di Alessandro Nizegorodcew
Mi permetto, per la prima volta, di pubblicare un mio articolo nella rubrica Tennis, Genitori & Figli. Oltre al rapporto Genitori-Figli, il connubio più importante e complicato del tennis è certamente quello tra i Genitori e i Maestri. Inutile riassumere le tante discussioni che si sono succedute su Spazio Tennis su questo scottante argomento; più interessante, a mio avviso, leggere e analizzare i pareri di giornalisti, giocatori, addetti ai lavori e soprattutto genitori e allenatori. E allora iniziamo con questa prima puntata (ne seguiranno altre nei prossimi giorni e settimane)…
Raoul Pietrangeli (Direttore Tecnico Circolo Corte dei Conti – Roma): “Se una cosa non ti piace cambiala, se non puoi cambiarla, cambia il tuo atteggiamento. Non lamentarti.” (Maya Angelou – scrittrice e poetessa). “Avrai capito come la penso. Tento altre descrizioni sintetiche: Per me non esiste la ricetta nel rapporto tra genitore e maestro. E’ una dinamica tra due persone che devono avere affinità, obiettivi chiari e comuni, capacità di rispettarsi l’un l’altro. Essendo quasi tutti rapporti a termine, in teoria tutto dovrebbe essere più facile: si lavora insieme finchè c’è reciproca fiducia. Non condivido i maestri che fanno le vittime se abbandonati, dovrebbero essere più “adulti” nell’incassare la delusione. Non condivido i genitori che si lasciano prendere dalla “febbre alta”. Non ne ho visto uno arrivare. Equilibrio. In questo credo.”
Marzio Martelli (Ex Pro, Numero 96 Atp nel 1997): “Difficile.. E lo sai.. Magari avere la ricetta giusta.. Ci son casi di genitori che han determinato il successo dei figli/e (Bruguera, Williams, etc..) altri gli insuccessi.. Non saprei.. di sicuro è oppotuno coinvolgere, saper ascoltare.. Il resto deve essere nel pieno rispetto dei ruoili..”
Elvy Intiglietta (Maestra e Madre di Claudia Giovine): “Il mio doppio ruolo mi ha schierato chiaramente a volte dalla parte dei maestri, lì dove c’erano genitori invadenti ed apprensivi, a volte da quella dei genitori, perché purtroppo di maestri che vendono fumo in giro ce n’e', eccome… Essendo caratterialmente una persona diretta, ho avuto degli scontri, sia con gli uni che con gli altri. Credo comunque che il rapporto tra coach e genitore, in generale, debba essere di collaborazione possibilmente, e di rispetto dei ruoli. Non è sempre facile, perché i genitori tendono a trattare i figli come loro proprietà e non come individui liberi di pensare e di scegliere della propria vita. Bisognerebbe semplicemente aiutarli a crescere nel rispetto di se’ stessi e degli altri e poi, una volta adulti, aiutarli a prendere la giusta decisione, senza prevaricazione. Di errori se ne fanno sempre, ma con gli errori si migliora e si cresce. L’importante e’ non perseverare.”
Stefano Baraldo (Preparatore Atletico di Potito Starace e Giacomo Miccini): “Io ho un ottimo rapporto con i genitori dei ragazzi che si allenano con me! Per evitare fraintendimenti ecc… per me bisogna essere sinceri! non vedo altra soluzione!”
Claudio Pistolesi (Coach Internazionale): “Penso che bisogna mettersi nei panni degli uni e degli altri e capire le rispettive paure che nella maggior parte dei casi sono la causa, o da una parte o dall’altra, della sofferenza dei ragazzi. I maestri, giustamente, hanno paura delle interferenze tecniche dei genitori. C’e’ un grosso rischio “Tela di Penelope” cioe’ che il maestro si fa in 4 per trasmettere alcuni valori ai ragazzi e poi, spessissimo, la sera a cena il genitore entra a gamba tesa sul lavoro del maestro presupponendo una competenza tecnica data, la maggior parte delle volte, o dal fatto che giochi lui alivello di club, o è seguace dei vari Commentucci e passa ore ore su internet a leggere numeri e statistiche senza saperli leggere e senza capire che i numeri sono solo una coseguenza del livello di un giocatore, non la causa. Mettendosi nei panni di un genitore, altrettanto giustamente, questi ha una diffidenza giustificata dal fatto che molti maestri vogliono dare “volume” alle loro scuole e purtroppo vige il “intanto questo pijamolo poi se vedra’”. Come forma di difesa dei propri soldi e di tutela del ragazzo che ha diritto ad un servizio adeguato, il genitore cerca, vedi sopra, di “supervisionare il lavoro del maestro”. Non succede cosi’ tutte le volte ma spesso si. Qual è la soluzione? Che quando si comincia un rapporto, il maestro e il genitore facciano un patto da gentiluomini. Il genitore si impegna a fare il genitore (si accerti che il ragazzo/a vada bene a scuola, che mangi e dorma bene, che sia in salute etc.) e questo già è un grande aiuto per il maestro, che a sua volta se non ha le strutture, o la voglia, o la motivazione per seguire BENE l’allievo e dare un servizio all’altezza, lo dica subito con onestà. E’ chiaro che ci sono diverse eccezioni positive per fortuna. E non sempre è così, ma se questa soluzione non funziona allora non resta che separarsi. Un’altra cosa da aggiungere, tecnica, nel caso che comunque maestro e genitore decidono di mettere fine al loro rapporto. La fit, tanto per cambiare, ha messo in piedi un regolamento che penalizza i ragazzi agonisti. Se uno cambia circolo fino a 16 anni non può giocare a squadre per due anni !!!! Questo con l’aggravante dell’aumento della tassa di trasferimento a 120 euro!!! Con il risultato pero’ che uno e’ costretto a rimanere in un circolo dove non vuole o forse non puo’ rimanere (ad esempio se si trasferisce in un altro posto della citta’) pena il non giocare a squadre. Cosi’ i circoli votanti hanno piu’ potere e i singoli ridotti a sudditi con una evidente limitazione della loro liberta’ tennistica. Anche impegnandosi non si vede minimamente il beneficio di un regolamento cosi’ per i ragazzzi e per le famiglie che dovrebbero avere la priorita’ anche se non votano.”
Riccardo Bisti (Giornalista Tennisbest e Tennis Magazine): “Io penso che i genitori debbano incidere il meno possibile nella carriera dei figli. Difficile dare un identikit del genitore perfetto: credo che sia importante infondere sempre fiducia ai figli ed essere presenti ma non oppressivi. L’aspetto che il genitore deve curare con grande attenzione, almeno all’inizio, è la scelta del maestro. Se il figlio denota qualità importanti, è basilare che venga seguito da un buon maestro che abbia stima e fiducia del genitore. Con tali presupposti è più difficile che ci siano screzi. In definitiva, mi fido di più del genitore “buono” che del padre-padrone. Noi conosciamo i Richard Williams e i Mike Agassi, i Walter Bartoli e gli Arsalan Rezai, ma di quanti fallimenti non siamo a conoscenza? I due tennisti più titolati di sempre, Federer e Sampras, hanno due genitori quasi invisibili. E’ solo un caso?”
Stefania Chieppa (Tennista Professionista, Numero 359 nel 2006): “Secondo me il ruolo del genitore è fondamentale; ammetto che non è per niente semplice essere nei loro panni. Perché un genitore deve riuscire a trasmettere al prorpio figlio serenità, positività e soprattutto equilibrio. Inoltre penso sia importante che un genitore abbiamo un buon dialogo con l’allenatore del proprio figlio senza però interferire troppo, perché bisogna dare fiduca al coach che si è scelto e fargli fare il suo lavoro anche se certe cose non si condividono. Ovviamente tutto ciò è possibile se il genitore ha un carattere di un certo tipo, perché se invece si ha di fronte un genitore padrone del proprio figlio di decidere qualsiasi cosa per lui allora in quel caso devono stare al di fuori il più possibile. Insomma non è affatto semplice gestire questo tipo di rapporto, ma l’importante è sapere che non si potrà mai pensare di escludere completamente i genitori.”
Roberto Bontempi (Giornalista Tennis.it): “Parlo anche da insegnante scolastico, visto che la situazione è MOLTO simile… Non bisogna mai perdere di vista, a mio avviso, che entrambi, genitori e coach, cooperano alla crescita complessiva dell’uomo che c’è dietro il tennista. La distinzione dei ruoli è fondamentale in questa prospettiva purché si abbia questo backgound comune che è fondamentale. Quindi i genitori devono fare i genitori e i maestri devono fare i maestri inviando, però, gli stessi messaggi ai ragazzi, e non mi riferisco al dritto e rovescio (che devono insegnare i maestri) ma soprattutto rispetto alla visione dello sport come scuola di vita e ai valori complessivi che lo sport DEVE veicolare. L’ideale sarebbe dunque un rapporto di fiducia e collaborazione tra persone che cooperano allo stesso obiettivo: la crescita del ragazzo.”
Fabio Colangelo (Ex Pro, Best Ranking 415 Atp in Singolo e 154 in Doppio, Giornalista Spazio Tennis e Tennis Italiano, Allenatore di Tennis): “Io ti rispondo che a mio avviso non c’è un comportamento standard da seguire. Dipende dalla personalità di ognuno. Coach, genitore e bambino. Non c’è una formula precisa! Il genitore in giovane eta’ e’ sicuramente fondamentale per il ragazzino, un punto di riferimento importantissimo. E a me maestro piace vedere se il genitore e’ appassionato e ci tiene. Io per ora non ho riscontrato questo tipo di problema, ma l’unica cosa che mi scoccerebbe sarebbe vedere il genitore che entra in campo tecnico e di programmazione o cose comunque di competenza del maestro. Se ci sono domande e un confronto di idee ben venga, ma se tu mi affidi tuo figlio e poi intervieni senza chiedermi un parere, allora no. Se tu chiami un imbianchino, gli dici che lavoro vorresti, poi non ti metti lì a dirgli come fare…se no fallo tu! Giusto? Poi non capisco quei maestri che dicono che i genitori devono essere invisibili. Non mi piace neanche quello! Fiducia e rispetto dei ruoli sono fondamentali. E anche il ragazzo se vede che c’è un bel rapporto tra 2 figure così importanti può solo beneficiarne!”
Pietro Nicolodi (Telecronista Sky Sport): “Sono per la totale abolizione dei genitori dal mondo dello sport. Devono servire per supportare, per dare morale e non devono assolutamente impelagarsi in situazioni tecniche. Parlo da genitore di due giocatori di hockey che come unico compito hanno quello di divertirsi.”
Gianluca Galeazzi (Giornalista Super Tennis): “Ho sempre amato quei genitori discreti che si tengono in disparte, che non si sentono protagonisti alle prime vittorie del figliolo. Ho ancora alla mente un padre che alla vittoria del figlio alla coppa delle province a castel di sangro, mi portò con se’ a vedere, su un altro campo, un altro ragazzino e mi disse: “Questo siciliano gioca meglio di mio figlio!!”. Non voglio che si arrivi persino a questo ma credo che il ruolo di un genitore sia decisivo. Perché per educazione non si intende solo educare un figlio verso il prossimo, ma incurcargli la giusta mentalità, mantenerlo con i piedi per terra, fargli capire che solo attraverso un percorso lungo e tortuoso si possono raggiungere delle mete. Un ragazzino assimila inconsciamente tutti gli atteggiamenti e i modi di fare della sua famiglia. Per quanto rigurda il rapporto tra genitori e coach, credo che nel momento in cui un padre e una madre decidano che quell’allenatore possa andare bene, debbano lasciargli carta bianca, devono dargli fiducia, senza essere invadenti. Poi nel momento in cui le cose dovessero andare male per svariato tempo allora insieme al figlio si valuteranno nuove prospettive.”
Fabio Lavazza (Coach Bob Brett Academy): “La mia esperienza è più che altro legata al rapporto con i genitori di ragazzi che si avvicinano al professionismo, quindi ragazzi di alto livello, tra i primissimi d’Italia. Guarda posso farti due esempi: un ragazzo che a 14 anni era tra i primi 4 in Italia ora si trova tra i primi cento giocatori del mondo grazie, oltre che al talento, agli investimenti fatti dal padre che ha praticamente fatto da sponsor al figlio affidandolo alle cure di un giovane ma esperto coach che lo ha portato tra i migliori del mondo della sua età. Il ruolo del padre in questo caso è stato l’ideale, poiché ha dato all’allentore piena fiducia e tutto il sostegno che necessita un piccolo team di lavoro. Altra situazione e’ quella in cui il padre di una giocatrice che ha tutte le carte per poter arrivare si dedica in maniera ossessiva alla crescita tennistica della stessa, pur non avendo mai preso in mano una racchetta, né avendo un passato da sportivo amatoriale. Viaggia con lei, non ascolta i consigli degli allenatori per le scelte di programmazione e commette un errore dietro l’altro a livello gestionale. A mio avviso il percorso giusto da seguire è quello di dare fiducia agli allenatori, ovviamente sapendo scegliere quelli preparati e motivati.”
Enrico Sellan (Direttore Sportivo R70 – Roma): “Il discorso, come avrai ben capito, è molto delicato. Credo innanzitutto che, come in affari amorosi, ogni storia è a sè; è difficile, quindi, generalizzare. Ogni persona, genitore, figlio, tennista, coach o maestro che sia, è diverso da tutti gli altri. Detto questo, e provando a rispondere alla tua domanda, io ho l’idea che il genitore deve assolutamente essere presente, non parlo di allenamenti, ma di eventi agonistici, gioendo dei successi, ma non drammatizzando le sconfitte. Parlando di atleti agonisti evoluti, il rapporto di coach e genitore deve essere di estrema fiducia, anche perché ,altrimenti, il giocatore se ne accorgerebbe presto e verrebbe meno il rapporto di fiducia con tra coach e atleta, conditio sine qua non per un rapporto lavorativo. Non penso ci siano delle regole da seguire, se non quelle del buon senso. Penso, però, che il maestro/coach debba avere la libertà e la tranquillità per poter lavorare bene, e che altresì il genitore debba essere coinvolto dal maestro/coach sulle attività e decisioni prese riguardanti l’atleta, in modo da poter costituire una linea comune nella gestione dello stesso. In linea di massima spero di aver risposto ai tuoi quesiti, considerando che si potrebbe parlare sull’argomento per giorni e giorni. Ti aggiungo una piccola nota, a livello femminile sono molto più presenti i genitori rispetto a quello maschile. In effetti, nel circuito Wta, è molto facile incontrare, anche a livello altissimo, giocatrici che girano con coach e genitore; fino, purtroppo, ai casi di Capriati, Pierce, Bartoli, ecc che ci fanno quasi rabbrividire. Però, estraniandosi dal rapporto umano, sicuramente deplorevole, e andando su quello squisitamente sportivo, chi ci dice che se il genitore non fosse stato un tiranno, la ragazza non avrebbe smesso di giocare alle prime difficoltà incontrate e non sarebbe mai arrivata fra le prime del mondo? per contraltare, però, quanti sono i genitori/coach/tiranni di atlete che non sono mai diventate professioniste, ed hanno avuto, quindi, una vita rovinata? Domande purtroppo che rimarrano senza risposta….”
Roberto Commentucci (Giornalista e Consulente Fit): “Non esistono formule universali, ma credo che sia imprescindibile l’instaurazione e il mantenimento della massima fiducia reciproca, per poter avviare e sostenere un progetto a lungo termine, che è poi l’unico approccio corretto. Il genitore, anche non tennista, oggi è per il maestro un interlocutore molto più informato di qualche anno fa. La crescita del grado medio di scolarizzazione e la rete Internet consentono a molte persone di costruirsi un bagaglio teorico spesso molto solido sulle problematiche dell’apprendimento del tennis. Per il maestro, quindi, è fondamentale evitare di chiudersi nell’autoreferenzialità: non può dire “faccio così e basta”, ma deve essere paziente (anche molto paziente) e spiegare sempre con chiarezza il perché e il percome delle sue scelte. Per molti maestri è una sfida complicata, per altri invece un punto di forza (e purtroppo ce ne sono alcuni più bravi nell’ “automarketing” che sul campo…). Il genitore, da parte sua, deve essere bravo a non andare oltre il suo ruolo: deve parlare con il maestro sempre quando il ragazzo non è presente, non deve manifestare mai dubbi sul maestro in presenza del ragazzo, eccetera. Per il ragazzo, il maestro deve essere una sorta di semiDio, deve esprimere il massimo dell’autorevolezza. Se il papà ne mina – anche involontariamente – l’autorità, allora la colaborazione è destinata a fallire, perché il ragazzo tenderà a non seguire fino in fondo il suo coach. E infine, bisogna che il genitore resista alla tentazione di mettere bocca negli aspetti tecnici. L’ultima parola spetta al maestro. Se non si è convinti della bontà delle scelte del maestro, allora non ci sono i presupposti per andare avanti, ed è meglio cambiare.”
224 Commenti to “TGF 16 – Il Rapporto Genitore-Coach (Puntata 1)”
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Stefano Grazia says:
Posto volentieri per primo visto che l’ottimo articolo esemplare dal punto di vista giornalistico di Alessandro chiude a perfezione il Ciclo di TGF, un blog dentro al blog proprio da me sviluppato, prima all’interno del Blog di scanagatta poi qui a SpazioTennis, come un J’accuse a volte anche violento nei confronti di certi Maestri sordi ad ogni collaborazione coi Genitori. Della serie Vietato l’Ingresso a cani, ebrei, negri, comunisti,polacchi e genitori. Il Postulato essenziale da cui partire era che ci sono Genitori e Genitori e Maestri e Maestri. La Teoria Provocatoria era che un Genitore Appassionato e Illuminato era meglio di un Maestro Scoglionato del Circolo sottocasa con SAT a 20 bambini per campo. Ma e’ ovvio, basta pensare all’amore, al tempo a disposizione, alla dedizione. Ma era anche ovvio che questa regola poteva valere solo per il proprio figlio e non per quelli altrui. Altrettanto ovvio era che questo valeva per i Figli dai 3 ai 12-14 anni e che il Genitore, piu’ che sostitursi al Coach, doveva essere semmai l’Assemblatore, il Manager, il Gestore del Progetto (Chi ha citato Sampras dimentica che il Padre affido’ il Figlio al Dr Fischer che non era un Coach ma un Pediatra e che a sua volta mandava il figlio il martedi’ da Langsdorp (il Bollettieri della West Coast) per i groundstrokes e il Venerdi’ da DeLittle per le Volleys. INFINE era lapalissiano che la nostra discesa in campo non aveva come fine quello, travisato da alcuni, di sostituirsi ai Coaches ma di invitarli alla COMUNICAZIONE prima e alla COLLABORAZIONE poi.
Tutti gli interventi di cui sopra sono ineccepibili (o quasi, ce ne sono un paio che sono scandalosi) ma mi sembra evidente che si riferiscano a a figli avviati allo sport con l’intenzione di far loro fare attivita’ all’aria aperta e basta o a figli gia’ grandicelli e gia’ formati. La prova del campo dimostra infatti che il 90% dei ragazzini che primeggiano nello sport o sono figli di Maestri o hanno Genitori che o si sono affiancati ai Maestri o li hanno sostituiti. Con buona pace del Maestro veneziani che sono sicuro sia un’ottima persona di cui potrei anche essere amico ma da cui mi divide il concetto base di fondo. Concetto che mi divide anche da Paleni e Polidori, per esempio, ma coi quali, dialogando, sono convinto poi di averli a mia volta convinto, e cioe’ che io non sono certo il Genitore che interferisce dal punto di vista tecnico-tattico. Certamente avrei piacere di parlare prima di cominciare il rapporto e di poter avere dei continui feed back. O meglio: di avere un rapporto quasi d’amicizia col Coach che allena mio figlio: uno con cui io possa parlare tranquillamente senza il rischio di offenderlo e viceversa. Utopia, si ma solo fino a un certo punto. Il mio e’ un caso particolare e alcuni lo conoscono: vivendo in Africa SONO, anzi SIAMO, mia moglie ed io, STATI COSTRETTI a sostituirci ai Coaches: questo forse ci ha posto nella condizione di essere giustificati quando, durante gli stages estivi in Italia o alla Bollettieri, chiedevamo programmi e consigli e , SACRILEGIO!!!!, a volte ci permettevano perfino di entrare in campo e filmare gli esercizi per poter essere poi in grado di ripeterli a casa fra i leoni … A un certo punto ci siamo affidati alla Bollettieri e portavamo il figlio 2-3 volte all’anno per un paio di settimane e poi tornavamo in Nigeria o in Angola. Akllo stesso tempo ogni tanto lo portavamo da Bob Brett a SanRemo o a Caldaro da Sartori o a Bologna da Buzzelli… Nessun problema mai con nessuno.Fino a che l’anno scorsoa 13 anni lo avbbiamo messo come Full Timer a Bradenton con la Mamma al seguito a fare da Mamma e a seguirlo nel tentativo di evitare che si cacciasse nei guai. Missione fallita ma questa e’ un’altra storia. Tutto questo per dire che noi personalmente non abbiamo avuto grossi problemi coi Coaches e anche se qualche volta possiamo avere avuto critiche da fare, alla fine mi pare siano state sempre accolte e giudicate con favore. Detto tutto questo, continuo a provare lo stesso fastidio e insofferenza quando leggo o intuisco pensieri del tipo L’unico genitore buono e’ quello morto, parafrasando la celebre frase del Generale Sherman. E’ indice di una esasperazione forse motivata ma anche di un livello culturale piuttosto basso. Ripeto: ci sono enitori e Genitori, Maestri e Maestri, Coaches e Coaches, Preparatori e Preparatori. Bisogna valutare caso per caso. Il mio concetto base rimane che non sono disposto a svendere il mio, e quello di mia moglie, background culturale e sportivo solo perche’ dall’altra parte c’e’ uno con la targa di Maestro o Preparatore. Parliamo, ascoltiamo, riflettiamo, consideriamo, il tutto con molto rispetto reciproco, Cosa vuol dire reciproco? Che dall’altra parte deve esserci lo stesso rispetto.
Io faccio il Medico e non ho la pretesa che un Genitore debba venire da me tutte le volte che suo figlio ha un raffreddore, una sbucciatura, due linee di febbre…Sono invece convinto che un Genitore Appassionato e Illuminato possa essere un ottimo medico di se stesso e di suo figlio soprattutto se ha un Buon Medico di Famiglia con cui dialogare e comunicare e collaborare e dal quale andare ogni qual volta la situazione lo richiede. Gli insegnerei perfino a fare le iniezioni intramuscolo, se proprio vuole…
Nikolik says:
Io sono d’accordo con quello che ha detto Pietro Nicolodi!
Tex says:
Sposo in toto il post di Stefano Grazia. Tutto il resto è solo luoghi comuni.
Mauro g&f says:
Io spero che i figli di Nicolodi si divertano anche quando l’allenatore non li mette in campo perchè li reputa più scarsi degli altri, che si divertano quando non vengono convocati dai selezionatori delle rappresentative e che si divertano ancora di più quando le ragazze sceglieranno quelli più bravi.
Voglio dire con questa provocazione e me ne scuso sin d’ora con Nicolodi, che i ragazzi si divertono quando fanno qualcosa che gli piace ma soprattutto se riescono a farla bene, si divertono se i genitori li supportano moralmente e finanziariamente, se li incoraggiano e li spronano quando serve.
Ma tornando al tennis, in una situazione ideale che non esiste, il genitore potrebbe limitarsi a quello che ho detto sopra, purtroppo però quella situazione ideale non esiste, o meglio, esiste solo in rari casi, i famosi figli di maestri e in pochissimi altri casi, cosa deve fare il genitore il cui figlio è stato impostato con una bellissima continetal per il dritto, cosa deve fare quando il maestro sta spesso al telefonino mentre distratamente lancia qualche palla all’allievo, cosa deve fare il genitore che è spessissimo da solo nel vedere le partite di suo figlio perchè quasi in tutti gòli sports gli allenatori seguono le partite ufficiali, nel tennis praticamente mai.
Allora cosa fa un genitore che vuole seguire la passione del figlio, cerca, studia, si informa, fa domande, insomma rompe le scatole a quei maestri che magari sono secoli che non fanno corsi di aggiornamento, che non scambiano conoscenze con i colleghi, che sono sempre scazzati.
Alcuni genitori invece scambiano le attività dei figli per babysitteraggio e non sono mai presenti, tanto i miei figli si divertono così, permettetemi un altra domanda provocatoria, ma tutti voi benpensanti, ma quanto tempo trascorrete con i vostrei figli?
tilden says:
Io sto con Stefano Grazia, ma ancor di più con Richard Williams che ha messo incinta la moglie per fare due numeri uno del mondo. Una puo’ venire per caso fortuna combinazione astrale, ma due ci vuole proprio metodo. E Richard era ed é un genitore che non aveva mai toccato una racchetta da tennis. E lui e mamma Oracene non erano ne sono propriamente degli atleti. Questo per ripondere a tutti i maestri che disprezzano i genitori. In Italia con fior di prof di tennis l’ultimo top ten é Stato Corrado Barazzutti 31 (TRENTUNO) anni fa. Richard Williams é passato all’azione ed ha iniziato il suo piano nel 1979 .Il 25 febbraio 2002 Venus era n°1, l’8 luglio del 2002 Serena era n°1. Genitori o maestri non ci sono più dubbi!
Bernie says:
Molto belli i commenti dei genitori qui sotto. Sottoscrivo Mauro G&F. Situazioni come quelle da lui descritte esistono in tutti gli sport, e il genitore appassionato e competente ovviamente si scavola ed interviene. Sono molto contento di come mio figlio è seguito alla Scuola tennis agonistica dai suoi maestri, e adesso dopo aver letto un pò di cose qua dentro ancora di più!
Tex says:
Sposo in toto anche il post n.4 di Mauro. Aggiungo: esclusa una percentuale non determinante di genitori obiettivamente fuor di luogo, per tutto il resto la polemica contro i genitori ha solo l’obiettivo di continuare a gestire un sistema di potere in assenza di contradditorio. Infatti i maestri bravi competenti e leali (ci sono) non hanno problemi a confrontarsi con i genitori su questioni concrete. Chi non si confronta ha solo la coda di paglia….e liquidare tutto con “sono per la totale abolizione dei genitori dal mondo dello sport” come fa Nicolodi, serve solo al mantenimento di posizioni di privilegio di chi ha solo l’obiettivo di coltivare il proprio orticello.
andrew says:
…siamo alle comiche…
questi poveri maestri, personaggi purtroppo non in cerca d’autore, invece di recitare il “mea culpa”, invece di rifiutare il ruolo di cani da guardia del sistema, invece di reclamare a gran voce la propria dignità e il proprio ruolo, eccoli qui che dispensano consigli dall’alto di un gradino.
Dai, diamogli questo benedetto albo giuridico registrato, cosicché si sentano più tranquilli e possano parlare dall’alto di un altro gradino, così saranno due gradini.
Non sono allenatori, non sono società sportive, non sono un benemerito niente, non sanno neanche loro cosa sono…
Nikolik says:
Ma no, non è possibile concedere ai maestri l’”albo giuridico registrato”!
E’ una cosa che i maestri hanno sempre richiesto, ma inutilmente, proprio perché non si può fare.
Oltretutto, è assolutamente inutile per i fini che credono loro e che sperano loro.
pasanen84 says:
Sono d’accordo con Stefano Grazia e con Commentucci per quanto riguarda i feed-back tecnici. Secondo me nell’era di Internet PUO’ anche capitare che il genitore ne sappia di più del maestro o che magari sia più aggiornato..per cui il maestro, se preparato, DEVE accettare il “contraddittorio”, spiegare…dal confronto PARI viene fuori sempre qualcosa di buono. Magari il maestro può capire cosa fare per essere meglio compreso e efficace oppure il genitore capire che stava dicendo una cavolata….
Stefano Grazia says:
APRO UN ENNESIMA PARENTESI MA QUESTO SARA’ IL MIO ULTIMO INTERVENTO SU QUESTO ARGOMENTO, POI DAVVERO VORREI METTERCI UNA PIETRA SOPRA:
In quella chatline a tre a cui si e’ ormai ridotta uno dei Blog Ribelli si sostiene che l’unica verita’ e l’unica voce di dissenso la si ritrova nei loro miniblog indipendenti mentre qui a SpazioTennis ci si crede di essere i Depositari della Verita’ (ma dove? ma quando? ma se abbiamo sempre sostenuto di essere sicuri solo di non aver certezze!) e soprattutto, e questo in uno strepitoso capovolgimento della realta’ ai confini della patologia non viene perdonato ne’ da Arcipeto ne’ dal Grande Inquisitore, si continua a dare voce a chi e’ responsabile di 30 anni di dissesto confondendo clamorosamente il dare voce con l’essere d’accordo. Io ti do voce e poi eventualmente mi dichiaro non d’accordo. Dare voce a me semmai e’ sempre sembrato un segno di civilta’ (…non la penso come te ma mi battero’ perche’ tu possa esprimere il tuo pensiero), scrivere su un Blog dove scrive solo chi e’ d’accordo con me mi e’ sempre sembrato un po’ limitante,limitativo e limitato. E nemmeno troppo divertente.
CHIUSA LA PARENTESI.
andrew says:
Nikolik…
ma anche se non fosse possibile, diamoglielo!!!
Diamo tutto il tennis a circoli e maestri!! … e, naturalmente, passiamo al vaffantennis
Nikolik says:
Ma no, non diamoglielo nemmeno se fosse possibile.
Ad esempio, io sono assolutamente contrario.
Però c’è da comprenderli, i maestri: già sono pochissimi quelli che giocano a tennis a livello competitivi e, come noto, sono gli scarti degli altri sport, in più a tutti è permesso insegnare tennis, anche a chi fa il cameriere la sera…
E’ chiaro che sono molto in difficoltà.
Però, non si può e non si deve, oltretutto.
Oltretutto, è inutile.
Oltretutto, non si può proprio, quindi non c’è dibattito, sul punto.
Barbara says:
Mi pare abbastanza evidente che sfugga ai più la realtà dei comuni mortali.
Nella normalità spetta al genitore volenteroso scoprire l’esistenza dei tornei, accompagnarci il figlio, scoprire cosa è e come si prende una categoria, captre la differenza tra tornei giovanili IV III ed open, scoprire che esistono gli ETA magari per caso il secondo anno under 14, capire come ci si iscrive e scoprire addirittura l’esistenza del sign in, fare il capitano alla gara a squadre ed imparare a compilare il referto perchè gli arbitri non ci sono nelle competizioni giovanili etc. etc.
Tutto ciò perchè il maestro dell’agonistica il sabato e la domenica ha le lezioni private e non è che non voglia accompagnare tuo figlio, perchè ovviamente ne valesse la pena ci smenerebbe di suo, ma tuo figlio è indiscutibilmente una chiavica e non ne vale la pena.
Ovviamente gli unici degni di essere seguiti sono quelli disposti a rimborsare per intero le ore private perse per l’accompagnamento ai tornei.
Non parlo della preistoria è quello che accade ancora oggi per la maggior parte dei giovani “agonisti”.
La realtà è che per quanto possano essere messi male gli altri sport una schifezza generalizzata ed estesa come quella del tennis non esiste da nessuna altra parte.
Impossibile anche scoprire quale possa essere il percorso giusto se non con l’accidentale incontro con le poche strutture serie, poichè è evidente a tutti che la disinformazione consente ai più di rimanere in un circuito in cui viene pagato a peso d’oro il nulla e che la conoscenza del giusto percorso li sbatterebbe tutti fuopri mercato.
Sapete che accidenti di voglia ho io di capire tutto ciò e di spararmi i tornei dopo una giornasta di lavoro, o di scoprire che siamo stati presi tutti per il culo ed adesso mi devo anche stare zitta perchè i risultati parlano chiaro.
Non ci sono ragazze ’92 e ’93, brutte annate quelle, ovviamente escludiamo Trevisan, Caregaro e Burnett, tutte rigorosamente cresciute nell’agonistica sotto casa a tre ore la settimana.
Ma ringraziate il cielo che esistono questi imbecilli che pagano e si smazzano le rotture di marroni e chi prima e chi dopo scopre quello che è giusto fare solo per amore del figlio , perchè la verità è che avere un figlio appassionato di tennis è una disgrazia e non un piacere.
Avete una vaga idea di come è conciata la base da cui aspettate di selezionare il campione?
Archipedro says:
APRO L’ENNESIMA CONTRO-PARENTESI MA QUESTO SARA’ (LO SPERO) IL SUO ULTIMO INTERVENTO
Ok, ed allora l’anatema proscrittivo adesso lo lancio anch’io, contro tutti i sostenitori del sub-comandantino maliziosetto…
Allora io, qui ri-battezzato ARCIPETO, secondo il costume messo a punto in questa culla della democrazia e del rispetto (ecco il vero contributo all’umanità d’un fiero condottiero…), condanno tutti i genitori che pubblicheranno commenti nel sub-blog di G&F di S.T. a non potermi più contattare per qualsivoglia consiglio, consulenza gratuita… pianto sulla spalla, bugia pietosa, matrimonio in campagna…
Non tentate neppure di presentarvi a Udine con la barba finta ed il figlio imparruccato, chiamandolo Annabella, perché non ci casco… basta, con me avete chiuso!
Beh, posso sempre perdonarvi, se vi ravvedete, ma fate in fretta…
CHIUDO LA CONTRO-PARENTESI
Tex says:
x Barbara: le tue parole sono musica per le mie orecchie. E fa bene leggerle perchè nei momenti in cui a un comune mortale genitore viene voglia di mandare tutto a fanxxxx, magari aiuta. E’ tutto talmente chiaro e risaputo che chi non vuol capire puo’ essere solo in malafede.
Antra says:
Barbara ha inquadrato il punto e ha definito perfettamente il quadro generale se vogliamo la norma dell’approccio familiare al tennis giovanile di base. Da chi si pretende cosa con tre lezioni settimanali? Il bello è che ragazzini/e bravi anche a queste condizioni ci sono lo stesso e che si fa? Ma ovviamente vanno affossati, ignorati e esclusi perchè pericolosi, eclissanti per chi “deve” essere migliore.
Nikolik says:
Non direi che le annate ’92 e’ 93 sono brutte!
Certo, ancora non si può dire molto, perché si tratta di ragazze di 18 e 17 anni ma, insomma, per come siamo abituati noi italiani direi che sono ottime annate.
Beh, certo, che discorsi, se il paragone è la Russia…ma, insomma, per come siamo abituati noi negli ultimi 30 anni, sono ottime annate!
Magari tutte le annate fossero così!
Tante ragazze, di quegli anni, si sono organizzate, pur con le difficoltà che dite voi e stanno facendo carriera.
Oh, intendiamoci: tante, nel senso di tante per noi italiane!
Alessandro Nizegorodcew says:
Martina Caregaro
Nastassja Burnett
Valentine Confalonieri
Martina Trevisan (93)
Carolina Pillot
La classe 92 è ottima per i nostri canoni.. semmai abbiamo bucato la classe 88 e 93 non vedo in effetti grandissime cose oltre a Trevisan..
Kill Bill says:
Nikolik,
sono d’accordo con te. Nel tennis ci sono i rifiuti degli altri sport. Purtroppo ne consegue che anche i maestri sono rifiuti di altri sport.
Meditate gente meditate.
Barbara,
parole Sante.
Kill Bill says:
Dimenticavo, anche i dirigenti , in quanto ex tennisti sono i rifiuti di altri sport.
Nikolik says:
Ben detto, Alessandro, ed aggiungerei anche Camila Giorgi, che è nata il 30-12-2001 ma che, ovviamente, può essere considerata ’92, poiché le mancano solo 2 giorni!
E, visto che ci siamo, aggiungerei anche questa Gaia Sanesi, di cui si dice gran bene, no?
Peraltro, sta giocando un torneo in America e ha già vinto le tre partite di qualificazione.
Insomma, chi ci crede molto, è disposta ad investire su se stessa e non commette errori di valutazione dei maestri (che vengono commessi, in realtà, sempre dai genitori), riesce ad ottenere dei risultati di livello internazionale, se la ragazza ha talento e voglia, ovvio.
Insomma, quando va male una cosa, anche se apparentemente non c’entro nulla, io mi chiedo sempre: ma dove ho sbagliato?
Perchè so che, in ogni caso, c’è sempre stato un mio errore, magari ANCHE un mio errore, anche e non solo, ma ANCHE, sicuramente, un mio errore c’è sempre stato, sempre e comunque.
Insomma, Genitori, ma chi li sceglie questi maestri così inadeguati? Ma voi!
Però, a sentir voi, è sempre colpa delle raccomandazioni, della Federazione, dei giornalisti, dei complotti federali contro vostro figlio, dei maestri disonesti, dei circoli dei ricchi e brutti, ecc. ecc.
C’è sempre qualcuno a cui dare la colpa.
Non è mai, per carità, perché avete sbagliato giudizio, umano e professionale, sul maestro; non è mai perché avete preferito non spendere soldi, finendo poi per spendere le stesse cifre, un domani, per mandarla all’università, scelta che, sotto sotto, vi dà più sicurezza; non è perché, sotto sotto, non ci credete poi così tanto come dite; non è perché il vostro figliolo, alla fin fine, perde regolarmente quando sale il livello; non è perché l’altro è più forte; non è perché, sotto sotto, a vostro figlio del tennis non gliene frega assolutamente nulla; no, no, no, no, no, ma figuriamoci!
E’ per via del complotto-globale-federale-raccomandatizio dei maestri, che vostro figlio perde!
E’ colpa del maestro che non lo capisce! E’ ovvio!
E’ colpa del maestro che preferisce allenare meglio la figlia del prefetto o la propria stessa figlia!
Kill Bill says:
Camila Giorgi, che è nata il 30-12-2001
è rinata ?
Nikolik says:
Va beh, dai, Kill Bill, è logico che è un mio errore di battitura.
Camila Giorgi è nata il 30-12-1991.
Kill Bill says:
Nikolik,
e che si dice di Gaia Sanesi ?
Nikolik says:
Kil Bill,
si dice che sia molto forte;
si dice che sia ottimamente preparata ed allenata;
si dice che vive in America e che si allena da Bollettieri da 5 anni;
si dice che vive là da sola, senza genitori, da quando ha 13 anni;
si dice che sia convintissima di diventare una professionista.
Questo è quel che si dice ed è del 1992 anche lei.
Kill Bill says:
l’avevo vista giocare qualche anno fa al Tennis Italia a Forte dei Marmi. Poi più nulla.
felice says:
Insomma, vi dimenticate che il tennis nasce come “gioco” dei ricchi, e tale è rimasto fino ai giorni nostri. I maestri sono figli di quella cultura ed hanno il compito di insegnare a tenere in mano la racchetta alla menopeggio per tirare la palla di là dalla rete per palleggiare, correre un pò e divertirsi. 10 ore di lezioni al giorno sono una bella cifra (come accade anche per i maestri di sci e di golf ed i personal trainer ) cui nessuno di questi rinuncerebbe per stare dietro a giovani agonisti che impegnano molto e poco hanno da dare in termini economici.
Avete citato l’esempio degli istruttori di altri sport, ebbene vi risulta che ad un allenatore di calcio (di livello dilettantisico) chiedano di fare lezioni individuali a pagamento?, oppure, chi spenderebbe quello che si spende per un ora di tennis per una lezione di atletica leggera, per una lezione di pattinaggio o di rugby?
Per fare il “Tennis sport”, bisognerebbe innanzitutto abbattere i costi, ma secondo voi a chi fa comodo che i costi siano così alti?
Barbara says:
Nikolik
non è che a basket, calcio, volley, atletica, scherma, judo, nuoto e pure la lippa il figlio del Prefetto lo allenano di più e meglio del figlio del bidello, li allenano tutti uguali a basso costo ed a parità di allenamento il migliore vince, si chiama S E L E Z I O N E ed avviene in modo M E R I T O C R A T I C O, due parole sconosciute ai federali ed ai politici.
Non è nemmeno previsto che per iscrivere mio figlio ad uno sport io debba avere le competenze tecniche di Jordan, Baggio, Montano e Rosolino, c’è una federazione (e non è che siano tutte una meraviglia ma al peggio c’è un limite) un maestro federale ed una scuola riconosciuta, tutte rigorosamente a buon mercato e piene di buona volontà nell’accompagnare i ragazzi alle gare, ti danno anche mutande e calzini.
Posso non avere l’aspettativa di creare un campione, ma un buon sportivo e mi aspetto che come avviene altrove la strada mi sia indicata e non nascosta.
Insomma Nikolik è nel tuo interesse sbattere fuori certe persone dal circuito, a patto che tu non sia uno di loro ovviamente,
La FIT è rimasta l’ultimo baluardo del negazionismo, ha ceduto pure il Vaticano.
Alessandro riprendevo in modo polemico un’affermazione fatta durante il commento televisivo del Bonfiglio e che ho sentito più volte.
mia figlia è una ’93 e conosco bene la situazione, in quegli anni tutte giocavano solo tre o quattro ore la settimana e le più fortunate e di conseguenza più forti 1 ora al giorno, ma non era proprio possibile, neanche pagando, giocare di più ed ovviamente tutti pensavamo che accademia e coach privato dovessero essere il passo successivo e non certo il primo.
Quelle che hai elencato sono le uniche che sin dall’inizio sono state messe nelle condizioni di fare altri percorsi anche solo per conoscenza dei meccanismi, per cui (senza nulla togliere al loro merito ho grandissima stima di tutte e non sono nelle condizioni di giudicare) sono il frutto di una selezione effettuata sulle ore giocate e non sul livello.
Dalle ’94 in poi qualcosa è cambiato anche a livello di base ed è diventato un pò più semplice allenarsi meglio, almeno per quelli che vivevano in grandi città.
Ce ne sono parecchie in ritardo che non hanno mollato e tentano altre strade come gli open.
Veniamo ai nomi elencati:
Trevisan seguita dalla federazione e selezionata in utero insieme al fratello coach privato dal primo dentino
Caregaro ha avuto la fortuna di nascere ad Aosta dove evidentemente esiste un’ottima scuola dal momento che ci sono parecchie giocatrici forti che provengono da lì come la Campigotto, le Vierin ed altre meno titolate ma sicuramente molto competitive per favorirti una buona crescita.
Burnett Spagna.
Giorgi Francia
Confalonieri Bob Brett
Pillot non so certamente non era nella SAT con mia figlia
Senesi Bollettieri dai 13 anni ma prima anche lei in SAT non l’ho mai vista.
Comunque Nikolik ha ragione mio nipote è piccolo e domani chiamo McEnroe per metterlo in campo, alle volte dovessi piacergli il tennis almeno partiamo “imparati” e non vi preoccupate mi sembra che l’estrazione delle signorine citate confermino la bontà delle scuole federali.
stefano grazia says:
Wow, Barbara…ma dove ti eri nascosta tutto questo periodo? Ma sei Elettra moglie di Edipo mamma di Clitennestra o ti confondo con un’altra? Comunque brava, bel J’accuse, dettato dal cuore, e che dovrebbe far riflettere chi ha a cuore la situazione del tennis italiano e quindi spero i Coach più sensibili e attenti.
Avevo scritto un post in cui stigmatizzavo DemosteNikolic osservando che forse la frase di Barbara era stata completamente fraintesa nel senso che L’annata del 92 era forse, o almeno era così che io l’avevo capita, la frase che lei si sentiva ripetere da Maestri Scoglionati come giustificazione del loro scarso impegno visto che non ne valeva la pena… Il post non è apparso, perduto o in moderazione, ma avevo travisato anch’io ma secondo me,a ripensarci, tu di più. Secondo me poi alcune tue uscite verrebbero stigmatizzate anche da Binaghi perchè,contrariamente alle tue intenzioni, metterebbero in cattiva luce la FIT. Anche se poi mi trovo d’accordo con te su un fatto: la colpa non è del MaestroScoglionato ma è di chi lo sceglie. Piuttosto fategli fare un altro sport. Fra qualche anno o non ci saranno più Maestri Scoglionati o non ci saranno più bambini avviati al tennis.
Citare la Sanesi poi equivale alla classica zappa nei maroni: ma come, era anche lei in quella magica settimana d’agosto del 2004 quando si incontrarono tutti per la prima volta da Bollettieri Gaia, Miccini, Quinzi e anche Nicholas, (l’unico che non è diventato famoso).Da Bollettieri c’è rimasta fino all’anno scorso e ora si allena in una piccola Academy a Tampa. Non mi sembra certo un prodotto della Scuola Maestri Nazionale.
Nikolik says:
Scusami, Barbara, ma proprio io non capisco, ma senza polemiche, perché non capisco proprio di che stiamo parlando.
Non capisco in che modo la Burnett, tanto per fare un esempio, sia stata aiutata (ma da chi?) ed avvantaggiata rispetto a tua figlia perchè ha deciso autonomamente di andare in Spagna.
I suoi genitori, evidentemente, hanno deciso di fare una scelta diversa dalla tua, che mi pare di capire che hai deciso per anni di lasciarla in una SAT.
Scusa, m a se credevi nelle sue possibilità, perché non hai fatto come la Burnett?
Ma ti eri accorta che quella SAT non andava bene oppure no? Se te ne eri accorta, perché l’hai lasciata lì lo stesso?
La Confalonieri è da Brett? Ma gaurda che se vai, ti presenti e paghi, Brett prende anche tua figlia. La prendeva allora e la prende adesso.
Non mi risulta che qualcuno abbia raccomandato la Confalonieri da Brett.
Evidentemente, i suoi genitori ci credono sul serio, hanno speso ed investito ed hanno deciso di mandarla là.
Hanno fatto una scelta, tu evidentemente ne hai fatta un’altra.
Stefano, il nostro padrone di casa qua, ha mandato il figlio da Bollettieri.
Mica nessuno gli ha detto di farlo.
Fa il medico e di tennis non ne sa nulla, faceva il rugbista.
Mica nessuno lo ha raccomandato
Leggo ora che la Giorgi si trova in america dove il padre gli avrebbe (il condizionale è d’obbligo) trovato un coach.
Beh, anche lui ha scelto di investire duramente sull’avvenire tennistico della figlia.
Leggo ora che tua figlia è del ’93, mentre in un precedente post avevo letto che aveva 15 anni. Ha quindi 17 anni?
E’ seconda categoria?
Mauro g&f says:
Stefano, hai ricevuto la mai mail?
Nikolik says:
Rileggo il tuo commento, Barbara, e leggo “mia figlia è una ‘93 e conosco bene la situazione, in quegli anni tutte giocavano solo tre o quattro ore la settimana e le più fortunate e di conseguenza più forti 1 ora al giorno”.
Io non so che realtà hai conosciuto, Barbara, ma guarda che non è così.
Qualunque circolo, un po’ più grande, ha una sezione di agonistica in cui i ragazzini si allenano tutti i giorni.
Ti assicuro che non è assolutamente vero che tutte giocavano solo 3 o 4 ore la settimane.
Tutte chi? Tutte quelle che vedevi tu, l’Italia è grande, ci si allena tutti i giorni eccome.
Non se ne parli, poi, delle accademie, Vavassori, Ardinghi, Rianna, eccetera ecetera, ormai c’è una discreta scelta anche in Italia.
Ma anche senza andare in accademia, qualunque circolo un po’ più grande ha la sezione di agonistica, dove ci si allena rigorosamente tutti i giorni.
Stefano, ma dai…ora sei tu che mi dai torto per il gusto di darmi torto…
Vorrei ricordarti, Stefano, come avete aggredito, proprio su questo blog, Martina Caciotti, che è comunque la n. 600 del mondo, alla quale avete espressamente consigliato di iscriversi all’università.
Dai Stefano, nonostante la cattivissima federazione, dei risultati veramente minimi devi farli.
Ripeto che il tennis, alla fin fine, è uno sport, uno contro uno, racchetta contro racchetta.
Se fai scelte sbagliate, ti alleni poco, ti alleni male, sbagli maestro, sbagli preparazione fisica, perdi.
Gli altri sono partiti come te, con le stesse difficoltà.
Si vede che hanno fatto scelte diverse e migiori, no?
E non è vero nemmeno, St6efano, che è una questione di soldi.
Ma via, quale è il Genitore che, se si accorge di una particolare passione e di un particolare talento del figlio, non fa qualunque sacrificio per aiutarlo?
Il tennis è come un’altra attitudine di tuo figlio, no?
Se credi in lui, ci investi anche economicamente, lo aiuti, in ogni sua cosa.
Dai, Stefano, che lo sai che ho ragione.
Per una volta, fai uno sforzo e dimmi che ho ragione.
Barbara says:
Nikolik
è ovvio che non capisci, innanzitutto perchè ne fai una questione personale mentre è un dato generale e mi pare che siano in molti a confermartelo.
Quando noi abbiamo incominciato, come tanti altri non avevamo deciso di creare un campione ci siamo limitati a facilitare uno sport al figlio aspettandoci che laddove non si fosse nelle condizioni di garantire un livello adeguato o si fosse nell’impossibilità di allenare oltre una certa misura, venisse segnalato ed eventualmente indicato un altro percorso.
Anche perchè stiamo parlando di realtà con costi notevoli e con l’avallo della federazione.
Nessuno mi impediva di portare mia figlia da Sanchez, Bollettieri o Bob Brett, semplicemente non ne conoscevamo l’esistenza perchè abbiamo seguito il percorso indicato dalla federazione per l’agonistica ed è esattamente quello che mia figlia e le sue coetanee hanno seguito e che molti altri ancora seguono.
Tutti ci hanno detto che era importante il ranking regionale perchè su quello si basano le convocazioni ed è importante diventare forti in regione e così abbiamo fatto, tutti quanti non solo noi.
Abbiamo vinto i tornei giovanili del gigetto ed anche quelli del gigino, abbiamo fatto i nike e poi siamo passati ai IV ed ai III, sempre circondati da quelli come noi, con le stesse difficoltà ad aumentare le ore, perchè non ci sono campi, maestri e soldi e con la bizzarra idea che visto che quello che si vedeva in giro era questo è ovvio che fossimo nel giusto e delle volte ci siamo anche sentiti forti e qualcuno sicuramente più di noi.
La parola d’ordine per tutti era si incominciano gli allenamenti seri dopo i 16 anni, gli ETA non esistevano, se non per gli eletti convocati ma noi non lo sapevamo mica facevano i tornei regiobali quelli e noi di cosa dovevamo dubitare così fan tutti.
Mia figlia ha incominciato a giocare il secondo anno under 12, ha fatto il primo torneo battendo da sotto e senza saper fare il rovescio, alla fine del secondo anno under 14 aveva i punti per 4.1 ed era la numero 5 del ranking regionale, le prime non erano così lontane e la campionessa regionale non sarà una chiavica rispetto alle migliori d’Italia.
Il mondo si è aperto con i primi open e con una settimana da Mouratoglou.
Qualunque circolo un pò più grande ha una sezione agonistica con allenamenti quotidiani, temo che tu debba rivedere il tuo concetto di un pò più grande ed anche quello di agonistica, così come quello di PIA.
Mia figlia è un novembre ’93 ed è entrata in accademia a 15 anni (ti avevo indicato la data in cui ha incominciato ad allenarsi non l’età), ora ne ha 16 1/2, non è un seconda categoria e nemmeno un terza, per 18 mesi non ha fatto tornei perchè ha avuto diversi infortuni, il suo livello attuale è quello di un buon terza adulto.
Però ti consiglio di vederla giocare prima di parlare e non perchè sarà una sicura campionessa, ma perchè è divertente (ovviamente quando non ha le paturnie adolescenziali).
Barbara says:
Stefano
mi hai riconosciuto finalmente, ho sempre letto ma non avevo nulla da dire, visti gli acciacchi della pupa.
Ulisse-Giorgio says:
@ Kill Bill
Polemico come al solito! Ma se ritieni che il mondo del tennis sia composto solo da gente che sono dei rifiuti e degli scarti, perchè continui a farlo frequentare ai tuoi figli? Stai attento! C’è il rischio che anche loro diventino tali! Padre degenerato, prendi subito le distanze e non tirare troppo la corda! Domani potrebbe essere già tardi e non te lo perdoneresti per tutta la vita!
stefano grazia says:
Mauro, ad una ti ho risposto ma sto scoprendo che alcune arrivano alcune no (misteri dell’Africa Nera, un Continente sempre ricco di fascino,insidie ed avventura…)…Rimandami su yahoo…
NikoliK, quando fai così sei indisponente e mi fai rimpiangere MadMax …speravo che fossero finiti i tempi delle battaglie in punta di forchetta su un cavillo facendo finta di non capire… Io sono il primo ad aver riconosciuto che se pensavi fosse amore ed invece era un calesse, è giusto riconoscerlo senza paura e vergogna e pensare caso mai al College… qui mi sembrava si stesse parlando di pari opportunità fin dall’inizio…Altrimenti finisci per dare ragione a chi accusa tutti di essere censodopati…Io mi trovo d’accordo con te nel riconoscere che non è compito dei una Federazione produrre campioni ma promuovere e propagandare il gioco si, abbattere i costi si, informare e creare occasioni di un certo livello si, soprattutto NON creare ostacoli e difficoltà con assurde regole come il vincolo pure …Tu invece, novello Maria Antonietta, te ne esci con questi discorsi alla” Bè, ma cosa vuoi che sia: se non avete il pane andate a mangiare le brioches…” e siccome non puoi essere così cretino, sei solo un provocatore, elegante e con un piacevole stile letterario, ma sotto lo stile…il nulla. Io speravo che questo periodo ce lo fossimo lasciati indietro…
Barbara says:
Stefano
meglio di così non lo potevi dire!
Antra says:
Ma perchè gli allenatori di atletica pallavolo basket rugby pallamano pallanuoto hockey ecc. non hanno tutta questa brama di guadagni? Anzi, molti di loro spesso, per portare avanti un discorso sportivo evolutivo che sentono proprio ci rimettono sia in termini di soldi che di tempo. Io ricordo che da giovane in atletica noi ragazzi eravamo spesati in tutto, completi da gara, tute più spese di viaggio e pernottamento ( e si girava spesso l’Italia) per non parlare delle quote di iscrizione. Inoltre ad alcuni atleti appartenenti a ceti che definire “meno abbienti” è un eufemismo gli venivano regalate anche le scarpe tecniche assistititi e aiutati negli studi.
Io sono daccordo con chi dice che se le SAT servono solo per imparare a tirare la pallina dall’alltra parte del campo allora è meglio boicottarle perchè a quello scopo basta anche l’ultimo dei genitori autodidatti che prenota due volte a settimana il campo con sua figlia. Così sgraviamo i grandi professionisti da questo fastidioso e lucroso onere in modo che si possano dedicare ai ragazzi dell’”agonostica” veramente promettenti figli di amici degli amici, seguendoli ovunque e irradiandoli con la loro proverbiale sapienza in modo da regalarci finalmente il tanto agognato campione.
stefano grazia says:
@Antra:Ma perchè gli allenatori di atletica pallavolo basket rugby pallamano pallanuoto hockey ecc. non hanno tutta questa brama di guadagni?
Bisogna essere onesti: perchè non ne hanno l’occasione. Altrimenti farebbero come i Maestri del Tennis. Vedi infatti istruttori di Ypoga, Personal Trainer o…Maestri di Golf (anche se qui certe Federazini hanno lavorato bene e meglio per propagandare lo sport e comunque in Inghilterra e America esistono centinaia di Campi Pubblici)
Volevo aggiungere una nota alla mia polemica con NikoliK (a cui mi lega però un certo affetto e stima, non so perchè e spero che nonostante i diverbi anche accesi si possa continuare in questo modo): come aveva già fatto notare Il Grande Inquisitore ed ora anche Nikoloik può anche essere sicuramente vero che io di Tennis ne sappia e capisca zero ma lo sport l’ho sempre praticato e il tennis l’ho cominciato a giocare una decina d’anni prima della nascita di mio figlio. In più ho viaggiato molto (e visto cose che voi umani nemmeno potete immaginare…) e infatti io nei primissimi anni 90 andavo regolarmente da Bollettieri…ok, Adult Program, ma a quei tempi era modellato esattamente sullo Short Time dei ragazzini ed era diretto da fior di Coaches…A parte questo, intorno a noi potevamo vedere quel che facevano gli Juniores… Comparato alla Videocassetta della Federazione Italiana in tre volumi con le lezioni del Maestro Rasicci e soprattutto con quello che si vedeva e si sentiva nei Circoli Italiani e dai Maestri (non tutti,eh…) di allora…. Be’, sembrava di essere su Marte o vent’anni proiettati avanti nel futuro…Si parlava di Top spins,di prese semiwestern e di open Stance quando parlandone al ritorno in italia i Maestri o gli altri giocatori ti guardavano e dicevano: ma parla come mangi… Per esempio il warm up da minitennis cominciando a palleggiare da vicino e allontanandosi sempre di più ogni 2-3′ fino ad arrivare a fondo campo …bè, io non l’ho quasi mai visto fare se non forse negli ultimissimi anni… Una banalità, chiaro, ma un indice della mentalità…Cos’è cos’è questa roba qui? ah, io se non mangio la pastasciutta e non mi leggo la Gazzetta dello Sport…Certo, il gap si è ristretto moltissimo e la Bollettieri non è più un pianeta distante anni luce e magari rispetto a piccole realtà locali anche italiane può addirittura avere delle contraindicazioni (i vantaggi, più volte spiegati, si compendiano soprattutto nell’ALL IN ONE, nel confronto, nei tornei nel weekend, nella possibilità di essere visionati da Coach che coi Top !00 del circuito ci hanno lavorato veramente), però lasciatemi dire che noi, io e mia moglie, abbiamo avuto fin da subito la visione di due mondi completamente diversi, di due realtà quasi antitetiche e quindi abbiamo avuto la possibilità di poter fare una scelta. Barbara mi sembra di capire, rimpiange di essere stata lasciata all’oscura proprio perchè…si è fidata.
Federico Di Carlo says:
Vorrei ritornare al tema dell’articolo facendolo a modo mio.
Punto numero 1: la scelta dell’allenatore giusto (e sul concetto di allenatore giusto ci ritornerò brevemente) è una delle cose più importanti che un genitore possa fare per il futuro del proprio figlio.
Punto numero 2: L’allenatore giusto è quello che meglio comunica e si interfaccia con vostro figlio. E’ quello che tira fuori il meglio da vostro figlio e in cui vostro figlio ripone piena e ricambiata fiducia. Punto.
Punto numero 3: un rapporto ottimale genitore-figlio allenatore è basato sul rispetto dei ruoli e sulla fiducia reciproca. Cito una campionessa di nuoto americano che ha così stigmatizzato il rapporto: “La chiave della grandezza di Mike come allenatore è stato il rispetto. Rispettava me come autorità riguardo alle mie abilità e potenziale e rispettava i miei genitori come un’autorità su di me. I miei genitori lo hanno rispettato come un’autorità del nuoto, ed io ho rispettato Mike perché chiedeva e si aspettava quello che i miei genitori chiedevano e si aspettavano da me: fissare mete per me e mettere su qualsiasi lavoro fosse richiesto per raggiungerle”.
Kill Bill says:
Ulisse Giorgio
guarda che di rifiuti ha parlato il filo-federale Nikolik che per giustificare gli scarsi risultati e per difendere i maestri ha tirato in ballo che nel tennis finiscono i rifiuti di altri sport , i ragazzi più scarsi , i nostri figli.
Solo che nella foga di bacchettare i genitori si è dimenticato che quei ” rifiuti ” poi diventano maestri e dirigenti.
Stavolta Nikolik si è un pò imbrogliato da solo.
Io non ho mai pensato che nel tennis finissero i rifiuti di altri sport. E’ vero invece che dopo un pò se ne vanno perchè le strutture non funzionano e stare in campo nelle Sat in 10/12 a raccogliere palline non è molto divertente.
Nel pensiero di Nikolik condivido però un aspetto.
Non si diventa un bravo maestro o un bravo coach frequentando un corso ma sommando tutte le esperienze che hai avuto. Così come si tramandano tradizioni e modi di fare positive si tramandano anche quelle negative. La scarsa professionalità e la scarsa conoscenza sono per lo più dovute non solo a maestri svogliati ma sopratutto alla mancanza di cultura che questi hanno ricevuto nella loro carriera di tennisti dai loro maestri.
Al contrario ci sono delle discipline dove si tramanda la conoscenza e i sistemi di allenamento che formano lo zoccolo duro della formazione di tecnici e atleti dove si continuano ad avere negli anni dei risultati.
Nel tennis questo non esiste e anche il maestro volenteroso è frenato nella sua crescita professionale da un passato dal quale non può attingere gran che.
Molti dei maestri con cui ho avuto a che fare sono fondamentalmente dei bravi ragazzi , altri un pò meno ma è normale, ai quali però poco è stato insegnato quando erano giovani e certi cose non sanno neanche che esistono.
Nikolik says:
Stefano, facciamo proprio a non intenderci, ma del resto è normale, perché dialogare per internet con questi commenti è proprio difficile.
Stefano, se sei quarta categoria, in Italia, è inutile che si parli della Burnett e della Caregaro, perché loro sarebbero state favorite rispetto alla normalità delle ragazze (ma favorite da chi?), perché allenate meglio, perché loro sapevano le cose e tu no….
Se sei quarta categoria, in Italia, vuol dire che hai centinaia di ragazze davanti a te! Ma quali Burnett e Caregaro!
Stefano, mi ricordo di avere letto che solo le 3.1 sono circa 150! E poi ci sono tutte le altre terza categoria (3.2, 3.3, ecc.) e prima ancora le seconda categoria!
Ne hai davanti centinaia, migliaia, migliaia hanno fatto meglio di te in questo stesso sistema tennistico.
E questo solo in Italia, poi ci sono le francesi, le spagnole, le americane…
Stefano, guarda che la ragazza che insegna tennis nel circoletto vicino a casa mia, dove vado io, è seconda categoria.
E’ logico, scusa, che si è sbagliato qualcosa, no? Che c’entra la federazione, scusa? Si sarà sbagliato maestro, si sarà sbagliata la preparazione fisica, ma che c’entra la federazione?
Stefano, veramente dimentichi come avete aggredito la Caciotti, qua dentro, rea di essere la n. 600 del mondo (nientemeno!)? Gliene avete dette di tutti i colori e, ora, si parla di quarta categoria, non so se mi spiego.
Guarda che siamo a preoccuparci se Trevisan è stato gestito bene prima che andasse da Fanucci e ci preoccupiamo di come viene gestita la Giorgi, in quei casi si hanno perplessità sull’operato del sistema tennis in Italia.
Ma si sta parlando di campioni, che giocano tornei internazionali.
Escludo nella maniera più categorica che una persona possa essere quarta categoria per colpa del sistema tennis italiano.
Semmai, al più, può lamentarsi chi arriva n. 300-400 del mondo e dire: ma se fossi stata più aiutata, più seguita, fin da bambina, magari entravo anche fra le prime 50 del mondo.
Ma non una che è quarta categoria.
Mi sembra, francamente, di dire delle grandissime ovvietà.
Poi, che vuoi che ti dica, hai ragione tu, invece, Stefano.
Quelle che vanno avanti, nel tennis, è perché sono state aiutate.
Va bene così.
D’accordo.
Hai ragione tu, Stefano.
Certo, sono io che sono il solito Bastian Contrario, il provocatore, quello che non capisce nulla, come dici tu.
Ha ragione Federico Di Carlo, parliamo dei maestri.
Jho says:
Ciao Barbara
Vorrei capire in base alla tua esperienza se reputi valida la settimana fatta da Mouratoglou.
Mia figlia e’ una 2002 e non ho ancora capito se da Mouratoglou c’è un limite di eta’ oppure no
Come si svolge la giornata ?
Eventualmente se vuoi ti lascio la mia mail per avere piu’ informazioni (se hai voglia e tempo)
Grazie
Saluti
diego says:
@Nikolik-Stefano
Credo che abbiate ragione entrambi molte volte i genitori danno la colpa dei limiti o delle sconfitte dei propri figli ai maestri ai circoli o alla Federazione.
A volte hanno ragione molte altre no,bisogna vedere caso per caso.
E’ altrettanto vero che la Federazione indica dei percorsi per chi vuole iniziare a giocare a tennis che vanno bene per la maggioranza dei ragazzi/e che vogliono imparare le basi e fare un po di sport.
Questi percorsi indicati dalla Fit nei circoli (a parte qualche caso molto raro) sono assolutamente insufficenti per chi ha le capacita’ tecniche, mentali e vuole fare agonismo di alto livello proiettato verso il professionismo.
Queste enormi differenze la Fit dovrebbe evidenziarle con qualche sistema ed in questo blog se ne era gia’ parlato,tipo creando dei centri Agonistici Periferici pubblici e privati.
Certamente i problemi sono molti di tipo economico,logistico organizzativo ed in particolare il rapporto con i Circoli che non credo vedrebbero benevolmente questi centri.
Fatto questo che sarebbe gia’ un miracolo bisogna poi trovare dei ragazzi/e con grandi qualita’ e tanta voglia di lavorare accanto a dei buoni PA e buoni e motivati Maestri,e qui’ ci vuole un’altro miracolo.
Stefano Grazia says:
Nikolik, a me sembra che tu continui a guardare il dito. O meglio, tu estrapoli una riga o addirittura una frase e poi ci costruisci un ragionamento che ha poco da spartire con l’argomento di base che sarebbe: come mai e’ rimasta solo quarta categoria? Tu dici perche’ e’ trista, Bsrbara dice perche’ hanno cominciato a capire quello che doveva fare solo a 14 anni. Sono due opinioni antitetiche ma potrebbe esserci del vero in entrambe. Se io non avssi viaggiato e visto il mondo chissa’, avrei potuto pensare anch’io, ingenuo e fiducioso, che la via giusta era quella li’,di passare attraverso la normale trafila delle SAT, 2 volte a settimana in 20 per campo… Poi e’ chiaro che oltre a Genitori e Coach ci sono atleti ed atleti. Ed e’ chiaro che ci sono Agonistiche che funzionano anche in italia e magari, se uno e’ fortunato, anche nel Circolo sotto casa…McEnroe non ando’ mai in un academy ma lui aveva Hopman che a quei tempi insegnava tennis nel suo Circolo del queens, quindi e’ chiaro che McEnroe era McEnroe pero’ ebbe anche una bella botta di culo…Si chiamano congiunzioni astrali, credo…
MA VOLEVO QUI SPENDERE UNA PAROLA SULLE REITERATE ACCUSE SIULLA CACIOTTI: come al solito fai di tutt’erba un fascio da vero avvocato qualunquista. Come riconosciuto dallo stesso Ardinghi e dal suo assistente coach, il mio modo di ragionare fu considerato accettabile e degno di confronto civile e non offensivo ma nessuno comunque ce l’aveva con l’atleta: l’oggetto del contendere era la parola ‘pro’. Si dibatteva cioe’ se fosse lecito considerare professionista chi invece di guadagnare soldi piuttosto ne spendeva e si rifletteva sul fatto che se a 20-24 aa (onestamente non ricordo di che eta’ stavamo parlando ma mi pare di ricordare che anche Alessandro e Roberto concordassero su questo punto) sei ancora numero 600 forse era il caso di avere un piano B nel cassetto. Certo, ci fu qualche intervento sopra le righe ma e ci sono stati i soliti che sui blog altrui fanno gli elefanti in cristalleria e sui propri sono la principessa sul pisello, ma anche da parte avversaria una leggera ottusita’ nel non capire l’effettivo punto centrale della questione.
Allo stesso modo se uno legge il tuo post 43 estrapolato dall’intero contesto, e’ chiaro che non trova nulla da ridire e ti da ragione e io passo automaticamente come l’ottuso cretino di turno. Ah, le sottigliezze sofistiche della legge e degli avvocati, chissa’ quanti innocenti mandati al patibolo cosi’, col sorriso sulle labbra, provando l’ebbrezza di aver vinto la causa pur sapendo che erano inniocenti…
andrew says:
tutti gli avvocati, in un processo per violenza sessuale, proverebbero a mettere in dubbio la moralità della vittima…
Che tuttavia rimane una vittima..
Stefano Grazia says:
L’avevo gia’ scritto tempo fa ma il punto cruciale di tutta sta vicenda e’ : e’ mai possibile (o porco d’un cane) che mai una volta in questo reame Nikolik ci abbia dato ragione? Eddai, una volta almeno, su qualche piccolo argomento marginale, su, dai… Altrimenti viene naturale il pensiero di una mente fuorviata da anni di studi legali …
Stefano Grazia says:
…che usa questo blog come palestra d’ allenamento per i suoi drills sofistici…
Nikolik says:
Kill Bill, però ammetterai che io non ho mai parlato di “rifiuti”, ti sfido a trovare, in qualche mio intervento quella parola, che non ho mai usato.
Quando mi riferivo agli scarti, ovviamente, non intendevo certo usare una espressione dispregiativa ma soltanto collegarmi agli ultimi interventi del capitolo 15 di Genitori e Figli, che poi è stato chiuso per passare al 16.
In quella occasione, ricordavo che lo stesso Fanucci aveva dichiarato, in una intervista che avevo letto su tennisteen e che ognuno può andare a rileggere, che il genitore che si accorge che il figlio è un fenomeno atletico e di coordinazione non lo porta al circolo del tennis ma lo indirizza verso sport che ritiene più coinvolgenti e divertenti, ma che, soprattutto, ritiene più coinvolgenti e divertenti il figlio stesso.
Ed infatti l’Italia è una superpotenza sportiva, in generale.
In quel senso avevo utilizzato la parola “scarti” senza connotazioni dispregiative: volevo solo ripetere l’esperienza di Fanucci, che si è accorto che i bambini che vanno al circolo del tennis lo fanno perché non sono bravi a giocare a calcio, a pallavolo, a basket, a nuotare ecc. ecc.
E allora, siccome sport lo devono fare tutti, vanno a giocare a tennis.
Questo era il senso.
Comunque, hai ragione tu, Kill Bill. certo che hai ragione.
Anche i maestri provengono dallo stesso ambiente che, sostanzialmente, riesce solo a recuperare gli “scarti” (nel senso non dispregiativo del termine, come detto) delle altre discipline.
In sostanza: se sono basso, non posso giocare a pallavolo e basket; se non ho tanta resistenza, non posso fare calcio; se non ho tanta coordinazione ed agilità, non posso fare atletica o scherma; e allora gioco a tennis.
Stefano Grazia says:
Non mi sembra corretto nemmeno questa interpretazione: una volta ci si lamentava che nessuno portava i bambini a giocare a tennis pervia dei pregiudizi (sport da fighetti, da gesti bianchi, asimmetrico, troppo costoso …), adesso si dice che ci vanno tutti quelli che non sono fenomeni in altri sports… Diciamo che a calcio ci giocano anche dei bei Tristonazzi, altro che tennis… Diciamo che tutti i bambini dovrebbero fare, E FARLO BENE, a scuola NUOTO e ATLETICA LEGGERA. OBBLIGATORIO, UN’ORA AL GIORNO (alla scuola americana di Lagos lo facevano…). E qui siamo tutti d’accordo. Diciamo poi che il tennis e’ uno specchietto per le allodole che attira i desideri di chi vorrebbe per i propri figli buone e giuste compagnie, il relax dei fine settimana all’interno delle sicure mura del circolo, etc etc Io stesso ho pensato di far fare a mio figlio i 4 sport socializzanti: nuoto, sci, tennis e golf… Tanto a calcio ci avrebbe giocato comunque con gli amici, pensavo… Saper nuotare o sciare e’ un obbligo per non fare tappezzeria nelle vacanze al mare o in montagna e giocare a tennis o golf ti puo’ aiutare da adulto se trasferito in altre citta’ o paesi come mezzo per crearti in fretta nuove amicizie. C’e’ da dire che mentre 20 anni fa all’estero fra gli espatriati era il tennis lo sport principe, adesso non c’e’ piu’ paragone: a tennis giocano solo ‘i borazzi’ e i ‘tamarri’, tutti giocano ahime’ a golf, sic transit gloria mundi … A me piace giocare a golf da solo, 9 buche verso sera, ma non lo considero nemmeno uno sport, bensi’ un gioco per quanto difficilissimo a meta’ fra il biliardo e l’andar per funghi. Ottimo pero’ per un over 50 che voglia tenersi in forma con delle belle passerggiate. Ripeto: e’ un gioco DIFFICILISSIMO dal punto di vista tecnico e mentale, ma certamente non devi essere (basta vedere certe panze di alcuni atleti che vanno per la maggiore, vedi Mickelson) un atleta per praticarlo (anything you can play while drinking and smoking is not a sport, disse una volta Agassi. Lo smoking ce l’ho aggiunto io). Pero’ il Golf sta spopolando e anche in Italia sta sottraendo atleti e probabilmente li sottrae proprio al tennis.
Non credo comunque che a tennis ci finiscano GLI SCARTI per una scelta precisa del tipo di quella che dice Nikolik (In sostanza: se sono basso, non posso giocare a pallavolo e basket; se non ho tanta resistenza, non posso fare calcio; se non ho tanta coordinazione ed agilità, non posso fare atletica o scherma; e allora gioco a tennis.) ma piuttosto perche’ per imparare a giocare a ennis e quindi cominciare a divertirsi ci vuole troppo tempo e troppe noiose ore di pratica… Nessun bambino tranne la figlia di Bogar si e’ mai divertito a tirare per ore la pallina contro il muro e e’ qui che subentra, lo si voglia o no, l’importanza del Genitore… Del resto anche nuotare all’inizio e’ noioso e puo’ essere difficile da apprendere…Noioso mi sembra lo rimanga molto anche dopo quindi non credo che rubi molti atleti al tennis…L’Atletica e’ uno sport bellissimo e completo ma anche li’…noioso, in fondo, anche comparato al tennis… Insomma, una volta imparato, il tennis e’ piu’ divertente di tanti altri sport….Il problema e’ all’inizio, e’ molto piu’ difficile da apprendere…I veri avversari del nostro sport sono gli sport di squadra e rispetto a quelli ha un vantaggio: che negli sport di squadra c’e’ l’allenatore che, non capendo nulla, ti puo’ tenere in panchina magari perche’ sei tristo ma magari perche’ non gli sei simpatico o deve far giocare il figlio dello sponsor e poi ci possono essere i tuoi compagni troppo tristi anche loro per permetterti di vincere o anche solo di farti notare… Nel tennis invece, ed e’ questa la cosa piu’ bella, a un certo punto it’s just you and me, baby, just you and me… E una volta appreso, appunto, e’ molto piu’ divertente e completo di tanti altri sport. MA PRIMA LO DEVI IMPARARE A GIOCARE, STO CAZZO DI GIOCO … e quindi si, torniamo a parlare del rapporto Maestri e Genitori.
Kill Bill says:
si, scusa non rifiuti ma scarti.
”In sostanza: se sono basso, non posso giocare a pallavolo e basket; se non ho tanta resistenza, non posso fare calcio; se non ho tanta coordinazione ed agilità, non posso fare atletica o scherma; e allora gioco a tennis.”
Nikolik
Alla Sat si va a 5/6 anni.
hai toppato, non insistere che peggiori la situazione.
Nikolik says:
Kill Bill, l’intervista a Fanucci è datata 11 novembre 2008, a firma di Antonello Zani ed è stata pubblicata sul sito tennisteen, come ti ho detto, dove la puoi ritrovare con facilità.
Ti faccio copia ed incolla della domanda e della risposta che ci riguardano:
D: Un ultima domanda Fabrizio, ma come mai non riusciamo a produrre un top 10 in Italia da più di trent’anni, ed altre nazioni come Cipro, i paesi dell’est, la Serbia, ci riescono?
R: Purtroppo i bambini che arrivano al tennis, spesso qui in Italia, è brutto dirlo, ma sono gli scarti degli altri sport, prima viene il calcio, che prende tutto e poi il tennis. Io ho iniziato a lavorare a 19 anni, e ti posso assicurare che non è mai cambiato niente, nel tennis è sempre arrivato lo scarto degli altri sport. Io ho una scuola, dove i numeri sono grossi, c’è una scuola il circolo tennis africo che ha 230 bambini, di questi 230 bambini, ogni anno se ne perdono 80 e ne arrivano 80, un turn over molto elevato. Non c’è un indirizzo ben preciso sul tennis, spesso il tennis viene visto come un parcheggio per molti ragazzi. Non puoi mettere in campo un maestro con dieci allievi e poi il bambino tocca la palla ogni venti minuti, dopo due mesi questo bambino lo hai perso. Bisogna lavorare sui giovani, bisogna investire, è inutile dare contributi a pioggia con il rischio di disperderli in mille rivoli, ma indirizzare questi contributi nei confronti di realtà che producono risultati sul campo. Io mi auguro che la fit ci tenda la mano, alla fine tutti noi vogliamo il bene del tennis italiano.
Ecco la parte dell’intervista che ti dicevo, Kill Bill.
Io non ho toppato proprio nulla, Kill Bill.
Il concetto è di Fanucci, io non c’entro nulla.
Io l’ho solo riportato.
Ah, a proposito.
Anche il termine “scarti”, come vedi, è citato espressamente nell’intervista.
Sono parole di un grande coach che vive nel tennis da decenni e che sa quali sono i problemi.
Non ho toppato proprio nulla.
Alessandro Nizegorodcew says:
Io vorrei intervenire sull’argomento della figlia di Barbara.. sinceramente mi sembra inopportuno dare un giudizio sulla ragazza senza averla mai vista, senza averci mai parlato, soprattutto se ha avuto così tanti problemi fisici.. In più, Nikolik, se è vero che essere quarta categoria significa avere davanti tantissime altre ragazze, è pur vero che conosco tantissimi ragazze/i che per vari motivi hanno giocato poco o nulla o che ancora non sanno “vincere” le partite, e che magari valgono molto più di una classifica che premia chi gioca tanto più di chi gioca bene..
E’ pur vero che il concetto di sapere vincere le partite e crearsi una classifica può invece andare a sfavore della ragazza, che magari gioca molto bene a tennis (che ne sappiamo noi..) ma che (e non per colpa di un maestro) non è in grado di gestire mentalmente gli incontri..
Insomma potrebbero avere ragione tutti e nessuno e non mi sembra corretto parlare di una ragazza che non conosciamo, così come non era corretto giudicare Martina Caciotti per essere 600 Wta senza averla (credo di parlare a nome quasi di tutti) mai vista giocare..
Io, che sono abituato a girare per tornei tutto l’anno, commento solo match che ho visto e solo giocatori che ho visto (questa è una mia auto-regola) almeno 2-3 volte (una non basta mai…).. faccio spesso fatica a commentare un match visto in tv, figurarsi una ragazza di cui non so un risultato né l’impostazione tecnica né altro..
Detto questo, mi farebbe molto piacere vederla giocare e spero che questo possa essere possibile..
Federico Di Carlo says:
A supporto di quanto scrive Alessandro vorrei portare un esempio diretto dal mio circolo. Un nostro ragazzo Dicembre 96 l’anno scorso ha partecipato soltanto a tornei di 4a appositamente scelti. Non ha vinto nessun torneo di categoria ma ha battuto 14 4.1 Quest’anno ha iniziato la stagione da classificato 3.5. Anche quest’anno, probabilmente non vincerà nessun torneo di terza ma al primo torneo della stagione ha già battuto un 3.2 e due 3.4 (tra cui il giocatore che lo precede nella categoria regionale) ed inizierà a partecipare ai tornei open. Sicuramente continuerà a progredire in classifica ed andare avanti perchè gioca ogni partita al meglio e condivide il progetto tennistico a lungo termine che vede al primo posto il miglioramento. Quando avrà 16 anni poi si vedrà……….
Stefano Grazia says:
Vorrei parlare non solo a nome mio ma anche di chi partecvipo’ alla discussione: NESSUNO CE L’AVEVA CON MARTINA CACIOTTI E NESSUNO SI PERMETTEVA DI GIUDICARE IL SUO GIOCO…Credo che anche lo stesso Mad Max pur usando i toni che usava siolo sugli altri blog non avesse la minima intenzione di offendere l’atleta e il suo amor proprio…Era solo una discussione se vogliamo semantica sulla definizione di PROFESSIONISMO e sull’opportunita’, semmai, di capire quando era meglio dare un taglio ai propri sogni e passare invece al piano B…Io poi che si parlasse della Caciotti, l’ha tirato fuori (secondo me ingiustamente) Nikolik, manco me lo ricordavo a dimostrazione che si parlava di numeri e di eta’ e non del tal giocatopre…Io per esempio ho conosciuto qui a Lagos la numero 320 o 340, Lisa Sabino, ora naturalizzata svizzera, al seguito del Coach Paleni. Oddio, conosciuta e’ una parola grossa: diciamo che era a cena da amici comuni. Be’, lei a 22 anni, quanti ne aveva, e numero 320 al mondo, andava all’universita’ ben conscia che il suo futuro non poteva essere legato solo al prizemoney del tennis… Certo, poi professionista e’ anche chi il tennis lo insegna…Insomma, professionista e’ chi con la propria professione si ricava da vivere … Ma nessuno ce l’aveva con il numero 200,400, 600 al mondo che anzi… Basta pensare che nel calcio se sei il 400 d’Italia (NON del MOMDO!!!!) guadagni forse piu’ del numero 100 al mondo nel tennis … Credo che il furore verbale di qualcuno fosse rivolto, da alcuni, non tanto ai numero 400,600, 900 ma a chi li allenava dicendo che stava allenando dei professionisti… Io personalmente non ce l’avevo in particolare con nessuno e anzi ,a quel tempo, cercavo ancora di mediare il maxpensiero … Qualcosa di vero, in quello che diceva anzi urlava, ad essere onesti pero’ c’era… Cosi’ come a un numero 600 nulla puo’ essere precluso, e’ anche vero che cosi’ come ha posto il problema Nikolik, qualcuno direbbe,e questa volta non a torto, l’ha posto in malafede. Martina Caciotti io la sento,il suo nome, per la prima volta qui…Per dire che non e’ su Martina Caciotti che si era fatta la discussione… Ma sulla definizione di Professionista usata dai Coach di quella Academy. Tra l’altro io ero d’accordissimo con Ardinghi quando diceva che comunque chi arrivava intorno al numero 200 era da considerarsi per il 99% di chi gioca a tennis un marziano (lui diceva 120 ma si puo’ stare piu’ larghi…)
diego says:
Tutto vero tutto giusto bisogna pero’ avvicinare al tennis piu’ ragazzi/e di qualita’
fisiche e mentali fargli fare le cose giuste per diventare dei buoni giocatori,e speriamo che tra questi esca qualche campione.
Questo devono fare la Fit, i Circoli, le Accademie, i maestri, i genitori,e chiunque altro ne abbia voglia.
Barbara says:
Antra
condivido pienamente
Stefano
hai centraato il problema perfettamente, il rammarico è di aver seguito il percorso agonistico tracciato dalla federazione senza avere la possibilità di comprendere che le scelte da fare erano altre.
Diego
è esattamente quello che mi sforzavo di dire.
Nikolik
continui a farne una questione personale mentre io sto segnalando un problema che cancella intere generazioni, a patto che non si abbiano conoscenze dirette e parlo dei meccanismi e non delle persone che possono agevolare il percorso.
La lamentela non è che se avessi avuto un altro maestro mia figlia sarebbe la numero uno al mondo, ma se ci fosse un’informazione corretta avreste 100 ragazzini forti per ogni annata, esattamente come avvine all’estero dove poi solo una minima parte approda al professionismo, ma altri ottengono borse di studio o scelgono l’insegnamento o semplicemente decidono di seguire altre strade.
Se si dicesse chiaramente a livello amatoriale si fa così, l’agonistica blanda comporta questo, se ci vuoi provare sul serio devi essere disposto a fare questo, quello e quell’altro e devi spostarti nel seguente circolo che ti indichiamo noi, tutto sarebbe semplice e trasparente almeno a livello di informazione.
Cerco di essere ancora più chiara, per portare più ragazzini al tennis si è passari da una scuola analitica che prevedeva l’insegnamento di tutti i colpi e di conseguenza una netta attitudine tecnica e motivazionale ad un insegnamento globale in cui ti metto nelle condizioni di giocare diritto e rovescio e ti metto in campo così ti diverti.
Allo stesso modo si è deciso di adeguare i tornei ad un livello meno competitivo in modo da far partecipare il maggior numero possibile di ragazzi.
In questo modo sicuramente ho allargato il numero di ragazzi che partecipano intendendo l’agonistica in modo soft, ma ho tolto collocazione a quelli che avevano motivazione e mezzi per la vecchia scuola, che sono inseriti in gruppi con ragazzi con aspettative differenti e diversa voglia di allenarsi.
A fornte di 30 iscritti che cazzeggiano ce ne sono magari tre di sesso ed età diversa che la intendono in modo diverso e la scuola opera la scelta più vantaggiosa così diventa una priorità indicare ai ragazzi che ne hanno la voglia e la motivazione i posti giusti.
Roberto Commentucci says:
Barbara ha ragione.Bisogna lavorare molto su informazione e trasparenza.
Genitori più informati fanno scelte più consapevoli, e si arriverebbe ad una domanda più qualificata di apprendimento agonistico di alto livello. Ciò, per spontanea legge di mercato, creerebbe anche un’offerta di alto livello,smascherando ciarlatani ed incentivando, fra i tecnici, coloro che vogliono migliorarsi.
Bisogna uscire dagli equivoci ed indicare percorsi chiari.
Barbara says:
Alessandro
ti ringrazio, per la civiltà e perchè come tutte le persone equilibrate parli solo di ciò che conosci.
Come hai giustamente supposto dietro c’è una storia, che non vale la pena di rivangare dal momento che ora è circondata da persone serie che la stimano e la fanno lavorare secondo le sue attitudini mettendola nelle condizioni di fare il suo gioco e sviluppandolo con un ottimo programma a lungo termine.
Mia figlia ha caratteristiche particolari e dovrebbe essere vista in match, ha un ritardo di accrescimento per cui biologicamente oggi avrà circa 14 anni ed il problema è prevalentemente fisico ed atletico, non regge tutta la partita a ritmi elevati perchè non ha mai fatto atletica, infatti in doppio è decisamente molto più forte ed ha ottenuto diversi buoni risultati battendo dei seconda.
La parte tecnica è stata recuperata ed ovviamente deve essere ultimata, rifinita e consolidata, parliamo di un giocatore a tutto campo ed il lavoro da svolgere è stato ed è complesso visto che prima giocava tutti i colpi, escluso diritto e rovescio, da autodidatta per emulazione.
Poichè lavorando atleticamente e tecnicamente ha recuperato molto ed ha ancora grandi margini tutti sospendono il giudizio su dove possa arrivare aspettando lo sviluppo fisico e muscolare che dovrebbe completarsi intorno ai 18/19 anni, avendo caratteristiche di gioco e costruzione del punto decisamente originali e che sinora le hanno consentito di giocare sempre a livelli molto più elevati del suo livello tecnico ed atletico anche se solo un set o nel caso delle più forti pochi game.
Se riesce ad allenarsi bene è molto solida mentalmente nei match, se invece qualcosa è andato storto nella sua aspettativa del tempo che dovrebbe impiegarci ad imparare quella cosa, se ha problemi personali o rientra da un infortunio diventa insicura ed ansiosa.
Ci sarebbe poi il problemino di giocare solo sulla terra perchè sul duro il suo gioco aggressivo le consente una maggiore resa ed autonomia.
cesare veneziani says:
Ormai il tennis è peggio del calcio: fate i medici, gli avvocati, i baristi, i ragionieri, i ladri o i giuristi e credete di conoscere tutto lo scibile tennistico.
Ma sapete pure insegnare/coacchare/educare allo sport/capire le dinamiche psichiche (relative al tennis) per caso?
Se si, illuminate la mia squallida categoria (a parte me e gli amici miei): fate lezione gratis e a tutti i giovani agonisti (oltre che ai vostri figli)
e accompagnateli ai tornei, okay? Gratis.
Problema risolto, si può parlare di Fognini che finalmente ha tirato fuori le palle.
Scienziatoni…
che essere 600 al mondo è un’impresa mirabile, un bagaglio che ti resta a vita.
Fenomeni che siete…tutti Piatti & Vavassori, tutti coach di grido…poi così seri….ma non vi viene da ridere a rileggervi?
Ma vi fate leggere dai vostri figli o no?
Poi voplete che i vostri ragazzi siano umili, vero stefano, che se tuo figlio incontra un allenatore normale per strada, magari italiano, che fa? Je mena?
Ora vado, che domani invece di allenare i miei ragazzi (grazie a dio tanti, certamente fatica, grazie a dio anche un po’ di soldi) vado…
vediamo un po’…
vado a dirigere un’orchestra.
Anzi no, vado a curare un malato di tbc.
Per favore.
@Stefano: per essere un buon coach non basta sapere tutto, come tu pensi di sapere. Biogna ESSERE, e non c’è scritto sui libri.
Come per essere un buon padre.
Concludo che generalizzare (tutti i coaches cattivi, tutti i genitori cattivi…) come vedo qui sopra è banale e molto triste, due caratteristiche che fanno a cazzotti con la bellezza infinita di questo sport, che grazie a dio vede come unico grande centro solo il rgazzo/giocatore.
Tutto il resto, cioè noi che NON SIAMO I RAGAZZI, è noia.
Kill Bill says:
Nikolik,
dai su non te la devi prendere. Tutti si toppa.
Se hai citato Fanucci vuol dire che ne condividi il pensiero. Però dovresti leggere bene quello che dice Fanucci, anche nelle frasi che vengono dopo quello che ti faceva comodo citare.
Comunque, che in Italia paese di calciofili, ci sia la concorrenza del calcio così è e sempre sarà. Ma anche in qualche altro paese è così. Però è uno di quei problemi comuni a tutte le altre discipline , come la scuola, la mancanza di cultura sportiva, i ragazzi mammoni, le carenze strutturali , ……
Gli stessi che hanno, nuotatori, tuffatori, ginnasti, ciclisti, sciatori, fondisti, pugili, pattinatori, slittinisti, schermitori , velisti, canottieri ….. persino golfisti, per non parlare degli sport di squadra, sport nei quali nonostante tutto , nonostante il calcio, si raggiungono con una certa frequenza dei risultati di vertice.
Non mi risulta peraltro che al tennis vi si acceda dopo aver fatto un test che determina le scarse doti di partenza.
E’ molto probabile invece che i ragazzi ” immediatamente predisposti ” , per citare Andrew, se è a quelli che Fanucci si riferisce , non è che non vanno al tennis ma dal tennis scappano perchè lo dice lui stesso :
” Non puoi mettere in campo un maestro con dieci allievi e poi il bambino tocca la palla ogni venti minuti, dopo due mesi questo bambino lo hai perso ” e aggiunge ” Bisogna lavorare sui giovani, bisogna investire, è inutile dare contributi a pioggia con il rischio di disperderli in mille rivoli, ma indirizzare questi contributi nei confronti di realtà che producono risultati sul campo. Io mi auguro che la fit ci tenda la mano, alla fine tutti noi vogliamo il bene del tennis italiano.”
Chi ha orecchi intenda.
Oppure le parole di Fanucci derivano dal fatto che gli arrivano sotto mano ragazzi mal preparati ma questo non è da ricercare nei geni ma nella preparazione inesistente delle scuole tennis. Se dopo 4/5 anni di SAT un ragazzino normodotato non sa correre, saltare e lanciare ,non parlo di prestazione ma di un gesto decentemente corretto, non è colpa della natura ma di chi non gli ha insegnato nulla o per scarsa professionalità o perchè non è stato messo nelle condizioni di farlo. Il risultato è lo stesso.
Stefano Grazia says:
Cesare Veneziani, onestamente non capisco affatto il livore del tuo ultimo post e comincio a credere che tu mi confonda con qualcun altro che scrive su un altro Blog visto che ,se tu mi leggessi con meno superficialita’, dovrebbe ormai esserti chiaro che io non professo la sostituzione del Coach col Genitore (a meno che il Coach non sia scoglionato) bensi’ il dialogo, la comunicazione, la collaborazione. L’ho detto e ripetuto piu’ volte, 4-5 anche a seguito di questo articolo. Mi piacerebbe sapere, alla luce del tuo post 61, cosa ne pensano quei genitori che avevano chiesto la tua email …”Concludo che generalizzare (tutti i coaches cattivi, tutti i genitori cattivi…) come vedo qui sopra è banale e molto triste”…MA SEI TU CHE GENERALIZZI E METTI TUTTI NELLO STESSO CALDERONE,FACENDO DI TUTT’ERBA UN FASCIO COMINCIANDO DA ME PER PRIMO E CONFONDENDO, ME ED ALTRI GENITORI DI QUESTO BLOG con altri che han fatto del’autarchia il loro credo … Guarda che la stessa Barbara ha la figlia che si allena in una famosa Academy italiana e mi risulta che sia molto felice…Evidentemente ci sono Maestri e Maestri …Tu potrai avere anche 200 ragazzini a cui insegnare tennis senza sentire il bisogno di parlare coi loro genitori, di mettersi alla prova, di sottoporsi al giudizio di chi paga come in tutte o quasi le libere professioni del mondo… ma la tua mi sembra una posizione sinceramente indifendibile e credo sara’ criticata anche dalla maggior parte dei tuoi colleghi, molti dei quali in effetti anche su queste pagine mi hanno spesso dato ragione.
Io resto convinto che tu non mi abbia letto bene o non mi abbia capito, io purtroppo temo d’averti capito fin troppo bene:
Tu sei A PRIORI contro il Dialogo, la Comunicazione,il Feed Back col Genitore?
Pazienza, ci sono Coaches e Coaches.
Federico Di Carlo says:
Ciao Cesare,
condivido da persona che scende in campo con i ragazzi il tuo intervento al 100%. Spesso infatti nel giudicare il lavoro fatto da un professionista si incorre nei soliti discorsi generalizzanti sulle “categorie”. I maestri come gli impiegati statali (senza offesa per gli statali), guadagnano la loro pagnotta senza lavorare, aggiornarsi, conoscere e dare un servizio. E’ vero anche il contrario, che anche noi che scendiamo sul campo spesso generalizziamo sui genitori assenti nella vita dei figli o che, per aver da qualche parte sentito qualche nuova teoria discordante con il nostro credo, vogliano dimostrarsi iper competenti. Fortunatamente non sono tutti così.
Da un po di tempo a questa parte ho capito che l’unico feedback che mi interessa è quello dato dai ragazzi. Alla fine, se ho fatto un buon lavoro, sono loro che vogliono andare avanti con determinazione ed il loro comportamento è l’indice di come ho lavorato.
E sai quale è il paradosso? Tutti quanti su questo blog riconoscono nella “passion” una delle qualità fondamentali di un campione. Ma poi questa “passion” all’atleta chi gliela coltiva, chi la fa venire fuori? Il genitore che pretende solo risultati? O il maestro iper informato incapace di comunicare e stabilire un rapporto con il tennista?
La mia filosofia di insegnante di tennis, per molti versi, come in tutte le professioni, è che per farlo al meglio occorre vocazione ed altruismo. E raramente ho incontrato maestri motivati che non fossero anche professionali, preparati e costantemente aggiornati. Per il semplice fatto che amano il loro lavoro e ci mettono tutta l’anima. Ma poi, come dico ai miei ragazzi, posso fare tutto il possibile e dare tutto me stesso per insegnare loro, pianificare, organizzare il lavoro, condividere scelte ed obiettivi ma alla fine, una volta che scendono in campo, sono loro che impugnano la racchetta e la responsabilità, i meriti ed i demeriti di quello che fanno è tutta loro. E’ fondamentale per me che i ragazzi crescano parallelamente come persone e come tennisti. Sarà forse che lavoro in un piccolo circolo ma i genitori sono molto contenti del nostro lavoro perchè vedono che i ragazzi sono seguiti e supportati e perchè li vedono assumersi le loro responsabilità e crescere come persone in un contesto sano. E questo produce risultati tennistici anche molto buoni perchè libera i ragazzi dalla pressione dei risultati a tutti i costi che è l’impedimento principale al successo in mezzo al campo.
Barbara says:
Grazie Roberto
Jho
sono passati due anni da quando siamo stati da Mouratoglou e ci siamo trovati molto bene.
Sicuramente prendevano anche i piccoli, che facevano un programma diverso rispetto al nostro per cui sarebbe opportuno contattare direttamente l’accademia, la mail la trovi sul sito.
Marta faceva tre ore al mattino e match e preparazione atletica al pomeriggio mi pare dalle 14,30 alle 17,30, alle 21,30 spengono letteralmente le luci e la sveglia è alle 7..
L’unico problema era il cibo e non parlo di ragazzini viziati, ma di Russi Cinesi Italiani ed Americani era letteralmente immangiabile, occorre avere la macchina perchè se no resti isolato e non puio nemmeno andare ad un supermercato.
Spero che abbiano cambiato il cuoco, se hai bisogno chiedi pure.
Tex says:
Dedico questo post a tutti i genitori illuminati di questo blog.
Ho cominciato a leggere i post di questo sito circa due anni fa. Leggevo e cercavo di capire.Parallelamente mia figlia cresceva e cominciava a scontrarsi con tutte le problematiche piu’ volte descritte, che si manifestano quando un bambino vuol fare qualcosa di piu’ che non essere parcheggiato in una scuola tennis. Se oggi mia figlia (e tutta la famiglia che necessariamente deve sostenerla) non ha mollato ed anzi procede con soddisfazione in un suo percorso seppur denso di curve pericolose, lo deve anche in piccola parte a questo blog. Senza il quale mi sarei sentito molto piu’ solo ed isolato. Ma leggere decine e decine di lettere dove viene chiaramente detto cio’ che alla maggior parte dei maestri è peccato mortale dire, ha certamente contribuito a formarmi una mia opinione sul sistema , e da questo ho tratto la forza per non mollare quando in tante occasioni mi sarei già arreso. Caro veneziani, cito la tua …citazione: il resto è noia! Di nuovo un grazie di cuore a tutti i genitori di questo blog (ed anche ai tecnici onesti come Di Carlo).
Barbara says:
Cesare
nessuno dice che siano solo i coach famosi ad offrire una preparazione adeguata e nessuno mette in dubbio che ci siano maestri seri.
Proprio per questo motivo quelli che lavorano bene dovrebbero essere indicati ai ragazzini che vogliono impegnarsi e proprio perchè normalmente un genitore non ha le conoscenze tecniche per accorgersi di chi lavora bene dovrebbe essere la FIT a farlo.
Ti senti di escludere che ci siano un sacco di millantatori nel tuo ambiente e che si sia creato un cartello per cui anche l’agonistica più scalcagnata si fa pagare in proporzione alle ore giocate ed al numero di ragazzi in campo probabilmente più della tua e sicuramente molto più di qualsiasi accademia in Italia.
Non sarebbe il caso di adeguare i costi all’offerta e consentire ai maestri più qualificati ed impegnati di guadagnare giustamente molto più di quelli che si limitano a pascolare i ragazzi senza produrre alcun risultato, o prendendo quelli formati da altri e spacciandoli per loro.
Stefano Grazia says:
Ecco, se Federico poi riesce a dar ragione contemporaneamente a Mad Max e a Veneziani che stanno in pratica come un vampiro sta all’aglio vuol davvero dire che ci srtiamo prendendo in giro con le parole fra di noi… Vero, quoto al 100% anch’io il fatto che il feedback essenziale e’ quello del ragazzo ed e’ questo il motivo del mio completo fallimento, riconosciuto piu’ volte, (ma attenzione non come coach ma come genitore), ma per tutto il resto Federico? Quoti Veneziani al 100%? Be’, ma allora cosa fai, scrivi su due (o tre o quattro non so) cambiando posizione a seconda di chi ci scrive? Tu del resto sei uno di quelli contro cui si scaglia Veneziani visto che non sei un tecnico e fai il Mental Tutor senza essere uno psicologo ma con un diploma che, lo hai detto tu stesso, si prende in tre giorni e per lo piu’ ti e’ stato rilasciato da tua sorella… Poi magari sei bravissimo lo stesso… magari come un Genitore che non ha il diploma di coach… Quello che ti salva e’ che non alleni i tuoi figli …Mah, certo che siete strani voi bianchi …
Stefano Grazia says:
Be’, ma allora cosa fai, scrivi su due (o tre o quattro non so)BLOG cambiando posizione a seconda di chi ci scrive?
Stefano Grazia says:
Veneziani:Poi volete che i vostri ragazzi siano umili, vero stefano, che se tuo figlio incontra un allenatore normale per strada, magari italiano, che fa? Je mena?
Non mi sentirei di escluderlo ma non perche’ e’ italiano…italiani, americani, nigeriani, veneziani…lui je mena a tutti, non fa distinzioni, non e’ razzista… Certo, non e’ cosa di cui vantarsi e infatti e’ un bel problema di cui mi assumo tutte le responsabilita’ come genitore (Ci sono Genitori e Genitori e io non sono stato evidentemente abbastanza bravo, paradossalmente sono stato meglio come coach, pensa un po’ l’ironia della sorte…)
Federico Di Carlo says:
Stefano,
“every cloud has a silver lining”. Mentre tu ti sei sentito tirato in causa dalle parole di Cesare e da quelle mie, io continuo a discutere, affrontare e risolvere i problemi. Cerco di prendere il meglio da tutti quanti e cerco di imparare. Alla fine, non mi importa sapere se ho ragione o torto oppure dare ragione o torto: per me, quello che conta è la vita ed il futuro dei ragazzi. Punto. Il resto è heavy bullshit.
Federico Di Carlo says:
Stefano,
le parole di Cesare sono state dettate dalla frustrazione. La frustrazione di molti coach volenterosi che hanno a che fare con genitori di coccio. La stessa frustrazione che prende genitori volenterosi quando hanno a che fare con coaches di coccio.
E questo ti sembra strano? A me sembra essere umano e comprensibile al 100%. E da persona che scende sul campo capisco la sua frustrazione al 100%. A volte ci si scoraggia. Soprattutto quando non viene riconosciuta neppure la buona volontà e l’onesta intellettuale nel fare il proprio lavoro.
Gus says:
Dopo l’ultimo post del maestro ho quasi timore a scrivere, non sono uno della corporazione, ma un semplice 4° di 46 anni (che però ha iniziato a 39) che allena pallavolo e cerca di capirci qualcosa sia di tennis che di volley e fa sport a vari livelli da quando ne aveva 6 (da dilettante, per carità), confrontandosi per il tennis con il suo amico maestro, uno di quelli che si conosce poco ma un top ten recente, l’ha allenato da giovane tennista (il top ten) per qualche anno.
E’ chiaro che Alessandro riprende un tema molto caldo in questo blog e cioè il rapporto tra genitori e maestri. La testimonianza di Barbara (che piacere rileggerti e sapere chi eri e chi sei
) ci riporta dentro un sistema tennis che almeno a me è abbastanza chiaro da tempo, ha dei limiti evidenti.
Partiamo dalla premessa, però, che da qualsiasi livello si parta non esistono e non dovrebbero esistere bambini “professionisti” e mi piacerebbe anche che non esistessero genitori che obbligano al professionismo dei bambini. Nessun bambino a 6 anni è un professionista, ne si può e deve allenare 5 ore al giorno giocando a tennis.
Fatta la premessa si deve tornare però al problema di fondo che non è il rapporto genitore/maestri, ma il processo che dovrebbe portare un bambino a raggiungere il suo massimo livello possibile nello sport che ha scelto di praticare.
In tutti gli sport che conosco io, che ovviamente non sono tutti, esistono delle società sportive di base, ma agonistiche, che hanno l’obiettivo di formare, educare e allenare i giovani. Il tennis italiano, invece, ha un sistema che si basa sul Circolo che come già detto più volte, non si muove (generalmente) come una società sportiva agonistica seppur di base.
Questo sistema porta quindi spesso ad un rapporto diretto maestro/genitore, in cui il maestro non fa esclusivamente l’allenatore e non si può certo pretendere che uno che lavora già 40/50 ore alla settimana, il sabato e la domenica di tutto l’anno si dedichi anche a girare per tornei.
Molto, se non tutto, viene affidato quindi alla “buona volontà” dei singoli e alla qualità del proprio portafoglio.
Il maestro nazionale dovrebbe invece essere uno strumento del processo e non l’interlocutore unico del sistema a cui affidare tutto.
Ah, tanto per capirsi, nemmeno le accademie sono una società sportiva, ma per coloro che se lo possono permettere, “individualmente”, sono la soluzione più vicina affinché il proprio figlio raggiunga il suo limite massimo.
Per fare in modo che il tennis diventi uno sport di massa, aumentando considerevolmente la base agonistica dei giovani, presupposto ideale per formare anche i campioni, bisogna abbattere drasticamente i costi e fare in modo che, al professionismo portato fino alla base agonistica di livello più basso (che non significa scarso), si sostituisca un lavoro fatto da società sportive che si occupino della formazione di base. Solo successivamente quando si individuano i talenti “migliori”, supportati da società agonistiche di più alto livello, si potrà far parte di un iter orientato al professionismo.
Ovviamente questo è un punto di vista che non ha nessuna pretesa se non quella di aggiungere qualche spunto alla riflessione generale.
andrew says:
Bravo Gus!!!
hai detto in parole comprensibili ciò che io dico in una sola parola, ossia VAFFANTENNIS
Gus says:
caro federico, immaginando che il maestro Cesare non lavori gratuitamente e lo faccia per professione può anche decidere se seguire o non seguire il ragazzo figlio del genitore di coccio. Oppure siamo alla solita cultura dell’alibi per cui se vinco è merito mio e se perdi la colpa è del tempo, della buca, del campo e infine dell’arbitro?
Se accetti che quel ragazzo faccia parte del tuo gruppo, dovrai pur avere un qualche rapporto con i suoi genitori, oppure li chiudiamo fuori dallo stadio per poi lamentarci che alla “sera……..”.
Continuamente a noi “genitori” viene rimproverato di non essere “professionisti” e quindi di non saperne più di tanto. Verissimo, io faccio fatica a fare il mio lavoro, figurati.
Ma tutti i maestri sono “professionisti” solo perché vengono pagati o perché hanno la tessera? E’ questo il criterio?
E a quel punto il maestro è un direttore d’orchestra, il primo violino o il musicista da ballo liscio nella pro loco del sabato sera?
“Da un po di tempo a questa parte ho capito che l’unico feedback che mi interessa è quello dato dai ragazzi. Alla fine, se ho fatto un buon lavoro, sono loro che vogliono andare avanti con determinazione ed il loro comportamento è l’indice di come ho lavorato.”
Ma certo, ma questo “indicatore” non ci ha detto ancora se tu insegni bene o male il tennis e a che livello, non trovi?
Quali sono i tuoi obiettivi, quali sono gli obiettivi della società per cui lavori? E’ questo il problema che non mi pare si voglia affrontare.
Io so che se mia figlia viene “selezionata” da una certa società è perché quella società gioca in A2, in A1 e tutta la struttura che accoglierà mia figlia ha l’obiettivo di farla progredire individualmente per farla giocare in A1 o in A2.
Lo stesso naturalmente dicasi per i tecnici. Se ti chiama a lavorare l’Inter è probabile tu sia un buon tecnico.
Come facciamo a capire il ranking dei maestri o dei circoli?
Gli obiettivi di quella società sono fare le finali provinciali, regionali, nazionali di categoria.
Se io porto mia figlia da te, cosa mi devo aspettare? Tu sei un allenatore in grado, con una storia adeguata, un curriculum adeguato per portare mia figlia a che livello?
I tuoi ragazzi juniores quanti anni hanno? Che categoria sono? Che ambizioni hanno? Quali obiettivi individuali avete stabilito?
La categoria dei maestri sembra affermare che tutti siano in grado di far diventare professionista un giocatore juniores, beh è molto strano ma proprio molto strano che tutti i maestri, e persino qualche non addetto ai lavori, sia in grado di far diventare professionista un ragazzo juniores di buon talento.
(sto usando te, assolutamente per facilità di linguaggio non per metterla sul personale federico, vorrei fosse chiaro).
Non per sminuire nessuno, sia chiaro, ma perché ci sarà una differenza qualitativa anche tra i maestri oppure no?
Non basta che tu mi dica che i ragazzi ti ritornano un buon feedback, quello può dipendere anche da altri fattori che non siano il tennis, ma se l’obiettivo è dichiarato fin dall’inizio (“si lavora però il nostro obiettivo è far star bene i ragazzi, l’agonismo viene dopo”, ad esempio) tutto bene, ma ci vuole trasparenza.
Ci sono maestri disposti ad ammettere di non essere in grado di far passare uno juniores dalla terza alla seconda categoria, oppure che lavorano in una struttura inadeguata e sono disposti ad ammetterlo?
Oppure “volemose tutti bene”, che con me state come nu babà.
Ripeto, ho usato i tuoi esempi solo per fare un ragionamento di carattere generale non per mettere in alcun modo in discussione il tuo modo di lavorare che non conosco ne saprei giudicare.
Gus says:
@andrew: ti ringrazio.
però il “tuo” vaffantennis non so quanto possa essere un sistema.
Stefano Grazia says:
Fede:Mentre tu ti sei sentito tirato in causa dalle parole di Cesare e da quelle mie, io continuo a discutere, affrontare e risolvere i problemi. Cerco di prendere il meglio da tutti quanti e cerco di imparare.
Mi sono sentito tirato in causa dalle parole di Veneziani ma non mi sono sentito tirare in causa dalle tue: mi e’ semplicemente sembrato molto strano che tu quotassi al 100% Veneziani quando forse avresti dovuto distinguere fra feed back dai mini atleti e tutto il resto perche’ quello che dice e’ in netto contrasto con molte delle cose che anche tu hai spesso sostenuto e soprattutto con quello che viene scritto piu’ che qui sui Blog Ribelli (a propopsito, due hanno chiuso: e allora, non avevo forse un po’ ragione anch’io quando dicvo che le stesse cose si potevano scrivere su un contenitore che viene letto da un maggior numero di persone? un po’ come fare un programma intelligente su RAI1 o Canale 5 oppure farlo,lo stesso intelligente programma, su TeleBrisighella). Mi sembrava insomma che Veneziani anche dicesse altre cose e non solo che l’unico feed back che conti e’ quello dell’atleta… e sul resto come la mettiamo?
Federico Di Carlo says:
Ciao Gus,
ti invito a leggere il mio post 41 per capire esattamente quale è il mio pensiero sul triangolo genitori-figli-maestri. Le parole d’ordine sono rispetto, fiducia reciproche ed unione di intenti.
Federico Di Carlo says:
Stefano,
sul rapporto genitori-figli-maestri sono stato molto chiaro ed esplicito nel post 41. Non ho bisogno di aggiungere altro. Quando manca l’unione di intenti mi sembra ovvio che genitori e maestri difendano le loro categorie spesso in modo settoriale ed irriverente l’uno del ruolo dell’altro. Siccome far funzionare le cose è questione di buon senso, e siccome spesso mi rendo conto che di buon senso ne leggo davvero poco in giro, preferisco starmene zitto e lavorare in santa pace.
Gus says:
@doc:
@Antra:Ma perchè gli allenatori di atletica pallavolo basket rugby pallamano pallanuoto hockey ecc. non hanno tutta questa brama di guadagni?
“Bisogna essere onesti: perchè non ne hanno l’occasione. Altrimenti farebbero come i Maestri del Tennis. Vedi infatti istruttori di Ypoga, Personal Trainer o…Maestri di Golf (anche se qui certe Federazini hanno lavorato bene e meglio per propagandare lo sport e comunque in Inghilterra e America esistono centinaia di Campi Pubblici)”
Questo è uno dei punti nodali per abbassare i costi. So che nel mondo “chiuso” e conservatore del tennis questo sembra una bestemmia, ma questo è uno dei problemi principali.
Per allargare la base dei praticanti ed abbassare i costi occorre cambiare le regole del gioco e far entrare in ballo (ovviamente con corsi appropriati) proprio quelli che solo ed esclusivamente per passione dedicano 15/18 ore la settimana ad insegnare ed allenare, gratis o quasi gratis. Questo è quello che faccio io, come centinaia di altri, in altri sport.
Tu dici che non ne hanno l’occasione (di guadagno), può darsi. Però nella pallavolo (il tennis io lo considero cmq uno dei miei sport) la gente in palestra, nelle società agonistiche di base, ci va praticamente gratis. Io, completamente gratis, anzi ci rimetto pure soldi miei.
Si chiama passione.
2/3 anni c’era l’idea che io potessi diventare istruttore PTR, per la passione, la voglia, ecc.ecc. Ma quando si è trattato di verificare poi concretamente in cosa potessi dare il mio contributo, GRATIS, beh, era evidente che gli spazi erano già coperti a pagamento dai maestri. Giusto, giustissimo, sia chiaro, ma la base così non si allarga.
Io lavoro 15/18 ore “direttamente” alla settimana per il volley, poi c’è tutto il “lavoro” di appassionato, visione di partite, telefonate con i genitori, ecc.ecc. A 20 Euro l’ora quanto mi dovrebbe pagare la società e a quel punto quanto costerebbe ai genitori?
Tu fai esempi di Yoga, Fitness, ecc.ecc, però vedi queste sono attività sportive che nella maggior parte dei casi non sono agonistiche e quindi assomigliano molto, moltissimo al signore che gioca a tennis al Circolo.
Il Circolo è un luogo sostanzialmente “dopolavoristico” esattamente come la palestra, o lo yoga e i maestri lavorano lì perché lì trovano chi è disposto a pagarli.
Ma questi, se vuoi, sono proprio i luoghi dell’anti-agonismo, dove gli obiettivi sono la la salute, una birretta, il bridge dopo cena, due chiacchiere e divertirsi con gli amici.
Per carità, io gioco al Circolo, per cui, figurati, Dio salvi questi luoghi.
Però se vogliamo cambiare, occorrono luoghi quantomeno separati “in casa” e portare all’interno gente che abbia voglia di allenare “la base” gratuitamente, di perdere il sabato e/o la domenica in giro sui campi con i suoi ragazzini.
Un sogno, può essere, ma da qualche parte è già una realtà che ci porta ai vertici mondiali.
Chissà cosa diranno ora i maestri, quel pazzo di Gus, l’eretico
Archipedro says:
ORA MI TOCCA DI NUOVO RI-PRECISARE…
Premetto, alla luce della mia recente contro-proscrizione anatemica… niente più faticose correzioni al primo capitolo del libro di Federico Di Carlo (…e meno male che abbiamo ancora Fede…), niente più consigli pallavolistici a Gus e salta anche il matrimonio in campagna con Andrew…
Dicevo…
77. “(…) Blog Ribelli (a propopsito, due hanno chiuso: e allora, non avevo forse un po’ ragione anch’io quando dicvo che le stesse cose si potevano scrivere su un contenitore che viene letto da un maggior numero di persone?”
Ho chiuso il mio mini blog, che è un sito tecnico al 99%, esattamente per lo stesso motivo per cui mi trovo, grazie anche alle gentilezze del maliziosetto, nell’impossibilità di scrivere qui le stesse cose “noiose”… trattandosi questo d’un blog tecnico all’1%… il 99% riguarda argomenti che ormai conosciamo bene, vagamente ripetitivi, e che non miglioreranno in alcun modo la vita sportiva dei nostri ragazzi… Proprio un G&F da Canale 5…
Ahhhh!! E’ vero!! Così ho fatto il vostro gioco!!
Federico Di Carlo says:
ciao Gus,
dalle nostre parti si suole dire che non si può festeggiare un matrimonio offrendo ai commensali i fichi secchi. Programmazione, organizzazione e risorse devono essere sempre direttamente proporzionali agli obiettivi che uno vuole raggiungere. Possiamo ovviamente discutere, come fate tu ed Andrew, su quale debba essere e come debba essere inteso il ruolo della federazione nell’istituire e classificare le categorie professionali addette, come debba essere inteso il ruolo della federazione nella divulgazione del tennis etc…. In tutto questo processo fa benissimo Barbara a lamentarsi per la mancanza di chiarezza e trasparenza ed in questo, mi dispiace per te Stefano, do ragione a Max quando sostiene che manca in Italia la mentalità tennistica di fondo ed io aggiungo una politica alla base che proponga e renda obiettivi, programmazione, organizzazione e risorse chiari e trasparenti a tutti; criticabili ma chiari e trasparenti. Nel movimento italiano regna sovrana l’autarchia e la confusione e, come al solito, in questo marasma spesso chi ci rimette è l’utente che dovrebbe usufruire del servizio.
Alessandro Nizegorodcew says:
@Archipedro
Fammi capire, quali sono i tuoi feedback per cui le cose che scrivi sono “noiose” e quindi questo un blog da Canale 5 (credo la più grande offesa che mi sia mai stata fatta, subito prima di “polacco lavavetri”).. Leggiti qualche resoconto dai tornei invece di analizzare solo quello che ti pare per dare un giudizio, e vediamo chi si occupa di tecnica o meno.. a volte mi fate ridere veramente..
Archipedro says:
Alessandro, evidentemente hai la coda di paglia…
Sai benissimo che mi riferivo a G&F su S.T.
E se non l’hai capito…
Mio figlio e la mia quasi moglie sono polacchi… fossi in te la prenderei bene…
meglio che se ti dicessero che non sei ancora un gran padrone di casa… nel senso di accorto…
Federico Di Carlo says:
Archipedro,
il primo capitolo del mio libro lo hanno letto e recensito non meno di 30 persone tra cui anche alcuni che leggono, partecipano e gestiscono questo blog. Il giorno in cui leggerai la stesura finile ti renderai conto che è stato completamente stravolto e rivoltato come un calzino con moltissime aggiunte. Ciò ovviamente non sminuisce il tuo aiuto e disponibilità.
Alessandro Nizegorodcew says:
@Archipedro
Non è questione di coda di paglia, visto che abbiamo fatto ad esempio resoconti dettagliati (e mi sembra proprio riguardassero TGF) degli internazionali under 12 e 14, del torneo di Livorno.. a me sembra che la tecnica non manchi.. anzi, sotto quei pezzi avresti potuto scrivere anche tu qualche commento no? A me dispiace che tu possa pensare che un tuo commento viene considerato “noioso” solo perché ci sono meno risposte, altrimenti io non dovrei scrivere alcuni articoli solo perché “fanno” meno commenti? Non ha senso.. Questo non è quotidiano, qui non dobbiamo “vendere”.. se scrivendo qualcosa di apparentemente “noioso” colmi la lacuna di 2-3 persone che te ne sono grate.. beh per me questo vuol dire aver reso un servizio.. Io la vedo così..
Stefano Grazia says:
Fede:In tutto questo processo fa benissimo Barbara a lamentarsi per la mancanza di chiarezza e trasparenza ed in questo, mi dispiace per te Stefano, do ragione a Max quando sostiene che manca in Italia la mentalità tennistica di fondo ed io aggiungo una politica alla base che proponga e renda obiettivi, programmazione, organizzazione e risorse chiari e trasparenti a tutti; criticabili ma chiari e trasparenti. Nel movimento italiano regna sovrana l’autarchia e la confusione e, come al solito, in questo marasma spesso chi ci rimette è l’utente che dovrebbe usufruire del servizio.
E quando mai io avrei dato torto a Max per questo? Io semmai lo invitavo a continuare le sue battaglie laddove lo possano anche leggere e magari di essere sempre veemente anche contro di me ma non platealmente offensivo con Addettib ai Lavori & Co: come si vede, si puo’ dissentire con i Coaches anche come faccio io con Veneziani, Ardinghi, Polidori etc etc (certo, Arcipeto dira’ che lo sono io ma secondo me e’ lui a non avere sense of humour o fine(ah!ah!)autoironia…Come se io mi dovessi offendere per tutte le volte che sono stato chiamato Disgrazia, Sgrazie’, etc etc…).Tra l’altro, tutta sta storia dei contatti, bisognera’ intendersi: se il contatto lo faccio sempre io conta?: io ne regalavo almeno una ventina a testa al giorno perche’ ogni giorno (e da 3 computers differenti) un salto dai Blog Ribelli lo facevo almeno 10-20 volte…Quindi su 10.000 negli ultimi 3 mesi contatti un migliaio sono solo miei… Poi davvero non capisco come io avrei proibito ad Arcipeto di continuare a scrivere qui…perche’ ho commentato con un ‘orpo!’ un tuo commento? Ma lo vedi che sei permaloso come una gatta in calore!
Stefano Grazia says:
Come una scimmia. Non era la gatta in calore. Permaloso come una scimmia.
Archipedro says:
Sei un ometto…
andrew says:
Arcipeto non è un epiteto molto simpatico…
Ometto, neppure…
Io invece ho chiamato “microbo” il presidente del comitato di quartiere, che affittava l’unico campo pubblico “annualmente” a quattro pensionati e adesso devo andare dall’assessore…
che la pace sia con voi…
bogar67 says:
Ehilà sono in vacanza in Sicily, non ho pc e dopo aver portato mia figlia ad un torneo FRP ci godiamo una settimana di disontissacazione tennis. Appena torno in sardegna vi leggo, intanto volevo solo dirvi che nella tappa del FRP di PIA SICILIA 1 ho trovato un livelllo di gioco racchetta azzurra superiore perchè qui a questi raduni vanno i migliori dei circoli mentre in Sardegna dove vivo la gara è tra i circoli che riescono a portare più bambini indipendentemente dalla qualità di gioco raggiunta un SAT. Ovviamente si tratta di numeri in quanto tutta la sardegna intera ha gli stessi abitanti della sola Palermo ed Hinterland. L’unica cosa che mi è rimasto impresso negativamente qui a Palermo è il fatto che su 40 piccoli atleti le bimbe presenti oltre mia figlia erano solo tre, sono andato a vedere sul sito fit sicilia il numero delle partecipanti ai vari circuiti promossi dal comitato regionale ed il numero è veramente esiguo eppure siamo campioni del mondo femminili. Sono rimasto colpito da un post di Francesco coach gemelli che quando parlava di genitori coach faceva notare il fatto che si trattava quasi totalmente di genitori di atlete e non di atleti per cui ritengo che se sei un genitore facoltoso, hai il materiale umano di primissima qualità anche se non un fenomeno se ti circondi di persone competenti (coach, preparatore atletico, etc etc) le possibilità di riuscita sono molto alte.
bogar67 says:
letto articolo, come al solito condivido l’analisi di Roberto Commentucci, io cmq in questo momento l’unico aspetto tecnico che potrei notare per interevenire è l’esecuzione del servizio ma questo varrebbe per qualsiasi maestro e non solo per quello che ho scelto e di cui sono contento dell’operato fin qui, per il resto ho fiducia ma sono costretto anche ad averla proprio perchè non ho competenza tale da capire tutto il resto
Mauro g&f says:
Ho conosciuto Cesare Veneziani a Roma, mi è sembrato un ottima persona nonchè un tecnico competente, non lo seguo però sulla strada delle generalizzazioni, noi genitori non abbiamo mai voluto sostituirci ai tecnici quando degni di tal nome ma come dice Stefano abbiamo sempre cercato collaborazione e dialogo. Anche io sono rimasto sorpreso dall’adesione totale di Federico al post di Cesare perchè mi è sembrato molto estremo.
Cesare, rifletti su una cosa, perchè la maggior parte degli under di buon livello sono figli di genitori o parenti stretti che fanno i maestri?
La mia risposta è perchè fondono le loro conoscenze tennistiche alla dedizione che solo i genitori riescono a dare ai propri figli.
Stefano Grazia says:
Ma suvvia, Arcipeto (e comunque un blogger mi ha scritto mugolando di piacere per dirmi che ‘arcipeto e’ bellissimo!) e’ per via della flatulente scoppiettante persistenza di farmi il verso punzecchiandomi sul Blog Ribelle e ben sapendo che io la’ non scrivero’ per principio e quindi per farmi dispetto…Tra l’altro facendo quel che facevo io, beninteso, solo che io , be’, io credo di essere meno permaloso, piu’ obiettivo e anche piu’ bello! Proprio un bell’ometto, come si diceva a Bologna…ma certo che sono un ometto, un piccolo uomo, un quaquaraqua … ma scusa, puo’ uno offendersi perche’ viene chiamato Arcipeto? Tutt’al piu’ si fa una risata e mi manda amichevolmente a cagare … Secondo me vi prendete tutti un po’ troppo sul serio … E comunque e’ vero che anch’io ho espresso molte volte il desiderio di smettere di scrivere, ma di scrivere di me e di mio figlio, perche’ e’ molto piu’ facile e comodo invece parlare d’altro e di altri e poi perche’, l’ho gia’ detto spesso, parlando di Genitori, chi sa fa (leggi vince tornei) e chi non sa…scrive sui blogs! E piu’ autoironico di cosi’… Del resto ormai adesso posso dirvelo, lo sapete che cosa mi e’ rugato di piu’ quando e’ uscita la famosa email di TorqueMax in cui inaugurava la Stagione del Grano mandando in giro il Tariffario dei prossimi Raduni …? No, non era lo sdegno o l’incredulita’ o lo sconcerto o il totale disaccordo per una operazione di quel genere, no, niente di tutto questo. Era solo l’impossibilta’, per ragioni di pudore stile etichetta whatever, di non aver potuto fare un post che diceva : ” e anche sul prezzo v’e’ poi da ridire ben mi ricordo che pria di partire v’eran tariffe inferiori alle tre mila li-iii-iii-ire!”…
Macche’, nessuno di voi me ne ha dato la possibilita’: ho aspettato a lungo un commento, una nota, una frase, un rigo appena…Niente, nessuno ha commentato, nessuno ha riportato la notizia, nessuno mi ha offerto l’estro per quella battuta… Era questo che mi e’ dispiaciuto, l’impossibilita’ di non fare una battuta… Be’, ognuno ha i suoi difetti, il mio sicuramente non e’ quello di prendermi troppo sul serio…
Stefano Grazia says:
Hai ragione,Giorgionsisse,ma non perche’ non ti presto attenzione: era gia’ passata una settimana o due credo e si vede che mi era passata di mente a testimonianza che 1) sono rincoglionito e 2) ogni cosa, diatriba, offesa, mi scivola via come la pioggia sull’ombrello (difficile che io riesca a covare rancore per piu’ di un paio di ore, finisce sempre che riesco a vedere le cose anche dal punto di vista di chi mi ha offeso e in un certo qual modo se non proprio a giustificarlo perlomeno a capirlo-lo stesso con Arcipeto, TedGollum e TorqueMax). Ma in effetti si, hai ragione, mi avevi davvero fatto un assist e io, da tristonazzo che sono, ho lisciato la palla!
(In realta’,a pensarci bene forse mi aspettavo che qualcuno tirasse fuori i prezzi …la battuta, bella o brutta che era, era collegata ai prezzi…Che poi intendiamoci, ognuno fa quello che vuole e puo’ e chiede i prezzi che vuole. e’ la Legge del Mercato, della Domanda e Offerta…Qui non e’ criticabile TorqueMax (semmai Archie che in un post precedente riguardante il primo Raduno Gratis gli aveva ululato: Compagno! (A MAX!!! Quello che se non guadagni 2-300.000Euro all’anno sei una merda qualunque!) ma eventualmente quelli che accettano di pagare…E poi neanche loro se il servizio che gli viene reso e’ superiore a quello che gli viene reso in una SAT. INTENDIAMOCI BENE: io non critico TorqueMax, io criticavo il concetto del Genitore Coach (a pagamento) di Altri Bambini … In Nigeria e in Angola io ho per cosi’ dire allenato o avviato al tennis decine di bambini (pagando io campi e sparring) ma in quell’ottica di cui parlava Gus sopra e, lo ammetto, egoisticamente solo perche’ cosi’ trovavo un po’ di compagnia per Nicholas…Ho ricordato altre volte che a Lagos quando Nicky aveva 5 anni per tutto l’anno ogni sabato facevo un paio d’ore al mattino sui campi dell’Italian School con 7-8 bambini, aiutato da altri genitori volontari e pagando (io) un coach(per modo di dire) nigeriano e facendo tutte quelle cose che sono elencate nel libro Munckhin Tennis e che poi scoprii insegnava anche Bertino in una lezione ai Maestri a cui ebbi la fortuna di assistere a Marlengo (Nicky faceva da dimostratore): staffette, slalom, vari giochi propedeutici con la pallina compreso uno in cui i bambini dovevano cercare di colpire i genitori (lanciando correttamente col braccio partendo da dietro, tipo serve motion) i genitori dall’altra parte della rete e il genitore, se colpito doveva girare tre volte su se stesso e grugnire come un orso! In Angola avevo sempre ogni week end 3-4 ragazzini angolani a fare i patterns e di nuovo in Nigeria i figli di un Coach Nigeriano venivano due volte a settimana a fare Preparazione Atletica. Al punto che il padre, Godwin Kienka, direttore anche di Tennis Africa e organizzatore di Tornei, mi aveva chiesto di fare una dimostrazione ai Coach Nigeriani prima della finale del torneo ITF dello scorso anno (Per pudore declinai perche’ secondo me non c’era verso che potessi essere accettato dai Coach non essendo io ne’ un Coach ne’ un Preparatore: se volevano, dissi, potevano venire a vedere gli allenamenti che facevamo sul campo Agip).
A me,in conclusione, di tutta sta storia non me ne frega piu’ di tanto: l’unica cosa che mi scoccia e’ sentirmi dare lezioni di morale da certe persone che a conti fatti e tutto sommato non mi sembrano poi cosi’ migliori di me. Cio’ detto, ritorniamo tranquilli ad aspettare sulle sponde del fiume.
andrew says:
beh, dai…madmax non ha prezzi esagerati….
In più, se vai da lui, sei sicuro che si lavora e basta. Niente circol-tennis…
Però io ero abituato troppo bene con i raduni auto-gestiti e gratuiti e Alessandro non è, purtroppo, così interessato a impegnarsi nel tennis (e nell’hockey e nella scuola ecc. ecc.). Attraversa un brutto momento di dispersione che facciamo fatica ad arginare, ma che da un certo punto di vista non è così allarmante. Io quel momento l’ho passato sui 15-16 anni e forse è stato peggio, in quanto mi sono “disperso” proprio quando c’era da concretizzare.
Poi, sono sempre arrabbiato con Madmax perché avrei desiderato che le sue iniziative proseguissero all’interno di questo contenitore e senza strappi di natura personale con StefanoGrazia.
Stefano Grazia says:
Andrew, dovremmo vederci e comparare le nostre strategie genitoriali…Se ti puo’ consolare, se Atene piange Sparta non ride, anzi…Quella sul prezzo era una battuta, credo di aver spiegato il contesto. Lo stesso con Archie: ma come, per mesi e anni mi critica perche’ secondo lui sono troppo legato all”Odiens’ e poi chiude perche’ non gli fanno commenti e, permaloso come una scimmia, gli tira via tutti gli articoli gia’ postati (ah, non mi fate giocare eh? E io mi prendo via il pallone…ED E’ ESATTAMENTE QUELLO CHE AVREI FATTO IO!!!!!! AH!AH!AH! Poi, col raziocinio, li avrei rimessi… Ma scusate, non era quello che ho sempre detto io? Non e’ che le acque del fiume scorrendo mi portano le prove che avevo, ho sempre avuto ragione? Anch’io potrei farmi un Blog Personale ma lo userei come Magazzino, come Contenitore, mentre continuerei ad usare come cassa di risonanza SpazioTennis (o prima Ubitennis che e’ ancora piu’ visibile ma SpazioT e’ meglio perche’ e’ piu’ LIBERO, non c’e’ CENSURA -vedi cosa scrive il Freddo …- e c’e’ il Passaggio Automatico dei Post …Gli abbiamo mai rifiutato ospitalita’? Si e’ offeso per un Orpo? Cosa vuol dire, che se lo scrivevo sul suo Blog me lo censurava? allo stesso modo, se ci pensate, avrei potuto stordirvi di effetti speciali con commenti sull’ATP (no, non l’Association Tennis Player) ma l’AdenosinTriPhosphato, e invece no, preferisco parlare come mangio perche’ io quando uso il telefono o il computer non devo per forza sapere come sono fatti, devo solo saperli usare… O anche con la Malaria di cui credodi avewrvi gia’ raccontato l’overdiagnosis in Africa…l’importante e’ porre il sospetto e capire cioe’ quando devi fare il Test ma ancora piu’ importante e’ sapere DOVE farlo perche’ nel 90% dei Lab un esame del sangue per la malaria in Africa sara’ sempre (falsamente) positivo. Vi ho raccontato no di cosa ho fatto due sett fa ad Abuja quando per controllare la affidabilita’ di un lab ho fatto finta di avere la febbre e mi sono fatto il test e sono risultato POSITIVO (e prima e dopo mi ero fatto il test in due lab considerati sicuri e con ilnostro kit test che e’ efficace al 99%). Poi il trattamento e’ conseguente e standardizzato. Se vogliamo possiamo fare un’altra ardita comparazione con la situazione Genitori-Coach con il Genitore nella parte del Medico (di Famiglia) che sospettsndo che qualcosa non va (assenza di risultati o di gioco) deve inviare il Figlio (il Paziente) al Laboratorio (Preparatore Atletico, Video analisi, Tennis Guru) per evidenziare i difetti tecnici e/o fisivi (la malattia) e poi inviarlo al Coach (Specialista) per il Trattamento Finale.
Oddio, mi sono perso, proprio come ai vecchi tempi…comincio un discorso e non so piu’ dove vado a finire…
Si, Blog Personali e Blog piu’ visibili… era chiaro che TorqueMax covava da tempo la sua decisione di iniziare un suo progetto, era chiaro che voleva avere pieno controllo…mi fa ridere che adesso predichi bon ton e toni soft e rispetto ed educazione quando per tre anni sui blog altrui era lui a fare il pachiderma impazzito in una cristalleria …Questo significa che dice sempre delle cazzate? Macche’, significa che anche lui tira acqua al suo mulino. Se voleva raggiungere piu’ persone, visto che lui lo fa per mecenatismo e disinteresse, allora poteva restare dov’era…Come ho detto non so come funzioni ma se i contatti scattano ogni volta che uno si connette col tal sito anche se e’ la stessa persona a farlo ogni giorno, be’, allora ripeto, io in 3 mesi, gli ho regalato un migliaio di contatti… Alla fine lo leggono in 20 e ci scrivono in tre, in pratica una chatline… Non che da noi si sia molti di piu’, io ho sempre temuto che fossimo 4 gatti ma in tanti avete scritto che non e’ vero, che ci leggono molti Addetti ai Lavori… Sara’… Ricordo che TedGollum, un altro che ha chiuso, c’era quasi rimasto male … adesso dice che odia il Tennis Junior …Mah… Mi sembra che alla fine sui blogs scrivano tutte persone con seri disturbi della personalita’ di tipo bulimico ossessivo maniaco compulsivo. Io compreso, ovviamente, che scrivo per evitare di andare dallo psicanalista come i protagonisti dei libri di Italo Svevo e di Philiph Roth, probabili proiezioni dei loro Autori.. Solo che loro hanno scritto dei capolavori e io invece scrivo su un blog. Sic transit gloria mundi …
Nikolik says:
Ma no, Stefano, a dire la verità non è vero che nessuno se la sentiva di commentare l’ultima iniziativa di Madmax.
Ad esempio, io volevo farlo, ma mi sono auto-censurato!
Infatti, io volevo scrivere che, per me, Madmax seguiva una linea molto coerente con quello che ha sempre sostenuto e che trovavo normalissimo e giustissimo che si facesse pagare per delle prestazioni che eseguiva.
Non capisco proprio perché da lui si pretenda che lavori gratis.
Poi però ho pensato: ecco, se lo scrivo, dopo Stefano dice che lo faccio apposta per andare sempre contro di lui.
E allora mi sono auto-censurato!
Alla fin fine, non mi va di essere considerato da te come quello che ti dà sempre addosso.
In ogni caso, Ulisse-Giorgio sbaglia gravemente la sua analisi, per me.
E sbaglia, completamente, anche bersaglio.
Ma ognuno, giustamente, la pensa un po’ come gli pare!
Barbara says:
Ciao Gus
anche per me è un piacere ritrovarti e come al solito concordo con tutto quello che dici.
Alessandro Nizegorodcew says:
Cercherò di spiegarmi una volta per tutte..
1) Finché si parla di argomenti che possono interessare tutti è un conto, ma quando ci si scambia accuse personali, non è questo il luogo ideale. Alcune vostre frasi presupporrebbero che non lo abbiate capito, ma non posso credere che non abbiate la capacità di riflettere e quindi spero che riusciate a far entrare questo concetto nella vostra mente..
2) Le offese personali mandatemele per email qui: vastic82@gmail.com Potremo discuterne insieme senza dover “bloccare” il sito con post che interessano al 2% dei lettori.
3) Nessuno vi obbliga a passare su questo sito. Ma io, essendone il gestore, non posso permettere che una discussione che ritengo interessante (e non solo io perché in pochi giorni siamo sopra i 100 commenti) possa tramutarsi in una accesa discussione (eufemismo!) del tutto personale. Non vi stanno bene i metodi? Cercate altri lidi!
4) Mi spiace se ho dovuto cancellare alcuni post (come ad esempio un paio del tutto civili di Diego) ma evidentemente cancellando i messaggi di chi interagiva con te, i tuoi non avevano più senso messi lì in mezzo senza botta e risposta..
5) Spero di non dover ricorrere alla moderazione dei commenti o addirittura (ultima spiaggia) alla totale impossibilità di inserirli. Vorrebbe dire morte del blog e nascita di un nuovo genere di sito che mi permetterebbe per una volta di passare una sera tranquilla. Mi spiacerebbe soprattutto perché i vostri commenti (il 70% circa) creano discussioni interessanti e mi danno molti spunti per lavorare. Ma io così non posso andare avanti. Neanche ci guadagnassi mezzo euro, santo dio! Quindi vedete di regolarvi…
Stefano Grazia says:
…Che cosa mi son perso? Sono stato in viaggio tutto il giorno e mi son perso qualcosa? In linea di massima sono contrario ad ogni censura (se non ai tagli di commenti troll o oax inutili del tipo uno che si mette a fare lo stesso commento tipo paraperoparape’ ogni 2′ per rovinare il blog, ma tagliare dei commenti? E dire che sull’aereo stavo leggendo su Panorama un articolo su De Agostino e Dagospia di cui ricorre il decennale e pur aborrendo il look del personaggio non posso fare a meno di lodarne l’intelligenza e arguzia e avevo perfino trovato una parvenza d’identificazione nel mio spesso criticato modo di storpiare nomi, nicks e manifestazioni (ho pur sempre il copyright anche de Tornei del Gigetto oramai universalmente entrato nel linguaggio comune anche di altri blog) a mio uso e consumo … Un modo piu’ o meno intelligente di fare informazione senza prendersi troppo sul serio e fare la figura di stoccafissi inamidati … Non so cosa vi siete scritti (Alessandro, puoi mandarmi copia o hai buttato via tutto?) ma spero che vi possiate ridire le stesse cose in altra forma. O no? Perche’ Alessandro, chiariamo bene una cosa, di fare blog esclusivamente tecnici come quelli dei miei detrattori io onestamente non ne ho molta voglia anche perche’ secondo me si fa piu’ informazione come la facciamo noi, alternando l’uno e l’altro e senza apparire pomposamente austeri e moralmente superiori … Ho sempre preferito i film americani (quelli belli) a quelli francesi, italiani e russi perche’ ho sempre pensato che non e’ necessario ammazzare di noia lo spettatore per fargli arrivare il messaggio: a volte basta raccontare una storia…
Alessandro Nizegorodcew says:
ti rispondo in privato come giusto che sia..
Mauro g&f says:
Alessandro, permettimi di non essere d’accordo su i tuoi tagli, il blog se è serio, è uno spaccato della società dove ci può essere di tutto, lo sport poi ci insegna che fare “a botte” ogni tanto fa parte del gioco, l’importante è poi stringersi la mano, non per amare l’avversario ma per averne rispetto. Ho letto i vari post cancellati e non mi è sembrano più caustici del normale. Non si può pensare di essere in un sito di educande e di perbenismo a tutti i costi, anche Freddo ha dato del pezzo di M..da a un giornalista senza per questo essere censurato o tagliato.
Pertanto con il dovuto rispetto, anche se forse ti fregherà poco, ricomincerò a scrivere quando non esisteranno censure se non per quelle che citava Stefano.
Un caro saluto a tutti.
Freddo says:
Non ho proprio scritto così Mauro ad essere onesti, ho scritto che anche calpestare la m… porta fortuna, la tua è un’interpretazione molto forzata di quello che ho scritto….non ho letto quello che è stato cancellato quindi non posso dare un giudizio…penso che però alle volte si è trasceso e gli interventi di Ale sono sempre stati corretti almeno dal mio punto di vista…penso che è dura trovare un’equilibrio che Ale ci prova e che accusare questo blog di censura mi sembra paradossale, dal momento che io personalmente non potrei scrivere quello che scrivo da nessun’altra parte…e credetimi comincio ad essere abbastanza pentito di quello che ho cercato di fare, alle volte sarebbe molto meglio, non scrivere e dire niente, si vive nell’ipocrisia ma infinitamente più tranquilli….
Barbara says:
Buongiorno, sono la figlia di Barbara, ho letto i post e vorrei esprimere un parere.
Innanzitutto mi piacerebbe commentare un vecchio post di Nikolik, in cui lui dice che, essendo quarta categoria, non dovrei lamentarmi poiché non conto molto. La tua opinione non fa una piega: a prescindere che mia mamma faceva un discorso in generale e non riferito a me, in effetti se si leggono i suoi post la prima impressione è sicuramente quella di una mamma apprensiva (Cosa che è) che cerca di convincere il mondo che sua figlia è un talento, ma non è riconosciuto. Perlomeno così può vivermi un ignorante. Non in senso dispregiativo, ma se mi critichi senza conoscermi mi permetto di dirti che ignori quello che sono realmente. Questa è si la prima impressione, ma anche la più superficiale. Non si giudica un libro dalla copertina, ne puoi concederti il lusso di darmi della inetta senza avermi mai vista giocare.
Come molti di voi sanno (se non tutti a questo punto) io mi alleno da Vavassori. Dato che non sono una masochista se sono ancora in una struttura del genere che, a differenza di te, ha da dire qualcosa, è perché FORSE tanto schifo non faccio.
Io ho avuto una miriade di problemi, e per coincidenze più o meno fortuite, a seconda di come la vediamo, purtroppo mi è hanno reso più ostico il percorso. Sono li da quasi due anni ormai, e mi sento di poter affermare che il mio salto di qualità dal punto di vista atletico, tecnico e mentale le tue amiche Giorgi, Caregaro ecc. ci hanno impiegato minimo il doppio per raggiungerlo. Ma non perché siano scarse e io sia una grande tennista, figurarsi, non mi sogno nemmeno di dirlo, ma per il semplice fatto che siamo due giocatori diversi. Tu sbagli ad avere come unico punto di vista gente che si ammazza di lavoro da quando nemmeno diceva Mamma, perché ognuno ha i propri tempi e non tutti escono a 14 anni. Spesso chi punta su potenza e fisico è una METEORA: in quel momento esplode ma cade e si spegne in meno di due tre anni. Gli passa la voglia essendo stata allenata troppo fin da bambina, ed avendo dovuto rinunciare a troppe parti dell’infanzia le reclama con ragione. Il tennis professionale è uno sport per adulti e non per bambini, non conviene mai forzare la natura di un dodicenne oltre una certa misura, perchè è pur sempre un bambino e prima o poi si stufa. Poi non è solo questione di infanzia rubata, ma ho portato un esempio. I motivi veri sono lavorare su alcune precocità fisiche che risultano poi deludenti, perché oltre la fisico non dicono niente di altro, e siccome ad un certo livello spiccano le personalità chi non dice nulla rimane fuori. Questo te lo dico con sicurezza, di gente che va e che viene ce né un’infinità in accademia, anche di questi tuoi cosiddetti talenti. La Remondina, che sarà verso i 300 al mondo, non è mai stata tra le tue preziose giocatrici Meteora.
Specifico che non le sto ne attaccando ne denigrando, cerco solo di farti capire che non tutti sono uguali e non esiste un modello a cui tutti debbano rifarsi. Io sono una quarta categoria ma in allenamento vinco serenamente anche con dei terza e me la gioco dignitosamente coi seconda. Non faccio tornei da un anno e mezzo, aspetta che ingrani e poi riparleremo della quarta categoria
ps: scusatemi se non scrivo come Dante Alighieri, spero sia comunque comprensibile. Ringrazio Alessandro per aver sospeso il giudizio
stefano grazia says:
ALLA CORTESE ATTENZIONEDI TUTTI I LETTORI DI SPAZIO TENNI E IN PARTICOLARE DEL BLOG GENITORI E FIGLI
RITRATTAZIONE UFFICIALE DI QUANTO DA ME SOSTENUTO NEL POST 68 datato 28/05/10. Ricevo infatti comunicazione via email dall’Avvocato del Dr Di Carlo che me la richiede. Ritratto dunque quanto affermato perche’ evidentemente avevo capito male quanto mi pareva fosse stato scritto in un post dallo stesso Di Carlo ribadendo che non era mia intenzione sminuire la figura dell’Avv Rita Di Carlo o mettere in dubbio che lei non fosse autorizzata a rilasciare certificazioni nel campo della PNL.Ad ogni modo tengo a sottolineare quanto segue:
Il Dott Federico Di Carlo svolge la sua attività in campo tennistico a seguito delle sue attività pregresse nel campo del tennis:
- allenatore e capitano della squadra dell’univ di Birmingham
- responsabile tecnico e competitivo Haberfield Tennis Center (Sydney)
- vice allenatore squadra univ. di Sydney
- responsabile tennis alla Valtur
Si porta inoltre a Vostra conoscenza che l’Avv Rita Di Carlo è abilitata a poter esercitare e rilasciare certificazioni nel campo della PNL.
In futuro evitero’ qualsiasi riferimento al Dr Federico Di Carlo e all’Avv Rita Di Carlo.
Mi scuso ancora per aver rilasciato affermazioni che potevano essere interpretate come lesive della loro professionalita’ e mi scuso con Alessandro Nizegorodczew se cosi’ facendo l’ho messo in difficolta’. Ovviamente, onde evitare in futuro ulteriori problemi di questo genere, questo sara’ il mio ultimo commento su un Blog.
E’ vero, l’ho gia’ detto altre volte ma a questo punto credo che si renda necessario anche perche’ evidentemente chi sbaglia paga e i cocci sono suoi. Avendo io evidentemente sbagliato, scelgo di ritirarmi dalla fascinosa ma spesso pericolosa palcoscenico del Blog. Ho sempre creduto evidentemente sbagliando che in un blog si danno e si prendono e poi si passa al terzo tempo come nel mio amato rugby. La storia ha dimostrato che avevo ancora una volta torto e da piuttosto ragione a chi preferisce usare dei nicknames.
Un cordiale saluto a tutti quelli che mi hanno apprezzato e sostenuto e anche agli altri che non l’hanno fatto ma che mi hanno comunque insegnato qualcosa.
Per l’ennesima e ultima volta un abbraccio a tutti,
Stefano
Alessandro Nizegorodcew says:
@mauro e tutti
Mauro solleva per l’ennesima volta il problema della “moderazione”, come se fosse una questione giornaliera.
1) Da Giugno 2007 (apertura del sito) sono stati censurati in tutto 10 commenti. Non mi sembra un regime stalinista, ma se voi lo vedete così potete andare a scrivere da un’altra parte. Il libero arbitrio esiste anche nel mondo dei blog..
2) Non posso accettare che mi si insulti (o si insulti il lavoro sul blog) in maniera meschina e priva di fondamento, senza che io abbia mai scritto una (e dico una!) parola contro il lavoro (o altrui blog) di chicchessia.
3) Se questo per te è un confronto rispettoso, mi chiedo quale sia davvero il concetto di rispetto. Io sono pronto a dare la mano a tutti, confrontarmi, scambiare opinioni anche del tutto divergenti; ma io il rispetto, quello vero, lo pretendo. Quando viene a mancare come accaduto in alcune circostanze qui negli ultimi mesi, sinceramente non posso accettare che vengano messe in piazza questioni false sul conto del mio lavoro
4) In più mi si dice che il blog non è serio perché non permette agli utenti di insultarsi e (quasi) denunciarsi liberamente su un mio spazio, potendo incorrere anche IO in azioni legali.. a volte mi sembra proprio che non capiate di cosa si sta parlando e me ne dispiaccio perché tutto quello che faccio su questo sito è frutto di passione e di voglia di rendere partecipe la maggior parte della gente appassionata su argomenti interessanti, ecc..
5) Non siete voi che dovreste più commentare, ma io a non dover più voler scrivere articoli.. Ma, per la fortuna di quei tanti che invece stimano l’operato di questo sito, non ho intenzione di farlo..
Alessandro Nizegorodcew says:
@stefano grazie
Quando parlavo di azioni legali non mi riferivo a quanto da te ora scritto, ma ben altre cose. Questo mi sento di specificarlo
Alessandro Nizegorodcew says:
@Marta, figlia di Barbara
Grazie per il tuo intervento che apprezzo davvero tantissimo, soprattutto dopo una nottata e mattinata passata a cercare di capire come mai tante persone che hanno il triplo della tua età e il doppio della mia non riescano a trovare il giusto equilibrio su un blog, cosa che a me appare così semplice…
Spero di poterti vedere giocare presto e ti faccio un grandissimo in bocca al lupo per tutto e torna da queste parti quando vuoi che sei la benvenuta.. (e facci sapere quando potrai tornare a giocare con continuità tornei)
diego says:
A me non sembrava niente di grave.
Alessandro Nizegorodcew says:
@diego
ancora?! Qui non è solo questione di gravità.. intanto non credo che se io vengo a casa tua a dirti che fai male il tuo lavoro, che sei persona non degna di stima e che sei falsa.. ecco non credo che tu sia contento no? Ma forse lo farò e tu mi dirai: figurati fai pure niente di grave…
Accuse infamanti senza motivo arrivate da persone che non mi hanno mai nemmeno visto in faccia.. mai parlato di persona. Ma stiamo scherzando? Niente di grave? Io cerco da anni di lavorare solo per informare e vengo accusato ogni giorno di qualcosa di diverso.. E’ un anno che faccio buon viso a cattivo gioco. Adesso mi sono veramente stancato!
anto says:
Ha perfettamente ragione Alessandro a lamentarsi….è una cosa vergognosa….ma ormai qui in Italia è diventato lo sport nazionale denigrare senza motivo perosne che hanno come unica colpa quella di credere nel loro lavoro……..
Barbara says:
Ciao sono sempre Marta figlia di Barbara
Grazie per il supporto Alessandro, appena ricomincierò coi tornei, appena finiti gli esami si spera, ve lo farò sapere!
Michele says:
Guarda anto che mi sa che hai preso una cantonata: alessandro probabilmente si riferiva soprattutto a Mad Max di cui hai appena tessuto le lodi sul suo blog dicendo che e’ un puro … Deciditi una buona volta, non puoi avere la moglie piena e la botte ubriaca… Alessandro e’ intervenuto proprio perche’ seccato da quel che continua a scrivere Max, l’hai capito o no? …
gus says:
@barbara: la mia mail privata è gustavo.gallotti@alice.it. Se hai piacere di scambiare due chiacchere sui nostri percorsi paralleli con molto piacere.
Gus
gus says:
@federico:
“Nel movimento italiano regna sovrana l’autarchia e la confusione e, come al solito, in questo marasma spesso chi ci rimette è l’utente che dovrebbe usufruire del servizio.”
Infatti io dico la stessa cosa e si comincia appunto con il fatto che ognuno si sente autorizzato ad insegnare a qualsiasi livello, proprio perchè non c’è un legame diretto tra chi insegna e chi porta il ragazzo sul campo.
Nel tennis, ormai, non si capisce nulla, tanto …..
Per cui allenano istruttori di 1° o 2° grado alla stregua di un maestro.
Il PTR ( che almeno ci prova a distinguere) ma l’utente sa come districarsi?
UISP pure, o magari il nulla del nulla, tanto mica sei obbligato a dichiarare nulla la domenica quando il tuo ragazzo, da solo, se ne sta andando a fare un torneo del gigetto con i suoi genitori.
La chiarezza, la trasparenza, ecc.ecc. dove sono allora?
Ma questo è o non è un problema della Federazione?
Ad esempio tutti i maestri o professionisti in questo o altri blog che qualifica hanno per insegnare tennis in Italia?
Sono maestri nazionali FIT,. istruttori di 1°, di 2°, professional PTR, maestri UISP?
Perchè devo pagare un maestro nazionale FIT come un istruttore di 1°?
Oppure vale l’idea che se io mi dico che sono bravo allora posso insegnare.
Vedo molti ragazzi che giocano in terza o meglio ancora seconda che danno lezioni, va bene così?
Come si risove. Abbastanza semplicemente, come in tutti gli altri sport. Nelle categorie juniores e magari non solo, giochi se hai un allenatore abilitato che firma un referto, che ti aiuta durante la partita (ma perché almeno nella categoria juniores non ci può essere l’allenatore in campo) magari girando fra i vari campi dove ha portato più di un ragazzino.
Serve solo organizzazione e voglia di cambiare.
Mi pareva che però fossimo sostanzialmente d’accordo.
Federico Di Carlo says:
Ciao Gus,
sono fondamentalmente d’accordo con quanto scrivi. D’altra parte c’è però da considerare che i circoli (anima del movimento tennistico)sono comunque strutture private e non federali, ne pubbliche. Come facciamo a conciliare i tre aspetti insieme?Come hai poi giustamente ricordato le federazioni in Italia sono più di una. Considera anche che persino nell’insegnamento scolastico (e qui si potrebbe fare la distinzione tra statale e privato) le vie di accesso alle graduatorie sono multiple (e spesso anch’esse opinabili). Temo che il sistema tennistico italiano sia l’immagine speculare della cultura che lo ha prodotto. Il paese del campanile.
anto says:
@Michele, ero convinto che si riferisse a Diego. Per quanto concerne Mad Max, non cambio sicuramente il mio pensiero, potrà essere una persona che molti di voi detestano, ma è a mio avviso è una persona propositiva, alcune volte può sembrare troppo irruente nei giudizi, ma ripeto è un personaggio che sa di tennis e che non si nasconde dietro un dito dopo aver tirato un sasso. E per questo spesso e volentieri è ferocemente attaccato. E’ un puro, con i suoi pregi e difetti. Come stimo Stefano Grazia, persona godibilissima, piena di verve e con una personalità a 360°. Ce ne sono di antipatici in questo mondo, e su questo blog, però ce li teniamo e li sopportiamo……sicuramente non apprezzo i meschini, quelli che godono del fallimento del vicino, sono dei poverini………
Avv.Elena Passanti says:
Un mio professore diceva che la querela e’ il biglietto da visita di uomini piccoli….in questo contesto poi credo ancora di piu’. Soprattutto non c’e’ peggior educatore, allenatore, direttore di quello che sente lesa la sua credibilita’ e sentendosi insultato (?) ricorre ad altri per essere difeso e rispettato…ahime’ il rispetto lo si puo’ anche pretendere ma lo si ha solo se ci se lo guadagna.
Leggendo il blog mi sembra di aver capito che il Dottor Grazia non e’ fanatico di pnl, come non ha mai fatto mistero di non esserlo per l’omeopatia o per l’agopuntura…mi sembra siano solo opinioni, meritano dunque querele?
Dottor Di Carlo, Lei, come, chiunque altro, e’ chi e’ e chi dimostra di essere !
Viva sereno
…non so se avete presente la scenetta di Toto’ sul treno quando incontra l’Onorevole….Onorevole? Mamifacciailpiacere….
p.s.
mi sono informata e risulta anche a me che ci siano corsi di pnl della durata di 3 giorni, sbaglio?
Freddo says:
Condivido a pieno il post di Elena Passanti, lasciamo la querela per cose più gravi di una semplice discussione su un blog. Se no fra un pò ci si sparerà per strada, mettiamo un limite alle esagerazioni.
Mauro g&f says:
Federico di Carlo sono basito, non ci sono parole
Freddo, hai ragione, io spesso utilizzo un mezzo di locomozione a due ruote privo di propulsione a motore, si può anche chiamare bicicletta.
Madmax says:
Caro Michele io vorrei proprio incontrarvi tutti a quattr’occhi e ti garantisco che non ho mai quereleato nessuni, io…
Ma come, non scrivo più da mesi su questo blog, poi vengo per caso a leggere e trovo che non solo si continua a scrivere di me (ma non avete altro da fare e da scrivere?) ma anzi c’è qualcuno che senza firmarsi me ne dice di tutti i colori infangandomi in tutti modi possibili ed immmaginabili..
Non solo, finchè non sono intervenuto a mia difesa nessuno della redazione si è lontanamente sognato di cancellare i posti di quel galantuomo..(che sono cominciati da alcuni giornie quindi non potevano essere scappati)
Cosa avrei dovuto fare? E non è che forse voi dovevate chiedervi cosa sarebbe stato meglio fare?
Ovviamente uno può lavorare come gli pare, ma visto che la serietà professionale dovrebbe esseere alla base, questa imporrebbe per lo meno l’imparzialità..
Madmax says:
Tra l’altro i miei post di risposta sono stati tutto tranne che maleducati o con toni esagerati..
Freddo says:
Mauro usi un mezo che non produce fumo come non produce fumo lo skatebord, non sono però la stesa cosa. Secondo la mia affermazione porta fortuna il giornalista come calpestare la cacca, non significa che siano la stessa cosa. Questo secondo le mie limitate conoscenze dell’italiano e dell’analisi logica che non prevedono di spostare i complementi oggetto a piacere nella costruzione delle frasi.
pasanen84 says:
no il signor Di Carlo ha destituito il sub-comandante a colpi di cannone giudiziari (temibili)
..i ribelli fedeli al sub.comandante si stanno radunando a migliaia alle porte cibernetiche del blog di mad max, sede del nuovo potere costuito
scherzo!!
Propongo cmq tre giorni di lutto bloggistico per salutare il sub-comandante in cui non postare commenti..poi riprendete però!!
Archipedro says:
Pasanen – Mazza oh!!!
Prova tu, che sembri equilibrato, a fare una sintesi della situazione ed a rilanciare G&F in modo propositivo…
Io ti do solo un minuscolo contributo… di tutti i molti genitori e non con cui ho discusso, flirtato o litigato in G&F, ne ho incontrati fisicamente solo due… due conoscenze, magari anche una sola futura amicizia, a fronte di milionate di frasi inutili… Ecco, ora m’immagino che uno dei due nuovi amici mi dica una cosa indigesta sul blog ed io cosa faccio?! Lo minaccio di querelarlo…
Va bene essere ometti, ma qui s’è persa la ragione. Il tutto facendo finta di nulla…
Ometti o non ometti se un blog sopravvive a queste assurdità garantisce un servizio: su questo ha ragione Alessandro… Quindi lunga vita a G&F… e l’augurio che questi paradossi ispirino a tutti una maggiore tolleranza ed educazione… Me compreso.
Mauro g&f says:
Freddo non fare il furbo, lo skate ha 4 ruote, ma si, si scherza dai. Comunque bravo per i tuoi ottimi reportages di Parigi.
Ulisse says:
@ Madmax
Ma ti accorgi che continui ancora a minacciare, o no?
Visto che fai riferimento a me, ti voglio precisare che ho solo detto che la tua è un’attività commerciale. E su questo sfido chiunque a contraddirmi! Infatti qualcuno che fornisce un servizio in cambio di soldi (pochi o troppi che siano ha poca importanza), che fa’? Svolge un’attività commerciale! Non fa’ certo beneficenza! Nessuno si è permesso di aprire bocca quando hai svolto il primo raduno facendo pagare solo i campi! Ma stavolta si trattava di tutt’altra cosa (hai mandato in giro, su richiesta di qualche genitore, un tariffario differenziando il tipo e la durata della prestazione!).
Ho inoltre precisato che i genitori, che sono “proprietari” dei figli e dei soldi, possono decidere se portarteli o no, indipendentemente se hai o non hai un titolo specifico per insegnare tennis! Sono scelte che spettano solo a loro, ed ho portato l’esempio di Corona, che fa’ bene a prendere i soldi per fare spettacoli, se trova gente che i soldi glieli da’!
Per quanto riguarda il fango che ti avrei tirato addosso, ho solo scritto di essere a conoscenza di cose personali, riferitemi da persone che ti conoscono, ma che sarebbe stato scorreto metterle in piazza! Questo ho detto!
Mi pare di avere semplicemente dato una lettura di alcune situazioni dal mio punto di vista, giusto o sbagliato che sia, e di non aver infangato nessuno! Per quanto riguarda le tue ripetute minacce, ti ho sempre risposto ed anche oggi ti posso assicurare che, nel 2010, non solo a me, ma penso a tutti fanno semplicemente ridere. Anzi, in genere, a me personalmente infondono tanta tenerezza perchè fanno denotare in chi le fa’, tanta e tanta insicurezza (come confermato da una persona che ti conosce molto bene)!!!!!
Stai sereno e vai tranquillo per la tua strada per il bene di tua figlia! Questo è l’invito e l’augurio che sinceramente mi sento di farti!
pasanen84 says:
No mi sono sbagliato chiude anche l’altro!! si salvi chi può!!
Peccato, era un pò che leggevo entrambi, sub-comandante Grazia e Madmax D’auria e da appasinato di tennis mi divetivo molto, devo dire anche per l’extra tennis e per il lato “beatiful” della storia; ma molto anche per il lato tennistico della storia!!
E’ uno sport a volte crudele e sembra che anche tgf abbia assunto questa caratteristica..
Freddo says:
Grazie Mauro molto gentile, cq la mia frase voleva dire quello che ho scritto. Per quanto non ami lo specifico giornalista non lo insulterei mai così pesantemente. Su lo skateboard hai ragione mi sono sbagliato!
Freddo says:
Per quanto riguarda questa situazione, io proporrei di mettere da parte le questioni legali, perchè sinceramente ci si fa più bella figura. Magari ci si parla e si scrive in privato che è più facile capirsi.
Proporrei anche che i due blog riprendano a funzionare normalmente, alla fine si toglie un servizio a qualcuno ed è sempre un peccato.
My personal opinion, per quanto uno si può accalorare ed io sono il primo a farlo malgrado il mio nick, si tratta sempre di uno scambio di opinioni e di informazioni, non molto di più. Tenere presente i limiti di quello che si fa può aiutare ad evitare eccessi.
Madmax says:
Ancora..
Io non minaccio nessuno, chiedo solo che quando qualcuno dice delle cose nei miei confronti venga a dirmele in faccia portando dei riscontri. Poichè io so per certo che nessuno potrà portarli questo conferma che tu o qualcun altro (escludo ma non si sa mai) parla a sproposito e poichè qui abbiamo tutti la maggiore età sappiamo bene che nella vita quando una persona fa qualcosa se ne deve anche prendere la responsabilità ed eventualmente in caso di errore pagarne le conseguenze.. E quesa è una cosa che sarebbe logica in qualsiasi paese civile dove le persone perbene si presentano e dicono quello che hanno da dire.. Questo fanno gli UOMINI caro Giorgio..
Roberto Commentucci says:
Vabbè, io però propongo di piantarla qua.
La querelle fra Ulisse e Madmax interessa solo a loro 2 e non vale la pena che continuino a scriverne sul blog.
Contattatemi, e vi darò le rispettive mail,così vi scriverete in privato.
Sono poi molto addolorato per la lite fra Stefano e Federico, due persone che sento molto vicine.
Il Doc a volte le spara un pò grosse, ma non è cattivo. Federico si è sentito attaccato sul piano della dignità personale, e forse ha avuto una reazione eccessiva.
Si tratta di due persone intelligenti, hanno le rispettive mail, anche loro si scrivano e si chiariscano.
Auspico solo 2 cose:
1. che la si pianti di accusare la redazione di chissà cosa, so bene io il povero Ale il mazzo che si fa;
2. che si torni a parlare di tennis giovanile, per il beneficio di tutti, come abbiamo fatto in questi anni, lasciando da parte personalismi e liti da condominio.
il rabarbaro conan says:
Sono allibito…
La cosa forse piu’ triste e anche ingiusta e’ che molti di quei Coaches e Maestri che hanno sempre sostenuto che il miglior atleta e’ quello orfano trarranno dagli eventi di questi giorni conclusioni a sostegno delle loro tesi e se la rideranno sotto I baffi. E che le voci che si sono levate in questi anni finiranno per rimanere fastidiosi ronzii di zanzara in sottofondo.
Peccato, si poteva sfruttare meglio l’occasione.
Comunque e’ paradigmatico e forse anche simbolico che nello stesso giorno sia Stefano Grazia sia Mad Max che di Genitori & Figli erano stati, sia pure in modo diverso, I principali e piu’ apprezzati condottieri, prima insieme e poi alla guida di fazioni opposte, abbiano annunciato, sia pure per motivi diversi, il loro addio al mondo dei bloggers. A pensarci bene L’intera settimana si e’ rivelata micidiale per i blogs su Genitori e Figli … tre hanno chiuso e uno ha perso il suo Sub Comandante, e tutto per colpa della sorella di Di Carlo? Non e’ che state esagerando un po’ ?
Esaminiamo I fatti e le motivazioni:
Il primo e’ Archipedro che si dichiara deluso dall’esiguo numero di commenti e a un certo punto decide che il popolo bue non lo merita e toglie tutti gli articoli che aveva faticosamente e amorevolmente inserito. In tre si lamentano e lo invitano a continuare e quindi decide di rimetterli. Si e’ dunque forse trattato di una crisi passeggera.
Smette anche Pierpaolo Renella che evidetemente col Blog Personale deve avere un conto in sospeso visto che ancora tutti ricordiamo il suo primo tentativo con Mad Max. La motivazione qui e’ che il tennis Junior che prima lo attizzava ora invece lo annoia. O forse non lo pagano piu’ abbastanza,chissa’. Comunque era da qualche settimana che il suo sito non veniva aggiornato e infatti anche la copertura del Bonfiglio si era limitata a ricopiare le agenzie di stampa del torneo e per lo piu’ solo per I primi 2,3 giorni.
Poi e’ la volta di D’Auria che dopo essersi per l’ennesima volta scontrato con Ulisse che in realta’ e’ lo stesso Giorgio e Alfonso con cui si era scontrato sul Blog di Scanagatta qualche volta anche il Dr Grazia, e dopo aver accusato il Gestore del Blog di non moderare lui che se ne era andato anche perche’ stufo di essere moderato, annuncia con un editoriale dale pagine del suo Blog che ne ha avuto abbastanza.
E infine il SubComandante che prima ci vuol far credere di non essersi accorto della diatriba fra Ulisse, Max e Alessandro e poi corre a ritrattare un post che in realta’ era quasi sfuggito a tutti. In effetti si era letto molto di peggio in passato o anche di recente e non solo su Genitori & Figli.
Per curiosita’ anch’io sono andato a vedere il sito della PNL e leggo a un certo punto:
DURATA DEL CORSO
3 giorni.
Allora il punto cruciale e’ verificare chi abbia rilasciato il Diploma PNL al Dr Di Carlo. Se e’ davvero stata sua sorella,che ne aveva comunque la piena facolta’ e nessuno sembra averlo mai messo in dubbio. c’era bisogno di adire a vie legali? Non mi e’ infatti apparso cosi’ chiaro l’intento del Dr Grazia di denigrare i fratelli Di Carlo, semmai ce l’aveva con il pieno supporto dato dal Dr Federico alle affermazioni di Veneziani o semmai anche a me come ad Elena appare chiaro che non ha una gran opinione della PNL ne’ dell’Omeopatia ma se ben ricordo Mauro non si e’ mai sognato di querelarlo per questo. I Medici, a torto o ragione, sono spesso refrattari a queste scienze alternative e bisogna essere comprensivi.
Ma alla fine e’ vero o no che i certificati di abilitazione PNL vengono rilasciati dopo tre giorni di corso? E’ vero o no che quello di Di Carlo gli e’ stato rilasciato da sua sorella (pienamente abilitata a farlo)? Dove e’ il reato? Ci sono I termini per una Diffamazione? Non e’ che il Dr Grazia si sia cagato addosso senza motivo? Nikolik, mi meraviglio che tu abbia lasciato il Nemico di cosi’ tante battaglie senza nemmeno un piccolo consiglio legale … E adesso che non c’e’ piu’ con chi te la prenderai?
Secondo me,comunque, Di Carlo ha un po’ esagerato nella sua reazione. Anche se poi ognuno puo’ reagire come gli pare e piace. Poi,vabbe’, c’e’ stata la ritrattazione immediata che sara’ parsa ai piu’ abbastanza indecorosa… se non che ho letto anch’io l’articolo citato dal Dr Grazia su D’Agostino e Dagospia e mi sono andato a rileggere cosa risponde il sopra citato De Agostino al giornalista che gli chiede di questo Del Viale, un amico albanese di Della Valle che avrebbe speso 700.000 euro per fargli pubblicita’ negativa nelle maniere piu’ strampalate, perfino una mongolfiera. Risponde De Agostino:
“Ma dico io, vivi in Albania e vai a buttar via 700mila euro per coglionarmi/ Se li davi a me scrivevo che eri Superman,Batman e Mandrake fusi nella stessa persona”
Ma non e’ che questa richiesta di ritrattazione non si sia tutto sommato trasformata in boomerang ? Responsabile tennis alla Valtur??? ah,be’, allora….
Alessandro Nizegorodcew says:
@max
Tu dici:
“Io non minaccio nessuno, chiedo solo che quando qualcuno dice delle cose nei miei confronti venga a dirmele in faccia portando dei riscontri”
E’ proprio per questo che il tuo personale nei miei confronti non ha alcun senso di essere. Vienimi a dire le cose in faccia, portami dei riscontri per ciò che avrei fatto o detto contro di te. Io non ho mai detto mezza parola sgarbata nei tuoi confronti, mentre non si può dire lo stesso del contrario.. Il fatto che utilizzi la parola “redazione” e non il mio nome non cambia lo stato delle cose.
Non ho ben capito perché tu e Stefano vi siete pizzicati entrambi sui rispettivi blog (e non potevo censurare Stefano, poiché gestisco solo una delle due parti e non sarebbe stato corretto; lo sarebbe se io avessi potuto moderare entrambi i blog; cosa ovviamente impossibile) ma noi siamo i CATTIVI e tu/voi i BUONI..
A me tutta sta storia fa ridere, perché io non ho mai scritto o detto nulla contro la tua persona.. boh…
@ tutti
Cerchiamo di darci tutta una regolata, poiché non ho alcuna intenzione di bloccare i commenti, anzi.. A livello di contatti si cresce giorno dopo giorno.. Grazie a tutti voi..
Madmax says:
ale..
Non sei tu che devi portare i riscontri, ma se c’è (e come vedi c’è) qualcuno che offende le persone senza farlo, tu da gestore del sito non lo dovresti permettere, a mio parere..
Ovviamente sto aspettando davoi ancora la mail e i dati del Signor Giorgio…
E nello specifico dei buoni e cattivi non capisco come tu possa esserti sentito tirato in mezzo.. Questo è veramente un bel mistero!!
Madmax says:
E se è per questo anch Rianna è stato responsabile dei villaggi..(forse proprio della Valtour)
mauro istr.coni says:
…Alessandro non ti conosco ma mi sento di dirti : ma chi te lo fa fare…
tra un pò ti portano a Forum!!!!!
anto says:
Bboonniiiiiiii!!!
Jho says:
Doc.. posso capire che ti autocensuri per fatti tuoi , per diatribe sul tennis.. x caxxie & rampaxxi..ma non per una minaccia di un portatore sano del “Pensiero Positivo” ^_^
Questo è un blog di tennis dove chi legge vuole leggere di tennis..se voglio sapere di PNL vado su altri siti
E poi Doc mi permetto di ricordarti che qui siamo in Italia…. se giri un po’ in rete ti accorgerai che un po’ di temo fa il libro CULT del “Pensiero Positivo” è stato
Wanna Marchi
Signori Miei
1986
NOTA: Sto’ scherzando !! Vietato querelarmi !!!
Con simpatia
Federico Di Carlo says:
@ Freddo e Mauro,
discutere su qualcosa è una cosa, denigrare una persona, diffamarla nel proprio lavoro ne è un’altra.
Siccome io e mia sorella non siamo ne parenti ne amici di nessuno su questo blog, chiunque si sollazzi a denigrare o fare ironia lo faccia sul proprio lavoro o su quello dei propri familiari. Certamente non sul lavoro mio e quello di mia sorella. Punto.
Gus says:
Ho già tentato in più occasioni di spiegare che il blog è una forma di comunicazione particolare e quindi i “personalismi” andrebbero evitati, ma questo non è sempre possibile e quindi serve una buona dose di pazienza e anche di autoironia.
Ma come ho già detto la mia leadership vale nulla e quindi nessuno mi ascolta, ma è indubbiamente colpa mia
Direi, però, che nonostante spesso vi siano state punzecchiature anche personali arrivate da varie parti, la querela per diffamazione è un atto da riservare alle cose “serie” e non alla “punzecchiatura” del doc vs federico. Spero che questo mi sia consentito; soprattutto Federico me lo dovrebbe consentire proprio in nome delle cose in cui evidentemente lui crede e giustamente dal suo punto di vista, fermamente.
Le tue posizioni sul tennis ma anche più in generale, Federico, mi sono sempre sembrate ispirate da una ricerca estrema della “leggerezza” (non in senso negativo, spero di esprimermi propriamente) e della “felicità” per cui onestamente mi ha stupito una reazione così dura ed estrema.
Ma credo sia logico che si vada tutti verso una ricomposizione della vicenda e cercando un po’ di autoironia, che non farebbe male.
E veniamo al positivo che si può ricavare da una serie di eventi che mi sembra si siano verificati.
Archi ha chiuso, Max ha chiuso, Ted (Renella è ted giusto?) ha chiuso.
Beh quale migliore occasione per capire che c’è spazio per un solo blog di questo tipo ed è questo, con i suoi limiti, le sue contraddizioni e anche i suoi scontri (che sono anche un po’ il sale, dai, prendiamola per il verso giusto).
Tutto sommato quando il doc diceva che non c’era lo spazio per farsi ognuno il suo blog personale forse allora non aveva proprio torto. Sempre che io abbia capito bene.
E quindi invito caldamente i vari protagonisti Archi, Max, Doc, Ted, e tutti gli altri a focalizzarsi su questo blog. Non siamo costretti a piacerci tutti e ad andare d’accordo con tutti, ma si può ragionevolmente pensare che tra adulti dovrebbe essere la norma trovare un modo per rendere interessante il blog oltre che un luogo civile di confronto anche tra opinioni e personalità diverse.
Certo ognuno di noi / voi deve fare un passo coraggioso e sbrogliare la “matassa” senza ricordare tutti i nodi che nel tempo si sono formati. Anzi facciamo così, la matassa tagliamola, così di brutto.
Ma siccome nessuno mi ascolterà le miserie umane vinceranno sul buon senso.
Gandhi: Occhio per occhio e il mondo diventa cieco.
Federico Di Carlo says:
Avv Elena Passanti,
con tutto il rispetto di questo mondo, anche a me non piace la giurisprudenza, ma non per questo, denigro e diffamo mia sorella per il lavoro e la professione che svolge. Saranno pure fatti suoi, o no?
Del resto non mi sono mai nascosto dietro un nickname, non conosco di persona quasi nessuno di coloro che scrivono sul blog, ne ho con questi rapporti di lavoro tennistico o altro. Difendo pertanto il diritto di esercitare il lavoro mio e difendere la reputazione di quello di mia sorella. Lasciateci lavorare in santa pace. E’ pretendere troppo?
Mauro g&f says:
Federico Di Carlo, se ci si espone pubblicamente in un blog, ci si espone anche alle critiche, ai giudizi e perchè no all’ironia di chi legge e scrive, se non gradivi questo genere di cose potevi tranquillamente stare nel tuo mondo che nessuno di noi veniva a disturbarti.
Detto questo, è mia convinzione che uno il rispetto dovrebbe garantirselo con la forza delle propria autorevolezza (non autorità), della propria personalità e delle proprie argomentazioni se deve arrivare a minacciare di querela uno come Stefano Grazia, ha dimostrato tutta la sua debolezza e mancanza di argomentazioni.
Io sono a favore delle medicine alternative e spesso ci stuzzicchiamo di brutto con Stefano, in passato anche con una certa violenza e allora? ognuno rimane delle suo opinioni e ci confrontiamo con altro.
In un blog sportivo come questo, hai dimostrato di non esserlo perchè qui come in altri siti simili dovrebbe esistere una sorta di clausola compromissoria che obbliga chi scrive a derimere le controversie personalmente.
Federico, mi dispiace ma hai clamorosamente toppato e dovresti scusarti con Stefano e con tutti glia altri blogger.
andrew says:
Gli acronimi sono pericolosi…
Fit, Pnl, Bnl, ecc. sono acronimi e marchi registrati e generano profitto e profittatori e vanno quindi difesi a carte bollate.
il vaffantennis invece non se lo caca nessuno… eppure sono qui anche per essere minacciato di querela…niente da fare
Almeno cercate di corrompermi…come faccio a sapere se sono incorruttibile se nessuno cerca di corrompermi?
Federico Di Carlo says:
preg.mo Mauro,
se lo scopo di blog sia quello di insultarsi e di denigrare le altre persone ed il loro lavoro, come tu ritieni, tolgo volentieri il disturbo.
Basta, io ho chiuso. Ne ho le tasche strapiene!!!!!!!!!!!!!!
Tengo a precisare che non ho assolutamente di che scusarmi con nessuno. Io non mi sono mai preso la licenza di offendere nessuno personalmente su questo blog, ne la altrui dignità come persona o lavoratore. MAI !!!!!!!!!!!!!!!!!
Addio!!!!!
Archipedro says:
Gus,
con il mio mini-blog non solo non avevo creato contrapposizioni rispetto a G&F ma avevo anche trovato il modo d’evitarvi qui articoli eccessivamente “noiosi”: chi voleva leggersi un mio approfondimento lo poteva fare altrove. Sono andato avanti per quasi due anni con i miei alti e bassi, ed ora ho trovato forse la linea giusta da tenersi… poche aspettative in termini di commenti, un interesse episodico per le mie analisi, e qualche occasione di confronto tecnico con persone particolarmente motivate e serie. Per ora quindi non lo chiudo…:-)
Coerentemente, ho sempre difeso l’utilità di G&F, anche quando sono stato provocato dai suoi protagonisti, perché questo può essere il luogo della discussione ampia ed effettivamente “open”: in questo contesto esprimo sinteticamente le mie opinioni che posso analiticamente sostenere e motivare altrove. E questa si chiama serietà.
Infatti ho biasimato i pavidi nicknames, ed in generale tutti coloro che alle polemiche partigiane non facevano corrispondere fatti, argomentazioni, idee costruttive: i moderatori dovrebbero servire proprio a questo, ad evitare che alcuni bloggers possano imperversare a danno di altri, prevenendo le reazioni a catena…
Il mio credo autarchico, apparentemente pericoloso per gli interessi della casta tennistica, è stato poi sviscerato: facciano ciò che vogliono, monopolizzino il mercato dei “censo-dopati”, ma non s’aspettino che io chiami “sportivi” i loro tennisti: quando va bene sono dei mestieranti della racchetta. I campioni stanno all’estero. Punto. Non offendo nessuno in particolare, e generalizzo con dei dati generali alla mano… Ci diano un atleta, ci diano un solo torneo vinto dominando gli avversari, e magari mi potrò ricredere… In tutti i casi, fossi anche antipatico per questo, quando concorro educatamente alla discussione non dovrei essere discriminato a favore degli amici…
Come se ne esce da questa crisi morale e dei risultati? Ecco, credo che un buon compromesso tra la linea tennistica di dr. Max (genitore manager) e la mia, più polisportiva (genitore allenatore generalista e preparatore fino all’adolescenza) possa portare alla progettazione di qualche outsider alla Tomba, Howe, Pellegrini… necessario per rilanciare il movimento a partire dai giovanissimi…
Freddo says:
Federico io non penso che debba scusarti piuttosto penso che se te la sei presa con Giorgio che forse non era sua volontà insultarti anche se devo essere sincero non conosco i termini con cui si è espresso con te e tua sorella. Penso che bisognerebbe capire che internet è un mezzo un pò particolare ed è facile travisarsi ed eccedere. Per questo ti dico che una discussione in privato può essere utile. Poi sinceramente non voglio impicciarmi ulteriormente visto che poi spesso sono il primo a prendermela in situazioni di questo genere e non sono a conoscenza di tutti i dati del problema.
Gus says:
Archi,
condivido e sono contento che tu vada avanti con la tua linea e spero anche con qualche spunto in G&F. Ci sono parecchie cose che si possono approfondire e molti spunti sono ancora lì da intercettare.
Se poi, all’interno della normale dialettica, ci sta la punzecchiatura, la battuta e si sta nei limiti della decenza io non ci vedo nulla di male, salvo ritrarsi se dall’altra parte si nota un fastidio che quindi a mio modo di vedere non autorizza ad andare oltre. Ma se ci si prende anche un po’ in giro e la si mette un po’ sul sarcastico o ironico mi aspetterei anche risposte dello stesso livello.
Detto francamente ogni tanto noto (in generale) un prendersi un po’ tanto sul serio (spero di farmi capire) che poi sposta anche il tiro troppo sul personale.
Insomma quest’aria da “non sa chi sono io” o “non sa quante cose so io” che ricorda tanto alcuni esponenti della classe dirigente italiana che poi a ben vedere danno poca dimostrazione concreta di tutta questa onniscienza (nessun riferimento diretto alle persone del blog, è un pour parlair) a me lascia un po’ perplesso.
Se Max, doc, e altri vogliono sbrogliare la matassa (che dimostra intelligenza e non debolezza) e ricominciare a parlare di tennis e dintorni anche con un po’ di “toscana” e sana competizione tra egocentrici quali siamo un po’ tutti noi io la vedrei come una cosa positiva, senza alcuna pretesa però di essere ne il verbo ne la scienza. Ma per reggere ci vuole una dose maggiore di autoironia e umiltà e magari anche di autostima.
Imho.
vendola says:
Anche io penso che ricorrere alle carte bollate sia francamente esagerato in questo contesto però bisogna dire che i due subcomandanti ne hanno dette davvero di cotte e di crude su tutti e tutto. Pazienza se ad essere colpito è un coach o un preparatore atletico ma quando si arriva a dileggiare dei giovani tennisti che ce la mettono tutta e fanno tanti sacrifici e con loro le famiglie dietro e faccio solo due nomi: Martina Trevisan e Giacomo Miccini, allora vuol dire che non si ha il senso della misura e non si capisce che il tennis è uno sport durissimo dove emergere è davvero difficile e prima di criticare chi ci sta provando bisognerebbe almeno dimostrare qualcosa sul campo. Ho sentito parlare della 600 al mondo come di una che perde tempo o di Volandri come uno che “piuttosto che giocare come lui smetto…”
Avv.Elena Passanti says:
Vede Dottor Di Carlo, lei dovrebbe capire che non sono solo le cose che si dicono , anzi nello specifico per poter gestire, educare (ma veramente) dei futuri campioni prevale quello che si e’, quello che si trasmette e come si gestiscono le situazioni. Bene mi permetta di dirle che cio’ che traspare da tutta questa storia mi convincerebbe a non affidarle nessuno. Io ho solo nipoti, ma conosco abbastanza bene cosa succede quando si arriva a giocare seriamente e mi creda quello che lei mi sta facendo vedere non serve…la’ fuori sui campi non c’e’ querela che tenga e le assicuro c’e’ gente che la taglia in due senza neanche parlare…lei cosi’ permaloso non resisterebbe una settimana…
bogar67 says:
Miiiiiiiiiiiiiii vi lascio una settimana e arrivate agli avvocati? non perdo tempo a leggervi per intero, mi è bastato l’ottimo commento del papà della piccola Palumbo per spiegare la perfomance della figlia all’Eta di Roma che sono a posto per altri 7 anni. Facendo un mio riassunto di tutte le vostre opinioni da ubitennis fin qui procederò con mia figlia appena sarà agonista in questa maniera:
1) preparazione atletica con test di valutazione miglioramenti risultati almeno trimestrali. Il test mi serve per valutare sia mia figlia che il preparatore atletico.
2) preparazione tecnica con maestro in sat e appoggio tecnico tra cui videonalisi presso struttura accademica o cosidetto guru almeno tre volte all’anno (inizio, metà e poco fine stagione). Tecnicamente ho fiducia massima nel direttore dei lavori scelto però romperò il maestro solo per il servizio, non voglio sentire un altro genitore, un altro maestro o altro addetto lavori dire che mia figlia non ha un buon servizio ne sulla prima ne sulla seconda e che questo rappresenti il punto debole.
3) utilizzo di sparring di livello di gioco sempre poco superiore a mia figlia anche di sesso maschile andandoli a cercare anche in altri circoli.
4) valutare crescita fisica con osteopata al fine di evitare che troppo sport non produca danni fisici a mia figlia, ho visto un bimbo molto bravo giocare tante ore a tennis ma con un braccio più grosso che a vederlo faceva orrore.
5) confronto con piccoli atleti di altre regioni in tornei più o meno importanti tipo lemonbowl. torneo natale bari, nike, topolino etc etc
6) mentalmente se mia figlia si diverte bene, se non si diverte o cmq non vuole affrontare i sacrifici che una atleta professionista deve fare pregherò di dirmelo prima dei 13/14 anni età in cui l’esborso economico è molto rilevante e soprattutto non rimborsabile. Fino a quell’età qualche miglia di euro si spende per fare qualsiasi sport non solo per il tennis.
Questa è la mia ricetta, un miscuglio di tutto quello che avete scritto, se uscirà una campionessa non si sa, importante è che un giorno non mi venga a dire papà hai rubato la mia infanzia. Spero di non avervi fatto ridere tanto. Saluti
Federico Di Carlo says:
Preg.ma Avv. Passanti,
fortunatamente ci sono maestri, adulti e ragazzi agonisti che la pensano esattamente al contrario sulla mia professionalità. E, se La può rasserenare, comunque, non è mia ambizione allenare i suoi familiari. Può starne certa !!!!!
Ho già notificato ad Alessandro che non scriverò più sul blog. Quindi, da adesso in poi, mi lasci stare in pace.
Avv.Elena Passanti says:
quoto Gus, post 149.
Il ‘ non sa chi sono io’ mi fa solo pensare a Toto’ , Walter Chiari , Raimondo Vianello…sorridete gente, sorridete!!
Dottor Di Carlo, e’ qui che sbaglia. Non scrive piu? Abbandona il campo? Sbatte la racchetta nella borsa e se ne va, cosi’ si’ che gliela fa vedere a questi che non la rispettano…e perde la partita…
Alessandro Nizegorodcew says:
Federico Di Carlo ha scelto di non proseguire nel commentare su questo blog. Questa la sua scelta che ovviamente rispetto anche se non condivido del tutto. Vi chiedo però di abbandonare definitivamente questo argomento e di non citarlo più nelle nostre discussioni, poiché risulterebbe totalmente inutile..
@ tutti
In tutto questo parlare di cose di rilevanza, a mio avviso, pari a zero.. vi siete persi l’intervento di Marta, la figlia di Barbara.. che avrebbe meritato molta più attenzione..
Ulisse-Giorgio says:
@ Freddo
Ti volevo evidenziare che Di Carlo e la sorella intendevano querelare Stefano Grazia, per quanto aveva scritto nel post n.68, e non me (Giorgio)!
Questa, credo, sia la frase incriminata (ti faccio copia-incolla perchè affermi di non sapere i termini con cui il commentatore si è espresso):
“che non sei un tecnico e fai il Mental Tutor senza essere uno psicologo ma con un diploma che, lo hai detto tu stesso, si prende in tre giorni e per lo piu’ ti e’ stato rilasciato da tua sorella… Poi magari sei bravissimo lo stesso…”
Peraltro, come puoi notare, non dice alcunchè che non sia veritiero e riscontrabile, anzi addirittura sottolinea che erano cose che erano state riferite dallo stesso di Carlo.
Ulisse-Giorgio says:
@ Alessandro
Chiedo scusa a te ed a Di Carlo, ma il post, in cui chiedevi di non fare riferimento più allo spiacevole episodio, è apparso mentre scrivevo il commento n.156, e di conseguenza mi sono accorto solo dopo della cosa. Comunque sia, facevo solo una precisazione a Freddo!
Federico Di Carlo says:
Preg.mo avvocato Passanti,
ci sono partite più importanti da vincere nella vita che una partita di tennis.
A Lei lascio volentieri il tennis.
Ripeto: mi lasci in pace
Ulisse-Giorgio says:
@ Madmax
Guarda che nel post 135 Alessandro chiede che tu gli porti dei riscontri che provino che lui ha parlato male di te e che ce l’ha con te! Non il contrario!
Per quanto riguarda il sig. Giorgio, questi non vuole avere corrispondenza privata con te! Non perchè non fa’ parte degli UOMINI, ma perchè metterebbe in difficoltà alcune persone che non lo meritano visto come si stanno comportando per una certa situazione! E con questo chiudo l’argomento! Anche perchè, stimando Commentucci, voglio seguire alla lettera il suo consiglio!
Jho says:
Andrew.. forse non te ne sei accorto ma sul sito della FIT ti stanno dando una mano immensa per la tua causa sul Vaffantennis:
Torneo Bonfiglio: il club house ha la scritta “vietato l’ingresso agli atleti,maestri e visitatori”
Acciderbolina…
Con simpatia
Sandro says:
Tutto questo a me ha ricordato invece quella storiella del Leone Re degli Animali che va a fare la spesa nella foresta: vede una Antilope e prende fuori il taccuino e scrive: Ok, a te Antilope ti mangio domani a Colazione… Poi prosegue e vede un facocero: Oh bene, a te ti segno per stasera a cena. Continua e vede una Zebra: Bene, Zebra: a te ti mangio per lo spuntino delle cinque…E via cosi’. Arriva a un boschetto al limite della Savana, si ferma sotto un albero, lo scuote e da sopra gli appare un Gorilla di 200 chili. Oh, bene, a te Gorilla ti mangio oggi a pranzo.
E il gorilla: E io ti fracasso di botte
E il Leone: E io ti cancello!
Insomma:
Se non ritratti io ti querelo!
E io ritratto! Tie’…!
Giovanni says:
Ma ci avete fatto caso? Quattro persone diversissime fra loro e spesso in passato in forte e aspro disaccordo piu’ o meno palese hanno trovato un bersaglio comune su cui indirizzare il loro rancore, Cosa e’ che infatti accomuna Massimiliano D’Auria, Archipedro, Federico Di Carlo e Pier Paolo Renella? L’aver litigato ad un certo punto in maniera apparentemente insanabile con la stessa persona. La cosa straordinaria e’ che Stefano Grazia e’ riuscito a mettere d’accordo queste 4 persone che in un modo o nell’altro in precedenza si erano piu’ o meno palesemente disprezzate ed ora invece tubano allegramente fra loro felici di avere un nemico in comune.
Ho trovato questa cosa interessante e forse voi state pensando che le mie conclusioni non possano essere che queste: se quattro persone cosi’ diverse e spesso in feroce contrasto fra loro hanno tutte finito per avere lo stesso nemico, non e’ che abbiano ragione loro e che cioe’ Stefano Grazia non sia magari l’incarnazione del male e l’essere piu’ spregevole comparso sulla terra dai tempi di Adolf Hitler, ma comunque uno che non sia in grado di mantenere a lungo nel tempo delle relazioni sociali ?
Oppure, au contraire: non e’ che ci siamo sbagliati tutti e alla fine l’unico e vero duro e puro non sia piuttosto lui? Lui almeno le ha sempre dette e le ha sempre prese …E poi, onestamente, come facevano osservare in tanti, nessuno ha capito dove era l’offesa (e infatti il Freddo manco se n’era accorto…)
Laura says:
Vendola: però bisogna dire che i due subcomandanti ne hanno dette davvero di cotte e di crude su tutti e tutto. Pazienza se ad essere colpito è un coach o un preparatore atletico ma quando si arriva a dileggiare dei giovani tennisti che ce la mettono tutta e fanno tanti sacrifici e con loro le famiglie dietro e faccio solo due nomi: Martina Trevisan e Giacomo Miccini, etc etc
Guarda che forse ti confondi di subcomandante … di queste persone ha sparlato uno solo, cosi’ come della numero 600 e di volandri, e non era il Doc. Quel che e’ giusto e’ giusto: lui se l’e’ presa spesso e volentieri con i 4 dell’ave Maria e in particolare con Mad max e Archipedro storpiati in tutte le maniere possibili e spesso anche con Giorgio Ulisse Alfonso o Nikolik ma onestamente non ricordo che abbia mai parlato male di un Addetto ai Lavori e tanto meno di un atleta. Anche con Veneziani poi la querelle era sul ‘pensiero’, sulla filosofia.
Quel che e’ giusto e’ giusto.
katchoo says:
…pero’!
Ishmael says:
Incredibile questo blog di tennis: ma siete sempre cosi’? E parlate anche di tennis ogni tanto?
Freddo says:
@Ulisse
Parlavo a livello puramente generale senza conoscere i dettagli.
Alessandro Nizegorodcew says:
@ishmael
se e’ vero che qui la disussione e’ degenerata in qualsiasi altro articolo di spazio tennis trovi tutto il tennis che vuoi e desideri
Archipedro says:
Ho appena finito d’impostare un mini-articolo tecnico, al quale rimando, in particolare, i genitori di calciatori (o rugbisti, o affini…) i cui figli abbiano avuto un infortunio e debbano recuperare da un’operazione (es. ginocchio). Se qualcuno dei grandi di G&F mi dicesse che ho scritto cose giuste, che però si sanno da trent’anni, per me sarebbe già un risultato…
Ecco, vedete, qui dimostro un’attitudine sintetica, e non storpio i nick names di nessuno, neppure di quei personaggi che mai una volta hanno scritto su G&F qualcosa di personale, o si sono messi in gioco… quelli che pretendono dagli altri, danno lezioni, e poi scompaiono nella nebbia…
andrew says:
mah…
io intanto sono stato a Viareggio per le finali di Coppa Italia u13 di hockey a rotelle e la nostra squadra è arrivata in finale, dove è stata sconfitta dal Mirandola dopo aver battuto Sarzana, Matera e Breganze. Ristorante di pesce consigliato: “Da Aldo”, dove ho consumato in extremis un pastasciutta con le telline, ora vietate dalla UE.
Ma, a parte questo, volevo attirare la vostra attenzione su un fatto curioso verificatosi per i campionati regionali u11 e u12 di tennis nella mia regione (veneto). Alessandro non può partecipare in quanto, saggiamente, l’ho iscritto fuori regione.
Ecco, succede che le finali di tali campionati sono state spostate di una settimana per permettere ad alcuni finalisti (non tutti) di partecipare a un torneo ETA al quale evidentemente si erano iscritti.
Il sito della federtennis locale riporta il comunicato del rinvio con la motivazione: “per permettere ai giocatori convocati con la rappresentativa nazionale di
partecipare al torneo ETA di HRADEC NAD NISOU
CZECH REPUBLIC”.
Ora, io mi chiedo un po’ di cose:
1. Non mi risulta che i tornei ETA individuali, dico individuali, prevedano una convocazione della federazione. Anche se così fosse, non vedo perché debbano essere convocati dei ragazzi che stanno disputando un torneo valido per i campionati nazionali italiani individuali.
2. Mi piacerebbe vedere la faccia del ragazzo che deve aspettare una settimana affinché il suo avversario della finale torni dal torneo ETA. Cosa deve dirgli?: “Beh, fai presto. Io ti aspetto qua intanto faccio due palle contro il muro.” Già ti mette in una condizione psicologica di inferiorità dover aspettare i canonici 15 minuti di ritardo. Una settimana mi sembra tantino.
3. La cosa curiosa è che proprio durante la settimana il g.a. Galvani (papà di Galvani) aveva redarguito la moglie di Atti perché aveva iscritto la figlia chiedendo di non giocare il venerdì o il sabato. Era partita una giusta filippica sull’importanza del torneo e l’impossibilità di derogare alle regole di svolgimento della manifestazione. Io ero presente e ho anche dato ragione al giudice arbitro. Mica si può pretendere che i giocatori iscritti a un torneo non siano disponibili durante i termini della manifestazione, specie in un torneo ufficiale. Tuttavia, ora sono qui a chiedermi come mai queste regole ora non valgano per alcuni finalisti.
Mah…
Alessandro Nizegorodcew says:
@ andrew
Assolutamente d’accordo con te.. Da noi si riesce sempre e comunque ad avere due pesi e due misure.. In tutto e in ogni circostanza, sportiva e non..
il rabarbaro conan says:
@archipedro: quelli che pretendono dagli altri, danno lezioni, e poi scompaiono nella nebbia…
Ma a chi ti riferisci scusa? A Di Carlo? al SubComandante? a Mad Max? Per esempio io avrei interpretato a Di Carlo ma guarda che non e’ chiarissimo … Hai paura di una querela anche tu? Oppure ti riferisci al Dr Grazia (ma no, perche’ ti potra’ stare sulle palle ma sicuramente nessuno potra’ negare che non si sia messo in gioco dal punto di vista personale…e lo stesso dicasi di Mad Max…) …
Comunque mi sembra che tutto deve cambiare perche’ tutto possa restare come prima… Alla fine torneranno a scrivere tutti, anche Di Carlo …
sisben says:
….due palle… ma quand’è che scrivete di nuovo di tennis?… per favore
Alessandro Nizegorodcew says:
Caro Sisben ci sto provando da due giorni.. vi ripropongo il post della figlia di Barbara.. secondo me molto bello ed interessante..
“Buongiorno, sono la figlia di Barbara, ho letto i post e vorrei esprimere un parere.
Innanzitutto mi piacerebbe commentare un vecchio post di Nikolik, in cui lui dice che, essendo quarta categoria, non dovrei lamentarmi poiché non conto molto. La tua opinione non fa una piega: a prescindere che mia mamma faceva un discorso in generale e non riferito a me, in effetti se si leggono i suoi post la prima impressione è sicuramente quella di una mamma apprensiva (Cosa che è) che cerca di convincere il mondo che sua figlia è un talento, ma non è riconosciuto. Perlomeno così può vivermi un ignorante. Non in senso dispregiativo, ma se mi critichi senza conoscermi mi permetto di dirti che ignori quello che sono realmente. Questa è si la prima impressione, ma anche la più superficiale. Non si giudica un libro dalla copertina, ne puoi concederti il lusso di darmi della inetta senza avermi mai vista giocare.
Come molti di voi sanno (se non tutti a questo punto) io mi alleno da Vavassori. Dato che non sono una masochista se sono ancora in una struttura del genere che, a differenza di te, ha da dire qualcosa, è perché FORSE tanto schifo non faccio.
Io ho avuto una miriade di problemi, e per coincidenze più o meno fortuite, a seconda di come la vediamo, purtroppo mi è hanno reso più ostico il percorso. Sono li da quasi due anni ormai, e mi sento di poter affermare che il mio salto di qualità dal punto di vista atletico, tecnico e mentale le tue amiche Giorgi, Caregaro ecc. ci hanno impiegato minimo il doppio per raggiungerlo. Ma non perché siano scarse e io sia una grande tennista, figurarsi, non mi sogno nemmeno di dirlo, ma per il semplice fatto che siamo due giocatori diversi. Tu sbagli ad avere come unico punto di vista gente che si ammazza di lavoro da quando nemmeno diceva Mamma, perché ognuno ha i propri tempi e non tutti escono a 14 anni. Spesso chi punta su potenza e fisico è una METEORA: in quel momento esplode ma cade e si spegne in meno di due tre anni. Gli passa la voglia essendo stata allenata troppo fin da bambina, ed avendo dovuto rinunciare a troppe parti dell’infanzia le reclama con ragione. Il tennis professionale è uno sport per adulti e non per bambini, non conviene mai forzare la natura di un dodicenne oltre una certa misura, perchè è pur sempre un bambino e prima o poi si stufa. Poi non è solo questione di infanzia rubata, ma ho portato un esempio. I motivi veri sono lavorare su alcune precocità fisiche che risultano poi deludenti, perché oltre la fisico non dicono niente di altro, e siccome ad un certo livello spiccano le personalità chi non dice nulla rimane fuori. Questo te lo dico con sicurezza, di gente che va e che viene ce né un’infinità in accademia, anche di questi tuoi cosiddetti talenti. La Remondina, che sarà verso i 300 al mondo, non è mai stata tra le tue preziose giocatrici Meteora.
Specifico che non le sto ne attaccando ne denigrando, cerco solo di farti capire che non tutti sono uguali e non esiste un modello a cui tutti debbano rifarsi. Io sono una quarta categoria ma in allenamento vinco serenamente anche con dei terza e me la gioco dignitosamente coi seconda. Non faccio tornei da un anno e mezzo, aspetta che ingrani e poi riparleremo della quarta categoria
ps: scusatemi se non scrivo come Dante Alighieri, spero sia comunque comprensibile. Ringrazio Alessandro per aver sospeso il giudizio”
Ecco, possiamo provare tutti a tornare al tennis giocato.. grazie…
Non ha senso continuare a discutere..
Anche andrew ha toccato un tasto interessante su cui discutere..
Forza!
Mario Polidori says:
Sono il papà di Marta, qualcuno mi conosce come Edipo, nel blog Genitori&Figli di U.Scanagatta.
Voglio ringraziare Alessandro per la sensibilità e vorrei consigliare agli amici “litigiosi” che non conviene che lo facciano qui.
Non vorrei sembrare insistente, ma la fine di ogni blog ha avuto questo preludio.
Come nella vita anche nei blog, ci vuole un fisico bestiale!
Archipedro says:
@ il rabarbaro conan
Difatti non mi riferisco a loro…
Piero Blanchini says:
Sono il papà adottivo di Mateusz, Archipedro dall’università, e faccio l’allenatore di mio figlio. Non ho altri scopi nello stare qui, se non quello d’essere il miglior padre possibile. Come direbbe il buon dr. Max… fate vobis! (facite vos)
Tilden says:
Mi sembra di assistere alla famosa discussione dei due polli di Renzo. Intanto anche Colella é fuori dal torneo juniores del Rolando e non si vede terra all’orizzonte (non dimenticata papà Richard Williams)
PP Renella says:
Chiedo scusa se intervengo, ma penso che – giunti a questo punto – ciascuno farebbe bene a farsi un esame di coscienza (io ho provveduto a farlo), perchè chi esce male da tutta questa storia di carta bollata, querele minacciate, minacce, schizzi di fango è la “categoria” genitori, come evidenziato credo già da qualcuno in questo thread.
Il ritratto che ne emerge – dall’esterno – è quello di un “movimento” allo sbando, in balia dei capricci, degli umori, dei risentimenti “ideologici” dei protagonisti. E i genitori continueranno ad essere considerati – troppo superficialmente a mio avviso – dei reietti.
L’idea di questo blog è nobile, sarebbe un peccato se implodesse per questioni personali.
Adesso che ho smesso di occuparmi di tennis giovanile, sarebbe bello se G&F fosse il mio ponte con questa realtà. Lo dico da appassionato.
@ rabarbaro conan.
non ho smesso per soldi. ti confesso di aver ricevuto buone offerte economiche per continuare a scrivere di JT, ma – credimi – junior tennis è passione, non puoi occupartene per denaro. ci sono cose che – almeno io – non potrei mai fare solo per convenienza economica. semplicemente credo che questo sport abbia subito un’involuzione dal punto di vista dello spettacolo e, per questo, lo trovo monotono. se fossi un giornalista professionista sarei in difficolta’. se fossi un manager proverei a cambiare qcosa per rendere il gioco più spettacolare. ma sono un umile contadino nella vigna della finanza e non voglio improvvisarmi in un ruolo per cui non credo di avere le competenze. infine, un dettaglio importante: mi piace cambiare per il gusto di cambiare. E’ un gusto sano, legittimo. L’abitudine a fare le stesse cose tenta e corrompe e risciacquare un po’ le stanze credo che faccia soltanto bene.
@ giovanni
non ho mai detestato il doc, ne’ di carlo, ne’ d’auria, ne’ chicchessia, per cui – so sorry for that – ma il tuo sillogisma parte da una premessa sbagliata. I miei veri “nemici”, se di nemici si può parlare, sono i protagonisti di quella che il Ministro Giulio Tremonti chiama l’economia di carta. quello si che è un mondo di squali, dove conviene guardarsi le spalle.
Atti says:
Intanto complimenti a Francesca Schiavone…era ora…e se lo merita …
Poi rispondo ad Andrew@ riguardo alla gestione dei tornei:
Il giudice Arbitro di quel torneo è serissimo e competente …non discuto lui…anzi… avercene…
L’anno scorso le stesse finali era state giocate in giorni diversi..nello stesso circolo..senza nessun dramma..
Noi avevamo informato via mail al momento dell’iscrizione ( ma nessuno aveva poi informato il GA)..
Lo spostamento delle finali riguarda 2 ragazzini su 8 finalisti…cosa succede se quando decidono la data… uno degli altri 6 ha altri impegni (tennistici e non) ?
L’unica cosa strana… è che si parla di regole su situazioni uguali ma con comportamenti diversi a seconda dei casi … il caso del genitore con una figlia che gioca un ETA è diverso… da quello del Comitato Regionale che sposta le finali perchè manda 2 ragazzini su 8 a giocare…un ETA…
Atti says:
Approfitto anche per dire la mia sulla vicenda Grazia/FDC:
Per fortuna solo la figlia di Barbara ci legge…altrimenti sai le risate… con i ns. figli e/o allievi che ci direbbero… ma andate all’asilo…altro che volerci dare il buon esempio…
Diciamo che francamente… oltre a non essermi accorto neanche io leggendo..della “gravità” del Post … trovo esagerato questo prendersi tutti troppo sul serio… se potete…state tranquilli …siamo solo in un BLOG di tennis….se Alessandro si stanca.. il giochetto finisce…
Comunque Stefano non mollarci…i rugbisti non conoscono il …passo indietro…
PS:
non conoscendo l’argomento del contendere, e penso non essendo l’unico… ho fatto una breve ricerca su Wikipedia sulla parola PNL ecco cosa esce come premessa sull’argomento per chi volesse come me, da profano, partire dall’ ABC (il resto se volete …basta andare a leggerselo) :
( 01/06/2010 dal sito di Wikipedia, l’enciclopedia libera)
(aperte virgolette) “Programmazione neuro linguistica PNL
Le pratiche qui descritte non sono accettate dalla scienza medica, non sono state sottoposte alle verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute. Queste informazioni hanno solo un fine illustrativo: leggi le avvertenze.
La programmazione neuro linguistica (PNL o, in inglese, NLP da Neuro-linguistic programming) è una tecnica psicologica che postula la possibilità di influire sugli schemi comportamentali di un soggetto tramite la manipolazione di processi neurologici attuata tramite l’uso del linguaggio.
La sua validità scientifica è tuttora in discussione.
(Ultima modifica per la pagina: 15:58, 20 mag 2010. Il testo è disponibile ) “ (chiuse virgolette)
Qualcuno sa dirmi il limite fra quanto si legge su Wikipedia e un innoqua battuta di Steafno in un Blog ? Cioè è piu’ dannosa per una persona media…una battuta o un enciclopedia online che avverte sulla non scientificità di un metodo ? tanto per capire …aldilà delle simpatie verso uno o l’altro …
Da esterno alla vicenda…io penso sia un autogoal involontario di FDC… se voleva convincerci del contrario rispetto alle sue competenze professionali in materia… ci sta riuscendo.
Peccato…si è persa un ulteriore occasione di dialogo e confronto… con opinioni e modi diversi… ma pur sempre un dialogo fra persone civili.
E dopo centinaia di post… non averlo capito…è un po’ disarmante…capisco che possa passare la voglia di scrivere…
Federico Di Carlo says:
Nonostante l’appello che io ho fatto ad Alessandro di non essere citato direttamente o indirettamente sul sito e dopo aver più volte reiterato IL desiderio di essere lasciato in pace, noto con rammarico che continuate a non sentirci!!!
LASCIATE QUESTO SPAZIO AL TENNIS!!!!
Come il Dott Grazia ha saputo PRIVATAMENTE quanto doveva, prego Mauro, Jho, Vendola, Atti, Rabarbaro Conan, L’avv Elena Passanti, Sandro, Giovanni e quant’altri, se avete qualcosa che vi sta sullo stomaco e che sentite di dovermi dire, scrivetemi PRIVATAMENTE all’indirizzo infoattheolivehill.com Ognuno di voi avrà soddisfazione. Ve lo prometto!!!!!
Gus says:
Detto che essendo pure genitore non saprei per cosa ne uscirei così male e avendo visto il match della mitica Francesca ho solo una cosa da dire.
Grazie Francesca.
katchoo says:
Avvocato…
….Prrrr!!!!
(Citazione da Amarcord di Fellini)
Renzo St, says:
Si, scrivetegli in provato cosi’ lui ha la vostra email e vi querela!
nicoxia says:
Il pedante e permaloso ha smesso di scrivere,forse adesso avete capito il perchè se non ci si confronta per costruire ma solo per denigrare questo è il risultato.
Tex says:
Chi vuole litigare vada da un altra parte, per favore!
Archipedro says:
Per uscire dalla fase di stallo non basta predicare la pace, ma bisogna anche capire come s’è arrivati alla presente situazione di stallo. E chi ha seguito G&F a partire dalle origini sa bene che si sono create, nel tempo, situazioni molto confuse dovute al fatto che tra i protagonisti vi sono state dirette evoluzioni interpersonali. Sono anche nate delle amicizie. Oppure quelle che avrebbero potuto essere relazioni interessanti sono andate in stallo per i motivi più banali i congiunturali… Insomma, qui le persone hanno dato a volte il loro meglio, talvolta sono scadute moltissimo, ma in generale NESSUNO s’è dimostrato un vero e proprio troll distruttore…
Ora io non sono e non posso fare il moderatore di G&F per mancanza di vocazione tennistica (e perché con la mia sub-leadership allontanerei molte persone che non mi stimano…) e dubito che Stefano Grazia ci manderà un’altra mail per dirci che la sua creatura nuovamente trasloca… la redazione (stimo che si vada oltre il solo Alessandro) non mi pare che abbia un piano B alternativo… magari s’aspettano che Stefano cambi idea… dovesse tornare, per riprendere a fare le cose a modo suo, non è detto che saremmo tutti pronti ad accettare nuovamente gli schemi di prima. Insomma poche idee e molto confuse.
Siccome nel periodo d’auto-esilio di dr. Max s’è notato un deciso calo dei concreti “elementi tennistici”, rimpianti anche dai suoi detrattori, la redazione potrebbe pensare di coinvolgere proprio quest’ultimo (che se trattato con garbo riesce ad essere anche cortese…): si parla, in fondo, del compagno di merende dell’altro ex-sub-comandante… Questo potrebbe essere il primo passo.
E poi, con l’auspicato ritorno degli altri esuli, si potrebbe vigilare maggiormente sui toni (moderare, appunto…), evitando che si cerchi nuovamente di tenere in vita un forum ondivago con delle sterili provocazioni.
E parola di ARCIPETO. Amen!
felice says:
Caro Archipedro, ricordati che ad innescare la bomba è stata l’arroganza di colui che ha la ricetta della salvezza del tennis italiano,colui che ha offeso ed infamato tutto e tutti e che tu dici che oggi dovrebbe essere trattato con garbo……,
ma mi facci il piacere!!!!!!
Barbara says:
Il motivo per cui ho smesso di scrivere è stato l’eccessiva personalizzazione degli argomenti e, di conseguenza, degli attacchi.
Non ho la pretesa di pensare che quello che io o la mia famiglia viviamo sia l’unico modo di essere e di pensare, anzi.
Non credo nemmeno che l’unico modo di essere il genitore di uno sportivo sia quello di pensare di creare un campione, io sono stata l’equivalente di una seconda categoria nella scherma, ben felice d averlo fatto e di fermarmi lì e non mi sono mai sentita nè una sega, nè una fallita e mio marito un seconda nel tennis.
Era semplicemente il nostro modo di inetndere lo sport. forse potevo puntare alle Olimpiadi o forse no, a me piaceva in quel modo e quello era il mio equilibrio..
Il motivo per cui ho parlato di mia figlia è per far comprendere che esistono diversi livelli di agonismo ed oguno ha lo stesso diritto di essere rispettato e di ambire alla qualità, esattamente come ho fatto io.
A tutti era chiaro che non avevo nessuna intenzione di entrare in nazionale, ma la qualità dell’allenamento che mi è stato offerta era la stessa, nel mio caso si è trattato di una mia decisione di fermarmi prima di arrivare al limite per altri è stato un limite, ma la decisione era dell’atleta e non di altri e badate bene che non ero certo in un centro rinomato.
Io credo che questo sia l’unico modo di creare un campione, creare tanti sportivi sani e lasciare che i più dotati ed i più motivati eccellano secondo la loro natura.
Onestamente non comprendo questo modo, parlo in generale, di discutere e di pretendere che a parlare possano essere solo quelli che portano risultati, perchè scusatemi ma di quali risultati stiamo parlando e chi si può permettere di parlare e di cosa poi, perchè chi chiede e chi giudica deve dimostrare la propria autorevolezza di giudizio e la vedo veramente grigia..
.La costanza, l’allenamento ed una gran quantità di tornei di tornei ti consentono o prima o dopo di arrivare in seconda categoria e l’esperienza fa il resto, per cui evitiamo di personalizzare e facciamo un discorso generale vedendo se si riesce attraverso il dialogo a risolvere almeno uno dei problemi che ci affliggono.
Archipedro says:
Ho dimenticato una cosa…
G&F era nato come uno spazio dedicato ai genitori di figli tennisti che volessero parlare dei PROPRI problemi reali, mettendosi in gioco loro per primi ed anche legittimamente criticando un sistema tennistico mal funzionante; oppure, in alternativa, che lo potessero difendere. Il tutto sempre con opinioni generali, e senza attacchi illegittimi alle persone.
Difficile pensare, fin dall’origine, che non si sarebbero create contrapposizioni tra gli addetti ai lavori, integrati nella Federazione, e coloro i quali testimoniavano tutta la loro disapprovazione rispetto alla gestione di questo sport (anche nell’evidenza dei risultati dell’ultimo trentennio). Ma sono stati questi inevitabili conflitti a far implodere G&F? Neanche un po’… non nel momento in cui i maestri o i dirigenti FIT, ragionevolmente seccati dall’andazzo, esprimevano le loro contro-ragioni firmandole con nome e cognome.
Ed infatti, a mio parere, i personalismi che hanno avvelenato il dialogo sono stati il prodotto d’una sovra esposizione d’alcuni genitori e dell’atteggiamento pavido ed utilitaristico di molti altri. La sommatoria delle prevedibili reazioni dei “federati” agli attacchi al sistema da parte dei “genitori protagonisti di G&F” ha preso di mira quei soli figli dei colpevoli medesimi, qui rintracciabili, dei quali si sapeva in effetto tutto (per non dire troppo). Chi non aveva voluto condividere il proprio vissuto, per non rischiare d’essere criticato o coinvolto, ha insomma ottenuto anche il risultato d’evitare i famosi schizzi di fango… Il 100% di informazioni a costo zero.
A mio parere quest’atteggiamento da nicknames è quello che rende gli italiani assolutamente poco credibili nel mondo: i famosi campioni mondiali di “salto sul carro del vincitore”…
Ulisse-Giorgio says:
@ Archipedro
Guarda che nè io, e nè tantomeno altri federali, ci siamo permessi di prendere di mira, come tu eroneamente affermi, i figli di coloro che risultavano rintracciabili! E neppure i figli di coloro che scrivono sotto nick-name! Sarebbe da vigliacchi, mentre ho sempre sottolineato che anch’io sono un genitore e mai avrei gioito di una sconfitta di un bambino/a, in qualsiasi campo fosse avvenuta!
Anzi in un post ho fatto notare, con un copia-incolla, come siano proprio alcuni genitori di bambini tennisti che aspettano al varco gli amici per evidenziare eventuali insuccessi. Ricordo di un famoso bloggista che “apostrofava” un altro (e non faccio nomi per non alzare un altro vespaio) dicendo che questi non parlava di un torneo e dei risultati del proprio figlio perchè aveva perso al primo turno. Sono cose queste facilmente riscontrabili! Io ho sempre scritto che avrei fatto, che faccio e sempre farò il tifo per Alessia, Nicholas e per tutti ibambini che si impegnano in questo sport, indipendentemente dai risultati che alla fine del percorso otterranno.
Infatti apprezzo e rispetto l’impegno ed il lavoro che sta’ facendo Marta, perchè sono sicuro, che alla fine, certamente e quasi sempre, i sacrifici vengono ripagati (guai a non dare questo messaggio ai nostri giovani). Poco importa se non riuscirà a raggiungerà livelli altissimi, a causa anche di diverse vicende negative che ha dovuto affrontare, ma dovrà comunque continuare ad impegnarsi fino a quando sentirà di farlo dentro di sè, ed alla resa dei conti essere soddisfatta se è riuscita ad arrivare un pochino più in là delle sue effettive possibilità, sapendo che tutto ciò che ha fatto gli è servito a renderla più forte e pronta quando dovrà. nella vita personale e lavorativa, camminare con le proprie gambe.
Quindi, per cortesia, non cerchiamo di mettere pezze e trovare giustificazioni, a quanto è successo, attraverso interpretazioni, a dir poco, forzate!
Alessandro Nizegorodcew says:
@Archipedro e tutti..
Io le idee le avrei anche e moltissime.. ma sto cercando di capire se veramente ci siano persone interessate a che il blog TGF vada avanti.. se, insomma, ne vale la pena.. quindi sto leggendo attentamente tutti i vostri commenti
Monet says:
mi sono perso qualcosa? il subcomnadante si è offeso con qualcuno? abbiate pietà riassumete cosa è successo,nn mi va di rileggere 200 post!!
Mario Polidori says:
Grazie Ulisse-Giorgio per l’apprezzamento fatto a mia figlia Marta ed al suo lavoro. Ogni tanto fa bene sapere che esiste la buona via.
Solo per aggiungere qualcosa, il problema di mia figlia e di tanti altri in Italia è che nonostante siano encomiati in altre sedi, non vengono presi in considerazione dagli organi ufficiali poiché quest’ultimi si rifanno e considerano altri modelli che invece noi condanniamo.
Pertanto, fin quando si continuerà a pensare a quei modelli, ci perderemo la qualità.
La mia posizione è e resta che gli italiani se hanno un talento è saper giocare, ma non sono macchine da guerra come in altre nazioni, per cui dovremmo, con coraggio e lungimiranza, valorizzare il nostro patrimonio culturale, innestando, nei limiti del possibile, le qualità e le indicazioni che vengono da altri paesi.
Il risultato finale è sempre un giocatore completo, ma la sua crescita sarebbe completamente diversa, ed a questo punto i ragazzini presi in considerazione sarebbero assolutamente altri.
Archipedro says:
Monet FF,
dopo che dr.Max ha lasciato G&F, in seguito al noto scontro con Stefano Grazia, e dopo che lo stesso sub-Comandante s’era allontanato temporaneamente da questo blog, mi sono MOLTO adoperato perché il primo (ed i secondo) tornassero e perché superassero il loro problema. Indispettito dalla nascita del blog di dr. Max “il tennis in Italia” Stefano ha però iniziato a criticare duramente (poco importa se a torto o a ragione) sia il relativo autore sia gli ex di G&F che postavano (anche) in quel contenitore… Con me, in effetti, non è stato molto tenero, visto che i nostri stessi scambi di amichevoli mail si sono interrotti…
Così sono diventato ARCIPETO, e lui un OMETTO…
In questi contesti tesi la prima parola di troppo riservata a qualcuno che effettivamente non conosce le regole dello sport… (e quante volte ci siamo sputati in campo con gli avversari…?!) crea l’episodio esplosivo: la “logica dell’avvocato” non può esistere nel blog… uccide il blog stesso… Quella proprio nessuno l’aveva messa in preventivo…
Ora io sono ancora qui perché, sempre da sportivo, cerco di fare delle proposte edificanti per noi ed utili per i nostri figli… Dare fiducia a dr.Max potrebbe essere una possibilità… Ma anche tu, Fulvio Fognini, potresti essere un ottimo moderatore di G&F… ed aiutare questo forum a ripartire…
Ulisse-Giorgio,
sai che ancora non ho capito chi tu sia?
Comunque… le mie intenzioni sono buone… le mie interpretazioni, evidentemente, personali…
Ulisse-Giorgio says:
@ Archipedro
Sono semplicemente uno che vorrebbe si dicesse solo la verità, che si rispettasse il prossimo e le sue idee senza strumentalizzare ogni parola e/o frase a secondo delle proprie comodità. E vorrei tanto che tutti noi parlassimo sempre solo e solamente quando conosciamo il problema in tutti i suoi particolari, ed eventualmente, portando dati di fatto certi a sostegno, altrimenti si parla di aria fritta! Solo questo sono! Ma capisco di chiedere molto perchè oltre ad essere un emerito sconosciuto sono un “federasta” qualunque, come mi ha apostrofato candidamente un amico che tu conosci bene!
Archipedro says:
Certo Ulisse-Giorgio,

però dell’amico che conosco solo via blog ed email ho alcuni dati… nome cognome, dove opera e quali interessi può avere nel condividere qui determinate sue opinioni…
Quindi dicci almeno come ti chiami e vedrai che parlare tra uomini sarà più semplice…
Piero Blanchini
Ulisse-Giorgio says:
@ Archipedro
Ti accontento! Ecco i miei dati: ho 60 anni; sono docente; ho giichicchiato a tennis ed a calcio; sono amico di molti sportivi di alto livello e di gente dello spettacolo; ho una figlia che è diventata tua collega in questi giorni discutendo una tesi di progettazione ed ha ottenuto la lode ed i complimenti della commissione; mia moglie è insegnante di Educazione fisica; vivo e lavoro lontano dalla terra dove sono nato, ma ci torno volentieri e spesso; ………………………….; e potrei continuare all’infinito!
E se dicessi di chiamarmi Roberto Rossi, Ezechiele Bianchi o Ermenelgildo Fuscaldi, cambierebbe qualcosa?
In un blog conta solamente quello che si dice ed il modo in cui si dice! E basta! Se poi qualcuno vuole anche mettere il vero nome è padrone di farlo! C’è qualcuno, invece che preferisce adottare un nick-name e qualcuno che, pur adottando dall’inizio un nick-name, ha rivelato la propria identità! Io penso di aver capito il motivo! Che ci vuoi fare, siamo umani e talvolta ci lasciamo andare a qualche debolezza!
Archipedro says:
Beh, non m’hai accontentato, nella mia semplice richiesta d’un nome ed un cognome… Questa notte dormirò lo stesso…
Siamo umani, ben detto. Infatti molti genitori del vecchio blog di G&F hanno risposto ai due raduni organizzati dall’irascibile dr. Max… gli unici incontri open strutturati che questo sub-blog abbia conosciuto (io in effetti ero assente, ma solo perché me la tiro troppo…) e come è potuto avvenire ciò? Perché dei nicknames hanno fornito i propri dati, materializzandosi in individui reali, con un’apertura di fiducia al loro prossimo. Ed io, con il mio appello, mi rivolgo a quelle persone… non certo ai blogger dell’ultima ora che ridono stoltamente alle spalle delle convulse dinamiche di questo contenitore… solo perché non le hanno comprese e metabolizzate. Qui ci sono genitori VERI che si stanno giocando partite molto importanti… e la loro preoccupazione, e frustrazione, e tutti i dubbi…. quei sentimenti sono la vera umanità. Le loro debolezze sono quelle che personalmente posso perdonare…
Monet says:
quindi da come mi hai gentilmente spiegato Archi si è creata una situazione davvero critica tra grazia e max con proclami di denuncia …ma da parte di chi e per quale frase incriminata?