TGF

Articolo e Foto di Stefano Grazia

Well, I’ve walked these streets

in a carnival

of sights to see

all the cheap thrill seekers

the vendors and the dealers

they crowded around me

have I been blind

have I been lost

inside my self and

my own mind

hypnotized

mesmerized

by what my eyes have seen?

(Nathalie Merchant, Carnival)

The end…

Is just a little harder when brought by friend

(J.C.Superstar)


Sentite cosa scriveva tempo fa sul suo blog il nostro ex fustigatore di costumi rispondendo a Roberto Commentucci che nel fargli i complimenti per l’iniziativa manifestava qualche dubbio sul fatto che avesse lasciato il lavoro per seguire piu’ da vicino la figlia:

(…)Per quanto mi riguarda io sono fatto così come quando nell’87 ero a Miami e avrei potuto prendere in mano la scuderia (e la figlia) di un famosissimo proprietario che è tutt’oggi a capo di un impero e invece tornai indietro per amore, oppure quando dodici anni fa decisi di terminare la collaborazione con mio padre che ora a 75 anni si è ritirato trasferendosi in una mega farm in Brasile.. E ora appunto ripartendo da capo per l’ennesima volta… Sarà che a me dopo un po’ annoia tutto, sarà che amo le sfide impossibili ma in questo caso specifico è risultato fondamentale il patto fatto con Alessia e mia moglie di rimanere sempre insieme a qualunque costo provando a scalare l’Everest (la classica Wta) per ripetere l’ennesima impresa.. Anche perchè tutto quello che facevo prima mi portava in giro per il mondo per troppo tempo ed i week end erano sempre impegnati, perciò zero tempo per la famiglia.. Ultimamente poi il lavoro sul PC mi aveva letteralmente nauseato, 10/12 ore al giorno senza potermi muovere per quasi tutto l’anno, non ce la facevo proprio più.. Non ultima la qualità della vita che per me è fondamentale e per qualità non intendo quante case ho o dove vado in vacanza bensì a che ora mi alzo, se una cosa la devo fare per forza o meno, i viaggi, il traffico etc etc, mentre ora è vero alla fine i doveri ci sono ugualmente e se dovesse andar bene i viaggi ricominceranno, ma perchè lo desidero io e facendo quello che dico io e poi ripeto poter seguire mia figlia giorno per giorno vale ogni tipo di sacrificio.. Almeno per me… Comunque visto che Alessia sembra stia meglio, a Roma ci saremo a prescindere della condizione che sarà riuscita a ritrovare perchè come sai abbiamo parecchi appuntamenti in agenda e quindi ti incontrerò volentieri, ovviamente come facente parte del gruppo di G&F e non come federale!! :)

Lasciando perdere ogni polemica, questo e’ in realta’ un ottimo spunto da dibattere, da discutere e mi meraviglia che di la’ non sia stato colto… Esaminiamo solo il FATTO: Un padre decide di abbandonare il proprio lavoro per seguire piu’ da vicino la Figlia, promettente sportiva. Promettente quanto? Abbastanza perche’ pur non vantando al momento altri risultati al di fuori di tornei che possiamo definire del Gigetto, un importante e ben noto Manager (Della Vida) e uno Sponsor hanno messo la mano sul fuoco su di lei. O meglio, la mano sul fuoco l’ha messa Della Vida, lo Sponsor avrebbe messo dei soldi. Quanti non si sa ma comunque qualcuno ed e’ gia’ un Atto di Fede. La Bimba Atleta e’ del 98, fine 98. Non ha ancora quindi 12 anni e credere che lei sia The Next Big Thing richiede un atto di estrema fiducia o se vogliamo di formidabile lungimiranza, non avendo vinto nè Eddie Herr o Petit As o un qualsiasi ETA. Per intenderci, io posso capire i genitori di un Quinzi o di una Shiskhina e comunque anche per loro non c’è garanzia …ricordate la famosa Teoria del Precocismo Naturale e Innaturale brillantemente enunciata dallo stesso Quinzi Padre.

Confesso che in realta’ INVIDIO TorqueMadMax perche’ io a prendere una decisione simile mi sentirei un fallito, comunque in colpa. OCCHIO A NON FRAINTENDERMI: non sto dicendo che uno debba per forza sentirsi in colpa a prendere una decisione cosi’, dico che IO, con l’educazione ricevuta, con il mio vissuto e il mio background culturale, IO, Dr Stefano Grazia, mi sentirei una merda o meglio vivrei oppresso dai sensi di colpa. E a volte uno vorrebbe sentirsi liberi da certe pastoie culturali, libero di prendere decisioni discutibili per la morale corrente e invece correre fuori a inseguire i colori del vento. Ora e’ chiaro che si parla per ipotesi perche’ nel mio personalissimo caso Nicholas non e’ mai nemmeno arrivato vicino a farmi pensare di poter abbandonare il mio lavoro per seguirlo in una strada destinata allo Stardom, ma in realta’ io ho sempre seguito quella Linea di Pensiero che recita che Il Genitore Illuminato IN QUANTO TALE (cioe’ Illuminato) continua a mantenersi col suo lavoro ed eventualmente il Figlio lo segue a tempo pieno quando va in pensione o quando ha gia’ cominciato a guadagnare milioni di dollari. Qual e’ infatti il rischio? Il rischio e’ quello da cui ci han messo sempre in guardia tutti, da Piatti a forse lo stesso Della Vida a Bertino (che mi pare di capire non rientri nelle simpatie di TorqueMadMax) nei loro articoli mensili su Tennis Italiano quando parlano dei Genitori delle Star…E cioe’ che mettere il Peso dell’economia Famigliare sulle fragili spalle di un Bambino/a puo’ avere alla lunga effetti devastanti.

Ora e’ chiaro che TorqueMax avra’ un paio di piani B (ereditare la mega farm del padre in Brasile?) o più probabilmente fa un lavoro che magari sara’ sempre in grado di riprendere se necessario (e quindi il suo caso potrebbe essere riportato a quello di Papa’ Wickmayer che aveva una Fabbrica e la affido’ a famigliari per poter stare con Yanina a Saddlebrook. E quindi fin qui tutto ok..

Ma infatti, lasciamo perdere il caso personale ed esaminiamo invece IL FATTO in se’: probabilmente a tutti noi, nel nostro intimo, piacerebbe avere THE GUTS, LOS COJONES o LA LUCIDA FOLLIA, per mollare tutto e imbarcarsi col figlio/a a tempo pieno (per la gioia del Maestro Veneziani) nella Grande Avventura … A parte che poi si puo’ discutere se uno fa il Coach in Campo o l’Assemblatore di Coaches…Comunque, e mi rivolgo anche a Federico Di Carlo sempre cosi’ pronto a mettere in guardia tutti e senza commenti critici invece su questa mossa un po’ spiazzante del nostro ex compagno di blog, come viene vista una situazione di questo tipo? In quanti han seguito questa strada e hanno avuto successo (Capriati, Pierce, Williams,Kournikova, Sharapova…) e in quanti invece non l’hanno avuto? Chi lo sta facendo adesso? Forse la famiglia Black in Florida che ha nominato le due figlie,omen nomen, Tornado e Hurrycane…ma il padre era un Coach alla Rick Macci quando ci lavorava anche il padre di Kuzlov (o almeno cosi’ mi raccontavano) e quindi hanno una piccola Academy anche loro come i Kuzlov (chissa’ quante ce ne sono in Florida, piccole imprese private piu’ o meno legali, con 5-10 giocatori…Per esempio Lance Luciani chiede 50.000 dollari all’anno, promettendo full immersion tutti i mesi dell’anno…(poi hai la scuola, il mangiare e i viaggi) e quindi se riescono a mettere insieme 10 studenti hanno un income di 500.000$ da dividere in quattro (lui, la moglie, la figlia e il genero, tutti coach o piu’ o meno addetti ai lavori…). Nel caso dei Black a loro merito il fatto che la figlia di primo matrimonio della madre e’ comunque al College (dopo un infortunio) e studia credo medicina …

Comunque, mi sembra un ottimo spunto per un sito intitolato Tennis,Genitori & Figli… Lo lascio a voi da sviluppare mentre io affronto un trasloco impegnativo che non mi lascera’ molto tempo e del resto poi, come faceva osservare il Grande Inquisitore, avendo un figlio che a 13 anni non e’ nemmeno nei primi 10 del suo paese e avendo dunque optato per altri traguardi (il College), non ha piu’ molto senso che continui a condurre un blog che ha per tema La Costruzione Di Un Giovane Campione.

TGF

E dunque mi voglio accomiatare (almeno temporaneamente) da voi riproducendo quello che io considero, fra quelli da me scritti, uno dei miei articoli meglio riusciti (e voi vi direte: figuriamoci allora quegli altri!) e che era gia’ apparso sul Blog di Ubaldo Scanagatta col titolo ‘La Perdita dell’Innocenza†e che si apriva con un incipit tratto da un’agghiacciante (per un genitore) quanto bella canzone del primo De Gregori:

E’ quasi ora di cena, quando viene giù,
suo padre ormai non lo capisce più.
E con gli occhi dentro al piatto lui,
mangia molto ma non parla mai.
Ha una luce strana dentro agli occhi
e qualcuno l’ha chiamata cattiveria.
Ma poi, chissà la gente che ne sa,
chissà la gente che ne sa,
dei suoi pensieri sul cuscino che ne sa,
della sua luna in fondo al pozzo che ne sa,
dei suoi pensieri e del suo mondo.

(Francesco De Gregori)

Come ormai avrete capito non mi piace solo leggere o ascoltare musica ma passo anche molte ore della mia vita a vedere e rivedere film e spesso da libri, film e canzoni mi illudo di trarre massime e idee che fungano da ispirazione perchè se la vita è un film, allora io sono il mio attore preferito. L’altro giorno mi sono rivisto In the Valley of Elah, un film di Paul Haggis, già sceneggiatore del bellissimo Mystic River di Clint Eastwood (primo oscar per Sean Penn) e regista premiato un paio d’anni fa con l’Oscar per Crash, un film parabola sul razzismo.Il suo secondo film, In the Valley of Elah è un bellissimo quanto agghiacciante film sulla perdita dell’innocenza. Hank Deerfield,uno strepitoso Tommy Lee Jones,un investigatore militare ora in pensione, riceve una chiamata in cui lo si avverte che il proprio figlio , appena rientrato da un turno in Iraq, non e’ rientrato alla base. Hank si precipita alla base solo per scoprire che il proprio figlio e’ stato brutalmente ammazzato. Mentre s’intromette nelle indagini che sono rimpallate fra autorita’ locali e quelle militari s’imbatte nel Detective Emily Sanders (una poco appariscente e pertanto bellissima Charlize Theron)che sembra l’unica a volerlo aiutare nella ricerca della verita’. Verita’ che risultera’ appunto devastante per tutti. Il concetto finale e’ questo: chi parte per la guerra? Dei ragazzini…diciottenni, ventenni,ancora dei bambini in fondo…E quelli che tornano non sono piu’ gli stessi, non possono esserlo… Alla fine il film, terribile, e’ su come la guerra disumanizzi il singolo individuo fino al punto in cui togliere una vita non ha piu’ alcun significato…. Bene, direte voi, abbiamo capito quando ci hai piu’ volte citato Searching for Bobby Fischer, con la similitudine fra i tornei giovanili di tennis e il sottobosco culturale di quelli di scacchi. Riusciamo perfino a comprendere certe affinita’ emozionali con vari altri film sportivi, da Chariots of Fire a Personal Best , da One on One (Per vincere domani) a Love and Basketball, da Any Given Sunday a Remember The Titans, e potremmo continuare per ore. Ma mi spieghi ‘che ci azzecca’ il nostro forum di Genitori & Figli con un film sui reduci della guerra in Iraq? Ve lo spiego subito anche se forse i piu’ attenti fra coloro che hanno visto il film e hanno seguito la mia diatriba con Something Blue e Nicoxia, potrebbero aver gia’ colto quel che sto per dire.

A un certo punto Tommy Lee Jones si reca a cena a casa del Detective Sanders (no, non ci sara’ alcuna Love Story, non preoccupatevi: Charlize potrebbe essere sua figlia) e mentre lei, dopo cena, lava i piatti a lui viene richiesto di leggere qualcosa per il figlioletto di 8-10 anni prima che si addormenti. Tommy Lee Jones prende in mano il libro di fiabe, gli da un occhiata ma poi lo mette subito giu’ e comincia : Nella Valle di Elah si fronteggiano due eserciti: da un lato gli Israeliani, dall’altro i Filistei. Due volte al giorno per 40 giorni il gigante Goliath usci’ dalle linee dei Filistei e sfido’ l’esercito d’Israele affinche’ gli inviasse il loro miglior guerriero per decidere le sorti della guerra in un unico combattimento ma Saul e gli Israeliti avevano paura : nessuno voleva rispondere alla sfida…

Insomma, gli racconta della sfida fra David e Goliath. Il bambino e’ contento, si addormenta e il film prosegue. Piu’ avanti sentiamo Charlize Theron lamentarsi scherzosamente con il rude Tommmy Lee che il figlioletto ora ogni sera non si addormenta se prima non gli viene raccontata la storia di David e Goliath. Alla fine del film, mentre un Tommy Lee Jones disilluso e amareggiato intraprende il lungo ritorno a casa, vediamo Charlize raccontare con sue parole la stessa storia : E cosi’ David scese nella Valle di Elah per sfidare il Gigante Goliath…

E il figlioletto: Ma tu pensi che fosse spaventato, Mamma?

Si. Penso di si, penso che avesse paura

Ma perche’ mandano lui, Mamma? Era solo un ragazzo…

Lo so, e’ un’ardita comparazione, e si, lo so, con questa sembrerebbe che io dia ragione ai miei detrattori, ma non posso fare a meno di pensare che in effetti come possiamo non aspettarci dei mutamenti di personalita’ o di carattere se prendiamo i nostri bambini e all’eta’ di 8-10-12 anni li buttiamo nell’arena e gli diciamo, piu’ o meno metaforicamente: vai, e spaccagli il culo?

Da un altro bellissimo film, Gone Baby Gone:

You are sheeps among wolves,

be wise as serpents yet innocent as doves…â€

Dedicato anche a quelli che ancora non sanno di cosa devono essere perdonati ma un giorno o l’altro lo scopriranno anche loro…. Ma poi chissa’ la gente che ne sa, chissa’ la gente che ne sa, dei suoi pensieri sul cuscino che ne sa….

Chiedendo scusa a tutti quelli che volutamente (nella foga della battaglia) o inavvertitamente (per via dell’incipiente alzheimer) ho offeso invio, un abbraccio a tutti, belli brutti e anche ai madmax di questo mondo, dal vostro (ex)SubComandante che solitario s’incammina, sconsolato ma senza voltarsi indietro.Perche’ quel che conta non e’ vincere o perdere ma e’ come si combatte e io credo d’aver ben combattuto.

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89 Commenti to “TGF 15 – The End Of Innocence”

  • 1.

    Apro io le danze dei commenti. Ho letto tutto d’un fiato questo bellissimo post, in cui ho trovato finalmente la lungimiranza necessaria, che altri sembrano aver smarrito, mettendo al suo posto una dose troppo forte di superbia. Ogni riferimento a persone è puramente casuale, tuttavia ciò che è stato fatto non deve essere sprecato, anzi sarebbe bello progettare insieme qualcosa di nuovo. Condivido in massima parte le parole di Stefano, soprattutto quando fa riferimento all’abbandono del lavoro, ad un salto nel buio in cui si rischia di precipitare senza mai toccare terra. Ribadisco anche il concetto che a volte sono solamente i soldi a creare opportunità, e non il reale valore di una persona, ma questo è un discorso da socialista da strapazzo, come mi definiscono ogni giorno i miei benestanti allievi. Quanto alla perdita dell’innocenza, credo che sia la natura a dover decidere, e non l’imposizione di adulti capaci appena di riversare su altre persone le loro aspettative di vita. Caro Stefano, non è il momento di chiudere, piuttosto quello di ripartire, di maturare nuove idee e concetti, per tentare la difficile via per il miglioramento, con umiltà e intaccabile passione.

  • 2.

    Per diventari genitori di campioni ci vuole come diceva Erasmo un grano di ollia. C’é chi ne ha messa tanta (papà Pierce, Dokic, Sharapova ) chi meno (Capriati , mamma Hingis, papà Rezai(anche se lo metterei nella prima categoria), Richard Williams, papà Bartoli). Si deve avere l’ossessione di arrivare di rinunciare a tutto pur di arrivare all’obbiettivo. E loro bene o male ci sono riusciti. Meglio di tutti i coach, maestri di tennis ecc. ecc. Senza follia ed ossessione non si arriva tra le prime 10 del mondo.

  • 3.

    Avete notato che i genitori che ci sono riusciti hanno creato solo campionesse , forse per i maschi la concorrenza è diversa e l’allenamento ossessivo può non bastare bisogna possedere delle doti innate che non si comprano al supermercato , il nostro comandante è giustificato per il suo abbandono

  • 4.

    E’ vero, occorre una lucida follia per raggiungere certi traguardi, però a mio avviso non esiste solo essere nei primi dieci, penso per esempio alla vita agonistica di un Santorò che si è divertito col tennis, ha viaggiato, si è costutuito una forte solidità finanziaria smettendo di lavorare a 36 anni quando molti dei nosatri ragazzi oggi non hanno nemmeno iniziato a lavorare. Ho rivisto da poco un mio ex compagno di classe che iscrittosi a suo tempo in medicina è ridotto oggi a fare ancora sostituzioni di colleghi e guardie mediche. Mia sorella più piccola, laureata in scienza dell’educazione, è stata più di un anno in Irlanda come volontaria in una comunità di bambini con gravi patologie, conosce due lingue, è ridotta a fare lavori saltuari. Mia figlia oggi a quasi 12 anni, fra 2/3 anni con tutto l’agonismo che ha fatto potrebbe aver già un posto di lavoro assicurato.

  • 5.

    Quanto poi al buttarli nella mischia, io ho avuto questa brutta sensazione quando ho accompagnato mia figlia al primo giorno di scuola in prima elementare. nel suo sguardo traspariva un misto di paura e voglia di scoprire nuove cose, avevo voglia di abbracciarla, di riportarmela a casa, poi però le situazioni prendono il sopravento. Ha finito le elementari, ha avuto gioie delusioni così come poi nel tennis, io cerco di fargli capire che non sono i problemi ad essere importanti ma come vengono affrontati.

  • 6.

    Mia figlia è ancora troppo piccola, siamo ancora nell’età dell’innocenza innocenza, tuttavia oggi ha fatto il suo settimo torneo del gigetto, perso in semifinale per la terza volta dalla stessa bambina più grande di due anni e un mese e selezionata dai tecnici regionali. Ha affrontato la partita con la stessa gioia di sempre, senza nessun timore e dopo lo scoramento iniziale per la sconfitta è tornata sorridente e gioiosa più che mai, invece il papà di un bambino che ha perso nel torneo dei maschietti mi raccontava che suo figlio è entrato in campo impaurito dalla bravura dall’avversario perchè aveva già perso con quest’altro bimbo anche lui altre due volte. Ecco vedete, questa è una lezione che mia figlia ha già recepito, non aver timore dell’avversaria, è solo un gioco, divertiti e fregatane se hai già perso altre volte, magari se ci metti impegno prima o dopo riesci a vincere. Scritto questo io cmq non mi posso permettere di andare dietro al tennis di mia figlia e mollare il lavoro, nella speranza di arrivarci alla pensione, mia figlia avrebbe a quel punto già 22 anni, ed avrà vinto wimbledon, roland garros e Australia Open per cui non avrebbe bisogno del mio supporto eh eh eh Schezo, mi andrebbe bene anche laureata o felicemente sposata con uno dei nipoti di Bill Gates. Buona Domenica.

  • 7.

    Sono incappato nel TGF14 nella chiusura di Alessandro.
    Stavo rispondendo @ Stefano Grazia, scrivendo a tappe perché il mio tempo di applicazione sul blog è sempre ristretto, quando ho letto il post n 320;; mi trovo costretto a rispondere nel TGF15 , spero di non disturbare i commenti al nuovo articolo di Stefano; non raggiungendo le vette letterarie, qualitative e quantitative, del Master e Commander dei blogger, sarò… quasi breve (?):

    @ nicoxia non ragioniam di lor, ma guarda e passa

    ♦ Ebbene sì, correva l’anno 1981. Preistoria con la racchetta di legno, ma la Snauwert aveva già prodotto forse la migliore racchetta del secolo, quella in grafite grigia col profilino rosso, per me un vero prolungamento del braccio e della mente.

    ♥ “Chi sa fa, chi non sa… insegna e chi non sa insegnare, fa il prof. di ginnastica†(Allen Woody)
    A questo proposito dovrei raccontare un episodio sempre del quaternario(78/79): Centro Tecnico Nazionale allo Junior di Rastignano con l’indimenticabile Bob Lombardi. Ero anche il “Prof. di ginnastica†di alcuni allievi (13-14 anni) del Centro e parlando con un genitore maschio del completo disinteresse e disimpegno del figlio, dell’importanza dello studio e del diploma, della cultura, ecc. ecc. conclusi il discorso con la solita retorica domanda: cosa farà suo figlio nella vita? Risposta: eh, male che vada farà il maestro di tennis!
    Un’ottima risposta per chiudere il cerchio dell’ignoranza, e proprio sul campo da tennis!! Mannaggia….
    Non per questo episodio, ovviamente riferitogli, ma appena diventato Direttore della Scuola Nazionale Maestri, Roberto Lombardi ha puntato sulla Formazione dei Maestri, dando il punteggio massimo per l’ammissione alla SNM all’allora ISEF in seguito Scienze Motorie, poi alle altre Lauree, poi…

    ♠ Il Raggi di cui si parla non è: né Raggi Renzo (playboy), né Raggi fratello playboy (petroliere), né Raggi Andrea (osteopata di Bologna), né Raggi Profumerie e Raggi Costruzioni di Bologna, bensì

    ♥ Dubito che il cotone, il colore o il logo della maglietta della Sharapova le cambi la prestazione, la Pancafit invece lo fa, e naturalmente, in misura notevole; come utilizzatore (finale, ma anche iniziale!) da 13 anni ne sono straconvinto,. Tutto quello che funziona e che può servire per l’allenamento (SensoTouch e Pancafit) o per la gara (Pancafit) va usato col cervello! Le scorciatoie nello sport creano basi d’argilla (conosciamo tutti le farmacie ambulanti del tennis, giusto? A volte il famoso aiutino è proposto e richiesto proprio dai genitori ai medici, vero?)

    ♦ “Non e’ che UNA NOTIZIA SIA VERA PERCHE’ E’ STATA DETTA IN TELEVISIONE… E’ vera se viene confermata…â€
    Totalmente d’accordo: tant’è che sono rimasto senza il televisore in casa per 25 anni!!
    E di conferme, lavorando con Pancafit, ne ho ogni giorno.

    ♣ Il PRO che userà la Pancafit non è “Il Giovane Pro Italiano”, proprio perchè il giovane (e il genitore) vorrebbe essere pagato: infatti troppo cinismo… guasta. La storia, recente e non, del tennis italiano è piena di 14enni abbondantemente sponsorizzati già prima di essere diventati veri uomini/tennisti e rimasti infatti veri… gigetti/tennisti (stupenda la definizione di gigetto). Ho chiesto al “non più giovane tennista italiano” dopo aver lavorato con lui su Pancafit, se era disponibile ad usarla anche in campo, magari sfidando le iniziali prese in giro dei colleghi (anche lui, come nicoxia… non li degnerà d’uno sguardo) .La risposta affermativa, dopo la simulata, era sicuramente legata ai benefici ottenuti pur con i ristretti tempi dei cambi di campo (misurati dai 20″ ai 50″), ma ovviamente legata ai benefici generali ottenuti precedentemente. Comunque alla base c’è l’onestà intellettuale e l’umiltà nel mettersi in gioco da parte del Pro.

    â™  “Rimane il fatto che Pool mi sembra un po’ troppo interessato …Non e’ che le venda?â€
    Essendo in Italia, patria del più esteso conflitto d’interesse dell’universo, il pensiero dominante è quello. Basta estrarre il succo acido del post n 320 delTGF 14 per averne la conferma!!
    No, non le vendo e non ho nessun interesse economico sulle panche; aver scoperto qualcosa che funziona veramente e nello stesso tempo di molto semplice, mi ha spinto ad utilizzarlo con le persone sofferenti (mal di schiena, sciatalgie, cervicalgie, ecc. ecc. e non c’è dubbio che il tennista sofferente E’ una PERSONA), ma visto che è possibile NON arrivare alla sofferenza…. il passaggio alla prevenzione mi è risultato naturale, con i tennisti, con altri atleti o con le persone comuni. In quasi 50 anni di tennis ho visto e assistito alle cose più truci. Bisogna diffondere Cultura, sportiva e non, farla girare in tutto l’ambiente tennistico, farla arrivare ai maestri, ai genitori, ai dirigenti, perché la cultura è l’unica speranza contro l’ignoranza.
    Sì, sono perciò interessato a che si diffonda un metodo e un attrezzo che fa bene e del bene. Forse sono un illuso? Probabile, ma essendo io un pedagogista e chinesiologo, il mio è un lavoro di Ri-Educazione Globale (l’intelligenza dei blogger è tale che ritengo superfluo soffermarmi sul significato olistico del termine), per cui ci provo ugualmente, non si sa mai che anche uno solo……

    Genitori, chi vuol credere a quello che ho scritto e provare l’attrezzo ne avrà solo benefici per sé e per i figli, per tutti gli altri, scettici, sordi o acidi che siano, comunque un sincero augurio di buon lavoro (?) con i propri figlioletti.

    @ Timanda… Lubrano?

    Conferma ciò che ho scritto prima circa l’attuale pensiero dominante. Comunque c’è tanta acidità in quel post che mi sa, o Miranda, che hai proprio la necessità di comprare Pancafit per i tuoi problemi digestivi, di cervicale, di epicondilite e fors’anche di alluce valgo: senza scherzi, vuoi che ti prenoti una seduta gratuita? Fammi sapere. Ciao

  • 8.

    Sono sempre pronto a sperimentare e provare cose nuove, appunto nuove, tutti questi splendidi esercizi (che realmente funìzionano) si possono trovare in un buon libro di hatha yoga (codificato circa 4.000 anni fa), occorre leggere bene le istruzioni e soprattutto essere costanti, costo dai 10 ai 25 euro secondo il libro.

  • 9.

    Va bene, mi hai convinto, su…il fatto che mi firmassi Miranda Lubrano avrebbe dovuto far pensare che non c’era acidità ma semplicemente la voglia di stanare il Venditore… Dici che non la vendi e che lo fai perchè ci credi: benissimo, ti fa onore … Ammetti però che il tuo entusiasmo sembrava a un certo punto quasi una parodia … Il Post 7 spiega tutto…mi perdoni? (So già la risposta: solo se compri una pancaFit!)

  • 10.

    Non conoscevo N.Merchant,grazie a te,ho scoperto una grande cantante

  • 11.

    Pool io la uso come prevenzione e soluzione per aspetti generali,visto la tua esperienza nello specifico del tennis,avresti qualche consiglio di utilizzo di prevenzione appunto nello specifico nel tennis,magari in forma privata prima che ti accusino di qualcosa,carlone64@libero.it.

  • 12.

    Ciao Stefano,
    aderisco volentieri al tuo invito. Purtroppo lo sport moderno è immagine corrispondente della nostra società. E non potrebbe essere altrimenti. Per emergere ad altissimi livelli è necessaria ultra specializzazione. Lo stesso avviene in altri campi come per esempio la musica. Sono tipi di attività che purtroppo includono impegno, lavoro, esercizio da bambini. E ciò s-natura la persona. I bambini dovrebbero alla loro età giocare e divertirsi, considerandola come un’attività ludica e non un impegno. Per quello che mi concerne, reputo la motivazione dei figli il fattore discriminante. Molti di voi mi diranno che un bambino a sei anni non ha la capacità di scegliere. Secondo me sotto valutate le capacità dei bambini (vedi per esempio la determinazione della figlia di Bogar) ma soprattutto manca la comunicazione che è l’elemento chiave per capire l’inclinazione dei figli. Detto questo, mio figlio non lo istraderei mai al professionismo a meno che non sia lui/lei a volerlo fortemente. Lo sport competitivo ad altissimi livelli produce persone con una abilità sportiva abnorme sin dalla tenera età ma con caratteristiche psicologiche e culturali spesso sottodimensionate. I giovani professionisti trascorrono la maggior parte del loro tempo sul campo di allenamento, l’ambiente sociale che frequentano è un ambiente ristretto, spesso formato da colleghi, allenatori e persone del settore; conoscono spesso benissimo come prendere aerei, prenotare alberghi etc ma a parte questo hanno una visione estremamente monodimensionale.
    Avviare i figli al professionismo vuol dire anche ribaltare la mentalità genitoriale. Di solito i genitori diventano un supporto importante nella carriera dei figli alla fine del periodo scolastico. Nel caso degli atleti il supporto deve necessariamente avvenire sin dalla giovanissima età e per questo vuol dire spesso lasciare la propria occupazione e via discorrendo. Ciò spesso provoca e aggiunge ulteriore stress da risultato sulle spalle dei figli. E spesso sono dettate da grossi fraintendimenti in cui le ambizioni e le aspirazioni dei genitori non sono quelle dei figli.
    Come per tutte le cose ci sono i pro ed i contro ed è naturale che si sorgano molti dubbi a proposito. A mio avviso, la cosa importante è che siano i figli a scegliere ed essere responsabili delle loro scelte. Se c’è buona comunicazione ed idee chiare su ciò che si vuole fare non ci si potrà fraintendere e magari arrivare ad un punto e dire “in verità avrei voluto……..”. Ma è soprattutto il modo per cui i genitori non avranno mai niente da potersi rimproverare. D’altronde sono figli nostri ma la vita è loro e spetta fondamentalmente a loro decidere quello che ne vorranno fare.

  • 13.

    Tilden ti senti bene?
    saranno i figli ad avere quella voglia, o no? Se hanno la responsabilità di vincere (che stefano ha descritto alla perfezione quando parlava di arena), se devono essere piccoli uomini perchè altri già lo sono e ti schiacciano, allora perchè tutti sti meriti e questa importanza ai genitori?
    Il merito è solo dei ragazzi che arrivano, e mi dispiace tantissimo per i casi capriati o simili, che in cambio del successo sono stati privati pesantemente dell’innocenza e della gioia di scegliere.
    Perchè un Nadal non aveva bisogno dello zio per diventare tale: ci sarebbe diventato lo stesso. Genitori, coaches, preparatori atletici: strumenti del ragazzo, che se desidera e vuole (e può) diventare qualcuno utilizzerà direttamente o meno per diventare campine.

    Basta con l’idea del ragazzo macchina.

    Mi dispiace quando stefano parla di questa bella rubrica come luogo dove discutere della creazione di un campione (forse provocava…) mi piace pensarlo come un luogo di discussione e di proposte. Anche forti. Di rinunce, qualche volta. Perchè magari la figlia di Mauro non è la nuova Robertina Vinci, anche se gioca molto bene…ma ha un sorriso che vale 1000 slam, e se avessiun figlio (per quanto amante della lotta, Bruguera era il mio idolo) vorrei tanto che fosse così solare.

    Un grazie a Stefano, bella penna e mente raffinata, anche se un po’ razzista e stronzetto con gli allenatori…

  • 14.

    Caro Cesare,
    il fatto é che senza OSSESSIONE, quella vera con le maiuscole non si crea un campione, ne un grande artista , ne un grande musicista, ne un grande scienzato. Anche chi ha un grande talento si é dovuto applicare in modo ossessivo, con migliaia di ripetizioni, di palle al cesto di esercizi alla tastiera, di notti passate sulla chitarra, sul pianoforte, di tele strappate, fatte e rifatte di giornate passate senza mangiare per cercare di dimostrare un teorema e si potrebbe continuare all’infinito. Purtroppo per i grandi campioni nel 90% dei casi é stato ed é cosi. Tutti i fenomeni avevano dentro un granello di pazzia e l’OSSESSIONE di riuscire.

  • 15.

    @ Vimanda Lubrano ?

    Forse è vero, nonostante l’età non più verde, il mio entusiasmo poteva essere scambiato per quello di un ragazzino o per quello di un …. venditore.
    Per fortuna mia e vostra è vera la prima ipotesi!
    La panca la metto io, da quale problema cominciamo?

    @ Mauro G&f

    La saggezza e l’esperienza millenaria concentrate nello yoga ne fanno una pratica straordinaria alla portata di tutti. Ho avuto ed ho tuttora diversi clienti che hanno praticato yoga per tantissimo tempo; purtroppo anche loro con molti problemi. Perchè? non dovrebbero essere perfetti vista la pratica dello yoga? La risposta è molto semplice: bisogna conoscere la fisiologia e l’anatomia umana per riuscire a togliere i compensi (vedi post 279 tgf 14) che inevitabilmente si attivano quando il corpo viene posto in allungamento (se sollevi due valige pesanti, come stanno le braccia, distese o flesse?)
    Quello che Pancafit fa, nella sua semplicità, è proprio questo: aiuta a togliere i compensi che nel caso dello yoga invece devono essere eliminati dalla persona, la quale però li deve conoscere tutti. L’ AMGD (allungamento muscolare globale decompensato) del prof. Raggi unito all’uso della Pancafit, ha il vantaggio di poter togliere i compensi del corpo costringendolo ad allungarsi, non come nello stretch settoriale dove allunghi da una parte e si accorcia dall’altra, ma in globalità cioè tirando la coperta da tutte e due le parti, nell’unico modo in cui le catene muscolari si allungano.
    Se nel corpo o in una colonna vertebrale ci sono dei problemi di squilibri delle catene muscolare e vai a potenziare, semplicemente potenzi il problema!!

    @ nicoxia

    Grazie. Appena possibile mi farò vivo. Ciao

  • 16.

    Bravo Cesare!
    Condivido il tuo pensiero. No al bambino-macchina. Per quel che riguarda l’ossessione concordo che ci deve essere un fondo di follia nello scegliere strade così difficili, ma nel ragazzo. Non nel genitore. Anzi è il figlio che pian piano deve forzare la mano…non il contrario. Il sogno ha una forza straordinaria se è maturato nella propria testa, se no una noia mortale, come vedere un film che non ti interessa e che segui fino alla fine per non deludere chi ti ci ha portato.

  • 17.

    Ciao Tilden,
    concordo con quello che tu dici dai 14 anni in su. Il tennis per essere giocato alivello professionistico deve diventare ossessivo, deve cioè prendere la totalità del cervello di un atleta, quando egli ha deciso consapevolmente di dedicare la sua esistenza per uno scopo professionale, il raggiungimento di una meta, tralasciando tutto il resto. E’ un obiettivo che richiede lucidità, determinazione, lungimiranza e sacrificio.
    Spesso però questa è una scelta che i genitori compiono per i ragazzi sotto i 14 anni. E nella maggior parte dei casi si dimostra essere un disastro. Innanzi tutto perchè genera una pressione innaturale e ancor di più indesiderata. In aggiunta i ragazzi che ce la fanno ad arrivare al top sono una ristretta minoranza rispetto a quelli che ci provano; ma soprattutto ci provano ragazzi le cui inclinazioni naturali li avrebbe portati a scegliere altre strade nella vita. E tutto questo provoca persone infelici, scontente di se stesse, sfiduciate ed immotivate, senza contare che è spesso causa di distruzione dei rapporti familiari.

  • 18.

    Splendido e illuminante il post 16 di Silvano Papi tale da indurmi a rompere il mio splendido (?) autoinflitto isolamento mentre sono in auto sulla via dell’Ufficio immerso nel piu’ classico dei GO SLOW,come qui chiamano gli ingorghi, nigeriani(e concordo dopo tanto tempo anche con i due posts di Federico, meno ‘etichettoso’ del solito e piu’ banalmente reale. Gia’ che ci sono ringrazio anche Andrea Villa e soprattutto Capponi Andrea che si e’ preso la briga di andarsi a sentire una cantante solo perche’ l’avevo citata un paio di volte: onorato della fiducia e in effetti Nathalie Merchant vale davvero la pena (Carnival e Motherland sono due pezzi stupendi)

  • 19.

    @ Stefano Grazia,parafrasando un verso di B.Springsteen,spesso ci si arrichhisce di più frequentando un blog di tennis fatto da persone interessanti che da altre fonti. We learned more from a three minute record than we ever learned in school.(No surrender) da Born in the U.S.A.

  • 20.

    beh buona fortuna Stefano, verissimo quanto scritto Silvano Papi riguardo ai sogni che devono essere propri. Anche per questo ritengo abbastanza importante che la federcircoli molli un po la presa su questo sport e ne consenta una popolarizzazione maggiore, permettendone l’uscita dai circoli. Ci sono ancora uno o due anni di Federer-Nadal davanti a noi e quindi non è ancora troppo tardi, ma ci vorrebbe una maggiore attenzione a promuovere/proporre questa sfida tra “supereroi” in modo interessante agli occhi di ragazzi di 6 o 8 anni, per fare questo il canale supertennis dovrà essere ricevibile sul didgitale terrestre in tutto il paese e fin qui mi pare che siamo sulla strada giusta, ci vogliono trasmissioni adatte a questo scopo e non si tratta di telenovelas sceme per teenager ma di riassunti del grande tennis degli slam confezionati appositamente (Dan Peterson docet, per ci si ricorda il basket e il wrestling su italia uno negli anni ottanta) e queste produzioni poi dovrebbero essere cedute anche alle reti generaliste per i loro contenitori pomeridiani per bambini. Con questa base propagandistica anche i campi pubblici per tennis e minitennis possono funzionare poi, ci vogliono entrambe le cose una proposta mediatica adeguata e mirata e la possibilità di muovere i prmi passi in modo autonomo senza spinte esterne, questo epossibile con campi minitennis e pareti palleggio nei parchi pubblici, al inizio sono più importanti i campi da minitennis, solo in secondo luogo sono necessari anche veri e propri campi da tennis pubblici, nel senso che ogni acmpo pubblico deve anche avere una struttura separata che consente ai bambini di avvicinarsi senza timore anche se soli, un po come la vasca per bambini nella piscina pubblica, per ogni campo da tennis pubblico quindi anche un campetto da minitennis con una parete palleggio, ma senza una adeguata promozione mediatica rimane sempre difficile che il sogno scatti autonomamente in un ragazzino, e si rimane sempre più o meno dipendenti dalla spinta dei genitori. Anche senza adeguamento mediatico con i campi pubblici già ci si allarga anche alla spinta fratelli maggiori (teorici visto che ormai sono pochi a potersi permettere più di un figlio) vista l’accessibilità maggiore che ha un campo pubblico rispetto ad un circolo, ma senza minitennis (o quick start tennis) la cosa dei campi pubblici rimane zoppa… e il pool dal quale scegliere futuri agonisti troppo ristretto per consentire un certo standard di risultati.

  • 21.

    Segnalo di Nathalie Merchant anche uno splendido disco che riprende i canti di lavoro americani… degli anni ’30 o giù di lì..
    Si chiama “The House Carpenter’s Daughter”..
    Questo un esempio.. http://www.youtube.com/watch?v=O319aTO9Wow

    Per il resto firmo in toto anche io il post di Silvano.. a proposito ho appena messo la replica sul sito dove c’è, in apertura, intervista proprio a Silvano..

  • 22.

    ehm, ehm…e sta benedetta email privata del Papa, cioe’ no del Papi…Ho fatto prima ad avere quella personale di Ratzinger…

  • 23.

    mandata…sorry

  • 24.

    Habemus Papi!

  • 25.

    Stefano Grazia dice: “Lo so, e’ un’ardita comparazione, e si, lo so, con questa sembrerebbe che io dia ragione ai miei detrattori, ma non posso fare a meno di pensare che in effetti come possiamo non aspettarci dei mutamenti di personalita’ o di carattere se prendiamo i nostri bambini e all’eta’ di 8-10-12 anni li buttiamo nell’arena e gli diciamo, piu’ o meno metaforicamente: vai, e spaccagli il culo?”
    E’ esattamente quello che pensavo ieri, mentre mia figlia (10 anni) giocava e vinceva una partita di torneo 60 60. Mi colpiva il fatto che fosse tesa come fosse la finale di Wimbledon, ma era solo un primo turno di “torneo del gigetto”, peraltro con avversaria oggettivamente inferiore. Be’ forse pensare a Stefano Grazia mentre si assiste ad una partita della propria figlia non e’ proprio segno di sanità mentale….Scherzi a parte, meditiamo genitori meditiamo….

  • 26.

    Di peggio c’era solo pensare a Max o a Archipedro…

  • 27.

    Mia figlia mi ha appena detto che questa estate non vuole andare ne in piscina e non vuole neanche fare tennis, solo mare! Siccome ho sempre sostenuto che non impongo e non imporrò mai un solo minuto di tennis, faremo solo mare.

  • 28.

    Bogar,
    ti chiedo di fare un esperimento con tua figlia. Mentre parli accenna al fatto che le cose si dimenticano e molto probabilmente stando al mare lei dimenticherà a giocare a tennis e si innamorerà di qualche altro sport. Vedi un po come reagisce alla provocazione.

  • 29.

    @Federico Di Carlo:
    ma sei…diabolico! L’unico problema e’ che un genitore mentre dice queste cose ai propri figli si sente irrimediabilmente in colpa perche’ “sa” di usare ‘reverse psicology’, di non essere sincero col sangue del proprio sangue, di stare in realta’ cercando di influenzarla e insinuargli il dubbio…Uno psicologo o mental tutor invece e’ abituato a ragionare in questo modo e non e’ per lui un problema… In fondo il Genitore parte da un presupposto che si rivela completamente sbagliato e cioe’ che coi propri figli si possa essere amici proprio come con i nostri e i loro amici e quindi dire la verita’ ed essere se stessi come con i nostri amici per la pelle…E invece e’ tutto diverso anche se ovviamente ai nostri figli vogliamo molto piu’ bene.

  • 30.

    Katchoo,
    la provocazione alla figlia di Bogar è per vedere a che punto arriva il suo attaccamento al tennis. E’ ovvio che a seconda della sua risposta poi il genitore può anche fare delle proposte. I circoli tennis esistono anche al mare, per esempio, come pure il beach tennis sta prendendo sempre più piede etc. Senza dimenticare che per una bimba di 5 anni (cosi mi pare) non mi sembra debba finire il mondo se trascorre un’estate senza giocare a tennnis ma la passa a scorrazzare felicemente per la spiaggia.
    In qualsiasi modo, comunque, i nostri figli vengono manipolati. Se non lo facciamo noi da genitori, in modo consapevole e mirato, comunque lo farà la società in modo perverso e tendnsioso. A volte si è messi nella condizione di dover scegliere il male minore…………..

  • 31.

    Uffa, costretto di nuovo a uscire dal mio ritiro perche’ tirato in ballo tempo fa sul suo blog da autarchipedro (ma me ne sono accorto solo oggi andando a fargli visita incuriosito da un suo commento sul Blog dell’Innominabile). Scrive dunque Archie:
    l dr. Stefano Grazia ha due volti: sul blog scrive a ruota libera ciò che gli serve per fare audience, ed usa piccoli espedienti per provocare questo o lusingare quello. Non è sicuramente schietto come riesce ad esserlo via mail, dove si manifesta con più sincerità e giudizi netti (direi anche molto tranchant) sulle stesse persone che tratta con i guanti dalle sue parti, in quanto “personaggi†del suo gioco. Alla luce di ciò che m’ha scritto forse sono addirittura uno di quelli che disprezza di meno… ma evidentemente nello spirito con cui conduce quella “isola dei saranno famosi†ha capito perfettamente quali sono i bloggers su cui contare…

    Vorrei poter rispondere: non pensi che potrei dire esattamente la stessa cosa di te e di chiunque? da dove deriva questa tua presunta superiorita’ morale? Come ti ho scritto una volta dopo essere stato accusato di aver trattato male non ricordo se Nicoxia o King of the Swing senza che io me ne fossi nemmeno accorto, i tuou standard morali sono troppo elevati per me…
    Ma temo che nel mio stesso peccato, rileggendo il nostro carteggio, ci sei caduto spesso anche tu…E rileggendo i miei carteggi con chiunque altro, incluso l’Innominabile, un po’ ci cadiamo tutti… Probabilmente voi stessi di me dite cose implubbicabili e che sono frutto della confidenza, non necessariamente di quello che pensate, o forse si ma senza il velo del raziocinio… Un giornalista mi ha detto cose implubbicabili di un Addetto ai Lavori col quale da qualche settimana e’ tutto moine e smancerie…si sbagliava prima o si sbaglia adesso? Boh… Ma in fondo ogni cosa detta scritta o pensata non puo’ essere presa sempre alla lettera o come definitiva: succedono cose, vediamo gente, diciamo altre cose e si cambiano le opinioni (talvolta, non sempre)
    Ma anche premesso cio’, onestamente, non mi sembra di aver dato in privato giudizi nel complesso cosi’ diversi da quelli che do sul Blog…Magari posso dire: quella e’ una brava persona, magari ti appare un po’ vanesio anche lui, come del resto me, come del resto tutti… Oppure
    Io ho litigato anche ferocemente con l’Innominabile, con Ted, con King of Swing, con Nicoxia, con Nikolik, con Marcello Veneziani, con Federico,con GiorgioGiorgio o Alfonso,con Archipedro, con Chloe de Lisser, con Giovanni de RompiCuajon …non mi sembra di averla poi mandata a dire a tanti, una volta o due perfino con Roberto Commentucci…Ho spesso anche chiesto scusa e dimenticato le offese …Ne’ mi sembra,soprattutto, di aver blandito qualcuno…E chi? Ho un rapporto epistolare con 3-4 vecchi aficionados e non mi ricordo di averne mai parlato male … magari mi son lamentato,scherzosamente, con loro che mi tradivano sul Blog del Grande Inquisitore… Con uno di loro scherziamo a volte dicendo che ci sembra di essere Dagospia ma in realta’ ce le diciamo e poi da soli ci facciamo il controcanto e il contropelo trovando perfino che potremmo anche aver torto…Onestamente non capisco molto il senso di questo post e non mi ci ritrovo: non ho mai nascosto le mie meschinita’ che esistono (moti improvvisi e spontanei che vanno controllati e col ragionamento sopiti) ma di avere due faccie e trattare bene quelli che mi danno audience…be’, francamente, e’ l’accusa piu’ ridicola che abbia mai sentito, per uno che ha fatto scappare te, Chloe, Mad Max e ultimamente perfino Nicoxia…. Certo, adesso ogni qualvolta vorrei dire qualcosa sull’Innominabile ci penso 2-3 volte perche’ potrebbe sembrare dettata dal risentimento ed e’ un peccato, perche’ cosi’ mi sono trattenuto piu’ volte a dire cose che invece avrei tranquillamente detto a gente che mi sta meno sulle palle … E’ una cosa che succede spesso: non dici al tuo nemico (si fa per dire) quello che invece dici tranquillamente al tuo miglior amico, a tua moglie, a tuo figlio…
    Sul tuo Blog poi prosegui e non fai mistero su chi vanno al momento le tue simpatie ed e’ normalissimo pur, potrei dire, se in completa contraddizione su quanto piu’ volte ci siamo detti ma il bello e’ proprio questo, che possiamo dirci questo e quest’altro e mettere dei paletti sul comportamento e su quello che uno dice e pensa, ma poi…all’amor non si comanda, cosi’ come dopo aver tifato Agassi contro Sampras mi sono trovato a tifare Federer contro Nadal …
    Sul fatto dei commenti pochi o molti…il mio pensiero rimane lo stesso” avevamo uno spazio su cui scambiare informazioni, pareri, aneddotiche… C’era gia’ una certa visibilita’ e si poteva tutti convergere e dare il via davvero a un Cafe’ Universo indipendentemente dalla mia supposta leadership mai cercata ne’ voluta: mi sarebbe andato benissimo alternare gli articoli con te, Max, Fede, Roberto,Ted (e infatti ho subito chiesto ad Alessandro di inserire sotto TGF anche gli articoli di Papi, Veneziani, Malga…). Quello che non volevo era un blog del tipo L’Esperto Risponde senza contradditorio e con tutti a dire solo: ma come sei bravo,tu si che sei forte, wow, uh!,eh!, ma perche’ non scrivi un libro se poi gli esperti di tennis, l’ho gia’ scritto, erano un bookmaker, un coltivatore di olive, un architetto, un economista o un medico da strapazzo come me … Il seguito poi ha dimostrato che avevo torto, completamente torto (mi ricorda la fine del libro di Michael Manley sul suo decennio al potere in Jamaica…Arrivano le elezioni, descrive la viglia e tutte le preparazioni e le speranze e poi all’indomani i risultati: We lost.And massively. E queste sono le ultime parole del libro), pazienza, all this lost like tears in the rain.
    Time to die (metaforicamente,eh…)

  • 32.

    Federico Io per natura non riesco a dire bugie per raggiungere un obbiettivo, ha scritto giusto Papi post 16 no al bambino macchina. Non forzo nessuna mano, mia figlia ieri mi ha detto che era entusiasta di giocare un paio di volte a settimana ad agosto con altra maestra, oggi invece mi ha detto che a giugno non vuole andare in Piscina e d’estate vuole fare solo mare e niente tennis. Certo con il mare che abbiamo qui in Sardegna bisogna anche capirla eh eh eh tuttavia temo che il cambiamento di opinione da un giorno all’altro sia dovuto al fatto che a mia moglie che la bimba abbia intrapreso questo sport non frega nulla d’inverno figuriamoci d’estate. Purtroppo non ho sposato la moglie di Stefano Grazia eh eh eh, vero che la mai consorte deve pensare anche ad un bimbo nato da poco ma è anche vero che prima ancora di concepirlo chi si sbatteva chilometri per portarla in Sat ero sempre io. Sono io che mi sbatto per portarla ai tornei, sono io che scelgo i completini da tennis, sono io che scelgo i maestri, sono io che trovo i compagnetti con cui giocare etc ovviamente tutto perchè a mia figlia piace il tennis e senza mai forzature. Avevo in mente di portare la bimba a luglio in un circolo dove i bimbi si divertono facendo tanti sport oltre al tennis, una specie di campo estivo, sta cosa non è andata giù a mia moglie che sarebbe stata costretta a sacrificare a suo parere le mattinate al mare , avrà detto “che palle anche d’estate” e questo è il risultato. Questa avversione da parte moglie credo nasca dal fatto che quando era bambina è stata costretta dal padre a studiare pianoforte e non si andava in vacanza se nel luogo dove si andava non ci stava lo strumento a disposizione per studiare studiare studiare, posso anche capirlo ma mia figlia fino adesso tutto ha mostrato che sofferenza verso il tennis per cui queste paure secondo me sono infondate ed eccessive.

  • 33.

    Forse il problema sta nel fatto che si è dimenticato che il tennis è un gioco e diventa una professione prima ancora di aver imparato a “giocare”.
    La ricerca di una precocità assoluta ed incontestata (ovvero con tanto di risultati spendibili) impedisscono al bimbo di sviluppare l’aspetto ludico limitandosi a quello opportunistico.
    Si possono fare le cose per bene lasciandoli in pace e consentendogli di aumentare responsabilità ed impegno in base alle loro tabelle e non quelle degli altri.
    Ci sono ragazzine di 14 anni che giocano i 10.000 ed a venti giocano ancora i 10.000, ci sono ragazzine che a 15 sono arrivate al terzo turno di Wimbledon con la WC, sono passati tre anni e non entrano in tabellone.
    Allora tutto ha un senso se arrivo lì con margini enormi ma se ci arrivo al mio massimo atletico, tecnico e mentale, perchè non farlo con calma.
    E’ chiaro che un match del torneo del gigetto ha le stesse ansie di una finale di uno slam, perchè le aspettative sono le stesse, da quello dipende il mio futuro magari non per voi ma è il messaggio che trasmette tutto il baraccone che ci circonda,
    Ho chiesto a mio figlio dodicenne se quest’estate voleva tornare a giocare la risposta è stata: “volentieri purchè si giochi e non rincomincino a stressarmi”.
    Ovviamente quando parlo di gioco non mi riferisco al pascolare in un campo, ma lavorare bene e costruire,
    Perchè mandare puffetta ad un open per farle prendere categoria alzando pallonetti sulla terra per poi stupirci che al Bonfiglio i nostri ragazzini giocano tutti tre metri fuori dal campo,
    Per imparare ad attaccare devi assumere rischi e se assumi rischi perdi e non prendi classifica e non ti convocano ed il circolo si incavola, il maestro ci fa una brutta figura, mamma e papà ci restano male perchè la compagba di banco alza e vince e sa lottare e via dicendo.

  • 34.

    Ciao Barbara,
    seguendo il tuo ragionamento, di imparare a giocare a tennis non si finirebbe mai, perchè ogni avversario è diverso ed ogni situazione tennistica, per quanto simile è sempre comunque diversa. Non è a mio modo di vedere corretto il discorso sulla pressione che è cosa diversa dall’ansia da prestazione. Qualsiasi evento pubblico genera sul protagonista una certa ansia determinata dal fatto di mettersi in gioco. E’ un’ansia naturale e necessaria al conseguimento di prestazioni ottimali. Diversa è la pressione che talvolta i genitori e l’ambiente esercitano indebitamente sui ragazzi. Bisogna distinguere a quale dei due il tuo ragazzo non è in grado di rispondere. Spesso, per nascondere le proprie debolezze i ragazzi mentono a proposito. E’ necessario allora indagare………. Quelli che tu descrivi nell’ultima parte della tua mail, sono i sintomi della pressione esercitata dall’ambiente. Il 99% dei giocatori di tennis la sentono come un fardello. Quelli che la interpretano come una sfida ed una opportunità sono di solito quelli che ce la fanno ad entrare nel gota.

  • 35.

    Ciao Bogar,
    la mia provocazione non intendeva che tu forzassi tua figlia a prendere una decisione diversa. Voleva soltanto verificare il suo attaccamento per il tennis. E’ da una vita che mi batto affinchè i bambini non vengano forzati a fare cose che non vogliono e che non li rispecchiano su un campo da tennis.
    Come genitori, siamo sempre influenzati dal modo in cui siamo stati trattati e come siamo cresciuti noi stessi come figli. Sta nella natura delle cose. E qualche volta ci dimentichiamo che i nostri figli vivono in un mondo diverso ed hanno necessità ed aspettative diverse dalle nostre. I genitori italiani vivono poi spesso per i figli e sono sicuro che tu saresti anche disposto a “fare il sacrificio” di accompagnarla al camp o a fare tennis se lei volesse. Probabilmente tua moglie pensa che se il secondo genito si comporterà come la prima, continuando così vivrete soltanto per i figli ed allora è meglio ristabilire certe priorità……….

  • 36.

    Federico
    stiamo dicendo la stessa cosa, non mi riferisco all’ansia del match che ovviamente deve esserci altrimenti non c’è carica agonistica, ma piuttosto alle pressioni esterne che caricano ogni torneo anche il più “sfigato” di valori che non ha.
    Ovviamente da adulto e da giocatore professionista devo saper gestire le pressioni esterne, ma da ragazzino deve essere soprattutto divertimento e devo dominare solo le tensioni sane che una gara comporta..
    E’ nornale fare degli errori quando si impara e si dovrebbe ragionare serenamente su quelli alla fine del match per migliorare, non fare calcoli assurdi ed esprimere giudizi assoluti ed apocalittici.
    Non sto dicenso che i ragazzi devono essere tenuti al riparo da tutto a giocare nel giardino della felicità, dico che ci sono ansie sane che devono essere affrontate in modo sano, con la preparazione l’impegno e senza paura, il peggio che ti può capitare è di sbagliare la prossima volta lavoreremo su quello.
    Ci sono ansie insane che vengono trasmesse dall’ambiente esterno e ti impediscono di progredire e premiano quello che rischia di meno.
    Se un ragazzino perde tirandole tutte fuori ma facendo cose meravigliose ne conosco ben pochi che gli insegneranno a tenerla dentro facendo le stesse cose, anche se quel match è stato seguito da tutti quelli che passavano di lì.
    Piuttosto gli verrà ricordato che non è Federer che vince chi la manda di là una volta più dell’avversario e che se era tanto barvo doveva vincere perchè l’altro è nettamente più scarso e certe cose lasciamole fare ai campioni che ci sono nati “imparati”, con il risultato che se ha un briciolo di carattere e di passione smette di giocare.

  • 37.

    Sì, però leggo che c’è un’ondata di buonismo che non va assolutamente bene, perché la verità bisogna dirla.
    Eh.

    Insomma, io apprezzo questa storia che i bambini non vanno forzati, che i miglioramenti devono essere graduali, eccetera, anche perchè sono le cose che ho sempre sostenuto io, che ho sempre detto che voglio perdere e non vincere e che le storie personali dei campioni, in generale, mi fanno orrore e tristezza.

    Però, bisogna avere le idee chiare su come va il mondo.

    Il mondo degli sportivi, purtroppo, non è così, non quello dei giovani sportivi che vogliono diventare campioni.
    E’ logico che ci deve essere una partecipazione importante del Genitore.
    E, diciamo proprio la verità, è logico che questi giovani campioni, all’inizio, son dei forzati, dei forzati, altro che, obbligatoriamente.
    Poi, certo, dopo deve esserci la passione loro personale, ma dopo. Dopo.
    All’inizio, son tutti dei forzati.

    Ma mi sembra ovvio che un bambino di 8-9-10-11 anni o addirittura meno preferisce giocare, se lo si lascia veramente libero, anziché allenarsi 3 ore al giorno sotto il sole in un campo da tennis, in specie quando tutti i suoi amici gli dicono (giustamente) che il tennis è palloso e che il calcio è più divertente.

    Insomma, è necessario che un genitore lo porti al campo, tutti i giorni, come un impegno, come lo si porta a scuola o a dottrina per fare la Comunione.

    E’ logico che se, democraticamente, lo lasci scegliere, ti dice di no.
    E se ti dice di sì è perché il bambino vive, ovviamente, in funzione del padre e ha capito che se dice sì il padre è fiero e contento di lui.

    Mi fanno veramente tenerezza quei Genitori, anche in questo blog, che dicono convinti: ma mio figlio devo costringerlo ad uscire dal campo, altrimenti resterebbe altre 2 ore; ma mio figlio mi dice che ama il tennis; ma è mio figlio ad insistere che vuole andare a giocare, anche col freddo e la pioggia…eccetera eccetera.
    Ma grazie, che discorsi.
    I bambini sono piccoli, ma mica scemi.
    Un bambino percepisce immediatamente, intuisce immediatamente, quando il genitore è felice di lui e per lui e quando no; capisce subito cosa i genitori vogliono da lui; sente immediatamente quando il genitore è fiero di lui.
    Poiché un bambino vive, ovviamente, in funzione dei genitori, fa tutto ciò, automaticamente, istintivamente, che possa far felici i genitori.
    E’ mio figlio che ama il tennis? Ma via…per favore…
    E’ ovvio che è una proiezione dei desideri dei genitori, che lui fa propri.

    Infatti, ha ragione Stefano, quando dice che i problemi ci sono con la Fine dell’Innocenza, quando, cioè, raggiunta l’adolescenza, il figlio fa veramente quello che gli pare, non prima.
    Certo, se hai una figlia femmina, il probloema è più complesso, perché le femmine, purtroppo, hanno un po’ meno personalità ed istinto di ribellione e possono rimanere forzate per anni, anche in età adulta.
    E’ da lì che nascono i frequentissimi e tristissimi casi di sopraffazione di giovani miliardarie, le storie tristi delle campionesse che conosciamo tutti.

    Insomma, il genitore è fondamentale per diventare campioni.
    Facciamo un esempio: se hai la sventura di nascere come mio figlio, sei segnato, non diventerai mai un campione, perché io sono contrario e quella vita non la faccio.
    E’ una sopraffazione genitoriale come un’altra, ma al contrario!

  • 38.

    Nikolik, un bambino NON VIVE, OVVIAMENTE, IN FUNZIONE DEI GENITORI. Forse il tuo e probabilmente molti altri, e mi dispiace per loro. Ma conosco genitori fichissimi che lasciano scegliere sempre il figlio (certo non di marinare la scuola a piacimento o di sputare addosso a chi gli pare o di sfancularela mamma)…e se tu non ci riesci, e lo sopraffai “al contrario”, parole tue, non pensi di essere un tantino…pesante?
    Lo vorresti un genitore che impone le sue regole e basta?
    Io anche no.

  • 39.

    Un post: rileggendo credo di capire di quale ossessione parla Tilden: di quella dell’artista, non quella INTORNO all’artista (i genitori sono i figli delle stelle future, così come i coaches…e ci dommiamo stare amnici). Se ci penso gli artistii che amo di più erano pazzi da legare, o comunque dannatamente ossessionati, gente come Pollock e Pizzi, Paul Kalkbrenner e Richie Hawtin, Janis Joplin, Bret Ellis e Salinger, e quel regista sudamericano che adoro e di cui non ricordo il nome adesso (Arriaga? Irrureta?), come McNroe.

    Ma ce ne sono anche un milione a posto col cervello eh…specialmente tennisti.

    Bacioni

  • 40.

    Si Cesare, ma il discorso di Nikolik, col suo impagabvile leggiadro stile in controcanto provocatorio (sto inventando…) e’ tutto sommato corretto e conferma la Regola che dice che in Italia non mancano i Campioni, mancano i Genitori dei Campioni. Quei Genitori che ti mettono in grado a 12-14 anni (o 14-16 anni) di POTER DECIDERE se tentare di diventare campioni. L’importante sarebbe non aver trascurato anche altre possibilita’ e di avere qualche piano B ma e’ indubbio che per la Teoria della Mielina ormai universalmente riconosciuta se vuoi arrivare ad un certo livello certe cose le devi fare prima dei 12 anni. Perche’ ormai anche per diventare un Pilota di Formula Uno dove in teoria la Licenza di Guida ce l’hai a 18 anni, devi cominciare a 8-10 anni coi kart e le prove di rapidita’ neuromuscolare … E’ un classico Catch 22: “Chi e’ pazzo puo’ chiedere di essere esentato dalle Missioni di Volo in tempo di guerra. Ma chiunque chieda di essere esentato dalle Missioni di Volo in tempo di guerra non puo’ essere pazzo”
    Tilden in realta’ si riferiva all’Ossessione del Genitore mentre invece e’ auspicabile che quell’ossessione ce l’abbia l’Artista, cioe’ il Giocatore. Ma e’ anche auspicabile che tale Ossessione (che probabilmente avrebbe potuto essere indirizzata altrove) divenga verso i 14 anni davvero la sua perche’ altrimenti il rischio che si corre e’ di creare un infelice. Ma sono d’accordo e lo sostengo da anni contro l’opinione di Nicoxia, Something Blue, Kill Bill ed altri incluso TorqueMax, che non c’e’ nulla di sbagliato nella personalita’ di mio figlio A PATTO che a un certo punto maturi,che questa rabbia e competitivita’ e scarsa empatia venga incanalata e controllata. La mia tesi, ma e’ solo un’opinione, e’ che l’80% dei Top 100 abbiano seguito questo percorso mentre la maggior parte di quelli a posto col cervello…be’, insegnano!

  • 41.

    @ Federico post 35 per me le priorità a 42 anni sono solo i figli, la loro salute, il loro divertimento, la loro educazione, che facciano o non facciano tennis, la vita fin qui me la sono goduta abbastanza, pensare ancora solo a me stesso è da egoisti e non mi sento neanche di delegare un parente (sorella, cognata, nonni etc) per crescerli. Per i figli sono disposto a fare rinunce anche importanti. @ Nikolik post 37 grazie per la tenerezza ma mia figlia è libera di andare o non andare a giocare a tennis, ogni tanto leggendo i vostri post provo a vedere come reagisce se gli dico “oggi a tennis non ti porto” la reazione è molto aggressiva, mi da pugni e calci e si mette a urlare, tuttavia ogni tanto noto quando è in Sat gioca che ha dei momenti (molto pochi) di noia, di stallo dove sembra non dico non divertirsi ma poco attenta a quello che è l’andamento delal lezione. Per ovviare ai dubbi solllevati anche da mia moglie per via di quanto sopra esposto e cioè che il tennis di mia figlia potrebbe sembrare frutta di una mia scelta o ambizione ancora per un paio di anni come scritto farà 3/4 sport poi si vedrà.

  • 42.

    frutto di una mia scelta non frutta, ah ci sto arrivando io a quella eh eh eh Buona giornata

  • 43.

    Ciao Barbara,
    per rispondere al tuo post ti porterò un esempio concreto. Ho nel guppo dell’agonistica un bambino di 11 anni molto appassionato e talentuoso per il tennis. Conosco i suoi genitori personalmente da molto tempo. devo dire, onestamente, che vorrei gli altri genitori di questo bambino somigliassero a loro. Persone aperte, solari che cercano continuamente di comunicare con i figli e di dedicargli molto tempo. Circa un anno fa hanno intimato al figlio di cambiare comportamento o gli avrebbero negato di continuare a giocare a tennis. Cosa era successo? Il bambino in mezzo al campo tremava come una foglia ed aveva l’ossessione di perdere le partite. Alla fine delle partite era spesso in lacrime. I genitori, gli hanno intimato che se continuava con questo comportamento gli avrebbero evitato ulteriori dispiaceri e lo avrebbero indirizzato ad altre esperienze o sport meno traumatici per lui. Io ho parlato tanto con questo ragazzino. E’ impressionante: se gli chiedi come è andata una partita, la prima cosa che ti risponde è “ho vinto/perso” e poi il punteggio. E’ incredibile.
    Penso onestamente, conoscendo i genitori da molto tempo, che questa sua ossessione non dipenda dalla loro educazione. Dal mio punto di vista molto dipende dalla nostra cultura e società che premiano il successo sopra tutto ed ad ogni costo; l’immagine del vincente e del perfezionismo che campeggia aleatoria dietro i personaggi della cultura, dello sport e della vita in generale.
    Un bambino in mezzo al campo queste cose le sente, e soprattutto ha la sensazione di non rispondere a quel modello culturale che gli viene imposto davanti agli occhi tutti i giorni dai mezzi di comunicazione e si sente escluso, solo. Per la maggior parte, le paure dei ragazzi in mezzo al campo sono legate alla solitudine ed all’abbandono. In questo sono assolutamente d’accordo con Nicolik quando sostiene che i bambini, dipendendo emotivamente e materialmente dai genitori, fanno di tutto per assecondarne i desideri. E spesso i genitori se ne avvantaggiano. Ma i bambini che non si liberano di queste paure e di questo cordone ombelicare rimarranno sempre prigionieri di se stessi e della pressione operata dai genitori e dall’ambiente.

  • 44.

    Bogar,
    è raccomandabile che tua figlia, anche a vantaggio del tennis, a 5 anni, pratichi altri sport.

  • 45.

    Il Ruolo dei Genitori e’ anche sintetizzato dal commento di una nostra amica scozzese, buona tennista, ottima golfista, nazionale di table tennis da giovane…Due figli.Marito sportivo (tennis, calcio, golf,whatever…) Anche lei all’estero col marito che lavora per una Compagnia Internazionale, erano qui a Lagos dal 97 al 2002, andarono poi in Thailandia, quindi in Australia (e li andammo a trovare durante il nostro Tour nella Terra dei Canguri e loro stavano proprio per traslocare e tornare in Nigeria mentre a quel tempo noi eravamo in Angola e la possibilita’ di tornare a Lagos non era contemplata). Ci siamo dunque ritrovati a Lagos e Lynn,Compagna di doppio di mia moglie, ha potuto registrare coi suoi occhi e le sue orecchie gli alti e i bassi della nostra vita con Nicholas. E’ stata anche una settimana a trovarla a Bradenton. Suo commento: Io non lo farei mai. Non ci penso neanche.
    Il fatto e’ che devi rinunciare a molte cose: al tuo golf, al tuo tennis, ai tuoi tornei di ping pong, alle uscite con gli amici… Certo, puoi ancora fare tante cose ma quante volte lei ha chiamato Gabri per andare a giocare a golf o per un doppio e magari Gabri non poteva perche’ doveva dedicare il suo tempo all’allenamento di suo figlio (o alla scuola che soffriva a causa degli allenamenti?) No, dice Lynn, non ne avrei la pazienza, la voglia…E poi i miei figli non hanno talento, grazie a Dio!
    Oggi vado a cena da lei, non l’ho ancora vista da quando e’ tornata da Bradenton e ci siamo scambiato solo qualche commento al telefono, al momento dell’invito e lei confermava la sua incredulita’ nel constatare l’impegno e la devozione di Gabri a Bradenton,in altre parole il ‘committment’ per una cosa che in fondo non si sa se ne vale nemmeno la pena e che a volte non ci si rende nemmeno conto a che pro. a cui prodest, e se non era meglio morire da piccoli… E alla notizia che nemmeno il prossimo anno lo metteremo boarding (ci e’ stato in pratica proibito!), si e’ lasciato scappare scherzando ma nemmeno troppo: Ma non so nemmeno se Gabri riuscira’ a sopravvivere ad un altro anno cosi’…
    E stasera a cena so gia’ cosa le rispondero’, che infatti, in Italia o in Scozia (vedi Murray) o in qualunque altra parte del mondo non sono i campioni che latitano, ma i Genitori dei Campioni.
    Tutto il resto, e lo dico confermando in pieno il post di Silvano, e’ Letteratura.

  • 46.

    A me sembra che con sta storia della mielina si sta esagerando, nella mia esperienza ho visto dei bambini forti coordinati che sembravano dei fenomeni a 10/12 anni verso i 15 giocare uguale e viceversa…
    Bisogna creare le premesse per un miglioramento continuo e questo parte dalla programmazione mettere insieme il puzzle, il problema è che nessuno sa come fare, ne Veneziani ne Papi ne Nikolik per citare i blogger; alla Bollettieri Stefano crede di si ed a ragion veduta, però anche li mi sembra che da un po’ di anni si faccia cilecca.
    Qualcuno sa spiegare la storia della Wozniacki, la seconda danese è fa praticamente la dilettante, non c’è tradizione, non c’è scuola tennistica, eppure lei e tre del mondo TRE non trenta o cinquana ok?
    Sarà talento? solo talento? ho molti dubbi…
    Di fatto attualmente le prime tre giocatrici al mondo sono frutto di genitori pazzi….o considerati pazzi dagli addetti ai lavori……

  • 47.

    Ciao Cesare,
    sono lusingato dal fatto che hai riletto il mio post. Io concordo quasi sempre con quello che scrivi. Certo che i fenomeni spesso sono preda della loro ossessione, purtroppo anche gli psicopatici ecc.
    Ora ti saluto perché sono a RG e vado a vederemi i ricami di Flavio Cipolla, grande atleta anche se non dotato fisicamente, ma mano d’artista e persona squisita.
    Vale
    T.

  • 48.

    @tilden
    e se ti va scrivici un bel resoconto sul suo match! (oltre a tifare per Cipo!)

  • 49.

    to my friend tilden

    purtroppo flavio ha perso da de heart 64 al terzo, è proprio un’ annataccia…
    Cipollino è un mio amico, e lo stimo tantissimo come atleta e come artista (lui si che lo è) e, per quello che lo conosco, benino, proprio lui non mi sembra ossessionato dal tennis, “semplicemente” estremamente motivato. E penso che un’altra capoccia dentro a quella scatola fatta di fisico, classe, padre, storia eccetera più di 100 non so se ci diventava..

    quindi….grandissimo Flavio.

    per quanto riguarda simplepete, aspetto un suo perfect planing decennale per realizzare un bambino macchina che diventi tre del mondo tre!
    Magari divento miliardario appresso al piano perfetto.

  • 50.

    Veramente un genitore che affida suo figlio ad un profesionista, se lo aspetterebbe da quest’ultimo il perfect planning o magari anche solo un planning, vedo che candidamente ammetti di non averlo un planning visto che dovrei essere io a dartelo, solo che mi sfugge una cosa: perchè dovrei pagare un servizio che non ricevo?

  • 51.

    Federico
    hai ragione infatti quello che manca è la mentalità sportiva ed agonistica anche in ambienti dove si pratica lo sport.
    Prima di pensare di costruire campioni bisognerebbe incominciare a costruire giocatori, poi vedremo se verà fuori un campione.
    Si scambia il bambino che si diverte solo a vincere con quello a cui piace giocare, ovviamente solo il secondo sarà disposto anche a perdere se necessario seguendo un progetto.
    Quando dicevo di dare il tempo giusto per la crescita non mi riferivo alla serietà degli allenamenti ma alla costruzione ed allo sviluppo di un gioco personale, che più è ricco e vario più richiederà maturità ed esperienza.
    Io non so dove arriverà mia figlia e nemmeno mi interessa non si è persa nulla per strada e fa quello che le piace, posso solo dire che a dispetto di tutte le teorie che ho sentito enunciare finora in 18 mesi diallenamenteo serio incominciato a 15 anni è migliorata del 300% ed ha ancora margini enormi, con grandissima soddisfazione di tutti quelli che hanno scommesso sul cavallo inviato al macello.
    Hai capito chi sono?

  • 52.

    Certo Barbara che ho capito chi sei.
    Saluta tanto M., la tua “purosangue”, e dille da parte mia che quando sono con i miei ragazzi sul campo la penso spesso e mi chiedo come vadano le cose per lei.
    Io mi sento di poter dire soltanto una cosa: i ragazzi che hanno motivazione, voglia di sacrificio ed etica del lavoro quando vanno in campo i miglioramenti si vedono (ndr. ho scritto miglioramenti e non risultati) e comunque riescono a perseguire i loro obiettivi personali. I ragazzi che non hanno chiarito ancora a se stessi che cosa ci stanno a fare su un campo da tennis invece, rimanendo inglobati nei loro dubbi e nelle loro incertezze non procedono.

  • 53.

    @ barbara
    …..15 anni? migliorata del 300%? una voce fuori dal coro!!!! e la teoria dell’apprendimento entro i 12 anni? ma ha iniziato da zero o era già un’alteta magari in altre discilpine? oppure no; e allora conta di più la testa e la maturità ( 15 anni vs 7-8-9-10 anni) di tutto il resto?

  • 54.

    @barbara
    ho scordato la premessa…..ma il vostro progetto è di avviarsi al professionismo?

  • 55.

    Beh, se ha già 15 anni, è già, praticamente, una professionista o quasi, immagino!

    Bene, la madre di una giovane campionessa può dare un grande contributo di esperienza a questo blog!

    Speriamo che Barbara continui a scrivere qua!

  • 56.

    Federico
    sta andando bene ha anche ricominciato con i tornei ed è un altro giocatore, anche la testa è più solida tranne un piccolo scivolone dettato probabilmente da stanchezza e problemi adolescenziali più che dal tennis.
    Al momento credo che debba capire esattamente quale è il suo livello attuale che supponiamo possa corrispondere ad un buon terza adulto, perchè con le giocatrici più forti tende a strafare ed a sbaglaire molto, ma il gioco lo conduce semprelei, ha anche poca esperienza di match ed era più di un anno che non faceva tornei.
    Gioca molto meglio sul duro ma ha trovato solo un open ed il resto è sulla terra.
    Questo mese niente tornei si allena e studia perchè a giugno ha gli esami per l’ammissione alla IV liceo

    sisben
    Mia figlia ha iniziato a 11 anni giocando in gruppo tre volte la settimana, prima era troppo piccola e lo dico in senso letterale ed aveva pascolato dai 9 anni in una sat una volta la settimana con 20 bambini, ovviamente era fissata con il tennis da quando aveva tre anni.
    Aveva fatto vari sport come tutti ma in modo molto blando, non ha mai fatto preparazione atletica.
    Dopo varie esperienze assurde nel tentativo di giocare seriamente, sempre massimo 1 ora al giorno in gruppo a 15 anni siamo finiti per caso in accademia e si è aperto un mondo.
    Il senso non è se mia figlia diventerà una campionessa, ma che quelli che come lei volevano ma sono incappati male possono recuperare, nessuno è in grado di dire dove possa arrivare ma è certo che nessuno avrebbe pensato che potesse arrivare dove è oggi in così poco tempo e senza alcun bagaglio tecnico ed atletico.
    Anche se lei si dovesse fermare vorrebbe solo dire che ha raggiunto il suo massimo, ma uno con maggior talento di lei potrebbe non farlo,
    Non ci sono formule matematiche e non è una scienza esatta ed è bene cercarsi un proprio percorso e percorrerlo fino in fondo.
    Il nostro progetto è di farla finalmente giocare a tennis quello vero, poi vedremo cosa accadrà, con il coach il programma era ed è a lungo termine ed i risultati tecnici ed atletici raggiunti sinora sono impressionanti.
    Ho portato una ragazzina che faceva un diritto assurdo con un piattone dall’alto senza rotazioni, una prima di servizio inventata e niente seconda, niente volèe niente drop, niente back,
    Ora gioca a tutto campo, ha ancora un problemino con la rotazione sul diritto dovuto probabilmente anche ad una muscolatura ancora non sviluppata, gioca tutti i colpi e spesso serve and volley, gioca lo schiaffo al volo di diritto e di rovescio ed usa spesso il back che non è perfetto ma funge, serve cannon e kick (non so come si scrive) e la seconda in slice.
    Non è un fenomeno e nemmeno una campionessa, evidentemente volendo si può fare anche dopo i 12 anni.

    Nikolik
    come avrai ben capito mia figlia della professionista ha solo la testa e l’attitudine al lavoro, temo che vi sarò di ben poca utilità.

  • 57.

    Ha sfiorato un clamoroso risultato Giuseppe Menga, ritiratosi nel 2006(best ranking n.432)e attuale coach di Andrea Stoppini. Il lombardo, in tabellone con una wildcard e probabilmente caricato dalla bella vittoria ottenuta ieri dal suo allievo su Brown, si è ritirato sul punteggio di 1-6 7-6(5) 4-0 per l’austriaco Alexander Peya, testa di serie n.7 del tabellone.

    Com’è possibile che un ex giocatore, appena da livello future, ritiratosi da quattro anni, che fa l’allenatore rischi di vincere con peya ex 92 atp in pratica giochi ad un livello mai giocato, solo per far capire chi è Peya……
    Country Austria
    Residence Vienna, Austria
    Date of birth June 27, 1980 (1980-06-27) (age 29)
    Career prize money $923,874
    Se qualcuno ha quache idea potrebbe essere uno spunto di riflessione….

  • 58.

    simply…

    è facile fare il giocatore quando non sei più (o non sei mai stato) un giocatore.

    Vinci o perdi è uguale.

    è quello che ti insegnano infatti nel sistema dei circoli. I giocatori sono pochi, il nucleo è ristretto e quindi sei bravo anche se non sei bravo, sei giocatore anche se non sei giocatore.

  • 59.

    ……Andy….Andy….hai stra-ragione allora pensa a quanto pesa l’aspetto mentale nel tennis.
    Federico cosa dicono al proposito i testi sacri…. della pnl?

  • 60.

    Completamente Off Topic ma sono nella Pausa Pranzo Trasloco (per chi non lo sapesse mi sto trasferendo da Lagos ad Abuja, cosi’ faccio anche lo ‘sborone’ che non e’ mica come trasferirsi, che ne so, da Milano a Sarnico … ) (Spero si capisca che mi autoironizzo addosso…) e siccome ho fatto una carrellata veloce sui Blog Ribelli (ma ribelli de che?) mi e’ toccato leggere che secondo Archie io avrei la tendenza a sminuire sistematicamente (ma anche superficialmente) il mio prossimo, per risultare in definitiva il migliore tra i mortali imperfetti, e per compiacermi di ciò … Oddio, puo’ anche darsi (la miglior difesa e’ l’attacco) ma pensavo fosse evidente la matrice ironica…Non dimentichiamo che non sono io quello che ha detto che il tizio e’ repellente, puzza esfruttando una mia battuta in cui ironizzavo sul fatto che i miei amici evitavano di rispondere alle mie logorroiche emails con le quali li tempestavo regolarmente, trae conclusioni tutte sue sul fatto che dunque non ho amici e se non li ho un motivo ci sara’ pure (Forse che sono troppo bello e intelligente e quindi oggetto d’invidia?) (Ecco: devo spiegare che l’ultima frase e’ frutto di spietata autoironia? Mah…)
    Ora non so bene a che cosa si riferisca dunque ArchieGollum ma se si riferisce all’articolo qui sopra, npon mi pare proprio. Io commento una Notizia come mi piacerebbe commentarne altre ma mi trovo quasi obbligato a non farlo proprio perche’ verrei accusato di spargere ale sulle ferite … Da un commento di TorqueMax sembrerebbe infatti che il Secondo Max(i)Raduno non avrebbe il seguito del primo…(O almeno cosi’ ho interpretato io le seguenti righe tratte dal Blog di TorqueMax: “Ultimamente sto vedendo di tutto e di più (da gente che venendo da me si aspettava la bacchetta magica e che quando invece ha trovato solo lavoro durissimo è scappata via come un razzo e questo sia il genitore che il figlio, a gente che pensava che lavorassi gratis svariate ore al giorno, fino a persone che quando gli ho annunciato che avrei tolto loro il divertimento del giro del mondo per tornei in quanto assolutamente inutile vista la non idoneità del pargolo si è rivelata per quello che è cioè gente che non ha la più pallida idea di cosa significhi arrivare al top) e l’unica cosa che mi consola è che mi stanno contattando genitori di bambini piccoli o che cmq non hanno ancora cominciato a giocare e che non hanno nessuna intenzione di rovinare i loro ragazzi e di farsi prendere in giro.. ”
    Vedo anche che nessuno ha lasciato commenti ne’ la’ ne’ qui e Max nel suo ultimo editoriale peraltro in gran parte condivisibilissimo,soprattutto nel suo Incipit, spiega il perche’ ma secondo me le ragioni sono altre e che cioe’ ormai anche i nostri blogs sono stati corrotti dal politically correct e dal fatto di esserci conosciuti per cui non e’ piu’ facile esprimere le proprie opinioni per paura che il tizio o il tal’altro si possano offendere…Insomma siamo arrivati al paradosso che prima alcuni non scrivevano per paura della Federazione o del tal Maestro o Coach e adesso invece non si scrive per paura di Mad Max! Ok, e’ una battuta, troppo bella per lasciarmela sfuggire ma intendevo: per paura di urtare la suscettibilita’ di persone che si conoscono…La cosa in fondo, direte voi e giustamente, e’ sinonimo di civilta’, di societa’ civile, ma e’ buffo pensare che in fondo era stato proprio questo a farmi piacere, agli inizi, il nostro Teribile Hulk, la sua mancanza d’inibizioni e di cuscinetti ammortizzatori che allora attribuivo ancora al suo essere Duro & Puro e non alla sua personalita’ psicopatica omofobica ossessivo compulsiva… SCHERZO!!!!!!
    Ripeto: a Roberto, a tutti, Max piace di piu’ cosi’, controllato sul suo Blog e a Bordo campo… A me piaceva di piu’ prima se solo avesse evitato di mandare platealmente a quel paese chiunque solo lontanamente dissentiva dal suo credo e soprattutto metteva in discussione il Non Esiste Un Altron PA All’Infuori Di Catizzone. Ovviamente anche l’avermi dato del Repellente Puzzone non ha aiutato nello sviluppo dei nostri rapporti di amicizia e lo dico con rammarico. Alla fine mi dispiace non poter commentare con la mente sgombra di pregiudizi i suoi Editoriali e i suoi Commenti. Sulla Mad max Academy e su alcune defezioni, per esempio, gli avrei voluto scrivere:
    Non sara’ perche’ il primo era gratis? Se lo domanda anchelui, in effetti, ma forse non e’ nemmeno quella la ragione, o forse non e’ l’unica…Ma una cosa e’ organizzare una scampagnata fra amici, un’altra e’ istituzionalizzare un programma. Io poi non ho nemmeno messo in discussione la bravura o meno del Conduttore del Programma (perche’ chiamarlo Coach non mi sembra corretto e forse nemmeno legale) e anzi, l’Iniziativa in una sua visione manageriale l’avevo anche applaudita (Simply me ne aveva dato atto), ma ho sempre,per esempio, messo in guardia dal possibile Conflitto d’Interessi…Nel momento in cui si iscrive al programma della settimana ‘SOLO’ un bimbo di 8 anni e Alessia dovesse invece giocare un ETA, a chi andava la Priorita’? Io ho sempre sostenuto che un Genitore Appassionato e Illuminato avrebbe potuto (e il condizionale e’ d’obbligo perche’ ci sono Genitori e Genitori) essere meglio del Maestro Pierino Scoglionato e la cosa e’ anche logica basti pensare alla diversa disponibilita’ di amore, tempo e dedizione fra i due, ma ho sempre sostenuto anche che per definizione il postulato riguardava il Genitore Illuminato e Appassionato e il Suo Proprio Figlio. QUESTA E’ LA MIA OPINIONE. Ne possiamo discutere. Ma siccome esprimendola sembra che io dia addosso a TorqueMax per motivi bassamente meschini e personali allora me ne devo stare zitto. Cosi’ come non e’ che se a me piace Buzzelli e gli sono amico non posso dirlo perche’ se lo dico sembra che voglia sminuire Catizzone (che sara’, anzi e’, lo dice Buzzelli stesso, bravissimo anche lui). Qualsiasi cosa dico sembra che io la dica in funzione di colpire il mio excompagno di merende…Ma non e’ cosi. Certo, dissento come dissentivo anche prima quando lo difendevo fin troppo a priori. Per me era normale poter esprimere anche animatamente il mio non essere d’accordo su quel 15% che poi sarebbe diventato 30-40 e adesso chissa’ a dove siamo arrivati…Confesso anche di non aver mai osato esprimere un parere su Alessia perche’ temevo di essere poi strumentalizzato e come ho spesso descritto temevo comunque di non essere obiettivo nel bene e nel male. Il mio entusiasmo per Shiskhina, Black e Nefedova e’ stato infatti visto,temo e sono quasi sicuro essendo ahime’ mio malgrado un buon psicologo istintivo, visto,dicevo, come un attacco indiretto alla propria figlia mentre era semplicemente constatazione di un livello superiore a quello visivamente riscontrato a Trieste e PSGiorgio dalle migliori europee e italiane.Poi dopo 6 mesi cambia magari tutto, lo sappiamo. Tra l’altro e’ verissimo che Alessia e’ ottobre 98 e quindi e’ quasi una 99 … Insomma, si puo’ stare a parlare senza sentirsi accusati. Cosi’ come io posso capire uno che dice che Nicholas e’ quasi inallenabile (gli do anzi ragione!) ma faccio fatica ad accettare che me lo si definisca Non atletico. O non preparato fisicamente, Posso almeno controbattere soprattutto sul primo concetto? O devo accettare l’evidenza sancita da altri? Poi che possaessere preparato ‘MEGLIO’ e’ certamente possibile ed anzi sicuramente vero anche se non mi sembra che in africa si sia lavorato poi cosi’ male… Forse meglio che in Florida. Ma tornando a noi: Quindi non mi sembra giusto dire che io sminuisco sistematicamente il mio interlocutore ma invece di rispondere come dovrei ‘dipende piuttosto dal tipo d’interlocutore’ (che in un recente passato-e cioe’ prima di aprire il proprio blog- ha fatto della sistematica preventiva distruzione dell’avversario la sua strategia dialettica a colpi di E poi ci chiediamo perche’ il tennis italiano versa in queste condizioni’ o ‘ma allora e’ evidente che siete tutti in malafede’), prendo nota della critica e mi riprometto di lavorarci su anche se so che sara’ inutile perche’ fa parte del mio ragionare e costruire le frasi…Probabilmente non me ne accorgo nemmeno, da ragazzino una mia amica disse che io le piacevo ma la mettevo a disagio perche’ finivo sempre per mettere, consciamente o meno, il dito nella piaga… A volte e’ un bene, a volte no…A volte , e qui do ragione d Archie, puo’ diventare anche una scusa di comodo.Ma il problema e’ che se dobbiamo stare tutti TROPPO ATTENTI a come parliamo si finisce con lo stare tutti zitti o a riempire i posts di insopportabili (quando si eccede) smileys.
    Per cui chiedo davvero scusa a tutti quelli che ho sminuito, vi invito di nuovo tutti a leggere e a scrivere su tutti i blogs di questo mondo, non solo su questo ma se potete anche su questo, e di passare una ottima estate.

  • 61.

    Caro Doc,
    la verità è una, ed una sola. Aveva ragione il Mad nazionale quando diceva che il suo blog era diverso da questo! Infatti il suo è stato creato solo ed esclusivamente per scopi commerciali! Dopo lo specchietto per le allodole del primo raduno gratuito (bisognava pagare solo i campi) si è passati dalle parole ai fatti! Tariffe orarie, giornaliere, settimanali e mensili! I genitori, che stupidi non sono (nel 2010 non penso ci sia qualcuno stupido), alla fine, hanno capito la trappola ed hanno preso le distanze da uno che parla male di tutti gli addetti ai lavori perchè non hanno portato alcuno nei top 10 mentre lui …………. (la canzone la conosciamo bene). Solo per una cosa io riesco ad ammirarlo, per la sua inventiva! Molto probabilmente, avendo difficoltà economiche, è riuscito a tessere una tela, avvinghiando alcuni genitori, che gli ha permesso, se non altro, di cercare di creare di sana pianta una nuova attività commerciale pur non avendo alcuna competenza specifica nel settore! E credimi, caro doc, non è facile fare tutto questo perchè è dovuto partire da lontano per crearsi credibilità nominando sempre Catizzone o affermando che Della Vida era interessato a sua figlia (a me risulta il contrario! E’ stato Mad a pregare Della Vida, conosciuto perchè anche lui amante dell’ippica, a prendere a cuore le sorti di Alessia e lui di buon grado ha accettato, e non è il caso di puntualizzare il perchè abbia accettato!). Anche a Roma, ultimamente, ha continuato a tessere, novella Penelope, ed a crearsi un alone di ……. quando confidandosi (o meglio “esibendosi”) con alcuni genitori affermava che, per seguire la figlia, aveva abbandonato, dall’oggi al domani, un lavoro che gli rendeva 200/300mila euro all’anno (solo con le scommesse ed attraverso il computer! Sarà mai possibile?)! Sai, Grazia caro, queste cose (che noi ascoltiamo periodicamente già da diversi anni) dette in un certo modo (e sono state dette, perchè qualcuno le ha ascoltate!) su alcune persone (ingenue?) fanno colpo ed il personaggio, ai più (quelli che lo conoscono superficialmente), diventa un mito! Infine che vuoi che ti dica, caro doc, tanto di cappello ad un trasformista di tale valore, che senza esperienza nel mondo del professionismo ( Demuro è stato un prodotto del padre Luciano e non di Max che forse nemmeno lo conosceva) ma con le sue innovative ed uniche tecniche riuscirà a risollevare le sorti del nostro amato sport! Per ultimo, mi sento di darti un consiglio spassionato! Nicholas ha perso solo tempo da Bollettieri! Non fare lo stesso errore anche l’anno prossimo! Vista anche l’amicizia che ti lega con Max, specialmente in quest’ultimo periodo, affidalo con fiducia alla sua esperienza, anzi approfitta dell’estate e fagli fare un po’ di ripetizione a Sarnico in modo che recuperi il tempo perso! Fai tesoro di questo mio consiglio spassionato e datti subito da fare! I risultati li vedrai nell’immediato!

    P.S. Anche Ubitennis è diventato un blog commerciale? Anche se sottoforma di contributo (in cambio danno un gadget) vengono chiesti dei soldi! Caro doc, sono finiti i tempi in cui per prestazioni professionalli bastava un caciocavallo, una caciotta o un pollastro! Che brutti tempi!

  • 62.

    Stefano, per risultare il migliore tra i mortali imperfetti, dovresti prima passare sui cadaveri di Cloe de Lissier e Giovanni da Roussillion.

  • 63.

    Sono assente da parecchie settimane ed ho appena intravisto qualche recente post in cui si parla di blog commerciale. Non vorrei che questo mio intervento venisse considerato di propaganda, perché non lo è affatto. Avevo già proposto un viaggio “virtuale†all’Accademia Sanchez-Casal e qualcuno di voi ne ricorderà la descrizione. Quel viaggio virtuale mi è stato utile a pianificare il viaggio reale e come promesso riferisco dell’esperienza vissuta dai miei figli.
    Sono stati tre giorni intensi di allenamenti e confronti con ragazzi/e provenienti dai circoli limitrofi che nel tardo pomeriggio si allenano alla Sanchez.
    Lo short time prevede il mattino un preriscaldamento alle ore 11,15 (in precedenza c’è la lezione di lingue, opzionale); dopo 15 minuti inizia l’allenamento con il maestro/i. Nel caso specifico si sono alternati Juan e Sergio Lopez per le due ore mattutine previste. Dopo la pausa pranzo e il riposo, nel pomeriggio si fa un’ ora di attività fisica con Sergio un giovane simpatico e competente, di nuovo quindici minuti di riposo, poi le gare con chi capita, ragazzi, ragazze, gare di singolo o di doppio; durante questa fase un maestro si incarica di controllare più campi. In totale vengono fuori in un giorno 4 ore di tennis training e un ora di physical training.
    A parte qualche “bolla†nei piedi e nelle mani dopo il primo giorno di allenamenti, il resto è trascorso senza particolari problemi muscolari e dolori di sorta. Meglio del previsto e dello scorso anno quando alla Vavassori il terzo giorno, soffrirono di dolori muscolari che ne limitarono l’attività. Il maestro Gimenez è il responsabile del settore maschile ma non è mai intervenuto sul campo e neppure si è occupato dei miei figli. Chi invece ha seguito attentamente l’evolversi del programma è stato Sergio Casal. E’ sorprendente vederlo sul campo lavorare con umiltà ed impegno; è una persona squisita, competente ed attenta che non lascia niente al caso e che programma il suo lavoro con professionalità. Alle sette e mezzo del mattino è già lì che gira e che prepara le attività della giornata, alle sei del pomeriggio è ancora lì, adesso è in tuta ed è seduto ad un tavolo a conversare ma la sua presenza la fa sentire comunque. All’apice della piramide c’è Emilio Sanchez fratello di Arancha Sanchez. Emilio non si dedica più all’attività sul campo è un manager, si muove da un luogo all’altro della Spagna e di altri paesi, fa conferenze in Italia e promuove il proprio modo di vedere il tennis, la propria filosofia che è quella dell’Accademia. Ho avuto modo di scambiare quattro parole con lui e l’occasione è stata fortuita perché in realtà come dicevo, non è quasi mai sul campo ma negli uffici, ed è proprio lì che l’ho trovato. Parla perfettamente l’italiano e deve avere un legame così forte con l’Italia che ha deciso perfino di mandare la figlia alla scuola italiana di Barcellona (elementari); attualmente è selezionatore di una nazionale, non ricordo quale, ma nel recente passato lo è stato anche di quella spagnola ed è riuscito grazie a Verdasco e ad altre scelte azzeccate (e senza Nadal) a conquistare la preziosa insalatiera d’argento sui campi da tennis argentini. E’ stata una scommessa personale che ha anche accresciuto il suo prestigio. Emilio crede al sistema integrato scuola-tennis in quanto la scuola tradizionale impedisce o limita i bisogni del tennista che ha ambizioni di professionismo; quando si devono fare i tornei la scuola tradizionale non fa sconti e non concede recuperi; la scuola integrata nel sistema (alla Sanchez c’è la scuola americana Schiller) lavora di concerto ed in stretto rapporto con i maestri dell’accademia e nel caso di assenze prolungate dalle lezioni (a causa dei tornei), interviene con lezioni di supporto mirate e veicolate da insegnanti incaricati. Il lavoro scolastico è importante, eccome, come diceva Casal, i ragazzi più impegni hanno, più rendono. Guai a rendergli la vita più facile, tagliando sull’educazione scolastica o su altro, se lo si fa, si fa un danno. Un genitore italiano sta insistendo per togliere il figlio dalla scuola in modo che si dedichi con più intensità al tennis, con lo scopo di ottenere migliori risultati (così pensa); l’Accademia prega perché ciò non avvenga e sta cercando di convincere quel padre a riconoscere l’errore che sta commettendo, ma non è detto che ci riesca. Anni fa all’Accademia tutti erano stupefatti da un ragazzino dalle doti sovrumane, un mostro di bravura paragonato a Nadal; purtroppo crescendo manifestò un grave difetto genetico all’anca, venne fatta perfino una colletta all’Accademia perché venisse operato in America: l’operazione è riuscita ma l’attività professionistica di alto livello si è interrotta per sempre. E’ azzardato e rischioso scommettere tutto sul tennis. E’ necessario lasciarsi molte strade aperte per poter avere opportunità di scelta nell’età matura. Rinunciare alla preparazione culturale, è impedimento alle scelte principali o alternative che si potranno fare. Sergio Casal ha un fratello, anche lui da giovane giocava a tennis ed era molto bravo ma o perché la passione non era forte o perché era attratto da altro, ha rinunciato definitivamente al tennis per un lavoro più rispondente alla sue esigenze, ma lo ha potuto fare grazie a competenze culturali che solo una buona scuola ha potuto dare. Fare l’ Accademia per poi aspirare ad una borsa di studio in una università americana non è un piano B o di ripiego ma vale da solo la scelta. Alcuni professionisti hanno raggiunto l’apice proprio grazie agli allenamenti svolti nelle università americane (Blake ne è un esempio) che sono intensivi e non hanno niente da invidiare ad altri svolti in strutture specifiche. Si è detto anche nel blog che l’età del professionismo si sta spostando sempre più avanti (non più a 20 anni ma 24-25 o addirittura, come nel caso di Montanes a 30 anni e passa. Si è detto e si è ripetuto nel blog che non importa vincere da piccoli ma quello che conta è la crescita, il miglioramento la graduale maturazione nel tempo. Allora non affrettiamoci a ricoprire di corone di alloro e ad investire di troppa responsabilità un potenziale futuro campione oppure non cadiamo nell’errore opposto di demolire e minare la fiducia e la credibilità di chi ora non è capace di vincere. Se la passione è forte i risultati si vedranno, basta solo inseguirli e alla Sanchez insegnano umiltà e tanto lavoro….

  • 64.

    Certo che cominciare alle 11.15 … Tipicamente spagnolo! Come e’ la Scuola Americana all’Academy? Che magari Nicholas,viste le sue difficolta’ ad uscire di casa prima delle 7, lo mandiamo li’… A parte gli scherzi, Giogas, come e’ la Scuola? E’ dentro l’Academy? E’ fuori? Quante ore fanno, che tu sappia?

  • 65.

    Peccato che per l’ostinazione birichina da parte di ArchiGollum di farmi dispetto e quindi non pubblicare commenti qui da me, si sia perduta nel vecchio articolo Fuga dalla Terra, un interessante scambio fra Pasanen84 e appunto Archipedro che rivela che in fondo tutto quello che chiede Archie e’ di essere riconosciuto (con una Laurea ad honorem in Scienze Motorie?Con un Patentino di Istruttore? Con un Ciclo di Conferenze a Tirrenia?) dalla FIT. Ovviamente, lo devo sempre precisare, sto facendo il faceto (bella questa, mi e’ venuta cosi’…) ma lo spunto potrebbe essere interessante ancorche’ semeiologico:

    pasanen84 Says: 
maggio 20th, 2010 at 10:59: 

    mazza oh! Tutti i top 100 e via discorrendo sono delle chiaviche a livello fisico e il tennis è lo sport più arretrato del mondo in questo senso! Sembra che a seguire voi (archipedro, mad max) diventi facilissimo diventare un top player….sarà…
    Archipedro Says: 

    Mazza oh… 
Direi il contrario: a non seguire non noi ma il percorso con cui vengono “progettati†i grandi specialisti di tutti gli altri sport principali l’Italia non avrà mai un top player. Ed infatti MAI l’ha avuto. Credo si tratti d’un record mondiale, visto che ricordo dei top tennisti provenienti da paesi demograficamente, economicamente, politicamente e sportivamente risibili…
    Pasanen84:
    
io per top player intendevo sempre un top 100..non sono neanche così convinto che la differenza tra un top 50 e un top 10 la faccia solo un’ ERRATA preparazione atletica..perchè se uno ipoteticamente dicesse:
“Tu, top 50 hai sbagliato completamente la preparazione atleticaâ€â€¨il top 50 risponde: “Si ma io top 50 ci sono arrivato e tu che hai fatto di bello?†
Proprio una sfiga poi che proprio nel tennis ci sono finiti quelli che fanno tutto male.. ciao
    Archipedro:
    
Non è che noi da più di trent’anni non riusciamo ad avere un Federer o un Sampras… noi non riusciamo ad avere un Muster, un Murray, uno Stepanek, un Rios, un Baghdatis, un Ivanisevic, un Gulbis, un Dokovic, un Mecir, un Ferriera, un Medvedev… e neppure uno Srichaphan tailandese…
Nei circoli s’è insegnato solo, magari anche bene, il gioco sul campo. Ma dove iniziava l’agonismo, la sofferenza vera, il sacrificio, il tennis nostrano s’è sempre inesorabilmente fermato… Io una spiegazione me la sono data e l’ho condivisa senza offendere nessuno. Non ho viceversa trovato contro argomentazioni convincenti… a parte le soliti sterili difese d’ufficio… 
Lo ripeto, e senza sarcasmo: qui il più illuminato mi sembra proprio Roberto Commentucci, che ALMENO propone un analisi, una conseguente sintesi, ed un cambiamento nell’ottica della programmazione di medio lungo termine.
Ed infatti anch’io lavoro su uno sportivo che avrà il suo massimo picco agonistico tra vent’anni… ma allora che senso avrebbe preoccuparmi d’iscriverlo oggi al circuito dei bimbi prodigio? L’unico rischio sarebbe quello di far conoscere lui l’ATTUALE ambiente tennistico, con il quale nulla dovrebbe avere a che fare in futuro. Se le cose auspicabilmente cambieranno…
La vera sfiga, a parere mio, sta nella poca cultura ed umiltà che caratterizza ogni ambiente autoreferenziale… Essere nei top 50 e giocare male a tennis moderno, e non essere mai all’altezza d’un campione vero, può essere l’obiettivo d’un singolo ma non d’una intera Federazione…
    Pasanen84:
    Devo dirti archipedro ( ti do del tu) che ammiro il tuo percorso e la tua preparazione..non ci crederai ma ho letto anche quasi tutti gli articoli del tuo blog, capendoci molto poco in quelli più tecnici purtroppo..
Sono d’accordo sul fatto che l’obbiettivo di una federazione non può essere un top 50
capisco che in questo blog non trovi contraddittorio o confronto per quanto riguarda il campo bio-meccanico e atletico perchè come ha detto il dr Grazia si ritiene che sia già tutto scritto e conosciuto o perchè gli addetti ai lavori non ne hanno voglia o non leggono o non sono abbastanza preparati..
Non capisco le basi della “critica†generale e generica al movimento.
    Archipedro:
    Caro Mazza-oh! 
Questa tua domanda è molto onesta, e ti rispondo con semplicità… 
Giusto o sbagliato che sia quando negli altri ambienti sportivi di vertice qualcosa non funziona l’allenatore o il presidente di turno salta. Ed il fuoriclasse viene venduto…
Viceversa quando nessuno da trent’anni ha mai torto, e neppure si sente in dovere d’ammettere una qualche colpa, delle due l’una: o i risultati sono eccezionali oppure… 
Lo dissi a Freddo al telefono, a Commentucci via mail ed a te ora qui: dovreste essere meno prevenuti nei confronti dei portatori (educati) d’opinioni indigeste… Se è vero che hai letto qualche mio articolo, ciò magari potrebbe capitare anche a qualche volonteroso e recettivo maestro FIT. Ed allora finirei per essere utile alla vostra causa già da ora… 
Comunque: sono il primo tifoso delle nuove generazioni dei nostri giovani tennisti e spero che non debbano espatriare tutti per avere una qualche reale chance di successo…

    Scherzi a parte, il Prof Buzzelli direbbe: Il problema di Archipedro e’ che dice cose anche giuste ma le dice come se le avesse scoperte lui mentre sono 20-30 anni che si conoscono, che i buoni Preparatori le conoscono, che i buoni Preparatori le dicono … Ma una cosa e’ dirle e un’altra e’ riuscire a farsi ascoltare. Ora non si capisce perche’, se dicono alla fine le stesse cose, la FIT dovrebbe chiedere consulenze ad Archipedro invece che a Buzzelli, Catizzone, Baraldo, Panichi, Cannovale … Lo stesso discorso potrebbe essere applicato ad altri…Il problema di Blog come questo insorge quando la gente che vi scrive comincia a prendersi troppo sul serio … un conto e’ esprimere opinioni, cercare il dialogo, esercitare diritto di critica e soprattutto promuovere la Comunicazione fra Genitori e Addetti ai Lavori e se durante questi tentativi scappa anche qualche parola di troppo, maccchisssenefrega… un altro e’ pensare di essere gli unici depositari del Verbo quando poi il Verbo forse nemmeno esiste …
    Poi c’e’ un altro fatto ed e’ che spesso fra il dire e il fare c’e’ di mezzo il mare, che una cosa e’ l’enunciazione e un altra l’applicazione… Archipedro cosa vorrebbe? Che lo andassero a leggere lui e Max e che poi li invitassero a corte … Lo dico senza polemica E’ come se io mi aspettassi che un Agente Letterario della Mondadori,della Sellerio o della Baldini&Castoldi, leggendo i Blogs, mi inviasse un contratto per scrivere e pubblicare un libro … Nel campo specifico dello Sport poi una cosa e’ fare certe cose nel giardino di casa tua, un’altra e’ applicarle per decreto …E’ lo stesso discorso della politica…La Democrazia e’ bellissima ma spesso non funziona tanto bene come un progetto individuale, come un’azienda di famiglia… Nello Sport funziona meglio la Dittatura e quindi la piccola impresa proprio perche’ e’ l’unico luogo dove la si puo’ esercitare … In effetti i Paesi dell’Est avevano piu’ campioni prima della Caduta del Muro, guarda un po’… Magari la Federazione potrebbe facilitare la Piccola Impresa ma suo scopo principale,di ogni Federazione Sportiva, dovrebbe rimanere la Propaganda e la Promozione del proprio Sport (Abbassamento dei Costi: campi pubblici,tornei nei week ends, ore gratis nei circoli per gli U14, collaborazione con le Scuole …).
    E comunque se uno vuole farsi ascoltare o ha dei progetti da proporre non puo’ mica aspettarsi che la Federazione vada a leggere il suo Blog…Soprattutto se ce ne sono dieci, cento, mille e forse ancora di piu’…(tutti gli aerei cadevano giu’ e nel cielo c’era solo luyi, il dannato barone non cadeva mai…,G.Gaber). Voglio dire: non era meglio dunque,invece che frammentarsi in decine di scheggie impazzite, continuare tutti a scrivere nello stesso posto magari a settimane alterne? Cosi’ come una volta, magari per caso, ci han cominciato a leggere Buzzelli e Papi e Tropiano, chissa’… Piu’ difficile che vadano a leggere Blog monotematici…

  • 66.

    @Ulisse:
    Nati non fummo a viver come…Bruto
    E dio sa se non ci serve aiuto
    Ma poiche’ non siamo certo nati ieri
    Grazie lo stesso ma rimaniam da Bollettieri
    (Dante Alighieri, noto Coach della Pallacorda,
    finito poi all’Inferno anche per aver scritto quartine come queste)

  • 67.

    @ Stefano Grazia
    Da Bollettieri già ci hai provato
    e come pensano i più senza alcun risultato,
    cosa ti costa, e questo sì che è sensato,
    provare da Mad e sperare anche lì di essere fregato (trombato)
    (da Ulisse-Giorgio che all’inferno c’è già stato
    e non vede l’ora di essere rimandato)

  • 68.

    Ulisse!, ero sicuro che eri tu, il buon vecchio Giorgionso ma non ho detto nulla perche’ non volevo scoprire (per una volta!) le tue fonti…Come diceva Mark Twain uno vorrebbe andare in Paradiso per il panorama e all’Inferno per la compagnia … In realta’ come ho gia’ scritto altre volte non abbiamo ancora eciso nulla ma e’ probabile che invece di Lasciare si Raddoppi ma emplicemente per un motivo di scuola: 4 scuole diverse in 4 anni non e’ ne’ bello ne’ giusto e quindi vorrei fargli terminare il Ciclo delle Medie a Bradenton. Poi si vedra’ ma probabilmente tornerebbe in Nigeria, dove potrebbe frequentare, pagata dalla Compagnia, la Scuola Americana di Abuja che sembra molto bella anche se priva di campi da tennis.
    L’Opzione Italiana rimarrebbe solo nel caso di una esplosione tennistica tale da richiedere un Coach Personale per un’attenzione individuale piu’ personalizzata … A quel punto, ne parlavo proprio con Atti, e’ ovvio che chiederei asilo al Centro del Prof Buzzelli per la Preparazione Atletica e poi ci guarderemmo in giro per reperire nel Bolognese un Coach con determinate caratteristiche…Non conosco bene il panorama italiano, so di Zavoli e della BTA, di Albertini (che lavorava con Padovani al CRB e adesso lavora in proprio, collaborando anche con Buzzelli, ma non credo vada in giro per tornei … Ce ne saranno magari tanti e bisognerebbe incontrarli, conoscerli, cercare di capire con chi si hanno le maggiori affinita’ elettive … Coi soldi risparmiati mi potrei perfino costruire un campo da tennis in campagna, purtroppo in terra perche’ per il cemento non ti danno il permesso … (Ma Nicholas ha in pratica giocato tutta la sua vita sull’Hard e quindi non e’ detto che sarebbe un male…)
    Ma prima bisognerebbe capire se c’e’ davvero il tennis nel futuro di mio figlio e al momento secondo me non e’ assolutamente chiaro. Meglio dunque concentrarsi sulla scuola, fare un bello stacco quest’estate e vedere se avviene la tanto sospirata maturazione, non dico completa ma almeno qualche passo in quella direzione … Altrimenti inutile stare a farsi delle seghe mentali.

  • 69.

    @Stefano Grazia
    Era chiaro che su Bollettieri scherzavo! Era solo una provocazione per evidenziare nuove attività in un determinato campo di gente improvvisata, senza arte e nè parte!
    Per quanto riguarda il nick-name Ulisse, l’ho usato perchè ho fatto riferimento al tessere della tela da parte di Penelope-Mad e non era certamente difficile capire che dietro c’era Giorgio-Giorgionso-Alfonso!
    E’ strano, comunque, come nessuno dica la sua sulle presunte attività a cui ho fatto riferimento anche se, pensandoci bene, è giusto che sia così perchè ai più non interessa e chi è interessato (anzi l’interessato) non ha ragione di replicare, e si guarda bene dal farlo, in quanto si rende conto che tutto quello che ho detto è la pura verità peraltro dimostrata e dimostrabile con i fatti (ovvero acclarata, come spesso dice l’amico, e questa volta sarebbe finalmente nel giusto nell’affermarlo!).

  • 70.

    @Ulisse:Era chiaro che su Bollettieri scherzavo!

    E’ vero che sono roncoglionito e prostrato da tre giorni di packing ma non preoccuparti, fin li’ c’ero arrivato … E’ vero comunque che noi siamo in una fase in cui la scuola rimane l’obiettivo principale e siccome ha fatto le scuole anglofile la scelta americana e’ stata una naturale conseguenza … Spero pero’ quest’estate di fare una Full Immersion dal Prof…
    Quanto a chi si guarda bene dal parlare, credo di averlo spiegato: finche’ non ci si conosce, si hanno meno inibizioni e pudori…Poi subentra il politically correct o la paura di esporsi o il timore che uno se la prenda o semplicemente il senso del pudore … Tutto questo, secondo me, ha ‘incartato’ il Blog e decretato la sua fine. O cambiano completamente i protagonisti con l’arrivo di nuovi personaggi e magari il ritorno di qualche grande vecchio oppure ci spegneremo lentamente, come,racconta Guccini, le osterie fuori porta che “la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta:/ qualcuno è andato per età, qualcuno perchè già dottore / e insegue una maturità, si è sposato, fa carriera ed è una morte un po’ peggiore…”

  • 71.

    Ciao Stefano
    in merito al post 60 vorrei fare alcune considerazioni.
    Il fatto che il blog muoia a causa degli scontri tra i vari partecipanti dimostra un assunto molto importante nel rapporto genitori e figli: Quantunque quello che dicano i genitori, essi sono estremamente coinvolti nel progetto tennistico che riguarda i figli ed in quanto tale esercitano pressioni su di essi.
    Quando qualcuno compie una critica ad un ragazzo, un genitore si sente offeso perchè si sente egli stesso denigrato nella sua autostima. Questo è uno dei motivi più grandi per cui il tennis italiano sarà sempre culturalmente inferiore al tennis giocato altrove. Quello che succede su un campo da tennis non vuol dire assolutamente niente e non dice assolutamente niente sul valore e sulla dignità di una persona. Sul blog, le critiche che vengono fatte sul GIOCO di un atleta vengono spesso interpretate come critiche al metodo di lavoro ed alla PERSONA. Si fraintende la critica al problema come critica alla persona. Se ci prendessimo la buonissima abitudine di giudicare criticamente i fatti senza dare giudizi sulla persona, il blog ne beneficerebbe alla grande. E’ come il maestro che giudicando un rovescio giocato in malo modo invece di spiegargli dove ha sbagliato QUEL colpo gli dica: “hai un rovescio inguardabile”.

  • 72.

    Simplypete
    una delle più grandi abilità e dei grandi limiti di un giocatore di tennis è la gestione della tensione o ansia da prestazione. Chi è in grado di gestirla meglio a proprio vantaggio ha un vantaggio competitvo sull’avversario. Un vantaggio che può livellare anche divari che sulla carta sembrerebbero incolmabili.

  • 73.

    Dunque.. riallacciandomi a Giogas@…ed anche a Stefano@… parlando di location e metodologie di allenamento…volevo dire anch’io due cose sull’argomento, ed in particolare parlare della mia esperienza con il prof. Buzzelli…. in primis per ringraziarlo per la disponibilità, visto che abbiamo avuto il piacere di incontrarlo (grazie ad un “amico†comune…)…nella cornice del suo splendido centro operativo…

    Assolutamente da vedere il contesto della sua “base†operativa… Villa Pallavicini.. a 5 minuti dal centro di Bologna, immersa nel verde in una polisportiva vecchi stampo….con 3 campi da tennis, palestra e palestrine, campi da calcio, pallavolo, basket, foresteria e ristorante…sembra impossibile di essere a 10 minuti dalle 2 torri…e al tempo stesso stare in mezzo al verde della campagna emiliana…direi… per usare un termine piu’ volte usato nel Blog… la location perfetta per il Vaffantennis dell’amico Andrew …con nessun asciugamano stemmato, piscine e/o altre distrazioni futili… solo profumo di sport e aggregazione…e questo aldilà dell’ambizione e potenzialità del singolo..
    Unica mota stonata… la pista di atletica ancora ricoperta di erba…per il prof. ex Decatleta…un pugno al cuore…provvedere please…

    Il Buzz è come traspare anche dai commenti del Blog…un mix di energia, competenza ed esperienza…arginarlo è quasi impossibile….

    Oltre al suo metodo di allenamento, le ragazze hanno provato anche il senso toutch…premetto che non sono un esperto.. ma a occhio e croce… viste e provate le enormi potenzialità …lo strumento potrebbe diventare utilissimo ai circoli e ad una federazione che avesse intenzione seriamente di migliorare la parte atletica di tutto il movimento (utile per tutte le età e livelli…)… appunto… potrebbe…quello che è logico e utile… quasi mai viene preso in considerazione…gli auguro che il suo caso sia un eccezione e che come molti qualificati addetti ai lavori gli stanno testimoniando…diventi uno strumento quotidiano nell’allenamento dei tennisti..

    Abbiamo anche visto cosa intende per utilizzo del giavellotto nel suo metodo (altra vecchia polemica)… cosa che si puo’ sperimentare con efficacia solo in un centro immerso nel verde come quello (difficile farlo nelle palestre e/o nei normali circoli…)..comunque una pratica che fatto per scopi e dosi tennistiche (non per lanciare lontano… ma per imparare la coordinazione delle spalle/braccia…e la precisione)…non ha ovviamente controindicazioni traumatiche… anzi solo benefici…

    Mi sembra in gamba anche il maestro Davide Scala, ex allievo “storico†del prof. (quasi un figlio..) che collabora con lui nell’impostare il lavoro sul campo… uno che è arrivato a ridosso dei primi 100 al mondo con molti sacrifici e impegno, e che ha lavorato bene sia con lui … e sia per un certo periodo anche con iun certo prof. Catizone… mi sembrano 3 ottimi indizi…soprattutto ….super partes…

    Concludendo…mi è parso di intuire, che il prof ha voglia e motivazioni per impegnarsi e per rientrare con un suo progetto per il tennis (oltre alle attuali collaborazione con la Garbin e altri giocatori di vari livelli)… e chi fosse in zona (mannaggia a noi e alle distanze…).. e volesse offrire a suo figlio personalizzazione, competenza ed esperienza…. il tutto fatto ai massimi livelli…. troverà pane per i suoi denti… con costi,penso inferiori ad una qualsiasi Accademia (forse Stefano potrebbe comparare meglio di me…) …e imparagonabile come rapporto qualità/prezzo…alla maggior parte dei circoli e delle scuole tennis…

  • 74.

    Ma chissa’ mai chi sara’ quell’ ‘amico comune’ … Scherzi a parte, lo ripeto da anni…Spero ci potremo incontrare fra giugno e luglio …

  • 75.

    Grazie, grazie, grazie….Taty che hai appena dimostrato il tuo gran carattere e l’efficacia dell’allenamento che abbiamo fatto per preparare il Roland!!!! Che partita!!!!
    Non dimentichiamoci i suoi 33 anni e tutte le vittorie di quest’anno arrivate al terzo set. Grande!!!!!!
    Naturalmente grazie anche voi che scrivete cose belle su di me, ma nello sport sono i risultati che contano.
    Scusatemi ma sono entusiasta di quello che ho appena finito di vedere!!!!!

  • 76.

    Elementare… Watson …bisognava specificarlo ?

    Se dicevo chiaramente che l’amico eri tu che sei di Bologna ….e poi si fa uno piu’ uno e si viene a sapere che hai scelto di portare Nicholas ad allenarsi Oltreoceano… col Buzz in casa a 5 minuti…

  • 77.

    simplypete…

    …tu non sei un mio cliente, almeno credo. Di che programma stai parlando?
    Pensi che se non abbiamo un top 100 sia colpa degli allenatori. Ok. Ma quanti italiani sono andati all’estero (specialmente in Spagna) ed hanno “fallito?” Anche da Casal, dove ho giocato, ne ho conosciuti parecchi…
    e basta con la storia del sudafriano o del macedone…vedrai che fra 10 anni esce l’italiano, e allora non sarà certo per merito degli allenatori improvvisamente diventati dei fenomeni, no?

    Ma questo è un paese dove tutti, avvocati, baristi e spacciaatori, tutti qanti sono allenatori.
    Un genitore deve fare il genitore, e quindi scegliere (ed affidarsi, parolone) al tecnico/i che reputa migliore, oppure fare come altri ed allenare lui stesso, se è capace. Stop.

    Poi se vogliamo solo sfancularci un po’, allora è un’altra storia. E non mi interessa.

    Così non saranno 2 sconfitte di fila a fargli cambuare idea sul coach.

  • 78.

    Stiamo organizzando un raduno da Silvano Papi, Stefano Grazia è disponibile da fine giugno, io ho detto che mi andrebbe benissimo il 27 giugno. Chi vuole aderire non ha che da dirlo qui. Magari potrebbe farsi un salto anche il prof Buzzelli.
    L’invito ad aderire è esteso a tutti gli altri blog di genitori di tennisti.

  • 79.

    Ecco un copia ed incolla del programma Long time dell’Accademia Sanchez-Casal, programma che differisce da quello che viene proposto per brevi periodi settimanali.

    TIMETABLES
    The timetable for student athletes on this journey is as follows:
    Monday to Friday
    GROUP A (10 th -11 th -12 th grade) GROUP B (5th – 6th -7th-8th-9th grade)
    07:30-08:15 Breakfast 07:30-08:15 Breakfast
    08:30-11:45 High School 08:30-11:30 Tennis Training
    11:45-12:30 Lunch 11:45-12:30 Lunch
    12:50-14:20 High School 12:50-17:50 High School
    15:00-18:00 Tennis Training 17:50 Energy Point
    18:00 Energy Point 18:00-19:00 Physical Training
    18:15-19:15 Physical Training 19:00-20:00 Hygiene & Rest
    19:00-20:00 Hygiene & Rest 20:00-21:00 Dinner
    20:00-21:00 Dinner 21:00-22:30 Rest
    21:00-22:30 Rest 22:30 Lights Off
    22:30 Lights Off

    Per la scuola, che è all’interno della struttura, riprongo nuovamente un copia ed incolla.

    Located within the campus of the Academia Sánchez-Casal, all student-athletes have the opportunity to attend Schiller International School, an American accredited school which offers the American fifth through twelfth grades (ages 10-18 years old). The educational program is fully compatible with a student-athlete’s tennis training, tournament schedule and medical visits. The student population consists of student-athletes from over thirty countries who cumulatively speak over twenty languages, although, the language of instruction in all classes is English.
    Students who earn the High School Diploma are eligible to attend any American university, usually with substantial academic and/or athletic scholarships. Schiller International School offers a comprehensive university placement service to include SAT and TOEFL Preparation, university counseling and extensive placement services. The School works in conjunction with the Academia Sánchez-Casal and other sources to assist student-athletes in finding the best university based on the student-athlete’s interests, academic potential and athletic abilities.
    Student-athletes also have the opportunity to enroll in an English or Spanish Language Program offered by Schiller Internation School. The language programs are offered in conjunction with a student-athlete’s athletic training, tournament schedule and medical visits. Language classes are offered for beginning to advanced language learners.
    The junior and senior high school programmes are offered in a format that makes it fully compatible with a student’s sport training without undermining academic quality. The programme requires students to complete their senior year, or twelfth grade, of the American secondary education system. This system consists of four years of secondary education (ages 14-18) after two years of junior high school (ages 12-13) and six years of primary school (ages 6-11). At the conclusion of twelfth grade, students receive a High School Diploma, which affords them the possibility to enrol in universities in the United States or other countries. Spanish is offered as a required foreign language

    L’Accademia non possiede al momento campi coperti ma Sergio Casal mi ha parlato di un terreno che hanno acquistato allo scopo e sono in attesa dei permessi. All’interno della struttura c’è una piscina, vari spazi ricreativi ed una mensa gestita molto bene con ampia scelta di cibi e bevande.

  • 80.

    Di programma sto parlando….appunto….tu ne hai uno? hai idea di come si costruisce un campione a questa domanda non mi hai ancora risposto.
    “Ma quanti italiani sono andati all’estero (specialmente in Spagna) ed hanno “fallito?†Anche da Casal, dove ho giocato, ne ho conosciuti parecchi…”
    Ma cosa stai dicendo, non ho mica detto che se uno va da casal diventa un campione, o solo constatato che:
    Pennetta…..spagna
    Schiavone…..spagna
    Errani ….america e spagna
    Gaudenzi che è l’ultimo giocatore di livello, è diventato forte quando è andato in Austria con Muster
    Non abbiamo una scuola tecnica di livello questa è la verità…purtroppo;
    la wozniacki da sola, ha vinto di più a soli 20 anni, di quanto abbia vinto negli ultimi trenta anni il tennis maschile e femm. italiano, cioè suo padre a fatto meglio di tutti i bravissimi tecnici italiani.?!!!!!!!!!!!!!!!!!!! te compreso….
    mi sembrerebbe allora un utile esrcizio di modestia, prima di predere per i fondelli i genitori, portare almeno qualcuno a vincere qualche master series o wta….a già tu sai come si fa ma siccome non sono tuo cliente non lo dici….
    Saluti…

  • 81.

    @ Mauro
    mi dispiace di non essere presente in quel periodo in Italia per unirmi al gruppo, mi auguro che si ripresenteranno altre occasioni. Nel nostro programma estivo ci sono ancora le visite alle Accademie, in particolare quella di Firenze e la Brett di Sanremo e poi vari tornei locali per approfittare del periodo delle vacanze scolastiche ( o al mare o ai monti), infine alcuni tornei più importanti (Nike) come verifica del lavoro svolto.

  • 82.

    @Veneziani: Ma questo è un paese dove tutti, avvocati, baristi e spacciatori, tutti qanti sono allenatori. (E giornalisti, non dimentichiamo : e giornalisti ! NDSTGR)
    Un genitore deve fare il genitore, e quindi scegliere (ed affidarsi, parolone) al tecnico/i che reputa migliore, oppure fare come altri ed allenare lui stesso, se è capace. Stop.

    E’ un’opinione. Secondo me c’e’ una terza possibilita’ ed e’ quella che ho sempre auspicato: che Genitore e Allenatore possano collaborare fra loro. E questo e’ soprattutto non solo auspicabile MA FONDAMENTALE nell’eta’ che va dai 3 ai 12-14 anni. Ed e’ questo che secondo me fa la differenza fra Genitore e Genitore e Allenatore e Allenatore.
    Ovviamente anche questa e’ solo un’opinione. La mia.

  • 83.

    Per un testo, ci vuole il contesto.

    Sei io dicessi al presidente del consiglio “Sei una faccia di merda!” durante una seduta del parlamento, sarebbe diverso dal dire “Sei una faccia di merda!” a un amico che ti ha appena battuto per la sedicesima volta di fila a scala-quaranta.

    Per uno sport, ci vuole un ambiente sportivo.

    Se nel tennis operassero delle associazioni sportive che reclutassero elementi sulla base di interesse, passione, competenza, ecc…invece che circoli che accattano soci in base al censo, al monopolio e al prestigio e maestri che accattano ciò che arriva da quella prima scrematura, ecco che la parola, il verbo “sport” acquisirebbe altra valenza.

  • 84.

    Mio figlio si appresta a cambiare maestro per la 6° volta in 6 anni.
    Non per mia o sua volontà ma perchè o gli licenziano, o se ne vanno , o passano ad altro incarico.
    Meno male che il babbo, per ora, è sempre lo stesso !

  • 85.

    Posto questo post per darvi un’idea dei diversi costi negli sport (in Italia, ricordiamolo, il tennis NON è uno sport) e specialmente del diverso approccio allo sport…

    Alessandro, questo giovedì parte in pulmino per Viareggio, dove resterà fino a domenica per il girone finale degli u13 nello sport dell’hockey a rotelle. Si sono qualificati per il rotto della cuffia grazie a “Ciccio-hamburger-polpetta” che solitamente non ne becca una ma nella partita decisiva ha deviato in gol una palla che passava davanti a lui.

    Costo della permanenza con vitto e trasporto: 70 euro.
    Genitori (se vogliono venire) in albergo separato e contatto vietato con i ragazzi se non durante il pre e post-incontro.
    Due allenatori e due dirigenti per 10 ragazzi.
    Cellulari ed elettronica varia vietati.

  • 86.

    Va beh, ma il problema è quello che sintetizzò bene anche Fanucci in una intervista tempo fa: in Italia, vengono a giocare a tennis gli scarti degli altri sport.
    Scarti intesi come bambini e ragazzi atleticamente inferiori a quelli che si rivolgono ad altri sport.

    I veri fenomeni atletici, in Italia, si rivolgono a sport più divertenti e coinvolgenti.

    Come dice anche Stefano, ogni tanto, il tennis ha dei grossi limiti, veramente oggettivi.
    Ci sono almeno 10-15 sport più divertenti, oggettivamente, del tennis.

    I bambini lo sanno e chi, tra di loro, ha maggiore atletismo, maggiore coordinazione, maggiore tutto, si rivolge ad altri sport.

    Nei circoli, in realtà, si lavora sulle rimanenze.
    Questa è la realtà.
    Realtà italiana, ma realtà.

    I maestri?
    Poveracci, con il materiale umano che hanno fanno già miracoli.

  • 87.

    Nikolik,
    sempre in forma !

  • 88.

    Ma, Kill Bill, sul serio, però, questa volta!

    Ricordo benissimo una intervista di Fanucci che diceva, più o meno, proprio le cose che ho detto io.
    Mi ricordo di averla letta sul sito tennisteen, deve esserci ancora da qualche parte.

    Del resto, il problema del tennis è reale.
    Avevo altresì letto un intervento anche di Piatti, nientemeno, che diceva che, in effetti, qualche cosa si dovrebbe fare per migliorare un po’ il tennis e renderlo un po’ più moderno ed “appetibile” agli occhi dei giovani e che lui sarebbe stato disponibile a cambiare qualcosa, a cominciare dal punteggio.

    Insomma, i veri addetti ai lavori, quelli che riscontrano i problemi tutti i giorni perché il tennis è la loro vita ed il loro lavoro, la sanno la verità.

    Speriamo.

  • 89.

    Tra poco si passerà a commentare sul nuovo articolo della rubrica Tennis, Genitori & Figli che si sono permesso di scrivere contattando molti addetti ai lavori..

    http://www.spaziotennis.com/2010/05/tgf-16-il-rapporto-genitore-coach-puntata-1/

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