiene che non c’è posto per un essere umano più solitario che stare su un campo da tennis. Tu immagina quanto può essere difficile per una persona non ancora matura mentalmente (un junior) affrontare un evento stressante come una partita di tennis. Dubbi, paure, incertezze possono prendere il sopravvento. Ma con chi puoi sfogarti sul campo? Con nessuno. C’è spesso bisogno dell’aiuto esterno per riuscire a prendere la giusta distanza e dare una prospettiva a quello che è successo e succede dentro al campo da tennis. E’ per questo che il mentale va allenato ne più ne meno dei colpi, della tattica e delle gambe. Ovviamente ci sono modi e modi per farlo. E, soprattutto i ragazzi rispondono tutti in modo diverso alle sollecitazioni per cui è fondamentale conoscerli bene.
    Sei stato comunque bravissimo nel rimandare la verifica, dimostrando tra le altre cose a tua figlia di credere nelle sue capacità di auto-analisi.

  • 99.

    @grazie
    Era stato detto proprio sul blog: mai parlare del match, subito dopo il match, perchè d’istinto solo qualche tempo fa non mi sarei controllato sto imparando grazie a delle letture più o meno illuminate, compreso il blog……

  • 100.

    simply,
    a parte imparare a gestire la tua reazione è ancora più importante capire che effetto ha la tua presenza sul campo per tua figlia. Ho dei ragazzi, per esempio, che beneficiano quando i genitori non li vedono. Altri invece quando i genitori sono a guardarli, si pompano oltremodo e rendono di più.

  • 101.

    Atti & Tutti: NON credo assolutamente che quel che ha detto Coach Greg corrisponda al vero (in Italia ce ne sono 20 meglio di lui) ma nondimeno mi puo’ far piacere che lo pensi perche’ cosi’ il fatto che ora lo stiano costringendo a soli ’30′ di tennis al giorno ha un significato (sarebbe diverso se lo facessero solo pensando sia un asshole e basta …)
    Gus: no, siamo seri, qui non e’ la Bollettieri, qui e’ la Storia Infinita che si ripete quindi non possiamo mica stare sempre a trovare i colpevoli…Chiaro che speriamo sempre di trovare il nostro Carlos Rodrigues ma nel frattempo anche lui deve trovare il modo di adattarsi…
    Detto cio’, per un po’ calero’ il Sipario sulla Canaglia quindi se non sentite piu’ notizie non e’ perche’ ha dovuto cambiare stato ed e’ inseguito dall’FBI, quindi non preoccupatevi, e’ solo che poi alla lunga si diventa melensi e noiosi a ripetere sempre le stesse cose …Per rilanciare il Dibattito, mi sono appena rivisto The Breakfast Club e mi sono chiesto in quale dei 5 ragazzi si sarebbe identificato Nicholas: l’atleta, la principessa, il secchione, il basket case (la psico) o il criminale … In realta’ il tema del film e’ che c’e’ un pizzico di ognuno di questi in un ragazzino. E che i Genitori non riescono a comunicare. Un film dell’84 che in America e’ considerato un cult movie (non un capolavoro ma semplicemente un cult) (Anche Dirty Dancing, ahime’, lo e’…) Certo, vederlo mi ha dato un po’ di disagio perche’ cercavo di pensare a quanto potesse essermi piaciuto 25 anni fa o se l’avessi visto a 16 anni … E non mi sono mai visto ’13′!!!

  • 102.

    Non credo si possano fare classifiche a 12/13 anni, ci sono i lavori in corso, c’è da costruire il palazzo, c’è chi è allle fondamenta, chi al primo piano, chi al 5°, chi non lo finirà mai, chi gli crollerà appena finito, chi pensa di avere costruito un grattacielo ed ha solo una catapecchia, chi si sente catapecchia ed è invece un bel palazzo.
    Sarà poi il tempo a dire chi l’ha costruito (o potuto costruire), bello, funzionale, duraturo.
    Di certo noi genitori insieme ai ragazzi, siamo i progettisti, a volte direttori lavori, a volte muratori, di sicuro i finanziatori, ma dobbiamo essere anche i primi a trovare alternative se il palazzo non devesse venir su come abbiamo progettato.

  • 103.

    il problema Mauro g&f è che qui in Italia difficilmente il palazzo si costruisce bene e la colpa non è dei genitori o dei ragazzi…ma della scarsa qualità della nostra scuola agonistica…

    Stefano Grazia avrà pure le sue problematiche ma il livello della scuola agonistica in America offre certe garanzie che in Italia purtroppo al momento non abbiamo in generale…certo poi ci sono sempre le eccezioni…ma si tratta di casi sporadici…

    cioè basti pensare a Fognini e Naso…

    Caperchi ha fatto un buonissimo lavoro a livello tecnico…ma la costruzione fisica dei nostri due ragazzi non è stata delle migliori…

    apprezzo spesso le parole di Di Carlo…ma quando la costruzione fisica non è adeguata e i nostri ragazzi si ritrovano ad affrontare avversari che invece sono stati costruiti come si deve a livello fisico…anche mentalmente ci saranno delle problematiche…e il mental trainer in quei casi potrà essere utile fino ad un certo punto…in quanto il gap fisico non si può eliminare con il lavoro mentale purtroppo…

    Spagna

    lavoro tecnico voto 8 in media

    lavoro fisico voto 9 in media

    lavoro mentale voto 9 in media

    Italia

    lavoro tecnico voto 8 in media

    lavoro fisico voto 6 in media

    lavoro mentale S.V.

  • 104.

    senti king ma tu in spagna ci sei mai andato ? e specialemnte nelle accademie dei vari sanchez,menendez ferrero e altri? il lavoo e l’attenzione maniacale sono una cosa,ma stai tranquillo che anche in italia si lavora in quella maniera ,fidati te lo dice uno che qualcosina lha provata …….
    il fatto è che in italia al contrario della spagna i ex giocatori difficilmente continuano nel tennis una volta finita la carriera,mentre in spoagna lo fanno e si aiutano a vicenda,in italia sentirai difficilmente dire a un coach che l’altro coach è davvero bravo…..

  • 105.

    Anch’io sono convinto che in Italia ci siano molti posti dove si lavora bene e tanti maestri e coach molto preparati, il problema è proprio quello che dice Monet, ognuno va per conto suo, scarsa o nulla collaborazione.
    Uno dei pochi disposti a condividere e Piatti, e di questo un maestro intelligente come Sartori ne ha approffittato. Ora quest’ultimo sta cercando anche lui di diffondere certe conoscenze, le porte di Caldaro sono sempre aperte per chi vuol ricevere e dare, ed è proprio questo che mi ha molto colpito di quella gente.
    Spero che serva di esempio anche ad altri che tanto in Italia hanno da dare in termini di conoscenze e passione.

  • 106.

    Monet a parte le accademie…in Spagna pure i circoli producono professionisti…

    hanno una scuola agonistica di altissima qualità…

    lavoro sodo e attenzione maniacale…giusto..

    in Italia i nostri circoli hanno funzione ricreativa soprattutto…sono stati chiusi diversi PIA proprio perchè non fornivano la giusta qualità…

    in Spagna trovi lavoro e attenzione maniacale già a 10 anni se vuoi..

    la costruzione fisica di un tennista deve iniziare tra i 10-12 anni…

    credimi in Italia trovare qualità non è facile…ci vogliono le dritte giuste…

    il problema dei nostri coach non è di carattere tecnico…ma atletico…

    qui i ragazzini a 10-12 anni secondo te fanno una preparazione atletica?

    in Spagna se vado da Maggi…non da Sanchez…trovo coach…preparatore atletico che sanno cosa fare con un ragazzino di 10-12 anni…e c’è pure il mental trainer a disposizione di quel ragazzino…

    per forza me lo costruiscono come si deve fisicamente…

    cioè vuoi dirmi che una cosa del genere avviene pure in Italia?

    forse in alcune realtà è così…ma in generale direi che le cose vanno in maniera diversa…

    un coach che non viaggia per quanto bravo…non potrà mai capire che il preparatore atletico che collabora con lui non è all’altezza ad esempio..

    considera che un guru come Catizone fa svolgere un’adeguata preparazione atletica a partire dai 4 anni…mentre la stragrande maggioranza dei preparatori pensa che fare preparazione fisica prima dei 12 anni non sia opportuno e anzi controproducente…

    in genrale i nostri preparatori atletici(ci saranno ovviamente le eccezioni)..non fanno svolgere un’adeguato lavoro fisico e non sono così maniacali come in Spagna…di conseguenza la costruzione fisica non può essere dello stesso livello…

  • 107.

    azzo se sei tosto,mi sembra di parlare con mia….suocera!!! continuio a dire che le nostre accademie nn sono valide,vai a visitarle prima di dare giudizi.sono stato in quelle di Fanucci-Rianna-Sartori,posso tranquillamnete dirti che nulla hanno da invidiare a quelle spagnole,senon…giocatori,una quantità enorme di giocatori che ti permette di allenarti tutti i gg della settimana con gente diversa,ecco su quella cosa sono davvero innarivabili,spero pian piano ci arrivino anche i nostri!!

  • 108.

    senza dubbio le accademie da te citate offrono una certa qualità…difatti Seppi Volandri e altri escono da lì…

    però Bolelli fino ai 20 anni è stato da Vavassori…e mi sembra evidente che con lui non sia stato svolto un adeguato lavoro atletico…appena invece è stato seguito dal Pistola e dal suo staff le cose sono iniziate a cambiare…però a 20 anni…e il lavoro non fatto prima comunque pesa al Bolelli di oggi…

    come per me Caperchi poteva costruire meglio fisicamente sia Fognini che Naso…

    certo le accademie con gli anni immagino possano migliorare…però non mi fiderei ciecamente delle nostre accademie al momento…di sicuro quelle da te citate offrono una certa qualità…ma non credo il problema sia solo quello quantità dei giocatori..

    poi tipo tra le stesse accademie da te citate…la qualità non è detto sia la stessa…

    e poi ripeto a parte queste accademie da te citate e qualcun altra…beh direi che la situazione non è proprio buona in generale…

  • 109.

    Nella mia sat, anche i bambini di 5/6 anni svolgono la preparazione atletica, ovviamente l’istruttore fa svolgere degli esercizi che sono utili ma allo stesso dei tempi dei giochi, chiamiamola preparazione atletica ludica eh eh eh

  • 110.

    bogar67 il problema è che questa preparazione atletica ludica in Italia continua fino ai 12 anni nel migliore dei casi…e pure nelle accademie citate da Monet…

    Jack Miccini ha lavorato sodo fin da ragazzino da Bollettieri…ed è stato costruito come si deve a livello fisico e mentale…ovviamente in maniera adeguata all’età…

    in Italia non saremmo stati in grado di fare un lavoro migliore con Jack…

    eppure un Fanucci magari dirà che l’hanno rovinato in America…voglio dire è questa la cosa grave…e che mi preoccupa veramente…

  • 111.

    @king of swing, francesco coach gemelli o archipedro, sono qui per imparare, a che età mia figlia (2004) dovrebbe passare da una preparazione atletica ludica a quella un pò più seriosa adeguata all’attività tennistica? Io pensavo appena comincerà a fare agonismo vero e proprio, cioè verso gli 8 anni mentre nel frattempo tra nuoto, bici e l’ora atletico-ludica prima della lezione di tennis cmq fa una buona attività motoria. Per il prossimo anno stavo pensando di completare oltre che con il nuoto anche con la danza per acquistare ancora di più coordinazione motoria. Al momento di scegliere la sat dove iscriverla, ho letto molto dei vostri post su ubitennis, ho chiesto in giro sulle referenze dei migliori maestri nel giro di 50 km e una delle cose che mi ha convinto a non andare nel circolo sotto casa è stata anche la mancanza di programmazione perfino a livello agonistico del preparatore atletico. Altra cosa che avevo letto qui è che mi ha convinto ad andare altrove era la precedenza che spesso viene data nei circoli all’attività dei soci anzichè della Sat, nel circolo sottocasa tutti i maestri che negli anni si sono succeduti hanno sempre trovato un muro di gomma nel direttivo a cui poco importava e credo importi tuttora, visto il numero ristretto dei campi (3), l’attività della Sat che è relegata a due max tre giorni a settimana rischiando così di ammassare allievi a discapito della qualità. Dove porto la bimba adesso, l’attività giovanile della sat ha precedenza su tutto il resto, lo staff rimane tutti i giorni dal lunedì alla domenica e le lezioni sono max per tre allievi, nel caso di mia figlia ad esempio viene seguita insieme ad un bimbo del 2002 da un solo maestro e addirittura pur non essendo considerata una lezione individuale ma parte integrante di quanto pago al mese il venerdì sul campo ci sta solo lei ed il maestro. Quello che manca, ma che ovviamente al momento non mi interessa è la programmazione da attività da ETA, lo staff che cura la sat si è inserito quando ho iscritto io la bimba per cui a parte qualche atleta “ereditato” si è in una fase di formazione e crescita.

  • 112.

    @fede: non mi pareva di aver generallizato. Io parlo per me. Io preferisco tentare di avere un buon rapporto con i genitori, perchè ritengo sia giusto e corretto. Naturalmente io sono anche quello che, insieme ad altri tecnici, ha “educato” dei genitori che avevano aspettato fuori un arbitro e insultato.

    Però lavorare anche con i genitori è molto più difficile e complesso che tenerli fuori dalle palestre e c’è anche chi e sostiene,con delle buone argomentazioni che sia meglio così. Non esiste un metodo valido per tutti, esiste un metodo valido per noi. Io dico solo che le regole vanno condivise da subito. Dichiarare il metodo, obiettivi, programmazione, numero di allenamenti.

  • 113.

    @ bogar67

    Catizone avrebbe già iniziato con la preparazione atletica per tua figlia…

    in questo blog…come da altre parti del resto..potrai trovare diversi consigli utili però ci sono delle priorità che spesso poi vengono messe in secondo piano…parli di questo…parli di quell’altro…

    ma ci si dimentica delle cose veramente importanti poi…

    Mad Max sarà pure scomparso…ma una cosa che sottolineo…parlava spesso e volentieri di Catizone…sembrava fosse il suo migliore amico…

    preparatore atletico Bogar67…è di fondamentale importanza il preparatore atletico…

    Marco Panichi..uno dei nostri migliori preparatori atletici nel tennis…si lamenta dell’inadeguata educazione alla mobilità dei nostri bambini…

    questo è un problema serio…per il quale Mad max ha riflettuto molto bene…ed ecco che è spuntato Catizone…

    tieni presente che Catizone è uno dei pochi che fa un lavoro atletico organizzato con i bambini…una buona parte dei preparatori atletici fino ai 12 anni ti fa svolgere una preparazione atletica chiamiamola ludica…

    altri fanno lavorare i bambini come fossero degli adulti “piccoli”…

    insomma come vedi il problema principale è quello di trovare un bravo preparatore atletico…

    risolto il problema del preparatore atletico…c’è quello del coach..

    qui in Italia si pensa invece che il problema principale sia quello del coach…

  • 114.

    @king of swing, io da catizzone non ci posso andare!! eh eh, il preparatore atletico ci sta in SAT e per due volte a settimana impronta il lavoro di mia figlia e di altri 5/6 bambini 2002/2004 in giochi ed altro che hanno lo scopo di farli correre e divertire. Il Professor Buzzelli mi ha risposto alla domanda se andava bene portare a danza mia figlia “purchè ci sia divertimento”. Ora se a mia figlia ripeto di anni 5, gli fai fare qualche giochino con palle da calcio, da tennis etc si diverte e corre come una pazza ma se gli dici fai 5 giri di campo, ripetute etc senza un perchè pur sapendo il preparatore o io genitore che può fargli bene non so se la reazione sia uguale oppure ci manda a cacare tutti. king of swing siamo in una fase (quella che va dai 4 ai 7 anni) dove è vero che si impara molto ma basta anche una sciocchezza, un rimprovero, qualcosa fatta male che non piaccia ai piccoli (in questo caso mia figlia) e il sogno svanisce ancora prima di iniziare. Io la preparazione atletica di mia figlia la seguo da lontano, però vedo che corre come una pazza con gli altri bimbi, fa scatti, etc, certamente comprendo che in futuro dovrà avere di più e di meglio ma adesso va bene così.

  • 115.

    Il pensiero di Catizone è diametralmente opposto a quello dei preparatori delle SAT
    “Purtroppo è un problema di ignoranza, siamo ancora legati a vecchie concezioni, a errate credenze. Il lavoro fatto con i bambini delle scuole elementari è decisivo, perché crea i presupposti per l’uso futuro della forza, aspetto fondamentale nello sport odierno. Non seguire tale strada significa iniziare con il piede sbagliato, recuperare il tempo perso diventa poi molto difficile.
    È possibile rimediare a questo tipo di approccio? Direi che l’impresa è quasi impossibile; quando sostengo che un bambino dai quattro anni in su, può fare alcune ore di preparazione al giorno, vengo preso per matto. Tuttavia non si tratta altro che di trasformare il gioco libero, fatto in cortile, in quello organizzato; i bambini sono in grado di muoversi, saltare, correre, per molto tempo, hanno energie isospettabili, farle fruttare è il mio compito, sempre rispettando la loro naturale crescita.
    Quindi in teoria si può allevare un bambino fino a farlo diventare un campione? È una mia convinzione, specialmente oggi, anche se può sembrare un discorso un po’ azzardato. Se riusciamo a creare le giuste premesse per un miglioramento continuo, allora stiamo percorrendo la giusta direzione, una porta aperta verso il futuro, avendo a disposizione tutti i mezzi necessari per affrontarlo nel migliore dei modi. ”
    Catizone parla di 2/3 ore al giorno dai 4 anni in poi , è chiaro che l’obiettivo minimo è quello di creare un giocatore top 50

  • 116.

    @ Bogar67
    Nella teoria delle fasi sensibili l’abitutine al lavoro duro si acquisisce nei primi 11 anni di vita , poi sviluppare questa capacità è quasi impossibile

  • 117.

    francesco coach gemelli credo che mia figlia, tra nuoto, atletica più tennis, bici, arrivi in media sopra le 2 ore di attività motoria al giorno. Non capisco cosa intendi con “l’abitudine al duro lavoro fin da subito”, se singifica “ammazzare” il proprio figlio di allenamenti per entrare un giorno forse tra i top 50 togliendo loro il piacere di essere stati dei bambini non mi trova per niente d’accordo.

  • 118.

    Io intendevo non duro lavoro ma intensità dell’allenamento , dure ore blande non vangono 30 minuti di lavoro intenso , quando Max diceva che la figlia di 11 anni era abituata a un tipo di lavoro che molti U12 maschi non avrebbero mai retto
    Comunque penso che per tua figlia e per i miei gemellini sia troppo presto , però bisogna ormai dare per scontato che la prima cosa , nel tennis del futuro , sarà il fisico poi si potrà dire è bravo tecnicamente e forte mentalmente

  • 119.

    Pierre Paganini dice di Federer
    Federer
    E’ agile, molto coordinato, e rimane così anche dopo 70, 80 partite all’anno. E questo per gli ultimi 10 anni. Il tennis non è solo talento, ma anche il risultato di un intenso e duro lavoro e la volontà di ripeterlo ancora e ancora. In questo, Roger è forte. Le persone non hanno idea di quanto lavori duramente, perchè gli allenamenti più duri avvengono quando nessuno lo vede, non durante i tornei. Ha dovuto imporre alla sua intera vita la filosofia del lavoro.
    Problemi alla schiena
    Il tennis non è uno sport equilibrato. I giocatori ad un certo punto hanno sempre un logorio fisico. Roger molto meno di altri. Ma noi dobbiamo comunque rispettare questa regola fisica naturale e prevenire e domandarci sempre cosa è giusto fare. Invece che allenarsi per 5 giorni di fila, lo si può fare per 3 giorni e mezzo e poi dare il tempo di recuperare al corpo in 24 ore, poi allenarsi ancora per due giorni e mezzo. In sei giorni raggiungi lo stesso volume di allenamento, ma hai dato tempo al tuo corpo di riposare e recuperare gli sforzi

  • 120.

    King of Swing,
    i latini sostenevano a ragione mens sana in corpore sano. I campioni di scacchi, gioco che più mentale non ce n’è, svolgono regolare allenamento fisico. Mente e corpo sono un tuttuno. Non puoi allenare l’una se non alleni anche l’altra. Il mentale è un vantaggio competitivo molto grande a patto che i giocatori siano sullo stesso piano a livello fisico e tecnico.

  • 121.

    Ciao Gus,
    i genitori sono una parte del processo e devono essere qunque coinvolti ed informati. Al nostro circolo il maestro è disponibile ad incontrarli ogni volta che lo desiderano, fuori dall’orario delle lezioni. Come filosofia lasciamo scegliere all’atleta se vuole che il genitore assista oppure meno. Certamente non tolleriamo che il genitore disturbi o intervenga nella lezione in corso.

  • 122.

    @ Francesco Brancato

    Dai forza, facci partecipare alla bella vittoria di Francesca in Finlandia !

    Vogliamo fare il tifo per lei ……..

    Congratulazioni ed in bocca al lupo….per il prossimo turno

  • 123.

    x Federico di Carlo 121
    mi sembrano poche semplici regole, ma chiare, che consentono di definire i ruoli e minimizzare gli equivoci. Proponi di appenderle nelle bacheche delle scuole agonistiche. Non piaceranno solo a chi, da tutte e due le parti (genitori e tecnici) pensa che la furbizia sia il miglior modo di gestire le situazioni a proprio vantaggio.
    Salutoni

  • 124.

    Ciao Tex,
    hai ragione, forse non piaceranno ad alcuni genitori ed alcuni maestri ma sono sicuramente poche, chiare, rispettose di tutti ed a tutela completa dei ragazzi

  • 125.

    @mirmidone
    grazie mille…. quella di ieri per Francesca è stata una splendida giornata,in primis per la vittoria al 1° turno del Torneo TE di OULU, contro la testa di serie n° 2, l’inglese India Sanders e poi per la notizia della wild card per il main draw del torneo di Pavia.
    Questa della Finlandia è una trasferta molto complicata… dal profondo sud all’estremo nord d’Europa.Uno sparuto gruppo di temerari capitanati dal maestro Germano Di Mauro(una ’97 Francesca , e 2 ragazzi del ‘ 95 Camillo Lucchese e Fedele Seidita ) parte da Palermo giovedì ore 7 con itinerario Pa-Roma-Riga Turku-Oulu.A Roma il gruppo si congiunge con una rappresentativa di catanesi coordinati dal Maestro Valeri.arrivo alle 23 .Gelo -20° celsius!! I nostri abituatia ai climi e paesaggi mediterranei sono entusiasti del mondo fiabesco fatto di laghi ghiacciati..renne.Albergo essenziale,ma confortevole.2 giorni di allenamenti (con difficoltà per carenza di campi) e poi tutti in tabellone..Sorteggio ..ammetto di aver imprecato quando vedo che tra wild card finlandesi e qualificate Francesca becca la 2 del tabellone.si può immaginare la mia gioia quando ricevo un sms con il risultato :Vittoria 6-3 6-4,chiamo immediatamente e la trovo ancora in trance agonistica entusiasta, e come prima cosa mi chiede una ricarica per chiamare l’altro maestro,Alessandro Ciappa, rimasto a Palermo,per raccontargli la partita.”(…) Domani è un altro giorno…” Il torneo continua…

  • 126.

    Complimenti e good luck

  • 127.

    Forza Francesca!!!

  • 128.

    Congrats e un grosso in bocca al lupo a Francesca! Oggi non prima delle 11 locali (noon in Italia) è in programma il match contro l’estone Liisa Pajumets. Go for it! E soprattutto divertiti, anche nel doppio con Veronica Napolitano.

    P.S. sarei curioso di sapere quanto veloce è il tappeto di gioco.

  • 129.

    ted
    Non so risponderti sulla superficie ,ma chiederò al Maestro Di Mauro notizie.

  • 130.

    Complimenti a Francesca per la nuova vittoria !

    Francesca vs Liisa PAJUMETS (EST) 6-4/6-2

    Ad maiora !

  • 131.

    Scusa mirmidone ma su quale sito prendi i dati delle partite? Cmq congratulazionI a Francesco Brancato e soprattutto alla figlia Francesca.

  • 132.

    @ bogar67

    Ti posto il link :

    http://te.tournamentsoftware.com/

  • 133.

    mirmidone grazie, aggiunto tra i preferiti!

  • 134.

    ma … non scrivete piu’ ??
    eh no !! non mi lasciate solo !!!
    ;)

  • 135.

    Io ho una bimba di 5 anni, ho esaurito i miei argomenti, a Stefano, Federico, Mad max e e tutti gli altri posso dire solo grazie, per quello che ho chiesto mi è stata quasi sempre data una risposta.

  • 136.

    Bogart come vorrei essere al tuo posto !
    io ho figlio del 98 ed ho cominciato a capire qualcosa di concreto solo ora!!
    infatti in passato ho seguito (per modo di dire ) l’altro figlio + grande (94) … ma ora ha smesso di giocare a tennis!!!
    per fortuan che si e’ innamorato dell’atletica ! magari non gettiamo al vento tutto quello che ha fatto nel tennis!
    comunque se avessi avuto modo di leggervi PRIMA … forse sarebbe andata diversamente, …
    quindi ci tengo a rimanere parte (anche se silente) di questo gruppo di genitori.
    ciao

  • 137.

    Io su questo blog penso di essermi illuminato abbastanza, certo ci sono cose che verranno con il tempo, man mano mia figlia crescerà però adesso quando incontrerò determinate situazioni so come comportarmi. Ogni giorno, dalle testimonianze di ogni scrivente mi è rimasto qualche cosa e che racconto parlando con altri genitori, l’ultima che mi viene in mente è il racconto di Silvano Papi su Margot Torre che il giorno dopo la finale di un torneo ha detto basta con il tennis e da poco si è laureata in giurisprudenza. Mi piacerebbe leggere lo stato d’animo di quel genitore o di qualche altro che ha vssuto una situazione del genere, che dopo anni ed anni di sacrifici dietro a sat, coach, in giro per tornei, etc sentirsi dire dal proprio figlio o figlia “papà smetto”. E’ un evento che può accadere ad ognuno di noi e per questo una testimonianza di come riprendersi da una scelta che cmq non è la fine del mondo sarebbe stata un’ottimo contributo nella speranza però che non mi possa interessare. Magari su ubitennis ci sta qualche resoconto del genere quando si è affrontato il trovare il piano B ai propri figli.

  • 138.

    @Bogar67
    Quoto in pieno tutto quello che hai detto anche io non posso dare grossi contributi al blog perchè la mia esperienza in campo è limitata vista l’età dei gemellini ,
    I problemi di Margot sono stati di ordine sentimentale , per questo non c’è allenamento che serva

  • 139.

    Poi cmq ogni persona quando scrive dei figli vive anche di umori a secondo anche dei risultati , l’altro ieri ad sempio perchè sollecitato da mirmidone Francesco da Palermo ci raccontava come la figlia fosse contenta di aver vinto con la testa di serie numero due di un torneo ETA in finlanda, del freddo incontrato etc, oggi ha perso 6/3 – 6/3 da una che veniva dalle qualificazioni. Sono certo che la figlia cmq avrà fatto una bellissima esperienza, sempre meglio di fare l’ennesima finale, nell’enesimo torneo under 14 con l’ennesima avversaria come avviene in alcune regioni d’Italia.

  • 140.

    Ciao Bogar,
    la tua mail mi da lo spunto per parlare di un argomento che mi sta molto a cuore. Spessissimo i genitori mi chiedono perchè i bambini dovrebbero essere indirizzati al tennis. Il primo dei due motivi, anticipando una loro obiezione, è che il tennis non è uno sport fisicamente asimmetrico se praticato sin dall’inizio tramite il mini tennis. La vera ragione per scegliere il tennis, ed arriviamo al secondo punto, è che quant’anche i ragazzi non diventeranno dei campioni di questo sport, ci sono pochissimi sport al mondo che formano il carattere di una persona quanto il tennis. Lo scrivevo in un altro post: il campo da tennis ti mette di fronte alla solitudine. Venire a capo di un incontro di tennis agonistico in cui gli atleti si equivalgono per valore richiede concentrazione, controllo delle proprie emozioni e sicurezza di se. Sono qualità assolute che permettono ai ragazzi di eccellere in qualsiasi ambito professionale vorranno cimentarsi a prescindere dal tennis. A tutti quelli che, come Tennnista Per Caso, hanno un figlio che ha lasciato il tennis voglio dire che gli anni del tennis non sono stati buttati via. E’ un bagaglio di esperienza che sicuramente gli è utile per qualsiasi altro sport ma, ancora più importante, nella sua vita.

  • 141.

    Ciao Federico, mio mentore mentale, ho fatto un’esperimento su mia figlia molto criticato da mia moglie insegnante la quale sostiene che non era il caso di farlo perchè non istruttivo e molto poco educativo. Come ho scritto mia figlia ha perso un paio di settimane fa da una bambina di un anno più grande al F.R.T, quella bimba ha poi vinto il torneo. Smanettando su internet mi sono imbattuto in un sito dove in primo piano ci stava proprio questa bimba con la coppa vinta in quel torneo ed ammirata da mia figlia prima di giocare. L’esperimento che ho voluto fare è stato quello di far vedere a mia figlia questa bimba con la coppa in mano sullo schermo del pc per tastare la sua reazione. Mia figlia ha avuto una sola delle seguenti reazioni che ti riporto ma non ti indico: 1) ha sorriso ma si è disinteressata passando in salotto a giocare con le bambole 2) ha avuto uno smorfia di rabbia, sbattendo il pugno sul tavolo che sostiene il pc 3) si è messa a piangere e non ha più smesso.
    Domanda, quali delle seguenti reazioni dovrebbe aver avuto mia figlia per avere in se spirito competitivo?

  • 142.

    Ciao Bogar,
    io a dirti la verità al posto tuo avrei fatto un altro esperimento. Avrei preso tua figlia e le avrei fatto vedere la fotografia con la bambina sua avversaria vittoriosa. Poi l’avrei fatta sedere con me sul divano, le avrei fatto chiudere gli occhi e l’avrei fatta pensare a quell’immagine. Poi le avrei chiesto di cambiare il volto della sua avversaria con il suo volto. Le avrei fatto assaporare tutte le sensazioni di gioia, soddisfazione, compiacimento di aver vinto la manifestazione e le avrei bisbigliato ad un orecchio: “se continuerai a lavorare duro, la prossima volta ci sarai tu li sopra al posto suo. Che ne dici?”.
    In questo modo avresti ottenuto il massimo iniziando un processo di motivazione in tua figlia.
    Con il tuo metodo hai stimolato in lei una risposta istintiva e tanta rabbia che alla lunga diventa pressione per il risultato.

  • 143.

    @ Bogar:su Margot Torre che il giorno dopo la finale di un torneo ha detto basta con il tennis e da poco si è laureata in giurisprudenza. Mi piacerebbe leggere lo stato d’animo di quel genitore o di qualche altro che ha vssuto una situazione del genere, che dopo anni ed anni di sacrifici dietro a sat, coach, in giro per tornei, etc sentirsi dire dal proprio figlio o figlia “papà smettoâ€.

    Come dicevo anch’io tempo fa, credo esistano situazioni peggiori per un Genitore che,dopo tutti gli sforzi che ha fatto per farne un tennista, ritrovarsi il proprio figlio laureato in giurisprudenza (o in medicina)…

    Sullo scrivere: ho ricevuto un paio di mails da Aficionados e una anche da Roberto a cui ho risposto piu’ o meno cosi’:
    “Non mi ero accorto che nessuno scrive piu’…ma in effetti e’ vero
    ‘Sciopero,crisi della Canaglia o disaffezione?’
    Per quell che mi riguarda, forse senso del pudore … Non vorrei che anche fra I Genitori valesse il detto: chi sa, FA e chi non fa, scrive …
    E poi la paura di diventare stucchevole… Poi c’e’ differenza fra raccontare le birbanterie di un bambino di 10 anni (che tutto sommato risulta divertente, una simpatico canaglia…) e raccontare quelle di un 13-14enne (che finisce poi per essere considerato dai Nicoxia (ADESSO NON OFFENDERTI, E’ UN MODO DI DIRE!NdStGr) di turno un delinquente minorile … E comunque l’America e’ cosi’: il buffo e’ che I suoi idoli-del cinema e dello sport-hanno tutti avuto infanzie turbolente o iperattive ma il loro sistema educativo sicuramente si Sforza di omologare tutti… Per esempio ieri e’ stato promosso al Gruppo Superiore non Nicholas (che aveva dominato tutti i matches)ma un certo Anish che negli ultimi 5-6 incontri con Nicky non ha mai fatto piu’ di due games e che atleticamente e’ un asmatico impotente ma…He’s a good kid…. Ed e’ cosi’ lapalissiano che l’hanno promosso SOLO PER FAR CAPIRE A NICHOLAS COME FUNZIONA…cioe’ e’ un provvedimento non per Anish ma per Nicholas , cosi’ ovvio da risultare da un lato onorevole (stanno veramente provandole tutte) e dall’altro inefficace perche’ e’ troppo naïf …Pero’ i coaches dicono che Nicky ha accusato il colpo, che ha subito la peggior lezione della sua vita, che il suo orgoglio e’ stato ferito…Vedremo come reagira’ …(Noi come genitori ai Coaches abbiamo detto: ok, basta che sia chiaro che si punisce per educare e non per sbarazzarsi di persona non grata -nel senso che se cosi’ e’, abbiate almeno il coraggio di dircelo…di fronte a Nicholas gli abbiamo detto che e’ giusto cosi’ e che non e’ colpa dei coaches o di Anish ma solo sua, di lui, di Nicholas …Del resto e’ ormai 2 sett che lo fanno allenare solo 30’ ma se negli ultimo 4 tornei si e’ fatto cacciare via tre volte…Non e’ che uno debba aspettarsi la medaglia (Leggerete, forse, parte di una lettera da me a lui scritta…In cui si cita anche The GOAT…ma no, macche’ Federer: parlo di Earl Manigault… )
    L’unica cosa positiva: il Decano dei Coach di Bradenton, tal Hugo, con fare da Nonno, da mesi l’ha preso in simpatia, ha chiesto di lavorare con lui gratis, gli parla, Nicholas va a parlargli…Be’, Hugo dice che sicuramente Nicky deve capire che non deve discutere coi coaches o con gli arbitri ma…che non deve assolutamente cambiare. E che l’ultimo arbitro che l’ha buttato fuori (perche’ gli ha dato un penal;ty point all’espressione: Che culo! E un game penalty all’esclamazione: Che sfiga! Al che Nicky ha cominciato a contestare ed e’ stato cacciato fuori…Ti immagini in Italia? A un Nike? (HO VISTO COSE AL NIKE DI RUNNG CHE IN AMERICA NE AVREBBERO SQUALIFICATI 20, incluso mio figlio ma anche un paio di Coach e il figlio del Direttore del Torneo e probabilmente anche il vincitore del torneo che in un paio d’incontri precedenti si era lasciato andare anche lui al tiro della racchetta e al piagnucolio…NdStGr)Vabbe’, a me va benissimo che lo caccino fuori perche’ cosi’ se vuole continuare a giocare prima o poi lo capira’…Hugo dice: si, si, ma se vedete il nome di quell’arbitro li’ cambiate torneo perche’ in questo momento e’ esagerato, e’ giusto che lui capisca e impari, ma non si puo’ nermmeno andarlo a stuzzicare …. Prima o poi magari scrivero’ anche di Hugo ma adesso sono un po’ vuoto o svuotato e non so se e’ per via di Nicholas o per via dei bloggers (…) (INTESO CHE POI UNO SI STUFA DI ESSERE IL SOLO A RACCONTARE,NdSt Gr)
    Il fatto e’,ANCHE, che da un punto didattico diciamo sempre le stesse cose e i vari Addetti ai Lavori intervengono una,due volte poi scompaiono o scrivono loro il proprio articolo il che e’ legittimo, per carita’, ma sottraggono commenti a G&F…in realta’ il pezzo di Silvano Papi e’ un comment a G&F a cui hanno fatto seguito commenti dei seguaci di G&F cosi’ come quello di Veneziani… Quindi non e’ che non scriviamo piu’, e’ che G&F sta diventando trasversale o viene assorbito da altri … se gli Addetti ai Lavori preferiscono fare il loro pezzo e’ chiaro che a noi rimane solo l’Aneddotica… Alla fine a parte Bogar (5 anni!!!!! ) dopo la Fuga di Max sarei rimasto solo io: cosa sappiamo infatti di Francesca Brancato? Nulla, eppure ci sarebbero cose interessanti da raccontare di una ragazzina che due anni fa vines un torneo con una racchetta in prestito visto che le avevano rubato la borsa…Nicoxia fa il minimalista (…)Mauro da buon sardo se ne sta sulle sue: anche di Chiara sappiamo poco, io so tutto di Atti ma nonostante glielo ripeta continuamente lui preferisce spedirmi chilometriche email che sarebbero perfette per il Blog (e se tutti scrivessero sul Blog quello che mi scrive in private Atti-E NON C’E’ NULLA DI OFFENSIVO O DI SGARBATO NEI CONFRONTI DI QUALCUNO- il Blog sarebbe perfetto …Ormai l’unico che racconta un po’ e’ Giogas dalla Turchia … Ma anche lui mi scrive email che sarebbero perfette per il Blog …(INSOMMA. SOLITO LAMENTO DEL DOC, NdStGr)

    E poi c’e’ il fatto che questa settimana sono ad Abuja e ho tante cose da fare e passo molto del mio tempo in giro…”

    Devo infatti (son tornato in diretta) porre le basi logistiche della mia futura permanenza, scegliere la casa, capire le tempistiche (casa-ufficio-clinica-abitazioni espatriati ma anche casa-clinica-golf/tennis/palestra e capire cosa e’ possibile e cosa no, impadronirmi della geografia del posto, delle procedure di sicurezza, visitare gli ospedali (questo lo faro’ a giugno), vedere just in case l’American School e capire se Nicholas potrebbe tornare in Nigeria se a un certo punto gliela da su o ,piu’ probabile, lo cacciano a pedate (scherzo, sembra che Paul Forsythe l’abbia preso sotto la sua ala protettiva…)
    Ma un paio di altri articoli in canna prima di scomparire anch’io in una nuvoletta rosa ce li ho, quindi non disperate…E poi ci saranno comunque gli articoli di Ardinghi, Papi e Veneziani che in pratica attirano l’interesse degli stessi utenti… Quindi io sommerei i commenti fra questo e quello di Papi e in due settimane siamo perfettamente in media…
    Adesso vado al Ristorante La Dolce Vita gestita da italiani ex Lagosiani conosciuti nell’89…(Tutta Lagos a poco a poco si sta muovendo ad Abuja…) e domattina rientro a Lagos…

  • 144.

    Stefano io non mi offendo,però io ho sempre detto che per il comportamento dei figli il responsabile è il genitore,2 anni fa abbiamo avuto questa discussione per me era una questione di educazione per te era istinto killer e ti stava bene così,secondo me visto che ora lo lasci fare alla bollettiri se l’avessi fatto tu ora saresti più avanti ma è chiaro che quello che diceva il nicoxia minimalista contava poco.

  • 145.

    federico post 142, bella risposta, ci sta sempre da imparare nella vita. Grazie ovviamente mia figlia mi stava quasi distruggendo il pc!

  • 146.

    Stefano psot 143 grazie, cmq era da ieri che sul sito non stava scrivendo più nessuno in tutte le sezioni, io aggiungo qualcosa ma avendo una bimba di 5 anni i miei commenti possono sembrare anche ridicoli come il post 139. In effetti potrei fare qualche domanda a Francesco Brancato, ad esempio chi sponsorizza uan spedizione del genere in Finlandia (Genitori, circolo, fit etc) però anche se non risponde mi sembra di aver capito che per programmazione Eta in Sicilia dove un giorno spero di tornare sono più avanti che in Sardegna.

  • 147.

    @stefano
    forse allora non hai letto il post 125…
    comunque aggiorno la situazione oggi in quel di OULU tutti fuori dal tabellone , Francesca ha perso ai quarti 6-3 6-3 con una Russa :E Voronova; Veronica Napolitano out per mano dell’inglese Freya Christie (vincitrice la scorsa settimana del torneo di Helsinky).Insomma domani tutti in sede ,bilancio comunque positivo ,quarti in singolo,semi in doppio, tanta fiducia in più considerato anche che le nostre sono terraiole (per necessità!!!!! Roberto continua le tue battaglie sui campi in veloce) e si sono dovuta adattare al veloce in un solo giorno.Da dopodomani scuola ,dopo 8 giorni consecutivi di assenza e poi sabato riposo per poi giocare la serie C femminile a squadre domenica in casa.Francesca comunque è già proiettata mentalmete su Livorno dove al momento è la n° 5 delle quali.Sugli incontri disputati e tutti i dettagli aspetto il rientro anche perchè si comunica solo brevemente per sms o skype quando, raramente sono in stanza .

  • 148.

    bogar67…

    dipende se il circolo-maestro-chiunquevagamenteinteressato ha per le mani un immediatamente-predisposto da mettere in gioco a livello internazionale. Nel qual caso si porta dietro anche qualcun altro di meno predisposto…

    Io invece scrivo pochino perché non è un bel momento a livello rapporto genitore-figlio. Alessandro è in prima media e, non so se per adolescenza anticipata, si sta comportando in modo da farci incazzare ogni 5 minuti. L’entusiastico desiderio genitoriale di donargli conoscenza e amore sta vacillando sotto i colpi di atteggiamenti e comportamenti da “calci in culo”.

    A livello sportivo, con la squadra di hockey si sono qualificati per il girone finale a Modena e starà via 3 giorni in maggio.

    Con il tennis, quindi a livello non-sportivo, invece aveva ripreso da un mesetto ad allenarsi due volte la settimana con il CCV. Purtroppo, il CCV è implacabile. Gli ho dato buca ad un allenamento e lui mi ha mandato a cagare. Peccato perché stava sviluppando un ottimo dritto e cominciava a spingere anche con il rovescio.

    Sabato questo l’ho iscritto a un torneo. Me lo ha chiesto lui dopo aver visto che i mini-giocatori con i quali si misurava, talvolta vincendo, sono diventati 4.4 o 4.5. Siccome so che ci vuole andare per mettersi un po’ in mostra, ho deciso di portarlo ma, a carte scoperte. Ossia, gli ho detto chiaro e tondo che so che va là per esibirsi e autogratificarsi con qualche bella giocata e voglio vedere se gli basterà per autogratificarsi. Insomma, meglio non prendersi in giro.

  • 149.

    per ted meekma for president e per andrew: io da quanto ho imparato anche qui leggendo i post ci sono staff che si studiano per i propri allievi gli eta da fare ma anche gli itf per evitare poi in futuro le partenze dalle qualificazioni che per ragazzini delle medie o delle superiori significa perdere giorni di scuola. Ad esempio, anzichè andarsene a fare gli eta di Trieste e Pescara dove la schiera dei partecipanti è molto agguerrita e si rischia di spendere soldi per nulla uscendo ai primi turni si va a fare un eta a Malta molto più abbordabile che permette poi, se si arriva in finale od in semifinale, con i punti acquisiti di evitare l’anno dopo le qualificazioni. A tal proposito chiedo al nostro esperto ted meekma for president se la teoria a cui sono arrivato sopra è solo frutto della mia fantasia oppure è semplicemente la realtà.

  • 150.

    Fancesco Brancato:

    intanto complimenti a tua figlia.

    Stai tranquillo che la battaglia del veloce continua. Presto avrete mie notizie:)

  • 151.

    @ bogar
    Pensa che io invece vado a cercare io tornei dove sono più forti, sicuramente non me ne può importare nulla che Anna faccia qualche punto eta per poi raccontarlo al circolo. Farà le quali eta, se meriterà, le passerà altrimenti amen….vorrà dire che le altre, sono al momento sono più forti.
    Scorso w/e tre match vinti u.12 u.14 quarta cat., sabato giocherà altri 3 match come sopra vediamo come andrà…

  • 152.

    Roberto
    Intanto anch’io al mio circolo sto cercando di fare opera di convincimento per trasformare almeno 2 dei 15 campi in terra in veloce… è una battaglia non ancora vinta,ma comunque più tornei giovanili si faranno in tutta Italia in veloce più facile sarà raggiungre l’obiettivo su tutto il territorio.

  • 153.

    Anche a me piace scrivere; non so quanto possa essere interessante leggere ciò che scrivo: non mi intendo molto di tennis e quel poco che ho imparato lo devo al blog, nonostante ciò devo spesso tapparmi la bocca di fronte alle competenze dei mie figli dodicenni che superano di gran lunga le mie e che sono alimentate giornalmente da internet o da articoli apparsi sulle riviste specializzate . In effetti quando mi permetto di criticare il servizio sparato in rete da uno dei miei figli (affermando che il lancio era stato effettuato troppo basso), l’altro interviene facendomi notare che il cattivo risultato era imputabile piuttosto alla lentezza dell’esecuzione….e finisce per avere ragione. Io mi intrometto sempre di meno e mi inchino alle loro competenze. Qui in Turchia … tutto come sempre ..allenamenti….e poi ancora allenamenti senza tregua. Cambiano i partner ma la musica è la stessa. Oggi si fa la partita con Tizio e domani con Caio esclusivamente su campi veloci in cemento. Purtroppo manca il confronto con i loro coetanei (raramente si trovano ragazzini al loro livello) e questo è un fattore limitante come lo è l’estremo isolamento a cui sono sottoposti e il regime di monopolio esercitato dai pochi circoli o club sportivi locali. Ed allora come dice il proverbio…meglio soli che mal accompagnati …si va avanti con il “Fai da te†che non ha le pretese di emulare i progetti ben strutturati e le aspettative del “compianto†(in senso buono) Mad max ma che ne è un cattiva imitazione.
    L’isolamento conduce quasi sempre i miei figli al confronto diretto e l’allenamento finisce per trasformarsi in una dura lotta fratricida che ha sempre lo stesso vincitore. Quando comincia quell’incontro a due set o tre o più, si sa già come finirà. E’ il confronto impari tra chi “the passione†l’ha dentro con chi la passione non si è ancora accesa o forse non si accenderà mai, è il confronto tra chi entra in campo per vincere e chi va in campo per il solo gusto di giocare. E’ un confronto continuo ed una prova di forza ripetitiva sul piano sportivo che favorisce uno a danno dell’altro; fortunatamente sul piano scolastico i ruoli si invertono …. e così si compensano in accordo con i numerosi studi eseguiti sui gemelli. I miei figli sono caratterialmente diversi ma estremamente uniti quando si coalizzano per controbattere le buone ragioni che noi genitori imponiamo (orari e doveri). Non tutti i figli dei genitori di questo blog potranno realizzare i propri sogni ma lo sport ed il tennis in particolare li aiuterà, come scrive Federico di Carlo, al controllo delle proprie emozioni, alla disciplina e al sacrificio, valori esportabili nella scuola nella vita e nel lavoro.

  • 154.

    @simplypete io la penso come te però non stesso tempo credo che andare a fare un torneo Eta più abbordabile sulla carta non sia per la voglia di raccontare poi al circolo che la figlia o il figlio ha vinto, piuttosto è un tipo di programmazione “calcolato” per avere successivamente della agevolazioni. Un discorso del genere ad esempio potrebbe andare bene per chi abita in regioni dove non è possibile avere un confronto quotidiano con avversari di livello e per farlo deve per forza con costi non indifferenti spostarsi come ad esempio per chi abita in Sicilia ed in Sardegna. Prendere punti “facili” per poi avere grazie a questo un confronto direttamente con i più forti al main draw dei prossimi tornei giovanili sparsi per l’Italia o per l’Europa senza passare da qualificazioni che comportano spese di alloggio, vitto e assenze da scuola in più credo non sia da biasimare.

  • 155.

    si è spento a 59 anni Roberto Lombardi, che da qualche anno lottava con la SLA

    persona eccezionale (aldilà dei meriti tecnici e sportivi) che ho avuto la fortuna di conoscere una decina d’anni fa e di frequentare (occasionalmente) in questi anni

    sia quando parlava che quando faceva le telecronache in TV pendevo letteralmente dalle sue labbra (per darvi un’idea, nella rubrica del mio telefonino il suo cellulare era registrato sotto il nome “Dio”)

    onore all’uomo, ed al suo spirito d’acciaio che lo ha sorretto fine alla fine senza mostrare a nessuno il dramma che lo ha stroncato

  • 156.

    …..Non saprei bogar le quali eta sono cmq già partite vere, invece che so di andare a roma piuttosto che in francia o svizzera in un main, per poi giocare un match, perdere magari al primo turno con la russa “nandrodotata” di turno; meglio andare fare le quali, se c’è il livello si passano e si gioca il main con comunque due match fatti che fanno sempre esperienza.
    Foucovics, lo scorso anno, non so in quale itf italiano (firenze mi pare) è partito dalle quali per fare finale adesso è 6 del mondo itf etc….
    Nel tennis non si bleffa, se si ha il livello di gioco si vince, se no si perde… punto; bastano un paio di eta, anche partendo dalle quali per capirlo, io il ragionamento vado in posti sperduti a fare punti per passare magari un turno in un main, non lo capisco mi sembra un modo per rimandare la questione good but….che stefano cita sempre.

  • 157.

    Una grave perdita per tutto il tennis italiano….sei stato un mito Roberto

  • 158.

    @ simplypete non so che scriverti, è un dilemma che ovviamente non riguarda me ma magari qualcuno che ci legge. Certo se scrivi che le quali eta sono partite vere, chi decide di non affrontarle con questi piccoli stratagemmi è magari perchè sa o pensa di sapere che per la sua allieva o il suo allievo passare al main draw non è un problema tecnico ma piuttosto una perdita di tempo e economica. Le soddisfazioni maggiori cmq si hanno come nell’esempio che ci hai fatto di fuocovics, partire dalle qualificazioni ed arrivare in finale per me genitore sarebbe come assistere all’arrivo al traquardo ai giochi della gioventù del ragazzino nel film del 1987 di Luigi Comencini “un ragazzo di calabria”. Da far luccicare gli occhi!!

  • 159.


    Bastano un paio di tornei per predendere ranking se il livello c’è, se non c’è, bisogna lavorare per arrivarci, gli open ed i terza per i più piccoli danno parametri più che sufficienti in merito.
    Una ottima (top 10 x intenderci) u.14 eta normalmente non è più forte di una 2.5 2.6 over per cui il conto è presto fatto.
    Se una 96 italiana non vince almeno i terza non può essere competitiva a livello u.14 eta di prima fascia.
    Qualche tempo fa un genitore in un torneo di quarta, mi dice che sua figlia punta per il 2010 ad entrare 100 eta u.14, però intanto perde dalle 4.2 volevo dirgli di non buttare via i soldi, ma poi mi sono trattenuto….

  • 160.

    simplypete il tuo discorso fila, però ci sono realtà e realtà a secondo la regione dove abiti. Lavorare per arrivarci può essere facile o più difficile a secondo della generazione con cui ci si confronta. Un torneo di 4^ ma anche di 3^ può essere difficile a Torino ma facile a Cagliari o viceversa. Dipende tutto dalla quantità e dalla qualità di avversari che trovi. Questione di numeri da affrontare, sei più bravo in quella regione non è detto che sei davvero bravo a livello nazionale. Ti faccio un esempio per farti capire i numeri del tennis femminile di una regione come la Sardegna, faccio l’esempio di un torneo (circuito warriors ttk) che in questo momento viene svolto nel circolo della mia SAT. In particolare mi soffermo sulle iscritte al torneo under 10, sono in tutto 17 bimbe, un numero che a sentire i genitori di queste piccole atlete è molto alto rispetto alle altre tappe fin qui disputate. Essendo questo torneo in concomitanza con l’allenamento di mia figlia, ho fatto un po’ da ficcanaso o da investigatore, fai tu. Sono andato a chiedere ai genitori la breve storia delle loro bimbe, il quadro emerso è desolante e rispecchia comunque l’andamento da anni a questa parte. Ho sentito di bimbe che si allenano una sola volta a settimana, altre che hanno iniziato da pochissimo, altre ancora per cui il tennis è solo un diversivo rispetto agli altri sport praticati. Su queste basi è chiaro che poi tra dispersione per motivi vari agli under 12 arrivano due/tre bimbe che fanno incetta di coppe a livello regionale a cui però manca un confronto più ampio come possono avere le pari età Piemontesi. Lombarde, Venete, Laziali etc, In sintesi, si arriva alla conclusione condivisa da tutti che se rimani in Sardegna sei comunque destinato a non avere prospettive tennistiche di rilievo. Del resto se prendi la più forte tennista sarda, Anna Floris, per arrivare al suo best ranking 151 ha dovuto lasciare l’isola e rifugiarsi al CT Albinea, molti dicono che se avesse fatto questa scelta qualche anno prima con molta probabilità sarebbe scesa sotto i top 50.

  • 161.

    bogar …certo la sardegna è penalizzante sotto questo punto di vista e quindi bisogna ingeniarsi un po’…
    Ti dico che cmq la strada degli eta sperduti per poi..etc, non mi sembra una buona strada, certo a 12/13 anni vista la logistica dovrai viaggiare un po’ sarà dura ma un consiglio usa il cervello e non seguire le mode…

  • 162.

    Mah Stefano, hai ragione…
    D’altronde l’ho detto piu’ volte che per l’anedottica personale è meglio vivere a Lagos…. non conosci nessuno e come dote, hai anche quel velo avventuresco e colonialistico che condisce ancor di piu’ le tue ottime narrazioni…e il (SUB)comandante è l’ultimo che abbondona la nave…anche se posso immaginare che è dura dare sempre l’esempio…
    E tu stesso (e penso sia anche il motivo del silenzio di Max) hai capito che è meglio, ad un certo punto, lasciar parlare di piu’ il campo… che è il miglior (auto) referente….
    Comunque, se posso fare una provocazione, certamente nel Blog, sia qua che su UBS, e mancato un confronto costante e costruttivo con gli addetti ai lavori….a parte con FedericoDC, che pero’ ….. si considera “part-timeâ€â€¦.
    Ottimi anche gli spunti di Pistolesi (Roberto, ecco uno da intervistare periodicamente. mai banale e senza peli sulla lingua), che possiamo definire il MadMAx dei coach…

    Da sempre, se ricordi, sono contrario a pontificare troppo sui match Under e sui “fenomeni†annunciati… domani è un altro giorno., il passato non conta…e poi Vale è da settembre che non gioca tornei… e Anki ne ha giocato uno….quindi fai tu quattro conti di cosa dovrei parlarvi…magari fra un po’…
    In piu, dopo aver cambiato circolo, sono improvvisamente diventate ancora piu’ scarse e non le convocano nemmeno per i raduni e/o in rappresentativa….ho pochi argomenti….
    Passati 4-5 anni, anche la “purezza†e i buoni propositi iniziali (tipo Bogar67…) vanno a farsi benedire…bisogna ottimizzare le poche risorse e i tempi…che con 2 non sono cosa da poco…

    Ovvio che potrei, parogonare, la situazione all inclusive che offre un circolo rispetto alla nostra attuale situazione attuale, qualcosa, fra le righe, penso di averla già detta anche qui, non vorrei annoiare…acqua passata non macina piu’… ognuno per la sua strada…e pensiamo al domani…
    Per me, che stiano continuando a giocare, per ora, è una piccola/grande soddisfazione, grazie anche all’impegno del nuovo maestro (ti ho già raccontato che “qualcuno†ci disse che non avremmo trovato nessuna alternativa altrettanto “validaâ€)… chi si accontenta..
    Semmai, da genitore, discuto le regole dei trasferimenti e/o quanto poco contino i ragazzi di fronte a certe situazioni….
    Guardiamo al concreto… che con la filosofia si fa poca strada…

    Quoto e sottoscrivo gli ultimo post di Simplypete…

    PS: Lombardi lo conoscevo solo come giornalista/commentatore , mi sembrava una degna persona… competente, mai banale e sempre positivo…. uomini così lasciano un grande vuoto…

  • 163.

    Ciao Atti,
    purtroppo nella vita spesso capita di non poter fare il lavora che uno avrebbe desiderato ed alla fine deve scendere a compromessi. Il mio lavoro principale richiede soventi trasferte all’estero per cui il mio apporto tecnico mentale deve necessariamente conciliarsi con le necessità di lavoro principale extra tennistico. Come abbiamo più volte ripetuto, è dura vivere di solo tennis se non si è parte integrante di ben determinati meccanismi.

  • 164.

    Atti, l’unico motivo per cui non scrivo più è che qui dentro ci sono alcune persone che scrivono cose non vere, che o sono in malaede (come dico sempre io) o che hanno le fette di salame sugli occhi. In più altri che scrivono cose per sentito dire o per difendere gli interesi degli addetti ai lavori, gli stessi che sono gli artefici dello scempio degli ultimi trent’anni dell’Italtennis e che è davanti agli occhi di tutti..

    In realtà di cose da scrivere ne avrei molte anche perchè Alessia sta giocando molto bene ha vinto perfino un under 16 battendo una 3.4 della Vavassori. In più quando settimana scorsa ha giocato il Pro Patria (vincendolo) i genitori dell’accademia sono tutti venuta a vederla e sono rimasti increduli davanti ai suoi miglioramenti fatti con il padre ciccione.. (in realtà poi la finale l’ha giocata piuttosto male ma è da lunedì che ha la febbre).

    Ed è da qualche tempo che mi sta ronzando l’idea di mettere su una specie di team privato o qualcosa del genere perchè veramente sono rimasto scioccato da come le altre non siano migliorate quasi per nulla se non per quel poco dovuto alla crescita..

    Comunque vi farò sapere perchè comincerò a scrivere su una rivista, prima online o poi penso anche sul cartaceo, d’altronde qualcuno si è accorto che l’unico che scrive cose vere e senza il freno a mano tirato ma soprattutto senza secondi fini sono io..

  • 165.

    mad max felice di rileggerti!

  • 166.

    Ciao Max,
    fa piacere rileggerti e sapere che Alessia sta giocando bene ed è in fase di crescita. Nel partecipare al blog mi sono sempre imposto di non andare a vedere chi si celi dietro i nick names e di trattare sempre tutti allo stesso modo. Può darsi che se c’è qualcuno che deve difendere i propri interessi lo faccia ma in malafede non mi sentirei di dirlo. Ognuno di noi ha i suoi limiti e le sue limitazioni e spesso il media della scrittura aiuta ad aumentare i fraintendimenti. Non penso però che il blog avrebbe tanti frequentatori assidui se fosse pervaso dalla mala fede. Mi sembra una generalizzazione gratuita verso chi cerca, nonostante i distinguo e le sue posizioni, comunque di partecipare allo scambio e circolazione di idee, vedute ed informazioni in modo aperto e sincero.
    Inoltre la mala fede la puoi trovare in tutte le cose; se la eviti le dai ragione d’essere, se la ignori dimostri di essere superiore. Dunque “non ti curar di loro ma guarda e passa”.

  • 167.

    @mad max
    tua figlia per caso giocherà il torneo avvenire?

  • 168.

    Mad max non sei l’unico…

    Pistolesi Piatti o Panichi non hanno niente da nascondere…i migliori parlano perchè non hanno niente da perdere…loro lavorano bene…e continueranno a lavorare anche se dicono la verità…

    non parlano solo quelli a cui non conviene parlare…quelli che se scopri il pentolone…avrebbero un bel danno economico pure…

    questi sono quelli che dicono che va tutto bene…e che qui in Italia si lavora pure meglio che da Bollettieri…

    tu però fai male a non scrivere più sul blog…

  • 169.

    @ mad
    Felice di risentire “la tua voce” complimenti per alessia e continua così….
    Sul team privato, sono interessato, se riesci a coinvolgere nicoxia lui ha il mio contatto….

  • 170.

    mad max però in passato da quanto mi ha postato Stefano Grazia mi hai dato del malafede, spero da parte tua cmq non dico scuse perchè mi pare che con il caratterino che ti ritrovi non le dai neanche se riconosci sotto sotto di avere torto marcio ma almeno di dire mi sono sbagliato perchè sul web come ti ha scritto post 166 Federico i fraintendimenti ci possono stare. Poi per me arbitro di calcio che non si mai piegato a nessun compromesso (infatti sono arrivato in interregionale) sentirsi dare del malafede è davvero inaccettabile. Continua a scrivere, magari non ti esporre troppo altrimenti chi ci rimette è sempre tua figlia però continua a scrivere che ci serve il tuo aiuto.

  • 171.

    Ciao Max@… complimenti ad Alessia…

    Non essere “egoista”… tienici aggiornati… direttamente e/o indirettamente sei nel mirino… tanto vale …contrattacare…

    Scherzi a parte…suerte e in bocca al lupo….

  • 172.

    X Stefano,
    sono stato ieri dal neurochirurgo il quale ha diagnosticato che l’ernia quantunque comprima già il nervo spinale, non è completamente espulsa ma è molto disidratata perchè compressa dai dischi. Mi ha prescritto di fare 20 sessioni con un macchinario (di cui esistono soltanto 5 esemplari in tutta Italia) computerizzato che allunga i dischi ed aumenta l’ossigenazione e l’idratazione dell’ernia. Tu che ne pensi?

  • 173.

    Avevo scritto un lungo post nella sala d’aspetto di Abuja che poi non e’ partito e non avendolo salvato si e’ perso…Tornato a Lagos con sole 4 ore di ritardo dovute a ritardi da mal tempo (c’era la nebbia da harmattan, il vento del sahara che quando spazza,non scherza e tinge tutto di rosso…), mia moglie mi dice che Mad Max aveva scritto… Mah, non so, io avro’ anche la coda di paglia ma continuo a non capire con chi ce l’ha, se ce l’ha con me e perche’ poi ce l’ha con me (perche’ non accetto per oro colato tutto quel che dice? boh…) eppero’, rileggendo il post, un po’ sono deluso: ma come, ho sempre detto che eri un duro e puro e invece mi sei diventato criptico, dici e parli e accusi senza fare nomi e senza spiegare i perche’ e i percome e soprattutto neghi la possibilita’ agli altri di dialogare pur avendo, eventualmente, opinioni diverse … I NOMI!!!! VOGLIAMO I NOMI!!!!, diceva Raimondo Vianello nella parte di un politico a cui il giornalista domandava come mai nel suo partito ci fosse una cosi’ lunga lista di farabutti, delinquenti, corrotti e incapaci. E il giornalista iniziava in ordine alfabetico ad elencarli uno dopo l’altro e dopo mezzora dicendo, che ne so, Sabattini Vianello scattava: eh, no, questo lo ha gia’ detto…E il giornalista implacabile: Questo e’ il fratello…
    E Vianello: eh, ma lei non specifica…e allora specifichi, no?
    Un grandissimo, Raimondo Vianello…
    @Nicox: premesso che anch’io ti stimo, ma continuiamo, credo, a parlare di cose diverse e chissa’, forse un giorno, saro’ in grado di spiegarmi meglio…Adesso no, non ne ho voglia, anche perche’ ci avevo gia’ riprovato stamattina e poi ho persp tutto e adesso ,a tentar di ripetere le stesse cose, sono un po’ svuotato…
    @Atti: io sto solo dicendo che molte delle email che io mi onoro di ricevere e’ davvero un peccato che rimangano inter nos perche’ sarebbero ottimo materiale da Blog
    @A giogas mi accomuna l’esperienza di espatriato ed e’ chiaro che ci accomuna un certo vissuto ed un certo modo di vedere le cose anche se lui sul campo non ci e’ andato coi suoi gemelli e non e’ poi detto che non sia stato meglio cosi’…Io pero’ voglio almeno mantenere l’illusione che se Nicholas e’ davvero perfetto tecnicamente sia soprattutto merito mio e di mia moglie…Poi Nicox dira’ che allo stesso modo e’ colpa nostra se e’ una Canaglia e io mi addentrero’ nella discussione che adesso non ho voglia di fare ma che prima o poi rifaro’ (senza la pretesa di aver ragione ma quella di poter esporre le mie tesi, si…)
    @Francesco: no, io mi riferivo al personale, all’aneddotica tipo la storia della borsa rubata e racchetta imprestata che e’ una delle mie favolette morali preferite da raccontare a Nicholas…Francesca e’ forse con Alessia la migliore quanto a risultati fra i Figli del Blog e sono quindi curioso di saperne di piu’, non solo attraverso i crudi risultati … Io ho sempre sostenuto che si possa trarre ispirazione dalle urne dei forti, o pindemonte, ma anche dal sapere che attraverso i tuoi stessi dubbi, le tue sconfitte, le tue problematiche, ci sono (o meno) passati anche gli altri…A volte invece mi sembra che gli altri siano tutti bravi e perfetti e integerrimi e questo mi fa pensare … In realta’ fu molto illuminante cio’ che scrisse di suo pugno la stessa Alessia : a leggere tra le righe non mi sembrava poi di leggere una storia cosi’ diversa da quella della Canaglia …A parte i risultati, ovviamente. Ma di questo certo non posso fare colpa a Nicholas. Semmai, solo i ‘congrats’ ad Alessia.
    By the way, ieri mia moglie riceve una telefonata da Paul Forsythe (che non le aveva mai elefonato e questo e’, con Jose’ Lambert, la persona piu’ importante all’Academy ora che Chip Brooks lo potete vedere all’angolo di Jelena a Indian Wells)e con una certa apprensione si chiede, mia moglie,oddio, cosa ha combinato stavolta… E Paul molto serio le dice che Nicholas, che era stato da lui selezionato nel suo Team in un torneo interno tipo College Format, aveva giocato da dio battendo un quindicenne che tra l’altro lo avrebbe provocato per tutto il match con epiteti tipo italiano qua,italiano la’ e pose da bullo, ma lui niente, era riuscito a stare calmo e a vincere…E, continuava Paul, tutti i coaches vengono da me a chiedersi come e’ possibile che sia ancora in quel gruppo e che dovrebbe esere 2 gruppi piu’ avanti e questo deve essere l’obiettivo del prossimo mese, in modo da poter essere scelto da Paul il prossimo anno …e a sera, stravolto di fatica, davanti al piatto di pasta, in una sorta di torpore, Nicholas commentava piu’ volte in un sospiro:pero’,come sono felice….
    Poi, chissa’, magari oggi gli han fatto fare il giro della chiglia….

  • 174.

    Scusa, Fede: volevo dire anche, ma insomma, quello e’ un neurochirurgo e io sono un povero coglionazzo di medico all’estero, non vorrai mica mettere sul piano la mia opinione con la sua? La Medicina non e’ mica il tennis dove io vengo spacciato per competente e le mie opinioni messe quasi sullo stesso piano di quelle di Mad Max…SCHERZO!!!!!!

  • 175.

    @simplypete oggi sono riuscito a scardinare il fortino del maestro, si è parlato un pò di tutto e ti quota post 156-159. La pensa uguale uguale a quello che hai esposto!!

  • 176.

    @King : “questi sono quelli che dicono che va tutto bene…e che qui in Italia si lavora pure meglio che da Bollettieri”

    Guarda King che ad essere onesti Mad Max e’ fra quelli … Cioe’ non e’ certo un entusiasta della Bollettieri, un po’ perche’ il suo mentore Della Vida non lo e’ neppure lui … Ricordo benissimo che a Trieste, l’anno scorso, uno dei motivi del nascente dissapore con il Team Grazia era appunto il fatto che noi avevamo deciso per il Grande Salto Oltre Oceano…Ricordo Max esclamare un po’ provocatoriamente a fine cena esclamare che lui non avrebbe portato sua figlia alla Bollettieri neanche se fosse stato gratis preferendole comunque la Vavassori (allora la rottura era ancora al di la’ di ogni immaginazione). Comunque non e’, come sa chi legge i miei resoconti, che sia tutto rose e fiori o che solo da Bolletta posseggano il VERBO ma una cosa volevo farvi notare: pochissimi di voi prima di leggermi sapevano chi era Chip Brooks…Se uno si prende la briga di andare a leggere i miei resoconti scoprira’ che il suo nome ricorre fin dal mio primo post,credo, 3-4 anni fa… Ora Chip Brooks lo potete vedere fare coaching in diretta a Jelena Jankovic che prima di passare nelle sue mani non era riuscita a superare una volta i sedicesimi ed ora e’ in finale a Indian Wells…Fa un certo effetto per me vedere il mio ex allenatore (si, perche’ anch’io sono stato allenato da Chip Brooks!) in televisione ma davvero, esiste un posto in Italia in cui un ragazzino U12-U14 viene visionato nella stessa settimana da Brian Gottfried, dall’ex coach di Rios e Spadea, dall’attuale Coach della Jankovic e magari anche da Brad Gilbert? Quanti Coach Italiani hanno mai portato in finale in un Master un loro protetto? Vabbe’, quest’ultima cosa non vuol dire assolutamente nulla e non e’ indicativa del valore del coach medesimo, lo so io e lo sapete voi,ma certo non si puo’ nemmeno dire che sono tutti una manica di cioccolatai come ogni tanto si vuole far credere: questa e’ gente che COMUNQUE li ha visti TUTTI e molti li ha anche portati a quei livelli…Certamente il Maestro Pierino puo’ essere un grandissimo coach ed essere piu’ bravo, piu’ colto, piu’ sensibile, piu’ attento, piu’ appassionato di molti dei coaches della Bollettieri ma non si puo’ negare che l’insieme di esperienza, d’informazioni, di consigli e suggerimenti che uno si ritrova ad incamerare alla Bollettieri siano forse ineguagliabili o comunque degne di rispetto (piu’ tutto il resto: confronto coi migliori, logistica All in One, etc etc).
    Poi e’ chiaro: io ho fatto molte ore con Chip (e anche con i due migliori Coach in Nigeria,uno dei quali ancora uno dei Davis Cup Coaches della Nigeria) e sono rimasto un Tristonazzo che levati e tale sarei rimasto anche se mi fossi allenato con Piatti, sartori, Pistolesi, Rianna,Fanucci e Caperchi … Pero’ mi fa piacere (un piccolo peccato di vanita’) vedere che Chip, colui che e’ stato il nostro punto di riferimento, croce e delizia ma comunque colui a cui continuiamo ad inviare per primo le nostre email riguardanti Nicholas (e questo da quando aveva 5 anni), era oggi in televisione a fianco di una delle migliori atlete del mondo e la accompagnava nella sua prima finale dell’anno … Ovvio che magari ci sarebbe arrivata anche con un altro perche’ alla fine in campo ci va lei e non il coach, ma a Bradenton dicono che uno come Chip e’ davvero l’ideale per una come Jelena…Vabbe’, vedremo… Sono anche curioso di vedere se l’accompagnera’ anche in Europa e se continuera’ a tenere tutte le cariche che ricopre in questo momento … Bene, e adesso ricordatevi anche quest’altro nome: Paul Forsythe…

  • 177.

    stefano….
    questa frase vale quanto una finale all’orange ….
    “Nicholas commentava piu’ volte in un sospiro:pero’,come sono felice….”
    Sii orgoglioso di te, di tua moglie e di tuo figlio..

  • 178.

    Ci sono varianti all’ allenamento giornaliero sui campi da tennis o in palestra? Sono poche le occasioni che una grande città può offrire per favorire la “mobilità†specie se si considera che non si può correre in mezzo alle strade a causa dello smog; l’alternativa è sfruttare i parchi pubblici, meglio quelli privati , recintati e puliti. Ieri ho seguito con lo sguardo da lontano, i giochi dinamici dei miei figli e sono affiorati i ricordi della mia adolescenza: corse, rincorse, lotte con gli amici, salti dai muretti ed arrampicate sugli alberi. Abitavo in zona rurale ed ero fortunato perché le campagne circostanti erano un illimitato terreno da gioco. Mi nascondevo sopra l’albero più alto e lì bivaccavo spiando il mondo intorno a me. Preferivo un grosso fico con un ramo prominente che mi permetteva di cavalcarlo comodamente, poi facevo il barone rampante cercando di saltare da un albero all’altro, quando mi era consentito dalla vicinanza degli stessi. I ricordi si sono concretizzati nei giochi dei miei figli . L’indolenzimento muscolare al loro risveglio ha forse evidenziato che il migliore allenamento è quello che si fa all’aria aperta nei campi nei prati e sopra gli alberi….o sbaglio?

  • 179.

    Effettivamente Stefano se mi mettessi in campo farei una pessima figura, perciò cerco di starne lontano ma non posso fare a meno di intervenire durante l’allenamento, per suggerire se un dritto o un rovescio è eseguito correttamente anche se, come avevo precedentemente scritto, cominciano ad essere più competenti loro… . Per te è indubbiamente tutto diverso in quanto sei stato il primo maestro di Nicholas, hai calpestato il campo con lui e con il contributo di tua moglie hai dato valore e forza al progetto. Ne è derivata una sinergia di intenti e di aspettative potente e incisiva che consentono a tuo figlio attualmente, di seguire con successo l’Accademia Bollettieri.
    Come già scrissi sono un genitore anomalo nel panorama del blog o almeno così credo: pur condividendo i valori culturali dello sport non ho mai praticato nessuna attività e la mia conoscenza tennistica è molto scarsa…. frugando nel mio passato ricordo però che ero molto veloce nel percorrere brevi distanze e possedevo una discreta resistenza (mi riferisco a quando ero adolescente) e mio padre mi raccontava che era capace di correre per decine di km senza mai arrestarsi, ergo quindi che forse qualche buon gene sia presente nel patrimonio genetico dei miei figli ….
    E perché sono qui a scrivere e ad occuparmi di tennis? Semplicemente perché i miei figli (precisiamo sono due ma il “malato” è uno solo) mi fanno impazzire con il tennis e tutti i miei interessi in altri settori sono sospesi. Il “malato†mi chiede sempre di più, sempre più allenamenti si arrabbia con me e con il fratello accusandolo di scarso impegno e negligenza perchè non lo impegna abbastanza. L’altra sera si è sfogato dicendo che se continua così, al massimo potrà vincere qualche challenger ma non di più e la sua carriera professionistica sarà finita prima di cominciare. Purtroppo qui in Turchia la realtà non è quella che si può vivere in Italia, qui i campi da tennis sono pochi e i praticanti ancora meno e quelli bravi… non si contano, tanto sono rari…. Ed allora devo cercare di fare i miracoli, traversare il Bosforo passare la mia giornata nell’altra sponda in Asia per trovare … conforto. Mio figlio “malato†mi chiede di fare tennis di qualità, afferma da mesi che vuole diventare un professionista ed è stanco di farsi i tornei del “gigetto†d’estate, vuole partecipare a tornei importanti …â€per vincerli?†Domando io?†Mi risponde…â€vorrei incontrare ragazzi che mi impegnano e che mi fanno divertire†è la risposta. In realtà la scorsa estate si è fatto tutti i tornei possibili under 14 regionali e poi ha voluto partecipare anche a dei quarta e quello che ho notato è che quando ha perso gli incontri è stato soprattutto per un incolmabile gap fisico, problema che non è emerso partecipando ad un paio di tornei della sua categoria. Il periodo estivo in Italia è breve e deve essere compatibile con la vacanza in spiaggia o in montagna ed non posso conciliare tutto. Cercherò di programmare dei Nike e alcuni tornei internazionali. Ha saputo che un suo amico si iscriverà al torneo TE di S. Giorgio e mi ha chiesto di parteciparvi. Purtroppo rientrerò tardivamente e solo se sarà nel tabellone principale potrà essere possibile che lo accompagni a meno che non trovi altre soluzioni che gli consentano di partecipare alle qualificazioni. Per finire rivolgo qualche domanda agli addetti ai lavori o a chi è capace di rispondere: per essere presente nel tabellone principale (mi riferisco al torneo S. Giorgio), cosa è più importante la classifica italiana o quella della TE e se per gli under 12 la classifica TE non c’è, è possibile che un buon risultato al TE precedente consenta l’ingresso nel tabellone principale? A chi viene data la wild card?

  • 180.

    Bogar e Simply per quanto riguarda la crescita avete ragione,ma per poter fare quello che dite dovete poter partecipare alle quali degli Eta e non è così facile all’inizio senza ranking per questo vanno lontani perchè è più facile entrare nel tabellone di qualificazione per poter prendere qualche punto che ti permette di fare le quali degli altri Eta.Certo se poi uno continua a fare solo quelli è un altro discorso.Le wild car dovrebbero servire a quelle reputate più forti di evitare migrazioni.

  • 181.

    Nicoxia credo che la strada stia proprio nel mezzo come hai indicato tu, infatti io ero d’accordo con Simply riferendomi alla crescita ma non biasimavo chi fa quel tipo di percorso a patto come hai aggiunto tu di non continuare a fare solo quello.

  • 182.

    @Nicoxia ti quoto in pieno…

    infatti simplypete afferma:

    “…..Non saprei bogar le quali eta sono cmq già partite vere, invece che so di andare a roma piuttosto che in francia o svizzera in un main, per poi giocare un match, perdere magari al primo turno con la russa “nandrodotata†di turno; meglio andare fare le quali, se c’è il livello si passano e si gioca il main con comunque due match fatti che fanno sempre esperienza……bastano un paio di eta, anche partendo dalle quali per capirlo, io il ragionamento vado in posti sperduti a fare punti per passare magari un turno in un main, non lo capisco mi sembra un modo per rimandare la questione good but….che stefano cita sempre”

    Ma come ci vai a fare le quali dei tornei importanti se non hai punti TE???? Guarda che per entrare nelle quali di “petit as” e Livorno, per fare un esempio ,se non hai classifica vai in alternates e devi andare a firmare sperando nelle defezioni….guarda le liste dei vari tornei..
    Il ragionamento è questo :quando sei ancora u 12 vai a cercare di fare punti che ti serviranno per essere per lo meno in quali nei tornei più importanti,poi se vali quando sarai u 14, 2° anno, andrai a giocare gli u. 16 e così via se hai ambizioni..
    C’è poi da considerare altri aspetti come ad esempio abituare i piccoli agonisti alle trasferte, ai sacrifici, ai cambi di superficie di clima,cibo, di lingua ,così da verificare se in effetti è una strada che vogliono realmente intraprendere….
    Certo è costoso, faticoso…..ma ditemi è uno sport facile il tennis?

  • 183.

    @ Francesco
    è chiaro che devi almeno entrare nelle quali, quello che dico e che se sei buono veramente ti bastano un paio di tornei per prendere ranking, allora preferisco spendere tempo e denaro per essere buono veramente che andare in giro a cercarmi punti eta in posti sperduti…tutto quà
    Tanto per la cronaca, a livello u.14 eta, correggio 2009 (non tagikistan) in quali, se vai a vedere i tabelloni trovi spesso delle senza ranking
    Es:
    dagnino,gazzola , costi, prati, battaglia etc per un totale di sedici su 32 vedi tu non mi sembra impossibile dai.

  • 184.

    A volte si è discusso nel blog della riconversione dei campi da gioco, della fruibilità senza oneri degli stessi, ma poco si è trattato, almeno a me sembra, della possibilità che ogni ente locale possa prendere in considerazione il progetto di costruzione di un campo da tennis per inserirlo nella struttura sportiva a fianco dello stadio o della piscina comunale. La FIT dovrebbe sollecitare i politici locali o nazionali a prendere decisioni in merito. Dico questo perchè oggi sono rimasto sorpreso da quanto è apparso ai miei occhi girovagando sotto un sole primaverile nei dintorni di Kadikoy nella Turchia Asiatica. Ebbene a 100 metri dall’imponente stadio del grande sobborgo cittadino, tempio del calcio locale, è stato costruito un campo da tennis con annesso un mini campo provvisto all’estremità di un bel muro adatto al riscaldamento degli atleti. Che nei quartieri della città ci siano campi da gioco è abbastanza usuale ma trattasi quasi sempre di campi da calcetto, calcio e basket Sono strutture recintate che vengono chiuse con lucchetto durante la notte per evitare che siano deturpate, ma che durante il giorno sono ad uso e consumo dei cittadini e sono gratuite…. Il campo da tennis in cemento è una novità e poichè la costruzione è recente questo farebbe pensare a nuovi modi di pensare e a nuove politiche in atto. Se in Turchia, paese esclusivamente “calciofilo”, senza tradizioni tennistiche di rilievo si pensa alla costruzione di campi da gioco di tennis completamente gratuiti, che cosa si dovrebbe fare in Italia? Va bene che anche in Italia lo sport è sinonimo di calcio ma il tennis ha un altro peso o almeno lo dovrebbe avere…..

  • 185.

    “Quanti Coach Italiani hanno mai portato in finale in un Master un loro protetto?” L’avevo scritto io stesso:per onesta’ intellettuale registro la finale in un masters series di un coach italiano, ovviamente Piatti con Ljubcic…e mi ricordo che 3-4 anni fa ne avevano centrate almeno un paio, una persa al quinto con Nadal… Comunque non cambia la sostanza del discorso.

  • 186.

    Giogas, ad Abuja nel mio peregrinare in questi 5-6 giorni alla ricerca delle basi del mio futuro soggiorno sono arrivato al National Stadium, home delle Super Eagles Nigeriane di calcio…Be’, di fianco stavano costruendo 14 nuovi campi da tennis da aggiungere ai 6-8 che gia’ c’erano…Alla mia compagnia mi prendono in giro: Avranno saputo che stavi per arrivare tu…

  • 187.

    Stefano a proposito delle finali 1000 di Ljubicic e Piatti eccotene un resoconto preciso: Madrid 05 (lost to Nadal 76 al 5° dopo essere stato avanti 2 sets a 0),Bercy 05 (lost to Berdych rigorosamente al 5°),Miami 06 (lost to Federer 67-67-67),e stasera gioca la quarta con Roddick. ;-)

  • 188.

    164…

    AutarchiMax…

  • 189.

    No, no, infatti,Nicola…ho fatto subito ammenda, come vedi, che senno’ qui si e’ subito accusati di malafede o di salame negli occhi… E speriamo che oggi vinca (Ora o mai piu’, temo, almeno per il comunque ottimo Ljubo, veramente simpatico e paziente anche con la canaglia che lo tempestava di domande un paio d’anni fa a Roma…)

  • 190.

    Alla luce della splendida vittoria ad Indian Wells (master 1000) di Ljubicic alla verde età di 31 anni, , a proposito complimenti al maestro Piatti, ripropongo un mio post in risposta al maestro Veneziani:
    Un altro punto importante che ha toccato il Maestro Veneziani è il discorso del precocismo, quando dice riferito ai ragazzi:
    Vedono miti di diciassette anni alla televisione, come quel golfista coreano che ha vinto un torneo importante non so dove…pochi minuti fa, come Rooney o Nadal, come quel tuffatore britannico o Britney Spears o la Hingis. E vogliono essere come loro, ma non si rendono conto della fatica che si fa a diventare professionista.

    Questo a mio avviso è un argomento da trattare e sviscerare alla luce di molti aspetti sia per quanto riguarda il successo tennistico sia di implicazione negativa o positiva nella vita dell’atleta.
    A tal proposito vorrei ricordare un mio post di molto tempo fa su Ubitennis che parlava di un innalzamento d’età in vari sport, citavo lo sci ma anche nel calcio 20/30 anni fà un atleta di 30 anni era considerato finito, oggi a 30 anni è nel top della sua carriera.
    Anche nel tennis contrariamente a quello che potrebbero pensare in molti sta succedendo questo, da una mia ricerca sulle prime 20 tenniste nella classifica dell’aprile 1990, risulta un età media di 22,7 anni, mentre le prime 20 della classifica a marzo 2010 (esattamente 20 anni fa) hanno un età media 25,7 anni, quindi 3 anni di media in più che non sono pochi. Alla luce di questi dati a mio avviso sarebbe opportuno anche riconsiderare le tabelle di marcia che portano al professionismo.
    Ps un saluto a Mary, non leggere solo scrivi……

  • 191.

    E’ anche un discorso di professionismo vero: 30-40 anni fa a 24 anni smettevi perche’ dovevi cominciare a lavorare…Vincevi 4 medaglie alle Olimpiadi e le mettevi a frutto (nel cinema, nel giornalismo, in holiday on ice, nella pubblicita’…) o tornavi a studiare… Adesso continui a cercare di vincere perche’ vincere significa guadagnare e a 30-35 anni in molti sport sei ancora ‘giovane’ e anche piu’ forte ed esperto…Il piu’ grande tennista di tutti i tempi prima di Woods era considerato non tanto Nicklaus ma Bobby Jones che credo si ritiro’ a 27 anni, un eta’ in cui molti golfers devono ancora cominciare a vincere…Esempi magari piu’ calzanti li abbiamo in atletica e nel nuoto dove prima gli unici atleti vicino ai trenta erano i Dilettanti di Stato dei paesi oltre cortina…Gli altri smettevano a 22-24 anni… Il tennis invece sembra un po’ diverso ma la ragione e’ da ricercare nel fatto che e’ probabilmente uno degli sport piu’ usuranti e brutali, considerando anche che non e’uno sport di contatto, non solo dal punto di vista mentale ma anche fisico. Rosewall che va in finale a Wimbledon a 40 anni adesso fa sorridere… Vero e’ che alcuni recenti comeback o anche la programmazione a singhiozzo delle Williams fa pensare al bisogno di periodi in cui l’atleta stacca la spina e rigenera le batterie il che gli permette di prolungare la carriera…Che altrimenti rimane, a livello di ‘prime time’, racchiusa in 5-6 anni…Dipende da quando cominci: se esplodi a 18 a 25-26 sei cotto…Se esplodi a 24 magari arrivi a 30 … Credo pero’ che questo non modifichi quel postulato fondamentale che impone l’acquisizione della tecnica prima dei 12-14 anni (Teoria della Mielina e blah blah blah) … Poi si, dopo e’ una questione di maturazione fisica e mentale e di quando si decide davvero di premere sull’acceleratore e pensare, bere, mangiare cagare tennis twentyfour seven,24 ore al giorno tutti i sette giorni della settimana tutti i mesi per tutto l’anno… Nel calcio o nel basket e’ diverso: hai uno stipendio anche se sei infortunato e se un giorno non giochi bene puoi affidarti sempre agli altri dieci compagni di squadra…O giocare part time: come se nel tennis una squadra utilizzasse Karlovic solo al servizio e Murrayi solo in risposta e ogni tanto, all’improvviso, Stepanek per un paio di serve & Volley…Ehi, se il tennis si giocasse di squadra magari giocherebbero ancora anche Sampras ed Agassi…Ma non nello stesso team!!!

  • 192.

    Mauro, Stefano,
    secondo me il discorso è abbastanza semplice. Il tennis moderno sta diventando sempre più uno sport muscolare. Dal momento che il corpo può sopportare i carichi massimi di allenamento muscolare soltanto quando ha completato lo sviluppo osseo, ammettiamo 15-17 per le ragazze, 16-18 anni per i ragazzi; aggiungendo due anni di lavoro intensivo, più 6-8 anni di tennis al meglio ed abbiamo ottenuto le età medie dei giocatori di vertice moderni.

  • 193.

    Ieri e sabato pomeriggio a Cagliari c’è stato un nuovo raduno del centro periferico di allenamento della fit, subito una novità e qui Roberto Commentucci sarà contento, la maggior parte dell’allenamento si è svolto sul veloce. Si è svolto tutto a mio avviso con la massima competenza e passione, un unico suggerimento, che è quello di ripetere questi allenamenti più frequentemente, certo non credo sia possibile da parte dei responsabili nazionali presenziare sempre, ma si potrebbe delegare ai maestri locali coivolgendoli a turno con dei protocolli predefiniti.

  • 194.

    @ Mauro g&f, in settimana durante il warriors ho proposto al papà di una delle ragazze presente al raduno di proporre quello che tu hai indicato, noto con piacere che mi ha dato retta. Sapevo, avendo letto il tuo pensiero qui sul blog che ne saresti stato contento e che non ti saresti sottratto. Penso che coinvolgere a turno utilizzando uno stesso protocollo i maestri delle ragazze sia una buona idea, ovviamente a patto che non ci sia invidia o una sorte di protezione verso la propria allieva ma avendo lo scopo e l’obbiettivo di far crescere bene e meglio tutte indistintamente e indipendentemente dal circolo di appartenenza.

  • 195.

    La FIT ha messo on line il mio articolo sul decentramento del settore tecnico.

    Per chi non lo avesse letto, lo trovate qua.

    http://www.federtennis.it/FlipPage-nuovo-formato.asp?ID=20

    E’ a pag. 14.

    Segnalo anche un interessante articolo sui campi in veloce, a pag. 24.

  • 196.

    Segnalo, wc nelle quali di Miami, Victoria Tomova vincitrice lo scorso anno (!!!), sì avete capito bene, lo scorso anno, del Torneo under 14 di Livorno.

    Ragazza bulgara, che a mio avviso di anni ne dimostrava almeno diciotto e vista dal vivo di una bellezza davvero fuori dal comune, potrebbe diventare la nuova Ivanovic, almeno in quanto a bellezza…

  • 197.

    Mauro, se leggi il mio pezzo vedrai che il protocollo tecnico c’è già, ed è condiviso da Scuola Maestri e Settore Tecnico. Esso viene distribuito a tutti i maestri dei ragazzi.

    I raduni saranno gradualmente intensificati, fino ad arrivare alla costituzione dei centri tecnici regionali.

  • 198.

    Mauro g&f

    Murray Djokovic Nadal sono esplosi tutti giovanissimi…Federer pure molto giovane…

    la Pennetta che entra nelle top ten a 27 anni non è proprio il massimo…

    occhio a leggere certi dati…e poi qui in Italia problemi di questo tipo purtroppo non ne sono…i nostri tutti tardi maturano…

    e il problema è proprio questo…

    Nadal fosse maturato più tardi avrebbe vinto tutti questi Rolando?

    io ne dubito fortemente…

    mamma mia siamo messi proprio male…

  • 199.

    OT:
    per caso qualcuno di voi domenica scorsa era al CT GIOTTO Arezzo con qualche figlio/figlia del 97/98 ??
    ;)

  • 200.

    1)In questi giorni ho ricevuto un paio di richieste di supporto logistico da parte di genitori di giocatori che parteciperanno al torneo ITF di Abuja: purtroppo io ad Abuja ci saro’ solo da Maggio e al momento mi trovo a 1000km piu’ a sud… In effetti e’ un peccato perdere l’occasione-c’era anche un torneo U14- ma io devo rimanere a Lagos a coprire l;a posizione e comunque non avendo ancora la casa non potevo chiedere alla compagnia di mandare me e tutta la famiglia ad Abuja in albergo …E volendo stare un po’ con loro,visto che ci vediamo 3-4 volte all’anno, non mi e’ nemmeno passato per la testa di mandare solo loro… Pero’ in effetti il prossimo anno il torneo di Abuja, che si giochera’ sui campi in costreuzione in questo momento (per un totale di 20) al National Stadium , sara’ un punto fermo nel nostro calendario…
    2)Gia’ che ci sono,posto anche qui una considerazione fatta a seguito dell’articolo di roberto sulla Disfida di Barletta:
    Ma veramente, la Disfida di Barletta non era fra Italiani e Francesi? Titolo suggestivo ma imperfetto!
A parte gli scherzi, bisognerebbe smetterla di cercare il pelo nell’uovo:
da 3 a 12-14 anni FONDAMENTALE E’ IL GENITORE (vale piu’ un Genitore Appassionato di un Coach Scoglionato di Circolo e forse anche vale di piu’ un Genitore Illuminato di un Coach anche bravo, kleggersi G&F per approfondimento)
da 12-14 a 16-18: FONDAMENTALE SAREBBE IL RUOLO DELLA FEDERAZIONE o in alternativa dei Coach di un Academy anche privata che formano i giovani tennisti strategicamente, mentalmente e fisicamente
da 18 in poi FONDAMENTALE torna ad essere il ruolo di un Coach Privato e anche, forse, dei Genitori come managers o anche in sottrazione (nel senso di sapersi fare da parte)
Magari da 22-24 aa in poi e’ un buon segno che piu’ importante di tutti (vedi Federer ma anche in un certo senso Murray) torni ad essere anche dal punto di vista decisionale l’ATLETA STESSO.

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