Ct Castello

A Frosinone il primo torneo Open nel Lazio sul veloce..

Stanchi di seguire i più importanti tornei Open italiani su terra battuta? Da oggi c’è l’alternativa. Il neonato circolo tennis Castello di Ripi, paese situato a pochi chilometri da Frosinone e immerso nel verde della Ciociaria, organizza quest’anno il primo torneo della sua gestione, un open appunto, dotato di un montepremi di 3.000 euro che si disputerà interamente su campi in resina gommosa approvata dalla federazione internazionale. L’idea dell’organizzatore, Daniele Giuliani, maestro nazionale e tennista di seconda categoria, precede la volontà della Federazione Italiana Tennis di voler cambiare il rapporto fra le gare che si svolgono su terra battuta e quelle su superfici veloci che oggi pende sfacciatamente a favore dei campi con suolo rosso. “Se non erro – dichiara Giuliani – il nostro torneo è l’unico open, o quantomeno uno dei pochi, a disputarsi nell’intera regione Lazio sul veloce. Tutti sappiamo che a livello mondiale il 70% dei tornei viene giocato, fra indoor e outdoor, su campi in duro mentre la terra battuta occupa la porzione rimanente. In Italia invece la situazione è ben nota a tutti”. Cresciuto tennisticamente proprio su due vecchi campi in cemento, Giuliani sposa il “Progetto Campi Veloci” recentemente propagandato dalla Federazione che intende incentivare l’uso dei campi in veloce sia nella formazione tennistica dei giocatori, sia nelle svolgimento delle gare. “Se la Federazione, va detto però tardivamente, si è accorta che bisogna fare qualcosa per formare adeguatamente, e quindi sviluppare quelle attitudini tecnico-tattiche proprie dei campi in duro, accogliamo la decisione con grande gioia, oggi non si diventa top-player se non si gioca bene sul cemento”. La manifestazione del Ct Castello quindi proporrà al pubblico frusinate, che da sempre assiste numeroso ai vari tornei che si svolgono in provincia, la possibilità di giocare e ammirare un tennis diverso dove inevitabilmente la tecnica sarà “rivalutata”. “Sarà interessante vedere come i vari tennisti si adatteranno ai campi, crediamo comunque che a beneficiarne sarà lo spettacolo” chiosa il responsabile del circolo.

Le iscrizioni sono ancora aperte ai giocatori di seconda e terza categoria, per informazioni e contatti www.ctcastello.it

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27 Commenti to “E arrivò il cemento..”

  • 1.

    è in arrivo il cemento…e io rispondo:”chissà come saranno contenti i fisioteraisti i massaggiatori,gli osteopati il dott laser e tutti i suoi colleghi”……..

  • 2.

    Era ora! Ottima notizia!

  • 3.

    Bravi! :)

    Che sia un esempio.

  • 4.

    Si incomincia da poco… sperèm

  • 5.

    il commento di monet dimostra – non se la prenda – un’ ignoranza dell’argomento che mal fa sperare.
    infatti commentucci al foro italico ha dimostrato come i giocatori più longevi (connors, agassi, navratilova) nascano e “muoiano” sul cemento che tra l’altro era molto molto più duro delle superfici attuali in play it o altro.
    luoghi comuni molto tristi quelli di monet.

    sandro

  • 6.

    Come ho già avuto modo di dire ci sono un sacco di ragazzini che già giocano e si allenano sul veloce quello che mancano sono i tornei, nei pochi tornei che ho visto non sono certo mancate le sorprese e spesso i valori in campo sono completamnte ribaltati.

  • 7.

    credo che se ignorante ci sia qualcuno,quel qualcuno sia lei caro rossi,dal momento che non riesce neanche a capire se uno scherza o fa sul serio, lo avessi pensato veramente l’avrei argomentato in ben altra maniera,ma a lei certe cose sfuggono………

  • 8.

    ps: forse ha ragione lei rossi,sono ignorante ,il fatto è che non so come fare per mettere la faccina che ride come fanno in molti…lei ne sa di più?

  • 9.

    E’ il Lazio che è indietro, in Sardegna i tornei sono quasi tutti sul veloce. Mia figlia quest’anno ha fatto 8 tornei minitennis di cui uno fuori regione così suddivisi 5 in erba sintetica, 2 in green set, 1 in terra battuta. Prima dell’epicondilite io avevo fatto un paio di Open e 5 quarta, uno solo di questi in terra battuta, mai avuto problemi fisici pur avendo 42 anni. L’epicondilite però è colpa dello scarso incordatore che mi ha proposto una corda monofilare rigida, sono fermo da più d tre mesi, porto un tutore ma ho ancora male. Ho maledetto l’incordatore ogni giorno da quando sono stato costretto a smettere, ieri sono passato dal campo da tennis del circolo e ho visto che anche lui aveva un tutore ed era giù di umore, ho goduto quanto goduto…………….

  • 10.

    Signor monet!!! Basta disegnare la faccina con i due punti “:” il trattino “-” e la parentesi “)” staccata dal resto e viene fuori la faccina che ride dopo che ha inviato il post :-) :-)

  • 11.

    Ieri al campo d’atletica mio figlio ha (finalmente) fatto un allenamento splendido… con il caldo è arrivata la fase supercompensativa… battuti tutti i suoi record (salto in alto a due piedi, giavellottino, salto in lungo…): era finalmente felice e soddisfatto delle sue performances.
    Nella seconda ora abbiamo fatto le routine a piedi rigorosamente scalzi (allunghi sull’erba, corse controllate sulla pedana del lungo – in cui doveva rimanere con i piedi all’interno delle due linee che dividono le due corsie – circa cm. 25 ed infine pliometria sui gradoni in cemento, in discesa). Questa parte è quella che in effetti serve per preparare i suoi piedi e gambe ad attività agonistiche spinte. Il tutto evidentemente associato con il nostro autarchi-tennis, che giochiamo al 95% sul cemento.

    Con queste premesse “nascere e morire” sul cemento, vivendo molto bene, da atleti maturi, su ogni altra superficie, è cosa buona e giusta. Ma per tutti i tennisti già formati, strutturalmente inadeguati ad appoggi bloccanti e superfici nelle quali la capacità d’anticipazione ideo-motoria sia fondamentale, si tratta, a mio parere, d’un vero e proprio azzardo… un argomento che meriterebbe argomenti cinematici, bio-meccanici, energetico-funzionali… se solo non ci si fermasse nuovamente alle diatribe faziose e prive di contenuti… :-)

  • 12.

    Quali sono le differenze tra il cemento ed il mateco?
    E’ vero che quest’ultimo è più duro e più veloce?

  • 13.

    Il termine cemento è una traduzione italiana – non corretta – dell’inglese “hard court”. Una traduzione migliore sarebbe quella di “campo duro”, o “campo sintetico”.

    I campi veloci moderni sono fatti così:

    C’è un fondo in bitume (asfalto) sul quale si spalmano delle resine sintetiche. Queste resine contengono degli elastomeri di gomma, che rendono il campo più confortevole e in grado di ammortizzare gli shocks.

    Più sono gli strati di resina, più il campo è confortevole, maggiore il costo di realizzazione.

    In alcuni casi, nei campi di ultima generazione, tra lo strato di bitume e le resine viene posto uno strato di materiale gommoso (cushion), che rende il campo ancora più morbido. Questo tuttavia rende alquanto più complicata e onerosa la manutenzione, poiché la gomma tende ad indurirsi nel tempo.

    In generale, un buon campo sintetico richiede una manutenzione minima e dura almeno una decina d’anni. Poi deve essere ripassata una o due mani di resine per ripristinarne le caratteristiche originali, con un costo ovviamente molto più basso rispetto a quello di costruzione (circa il 10%).

    Il mateco è un materiale vecchissimo, molto più veloce dei fondi attuali e soprattutto molto più duro.

    In Italia era usato una trentina di anni fa e oltre, ed forse è il principale responsabile del “rigetto” culturale del nostro paese per i campi veloci.

    I campi che si montano adesso sono infinitamente migliori e più confortevoli.

  • 14.

    Vorrei puntualizzare una miopia di fondo degli addetti ai lavori in questa materia complessa… mia opinione…:-)

    Erroneamente si pensa che la durezza della superficie sia il PROBLEMA: più questi campi in sintetico sono “confortevoli”, s’afferma, e meno saranno gli infortuni. Ma la cosa POTREBBE non essere così.

    Il problema reale POTREBBE in realtà essere collegato piuttosto all’alta velocità della palla e ai bassi angoli di rimbalzo… che costringe i giocatori a delle posture e leve articolari inadeguate alla loro preparazione tecnica.

    Infatti si potrebbe concludere, come in effetti sembrano dimostrare alcuni recenti studi biomeccanici, che le implicazioni negative del durissimo cemento (quello vero) sono ben poca cosa se quella superficie rimane lenta, ed il giocatore “da terra rossa” non è costretto a snaturare il proprio lento gioco attendista…
    Viceversa confortevolissimi fondi sintetici molto veloci, e la stessa erba, potrebbero causare danni ben maggiori derivanti dai contemporanei effetti bloccanti sui piedi che si vanno a sommare alle maggiori velocità di spostamento ed ai diversi angoli delle leve sui colpi.

    Fenomeno analogo era stato osservato, nel mondo dell’atletica, su base epidemiologica… laddove i nuovi fondi molto elastici avevano inaspettatamente provocato danni a quegli atleti che sul durissimo e vecchio tartan delle piste datate, a partire da quella che frequentiamo noi, non s’erano mai fatti male. Infatti non è detto che il ritorno elastico del fondo s’adatti perfettamente alle “sensazioni” di quegli atleti che non siano neuromuscolarmente adattati a quell’apparente vantaggio…

    Per quanto riguarda il mateco (ma qui potrei sbagliarmi) non ricordo problemi particolari in quei tennisti della mia epoca che avevano cominciato a praticarlo da piccoli… semplicemente era snobbato in quanto considerato da proletari, ed inoltre da noi si giocava SOLO sulla terra rossa…

  • 15.

    Archi, tu stai dicendo tutte cose giustissime, che però valgono per gli agonisti.

    Il mio era un ragionamento molto più elementare, che facevo per i soci del club. Per quelli là, posto che queste superfici sono poco più veloci della terra rossa, e che, dato il livello amatoriale, la loro velocità di gioco non è particolarmente elevata, un fondo più morbido è sempre migliore di uno duro, perché tende a replicare alquanto le sensazioni che dà la soffice terra rossa.

    C’è una sola fondamentale differenza: che non si può scivolare. Ma per un amatore, che non deve raggiungere prestazioni elevate, si tratta di un adattamento in fondo banale, che richiede solo un pò di attenzione.

  • 16.

    @archi: sai archie uno dei problemi che potrebbero essere la causa dei tuoi lamenti al fatto che sembra nessuno si interessi ai tuoi interventi è che magari non ti capiscono proprio tutti, difetti di comunicazione.

    :-)

    E’ come quando gli allenatori di ragazzini danno per scontato che se gli dici qualcosa loro abbiano capito. :-)

    Ecco, io non sicuro che tutti abbiano compreso cosa sia la “supercompensazione” e so anche che questa era la domanda che volevi qualcuno ti facesse e quindi te la faccio io, così magari, in parole comprensibili parliamo anche degli argomenti che più ti piacciono :-)

  • 17.

    Gus, no dai, non dirmi questo… :-)

    Non mi lamento che i miei argomenti siano considerati noiosi: io sono noioso…
    Sono dispiaciuto che qui si vada avanti (solo) con le polemiche. E sull’argomento caro a Roberto ho precisato qualcosa di utile, almeno lo spero…

    Proponi tu un bel tema, ed io ti seguirò volentieri… :-)

    p.s. La “super-compensazione” era solo per dire che da due/tre settimane Mati s’allenava con poca voglia… ed io ero un po’ deluso… poi ha scaricato la stanchezza di Maggio, soprattutto sulla parte elastica e dinamica (con il tennis continua ad essere svogliato…) e sono arrivate le misure che gli avevo preannunciato…

  • 18.

    @archie: ma guarda che io credo che invece dovresti spiegarlo, non ero polemico, solo un “pochito ironico”. Ma visto che ci sono parecchi genitori interessati non sarebbe male sapere cos’è la “supercompensazione” oppure davvero pensi che tutti qui lo sappiano?

    :-)

    Io ero sinceramente interessato alla tua risposta e non trovo per nulla noioso parlarne.

  • 19.

    Gus,

    ti do il link d’una pagina dove il concetto è spiegato bene… analisi comprensiva della curva caratteristica della supercompensazione…

    http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/supercompensazione.html

    Aggiungo un dettaglio: per quanto attiene ai bambini la SOGLIA di stress non è quantificabile come nel caso degli atleti maturi (es. i D.O.M.S. sono un segnale oggettivo di stress neuromuscolare che andrà in supercompensazione): ed allora è VERAMENTE DIFFICILE capire, sia nei microcicli che nei macrocicli d’allenamento, se la loro stanchezza non sia di natura prevalentemente mentale (noia, scuola, Primavera…)… con Mati è difficilissimo… per due ore ti dice che è stanco, ha dolori, che non riesce a…. e poi es se gli prometti qualcosa (lo so, non si dovrebbe, ma a volte l’ho fatto) o lo minacci (sbagliato anche questo…) RISORGE!!! :-)

    Talento ok ma poca voglia di sacrificio, almeno per ora… :-)

  • 20.

    CI RIPROVO… IL SISTEMA BLOCCA IL LINK

    Gus,

    ti do il link d’una pagina dove il concetto è spiegato bene… analisi comprensiva della curva caratteristica della supercompensazione…

    XXX – my-personaltrainer.it/fisiologia/supercompensazione.html

    Aggiungo un dettaglio: per quanto attiene ai bambini la SOGLIA di stress non è quantificabile come nel caso degli atleti maturi (es. i D.O.M.S. sono un segnale oggettivo di stress neuromuscolare che andrà in supercompensazione): ed allora è VERAMENTE DIFFICILE capire, sia nei microcicli che nei macrocicli d’allenamento, se la loro stanchezza non sia di natura prevalentemente mentale (noia, scuola, Primavera…)… con Mati è difficilissimo… per due ore ti dice che è stanco, ha dolori, che non riesce a…. e poi es se gli prometti qualcosa (lo so, non si dovrebbe, ma a volte l’ho fatto) o lo minacci (sbagliato anche questo…) RISORGE!!!

    Talento ok ma poca voglia di sacrificio, almeno per ora…

  • 21.

    Per quanto vecchissime, le superfici in mateco sono le uniche superfici veloci presenti da queste parti e sono molto diffuse.
    Il pargolo gioca da quattro anni su quelle superfici, con qualche risultato. Si trova però un poco in difficoltà quando gioca sulla terra.
    Qualche mese fa nel circolo, su spinta di un maestro, si discuteva della trasformazione dei campi in mateco in terra. Sulla scorta del dibattito che in questa sede si sviluppa, ormai, da molti mesi, ho fatto presente che sarebbe stato piuttosto opportuno investire quelle risorse,che comunque non c’erano, nella copertura dei campi esistenti.
    Risultato: se saranno trovate le risorse, saranno coperti i campi.

  • 22.

    Off topic. Oggi su Super Tennis trasmetteranno il torneo di Halle che fino a qualche tempo fa copriva Sky. Sembrerebbe essere un ottimo colpo perchè i tornei sull’erba sono tanto spettacolari quanto rari,e sopratutto poichè in campo c’è Re Federer (non prima delle 17 e 45)! Sbaglio o è la prima volta che si esibisce su Super Tennis? Un match di Nadal fu trasmesso di sicuro per la sfida di Davis Spagna-Serbia. Vedere Federer in buona giornata sull’erba è un esperienza extracorporea…
    Quando avverrà il passaggio del canale sul digitale terrestre? Così facendo sarà visibile in chiaro in tutta Italia? Non ricordo.

  • 23.

    NIcola, Supertennis è già ora visibile in digitale terrestre in tutte le regioni dove lo switch-off è stato completato (Sardegna, Piemonte, Lazio parte del Veneto e Campania).

    Entro due anni, ovvero alla conclusione dello switch-off in tutta Italia, il canale dovrebbe avere una frequenza nazionale sul DTT e sarà visibile in chiaro su tutto il territorio italiano.

    Copio dal sito FIT:

    Grazie ad accordi con operatori locali, in alcune regioni italiane il canale è inoltre visibile sulla piattaforma DTT, cioè sul digitale terrestre gratuito. Anche qui, è naturalmente necessario disporre di un apparecchio televisivo con decoder incorporato o al quale sia stato collegato un decoder esterno. Queste le aree in cui il segnale può essere ricevuto effettuando la risintonizzazione del decoder.

    SARDEGNA – In tutta la regione SuperTennis è diffuso da Videolina sul canale 51.

    LAZIO – SuperTennis è diffuso da Super3 insieme agli altri suoi tre canali DTT

    PIEMONTE E VAL D’AOSTA – SuperTennis è diffuso da Rete7.

    CAMPANIA – SuperTennis è visibile sul canale 224, grazie ad un accordo con l’emittente Canale 8

  • 24.

    Grazie Roberto. Io abito in provincia di Salerno e vedo Super Tennis da sempre perchè ho Sky. Invece a casa di mia nonna ad esempio,non lo trovo nonostante,chiaramente,il decoder per il digitale. Forse non è visibile in tutta la regione? Lo sarà?

  • 25.

    Nicola, non lo so. Forse tua nonna ha un impianto di ricezione un pò vecchiotto (antenna, cavo, etc.). :)

  • 26.

    Hahaha! E’ vero,mi sa’ che è così!

  • 27.

    Avete visto come anche una leggenda vivente come Nadal abbia difficoltà tecniche al di fuori della terra? O meglio,lui quei difetti li ha già ma il gioco sul rosso li nasconde. Li in pratica tira 4 rovesci in back a partita,gioca la voleè solo quando è sicuro di fare il punto,serve per iniziare lo scambio in vantaggio e non per fare sfracelli,ecc.. Per il resto si piazza ben dietro la riga di fondo e gioca quanti più dritti arrotati possibile. Non voglio farla breve e sminuire un giocatore “insminuibile” come Rafa… Ma se non fosse per le sue doti atletiche e mentali,col cavolo avrebbe vinto quei 2-3 tornei che ha in bacheca. Cementizziamoci!

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