Nicholas Grazia

di Stefano Grazia

ā€œPain is your friend, your ally, it will tell you when you are seriously injured,
it will keep you awake and angry, and remind you to finish the job and get
the hell home. But you know the best thing about pain?ā€
ā€œDon’t know!ā€œ
ā€œIt lets you know you’re not dead yet!ā€

(Scambio fra Viggo Mortensen, l’Istruttore Capo, e
Demi Moore in G.I.Jane,di Ridley Scott)

Quando ho saputo che mi sarei dovuto trasferire ad Abuja, da un lato ho provato il sollievo che si prova quando sai che per altri 3-4, magari 5 anni hai ancora un lavoro, dall’altro c’era ovviamente tutto il rimpianto per un mondo che stavo per abbandonare e che, per quanto deteriorato e non piu’ quello di una volta (ma anche li’: era Lagos ad essere cambiata o eravamo piuttosto noi a non avere piu’ 30-40 anni?) aveva fatto parte di me piu’ di quanto, negli ultimi 20 anni, lo avesse fatto Bologna o la Jamaica, di cui mi ero pure innamorato, e ovviamente a maggior ragione, a meta’ anni ottanta. In fondo era piu’ comprensibile e accettabile innamorarsi di un’isola caraibica che di una caotica megalopoli africana considerata spesso dai piu’ ottimisti il buco di culo del mondo, ma tant’e’, al cuore non si comanda e poi, come ho piu’ volte spiegato, erano gli ultimi bagliori di un crepuscolo di un certo tipo di vita, non tanto quella coloniale ma wquella ancora romantica dell’espatriato per forza, per lavoro o per amore (Noi preferiamo definirci Gentiluomini di Fortuna, rispondeva Corto Maltese all’Ufficiale Inglese trovato morente presso la Laguna dei Bei Sogni). Da Lagos ero giĆ  stato trasferito un paio di volte finendo prima in Congo e poi in Libia, e l’ultima volta in Angola. In entrambe le occasioni la mia fedelta’ a Lagos e al mondo che mi lasciavo dietro mi aveva impedito di apprezzare come meritavano sia Pointe Noire che Luanda: questa volta sono partito con animo, mente e cuore piu’ liberi, deciso a non volgermi troppo spesso e malinconico indietro. Sapevo che in fondo, a parte le corse sulla lunga spiaggia di Lighthouse costellata di relitti che quasi neanche la Skeleton Coast, questa volta l’unica cosa che mi sarebbe davvero mancata sarebbe stata l’Ikoyi Club, il Circolo a dieci minuti da casa nel bel mezzo di Ikoyi, con 9 campi da tennis, 18 buche da golf, tre piscine, ristoranti, squash, badmington, etc etc…un circolo dove, tra l’altro, in virtu’ di una partecipazione governativa, tutto (cibo, acqua minerale, coca cola…) costa meno che fuori. E dove ovviamente una volta che sei iscritto, non paghi i campi. Strano, ma vero.
Durante le precedenti missioni di una settimana-dieci giorni e in previsione dell’arrivo di mio figlio d’estate, mi ero quindi premurato di cercare qualcosa di analogo ad Abuja anche se sapevo gia’, dalle conversazioni avute con vari Coaches e Tennisti di Lagos, che ad Abuja non c’erano Circoli, che il Tennis lo si giocava piuttosto nei campi dei grandi Alberghi. Citta’ nuova, sorta dal nulla una ventina d’anni fa e costruita, unica citta’ in tutta l’Africa, con un piano regolatore e su un progetto di un famoso architetto giapponese, Abuja, eletta a capitale federale un po’ come Canberra in Australia e Brazila in Brasile, si svuotava nel week end e ancora fino a pochissimi anni fa era una citta’ popolata solo da funzionari e politici. La proprietaria della Dolce Vita, un ristorante pizzeria italiano, e’ nata e vissuta per 35 anni a Lagos dove l’ho conosciuta quando aveva poco piu’ di vent’anni e gia’ due figli. Tre figli e un paio d’amori sfortunati dopo si era spostata ad Abuja al seguito di un irlandese e aveva aperto, sfruttando l’esperienza di Lagos dove con la sorella aveva aperto un bar molto trendy, prima un Pub sulla terrazza del British Council e poi appunto la Pizzeria. Be’, ero andata a trovarla una sera e mentre mi offriva una pizza sulla terrazza del suo ristorante nella strada sottostante era un continuo passare di auto quasi fossimo sui viali di Bologna e lei mi diceva appunto che solo due-tre anni prima le strade erano deserte e il traffico inesistente. Siccome la stessa cosa era capitata anche a Luanda (ma li’ per via della guerra…), mi dicevo sconsolato che si vede che io arrivo sempre dopo la puzza …

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(Nicholas e Coach Tim Rotimi)

Ad ogni modo, e ritornando al dunque: le mie ricerche erano state comunque fruttifere grazie a un paio di contatti che avevo conservato. Il primo era Coach Tim, cioe’ Rotimi Akinloye da me piu’ volte citato: era stato uno dei miei Coaches a Lagos dove lui frequentava il Lagos Lawn Tennis e poi all’American Schiool dove era stato l’Head Coach. Quando eravamo tornati a Lagos per sei mesi aveva lavorato un paio di volte a settimana anche con Nicholas prima di trasferirsi ad Abuja a fare il Coach privato in un resort che ospita i dipendenti di una grossa Compagnia di Costruzioni. Nel contempo continuava a lavorare per la Federazione come uno degli Allenatori della Squadra Nigeriana di Coppa Davis e soprattutto come Coach Itf. Infatti ora e’ appena tornato da un mese e mezzo in Italia per uno stage Itf alla Vavassori con 6 junior africani (ma nessuno dalla Nigeria). Tim dunque e’ stato il primo a cui ho dato un colpo di telefono e sono andato a trovarlo dove lavora, all’Abuja Country Club che al di la’del nome presuntuoso e’ uno scalcinato circolo con quattro campi in un’area un po’ decentrata e piu simile a un cortile da pollaio che a un circolo come l’intendiamo noi. Sarebbe stato certo il preferito da Archipedro e anch’io non avrei avuto nessuna remora se non fosse che logisticamente non era vantaggioso e poi, soprattutto, perche’ lo stesso giorno avevo scoperto il National Stadium che sotto le ruspe si avviava ad un poderoso restyling. A Lagos nessuno me ne aveva parlato in toni entusiasti ma, avrei scoperto di li’ a poco, anche ad Abuja nessuno era a conoscenza della sua esistenza: non gli Espatriati ma nemmeno i Locali. Tutti troppo pigri solo per pensare di mettersi in strada per raggiungere lo Stadio ma anche per immaginare che all’interno della cittadella sportiva (campi da calcio, da hockey, da basket etc) vi fosse un simile tesoro per un Tennista. Confesso che la prima volta che ho visto tutto quel ben di dio ho pensato a come si era sentito Mose’ quando, sulle ultime alture che delimitavano la fine del deserto, si era trovato di fronte alla Terra Promessa. Presa confidenza con le strade e trovato il modo di aggirare i check points che sono vere e proprie trappole per l’Espatriato al volante, il National Stadium rimane a 15-20’ da casa (e solo a 5-10’ dall’Ufficio …) e rimane quindi, soprattutto nel week end, la soluzione ideale.

In realta’ la situazione e’ ancora molto fluida e i 20 campi gia’ mostrano segni di scarsa manutenzione con un paio di reti di recinzione crollate e con diversi contrasti su come gestire il patrimonio campi con un gruppo che vorrebbe creare un Circolo ed altri che insorgono dicendo che i campi sono della Federazione e che nessuno deve pagare nulla. Alla fine insomma i soldi li vengono a chiedere solo a me e a pochi altri ma la somma e’ talmente risibile (100$ all’anno piu’ 5$ al mese) che non c’e’ certo da mettersi li’ a discutere. L’unico vero svantaggio, a parte la mancanza di un bar, e’ che solo un paio di campi sono illuminati e allora per chi lavora non puo’ essere l’unica opzione. Ma per Nicholas e’ perfetto e, in chiave futura, e’ anche a un tiro di schioppo dall’American School.

Una volta scoperti i Campi del National Stadium, tutto il resto veniva di conseguenza.
Mi sono dunque organizzato, qui ad Abuja, nel modo seguente: la Compagnia ti offre l’iscrizione a un Circolo e io ho scelto l’IBB Golf che e’ ovviamente il piu’ caro: a differenza dell’Ikoyi Club non e’ un Club Omnicomprensivo, e’ solo un bellissimo Circolo di Golf da fare invidia all’Europa (a differenza di quello di Lagos molto piu’ scalcinato) e ha comunque due campi da tennis con superficie di quel materiale plasticato a nido di api…C’e’ un Resident Coach che e’ stato Top 5 in Nigeria nei tempi immediatamente successivi a quelli di Tim
Poi mi sono iscritto all’Hilton pagando di tasca mia: all’Hilton sono dei ladri e una bottiglia di Lucozade per esempio costa 500 Naira quando al supermercato – o all’ikoyi Club – costava 200 e anche l’acqua costa 400 Naira, 2 euro… Uno stick di Suya, la carne o il pollo trattato alla Nigeriana…in pratica una sorta di McDonald, inteso come fast food, Nigeriano … all’ikoyi Club uno spiedino costa 80 Naira…ce ne facevamo una decina a testa…Qui costa 1500 a sspiedino…Mangiare un filetto (buonissimo ma in porzioni minimaliste) e bere solo acqua ti costa 50$ a cranio: vai in tre, spendi 18.000 Naira e poi torni a casa e se non sei a dieta ti prepari la cena perche’ la fame certo non l’hai placata … Insomma, sono dei ladri, ma hanno una bellissima piscina, una buona palestra e tre campi in cemento. E il tutto a 12’ di jogging lento da casa, 20’ di camminata, 5’ di auto (in pratica un unico vialone) …
Ma la Training Home di Nicholas rimane il National Stadium e infatti il primo giorno che vi ha messo piede ne ha subito ricavato una ottima impressione. A parte che e’ tutto gratis, durante la settimana i campi sono praticamente deserti o al massimo frequentati da qualche tennista nigeriano che si allena. In piu’ Coach Tim e’ coinvolto in un qualche modo come Consulente in futuri programmi della Federazione Nigeriana e per quanto sia molto scettico e disilluso nei confronti della propria Federazione (ogni mondo e’ paese) si muove anche allo Stadio come uno dei padroni di casa, sicuramente il Coach piu’ importante della Zona e quindi avere a che fare con lui conferisce anche una sorta di protezione (nel senso che per esempio non veniamo assillati da code di questuanti ognuno con la propria ricetta per correggere il tennis di Nicholas … Anche se ,devo dire, dopo averci visti all’opera, sul campo e col Senso Training del Prof Buzzelli, credo che alcuni degli atleti pagherebbero di tasca propria per poter essere allenati da noi piuttosto che dai propri Coaches … O perlomeno si interrogano su dove sarebbero potuti arrivare loro, con la loro fame agonistica e determinazione, avessero avuto le stesse possibilita’ di Nicholas … Ogni tanto, in effetti, vengo assalito dai sensi di colpa.

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Dicevo della vicinanza con l’American School: si decidesse di riportare Nikko all’ovile in effetti potrebbe continuare ad allenarsi qui e fare tornei a Novembre/Dicembre (Eddie herr-Orange Bowl-Lemon Bowl), a Pasqua e d’Estate… Sto gia’ mettendo le mani avanti, eh? Puo’ essere e comunque alla fin fine in questi due mesi estivi mentre tutti i migliori suoi coetanei sono in giro per l’Italia o per l’Europa a disputarsi i punti ETA o a sfidarsi per un posto al sole inteso come risultato che dia visibilita’ e quindi sponsor, La Canaglia di Lagos si e’ ritrovata ad Abuja per tutta una serie di motivi che sarebbe troppo lungo spiegarvi in dettaglio ma che alla fine si traducono nel famoso filosofico postulato: O Cosi’ o Pomi’. Io ero appena stato trasferito, Nicholas era uscito dall’anno di Bollettieri con le ossa rotte e col morale a pezzi da una serie di batoste sportive, psicologiche, morali e disciplinari, mia moglie era invece semplicemente distrutta e poco propensa a mettersi un’altra volta in giro ad inseguire improbabili qualificazioni in un Tabellone Eta. C’era anche da dire che per ottimizzare vacanze e tempo tutti insieme, l’ideale e’ che durante le vacanze scolastiche (estive, natalizie, pasquali) Moglie e Figlio mi raggiungano in Africa mentre io dovrei utilizzare le mie ferie e i miei tre viaggi aerei per raggiungerli negli States. Le cose non sono mai cosi’ semplici e ci sono spesso complicazioni inaspettate e quest’anno c’era un visto, quello di moglie e figlio, che scadeva il 7 luglio. Onde evitare complicazioni conveniva rientrare iu Africa prima di quella data.
Del resto visto che i risultati erano stati quelli che erano e i test psicologici, attitudinali, medici, auxologici, antropometrici e atletici avevano delineato un quadro non certo entusiasmante, non era nemmeno il caso di farla troppo lunga: bisognava anzi fare buon viso a cattiva sorte o meglio rendersi conto che noi e solo noi siamo responsabili del nostro destino, chi e’ causa del suo mal pianga se stesso, chi semina vento raccoglie tempesta ma soprattutto che solo chi cade puo’ risorgere.
Vorrei potervi raccontare che alla fine fra squilli di trombe e un raggio di luce le acque del Mar Ross si sono divise e in mezzo vi camminava La Canaglia, redenta e purificata … In realta’ mentre scrivo siamo ancora agli inizi di agosto (il pezzo verra’ pubblicato presumibilmente a fine mese quando noi saremo gia’ in Florida) e pur fra qualche indubbio miglioramento il risultato finale sperato (ben al di sotto dal Lieto fine vagheggiato poc’anzi) e’ ancora tutto da costruire. Stiamo parlando piu’ che di gioco o fondo atletico, di Comportamento e Capacita’ di Organizzarsi. Se vogliamo anche di Motivazioni e Fire Inside. Il Traguardo Finale o Punto di Non Ritorno e’ stato fissato, e nemmeno da noi, a Dicembre. A quel punto verranno tirate le somme: noi intanto abbiamo gia’ pagato l’Application Fee per la Scuola di Abuja. Ma quest’articolo era nato come un resoconto generale sul Training in Abuja e anche in particolare sul Training Out in The Back Yard. Vediamo dunque, se vi interessa, come se fossero tornati i vecchi tempi dell’Aneddotica, cosa abbiamo fatto IN SOLDONI e sfruttando il Territorio.

Secondo Roi dovevamo lavorare soprattutto sul Fondo atletico. O meglio dovevamo continuare a fare le stesse cose ma aumentare il lavoro aerobico. In realta’ era esattamente quello che avremmo fatto (e che abbiamo fatto l’anno scorso, ricordate?, ad Agosto) con una Periodizzazione in cui l’obiettivo era di arrivare alla prima settimana di Settembre nelle migliori condizioni atletiche MA ANCHE DI GIOCO possibili visto che per tutto settembre ci saranno sfide incrociate per selezionare i Gruppi. Il Prof Buzzelli mi aveva preparato un Programma di 6 settimane che io pero’ sono stato costretto a seguire a somme traccie (e non me ne voglia il Prof) soprattutto perche’ in Africa entrano in campo tante variabili che ti inducono spesso ad improvvisare. Rainy Season (Stagione delle Pioggie) e’ una. L’altra e’ la mancanza di strutture coperte. Un’altra ancora l’impossibilita’ di poter andare in palestra con un Under 18, non so in Italia ma qui, nelle palestre private e degli hotel, non ti lasciano. Poi: l’Inaffidabilita’ dei Coaches Palleggiatori, l’imprevedibilita’ del tempo. E soprattutto c’era anche questo piccolo dettaglio, il fatto che io comunque sono qui per lavorare e i rapporti complicati (ed esacerbati da un anno difficile) fra Madre e Figlio sul Campo da Tennis hanno aggravato le difficolta’. Insomma una Routine con Orari Costanti era impossibile da tenere anche perche’ il mio lavoro impone la coltivazione di relazioni sociali (visite domiciliari ma anche cene, cocktails, parties …e partite di doppio tristonazze con altri colleghi!).

Ad ogni modo Nicholas dunque di solito si sveglia e va a correre coi cani per 30’ (circuito cittadino fra le vie esterne al nostro compound e denominato L’Otto di Limpopo Street), poi va a giocare 2-3 ore al mattino al National Stadium e infine gioca altre 1- 2h al pomeriggio (di solito fa un match) all’Hilton, al National Stadium o all’IBB … Seduta di Atletica a seguire in cortile…Il SensoBuzz lo facciamo 4-5 volte a sett per 30-60’ nel cortile di casa, da solo o all’interno di una seduta di 1h30-2h… A volte la schedule salta per via della pioggia: se spioviggina in un posto potrebbe non farlo in un altro ma se cambi training site, di solito cambi anche il Coach, l’unica eccezione e’ Moses… gli altri Coaches non si muovono.

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(Nicholas e Coach Moses)

Se piove dovunque di solito salta una seduta di tennis sostituita da seduta di atletica…Sabato pomeriggio gioca a calcio…Sabato e domenica mattina fa anche, e questa volta sui campi del National Stadium, test atletici e patterns con me al cesto e un ragazzino come hitting partner…Durante la settimana ha 3-4 differenti coaches o hitting partners o ragazzini con cui palleggiare, fare drills, fare partita… Qualche volta la sera dalle 7 alle 9 ci scappa un doppio all’Hilton (io e lui contro un Coach e Gabri’ o un Collega della Compagnia)…Il Lunedi’ sera invece Nicky si fa un’ora di yoga all’Hilton…

Ovviamente devo parare le accuse di chi mi dira’: si, ma se non c’e’ un obiettivo e comunque ā€˜un programma che abbia un capo e una coda’ l’allenamento servira’ a ben poco…
Parole sacrosante e che sottoscrivo. Purtroppo noi si fa quel che si puo’, date le circostanze e le contingenze. Be’, come ho detto il programma era di far arrivare Nicholas ben allenato a settembre e per ben allenato intendo con un fondo aerobico migliore e poi magari anche piu’ veloce ed esplosivo. Vedremo coi tests a fine agosto se ci siamo tiusciti: gia’ adesso ha dei tempi o scores migliori su tests eseguiti 2 settimane fa (sui 10 metri, sulle 20 yards, nei Pat Etcheberry Tests etc). Ma come ho piu’ volte sottolineato sembra esserci una discrepanza su muoversi nelle sessioni atletiche (anche quelle specifiche per il tennis) e poi applicare il quanto nel corso di una partita, fra come sa muoversi quando vuole e il tran tran che invece adotta il piu’ delle volte, non una vera e propria abulia da bradipo ma insomma, un qualcosa che evidentemente non ti lascia sperare granche’.Dal punto di vista tecnico l’unica cosa che ci interessa e’ la Consistency anche se abbiamo richiesto allenamento specifico nel Servizio, Risposta e Gioco al Volo. In specifico:
Nelle prime due settimane in cui si e’ allenato al mattino con Moses, un buon coach palleggiatore, il programma programma e’ stato semplice: un’ora di palleggio (In pratica al Lunedi’ il Focus verteva per esempio sul dritto, Martedi’ sul Rovescio, Mercoledi’ Volley & Smashes, Giovedi’ Servizio, Venerdi’ Return of Service) e poi Match, Best Of 3.
Da quando e’ tornato Rotimi ā€˜Tim’ Akinloye, abbiamo fissato tre allenamenti mattutini di due ore: questi tre allenamenti sono piu’ tecnici, con drills al cesto e palle vive, curando soprattutto consistency e patterns di gioco.
Quando non si allena con Tim abbiamo alcune diverse opzioni:
1)con Moses di solito fa un paio d’ore : mezzora di Consistency e poi partita;
2)con Kevin Conia, coach all’IBB, fa partita: finora ha sembre beccato di brutto e malamente, un po’ perche’ l’altro gioca per fargli male (e va benissimo) un po’ perche’ la superficie e’ inusuale (plastica a nido d’ape) e non e’ quella su cui si allena;
3)con Davou e Jude, i due Coaches all’Hilton, fa partita ed e’ partita quasi ad armi pari
4)con Kabirou, un ragazzotto dall’eta’ doppia, quella effettiva di 19 anni e quella dichiarata ā€˜da torneo’ sui 14, fa partita o lo usiamo come sparring nel week end per i Patterns. Proprio Kabirou al termine del primo allenamento con noi si era profuso in mille ringraziamenti arrivando a sottolineare che le cose che facevamo noi lui non le aveva mai fatte e forse nemmeno immaginate e che si rendeva conto che se fosse stato allenato cosi’ anche lui sicuramente ora sarebbe un giocatore migliore. Vabbe’, un po’ ruffiano forse, ma in effetti qualche giorno dopo, facendogli fare anche a lui un po’ di Buzzelli o semplicemente gli esercizi sull’agility ladder, si poteva riscontrare come, a dispetto di un atleticita’ da ā€˜nero’, coordinazione e agilita’ e quindi anche rapidita’ nel breve erano diusastrosi e quindi i margini di miglioramento sensazionali. Questo non per sottolineare i nostri meriti ma semmai per evidenziare lo stato disastrato del tennis nei paesi del Centro Africa dove il materiale umano ci sarebbe anche ma solo pochissimi Coach (e Tim e’ uno di questi) sanno cosa fare ma non sono messi nelle conmdiuzioni di farlo. Ovviamente i migliori atleti vengono dirottati verso sport meno cari, tipo il calcio e l’atletica, con maggiori tradizioni e possibilita’ di emigrare all’estero verso un College. Nel Tennis tutto e’ legato all’improvvisazione e alla ricerca di uno Sponsor, cioe’ di un Mecenate o di un Benefattore che si faccia carico delle spese per mandarti all’estero o in giro per tornei. Leggevo l’altro giorno dell’arresto di una ex promessa arrestata a 30 anni all’Asereoporto di Lagos mentre cercava di imbarcarsi per andare a giocatre un fantomatico torneo ma anche con una borsa piena di droga. Pieno di vergogna l’ex promessa dichiarava poi che tutto era cominciato nel 2005 quando era morto il suo Sponsor e quindi, trovandosi senza soldi, aveva accettato di fare da corriere della droga per potersi pagare i viaggi per i tornei. Scusa banale e di comodo finche’ si vuole ma questo e’ un destino qui comune a molti sportivi nigeriani la cui mediocrita’ aurea o semplicemente la mancanza di una vera opportunita’ non ha permesso il salto di qualita’. Certo, alcuni si perdono per mancanza di un background culturale che permetta loro di soprasvvivere alle tentazioni, alla lontananza da casa, all’assillo dei brothers and sisters che richiedono una fetta di torta anche quando la torta e’ in realta’ una caramella … E’ un peccato, certo, perche’ sia qui che in Angola, si possono vedere ragazzini che fino ai 10-12 anni potrebbero competere coi migliori in Europa o in America… Ovviamente in Nigeria ci sono anche molte famiglie ricche ma di solito i figli sono grassi, viziati o poco interessati allo sport… Qualcuno pero’ viene inviato,magari anche solo per sfuggire ad un ambiente piu’ ristretto o pericoloso, a studiare all’estero e magari anche ad allenarsi in qualche Academy in America, magari solo per inseguire l’Obiettivo del College …Ce ne sono un paio anche all’Img in Bradenton, uno al Tennis e uno alla Soccer Academy… Nicholas era all’Hilton ad allenarsi e si sente chiamare…era uno dei due, il calciatore… Come e’ piccolo il mondo!
Torniamo pure ai nostri allenamenti: esaurita la parte tennistica, resta da esaminare la parte riguardante l’Atletica. Il SensoBuzz dunque lo facevamo soprattutto alla sera o quando la pioggia ci obbligava ad improvvisare. Normalmente quando rientro dall’Ufficio oppure talvolta anche col buio, dalle 7 alle 9, Nelle prime tre settimane abbiamo forse privilegiato un po’ di piu’ l’aspetto aerobico e la resistenza mentre adesso, a tre settimane dalla partenza per gli States, stiamo concentrandoci maggiormente sulla velocita’ e la rapidita’. Lo stesso SensoBuzz permette, a seconda di come viene impostato, di allenare sia la Resistenza che la Velocita’: Al momento in cui scrivo stiamo usando intervalli di tempo fra uno stimolo e l’altro molto bassi.

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Facciamo un esempio, per capirci. All’inizio abbiamo privilegiato esercizi con tempi sui 3-4 secondi di intervallo e molte ripetizioni, magari con un elasticone intorno alla vita che ti facesse da resistenza (tre serie con 30 toccate l’una e recupero di 2’fra le serie) oppure la Butterfly con 4 coni su cui viene posto un ā€˜bicchierino’ di diverso colore: il giocatore parte dalo centro e ad ogni segnalazione (acustica o luminosa) corre verso il cono corrispondente, vi gira attorno, torna al centro ,effettua un split steps ed e’ gia’ pronto per ripartire. Venti giri, dieci ripetizioni, recupero di 2’ 30’’. Un altro esercizio, di carattere piu’ esplosivo, e’ quello che si vede nella foto con i due ostacoli: ad ogni lato dell’ostacolo viene posizionato un bicchierino di diverso coilore. Con il termine bicchierino intendo uno dei sei sottobicchieri di plastica, tutti di colore diverso, che accompagnano il Senso Touch. Per convenzione si stabilisce poi che al suono acustico acuto corrisponde il nero, a quello grave l’arancione, a quello medio quel che volete voi…I colori sono invece 4: giallo, verde, rosso, blu. I tempi fra un impulso e l’altro vanno da 0.5 a 5 secondi. In questo esercizio con gli ostacoli l’Atleta parte dal centro e ad ogni segnale salta l’ostacoilo rientrando dal lato del bicchierino corrispondente al segnale acustico e/o luminoso. 16 salti con recupero sui 2 minuti. Altri esercizi riguardano piu’ la rapidita’ con 4-5 bicchierini disposti di fronte in semicerchio a un metro di distanza dal giocatore e 10-12 toccate da ripetere per 8-10 volte con intervalli di 45 secondi. O stesso esercizio con distanze maggiori e intervallo di tempo sui due secondi e mezzo –tre ma con simulazione del colpo: dritto, rovescio, volley… Gli esercizi suggeriti dal Prof Buzzelli sono una quindicina ma il limite e’ la vostra fantasia. Alla fine se ne riescono a fare 3-4 in un’ora, a volte noi ne facciamo solo 2-3 in 45’, all’interno di una seduta piu’ lunga che ha contemplato anche Dynamic Stretching all’inizio, balzi pliometrici, piccoli circuit training, ripetute sui 20’’, scatti piu’ brevi, addominali, esercizi con la palla medica …Alla fine della fiera pero’, direte voi, tutto questo e’ servito? E’ Nicholas un giocatore migliore e/o si muove meglio di quando era arrivato? Non ne ho la minima idea perche’ lui e’ uno di quelli che potrebbe giocare da dio o da idraulico (I played like a plumber!, disse una volta Agassi dopo una sconfitta) ma anche a volte nella stessa partita puo’ muoversi come una farfalla e pungere come un’ape per 5-10’ e poi far vomitare i poveri, prima e dopo … E poi magari, lo stesso giorno, preso dal senso di colpa, andarsi a fare un’ora di atletica e battere tutti i suoi records a dimostrazione che piu’ che un problema fisico e’ un problema intrinseco mentale. Al momento in cui scrivo peraltro inoltre mi sono,ancora una volta, licenziato da Coach e sto adottando, per l’ennesima volta, la Tattica dell’ ā€˜Arrangiati! Quando mi dimostrerai che mi meriti di nuovo, mo’ torno…’ Perche’ oggi, domenica, siamo arrivati sul campo con mille promesse e dopomezzora non avevamo ancora cliccato…A questo punto dico: ok, no problem, andiamo a casa… E lui: no, io non vengo, voglio allenarmi… Solo che poi non si allena…Insomma, la solita rumba. Fortuna che arriva Tim e quindi si allena con lui per due ore mentre io e mia moglie ci giochiamo un paio di serts. Dopo lui vorrebbe allernarsi ancora ma noi giustamente ci rifiutiamo. E lui comincia la litania dei Per favore. Niente, siamo irremovibili. Solo che mica lo possiamo lasciare li’ da solo. E nemmeno corrergli dietro. Insomma per farlo entrare in auto devo promettere a uno dei ragazzotti Nigeriani con cui stava parlando 2000Naira per tenerlo fermo e permetterci di catturarlo. Vabbe’, poi non le ha volute. Insomma, arriviamo finalmente a casa e io e mia moglie andiamo a giocare un doppio. Al nostro ritorno Nicholas vuole allenarsi ma io insisto sul fatto che con me si allenera’ di nuovo solo quando mi dimostrera’ di esserselo davvero meritato. Allora si allena da solo un’ora e un quarto con ostacoli ,coni, e poi Buzzelli. Mentre sto scrivendo,e sono quasi le nove e mezzo di sera, lo sento ancora tirare la palla medica contro il muro, di dritto e di rovescio…

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238 Commenti to “Colpo di Grazia 6 – Abuja Training”

  • 201.

    Grande vale atti!

  • 202.

    Lib, scusa ma quali varianti, due colpi peraltro molto buoni e colpiti con buon anticipo, per il resto zero back, zero voleĆØ, nessuna rotazione e cambi di ritmo e servizio da rivedere.
    Però anche la Sharapova era così.

  • 203.

    Mardy, in realta’ la Palumbo e’ ancora in corsa e anche lei,almeno a sent ire suo padre,anche lei e’ assolutamente una Figlia del Blog…

  • 204.

    E comunque anche Alessia deve aver ben combattuto a giudicare dal punteggio…sarebbe interessante saperne di più’, ma suppongo che questo sia chiedere troppo … Peccato,pero’ perche’ a me sarebbe piaciuto davvero vivere ancheper interposta persona e iin forma riflessa i momenti magici di un torneo junior importante dove a volerli guardare con indulgenza pathos ed epos non mancano di certo e l’emozione o magari anche la commozione scorre a fiumi

  • 205.

    Mi sembra che alcuni facciano parte del famoso “ufficio complicazioni cose semplici” .
    Il percorso giusto (allenamento giusto ,riposo giusto,tornei giusti) riguarda solo chi ha qualita’ superiori alla media ,e sono veramente pochi.Gli altri possono fare quello che vogliono perche’ non gli cambia niente.

  • 206.

    Allora visto che stiamo parlando di under 12, per chi ha visto entrambi, secondo voi chi ha una maggiore maturazione nel gioco tra la Zerulo e la Shishkina

  • 207.

    Vista solo la Nuova Maria, come chiamano qui la Shisskhina … Devo dire che l’anno scorso il papa’ di Quinzi vedendola disse che non c’era paragone, che la Zerulo era di un’altra categoria,che la
    Shiskhina sarebbe uscita al primo secondo turno, che all’EH avrebbe vinto la Komadina o come si chiamava, ma che scherziamo, etc etc…io rispettosamente dubitai e infatti la Shiskhina non perse mai un set e vinse in finale 61 61 a 11 anni l’under 12 e poi perse nei quarti all’orange bowl dall’eventuale winner che era comunque una 97 … Quindi sicuramente una merdazza non era…. Secondo me il rischio e’ che arrivi fra 2 anni a non poterne più’ perchĆ©’ davvero adesso e’ giĆ ’ una pro fatta e finita, un piccolo robottino,mentalmente matura e micidiale, senza anima( e secondo alcuni anche un po’ ladruncola)… Ma l’unger harmour che qui in America e’ la nuova Nike l’ha messa sotto contratto e credo che qualche considerazione l’abbiamo fatta …

  • 208.

    Aggiungo che non e’ molto alta, non e’ una Sharapova per capirci …

  • 209.

    Diego,hai ragione ma allora ragionando cosƬ’ non si comincia neanche e i tabelloni rimangono fatti da 3-4 persone …. E lasciaci sognare con la racchetta in mano,come cantava Toto Cotugno…

  • 210.

    Stefano…. Non ho molte ā€œemozioniā€ da raccontare…. In quanto ero assente !

    Solo una considerazione… se la Zerulo come dice LIB ĆØ lontana dalla forma migliore… la mia sono 5 mesi che praticamente (Sestola a parte) si allena palleggiando solo con sua sorella e al max un ora al giorno (e negli ultimi 2 mesi causa tornei un giorno si e tre no…) … ma sarebbero come dice tu… solo scuse… invece ritengo che il salto di qualitĆ  in partita, in particolare dell’ultimo mese , sia tutto farina del suo sacco… non solo per la partita di oggi… io centro poco…..e il merito, una tantum… non ĆØ di nessun maestro , ne ovviamente di mamma FIT , che invece sicuramente e giustamente sta investendo a 360 gradi sul talento della Zerulo, che forse, vista da fuori, con un po’ meno ā€œpressioneā€ federale addosso, farebbe ancora meglio …mentre noi, come tanti altri comuni mortali, al massimo abbiamo usufruito di uno sconto per Sestola… e a livello regionale da quando abbiamo lasciato il ns. ex circolo, come ā€œpremioā€, non vengono piu’ convocate nella selezione regionale…
    Tornando a noi…dicevo il merito ĆØ semmai di un nostro comune conoscente …un certo prof. Buzzelli…..un valore aggiunto, per come ci sta aiutando con la preparazione atletica. Non sono un addetto ai lavori ma ĆØ assurdo che uno col suo background e la sua professionalitĆ  venga ignorato dalla FIT…. egoisticamente…meglio per noi e per gli altri ragazzi che stanno seguendo i sui programmi…
    Sul sensotoutch sono in sintonia con quello che diceva Stefano.. e ho trovato ā€œstraneā€ le allusioni e le battute del mio amico Andrew… lo strumento ĆØ tanto semplice quanto utile… per un gruppo di agonisti, per un circolo o meglio associazione sportiva…. sarebbe un ottimo investimento….meglio e molto piu’ economico dei tanti preparatori improvvisati al tennis che si vedono in giro……Andrew se fossi il tuo cane … ti morderei sul sedere !!!!

    Sul TCBonaccossa di Milano non un gran giudizio…. sarĆ  stato per la pioggia a catinelle e l’atmosfera uggiosa… ma la sensazione ĆØ che per i soci il torneo sia diventato una scocciatura…un nugolo di ragazzini e genitori assatanati che rompono il kaiser di un luogo esclusivo e riservato solo a VIP person (mi dicono con tanto di transennamenti e cartelli vietato entrare)…. e se ĆØ così…che lo spostino da qualche altra parte… anche con gli alberghi un gran casino….

    Ultima cosa… sono d’accordo con Barbara sulle formule dei tornei di terza Open etc.… sta diventando una giungla… per esempio domani mia figlia piu’ grande … entra in gara contemporaneamente sia in un terza che in un Open… e ogni circolo oramai fa come gli pare… la FIT incassa… e cavoli dei ragazzi e dei genitori adattarsi …

    Saludos a ClaudioTN che da quando ĆØ diventato consigliere regionale…ci ha un po’ abbandonati… e in questo periodo non hai nemmeno la scusante dello sci….
    Dimenticavo…. Grandissimo Monet… le percentuali genitore\figlio\maestro sono la realtĆ  del 99% fino ai 12 anni…. Saluti a Fabio da mie figlie (… sono sue fans..extratennis…)

  • 211.

    con la percentuale 99% per giustizia dovrebberero dare la classifica ai genitori e non ai figli

  • 212.

    Diego
    a prescindere dal fatto che resta sempre il punto su cui abbiamo tanto discusso di chi, come e quando stabilisce chi vale e chi no, perchĆØ i professionisti devono essere scelti per i risultati ed a parte cinque coach in Italia mi pare che nessuno possa permettersi di dire cosa vale e cosa no ed anche su questi, a ben vedere seguendo i discorsi di alcuni, si potrebbe serenamente dubitarne non avendo mai espresso un giocatore nei primi 10..
    Però stranamente il discorso dei risultati vale per i ragazzi ma non per chi allena e non ne sto facendo una questione personale dico solo che l’autorevolezza e la competenza del selezionatore incide sulla bontĆ  della selezione ed in più ĆØ pieno il mondo di gente scartata da uno e presa da altri.
    “Il percorso giusto (allenamento giusto ,riposo giusto,tornei giusti) riguarda solo chi ha qualita’ superiori alla media ,e sono veramente pochi.Gli altri possono fare quello che vogliono perche’ non gli cambia niente” ma dal momento che si parlava di limitare l’attivitĆ  e prevenire gli infortuni mi pareva che la cosa interessasse tutti i ragazzini under o i III ed i II li possiamo azzoppare?
    A tal fine rilevavo che cambiare la formula di alcuni tornei, criticata ed osteggiata da numerosi G.A. proprio per i motivi che ho detto perchĆØ io che alla riunione ero presente, li ha moltiplicati a dismisura, sviliti e resi inttendibili ed in più non limitano ma semmai moltiplicano l’attivitĆ  under.
    Mi pare che tutti i genitori, come Atti o Prince, che hanno avuto l’onere di frequentarli siano assolutamente d’accordo i tabelloni a sezione intermedie sono una schifezza, sarĆ  un caso che i campionati partono in linea, oppure potremmo mettere Federer e Nadal in semi, tanto sono il n.1 e 2, dal 3 al al 6 nei!/4 e via dicendo eppure tra loro e l’ultimo del ranking in tabellone ci passa altro che una categoria.

  • 213.

    Atti vorrei sapere cosa intendi che la federazione ha investito a 360 gradi sulla Zerulo, Certamente se ĆØ la migliore credo che sia giusto che venga seguita da vicino e non lasciata in balia delle onde, naturalmente questa deve essere la prima funzione di una federazione secondo me, non il dare 400,000 euro a chi giĆ  di suo ha guadagnato bene.

  • 214.

    Ringrazio Atti per il racconto sul Bonacossa, anche se fatto per interposta persona. Al riguardo, credo e spero che il prossimo anno i campionati individuali possano essere organizzati quasi tutti nei Centri Federali, e molti saranno giocati sul veloce. CosƬ non romperemo i maroni ai soci spocchiosi e potremo concentrarci ssu quel che ci interessa: il tennis. E chissenefrega della tradizione centenaria del Conte Bonacossa, se permettete…

    Un pò di cose.

    Sulla querelle sulla programmazione: secondo me non esiste una formula magica. Non esiste la programmazione giusta per tutti, ma esiste la programmazione giusta per te. Mi spiego meglio:

    Tornei ETA e Open hanno pro e contro diversi e vanno sfruttati opportunamente per quello che ti possono dare.

    I tornei ETA hanno vari vantaggi: ti fanno vedere qual ĆØ il livello dei migliori d’Europa e se sei il cocco del circolo e ti trattano come un piccolo fenomeno, hanno il vantaggio di farti scendere dal pero, come dice Stefano. Inoltre, ti fanno capire molte cose sull’approccio al professioniksmo dei piccoli tennisti starnieri, di norma molto più maturi e professionali dei nostri (specie quelli dell’est). Insomma, esempi positivi di approccio al tennis molto più serio e motivato.
    Di contro, c’ĆØ che andare agli ETA costa molti soldi. Chiaro quindi che se si va a giocare in capo al mondo solo per poter dire: ecco, ho i punti TE (ma non ho il livello) forse la scelta ĆØ più del maestro per illudere il padre facoltoso e continuare a farlo investire su un figlio con poche prospettive.

    Gli Open sono più economici, e offrono spesso confronti tecnicamente molto duri. Sono una jungla (mestieranti, pallettari, palle rubate, intimidazione, etc.). Secondo me sono molto formaativi da un certo punto di vista, per allenare la solidità mentale. Però due caveat.

    1. quelli forti vincono coi pallettari imponendo il loro gioco e i loro winners, non pallettando anche loro;

    2. bisogna assolutamente far capire ai ragazzi che il modello di comportamento dei giocatori da Open (per non fare nomi i vari Tarallo e Di Meo…) ĆØ esattamente il contrario di quello che deve fare un raagazzino con ambizioni di professionismo.

    Quindi si deve fare l’una e l’altra esperienza, ma con la consapevolezza di ciò che ciascuna di esse può apportare alla crescita del ragazzo.

    Su una cosa sono d’accordo con Piatti: i ragazzini italiaani fanno troppi tornei e si allenano troppo poco.

    E qui arriviamo all’altro tema, ovvero all’assillo delle classifiche.

    Temo che inevitabilmente, anche inconsapevolmente, tutti si facciano aattrarre in un gorgo senza uscita:

    l’obiettivo unico e fondamentale ĆØ solo ed esclusivamente il miglioramento del livello di gioco. Tutte le scelte devono essere funzionali all’obiettivo.

    La classifica non ĆØ un obiettivo: la classifica ĆØ solo uno strumento di misurazione (per giunta parziale e fallibile) del livello di gioco raggiunto.

    Se ci pensate, gran parte delle distorsioni al funzionamento del sistema di classifica che avete elencato derivano da un comportamento errato dei giocatori e dei loro staff, che guardano alla classifica come ad un obiettivo in se anzichè a ciò che essa dovrebbe essere: ovvero uno strumento di misurazione del livello di gioco. Se tutti pensassero a migliorare il livello anziché a crescere in classifica con qualsiasi mezzo, anche il sistema di classifica sarebbe più veritiero. :)

    Ultima cosa: ci sono delle novità sul progetto Campi Veloci e sul Lemon Bowl. Vi farò sapere appena la cosa sarà ufficiale. :)

    Intanto vi anticipo che il giorno 2 gennaio terremo al Penta 2000 una Conferenza per i genitori, come lo scorso anno.

    Il titolo provvisorio ĆØ:
    “Giovani agonisti: scelte di programmazione e crescita tecnica”.

    Vi farò sapere a breve programma e relatori, fra cui ci sarà anche il sottoscritto. :)

  • 215.

    roberto … devi venirmi a trovare anche il 27 dicembre
    perche’ il mio “arrotino” al 2 gennaio non c’e’ mai arrivato !! ;) )) hehe

    Stefano

  • 216.

    Le 99 sono Ginocchio una spanna sopra tutte,Capogrosso Bilardo,Kuen,Maffei,Turconi,Pigato,manca solo la Gerits perchĆØ ĆØ Belga col passaporto Italiano.Barbara io non ho giudicato nessuno ho solo detto che gli Open sono un buon allenamento mentale per l’adattamento alle situazioni.

  • 217.

    Poi scusatemi ma io penso che il tennis sia una questione mentale,quando i miei figli giocano contro i cosidetti pallettari,il compito non ĆØ di vincere alzando anche loro ma di continuare ad entrare sulla palla ed il fatto che ancora ora ci perdono non lo adduco al non gioco del tennis ma ad una loro difficoltĆ  di gestione del colpo,poi essendo ancora leggeri non hanno la pesantezza del colpo per sfondare.Ma questi esercizi fatti senza lamentarsi li abitueranno a gestire situazioni a non prendere scuse a gurdare solo in positivo il match che stanno affrontando a non prendere le solite scuse, e ne sento a bizzeffe,ma a porsi al centro del problema e cercare di risolverlo,non voglio accusare nessuno ĆØ solo il mio pensiero e la mia strada.

  • 218.

    U12 M (visto che non ne parlate …)

    sono curioso di vedere fin dove arriva Samuele Ramazzotti, gia’ vincitore tra i 99.
    S.

  • 219.

    Se oggi batte Mora (il n°1 dei 98 forse con Zanchi) allora può anche arrivare in fondo, grande ragazzo Samuele Ramazzotti, un esempio per tutti non solo per come gioca a tennis, anche e soprattutto per il comportamento, mai sopra le righe sempre gentile e rispettoso con tutti.

  • 220.

    tempercaso credo che a parte Stefano Grazia i genitori frequentatori attivi di questo blog hanno in maggioranza figlie femmine. Ramazzotti del 99 però di febbraio………senza nulla togliere perchĆØ non ne conosco le qualitĆ  sarĆ  stato uno tra i più grandi nella sua categoria e nel salto dipende chi trova la differerenza sarĆ  anche di pochi mesi.

  • 221.

    bogart
    io non guardo piu’ ormai il mese di nascita,
    mio figlio e’ di febbraio 98 …ma ancora non e’ maturato per niente, … mentre ci sono 98 di dicembre che hanno gia’ brufoli e baffi… ;)
    a quest’eta il mese di nascita ormai conta poco,
    bisogna vedere in che fase dello sviluppo si trovano.

    prince –> perfettamente d’accordo … Ramazzotti l’antidivo per eccellenza, schivo, umile e … concreto.
    io da marchigiano, ovviamente faccio il tifo per lui!

  • 222.

    Non so, di certo non volevo entrare nello specifico, però in generale secondo me almeno fino agli under 14 il mese come altri fattori conta eccome sia in senso negativo che positivo. Tra un gennaio-febbraio 98 e un novembre dicembre 99 ci sono quasi due anni.

  • 223.

    semi

    zerulo pratesi

    pera castelli

  • 224.

    vero vero bogart ! anzi scusa se il mio intervento e’ sembrato scortese.
    non era mia intenzione.
    comunque per quanto vedo in giro per tornei … i migliori ragazzini sono sempre gia’ maturi (sanno quello che vogliono) e molto ben attrezzati fisicamente. ;)
    S.

  • 225.

    No tenpercaso, non ĆØ sembrati scortese hai messo anche le faccine hi hi (io non ci riesco) cmq se hai letto il blog negli anni scorsi io ho ancora una bimba in fasce per cui non sono proprio l’interlocutore giusto per te.

  • 226.

    semi M

    mora calvano

    moroni zanchi

    ;)

  • 227.

    Ho appena finito di montare un imax 27 pollici e sto raggiungendo l’orgasmo semplicemente a leggere spaziotennis sul grande schermo…Perche’ l’ho comprato visto che lo lascero’ qui a Bradenton non potendomelo portare in Africa se non via Cargo? Be’, perche’ a parte il talento artistico (mio, eheheh, di mia moglie e di Nicholas che ci portano a lambiccare con photo & movie, una parte fondamentale del lavoro di Gabri’ qui nella minuscola casetta in Florida sara’ di montare video e poi guardarli assieme alla canaglia, per cui l’imac gigante rimane qui e io torno in safrica con l’ipad …Sto infatti facendo un corso di Final Cut express (ed e’ un po’ un casino, penso che allsa fine possa essere sufficiente imovie) e anche se non sara’ l’avveniristico Dartfish dovrei forse poi essere in grado (ad averne il tempo…) di fare qualche bel nuovo video…Anche se poi e’ davvero una questionev di tempi: si, e’ vero, saro’ da solo ad Abuja per 4cmesi ma quando esci dall’Ufficio corri per arrivare in tempo al campo da tennis o al golf e se non ci riesci ti senti in colpa se non vai a correre per 30-45′…Poi sei troppo stanco e finisci per guardarti un DVD… E infine, nel tempo libero avrei sempre un grande libro o due da scrivere … Comunque prima di andare alla seconda lezione di Final Cut volevo sottolineare che tutto quel che dice Roberto e’ condivisibile e addirittura saggio ma siccome noi possiamo resistere a tutto tranne che alle tentazioni,(fa parte della natura umana) se il sistema ti offre tornei e classifiche l’homo Insipiens ne approffittera’ a dismisura…io posso restare senza panna montata per tre anni di seguito ma se me ne mettete una scodella sotto il naso mi ci tuffo come Scarfacecon la coca nel film con Al Pacino. Stessa cosa con coca (cola) e/o birra (Red Stripe): se non sono nel frigo sto 6 mesi, un anno senza berne: sono arrivato qui e ho visto la birra jamaicana sugli scaffali e ne ho preso un pacco da sei e sono andato avanti a due birrette a sera guardandomi l’USOpen … Per questo a volte ritengo che tutto sommato sia stato un vantaggio per Nicholas crescere in Africa, perche’ in questo modo ha potuto permettersi di sviluppare un suo gioco aggressivo e non mirato al vincere la partitella del Gigetto…Pero’ e’ anche vero che , forse anche per motivi suoi caratteriali e di maturazione, non ha nemmeno sviluppato la necessaria pazienza che porta alla consistenza…e che giocare qualche torneo in piu’ certamente lo avrebbe aiutato a gestire meglio certe situazioni … Diverso il discorso di Barbara che pone l’accento sulla cattiva organizzazione e sulla non utilita’ della frammentazione del tabellone … Certo, io da naif leggendo che Anke atti si e’ iscritta contemporaneamente a due tornei, mi verrebbe da dire: si, ma chi glielo ha ordinato, il Dottore? Alla fine si ritorna al discorso della coca, panna e birra… Siamo tutti drogati di tornei…E’ nella natura del tennista? Io continuo a credere che la SOLUZIONE OTTIMALE sia, alla faccia di Trophy & Roberto, il TORNEO nel WEEK END almeno da Settembre a Giugno. Unica eccezione: tornei internazionali e campionati nazionali e i tornei estivi…
    Ancora ATTI: hai ragione, ci ho pensato anch’io: sicuramente un po’ di merito nella prestazione di Vale lo possiamo attribuire al Prof…Ma il merito maggiore e’ di Vale perche’ appunto il SensoTraining e’ solo uno strumento e quindi tocca a te capire quanto ti possa servire e una volta che l’hai capito impegnarsi al massimo quando lo usi… Quindi il merito e’ ancora una volta anche dei Genitori che ci hanno creduto…
    Intanto Nicky ieri ha fatto il 360 (three sixty), un complesso sistema di testing ideato dalla Under Harmour e pare sia stato il migliore dei Gruppi del Pomeriggio battendo anche un record Img (quello sull’Hexagon). Ora devo confessare che Nicky e’spesso approssimativo e quindi bisognerebbe andare a verificare ma mentre ieri lo stavo cercando esce dalla Palestra uno degli IPI Coach che mi dice: E’ apperna uscito, he did very good today: i had to stay on top of him but he did an excellent job…
    Quindi, chissa’, anch’io quest’estate a luglio ed agosto non ho poi fatto cosi’ malaccio con lui, periodizzando con SensoBuzz, nuovi USTA Training Drills e il mio solito programma di circuit training …
    Poi alle 5.30 ieri abbiamo continuato questo lavoro di qualitya’ con Ches, uno dei ‘former coaches’ dello Strategy Zone: stiamo cercando di ottenere il perfect stroke…no, scherzo, stiamo raffinando lo swing, manco fossimo al golf…In effetti e’ un tipo di training che ho visto molto al golf e molto poco sui campi da tennis…Molto qualitatyivo…Faremo anche oggi e poi martedi’ e mercoledi’ altre tre mezzorette (e nel week endfaremo qualche cosa anche noi): si tratta di taggiungere uno stato di estremma disinvoltura, flessibilita’, scioltezza (in inglese: getting loose) nell’intero swing al punto che quasi dovresti sentire la racchetta scapparti via , raggiungeno un punto d’impatto molto anteriore e continuando poi con un perfetto follow through (o, all’americana: thru)… Anche il backjswing che alla videoanalisi era apparso un po’ troppo alla Soderlingh (retaggio di anni da ‘piccolo’) e’ stato corretto quasi naturalmente ed ora direi che e’ risolto… OVVIAMENTE ogni mese ci vuole un ‘pit stop’ per una controllatina all’olio e alle gomme ma vi racconto queste cose per correggere l’errata impressione che alla Bollettieri facciano solo QUANTITA’…

  • 228.

    @ Roberto Commentucci

    Condivido 100% ciò che hai scritto nel post 214.
    Vi seguo da tempo ma scrivo molto poco, sono papĆ  di una ragazzina del 97 e mi sembra che il quadro molto esauriente fatto dal sig. Commentucci sia pressochĆØ perfetto. Vorrei solo aggiungere un pensiero che riguarda anche altri post circa Zerulo. Senz’altro la ragazzina ĆØ molto interessante io quest’anno l’ho vista giocare 5/6 volte in giro per i vari eta,Belardinelli ecc… e senza ombra di dubbio ha grandi qualitĆ  Ć© quindi logico e giusto che la Fit investa su di lei e ci mancherebbe. E’ altrettanto vero però che a livello fisico Martina ĆØ avanti e di molto rispetto alla stragrande maggioranza delle sue coetanee e questo allo stato attuale ĆØ un dettaglio da non sottovalutare. Secondo me ci sono diverse 98 che oggi a livello di sviluppo fisico non sono alla sua altezza ma ciò nonostante tecnicamente sono molto buone ed ĆØ proprio con queste ragazzine che mamma fit dovrebbe essere un po più lungimirante.

  • 229.

    Progetto Campi Veloci e Lemon Bowl:

    Paolo Verna, storico patron del Lemon Bowl, maestro illuminato e organizzatore capace, ha sposato il Progetto Campi Veloci e il Lemon Bowl, gradualmente, si adegua. Da quest’anno, il tabellone principale del torneo under 14 (sia maschile che femminile) sarĆ  giocato esclusivamente sui campi veloci (scoperti o coperti) dei Circoli Madonnetta, Eschilo 2 e Palocco. Non si giocherĆ  sui campi indoor in erba sintetica del New Penta 2000, a cui si farĆ  ricorso, per gli incontri di tutti gli altri tabellloni, solo ed esclusivamente in caso di pioggia.

    Gli under 14 giocano il tabellone finale sui campi sintetici.

    Per le altre categorie, per ora, si continuerĆ  a giocare sulla terra. Negli anni a venire, gradualmente, a mano a mano che la disponibilitĆ  di campi veloci crescerĆ , anche le altre classi di etĆ  (in primis l’under 12) giocheranno sul veloce le loro gare.

    La cosa è molto opportuna anche in termini di programmazione perché la settimana successiva a Tirrenia si disputa la fase finale della Coppa di Inverno, un master under 15 nato per intensificare le competizioni giovanili sul veloce.

    Quindi gli under 14 più forti potranno opportunamente preparare il master under 15 giocando il Lemon Bowl sulla medesima superficie.

    Ciò dovrebbe anche assicurare al Lemon un buon campo di partecipazione.

  • 230.

    Per un attimo direi che possiamo smettere di parlare di tecnica e tornei.. Il giovanissimo Marin Suica, 15 anni, promessa del tennis croato, ĆØ morto oggi a causa di un incidente d’auto

  • 231.

    Certo che gli incidenti d’auto ormai sono diventati la causa principale di morte tra i giovani, a me ormai prendere l’auto sta diventando molto difficile, ogni giorno dalle mie parti se ne sentono di tutti i colori, comunque mi dispiace moltissimo per questa ennesima vita spezzata, son convinto che lassù il giovane Marin si starĆ  divertendo ancora con la sua racchetta.

  • 232.

    Avete per caso visto su youtube (o su si.com su un articlo di Jon wertheim, mi sembra quello dal titolo Midterm Grades, i due video che riprendono la rissa prima verbale poi fisica fra un ragazzotto bullotto (probabilmente italoamericano da tipico film di Scorsese) e due attempati coniugi? La cosa buffa e tragica e’ che il Bullo viene poi allontanato dalla Security ma: 1) e’ la Signora che gli molla per prima un ceffone in faccia: il bullo non reagisce, fa una smorfia sarcastica e poi continua a discutere agitando le mani alla italoamericana o alla rapper: si capisce che dice: cosa cazzo vuoi da me/ Io non parlo mica durante i punti…no, non puoi dire che parlo fra i punti…ho un sacco di soldi puntati su questo match m,a no, non parlo fra i punti (o qualcosa del genere) 2) il marito tira indietro la moglie come dire: lascia perdere, e’ un punk e POI INVECE parte alla carica lui dando un calcio negli stinchi al bulletto che si era messo a sedere e poi gli tira due cazzotti: il bullo lo avvinghia e volano giu’ nella fila dabbasso…Arrivano altri 4-5 spettatori e cominciano a menare il ragazzotto…poi arriva la Security:si vede il bulletto che spoiega chiaramente che lui fino ad ora le ha solo prese…
    Ora premesso che il Bullo sembrava davvero un teppista di mezza tacca, non certo il look da ragazzino perbene, che aveva una faccia da qul notevole (tipo famiglia Soprano) e che probabilmente il suo linguaggio non era quello da fine aristocratico e neanche i modi erano quelli del giovin signore ma neanche del ragazzino educato tipico americano …detto tutto questo, il mio istinto mi porta a provare una sorta di istintivo, appunto, ribrezzo nei suoi confronti, ma alla fin fine i due vegliardi sono quelli che han menato … Eppure tutti a dare addosso al bulletto… Magari avevan ragione, magari pero’ sarebbe meglio prima di giudicare capire cosa e’ successo …
    Perche’ vi racconto questo? Perche’ anche qui da noi a volte siamo intervenuti giudicando con l’accetta un comportamento visto magari da lontano o addirittura in televisione o letto sul giornale, senza conoscere i dettagli, quel che e’ successo prima, quel che ha scatenato una certa reazione …Anche nei rapporti fra Genitori e Figli e fra Genitori e Coaches, ho spesso letto commenti molto netti, molto secchi, perfino drastici … mentre io ho sempre detto che non si puo’ far di tutt’erba un fascio, giudicare senza conoscere,che non si puo’ generalizzare e che bisognerebbe sempre giudicare caso per caso e anche ricordarsi di essere umili e tolleranti…E lo dice uno che e’ sempre stato giudicato intollerante ed e’ vero, ma solo al momento…Dopo sono sempre stato assalito dai dubbi e ho sempre cercato di vedere le cose da diversi punti di vista … Non dico che ci debbano sempre essere tre verita’ come nella canzone di Berte’,Lavezzi e Leali o come in Rashomon, ma a volte bisogna cercare di capire…
    Poi magari io al ragazzotto il cazzotto gliel’avrei tirato molto prima, non si puo’ mai dire …

  • 233.

    Senza volerlo o meno per me Stefano hai tirato fuori questo video che ĆØ troppo comico e magari non si addice bene a riprendere i commenti..PerchĆØ a me quek video mi ha fatto un gran ridere..non credo neanche il ragazzo fosse sto gran teppista anche se sicuramente arrogante!

  • 234.

    Si, magari non era il momento giusto ma del povero Suica si parla altrove e del resto, diciamocela tutta, purtroppo ogni giorno muore qualcuno e oggi poi e’ anche l’11 settembre e qui in america qualcosa da commemorare con un minuto di silenzio ci sarebbe comunque … Non intendevo certo mancare di rispetto ma life goes on e lo spettacolo deve continuare…Mi sto guardando in streaming (ormai ho un computer che e’ piu’ grande della TV su cui comunque ESPN trasmette solo football e tennis channel si e’ inopinatamente bloccato…e me lo verranno a riparare martedi’…) Djoko e Roger

    Un teppistello bulletto,dai…Certo capo della mafia non ce lo vedo visto che si e’ preso sganassoni e calci da Nonna Abelarda e Marito…Sara’ preso per il culo da tutto il quartiere, la fidanzata lo lascera’ per la vergogna, i genitori se ne staranno chiusi in casa per un mesetto…Da un lato poi devo dire che due sganassoni cosi’ a vederlo in video glieli avrei tirati anch’io ma poi pensavo: si, ma questo si e’ preso due gran schiaffoni e in fondo non ha reagito (se son volati giu’ e’ per colpa di Nonno Abelardo…) e quindi chissa’ …

  • 235.

    Ecco che rileggendo suona malissimo, lo spettacolo deve continuare ma ccosa, ma quale… se penso ai genitori, agli amici, alle persone vicine a quel povero ragazzo … ma mia moglie adesso mi dice che un altro ragazzo di 18 anni e’ morto in pratica sul campo di tennis…era socio del circolo di San Matteo della Decima dove Nicholas ha giocato l’unico torneo italiano di quest’anno … e qui alla Bollettieri c’e’ un torneo, l’Angela Opera, che e’ alla memoria di una ragazzina morta in un incidente in auto mentre andava ad un torneo con un coach della Bollettieri (che io conoscevo perche’ aveva lavorato all’Adult Program e che ha un gemello che ci lavora ancora) … tragedie terribili …mi scuso comunque se sono sembrato poco sensibile …non intendevo…

  • 236.

    Sei sembrato davvero poco sensibile!! mi avevi sconcertato e non mi nascondo per scrivertelo dietro altro nick! hai fatto bene a correggerti, cmq sarebbe opportuno passato il fine settimana ricominciare da un altro articolo. Notte

  • 237.

    Non condivido il pensiero di bogart..Il ragazzo di San Matteo della Decima si chiamava Mattia Govoni. E’ morto domenica passata dopo un incontro dei play-off di serie D mentre anche io, da un’altra parte, stavo giocando. Non lo conoscevo di persona n’ĆØ l’ho mai visto ma lo conoscevo di nome perchĆØ aveva vinto un paio di quarta categoria nel ferrarese. La notizia della sua morte mi ha veramente lasciato di stucco.. la vita però va avanti perfortuna o purtroppo..vado a letto notte

  • 238.

    Quel che volevo dire e’ che ogni giorno muoiono tennisti, ciclisti, iracheni israeliani palestinesi in un supermercato che esplode, cambogiani, vietnamiti, vittime di katrina tsunami terremoti, minatori intrappolati, contadini, pensionati, una madre in coma perche’ non e’ arrivata una ambulanza, un ragazzino che muore per una pallottola vagante in una sparatoria fra gang, un tifoso allo stadio centrato da un razzo, un surfista mangiato da uno squalo, ragazzini veneti che ubriachi si schiantano il sabato notte all’uscita della discoteca, dell’enoteca, della malga, uno sciatore centrato da un altro, un ragazzino che si e’ spataccato contro un albero scendendo in discesa libera, un golfista centrato da un fulmine e la moglie del mio veterinario che doveva morire di diabete e’ stata invece stroncata da una leucemia, la moglie di un mio amico con un ictus a 41 anni e un mio carissimo amico che sta lottando con il cancro e solo il 10 giugno scorso non sapeva di averlo e faceva jogging tutti i giorni …in africa ogni 30 secondi muore un bambino per la malaria … Ma e’ vero che siamo un Tennis Blog e quindi puo’ essere giusto chiudere con un giorno di silenzio in ricordo di Suica e di Govoni e di tutte le morti piu’ o meno assurde di ragazzini che amavano lo sport.Un piccolo gesto, forse un po’ retorico, certamente inutile ma commosso.
    Ale, se mi leggi, fai Commenti Off.

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