Articolo e Foto di Stefano Grazia
Mem’ries,
Light the corners of my mind
Misty water-colored memories
Of the way we were
(Barbra Streisand)
Up patriots to arms, Engagez-Vous
la musica contemporanea, mi butta giù
(Franco Battiato)
Ora che anche Mad Max vuole avere il suo Blog Personale perche’, dice, su questo Blog siamo tutti o in malafede o col salame davanti agli occhi, mi chiedo dove saremmo tutti se invece di ritrovarci prima chez Ubaldo e poi da Alessandro, ognuno di noi avesse avuto il suo piccolo spazio personale… Per questo, anche riprendendo una vecchia idea di Atti, ecco che vi ripropongo un piccolo florilegio di commenti, una sorta di Come Eravamo quando eravamo tutti piu’ belli ed innocenti e,sempre secondo Max, non in malafede. (I seguenti commenti sono stati pubblicati una prima volta sul Blog di Ubaldo Scanagatta)
Stefano Grazia scriveva il 14 Febbraio 2007 alle 14:27 (attenzione è il post piu’ lungo della storia del blog-una decina di pagine! e quindi ho estrapolato solo alcuni paragrafi, i piu’ salienti…):
(…)Devo confessare che dopo aver letto l’articolo del figlio di Ubaldo (Match Point di due anni fa) sulla sua esperienza da Bollettieri, scrissi una email alla redazione della rivista facendogli i complimenti aggiungendo peró anche a mo’ di battuta che se a scrivere l’articolo fosse stato il figlio di Clerici, che notoriamente spesso predilige il costume allo spessore tecnico, forse avrebbe citato fra gli italiani presenti in quel mese (Miccini, Sanese, e- ricordatevi quest’ultimo nome, sará il prossimo Nadal- Quinzi) anche mio figlio Nicholas, che allora a 7 anni assaggiava per la prima volta il summer camp di Bollettieri, e non appunto perché fosse forte (non lo é…ancora) ma per via della sua storia…sono un Medico Italiano e ho sempre lavorato all’estero per conto di Compagnie Italiane, prima in Iraq (nell’83 subito dopo la laurea) e in Jamaica (che culo, lo so) e poi,entrato finalmente all’Eni, in Saudi Arabia,Nigeria,Congo,Libia (su una piattaforma),ancora Nigeria e ora in Angola da 4 anni…Mio figlio,nato nel 97( lo stesso giorno di Bob Marley, evidentemente la Jamaica é per noi un destino), a 9 mesi era giá a Lagos dove é cresciuto fino ai 6 anni frequentando asili e scuole inglesi o americane (c’era anche la scuola italiana ma facemmo una scelta da cittadini del mondo) e ha cominciato a giocare a tennis con me a tre anni. Lagos é il buco del culo del mondo, o uno dei tanti, ma é anche, per il privilegiato espatriato che lavora sotto l’ombrello di una impresa petrolifera (o di un’ambasciata o comunque di una grossa compagnia) un posto fantastico da viverci proprio per la Qualitá di Vita che ti consente…(…) Purtroppo nel 2003 (Nicky aveva 6 anni e cominciava la prima elementare) ci siam dovuti trasferire in Angola ed anche se devo riconoscere che in Nigeria l’etá dell’oro é cambiata e sempre piú la gente si sta convertendo al Golf (che anche noi pratichiamo ma continuiamo a considerare un gioco a metá fra il biliardo e l’andar per funghi-anything you can play drinking or smoking is not a sport!), le cose in Angola si son fatte per Nicholas sempre piú difficili, sia a livello di Tennis che di Scuola.Vediamo un po’ la Scuola: (…)Voi direte: meglio che in Italia, di che ti lamenti? La differenza è che mentre in Italia lo Sport si puó fare fuori dalla Scuola, a Luanda questo non è possibile. Particolarmente nel Tennis. La mancanza di strutture (solo un piccolo club con 4 miseri campi in tutta Luanda), di coaches qualificati (quelli squalificati hanno anche la mancanza di pudore di chiederti 20-30$), e soprattutto di coetanei di pari livello e di tornei, hanno imposto a me e mia moglie, buona giocatrice ma anche lei,piú che altro, una geologa, di trasformarci in allenatori di nostro figlio.In base alla passione, ad una certa cultura sportiva, alla frequentazione per anni degli adult Program di Bollettieri dove giá 20 anni fa insegnavano AGLI ADULTI cose che ancora oggi molti Maestri in Italia non insegnano ai ragazzini (tipo girare intorno al rovescio e colpire il dritto a sventaglio). (…)il Coach é sopravvalutato, diverso il discorso del Maestro MA COMUNQUE PER MIA OPINIONE ED ESPERIENZA PERSONALE in attesa di trovare il Carlos Rodriguez della vita, l’unico che ha veramente a cuore il bene del proprio figlio é il genitore, sciagurato o meno che sia, e spetta al genitore in virtú di quella famosa frase di Clerici o Tommasi (in Italia non mancano i campioni, mancano i genitori dei campioni) attivare il progetto. Non meniamocela per il naso: un ragazzino non puó piú arrivare a 15-16 anni e dire :voglio diventare un campione. Non nel Tennis, non in nessun altro sport. A maggior ragione nel Tennis dove da Bollettieri (e Langsdorp,il guru californiano, conferma,dicono che dopo i 12 aa tecnicamente non ti si puó insegnare piú nulla. E allora ha ragione anche Lendl che rispondendo a una giornalista che gli chiedeva se non era preoccupato che le sue figlie, tutte iscritte alla Leadbatter Academy della Img Academy che ha inglobato la Bollettieri Tennis Academy, si perdessero qualcosa, rispondeva: cosa si perderebbero? pomeriggi passati al mall a bere, fumare,cazzeggiare? Ora Ivan,si sa, é un duro venuto da oltre cortina ai tempi grigi del comunismo, e sicuramente io sono invece spesso preoccupato dal fatto che mio figlio si perda, che ne so: l’innocenza dell’infanzia o dell’adolescenza, ma questo non mi ha impedito di ’spingerlo’ un po’ a praticare sport: a tre mesi l’abbiamo messo sott’acqua, a tre anni ha preso la racchetta, a 5 la mazza da golf e gli sci ai piedi, come tutti gioca a calcio (se potessi lo farei giocare a rugby che é un ottimo sport di squadra, una partita a scacchi in velocitá, un po’ come il tennis). Suona anche il piano, due volte a settimana e tuttora, due volte a sett fa nuota nel Clube Nautico locale con altri ragazzini. Ma é il tennis lo sport preferito. Da lui? Lo ammetto, non lo so: lui dice di si, ma il sospetto che lo dica per compiacerci é grande. Anch’io come Ubaldo in suo figlio, ho notato che raramente sorride e si diverte mentre gioca…una volta su 10, forse. E spesso, durante gli allenamenti, finisce che c’incazziamo. Ma non perché non vince o perché sbaglia. Perché si comporta male o non s’impegna. Mi fanno ridere quelli che dicono e scrivono che il tennis deve rimanere un gioco: ma certo, che ovvietá. E allora dici a tuo figlio: divertiti e se non ti diverti cambia sport o hobby. Lui dice che vuol giocare a tennis. Ma per giocare a tennis e divertirti, la palla la devi: 1) colpire 2)mandarla oltre la rete 3)possibilmente dentro il campo 4) piú di una volta, possibilmente molte volte. E per far questo ti devi allenare.Non ti piace? Nessun problema: ci sono altri sport. È anche un fatto di Educazione, di Scuola di Vita: no pain,no gain. Sangue,sudore,polvere da sparo.E certo, impara a trattare sconfitta e vittoria, those impostors, allo stesso modo. Ma se un genitore ti deve insegnare qualcosa, te lo deve insegnare con l’esempio ma anche ti deve riprendere se ti comporti male. Davvero, io avrei voluto esserci tutte le volte che uno di quei Abusive Fathers ha commesso una di quei famosi abusi perché, ne sono convinto, molte volte (e lasciamo stare i deprecabili KMary,Kill the Bitch!, gli insulti e la maleducazione nei confronti degli avversari e il solito Dokic: è ovvio, qui non c’è niente da dire), molte volte, ne sono convinto, il Genitore Brutto Cattivo stava seguendo una sua logica, stava correggendo un comportamento, stava espletando le sue funzioni di educatore. Ci ritorneró sopra ma io ricordo sempre che a John McEnroe Sr si rimprovera sempre di non essere stato piú severo con suo figlio…La veritá è che fare il Genitore è il secondo mestiere piú difficile del mondo. Il piú difficile è cercare di combinare il mestiere di genitore a quello di coach. Comunque fai, alla fine sbagli. E quindi, o non fai proprio nulla (come l’80-90% dei genitori)o tanto vale fare qualcosa. (…)…Diciamo che per la prima volta, in tutti questi anni, ho appreso appieno il significato di quella poesia del Foscolo: a egregie cose l’animo accendon l’urne dei forti,o Pindemonte…La necessitá cioè di un ambiente stimolante, di termini di paragone e di confronto e soprattutto d’ispirazione. Ed è qui che possono entrare in ballo le Tennis Academies.(…) Il nostro problema, comunque, é che noi abitiamo in Africa, in un rettangolo d’Africa non sportivo o comunque non tennisticamente evoluto, e questo implica che per non precludere un possibile futuro per Nicholas ci si trasformi,io e mia moglie, in coaches. Non fraintendetemi: la passione c’é, la cultura pure, perfino due lauree e tanti libri di tecnica e di storia tennistica, decine di DVD e video e una macchina lanciapalle…ma anche la consapevolezza che questo non ci trasforma in Tecnici e che quindi ci si debba spesso appoggiare a questo e a quel palleggiatore e che comunque 2-3 volte all’anno si debba comunque tornare a Bradenton. Anche se l’obiettivo principale (o é il piano B?) rimane quello di fargli fare l’high school in US e magari ottenere una scholarship con il tennis, il tutto diventa un incubo perché mentre in US o in Italia (dove lo so ci sono ottimi coaches, per caritá) saremmo ben felici di affidare il figlio a una serie di maestri, l’essere al tempo stesso genitore e presunto coach comporta una serie di sfumature e sconfinamenti che spesso ti fanno apparire all’incauto viandante che si trova a transitare per caso a bordo campo il Padre Abusivo di Turno. Difficile spiegar loro che il metro di paragone non é il loro figlio imbambolato da ore di Cartoon Network o PlayStation, ma un sano ragazzo sportivo magari venuto dall’est e che ora si allena con l’obiettivo di non abbandonare mai il paradiso della Florida per ritornare nella steppa di Chernobyl (mi pare fosse questa la motivazione della Sharapova). Ma i nostri problemi non derivano dalla mancanza di risultati (Nicholas non é –almeno non ancora- un tennista vincente) ma dalla gestione del comportamento. Infatti e incredibilmente nonostante abbia noi due come coaches, Nicholas tecnicamente, ci viene ripetuto, é molto forte ma o perché ancora non ha THE FIRE INSIDE oppure semplicemente (mia opinione) perché mentalmente é un perfezionista e quindi quando non gli entra diventa un Cané, a volte il suo comportamento in campo é inaccettabile. Mio figlio non é un gigante (non ancora,almeno, ma temo non lo diventerá mai) e probabilmente incontra problemi a giocare con ragazzini piú grandi e piú forti fisicamente di lui….Magari non ha nemmeno la mentalitá vincente: vincere gli piace troppo ma finora non mi ha ancora mostrato la voglia di vincere, lo spirito combattivo, la capacitá di reagire e di soffrire…magari non è ancora maturo per la sua etá o magari a 12-14 anni deciderá di voler fare il veterinario, il musicista (suona anche il piano) o l’attore, e va bene tutto: quello che cerco d’insegnargli é che se va sul campo da tennis a giocare a tennis, allora si deve impegnare al 100%. Glielo ripeto mille volte: you win,you lose: it doesn’t matter. It matters HOW you fight.Non credo l’abbia ancora recepito e comunque scene isteriche e racchette sbattute per terra (per cosa poi? per un drill agli 11 con un amico o con sua madre? Per un allenamento?) non sono ammesse. Ci sono sanzioni previste. Anche la sospensione dal tennis per un giorno, una settimana, un mese. Macché, continua a sbatticchiare la babolat come per vedere fino a che punto puó continuare. Tre settimane gliel’ho presa e GLIEL’HO SPACCATA IO (io che non ho mai sbattuto una racchetta in vita mia) in piú pezzi, dicendo: “volevi romperla? Ecco come si fa, BANG! BANG!SBARABANG!!! (sotto gli occhi allibiti dei frequentatori del Club, e m’immagino giá le leggende e i miti che circoleranno su di me semmai Nicky diventerá un top 100, altroché Pierce, Mike Agassi o Sharapov…Ma cosa avrebbe dovuto fare John McEnroe Sr?) e adesso ne hai una sola…se la rompi o la incrini, non giochi piú..â€.Ecco, sono poi stato male per una settimana (scena di pianto e desolazione del figlio, promesse varie, gioco eccellente per 2-3 gg…e poi…Same Old Story. Queste scene sono ormai la norma. Possiamo anche smettere di giocare,poi leggi che Federer (no,dico: Roger Federer!)da piccolo era uno stronzetto inqualificabile e incontrollabile (oggi dicono che è come un cigno nello stagno: calmo aristocratico e impassibile sulla superficie che tutti vedono, e con le zampe che ruotano vorticosamente sotto il pelo dell’acqua), lo stesso Borg (no,dico: Bjorn Borg!!!) venne sospeso 6 mesi dalla Federazione Svedese… (…)Mio figlio non frega punti, non chiama di proposito le palle fuori, non vuole vincere imbrogliando, e quindi a volte mi dico che magari sono troppo severo con lui, che vuoi che sia se sbatte nervosamente la racchetta per terra o se si lascia andare a moine o scalmane isteriche e lamentose nei confronti non dell’avversario ma di se stesso…Ma a volte o spesso, non riesce a incanalare la rabbia…Anche qui i Coaches all’Academy dicono: at least he cares! Saremmo piú preoccupati se fosse letargico, se desse a vedere che non gliene frega nulla…E dunque mi chiedo spesso quando leggo dei vari Soloni che sentenziano a volte a ragione ma troppo spesso anche con soverchia superficialitá sui cattivi genitori: dov’è il confine? Quando è che devi davvero intervenire? mi chiedo: devi reprimere davvero questo ego, questo temperamento, questa smania di perfezione, questa rabbia ancestrale e interiore che ti commuta i lineamenti? O devi solo cercare di incanalarla…(e tutti giú a criticare Leyton Hewitt che l’ha incanalata perfettamente!) E soprattutto, come? O devi solo aspettare che succeda all’improvviso e di per sé? Gli dico scherzando ma non troppo: non farti attrarre dal Lato Oscuro della Forza…Pensa a divertirti…Divertiti…Pensa solo a migliorarti…MA SONO TUTTE MENATE: un bambino se non vince non si diverte, diciamocela ben tutta. Leggetevi cosa passa per la testa di un campione…vincere non è gioia, è un sollievo (a relief,lo scrivono McEnroe e Pat Cash, lo dimostrano le lacrime di Federer l’anno scorso, cos’altro non erano se sollievo, dalla tensione di dover vincere ad ogni costo?) E purtroppo vincere a un certo punto diventa importante, se non vinci i coach non ti degnano di uno sguardo, non ti accettano nelle academies, non ti concedono una scholarship…Ecco, io sarei giá contento se lui imparasse che per ottenere un certo risultato ci si deve impegnare e qualcuno dirá che a 10 anni è normale non averlo ancora imparato e allora cosa dovremmo fare? Lasciargli fare tutte quelle scenate sul campo? Siccome ci sono giorni in cui non le fa e gioca da dio, suppongo che quando le fa debba essere ripreso e rimproverato ed eventualmente punito. Ecco, lo ripeto:sono giunto alla conclusione che da genitore, qualunque cosa tu faccia, sbagli comunque. E comunque, io faccio il Medico e non smetteró certo di lavorare per investire sul figlio (…) ma trovo che a volte:1)la categoria dei Coach sia sopravvalutata (a parte Gasquet, andiamo a vedere in quanti hanno avuto come coach un padre che di tennis ne sapeva zero…certo, l’importante é che il padre coach conosca i suoi limiti e sappia affidarti a questo e a quello…fino a che,ripeto, magari non incontri il Carlos Rodriguez della tua vita 2) anch’io e mia moglie (…) siamo laureati e alla fine spesso un po’ di cultura e una laurea-che non è certo un biglietto da visita,per caritá- e soprattutto l’affetto per tuo figlio sulla bilancia contino comunque e ti permettano di poter parlare alla pari anche con chi dall’alto di una vita spesa ad insegnare tennis, crede di saperne di piú su tuo figlio se poi quel che ti muove è spesso l’interesse. Diciamo che si guarda spesso a quanti bambini sono stati rovinati dai genitori ma bisognerebbe anche guardare a quanti sono stati rovinati da maestri ,coaches, circoli, agenti privi di scrupoli o semplicemente privi di amore e passione per lo sport e per il mestiere. (…) l’antica immortale veritá, un tempo il credo della stessa Academy, e cioè che non esiste un perfect training for everybody, but it does exist a perfect training for you. (…)Comunque Fulvio, il padre di Fognini, mi sembra una persona simpatica ed equilibrata e nutro per lui l’affetto rispetto che deriva dall’accomunanza (in questo caso i nostri figli che giocano) e gli auguro tutto il bene possibile. Trovo giusto quanto scrive sui costi del tennis e io posso dire che se prima lavoravo all’estero per andare a cavalcare le onde, ora ci lavoro per poter permettere a mio figlio la possibilitá, un giorno, di poter decidere se giocare o no per davvero a tennis. Intorno ai 13-14. Se avrá la testa giusta, il fisico, la passione e il fuoco dentro. Ma senza tutto questo lavoro prima, nessuno a 13-14 anni ce la potrebbe mai fare.
Magari fará le Medie in Italia, per assestare dopo l’inglese anche l’Italiano, e dopo ritonerá negli US, a fare l’High School e otterrá una Scholarship per il College. O chissá, magari questo è solo il Piano B e nel tempo dimostrerá potenzialitá da Pro. Chissá. Chi puó veramente dirlo,ora?
Per cui, si, è vero: l’abbiamo un po’ forzato. Si, è vero, magari lo bruciamo. Si, è vero, a volte sembra che la sua voglia di giocare a tennis sia inversamente proporzionale alla distanza dal Campo da Tennis. E si, è vero, a volte mi domando se sia veramente cosà talentuoso da giustificare il viaggio da Bollettieri o se è perché è giá stato da Bollettieri cosà tante volte che sembra cosà talentuoso. E si, non è ben chiaro se abbia poi tutta questa voglia di vincere. Etc Etc Etc. Ma ugualmente lo faccio giocare, perché le alternative sono come diceva Lendl bighellonare al bar, guardarsi Cartoon Network per ore o giocare alla PlayStation. E allora tanto vale che riduca queste attivitá e faccia sport e suoni il piano.(Sull’argomento tennis sport per ricchi o poveri, credo sia vera una cosa, e cioè la natura democratica del gioco: una volta che sei sul campo, come diceva Pancho Segura, non importa di chi tu sia figlio, se sei ricco o povero o istruito o bello o brutto: it’s you and me, baby, you and me.) (…) il mio timore é sempre quello di non riuscire a scindere fra il mio desiderio e quello di mio figlio. Ma se mio figlio,come il suo (di Ubaldo che avanzava dubbi sul fatto che fosse veramente felice) volesse davvero giocare a tennis, ho il diritto io di impedirglielo in nome di una sua supposta infelicitá? Non lo rendo piú infelice proibendogli di ’sognare’? Non è forse vero che il requisito fondamentale perché il sogno si avveri è, oltre alla capacitá di sognare, la perseveranza nel sogno?
gabrì scriveva il 16 Febbraio 2007 alle 21:04:Salve sono la moglie del blog più lungo (ma cosa mi fate dire????), voglio solo aggiungere alcune considerazioni dettate dal fatto che oltre al tennis, per i motivi che già avete letto, abbiamo esposto nostro figlio ad altre esperienze accademiche e questo ci ha fatto decuplicare i dubbi che già avevamo. Ma è proprio questa esperienza che ci aiuta a guardare con occhio ancora più critico il rapporto sport-scuola in Italia. Io ho avuto una regolare vita scolastica italiana , liceo scientifico e università e l’atletica che mi ha fatto sognare (solo sognare) Montreal e mi faceva sentire orgogliosa in allenamento e in gara, ma sicuramente diversa, lontana dai miei compagni di scuola: nessuno di loro aveva i miei stessi ritmi le mie stesse ambizioni e aspettative e già solo per questo direi :Viva le accademie! Ma basterebbe ‘viva una scuola che consideri lo sport parte integrante della formazione dell’individuo’ e rabbrividisco quando sento che ancora oggi le lezioni prevedono due ore di ginnastica fra una di storia e una di scienze. E rabbrividisco ancora di più quando sento amici disperati per la quantità di compiti che vengono dati ai figli e per l’indifferenza se non a volte l’intolleranza con cui gli insegnanti giudicano gli sforzi dei ragazzi impegnati in attività sportive in modo serio. Così oggi come trentacinque anni fa, per me…è ridicolo!! E allora le mie considerazioni sono: abbiamo accettato come genere umano che se non impariamo a leggere , a scrivere e far di conto entro un certo periodo, compromettiamo le nostre abilità , non per questo siamo tutti scrittori o fanatici lettori. Tolleriamo che si imponga ad un bambino di stare seduto ad un tavolo a 5 o 6 anni per ore chiamandola scolarizzazione per sviluppare la capacità di attenzione e concentrazione. C’è più accondiscendenza verso l’imposizione di uno strumento musicale e relativo obbligo a cinque anni di cimentarsi con note e tastiere ?( sebbene fatto che nella scuola italiana non si insegni a suonare uno strumento mi sfugge, così come a recitare, cantare, a parlare altre lingue,ma questa è un’altra storia),perché? Il fine è più nobile. Non ci sono pur sempre impegno, disciplina, costanza, perseveranza alla base di tutto, sport compreso?Perchè la scuola continua a non essere disponibile per raggiungere l’obbiettivo comune che è la formazione dell’individuo, con tutti gli strumenti possibili e non riconosce i nobili intenti di darsi un obbiettivo, di inseguire un sogno, di lavorare duro per scoprire i propri limiti aiutando e sostenendo gli sforzi sia dei ragazzi che delle famiglie, magari anche allargando i propri orizzonti cominciando a pensare che ci sono molti modi di insegnare.Ma soprattutto perché si atteggia a giudice implacabile spesso disprezzando con ironia chi si occupa di cose ‘non serie’ come lo sport per poi cadere miseramente e chiudere i battenti ai primi di Giugno per riaprirli a metà Settembre(…!!!) , strafregandosene di quello che i ragazzi faranno e cioè ciondolare per i paesi, le piazze, sciabattare per casa con un telecomando in mano, prendere il motorino e studiare la maniera migliore per soddisfare i richiami ormonali! Questo è il quadretto che mi si presenta davanti ogni volta che d’estate torno a Bologna e vengo assalita dai dubbi se riportare Nicholas in Italia a fare le medie sia poi così davvero una buona idea…
roberto scriveva il 28 Febbraio 2007 alle 10:27 Premetto che non sono un tecnico ma un appassionato: ho fatto poca SAT e non sono andato oltre la classifica di C3 nel Lazio. Tuttavia, dopo aver letto con estremo interesse il post di Igor (thanks a Stefano Grazia per il suo impegno) vorrei esporvi, se avete un po’ di pazienza, una mia teoria sulla qualità dell’addestramento al tennis in Italia. Vi chiedo fin da ora scusa per eventuali topiche e imprecisioni.Io sono nato nel 1965, e ho cominciato a giocare solo a 15 anni per via che prima giocavo a calcio. Ho iniziato con un corso collettivo: racchetta di legno maxima de luxe e via andare. Il nostro maestro era considerato “moderno†ed “eretico†perché ci insegnava le impugnature “chiuse†e i colpi in top spin… (ed eravamo già nel 1980!). A quel tempo, gli attrezzi non consentivano di colpire un vincente su una palla profonda e senza peso, e la tecnica che veniva insegnata, pur con un po’ di rotazione in avanti, non era molto diversa da quella dei tempi di Pietrangeli. Poi è venuta la rivoluzione tecnologica: kevlar, grafite, ceramica, mid size, oversize etc. etc.. Si è allora innescata una seconda rivoluzione, non tecnologica, ma tecnica: l’applicazione al tennis dei principi della biomeccanica ha spinto la ricerca a cambiare il modo di eseguire i colpi, per sfruttare al massimo le potenzialità dei nuovi attrezzi. I principali centri di ricerca credo siano state le academies private americane, ma anche la federazione francese e la USTA. Sono cambiate drammaticamente le impugnature e i gesti tecnici dei fondamentali (dritto e rovescio) e si sono escogitati nuovi modi di effettuare il servizio (v. da ultimo Roddick, Monfils, etc.). L’enorme incremento di potenza e velocità ha a sua volta innescato la necessità di migliorare la reattività neuromuscolare e la velocità dei piedi, con l’individuazione di esercizi appositi. In generale, è diventato sempre più difficile giocare di regolarità pura e in difesa: la nuova parola d’ordine è power tennis! Poiché il primo che prende l’iniziativa ha le migliori probabilità di fare il punto, sono diventati drammaticamente importanti (anche sulla terra) i colpi di inizio gioco, servizio e risposta…Questo, nel resto del mondo: la globalizzazione, anche nel tennis, ha diffuso ovunque il nuovo verbo… … tranne che da noi. Mentre gli altri andavano avanti, noi rimanevamo fermi. Mentre la tecnica, il modo di insegnare e di allenare venivano rivoluzionati, da noi la presidenza Galgani teneva il settore tecnico nell’immobilismo più pietrificato, con la complicità di una generazione di maestri indolente e interessata solo a guadagnare i soldi delle lezioni, protetta dal valore legale della targa e non a tenersi aggiornata… Ancora nel 1997, i manuali tecnici della FIT (li ho letti di persona, me li ha dati un mio amico che si accingeva a fare il corso per allenatore-istruttore) prevedevano che venissero insegnate le impugnature e i gesti di 20 anni prima!!!! Insomma, l’Italia, dal 1980, fino a pochissimi anni fa, è stata una nazione tennisticamente sottosviluppata dal punto di vista tecnico, con pochissimi maestri in grado di insegnare in modo moderno. Per questo secondo me, riprendendo una vecchia polemica scaturita da una frase di Rino Tommasi (la Francia ha Gasquet, noi abbiamo Fognini) io credo di poter rispondere: la Francia ha avuto Philippe Chartrier, e noi abbiamo avuto Galgani!!! E non mi vengano a dire che per i francesi è più facile perché la loro federazione è ricca grazie ai proventi del Roland Garros e la nostra è povera. La nostra è povera ADESSO (e infatti le mie critiche non vanno alla gestione Binaghi); ma nei primi anni ‘80, e fino alla prima metà degli anni ‘90, il CONI, grazie al totocalcio, finanziava abbondantemente la FIT. Il crimine più grande commesso in quegli anni resta poi la dilapidazione del grande patrimonio di appassionati e praticanti che il tennis si era conquistato nel nostro paese sull’onda della generazione-Panatta. Io ricordo che nel 1981, per entrare nel tabellone di un torneo di categoria C3-C4, aperto agli NC bisognava passare per una caterva di turni preliminari, tanti erano gli iscritti… Per la mia generazione il tennis è stato il secondo sport per importanza dietro il calcio. E la vecchia FIT cosa ha fatto? Gestendo solo i suoi interessi di bottega, da una base così ampia non è stata più in grado di produrre un top ten, fino a generare una profonda crisi di interesse: il punto più basso credo si sia toccato fra il 1999 e il 2002 con le scuole di tennis che registravano un drammatico calo di iscritti. Poi, negli ultimi anni, una piccola inversione di tendenza…Non parliamo poi della gestione sciagurata dei pochi talenti comunque prodotti…Chiudo con una domanda provocatoria: dove sarebbe ora uno come Bracciali, se anziché essere figlio di un macellaio di Arezzo fosse stato figlio di un …non so… diciamo un pizzicagnolo di Marsiglia? Credete che la FFT lo avrebbe stato affidato alle grinfie di un Tomas Smid? O sarebbe diventato un top ten? O vogliamo parlare della gestione di Luzzi? E perché la Brianti entra fra le prime 100 solo a 26 anni suonati, dopo una vita passata a giocare gli ITF? Non si capiva che andava seguita in maniera professionale, come sta facendo la Golarsa? Quanti ce ne sono in Italia di casi simili? (Azzardo un altro nome: Crugnola…)Per concludere: se per avere accesso ad un insegnamento serio e moderno bisogna per forza andare all’estero, è inevitabile che solo i ricchi possano permettersi figli agonisti…
Atti scrive:va il 27 Marzo 2007 alle 15:32 :Salve a tutti, innanzitutto complimenti a Ubaldo per aver dato voce al “popolo†del tennis.Scrivo per la prima volta spinto dal grande interesse suscitatomi dall’argomento genitori/figli.Ho anch’io due giovani bambine di 8 e 11 anni allieve appassionate (dal padre) al Tennis.Devo dire che capire i confini tra passione, imposizione, e brame di gloria è sempre molte difficile, e certamente andrebbe valutato caso per caso, anche se ritengo di avere opinioni sull’argomento, vicine a quelle del sig. Stefano Grazia (complimenti per l’impegno costante e competente sull’argomento).Io penso che pianificare la vita al proprio figlio/a sia negativo e quasi sempre controproducente, ma è anche altrettanto vero che non offrirgli una “Chance†sia altrettanto sbagliato: chi a priori puo’ capire/valutare fino in fondo le reali potenzialità /aspettative del proprio figlio/a ?.Comunque credo che vedere un figlio appassionato attivamente ad uno sport sia positivo; è meglio vederlo a volte dispiaciuto per una sconfitta che lasciarlo “appiattire†con gli standard offertigli dalla società moderna.Inoltre, intervengo per confermare, che i tesseramenti FIT a livello giovanile, contengono clausole e norme assurde.Per esempio :mia figlia Chiara è nata nel 1995 e nel 2005 non era ancora tesserata per nessun circolo FIT; dopo precisa richiesta ai maestri del circolo in qui si allena, abbiamo deciso di tesserarla,solo per il 2006, per un altro circolo; cio’ per permetterle di disputare alcune partite del campionato U12 a squadre, visto che erano le sue prime “vere†partite, non avendo mai disputato alcun incontro come U10.Adesso, dopo correzioni e modifiche varie alle norme federali, apprendiamo che, si è stata tesserata (2007) per il circolo in cui si allena, ma non potrà ’ disputare il campionato U12f a squadre con le sue compagne di allenamento per un’assurda regola federale introdotta da quest’anno.Cambiare una regola applicandola retroattivamente è già di per sé un errore (è evidente che avendolo saputo prima, non sarebbe stato fatto il tesseramento per un altro circolo)Discriminare la partecipazione, per le gare a squadre, solo a quei tesserati che ritornano al circolo di appartenenza al termine dell’anno 2005 è ulteriormente sbagliato (nostra figlia non puo “tornare†visto che il suo primo tesseramento è stato fatto nel 2006 !)Questo per dire che spesso sono le federazioni stesse che “remano†contro la crescita del loro sport !!!
STEFAR (anche lui uno dei primi piu’ prolifici e ispirati contributors poi anche lui,improvvisamente, non ci ha piu’ cagato pari…)scriveva il 16 Aprile 2007 alle 15:56 Conosciuta l’esistenza di questo blog attraverso un amico,sono stato sul punto di intervenire piu’ volte ed ora,chiamato in causa da Gabri’,conosciuta al torneo topolino di genova ,ho deciso di inviare anch’io un mio contributo a questa interessante discussione.Due cenni su di me per farmi conoscere e capire meglio ai miei futuri amici del blog…iniziato a giocare a sedici anni contro il muro della mia cantina a meta’ anni 70,mai avuto un insegnante ,passione viscerale per questo stupendo e spietato sport.
Oggi sono Maestro federale da molti anni,mia moglie anche lei Maestra di tennis ,famiglia di tennisti e maestri,seguo tutti i corsi di aggiornamento che posso,ripetendo a tutte le famiglie di diffidare dei soloni che sanno tutto ma che non si aggiornano mai.
Del resto che servizio puo’ dare un commercialista che non si aggiorna da venti anni ?o un avvocato ? o un dentista ?o peggio ancora un chirurgo ? Provate a pensare….Certamente i sopra citati professionisti possono fare danni molto maggiori che non un insegnante di tennis non aggiornato,il quale alla peggio non insegna a giocare a tennis al suo allievo…Personalmente ho interrotto l’attivita’ di insegnamento soltanto per un periodo ,terminati gli studi di economia a firenze ed entrato nel mondo dell’industria prima come impiegato e poi come dirigente aziendale.Oggi ,libero professionista ,affianco l’attivita’ di insegnamento alla libera professione,anche se devo dire che sono molto felice al momento di levarmi la giacca e mettermi la tuta per allenare i nostri figli,che chiaramente sono molto trainanti e stimolanti nelle nostre scelte,e gli altri allievi delle due scuole tennis che abbiamo in gestione .A Marcos e Carlo vorrei rispondere con una battuta…La sconfitta e la vittoria sono due intruse ….vanno trattate allo stesso modo. Mentre ho trovato molto interessante i commenti del papa’ di Fognini ,anche perche’ ci espone dei dubbi comprensibili sulle priorita’ da seguire circa l’educazione scolastica o l’educazione tennistica.Tali dubbi sono stati presenti nella mia famiglia per via del fratello di mia moglie,che ha fatto il professionista praticamente dai 12 anni ai 31,(arrivando al 190 atp)con enormi sacrifici ed un’educazione scolastica con diploma preso con merito soltanto dopo l’abbandono dell’attivita’.D’altra parte ,avendo io conosciuto il mondo del lavoro nell’industria,o nelle professioni,si puo’ dire che mio cognato ha fatto delle esperienze ,visitando tutto il mondo ed imparando un paio di lingue straniere con la pratica, infinitamente superiori a quelle di un semplice impiegato di una media industria italiana,ed anche economicamente non se l’e’ passata poi peggio.Ma che dire sui bambini e sui genitori che sperano ? Potrei fare un paio di esempi:A sestola 2005 erano presenti 60 bambini con relativi genitori e maestri tra i migliori d’italia del 95 e 96.I genitori mi raccontavano di esperienze di allenamenti a centinaia (se non migliaia ) di km di distanza con spostamenti tramite aerei e treni ….per bambini di 9 e 10 anni alla ricerca di maestri e coach sempre piu’ affermati…..Ed io puntualmente venivo additato come rompiscatole in quanto a tutti i genitori riuniti domandavo… qui ci sono 60 bambini fra i piu’ bravi d’italia…ce ne potevano essere altri 40 ,rimasti a casa per vari motivi…quindi cento;Mi sapete dire di questi cento quanti entreranno fra i primi cento del mondo ?? Ve lo dico io… probabilmente 0 ..se abbiamo fortuna 1 difficilmente 2 . Se poi le vostre aspettative sono farli diventare buoni giocatori,magari con classifica atp,o 2/1- 2/2,cioe’ essere giocatori conosciuti in italia,oppure dei buoni maestri,allora queste sono aspettative piu’ ragionevoli,che possono essere conciliate anche con gli studi,magari successivamente. C’era anche mio figlio Jacopo di 10 anni ,al quale continuo a ribadire di impegnarsi nel tennis ma che gli studi sono prioritari ed il tennis viene dopo,ma poi? a tredici/quattordici anni ? Se si mantiene fra i migliori a cosa dovremo dare la priorita’ ?
Gia’ ora le suore della scuola di Jacopo,nonostante abbiano visto gli articoli di giornale di Jacopo storcono il naso per qualche assenza in piu’…..A Gabri vorrei dire che quella esperienza del topolino di genova e’ poi continuata con il master a Deauville,dove abbiamo portato una decina di ragazzi ,vincitori delle prove in italia.E’stato un viaggio bellissimo organizzato come segue ,se puo’ servire come traccia per qualche collega…- torneo osservato a Torino dopo natale- subito dopo trasferimento a Fontaineblaeu,con visita al castello patrimonio dell’umanita’(eccezionale la visita alla sala del tennis royale,dove hanno giocato i reali di francia e Napoleone,i ragazzi hanno assistito a bocca aperta ad una partita..si puo’ anche giocare con prenotazione…)- trasferimento in normandia e partecipazione al master mondiale- visita prevista alle spiagge dello sbarco e a Mont Saint Michel,altro sito patrimonio dell’umanita’ Siamo riusciti ad abbinare Tennis, divertimento e cultura. Ciao
kill bill scriveva il 20 Aprile 2007 alle 15:44 Mi è sembrato di capire che il tema che state dibattendo è :†Cosa devono fare i genitori per far diventare il figlio campione†con sottotitolo †e non avere rimorsi di coscienza in caso di insuccesso â€.Mettiamo via le false modestie , tutti in fondo speriamo di avere il fenomeno pronto a esplodere , la parola ci fa ribrezzo lo so, ma poi stiamo sul prudente perché la ragione e le statistiche ce lo impongono.O magari non proprio fenomeno ma che comunque †ha vinto 10 tornei su 13 su tutto il territorio nazionale†oppure †a 9 anni batte quelli di 10†oppure †il mio ha perso al primo turno da uno straniero la cui età era almeno dubbia †o anche †il mio ha perso al primo turno ma quello che a vinto ha solo più fisico, per ora, ma con quei colpi dove vuoi che vada â€â€¦Io sono il peggiore di tutti perché , a differenza dei vostri , mio figlio anni 12, vince poco, perde anche con quegli più piccoli ma â€ancora un anno e poi vediamo chi è il più forteâ€.Noi siamo quelli pronti a prostituirci al maestro del club perché abbia un occhio di riguardo per un così bravo bambino che si impegna tanto e il tennis lo prende sul serio o al primo selezionatore che riusciamo ad avvicinare per avere qualche piccolo vantaggio ai raduni , una convocazione in più, in seguito una wild card per qualche torneo ETA e perché no una buona parola per un contributo federale.La verità è che tutte le motivazioni che ci diamo per giustificare uno sforzo così grande di tempo e di energie , peraltro tutte importanti,(allontanare i figli dalla play station , sport come crescita dell’individuo , sport e cultura , il torneo con la gita …) sono in qualche modo sullo sfondo.Noi vogliamo i risultati.Quindi per favore Fulvio dicci come hai fatto, tuo figlio quante palle ha tirato, cosa gli hai detto , quanto dormiva, che tornei ha fatto………. perché anche noi abbiamo dei figli di talento ma che non riescono ad esprimerlo perché il maestro non capisce nulla, la mentalità italiana è provinciale, la federazione, nonostante il presidente del 20ennio non ci sia più da 10 anni, è incapace e , per i più fortunati, queste Academy mi rubano i soldi perché non lo mettono nel gruppo di Quinzi, Miccini, Larcher De Brito……e mi fanno pagare la retta.In fin dei conti , se non ci prendiamo troppo sul serio , non ci trovo nulla di sbagliato in tutto questo.Sono i sogni che ci spingono a fare quello che facciamo.Io amo lo sport , non quello ricreativo ma quello agonistico , di ogni livello, da Wimbledon a la gara a squadre del circolo.E praticarlo per un ragazzo è la cosa più bella che possa fare. ( Per chi ama la musica sarà suonare uno strumento immagino )Per cui , a patto della sufficienza a scuola, si perché è meglio avere più possibilità e con lo sport è difficile che ci si possa campare , ( neanche con una laurea ma questo è un altro discorso ) darò il mio appoggio totale ad un figlio che lo vuole praticare.Purtroppo, o forse no (così o meno problemi di scelta) , i miei mezzi sono limitati, non andrà mai in un Academy e non avrà mai un coach privato, e questo mi è sembrato di capire non gli permetterà di diventare un professionista, ma non per questo lo incoraggerò a smettere o non gli darò il mio totale sostegno.Gli darò serenamente quello che posso.Unica cosa che voglio in cambio è l’ impegno durante le ore che è in campo.In caso contrario si passa allo sport ricreativo ma a quel punto anche i nostri sacrifici saranno adeguati a quella situazione.Il mio consiglio è proprio questo appoggiate più che potete la passione di vostro figlio, beninteso se è la sua non solo la vostra.Sapete tutti i rischi a cui andiamo in contro.I paletti dobbiamo metterli noi con le nostre esigenze e la nostra realtà e facendo i conti con le capacità del nostro atleta che possiamo verificare giorno dopo giorno con i risultati che sta facendo.La testimonianza di Fulvio in questo è molto chiara.E visto che oltre a sognare sappiamo, speriamo, anche ragionare sta a noi trovare il giusto equilibrio, non illuderli, far si che vittorie e sconfitte non siano momenti di esaltazione e di tragedia ma di una sana gioia e di una sana delusione e uno stimolo per andare avanti non un motivo per smettere.Sta a noi stemperare i toni e fargli capire che è un ragazzo fortunato solo perché sta facendo qualcosa che gli piace aldilà dei risultati e che gli permettiamo di studiare 1 ora al giorno per prendere sufficiente e non 3 per pretendere ottimo.Se questo equilibrio non lo abbiamo e/o non lo sappiamo trasmettere penso che il problema non sia sportivo ma di altra natura, nessuno del resto ha mai messo in dubbio che fare il genitore sia cosa facile, sport o non sport.
Per Stefano Grazia e quanti si chiedono se ne vale la pena.
Il talento è qualcosa di impalpabile, sappiamo che esiste ma nessuno lo può quantificare.Come voi tutti potrei fare esempi di atleti che in età giovanile erano bravi , ma come loro ce n’erano altri , che hanno fatto una fatica tremenda e poi sono diventati atleti di vertice.La caratteristica che accomuna chi è riuscito è la voglia di emergere, la motivazione, un carattere che gli ha permesso di superare le difficoltà quando tutto sembrava perduto…. certo qualche dote bisogna averla perché qui si tratta di avere la meglio su altri che vogliono la tua stessa cosa.Ci sono è vero anche i â€fuoriclasse†quelli che hanno avuto dalla natura delle qualità fuori dal comune.Quelli che non hanno faticato più di tanto ad affermarsi e ai quali sembra risulti tutto facile.Ma sono veramente pochi.Dietro ogni risultato mi piace pensare che ci siano state tante lacrime e fatica.Per cui scegli la scuola più adatta al tuo Niky e mandalo all’academy più vicina visto che ne hai le possibilità ( se non ti trovi bene la puoi sempre cambiare ).Male che vada sono sicuro che saprai fargli apprezzare quello che sta facendo e non farlo un frustato in caso di insuccesso.Non avrai rimorsi. Come dice un pluricampione del mondo †pensa se non ci avessi provato†questo si sarebbe stato un delitto e sono sicuro che anche i suoi genitori avranno avuto dei dubbi all’inizio.Se ha un pizzico di fortuna troverà un bravo maestro che gli si affezionerà e tuo figlio a lui e che non penserà solo a spillarti quanti più soldi possibile ma si chiederà di tanto in tanto durante la giornata che cosa può far fare a Niky per farlo migliorare.Se lo trovi non lo mollare perché il rapporto tra allenatore e atleta è alla base di ogni risultato.
Il resto è dentro tuo figlio.
Questo è l’unico consiglio che posso darti.
Enzo Lo Iacono (E chi e’?direte voi: attenzione, fu per un certo periodo uno dei contributors piu’ prolifici,anche lui Missino in Action da oltre un anno) scriveva il 28 Maggio 2007 alle 15:31: Salve, non ho avuto il tempo di leggere tutti i commenti del blog, ma credo di essermi fatto un idea. Io ho creato una piccola scuola tennistica in un paesino del Siracusano, circa dieci anni fa, in un posto dove tennis significava “sport asimmetrico†e “incompletoâ€; tanto per rendere l’idea. Oggi la scuola vanta già circa 70 allievi (la cittadina è formata da 10.000 anime). Ma non è questo il punto. Anch’io, come molti, ho un figlio che è nato giocando con le palline e che tutt’ora trascorre giornate intere con me nel circolo. Le sue doti naturali sono già venute fuori a 5 anni, quando ho ritenuto dovesse iniziare degli allenamenti mirati. I suoi risultati sono già da qualche anno obiettivi (finale al lemon bowl under 8, finale al torneo di Genazzano Under 8, vincitore del torneo di macro area di Reggio Calabria) e attualmentea 9 anni(classe ‘98) ha già giocato tre finali al circuito regionale under 10, pur essendo al primo anno. Fino allo scorso anno mio figlio Seby era allenato da me, ma da quest’anno viene allenato con un altro maestro, Enrico Sfriso, che lavora nel mio circolo.
Ho voluto scrivere ciò solo per affrontare una breve presentazione e per poter partecipare attivamente al blog, visto che sul forum del mio sito http://www.tennis2000.it sto cercando di far partire un argomento simile che ha per titolo “Il fattore mentale del tennis agonisticoâ€.
Per adesso non mi dilungo oltre, voglio però precisare che penso che i talenti nascono già talenti e che il vero compito degli allenatori e di indicare loro la “strada†comportamentale da percorrere e di aiutarli nelle loro progressioni. Certo è che se vuoi (e se lui o lei per adesso lo vuole) che tuo figlio diventi un campione, se ne ha veramente le doti, devi cominciare proprio presto, perchè alcune capacità devono essere sviluppate proprio alla più tenera età . D’altronde, a chi pensa che scegliere di “sdradicare†i propri figli dal luogo di origine di sbagliato, vorrei rispondere se invece va bene che il piccolino venga spostato a causa del lavoro dei genitori!?!
Non vorrei dilungarmi troppo, anche se vorrei approfondire la tematica. Mi sembra che nella Federazione Italiana, si stia radicando un sistema politico fatto di continue elezioni, regole, regolette, divieti, ecc. Ma come? Ma non stiamo parlando di sport?!?
Salvatore Buzzelli scriveva il 30 Giugno 2007 alle 23:00 :Certo che se nella nostra Academy (allora la BTA,NdStGr) non fosse transitato Nicholas ed il Dott. Grazia forse non avrei saputo di questo blog e probabilmente non ci avrei mai scritto, ma, chiamato in causa…..Come ha accennato Stefano, dopo aver smesso con l’atletica (ero al centro sportivo dei Carabinieri a Bologna) nel giugno del 1974 per un grave incidente in moto (una gamba spezzata…sigh!!!) mi sono ritrovato per caso ed anche per necessità economica (…se volevo continuare gli studi universitari !!!) a far fare ginnastica agli allievi dalla SAT del Circolo Tennis Bologna.In quegli anni la figura professionale del Preparatore Atletico non esisteva, almeno in Italia, ed io non avevo la benché minima idea di quale sport fosse il tennis.
Presto però mi appassionai e cominciai ad apprendere i vari colpi. Giocavo con tutti nei momenti in cui non dovevo insegnare e tutti si divertivano con me perché andavo a prendere tutte le palle, anche quelle impossibili, facendo buchi nel terreno ad ogni spinta di piede al punto che il direttore di allora, il compianto M° Giovannino Palmieri (papà di Sergio), quasi quasi mi proibiva di scattare per rincorrere palline, ma la cosa che più sorprendeva era l’incisività del servizio che fu il colpo che appresi immediatamente e a cui ero in grado di aggiungere varianti tecniche forse allora ancora inesplorate!Il perché per me il servizio fosse così naturale ed incisivo trovava la ragione nei 56 metri e rotti di lancio del giavellotto che era il mio record di allora.Ricordo che i tennisti agonisti del circolo, anche di eccellente categoria, si esercitavano con me nella risposta al servizio.Da questa esperienza a pensare di proporre le esercitazioni tipiche degli allenamenti dei giavellottisti, per impostare e migliorare il servizio, il passo fu breve, ma non feci proseliti soprattutto tra i maestri del Circolo.L’occasione giusta arrivò nel 1982, quando, complice suo padre che mi dava ascolto e ci credeva, cominciai ad allenare fisicamente un giovanissimo tennista (Davide Scala, che ho seguito nella sua carriera fin dall’età di 10 anni): lo facevo esercitare con piccoli giavellotti fino a portarlo a gareggiare in gare ufficiali FIDAL e a fargli vincere un campionato regionale all’età di 15 anni!
Sicuramente Davide, fin da ragazzino ha avuto un gran servizio la cui potenza derivava anche da tutte le progressioni di policoncorrenza con la palla medica e dei lanci che gli avevo propinato.Come dice il saggio “L’esperienza è madre di ogni certezza!â€, ho quindi spiegato a Stefano Grazia e lui ha ben compreso, che ritengo le esercitazioni di lancio del giavellotto (da 400g fino a 600g a seconda delle età dell’allievo) meritevoli di considerazione in quanto attività ludica per i ragazzi ed efficace mezzo tecnico di allenamento, perché se vuoi lanciare vicino-preciso o lontano e provare la sensazione dell’esplosività nel vedere la coda dell’attrezzo che vibra vigorosamente all’impatto col terreno ed in linea col lanciatore, devi necessariamente acquisire equilibrio dinamico, scioltezza nel movimento, giusta escursione articolare supportata da giusti caricamenti e giusti dosaggi di forza esplosiva che garantiscono lunghezza della leva ed elevata velocità angolare finalizzata, esattamente quello che un servizio di livello richiede.
Inoltre il “giochino†costituisce una esperienza ed una memoria motoria significativa, diversa, divertente ed altamente correlata col gesto tecnico specifico ed anche un modo per uscire dagli schemi classici ed a volte alienanti eseguiti sul campo.
Con i miei giovani allievi utilizzo questa metodica, ed il transfer tecnico è tangibile. Provare per……………
max (allora non ancora Mad ) scriveva il 4 Settembre 2007 alle 02:26 : premetto che in un altro sport ho creato il miglior atleta italiano ed uno tra i primi 10 nel mondo ma probabilmente senza modestia credo nn sia diventato il nr 1 solo per la ns separazione. nello stesso periodo (1998) mia moglie ha partorito e visto che la separazione dal mio atleta ha avuto ripercussioni sul mio lavoro in generale dissi a mia moglie: “nn ti preoccupare ns figlia diventerà la nr 1 nel tennis!†E mia moglie: “Nel tennis? E chi l’allena?†“Io dissi nn ti preoccupareâ€. Come allenatore nel mio sport (x due anni nr 1 italiano) ho girato il mondo ed ho conosciuto tutti i migliori conoscendo le varie tecniche e mi sono fatto l’idea che l’educazione , l’educazione sportiva, il lavoro, la tecnica di base, il nn guardare i risultati fino nel ns caso ai 13-14 anni e la preparazione fisica stiano al 1° posto per la creazione di un campione ma quando parlo di preparazione fisica parlo di quella specifica x lo sport che si vuole fare ma soprattutto di quella che si fa dai 6 agli 11 anni xchè è in questa età che si assimilano certe proprietà fisiche che a 13 ad esempio nn si assimilano + o cmq si assimilano al 50% e con il doppio della fatica; se qualcuno però dice in italia di far fare 3 sedute alla settimana da 90 minuti ad un bambino di 6 anni casca il mondo!!! ma x queste proprietà che si devono allenare e che sono indispensabili (rapidità equilibrio velocità etc) nn servono mica i bilancieri!!! il problema è che in italia e forse nel mondo preparatori atletici che sanno queste cose si possono contare sulle dita di una mano, allora io cosa ho fatto: ho cominciato a dare un’educazione a mia figlia (cosa normale fino a qualche decennio fa e inesistente negli ultimi anni dove i genitori sanno solo dire di si e dare qualsiasi cosa ai propri figli, mossa che soprattutto nello sport + difficile e duro nel mondo mi sembra impossibile che possa pagare), che come primo risultato ha fatto di lei a detta delle maestre la più brava della scuola. Il secondo passo è stato quello di darle insieme ai suoi giochi una piccola racchettina con delle soft ball che lei ogni tanto usava x i fatti suoi. terzo passo è stato a 4 anni di portarla con me e mia moglie quando giocavamo a tennis e alla fine dell’ora con la sua racchettina e le sue palline palleggiavamo x 10 minuti. il passo successivo dopo un’anno è stata iscritta all’estate tennis del circolo vicino a casa ns dove facevano un’oretta di mini tennis ed il resto della mattinata giocava colorava e faceva i compiti con le amichette e poi l’ho iscritta alla SAT. A sei anni (dopo lunga ricerca) ho trovato il preparatore atletico giusto (era stato richiesto come prima scelta da piatti x ljubicic). Da quest’anno (9 anni alla fine di ottobre) si allena 3/4 ore al giorno in un’academy (lun-sab) in lombardia e tre volte alla settimana fa 90 min. di preparazione fisica con il suo preparatore. tengo a precisare che quando in primavera l’ho portata nel week end a provare all’academy mia figlia si allenava già 2 ore al giorno ma alla fine della giornata quando le ho chiesto cosa ne pensava lei mi ha risposto.â€papà da oggi mi voglio allenare solo qui!!†Ho raccontato tutta la storia x fare sapere a tutti le scelte fatte da un allenatore cha ha già portato un’atleta di uno sport nn di squadra ai primi posti al mondo e xchè credo che in italia pochi hanno fatto questo tipo di scelte. ora vi darò le mie motivazioni: il tennis è cambiato nel senso che ora è un lavoro che può far guadagnare molto soldi e quindi nel mondo viene preso in considerazione come tale (quindi tanto lavoro tecnici migliori etc) e nn mi risulta che esista un lavoro che nn faccia stancare o che dovendolo fare x forza tutti i giorni piaccia. è un lavoro però che si svolge dai 14 ai 30 anni quindi è impensabile dire che a sei anni o a 10 x i tornei si è piccoli, al massimo nn si deve guardare il risultato essendo un tirocinio ma bisogna farlo!!! (è come dire che è inutile fare il tirocinio da un avvocato perchè praticamente lavori gratis). in italia invece è purtroppo un’attività x ricchi e quindi il 50% dei possibili “portati†li perdi in partenza. a questo aggiungete che nessun genitore viene preparato dalla federazione con delle indicazioni sul dove e come far allenare i propri figli a seconda delle proprie mire perchè un fatto è se uno vuol giocare x divertimento altra cosa è se uno vuole “provarci†e costruirci un’attività . c’è ancora della gente che crede che facendo giocare la sat e l’agonistica al proprio figlio nel circolo sotto casa dia delle chances: ADDIO!!!!!! o uno è federer ed allora ti notano oppure ciccia!!! uno deve partire pensando ad essere davydenko cioè ad un giocatore normale con neanche molto talento che con il sacrificio il lavoro e la voglia di arrivare diventa il nr 3 della classifica mondiale poi se uno ha il dono di natura di federer diventerà il nr 1!!!!! altra cosa che mi ha scioccato andando in giro x i primi tornei di mia figlia è stata quella di vedere genitori strillare ai propri figli di nn stancarsi troppo nei palleggi oppure durante la partita di palleggiare senza sbagliare, oppure quando vedono l’avversario piccolo di statura di tirare lungo e alto oppure di fare delle palle corte: ma a queste persone nn l’ha mai detto nessuno che nel tennis moderno se nn giochi a tutto braccio i vincenti sui campi veloci (90% dei tornei) nn vinci mai? che sui campi veloci se fai le palle corti ti ritornano in faccia dei tir?? questi bambini che vengno così condizionati e quindi giocheranno sempre così, dopo qualche anno di vittorie nei vari tornei rionali appena metteranno il naso fuori dall’uscio nn faranno + un punto e la maggior parte smetterà di giocare!!!!! l’ultima riflessione che vorrei fare è quella che in italia negli ultimi anni (cioè da quando il tennis è cambiato) nessun giocatore è arrivato ai vertici mondiali e che piatti a parte (ma ce n’è uno ed è occupato) nn ci sono allenatori che hanno portato giocatori ai vertici quindi credo in questo momento il fai da te ragionato e supportato sia un vantaggio crecando di pensare come un imprenditore e quindi di fare quello che si farebbe con la propria azienda (quindi anche lo scegliere la persona giusta x la parte tecnica atletica etc) anche xchè se diciamo che il tennis è un’attività commerciale che ha come scopo il guadagno mi sembra che i maestri di tennis abbiano una capacità di guadagno molto minore della maggior parte dei genitori quindi….. pongo un quesito: secondo voi se berlusconi decidesse domattina di creare una academy crescerebbe dei campioni??? come la penso credo l’abbiate capito!!!!! N.B. prego i moralisti di astenersi dal rispondere xchè in un paese dove accettiamo la politica che abbiamo, dove nessuno paga le tasse dove tutti rubano dove la tv ci fa vedere che se una ragazza vuol far carriera deve spogliarsi mentre se la vuol fare un maschio deve essere bello e andare a “uomini e donne†dalla de filippi, dove le prostiute fanno schifo ma ci vanno tutti dove le donne danno delle poco alle straniere e poi vanno con macellai amici del marito etc beh posso accettare che uno nn la pensi come me ma cose tipo lo sfruttamento dei bambini etc no semmai forse a questi bambini i vari genitori di agassi sharapova williams bartoli etc etc hanno dato la chances di una vita migliore!!!!!!!
fulvio scriveva il 19 Settembre 2007 alle 18:02 stefar premetto che qualcosina ho già detto ma per levarti quella curiosità che hai lo ripeto.fabio comincia a giocare con me a 4 anni e dentro una â€gabbiaâ€. Sì nel circolo nostro esisteva una gabbia col muro e io che frequentavo spesso il circolo,lo lasciavo andare con la sua pallina e la sua racchettina a giocare contro il muro interminabili partite. Giocava bene e cominciai a farlo giocare io ,era lo spasso della gente perchè vedere un bambino con una racchetta più grande di lui riuscire a mandare la pallina nell’altro campo era una vera e propria attrazione della passegiata mare.
E’ li che noi abbiamo i nostri campi. Cmq andando avanti Fabio giocava a tennis,a calcio e era nella squadra agonistica dello sci club di â€limone piemonteâ€. Intanto devo dire che il vero ‘’scopritore di mio figlio fu il maestro Marco Lubrano,una persona come poche (infatti il pres della fed ligure Cepellini gli ha appena fatto le scarpe!). Mi contattò e mi disse che voleva Fabio tutte le settimane al sabato a Valletta Cambiaso ,centro della federazione ligure. Fabio giocava e molto bene anche a calcio e io da ex avrei dato una mano perchè continuasse in quello sport. Ma niente, arrivano le prime coppe under 10 e 12, le prime convocazioni regionali e poi nazionali e la frittata è …fatta!!Tennis e solo tennis cosi si decide in casa!! Al circolo cominciano le prima grane,Fabio passa nella categoria â€agonistica†con quelli più grandi di lui di almeno 4 anni e cominciano le …invidie. Il maestro Conti (Massimiliano) non vi dico cosa escogita per far giocare fabio con quelli. mentre quelli della sua età cominciano a lamentarsi per la scelta fatta per Fabio. Ci sarebbe da scrivere un libro quanto i genitori (mamme) riescano a essere cosi cattive. E non dico altro. Lubrano continua la sua scelta fatta e porta fabio a Roma a vincere la coppa Belardinelli ,nello scenario dei master series. Non vi dico la felicità dei ragazzi nel vedere dal vivo i vari sampras e agassi. La federazione italiana tennis comincia a elargire quelche contributo. Ma a dirvi la cifra ora mi scappa da ridere! Penso si sia cominciato con 800.000 lire in su!! I vari circoli â€grandi†della liguria cominciano a trattare fabio da giocatore e il suo primo contratto lo ha al TC Genova per la fatidica cifra di 1.500.000 lire all’anno! Una scelta che poi risulterà sbagliatissima. Avrei dovuto lasciare Fabio a Arma e fregarmene delle attenzioni dei genovesi. A 15 anni ecco la scelta del coach perchè a quell’età li si deve fare una scelta di vita,sbagliata o giusta che sia….il resto sono i giorni di oggi…..ps la Federazione con me e nella persona di Giancarlo Palumbo, devo essere sincero, si è sempre comportata da signori. Sarà forse perchè io sono un tipo …accomodante e dicono…simpatico? Scusate la seconda parte la farò un altro giorno,ora riprendo a lavorare,non sapete quanto vi costa un figlio per riuscire( se ce la farà ) a entrare nei 100…..E POI CONTINUAVA il 20 Settembre 2007 alle 11:20:stamattina non ho proprio voglia di far niente e allora dopo aver letto le vostre impressioni vi aggiungo altro.con la federazioni i miei rapporti sono sempre stati ottimi,daltronde chi ha un figlio nei primi 4 di categoria gode delle attenzioni di mamma Fit ,gli altri…..fabio partecipa a tutte le manifestazioni giovanili importanti,da Auraix a Orange di Miami,dalla coppa del Sol a Autralian Open ,isomma gira il mondo del tennis giovanile ANCHE a spese della federazione.ho detto anche perchè il resto (e sono tanti) sono tutte palanche di tasca â€fognaâ€la Fit come ho sempre detto da una mano a quelli che VINCONO in quei periodi,ma si dimentica purtroppo dei meno forti,i quali non possono far altro che guardare,si guardare perchè moltissimi tornei giovanili sono solo per nazioni e per inviti,e la fit manda quelli che in italia vincono di più!ora qualcosa con l’avvento di Piatti nel boarding federale si sta facendo,ma tanto ancora cè da fare.per i contributi ,Fabio è quello che per il momento percepisce più di tutti gli under,ma rassicuratevi,è solo un prestito chiamato da loro D’ONORE, una formula di contributo a rendere quando il giocatore guadagnerà oltre i 90000$ all’anno,dovrà restituire la somma avuta al 20% all’anno fino all’estinzione del prestito: CONTRIBUTO?A me viene da ridere per non piangere!!sapete quando un junior fa una programmazione a 360° come hanno fatto Naso e mio figlio da under posso assicurarvi che solo un malato di mente come me e pochi altri possono azzardarsi a far fare ai prorpri figli.ora per i migliori vedo che la fit sta seguendo in toto il programma fatto da noi anni fa, e a sue spese!!per quanto riguarda il simpaticissimo Stefano Grazia sulla scuola,posso assicurarvi che chi fa tennis full time e studia in privato o in un college ha e avrà in seguito molti problemi con la scuola,non è la stessa cosa,mancheranno nozioni importantissime,mancheranno gli amici e la vita comune,mancherà la famiglia,ma una scelta va fatta,da noi cè un detto che faìì non si può ‘’sussà e sorbi†e allora da qualche parte bisogna perdere qualcosina.le accademie americane ,lo so perchè ultimamente cè andato un ragazzo che da junior tutti aveva predetto per lui un futuro da star del tennis,vi parlo di Figliomeni ,se qualcuno lo ricorda,campione di lambertenghi,campione italiano u14 16 ,un vero fenomeno da ragazzo,popi le prime avvisaglie,fino alla resa ,ora comincia di nuovo in Florida in una university famosa di cui non ricordo il nome.vitto alloggio,macchina per gli spostamenti ,e quando capita anche …studio!!capireta perchè allora dico,meglio un tutor ogni tanto che una scuola che ti serva alla fine solo per giocare!continuando cosi temo intaccherò il record di stefano,quindi vi lascio pronto a riprendere al più presto!ps Stefano,mi ha detto Parodi che eri un campione di surf,ti inviterò qui da noi a ARma di Taggia dove d’inverno cè una baia col vento giusto per poterti cimentare!
piero aka Archipedro detto anche Autarchipedro meglio notoprima con suo dispetto poi con sua serena rassegnazione come Archie scriveva il 21 Gennaio 2008 alle 10:00 :Sono il genitore d’un bambino di sei anni.Sto immaginando per lui un percorso sportivo che gli consenta di diventare un ottimo atleta e tennista. Non necessariamente un campione, ma sicuramente un giovane in grado di togliersi delle soddisfazioni.Siccome credo nell’eterogenesi degli stimoli, e degli scopi, sto utilizzando tutto il mio background d’agonista generalista (mi sono dedicato a molte discipline ed ho maturato esperienze diverse) per evitargli gli scompensi di cui si parla nel blog.
Tra l’altro, per quanto attiene il tennis, esistono molti parchi pubblici in cui si può giocare gratis sul cemento, usando una corda per rete. E molti sport divertenti che allenano il corpo e non costano nulla.Vorrei mettermi in contatto con altri genitori nelle medesime condizioni, per uno scambio di informazioni e suggerimenti nei mesi e negli anni prossimi venturi.Piero Blanchini Udine piero@blanchini.it E poi subito dopo, il 23 Gennaio 2008 alle 09:02 aggiungeva:Negli ultimi mesi ho scritto il mio primo libro, che alcuni miei amici s’apprestano a leggere. Credo per cortesia. L’idea era quella di raccogliere, in forma narrativa, alcuni miei ricordi agonistici legati alla mia giovinezza, in modo da mettere via per mio figlio Mati delle buone idee. Così se da grande vorrà dedicarsi allo sport seriamente potrà avere delle tracce. Ed anche un imprinting sul rapporto tra vita, amicizia e competizioni.Ciò premesso stavo riflettendo su quanti spunti si possano ricavare dai racconti delle esperienze dirette dei genitori nel loro sforzo di seguire i figli direttamente. Con tutti gli interrogativi del caso.Se i miei m’avessero seguito come molti tra voi fanno con i loro ragazzi sarei arrivato in alto. Ma per loro lo studio e l’università erano di gran lunga più importanti delle mia pallavolo, dell’atletica, …Alla fine io per primo alle prime difficoltà (se hai del talento in genere ti attiri anche delle antipatie…) ho deciso di mollare e di fare lo studente universitario. Fine dei sogni.Tutto questo per dire che spesso noi non ci rendiamo conto di quanto sia interessante non solo il risultato sportivo, in questo caso dei ragazzi, quanto pure tutto il processo esistenziale che lo sottintende. Le scelte. Le sfide. Le rinunce.Sabato ho fatto fare tre volte una pista rossa a mio figlio, dopo che aveva messo gli sci ai piedi in due solo occasioni. Mi chiedo se da grande il ricordo di quei momenti non rimarrà impresso nella sua memoria…Tendiamo a consumare il tempo, ma la gioia che ci da fare sport con i nostri bambini dovrebbe essere condivisa. Per consentire loro, se arriveranno i demoni (doping, scommesse…), di aver interiorizzato il senso dello sport. E di fare sempre la cosa giusta…p.s. Se questo é un blog privato… ditemelo e taccio. Ho il sospetto che vi conosciate tutti. Forse sono stato invadente.
andrew scriveva l’ 8 Dicembre 2007 alle 10:35: Cari amici vaffantennisti…leggendo questo blog mi sono reso conto che la battaglia per rendere il tennis uno sport a tutti gli effetti è dura. A me pare che anche la maggior parte di voi sia parte del problema, ossia che la reazione alle incapacità della FIT di promuovere adeguatamente il tennis produca casi esagerati che poi appartengono alla stessa “medagliaâ€, anche se del lato opposto.Spiego meglio: la FIT non fa abbastanza per rendere questo sport più aperto, accessibile, fruibile, conosciuto, partecipato, amato, ecc….Ma di reazione allora noi prendiamo i nostri figli e a 8-10 anni gli facciamo la video-analisi, esami plio-emato-mental-metrici, psico-analisi, posturalità avanzata, tour accademie, tango, vista applicata e avanti così? beh, auguri (specialmente ai vostri figli).Sebbene qualche bel robottino sparapalle possa uscire da tale tritacarne, non è la soluzione al problema tennis. Io credo che vada innanzitutto capito cosa deve essere il tennis in Italia e poi incentivato in tal senso.
Se come credo io, il tennis deve essere innanzitutto gara agonistica, provare a vincere partite, mettersi in gioco sul campo, allora deve essere potenziato il sistema di gare fruibili dai ragazzi, deve essere propagandato lo spirito di competizione, deve essere creato un ambiente e un sistema che faccia rimanere i ragazzi che non sfondano come N.1 all’interno del movimento tennistico, CHE RICORDIAMOLO, può comunque dare soddisfazioni e gratificazioni a chi è stato pervaso di spirito di competizione e agonismo.
Ben vengano dunque gli schizzatelli che iniziano a 2 anni, ma meglio ancora i 16enni, 17enni e oltre che proseguono un’attività tennistica più sostenuta dalla FIT con gare, tornei, ambiente…ossia, un vero movimento tennistico dal quale naturalmente scaturirebbero sia i mini-robot che i giocatori che “interpretano†loro stessi e il tennis.Saluti, andrea
Nikolik scriveva, non per la prima volta ahime’, (SCHERZO!),il 29 Dicembre 2007 alle 17:48 :Stefano, noto che in un tuo messaggio hai scritto di “credere nella superiorita’ del Sistema Academy rispetto a quello del Maestro del Circolo (con tutto il rispetto,piu’ volte esternato,al Maestro Pierino di Nikolic, elemento anche lui necessario e fondamentale ma rivolto ad un’altra utenza)â€.Non posso fare a meno di contraddirti, in specie se tocchi il mio vecchio Maestro!Francamente, riguardo alle Academy io non sono della tua idea, anzi, io nutro molte perplessità , se si guarda a bambini under 12.Francamente, sono convinto che, fino ai 12-13 anni non ci sia questa necessità di entrare addirittura in una Academy: i progressi del piccolo possono benissimo, a mio parere e secondo la mia esperienza, essere seguiti da un maestro di circolo.Certo, che discorsi, deve essere un Maestro bravo: e, in quel caso, devi essere bravo anche tu a sceglierne uno bravo, ma, francamente, a quella età , che bisogno c’è di una Academy? Mi sembra un sistema per spillare quattrini ai genitori.
A 12-13 anni il discorso Academy, forse, può avere la sua validità , anche se mantengo comunque le mie perplessità , in specie riguardo a certi posti esotico-stranieri.Diverso è il discorso per Max e sua figlia: lui sta compiendo un esperimento estremamente interessante, ma, come lui stesso ammette, si tratta di un caso molto specifico e più unico che raro. Non si può certo chiedere a tutti di fare i sacrifici che lui in prima persona sta facendo. Il suo caso è più unico che raro e non può essere preso in considerazione.
Per quanto riguarda il mio grandissimo Maestro, Pierino, sbagli, Stefano, sbagli alla grande!
Tu, in pratica, lo dipingi come il tipico maestro di circolo di provincia, il maestro dei poveri, il maestro dei privi di talento, dei soci pancioni di circolo come me; tu lo dipingi come il tipico maestro improvvisato, non aggiornato.
Sbagli, invece, perché ritieni che la competenza sia solo nelle Academy e non anche tra i maestri nostrani (certo, che discorsi, ce ne saranno anche di non bravi, come in tutte le professioni).Pierino non era fautore di maniacali allenamenti; a mezzo allenamento, nella pausa, portava la focaccia con la mortadella; non l’ho mai visto, nemmeno un giorno, che non fosse sempre sorridente con noi bambini; mi sono divertito tanto con lui.Ma sbagli se ritieni che non fosse capace di dare un corretto insegnamento tecnico.
Fai una cosa, Stefano: vai nel sito del T.C. Bonacossa di Milano; da lì, clicca sull’albo d’oro della Coppa Lambertenghi (che, come sai, è poi il campionato italiano under 12). Ebbene, lì non ti sarà difficile trovare il nome, tra i vincitori, della figlia di Pierino.
Tiè.
Mauro che e’ il nostro Grillo Parlante non ha quasi mai scritto post lunghi ma e’ sempre intervenuto ora qui ora la’ qualche volta a fare da paciere, qualche volta a puntualizzare, qualche volta a a smussare gli angoli, qualche volta invece no … Per esempio il 5 Novembre 2007 alle 09:09 scriveva:Un mio amico che si interessa di stampanti per pc, mi dice sempre che tra il nero ed il bianco esistono migliaia di tonalità di grigi. Questo per dire a Daniele che 1 ora 1 ora 1/2 al giorno si può tranquillamente ricavare da tempo del bambino. La mia rinuncia ad un ora di cartoni animati (ma ha il tempo per vederne oltre 2 ore. Tutto dipende dalla forza di volontà del bambino e del genitore. Sul discorso dell’esasperazione, invito Daniele ad assistere ad una partita di calcio giovanile per vedere di quale cose siamo capaci noi genitori, compreso insultare altri bambini. Nel tennis piuttosto esiste un fatto molto atipico rispetto ad altri sport, salvo casi del ttutto eccezionali chi segue in gara il bambino non è il maestro o l’allenatore ma il genitore che deve cercare di capirne qualcosa se non vuole lasciare il figlio in balia dcegli eventi. OPPURE IL Mauro scrive: 24 Novembre 2007 alle 09:17 Carissimo Max, in questo blog sei la persona che forse stimo di piu’ per la passione che metti in quello che dici e che fai. detto questo pero’ visto che tra le altre cose mio occupo di comunicazione, quando uno dice legno c’è chi capisce albero e chi capisce tavolo, giusto per dire quanto è importante far capire cosa veramente si vuol dire. Inoltre credo che come in tutte le cose, la forma abbia la sua importanza e dia più sostanza al contenuto. Ti prego di continuare, se ne hai voglia, le tue battaglie che se portate avanti con civiltà mi avranno sempre al tuo fianc. E POI IL 29 Novembre 2007 alle 09:24 In certe logiche sociali. quando si vuol fare zittire qualcuno, si cerca di eliminarlo in vari modi (mediatico e persino fisico), oppure si cerca di adulalrlo. Mi sembra questo stia avenendo anche nei confronti di Max, si loda la persona ma si trascurano alla grande le sue “battaglie†ad esempio prloblemi della Fit o i costi assurdi del tennis giovanile. Non credo che sia una cosa voluta da Pibla e Stefano, è sicuramente inconscia ma reale. Max non fatti fregare!!! il 22 Dicembre 2007 alle 15:42 Riguardo a quest’ultimo argomento, penso che l’uomo (nel nostro caso piccolo uomo o piccola donna ) debba distiguersi dall’animale in senso stretto in quanto capace di dominare i propri istinti e le proprie pulsioni evolvendosi sempre più cercando di avvicinarsi quanto possibile alla perfezione. Detto questo faccio l’esempio di Nadal che pur essendo un agonista formidale non ha mai spaccato una racchetta perchè lo zio Tony gli ha più volte ripetuto che nel mondo c’erano milioni di bambini che non potevano permettersi nemmeno una corda di quella racchetta. Nadal infatti pur esultando in maniera plateale, ha sempre rispettato il suo avversario arrivando nel caso di Federer anche a chiedergli l’autografo. Questi sono esempi che ho piacere mostrare a mia figlia. O ANCORA IL 28 Dicembre 2007 alle 19:35 Vorrei riprendere l’esempio musicale di Gabri per ricordare che Mozart talento indiscusso si “allenava†per ore al pianoforte. I musicisti di free jazz che improvvisano, hanno una conoscenza della musica e dello strumento ottenuto con ore ed ore di studio e perfezionamento. In ogni campo per riuscire occorre lavoro e dedizione continua. Io vi posso confessare che ho un grande rammarico, so fare un pò di tutto 5/6 sport, musica, scrivo poesie, bricolage, ma niente molto bene, è questo ribadisco è sempre stato un grosso crucio e fonte di insodisfazione.
Avec Double Cordage (l’unico a poter vantare di essere piu’ prolisso, logorroico e grafomane di me) scriveva il 28 Novembre 2007 alle 13:35 almeno pagare la benzina al prezzo del vino serve a qualcosa! visto che serve a mantenre Stefano Grazia in Africa che scrive questi magnifici post apparte gli scherzi siccome ieri mi sono preso un giorno intero, visto che il tempo faceva schifo, e mi sono addentrato in questo thread sono partito dall’inizio, cioè l’articolo di semeraro mi sembra nel qale si parlava tra l’altro di jan silva… madosca!… ma questo blog è una saga! dopo aver letto il primo intervento di Stefano Grazia mi stava per esplodere la testa e sono dovuto uscire a farmi un giro in spiaggia…neanche sapevo che avesse un figlio che gioca a tennis, poi ho letto l’intervento del padre di quinzi, veramente molto interessante anche perchè quinzi l’ho visto giocare assieme ad altri under 12 per 3 o 4 giorni alla tennis europe nations challange ad alghero, ero capitato li per caso ed è proprio li che ho iniziato nuovamente a seguire il tennis che avevo trascurato per quasi un decennio ad ogni modo vermanete interessantissimo tutto quello che c’è scritto, specialmente gli interventi di fulvio, igor e Salvatore Buzzelli ma anche le storie di Gabrì, anto ed altri che non posso elencare tutti perchè mica sono hal 9000 ad ogni modo vermamente complimenti, two thumbs up! certo nel caso dovessi averne bisogno sarebbe troppo tardi, ma come come consigli di base potrebbero valere anche tra dieci anni, ho gia salvato tutto su disco e penso che difficilmente mi dimenticherò della giornata di ieri passata a leggere buona parte del thread fino a trascendere i confini tra realtà e blog in un blob, tant’è che ho dovuto aspettare mezza giornata per riaquisire il senso della ragione Ho visto che Stefano Grazia gira mezzo mondo se non tutto il mondo per questa faccenda, sei un vero guru, complimentie e grazia, come direbbero a merano Ho visto che sei stato persino a Marlengo, sinceramente non avevo idea che li ci fosse un accademia del tennis. Nel tuo mitico post mastodontico imbottito di saggezze di ogni genere c’è scritta mezza enciclopedia della vita! continuerò a seguirvi anche se difficilmente farò più commenti (AH!AH! AH! NdStGr) perchè non essendo ne padre ne addetto ai lavori anzi autodidatta totale, il mio contributo non potrebbe certo essere particolarmente utile, l’unica cosa che mi sento di dire è che quello a cui io personalmente mirerei se fossi un padre con un figlio tennista sarebbe prima di tutto la salute quindi niente pesi prima della pubertà ma nuoto e altri sport simmetrici e molto stretching etc. e poi mirerei a fargli imparare il gioco completo di volley e variazioni e non uno stile nadal, in questo senso i risultati di tornei fino 14 anni li trascurerei completamente, e se il bimbo non dovesse avere abbastanza talento e tocco per giocare a tutto campo gli proporrei un altro sport. Gia che ci sono ne approfitto per porre anche una domanda. Non so se è una variante praticabile o se viene gia attuata, ma certe volte penso che sarebbe maglio far giocare i piccoli, che sò fino ad un altezza di 1,50 ca su campi esattamente proporzionati alla loro statura, comprese altezza della rete e peso e dimensioni della racchetta e palla, in modo da insegnarli il gioco in una specie di forma niniaturizzata e con minori sollecitazioni a giunture e muscoli. Per spiegarmi faccio un esmpio un pò esagerato: invece di farli giocare come una specie di nadal con palle che pesano più del doppio su un campo lungo 30 metri e largo 20 con una rete alta quasi due metri, li farei giocare (sempre in chiave di esempio esagerato) con racchette tipo badmington e palle tipo squash o di gomma piuma su un campo le cui dimensioni calcolerei in base all’altezza ed età del bimbo, praticamente cosi potrebbero provare a giocare come una specie di “federer†gia a 6 o 7 anni, certo non gli servirebbe a nulla per vincere nei tornei under ma almeno quello che imparano è tennis anche se in miniatura, ma con movimenti e colpi come quelli veri (…)
CHIEDENDO SCUSA A QUELLI CHE NON HO CITATO NON RIESCO A NON NOTARE CHE MOLTE DI QUESTE PERSONE HANNO POI FINITO PER APREIRE UN PROPRIO BLOG O GIA’ CE Lâ€AVEVANO E ALLA FINE HANNO RAREFATTO I LORO INTERVENTI E SONO SCOMPARSI NELLA CLASSICA NUVOLETTA ROSA. A mio modesto avviso se ognuno avesse il proprio blog personale non vi sarebbe stata condivisione ma solo frammentazione e dispersione… Ma mano a mano che si va avanti vedo invece che la tendenza e’ questa, uno, dieci, cento e mille e forse ancora di piu’, ognuno avra’ il suo personal blog, e il risultato quale e’ alla fine dei conti? Che tutto andra’ perduto come lacrime nella pioggia…Forse e’ davvero giunto il momento di salutarvi e di fare, anch’io sotto nickname, il commentatore magari in malafede sul nuovo blog di Mad Max…
Ma no, come ha ricordato Mauro poco tempo fa, io scrivo perche’,ahime’ per voi, devo. Anche recentemente ho mandato la solita email di auguri ai vecchi amici… Di una trentina mi han risposto in tre. Eppure, di tanto in tanto, risposte o non risposte, commenti o non commenti, io insisto e ci riprovo a raccontare chi sono,dove sono, da dove vengo e soprattutto dove sto andando.
359 Commenti to “TGF 11 – La Prima Volta Sul Blog”
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Roberto Commentucci says:
Ho dato anch’io un’occhiata ai tabelloni di Livorno.
Nel maschile, dove Quinzi e Borna Coric erano abituati a dominare da under 12, a mio avviso i valori si stanno avvicinando: stanno salendo le quotazioni di altri ragazzi, fra cui mi permetto di citare il francese Halys (che se non sbaglio ha vinto il Petit As poche settimane fa), del nostro Chessari e dell’inglesino Josh Sapwell, che a me al TTk Warriors di 15 mesi fa, a Roma, era piaciuto più di tutti sul piano tecnico, anche se aveva perso in finale dal nostro Carli, che all’epoca era apparso più ordinato e forte mentalmente, ma anche più leggerino nei colpi. Sapwell gioca bene davvero, tecnicamente è perfetto. E’ poco simpatico citarsi, ma mi sono andato a rivedere cosa scrissi all’epoca su Sapwell:
“L’aggressività è una dote della quale non è davvero sprovvisto Josh Sapwell, davvero convincente dal punto di vista della completezza del bagaglio tecnico. Josh sa già fare tutto. Grandi accelerazioni, uso molto aggressivo del servizio, buon gioco di volo, cambi di ritmo e di rotazione (splendido il back di rovescio a una mano, sebbene sia di impostazione bimane: evidentemente Murray fa proseliti). Purtroppo per lui, in finale il suo gioco è andato in pezzi contro la superiore solidità nervosa di Carli, che lo costringeva a prendere rischi eccessivi. Interessantissimo, in prospettiva.”
Vabbè perdonatemi
Mauro g&f says:
Stefano, oggi abbiamo preso la sveglia da una bambina che a mio avviso è tra le prime 5 d’Italia del 98, insomma dalle prime 4/6 siamo ancora indietro. La testa di serie numero uno poi non credo che corrisponda alle forze in campo, anzi non l’ho è sicuramente, comunque la tedesca che ha battuto ha partecipato all’Orange bolw, Eddy herr, Prince cup etc, e se la mandano in giro per il mondo vuol dire ci vedono qualcosa di buono, ha comunque anche vinto la consolation, secondo me visto che c’era un fortissimo vento la tedesca abituata indoor non ci ha capito molto, però è stata brava Chiara ad aproffitarne.
giorgio-giorgio says:
@ Federico
Non penso proprio che un numero uno di uno sport stressante come il tennis non sia contento che il figlio intrraprenda la stessa carriera professionistica solo perchè ha avuto per qualche aspetto un’esperienza negativa! Forse lo potrebbe dire qualcuno che non è riuscito a reggere per tanto tempo ed ha scelto di ritirarsi quando ancora era competitivo! Dai retta a me! Sono tutte chiacchiere, perchè è vero che c’è tanto stress ma è altrettanto vero che c’è un ritorno economico, d’immagine, di …… E poi è chiaro che la scelta deve essere fatta dal ragazzo, e non dal padre ex n. 1, perchè altrimenti ai livelli di cui stiamo parlando non arriverebbe mai! Quì parliamo solo di tennis, ma se andiamo, per esempio, nel campo medico ad alto livello ci sono grandi chirurghi che non escono mai dalla sala operatoria e sono giornalmente alle prese con interventi difficili. Lo stress del tennis in confronto allo stress che subiscono giornalmente queste persone, che salvano la vita al prossimo e sbaglindo potrebbero pagare di persona, fa’ semplicemente ridere! E questi tante volte rimangono emeriti sconosciuti ai più e le loro prestazioni, secondo me, alcune volte non avrebbero prezzo. E’ chiaro che nel tennis, come nel calcio si parla di spettacolo, ma i guadagni e quant’altro nei due settori, a parità di capacità , sono sproporzionati! E per tornare a noi, credi che questi chirurghi che fanno una vita così stressante non siano contenti se i figli diventano n.1 come loro? Credo che spesso, alcuni “pseudo scrittori” buttano là delle cose per un qualunque tornaconto personale. Mi sbaglierò, ma io per l’esperienza e le conoscenze che ho in questo campo (lo sport in generale) la penso così, e ti prego di non mettere in mezzo, anche in questo caso, “teoremi mentali”, perchè non mi convinci anche se sono appassionato di telefilm tipo “The mentalist”, “Medium” e ………………..
ted says:
sto avendo problemi tecnici di connessione wireless, ma sto parlando con tutti, ho raccolto circa 90 pagine di materiale.
scherzo drughi, vafffantennis a tutti. ho visto giocare brancato, sendegeya tutti i match, commpreso quello finito da poco, coric, quinzi, sapwell, ma mi farei ardere vivo piuttosto che postarli qui. cherzo drughi, parlerò a francesco brancato appena ci sarà occasione. gabrì rilassati…metti dei fiori nei tuoi cannoni. vaffantennis a tutti. marameo
gabrì, con capisco il tuo astio nei miei confronti. continui a rilanciare la polemica, ma che senso ha? ripeto: ci sono delle cose tenute nascoste, che erano sfuggite anche al mio recorder. le avevo solo sospettate, poi dopo qualche tempo sono venuto alla quadratura del cerchio.
stefano, fossi in te mi autosospenderei dal blog e mi concentrei sul lavoro di nicholas. ha bisogno di te! a mio avviso siete troppo rancorosi e poco focalizzati sui temi cruciali. poi quel sarcasmo da 4 soldi, che orrore mamma mia. se accetti questo consiglio, smetti di scrivere, prenditi una bella pausa e pensaci su.
roberto, presidente, mi spiace ma non sono d’accordo sul tuo post. conosco da anni i ragazzi di cui parli e credo di avere buone ragioni per dissentire quasi totalmente dal tuo pensiero. te le spiegherò alla prossima occasione perchè non ho più tempo di scrivere su internet. devo scappare drughi. potrei darvi i risultati dei match appena conclusi ma non lo faccio. Alessandro non mi invita mai in radio
federico di carlo says:
Ciao Giorgio-Giorgio,
In questo contesto non faccio e non produco teoremi mentali. Ti dico solo ed esattamente quello che diconono i grandi campioni. Tu puoi pensare a proposito quello che ti pare. Non sarò io a dissuaderti. Ma quello che hanno detto i campioni a proposito, sic et simpliciter, non seguono la tua opinione. Leggiti “Open”, la autobiografia di Agassi e “Sampras: A champion’s mind”, autobiografia di Sampras e te ne renderai conto.
Fare del buonismo tirando in campo lo stress di altri professionisti non serve ne ad avvallare ne a negare quello che succede nel tennis. Ognuno nel suo campo lavorativo pensa alla propria condizione ed interpreta e vive lo stress a suo modo. Il tuo ragionamento serve solo a mischiare due cose che non c’entrano nulla l’una con l’altra.
Alessandro Nizegorodcew says:
Sto per pubblicare i dati, usciti sul sito federale, che vedono Spazio Tennis come quarto sito di tennis in Italia. Un risultato di grande prestigio. Un risultato raggiunto grazie a tutti i collaboratori ed in particolare grazie a Stefano Grazia. Io, caro Stefano, al contrario di quanto dice Ted, continuerei a scrivere!
giorgio-giorgio says:
@ Federico
Il tuo campione è solo di tre ex-giocatori (Lendl, Agassi e ……), quando avrai delle conferme da tutt/e gli altri ne riparleremo! Anche perchè abbiamo parlato di n. 1, ma ci sono anche i n. 2, i n.3 e ……, che comunque non sono certamente da buttare! Buona Pasqua!!!!!!!
Jho says:
Cordiale Ted
Seguo il percorso di questi genitori da sempre , ho avuto modo di inorridire a fronte delle dichiarazioni di alcuni , ho avuto modo di sentirmi vicino al pensiero di altri.
Conosco nel mio piccolo il mondo del tennis , con i suoi guru i suoi profeti e i suoi venditori di sogni
Ho fatto questa premessa semplicemente perche’ volevo renderti partecipe (che ti interessi o meno) che sei l’unico personaggio che ho letto in questi anni e che mi ha davvero fatto venire voglia di non aprire piu’ un blog di tennis..
Magari un giorno ti dovro’ anche ringraziare..
Saluti
bogar67 says:
Complimenti Alessandro Nizegorodcew e a tutto lo staff spaziotennis
Roberto Commentucci says:
Ted, che dire, mi inchino alla tua superiore conoscenza del mondo junior.
Io questi ragazzi li ho visti all’opera sicuramente molto meno di te. Ho raccontato ciò che ho visto, ma tu hai ovviamente molti più elementi di valutazione su questi ragazzi.
Non farti ardere vivo, mi raccomando,
potremo aspettare qualche ora per sapere i risultati.
Soprattutto, come sempre, dovremo aspettare qualche anno per capire come evolveranno le loro carriere. Il divertimento, per quanto mi riguarda, starà nell’osservare la loro evoluzione e, se possibile, trarne indicazioni utili per il nostro movimento.
Vorrei dirti un’ultima cosa, sono un pò di giorni che volevo farlo.
Io ho a che fare con questi genitori da circa 3 anni. Alcuni li ho conosciuti di persona, ho visto giocare i loro figli, mentre altri non li ho mai visti: li ho solo letti, con attenzione costante.
Ma mai, in tutto questo tempo, mi sono permesso di interferire nelle loro scelte tecniche e soprattutto nel rapporto umano fra loro e i loro figli, trinciando giudizi e per giunta pubblicandoli su un blog. Tu fa un pò come ti pare, ciascuno pè responsabile delle proprie azioni e lungi da me il farti la morale.
Ma mi sembra che al tuo caso, e alla tua esperienza in questo blog, rischia di applicarsi un vecchio proverbio dell’antica sapienza contadina: “Chi semina vento, raccoglie tempesta”.
Il mio consiglio, in amicizia, è di non farlo, Ted.
Saluti.
Kill Bill says:
Bogar
vero. In Toscana ci sono Livorno TE U 14, Montecatini TE U 16 , Firenze ( giunto alla 35° edizione credo un record ) , S. Croce, Prato , ITF U18.
C’è poi Fanucci a Firenze, Rianna ad Arezzo , la Fit a Tirrenia e Nikolik …..
federico di carlo says:
Giorgio-Giorgio,
Ho citato Agassi e Sampras perchè dei grandi campioni usciti dal tennis sono quelli più prossimi in ordine di tempo e che quindi rappresentano meglio il tennis moderno. E comunque loro hanno scritto un’autobiografia. Agli altri, ai 2 e 3 dovrei chiederglielo di persona…….. Buona Pasqua!!
Gus says:
Sembra essere iniziata la stagione degli insulti gratuiti, per non essere maliziosi. D’altronde non si può pensare che il mondo sia frequentato solo da persone educate. Che a fare il troll si presti un professionista che si dedica al circuito juniores, però, lascia perplessi.
“A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio!”
(O. Wilde)
lib says:
….PESCE D’APRILE… STAVATE TUTTI SCHERZANDO
ted says:
Ragazzi,
io non volevo insistere sulla cosa ma credo che qui si stia girando un po’ troppo intorno al problema. non è chiaro se fate finta di non capire oppure sono io che mi spiego male. cmq fate un po’ come vi pare.
presidente, caro, non capisco quale sia il vento e quale sia la tempesta. cmq dai ne riparliamo presto. oggi qui c’era zibi boniek…ti saluta
scherzo ovviamente. io cmq non do giudizi tranchant, solo sommessi consigli. penso che ciascun genitore non voglia sentirsi dire sempre che è bravo, che è tutto ok, pacca sulla spalla e tanta ipocrisia…fate come volete…vedremo nel tempo come andranno le cose.
pibla says:
Da Livorno:
Quinzi (facile), Cutuli e Chessari nei quarti, avanti anche Coric, l’ungherese Biro (tds. n. 5), il francese tds. n. 3 e l’inglese di Roberto dopo dura lotta contro l’altro francese tds n. 4, fuori invece Sendegeya in tre set.
Tra le donne Sharifova (tds. n. 1) fa fuori facile la Chiesa, ai quarti due italiane, Brescia e Paolini, quest’ultima finora vince sempre netto, ma ora incontra la polacca che aveva battuto la tds. n. 2.
Risultati sul sito del CTL, circolo organizzatore.
Roberto Commentucci says:
Ok, Ted, d’accordo. I consigli vanno benissimo. Ma vanno dati in privato, e non sul blog. Mio parere.
Intanto dò un pò di risultati da Livorno, il cui tabellone si è allineato ai quarti:
Ha vinto Quinzi, 64 64 al qualificato francese David. Se la vedrà ora con l’altro azzurrino Mirko Cutuli, che ha fatto fuori l’inglesino Ashley, tds n. 8.
Nel secondo quarto c’è il forte francese Halys, che ha superato con un netto 62 61 il tedesco Haerteis. Incontrerà ora il magiaro Biro.
In basso ecco Borna Coric, che ha sconfitto il rumeno Andriuc con un netto 62 61, e che sfiderà Josh Sapwell, venuto a capo di un complicato match con il francese Brechemier, superato per 63 67 63.
Nell’ultimo quarto ancora bene il nostro Chessari. Domani sfiderà il turco Salman, che ha sconfitto 67 75 62 Sendegeya, già compagno di allenamento della nostra cara Canaaglia di Lagos.
Insomma, sono dei bei match, con 3 azzurri ancora in gara fra gli ultimi 8.
Nikolik says:
Ben detto, Bogar, giuste considerazioni sulla Toscana!
E’ una vita che vi dico che la Toscana è la regione trainante!
Se tutti voi faceste come in Toscana, saremmo all’avanguardia!
bogar67 says:
Nikolik non sapevo che eri Toscano, cmq la mia considerazione nasceva da un dato di fatto osservando i dati sul web che prontamente Kill Bill ha rimarcato. Una regione che ha dalla sua anche il fatto che può confrontarsi con tulle le altre del Nord e del Sud, solo dopo qualche casello autostradale.
king of swing says:
io credo alcuni stiano cercando di fare un pò di disinformazione…
il percorso della figlia di Mad Max…dovrebbero seguirlo tutti…ma proprio tutti…quelli che un giorno vogliono avere la speranza di diventare dei campioni nel tennis…
se poi non si hanno le qualità per diventarlo è un altro discorso…
prima dei 10-12 anni è di fondamentale importanza curare la costruzione fisico-mentale dei ragazzi…con una buona educazione alla mobilità …e diverse ore di tennis…
dai 10-12 anni poi si può iniziare l’addestramento graduale…ma con un ragazzino che appunto si muove già bene in un campo di tennis…
questo ha fatto Nadal…questo ha fatto Ferrer…
la cultura del lavoro già in tenera età …questo non significa che i bambini non si devono divertire…
ma che dovrebbero svolgere un lavoro atletico organizzato e dopo questo..fare magari altre attività di puro divertimento…
non tutti poi diventeranno dei campioni o delle campionesse ma qualcuno o qualcuna lo potrà diventare…
oggi come oggi in Italia produrre un tennista che possa rimanere stabilmente nei top ten per 3 o 4 anni è quasi impossibile…
e non perchè non abbiamo i giocatori con potenzialità da top ten…ma semplicemente perchè un Bolelli o un Trevisan non hanno svolto da piccoli …un’adeguata educazione alla mobilità …un’adeguato lavoro a livello mentale…
poi questi ragazzi crescono e questi limiti diventano evidenti a tutti…
bogar67 says:
Scusa King, mi spieghi per quale motivo un genitore viene su questo blog e cerca di fare disinformazione? Cosa ci guadagnerebbe ad esempio a darmi di proposito un’informazione sbagliata, a me che sono assiduo lettore, ho tanto da imparare e non polemizzo con nessuno di voi? Ovviamente non ho mai preso tutto per oro colato, ma la malafede di chi scrive non mi è mai venuta in mente.
Stefano Grazia says:
Scusa King of Swing, ma dove sarebbe diverso (e sbagliato) il percorso di mio figlio, cosi’ per sapere? Qui nessuno sta facendo disinformazione, qui eventualmente si e’ rimasti un po’ perplessi di fronte ad alcune novita’…
Immaginiamo infatti questo scenario: un genitore affida il proprio figlio tennista ad un amico che non ha diploma ne’ di maestro ne’ di coach , che si presenta come un santone sulla rete, che non guadagna con la sua professione quei 200-300.000 euro all’anno e che soprattutto ha ‘zeru tituli’, non ha mai vinto un cazzo, non ha mai allenato nessuno prima ma solo sua figlia/o che comunque non ha ancora compiuto 12 anni e comunque non e’ mai nemmeno arrivata/o a guadagnarsi l’accesso in un Main Draw ETA in Italia .
Cosa avrebbe detto Mad Max di uno cosi’ solo qualche mese fa?
Eppure, incredibilmente perche’ ancora non credo ai miei occhi, e’ quello che sta facendo: se non ho interpretato male ha messo insieme uno strano gioco ad incastro di due blog che si richiamano l’uno con l’altro per poi offrirsi ( il suo team? o lui? perche’ non e’ chiaro …) a chi ne faccia richiesta … E si noti che non ci sarebbe nemmeno nulla di male o di strano se venisse fatto con l’idea dei raduni fra di noi, della cooperativa, del mettere insieme forze e conoscenze e fare poi il terzo tempo tutti insieme a tavola poi, ed e’ quello che abbiamo sempre detto ma che ovviamente incontra notevoli difficolta’ logistiche … Mauro per esempio per affrontare il viaggio dalla Sardegna richiede giustamente l’occasione o di un torneo o di uno stage con Buzzelli o Sartori o Catizone e cosi’ gli altri…diverso il caso di andrew, atti, claudiotn e magari archie che si trovano tutti nel Triangolo delle Bermude Venete…
Comunque quello che volevo dire io, e che e’ forse sfuggito a tutti ma non forse a nicoxia,diego e a giorgio giorgio, e’ che un conto è allenare il proprio figlio, un conto è allenare gratis col proprio figlio i figli degli altri o dar loro comunque gratis suggerimenti e consigli, un conto è fare una cooperaiva di genitori e figli che si aiutino a vicenda unendo forze e competenze e magari mettendo insieme il denaro per pagarsi il grande coach o prepartore che tanto, dopo i 12-14 anni a volte è si può stare anche in due o tre sul campo e quindi si riducono le spese …
Un altro conto invece è proporsi come allenatore ‘a pagamento’ senza avere alcun tesserino, dispensa, laurea o risultato alle spalle che non siano i grandi trionfi nel torneo che il vostro dottore ha chiamato per primo ‘del gigetto’ … Questo del resto era sempre stato il credo anche del suo ex compagno di merende … Adesso però non è più chiara la cosa…
In America non so come sia, in Francia e Spagna nemmeno … in Italia mi sembra non si possa proprio dal punto di vista legale…Ma indipendentemente dal fatto che come dico sempre un Genitore Appassionato sia meglio del Maestro Scoglionato e il Genitore Illuminato possa addirittura competere col Guru… può la stessa cosa valere per il Genitore Appassionato e Illuminato Si Ma Di Un Altro Bambino?
Questo secondo me e’ il punto da discutere …
Senza polemiche, in questo caso… Per quelle sono pronti eventualmente altri posts.
Roberto Commentucci says:
Oggi sono fortunato.
A Maglie ha colto una bella vittoria l’altro dei miei “pupilli” del TTK Warriors, il coraggioso padovano Mattia Bedolo,che ha sconfitto in un derby tra figli di maestri il quotato Giovanni Calvano da Formia, vincitore del Lemon Bowl under 12 3 mesi fa. Calvano, piccolino, disciplinato, rapido, buon diritto, gran testa da tennis, è forse un pò leggero, mentre Bedolo è un attaccante naturale dal gioco spumeggiante.
Questo scrivevo su Bedolo dopo averlo visto al TTK (scusate ma oggi mi gira così…)
Nell’under 10, tuttavia, il giocatore che è parso più futuribile è un italiano: risponde al nome di Mattia Bedolo, è uno spavaldo bimbo padovano, figlio di un maestro di tennis e di una insegnante di educazione fisica, che ne cura la preparazione atletica. Mattia ha giocato un tennis a tratti irresistibile, di livello ben superiore a quello del vincitore (lo spagnolo Guell, ndr.), mettendo in mostra buone doti fisiche ma soprattutto una rara completezza tecnica. Due fondamentali già pesanti, portati con gesti brevi e compatti, un notevole senso dell’anticipo, e una spavalderia nella gestione tattica che se è il suo limite di oggi, può diventare la sua dote vincente di domani. Dopo aver letteralmente preso a pallate il rumeno Turchu, n. 1 del suo paese, stava dominando anche la semifinale contro Simpson: era avanti 41 20 40-15, prima di eccedere in confidenza, fra serve & volley velleitari e rischi eccessivi che gli hanno fatto perdere totalmente il filo del gioco. Ma vederlo giocare è una bellezza.
Ecco, il piccolo Bedolino, se cresce abbastanza di statura, per me può diventare buono.
king of swing says:
bogar 67
io non credo ci sia malafede…ma la disinformazione a mio parere la si fa ugualmente…
Mad Max è il prototipo del genitore futuro…molti genitori a mio parere rimangono ancorati un pò al passato…
il messaggio di Mad Max è un messaggio rivoluzionario…che non può essere compreso e condiviso dai più…perchè appunto ragionano in base alle loro esperienze nell’ambito nostrano…
Stefano Grazia
rispetto a quello che viene proposto in Italia…Bollettieri è stata una buonissima scelta…
però tu stesso sei cosciente che da Bollettieri a quei pochi eletti che non pagano…viene offerta maggiore qualità …rispetto a quella che offrono a tuo figlio che invece paga…
perdonami la schiettezza…ma a dire quel che si pensa spesso si finisce per apparire quello che non si è…
non ti critico per la scelta di Bollettieri…dico che è stata una buonissima scelta…ma credo Mad Max sia riuscito a fare di meglio…
cioè fino ai 12 anni ha fatto di meglio a mio parere…poi non lo so se sua figlia diventerà una campionessa o meno…
e il discorso dei maestri di circolo e dei loro figli non ha troppo senso tra le altre cose…
la figlia di Mad Max ha le due caratteristiche fondamentali che deve avere a quell’età …
è stata costruita bene fisicamente e mentalmente…tecnicamente non lo perchè dovrei vederla…
in ogni caso questo è il lavoro di base che dovrebbero svolgere tutti fino ai 12 anni…
se poi questa ragazzina ha davvero le qualità necessarie per sfondare…di sicuro non arriverà fisicamente-mentalmente acerba a 20 anni come la Pennetta…
Stefano Grazia says:
KoS:”è stata costruita bene fisicamente e mentalmente…tecnicamente non lo perchè dovrei vederla…”
La cosa fantascientifica e’ che King o’ Swing parla per sua stessa ammissione senza aver mai visto ne’ Alessia ne’ Nicholas … Comunque va benissimo perche’ cosi’ dicendo dai la misura di quanto devono essere presi in considerazione i tuoi commenti… La schiettezza principale,qui, e’ la mia …Vi ho sempre detto la verita’, nient’altro che la verita’ riguardo a Nicholas ma non vi ho mai detto che posseggo Il Verbo…
Fino a 12 anni le strade di Nicholas ed Alessia sono state abbastanza simili: Max si e’ affidato a Catizzone, io essendo in Africa e non potendo affidarmi a Buzzelli (brrr…) mi sono dovuto affidare a me stesso supplendo con 2-3 stage all’anno da Bollettieri o presso altri: Bob Brett, Bertino, Sartori, Buzzelli ,Zavoli,Cash & Birrel, Slump e l’anno scorso anche la Vavassori ma a sprazzi e d’estate quando loro forse sono in smobilitazione e quindi non trovando a Palazzolo quel che ci aveva trovato Max
La strada differisce completamente proprio a questo punto: verso i 12 anni, e trovandomi ancora in Africa, io mi rendo conto che per quanto Illumimnato possa io essere, non basto piu’ a mio figlio e decido di anticipare di un anno, anche per motivi di ‘environment’ il Grande Balzo Oltre Oceano.
Max invece che fino ad allora aveva fatto da supporto ai Professionisti decide di scendere in campo in prima persona. Ma all’inizio lo fa ancora come attore non protagonista e con l’intenzione di affidarsi presto o tardi ad un Coach dal momento che Catizzone sembra non avere intenzione di farlo a tempo pieno.
Ora non so, non si capisce bene.
E attenzione, che non ci siano malintesi:io ho sempre detto che approvavo l’idea del Persopnal Team e che semmai il non plus ultra era, e Quinzi Sr concordava con me, il Personal Team INSIDE la Grande Academy (come fa la Shiskhina). Dicevo anche, quando Max non scriveva piu’, che faceva bene perche’, dicevo a fronte dei miglioramenti di Alessia e con evidente autoironia nei miei confronti, chi sa FA e chi non sa…scrive sui blog.
Adesso pero’ cosa dovrei dire? Chi sa Fa e chi non sa…Pontifica ?!?
Il fatto e’ che, davvero, per giudicare bisognerebbe vedere. E rivedere. E poi rivedere ancora. Ed e’ vero che i risultati non contano. Ma un pochino si,dai. E fino a quando ci danno contro bisognerebbe avere il pudore di volare basso.
Poi dopo si, prendiamoci pure tutte le rivincite che vogliamo, ma fino ad allora evitiamo di accusare gli altri di non saper lavorare, di non aver fatto un buon lavoro o di essere tutti dei cretini.
Io non cambio idea sull’Innominabile solo perche’ ha detto che puzzo, capisco zero di tennis e gli faccio repulsione …dico solo che nemmeno lui possiede Il Verbo e aggiungo anche che non e’ il solo ad aver ,forse, lavorato bene. Perche’ finora nessuno davvero lo sa, se abbiamo lavorato bene, ne’ io ne’ lui. O meglio ancora: finora nessuno se ne e’ ancora davvero accorto.
E si, sicuramente in questo momento, per via del fatto di essere mentalmente piu’ solida o meglio educata (come volete voi, non mi offendo) o semplicemente piu’…bambina, Alessia e’, in prospettiva piu’ appetibile per uno sponsor … Con mia moglie scherzavamo l’altro giorno e ci dicevamo che in caso di divorzio ci sarebbe battaglia sull’affidamento di Nicholas … Nel senso che ognuno vorrebbe affidarlo all’altro!
bogar67 says:
@Commentucci ……Mattia Bedolo, è uno spavaldo bimbo padovano, figlio di un maestro di tennis…….,a Robè non è che i figli dei maestri siano appestati ma cambia, per prospettive future facci qualche esempio figlio di imprenditori alla Fognini o Errani con genitore che se ne sta in disparte e abbia mandato il figlio con accompagantaore pagato. Buona giornata
bogar67 says:
@ king of swing quando parli di prototipo del genitore futuro dovresti allora aggiungere con idee sperimentali. Presentando ad altri genitori metodi di allenamento, di programmazione etc al di fuori degli standard che da sempre hanno contraddistinto l’Italia Tennistica con alti e bassi (più bassi che alti) devi avvisare…. sui rischi che si possono correre. Disinformazione è quando dici che il tuo metodo non testato è il migliore e lo difendi a spada tratta come tale senza ancora ancora ottenuto il risultato. Per analogia invitare persone a comprare o usare gratis un prodotto contro una malattia rara non sapendo se questi sarà davvero utile al paziente quella si che è disinformazione.
bogar67 says:
senza ancora aver ottenuto il risultato!
Gus says:
E’ interessante l’evoluzione di alcuni blogger legati a G&F. Si è passati da genitori appassionati di tennis con i figli giocatori alla ricerca di un percorso ideale per portare i propri ragazzi ad esprimersi al massimo del loro potenziale, al genitore che tenta di prendere il posto dei professionisti, deluso da un sistema in cui alla fine non ha trovato le risposte che cercava o che le ha trovate solo parzialmente.
Max si offre come coach itinerante o con un team itinerante sostenendo, con la sua solita verve, di essere tra i pochi a sapere cosa fare e di poterlo anche insegnare. Immagino di poter dire, basandomi sulle considerazioni pregresse di Max stesso, pagando un prezzo almeno pari se non superiore ai migliori riferimenti di mercato.
KoS è un apostolo di Max infatti sostiene addirittura che Max è il “prototipo del genitore futuroâ€, “offre un messaggio rivoluzionario†che non può essere compreso dai genitori conservatori e un po’ istupiditi dal sistema.
In base a ciò sostiene di sapere che Alessia ha sicuramente avuto un percorso migliore di Nicholas, immagino avendo visto gli allenamenti dell’uno e dell’altra o quantomeno conoscendo almeno i metodi dei rispettivi allenatori.
Ma aggiunge anche, diventando quindi il professionista di cui sopra, di essere in grado di veder giocare Alessia a 12 anni e capire se è stata allenata bene tecnicamente.
Allo stesso tempo, dalle sue parole, si evince che esprime questi giudizi senza averla mai vista.
I casi sono anche altri, ho riportato solo quelli di attualità .
Dalla mia posizione di semplice appassionato non posso fare altro che ammirare e anche un po’ invidiare le vostre capacità .
Nota bene: per evitare fraintendimenti, quando cito i ragazzi coinvolti nel blog lo faccio con tutto il rispetto e l’ammirazione possibile nella speranza che Alessia e Nicholas raggiungano i loro sogni e in qualche modo, indirettamente, facciano vivere anche i miei.
Atti says:
Stefano@…
Le rivalità alla Coppi e Bartali creano interesse… non vorrei che scoprissimo tra un po’ che siamo tutti su Scherzi a parte… ma così facendo corriamo anche il rischio di andare fuori tema….di diventare il processo alle intenzioni….e soprattutto…la cosa peggiore… dare ragione a Nikolik (Eh, Eh, Eh) !
La verità come dicono i Romani…molte volte sta in mezzo…anche a me dispiace leggere Max quando dice che su G&F si parla di niente… ma nel gioco delle parti ci puo’ stare… in Tv e sui giornali si vede e si legge ben di peggio.
Battute a parte…Stefano che è abituato a decodificare i messaggi di Max, sa che leggendo fra i lampi e i tuoni, il senso del discorso è: “ non siete soddisfatti di come vs. figlio è allenato ? se NO Io vi offro un programma simile a quello che fa Alessiaâ€â€¦ “cosa porto come curriculun vitae ? Non risultati tennistici… non ancora…ma programmi soprattutto atletici al TOP (by Catizone), e già questo non è male rispetto alla media… e un percorso tecnico basato sulla propria esperienza/conoscenza di autodidatta e frequentatore di tecnici TOP …
Perché il suo obbiettivo è portare Alessia fra le TOP TEN, l’ha sempre detto del resto… e partendo da questo …in pochi in Italia, risultati alla mano, hanno i requisiti e l’esperienza che serve….in molti si spacciano, si propongono, ma i numeri di chi arriva alla metà parlano chiaro (come dice Nikolik… è durissima)… quindi lui è convintissimo di quello che sta facendo (con risultati che cominciano ad arrivare, addirittura uno sponsor che si è avvicinato…)… logico, che con queste premesse, si ritiene di essere sulla strada giusta e di sapere dove sta andando….se poi Alessia lo seguirà fino in fondo è un altro discorso.. non è un limite…e dipende da fattori non replicabili con certezza….da nessuno…ma neanche che la figlia diventi l’oggetto e l’argomento di chi vuole criticarlo. E questo vale per TUTTI i figli di chi scrive… direi che è troppo banale per persone intelligenti.
Comunque ognuno da adulto e vaccinato puo’ tirare le sue conclusioni….e chi fosse eventualmente interessato ne parla direttamente… STOP.
Io invece credo che molti insegnati/maestri/istruttori abbiamo i requisiti, il tempo, la voglia, le conoscenze…. ma che sia il contesto che non aiuta a portare avanti un percorso mirato, ed anzi è di intralcio, fuorviante e deleterio. E che tutto sia piegato solo a ragioni di business, circolo e interessi personali…. Insomma poca PASSION… tanta a parole.. ma pochi fatti reali.
Per esempio sulla FIT sono pessimista e su idee simili a quelle di Max… pur riconoscendo qualche leggero progresso non vedo un reale vento di cambiamento … se non si uscirà dall’ambiente dei circoli … il meccanismo inghiottirà sempre ogni iniziativa. Non sono critiche solo una constatazione da quello che vedo io…
Logico che fra il Bolletta e Max, aldilà delle altre problematiche, e con budget simili, uno potendo scelga sempre il primo…ma qui siamo in Italia….e se il paragone è rispetto a certi programmi offerti e lautamente pagati a qualche circolo Italico (non tutti ma una buona percentuale)… FORSE .. e dico forse… a qualche genitore, che magari abita in zona, e/o che non è completamente soddisfatto puo’ balenare l’idea di provare…giusto o sbagliato… Quién Sabe ? Non si sta proponendo di fare il coach, ma solo di poter portare altri ragazzini di fascia 8-10-12 anni, a un certo livello medio/alto ( è così impossibile/improbabile ? )… è piu’ o meno la stessa teoria di Andrew, di Archipedro…..da li in poi è un altro discorso… e chi ha i risultati e ci arriva dovrà comunque poi trovarsi un TEAM adeguato… ma questo, per il momento, per quasi tutti noi (almeno quelli che io conosco del Blog)… è un altro discorso….leggermente prematuro.
Sono le famose finalità elettive….poi dipende sempre…da genitore a genitore… da maestro a maestro… da figlio a figlio…solo uno su centomila ce la fa……
Gus says:
bogar67:
“@ king of swing quando parli di prototipo del genitore futuro dovresti allora aggiungere con idee sperimentali…….â€
Riprendo il ragionamento di bogar per fare una considerazione di tipo generale. La valutazione di un maestro o di un PA che lavora nel tennis si presta molto poco ad una misurazione quantitativa. Cosa voglio dire? Che per fare un’analisi quantitativa ci vogliono i numeri e qui di numeri ce ne sono pochi.
Faccio l’esempio di Piatti per capirci. Piatti ha iniziato a lavorare con Ljubo quando questi era adolescente, non conosco con precisione l’età , ma siamo tra i 12 e i 14. Ora Ljubo ha 31 anni (se non erro), quindi Piatti, salvo saltuarie collaborazioni con altri giocatori ha lavorato per 15/16/17 anni con lo stesso giocatore continuativamente e con altri 1-2 giocatori saltuariamente. Faccio l’esempio di Piatti perché è noto che sia uno dei migliori se non il migliore.
Che numeri si possono ricavare quindi da una situazione come questa? La risposta è: nessuno.
Questo dovrebbe servire anche a quelli che chiedono ai tecnici “risultati†(per poterli valutare) senza capire che così facendo si “stressa†il sistema verso il risultato nel breve periodo ma perdendo un po’ di vista l’obiettivo finale.
Si dovrebbe quindi utilizzare una valutazione qualitativa dei tecnici che è sempre molto più complessa e difficile di una valutazione quantitativa. Quindi un modello metodologico di sistema che garantisca da una parte la qualità e dall’altra i numeri deve passare attraverso delle società sportive che gestiscono molti più atleti e per lungo tempo. Allo stesso tempo se così deve essere non può essere un sistema chiuso e ottuso ma aperto anche alle iniziative individuali di chi eventualmente ha scelto un percorso diverso e che non è assolutamente detto alla fine non raggiunga risultati anche migliori, ma che non può essere portato a sistema. Per capirci, un sistema che lasci aperte le porte ad Alessia o Nicholas qualora i genitori abbiano deciso di intraprendere diversamente e individualmente perché l’obiettivo è comunque quello di portare i ragazzi a fare sport e raggiungere il migliore obiettivo possibile, nel caso specifico sia a livello individuale che di sistema.
bogar67 says:
Sarà Gus…… però se dovessi scegliere tra portare mia figlia di 13 anni da mad max (genitore con zero tituli) o Dell’Edera (ex allenatore Pennetta nonchè respondabile FIT) opterei in questo momento sul tecnico pugliese ad occhi chiusi. A parte il totocalcio non mi piacciono le scommesse, per chi magari ha fatto la sua fortuna sui cavalli ovviamente il discorso è ben diverso. Da non confondere poi il maestro appassionato ma ad inzio carriera con quello arrivato e scoglionato, Mad Max non rappresenta ne il primo ne il secondo.
andrew says:
bogar67…
sei molto istituzionale…non è una colpa, beninteso…
Come dice Atti, il problema non è il valore del tecnico. Anche io, pur nella mia critica ad oltranza e per sempre dei circoli, riconosco valore ai maestri che vi operano. Valore che man mano, negli anni, invece di accrescersi, diminuisce come risposta all’ambiente tennistico italico che chiede loro ben altro.
Tra un madmax che segue sua figlia e mio figlio dalla mattina alla sera e un Dell’Edera che segue suo figlio, i programmi nazionali, i programmi regionali, il Fit ranking program, le rappresentative nazionali e regionali, le lezioni, la politica regionale, il pro-shop, ecc. ecc… io invece scelgo madmad…
andrew says:
mauroIstr. coni….
io e Atti scalpitiamo per venirti a trovare, come da te proposto, uno dei prossimi sabato. Anche sabato 10, se possibile. Al momento, due ’98 e una ’95.
Il raduno è aperto a tutti!!! Partecipate!!
Aspettiamo tua disponibilità …
Tennista per caso says:
andrew, atti, mauro
quasi quasi vengo anche io con il 98!!
anche se penso che per i miei sia gia’ passato il treno !!
mi presento e vi racconto il mio percorso di genitore con due figli:
((((
inizio con le spese …
ho pagato una media di 300 euro mensili dal 2002 estate compresa (solo lezioni e ore campo)
per un figlio del 94 che ora non gioca piu’ (max class 4.3)
[secondo me ha imparato solo a dare delle gran bordate da fondo campo senza aver mai appreso uno schema tattico]
da quattro cinque anni ne spendo altrettanti per un 98 che si trova nella stessa situazione [4.4].
(fino all’anno scorso qualche partitina la vinceva … se sbagliavano gli avversari)
ma quest’anno non riesce gia’ piu’ a capire perche’ perde !!
nessuna tattica di gioco!!
quando si siede ai cambi campo mi guarda e mi dice …”non so piu’ che fare”
la preparazione atletica insesistente o quasi …
[per fortuna che va volentieri (con un suo compagno di scuola) a fare atletica leggera (ma molto leggera)]
in questa settimana anziche partecipare al torneo di MAglie ha preferito andare in inghilterra a studiare inglese!!
Dopo avervi letto, la prima volta credo qualche mese fa … ho capito di aver sbagliato tutto
ho cercato di parlare con i maestri del mio circolo … delle cose giustissime che ho appreso da voi
risultato: … secondo me sono stato identificato come “rompi”
io … tennista per caso … ho capito ora … ma e’ troppo tardi
comunque continuero’ a leggervi con piacere
auguro a tutti una Buona Pasqua.
S.
Gus says:
Atti:
ma anche chi ha i numeri sei sicuro che sia poi così bravo e in base a quali criteri lo si definisce “bravo�
Il maestro che ha allenato Federer adolescente era bravo? Quanto merito si può dar a questo maestro nella crescita di Federer?
Difficile a dirsi. E’ possibile che ci siano grandi maestri per il settore giovanile che nessuno conosce? Tutti conoscono i coach dei grandi giocatori, ma quanti ragazzini hanno allenato?
Le domande sono molte ed è per questo che alla fine un’accademia come Bollettieri o come Sanchez offre maggiori garanzie rispetto ad un’altra soluzione. Non è detto che siano la soluzione migliore, ma quella che offre maggiori probabilità di non prendere una cantonata o di perdere tempo.
“logico, che con queste premesse, si ritiene di essere sulla strada giusta e di sapere dove sta andando….se poi Alessia lo seguirà fino in fondo è un altro discorso.. non è un limite…e dipende da fattori non replicabili con certezza….da nessuno…ma neanche che la figlia diventi l’oggetto e l’argomento di chi vuole criticarlo. E questo vale per TUTTI i figli di chi scrive… direi che è troppo banale per persone intelligenti.â€
Condivido, ma vale anche al contrario, ed è questo che secondo me Max non prende in considerazione.
Tu stesso dici “dipende da fattori non replicabiliâ€, ed è esattamente così, ma vale sia nel caso Alessia diventi una top ten, sia che non lo diventi.
E se non lo diventa non è che Max diventa un cretino e se invece lo diventa ha inventato il metodo speciale che porta tutti tra i top ten (cosa che invece Max sostiene e non da oggi, quando già anni fa diceva che soprattutto nel femminile entrare nelle prime 50 era una cosa “facilissima†se si fosse scelto un percorso come il suo).
“Non si sta proponendo di fare il coach, ma solo di poter portare altri ragazzini di fascia 8-10-12 anni, a un certo livello medio/alto ( è così impossibile/improbabile ? )â€
Non mi pare ci siano elementi sufficienti per capirlo.
“… è piu’ o meno la stessa teoria di Andrew, di Archipedroâ€
Una prima differenza che mi viene in mente è che probabilmente loro lo farebbero gratis. Ma potrei sbagliarmi.
“solo uno su centomila ce la fa……â€
E questo la dice lunga, anche perché vengono fuori da paesi diversi, metodi diversi, esperienze diverse
Atti says:
Bogar67…concordo….sognare non costa nulla….. se Dell’edera e/o altri tecnici nazionali decidessero di seguire tua figlia stendi un tappeto rosso… ma dubito, che un tecnico federale opti per allenare uno o due ragazzini singolarmente… fin dai 8-10-12 anni. Ci ha provato Slomp con Miccini (allora U14-U15)… ma ora credo sia felicemente sposato in…. Australia…come ci disse ClaudioTn.
Dell’Edera o chi per esso lo vedrai si… viste le premesse e la bravura di tua figlia… ai raduni di macroarea e/o nazionali…ti saluterà cordialmente… e alla fine… ringrazierà i genitori….e ai ragazzi dirà impegnatevi, comportatevi bene ma soprattutto divertitevi.
Poi alla volta successiva verrà convocato chi si diverte in partita… ma sopratutto ne vince molte…
E per l’allenamento quotidiano ? come la metti ?… vedrai da solo man mano che dovrai intensificare le ore di allenamento dai 10-12 anni in poi (adesso a 6-7-8-9-10 anni tuttto va bene o quasi)… quanto facile è…. trovare uno che la segue, la conosce e soprattutto crea il giusto feeleng maestro/allieva con lei, che realmente creda e sia disposto a rischiare tempo e risorse…. senza dire contemporaneamente lo stesso ritornello ad altri 7-8 suoi allievi… aggiungendone ogni anno di nuovi alla lista che sostituiscono quelli che abbandonano.
E nel frattempo la Sardegna diventa stretta … devi portarla in giro.. insomma piccoli effetti collaterali (che io con 2 figlie… raddoppio…)… ma insisti… ci sono anche molti altri aspetti postivi… aldilà di dove potrà arrivare come tennista…caratterialmente il tennis è ottimo per crescere come persona….e spesso la soluzione logisstica, come nel mio caso, è piu’ semplice e vicina di quello che pensiamo.
bogar67 says:
andrew non è che sono istituzionale però se devo comprare una macchina preferisco quella che sia uscita sul mercato già da un paio di anni e che abbia mostrato affidabilità . Federer quando ha dovuto scegliere un coach dopo la carriera Juniores mica si è preso uno con tante idee (giuste o sbagliate che siano) e zero tituli ma Peter Lundgren l’ex tra gli altri, Rios, Safin, Baghdatis eppure di talento Federer ne aveva da vendere, infatti…….
bogar67 says:
Atti, magari non ci ho azzeccato il paragone, visto i numerosi impegni istituzionali di dell’Edera però tra un maestro appassionato e competente e un genitore altrettanto appassionato ma con competenza tutta da dimostrare scelgo sempre il primo.
Gus says:
“Sarà Gus…… però se dovessi scegliere tra portare mia figlia di 13 anni da mad max (genitore con zero tituli) o Dell’Edera (ex allenatore Pennetta nonchè respondabile FIT) opterei in questo momento sul tecnico pugliese ad occhi chiusi. A parte il totocalcio non mi piacciono le scommesse….â€
Mi rendo sempre più conto che non scrivo abbastanza correttamente
Ora ho risposto ad Atti e magari si capisce di più.
In generale, dal mio punto di vista, non è sufficiente che un maestro riesca a portare un ragazzo tra i primi 100 per dire che è un buon maestro, perché sono talmente tante le variabili che potrebbero averlo portato lì e che non dipendono dal tecnico, che stabilire una relazione tra n° x = bravo è troppo poco. Secondo me, sia chiaro.
Qualcuno invece ritiene che sia sufficiente, anzi sia l’unico elemento da prendere in considerazione, reputando tutti gli altri ad un livello inferiore.
Se uno nella sua carriera si imbatte fortuitamente in Nadal, automaticamente diventa anche un buon tecnico? Certo, è evidente che alla fine lo Zio di Nadal alla fine della carriera del nipote avrà acquisito una certa esperienza, ci mancherebbe altro, ma saprà creare un “metodo†Nadal da applicare anche a tutti gli altri ragazzi?
E’ per questo, che ritengo, al momento attuale un’accademia o un circolo “illuminato†(Andrew, sto parlando del momento attuale
) la soluzione con maggiori garanzie.
Per cui non credo di aver mai scritto che Max rappresenta una soluzione, anzi dal mio punto di vista non lo è. Non perché ritenga Max incompetente, non mi permetterei viste le mie conoscenze e quindi in ogni caso non sarei in grado di valutarlo nemmeno se lo vedessi lavorare, ma perché ci sono ancora meno garanzie dello Zio di Nadal e cioè che un metodo personale applicato al proprio figlio/nipote possa essere applicato allo stesso modo a tutti gli altri.
Un punto di vista, ovviamente.
stefano grazia says:
Tutto giusto, tutto vero, anche quel che dice andrew sul rapporto qualitaà prezzo e il tempo ma INFATTI, e mi meraviglia che non ve ne accorgiate, eè che se io GENITORE DI MIO FIGLIO comincio a seguire a tempo pieno anche altri bambini VENGO A PERDERE quella caratteristica che mi differenziava dal SEMPLICE MAESTRO/COACH cioè l’amore, la passione, l’assoluta dedizione per il mio unico allievo (o due-tre se ho due.tre figli) SENZA peraltro avere le qualifiche e non tanto la teoria (quella la si può acquisire) ma la tecnica (palleggiare con un bimbo è una cosa, palleggiare contemporaneamente con 2-4 è un’altra).
Era questo quello a cui mi riferivo: non sto qui a discutere se Max o un altro genitore siano o meno in grado di allenare sua figlia da solo (secondo me dai 3 ai 12 lo sono SOPRATTUTTO se tanto illuminati da rivolgersi ANCHE ad altri e a limitarsi al ruolo di assemblatori…che è quello che han fatto Max fino ad ora, il Dr Fischer e anche il sottoscritto anche se noi in misura diversa per via delle circostanze logistiche…e comunque noi in terra africana abbiamo sempre usato le human ball machines, i palleggiatori di cui abbondavano i circoli a Lgos e Luanda: gente che magari non sapeva nulla di metodologie e drills ma sapeva mandarti la palla per ore nello stesso punto ), non è questo l’oggetto del disquisire…E’ che secondo me il valore aggiunto del Genitore e’ il tempo, la dedizione, la passione che egli può dedicare al SUO progetto rispetto a quello che può dedicargli un altro Maestro che invece di alunni al giorno ne ha 10-20-30… Anch’io sia a Luanda che a Lagos ho avuto altri bambini che si allenavano con Nicholas ma ovviamente, non facendomi pagare e pur mantenendo una certa onestà morale e intellettuale, la mia concentrazione era rivolta soprattutto a Nicholas e a quello che serviva a lui. Tamina, allenandosi con noi, aveva il vantaggio di fare un tipo di preparazione atletica e che si era sempre sognato (la sorella che è andata a studiare in un college in North Carolina mi diceva che non era mai stata così in eccellente forma fisica come dopo i tre mesi in cui aveva lavorato con noi prima di partire per gli States…Ma ovviamente io avevo chiesto a loro di allenarsi con noi perchè avevo un secondo scopo del resto esplicito: rendere meno noiosi gli allenamenti, avere dei termini di paragone nei drills atletici e avere dei partners piuù bravi (avendo 2-5 anni in più) anche nella parte tennistica che quando c’erano loro si basava del resto solo sui patterns…
E a parte il fatto di non farmi pagare (perchè ai miei occhi erano loro che mi facevano il piacere di allenarsi con noi visto che loro padre è uno dei migliori coach nigeriani-siamo a posto,direte voi…), di allenamenti con loro ne facevamo solo due a settimana anche se quello del sabato durava 4-5 ore … Per il resto erano lunghe sessioni di palle morte al cesto o allenamenti di palle vive con un coach palleggiatore o partite coi vari ball boy/assistant coach/ragazzini … E vi ricorderete l’esperimento col Temporary Personal Coach … Insomma, io ho sempre inteso la Figura del Genitore più come Supervisor e Assemblatore e anche Uomo di Campo ma con il postulato di essere lì solo per il proprio figlio …
Tutto qua. E mi crediate o no, e vi capisco se dubitate, era questo che affrattellava me e l’allora Non Innominabile e su questo io non avevo dubbi allora e non ne avrei oggi nel difenderlo. Se ricordate, io rimango quello che si è speso più di tutti nel condannare il suo ostracismo a Tirrenia in quanto ‘padre’. L’avessero ostracizzato la seconda volta in quanto ‘mad max’ non avrei potuto dire nulla.
(Cosa avrei fatto io? Come ho già detto, l’avrei portato ai cancelli e sarei andato a farmi un cappuccino ma questo non significa che max in quell’occasione fosse in torto…)
Comunque, ritornando alla discussione, non vorrei essere stato frainteso e mi sembra che Gus abbia colto quello che intendevo dire … Io condanno il Maestro che a prescindere esclude il Coach e viceversa non mi convince il Genitore che pensa di poter fare senza maestri,coach, preparatori… Ma soprattutto credo che il Genitore Appassionato e Illuminato sia il valore aggiunto solo e in quanto GENITORE … Questo non significa che un Genitore Illuminato non abbia da dare buoni consigli anche agli altri, questo no… E infatti eccoci su questi blog a scambiare informazioni o a cercare di organizzare mini raduni fra di noi (voi) … Certo, date le premesse, questi incontri potrebbero anche finire non benissimo … Ve lo immaginate un bell’incontro adesso senza aver precisato fin dall’inizio le gerarchie? ‘Fai così…’ ‘ma non dire cazzate, fai cosà piuttosto …’ ‘facciamo questo?’ ‘maddai, questa è una colossale cagata,e poi ci lamentiamo che non abbiamo un top 10 da 30 anni…’ ‘un po’ di stretching?’ ‘ecco,questo non dovevi dirlo: sei in malafede!!!!’
Mauro g&f says:
Tennista per caso, ma un nome proprio no eh? Comunque benvenuto, a mio avviso non è mai troppo tardi per fare di tuo figlio un buon agonista, poi la tua esperienza può servire anche ad altri, sul fatto del non sapere cosa fare in campo, è chiaro che deve sollevare il livello di gioco aumentando le ore settimanali di tennis e preparazione atletica, la tattica a 11/12 anni reputo non sia fondamentale, è importante invece in partita provare ciò che si è fatto in allenamento, vedrai le vittorie arriveranno di conseguenza.
claudiotn says:
buongiorno, un saluto a tutti i blogger, ma soprattutto ai vecchi di G&F
Dopo un inverno passato a sciare e volare ho un po’ ripreso a leggere, anche se sono rimasto un po’ indietro.
A Maglie vedo che mancano parecchie ’98 italiane (Zerulo e Pera su tutte), mentre nei ’98 ci sono un po’ tutti. Mi avventuro in pronostici solo per il maschile: Bedolo Zanchi sopra, mentre sotto Dallavalle (lo do vincente nel big match con Mora) – Moroni. Finale Dallavalle – Zanchi, vince il primo, se si impegna. Come dissi 4 mesi fa, secondo me, il suo limite è proprio il carattere.
Di nuovo un saluto a tutti
andrew says:
bentornato, ClaudioTn…
intanto, Bedolo ha perso da un greco… torna a sciare…:-)
Vieni anche tu da mauroIstr.coni? Ci mandi un po’ di ragazzini?
Gus says:
@doc: esatto e integro che l’obiettivo del blog è quello di informare su quello che si potrebbe immaginare come percorso ideale.
E’ abbastanza intuitivo che la situazione migliore in assoluto (ma come tutte quelle migliori in assoluto, utopistica) sia il genitore perfetto (in generale+ maestro di tennis+PA+psicologo) che allena il figlio/a perfetto.
Siccome questa combinazione è tipo vincere al superenalotto ed è molto più probabile che un genitore che allena il figlio adolescente in uno sport individuale sia la combinazione più esplosiva in assoluto, io eviterei.
La soluzione che proponi è sicuramente valida ma richiede comunque una competenze di alto livello, nella scelta delle persone e nella capacità di relazione tra un genitore team-leader e tutti gli altri.
Io rimango dell’idea che un genitore presente e illuminato sia una delle condizioni di base per aumentare le probabilità di riuscita e confermo che poi i ragazzi devono trovare la loro collocazione in una struttura di alto livello ed essere anche molto fortunati
In ogni caso per parafrasarti meglio un genitore illuminato che un genitore fulminato
Stefano Tennista per caso says:
mauro …

di ore ne fanno tante … ma come scriveva qualcuno qualche tempo fa … non fanno come in svezia !!
stanno in campo e fanno solo un gran casino !!
sicuramente si divertono … ma non mi aspetto niente di buono.
potessi tornare indietro di qualche anno …
Stefano
bogar67 says:
Gus comprendo il tuo pensiero, ero io che non avevo afferrato. cmq ha scritto bene Stefano, il genitore deve essere il valore aggiunto non il sostituto del coach appasionato e competente. Ad un genitore come il papà della Bartoli ve ne stanno altri mille che hanno rovinato i figli. Io da ragazzino ho fatto sempre preparazioni da calciatore, gioco a tennis da quando avevo 9 anni eppure non mi sono mai sognato pur con l’esperienza acquisita di sostituirmi del tutto al preparatore atletico o al maestro. Certo qualcosa posso sempre far fare a mia figlia ma mai con la stessa competenza di chi è preposto per mestiere a farlo. Ho appena comprato un sacco di palline Mid e un cesto da sostituire al secchio di palle depressurizzate che utilizzo da un paio di anni per far giocare mia figlia . Il semplice passaggio da un tipo di pallina ad un’altra, da una racchetta piccola ad un’altra più grande è una competenza tecnica del maestro che io non avrei saputo cogliere, il mio valore aggiunto potrebbe essere invece quello di farla giocare con me nei fine settimana con queste novità . Poi ripetiamo sempre il discorso ci sono genitori e genitori, maestri e maestri etc etc
stefano grazia says:
Io poi, aggiungo, vedo molto importante,fra i 3 e i 12 aa, il Genitore nel far fare al Figlio/a quella Preparazione Atletica che invece latita nelle SAT e anche nelle Training Sessions di molte Academies… vedo molto importante il Genitore nel dare l’esempio andando a correre con lui sulla spiaggia o per strada o in bicicletta o giocare a calcio (o basket o pallavolo), andando a nuotare in piscina o attraversando insieme il braccio di una laguna, o andando a sciare fuori pista, o sudando insieme in palestra e nei vari Circuit Trainings (confesso che fino a 2-3 anni fa tenevo il passo, ora rimango indietro o magari se lui fa 10 ripetizioni io ne faccio 5…)…
Tennista per caso…se è del 98 e comunque ha fatto molto tennis prima, hai forse una possibilità : una vera FULL IMMERSION in un Academy o con il tuo Personalissimo Team (Tu, Maestro e Preparatore Atletico): aumentando drasticamente ore di tennis e di atletica, non dovrebbe essere impossibile recuperare il tempo perduto…Anzi, qualcuno ti dirà che in realtà è adesso il momento di provarci, di spingere il piede sull’acceleratore e vedere l’effetto che fa… I risultati sono da vedere alla fine dell’anno …
Certo, non dovrebbe avere gravi difetti tecnici… Quelli sono i problemi di cui si lamentano i Piatti, i Sartori…che a loro arrivano ragazzini di 14-15 anni con dei difetti tecnici su cui devono poi perdere un paio d’anni per eliminarli…
Anche se è pur sempre vera l’indimenticabile frase esclamata daquel coach spagnolo e riportata da claudioTn: La tecnica la se aprende…los cojones los se tengan!
Ah, le variabili, le variabili…troppe variabili… E non dimentichiamo anche il bus de cul di cui parlava Sacchi…L’Innominabile si incazza al solo sentir parlare della Fortuna e in effetti quoto Gary Player, il golfer sud afreicano, che diceva The harder I train, the luckier I get (più duramente mi alleno, più fortunato divento), ma è chiaro che un po’ di fortuna ci vuole: Murray,per esempio, è stato fortunato quando è scampato alla strage perpetrata nella sua scuola da un pazzo … Bisogna scampare ai terremoti, agli ubriachi sulla strada, alle malattie genetiche o contagiose su cui non hai controllo,ai calcinacci che ti cadono sulla testa, alle pallottole vaganti che un pazzo si mette a sparare per strada, a un attentato terroristico nel metrò… Siamo tutti appesi a un filo: un mio carissimo amico è stato squarciato nel sedere dalle eliche o dal timone della propria barca mentre faceva scubadiving e riemergeva : la sua prontezza di riflessi vedendosi la barca arrivare a palla su di lui l’ha salvato ma un cm più in qua o in là ed erano i testicoli o l’ano o l’arteria femorale…Per non parlare della testa fosse affiorato un millesimo di secondo più tardi e non avesse avuto il tempo di rituffarsi… E la tragedia non sarebbe finita lì: morto lui, tutta la famiglia non avrebbe avuto più la possibilità di continuare a stare in nigeria a condurre quella vita in prestito che loro in effetti stanno conducendo da 20-30 anni e la moglie che insegna gratis o quasi alla scuola italiana non avrebbe potuto pagare la retta ai due figli ancora in nigeria e ai tre all’università in italia… Fosse successo alla moglie sarebbe stata una tragedia uguale ma il destino dei figli non sarebbe stato intaccato… Insomma, più che orecchio nella vita ci vuole culo … Non per diventare un campione ma per evitare che qualcuno o qualcosa te lo impedisca …
Gus says:
@bogar:
Non ti preoccupare è normale che in un tipo di comunicazione come questa ci siano incomprensioni. Poi si scrive di fretta e quindi …
“Ad un genitore come il papà della Bartoli ve ne stanno altri mille che hanno rovinato i figliâ€
E non è nemmeno detto che chi arriva al successo alla fine in qualche modo non sia stato “rovinato†lo stesso. Ma questo capita anche al di fuori del tennis, purtroppo.
Gus says:
@doc:
“Io poi, aggiungo, vedo molto importante,fra i 3 e i 12 aa, il Genitore nel far fare al Figlio/a quella Preparazione Atletica….†“vedo molto importante il Genitore nel dare l’esempio andando a correre con lui sulla spiaggia o per strada o in bicicletta o giocare a calcio (o basket o pallavolo), andando a nuotare in piscina…..â€
Ci sono due vantaggi: uno che fino ad una certa età ti danno retta più facilmente e quindi il solo fatto di fare qualcosa insieme li rende felici, due che tu genitore te la godi prima che cominci a “badolare†con le amiche e tu cominci a fare il taxista
“Tennista per caso…se è del 98 e comunque ha fatto molto tennis prima…”
Quoto Stefano al 100%. E’ ovvio che dipende molto da come ha lavorato fino ad oggi (in generale), ma se è un atleta potenziale e ha sviluppato le capacità che servono, nulla è perduto.
“Certo, non dovrebbe avere gravi difetti tecnici… Quelli sono i problemi di cui si lamentano i Piatti, i Sartori…che a loro arrivano ragazzini di 14-15 anni con dei difetti tecnici su cui devono poi perdere un paio d’anni per eliminarli…â€
Ma se è del ’98 ha 12 anni, quindi in due/tre anni di buon lavoro tecnico, se ci sono le basi atletiche è ovvio, può recuperare eventualmente anche la parte tecnica.
“L’Innominabile si incazza al solo sentir parlare della Fortuna e in effetti quoto Gary Player….â€
Ma perché qualcuno pensa che a lui non possa mai capitare……
Io ho avuto un incidente stradale in cui ero trasportato che mi ha rotto il femore dx, il braccio dx, trauma cranico a 15 anni. E’ abbastanza probabile che il mio particolare talento atletico non si concretizzasse poi in nulla di particolare, ma credo che un qualche problema questo trauma lo abbia creato.
“Insomma, più che orecchio nella vita ci vuole culo … Non per diventare un campione ma per evitare che qualcuno o qualcosa te lo impedisca …â€
Ecco, esattamente così. Poi è evidente che c’è una parte delle cose su cui hai il controllo che dipendono solo da te, ma qualcosa al di fuori del nostro “potere†esiste.
Atti says:
Ciao ClaudioTN@… pensavo che le nuove responsabilità come dirigente FIT ti avessero precluso di scrivere nel BLOG scalcinato di noi G&F… scherzo ….un saluto a tutta la truppa.
Si Gus@… stiamo facendo tutti bei discorsi… teorie universali…equilibrismi dialettici….ma il tempo passa … dacci l’indirizzo dei circoli “illuminati†che tu conosci ??? e qualche esempio concreto che supporti le tue teorie…è difficile ? no dai… basta che copi-incolli la classifica FIT dei circoli piu’ meritevoli….risultati 2009 alla mano…è tutto certificato….la famosa guida Michelin tanto agognata…
A proposito… che ne pensate dei consigli su TI su dove far fare una vacanza tennistica ?? Quale la soluzione migliore ?
Tennista per caso@…. Nulla e piu’ certo dell’incerto…. la tattica… è come i funghi prima o poi spunterà ….insegnarla richiede tempo ulteriore…dritto, rovescio, servizio, volee, passante, palla corta, smash….con 5-6 ore alla settimana quante cose vuoi che impari ? pazienza please….un passo alla volta….e se poi smettono ? cosa serve avergliela insegnata ? a 10-12 anni non la capiscono……Sti genitori,,, pretendono…l’impossibile.
E poi fra poco, se ancora non lo sai, ci saranno i centri periferici… per fare i giusti tagliandi…dove i maestri in armonia si scambieranno idee…programmi…insomma tanti piccoli pianeti di Pandora…dove ogni ragazzino avrà un Avatar solo per lui…e i genitori cattivi non saranno ammessi.
Umorismo pasquale a parte… sta sempre ai ragazzi dimostrare che hanno voglia di giocare, allenarsi, impegnarsi…l’importante e come lo fanno….non dove arriveranno…o che classifica minima serve…. qui noi chiacchieriamo a voce alto per capire meglio…per poterli accompagnare nel miglior modo possibile…mischiando esperienze positive e negative in ottica loro….sapendo che solo chi non fa… non sbaglia..
Infatti l’unico che non sbaglia mai e Nikolik.
Buona pasqua a tutti…
Mauro g&f says:
Io dal punto di vista fortuna e casi della vita ho una visione orientalistica della vita, ovvero la famosa legge del karma secondo la quale tutto ciò che fai nel bene e nel male ti viene ripagato in egual misura, naturalmente sempre secondo questa filosofia il tutto non si esaurisce in una vita ma in più vite che riprendono dallo stesso identico punto di dove si sono lasciate. In questa maniera il mio raziocinio riesce a capacitarsi come mai i bambini anche i più piccoli debbano a volte soffrire in maniera disumana.
Ma tornando al tennis, si potrebbe con questa teoria spiegare anche il talento di Federer forgiato in tante vite.
Lo so, non riesco a trovare un enoteca degno di tal nome.
claudiotn says:
@andrew
hai ragione, meglio se torno a sciare…
ma quand’è questo ritrovo? e dove?
@atti
magari fossi così “importante” da avere problemi a scrivere qui. E’ che l’inverno è dedicato allo sci e ai suoi derivati (come sai). Riporterò i saluti e intanto ricambio, auguri a tutti.
andrew says:
claudioTN…
aspettiamo che ci convochi mauroIstr.coni….
sabato 10 aprile, tra brescia e verona…
stefano grazia says:
Mauro, ma per essere così mistico ti sei fatto un cannone o un cannonau?
Ragazzi, io oggi dimentico tutto perchè sono felice perchè dopo un’altra notte di sleepovers e bagordi (si fa per dire), siamo poi andati al Club e io a giocare con un paio di ragazzini e lui a fare un po’ di riepilogo con il nostro Paulo (non Forsythe, Paul il coach nigeriano che usavamo più spesso) e poi dopo due ore è venuto sul mio campo e ha fatto due-tre tiebreaks con Patrick, quel ragazzotto di cui ogni tanto ho parlato, un grezzo panterone di 19 anni che era stato appena sconfitto da me 76 ma che comunque corre e copre il campo come pochi… A un certo punto Nicky attacca, l’altro risponde, c’è uno scambio a rete, Nicky fa una volley angolata e l’altro la prende con palla che torna indietro mentre Nicholas è ancora in aria dal colpo precedente e si torce in volo per uno smash quasi all’indietro,secco e vincente che provoca un Olè dagli astanti… La rivedrete stasera all’ESPN per il Shot of The Day… Alla faccia dello scarso atletismo! No, dai, scherzo…ma che bello ogni tanto aver qualcosa di cui riempirti gli occhi, per quel che serve si lo so, ma bello egualmente…For The Love Of The Game…
bogar67 says:
@stefano, bella battuta del cannonau. Oggi a proposito di polivalenza dopo un’ora di tennis e 30 minuti di bici fatto provare anche gioco del calcio con pallone in cuoio. Bimba si è divertita un mondo e ha detto che vuole rigiocare, ha un tiro di collo fenomenale eh eh eh
Pinot says:
…leggerò più tardi i commenti degli ultimi due giorni.
Intanto approfitto per fare a tutti gli auguri di Buona Pasqua e buone feste da casa Buzzelli. Bologna finalmente, la saggia e la dotta…
Auguri a tutti anche da Salvatore Buzzelli.
Gus says:
@atti: credo di non aver capito bene cosa volevi dire. Cmq io vivo Torino e rimango dell’idea che per chi può la soluzione migliore sia un’accademia.
Approfitto per fare gli auguri a tutti.
Io mi prendo tre giorni di tregua e ci risentiamo martedì.
king of swing says:
Gus
per esprimere un giudizio tecnico non si deve essere per forza professionista…si può pure esprimere un giudizio tecnico pure da appassionato…
Commentucci di solito fa dei buoni resoconti tecnici a mio parere…eppure non è un professionista…semmai un giornalista…e pure appassionato di tennis…
ovviamente il mio giudizio rimane un giudizio da appassionato…non da professionista…
ragazzi io vi dico il mio parere…per me ne possiamo continuare pure a parlare di queste cose…però pensate di poter essere obiettivi?
io non conosco nè Alessia…nè Nicolas…nè altri…il mio è un giudizio che si basa soprattutto sui vostri resoconti…
Mad Max è suscettibile diciamo…ma ho notato che un pò tutti(e del resto è normale sia così)…se c’è una parolina (Mad Max ha fatto meglio ad esempio)…ecco che si diventa tutti suscettibili…
io temo questo…perchè poi magari uno pensa…ah ma swing è il braccio destro di Max…ah ma swing è così…cosà …
nel blog genitori e figli scrivo poco…anche se lo leggo…
Stefano Grazia lo conosco da più tempo…Mad max l’ho letto per caso una volta…mi ha molto colpito il fatto che la vedevamo quasi uguale…
quasi perchè ci sono delle differenze…
lui certe idee se l’è fatte..se l’è potute fare perchè è stato a contatto con alcuni dei migliori coach e con un Catizone…
io ho letto parecchio via web…e arrivo a certe conclusioni sbagliate o meno…grazie alle diverse interviste dei vari coach italiani…grazie ad un confronto tra la mia capacità di osservazione…e la mia esperienza di appassionato…
quando ho letto Mad Max…o quando ho letto Marco Panichi (PA di Bolelli)…ho avuto delle conferme a quello che purtroppo avevo capito…
mi spiego che in italia l’educazione alla mobilità per i nostri bambini sia scadente l’avevo già capito..perchè da osservatore mi rendevo conto che tutti i nostri tennisti hanno problematiche negli spostamenti…chi più chi meno…
mentre di spagnoli con problemi negli spostamenti quanti ce ne sono?….di francesi quanti ce ne sono?
quando poi leggo una dichiarazione di Panichi o leggo Catizone…capisco benissimo la gravità delle loro dichiarazioni…dell’handicap enorme che abbiamo in Italia…
ma quanti ne parlano?..voglio dire che il sistema cerca di nascondere queste magagne..
minimizzando certe dichiarazioni(Panichi fa certe dichiarazioni per giustificare i non risultati con Bolelli…Catizone è troppo esagerato..addirittura parla di lavoro atletico a 4 anni)
io vi dico che Catizone è il futuro…non in Italia purtroppo…ma in Spagna o Francia…vedrete che tra qualche tempo svolgeranno un lavoro atletico organizzato stile Catizone fin da piccoli…
Mauro g&f says:
Si Stefano, cannonau, ma evidentemente non era buono, comunque pensaci attentamente, è una teoria che soddisfa ampiamente il raziocinio, ti dirò che anche i cattolici sino all’anno 1100 circa credevano a quella teoria, poi un Papa ha deciso di toglere quel dogma altrimenti i fedeli non si impegnavano abbastanza per redimersi nella vita attuale.
nicoxia says:
Secondo me ci sono metodologie di allenamento piu indicate di altre per il tennis anche se le altre sono altrettanto buone per il fisico.Poi c’è la tecnica e anche quì la si può imparare anche se non è così semplice.Il difficile è applicarle nella maniera giusta per ogni allievo solo chi ha una grande esperienza avendo la metodologia giusta riesce ad interpretare correttamente.Ogni allievo ha dei suoi talenti che bisogna esaltare e costruire dove ne ha meno non è facile trovare tutte queste caratteristiche in un solo maestro.Se si riesce a costruire un rapporto con il proprio maestro non chiuso ma aperto ad influenze esterne in grado di completare il percorso secondo me si è sulla strada giusta.Se uno si deve operare chiede più pareri non perchè non si fida ma perchè confronta diverse esperienze difficilmente le si trovano tutte in un dottore.
simplypete says:
nico …intanto io sto preparando il prosecco…
Roberto Commentucci says:
Intanto qualche aggiornamento dai tornei junior in corso.
A Firenze (G2 under 18) passa ai quarti Colella (’92), che ha una classifica junior (oltre la centesima posizione) molto inferiore rispetto al suo valore. Sconfitti Micolani (’92) dalla tds n.1 e n. 26 ITF Dzumhur, Eremin (’93) e Cecchinato’(92).
Fuori agli ottavi invece tutte le azzurre: Albano, Palmigiano, che sono del ’94, Camplone e Pillot (’92). Sinceramente non vedo per la Pillot, che ha già un pò di punti ITF, l’utilità di queste competizioni.
A Livorno (under 14) sono in semifinale Quinzi (che se la vedrà con il magiaro Biro, giustiziere di Halys), e Josh Sapwell, che ha sconfitto 64 al terzo Borna Coric
e che affronterà il turco Salman (62 63 a Chessari).
Fra le ragazze, nella parte bassa derby azzurro fra Georgia Brescia e la sorprendente Jasmine Paolini.
A Maglie, (under 12), Bedolino ha perso al terzo da Tsitsipas, che affronterà Zanchi. In basso, derby fra Moroni e Filippo Mora.
Tra le ragazze, in alto la Pratesi affronterà una greca, mentre in basso derby fra Cecilia Castelli e una “figlia del blog”: Eleonora Palumbo, figlia del nostro Nipa (che è parecchio che non scrive più).
king of swing says:
sono d’accordo con te nicoxia…
Catizone non ti costruisce solo fisicamente…ma costruisce il tuo fisico in funzione del tennis pure…
queste metodologie di allenamento rendono più facile pure il lavoro mentale…
cioè Catizone non è solo un preparatore atletico ma è pure il primo preparatore mentale…quando inizia a lavorare con i bambini…
giocare diverse ore a tennis per un ragazzino è essenziale a mio parere…
prima dei 12 anni è importante soprattutto costruirlo bene fisicamente e mentalmente..
per quanto riguarda il lavoro tecnico di base diciamo invece che non è fondamentale sia di livello elevatissimo…
i nostri maestri di base in generale lavorano benino..
il problema dei nostri maestri di base è che non sono sostenuti da un’adeguata competenza a livello fisico…
per questo prima dei 12 anni…un Catizone è qualcosa di eccezionale a mio parere…
se a livello tecnico probabilmente se ne possono trovare di migliori…il mix fisico-tecnico-mentale che offre Catizone prima dei 12 anni è inarrivabile anche per il miglior maestro di base…
quello che non si vuole capire è che Mad Max ha già vinto la sua scommessa…
stefano grazia says:
Ma ecco dunque per esempio…tu sei un U12 e hai la possibilità di andare a Maglie…Perchè decidi di andare a Livorno dove non ti fanno entrare neanche nelle Quali? Sono queste le cose che non capisco. non sarebbe dunque questo più che un ingiustizia federale un clamoroso errore di programmazione?
Detto questo, ho appena lasciato la Belva al Club…L’ho dovuto trascinare perchè era un po’ mogio (primi amori, primi distacchi-tutti gli amici/che partiti per le vacanze pasquali chi in Europa, chi in SudAfrica, chi negli Emirati…, un po’ di malinconia adolescenziale) ma poi l’ho appunto lasciato lì ad autogestirsi (un’ora di warm up con Paul e poi Best of Five con Patrick o Victor, un altro degli Ikoyi Club Ball Boys) e tornando a casa con Gabrì (dobbiamo impacchettare e anche preparare una serie di video per voi, un’idea che mi è venuta per salvare l’onore della Canaglia accusato ingiustamente dal Grande Inquisitore TorqueMaxMada di scarso atletismo -mo’ te faccio vede’…)tornando a casa pensavo (anche se non dondolato dal vagone) cari amici ‘il tempo prende il tempo noi andiamo in una direzione ma qual sia e dove porti chi lo sa…’… Ad Abuja potremmo certo ricreare buone condizioni di allenamento e costituire un buon Team con Tim Rotimi Akinloye (Nigerian Davis Cup Copach) a fare da esecutore dei nostri programmi, trovando in loco decine di ragazzini che hanno solo il difetto di non avere i soldi per poter uscire dal ghetto sportivo africano e che sarebbero in grado di dargli dei buoni matches (a pagamento) e poi noi a fargli l’atletica seguendo i programmi di Buzzelli, Catizone,Aprile,IPI e nostri…O anche facendo venire giù un altro Adriano Parodi come Temporary Personal Coach…Ma il problema è che mancherebbero i tornei nel Fine Settimana, che ci sarebbero solo 3-4 tornei all’anno e che quelli outside Lagos od Abuja non sono ‘safe’ per logistica, trasporti, accomodations…E in Sud Africa magari c’è qualcosa ma spostarsi dalla Nigeria è ‘very expensive’ perchè non è una rotta molto frequentata …. E poi la Scuola che non ti darebbe, pur essendo una Scuola Americana e non una Italiana,comunque tutto questo supporto… Insomma, logisticamente un incubo … E poi l’hostile environment, l’ambiente non dico ostile ma che non aiuta perchè se vostro figlio è l’unico a giocare a tennis fra il gruppo di amici che va a scuola con lui, è chiaro che diventa difficile per lui conciliare amicizie e obiettivi, socializzazione e stile di vita che nello sport dovrebbe essere austero e sobrio mentre fra gli adolescenti figli di espatriati è au contraire spesso non dico necessariamente da decadenza dell’impero romano ma più Animal House che Rocky nella Dacia Siberiana di Archie… Se vuoi far perdere chili ad un obeso, non gli metti davanti torte di panne e piatti di tagliatelle e lasagne…se vuoi far smettere di fumare qualcuno,non lo fai uscire con chi fuma…se vuoi disintossicare un drogato non gli infili in tasca bustine di coca o di ero… Se devi finire un libro, una relazione,un lavoro, se devi preparare un esame…non inviti a casa tua amici festaioli,cazzeggiatori, che in quel momento non hanno nulla da fare… Insomma, ti crei un ambiente privo di eccessive distrazioni, ti crei un giro di amici che hanno le tue stesse problematiche e i tuoi stessi obiettivi…Certo, senza esagerare…certo, con i tuoi periodi di ‘stacco’… certo, curando amicizie anche al di fuori del talora ristretto mondo dello sport … E comunque dipende dal tuo carattere e anche dalla tua età … Ma a egregie cose l’animo accendon l’urne dei forti, o pindemonte…E viceversa.
diego says:
Forse perche’ Maglie e’ piu’ lontano e Livorno piu’ vicino per chi abita al nord.
Forse perche’ a Livorno la vetrina e’ piu’ bella e si ci puo’ mettere piu’ in mostra.
Forse perche’ a Maglie ci sono pochi stranieri.
King
Sicuramente in Italia la PA nelle scuole tennis e’ insufficente.
Pero’ anche un Catizzone (che mi permetto di citare pur non conoscendolo visto che lo fanno in molti) se gli porti un mulo difficilmente potra’ trasformarlo in un cavallo.
E credimi nelle scuole tennis in Italia sono tanti i muli che si presentano.
nicoxia says:
King forse ti è sfuggito,sulla professionalità di Catizone non mi devi convincere visto che è il nostro preparatore,quello che intendevo è che la sua esperienza è frutto di anni di lavoro e di una conoscenza approfondita quindi sa individuare i problemi e sa dare risoluzioni personalizzate che difficilmente una all’inizio può individuare.La sua metodologia sembrerebbe facile da imitare e probabilmente in modo superficiale lo è,ma per i miei due anche se è la stessa i carichi sono diversi,e cambiano nel modo in cui cambiano loro i tempi cambiano gli accorgimenti cambiano per non parlare delle varie problematiche che si risolvono in simultanea al lavoro continuandolo e ogni allievo ha percorso e problematica diversa.Questo secondo me è il frutto di alta professionalità che non si può improvvisare.
nicoxia says:
King per insegnare ai figli l’umiltà ,che per me non è segno di debolezza anzi,bisogna esserlo per primi,le nostre scelte non ci devono far chiudere gli occhi quindi pensare di essere sulla strada giusta va bene ma manifestarlo con arroganza per me è sbagliato e lo è solo per me non voglio attribuire errori ad altri.
nicoxia says:
Una domanda secondo voi nel rovescio a due mani l’impugnatura cambia in base al colpo da effettuare?
pibla says:
Allora, sono di ritorno da Livorno, dove ho assistito alle semifinali maschili del Torneo under 14.
L’ungherese Biro ha battuto Quinzi 6-3 6-2 e l’inglese Saphwell ha battuto il belga Omar Salman al terzo set dopo aver perso il primo.
In teoria fino a martedì che torno in ufficio non avrei una connessione, ma ne ho trovata una volante per lasciare qualche impressione, poi prossima sett. ci sarà modo di approfondire.
Ho visto giocare Quinzi e in sintesi vi dico la mia PERSONALISSIMA opinione, tenuto conto che ho visto solo una partita, in cui peraltro ha perso, e che comunque si tratta di un ragazzo di quattordici anni passibile dei più imprevedibili sviluppi futuri.
Quinzi è buono, molto buono, ma in questo momento NON è assolutamente un fenomeno e nemmeno vi si avvicina, anzi tra i quattro semifinalisti è quello che mi è sembrato un filino più indietro.
E’ buono nei colpi sopra la spalla (servizio, migliorabile la seconda ma è normale, e smash), molto buono il rovescio, ottima la voleè di dritto (quella di rovescio ancora non la sa fare perché non sapendo quando staccare la mano, la fa con una mano sola, ma comunque è un colpo che si può tranquillamente migliorare). E’ simpatico, tranquillo, non se la tira, semmai tende spesso a piangersi addosso, ma magari perché la partita stava andando male e comunque si vedeva che sentiva molto la pressione.
Il difetto più netto è chiaramente il dritto che A MIO AVVISO ha due pecche evidenti:
1- Non tiene la racchetta proprio dal fondo del manico ma un pochino più su e quindi la palla non cammina molto e lui mi sembra fare una gran fatica per farla camminare, non so se su questo punto ci hanno già un pò lavorato o no perché non so come era prima;
2- La fine del movimento è molto strappata e manca assolutamente di fluidità il che rende il colpo anche molto falloso.
Insomma a mio avviso sul dritto si dovrebbe lavorare dalla mattina alla sera, fregandocene se per un pò si perde qualche partita; un passetto indietro ora per farne tre in avanti nell’immediato futuro, spero che nel suo entourage (ma ce l’ha un entourage a parte i genitori???) la pensino allo stesso modo.
Ancora tutto da formare il fisico, migliorabile la condizione atletica, ma in questo Napolitano ad es. era messo peggio e comunque i nostri migliori sono generalmente un filino sotto gli altri e migliorabile anche la tattica, con la sensazione per ora di un gioco abbastanza monocorde, ma questo per me dipende in gran parte dal fatto che gli manca un colpo killer.
Lo vedo generalmente più adatto al cemento che alla terra.
Speriamo lavorino bene, in bocca al lupo, io parteggio per loro.
Velocissimamente gli altri:
- Saphwell il più solido;
- Alman, splendidi servizio e dritto, ancora acerbo, per me il più futuribile;
- Biro, piccolino, gioco molto vario, fa mille palle corte e recupera tutto, molto buono sulla terra, non so quanto passibile di ulteriori miglioramenti e quanto possa crescere fisicamente, nel fisico mi ricordava vagamente Gasquet, ma più veloce.
Un saluto a tutti.
stefano grazia says:
Scusa, KoS, ammesso anche che tu abbia ragione e qui non si vuole discutere sulla Grandezza di Catizone…Qui si discute sul perchè KoS dica che Catizone è IL PIU’ GRANDE se non l’ha mai visto, non ci ha mai lavorato insieme e nessun Top 100 è mai uscito dalle sue mani…Che lo dica Max mi sta bene, ma che lo dica KoS solo perchè lo dice Max che lui tra l’altro non conosce… beè, devo dire che mi squalifica il fatto che iostia anche a perdere tempo… Voglio dire: in base a che cosa allora Buzzelli non è degno di essere menzionato visto che tutto sommato lui con qualche tennista ci ha anche lavorato, non ultima la Garbin di inizio annoche batteva ragazzine di 10 anni più giovani… Poi Catizone sarà anche Grande e Mad Max il suo Profeta però scrivendone come ne scrive KoS secondo me non gli si fa un favore perchè fa venire la voglia, a chiunque sia un minimo obiettivo, a chiedere i perchè e i percome e in base a che cosa…
poi, ripeto, la volta che conoscerò Catizone magari sarò il primo a riconoscere che a lui Nakamura, Etcheberry e Gil Reyes non devono nemmeno rivolgergli la parola…Per ora mi limito a pensare che ogni preparatore è bello a mamma sua (cioè a chi se ne serve in quel momento)… Riconosco però che quello che ha detto attraverso alcune interviste e attraverso il suo Innominabile Profeta mi trova d’accordissimo …ma perchè, non sono le stesse cose che ha detto e fa Buzzelli? Che fino a smentita credo sia addirittura in procinto di collaborare con lui con il famoso SensoTouch…Ve lo immaginate l’Innominabile ‘costretto’ da Catizone ad usare uno strumento inventato dal Prof Buzzelli?
Comunque e a scanso di equivoci io sono sicurissimo che Catizone mi piacerà molto (non so io a lui visto quel che gli avrà raccontato L’Innominabile Bruto)
bogar67 says:
Bravo Pibla, Il difetto più netto è chiaramente il dritto che A MIO AVVISO ha due pecche evidenti:
1- Non tiene la racchetta proprio dal fondo del manico ma un pochino più su e quindi la palla non cammina molto e lui mi sembra fare una gran fatica per farla camminare, non so se su questo punto ci hanno già un pò lavorato o no perché non so come era prima;
Pibla non solo tuo avviso ma anche quello di Roberto Commentucci, qui si accorgono tutti di questo difetto e nessuno fa nulla per aggiustarlo?
mauro istr.coni says:
…per chi vuole venire sarebbe per me meglio domenica 11 ad esempio.
NON IL W.E. SUCCESSIVO…se non va bene, scegliete anche un altra domenica (la stagione è lunga).
Di sabato Vi posso mettere a disposizione i campi (è solo un piccolo circolo eh…) e impegnarmi x Voi solo il pomeriggio…Ripeto contattate e coinvolgete chi più Vi aggrada…Se organizzate contattate pure la mia mail.Prometto solo tanto “vaffantennis” e far giocare TUTTI I COLPI ai ragazzini…e il torneino, rigorosamente a sorteggio integrale.buona Pasqua a tutti!
Mauro g&f says:
A Maglie il doppio che ha sconfitto quello di mia figlia ha vinto il torneo, così come la tennista che l’ha battuta al secondo turno ha vinto il torneo. A Roma si litigheranno per incontrarla…….scherzo ma non troppo sigh…
king of swing says:
diego
ci pure quelli che sembrano dei muli a vederli ma che se avessero lavorato bene fin da piccoli…oggi sarebbero dei cavalli…
Bolelli nei test atletici è risultato mostruoso rispetto ai calciatori…
tilden says:
SUPERTENNIS : l’ascolto nell’arco delle 24 ore (ovvero il numero di persone collegate per ogni minuto di trasmissione) è stato di 932 unità , con uno share medio dello 0,01% (ovvero un apparecchio sintonizzato su 10.000 accesi).
Capisco che Roberto dica che serve alla diffusione, ma come già detto le federazioni delle nazioni che hanno più giocatori nei primi 100 : Francia, Spagna e Germania non hanno una propria televisione. Che noi siamo più intelligenti degli altri?
king of swing says:
tilden sono assolutamente d’accordo…tra le altre cose i soldi spesi per la tv…potevano essere spesi per il settore tecnico…per alzare la qualità ..
la scusa che Spagna e altre Federazioni spendono quanto l’Italia per il settore tecnico non tiene…in quanto la Spagna non ha la necessità di investire sul settore tecnico visto che va bene…
noi abbiamo invece un problema evidente nel nostro settore tecnico e se c’era da investire …piuttosto che in una tv…quei soldi sarebbe stato meglio destinarli al settore tecnico che ne ha davvero bisogno…
nicoxia
in effetti mi era sfuggito che Catizone fosse il vostro preparatore…quindi puoi capire perchè ne parlo così bene…
lavorare con Catizone prima dei 12 anni è forse pure meglio che andare in Spagna a mio parere…
poi non è che dobbiamo aspettarci che diventino dei campioni solo perchè hanno lavorato bene da piccoli…per diventare campioni ci vuole dell’altro..
la figlia di Max non lo so se diventerà campionessa…quello che so è che ha lavorato bene prima dei 12 anni…e che quindi se ha potenzialità importanti le potrà esprimere tranquillamente…
king of swing says:
per questo credo che Max abbia già vinto la sua scommessa…
nicoxia mi piacerebbe sapere qualcosina di più sui tuoi figli…tipo età ad esempio…hanno trovato problemi inizialmente a seguire Catizone…che insomma è uno che fa lavorare sodo…
Max mi ricordo una volta scrisse addirittura che molti bambini non ce la facevano proprio a seguire i suoi allenamenti…alcuni scappavano prima che l’allenamento finisse…altri dopo una seduta…non tornavano più…
stefano grazia says:
Io intanto vi posso dire che Catizzone è Grande ma anche Buzzelli non è mica poi così malaccio visto che in questi giorni si dovrebbe essere incontrato con Sartori che da un anno è anche lui interessato al SensoTouch ora ribattezzato SensoTraining…Alla fine scopriremo l’acqua calda: che buoni, ottimi, eccelsi Preparatori ci sono anche in Italiama il PROBLEMA VERO è che Nessuno lo sa, cioè Nessuno Sa Quanto Importante Sia La Preparazione Atletica Anche In Età Precoce (Ed è in fondo quel che diceva lo stesso Prof nella famosa intervista rilasciata a G&F qualche tempo fa e si, certo, non ho difficoltà a riconoscerlo, è quello che ha sempre detto anche L’Innominabile Bruto e infatti quello è stato il merito più importante…Però sia chiaro che anche noi nel nostro piccolo…magari la chiamavamo con nomi diversi: footworks, polivalenza, giochi da cortile, Munchkin Tennis … Ricordo un mio post che suscitò la reazione di Igor Parodi (fratello di Adriano e Seguace Fedelissimo di Luigi Bertino) in cui affermavo un po’ superficialmente che il Munchkin Tennis era solo per i bimbi molto piccoli-in realtà Bertino ,spiegava Parodi, aveva riscritto il libro adattandolo ad età maggiori ma che il concetto principale era l’aspetto ludico…)
E comunque…ho in questo momento un altro problema collegato sempre alla Preparazione Atletica e alle Accuse di Torquemaxmada… La mia idea era di dimostrare, attraverso i fatti e non le parole, che L’innominabile ha senz’altro ragione a proposito dei Due Genitori della Canaglia ma piscia completamente fuori dal vaso quando asserisce che la stessa Canaglia non è atletico o comunque non ben preparato atleticamente…Quindi ho passato le Vacanze Pasquali a preparare dai filmati degli ultimi due anni 5 video che, con un sottofondo di motivanti colonne sonore,raccontassero come Nicholas si fosse e fosse stato allenato. Tra l’altro oltre a dare un’idea dell’atletismo della Canaglia, poteva anche essere interessante per quelli che si devono arrangiare da soli (un sesto video infatti è intitolato Into The Back Yard-Nel Cortile- e fa vedere come il Team Grazia sfruttava il Territorio circostante …).
Tutto bene, tutto bellissimo, e già pregustavo da un lato lo schiaffo morale (NON C’E’ TRACCIA DI LEONI CHE INSEGUONO NIKKO!!!) e dall’altro le critiche degli Irriducibili (eh, si, però vedi come ha mosso male gli alluci in quel dritto inside-out…) quando, ahimè, mi sono reso conto che non riuscivo ad infilare i Video su YouTube dal mio Mac connesso ad Internet con MTN…Provato 10 volte ed è sempre uscito il messaggio di errore inaspettato: ricontrolla la connessione ad Internet e riprova…
Chi di voi è un Guru Informatico (Gio? pibla? archie?ADC) ha qualche idea,suggerimento, soluzione?
Io sono un Nerd, un’analfabeta elettronico… Ma i Video sono davvero belli
e io regolarmente cado nella trappola di confondere cinema e vita,finzione e verità , virtuale e reale… Le immagini scorrono condite da musiche dei nickelback, david gray,moby ed io finisco davvero col credere che quello che suda, corre, salta e s’impegna allo spasimo non sia inseguito dai leoni ma sia davvero atleticamente un mezzo fenomeno (poi si sa, fra doti atletiche e doti fisiche c’e’ differenza: uno puo’ avere una elevazione eccezionale ma se e’ alto 160cm difficilmente verra’ preferito a uno alto 215cm in una ottica NBA, anche se quello di 215 magari non sa saltare … Poi c’e’ il mental e la capacita’ di controllare le proprie emozioni: ho sempre detto che il carattere giusto e’ quello A PATTO che riesca a maturare…Se matura, chissa’…se non matura in tempo allarghera’ le folte schiere dei wisha, woulda,shoulda,coulda (io vorrei, non vorrei, ma se vuoi …). Ma doti tecniche e atletiche, believe me when I tell you, they’re not an issue, credetemi, non sono in discussione nè in casa Grazia nè alla Bollettieri ….
COMUNQUE, SE QUALCUNO PUO’ E VUOLE AIUTARMI LO FACCIA ORA O MAI PIU’… Posso anche inviare alla Redazione un DVD spedizione DHL ma non so se poi riuscirebbero a spedirlo …
Gus says:
@kos:
“per esprimere un giudizio tecnico non si deve essere per forza professionista…si può pure esprimere un giudizio tecnico pure da appassionato…â€
Ma figurati, io sono il primo. Mi sono chiesto, ma così magari da profano, come potessi giudicare A>B senza averli visti in campo, tutto qui. Poi è ovvio che, almeno per quanto mi riguarda, io parlo da semplice appassionato visto che non ho mai allenato nessuno.
“Mad Max è suscettibile diciamo…ma ho notato che un pò tutti(e del resto è normale sia così)…se c’è una parolina (Mad Max ha fatto meglio ad esempio)…ecco che si diventa tutti suscettibili…â€
Senza voler togliere nulla agli altri bloggers è sicuro che io sia tra i meno suscettibili.
“quando ho letto Mad Max…o quando ho letto Marco Panichi (PA di Bolelli)…ho avuto delle conferme a quello che purtroppo avevo capito…â€
Quindi Panichi peggio o meglio di Catizone?
“mi spiego che in italia l’educazione alla mobilità per i nostri bambini sia scadente l’avevo già capito..â€
Purtroppo è un problema generalizzato, non legato esclusivamente al tennis.
“ma quanti ne parlano?..voglio dire che il sistema cerca di nascondere queste magagne..â€
Ma ne parlano tutti, veramente. Anche i PA più giovani e più sconosciuti, ma anche noi, qui, da anni. Ma se si leggono un po’ di cose anche degli altri sport il problema è generalizzato.
Ma se non si capisce che un certo lavoro spontaneo (leggasi anche interviste allo stesso Catizone) che una volta nasceva dalla facilità di accesso al campetto sotto casa e alla sicurezza degli stessi, non è stato sostituito da nulla (almeno nelle città ) e che questo ruolo, ancora meglio perché organizzato e programmato, deve (non dovrebbe) essere fatto dalla scuola e non può essere delegato alle famiglie (per tutta una serie di motivi) questi problemi li avremo anche in futuro, soprattutto nello sport femminile.
Gus says:
@pibla:
“Speriamo lavorino bene, in bocca al lupo, io parteggio per loro.â€
Detto che tutti ci auguriamo che Quinzi ci dia grandissime soddisfazioni, quello che in generale noto è quella cultura dell’alibi a cui io faccio spesso riferimento.
Questa idea (dico in generale, non è un riferimento a te in particolare), per cui se uno si allena bene allora è “matematico†che……La conseguenza è che alla fine è sempre colpa di qualcun altro. La preparazione atletica, il maestro, il coach, la fidanzata, la mamma, i fratelli, ecc.ecc.
Secondo me bisogna accettare il fatto che anche tra quelli meglio allenati alla fine ne rimarrà solo uno.
Stefano Grazia says:
@GUS:Ma se non si capisce che un certo lavoro spontaneo (leggasi anche interviste allo stesso Catizone) che una volta nasceva dalla facilità di accesso al campetto sotto casa e alla sicurezza degli stessi, non è stato sostituito da nulla (almeno nelle città ) e che questo ruolo, ancora meglio perché organizzato e programmato, deve (non dovrebbe) essere fatto dalla scuola e non può essere delegato alle famiglie (per tutta una serie di motivi) questi problemi li avremo anche in futuro, soprattutto nello sport femminile.
&
“Secondo me bisogna accettare il fatto che anche tra quelli meglio allenati alla fine ne rimarrà solo uno.”
Ecco,io credo che queste due cose noi (o almeno io e alcuni valorosi di G&F) le abbiamo sempre dette, ridette e ripetute per cui non capisco il martellamento continuo iperansioso di KoS che forse e’ degno di miglior blog … Tra l’altro io qui sfioro l’Eresia ma continuo a rimanere convinto (e spero di dimostrarlo coi video, con o senza musica, che il ruolo di un Genitore Illuminato e Appassionato sia fondamentale dai 3 ai 12 anni soprattutto per quel che riguarda la Prep Atletica e senza necessariamente andare da Catizzone o Buzzelli o Panichi o Baraldo tutti i giorni … Su questo potrei essere d’accordo anche con Archie (dove non sono d’accordo e’ sull’autarchia tennistica SE, e sottolineo se, poi Mati davvero verra’ indirizzato al tennis e non alla pallavolo o all’atletica visto che mi par di ricordare avesse tempi strepitosi per l’eta’ sui 400 metri…Dico solo che se giochi a tennis, devi fare ANCHE delle partite coi tuoi coetanei e infatti Nicholas e’ mostruosamente migliorato proprio per non aver fatto altro che giocare partite in questi 6 mesi…Tecnicamente e Atleticamente era gia’ okay… Mentalmente…it’s a long way to Tipperary…E ora come ora stiamo perfino attraversando il buco nero del passaggio dell’adolescenza e dei rapporti coi genitori…mi guardo in giro, parlo con altri genitori…e spesso sento bofonchiare: mio figlio/a e’ un/una merda… Senza cattiveria: e’ una constatazione, un dato di fatto…Si spera che poi capiscano.
Io li ascolto, li guardo e mi dico: solo che io speravo di essere diverso da loro,da quei genitori assenti, lontani, non sportivi, vecchi come mentalita’, dai miei genitori che erano di altri tempi…
Macche’…e poi non riesco nemmeno a inserire dei video su youtube!
Porca La Nigeria Ladra!
Su Quinzi io direi pero’ che se non e’ lui un fenomeno che da 4-5 anni comunque e’ sempre nel gruppetto dei migliori (quando non vince arriva comunque in semi o nei quarti…) cosa dobbiamo fare ai nostri? Abbiamo detto che vincere e’ relativo, l’importante e’ essere li’…GQ ha un paio di cose che fan ben sperare, credo: la stazza (se e’ vero che ora e’ 181…) e la testa (inteso come Mental in partita)… Poi e’ vero che qualcuno dice che tecnicamente ha dei difetti e che lui e’ un po’ restio ad accettare modifiche…Comunque e’ del 96… Se e’ una ciofeca lui, al 99% degli altri cosa diciamo? Li mandiamo tutti a lavorare i campi?
Cio’ detto, in foto e in video si puo’ osservare come l’impugnatura di Nicholas sia a fine manico della racchetta … In effetti e’ ben strano che i vari Guru che l’hanno avuto per le mani non siano riusciti a correggerlo…o forse non e’ ritenuto cosi’ importante? Non e’ che il tennis sia come il golf dove ogni impercettibile movimento e’ vivisezionato da swing coaches e il dettaglio e’ fondamentale…ma li’ la pallina e’ ferma!!!
Stefano Grazia says:
In effetti e’ ben strano che i vari Guru che l’hanno avuto per le mani non siano riusciti a correggerlo
Mi riferisco ovviamente all’impugnatura quasi a meta’ manico di Quinzi…
pibla says:
Certo Gus, però nel caso di Quinzi il materiale è buono, quindi ora bisogna sperare che lo facciano rendere al massimo e quel dritto è davvero molto migliorabile…..
Ma qualcuno sa chi è attualmente l’allenatore di Quinzi, a Livorno mi sembrava soo con la mamma.
Ieri bella vittoria della Brescia, quadrumane, come la definirebbe Clerici e di Biro, davvero notevole sulla terra, ma Sapwell non è praticamente sceso in campo.
Archipedro says:
282 – “mi par di ricordare avesse tempi strepitosi per l’eta’ sui 400 metri…â€
Detta così, dr.Housegrazia, non significa molto… un po’ come il discorso dei filmati del tuo Nicholas: se vogliamo parlare di preparazione atletica più che ai video dovremmo far riferimento ai test, alle misure, alle quantità oggettive…
Mati non è veloce, nemmeno per la sua età : corre i m. 50 in 10 secondi netti (velocità massima). Se corresse i m.400 in 10×8=1’20†sarebbe evidentemente un fenomeno. Ecco, li corre in circa 1’38â€-1’40â€. E questo è il dato cronometrico… e tra l’altro distribuisce lo sforzo benissimo…
Sul tapis roulant la rotazione completa dx sin in corsa (frontale, laterale, all’indietro) l’esegue scalzo a 10,5 km/h; ed anche questo è un dato oggettivo. Ha m.3 nel lungo (ultimo test) e m.0,96 nel salto in alto frontale a due piedi. Ha circa m.20 di vortex da fermo sia con il braccio dx che con il sinistro. Questi sono solo alcuni dei nostri test… Non li filmo più perché… non li meritate…
Già l’anno scorso vi proposi dei protocolli per eseguire gli stessi test parametrandoli su caratteristiche biometriche dei ragazzi, età , stagione… così da avere dei riscontri reali… ricorderai come sono state sempre considerate le mie proposte… ed è giusto che sia andata così… in questo il peggior mr. Mad (Max) ha perfettamente ragione… per certe persone esistono, e va benissimo, i metodi ed i canali tradizionali…
bogar67 says:
@Stefano Grazia, ieri ti ho preso in parola. Vista la leggera pancetta ed un peso che oramai sfiora gli 88 chili per 1,79 di altezza, ben al di sopra di quello che dovrebbe essere un peso forma seppur di ex atleta ma pur sempre di tennista agonista over 40 ho deciso di tornare a correre coinvolgendo la mia figliola che mi veniva dietro con la sua bicicletta. 35 minuti di corsa ascoltando i Queen ed una notte ad inizio insonne per i dolori sgrunt sgrunt . Oramai mia figlia mi sta costringendo in Sat ad un’ ulteriore ora oltre alle 2 di Pa e tennis a rimanere per giocare a calcio o correre in bici. Mia suocera mi rimprovera che la bimba prendendo dal padre è un po’ golosa mangiando porcherie varie (gelati, caramelle, patatine, etc ) fatto sta che il peso di mia figlia pur aumentando di altezza è pressoché stabile proprio in virtù di tutta quella attività motoria che ogni giorno riesce a fare. Per quanto riguarda la macchina di Buzzelli, ho visto il video di Tenconi e Starace ma sarebbe più utile vedere un video su piccoli agonisti, il costo di cui mi scriveva il Professore si doveva aggirare una volta in commercio sui 1500 (millecinquecento) euro. Il macchingegno è più adatto ad una società sportiva che ad un genitore visto anche i costi. Ho fatto vedere il video al mio maestro, si vedrà . A mio avviso in questo momento e mia figlia è e lo sarà ancora per un paio di anni è in una fase di PA ludica, la simulazione vista mi pare molto intensa e non adatta a bimbi così piccoli. Visto come hai scritto tu che è interessato Sartori e che Mauro G&f porta in quel di Caldaro la sua bimba ogni tanto a fare stage, se dovesse capitare a lui/lei di testarlo avrei il piacere di sentire un’opinione sull’effettiva utilità e se quello che vi è scritto sul sito del Professore corrisponde a verità o meno.
Gus says:
Archipedro:
“Questi sono solo alcuni dei nostri test… Non li filmo più perché… non li meritate… â€
Ma perché, scusa? Io avevo visto anche quelli del tennis.
Anche secondo me fare i test è importante.
Allo stesso tempo mi chiedo: visto che sono nelle condizioni di far fare dei test a mia figlia (faccio il suo esempio così evitiamo problemi) ma non ho dei dati sui modelli prestazionali di riferimento la misurazione dei test che indicazioni mi da? Personalmente alleniamo 18 ragazze e quindi qualche numero lo tiriamo fuori, ma sempre su modelli prestazionali di riferimento abbastanza limitati. Avere dei riferimenti credo sia importante almeno quanto fare i test stessi, ma io non ho i numeri. Ad esempio nel nostro caso, non ho accesso a una base dati di riferimento delle giocatrici di volley ora professioniste (A1, A2, B1, B2) nell’età compresa tra i 12 e i 14 anni, come dici giustamente con caratteristiche biometriche, ecc.ecc.
O almeno io non li conosco.
Ma tu i parametri di riferimento li conosci perché li hai letti da qualche parte, oppure hai accesso a qualche base dati a me sconosciuta?
Ma i test di Mati, ad esempio, con quali benchmark di tennisti/pallavolisti/atletica leggera li confronti?
Ti faccio i complimenti per il test sul tapis roulant, molto ma molto carino. Ora devo trovare il modo per farlo fare alle ragazzuole, perché non abbiamo un tapis roulant in palestra.
Nel frattempo, se a qualcuno interessa, sto sperimentando l’uso del pallone da football americano, non avendo altre possibilità pratiche.
Io credo sia un buon sistema anche per allenare un tennista.
Archipedro says:
Gus, i test hanno un valore relativo al soggetto, e non hanno necessariamente bisogno di riferimenti assoluti. Dubito comunque che ne troverei (benchmarks), ed anche si riferissero a bambini d’otto anni come il mio le differenze soggettive a quell’età sono enormi. La loro lettura non può quindi che essere ricondotta, almeno in prima battuta, ai trend evolutivi riferentesi al medesimo atleta: es. oggi rifacciamo i 400 metri dopo una fase di scarico (Pasqua) e forse filmo il test… m’aspetto appunto un tempo di circa 1’45″… se siamo sopra vuol dire che é staco, se sono sotto… si confermano le mie teorie (i bambini sono nati per correre…)
Poi prendo subito le pulsazioni, che m’aspetto attorno ai 180/190 e dopo un minuto, che m’aspetto attorno ai 130/140…
Tapis roulant: ATTENZIONE – non é una macchina nata per quell’utilizzo, e non troverai un’assicurazione che ti copre per quell’uso improprio…. Quindi… take care… partite pianissimo, con piccole progressioni, e stai sempre dietro agli allievi… perchè se non sono coordinati s’inciampano facilmente… spazio di caduta sgombro…
bogar67 says:
A proposito di test e anche di genitori e figli, dopo che ho scoperto il sito degli Eta, ho cominciato ad indagare, smanettare fate voi, alla ricerca di notizie utili alla crescita di mia figlia oltre a quelle che naturalmente leggo qui sul blog. Scrivo su google il nome di una under di quelle che vanno avanti abbastanza e vedo cosa ci sta dietro a quei risultati anche perchè il tennis giovanile non è mica tutto su questo blog. A proposito ad esempio di tale Alexa Avalis nel tabellone principale 8° “MEMORIAL GIUSEPPE CASSANI” Girls Singles 14 leggo smanettando una notizia datata 31 ottobre 2009 “”è anche seguita dal Centro Ricerche dell’Isef: test atletici ogni tre mesi e tabelle di lavoro personalizzate per non lasciare nulla al caso”". Di genitori alla mad max ne esistono anche se non scrivono, solo che hanno anche i risultati, infatti la Avalis Allenata anch’essa dal padre ha già vinto la Coppa Lambertenghi – valida per il titolo italiano nella categoria Under 12 che come dite voi non serve a nulla vincerla bla bla bla
Gus says:
@archi: seguirò i tuoi consigli ma sicuramente se mai riuscirò a trovare un tapis roulant andremo pianissimo, magari muovessero i piedi velocemente
Gus.
Gus says:
@archi: ok ora ho capito lo scopo. Purtroppo quest’anno non ero abbastanza allenatore, ma l’anno prossimo farò fare i test a tutte le ragazze con un preparatore. Io pensavo a circa 15 gg dalla ripresa, così le valutiamo a preparazione cominciata, poi a distanza di 4 mesi. Questo perché non è gratis e abbiamo poche risorse, ma insomma 3/4 mesi potrebbe essere sufficienti per capire dove stiamo andando. Sono ovviamente aperto ad ogni consiglio.
Grazie
Archipedro says:
Gus, giusto per completezza… poi ti devi fidare di me (e dei miei filmati di oggi)
test sui m.400 =1’46″‘ (fatti da solo, dopo avergli fatto fare mezzo anello a vuoto per sbaglio… n.b. cronometrando e con la videocamera nell’altra mano da lontano per dieci secondi l’ho perso riprendendo gli alberi… )… diciamo che con me che lo tiravo oggi valeva 1’38″ – pulsazioni prese subito dopo: 170/min (ed ottimo recupero) – quindi ottimi margini di miglioramento
m.40 ostacoli (8 ostacoli da cm.50 filmati) = circa 11″ ad occhio
m.50 piani = 9″98 – con me nella corsia a fianco – 10″20 da solo
salto in lungo = m.3.15 (record filmato)
salto in alto (ormai era stanco) = sei nulli a cm.95 – oggi valeva cm.92
giavellotto dx sin = non misurato
La mia tesi: se segui bene il tuo atleta sei in grado di prevedere perfettamente i risultati dei test prima di farli… quando le attese non sono confermate ovviamente vai a cercare il problema e correggi subito il tiro…
Archipedro says:
Gus, ti rispondo qui… altrimenti dr. Housegrazia non capisce perchè non condividiamo…
Se scendi al volo dal tapis roulant é normale perdere l’equilibrio per qualche istante… tipico inganno senso-motorio… se invece hai nausea e capogiro o é la cervicale o (anche) devi farti controllare pressione (bassa) ed orecchie… se hai equilibrio ad occhi chiusi le orecchie non sono… questo a spanne…
Il pallone da football non va bene, a meno che non acquistiate quelli mini… ma l’ottimo é il vortex, che grazie al suo “apparato” giroscopico non richiede alcuno spin… tiri forte e lui vola dritto lungo l’asse… inoltre ha il peso giusto…
Gus says:
@archi: scusa (non te lo avevo detto) sono quelli più piccoli del normale, ma dovresti spiegarmi anche perchè non va bene, secondo me per un certo movimento della spalla per le fasi di battuta e il colpo d’attacco (basti vedere in videoanalisi questi movimenti fatti dagli atleti di vertice) potrebbero servire. Ma siccome anche per me è una sperimentazione, se mi spieghi le controindicazioni e mi aiuti a capire sono assolutamente aperto e ci rinuncio senza problemi (come sempre peraltro) .Il vortex andrebbe sicuramente meglio ma noi ne alleniamo 18, facciamo di necessità virtù, altrimenti in due ore facciamo solo vortex
. Se qualcuno pensa che questo sia OFF TOPIC, andate a guardarvi il movimento del servizio in videoanalisi, in particolare il movimento della spalla e del gomito
Non ho ne nausea ne capogiro, ma solo problemi di “uova” sotto i piedi. Come ti dicevo ho acquisito una estrema sensibilità ai piedi (probabilmente anche troppa), infatti riconosco immediatamente anche leggerissimi cambi di pendenza dei pavimenti o in generale. Ho fatto troppa propriocettiva
Mi chiedevo solo se è un effetto che il tapis roulant fa ad altri oltre che a me. La tua risposta mi ha aiutato a capire.
Gus says:
@archi: dei tuoi test mi fido ciecamente, se ci sono i filmati mi interessano a livello generale.
stefano grazia says:
Il pallone da football americano va benissimo…noi lo usiamo da sempre e da 2-3 anni lo vediamo usare anche da Sharapova e tanti altri…Meglio del Vortex secondo me perche’ li’ si vede davvero se applichi lo snap con la mano…
Archipedro says:
Gus,
qui non intendo accendere una polemica… speriamo… ho detto che sono innanzitutto per la rapidità decontratta nei movimenti base, puliti, e questa l’alleno con il vortex (braccio) ed il giavellottino (mobilita scapolo-omerale). Dopo i dodici-tredici anni potrò eventualmente introdurre una roto-torsione di polso (e gomito), sebbene da un punto di vista biomeccanico il movimento del quarterback non é proprio quello del servizio in kick nel tennis (ho fatto varie prove in merito).. magari andrà benissimo, per il polso, il calcetto balilla giocando in porta… Servizio in kick che personalmente non apprezzo per nulla, ed anzi credo che in prospettiva dovremo concepire traiettorie molto piatte, fluide ed efficaci. In tutti i casi la palla non mini per i bambini è troppo pesante, perchè nel settore della potenza balistica si deve lavorare con varichi bassi e velocità angolari molto alte. I dieci vortex che ho comprato io illo tempore, e che ho regalato ad amici, costavano 3 euro l’uno in un outlet. Sempre con i bambini una volta in atletica s’usava una semplice “pallina” riempita non ricordo di cosa…
king of swing says:
Gus
vero che il problema dell’educazione alla mobilità scadente è generalizzato però ti ricordo che il tennis è uno sport individuale…ed è pure un certo tipo di sport individuale…
in pratica questa scarsa educazione alla mobilità non ci fa avere il top ten…
Bolelli Fognini Trevisan…tutta gente con potenzialità da top ten…ma che a causa di questa problematica rischiano di non poter esprimere tutte le loro potenzialità …
poi giusto il discorso tra i tanti allenati bene…alla fine rimarrano sempre in pochi…
però quei pochi mannaggia potranno esprimere tutto il loro potenziale…e al momento giusto…
quanti sono allenati bene in Italia in questo momento?
tra Catizone e Panichi prendo Catizone…però Panichi è il nostro preparatore atletico più esperto nel tennis professionistico…insomma il livello è comunque alto…
sono iperansioso perchè vedo che non si fa nulla per cambiare…
giocare più sul veloce non migliorerà la situazione…
la Federazione non vuole spendere soldi per inserire nel suo organico uno come Catizone…
e questo per me significa…che per un bel pò dobbiamo scordarci il top ten…
per lo meno quel top ten che rimane stabile per 2-3 anni nei top ten…
se siamo fortunati una toccatina potrebbe farla Bolelli tra qualche anno…e forse Trevisan..ma è un pò più complicato a mio parere..
Trevisan è un altro che hanno rovinato…
Archipedro says:
Gus,
dimenticavo il mio dogma fondamentale: i bambini non vanno allenati come gli adulti ,solo in “proporzione”. I bambini vanno allenati per fasi sensibili: in alcuni casi in modo addirittura più intenso degli adulti (o per lo meno più rigoroso), mentre altre cose non le devono fare proprio… fatti savi alcuni test sporadici
king of swing says:
tra l’altro Catizone in pratica fa una prima selezione…
perchè i bambini più predisposti al lavoro atletico organizzato…cresceranno non solo bene dal punto di vista atletico ma pure da quello mentale…
i bambini che non riescono a sostenere quel tipo di lavoro(che come ha fatto giustamente notare nicoxia..è personalizzato…e non tutti i preparatori sono capaci di personalizzare il lavoro atletico ad un bambino!!)…non potranno certo crescere fisicamente e mentalmente in maniera impeccabile…
Max addirittura raccontava di ragazzini che erano sott’occhio della FIT…che non ce la facevano a sostenere una seduta di allenamento di Catizone…
voi foste della FIT come vi comportereste con questi bambini?
Gus says:
@archi: noi alleniamo ragazze di 14 anni, quando ti riferisci ai bambini comprendi anche questa età ?
Perchè ti aspetti polemiche su questo argomento, in particolare da me?
Io sono qui, dico la mia, ti ascolto, cerco di capire e poi elaboro, analizzo e scelgo.
Polemiche su questioni come questa io non ho nessuna intenzione di farla.
Per cortesia mi potresti anche indicare dove hai trovato il vortex a quella cifra, potrebbe effettivamente interessarmi.
Grazie
Archipedro says:
Gus, hai la coda di paglia? Abbiamo mai litigato per qualcosa?
Ovviamente no, le ragazze di 14/16 anni sono praticamente atlete mature e le carenze di fondo si possono correggere poco… se guardi sul mio mini-blog la mia proposta di tabella delle fasi sensibili puoi farti un’idea di come si debba gestire nel tempo (per i maschi c’è un ritardo di circa uno/due anni) l’evoluzione del lavoro da / a: coordinazione – rapidità – velocità – stiffness – forza – in funzione dei “protocolli” alattacido t<10 sec – lattacido t<1 min – aerobico…
Il "mio" esercizio del tapis-roulant serve in particolare tra i 5 ed i 12 anni al più tardi…
Nel caso della pallavolo la preparazione atletica generale è legata a quella che definirei "resistenza alla forza esplosiva elastica anche riflessa", che prende dentro fasi di gioco brevissime, brevi e prolungate… dove devono essere sviluppate armonicamente tutte le componenti di cui sopra. Teoricamente considero il pallavolista ben allenato (es. Juantorena) il più completo e performante atleta possibile (decatleti a parte…). Ma solo se si parte a lavorare con allievi molto giovani…
Esiste un outlet village a Palmanova dove, nel negozio di giocattoli, avevano questi stock di vortex in svendita… siccome non vanno di moda come le Wii
dovresti trovare facilmente soluzioni analoghe… prova su Ebay…
Archipedro says:
Azz… Adesso ho visto che Osmany Jantorena, che io personalmente adoro, ha alle spalle un poco chiaro caso di doping (2006)… quindi esempio forse inopportuno… Ahi!!!
Gus says:
@archi:
“qui non intendo accendere una polemica… speriamo… “
Con me no di sicuro
“ho detto che sono innanzitutto per la rapidità decontratta nei movimenti base, puliti, e questa l’alleno con il vortex (braccio) ed il giavellottino (mobilita scapolo-omerale).â€
Anche a me piacciono molto i movimenti “decontrattiâ€, veloci e dinamici, che sfruttano la velocità del movimento piuttosto che la forza (ovviamente parliamo +/- dei movimenti del tennis).
“Dopo i dodici-tredici anni potrò eventualmente introdurre una roto-torsione di polso (e gomito), sebbene da un punto di vista biomeccanico il movimento del quarterback non é proprio quello del servizio in kick nel tennisâ€
Noi alleniamo, parliamo di volley, ragazze di 13/14 anni, quindi direi in linea con quanto dici tu.
“(ho fatto varie prove in merito).. magari andrà benissimo, per il polso, il calcetto balilla giocando in porta… Servizio in kick che personalmente non apprezzo per nulla, ed anzi credo che in prospettiva dovremo concepire traiettorie molto piatte, fluide ed efficaciâ€.
Secondo me occorre saper fare diversi tipi di servizio, perché altrimenti a un certo livello si diventa “leggibiliâ€. Ad alti livelli, anche tra i migliori battitori, il servizio in kick sulla seconda è utilizzato tantissimo.
Ad esempio, io lo trovo molto efficace sul lato sx della battuta (contro un destro), o per uno schema servizio/dritto, o per serve&volley.
Gus says:
@kos:
“in pratica questa scarsa educazione alla mobilità non ci fa avere il top ten…â€
Io non ne sono convinto, ma questo è il tuo legittimo punto di vista
“Bolelli Fognini Trevisan…tutta gente con potenzialità da top ten…â€
Vedi sopra. Per me, come ho già espresso anche direttamente a Pistolesi, si fa troppo presto a dire potenzialità da ……
Ma anche questa è una valutazione soggettiva e io di sicuro non ho gli elementi per sostenere se è vero. L’unica cosa che io avevo detto e che confermo è che Seppi sarebbe stato il n°1 (lo dicevo più di un anno fa) a lungo e i fatti mi stanno dando ragione. Ma è solo fortuna, da giocatore di fantasy tennis
“Poi giusto il discorso tra i tanti allenati bene…alla fine rimarranno sempre in pochi…â€
Il problema è che il mondo è grande, sempre più grande e noi di conseguenza siamo sempre più piccoli. Su una base che sarebbe comunque piccola bisognerebbe lavorare con metodo alla ricerca e alla selezione del talento.
Se non si abbattono drasticamente i costi, al tennis accederanno in pochi e trovare tra quei pochi il top ten assomiglia di più al colpo di fortuna che ad una vera e propria programmazione. Un po’ come è successo alla Svizzera per intenderci.
“quanti sono allenati bene in Italia in questo momento?â€
Vedi, secondo me, voi vi costruite un assunto: “oggi in Italia non ci sono top ten perché ci si allena male†e da lì partite per dire che i PA sono tutti ignoranti, incapaci, ecc.ecc.
Questo assunto avrebbe un senso se l’Italia avesse un deficit in tutti gli sport, invece bene o male in molti altri sport ce la caviamo bene o comunque meglio del tennis.
Anche in altri sport individuali come il nuoto o lo sci.
Per cui credo sia difficile sostenere che i PA siano buoni in alcuni casi e pessimi nel tennis, visto che la scuola da cui provengono è la stessa.
Gus says:
@archie:

Mannaccia alla scrittura.
Mi sono reso conto che il post a cui fai riferimento poteva sembrare “duroâ€. Mi spiace non era assolutamente mia intenzione. Non ho comunque la coda di paglia, sono un buon incassatore
“Il mio esercizio del tapis-roulant serve in particolare tra i 5 ed i 12 anni al più tardi…â€
Sicuramente meglio. Conosco la teoria delle fasi sensibili.
Però non è detto che alcuni schemi di base non siano stati memorizzati del tutto e quindi è possibile che alcuni esercizi fatti a 13/14 anni possano andare a sviluppare/modificare gli schemi preesistenti. Peraltro alcune ragazze non hanno ancora avuto le mestruazioni….
Dacci qualche speranza di miglioramento, dai …..:-)
Archipedro says:
304 – Ad alti livelli, anche tra i migliori battitori, il servizio in kick sulla seconda è utilizzato tantissimo…
Gus, è il solito discorso all’italiana… precocemente (ed inutilmente) s’impara a fare “da manuale” le cose “complicate”; ma “da fermi”. E poi si scopre che quelle stesse cose in rapidità -velocità coordinata e decontratta proprio non riescono… e quindi si rimane dei pallettari a vita… Poi si va dal costosissimo luminare di turno che magari prescrive pasticche colorate…
Così gli squali guru del circuito PRO, che si fanno pagare bei soldi dai genitori italiani sprovveduti, contemporaneamente vanno a recuperarsi altrove atleti seri (…) ai quali insegnano semplicemente a controllare le proprie consolidate capacità coordinative e condizionali di base. Ed con quelli il gioco del tennis diventa agonismo…
Stefano Grazia says:
Della serie Ma non potevate continuare a bisticciare sullo stesso sito, leggo che TorqueMaxMada (lo so, per quel che riguarda il tennis zero ma in quanto a nicknames sono un genio) scrive rispondendo ad Archie e ricordando che fortuna abbia lui avuto a incontrare Catizzone (e non per esempio Buzzelli?) (SCHERZO!!!!) (No, davvero giorgio giorgio: questa volta scherzavo davvero),comunque scrive L’Innominabile Bruto: “Proprio per non fare la fine di quello che vedendo suo figlio essere veloce a fare uno slalom o un percorso misto pensa di avere un grande atleta.. Cominciamo prima a vedere che fa un’ora di tennis poi due ore atletica dopo di chè altre due ore di tennis sempre ad altissima intensità e ovviamente tutti i giorni poi ci risentiamo e cominciamo allora a parlare di atleti.. Si perchè venti minuti senza conoscere i valori dei test è più o meno come andare in vacanza…”
Ora sara’ che ho la coda di paglia io (e non Gus),ma mi sono fischiate le orecchie: sia ben chiaro che gia’ ho difficolta’ a inserire video di 5-10′ su youtube o sendspace e quindi non aspettatevi che inserisca dei video di 3-4 ore per dimostrare al Grande Inquisitore che facevamo anche noi degli allenamenti piuttosto pesanti…magari non sempre, ma tutti i sabati si… E spesso anche durante la settimana … Se poi alla domenica farsi due orette di tennis, andare al mare e giocare a calcio sulla piaggia o andare a correre per 20-30-45′, poi tornare a casa e magari farsi una partitella o 45′ di slalom e altre amenita’ e’ fare i lavativi, be’, allora, lo ammettiamo: alla domenica riposavamo sugli allori …Comunque non e’ che da Bollettieri scherzino con 4-5 ore di training tutti i giorni …
Ma soprattutto: io ci rido sopra, ci scherzo, ammetto che Nicholas sia una Canaglia…ma continuo a non capire da dove arrivi tutta questa acidita’…Anche se non capissi nulla di tennis (ed e’ possibile) e di preparazione atletica (idem) e mio figlio non diventasse un Top 100, ma cosa e’? Una colpa? Un metro di giudizio? Di paragone?
Poi, secondo me, un filino ma proprio un filino ne capisco anch’io e soprattutto mio figlio … atleticamente non e’ proprio malaccio.Lo vedrete.
Roberto Commentucci says:
Servizio e giovani.
A mio parere il problema è che ai nostri giovani insegnano a servire soprattutto il kick, per adoperarlo in partita come un colpo difensivo (mettere tante prime per non farsi attaccare sulla seconda e non rischiare troppi doppi falli).
In questo modo, si costruiscono buoni giocatorini prudenti e regolari, vincenti (specie sulla terra) fino a 13-14 anni, ma che poi con la crescita finiscono per essere molto meno efficaci (specie sul veloce) rispetto a chi ha imparato per tempo ad eseguire e ad usare in partita anche il servizio piatto e lo slice. La botta piatta ovviamente da bambini paga pochissimo (anche quando entra il punto non si fa quasi mai e abbassa la percentuale di prime, costringendo ad usare la seconda), ma è il tipico caso in cui bisogna avere il coraggio di guardare al domani e lavorare tantissimo su tutti i tipi di servizio, anche sul colpo piatto.
Ovviamente, le impostazioni più corrette e lungimiranti sono favorite dal competere più spesso sul veloce, dove servire aggressivi paga di più che sulla terra, anche a 12 anni.
Perché non basta allenarsi sul veloce: bisogna farci su dei tornei. Come dice Coach Ercoli: “una partita di allenamento è come un poker giocato senza soldi. Non significa quasi niente…”.
A proposito, vi segnalo a questo link:
http://www.federtennis.it/PDF/ProgrammaeIscrizioneProgettoCampiVeloci.pdf
sul sito FIT, nell’ambito di Expotennis, l’avvio del progetto Campi Veloci della Federazione, di cui come sapete sono promotore.
Presto ne saprete di più.
Archipedro says:
306 – Dacci qualche speranza di miglioramento, dai …..:-)
Gus, non hai MINIMAMENTE colto il mio spirito…
Al liceo, ero in quinta, ho allenato (con tanto di permessi della Preside!!!) la mia squadra liceale di 14-18enni… quella della scuola. E le ho portate alle finali regionali imbattute, dove hanno perso con delle triestino-slovene gigantesche…
Fossi in te sarei pieno d’entusiasmo, ed idee, e programmazioni… Fossi in te trasmetterei loro un’immensa voglia d’allenarsi, di crescere, di diventare vere pallavoliste… Fossi in te avrei il cuore RICOLMO di speranze…
Fossi in te nel periodo Settembre-Ottobre programmerei due mesi di preparazione atletica seria…
Fossi in te andrei (anche) a prendermi una ventina di bambine di 5/6 anni con le quali creare un vivaio di prima grandezza… selezionando genitori non solo alti ma assolutamente disponibili a fare, tutti quanti, da allenatori in seconda… ognuno con la sua atleta da seguire… fossi in te porterei tutti in palestra all’unisono…
Fossi in te tra dieci anni sarei estremamente famoso ed apprezzato…
Archipedro says:
Segnalo che Roberto ha detto una cosa giusta…
Incidentalmente segnalo (se ne sarà accorto?) che ha ripetuto ciò che avevo appena affermato io… (297-307)
Gus says:
Roberto Commentucci:
“Servizio e giovani……….â€
Forse occorre ripetersi, altrimenti si viene fraintesi.
Io non più di qualche post fa dissi e lo confermo, che ai ragazzini non andrebbe insegnato il servizio in kick, ma dico di più, non andrebbero insegnate tattiche speculative utili a far vincere le partite (e quindi a tutto il sistema meno che al giocatorino).
Quindi condivido pienamente tutto quello che dici.
Altro discorso, ma forse ho capito male io, è dire che il kick non è un servizio da utilizzare in toto. IMHO, ma basterebbe andarsi a vedere la seconda di un Karlovic, di Ljubo e di praticamente tutti i migliori battitori.
Dietro un ragazzo ci dovrebbe essere sempre una programmazione che prevede cose giuste al momento giusto oppure scelte strategiche comunque ponderate.
@Archipedro:
“Gus, non hai MINIMAMENTE colto il mio spirito… â€
“Fossi in te sarei pieno d’entusiasmo, ed idee, e programmazioni… Fossi in te trasmetterei loro un’immensa voglia d’allenarsi, di crescere, di diventare vere pallavoliste… Fossi in te avrei il cuore RICOLMO di speranze…â€
Sono un po’ così ma non lavoro ancora da solo, devo ancora fare la gavetta.
“Fossi in te nel periodo Settembre-Ottobre programmerei due mesi di preparazione atletica seria…â€
Anche a me piacerebbe, speriamo di riuscire a farla. L’anno prossimo dovrei lavorare con una U16.
“Fossi in te tra dieci anni sarei estremamente famoso ed apprezzato… â€
Ti ringrazio, ma credo che tu abbia sicuramente più abilità e possibilità del sottoscritto.
bogar67 says:
Commentucci e Gus volete spiegare meglio il discorso del servizio per favore? Quale sarebbe il tipo di servizio che insegnereste ai vosti figli di 8/10 anni utile per futuro? Piatto,Slice o kick etc. Altra cosa importante ci sta differenza tra l’insegnare il servizio ad un bimbo oppure una bimba? cambia l’impostazione a secondo del sesso? scusate se quello che chiedo per voi rappresenta banalità .
king of swing says:
Gus
ti ripeto che il tennis è uno sport individuale diverso dallo sci o dal nuoto..
vincere la medaglia d’oro nel nuoto o nello sci…non è la stessa cosa che vincere uno Slam nel tennis…o entrare nei top ten…
nel tennis senza un’adeguata educazione alla mobilità da bambino è difficilissimo poter diventare top ten…
non lo dico io…lo dice Marco Panichi…
per il resto io mi accontenterei che quei pochi si allenassero tutti nel migliore dei modi da piccoli…
quando fai allenare nel migliore dei modi Bolelli fin da piccolo…da grande non sarà così lento negli spostamenti…
i giocatori con potenzialità da top ten li abbiamo…quello che è mancato loro è un’adeguata educazione alla mobilità da bambini…
e a quanto pare la pensa come il sottoscritto pure un esperto preparatore atletico come Panichi…e scommetto pure Catizone…e pure bulzelli
Archipedro says:
Continua indefesso, dr. Housegrazia, a schernirmi con la supercazzola di Rocky ed Ivan Drago, del quale ultimo ora sarei il coach…originariamente ero per lui il primo, tristonazzo, che s’allenava con i tronchi nelle stalle siberiane… ma ti decidi?!!
Doc, sto proprio nel mezzo… con Sly quando evito di monitorare i rutti del piccolo con trasduttori, accelerometri e l’optoelettronica dei centri universitari… con i miei fratelli di grande madre Russia quando si tratta di capire COSA sia la biomeccanica e perché i suoi principi fondamentali vadano conosciuti da chi allena, in particolare, i bambini. Pensa te… i compagni nel frattempo si sono occidentalizzati ed hanno imparato a scrivere in inglese… fortuna, perché il cirillico lo mastico poco…
Così fisica meccanica e termodinamica elementare e ci aiutano, ad esempio, a riflettere, visto che nulla si crea e nulla si distrugge, su quale sia il destino ultimo dell’energia inutilmente prodotta dall’abnorme movimento del servizio in kick, degno d’un gettista del peso, a fronte d’una battuta lenta da far noia, spin a parte… un ragionamento che collateralmente mi ricorda che l’adorata Sarita ha ieri vinto il suo primo turno a Marbella…
Pensateci, che fine fa quell’energia? Quali articolazioni e muscoli devono dissiparla? Cosa succede a tali organi nel tempo? Ah, la biomeccanica…
Insomma, se dovete massacrare il fragile telaio dei vostri figli con pratiche risibili fareste prima a bastonarli direttamente…
Mauro g&f says:
Bogart, a 8/10 anni, lavorerei solo sull coordinazione del movimento e sull’accellerazione della testa della racchetta, i vari effetti si possono vedere dopo i 10 anni, assolutamente secondo me da bandire il kick per un problema di salute dei ragazzi, li costringe ad inarcare troppo la schiena. Io che sono un super amatore nel senso molto scarso amatore, quando ho voluto ho imparato i vari effetti in mezzora.
bogar67 says:
Mauro g&f oltre a dirlo in giro, ci tengo anche a scriverlo, la tua figliola di tutte le ragazze che ho visto giocare comprese le altre del tuo circolo ha in assoluto il migliore servizio. Mi chiedo se è frutto del tuo lavoro o di quello fatto nei vari stage che gli hai fatto fare in questi anni. Appena ne avrò la possibilità mi devi spiegare dl vivo come hai fatto a renderlo così efficace perchè la costruzione del servizio è uno dei pochissimi ma ahimè importanti punti dolenti riscontrati…….
Roberto Commentucci says:
Gus, ma certo, perfettamente d’accordo. Il kick è una variazione importantissima per la prima palla (specie sulle superfici ad alto rimbalzo) ed è la rotazione base per dare profondità e sicurezza alla seconda palla.
Secondo me i ragazzini devono impararlo, ma solo DOPO aver imparato il colpo piatto e lo slice, e comunque dopo i 12 anni.
Sia perché può essere dannoso da eseguire in tenera età , sia perché se no si “impigriscono” e tendono a rifugiarsi nel kick nei momenti chiave dei match, quando c’è più tensione, prendendo una attitudine mentale errata.
Gus says:
@Roberto: infatti io dicevo esattamente questo. Se uno ha acquisito correttamente gli schemi motori che servono ad eseguire il servizio, il servizio in kick può essere imparato in poco tempo e quindi non serve sollecitare la struttura fisica non ancora formata prima del tempo. Da un punto di vista tattico la vedo esattamente come te.
Allora si chiede cosa allenare da bambini: la velocità coordinata come dice il buon Archi e non vale solo per il tennis.
andrew says:
Per come la vedo io, nel servizio, che sia kick, slice o piatto, entra comunque in gioco il polso e quindi è giusto usare il vortex o il mini-pallone rugby (for added twist) per allenarlo all’azione rapida e decontratta.
Stefano Grazia says:
parole, parole, parole…
parole, parole, parole…
parole, soltanto parole, parole per me
Scherzi a parte, va tutto bene, tutto giusto, tutto perfetto…
Poi pero’ bisogna anche andare in campo … Come cercavo di spiegare in privato ad Archie, io sono idiosincrasicamente refrattario , benche’ medico, a troppa fisiologia e troppa biomeccanica …e anche a troppa teoria …
Io preferisco andare in campo, col mio programmino, le mie informazioni, i suggerimenti o istruzioni di vari coaches e vari preparatori piu’ o meno illustri… In passato mescolavo un po’, aggiungevo un po’ di speziev tropicali e poi mi arrangiavo con quel che trovavo sul territorio …
Il risultato e’ quel che e’, criticato severamente da uno, apprezzato da altri… Il problema, mi si dice, non e’ tecnico ne’ tanto meno atletico (ma quando mai? E’ il ragazzino piu’ atleticamente dotato mai visto da queste parti…). Il problema e’ il Mental. Se maturera’, ok. Se non maturera’, amen.
Io ci aggiungo anche IL FISICO, nel senso della Stazza. Ma li’, vogliamo fargliene una colpa?
Pero’ quello che dico io e’: avro’ anche sbagliato tutto, ma finora di quello che abbiamo combinato noi (io e mia moglie) nessuno (dei vari coaches e preparatori atletici che lo hanno visionato)si e’ mai lamentato … Si lamentano dell’Attitude, del comportamento, dell’atteggiamento da Rebel Without A Cause … li’ si che mi posso prendere tutte le responsabilita’ (ma egualmente vi aspetto al varco che ogni eta’ ha i suoi frutti…) e comunque si spera sempre in una improvvisa illuminazione … E’ sottile il confine fra successo e fallimento, l’alternativa e’ la mediocrita’, per quanto aurea…Al momento direi che Nicholas tende ad incarnare il prototipo Genio & Sregolatezza anche se per il momento di genio ne ha lasciato trasparire molto poco… E insisto: atleticamente non sara’ degno di Catizzone, ma proprio merdazza non mi pare …
Ovviamente, e’ una mia opinione condivisa da tutti tranne Uno. Che magari e’ stato l’unico sincero, chissa’. Come vedete, sono pronto a tutto, anche ad ammettere di avere torto. Ma non senza combattere.
federico di carlo says:
Ciao Stefano,
Il mio pensiero su Nicholas è molto semplice: quando verrà messo di fronte alla realtà di dover sopportare la completa responsabilità dei suoi misfatti allora sarà abbligato a scegliere da solo la sua strada.
Fino a quando ci saranno papà e mamma a dargli comunque delle alternative, lui non sentirà mai alcuna responsabilità ne tantomeno la necessità di dover crescere e dover scegliere.
king of swing says:
in effetti scarso atletismo credo sia sbagliato…però non so quanto Nicolas abbia un lavoro atletico personalizzato Stefano Grazia…
il fattore mentale dipende anche da un fattore fisico…
Stefano Grazia says:
Anche da Bollettieri il kick cominciano ad insegnarlo dopo i 12 anni o prima solo a quelli piu’ dotati … Confesso che il Vortex non l’ho mai usato ma quando era alla BTA, nell’estate del 2007, Nicholas e’ stato introdotto al lancio del giavellotto dal Prof Buzzelli … (Ovviamente non e’ che lo allenasse a diventare un giavellottista ma il mix del nuovo (e divertente) esercizio e il gesto tecnico propedeutico erano secondo me una ottima combinazione)… Allo stesso modo il pallone ovale da rugby…Noi lo usavamo SEMPRE in fase di warm ups: il fatto di lanciare ed acchiappare era senz’altro piu’ divertente che correre intorno al campo per 10-15′ …Poi passavamo,fra le altre cose, al minitennis con la palla medica…
Tornando al Servizio, Nicholas ogni uno,due mesi fa una mezzoretta con Pat Dr Serve Dougherty che, o la la’, e’ sempre molto entusiasta di lavorare con lui (uno dei pochi ma di solito sono quelli piu’ bravi, guarda un po’…) perche’ dice che gli si dice di fare una certa cosa e lui ci riesce subito… (Quindi tecnicamente ha un ottimo controllo del gesto…) Adesso appena torna dovrebbe fare una mezzora e Gabri’ dovrebbe fargli un video…Magari riesco a farci un pezzo + video … Sull’argomento e’ in circolazione anche il Video di Piatti con Ljubcic.
Stefano Grazia says:
Posso ancora accettare (ma non essere d’accordo) che lo critichi L’Innominabile ma che ne parli uno che non l’ha mai visto se non in fotografia (e comunque, gia’ il fatto di saper fare il jumpshots sia di dritto che di rovescio indica se non altro un certo atletismo) mi fa capire che siamo alla deriva …Comunque, pensate quel che volete, l’importante e’ dormire tranquilli…E non sono presunte lacune tecniche o atletiche a tenermi sveglio la notte … Lasciamo perdere, ite missa est …
@Federico aka Bacio Perugina…! No, dai, mi devi perdonare se insisto nel ripetere che i tuoi pur impeccabili commenti mi fan venire in mente i foglietti dei Baci Perugina … A parte che potrei anche obiettare che compito dei genitori potrebbe anche essere quello di offrire alternative, tu che ne sai di quello che facciamo noi? Cioe’, in soldoni ed esattamente: CHE COSA DOVREMMO FARE? TIRARLO VIA DA BOLLETTIERI PERCHE’ NON HA VINTO L’EDDIE HERR? O perche’ non si impegna al 120%? Alla Bollettieri lo puniscono gia’ loro riducendogli le ore di tennis affinche’ capisca che stare sul campo e’ un privilegio…noi lo puniamo eventualmente quando non va bene a scuola … Ma soprattutto, quali sono i termini di riferimento? Perche’ uno potrebbe anche dire che rispetto all’80% della gioventu’ mondiale Nicholas tutto sommato sia un bambino che invece di non fare un cavolo dal mattino alla sera, suda e si fa il mazzo su un campo sportivo e poi quando arriva a casa…studia. Per cui e’ difficile a volte, vedendo i figli dei nostri amici e venendo a sapere che i loro massimi interessi sono amici, facebook, il mall e la playstation, criticare l’impegno di Nicholas…Cosa vogliamo fare, condannarlo perche’ non sara’ mai Nadal o Federer? Dai, non scherziamo…
E comunque: it’s my nature, disse lo scorpione…C’e’ poco da fare, c’e’ chi nasce lupo, chi nasce agnello, chi nasce rospo e chi scorpione …
Stefano Grazia says:
Che poi la colpa e’ solo mia perche’ son io ad avergli dato cattiva stampa (be’, io e L’Innominabile ha confermato!) ma lasciatemi provare a spiegare la complessita’ della Personalita’ di mio figlio aka La Canaglia…Oggi ultimo giorno a Lagos, domani partenza per la Florida… Va al Club dove dovrebbe giocare con un Ball Boy ma” il Capo dei Ball Boys non lo fa giocare perche’ ieri avrebbe buttato una bottiglia di coca cola sul prato e il Chairman si sarebbe incazzato perche’ uno si sarebbe mezzo rotto la gamba scivolandoci sopra e ci sono 16 testimoni…” o almeno questa e’ la confusa spiegazione che mi arriva al telefono e siccome gli dico di arrangiarsi da solo, che io sono in Ufficio, mi arrivano altre spiegazioni ancora piu’ surreali sul Chairman che lo avrebbe giudicato irrispettoso perche’ lui, un boy , avrebbe chiesto spiegazioni con fare arrogante e poi non avrebbe accettato le sue scuse e si sarebbe rifiutato di parlare con lui minacciando sanzioni nei confronti del padre (tipo sospensione dal club e blah blah blah)…Ora io so benissimo come funzionano queste cose in un Club Africano dove la cosa piu’ importante e’ vestirsi tutti di bianco e dove le prevaricazioni nei confronti dei deboli (camerieri, ball boys, chiunque…) da parte dei Big Boss sono all’ordine del giorno…ma comunque faccio finta di nulla: non creare problemi, eventualmente risolvili…
Bene, torno a casa alle 5.30 e Nicholas mi dice che alla fine non l’han atto giocare ma che domani potrebbe giocare e che quindi la punizione era di una giornata e che lui voleva andare a chiedere scusa ma il Chairman non ha voluto parlargli e che un Coach era dalla sua, di Nicholas, parte…Anche qui gli ho detto che non mi interessava sapere chi aveva ragione ma piuttosto che lui doveva chiedersi come mai queste cose capitavano sempre e solo a lui e non, per esempio, ad Alessia… Comunque lo mando a correre con uno dei due cani, Rain, la femmina mentre io e mia moglie ci arrabbattiamo nel tentativo di impacchettare piu’ roba possibile in previsione del futuro trasloco e in aggiunta di trasferire diverse cose dalla cinepresa ai vari Hard Disk e insomma, siamo in pieno bailamme … Passano 10′ e mi chiama Nicholas dicendo che mentre stava correndo un gruppo di drivers (autisti) lo ha importunato: uno avrebbe tirato fuori un machete e battuto per terra di fronte al cane che ha fatto un balzo e se non lo faceva ci avrebbe rimesso le zampe… Vabbe’, faccio io, devo venire? No, fa lui (Nicholas sta correndo ALL’INTERNO di Park View Estate, un resort di un centinaio e passa di case, quindi relativamente safe…ma la Nigeria, l’Africa, e’ cosi’…Go Back To Your Country! e’ spesso la frase che ci sentiamo ripetere ad ogni accenno di discussione soprattutto quando hai ragione e per esempiodall’altra parte magari c’e’ un beota che ti passa davanti alla fila alla cassa o all’aereoporto…) Ma cosa sta succedendo? Mah, c’e’ un gruppetto qui…Devo venire o no? No, gli ho detto che MoPol is coming… (La Polizia…Cioe’ ha fatto finta di aver chiamato la Polizia Agip…) Comunque prendo l’auto e vado a dare un’occhiata e lui sta gia’ correndo…Torniamo sul luogo del delitto: non c’e'piu’ nessuno…Avra’ iperbolizzato? Boh… Gli spiego comunque che questa e’ la differenza fra paese civile e no, e’ una questione di percentuali, ed e’ a questo che deve pensare quando fa irriverenti paragoni fra Italia o Florida e la Nigeria dove per certi versi vige ancora, sottile, la Legge del Piu’ Forte… Comunque, torna a casa di corsa e mentre io torno al computer gli assegno il compito: serie di balzi e balzelli agli ostacoli, dieci volte la rampa di scale rimanendo sotto i 12″ (e lui mi dira’ poi di aver fatto anche 9″ e qualcosa) e poi fare 10 sprints slalom fra i coni, girando intorno ad ogni cono e ripartendo (scatti di 5-6′) e quando arrivo lui sta finendo, e’ da mezzora che ci sta dando sotto da solo non contando i 20′ di jogging col cane, e infine fa con me una decina di scatti su circa 10 metri contati con 10 passi larghi, e fa tempi sull’1.40-1.50, non certamente attendibili ma comunque migliori di tre mesi fa…Ma quello che conta, ai miei occhi, e’ che si e’ fatto DA SOLO un ottimo allenamento di 45′ circa, piuttosto intenso … E devo dire che di solito, quando fa Prep Atletica, questa intensita’ e’ sempre presente.
Ora perche’, direte voi, ci hai raccontato tutta questa pappardella? Ma perche’ la realta’ e’ sempre piu’ complessa della fantasia: voi vi fate delle fantasie ma non vivete tutti i giorni con il soggetto in questione…Io ve lo racconto minuto per minuto ma ovviamente mancano i dettagli e i dettagli in un essere umano sono importanti…Per questo io ho sempre diffidato nel giudicare i vari Yuri Sharapov,Jim Pierce, Stefano Capriati, di questo mondo …E comunque perche’ mi andava di raccontarla, di presentare un aspetto ‘positivo’ della Canaglia troppo spesso bistrattata …
Mauro g&f says:
Bogart, il servizio di mia figlia è quasi tutto farina del mio sacco, l’ho sempre seguito io perché il suo primo maestro faceva e fa iniziare la lezione ai suoi allievi con il servizio, ma poi in quei 10 minuti o va a dare da mangiare al suo cane o accorda racchette. Avendo quindi capito l’antifona, ho deciso di fare da me. E’ chiaro che non mi sono inventato nulla, ma ho cercato di applicare il minimo comune multiplo di tutte le teorie lette, viste in video o sentite di persona. E’ comunque un lavoro continuo e costante che deve sempre tenere conto delle caratteristiche dell’allievo. Devo ammettere di aver avuto il compito agevolato da una figlia molto coordinata e come si dice in gergo “allenabileâ€. Quando ci incontreremo sono in ogni caso a tua disposizione, vorrei però aggiungere che il risultato che tu hai visto in partita, ci è costato parecchie sconfitte dovute ai doppi falli, oggi però il risultato è discreto, soprattutto in partita.
Mauro g&f says:
Bogart, il servizio di mia figlia è quasi tutto farina del mio sacco, l’ho sempre seguito io perché il suo primo maestro faceva e fa iniziare la lezione ai suoi allievi con il servizio, ma poi in quei 10 minuti o va a dare da mangiare al suo cane o accorda racchette. Avendo quindi capito l’antifona, ho deciso di fare da me. E’ chiaro che non mi sono inventato nulla, ma ho cercato di applicare il minimo comune multiplo di tutte le teorie lette, viste in video o sentite di persona. E’ comunque un lavoro continuo e costante che deve sempre tenere conto delle caratteristiche dell’allievo. Devo ammettere di aver avuto il compito agevolato da una figlia molto coordinata e come si dice in gergo “allenabileâ€. Quando ci incontreremo sono in ogni caso a tua disposizione, vorrei però aggiungere che il risultato che tu hai visto in partita, ci è costato parecchie sconfitte dovute ai doppi falli, oggi però il risultato è discreto, soprattutto in gara.
bogar67 says:
Mauro g&f complimenti davvero, non è che io ne capisca ancora molto, ho tanto da imparare e non vorrei spingermi in conclusioni errate, però notavo a differenza delle altre che ho visto fin qui che sul movimento della battuta la tua figliola atterra con i due piedi in perfetta sincronia, quasi un movimento robottizzato visto fin qui solo alla sorella del Marco tuo compaesano che si allena a Napoli. Le altre invece mi pare che hanno la ricaduta dei piedi una volta in un modo, una volta in un altro e mai con uguale sincronismo o al massimo tengono ad averla nella prima ma non nella seconda di servizio. Mauro g&f perdonami se ho detto qualche scemenza ma questa è l’impressione che ne ho avuto.
Roberto Commentucci says:
A proposito di servizio, guardate qua Trevisan, oggi a Monza:
http://img199.imageshack.us/i/trevisanlt.jpg/
Notevole l’altezza a cui colpisce, esattamente alla massima estensione possibile. E’ un gesto estremamente dinamico, con una possente torsione del busto, ma lui riesce a mantenere un perfetto controllo del corpo nel momento dell’impatto con la palla.
Guardate come una linea ideale – perfettamente dritta e perpendicolare al terreno – unisce il braccio destro con il tronco e poi con la gamba sinistra.
Trevisan non è un gigante, è alto 1,80, forse addirittura qualcosa meno. Ma ha un servizio spettacolare, grazie ad una tecnica di esecuzione perfetta e ad un braccio velocissimo.
Stefano Grazia says:
Sto facendo l’alba per uploadare dei video su sendspace affinche’ Ale possa poi caricarli su spaziotennis a corollario del prossimo articolo … Si tratta di clips tratte dai video accumulati negli ultimi due anni, come ho detto… I montaggi li ho fatti in pratica sabato scorso e poi ci ho messo, da coglionazzo nerd elettronico, tre giorni per capire come inviarli… Adesso almeno mi tengo tutti i video girati e potro’ con calma fare qualche video piu’ strutturato ma se la cosa funziona, vorrei provare a fare dei periodici videoclips dalla Bollettieri (che,quando non sono a Bradenton, girera’ eventualmente mia moglie e poi io monterei ) che potrebbero interessarvi… per esempio alcuni spunti dagli allenamenti con Pat Dr Serve Dougherty o con Paul Forsythe o magari Jose’ Lambert…e magari chiedere a Gabri’ di filmare un po’ la Shiskhina, Sendegeya, Quinzi se torna … A questo punto potreste avere un’idea della Bollettieri e di chi ci lavora… E non per sostenere che sono i migliori ma semplicemente a mo’ di cronaca, di curiosita’, di informazione …Della serie fatti, non solo parole … Ma, ripeto, solo come cronaca…poi ognuno decide, ognuno si fa la sua idea… E magari riattiviamo anche un po’ di interesse, o no?
bogar67 says:
Stefano come è stato scritto anche da altri quando non si scende in sterili polemiche e non si butta sul personale ma si tende a portare la discussione su binari costruttivi credo interessi a tanti venire qui e leggere. Poi ci può essere lo spunto che non serve perchè magari non è adatto ai nostri figli per fattori contingenti quali ad esempio l’età , il carattere, la non predisposizione a questo o a quel gesto atletico ma l’importante è acquisirlo come bagaglio culturale. A me ad esempio dell’impugnatura di Quinzi potrebbe interessarmi poco come genitore ma come appassionato di tennis si.
king of swing says:
Stefano Grazia
secondo me la prendi nel modo sbagliato…
si stanno semplicemente facendo alcune considerazioni…e non certo per il male di Nicolas…
considera che anche quando non avesse svolto un adeguato lavoro atletico stile Catizone diciamo…di sicuro non parte da zero…quindi recuperare si può…
però appunto bisogna avere chiari prima i problemi…per porvi rimedio…
lascia perdere quello che ti dico io da appassionato..ma almeno dai retta all’innominabile Stefano..
federico di carlo says:
Stefano,
il compito del genitore è quello di offrire stimoli. Sta al ragazzo scegliere. Ma quando il ragazzo si può permettere il lusso di passare da un’alternativa all’altra semplicemente perchè ha i genitori a fargli da balia, semplicemente si sentirà nel diritto di prendere tutto sotto gamba, di non impegnarsi e di poter anche non riuscire perchè tanto ci saranno sempre mamma e papà a proporgli alternative. Ma vi rendete conto che ci sono dei tennisti che fanno agonistica a 14 anni (e purtoppo anche più adulti) che non sono in gradi di prepararsi un borsone da soli (per il solo fatto che nessuno gliene ha mai dato la responsabilità ), che pur guidando lo scooter si fanno accompagnare sempre e comunque dai genitori anche per un torneo a 10 Km in estate, che fanno chiamare i genitori i tornei per iscriversi?…….. A 16 anni i ragazzi in nord Europa vanno a vivere da soli!!!!!! Stefano: evitare a Nicholas quello che hai passato tu nella tua vita, non servirà a farlo crescere e maturare. Ti lamenti sempre che Nicholas non è ancora disposto ad attraversare la valle di fuoco e di lacrime, ma secondo me siete anche voi genitori a volerla ritardare ed in qualche modo risparmiargliela.
Stefano Grazia says:
C@$$#,KoS, ma perche’ dovrei dare retta all’Innominabile? Guadagna forse 2-300.000 euro all’anno? Ha portato qualche giocatore nei Top 10, 100,1000? Ha vinto qualche torneo che non sia del Gigetto? Che cosa lo differenzia da uno di noi, da me? La sua voce, spesso importante quando propositiva, e’ sempre stata ascoltata con interesse mai con religioso zelo (ho sempre detto che non svendero’ mai il mio background culturale e sportivo, ne’ quello di mia moglie, dinanzi a chicchessia ma sempre ascoltero’ con rispetto e poi valutero’…) ma qui tu confondi le acque …Eppoi che cosa e’ che mi direbbe di diverso da quello che gia’ so o che mi dicono da Bollettieri o che mi dice Buzzelli o che mi han detto fra gli altri Luigi Bertino, Bob Brett, Enrico Slomp o Max Sartori? Ma credi che io non abbia gia’ i miei punti di riferimento? Ovviamente ascolterei attentamente Catizzone ma siccome sono abbastanza fortunato dal fatto di vivere a Bologna e dall’essere amico del Prof Buzzelli quando sono in Italia vado direttamente da lui che tra l’altro so essere in contatto (e in armonia) col Guru dell’Innominabile…Per cui non vedo il problema. Eppoi,dal momento che sei cosi’ in sintonia con lui, ma perche’ non vai a scrivere un po’ sul suo blog cosi’ almeno trovi qualcuno con cui filare d’amore e d’accordo… Sei sempre il benvenuto anche qui, intendiamoci, ma onestamente mi sembri un po’ troppo ripetitivo: sempre la stessa solfa, ah se Bolelli fosse stato allenato in Spagna, h se Catizzone fosse pagato dalla Federazione, ah se avessero cominciato prima con la preparazione atletica…Ok, abbiamo capito, si e’ rotto il disco … Tra l’altro siamo anche tutti d’accordo: hai mai letto qui di qualcuno che dica che la preparazione atletica non sia importante anche in eta’ precoce?
E’ vero che quanto a repetita io sono il primo a dover stare zitto, ma tutto sommato mi pagano (ah!ah!ah!) per questo … Ma tu? Capisco la pulsione ansiogena che ti induce a scaricare quel che credi e a liberarti di un peso (ah, se Bolelli avesse lavorato con Catizzone da piccolo …) e in questo modo per te e’ quasi come se la cosa si fosse avverata… Pero’, su, dacci un po’ di requie…Prova con qualche altro argomento, almeno qui su TG&F… Dacci qualche notizia una volta ogni tanto …
Stefano Grazia says:
Fede Bacio Perugina Di Carlo:”Ti lamenti sempre che Nicholas non è ancora disposto ad attraversare la valle di fuoco e di lacrime, ma secondo me siete anche voi genitori a volerla ritardare ed in qualche modo risparmiargliela.”
Si, qui ti do ragione anche se ci sono alcuni distinguo: in fondo Nicholas a 12 anni ha lasciato casa ed e’ in Florida ad un’Academy (anche se con Mamma al seguito … Ma di 12enni da soli in modalita’ ‘boardinf’ non ne vedo in giro molti … E non so se sia proprio giusto …) …
A 16 anno ovviamente anche lui sara’ da solo, ma direi anche prima, a 14-15 … Ma a 12? Cosa sei, fuori? ti direbbero in parecchi…Ma come, da un lato si insiste sul non anticipare troppo il distacco famigliare, ora tu dici che… (comunque, ho capito cosa intendi e sono perfettamente e completamente d’accordo…a meta’!)
INVECE hai ragione,100%, sul fatto delle piccole responsabilita’: il borsone, del prepararsi le cose da solo (una frana…ma sentendo in giro vedo che sono una frana esattamente tutti gli altri, anche quelli che vincono…) ma qui subentra l’handycap dell’aver vissuto in Africa da Espatriato con Nannies, Stewards, Cuochi che ti vengono dietro a raccogliere la cacca che esce dal culo, scusate il mio francese (e dall’essere figlio di due disordinati cronici) … Anche qui non e’ che non ce ne rendiamo conto e anzi da diverso tempo e’ in atto una campagna tesa a risolvere almeno in parte questo problema e che consiste nel pagare di persona quando ti dimentichi qualcosa (nel senso che nessuno te lo porta, elementare watson, dirai tu, ma l’alternativa qual e’? Il condizionamento di {avlov con scariche elettriche subcutanee appena fa qualcosa di sbagliato? Confesso di averci pensato…
andrew says:
Sul fatto della disorganizzazione e delle responsabilità , narro un breve episodio di Alessandro.
Sabato scorso ha perso 63 63 da un rumeno pari età con mamma-papà -zio a seguito. Non un fenomeno ma dotato della sufficiente tenuta da fondo campo per smontare le velleità aggressive di Alessandro. Fatto non del tutto trascurabile, il rumeno chiamava sistematicamente fuori qualsiasi palla che toccava nei pressi della riga, sia dentro che fuori. La cosa ha piano piano avuto l’effetto di innervosire Alessandro, che lentamente ha cominciato ad accorciare e tirare più piano, finendo per perdersi in estenuanti schermaglie da fondo.
Ma l’episodio vero è questo.
Gli avevo detto di prepararsi da solo le cose e di vestirsi come voleva lui. Quando in campo si è tolto la tuta, ecco spuntare dei calzoncini da basket senza tasche e una maglietta a righette orizzontale più berretto arancione da muratore messo all’indietro. Con in mano la Prince di Jana Novotna sembrava fantozzi.
Dopo un paio di giochi si è preso una reprimenda dal giudice arbitro, perché, per fare la battuta, prendeva una palla in mano e la seconda se la metteva dietro le scarpe a 50 centimetri. Si è fatto tutta la partita servendo con una palla e quindi, in caso di seconda, andandosi a prendere la seconda palla a metri di distanza.
Non contento, ha rovesciato mezzo litro di bibita sull”erba sintetica.
Non contento, ha cambiato la Prince Jana Novotna con la Fischer Tatiana Garbin, ma le cose non sono cambiate.
Non contento, verso la fine del match ha cominciato a “sbroccare”.
Charamente adesso è in punizione. Non per il tennis, ma per il comportamento.
federico di carlo says:
Vedi Stefano,
qui è un discorso tutto di prospettiva e, dal mio punto di vista, di modello sportivo. Ne stavo parlando proprio ieri con il maestro del circolo. Lui ha accompagnato la nostra under 12 al torneo di Maglie. Facendo un raffronto con i giocatori stranieri, la cosa che salta subito all’occhio tra la maggior parte di quelli stranieri e quelli italiani non è la differenza tennistica, strategica e neppure tanto quella atletica. Quello che viene soprattutto agli occhi è il comportamento. I bambini stranieri hanno in mezzo al campo un attitudine ed un comportamento ed un’educazione sportiva esemplare (che non vuol dire soltanto avere sul groppone, porta racchetta da quindici di qualche brand famoso che a volte è più lungo del loro corpo in modo sproporzionato!!!!! mi fanno una tenerezza!!!!!!); non recriminano sulle chiamate, sono sempre composti, hanno le loro routine etc. Al contrario molti dei giocatori italiani (e non mi piace fare delle generazioni ma spesso purtroppo è così) sembrano “pecore allo stato brado”, con atteggiamenti da rock star come se fossero già dei numeri uno a sfogare la loro naturale incompiutezza neppure fossero Federer. Ora, ogni scarrafone è bello a mamma sua, se vogliamo continuare a farci del male possiamo far finta che sia una cosa che rientra nella normalità delle cose ed in un normale iter educativo e di crescita. Ma se l’obiettivo è quello di portare un numero maggiore di ragazzi/e al professionismo è inutile nasconderci dietro ad un dito e vale la pena veramente chiedersi come è che i bambini diventano così. Perchè i bambini non nascono così, ci diventano. Vogliamo dare la colpa alla televisione ed ai campioni, a Safin e a McEnroe’? Ai maestri che si comportano in modo inappropriato quando fanno lezione o giocano ai tornei? Ai genitori che stanno da una parte a vezzeggiarli e dall’altra a crocifiggerli per un colpo sbagliato, una partita persa o perchè un arbitro non ha fatto la giusta chiamata? Da dove vogliamo cominciare?
federico di carlo says:
Andrew,
non mi ricordo dove ho letto la storia di un giovanissimo Matt Biondi cimentarsi in un torneo giovanile di tennis. Durante una partita stava avendo in campo un comportamento talmente maleducato e antisportivo che la mamma, fino ad allora silenziosa a bordo campo, entrò dentro e lo tirò fuori prendendolo per le orecchie, dando in questo modo partita vinta all’avversario.
Stefano Grazia says:
Matt Biondi who?
Andrew, scusa ma tu mi ridai fiducia..Non e’ che mal comune mezzo gaudio, assolutamente, ma e’ che a volte mi sembra di essere un marziano… Io ci sono passato cosi’ tante volte … Non fraintendermi: non gioisco perche’ Alessandro ti fa penare ma mi fa piacere scoprire almeno qualche ‘fratello’ nella jungla del junior tennis dove a volte mi sembra che siano tutti santi e perfettini… Ovviamente anch’io concordo sulla punizione per il comportamento e non per la sconfitta … Ma mentre do le punizioni cerco di ricordarmi come ero io a quell’eta’, cosa facevo, cosa pensavo… E senza l’aggravante dello stress e della pressure di unosport cosi’ individuale, solitario e frustrante come a volte solo il tennis riesce ad essere (anche il golf, ma almeno li’ non fai fatica!)
Stefano Grazia says:
Fede, rispondendo a Kill Bill hai detto che hai preferito non indirizzare i tuoi tre figli a un indirizzo agonistico … Per qual motivo? Non credi che la tua storia personale sia piuttosto particolare e non comparabile con il 90% delle nostre di questo blog : mi sembra che anche voi viviate i problemi della Lontananza sai e’ come il vento…E’ quello il motivo o e’ proprio che non credi nell’agonismo fin da piccoli? E se e’ cosi’, perche’ fai il Coach?
Perche’ quando dici I RAGAZZI sono d’accordo…ma i bambini sono appunto…BAMBINI…E abbiamo detto sempre che non puoi decidere a 12-14 anni di diventare un tennista (e neanche un pilota di Formula Uno!)… E allora fra i 3 e i 14 anni e’ lecito aspettarsi talora o spesso comportamenti…bambineschi!
Adesso no, adesso bisogna cominciare a comportarsi piu’ da ‘omarini’…
federico di carlo says:
Matt Biondi,
pluri campione olimpionico di nuoto.
I miei ragazzi preferiscono semplicemente giocare e divertirsi di più facendo karate, nuoto e calcio. Loro sono contenti così. Ho proposto loro il tennis ma quando ho scoperto che era un tipo di sport che non li divertiva e stimolava e stavano in mezzo al campo per far piacere a me, ho lasciato tranquillamente che scegliessero quello che gli piaceva più fare. Non è la fine del mondo. La cosa importante è che crescano sani e felici. Io non credo nell’agonismo dei bambini fin da piccoli ma credo moltissimo nello sviluppo delle loro potenzialità fisiche e cerebrali da giovanissimi. E soprattutto credo che ci siano dei bambini che esprimano sin da piccoli un talento particolare per le capacità motorie e per lo sport.
Io faccio il coach perchè è una cosa che mi stimola, mi gratifica, mi piace, da soddisfazione, perchè è una cosa in cui gli altri dicono riesca bene e perchè mi piace comunque lasciare una traccia di me nel comportamento delle giovani generazioni. Ci vengono offerte tante opportunità in questo mondo, la nostra scelta è vasta, a mio avviso è però anche nostro dovere rendere qualcosa. Può anche darsi che in futuro mi stufi del mio lavoro attuale e ritorni a lavorare full time nel tennis. Mai dire mai!!!
king of swing says:
Stefano Grazia
io sarò pure monotono e tu dici che le cose che dico voi le avete dette e ridette…
a mio parere predichi bene ma nei fatti forse non ti sei dimostrato attento come l’innominabile…
lascia perdere l’innominabile…va bene..
ma fatti qualche km e vai da Catizone almeno…magari ti dirà che è stato fatto tutto bene…e a quel punto ti sei tolto il dubbio…e l’innominabile aveva torto nel parlare di scarso atletismo..
e avrai ragione tu che è una questione mentale…
per me ti ripeto il discorso mentale va di pari passo col discorso fisico…se il fisico è ben preparato pure la mente dovrebbe rispondere bene…
quindi mi sembra molto strano che sia solo un discorso mentale e se Buzzelli non ti ha detto una cosa del genere…e invece te la sta dicendo l’innominabile…ecco che hai da riflettere…
passo e chiudo su questo argomento…
bogar67 says:
Federico quando hai scoperto che era un tipo di sport che non li divertiva e stimolava e stavano in mezzo al campo per far piacere a te? Dopo quanto tempo che giocavano a tennis? Martedì alla fine della lezione il maestro ha riunito i bimbi davanti all’entrata dei campi e ha proposto ai genitori l’eventuale iscrizione dei piccoli che frequentano la Sat il torneo del Gigetto di Olbia, dopo aver letto su questo blog dell’inutilità o quasi di questi tornei mi sono messo in silenzio in disparte disineteressato proprio per non andare, incoraggiato anche dal fatto che nessuno degli altri genitori era disposto a tale sacrificio in termine di tempo (3 ore di strada andate e 3 ore di strada al ritorno) e di denaro ( almeno 80 euro). Ebbene mia figlia (09/2004) che ha visto scena muta da parte mia, esce di corsa dal campo e comincia a sbraitarmi contro, tontolo tontolo non dici al maestro che mi iscrivi al torneo? ed io su piccola e lontano, bisogna alzarsi presto e mamma non vuole, a questo punto ricevo da mia figlia una serie di calci nelle gambe e morsi alla schiena, accompagnati da urla e pianti che mi fanno desistere dall’ascoltare i vostri consigli, si va Olbia.
bogar67 says:
E’ lontano, bisogna alzarsi presto e mamma non vuole, a questo punto ricevo da mia figlia una serie di calci nelle gambe e morsi alla schiena, accompagnati da urla e pianti che mi fanno desistere dall’ascoltare i vostri consigli, si va a Olbia.
federico di carlo says:
Ciao Bogar,
hanno provato all’età di 6 anni circa, per tre mesi (mini tennis). Li ho affidati ad un maestro mio carissimo amico in modo che non dovessero sentire la pressione di dover provare con me. Ma in loro mancava proprio il gusto, la sensazione dell’impatto, la gioia della rincorsa della pallina, la sfida di colpire una pallina con un attrezzo. Non vedevo entusiasmo, motivazione e pur vedendo apprendimento non c’erano sensazioni positive. C’è il secondo dei tre che è molto portato per le arti marziali ed il terzo che potrebbe fare ginnastica artistica. Il primo ha poco interesse ed entusiasmo per lo sport.
bogar67 says:
Grazie federico, mia figlia oggi ha avuto in mano anche un pallone di basket e vedevo che si destreggiava abbastanza bene. Come già scritto è predisposta per lo sport ma tra quelli fin qui provati il tennis la entusiasma di più.
Federico Di Carlo says:
Ciao Bogar,
goditi tua figlia, falla divertire e cerca di veicolare quanta più energia positiva possibile. Vedrai che così facendo accumulerà un piccolo credito che gli sarà restituito con gli interessi quando sarà grande. Ci sentiamo fra una decina di giorni. Da domani sono in trasferta in Arabia Saudita.
Gus says:
@kos:
detto in premessa che io non conosco ne Catizzone ne Buzzelli, ma tu in base a quali conoscenze dirette dichiari tranquillamente che uno sia meglio dell’altro?
Perchè un pò di curiosità mi è venuta.
Domanda n°2: ma secondo te la PA è la messa a punto ottimale di una macchina o qualcuno pensa che qualsiasi macchina può diventare una Ferrari grazie alla PA?
Stefano Tennista per caso says:
Buongiorno a tutti.
sono uscite le acceptance list dei “CAMPIONATI INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA GIOVANILI UNDER 12″ ed ho notato che ci sono tantissimi iscritti.
ma sono suddivisi esclusivamente tra main draw ed alternates.
qualcuno di voi sa’ dirmi se e’ previsto un tabellone di qualificazione?
grazie
Stefano
Roberto Commentucci says:
Stefano, credo che sia previsto anche un tabellone di qualificazione per entrambi i tornei.
Inoltre, a questo link:
http://www.federtennis.it/upload/5/236/fit-under-def2010.pdf
è scritto che al torneo Nike under 12 del Due Ponti saranno in palio 4 wild card per il main draw dell’Eta under 12.
Nel Nike under 14 sarà invece in palio una wc per l’ETA under 14.
Stefano Tennista per caso says:
Grazie Roberto,
comunque mi sembra strano che non se ne parli/scriva da nessuna parte. Di solito nel factsheet sono indicate le date/orari per la firma, la data di inizio e consistenza dei tabelloni di qualificazione, ma in questo caso non sono riuscito a capire.
Se avete notizie di prima mano vi ringrazio fin d’ora.
Stefano
Stefano Grazia says:
Roberto, bisognerebbe fare COMMENTI OFF e rimandare tutti sul nuovo pezzo
Stefano Tennista per caso says:
ho iscirtto mio figlio anche al Due Ponti, ma non penso proprio che riuscira’ ad avere la wild card.
quindi pensavo di restare in vacanza a roma per vedere gli internazionali al foro italico e poi far fare ameno una partita nelle qualificazioni per l’ETA U12.
ma se non ci fossero qualificazioni penso che dovro’ rivedere il piano-vacanza. hehe
un caro saluto a tutti
Stefano
Stefano Tennista per caso says:
ho iscirtto mio figlio anche al Due Ponti, ma non penso proprio che riuscira’ ad avere la wild card.
quindi pensavo di restare in vacanza a roma per vedere gli internazionali al foro italico e poi far fare almeno una partita nelle qualificazioni per l’ETA U12.
ma se non ci fossero qualificazioni penso che dovro’ rivedere il piano-vacanza. hehe
un caro saluto a tutti
Stefano
Stefano Tennista per caso says:
ho iscirtto mio figlio anche al Due Ponti,
ma non penso proprio che riuscira’ ad avere la wild card.
quindi pensavo di restare in vacanza a roma
per vedere gli internazionali al foro italico
e poi far fare almeno una partita nelle qualificazioni per l’ETA U12.
ma se non ci fossero qualificazioni
penso che dovro’ rivedere il piano-vacanza. hehe
un caro saluto a tutti
Stefano
Stefano Tennista per caso says:
Buongiorno Stefano Grazia
nuovo pezzo ??
non ditemi che ero l’unico rimasto a sbirciare qui
Stefano Grazia says:
Si, ci sono gia’ oltre 150 commenti su Hic Sunt Leones…
E ORA BASTA, VIA TUTTI DA QUI, DOBBIAMO CHIUDERE…Commentate su Hic Sunt Leones (e cojones…E non dico chi sono)
Pero’ Tennista per Caso, il fatto di non esserti accorto che c’era un nuovo pezzo ti rende immediatamente un candidato…
SCHERZOOOOOOOOO!!!!!
Niki …finalmente arrivata | Manfred Hoffer Lifecoaching says:
[...] sulla terra. Bastavano circa 25 minuti di Jin Shin Jyutsu. Profonda gratitudine dentro tutti noi.Ieri, durante l'inaugurazione dello studio di un amica, sono stato chiesto di aiutare una bambina di…di riposo. Guardando negli occhi di Nichi ho notato uno sguardo spaventato. La madre mi é spiegato [...]