di Stefano Grazia
“Pain is your friend, your ally, it will tell you when you are seriously injured,
it will keep you awake and angry, and remind you to finish the job and get
the hell home. But you know the best thing about pain?â€
“Don’t know!“
“It lets you know you’re not dead yet!â€
(Scambio fra Viggo Mortensen, l’Istruttore Capo, e
Demi Moore in G.I.Jane,di Ridley Scott)
Quando ho saputo che mi sarei dovuto trasferire ad Abuja, da un lato ho provato il sollievo che si prova quando sai che per altri 3-4, magari 5 anni hai ancora un lavoro, dall’altro c’era ovviamente tutto il rimpianto per un mondo che stavo per abbandonare e che, per quanto deteriorato e non piu’ quello di una volta (ma anche li’: era Lagos ad essere cambiata o eravamo piuttosto noi a non avere piu’ 30-40 anni?) aveva fatto parte di me piu’ di quanto, negli ultimi 20 anni, lo avesse fatto Bologna o la Jamaica, di cui mi ero pure innamorato, e ovviamente a maggior ragione, a meta’ anni ottanta. In fondo era piu’ comprensibile e accettabile innamorarsi di un’isola caraibica che di una caotica megalopoli africana considerata spesso dai piu’ ottimisti il buco di culo del mondo, ma tant’e’, al cuore non si comanda e poi, come ho piu’ volte spiegato, erano gli ultimi bagliori di un crepuscolo di un certo tipo di vita, non tanto quella coloniale ma wquella ancora romantica dell’espatriato per forza, per lavoro o per amore (Noi preferiamo definirci Gentiluomini di Fortuna, rispondeva Corto Maltese all’Ufficiale Inglese trovato morente presso la Laguna dei Bei Sogni). Da Lagos ero già stato trasferito un paio di volte finendo prima in Congo e poi in Libia, e l’ultima volta in Angola. In entrambe le occasioni la mia fedelta’ a Lagos e al mondo che mi lasciavo dietro mi aveva impedito di apprezzare come meritavano sia Pointe Noire che Luanda: questa volta sono partito con animo, mente e cuore piu’ liberi, deciso a non volgermi troppo spesso e malinconico indietro. Sapevo che in fondo, a parte le corse sulla lunga spiaggia di Lighthouse costellata di relitti che quasi neanche la Skeleton Coast, questa volta l’unica cosa che mi sarebbe davvero mancata sarebbe stata l’Ikoyi Club, il Circolo a dieci minuti da casa nel bel mezzo di Ikoyi, con 9 campi da tennis, 18 buche da golf, tre piscine, ristoranti, squash, badmington, etc etc…un circolo dove, tra l’altro, in virtu’ di una partecipazione governativa, tutto (cibo, acqua minerale, coca cola…) costa meno che fuori. E dove ovviamente una volta che sei iscritto, non paghi i campi. Strano, ma vero.
Durante le precedenti missioni di una settimana-dieci giorni e in previsione dell’arrivo di mio figlio d’estate, mi ero quindi premurato di cercare qualcosa di analogo ad Abuja anche se sapevo gia’, dalle conversazioni avute con vari Coaches e Tennisti di Lagos, che ad Abuja non c’erano Circoli, che il Tennis lo si giocava piuttosto nei campi dei grandi Alberghi. Citta’ nuova, sorta dal nulla una ventina d’anni fa e costruita, unica citta’ in tutta l’Africa, con un piano regolatore e su un progetto di un famoso architetto giapponese, Abuja, eletta a capitale federale un po’ come Canberra in Australia e Brazila in Brasile, si svuotava nel week end e ancora fino a pochissimi anni fa era una citta’ popolata solo da funzionari e politici. La proprietaria della Dolce Vita, un ristorante pizzeria italiano, e’ nata e vissuta per 35 anni a Lagos dove l’ho conosciuta quando aveva poco piu’ di vent’anni e gia’ due figli. Tre figli e un paio d’amori sfortunati dopo si era spostata ad Abuja al seguito di un irlandese e aveva aperto, sfruttando l’esperienza di Lagos dove con la sorella aveva aperto un bar molto trendy, prima un Pub sulla terrazza del British Council e poi appunto la Pizzeria. Be’, ero andata a trovarla una sera e mentre mi offriva una pizza sulla terrazza del suo ristorante nella strada sottostante era un continuo passare di auto quasi fossimo sui viali di Bologna e lei mi diceva appunto che solo due-tre anni prima le strade erano deserte e il traffico inesistente. Siccome la stessa cosa era capitata anche a Luanda (ma li’ per via della guerra…), mi dicevo sconsolato che si vede che io arrivo sempre dopo la puzza …

(Nicholas e Coach Tim Rotimi)
Ad ogni modo, e ritornando al dunque: le mie ricerche erano state comunque fruttifere grazie a un paio di contatti che avevo conservato. Il primo era Coach Tim, cioe’ Rotimi Akinloye da me piu’ volte citato: era stato uno dei miei Coaches a Lagos dove lui frequentava il Lagos Lawn Tennis e poi all’American Schiool dove era stato l’Head Coach. Quando eravamo tornati a Lagos per sei mesi aveva lavorato un paio di volte a settimana anche con Nicholas prima di trasferirsi ad Abuja a fare il Coach privato in un resort che ospita i dipendenti di una grossa Compagnia di Costruzioni. Nel contempo continuava a lavorare per la Federazione come uno degli Allenatori della Squadra Nigeriana di Coppa Davis e soprattutto come Coach Itf. Infatti ora e’ appena tornato da un mese e mezzo in Italia per uno stage Itf alla Vavassori con 6 junior africani (ma nessuno dalla Nigeria). Tim dunque e’ stato il primo a cui ho dato un colpo di telefono e sono andato a trovarlo dove lavora, all’Abuja Country Club che al di la’del nome presuntuoso e’ uno scalcinato circolo con quattro campi in un’area un po’ decentrata e piu simile a un cortile da pollaio che a un circolo come l’intendiamo noi. Sarebbe stato certo il preferito da Archipedro e anch’io non avrei avuto nessuna remora se non fosse che logisticamente non era vantaggioso e poi, soprattutto, perche’ lo stesso giorno avevo scoperto il National Stadium che sotto le ruspe si avviava ad un poderoso restyling. A Lagos nessuno me ne aveva parlato in toni entusiasti ma, avrei scoperto di li’ a poco, anche ad Abuja nessuno era a conoscenza della sua esistenza: non gli Espatriati ma nemmeno i Locali. Tutti troppo pigri solo per pensare di mettersi in strada per raggiungere lo Stadio ma anche per immaginare che all’interno della cittadella sportiva (campi da calcio, da hockey, da basket etc) vi fosse un simile tesoro per un Tennista. Confesso che la prima volta che ho visto tutto quel ben di dio ho pensato a come si era sentito Mose’ quando, sulle ultime alture che delimitavano la fine del deserto, si era trovato di fronte alla Terra Promessa. Presa confidenza con le strade e trovato il modo di aggirare i check points che sono vere e proprie trappole per l’Espatriato al volante, il National Stadium rimane a 15-20’ da casa (e solo a 5-10’ dall’Ufficio …) e rimane quindi, soprattutto nel week end, la soluzione ideale.
In realta’ la situazione e’ ancora molto fluida e i 20 campi gia’ mostrano segni di scarsa manutenzione con un paio di reti di recinzione crollate e con diversi contrasti su come gestire il patrimonio campi con un gruppo che vorrebbe creare un Circolo ed altri che insorgono dicendo che i campi sono della Federazione e che nessuno deve pagare nulla. Alla fine insomma i soldi li vengono a chiedere solo a me e a pochi altri ma la somma e’ talmente risibile (100$ all’anno piu’ 5$ al mese) che non c’e’ certo da mettersi li’ a discutere. L’unico vero svantaggio, a parte la mancanza di un bar, e’ che solo un paio di campi sono illuminati e allora per chi lavora non puo’ essere l’unica opzione. Ma per Nicholas e’ perfetto e, in chiave futura, e’ anche a un tiro di schioppo dall’American School.
Una volta scoperti i Campi del National Stadium, tutto il resto veniva di conseguenza.
Mi sono dunque organizzato, qui ad Abuja, nel modo seguente: la Compagnia ti offre l’iscrizione a un Circolo e io ho scelto l’IBB Golf che e’ ovviamente il piu’ caro: a differenza dell’Ikoyi Club non e’ un Club Omnicomprensivo, e’ solo un bellissimo Circolo di Golf da fare invidia all’Europa (a differenza di quello di Lagos molto piu’ scalcinato) e ha comunque due campi da tennis con superficie di quel materiale plasticato a nido di api…C’e’ un Resident Coach che e’ stato Top 5 in Nigeria nei tempi immediatamente successivi a quelli di Tim
Poi mi sono iscritto all’Hilton pagando di tasca mia: all’Hilton sono dei ladri e una bottiglia di Lucozade per esempio costa 500 Naira quando al supermercato – o all’ikoyi Club – costava 200 e anche l’acqua costa 400 Naira, 2 euro… Uno stick di Suya, la carne o il pollo trattato alla Nigeriana…in pratica una sorta di McDonald, inteso come fast food, Nigeriano … all’ikoyi Club uno spiedino costa 80 Naira…ce ne facevamo una decina a testa…Qui costa 1500 a sspiedino…Mangiare un filetto (buonissimo ma in porzioni minimaliste) e bere solo acqua ti costa 50$ a cranio: vai in tre, spendi 18.000 Naira e poi torni a casa e se non sei a dieta ti prepari la cena perche’ la fame certo non l’hai placata … Insomma, sono dei ladri, ma hanno una bellissima piscina, una buona palestra e tre campi in cemento. E il tutto a 12’ di jogging lento da casa, 20’ di camminata, 5’ di auto (in pratica un unico vialone) …
Ma la Training Home di Nicholas rimane il National Stadium e infatti il primo giorno che vi ha messo piede ne ha subito ricavato una ottima impressione. A parte che e’ tutto gratis, durante la settimana i campi sono praticamente deserti o al massimo frequentati da qualche tennista nigeriano che si allena. In piu’ Coach Tim e’ coinvolto in un qualche modo come Consulente in futuri programmi della Federazione Nigeriana e per quanto sia molto scettico e disilluso nei confronti della propria Federazione (ogni mondo e’ paese) si muove anche allo Stadio come uno dei padroni di casa, sicuramente il Coach piu’ importante della Zona e quindi avere a che fare con lui conferisce anche una sorta di protezione (nel senso che per esempio non veniamo assillati da code di questuanti ognuno con la propria ricetta per correggere il tennis di Nicholas … Anche se ,devo dire, dopo averci visti all’opera, sul campo e col Senso Training del Prof Buzzelli, credo che alcuni degli atleti pagherebbero di tasca propria per poter essere allenati da noi piuttosto che dai propri Coaches … O perlomeno si interrogano su dove sarebbero potuti arrivare loro, con la loro fame agonistica e determinazione, avessero avuto le stesse possibilita’ di Nicholas … Ogni tanto, in effetti, vengo assalito dai sensi di colpa.
Dicevo della vicinanza con l’American School: si decidesse di riportare Nikko all’ovile in effetti potrebbe continuare ad allenarsi qui e fare tornei a Novembre/Dicembre (Eddie herr-Orange Bowl-Lemon Bowl), a Pasqua e d’Estate… Sto gia’ mettendo le mani avanti, eh? Puo’ essere e comunque alla fin fine in questi due mesi estivi mentre tutti i migliori suoi coetanei sono in giro per l’Italia o per l’Europa a disputarsi i punti ETA o a sfidarsi per un posto al sole inteso come risultato che dia visibilita’ e quindi sponsor, La Canaglia di Lagos si e’ ritrovata ad Abuja per tutta una serie di motivi che sarebbe troppo lungo spiegarvi in dettaglio ma che alla fine si traducono nel famoso filosofico postulato: O Cosi’ o Pomi’. Io ero appena stato trasferito, Nicholas era uscito dall’anno di Bollettieri con le ossa rotte e col morale a pezzi da una serie di batoste sportive, psicologiche, morali e disciplinari, mia moglie era invece semplicemente distrutta e poco propensa a mettersi un’altra volta in giro ad inseguire improbabili qualificazioni in un Tabellone Eta. C’era anche da dire che per ottimizzare vacanze e tempo tutti insieme, l’ideale e’ che durante le vacanze scolastiche (estive, natalizie, pasquali) Moglie e Figlio mi raggiungano in Africa mentre io dovrei utilizzare le mie ferie e i miei tre viaggi aerei per raggiungerli negli States. Le cose non sono mai cosi’ semplici e ci sono spesso complicazioni inaspettate e quest’anno c’era un visto, quello di moglie e figlio, che scadeva il 7 luglio. Onde evitare complicazioni conveniva rientrare iu Africa prima di quella data.
Del resto visto che i risultati erano stati quelli che erano e i test psicologici, attitudinali, medici, auxologici, antropometrici e atletici avevano delineato un quadro non certo entusiasmante, non era nemmeno il caso di farla troppo lunga: bisognava anzi fare buon viso a cattiva sorte o meglio rendersi conto che noi e solo noi siamo responsabili del nostro destino, chi e’ causa del suo mal pianga se stesso, chi semina vento raccoglie tempesta ma soprattutto che solo chi cade puo’ risorgere.
Vorrei potervi raccontare che alla fine fra squilli di trombe e un raggio di luce le acque del Mar Ross si sono divise e in mezzo vi camminava La Canaglia, redenta e purificata … In realta’ mentre scrivo siamo ancora agli inizi di agosto (il pezzo verra’ pubblicato presumibilmente a fine mese quando noi saremo gia’ in Florida) e pur fra qualche indubbio miglioramento il risultato finale sperato (ben al di sotto dal Lieto fine vagheggiato poc’anzi) e’ ancora tutto da costruire. Stiamo parlando piu’ che di gioco o fondo atletico, di Comportamento e Capacita’ di Organizzarsi. Se vogliamo anche di Motivazioni e Fire Inside. Il Traguardo Finale o Punto di Non Ritorno e’ stato fissato, e nemmeno da noi, a Dicembre. A quel punto verranno tirate le somme: noi intanto abbiamo gia’ pagato l’Application Fee per la Scuola di Abuja. Ma quest’articolo era nato come un resoconto generale sul Training in Abuja e anche in particolare sul Training Out in The Back Yard. Vediamo dunque, se vi interessa, come se fossero tornati i vecchi tempi dell’Aneddotica, cosa abbiamo fatto IN SOLDONI e sfruttando il Territorio.
Secondo Roi dovevamo lavorare soprattutto sul Fondo atletico. O meglio dovevamo continuare a fare le stesse cose ma aumentare il lavoro aerobico. In realta’ era esattamente quello che avremmo fatto (e che abbiamo fatto l’anno scorso, ricordate?, ad Agosto) con una Periodizzazione in cui l’obiettivo era di arrivare alla prima settimana di Settembre nelle migliori condizioni atletiche MA ANCHE DI GIOCO possibili visto che per tutto settembre ci saranno sfide incrociate per selezionare i Gruppi. Il Prof Buzzelli mi aveva preparato un Programma di 6 settimane che io pero’ sono stato costretto a seguire a somme traccie (e non me ne voglia il Prof) soprattutto perche’ in Africa entrano in campo tante variabili che ti inducono spesso ad improvvisare. Rainy Season (Stagione delle Pioggie) e’ una. L’altra e’ la mancanza di strutture coperte. Un’altra ancora l’impossibilita’ di poter andare in palestra con un Under 18, non so in Italia ma qui, nelle palestre private e degli hotel, non ti lasciano. Poi: l’Inaffidabilita’ dei Coaches Palleggiatori, l’imprevedibilita’ del tempo. E soprattutto c’era anche questo piccolo dettaglio, il fatto che io comunque sono qui per lavorare e i rapporti complicati (ed esacerbati da un anno difficile) fra Madre e Figlio sul Campo da Tennis hanno aggravato le difficolta’. Insomma una Routine con Orari Costanti era impossibile da tenere anche perche’ il mio lavoro impone la coltivazione di relazioni sociali (visite domiciliari ma anche cene, cocktails, parties …e partite di doppio tristonazze con altri colleghi!).
Ad ogni modo Nicholas dunque di solito si sveglia e va a correre coi cani per 30’ (circuito cittadino fra le vie esterne al nostro compound e denominato L’Otto di Limpopo Street), poi va a giocare 2-3 ore al mattino al National Stadium e infine gioca altre 1- 2h al pomeriggio (di solito fa un match) all’Hilton, al National Stadium o all’IBB … Seduta di Atletica a seguire in cortile…Il SensoBuzz lo facciamo 4-5 volte a sett per 30-60’ nel cortile di casa, da solo o all’interno di una seduta di 1h30-2h… A volte la schedule salta per via della pioggia: se spioviggina in un posto potrebbe non farlo in un altro ma se cambi training site, di solito cambi anche il Coach, l’unica eccezione e’ Moses… gli altri Coaches non si muovono.

(Nicholas e Coach Moses)
Se piove dovunque di solito salta una seduta di tennis sostituita da seduta di atletica…Sabato pomeriggio gioca a calcio…Sabato e domenica mattina fa anche, e questa volta sui campi del National Stadium, test atletici e patterns con me al cesto e un ragazzino come hitting partner…Durante la settimana ha 3-4 differenti coaches o hitting partners o ragazzini con cui palleggiare, fare drills, fare partita… Qualche volta la sera dalle 7 alle 9 ci scappa un doppio all’Hilton (io e lui contro un Coach e Gabri’ o un Collega della Compagnia)…Il Lunedi’ sera invece Nicky si fa un’ora di yoga all’Hilton…
Ovviamente devo parare le accuse di chi mi dira’: si, ma se non c’e’ un obiettivo e comunque ‘un programma che abbia un capo e una coda’ l’allenamento servira’ a ben poco…
Parole sacrosante e che sottoscrivo. Purtroppo noi si fa quel che si puo’, date le circostanze e le contingenze. Be’, come ho detto il programma era di far arrivare Nicholas ben allenato a settembre e per ben allenato intendo con un fondo aerobico migliore e poi magari anche piu’ veloce ed esplosivo. Vedremo coi tests a fine agosto se ci siamo tiusciti: gia’ adesso ha dei tempi o scores migliori su tests eseguiti 2 settimane fa (sui 10 metri, sulle 20 yards, nei Pat Etcheberry Tests etc). Ma come ho piu’ volte sottolineato sembra esserci una discrepanza su muoversi nelle sessioni atletiche (anche quelle specifiche per il tennis) e poi applicare il quanto nel corso di una partita, fra come sa muoversi quando vuole e il tran tran che invece adotta il piu’ delle volte, non una vera e propria abulia da bradipo ma insomma, un qualcosa che evidentemente non ti lascia sperare granche’.Dal punto di vista tecnico l’unica cosa che ci interessa e’ la Consistency anche se abbiamo richiesto allenamento specifico nel Servizio, Risposta e Gioco al Volo. In specifico:
Nelle prime due settimane in cui si e’ allenato al mattino con Moses, un buon coach palleggiatore, il programma programma e’ stato semplice: un’ora di palleggio (In pratica al Lunedi’ il Focus verteva per esempio sul dritto, Martedi’ sul Rovescio, Mercoledi’ Volley & Smashes, Giovedi’ Servizio, Venerdi’ Return of Service) e poi Match, Best Of 3.
Da quando e’ tornato Rotimi ‘Tim’ Akinloye, abbiamo fissato tre allenamenti mattutini di due ore: questi tre allenamenti sono piu’ tecnici, con drills al cesto e palle vive, curando soprattutto consistency e patterns di gioco.
Quando non si allena con Tim abbiamo alcune diverse opzioni:
1)con Moses di solito fa un paio d’ore : mezzora di Consistency e poi partita;
2)con Kevin Conia, coach all’IBB, fa partita: finora ha sembre beccato di brutto e malamente, un po’ perche’ l’altro gioca per fargli male (e va benissimo) un po’ perche’ la superficie e’ inusuale (plastica a nido d’ape) e non e’ quella su cui si allena;
3)con Davou e Jude, i due Coaches all’Hilton, fa partita ed e’ partita quasi ad armi pari
4)con Kabirou, un ragazzotto dall’eta’ doppia, quella effettiva di 19 anni e quella dichiarata ‘da torneo’ sui 14, fa partita o lo usiamo come sparring nel week end per i Patterns. Proprio Kabirou al termine del primo allenamento con noi si era profuso in mille ringraziamenti arrivando a sottolineare che le cose che facevamo noi lui non le aveva mai fatte e forse nemmeno immaginate e che si rendeva conto che se fosse stato allenato cosi’ anche lui sicuramente ora sarebbe un giocatore migliore. Vabbe’, un po’ ruffiano forse, ma in effetti qualche giorno dopo, facendogli fare anche a lui un po’ di Buzzelli o semplicemente gli esercizi sull’agility ladder, si poteva riscontrare come, a dispetto di un atleticita’ da ‘nero’, coordinazione e agilita’ e quindi anche rapidita’ nel breve erano diusastrosi e quindi i margini di miglioramento sensazionali. Questo non per sottolineare i nostri meriti ma semmai per evidenziare lo stato disastrato del tennis nei paesi del Centro Africa dove il materiale umano ci sarebbe anche ma solo pochissimi Coach (e Tim e’ uno di questi) sanno cosa fare ma non sono messi nelle conmdiuzioni di farlo. Ovviamente i migliori atleti vengono dirottati verso sport meno cari, tipo il calcio e l’atletica, con maggiori tradizioni e possibilita’ di emigrare all’estero verso un College. Nel Tennis tutto e’ legato all’improvvisazione e alla ricerca di uno Sponsor, cioe’ di un Mecenate o di un Benefattore che si faccia carico delle spese per mandarti all’estero o in giro per tornei. Leggevo l’altro giorno dell’arresto di una ex promessa arrestata a 30 anni all’Asereoporto di Lagos mentre cercava di imbarcarsi per andare a giocatre un fantomatico torneo ma anche con una borsa piena di droga. Pieno di vergogna l’ex promessa dichiarava poi che tutto era cominciato nel 2005 quando era morto il suo Sponsor e quindi, trovandosi senza soldi, aveva accettato di fare da corriere della droga per potersi pagare i viaggi per i tornei. Scusa banale e di comodo finche’ si vuole ma questo e’ un destino qui comune a molti sportivi nigeriani la cui mediocrita’ aurea o semplicemente la mancanza di una vera opportunita’ non ha permesso il salto di qualita’. Certo, alcuni si perdono per mancanza di un background culturale che permetta loro di soprasvvivere alle tentazioni, alla lontananza da casa, all’assillo dei brothers and sisters che richiedono una fetta di torta anche quando la torta e’ in realta’ una caramella … E’ un peccato, certo, perche’ sia qui che in Angola, si possono vedere ragazzini che fino ai 10-12 anni potrebbero competere coi migliori in Europa o in America… Ovviamente in Nigeria ci sono anche molte famiglie ricche ma di solito i figli sono grassi, viziati o poco interessati allo sport… Qualcuno pero’ viene inviato,magari anche solo per sfuggire ad un ambiente piu’ ristretto o pericoloso, a studiare all’estero e magari anche ad allenarsi in qualche Academy in America, magari solo per inseguire l’Obiettivo del College …Ce ne sono un paio anche all’Img in Bradenton, uno al Tennis e uno alla Soccer Academy… Nicholas era all’Hilton ad allenarsi e si sente chiamare…era uno dei due, il calciatore… Come e’ piccolo il mondo!
Torniamo pure ai nostri allenamenti: esaurita la parte tennistica, resta da esaminare la parte riguardante l’Atletica. Il SensoBuzz dunque lo facevamo soprattutto alla sera o quando la pioggia ci obbligava ad improvvisare. Normalmente quando rientro dall’Ufficio oppure talvolta anche col buio, dalle 7 alle 9, Nelle prime tre settimane abbiamo forse privilegiato un po’ di piu’ l’aspetto aerobico e la resistenza mentre adesso, a tre settimane dalla partenza per gli States, stiamo concentrandoci maggiormente sulla velocita’ e la rapidita’. Lo stesso SensoBuzz permette, a seconda di come viene impostato, di allenare sia la Resistenza che la Velocita’: Al momento in cui scrivo stiamo usando intervalli di tempo fra uno stimolo e l’altro molto bassi.
Facciamo un esempio, per capirci. All’inizio abbiamo privilegiato esercizi con tempi sui 3-4 secondi di intervallo e molte ripetizioni, magari con un elasticone intorno alla vita che ti facesse da resistenza (tre serie con 30 toccate l’una e recupero di 2’fra le serie) oppure la Butterfly con 4 coni su cui viene posto un ‘bicchierino’ di diverso colore: il giocatore parte dalo centro e ad ogni segnalazione (acustica o luminosa) corre verso il cono corrispondente, vi gira attorno, torna al centro ,effettua un split steps ed e’ gia’ pronto per ripartire. Venti giri, dieci ripetizioni, recupero di 2’ 30’’. Un altro esercizio, di carattere piu’ esplosivo, e’ quello che si vede nella foto con i due ostacoli: ad ogni lato dell’ostacolo viene posizionato un bicchierino di diverso coilore. Con il termine bicchierino intendo uno dei sei sottobicchieri di plastica, tutti di colore diverso, che accompagnano il Senso Touch. Per convenzione si stabilisce poi che al suono acustico acuto corrisponde il nero, a quello grave l’arancione, a quello medio quel che volete voi…I colori sono invece 4: giallo, verde, rosso, blu. I tempi fra un impulso e l’altro vanno da 0.5 a 5 secondi. In questo esercizio con gli ostacoli l’Atleta parte dal centro e ad ogni segnale salta l’ostacoilo rientrando dal lato del bicchierino corrispondente al segnale acustico e/o luminoso. 16 salti con recupero sui 2 minuti. Altri esercizi riguardano piu’ la rapidita’ con 4-5 bicchierini disposti di fronte in semicerchio a un metro di distanza dal giocatore e 10-12 toccate da ripetere per 8-10 volte con intervalli di 45 secondi. O stesso esercizio con distanze maggiori e intervallo di tempo sui due secondi e mezzo –tre ma con simulazione del colpo: dritto, rovescio, volley… Gli esercizi suggeriti dal Prof Buzzelli sono una quindicina ma il limite e’ la vostra fantasia. Alla fine se ne riescono a fare 3-4 in un’ora, a volte noi ne facciamo solo 2-3 in 45’, all’interno di una seduta piu’ lunga che ha contemplato anche Dynamic Stretching all’inizio, balzi pliometrici, piccoli circuit training, ripetute sui 20’’, scatti piu’ brevi, addominali, esercizi con la palla medica …Alla fine della fiera pero’, direte voi, tutto questo e’ servito? E’ Nicholas un giocatore migliore e/o si muove meglio di quando era arrivato? Non ne ho la minima idea perche’ lui e’ uno di quelli che potrebbe giocare da dio o da idraulico (I played like a plumber!, disse una volta Agassi dopo una sconfitta) ma anche a volte nella stessa partita puo’ muoversi come una farfalla e pungere come un’ape per 5-10’ e poi far vomitare i poveri, prima e dopo … E poi magari, lo stesso giorno, preso dal senso di colpa, andarsi a fare un’ora di atletica e battere tutti i suoi records a dimostrazione che piu’ che un problema fisico e’ un problema intrinseco mentale. Al momento in cui scrivo peraltro inoltre mi sono,ancora una volta, licenziato da Coach e sto adottando, per l’ennesima volta, la Tattica dell’ ‘Arrangiati! Quando mi dimostrerai che mi meriti di nuovo, mo’ torno…’ Perche’ oggi, domenica, siamo arrivati sul campo con mille promesse e dopomezzora non avevamo ancora cliccato…A questo punto dico: ok, no problem, andiamo a casa… E lui: no, io non vengo, voglio allenarmi… Solo che poi non si allena…Insomma, la solita rumba. Fortuna che arriva Tim e quindi si allena con lui per due ore mentre io e mia moglie ci giochiamo un paio di serts. Dopo lui vorrebbe allernarsi ancora ma noi giustamente ci rifiutiamo. E lui comincia la litania dei Per favore. Niente, siamo irremovibili. Solo che mica lo possiamo lasciare li’ da solo. E nemmeno corrergli dietro. Insomma per farlo entrare in auto devo promettere a uno dei ragazzotti Nigeriani con cui stava parlando 2000Naira per tenerlo fermo e permetterci di catturarlo. Vabbe’, poi non le ha volute. Insomma, arriviamo finalmente a casa e io e mia moglie andiamo a giocare un doppio. Al nostro ritorno Nicholas vuole allenarsi ma io insisto sul fatto che con me si allenera’ di nuovo solo quando mi dimostrera’ di esserselo davvero meritato. Allora si allena da solo un’ora e un quarto con ostacoli ,coni, e poi Buzzelli. Mentre sto scrivendo,e sono quasi le nove e mezzo di sera, lo sento ancora tirare la palla medica contro il muro, di dritto e di rovescio…
238 Commenti to “Colpo di Grazia 6 – Abuja Training”
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prince says:
Rispondo, qui a Barbara. Si ho presente il master fatto lo scorso anno a Biella, era quello dei tre tornei biellesi, bellissima iniziativa, come dici, organizzato benissimo e oltre a premiare i ragazzi vincitori con coppe veramente degne di nota (la più grossa mai ricevuta) ..aveva il pregio di non costare nulla, qui adesso fanno anche pagare l’iscrizione ai master….Cmq per quello che mi riguarda negli ultimi raduni organizzati negli anni 2008, 2009, 2010 i convocati erano sempre i primi otto del ranking regionale piemontese, anzi ad essere precisi nel 2008 i primi 8, nel 2009 i primi 6 e nel 2010 i primi 10, parlo dei maschi da U9 a U12. Cmq fatto un solo raduno all’anno….veramente poca cosa.
prince says:
naturalmente parlavo dei raduni piemontesi 2007, 2008, 2009…quello del 2010 non è stato ancora fatto….
giogas says:
Riprendo parte dello scritto di Stefano che così recita…†mentre tutti i migliori suoi coetanei sono in giro per l’Italia o per l’Europa a disputarsi i punti ETA o a sfidarsi per un posto al sole inteso come risultato che dia visibilita’ e quindi sponsor, La Canaglia di Lagos si e’ ritrovata ad Abuja per tutta una serie di motivi che sarebbe troppo lungo spiegarvi in dettaglio…â€
Quei motivi li capisco perché vivo analoghe situazioni di emigrato volontario. I miei amici mi invidiano ma non so se a torto o a ragione, comunque sta di fatto che mentre io sono qui al caldo umido terrificante solo, senza famiglia, i miei amici continuano a farsi i bagni in mare con i loro cari e a godersi ancora quel che resta dell’estate. Non rimpiango nulla per carità , ma il vivere all’estero è comunque un grosso sacrificio che alla lunga si paga anche pesantemente (amicizie che si fanno sempre più labili, persone con le quali avevi una certa affinità o intesa che adesso senti lontane, figli che rischiano di perdere le proprie radici ecc. ). I due mesi ad Abuja di Stefano sono senz’altro stati la buona soluzione anche alla luce degli avvenimenti e presunte carenze atletico-mentali del figlio. Analogamente anch’io ho fatto una scelta simile che aveva come finalità anche quella di far respirare mia moglie (distrutta pure lei): niente TE e solo tornei del “gigetto†regionali un paio di tornei al nord d’Italia ed un open junior internazionale, qualche quarta categoria non troppo distante.
Troppo breve la vacanza estiva per rovinarla in giro per l’Europa. D’altronde non avremmo neppure superato le qualificazioni perché dal punto di vista atletico, come già avevo detto, eravamo messi male. Il fisico dei gemelli è ancora abbastanza immaturo e mal sopporta il confronto con i pari età di dieci centimetri più alti e dai muscoli solidi che si incontrano di frequente nei tornei europei.
Una curiosità per Stefano : “sono stati ripetuti i test da Buzzelli? Ci sono stati cambiamenti in due mesi di lavoro?†Sarebbe interessante vedere se in 60 giorni di intenso allenamento hai riscontrato qualche incremento nei valori dei comuni parametri di riferimento (velocità , potenza ecc.)
Avec Double Cordage says:
beh mica male questo national stadium ho dato uno sguardo su google maps, però di campi ne ho visti solo 6 o 8 e non 20 probabilmente sarà una foto vecchia che li vicino c’è uno spiazzo con terrccio. Ho letto anche io di questo nigeriano arrestato con la droga appresso, mi pare nel mailbag di Jon Wertheim, tra l’altro aveva giocato anche in coppa davis. Buona fortuna!
Barbara says:
Prince
io parlavo dell’internazionale under 18 F organizzato dal TC Biella dopo il torneo da 100000, mia figlia ormai è primo anno under 18 anche se ha 16 anni, ma immagino che abbiano la stessa attenzione nei confronti di tutti i tornei che organizzano visto che hanno sempre tabelloni pieni.
Sono contenta che siano o stiano cambiando le cose non era affatto carino.
Stefano Grazia says:
Sono ancora vivo e riapro il computer solo oggi giusto per rassicurarvi … Ho avuto qualche problema a riallacciare Internet ma ho anche un fracasso di cose da fare (e da digerire). Ieri giornata tutta occupata dalla REGISTRAZIONE: ci sono grosse novita’ di cui vi parlero’ poi a parte, tutte molto interessanti (poi ovviamente dipendera’ dagli UTENTI trarne vantaggio ma direi che la filosofia e’ quella nostra…anzi, se fossi presuntuoso direi che molte cose sono state ispirate dai nostri feed back. Purtroppo credo abbiano anche modificato (e reso piu’ aspro) Il Rule Code a seguito delle intemperanze di Nicholas. Che pero’ e’ stato accolto molto bene se non quasi con entusiasmo. Ma vi raccontero’ poi e poi magari anche in un commento a parte.
Ora devo finire di assestarmi e recuperare la roba ammucchiata in uno store, finire le compere al Supermarket (ieri abbiamo riempito due carrelli alle 10 di sera dopo l’Orientation all’Img Golf Country Club in cui Chip Brooks (che partiva stamane alle 6 per l’US Open) spiegava ai Tennis Full Timer (e ai Genitori) tutte le novita’,poi oggi primo giorno di scuola e nel pomeriggio dopo il training dobbiamo fiondarci all’Office Depot a comprare tutto il materiale per la Scuola, fare un salto a Sport Authority per comprare cose che non sono al Pro shop dell’Academy, etc etc … Poi io devo piazzarmi in seduta stabile all’Apple Shop e fare un corso di Director’s Cut, andare da Barnes & Nobles e da Best Buy per aggiornarmi su libri e DVD e magari anche riuscire a giocare un po’ a golf…Ogni mattina vorrei correre 30-60′ perche’ devo calare 5-10 chili, non si scappa, e nel pomeriggio a sera fare 45′ di SensoBuzz con Nicholas (gia’ parlarto coi Coaches IPI e anche con Chip: al suo ritorno gli faccio vedere La Scatola Magica… Bollettieri non si e’ visto, tornera’ dopo gli USOpen, I suppose… Ma appena ho una serata piu’ normale vi prometto un CDG Special Edition sulle Novita’ dell’Img.
ADC: si, deve essere una foto vecchia: i campi adesso sono una ventimna, anche se gia’ due o tre inutilizzavili per il crollo della rete di recinzione.
Stefano Grazia says:
Giogas, in realta’ io sposo il concetto di Fulvio Fognini e cioe’ che e’ il cervello a muovere le gambe e per cervello intendo tutta la sfera psicosomatica …Negli ultimi mesi a Bradenton erano successe cose (…che voi umani non potete nemmeno immaginare) che avevano influito negativamente anche sul resto con conseguente mancanza di fiducia…Due mesi di tennis e atletica hanno rimesso, mi auguro, le cose a posto ma ovviamente ci manca la controprova … Confesso che non abbiamo potuto seguire alla lettera il programma del Prof e che come al solito abbiamo dovuto improvvisare sfruttando il territorio… Alla fine sia i tempi aerobici che quelli sui 10 metri o sulle 20 yards erano notevolmente migliorati quindi male non dovremmo aver fatto… E’ un peccato che non giochino subito perche’ atleticamente Nicholas dovrebbe avere un vantaggio visto che i suoi coetanei si sono tutti un po’ svaccati in vacanza dopo aver giocato i rispettivi ‘nationals’ per cui prima di procedere alla composizione dei Gruppi e quindi prima di scannarsi nei matches, per due settimane faranno solo drills … E poi si dara’ inizio alle ostilita’. Ma va bene cosi, Nicholas dovrebbe essere ugualmente abbastanza motivato… vedremo.L’importante per lui sarebbe cominciare bene e si sa, agli americani piacciono Thev Fallen Angels, i ComeBack Kids, il Figliol Prodigo…
Alberto says:
Salve,
poi guardando i tabelloni maschili e femminili, ho scoperto di conoscere (di nome, almeno), grazie a voi, un buon numero di partecipanti: Merzetti, Mosciatti, Pieri, Zerulo piu’ Mora e Pera (una bella macedonia :p :p) che pero’ hanno gia’ perso, mannaggia, volevo vederli giocare! Ma vabbe’ credo fossero gli unici 1998…
non ho mai scritto in questo blog (ne’ su Ubitennis) ma lo seguo con interesse fin dal primo Genitori e Figli apparso su Ubitennis (ebbene si, ho letto TUTTI i post del blog e i riassuntoni), perche’, pur essendo single e senza figli, mi appassiona l’impegno e la forza di volonta’ che i ragazzi e le ragazze ci mettono nel migliorarsi e provare a diventare campioni. Una passione nata nel circolo dove gioco, che ha qualche buon agonista.
Non ho mai scritto perche’ non ho mai avuto nulla di pertinente da dire; scrivo adesso perche’ ho scoperto stamattina che ieri, mentre mi facevo la mia ora di tennis nel mio circoletto, avevo nel campo accanto una “figlia del blog” impegnata nel torneo TE che si tiene in questi giorni nella mia citta’ (Caserta). Francesca Brancato ha vinto il suo incontro piuttosto facilmente mentre io, ignaro, litigavo con l’anticipo dell’anca sul mio diritto :p
Spero di riuscire a vedere qualche altra partita (a parte Francesca Brancato, ho visto solo doppi, nel mio circolo) cosi’ da farmi un’idea migliore del livello di gioco.
P.S. l’anno scorso a Castel di Sangro ho avuto il piacere di conoscere il Professore Buzzelli, che saluto.
P.S. 2 ho anch’io un’attrazione irresistibile per i Fallen Angels e i ComeBack Kids…Jelena Dokic, Andre Agassi, Kimiko Date, James Blake e tutti gli altri mi commuovono fino alle lacrime…
anto says:
@Stefano Grazia…la presa, troppa full western,,,,questo ragazzo me lo fate diventare un arrotino spagnolo……mentre noi italiani abbiamo bisogno di uno che giochi piatto sugli hard courts nord-americani……
francescocoachgemelli says:
# Stefano Grazia
e deve consumare un sacco di energie per fare un punto
Riguardo i gemelli inizio a compredere meglio i vostri ragionamenti , Ieri sono stato alla SAT di Latina e il maestro abbastanza quotato nell’ambiente mi guardava con aria di suffuicienza come per dirmi cosa può capire questo genitore invadente , meglio allenare gli orfani
Stefano Grazia says:
E dagli: NON HA UNA PRESA FULL WESTERN!!! Capisco che in quella photo possa sembrare cosi’ (ma anche nelle foto dei top…)Non avete ancora capito che nelle photo non si capisce, non ci si deve fidare…a parte che cambiano presa per ogni colpo a seconda se devono fare un angolo in top…Nicholas solitamente usa una Semi western che di recente, secondo lui, e’ scivolata in semi eastern (alla federer()…su questo non mi sbilancerei troppo, ma che sia una SemiWestern e’ assodato anche dalle Videoanalisi… Sicuramente sa usare il Top Spin ma al 200% e’ tutto fuorche’ un arrotino (e ogni tanto mi dico: purtroppo! perche’ se lo fosse magari vincerebbe il doppio e se vincesse doppio avrebbe una sponsorship e se avesse la sponsorship potremmo pagargli i Maestri per insegnargli a non giocare da arrotino…eh eh eh…) No, tranquilli: non e’ un arrotino e non ha una full western come grip…In piu’ gioca anche bene al volo!
Alberto, Benvenuto! Continua a scrivere…
francesco: benvenuto nel nostro mondo …
Piccolo aneddoto: Primo giorno di Scuola, Primo giorno di Training…Sveglia alle sei, doccia, colazione, tutto perfetto…siamo fuori alle 7 meno dieci quando l’anno scorso faceva fatica ad essere fuori di casa alle 7.10…Zaini (scuola e tennis) preparati la sera prima,uno da mettere nel Locker con il Cooler e un paio di Gatorade ghiacciati nel Freezer.
Alle 13 mi chiama dicendo che nello Zaino non c’e’ la maglietta e i pantaloncini…Preparati si ma lasciati sul letto…Io ero fuori e allora:
Vabbe’, dice, torno a casa di corsa
Ok, io arrivo e ti riporto io: DEVE ESSERE ALLE 13.30 SUL CAMPO 8 (un caldo da Australian Open, over 40 degrees.
Casa nostra e’ a 500 metri circa dall’Academy…Mentre arrivo lo vedo che cammina barcollando e penso abbia male alla milza…No, dice, ho mangiato alla mensa e ho subito avuto dei crampi..
Devi andare in bagno? Hai vomito?
No, solo crampi…
Vabbe’, gli do del Geffer e del buscopan e via torniamo…
arrivati si rende conto di essersi dimenticato l’ID…Senza ID non ti accettano sul campo…L’hanno detto e ripetuto all’Orientation…
Vabbe’, si e’ tolto i vestiti di scuola in preda ai campri, puo’ succedere…Torno a casa io, tu vai a prendere le racchette…
Vado e torno: e lui: e le chiavi? Erano attaccate all’ID…forse no, erano in tasca ai pantaloni di scuola…
Mancano 3 minuti: gli dico di correre all’infermeria, dire che sta male, farsi fare la nota…E corro a prendere le chiavi con quelli al Gate che cominciano a credere che li stia prendendo per il culo…
Quando arrivo vedo prima Ali’ e poi Paul forsythe e li informo che Nicholas e’ in preda ad avvelenamento da cibo (vabbe’, non cosi’ drastico…) ma lui era gia’ a bordo campo e aveva presentato la sua nota…Un bell’inizio per uno che doveva fare il ComeBack Kid, direte voi… Vabbe’, se non fosse stata cosi’ tragicomica, da film di Woody Allen o di American School, si, ci sarebbe stato da incazzarsi…Poi pero’ dopo mezzora sta un po’ meglio, entra in campo, gli fanno fare una dimostrazione di un esercizio, non sbaglia un colpo e finisce poi il training con Red Ayme (chiedete a Ted chi sia…) a fare, lui e un quindicenne inglese, un’ora da soli con lui, evidentemente i due migliori del pomeriggio …
Tipico Rollercoaster in tipica salsa nicholasiana …
(Poi di corsa a Office Home a comprare il necessaire per la scuola …)
Stefano Grazia says:
By The Way, ci sono almeno due ragazzini italiani (di 15 e 17 anni, uno di Milano e uno di Verona): erano entrambi sull’aereo per Tampa, adesso non ricordo bene i cognomi, li ho visti stamane (essendo piu’ grandicelli si allenano al mattino) e alla prima occasione “li intervistero’ “un pochettino cosi’ per farvi avere un punto di vista nuovo… Non e’ invece ritornato Marc Parmeggiani che credo vada a scuola ora in Francia (Marc, che ha la mamma francese, e’ ormai perfettamente ‘trilingue’…probabilmente non e’ rimasto granche’ soddisfatto della sua esperienza accademica ne’ degli americani (ma la Florida non e’ l’America … o meglio, non e’ la spla america…e’ sud, e’ caraibi, e’ mondo rurale colpito da improvvisa ricchezza, e’ tutto sommato un po’ molto tamarra e borazza ..ma non dimentichiamo che esistono altre americhe…) e comunque almeno adesso parlera’ abbastanza bene anche l’inglese!
giogas says:
Stefano, fai bene a scrivere questi aneddoti e farne partecipe i frequentatori del blog. Anche a me capitano a volte cose strane e se non scrivo subito i dettagli, alla fine rischio di dimenticare. Se Nicholas fallisse nei suoi obbiettivi primari del tennis puoi sempre mettere insieme questi scritti per farne un libro o addirittura la sceneggiatura di un film… gli ingredienti ci sono tutti!!
Stefano Grazia says:
Poi guardate che secondo me a guardarci ben bene anche nella foto e’ una semi western … si, sembra western, anche mia moglie guardandola si e’ presa paura ma se guardate bene (e poi fate le prove racchetta in mano) secondo me si vede che e’ una semi…Poi Nicky dice che qualche volta gli scivola, per carita’, e che altre volte la cambia on purpose se deve per esempio fare un bell’angolino in top o se deve battagliare da fondo (quasi mai, ahime’…) con un moonballer …
Giogas, si si, ma poi entri dentro Feltrinelli e vedi una pletora di libri , l’80% magari pubblicati a spese proprie, che non verranno mai letti e ti prende una Sindrome di Stendhal all’incontrario…
andrew says:
…forse è un’impugnatura spaghetti-western…
anto says:
@Stefano Grazia….Poi guardate che secondo me a guardarci ben bene anche nella foto e’ una semi western…….Ma stefano devi smetterla di berti il cicchetto la sera fatto con canna da zucchero africana……..ti si sdoppia la vista……se vuoi ti spedisco una cassa di Franciacorta…….la qualità c’è e si beve……grande Stefano
Incredible says:
western piena e abbondante..
Nikolik says:
Mah!
A me sembra una western tutta la vita.
Più western di così non si può.
Ma forse è la foto che inganna.
Un video, no?
Stefano Grazia says:
Semiwestern,insisto, provate con la racchetta,andate indietro con impugnatura semi e se vi immaginate la foto, con l’appiattimento della prospettiva, non c’e’ in pratica sta gran differenza,ma comunque non e’ importante: quando gioca, gioca in semi, poi a seconda dei colpi puo’ mutare il grip, poi sicuramente qualche volta gli scivolera’ anche …Alla fine continuo a credere che da una foto non si possa stabilire l’impugnatura perche’ la foto, con prospettive ed errori di parallasse (???) inganna, come dice Nikolic. Siccome pero’ tengo in considerazione ANCHE la vostra opinione, chiedero’ ai Coaches di dargli un’occhiata: e’ successo in passato che dopo essersi visto in foto lui si sia voluto un attimino correggere perche’ e’ lui per primo che non vuole giocare in western … E qui e’ partito con impugnatura semiwestern (da Bollettieri) ed e’ sempre stato considerato semiwestern… Vi sapro’ dire. Con onesta’.
I due Italiani qui si chiamano:
ANDREA MESSETTI, 15 anni, da Verona
e
MARCO OLIVARES, 17 da Milano
Visti palleggiare stamane 5 minuti e non sono male, per quel che puo’ valere la mia opinione visto che non saprei distinguere una semi da una full western(pero’ l’anno scorso quando il famoso giornalista mi porto’ a vedere la sua prediletta sul cui straordinario talento giurava dopo 10′ io dissi: a me sembra piu’ forte quell’altra…Che infatti vinse 61 61).Messetti ha anche, per dirla come certuni, un bel rovescio ad una mano (Come sapete io pero’ sono un estimatore di quello a due mani, nettamente piu’ vantaggioso A PATTO che uno sappia anche staccare per andare in back come Murray e Nadal
PIUTTOSTO, ma e’ possibile che nessuno di voi scriva qualcosa dei Nazionali? ho dato una rapida scorsa e capisco che la maggior parte dei Figli del Blog entrera’ in azione negli U12 al Bonacossa ma comunque…Debora Ginocchio negli U11 ha avuto la meglio su Capogrosso e questi erano i due nomi che circolavano. Negli U13 Femminili nessuna sorpresa con le prime 4 teste di serie in semi e con vittoria della Pieri sulla Meliss che aveva battuto la Sartori. Chinellato la quarta semifinalista vittoriosa nei quarti sulla Bonometti. Mi sembra che la Brancato abbia raggiunto gli Ottavi e forse si aspettava qualcosina di piu’. Negli U13 Mattia Rossi,il torello trionfatore su Nicholas nei Quarti di un Nike l’anno scorso al Runngg, ha sovvertito il Seeding regolando Pellegrino…Gli altri due semifinalisti Reitano e Giacomini. Diversi i nomi che ho riconosciuto fra cui Ocleppo, Mosciatti, De Fraia, Merzetti e Grison che mi sembra serva da mancino e ‘smecci’ da destro o viceversa, tutti visti l’anno scorso agli ETA di Trieste e P.S.Giorgio. Rossi ha battuto per strada anche De Fraia e Merzetti e quindi non credo vi siano dubbi sulla sua vittoria, tra l’altro e’ l;’unico 3.4 del mazzo.
Bene, avrei diverse cose da raccontarvi ma adesso devo correre a correggere l’impugnatura di Nicholas e quindi devo lasciarvi…
pasanen84 says:
Dai Stefano non farti pregare, racconta un pò di Miami che qui (e anche lì) è periodo di us open e non scrive più nessuno!
stefano grazia says:
Okay, volevo tranquillizzarvi: ho chiesto a tre differenti coaches di controllare il grip di Nicholas spiegando che lui normalmente e’ un semiwestern ma da alcune foto scattate urante l’estate potrebbe sembrare che sia scivolato in una full western… Tutti hanno detto che puo’ capitare, di solito a chi fa molti tornei (oppure, aggiungo io, si allena ad Abuja con Coach Nigeriani..). Ma la risposta e’ stata che no, non c’e’ nulla dio sbagliato nella sua impugnatura, che e’ ancora una semiwestern…Non contenti, a sera abbiamo chiesto anche a Paul Forsythe e a Margie Zesinger di dargli un’occhiata e Paul ha detto che domani gli fa fare un video (col Dartfish, un programma speciale).
A parte questo, ho assistito ieri per la prima volta al training e ho notato con piacere che Nicholas ha avuto per tutto l’allenamento una ottima ‘attitude’ ma soprattutto ho registrato con piacere che Red Ayme lo ha nel mirino ma in senso positivo: due-tre volte da lontano gli ha gridato parole d’apprezzamento…In un altra occasione e’ stato scelto per una dimostrazione di un drills in cui il coach davanti a lui gli dava la pallina con una mano, lui colpiva col dritto poi tornava indietro girando intorno al birillo col cross step e il Coach che spiegava agli altri di non guardare la pallina ma di guardare solo i piedi, come Nicholas si muoveva… Be’, insomma, sara’ che mi accontento di poco (non avendo titoli ETA o Nazionali da vantare) ma ieri e’ stata una bella giornata … Nel gruppo del Pomeriggio mi sembra che Nicholas tecnicamente e atleticamente sia nel gruppetto dei due-tre migliori…c’e’ questo inglese che vive in francia e che parla russo (!) e che e’ qui solo per un anno, va a scuola alla St Stephens (scuola esterna, molto piu’ rigida) e che vuole solo andare al college e il prossimo anno andra’ in Inghilterra e comunque ha 15 anni…gioca bene, soprattutto al volo… Non so, magari arrivera’ qualcun altro nelle prossime settimane…
stefano grazia says:
Pasanen, tu sei a Miami? Fra due settimane potrei fare un salto li’ per un torneo…oddio, c’e’ solo un 5% di possibilita’ (piu’ facile vada a Tampa o a Clearwater, molto piu’ vicini…)
Si, ho notato anch’io lo scarso afflusso di commenti ma in questi giorni io sono sempre ‘on the run’ perche’ tra l’altro devo anche fare l’ometto di casa (far da mangiare, fare la lavatrice, la lavasyoviglie, rimettere a posto in asa visto che mia moglie aveva messo tutto in uno storage pensando di affittare per l’estate, etc etc…in piu’ in questo momento sto fregando il computer a mio figlio perche’ il mio e’ alla Apple per argli aumentare la memoria (almeno a lui che io non mi ricordo piu’ un cazzo, nemmeno le volte che son stato poco gentile con Archipedro e invece lui, che pedante1, se le ricorda tutte (Dai, Archie, che scherzo, su…)… Ho comprato l’ipad ieri e non sono ancora riuscito a scellofanarlo. manco l’ho detto a Nicholas per paura che preso dall’eccitazione non facesse i compiti…Tra l’altro ha finito tardissimo e oggi si muoveva male (me l’ha fatto notare subito Red Ayme…). Certo, fra caldo e scuola, e’ vero che c’incazziamo perche’ sembrano svogliati o poco entusiasti, ma si fanno davvero il mazzo… Io per dargli un’ora di FUN, di Relax, fra i programmi a disposizione ho scelto controcorrente quello di… Steve Shenbaum, un attore (con parti in Americsan Pie 2, va mo la’…) che ha creato un Programma di Comunicazione per Atleti e che ha aiutato fra gli altri anche Pete sampras ad uscire dalla sua spectacular dullness (quella che gli invidiava Agassi…). Ve ne parlero’ a lungo ma qui bastera’ dire che cercavo qualcosa di divertente per lui (che ha un talento per l’acting) e qualcosa che magari gli potesse servire (lo scopo e’ offrire miglior body language, infondere sicurezza e confidence, etc). Del resto Jim Loher, noto psicologo sportivo, scrive che ogni attore e’ nel suo profondo un competitor e forse quindi, viceversa…A me Rogi e Rafa non la danno da bere: sotto quell’aria di bravi ragazzi, sono in realta’ dei gran figli di puttana (in senso buono) che sul campo inchioderebbero la madre pur di vincere… Comunque, detto cosi’ e superficialmente sembra una gran stronzata, ma lo scopo e’ molto piu’ nobile ed e’ quello di offrire un po’ di relax e magari, facendo cio’, anche essere utile…Game On e Mental qui all’Img sono molto collegati…l’anno scorso faceva Mental e secondo me e’ invece peggiorato non essendo forse maturo per afferrare ed apprezzare o semplicemente digerire i concetti e i i rituals della psicologia sportiva… Magari facendo quasi scuola di recitazione impara a far credere agli arbitri di non essere piu’ La Canaglia di Lagos… Comunque ve ne parlero’ piu’ a lungo nel CDG_Special Edition_Live from Bollettieri Tennis academy:The Bradenton Chronicles_Second Season,Episode One (altroche’ Guerre Stellari o Sex and The City…) !!!!
stefano grazia says:
Redazione: mandato un commento, non apparso…
stefano grazia says:
Ok, riapparso…vedo comunque che non gliene puo’ fregar di meno a nessuno, a parte fare la punta sul grip di mio figlio (eh eh eh …) e quindi mi eclisso anch’io in attesa di un risveglio d’interesse che se no mi sembra di star qui ad elemosinare e invece onestamente di cose da fare qui ne ho parecchie, a cominciare dal farmi regolarmente un’oretta di jogging al mattino…oggi, finiti i giorni dell’assestamento, ho cominciato anche col golf e intendo alternare ogni giorno un paio d’ore di practice range a 9 (o anche 18) buche a golf e infine vorrei farmi 3-4 mattinate coi vecchi amici dell’Adult Program, cosi’ da rimettere a posto un po’ anche il mio tennis…Perche’ no? Accompagno Nicholas alle 7, vado a correre per 45-60′ dentro l’Academy, intorno ai laghetti e ai campi da golf, da calcio e da baseball e poi alle 8 mi faccio 4 ore di tennis con Mohammad, Desmond, Roger & Co …Molti dei vecchi Coaches dell’Adult Program adesso lavorano coi ragazzini ma alcuni sono rimasti gli stessi di quando io e Gabri’ andavamo agli inizi degli anni 90…
Comunque se il Prof mi legge, gli posso dire che ho fin da subito iniziato la mia opera di proselitismo ma Chip Brooks, visto velocemente Domenica alla Registrazione e all’Orientation, e ovviamente Bollettieri sono agli UsOpen dove resteranno fino a che ne rimarra’, dell’Img, uno solo (da Nishikori ad Harrison a Maria e ad Jelena Jankovic…). Ho parlato con un paio di responsabili IPI che si sono dimostrati interessati a vedere in azione il SensoBuzz, ho parlato con Red Ayme che pero’ ha premesso che loro ci lavoravano, con uno strumento simile, gia’ negli 80es…Poi proprio oggi ho incrociato Paul Forsythe che e’ uno dei vice di Chip brooks e che stava chiaccherando con Margie Zesinger, la Gloria Connors di Nicholas, al parcheggio mentre stavamo salendo in macchina (Nicholas si era dimenticato la borsa con le racchette e l’avevo rimandato indietro). Li fermo e dico: vi rubo 20”, premetto che io non ho interessi, non sono un venditore, non ci guadagno nulla, voglio solo condividere, darvi un feed back perche’ magari potreste essere interessati…E gli spiego in tre parole che ho questo training electronical device basato su impulsi sonori e luminosi… Forsythe mi interrompe e dice: si, bellissimo, lo usavamo anche noi negli 80es con Courier, Agassi, fantastico…E io dico: si, vabbe’, ma allora perche’ avete smesso? E lui: ah, non so, mi piacerebbe averlo… E io: ce l’ho qua, in macchina…e intanto arriva Nicholas che comincia a spiegargli mentre io accendo, gli faccio vedere, mimo anche qualche esercizio,… Insomma, la prossima settimana dovrebbero fissare un meeting all’una , quando sono tornati tutti dagli UsOpen, con me e Nicholas a fargli vedere i tipi di drills (penso che faro’ un pout pouri’ di toccate con simulazione -e giro attorno al cono-, toccate con elasticone in resistenza, butterfly (il giro intorno ai 4 coni, tipo 8, ma a seconda degli impulsi, e poi il drill con gli ostacoli, e infine un esercizio col random) e poi c’era Nicky che gli spiegava il BuzzTest etc etc etc… Poi torniamo a casa e…scopriamo che Nicholas ha dimenticato borsa e racchette sulla strada, nel parcheggio, di fianco all’auto !!!!! Potete immaginare gli accidenti che si e’ preso, poverino anche lui…qui e’ mezzanotte e mezzo e lui e’ andato a letto da poco, molti compiti da finire (o molto lento lui) e in mezzo la cena guardando un po’ di UsOpen (Sharapova e Djokovic passano il turno con Djoko che alla domanda di Brad Gilbert: Ci aspettavamo tutti il colpo sotto le gambe (in un certo punto) e invece hai tirato fuori dal cilindro quel magnifico backhand…Ma com’e', tu non ce l’hai il tweener (o qualcosa del genere, come lo chiamano ora) in mezzo alle gambe? E DJOKO: No, io in mezzo alle gambe ho qualcos’altro…ma non temete, non ve lo faro’ vedere adesso…(Aggiungendo solo dopo l’uragano di risate-e mamma e papa’ che lo guardavano imbarazzati e divertiti: Lo lascio fare a Roger che e’ piu’ bravo di me …)
Va bene, adesso scrivero’ solo dopo una ventina di vostri commenti (e non sapete quel che vi perdete…)
Alberto says:
Io trovo sempre fantastici i tuoi post di resoconto/aneddotica…sono divertenti ed istruttivi. Keep up the good work!
bogar67 says:
Io ho detto che non scrivo più però leggo e sono d’accordo con Alberto. Buona giornata
TXC says:
io ho scritto pochissimo e cose poco interessanti
… ma quando faccio refresh e non vedo nuovi post mi inxx
p.s.: resto sempre a bocca aperta a leggere Stefano … un grande!
Atti says:
Doc…un saluto… e.. non farti pregare… con quello che ti paghiamo !!!
PS: per la cronaca Il veronese che è alla Bollettieri (ANDREA MESSETTI, 15 anni, da Verona) …mai visto nei tornei di zona…forse è veronese ..solo di nascita… come Quinzi che è nato a Cittadella (PD) perchè luogo di origine della mamma.
Alberto says:
Aggiungo anche che la “nostra” Francesca Brancato e’ in semifinale al TE di Caserta
oggi affronta (da testa di serie numero 5) la testa di serie numero 3 Irene Adoncecchi.
nicoxia says:
Bogar hai capito perchè ti ho detto di stare attento all’impugnatura,capita più spesso di quanto si possa immaginare nonostante occhi esperti.
Salvatore Buzzelli says:
Grandi Stefano e Nicholas!!!!
Ho due rappresentanti il America, da Bollettieri addirittura!!!!!
E’ chiaro, e qui lo dico, che non credo di aver inventato niente di nuovo sotto il profilo tecnico inteso come metodologia sportiva: l’allenamento sensomotorio è noto da decenni e qualunque allenatore che si rispetti l’ha messo in pratica nei suoi programmi di allenamento.
Se si fa un pò di cronistoria si scoprirebbe che inizalmente gli stimoli visivi ed acustici erano dati dall’istruttore stesso con fischietto, battito di mani, alzate di braccia , lancio di palline colorate, ecc…. Poi venne il momento di un’attrezzo che in pratica era un semaforo azionato a mano con pulsanti(credo che questo fosse quello cui si riferivano da Bollettieri) che però era posto in alto sulla rete a fondo campo da tennis, almeno così mi ha riferito Rianna.
Con l’avvento dei computer qualcuno me compreso si è divertito a stilare qualche software capace di fare le stesse cose utilizzando il monitor su cui apparivano i vari segnali visivi, e l’altoparlante per quelli sonori.
Negli anni 90 uscì il Reaction-Coach, poi altri attrezzi che mi pare però non abbiano avuto fortuna a fronte di un aspetto metodologico importantissimo soprattutto nel tenns.
Poi io, nel 2007 mi progettai e costrui il Sensotouch per la valutazione dei tempi di reazione e per l’allenamento, che come tu stesso hai visto ed anche pubblicato una foto mentre Nicholas eseguiva i test, è una piccola scatola su cui stazionano delle cupolette colorate che si illuminano alternativamente, e altri due componenti elettrici che emettono souni differenti. Inizialmente lo utilizzavo per i miei allievi e per il Comitato Regionale FIT quando si facevano i raduni per i test. Poi ci ho creato una mia metodologia di lavoro che ha caratterizzato fortemente quest ultimi tre anni della mia carriera da preparatore. Da qui il nome Sensotouch Buzzelli System.
Dalla crescente curiosità e voglia di possederne uno che notavo da parte dei tecnici e preparatori miei interlocutori, alla produzione del Sensotraining (di Eurtonik ) il passo è stato breve.
Insomma dall’empirismo (fischi,palline,semafori, ecc…) alla scienza applicata (Sensotouch e Sensotraining) ce ne passa!
Vuoi mettere poi la comodità di avere il “Coach in valigetta” (come l’ha definito Andrea Facchinetti nell’ultimo numero di MatchPoint) con cui ti puoi allenare dove vuoi con programmi di allenamento supportati da una seria metodologia scientifica ?
Con anche la possibilità di interloquire a distanza col tecnico (via mail o simili) per variare o affrontare allenamenti specifici in un determinato periodo o durante i tornei?
A proposito, fai eseguire in questi giorni a Nicholas il BuzzTest e fammi sapere il risultato, così possiamo verificare e quantificare se ci siano stati reali progressi nella condizione.
Una foto col Guru, please!!!!!!!!!!!
francescocoachgemelli says:
Le tue cronache sono graditissime e guarda sono disposto a pagarti un abbonamento per seguire le avventure tue e della Canaglia di Lagos
Per le vicende dei miei gemelli 4 anni i tempi sono lenti e penso che potrò fare qualche reseconto interessante solo dopo aver sperimentato qualche tecnica di allenamento durante questo anno
lib says:
post 19^….ha sconfitto nientepopodimeno che la Pieri…Fresca di scudetto under 13.
lib says:
anzi post 29^
francesco brancato says:
Alberto se puoi farmi un resoconto della semifinale di oggi di Francesca sarei molto contento…
noi tutti (maestri ,entourage familare ,e dirigenti del circolo tennis Palermo) siamo entusiasti della vittoria di ieri contro Jessica Pieri fresca campionessa italiana che negli assoluti non aveva ceduto neppure un set e che da anni è la” bestia nera” per tutte le ’97 italiane …..questo fa morale per il prosieguo della stagione che dopo Caserta la vedrà inpegnata in un TE a Benidorm (Spagna)
Alberto says:
Ciao Francesco,
spero pero’ che arrivi in finale cosi’ Sabato potro’ andare a vedere la partita 
purtroppo sono al lavoro e lei gioca alle 15 (ora, praticamente) quindi non potro’ vederla
Non conosco bene la Pieri (l’ho vista giocare solo per un po’ in doppio) ma sono rimasto impressionato dalla vittoria contro la Caso che e’ un’ottima giocatrice 96 ed e’ il doppio di lei, fisicamente parlando!
Alessandro Nizegorodcew says:
Episodio raccontatomi oggi dal maestro Enrico Sellan.. purtroppo non so il nome del ragazzino in questione, ma credo che il fatto sia più importante del nome.
Un ragazzino classe 1998 che negli States si allena con John McEnroe è venuto in vacanza in Italia con la famiglia. Il padre, per non interrompere gli allenamenti del figlio, arrivato a Roma ha cercato un luogo dove far allenare il figlio. Questo signore americano conosceva solamente il Foro Italico. Ebbene non lo hanno fatto nemmeno entrare, trattandolo in malo modo, nonostante lui avesse spiegato chi fosse e da dove venisse. Passando sopra Ponte Duca D’Aosta il padre ha visto un circolo (R70 dove allena Sellan) ed è sceso per chiedere di potersi allenare. E’ stato ovviamente accontentato e il ragazzino ha dimostrato ottime qualità ..
In più posso dirvi che negli States si allena con altri 4 ragazzi. Lui, essendo il più forte, si allena gratuitamente, ma gli altri 4 pagano 70$ all’ora ognuno. Un totale di ottimi 280$ all’ora!
francesco brancato says:
purtroppo l’avventura di Francesca è finita in semi .Stasera andrò a prenderla in aeroporto e lei che è in trasferta no-stop da domenica 22 agosto,stasera rientra a casa …avrà molto da raccontare.
Con il maestro che la accompagna dobbiamo fare il punto per vedere su quale aspetto dobbiamo lavorare.Lunedì si riparte per il prossimo torneo …
Alberto says:
Acci
giogas says:
Complimenti a Francesca! Considerando che l’Adoncecchi è del ’96 e che ha già una certa esperienza alle spalle non partiva certo da favorita, ma è stata comunque brava ad arrivare in semifinale battendo la Pieri,
Mauro g&f says:
Grande maestro Sellan!!!
Mauro g&f says:
Un grande bravissima anche a Francesca Brancato per il bellissimo torneo.
Stefano Grazia says:
Rientro dopo 18 commenti e non 20 ma non voglio essere fiscale che non ve lo meritate… Mi unisco alle Congrats per Francesca, da sempre la mia preferita da quando, a 10 anni, in trasferta da sola con la squadra, le fregarono borsa e racchetta e lei, per tutta risposta, si fece imprestare una racchetta da una compagna e senza frignare vinse il torneo (come direbbe Cetto Laqualunque…Inte qul!)
Bogar, capisco se t’avessi rimbrottato io o uno dei Senatori, ma per il primo pisquano che passa e ti dice qualcosa, ti fai da parte? Combinazione esclusiva quella fra sardi e siculi … Su, dai, che dovrei dire io (e infatti me ne vaso ogni tanto ma poi, come Terminator, ‘mo’ torno (Ill be back)…’ E torna anche tu…
Guardando gli Us Open su ESPN mi viene da pensare: ma dov’e’ quello sport che viene commentato da John e Pat McEnroe, Brad Gilbert, Darren Cahill, Mary Jo Fernandez, Pam Shriver … E con comparsate magari di Agassi e Serena Williams … E’ come se i Mondiali di Calcio in Italia fossero stati commentati su un unico canale da Sacchi e Lippi, Rivera e Baggio con Sconcerti e il Fantasma di Gianni Brera….
Il pupillo dell’Academy, Harrison, e’ uscito al Tie Break del Quinto Set… Qui si fa un gran parlare di Trixie (Beatrice) Capra (Certo che lei e prima di lei la Capriati avrebbero potuto essere naturalizzate…Del resto Djokovic, Ljubcic e anche il russo diventato kazako, adesso mi sfugge il nome, magari italiani non sono ma ‘costruiti’ in Italia lo sono stati …Il fatto e’ che solo il golf puo’ essere comparato, quanto a sport globale, al tennis e come dice del resto anche Pat McEnroe nel suo ultimo libro Tennis confidential (ricco di gossip), il Golf non e’ certo uno sport…E quando si dice che in america non tirano piu’ fuori nessuno, e’ anche comunque vero che le academies private sono piene di stranieri (europei, sudamericani, asiatici) che poi fuori ci vengono, poche pippe …
Ma ritornando a noi, qui si ta appropinquando la sera e devo buttare la pasta per Nicky…Eventualmente a dopo…
Stefano Grazia says:
Mah, abbiamo poi tanto da farci perdonare, mi sa…Proprio federico Ricci diceva che Beatrice Capra era si eccitata all’idea di giocare gli USOpen ma molto di piu’ a quella di andare a vedere una non so quale Band idolo dei teenagers qui in US che aveva un concerto a NY…Allo stesso modo ecco Nicky che invece di guardarsi gli USOpen mentre mangia preferisce vedersi, col televisore acceso su ESPN ma muto sullo sfondo, il programma The Deadliest Warriors sul computer (prima Moschettieri vs Guerrieri Ming e ora Celti vs Immortali (di Re Dario, credo). E voleva costringermi a vederli con lui (perche’ Nicholas ahime’ e’ cosi’: DEVE farti vedere quello che vuole vedere lui, DEVE raccontarti la barzelletta anche se tu non vuoi o la sai gia’, DEVE dirti quello che gli passa in testa in quel momento per paura di scordarsi, DEVE farti le mille domande che gli passano in testa in quel momento … Tipico caso di personalita’ schizoide, direte voi. In effetti, ero cosi’ anch’io. Con piu’ controllo (da Religione Cattolica?) e meno talento.
E QUINDI, CHI VA AI NATIONALS AL BONACOSSA?
Stefano Grazia says:
Primo contatto con iPad… Incredibilequanto sono diventato fighetto,ha region archipedro… Ma l’iphone no, quell anchor non me lo prendo, io col telefono voglio solo telefonare…invece questo ipaddino non e’ male,davvero…
nunziovobis says:
Allora vogliamo far tornare Bogart?
vediamo se ci riusciamo raccontandovi un po della vita tennistica di mia figlia.
Allora la cara peste ha iniziato a giocare a tennis alla tenera età di 3 anni e tre mesi, da subito si è capito che con la racchetta in mano qualcosa valesse, gia dopo tre mesi aveva fatto un bel salto in avanti anche se sempre di 3 anni e mezzo si parlava, comunque quando giocava la gente si avvicinava al campo e questo era di certo un indice di attrazione (se non beccava la palla nessuno l’avrebbe guardata di certo). Ora che ha 4 anni posso dire che è competitiva, credo che abbiamo poco da invidiare con le americanate che vediamo su youtube (vedi Mia Lines e Mika Stajanovic), certo di sicuro ci manca un po di mental (inteso come insieme di neuroni) partendo da me e finendo ai maestri, ma purtroppo questo fa parte della natura umana e dobbiamo tirare avanti lo stesso. Ora siamo a settembre e tra un po ricomincia la Sat (quando ancora non si sa), vediamo questa settimana tempo permettendo se riesco con fai da te a prepararla bene, certo che è dura, ma io non mollo, come diceva quel famoso saggio il tempo mi darà ragione, ora Bogart dopo questa bella lettura, lascia almeno un commento e racconta un po come va la preparazione ai tornei del Gigetto che credo quest’anno toccheranno anche a me (anche se vederla giocare sui minicampi mi vien male)
anto says:
Leggo da un articolo di scannagatta che la Errani dopo cinque anni di professionismo top 100, non è ancora riuscita a rientrare dalle spese effettuate in età giovanile…..ma è possibile una cosa del genere??????????????????
Mauro g&f says:
Si Anto è possibilissimo, anche Fognini ci diceva papà Fulvio è nella stessa situazione.
Certo dipende da quanti aiuti hai avuto, federazione e sponsor, ma se decidi di fare per conto tuo come ha fatto Sara prima da Bollettieri e poi in Spagna le spese sono ingentissime.
bogar67 says:
Stefano pots 43, secondo me sotto nick fattivostri ci stava uno assiduo. In realtà qualcosa di vero nel chiedermi di stare da parte ci stava ed il perché mi sono messo per un po’ da parte è elencato di seguito:
1) spesso le mie discussioni vanno a finire sulla parte economica, sui costi di questa disciplina. Rileggendomi sembra che spesso stia a piangermi ed infatti in un post avevo scritto di non voler parlare più di spese da sostenere (non solo le mie). Ho notato però che anche successivamente questo tasto è stato toccato da altri (esempio post 37). E’ naturale che se uno non ha problemi economici nel mandare il proprio figlio/figlia a girare da un eta all’altro in compagnia del maestro e viene qui sul blog a discutere solo di preparazione atletica la questione non gli interessa.
2) Oltre ad una differenza di portafoglio tra genitori, ci sta anche la differenza di età dei figli, con mia figlia sto per iniziare la terza stagione tennistica però mia figlia tra 19 giorni compirà solo 6 anni. E’ normale che se io ed altro utente (non solo nunzio) scriviamo sui nostri figli questo ovviamente può non interessare a chi ha i figli al secondo anno di under 14.
3) Altra cosa molto personale e off topic, io su internet ci arrotondo lo stipendio e ci pago anche la Sat e le lezioni private a mia figlia, venendo a scrivere spesso su spazio tennis ho perso di vista il primo obiettivo per il quale ho l’abbonamento adsl.
Prima di ubitennis e spaziotennis la mia vita online, la mia passione infatti era solo su questo sito
http://www.vincimondo.it/forum/73_vincite/43714-foto-consegna-mini-cooper-vinta-con-ritter.html
Poi è arrivata Irene, il tennis e tutto il resto tra cui venir qui scrivere di tennis. Scriverò ogni tanto ma vi leggo sempre.
Saluti
bogar67 says:
Il price money di Sara Errani pr il solo 2010 è di $345,038 Singolo più doppio.
Fonte WTA.
cesare veneziani says:
Sellan braccio d’oro e grande conoscitore di tennis!
monet says:
bogar ti faccio subito il conto,il PM che indichi è lordo ,ci sono le trattenute fiscali dei vari stati in cui guadagni diciamo il 20% poi cè lo stipendio del coach del preparatore atletico e la percentuale del Prize money che si aggira lordo sul 10-15% dell’mmontare,poi ci sono le spese: viaggi aerei,pranzi e cene,hotel,taxi,accordature(ti ricordo che a Ny ogni accordature si pagava 30$ e le racchette ne accordi almeno 3-4 al giorno,poi dulcis in fundus ci sono le tasse in italia ……..fai tu il conto di quanto gli rimane alla fine………………….
bogar67 says:
Monet ovviamente lordo, per me era sottointeso. Ricordo qualche anno fa che seguendo in tv una partita se non erro della Pizzichini, il commentatore faceva notare che dopo aver cambiato coach e la conseguente eliminazione ai primi turni di parecchi tornei la tennista aveva perso in denaro quanto aveva guadagnato in precedenza proprio per affrontare le spese che tu hai elencato.
Stefano Grazia says:
Ho un commento in moderazione (mi sono scordato che se metti un link, quello di ubitennis, ti tocca…)
Considerazione della sera: diciamoci la verita’, il tennis e’ un gran sport del c@#$*: pensateci un po’, noi magari abbiamo imparato tuitti da adulti e ci e’ piaciuto ma eravamo gia’ adulti, magari addirittura pensionati o ex pro di un altro sport…un bambino impara a giocare a basket, calcio, rugby e passa i pomeriggi a divertirsi COI SUOI AMICI…esce di casa e COI SUOI AMICI va a rompere il C^#* a un gruppo di sconosciuti ma intanto fa squadra, combriccola, cameraderie coi suoi amici, passa le giornate a parlare con loro, sogna di diventare una star magari ma intanto ha un gruppo che sogna con lui e non CONTRO di lui… Nel Tennis, o nel Golf, tu quando esci di casa per andare a giocare non e’ che vai a giocare CON qualcuno ma CONTRO qualcuno … Piu’ ci penso, mi rendo conto che ho sbagliato tutto … E non nei miei insegnamenti che checche’ ne pensino Nicox & Co erano giusti e corretti, ma perche’ e’ tutto un ossimoro, una contraddizione, una ipocrisia …Senza dimenticare poi che il tennis e’ semplicemente la dimostrazione che dio non esiste …
Stefano Grazia says:
Certo, per una femmina e’ diverso: e’ l’unico sport che da popolarita’ e guadagni pari a quelli maschili e in pratica il tennis per le donne e’ quello che e’ il calcio (o il baseball negli US) per gli uomini… con un decimo della concorrenza!
Dimenticavo: e anche Jil Jaden Agassi ha scelto infatti il baseball, mica il tennis (io avrei scommesso sul golf ma anche Agassi ha sempre detto, e con lui suo padre, che se fosse tornato indietro avrebbe giocato a baseball…) (Cosi’ poteva doparsi finche’ gli pareva, direbbero i cattivelli…)
Stefano Grazia says:
ECCO IL POST 48 senza link:
Nell’articolo, Ubaldo parla anche di Gaia Sanesi che conosco molto bene essendo anche lei casualmente presente, con Miccini e Quinzi, quella famosa settimana d fine agosto 2004 alla Bolletttieri quando portammo per la prima volta Nicholas (allora 7 anni). Erano tutti li’ per la prima volta: Gaia, Jack, GQ e…La Canaglia!
Sui soldi direi che e’ tutto vero, quelle sono le spese (non so quali sono i guadagni…Comunque non e’ che un figlio che non gioca a tennis non costi nulla e qualche spesa, soprattutto i figli della medio-alta borghesia, li avrebbero fatti comunque…meglio dunque spenderli per Mens sana in Corpore Sano…Ma certo e’ che le spese sono assurde. Ed e’ quello che io sostengo da diversi anni con diversi articoli. Riportiamo qui l’articolo di Ubaldo Scanagatta (i video e gli audio andate a vederveli sul BraccoUbaldo Show che rimane la miglior magazine on line di tennis):
“Chi sogna di diventare un campione di tennis deve affrontare costi pazzeschi. Chi non può permetterseli smette. Ai genitori si chiedono grandi sacrifici. Ai giovani atleti pure. Se poi arrivano c’è sempre chi cerca di raccogliere il seminato altrui. I casi descritti (audio e video) da Errani e Sanesi.
Nel giorno in cui Francesca Schiavone ci esalta giocando un match straordinario contro una Bondarenko per nulla remissiva, ma anzi in grande forma, e entusiasma tutto il pubblico del Grand Stand giocando anche il colpo sotto le gambe alla Noah-Vilas _ chi fu il primo? Ancora si dibatte…e magari l’ha fatto un altro senza le tv di tutto il mondo a immortalarlo _ potrà sembrare strano che io mi occupi di una ragazzina junior che nessuno ancora conosce, Gaia Sanesi, e ritorni a parlare di un argomento che mi sta a cuore (i sacrifici che devono fare i genitori di un ragazzo/a che voglia provare a “sfondare†nel tennis) dopo averne parlato a lungo con Sara Errani.
Il concetto che voglio esprimere con questo articoletto, e i tre fra audio e video realizzati con Gaia e Sara, è semplice. E’ inutile lamentarsi sempre del fatto che non riusciamo a produrre campioni (mal comune a parecchie nazioni peraltro) se non allarghiamo al massimo la base aiutando sostanzialmente quelli che dimostrano di aver voglia di provarci, quelli che hanno un po’ di talento (non guasta…ma non basta).
Sennò si fanno solo bei discorsi. Avete un’idea di quanti siano i ragazzi che ad un certo punto si accorgono di non avere i mezzi per andare avanti e smettono? Anche se magari potrebbero avere più talento e possibilità tecniche di quelli che continuano, perché hanno genitori che stanno meglio o anche soltanto che ci credono di più?
E’ certo un bel gesto, ma a mio avviso abbastanza demagogico, regalare 400.000 euro a una tennista che vince uno Slam e che ha già guadagnato oltre 5 milioni di dollari. Per poi dire, però, che non ci sono soldi per aiutare 2-3,5, 10 ragazzi/e in più.
E’ anche bello far vedere più tennis in tv per tentare di promuoverlo al massimo (per quanto su Sky, fra Sky, Eurosport e Sportitalia non ce ne sia poi così poco; altro discorso sarebbe se lo si vedesse gratis sulla Rai no?): chi non vorrebbe vederne di più? E’ certo un bel regalo che si fa a tutti gli appassionati. Anch’io sono stato felice di sapere che sarebbe nato un canale televisivo di solo tennis.
Ma se _ ipotizzo _ il bilancio della tv dovesse comportare un “rosso†(poniamo) di due milioni di euro con i quali si potrebbe aiutare due dozzine di ragazzi all’anno il mio atteggiamento cambierebbe: ci sono concrete speranze di arrivare al pareggio in un triennio come si era annunciato, o si decide di andare in rosso ogni anno per chissà quanto? E’ tutto opinabile. Sono scelte. Scelte politiche.
Personalmente io desidererei che a Tirrenia (o in un qualsiasi altro centro federale sparso per l’Italia, uno al nord, uno al centro, un altro al sud per non allontanare troppo da casa i ragazzi ancora bambini) si potessero chiamare molti più ragazzi. E… se ce ne fossero di promettenti altrove (anche all’estero), desidererei che si avessero i soldi per poter aiutare anche quelli. Più si riesce ad aiutarne, più ci si mette nelle condizioni per aiutarli, e più abbiamo chances che qualcuno venga fuori. Se non vogliamo perderci quelli che non se lo possono permettere.
Nei giorni scorsi avete letto su Ubitennis dei sacrifici, dei traslochi, delle angoscie sopportate da Sara Errani dacchè aveva 10 anni (e le spese sostenute dai suoi genitori) per arrivare dove è arrivata oggi. La solitudine può essere l’avversario più difficile da battere.
Oggi Sara mi ha appena detto (vedi il video) e sono certa che era sincera: “Non so se abbiamo ancora raggiunto il pareggio economico con gli investimenti fatti!â€. Eppure se andate a vedere i guadagni realizzati con i premi, ma senza gli sponsor e i gettoni di presenza, Sara ha superato il milione e 200.000 dollari. Vi rendete conto? Forse ha fatto pari! Dopo 3-4 anni ad alto livello, fra le prime 50 del mondo e nella squadra che ha vinto l’ultima Fed Cup.
Tornando a parlare di Gaia, che ha appena vinto il primo turno delle qualificazioni al torneo junior _ ed è quindi ancora lontana dagli exploit di Sara (magari ci arrivasse…), avete un’idea di quanto può essere costato vivere e allenarsi da Bollettieri per 4 anni? E ora a Orlando in Florida con un coach personale, Rodrigo Vallejo tutto l’anno? Un coach che è stato quello di Kei Nishikori (immaginate quanto lo pagasse il giapponese!) per tutto il 2007, che ha seguito anche Tommy Haas lo scorso anno (idem con patatine).
I genitori di Gaia abitano a Prato, lei ha deciso di vivere da sola a Orlando pur di sfondare. I due genitori si sacrificano lavorando nella loro azienda tessile: lavorano lì il papà , la mamma, la sorella della mamma. Hanno discreti mezzi, ma non mezzi trascendentali. E uno junior che giri il mondo, con il coach da mantenere, le spese di viaggio, gli allenamenti, le palle, l’attrezzatura, gli alberghi, non costa meno di 150.000 dollari l’anno.
Gaia ha cominciato a sognare di diventare una campionessa di tennis prima dei 10 anni. Ora che ne ha 18 …sono già 8 anni che si fa un mazzo incredibile per realizzare il suo sogno. Ascoltate l’audio. Tutte le mattine sveglia alle 6, tutti i giorni 4 ore di tennis e 2 ore di ginnastica.
Qualcuno ha pensato ad aiutarli? Per ora non sembra anche se ha già battuto alcune tenniste che sono nel tabellone principale junior e qualche classificata Wta.
La ragazzina, mancina, in possesso di un gioco abbastanza completo, discreto fisico (un metro e 71), gran bel dritto capace di angolazioni notevoli (aspetto importantissimo nel tennis in genere, ma ancor più in quello femminile dove si vede giocare fin troppo dritto per dritto), meriterebbe un aiuto. E chissà quante altre come lei.
Cosa si aspetta ad aiutarli? Semplice: che, a loro spese, arrivino a fare risultati. Buoni, possibilmente ottimi risultati. Allora a quel punto arriveranno le convocazioni, e le richieste ad esse connesse, i pistolotti morali sulla bandiera e sull’obbligatorietà di dire sempre di sì alle regole scritte da quei dirigenti dilettanti (“perché la Fit vi ha aiutato…â€).
Dimenticando che a reggere quella bandiera sono stati finora soltanto i genitori dei ragazzi.
Troppo comodo, amici. Troppo comodo scegliere di investire i soldi in mille rivoli diversi, tv e non, mentre quelle poche famiglie che puntano al tennis si svenano, mentre i giovani si fanno il mazzo, e poi venire a raccogliere quel che gli altri hanno seminato. Per poi imporre obblighi che, se non rispettati, prevedono sanzioni regolamentate da statuti fatti ad arte. A me tutto ciò non sembra serio.â€
Fin qui Ubaldo: molte cose sono condivisibilissime, molte cose le abbiamo esposte e sostenute anche noi di G&f, prima sul Blog di Ubaldo e poi qui su spaziotennis. Certamente anche Nikolik ha sempre sostenuto che compito di ogni federazione sia promuovere il proprio sport e quale migliore promozione di un contenimento dei costi?Campi pubblici, tornei nel week end, campi liberi nei circoli per gli U14 almeno quando non giocano i soci e i campi giacciono inutilizzati… Questo e’ fondamentale per l’allargamento della base ma poi…davvero ci vorrebbero le Associazioni Sportive: il rugby era uno sport poverissimo, ma almeno non mi dovevo pagare il treno o la benzina o il pasto per andare a giocare in trasferta!!!
Mauro g&f says:
Stefano, sul discorso dell’errore nel scegliere il tennis per i maschi, direi che è una scelta per forza soggettiva, all’inizio fatta dal genitore e poi confermata o meno dal ragazzo. Io per esempio almeno mentalmente da bambino avrei preferito uno sport individuale come il tennis, non piacendomi le aggregazioni di maschi che fanno combriccola cameratismo etc., ho sempre preferito un tipo di vita solitario dove confrontarmi con la mia persona con i mie difetti, con i miei limiti. Non credo di essere l’unico così. Il giocare contro qualcuno è poi, l’abbiamo sempre detto, la rappresentazione non cruenta della lotta dell’uomo per la sua sopravvivenza e quindi benefica in quanto non distruttiva, magari i popoli e le nazioni affrontassero le loro beghe non a bombardamenti, terrorismo, torture ma su un campo da tennis.
Stefano Grazia says:
Mauro: si, tutto vero. ma e’ tutto vero anche quello che ho scritto io: nel tennis 9e negli sport individuali in genere) c’e’ meno socializzazione, meno empatia, alcuni coaches ti insegnano addirittura ad odiare l’avversario e a non mescolarti con gli avversari…e i ragazzini a quelle eta’ -10-14 anni – sono troppo immaturi per capire le sfumature … Poi se uno e’ Quinzi e vince il 98% dei suoi matches, gli riesce anche facile fare il cordialone e il simpatico (E’ un po’ come Federer …), ma gli altri? Gli altri devono fare conto con un sacco di pulsioni, emozioni, sentimenti viscerai talora poco nobili come rabbia, invidia, gelosia e soprattutto con la solitudine del maratoneta (in questo caso del tennista) … vabbe’, cose gia’ dette, trite e ritrite, sara’ che io la sto gia’ dando su e mi sto preparando per la prossima estate (vorrei circumnavigare la Jamaica in windsurf, era il mio sogno 20 anni fa …E adesso ho due amici in pensione che hanno un piccolo yacht negli states e che mi farebbero da barca d’appoggio…Ma potrei anche circumnavigare la Sardegna: non ci vuole nulla, e’ come girarla in bicicletta…e’ solo per fare qualcosa durante le vacanza, avere un obiettivo …) COMUNQUE, a proposito di Quinzi: l’altro giorno ero li’ che aspettavo Nicholas e sento parlare italiano alle mie spalle: mi giro ed era una signora con due ragazzini…Chiedo di dove sono e salta fuori che lei e’ greca (ma parlava italiano perfettamente), un ragazzo e’ svizzero italiano e l’altro americano, ma parla bene italiano anche lui. Mi chiedono chi sono, chi e’ mio figlio, e gli dico che e’ qui come full timer. ah, ma deve essere bravissimo allora (loro erano evidentemente qui come short timer…) e io rispondo: se fosse bravissimo, sarebbe qui con una scholarship…e la madre: eh, ma la danno a pochissimi…e io: be’, uno dei pochi, lo sapete no, e’ un italiano…Quinzi.
A questo punto il rafazzino americano fa: ah, si…ma e’ stato sospeso, hanno scoperto che barava sull’eta’
Al che io ho replicato:UNA COLOSSALE BALLA. Infatti ha vinto il Campionato Europeo Under 14 … se fosse stato sospeso non avrebbe certo potuto giocarlo.
Al che non hanno potuto replicare e infatti la madre ha concluso: Si, quando uno e’ troppo bravo fanno subito a gara a gettargli addosso immondizia…
Ma questa storia e’ veramente buffa: comincio’ a circolare in Italia all’ETA di Trieste l’anno scorso e anche qui alla Bollettieri tutti la davano per scontata, perfino alcuni coaches …Del resto qui in America c’e’ una certa disinvoltura quasi africana nel controllare i dati perche’ tu ti iscrivi all’USTA on line e quindi non c’e’ controllo…Ci sono un fracasso di ragazzine russe e dell’Est dall’eta’ dubbia…vi ricordate la Golovina? Vinceva da piccolina perche’, dicono, aveva due anni in piu’… E quindi fanno presto a darlo per scontato (tanto, dicono, alla fine i nodi vengono al pettine…) Ma in Italia,almeno, devi presentare,almeno mi sembra, anche un documento, all’atto dell’iscrizione e questo taglia la testa al toro …
Stefano Grazia says:
Sempre su Quinzi, un articolo dal Blog di Simone Salvador (che non so chi sia ma navigando a vista in questa epoca di scarsi commenti da parte vostra mi ci sono imbattuto…):
“Troppe volte mi è capitato di leggere e sentire sui media cose del tipo “Il nuovo Maradona”, “L’astro nascente del ciclismo”ecc. Troppo spesso sono stati portati alla ribalta giovanissimi e precoci talenti che poi, regolarmente, hanno finito per perdersi tra attese eccessive e familiari incapaci di gestire nel modo giusto l’improvvisa (ed effimera) notorietà . Il caso del piccolo Vincenzo Sarno (mi pare si chiamasse così) è emblematico.
Così, quando vedo appiccicata a qualche talento l’etichetta di “Nuovo fenomeno”, sono sempre molto scettico e dubbioso. Prima di tutto perchè un 14enne-15enne è nel pieno della crescita fisica e mentale. Poi perchè per poter “arrivare” occorrono svariati fattori positivi, famiglia e umiltà in primis.
Tuttavia, non ho potuto fare a meno di leggere con particolare interesse – e, confesso, un pizzico di speranza patriottica – il pezzo dedicato (Repubblica, a firma Paolo Rossi) a Gianluigi Quinzi, 14enne aspirante tennista marchigiano di cui si parla molto bene, anzi, straordinariamente bene. So perfettamente che parlare di un ragazzo così piccolo potrebbe contribuire ad alimentare voci e attese sul suo conto, innescando un meccanismo deleterio di “popolarità anticipata”. La storia di Gianluigi, però, merita di essere raccontata perchè è completamente diversa da quella di molte promesse o presunte tali. Non solo. Proprio settimana scorsa ho letto con molto piacere un’intervista a Paolo Bertolucci. Dopo aver raccontato alcuni gustosi retroscena (tra cui la possibilità di diventare coach di Roger Federer), Bertolucci ha parlato della crisi infinita del tennis azzurro al maschile e dei motivi per cui, secondo lui, non riusciamo ad esprimere un qualsiasi atleta da primi 10-15 al mondo da tempo immemorabile. Le frasi di Bertolucci mi hanno colpito molto. Egli sostiene che le ragioni della profonda crisi siano di natura para-sociologica (e per quel che conta, mi trovo perfettamente d’accordo con lui): “Il tennis si gioca soprattutto all’estero e gli italiani soffrono la lontananza, sono dei provinciali, si adattano alle condizioni, alla lingua e all’alimentazione molto peggio degli altri. E ancora: gli italiani non sanno investire su loro stessi. Un giocatore straniero con i primi soldi che guadagna si costruisce un team: coach, fisioterapista e preparatore atletico. Spende per migliorarsi. I nostri, invece, si “sparano” subito il macchinone, la villona o lo yacht, poi risparmiano su figure ormai fondamentali per la crescita. Mi spiace, sono pessimista, nel tennis siamo indietro come in altri campi dello sport e non solo. Spero comunque di sbagliarmi”. Certo, le ragioni delle enormi difficoltà del tennis azzurro sono anche altre (programmazione, Federazione, scuola, ecc). Tuttavia gli aspetti che sottolinea Bertolucci sono assai importanti.
Ora, la storia di Gianluigi Quinzi mi ha colpito proprio perchè in totale contrapposizione con l’ottima analisi di Paolo Bertolucci. Gianluigi è nato a Porto San Giorgio (Fermo) e già all’età di 7 anni Antonio Di Paolo del circolo cittadino disse ai suoi genitori: “E’ un fenomeno. Vede la prima palla, non so portatelo in giro, sentite la Federazione”. Genitori sportivi, mamma Carlotta nazionale di pallamano, papà Luca presidente del circolo, che prendono la decisione più coraggiosa. Investire sul talento di loro figlio e trasferirsi a Bradenton, Florida , alla Nick Bolettieri Academy, la scuola di tennis più famosa e importante al mondo (lì sono cresciuti campioni quali Agassi, Sampras, Monica Seles e le sorelle Williams). La leggenda vuole che Nick Bollettieri, probabilmente il più famoso talent scout/allenatore del pianeta, noti Gianluigi a 5 campi di distanza e ordini ai suoi scagnozzi di portarglielo di fronte. Bollettieri intravede subito le qualità di Gianluigi e il piccolo ragazzo marchigiano ottiene la borsa di studio per l’Academy. I Quinzi allora decidono che ne vale davvero la pena e mamma Carlotta si trasferisce con il fratellino Gianluca in Florida per seguire Gianluigi. Anche un paio di sponsor decidono di sostenere Gianluigi, ma l’educazione della famiglia unita alla rigida disciplina dell’Academy, impediscono a Gianluigi di montarsi la testa. Scuola prima di tutto, nessun comportamento da divo, niente racchette da rompere o imprecazioni da divetto. Del resto alla Bollettieri Academy anche i tennisti più affermati si comportano come gregari qualsiasi e l’esempio spesso è determinante…
L’aspetto maggiormentre positivo è che Gianluigi – e qui ritorna il discorso di Bertolucci – si è ambientato benissimo e ha stretto amicizia con ragazzini di tutto il mondo. Cresce velocemente (+ 15 cm in pochi mesi) e le prime classifiche internazionali lo collocano al primo posto in Europa e al 3 negli Stati Uniti. Aggiungere altro serve a poco.
Lasciamolo crescere serenamente, la prossima volta che si parlerà di lui, speriamo, sarà alle sue prime vittorie tra gli juniores o ancora meglio nel circuito Atp. Per ora è solo una speranza, tra qualche anno potrebbe essere un esempio.”
ORA NON credo sia necessario andare fino in Florida (la Spagna e’ piu’ vicina, la mia e’ una storia particolare che partiva dalla necessita’ di una scuola americana…ma adesso ho qualche rammarico di non aver colto la chance australiana anche se credo che non avremmo piu’ trovato Birrel alla Pat Cash, avevo letto che si era spostato a Brisbane…) ma e’ buffo semmai constatare che molti, moltissimi campioni sono diventati tali andando ad allenarsi FUORI DI CASA. L’eccezione e’ McEnroe (che pero’ aveva la Hopman Academy sotto casa) e ovviamente Nadal ma Safin, Murray, lo stesso Roger a un certo punto sono andati fuori di casa e spesso in un’altra nazione…guardate che succede anche in Italia: Golubev, Djokovic, Ljubcic… Quind …, NEMO PROPHETA IN PATRIA?
pasanen84 says:
@Stefano Grazia
) per non parlare dei sacrifici a livelli più alti (famiglia, amici!!!), allora per me è uno sport che ti dà frustrazione e basta.
No non sono a Miami, magari!! Mi ero espresso male nel messaggio! Sono di Ferrara: c’è un pò di differenza con Miami!
Anch’io sono d’accordo con Stefano che il tennis da piccoli è uno sport “crudele” a dispetto di un calcio o basket ecc.. Anche se anche lì ci sono le selezioni per poter far parte di certe squadre e degli “ostacoli” da superare ci sono comunque. Visto sotto un’altra prospettiva un aspetto buono del tennis rispetto ad uno sport di squadra è che è completamente meritocratico: vali tot prendi tot (nel lungo periodo ovviamente non nella singola partita). Sei completamente arbitro del tuo destino e questo non è un insegnamento da poco (anche se poi bisogna saperlo cogliere); in uno sport di squadra ci possono essere dinamiche diverse dalla “meritocrazia” (simpatia, …) nelle scelte.
Io ho fatto tennis dai 9 anni in su a livelli sempre mediocri e mi ricordo la volta in cui ho pianto quando al primo incontro “semi-ufficiale” ho perso con una bambina e mi sono cacciato a piangere. L’unica cosa di cui per me bisogna essere consapevoli è che il tennis è uno sport che ti dà tanto solo se anche tu gli dai tanto; se un ragazzo non è disposto o non è convinto di fare dei sacrifici anche a livelli bassi (il cocktal in più a 16 anni, piuttosto che la canna..altri non li vedo
Se non si ha lo spirito giusto meglio fare sport di squadra in cui impari a fare gruppo!! Di certo non invidio i genitori che fanno giocare i figli a tennis soprattutto a certi livelli; il senso di colpa credo sia inevitabile anche se arrivati ad un certo punto (es. quello di Stefano) non si può più tornare indietro quel che è fatto è fatto. Nicholas avrà sempre come background il tennis con i suoi pro e suoi contro e il tennis farà sempre parte della sua vita!
Pinot says:
Non condivido la teoria dell’adattamento. Quella del macchinone poi, dato i discorsi precedenti sui guadagni dei tennisti nazionali, mi sembra poi una bufala. Come quella da verificare del coach di Federer…
In Italia non è in crisi il tennis in Italia è in crisi lo sport.
Controllare prego… calcio nazionale, pallacanestro nazionale, pallavolo nazionale, sci, rugby, atletica leggera… e stiamo parlando degli sports nazionali.
Si può dire che la crisi del tennis è cominciata prima ma cercare motivi specifici per il tennis diventa difficile.
Il Italia è in crisi lo sport perchè non vi è avviamento allo sport e di ciò non si devono far carico le federazioni. Si deve far carico lo Stato. L’educazione allo sport deve avvenire nella primissima infanzia e prima di formare calciatori tennisti sciatori e decatleti, si devono formare giovani sportivi che poi potranno specializzare il percorso scegliendone uno in particolare.
La federazione ha tante colpe ma quello di formare la base è compito delle istituzioni. E, come sapete, nelle scuole elementari l’educazione fisica, come si chiamava una volta, è una cosa penosa se non ridicola. Affidata a improvvisati maestri del tutto impreparati al compito, in un numero di ore esiguo, tipo una allla settimana e non sempre, ed in una situazione nella quale le uniche strutture sportive pubbliche (palestre) sono di proprietà delle scuole elementari e contese, nei pomeriggi, da associazioni sportive private che fanno attività motoria per bambini paganti.
Nelle scuole medie l’insegnante è maggiormente competente, deve essere laureato in scienze motorie, ma con due ore settimanali e con bambini che ormai sono formati che pretese possiamo avere?
Un tempo forse si poteva far conto sulla strada. Molti dei giochi proposti dal tomo L’allenamento ottimale, per i bambini, mi ricordano i giochi in piazza e per strada di qualche decennio fa. Ma oggi che per strada ci sono più auto che persone?
Coordinazione, equilibrio, anticipazione motoria, orientamento, controllo, differenziazione…
Certo nel sito di Buzzelli si trova molta roba, ma chi la fa e quando.
Mi sembra che quando ci si può pagare un preparatore atletico di alta competenza, non serve più.
E allora invece di criticare l’indolenza e la scarsa adattabilità degli italiani, proporrei che nei programmi scolastici l’educazione motoria entri come questione seria che riguarda in primis la salute della popolazione e secondariamente la formazione della base sportiva dalla quale ogni disciplina possa attingere nel migliore dei modi.
E programmi scolastici significa piena utilizzazione delle palestre, obbigatorietà dell’educazione fisica e maestri in grado di operare a partire dalle conoscenze scientifiche sullo sviluppo fisico dei bambini e delle fasi sensibili dello sviluppo.
Certo servono risorse, ma senza banalizzare, se si considera quanto si risparmierebbe in sanità e quanto si guadagnerebbe dal ritorno pubblicitario di una nazione di campioni celebrati, si capisce che non sono le risorse che mancano ma la cultura.
Pinot says:
Condivido volentieri la gioia di francesco brancato per la semi di Caserta, gioia condivisa dal circolo sottocasa la cui atleta perdeva l’altra semi.
Mentre seguivo il tabellone, sotto sotto, auspicavo una finale che purtroppo non è stata.
Intanto di Caserta testimoni mi raccontano di grande ospitalità , organizzazione e cordialità …e di un Rolex al vincitore.
Pinot says:
Sui costi segnalerei le considerazioni di Piatti, sull’ultimo numero di Tennis italiano, che sottolinea l’eccessiva frequentazione dei tornei junior all’estero, per poter far punti, quando si possono frequentare più tornei open loco-regionali per proseguire nella crescita e maturazione del giovane tennista.
E per l’occhio del tecnico, ho visto fare, giusto ieri, punto da un ragazzino U16, Giuseppe Faraone, con il colpo sotto la gambe per il quale sono celebrati in questi giorni Federer e Schiavone. E’ possibile che sia un colpo facile anche se d’effetto?
Alessandro Nizegorodcew says:
@Pinot
Il colpo sotto le gambe di per sè non è un colpo difficile. Il discorso è riuscire a fare un passante vincente, allora si, posso assicurarti che non è semplice. Comunque sia, Federer & Co. durante un match compiono numeri molto più difficili di un passante sotto le gambe, solo che sono meno spettacolari..
diego says:
Sul discorso dei costi del Tennis l’esempio portato sopra di Gaia Senesi che si allena da Bollettieri mi sembra eccessivo se non assurdo.
Non conosco questa ragazza ne’ i suoi risultati come under ,anche se mi sembra non ne abbia molti, spendere pero’ quelle cifre sono scelte sue e della famiglia.
Non credo pero’ che possa essere un esempio soprattutto a livello di spese.
Non e’ affatto obbligatorio andare ad allenarsi in America e spendere un sacco di soldi.
Credo che se uno ha i numeri possa emergere anche in alcuni circoli o accademie in Italia spendendo molti meno soldi,il problema e’ che i numeri non li ha quasi nessuno.
Stefano Grazia says:
IL COLPO SOTTO LE GAMBE LO SO FARE ANCH’IO ed e’ l’unica cosa che mi differenzia dal popolo bue: di solito poi il unto lo fa sempre l’avversario ma gli applausi me li prendo…Il passante, da sotto le gambe,no, non mi riesce quasi mai ma a volte poi l’avversario e’ sorpreso e la sua volley in mezzo al campo e’ facile preda deo mio passante in corsa ma il Colpo alla Noah (di cui l’artefice piu’ grazioso era pero’ Gabriela Sabatini che lo faceva ad ogni dove, quasi mai pero’ facendo il punto) e’ abbastanza facile da imparare se uno non si vergogna a provarci (perche’ tutti lo prenderanno per il culo…) e io l’ho imparato a 40 anni da solo sull’helideck della piattaforma in Libia con quelle palline attaccate ad un elastico…le facevo rimbalzare forte e poi correvo e sblam…sotto le gambe…. se l’ho imparato io, lo possono imparare tutti…)
Anch’io ho letto l’articolo di Piatti citato da Pinot e infatti era proprio mia intenzione proporvelo: in pratica Pi’atti da ragione a Mauro che ‘rinchiuso dentro i limiti di una prigione senza confini (la Sardegna, ma la citazione e’ da De Andre’ e si riferiva, lui, al deserto dove gli uomini della sabbia hanno profili d’assassini), Mauro, dicevo, ha fatto giocare a Chiaretta molti Open e Terza (almeno credo) ed e’ quello che avrei fatto anch’io… Mischiare Adulti e Coetanei credo sia un bene ed e’ davvero inutile andare a macinare troppi km per niente … Sono anche d’accordo sul fatto che senza l’assillo di tornei e classifiche (ho visto l’anno scorso al Runng i ragazzini della Vavassori ossessionati dal terrore di perdere punti) un ragazzino puo’ pensare di piu’ ad ‘IMPARARE’ a giocare e diventare tecnicamente migliore (quello che e’ successo a Nicholas in Africa anche se poi ora paga la mancanza di esperienza ed assuefazione al clima da match)
QUINDI, si, non e’ che uno debba andare all’estero ma e’ vero che sprovincializzarsi male non fa…Io sono sempre convinto che una percentuale non piccola delle doti che fanno il campione sia da rintracciare nella CAPACITA’ DI ORGANIZZARSI ON TOUR (farsi la valigia, non dimenticare le cose necessarie, farsi i biglietti, prenotare l’hotel, i campi, organizzarsi gli allenamenti, nutrirsi, andare a letto presto, sopravvivere a noia e solitudine e alla malinconia, nostalgia, lontananza da casa… Poi c’e’ anche questa cosa qui: mi ricordo che Della Vida raccontava che Volandri e Bracciali appena arrivano in Australia, la prima cosa che fanno e’ cercare l’edicola dove vendono la Gazzetta e il ristorante dove fanno gli spaghetti … Mah, devo dire che se e’ vera e’ stata un po’ una mazzata, e uno che si illude che i nostri eroi in giro per il globo possano davvero diventare cittadini del mondo … pare lo sia diventato perfino Agassi che era stato preso per il culo per secoli come un junk food addict e invece pare che sia un incredibile buongustaio, intenditore di vini (fino alla pedanteria) ed esperto di prosciutti e bistecche che si fa portare in aereo a Las Vegas prima di invitarti ad uno dei suoi rinomati BBQ … (tutto questo che gia’ era noto, viene confermato anche da Pat McEnroe nel suo ultimo libro Hard Court Confidential)
Gaia Sanesi e’ una storia un po’ speciale, credo…avendo la possibilita’, credo sia stata lei fin da piccola, ad avere questo sogno di giocare a tennis ma anche di evadere dal mondo un po’ ristretto di Prato e della fabbrica dei genitori, il mondo oltre la siepe, insomma, vedere cosa c’e’ oltre il giardino …
Alberto says:
Vero, Stefano, infatti il colpo (che qualcuno chiama tweener) fu ribattezzato Sabatweenie
se esistesse in italiano l’avrei regalato a mezzo mondo!
Com’e’ Hard Court Confidential? Mi fido del tuo giudizio dopo che Open (letto dopo la tua entusiastica recensione) e’ diventato una specie di breviario per me…quasi ogni sera me ne rileggo qualche passo…e’ troppo bello!! A proposito, qualcuno sa se sono intenzionati a pubblicarlo in Italia? Ormai e’ passato quasi un anno e la traduzione ancora non esiste
monet says:
parlando di colpo sotto vorrei proporvi questo, non sarà Federer ma a volte capita anche a loro certe ” prodezze”….
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=PeQVMo6IUps
Mauro g&f says:
Diego, sono in parte daccordo con te, non sul punto che nessuno ha i numeri, in Italia si è dimostrato che i numeri ci sono, il problema sta nel far lavorare i ragazzi che ne hanno voglia senza l’assillo dei soldi e qui siamo di nuovo daccapo.
Gus says:
In tempi recenti, nei miei interventi più dibattuti, avevo posto l’accento su questi aspetti:
(1) Far giocare ai ragazzini U16-U14-U12 molti tornei di 4/3/2 vicino casa, piuttosto che tornei del gigetto juniores in giro spendendo soldi inutilmente
(2) Fare attenzione al livello di gioco raggiunto prima di buttarsi in avventure drena risorse (almeno per chi di soldi ne ha pochi)
(3) Precocismo e iperspecializzazione
Naturalmente queste idee non vanno per la maggiore e la discussione nata nel blog ne è la testimonianza. Peraltro parole che vengono da un semplice appassionato e quindi giustamente sottovalutate.
Ma questo mese, su Tennis Italiano, Riccardo Piatti pare dica cose molto simili e allora………
“….il problema di un’attività frenetica e di un eccessivo numero di tornei si verifica, secondo me, anche a livello giovanile, tra gli U12 e gli U14. Questo fa si che tanti ragazzini diventino professionisti precoci non lasciando sufficiente spazio al recupero e alla costruzione dell’atleta. Può dunque succedere che questi ragazzi non crescano sani e siano più soggetti ad infortuniâ€
“…. A livello giovanile perché a livello U12, U14,U16 bisognerebbe lavorare per creare le basiâ€
“Tra l’altro sono d’accordo con chi sostiene che i ragazzini dovrebbero giocare molti più tornei al di fuori delle categorie per età : tornei di terza, di quarta ecc.ecc.â€
E qui mi sono sentito un fenomeno (scusate l’autocelebrazione, ritorno alla mia mia umile posizione) ïŠ
“Quando si gioca tra giovanissimi è facile che l’avversario ceda e ti regali la partita. L’adulto, magari dello stesso livello tennistico, non ti regala niente. La partita devi vincerla tu.â€
“Vorrei proprio vedere se oggi i nostri migliori U16 o U14 sono capaci di vincere tutte le partite in serie D1 o in serie C “(prima faceva riferimento a Ljubo che a 16 anni vinceva la Coppa Italia).
Io direi molto probabilmente “noâ€.
La serie C a Torino la facciamo con i 2.3-2.4-2.5-2.6-2.8 e non siamo stati promossi.
La D1 ha praticamente dal 2.7 al 3.5 massimo.
La terza bassa e i 4.1 fanno la D2.
Gli altri la D3. Io quest’anno in D3 ho giocato contro un 3.1, tanto per capirci.
Torniamo a Piatti:
“Significa però che il lavoro andrebbe programmato in modo che siano in grado di reggere la pressione quando servirà davvero, cioè da 20 anni in poiâ€.
“Anche il meccanismo di competizioni giovanili come la Coppa Bleardinelli……….alimentano una rivalità interna alla categoria ….di gioco utilitaristiche, magari tirano su un pallonetto in più per vincere anziché magari fare un serv & volley o provare a rispondere aggressivi come è nelle logiche dicrescita del lavoro che stanno svolgendo. ……Non stanno attenti alla crescita del gioco o alla crescita dell’atleta: stanno attenti al risultato della partitaâ€.
“La chiave è capire che il risultato che va perseguito non è la vittoria di una singola partita ma riuscire a giocare partite che servano alla crescita. Partite in cui i maestri chiedono al loro allievo magari di giocare almeno una volèè a game, oppure sempre aggressivi sulla risposta. Oppure di tirare sempre forte la prima di servizio. Questi sono i risultati da perseguire in quegli anni, nei quali non è importante la vittoria, ma la crescita del tennista.â€
Io condivido al 100% e quindi ripropongo questi temi che credo siano sempre di interesse per il nostro blog, specialmente quando a porli al centro del dibattito è Piatti.
anto says:
@Pinot…Il Italia è in crisi lo sport perchè non vi è avviamento allo sport e di ciò non si devono far carico le federazioni. Si deve far carico lo Stato. Pinot..Lo Stato????????Ma di quale stato stai parlando………..ah si…di quello che riesce a farsi scappare i migliori cervelli del paese che qui non riescono a trovare sbocchi professionali……….lo Stato….che grida lotta alla mafia e poi non riesce a pagare benzina e straordinari alle forze dell’ordine……lo Stato rappresentato da politici che non riuscirebbero a farsi assumere nemmeno in un’azienda veneta formata da tre dipendenti…lo Stato è morto…ormai qui da noi è tutto un arrangiarsi alla totò………il Tennis???? ahahahaha lo sport che ormai pochi bambini decidono di scegliere perchè troppo difficile, troppo duro, troppo costoso,,,,,,e chi ha la possibilità 4 su 5 sono smidollati……vogliamo veramente allargare la base,,,campi pubblici per tutti…anche se ormai perfino andare in parrocchia il prete ti fa pagare……….forse il terzo mondo lo abbiamo veramente noi,,,e la cosa assurda è che non ce ne rendiamo conto…….
Barbara says:
Stefano
da Vavassori nessuno ha mai fatto a mia figlia un discorso di classifiche (e sarebbe stata la prima a cui farlo) tutto quello che le è stato chiesto e di giocare al massimo fino a quando riesce e di non preoccuparsi se poi finisce il carburante perchè lo scopo è quello di alzare il livello e reggere poi tutta la partita.
Il problema è semmai di alcuni ragazzi che devono giustificare ai genitori la permanenza in accademia e poichè il metro comune con cui si misura la crescita è la classifica da lì nasce l’ossessione.
I tornei di III e gli open sono sicuramente una valida alternativa, se non fosse che non sono più organizzati come un torneo bensì solo come un mezzo per prendere punti e salire, perchè tutto si riduce sempre e solo a quello.
Mancano sia l’atmosfera che l’importanza della gara, è una cosa per adulti e per opportunisti, che toglie al ragazzino il fascino della competizione, senza considerare che sono pieni di vecchietti e vecchiette arzilli e con un tennis improbabile che farebbero passare la voglia di giocare a chiunque e li trovi in IV,III e II.
Ho portato mio figlio scarso ad una gara di scherma ma il fascino era quello di una competizione seria, ovvero ti dava l’impressione di fare una cosa importante ed era semplicemente una gara regionale.
Piatti ha ragione, ci sono under che hanno classifiche da paura ma giocano anche 100 tornei l’anno, è chiaro che su 300 partite giocate è più facile fareil positivo rispetto a chi ne gioca 30 in un anno, la domada da porsi è quando si allenano.
Io non sono in grado di dire chi ha ragione ma quello che ho constatato è che dei fenomeni della generazione di mia figlia (ovviamente della mia regione) non ne è rimasta nessuna e che anzi quelle che stanno andando avanti e si stanno costruendo nel tempo un tennis ed una classifica hanno fatto le cose con molta calma.
Atti says:
Ne parlavo di recente con un mio amico che ha entrambi i figlie che giocano a calcio nel settore giovanile di una squadra di serie B; lui si lamentava che in agosto “addirittura†ha dovuto portarli ad allenarsi quasi tutti i giorni (mentre da settembre in poi c’è sempre il pulmino che passa sotto casa), al che non ho potuto non fare una risata ironica e dirgli che quello che succede a lui in agosto, è routine per un tennista 365 gg. dell’anno.. e con l’aggiunta che è la famiglia che paga perché il figlio pratichi lo sport che gli piace.
Che poi ultimamente negli sport di squadra le nazionali non ottengano grossi risultati dipende anche dai ricambi generazionali…e dal livello medio mondiale che oramai è altissimo in quasi tutti gli sports…
Invece come direbbe Binaghi… il tennis è in controtendenza visto che erano 34 anni che un italiano non vinceva uno Slam… e la Schiavone vista ieri potrebbe ancora stupire…
La Spagna ci è superiore, non solo nel tennis, perché secondo me ha sfruttato bene gli investimenti nello sport dalle olimpiadi di Barcellona 1992 in poi… e l’onda lunga sta andando avanti… bravi.
Noi invece abbiamo fatto gli stadi per i mondiali 90 con le piste di atletica che non vengono mai usate.. salvo poi rifarli … e quasi tutti i Comuni mettono sempre al primo posto la costruzione di campi da calcio invece di palestre, piscine, campi da tennis…
Il problema del tennis rimane legato al nodo dei circoli che non sono vere asssociazioni sportive… e nessun comune avrà mai il coraggio di togliere al tal circolo l’utilizzo dei campi per darli ad una associazione sportiva agonistica… e per costruirne di nuovi, di questi tempi, hai voglia… campa cavallo…
Gus says:
@Barbara:
“I tornei di III e gli open sono sicuramente una valida alternativa, se non fosse che non sono più organizzati come un torneo bensì solo come un mezzo per prendere punti e salire, perchè tutto si riduce sempre e solo a quello.â€
Perdonami Barbara, ma non ho capito bene cosa vuoi dire.
“Mancano sia l’atmosfera che l’importanza della gara, è una cosa per adulti e per opportunisti, che toglie al ragazzino il fascino della competizione, senza considerare che sono pieni di vecchietti e vecchiette arzilli e con un tennis improbabile che farebbero passare la voglia di giocare a chiunque e li trovi in IV,III e II.â€
Può darsi, la mia idea però è che se non riesci a giocartela con “vecchietti arzilli con un tennis improbabile†a 12/14/16 (ovviamente per la categoria di gioco), beh forse, ma dico forse, uno potrebbe cominciare a pensare di risparmiare un po’ di soldi per l’università in Inghilterra, invece che facendoli girare tra pari nei tornei del gigetto in Europa.
“Piatti ha ragione, ci sono under che hanno classifiche da paura ma giocano anche 100 tornei l’anno, è chiaro che su 300 partite giocate è più facile fare il positivo rispetto a chi ne gioca 30 in un anno, la domanda da porsi è quando si allenano.â€
Però o ha ragione Piatti (che come ho riportato integralmente dall’articolo) e sostiene che devono giocare “molti più†tornei con gli adulti di pari categoria, o hai ragione tu quando dici che è tempo perso.
“stanno costruendo nel tempo un tennis ed una classifica hanno fatto le cose con molta calma.â€
Appunto, che tradotto significa, no alla specializzazione precoce, no a una programmazione che privilegi il risultato tra gli juniores invece che a formare un atleta che dovrà giocare al suo massimo livello tra i 20 e 30 anni (in qualsiasi categoria) e si ad uno sport che sia formativo in senso assoluto.
Molti no rispetto al tennis dei ragazzini di oggi.
Paradossalmente se l’unica alternativa ad uno sport “sano†è 100.000 Euro l’anno, beh credo che la risposta sia che il tennis può anche “morireâ€, ci sono altre possibilità per una vita sana e felice.
andrew says:
…sono appena tornato da un aggiornamento PTR, molto utile e sempre pieno di spunti…
La prossima settimana, per chi fosse interessato, presso l’Accademia Vavassori a Palazzolo, ci sarà un meeting il cui intervento principale sarà condotto da un esperto americano dell’insegnamento ai bambini under 10, tale Mike Barrell.
…andate ‘affantennis….
Mauro g&f says:
Andrew, molto bene, ma quali sono questi spunti interessanti, dai non farti pregare anche tu.
Mauro g&f says:
Piatti in effetti, ci disse le stesse cose nel raduno di Roma, è da lì che ho preso lo spunto. Fare un eta oltre che costare parecchio, non permette di allenarsi come si deve, penuria di campi e di tempo, penso che sia ragionevole effettuarne 2/3 l’anno.
Barbara, nei tornei di 4° e 3° se vai avanti li trovi quelli bravi altrochè e sono pure utili quelle partite dove trovi persone che giocano con la scimitarra invece della racchetta perchè obbligano i ragazzi ad adattarsi. a pensare e trovare risposte adeguate a nuove situazuoni.
Stefano Grazia says:
Barbara-Electra: il problema non era la Vavassori, io mi riferivo proprio al gruppo di ragazzini(una decina) dell’Accademia che erano al Rungg:mi ero stupito che parlassero solo di classifiche, che chiedessero di che classificacera l’avversario, che fossero ormai appagati di aver battuto quello di classifica inferiore e conservato cosi’ la propria ma anche terrorrizzati di giocare con uno della stessa classifica per paura di perdere punti o cose cosi’…mentre se uno aveva la classifica superiore andavano in campo gia’ sconfitti… A un certo punto mi era sembrata un’ossessione (che noi non avevamo: avendo giocato solo 3 partite l’anno scorso di cui 2 ETA e una quest’anno, ovviamente Nicholas non ha classifica, credo sia un 4.5) ma non confinata ai VavaBoys bensi’ un po’ a tutti … la stessa Coach che era con loro scuoteva il capo ed era d’accordo con me …
Si, diamo a Gus-cesare quel che e’ di Gus-Cesare: lui aveva sempre proposto l’argomento senza ricevere molta attenzione …Anch’io credo che ‘mixare’ possa essere utile: e’ vero che giocare contro quarantenni pallettare possa essere frustrante ma uno deve imparare a vincere anche quelle…Ricordo che Muster una volta perse contro Eltingh ed era inxcazzato nero dicendo che non si poteva giocare cosi’ (riferendosi ad Eltingh) perche’ veniva a rete anche seguendo degli ‘stracci’ … Quando nel mio mondo Tristonazzo sento dire, soprattutto da delle donne: eh, ho perso ma l’altra e’ una pallettara OPPURE ho perso ma io gioco meglio contro gli uomini (che hanno palle piu’ pesanti) , mi viene sempre da scuotere il capo con poca simpatia … Se uno perde da un TRISTONAZZO significa solo una cosa: che e’ piu’ tristonazzo di lui… Ognuno gioca come puo’ e come sa e quando si fa partita non si gioca per dare spettacolo ma per vincere,punto.
Unica eccezione: i ragazzini in crescita … Il pericolo e’ che a giocare in certi tornei della Bassa (…categoria) si impari ad alzare la palletta invece che perseguire IL GIOCO CHE TI FARA’ VINCERE DOMANI ma io credo che est modus in rebus, che si debba imparare a pedalare in salita, a remare contro corrente, a sporcarsi di fango e sudore …Insomma, che possa essere molto utile mescolare.
Quel che taglia la testa al toro e’ comunque l’aspetto economico … se a giocare a Bratislava, Lisbona e Pietroburgo (faccio per dire) ogni settimana mi ci porta a sue spese la Federazione o un ‘Associazione Sportiva, e’ un conto…se ci devo andare io…ma vaffantennis
Stefano Grazia says:
Pasanen: si, il tennis e’ come diceva Pancho Segura, just you and me, non importa se tu sia ricco, bello, famoso, alla fine e’ just you and me, baby … Ed e’ vero che in sport di squadra l’Allenatore a volte e’ il Nemico che ti impedisce di emergere ma io mi riferivo all’aspetto ludico, da gioco di cortile o di parrocchia, la squadretta di ragazzini amici che si contano e vanno a giocare contro l’altra squadretta di amici, le partite della Terza G del Liceo, le partite Bolognesi-Anconetani al mare di Numana …Era un discorso a monte e a valle del tentativo agonistico-professionistico … C’e’ piu’ cameratismo socializzante in altri sport (anche perche’ piu’ facili da apprendere e da giocare e con spazi riservati agli amici piu’ ‘tristi’…) Qui vai in Academy e ti alleni e qualche amico te lo fai, per carita’, ma e’ un amico con cui poi dovrai incrociare le armi, prima o poi, e andare per la giugulare…
Nikolik says:
Se un giovane, o un giovanissimo, va in grande, o grandissima, difficoltà , continuamente, con continuità , contro modesti pedalatori ed onesti palleggiatori, pur tignosi, vuol dire che ha poche soluzioni tecniche, poche soluzioni alternative e, comunque, che gioca molto leggerino e, comunque, che ha poca pazienza.
In ogni caso, nulla di buono ed è una pessima indicazione.
Anche perché la maggior parte dei tennisti giocano così e sono quelli che devi battere per andare avanti.
Insomma: prima di giocare contro Noah, quelli devi battere.
bogar67 says:
Andrew post 75 visto che si tratta di under 10 mi interessa, facci tu una lezione ripetitiva di quello che hai ascoltato in aggiornamento PTR e quello che ascolterai a Palazzolo. Non so se hai pagato e pagherai per questi incontri ma se vuoi cmq farci partecipi a prescindere siamo qui a leggerti!
Gus says:
“Si, diamo a Gus-cesare quel che e’ di Gus-Cesare: lui aveva sempre proposto l’argomento senza ricevere molta attenzione …â€
Ma perché Gus-Cesare (sicuramente c’è qualcosa di colto che mi sfugge, io sono un montagnino)
L’attenzione bisogna meritarsela e io sono abitualmente noioso.
“Anch’io credo che ‘mixare’ possa essere utile: e’ vero che giocare contro quarantenni pallettare possa essere frustrante ma uno deve imparare a vincere anche quelle…â€
Ma posso fare una domanda semplice?
Ma se un U14 non vince contro di me (che poi io pallet taro non sono proprio, ad esempio) ma davvero possiamo pensare che abbia una qualche chance di diventare un pro? Vincere giocando secondo un qualsiasi modello di gioco, antico o moderno che sia!!!
Ma un ragazzino che “tira†a 14/16 non mi da modo di fare il “mio†gioco perché il “gioco†dovrebbe averlo in mano lui nel 90% dei punti. Se non è così, non è un problema di come gioco io, ma di come gioca lui!!!!
“Unica eccezione: i ragazzini in crescita … Il pericolo e’ che a giocare in certi tornei della Bassa (…categoria) si impari ad alzare la palletta invece che perseguire IL GIOCO CHE TI FARA’ VINCERE DOMANI ma io credo che est modus in rebus, che si debba imparare a pedalare in salita, a remare contro corrente, a sporcarsi di fango e sudore …Insomma, che possa essere molto utile mescolare.â€
Ed è qui l’errore, perché si punta al risultato e non alla crescita. Ma ho già detto in più occasioni, in una progressione ideale per ambire al professionismo (che mi pare già risibile a questa età , ma vi vengo dietro nel ragionamento) un ragazzino di 14 anni deve potersela giocare con dei 2.8-3.1-3.2 (non sto dicendo vincere, ma giocarsela, qualcuna vincerla qualcuna perderla).
E di 2.8, 3.1, 3.2 che non siano allenanti per un ragazzino di 14 anni, almeno io, non ne conosco. Probabilmente nemmeno i vostri maestri ormai sono più a questo livello!!!!
E se gioca a questo livello un quarta categoria va a casa con le ossa rotte anche se quest’ultimo è un mega-pallettaro.
“Quel che taglia la testa al toro e’ comunque l’aspetto economico … se a giocare a Bratislava, Lisbona e Pietroburgo (faccio per dire) ogni settimana mi ci porta a sue spese la Federazione o un ‘Associazione Sportiva, e’ un conto…se ci devo andare io…ma vaffantennisâ€
Non esiste nemmeno che una società sportiva possa permettersi tornei del gigetto in giro per l’europa per far divertire i ragazzini. Allargare la base significa anche questo, evitare trasferte lunghissime per giocare contro pari categoria.
Ma la competizione di buon livello si può fare anche senza spendere, cominciassero a vincere un torneo di 4° a 14 anni.
Una piccola provocazione:
ma scendere nel fango fa più paura ai figli o ai genitori?
giogas says:
Che Piatti avesse un suo modo di interpretare l’avvicinarsi al mondo professionistico dei giovani lo si era intuito già da tempo e fu chiaro quando si ruppe il sodalizio con Quinzi. Purtroppo non ho nelle mani la rivista a cui vi riferite perché sono già all’estero ma cercherò di farmela pervenire quanto prima. Sì l’argomento è di indubbio interesse direi addirittura vitale per chi come me e come la maggior parte di voi ha figli con ambizioni professionistiche. Le “istruzioni d’uso†sono essenziali per poter prendere decisioni autonome ed importanti e la programmazione sia degli allenamenti che dei tornei deve essere ben ponderata e giustificata dalla situazione di fatto che varia da caso a caso (bravura, stato d’animo, disponibilità …ecc.) comunque cerchiamo di fare un po’ d’ordine
1° quando allenarsi? A mio avviso l’allenamento dovrebbe essere continuo senza nessuna interruzione durante tutto l’arco dell’anno come sostenuto spesso nel blog;
2° quando fare i tornei? Dovrebbero essere distribuiti dalla primavera all’autunno con interruzione nel periodo da ottobre a gennaio per meglio approntare schemi di gioco, affinare la tecnica, eseguire varianti tecniche che comportano un certo lavoro ripetitivo necessario per acquisire sicurezza e dimestichezza nel colpo .
3° a quali tornei partecipare? A tutti quelli che ci sono permessi in ragione della bravura, delle caratteristiche fisiche dell’atleta, delle possibilità economiche, delle distanze ecc.
4° a quanti tornei partecipare? Sono d’accordo in un numero complessivo non esagerato ( 2/3 ETA l’anno, 1 o 2 Nike o altri a livello nazionale, tornei del gigetto a livello regionale a discrezione ed inoltre numero 5/6 di categoria 2°/3°/4°) ma tutto dovrebbe essere ponderato all’età con incremento crescente di anno in anno. Volevo segnalare anch’io l’utilità dei tornei di categoria che sono stati preferiti da uno dei miei figli su tutti gli altri (da notare che gareggiare con un adulto della medesima classifica non è una barzelletta e l’impegno deve essere al 100% quando la differenza di fisico è enorme)
Sono state sollevate questioni “roventi†quali … non facciamo dei nostri figli dei professionisti troppo presto….non torturiamoli con un torneo dopo l’altro…. evitiamo l’ossessione del ranking …e poi ancora ….non arriveranno a 20 anni se continuano ad essere impegnati così e finiranno presto la benzina …ed inoltre …non crescono come atleti…. non si migliorano e giocano per vincere a tutti i costi le competizioni (con pallonetti) senza fare ciò che dovrebbero fare.
Si dà la colpa allo Stato che deve fare qualcosa… si dà la colpa alla Federazione che deve fare qualcosa… e non diamo mai la colpa a noi stessi alle nostre scelte sbagliate spesso ignari delle complicità di maestri scorretti o di sponsor pretenziosi la cui mira è ed è soltanto il risultato (se hai vinto o se hai perso). E’ lo sport che ne paga le conseguenze e la mancanza di cultura sportiva è diffusa e latente .. allora viene proprio da dire…ha ragione Archipedro!
Si vuole costruire prima l’uomo e poi l’atleta? Allora voltiamo pagina, non inseriamo nella Gazzetta sportiva le interviste a Quinzi (non me ne voglia il ragazzo), non parliamo di “enfants” prodigi, e riportiamo tutti con i piedi per terra …
purtroppo il tennis è uno sport complesso, come spesso è stato definito e deve essere imparato fin da piccoli, il bambino deve essere seguito, passo, passo, deve acquisire la tecnica, fatto gareggiare con i compagni in sane competizioni sportive che lo abituano alla gara e che gli scrollano di dosso le paure e lo fanno crescere anche come persona oltre che come atleta. Quindi tornei sì e a tutte l’età ma non troppi, sempre con un occhio attento ad evitare che la competizione diventi un gioco duro adatto a persone “grandiâ€. Ma sono sempre gli adulti che rovinano il “giocattolo†e tutto quello che fa muovere il meccanismo sono i soldi e soltanto quelli… purtroppo.
Mauro g&f says:
Fulvio, ho visto il filmato di Fabio, grande colpo anche il suo. Speriamo possa mettere a frutto il suo enorme potenziale.
Barbara says:
Piatti si riferiva ai tornei di IV,III e II prima dell’introduzione dei tabelloni a sezioni inetrmedie, che a mio giudizio hanno reso un inferno certi tornei.
Avete ragione tutti a dire che si deve battere il giocatore pallettaro e stagionato, ma al decimo che batti ti sei rotto i marroni ed ad ogni torneo devo rifarmi la trafila, cinque turni se va bene avanti indietro a €50 a viaggio, mentre prima capitava chi capitava, certo un IV non giocava con il 2.1., ma poteva capitarti un 4.5 così come un 4.1
Ci sono tornei di III ed Open che non si sa quando iniziano e non abbiamo idea di quando finiscano, gli orari vengono fatti a seconda delle esigenze di tutti che magari ne stanno giocando tre contemporaneamente (e non parliamo di agonisti con chissà quali impegni internazionali) è diventato impossibile fare e rispettare un calendario.
Giochi alle 23,00 perchè uno è impegnato con la fidanzata prima o ti sei fatto 150Km e l’avversario non si degna nemmeno di avvertirti che non viene o peggio ancora il circolo ha spostato la data e non ti ha avvertito..
Intendo dire che se ho intenzione di giocare seriamente tutto deve avere un aspetto serio, primo fra tutti il torneo, che salvo problemi atmosferici incomincia quel giorno e finisce quell’altro, se non ci stai dentro ti ritiri e se non ci sta dentro il circolo si organizzasse un bel IV a babbo morto.
Di Open organizzati con serietà ce ne sono pochi e secondo me, che non sono nessuno, un torneo organizzato con tutti i crismi è altamente motivante.
.Spero di essermi spiegata gli Open ed i III vanno benissimo ma devono essere organizzati come si deve, altrimenti is perde il senso del torneo e diventa la caccia ai punti per salire in classifica che non credo sia un discorso lungimirante.
monet says:
ricordo per darvi delle statistiche per comparare i vostri ragazzi con i giocatori di quell’età maschietti:
a 13 anni 3/5
a 14 anni 3/3
a 15 anni 2/7
a 16 anni 2/4
a 17 anni era prima categoria
ricordo anche però le ragazzine di pari età che avevano nei confronti dei loro pari uomini una miglior clòassifica di almeno un paio di categorie…..
ricordo altresi di avergli fatto giocare 1 solo torneo di serie C di allora e nessuno di serie D,1 open e poi tutti tornei giovanili saltando la categoria del momento,cioè a 14 anni giocava eta 16 e a 15 giocava già gli itf u18
chi crede che non servano a niente si chiami piatti o pincopallino per me sbaglia,se vuoi indirizzare tuo figlio all’agonismo un parametro lo devi avere per aver la forza e la speranza di continuare a spendere facendolo giocare e se non contro i migliori contro chi? pallettari da circolo o sfigati da open mestieranti?il discorso cambia naturalmente per gli uomini stop ai 16 17 anni per le donne dicamo 1 anno prima e da allora sotto con i futures e…..auguri BIEN VENIDOS NELLA JUNGLA!!!!!
bogar67 says:
Grazie Monet, scusa la mia ignoranza cosa intendi ragazzine due categorie avanti? a 13 anni secondo quanto sopra una bimba deve essere 3/3 O 2/5?
Altra cosa, quanti anni aveva Fabio quando ha incontrato Capecchi? mi pare che l’avevi già scritto, che dopo un torneo………E’ da quel momento che sei arrivato nella Jungla o già da prima? Grazie per cortese risposta, questo penso possa interessare a tutti!
monet says:
si le ragazzine quando fabio era 33 loro erano gia 32 o 31
l’odissea era già cominciata prima,ma era molto piu soft,la federazione era presente e ai tornei importanti i ragazzi ce li portava lei,a noi genitori toccava l’italia nei tornei.poi andando avanti è cominciata la vera e propria jungla,caperchi l’ho incontrato a 14 anni e devo dire che nonostante si dica in giro,è uno dei pochissimi a sapere lavorare e sapere cosa fa.tutto quello che aveva pronosticato su fabio a 14 anni puntualmente si è avverato dai 18 in su!!
bogar67 says:
grazie monet, cmq hai ribadito un concetto che è presente in tantissimi post, si comincia a fare sul serio appena finito la scuola media e per farlo ci deve essere la convinzione di tutti: in primis ragazzino/a, poi i genitori e per finire quel qualcuno che crede in te che può essere il Caperchi della situazione o la FIT stessa. Secondo te che ci sei passato, come incide in percentuale la volontà di riuscire a diventare un/a pro, daresti un 33% a testa (atleta, genitore,coach) oppure distribuiresti in maniera diversa? Andando diretto: Chi era più importante in percentuale Fabio, Leo o Tu?
Stefano Grazia says:
Non ho capito, Gus: mi hai fatto la punta al post e non ho capito se eri d’accrdo o no con quel che scrivevo…In fondo mi sembrava di darti ragione ma dal tuo post sembra quasi che tu sia in completo disaccordo con chi ha scritto il post…Mi sembra invece che il tuo post sia di sostegno, o no? Comunque guarda che Mattia Rossi vincitore dei Nazionali U13 e’ l’unico 3.4 del mazzo…. Dare a Cesare quel che e’ di Cesare e’ un famoso modo di dire, credo dal Vngelo: chiesero i farisei a Gesu’ cercando di metterlo in trappola se era giusto pagare le tasse ai Romani e lui rispose Date a Cesare quel che e’ di Cesare (e la battuta dopo fu; 23 pgnalate?) e date a dio quel che e’ di dio…
Stefano Grazia says:
Barbara: in realta’ se uno poi cresce di categoria, alla fine di viaggi ne fara’ sempre di meno ma sono d’accordo,anzi d’accordissimo, sul discorso sulla serieta’ dei tornei… Che comunque secondo me dovrebbero essere giocati (almeno da Settembre a Giugno) solo nel Week End (Anche e soprattutto per contenere le spese ma anche perche’ da Lun a ven ti alleni e nel week end giochi. Poi, i Tornei Internazionali e i Nazionali di Categoria facciamoli pure di una settimana, ma solo quelli…
Sul numero da giocare, dissento…Se ci fossimo solo allenati, a rugby , dopo un po’ ci saremmo rotti i maroni…i Tornei vanno giocati ANCHE e SOPRATTUTTO per divertirsi…Soprattutto se sei un bimbo… Quindi da Lun a Ven ti alleni e ogni week end o quasi giochi un torneo, del Gigetto o meno … Questo a Utopia City …
Poi una volta ogni tanto uno magari puo’ anche andare al mare o a sciare, per carita’ …
Discorso serieta’: qui all’USTA ti iscrivi on line, poi vedi il Draw con l’orario delle partite…A me venerdi’ han chiamato dicendo che nicholas aveva avuto un walkover e invece di presentarsi alle 9 poteva venire direttamente a mezzogiorno … Ovviamente in questi tornei si giocano raramente piu’ di 4-5 partite, di solito sono tabelloni a 16, massimo 32 … A volte puo’ capitare che devi giocare la finale il lunedi’, altre volte ci sono solo 10 iscritti (per esempio la prossima settimana c’e’ a Jacksonville un torneo DESIGNATED per americani soltanto e ho visto che ci sono 66 iscritti il che significa che negli altri 12-15 tornei in Florida in quella settimana i tabelloni saranno ‘sguarniti’…e comunque Nicky ha bisogno di giocare, di tirarsi via la ruggine …Oggi ha fatto una videoanalisi e piu’ che sul grip che pur non essendo full western e’ un po’ scivolato via dal semiwestern (figuriamoci poi che lui asserisce che era arrivato ad usare un grip piu’ simile a quello di Federer e Murray), l’attenzione degli analisti era rivolta ad un’apertura troppo marcata e a una mancata rotazione fianchi-spalle (che e’ quello che gli ho sempre rimproverato io: siccome ha un buon braccio, e’ diventato pigro…). Vabbe’, domani inizia a fare un’oretta di cleaning proprio con l’analista (Ches Gibson che lo conosce dai tempi dello Strategy zone) e ovviamente con Margie. Ho visto il Sistema Dartfish all’opera ed e’ veramente ‘amazing’: ti rivedi immediatamente su grande schermo e subito ti fanno la comparazione con Federer, Agassi & Co…
Barbara says:
In realtà io credo che il vero problema sia quello di organizzare e giocare solo tornei sulla terra.
Monet io concordo con te, ma tuo figlio ha fatto un altro percorso rispetto a quello criticato, ovvero ha sempre giocato una categoria sopra la sua e sicuramente ha diversificato molto, ho letto più volte commenti positivi sulla sua programmazione coraggiosa anche in tempi di vacche magre e suppongo che non sia una scelta recente.
L’inutilità dei tornei ETA sta nello spendere un capitale per ‘andare a prendersi punti facili in tornei improbabili sempre e rigorosamente su terra battuta e dove incontri sempre gli stessi avversari con cui potresti serenamente accordarti per giocare il sabato a casa.
Si parla tanto di talento e di precocità , ma poi i punti li vado a prendere nei tornei del gigetto e se va bene vinco in una categoria in cui i migliori non ci sono perchè come ha fatto tuo figlio giocano avanti di due anni.
Vale la pena di spendere un capitale se come hai fatto tu ti cerchi i più forti non certo per andare a fare il fenomeno con quelli scarsi della tua età o forti ma con due anni in meno, se non sei a quel livello risparmia e magari cerca di recuperare più avanti
Almeno io così ho inteso il discorso di Piatti..
Ho guardato i tabelloni ITF della settimana scorsa e vi era una sola italiana iscritta ad un torneo sul duro, ovviamente non voglio generalizzare ma mi sembra che questo sia estremamente limitante.
Io e mio marito ne abbiamo discusso a lungo e se mia figlia riuscirà finalmente ad allenarsi sei mesi di seguito senza prendere ogni sorta di bestia, parassita ed infezione che esiste sulla faccia della terra tutte le risorse economiche a disposizione dei tornei verranno spese per fare ITF all’estero e rigorosamente sul duro di terra ne abbiamo abbastanza in Italia.
Mi costa meno mandarla in Estonia con un volo low cost che andare su e giù per open ed in ogni caso quando e se mai dovesse passare un turno sarebbe sicuramente più significativo e motivante per lei.
Stefano Grazia says:
In realta’ e’ successo questo: oggi e’ Labour Day e quindi niente scuola… Si allenano al mattino dalle 9 alle 12.30… Ieri,domenica, l’avevo lasciato dormire (fino alle 11.30 …) e poi ci eravamo fatti 18 buche di golf (con qualche dubbio di aver sbagliato sport…anche se Nikko continua a sostenere che a dispetto del suo swing il golf gli fa cagare e in effetti era piu’ eccitato a guidare il kart…fino a che il CaddyMaster e’ arrivato a dire che i Ragazzini non erano autorizzati a farlo…)… Fra una cosa e l’altra (Compiti a casa e il montaggio di un tavolo da computer) alla fine era pero’ andato a ;etto alle 11.30… invece di svegliarlo come al solito alle sei lo lascio dormire…e mi riaddormento anch’io! Alle 8.36 in gara col tempo per non arrivare in ritardo…Poi io ritorno a casa, metto a posto, controllo le mails, etc e poi ritorno in academy…Lo vedo giocare dei drills in cui avrebbe dovuto colpire degli Heavy Top Spins e c’e’ subito qualcosa che non quadra: il movimento di apertura sembra diventato un loop…mai stato un loop! E in piu’ sta colpendo delle palle fiacche … Gli chiedo cosa sta facendo: lo vedo demoralizzato, dice che e’ stanchissimo e non sa perche’… Vabbe’, gli dico di chiedere consiglio su grip e apertura visto che stamane l’Head Coach e’ proprio Margie ma proprio in quel momento lo chiamano per il video… Siccome c’e’ ches gli dico di dare un’occhiata al Grip ma anche e soprattutto al movimento d’apertura… Gli dico anche che a Gennaio o a Pasqua lui aveva fatto una videoanalisi che era stata giudicata perfetta e se era possibile compararla… comunque mi chiamano ad assistere, mi fan vedere la videoanalisi, mi fanno vedere alcune cose, parlano con Nicky, fanno un 15’20′ di esercizi (per es con Ches dietro di lui che con la sua racchetta gli blocca la racchetta se questa passa oltre la schiena, e via dicendo)….Il focus e’ soprattutto su Shoulder-Hip Rotation… Nicholas e’ un po’ ferito nel suo amor proprio e sfiduciato ma poi, tornato al suo Gruppo, viene scelto da Margie per un paio di dimostrazioni e gia’ il suo dritto sembra meglio, piu’ incisivo… Comunque, per non saper ne’ leggere ne’ scrivere, decido di fare un po’ di ‘cleaning’: poi e’ ovvio che dovra’ essere lui a cercare di capire esattamente cosa deve fare e sforzarsi di farlo in ogni drill, anche il iu’ insignificante …
Per il resto invece con Mia Moglie al Telefono pensavamo di prepararlo per fargli fare comunque l’esame di Terza Media anche in Italia: mia moglie si e’ un po’ presa paura ed e’andata a chiedere informazioni e avrebbe trovato una simpatica vicepreside alla Scuola di Zola Predosa che lo mettera’ in contatto on line con un’insegnante italiano che lo guidera’ mano a mano… Mah, io ho qualche dubbio sulla possibilita’ di riuscirci ma e’ giusto provarci…
monet says:
@ bogar la percentuale era cosi divisa :
l’80% il genitore
il 10% il coach
il 10% il ragazzo
bogar67 says:
Grazie monet, e poi qualche maestro dice che noi genitori non siamo importanti e che un blog del genere non ha ragione di esistere!
diego says:
Sul discorso del tipo di tornei per un under se ne era gia’ parlato in altre parti del blog, comunque credo semplicemente che un buon mix di terza open ed TE prima ed ITF u18 dopo sia la cosa giusta da fare .
Per i migliori e per chi ha ambizioni pro (ma anche le qualita’,perche’ solo le ambizioni non bastano) il confronto internazionale vicino e lontano e’ inevitabile.
E poi come dice giustamente Monet (che conosce bene le vicende tennistiche) dopo i 18 anni ,per le femmine anche prima, buttarsi nella giungla dei 10.000 ed oltre nei quali se dopo un po’ di tempo non sei competitivo mettersi a studiare e giocare per divertirsi.
diego says:
Non avevo ancora letto il post di Monet ! simpaticissimo.
francescocoachgemelli says:
@Monet Con queste percentuali genitore80% un ragazzino che ha scelto il tennis avendo un genitore illuminato , disposto a seguire il figlio senza limiti di tempo e senza assilli econonomici può arrivare ai vertici delle classifiche mondiali , mentre per altri sport se non hai il talento e la presposizione fisica non si arriva da nessuna parte
monet says:
che possa arrivare non cè scritto da nessuna parte,anzi….ne ho visti passare figli con genitori benestanti che le hanno provate tutte e all’età di 16 17 anni (specialmente le ragazzine) hanno mollato tutto…ricordo un nome du tutti : Throon un tedesco stessa età di fabio,bè questo a 12 13 anni metteva la palla in testa a tutti compresi i diokovic e i murray della situazione,aveva una famiglia agiata che lo supportava in tutto,girava già allora col coach privato,a 14 anni la Img lo ha preso sotto le sue ali in florida,risultato : ha imparato perfettamnete l’inglese e a 17 anni a smesso col tennis pro!!!
Nikolik says:
Sì, ma, appunto, ha ragione Monet, come dite voi e come siamo d’accordo tutti, con lui.
Nel senso che, quindi, stando così le cose, proprio così come dice Monet, appare chiaro che a 13 anni bisogna cominciare a vincere, salire in classifica ogni anno, farsi notare, farsi aiutare, entrare in nazionale, perchè così vieni convocato gratis nei migliori tornei del mondo.
Altrimenti, trippa.
Perché il tennis non è una esercitazione, fine a se stessa, è uno sport e si deve vincere.
Se perdi, non vai da nessuna parte, come è anche giusto: va avanti, al posto tuo, chi vince, chi ti batte.
A 13 anni non sei più un bambino. sei un piccolo atleta, che però già deve avere un suo gioco, una sua preparazione, già avanzata.
A 13 anni, son già 6-7 anni che giochi, come minimo: sono tanti.
Dei minimi risultati (cioè essere almeno tra i primi 7-8 del tuo anno in Italia) devi farli.
Altrimenti, trippa.
Discorsi fatti mille volte, peraltro.
Poi, se mi dite: ma se vinci a 13-14-15 anni hai la sicurezza di diventare un professionista?
Ma no, certo che no!
Ma il discorso giusto è quello opposto: se perdi a 13-14-15 anni hai la sicurezza che non diventerai un professionista.
Insomma, le vittorie non ti garantiscono, a quell’età , il successo; ma le sconfitte, a quell’età , invece, ti garantiscono che non avrai successo.
Mi fan ridere quelli che dicono che ci sono tanti campioni che non vincevano da giovani!
Ma dove, ma quando?
Non esiste top 100 che non fosse tra i primi 5 del suo paese (come minimo) del suo anno di nascita, a 13 anni.
Magari non vinceva tutti i tornei, il nostro top 100: ma era sempre nel gruppo dei migliori.
Tranne limitatissimi casi, ma proprio eccezioni, che non vi riguardano, Genitori.
Perché voi non sarete quell’eccezione.
Quindi, come dice giustamente Monet, lasciate che sia Piatti a dire che i tornei giovanili non contano.
Che lo dica lui.
Leggo sempre molto con piacere quello che scrive Piatti, ogni mese, sul Tennis Italiano.
Quelle cose belle, che non bisogna spendere, che si devono giocare pochi tornei, che il giovane atleta deve essere lasciato libero di decidere, che è importante prima essere Persone a poi Tennisti…
Belle filosofie, che approvo in pieno.
Poi, però, ahimé, io ho di là delle rete un avversario.
E se qualcuno non mi insegna il servizio, son dolori batterlo.
Genitori, rispondete!
Ora si sta giocando la Coppa Porro Lambertenghi, campionato italiano under 12.
Vostro figlio si è (almeno, almeno) qualificato?
E’ almeno (almeno) uno dei migliori della sua regione?
Poi, non dico vincerla, non dico diventare campione (o campionessa) italiano/a, ma almeno (almeno) nel primo turno, c’è?
A 12 anni va bene anche giocare il primo turno e perderlo, sono campionati italiani.
Ma non è che è stato eliminato nelle qualificazioni regionali, no?
monet says:
approvo in toto quello scritto da Nikolik ,anche io sorrido quando vedo leggere che non conta vincere da piccoli…………..
monet says:
ricordo la lambertenghi di allora:
fabio perse nei quarti da arnaboldi
naso al 1° tuno da uno sconosciuto di allora viola e amoruso persero al 2° turno e vinse un certo Natali che tutti pronosticavano il futuro del tennis italiano……………
Gus says:
@Barbara:
“Piatti si riferiva ai tornei di IV,III e II prima dell’introduzione dei tabelloni a sezioni intermedie, che a mio giudizio hanno reso un inferno certi tornei……â€
In parte concordo, in parte no. Se tuo figlio è un 4.1 non si troverà a giocare dai primi turni, ma entrerà quando giocherà con i suoi pari, quindi è una garanzia in più, non in meno. Giocherà solo con quelli del suo livello. Se invece è un 4.5-4.4-NC è ovvio che deve farsi un po’ di partite per arrivare a giocare con quelli più bravi, ma questo è un percorso che, se si punta al professionismo, (ribadendo che dal mio punto di vista è un concetto risibile fino ai 16 anni), dovrebbe riguardare un U12 non di più.
Concordo, invece, su una maggiore attenzione sull’organizzazione generale.
“Ci sono tornei di III ed Open che non si sa quando iniziano e non abbiamo idea di quando finiscano, gli orari vengono fatti a seconda delle esigenze di tutti che magari ne stanno giocando tre contemporaneamente (e non parliamo di agonisti con chissà quali impegni internazionali) è diventato impossibile fare e rispettare un calendario.â€
Se tuo figlio/figlia è in grado di giocare l’open che viene organizzato a Beinasco, te lo consiglio. Potete chiedere a Colangelo sul suo blog o a Ianni che lo ha vinto lo scorso anno.
Per il femminile Pioppo o Chieppa.
“Spero di essermi spiegata gli Open ed i III vanno benissimo ma devono essere organizzati come si deve, altrimenti is perde il senso del torneo e diventa la caccia ai punti per salire in classifica che non credo sia un discorso lungimirante.â€
Ma perché i tornei juniores sono tutti invece organizzati benissimo?
@monet
“ricordo per darvi delle statistiche per comparare i vostri ragazzi con i giocatori di quell’età maschietti:
a 13 anni 3/5
a 14 anni 3/3
a 15 anni 2/7
a 16 anni 2/4
a 17 anni era prima categoriaâ€
Ringrazio Fulvio per questa tabella, che mi permetto di dire umilmente assomiglia ad una mia teorica (peraltro ancora meno “severaâ€) postata ormai mesi fa e che fu presa un po’ a pallate da chi pensa al professionismo, ma crede ai propri sogni, invece che alle misurazioni che lo sport mette a disposizione di chi vuole vedere.
“ricordo altresi di avergli fatto giocare 1 solo torneo di serie C di allora e nessuno di serie D,1 open e poi tutti tornei giovanili saltando la categoria del momento,cioè a 14 anni giocava eta 16 e a 15 giocava già gli itf u18
chi crede che non servano a niente si chiami piatti o pincopallino per me sbaglia,se vuoi indirizzare tuo figlio all’agonismo un parametro lo devi avere per aver la forzaâ€
Appunto, Fulvio, tu hai fatto una bella scaletta mi pare. Qui si è partiti dal presupposto che si possano spendere meno soldi. Abbassare i costi era il punto di partenza. Piatti, cmq, non dice che non bisogna fare tornei juniores, ma fare una buona programmazione in cui siano inseriti più tornei da “adultiâ€. Tu citi Fabio, però noi potremmo citare Nadal (leggi sempre Tennis Italiano) o Ljubo stesso che a 16 anni vinceva la Coppa Italia.
“e la speranza di continuare a spendere facendolo giocare e se non contro i migliori contro chi? pallettari da circolo o sfigati da open mestieranti?â€
Quindi misurarsi a 15/16 anni per Fabio, con un Colangelo o uno Ianni dell’epoca sarebbe stata un’esperienza così negativa? Mentre andare a fare il torneo pinco pallo in cui vinci le prime partite con punteggio da bicicletta andrebbe bene? Io credo ci siano diverse programmazioni per arrivare al risultato, però la tabella più o meno quella è. Secondo me, ovviamente.
Davvero, ma solo per capire: ma Fabio che a 16 anni era un 2.4 (credo sia eccellente), ma quanti pari grado trovava in un torneo juniores di seconda o terza fascia(o anche di prima)? Perché poi l’alternativa ad un open di II ben organizzato per un ragazzo di 16 anni 2.4, quale torneo juniores è, ad esempio in Italia?
Noi organizziamo un Open in cui il tabellone di quali spesso parte dai 2.8-3.1. Mi sai dire un torneo juniores in cui il tabellone di 64 giocatori è praticamente tutti II categoria?
“con i futures e…..auguri BIEN VENIDOS NELLA JUNGLA!!!!!â€
Infatti, se sei forte come Fabio non fai nemmeno più gli open, si passa direttamente al livello successivo e i tornei juniores diventano quello del Grande Slam.
@Stefano Grazia


“Non ho capito, Gus: mi hai fatto la punta al post e non ho capito se eri d’accrdo o no con quel che scrivevo…In fondo mi sembrava di darti ragione ma dal tuo post sembra quasi che tu sia in completo disaccordo con chi ha scritto il post…Mi sembra invece che il tuo post sia di sostegno, o no?â€
Come sempre scrivendo di fretta si fa fatica a farsi capire
Non ti ho fatto la punta, assolutamente.
“Comunque guarda che Mattia Rossi vincitore dei Nazionali U13 e’ l’unico 3.4 del mazzo….â€
Infatti se uno guarda la progressione di Fabio…….però, giustamente, se lo dice Fulvio è diverso che se lo dico io. E ripeto giustamente, perché l’esperienza ha la sua importanza. Quinzi, lo dissi a suo tempi, ricordi, ha iniziato l’anno da 3.1, vedremo a fine anno. Più o meno sulle tacce di Fabio, forse un tantino meglio, ma parliamo di periodi diversi e storie diverse.
“Dare a Cesare quel che e’ di Cesare e’ un famoso modo di dire, credo dal Vangelo: chiesero i farisei a Gesu’ cercando di metterlo in trappola se era giusto pagare le tasse ai Romani e lui rispose Date a Cesare quel che e’ di Cesare (e la battuta dopo fu; 23 pugnalate?) e date a dio quel che e’ di dio…â€
Ah ecco, scusa non c’ero arrivato, ormai sono rinco.
@Barbara:
Quoto davvero il tuo 92. Solo una domanda in fondo al mio post.
Come si abbassano i costi? Io sostengo: comincia a farti i tornei vicino casa, quelli che ci sono.
Sei davvero così forte da vincere a 12 anni un torneo di quarta categoria: “Si†allora cominciamo a ragionare in un certo modo – “No†– allora cominciamo a ragionare in un altro.
C’è qualche torneo juniores interessante U12 per verificare il livello ecc.ecc.
“Mi costa meno mandarla in Estonia con un volo low cost che andare su e giù per open ed in ogni caso quando e se mai dovesse passare un turno sarebbe sicuramente più significativo e motivante per lei.â€
Una domanda che può sembrare anche banale, ma davvero senza alcuna maliziosità :
Se non riesce a superare un turno in un open in Italia e dovesse riuscirci in Estonia, che tipo di valutazione ne trarresti?
Gus says:
@monet:
forse non ti sei accorto della contraddizione che hai scritto
da una parte dici :
“approvo in toto quello scritto da Nikolik ,anche io sorrido quando vedo leggere che non conta vincere da piccoli…………..â€
E dall’altra
“ricordo la lambertenghi di allora:
fabio perse nei quarti da arnaboldi
naso al 1° tuno da uno sconosciuto di allora viola e amoruso persero al 2° turno e vinse un certo Natali che tutti pronosticavano il futuro del tennis italiano……………â€
Cioè quelli che hanno vinto…..e Fabio che aveva perso oggi è nei top 100, quindi conta o non conta ?????
monet says:
conta Gus conta eccome conta,ti ho fatto un esempio ma dei 5 che ti ho scritto anche se con fortuna per ora diversa,tre ancora giocano e sono nei 300 (naso arnboldi e fabio)e già da allora erano nei primi 4 della loro categoria sia u12 sia u14 che u16…………….
monet says:
e mi sono dimanticato di matteo viola che credo sia anche lui nei 300……….
Alessandro Nizegorodcew says:
Si Matteo Viola dopo una buonissima stagione è anche lui nei primi 300 e ha appena disputato il suo primo Slam (in quali, vincendo anche una partita) della sua carriera.
Concordo con quanto dicono Monet e Nikolik: non è che devi vincere tutto da ragazzino, ma essere nel gruppo di quelli che partecipano con continuità (e con buoni risultati) ai tornei più importanti in Italia..
Poi ci sono le eccezioni che confermano la regola, come Camila Giorgi, ma è un caso su 500 direi..
Nikolik says:
Camila Giorgi, di cui sono un grandissimo, sconfinato, tifoso, deve, però, dimostrare di saper incassare tutto il suo (enorme, enorme) potenziale che, però, ora è solo in potenza e non in atto.
Questa annata, per lei, è sinceramente incomprensibile e sconcertante.
Annata persa, speriamo.
Alessandro Nizegorodcew says:
@Nikolik
Si Nicola è verissimo, però diciamo che è riuscita ad emergere, entrando tra le top-200.. I problemi sono altri, non legati, diciamo, alle vittorie o non vittorie da più piccola. E’, ripeto, l’eccezione che conferma la regola ben esposta da te e Monet.
Per quanto concerne Camila, è davvero difficile avere un contatto con lei o col padre, e quindi non ho grandi novità … purtroppo aggiungo
Gus says:
@ale: ma concordiamo tutti, solo che io la vedo così:
se vinci a livello giovanile hai qualche speranza di diventare un pro (quindi in matematica si direbbe condizione necessaria ma non sufficiente)
Se non vinci a livello giovanile non hai nessuna speranza di diventare un pro (quindi in matematica si direbbe condizione necessaria e sufficiente)
Solo che aggiungo anche:
se a 14/15 anni vinci un torneo open da 5000/7000 Euro, o un future da 10.000 sei forse messo meglio di uno che fino a quel momento ha vinto solo tornei juniores.
In particolare credo ancora meno al vincere nei “tornei più importanti d’Italia”, perchè vedi i nomi che ha citato Fulvio sono paragonabili agli stessi che poco prima ha chiamato “sfigati da open”. Per quanto mi riguarda magari giocassi come loro.
Magari preferirei qualcuno che arrivi a giocarsi uno juniores grande slam.
Ma è un punto di vista del tutto discutibile, sia chiaro.
Alessandro Nizegorodcew says:
@Gus
Si si ma sono d’accordo su molte cose che dici, anche se uno di 14-15 anni che vince un future non l’ho mai visto. Nadal, e quindi parliamo del tennista più precoce degli ultimi anni, ha vinto il primo torneo a 16 anni ed è un mostro. Un Open da 5000 non so, ma anche lì mi sembra mooooooolto difficile. Il discorso è che a livello fisico i giovani, nel maschile, non sono pronti se non oltre i 18-19 anni, tranne rarissimi casi. Guarda quanti under 20 ci sono nei 100…….
Comunque non ho letto con attenzione, ma non credo che Monet, conoscendolo, possa aver detto di Viola, Naso e Arnaboldi che siano sfigati da open..
diego says:
Sono d’accordo anch’io con Nikolik post 100.
Non sono invece d’accordo con Monet post 94 .
Penso ancora che scherzasse perche’ io credo che il ragazzo/a valga 80% il coach 10% ed il genitore 10%.
monet says:
gus te lo ribadisco,qualli che giocano open o sono dei ”falliti” nel senso che nn sono mai riusciti a giocare il tennis che conta o sono degli ex che ancora non sanno cosa fare da grandi,gente che incontra un ragazzino e sbecchetta dal 1° all’ultimo game solo per far andare fuori di capoccia il baby alzando smorzando e facendo impazzire il ragazzino di turno.poi ti accorgi che il tennis è un altra cosa che se giochi 2 back di fila a certi livelli ti fanno saltare le orecchie,insomma un tennis che con quello di quelle categorie non centra niente.spero sia riuscito a farmi capire….e senza volerne ai giocatori di open o di 3° categoria…sia ben chiaro
Mauro g&f says:
Per me la cosa più importante, ma non per niente facile è il crederci, ma soprattutto crederci fino in fondo. Le vittorie servono a questo. Vinci e allora sei stimolato tu e chi ti sta intorno ad andare avanti. Tra i vincenti ci sono quelli che vogliono vincere ancora di più e quelli che si siedono o non hanno più voglia di lottare. Tra i perdenti invece ci sono quelli che si convincono e si fanno convincere di essere perdenti e quelli che non ci stanno e pensano “vedrai che vi farò vedere di che pasta sono fatto. Il guaio che questi ultimi sono pochi, ma ci sono, eccome se ci sono. Quindi il vincere in età giovanile, non determina chi è più bravo in senso assoluto, ma chi lo è in quel momento, gli altri, come una maratona devono andare al loro passo, sicuri, convinti, cercando di fare le cose giuste, vedranno passare tanti davanti, ma se sapranno persistere vedranno alla fine che molti di quelli davanti si sono ritirati, per la fatica, per la poca voglia o solo perché preferiscono fare altro.
Ci sono tante caratteristiche diverse negli atleti che sono riusciti nel loro sport, ma una sola è comune a tutti ed è il crederci fortemente ed andare avanti nonostante le difficoltà e le sconfitte
monet says:
infatti NON ho assolutamente detto che i ragazzi che ho scritto sono sfigati da open…………..
Mauro g&f says:
Fulvio, non sono d’accordo questa volta con te, anche altre volte hai fatto cenno ai back come non fossero colpi validi. Il problema non sono i back, ma come vengono eseguiti, i back di qualità fatelo dire da tuo figlio e dai campioni che incontri nel tour sono molto difficili da ribattere, il problema sta nel eseguirli molto bene. Se un giocatore esegue un back solo perché arriva male sulla palla, perché magari non l’ha cercata bene coi piedi o è in recupero allora ne consegue un colpo inefficace.
Quanti ne ha fatti impazzire il mitico Santorò, compreso il mitico Sampras e se solo avesse avuto anche il vincente nel suo repertorio allora la sua carriera sarebbe stata ben altra e il suo modo di giocare avrebbe fatto scuola.
monet says:
mauro era un modo di dire….tu mi hai accennato 2 campioni ai quali io aggiungo federer,che per me gioca questo colpo in maniera tattica,ma credimi che gli altri lo giocano o in difesa o in attacco,senza abusarne mai,credimi che sarà anche un arma vincente ma il piu delle volte lo diventa…per l’avversario!!!
Gus says:
@ monet:
“gus te lo ribadisco,qualli che giocano open o sono dei â€falliti†nel senso che nn sono mai riusciti a giocare il tennis che conta o sono degli ex che ancora non sanno cosa fare da grandiâ€
Ma guarda io ti “contesto” solo il termine mica il resto.
Solo che io vedo il nostro “open†e siccome ci ho visto perdere Colangelo, Crugnola, Giraudo e me ne scordo molti di quelli arrivati a giocarsi partite serie finali nei futures o challenge, dico solo che se un ragazzino riesce a vincere questo torneo entro i 18 anni, secondo me, e dico secondo me ha qualche speranza in più di chi vince la “Coppa Lambertenghiâ€. L’anno scorso l’ha vinto Ianni, tanto per dire. Ora è ovvio che questi non siano campionissimi, ma siccome poi tu mi fai l’esempio di ragazzi che hanno vinto al Lambertenghi contro Fabio e che stanno fuori dai 300 e che quindi dovrebbero “sudarsi†la vittoria in questo open, facevo 2+2.
“gente che incontra un ragazzino e sbecchetta dal 1° all’ultimo game solo per far andare fuori di capoccia il baby alzando smorzando e facendo impazzire il ragazzino di turno. Poi ti accorgi che il tennis è un altra cosa che se giochi 2 back di fila a certi livelli ti fanno saltare le orecchie, insomma un tennis che con quello di quelle categorie non centra niente.spero sia riuscito a farmi capireâ€
Ma io ho capito benissimo e dico pure che hai ragione. Dico solo che non credo che in un torneo juniores trovi di molto meglio, perché questo è il paragone da fare (e che abbiamo fatto) e non credo nemmeno che nei tornei juniores non ci siano giocatori che “speculano†sui colpi per vincere. Anzi…..
“….e senza volerne ai giocatori di open o di 3° categoria…sia ben chiaroâ€
Lo so, figurati. Peraltro io parlavo, per gli juniores forti U16, di confrontarsi con dei seconda e non con dei terza.
@Ale:
“Si si ma sono d’accordo su molte cose che dici, anche se uno di 14-15 anni che vince un future non l’ho mai visto.â€
Era un paradosso. Io capisco il punto di vista di Fulvio. Quello che non mi pare venga colto è invece il segnale opposto.
In alcuni sport “diversi†un ragazzino di 14/15/16 veramente forte fa il campionato di categoria superiore U18 + aggregato alla prima squadra che magari fa A1-A2. Diventerà un giocatore di A1? Forse.
Nel tennis non può essere diverso. Se vinci da U14 anni un torneo di quarta nella provincia di Torino (così parliamo anche di aree geografiche), vuol dire che puoi pensare di andare a fare qualche torneo juniores di un certo livello, in giro per l’Italia, non so in Europa. IMHO, in questo caso soldi ben spesi, così ci capiamo.
Tuo figlio 95/96 perde da un 4.3-4.2 (e io ci metterei anche 4.1) del suo circolo: investi i soldi che hai in allenamento e fai qualche torneo vicino casa.
Quindi, partendo dal presupposto che sto parlando di una programmazione “mista†e non “unicaâ€, continuo a sperare che un giorno un ragazzino di 17 anni mi stupisca e vinca il torneo di seconda del mio paesello. Sarò strano ma se mai ne vedrò uno, mi sa che quello tra i primi 50 ci arriva e mi viene da pensare pure meglio.
“Nadal, e quindi parliamo del tennista più precoce degli ultimi anni, ha vinto il primo torneo a 16 anni ed è un mostro. Un Open da 5000 non so, ma anche lì mi sembra mooooooolto difficile. Il discorso è che a livello fisico i giovani, nel maschile, non sono pronti se non oltre i 18-19 anni, tranne rarissimi casi. Guarda quanti under 20 ci sono nei 100…….â€
Lasciamo stare i fenomeni, parliamo di una programmazione di uno juniores “qualsiasi†U12/U14/U16.
“Comunque non ho letto con attenzione, ma non credo che Monet, conoscendolo, possa aver detto di Viola, Naso e Arnaboldi che siano sfigati da open..â€
No, Fulvio non lo ha detto stai tranquillo.
monet says:
entro i 18 anni se un ragazzino è buono deve già vincere un futures e non un open………….che è diverso credimi molto diverso……
Gus says:
@monet:
mi pare che alla fine abbiamo raggiunto un ottimo punto di sintesi
nunziovobis says:
La discussione si è fatta veramente interesante, perchè è importante capire per noi genitori se nostro figlio ha possibilità o no quando si raggiunge una certa eta.
Credo che certemente a 12 anni gia dopo almeno 6 anni di tennis uno dovrebbe capire se ha delle possibilità o no, come minimo dovrebbe essere incluso tra i giocatori che disputano il campionato italiano (a proposito se qualcuno potrebbe fare una lista di questi campionati, visto che con tutti questi nomi di coppe mi sono perso).
Meno male che io e Bogart abbiamo ancora un po di tempo per capire se le nostre figlie son solo fumo e niente arrosto.
campo8 says:
Monet ha sempre ragione! Per definizione!! Ma questa volta devo dissentire da lui quando dice che se un ragazzo è buono a 18 anni deve vinvcere un future, vado a memoria ma negli ultimi due anni non ricordo un diciottenne che abbia vinto un future, allora non ci sono più ragazzi buoni?
diego says:
Gus
Tranquillo l’ Open di Beinasco come livello e’ uno dei migliori a livello italiano,quindi qualunque under italiano (maschio o femmina) forte e’ giusto che lo faccia.
Quando Monet parla di sfigati da Open e’ rispetto ai pro e non parla sicuramente di Crugnola,Ianni ecc.
gomma says:
visto giocare fognini la prima volta a 16 anni al challenger di torino all’epoca 25 mila dollari grazie ad una wild card.bè capii subito che era aveva tutte le carte in regola per arrivare almeno tra i primi 50 al mondo.nn parliamo di tecnica, mi impressionò dal punto di vista fisico,rispetto agli altri atleti del torneo sicuramente superdotato.per parlare del binomio età -classifica vinse quella partita al terzo contro un tedesco,nn ricordo il nome,classificato intorno alla 200ma posizione.vidi ferrer altro talento fisico pazzesco,dent talento tecnico.be poi ne ho visti mille altri.vogliamo parlare di di mauro??!!o di greul??!!
il talento ci vuole sicuramente,ma a quel livello si può arrivare,ci vogliono due palle grosse come una casa e tanti soldi,ma quel livello si può raggiungere.
allora si parla dei primi 50 o di arrivare tra i primi 500????
monet says:
gomma nei primi 500 ci arrivano tutti i 2/2 o i 2/1 del mondo basta che abbiano voglia di viaggiare,tu sai la spartizione dei punti atp quale è,il bello comincia a mio parere dai 200 a scendere,ricordo l’anno che entrò nei 100 era 118 a ottobre a credimi era solo a …metà dell’opera,si era fatto un mazzo tanto e doveva quasi ancora raddoppiare i punti per entrare stabilmente nei 100.questo per dirvi che arrivare a essere 500 del mondo non è difficile,anzi,con buona volontà e nn una marea di soldi ci arriva cquasi chi vuole,la jungla comincia dopo……..
andrew says:
…intanto le figlie del blog avanzano alla lambertenghi….
mio figlio invece sta giocando a poker online…
Stefano Grazia says:
Anch’io completamente d’accordo con quanto scritto da Nikolik:
@: Poi, se mi dite: ma se vinci a 13-14-15 anni hai la sicurezza di diventare un professionista?
Ma no, certo che no!
Ma il discorso giusto è quello opposto: se perdi a 13-14-15 anni hai la sicurezza che non diventerai un professionista.
Insomma, le vittorie non ti garantiscono, a quell’età , il successo; ma le sconfitte, a quell’età , invece, ti garantiscono che non avrai successo”
Allora voi o magari Incredible mi direte: ma allora perche’ continui a spendere tutti sti soldi per tuo figlio?
Perche’:
1) di anni ne ha ancora solo 13 e fa la terza media e insomma, mi stona il cuore dire a uno che fa ancora la terza media che gliela deve dare su… e poi Nicky fisicamente-mentalmente maturera’ piu’ tardi nel senso che e’ magari piu’ intelligente della media-e sicuramente piu’ Open Mind- ma ha piu’ difficolta’ a fare il ‘robot’, a mantenere il focus… insomma, siamo disposti a concedergli ancora un paio d’anni sotto questo punto di vista …
2) perche’ sono convinto che se giocasse tutto l’anno in Italia comunque nei primi 10 ci sarebbe (in Florida giocando relativamente poco – ha saltato tutta l’estate – e non potendo prendere i punti nei ‘designated’ e’ comunque fra i primi 30 e magari quest’anno speriamo di entrare nei top 20)
3) perche’ comunque c’e’ sempre il Piano B che e’ ottenere la scholarship per il College (che stando alla Bollettieri e’ comunque cosa sicura) e in fondo abbiamo n figlio bilingue (con conoscenze di francese e portoghese)
4)perche’ comunque un grosso paletto l’abbiamo messo quest’anno (a livello non tanto di risultati ma di comportamento e committment)
5)infine perche’ al momento lui dice che vuole provarci…quando e se, oltre a dirlo gli scattera’ anche quel qualcosa per cui LO VORRA’ DAVVERO,e cessera’ di essere The reluctant wanna be, allora chissa’ … Certo, chi vive sperando muore cagando ma fino a 14-15 anni almeno e’ giusto anche aspettare… Poi e’ chiaro: ti scatta qualcosa dentro, ti ci dedichi anima e corpo eancora esci al primo turno degli ETA, be’, allora come dice nikolik, TRIPPA… Ma se al momento sei abbastanza in ordine con il tennis ma e’ il mental che latita, be’, magari c’e’ ancora spazio per degli improvvisi quanto sospirati salti di qualita’ … direi che invece se vinci a 13-15 anni piu’ per il mental che per il tuo tennis, puo’ darsi che continuerai a farlo ma puo’ anche darsi che il tuo gap di vantaggio col passar degli anni si riduca …
Stefano Grazia says:
@andrew: ma almeno vince?
andrew says:
@stefanograzia…
negli heads-up è molto bravo e passa qualche turno… nei tornei con più di 3000 giocatori, cede alla distanza e non tiene la concentrazione per più di due ore…
andrew says:
…per i genitori di under10…
vi saprò dire da lunedì prossimo qualcosa sul meeting PTR…anzi, forse porto la videocamera e vi mando il video, faccio prima…
riguardo al mio corso di aggiornamento, non ho particolare notizie relative al tennis giovanile. Ho rinfrescato le mie nozioni di tennis, scambiato opinioni e storie, notate alcune cose.
Alcune cose:
1. In Alto adige, pur senza organizzare tornei di sedie a rotelle per accedere ai contributi regionali che questi eventi portano seco e darsi una patina di sociale e solidale, i giocatori in sedia a rotelle esistono davvero e hanno persino le sedie a rotelle messe a disposizione dei giocatori. Da me, si organizzano i tornei e non si insegna o si promuove tale gioco.
2. Ho visto giocare un ragazzino di 12 anni, Peter, che poi ha perso al primo turno della Lambertenghi. Ha giocato 1 ora e mezza con suo padre che non ne cacciava una di là , roba da suicidio. Eppure non ha mai perso la pazienza e ha continuato. Encomiabile.
3. So tutta la storia della Vavassori.
4. So che in Puglia, al corso per istruttori FIT, non bisogna sudare troppo (nel senso letterale della parola) altrimenti non passi la prova di gioco. Un ragazzo è stato infatti escluso dal corso perché “sudava troppo”. I 300 euro di tassa di iscrizione però se li sono tenuti.
5. So che le polisportive con 10.000 tesserati, magari solo 400 giocatori di tennis e gli altri nuotatori, ballerini, nani, canottieri, canottiere, devono comunque fare 10000 tessere FIT. Era uno degli anelli che mi mancavano per capire da dove provenissero gli aumenti dei tesserati in un non-sport come il tennis italiano.
Saludos…
bogar67 says:
@andrew con questi requisiti ci sta una bimba che ancora non ha perso alla Lamberteghi un solo game. Se arriva in fondo e mi auguro di si, mi devo andare a rileggere tutti i vecchi post su ubitennis eh eh eh.
Comments Coaching: M.D’Auria/G. Catizzone
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Stefano Grazia says:
Andrew: Non sono un esperto e normalmente il gioco d’azzardo mi inorridisce…capisco invece che il gioco delle carte (briscola, scala quaranta, rubamazzo, dubito, machiavelli etc) abbia avuto un ruolo importante nei lunghi pomeriggi afosi delle estati trascorse in campagna con cugine e cuginetti e abbia sviluppato memoria e socializzazione probabilmente meglio che il computer… Ma quel che intendevo era: si gioca per soldi? (Padre snaturato…ma solo se perde!) (scherzo…)
PIUTTOSTO: ma e’ mai possibile (Mauro, TorqueMax, Atti, Nipa …e chissa’ chi altro) che non ce ne sia uno che abbia voglia di raccontare, cosi’ come feci io con l’Eddie herr, il Lambertenghi? Mica perche’ ne scrivete, vi montate la testa o la montate ai vosri figli (tanto non vi leggono…mio figlio avra’ dato un’occhiata al blog 3 volte in 4-5 anni…), mica dovete scrivere SOLO dei vostri…pero’ raccontare un po’ il torneo, l’atmosfera, i matches…inviare qualche impressione in diretta o in differita, fare un po’ di pettegolezzo positivo (nel senso di aneddotica e curiosita’…) …
Da parte mia, una domanda: come vengono fatti i tabelloni? Ho visto che non tengono conto, credo giustamente, delle classifiche…la Zerulo e’ una 4.3 ed e’ numero uno e la Castelli e’ una 3.5 ed e’ numero due…ma in effetti ho visto che ci sono, nella maggioranza di 4.3, alcune 4.2 che non sono state nemmeno poste fra le TdS a testimonianza che le classifiche di cui abbiamo (avete) tanto dissertato in precedenza tanto importanti non devono poi essere … Una giocatrice per esempio e’ una 4.2 ed e’ uscita al primo turno…Magari e’ stata una partita no od era infortunata,, magari chi l’ha battuta vincera’ il torneo … ma non era tra le TdS e quindi non e’ stata considerata del livello di alcune 4.3 che infatti hanno un posto nel seeding… E quindi: Come e’ diventata 4.2? Giocando piu’ partite delle altre? E’ il problema del seeding anche qui in Florida…ovvio, a qualcosa il ranking serve, per carita’ (a mettere un minimo d’ordine nell’oceano delle iscrizioni) ma e’ vero che non ci puo’ fissare con le classifiche e bisogna assolutamente evitare che i figli ne rimangano ossessionati…Avevo invitato il figlio di un amico a venire 2-3 settimane con noi in Florida, a farsi 2-3 sett di Short Time alla Bollettieri…Il figlio, 16 anni, super appassionato al punto di girare mezza italia per tornei da solo,di aver fatto piu’ volte la VanDerMere a Marlengo e di farsi ogni giorno un’ora in treno due volte al giorno per andare alla Vavassori a Palazzolo ad allenarsi, ha preferito rimanere in Italia a giocare tornei perche’ si era prefissato di raggiungere una data classifica (quale non so, ad onor del vero…)… Io avrei visto 2-3 settimane di full immersion da Bollettieri come una ottima occasione per fare un salto di qualita’ E POI MIGLIORARE PROPRIO il proprio ranking … Comunque, vabbe’, magari non aveva voglia di confrontarsi con la Canaglia (o semplicemente a fare i tornei, all’insaputa del padre, ci andava con la ragazzina…), ma resto convinto che ci sia troppa ossessione nei ragazzini di medio livello per il ranking…
claudiotn says:
Purtroppo io non sono a Milano, quindi impressioni sul torneo non ne posso dare.
Per quanto riguarda la compilazione dei tabelloni, credo che il settore tecnico li stili non solo in base ai risultati (tornei TE, tornei in Italia, etc…), ma anche conoscendo il livello del/la giocatore/trice e, perchè no, della “carriera” fino ad ora espressa.
Per la precisione la Zerulo è attualmente 4.1, e non 4.3.
Saluti a tutti, vi leggo sempre
Mauro g&f says:
Stefano, c’è poco da dire nel senso che io sono in Sardegna a lavorare e la bambina è con mia moglie. Chiara ha passato le quali e poi il primo turno del MD, ha perso al secondo turno al terzo set, ha vinto il primo, nel secondo vinceva 41 il tie break poi perso 68, questo l’ha poi pagato nel terzo perso 62. Aggiungo che l’avversaria mi dicono è figlia di un noto coach che l’ha potuta supportare in partita meglio di come ha fatto mia moglie con Chiara.
Mi hanno comunque detto che ha giocato un buon tennis. Mi ha anche fatto piacere il fatto che ha assistito alla partita di un avversaria e si è presa un sacco di appunti, non credo gli siano serviti ma conta il gesto.
E’ ancora in lizza in doppio dopo aver vinto la prima partita giocata subito dopo la sconfitta in singolare.
Mauro g&f says:
Claudio non l’ha detto per pudore, ma sua nipote è agli ottavi così come pure la figlia di Max, di Nipa, di Atti. Sarà un caso?
claudiotn says:
Ciao, Mauro tutto bene?
Magari agli ottavi, in realtà sono i sedicesimi. Purtroppo, a meno di miracoli, ci si fermerà lì. Spero faccia una buona partita.
Mauro g&f says:
Hai ragione Claudio, è da un pò che non ti facevi leggere, ti ricordiamo sempre con piacere.
bogar67 says:
@ Mauro g& bravi ugualmente, cmq altro che noto coach, costui ha proprio un’accademia tutta sua pigatotennisacademy.com In questi casi presumo che l’avversaria di tua figlia mastichi tennis dalla nascita e tutti i giorni.
Gus says:
@doc:
“Andrew: Non sono un esperto e normalmente il gioco d’azzardo mi inorridisce…â€
Credo che il poker di cui parla Andrew sia il cosiddetto “poker sportivo†e non il poker gioco d’azzardo.
“ma in effetti ho visto che ci sono, nella maggioranza di 4.3, alcune 4.2 che non sono state nemmeno poste fra le TdS a testimonianza che le classifiche di cui abbiamo (avete) tanto dissertato in precedenza tanto importanti non devono poi essere … “
Questo tuo pensiero mi permette di spiegare meglio almeno quello che penso io.
Le classifiche sono una “misuraâ€, ballerina, discutibile, territoriale, ecc.ecc. ma una misura. Senza misure si vive di “dichiarazione di intenti†e non di “obiettiviâ€.
Ora non è molto importante se un U12 è 4-1, 4-2, bisognerebbe vedere in quale territorio, come e quando. E’ importante capire se “vale†un 4.1.
E come si capisce? Giocando qualche torneo da adulti di 4 categoria. Se sei bravo arriverai a giocarti il torneo con della gente che è 4.1 stabilmente e quindi un termine di confronto “reale†e non soggetto alla dinamicità di una classifica “junioresâ€.
Le tappe possono variare, sicuramente, ma secondo me la forbice è al massimo di 1 anno, 1 anno e mezzo. Due mi sembrano già troppi, salvo eccezioni chiaro. Parliamo di medie.
“ma resto convinto che ci sia troppa ossessione nei ragazzini di medio livello per il ranking…â€
Ma non deve essere un ossessione, deve essere una misura. Diventa un ossessione per chi ha deciso che o si diventa professionisti o è un fallimento, ma questo modo di essere nasconde problemi ben più seri del ranking.
E’ per quello che mi da fastidio sentir parlare di professionismo a 10/12 anni. Pensate allo sport, alla formazione di un uomo o di una donna attraverso l’attività sportiva. Alla formazione. Poi se ci sono i “talenti†giusti si lavorerà su quelli.
Mauro g&f says:
Concordo con chi dice che le classifiche lasciano il tempo che trovano, avevo detto tempo fa che io mi regolo con il più 1 meno 1, ovvero se leggo che un tennista è 43, considero che realmente potrebbe essere un 41 o 44.
Il problema è un altro, che su questo argomento la federazione contradisce se stessa, da un lato organizza un sistema di classifiche ufficiale e dall’altro lo snobba in occasione non ti manifestazioni internazionali ma di campionati italiani.
So bene che la Zerulo 43 perchè fa poca attività nazionale e so bene che attualmente è la n 1 delle 98, ma in occasione dei campionati nazionali si dovrebbe tenere conto delle classifiche nazionali, sarebbe come dire che la Henin è la più forte allora a prescindere dalla classifica wta la facciamo partire sempre testa di serie n1.
Mauro g&f says:
Grazie Bogart, siamo molto contenti dei progressi, il livello di gioco di Chiara sta crescendo costantemente nonostante il fatto che rispetto alle attuali prime si allena la metà del tempo. Quando, come previsto, a 13 14 anni, sempre che rimanga così appassionata di tennis, daremo un accellerata vedremo come si posizionerà il suo livello rispetto alle altre.
Roberto Commentucci says:
Intanto arriva la notizia che Giacomo Miccini lascia Umberto Rianna e se ne va a studiare (e giocare, ma nel campionato universitario) in un college americano.
Probabile che il ragazzo, visti i risultati poco incoraggianti di questa stagione abbia deciso di puntare sullo studio. Purtroppo il gravissimo infortunio all’anca subito un anno e mezzo fa potrebbe averne stroncato la carriera ad alto livello.
Gran peccato, perché Giacomo a soli 15 anni era nei primi 20 della classifica mondiale under 18, in linea con i Tomic e gli Harrison.
andrew says:
beh, dopo qualche tempo passato con Dell’Acqua o Petrazzuolo, credo sia abbastanza naturale….
bogar67 says:
Roberto certo che a leggere come si stava costruendo la carriera Miccini leggendo tutte le sezioni del sito jackmiccini.it/# mi viene un pò di tenerezza. Sulla rassegna stampa ci sta anche un tuo articolo che comincia così:
“”Forse mai nel tennis si era vista una tale concentrazione di talenti nati in un solo anno. E il bello è che fra i magnifici cinque c’è anche un azzurro. Giacomo “Jack†Miccini, l’americano di Recanati, a pieno titolo nel gruppo dei migliori talenti del tennis mondiale”"”
anto says:
Alla fine credo che anche un predestinato come Quinzi, fino a quando non sbarcherà nell’agognato mondo del professionismo, non sarà giudicabile….troppe variabili, troppe incertezze, troppo difficile il tennis a livello giovanile,,,,,,,,il Miccini della situazione ne è l’esempio lampante………..l’infortunio seppur grave non può essere additato come causa principale del fallimento del progetto “Miccini”. Ha 15 anni puoi recuperare, non ne hai trenta, farai più fatica, ci metterai più tempo…….prendiamo l’esempio di roberto Baggio,,,,,ha subito due gravissimi infortuni tra i 17-19 anni….con stop di un anno…eppure è riuscito a giocare fino a 37 anni………bisogna essere onesti, forse il vero problema di Miccini era mentale, ossia non riusciva più a reggere le fortissime pressioni che arrivavano dall’esterno. La stessa fit lo ha affidato alle cure di “mamma” Rianna ….eppure se ne vola negli States…..
Barbara says:
Gus
io non ho mai detto che mia figlia non passa turni negli open, anzi è proprio perchè a causa degli infortuni non ha una classifica commisurata al livello che ne passa troppi per i miei gusti e per le mie esigenze lavorative.
Ne ha giocati solo due (al rientro da una brutta bronchite) e si è ammalata nuovamente (è ferma da giugno per una tiroidite), per cui l’anno prossimo sarà anche peggio.
Mi riferivo al fatto che con l’introduzione delle sezioni intermedie tutti organizzano open invece di III e IV e poi non sono in grado di gestire i tabelloni e le partite vengono infilate nelle ore lasciate libere dai soci e viene fuori un casino.
Un ragazzino ha in mente Wimbledon ed ha bisogno degli stimoli giusti, giocare un bel torneo con giocatori forti in ogni categoria e che abbia il contorno ed il fascino di una gara seria (in qualsiasi categoria) è sicuramente più moivante che giocare di sera in un campo sperduto con un pallettaro tristonazzo come dice Stefano e col custode che batte il tempo per spegnere le luci.
Per mia figlia e non credo certo sia l’unica, la questione dei giocatori che giocano in back ed alzano pallonetti ed aggiungerei spesso ciulano le palle, se non interi game, è esclusivamente una questione di stimoli, non è quello il tennis che le interessa giocare anzi secondo lei è proprio un altro gioco.
Ha fatto le sue esperienze sa come batterle ed ha dimostrato di essere in grado di farlo ed anche molto bene e facile, ma le fa schifo giocare in quel modo, a lei non basta vincere vuole sentirsi forte e per farlo ha bisogno di battere gente che gioca bene perchè per arrivare ad un certo livello come ha detto Monet non sono questi gli avversari.
Non mi riferivo certo a Beinasco che non ha mai fatto ma di cui ho sentiro parlare molto bene, ma ce ne sono di belli ed organizzati in modo serio come ci si aspetta da un Open che dovrebbe incominciare ad essere un torneo di una certa difficoltà , come il Sisport o la Nuova Casale di quelli che conosciamo noi e ce ne saranno sicuramente molti altri.
Con la sua programmazione avrebbe dovuto introdurre qualche ITF già quest’anno solo per fare esperienza, ma è saltato tutto perchè stava male, se passasse un turno penserei che sia un caso, posto che il livello è sicuramente più alto di un open visto che normalmente sono tutti in crescita e molto preparati atleticamente ed in più lei ha intenzione di andare a giocare sul duro che si addice di più al suo gioco ma richiede una maggiore fisicità e pesantezza sulla quale sta ancora lavorando.
Jho says:
Saro’ strano io ma andare in un college americano e pagarsi gli studi con il tennis universitario io non lo vedo come un fallimento..anzi
Saluti
Barbara says:
Volendo potrebbe provarci anche dopo ci sono un sacco di giocatori che prima hanno terminato il college.
lib says:
si non c’e’ problema anche dopo il dottorato… per carita’ … nello sport bisogna quagliare a un certo punto non ci si puo’ attaccare a delle scuse, … se questo e’ l’andazzo smettesse e amen… di isner ne vengono fuori pochi…
monet says:
@ jho,la tua storiella mi ricorda quella della volpe e dell’uva……credo che il padre di miccini abbia impegnato un bel po di risorse sul ragazzo,florida a 10 anni,coach privati ect ect,mollare significa arrendersi o non crederci più,quindi sarà giustissimo che prosegua i suoi studi in una uny americana,ma stai tranquillo che fino a 6 mesi fa gli obbiettivi erano ben altri…………
Alessandro Nizegorodcew says:
Cercherò di intervistare Jack.. l’argomento è molto interessante..
bogar67 says:
Monet tu ne sai più di noi ma non ti sbilanci e ti capisco, hai scritto “fino a 6 mesi fa gli obbiettivi erano ben altri…………” il sito che vi ho indicato è aggiornato mi pare proprio a febbraio 2010 (sei mesi fa) per cui presumo che a casa Miccini il grande sogno sia finito quest’inverno. Mi meravilgio invece che due addetti ai lavori come Roberto (grande estimatore di Miccini) e Alessandro ne siano venuti a conoscenza solo ora. Cmq se sbaglio mi corriggerete!
Alessandro Nizegorodcew says:
@bogar
so di questa possibilità dell’università da qualche tempo (un paio di mesi), ma 1) non era, per quanto sapessi, ancora definita.. 2) giusto che questioni del genere non vengano, se la scelta degli interessati è questa, divulgate per mezzo stampa..
Alessandro Nizegorodcew says:
Commentate anche questo articolo se vi va..
http://www.spaziotennis.com/2010/09/arnaboldi-andrea-haase-robin/
Jho says:
Monet
Possiamo eventualmente parlare di un fallimento tennistico ma non di un fallimento di vita
Se poi parliamo di obbiettivi e di impegno economico e di sogni etc etc quali sono in NON falliti a livello tennistico ? Se ipotizziamo che l’obbiettivo sia quello di entrare nei 20 (per definirsi autorevolmente quantomento arrivati tennisticamente ) possiamo definire tennisticamente falliti tutti quelli che nei 20 non ci arrivano ?
Saluti
bogar67 says:
va bene Alessandro, non so di chi è il sito che ho postato ma se è rivolto ai suoi fans ed è stato creato dalla sua famiglia, una notizuola per dire “grazie a tutti, è stato bello ma……….”"potrebbe anche esserci. Su questo ragazzo poi ci stavano molte aspettative, era uno di interesse nazionale, sono state spesi elogi a non finire ed è giusto che magari a breve se ne sappia di più (infortunio, poca voglia, altro etc). Poi chiaramente uno se non vuol far sapere nulla è padrone di farlo mica è obbligato.
Roberto Commentucci says:
Qualche notizia in più su Miccini, visto che la cosa ha suscitato interesse.
Pare che il padre avesse deciso di darsi un termine: a settembre 2010 si tirano le somme e si vede dove siamo.
Giacomo purtroppo ha vinto poche partite, e soprattutto non ha mostrato i progressi sperati sul piano fisico, nonostante il notevole impegno profuso in allenamento con Rianna e il preparatore fisico Baraldo.
E papà Gabriele Miccini, un uomo molto concreto (imprenditore, proprietario del mobilificio Giessegì) deve aver ritenuto che i risultati non giustificassero il notevole impegno economico e la rinuncia ad una istruzione superiore. Scelta del tutto legittima, su cui nessuno ha il diritto di mettere bocca.
Secondo Rianna e Petrazzuolo (che lo hanno seguito nell’ultimo anno) Giacomo ha pagato anche molto la pressione e l’attesa che c’era su di lui: al future del Garden Petrazzuolo mi disse, testuale:
“In allenamento fa tutto per bene, esprime un buon livello, ma poi sente troppo la partita e gioca troppo contratto”. Può anche essere, però secondo me il problema vero di Giacomo resta la lentezza negli spostamenti.
Per questo io ritengo che il gravissimo infortunio all’anca, subito a nemmeno 16 anni, ovvero in una fase delicatissima per la crescita tecnica e fisica, sia stato determinante.
Forse Giacomo non sarebbe comunque arrivato top 10 (anche prima dell’infortunio, non è mai stato particolarmente veloce di piedi, il rovescio bimane non è mai stato un colpo solido) ma il modo con cui a 15 anni teneva il peso di palla dei migliori juniores del mondo, la qualità del suo servizio, del diritto e del gioco al volo, facevano sperare almeno in un buon futuro professionistico.
Ora vedremo, perché comunque, pur disputando il campionato nord-americano, può sempre fare attività pro. E’ iscritto ad un paio di future in Canada, sul prediletto cemento, a fine settembre.
In bocca al lupo, Jack.
diego says:
Mauro
Non sono d’accordo che le teste di serie nei campionati nazionali di categoria devono seguire la classifica italiana che spesso non e’ veritiera dei giusti valori
degli atleti.
Lo staff tecnico della Fit che monitora i ragazzi/e under (forse fa solo quello) conosce benissimo i veri valori degli stessi e quindi compila i tabelloni di conseguenza.
Difficilmente sbaglia (a parte qualche raro caso).
E poi con tutto il rispetto i campionati nazionali in uno sport mondiale come il tennis contano veramente poco.
Nel caso di Miccini se effettivamente avesse scelto il college ,in quanto non vedendo arrivare risultati di rilievo, mi sembra una ottima scelta ,credo possa far parte del piano “B” .
Penso che il padre essendo un professionista molto affermato in campo medico
abbia giustamente per il figlio delle ambizioni piu’ elevate che far fare in futuro probabilmente il maestro di tennis (con tutto il rispetto) e quindi per fare questo ci sia bisogno di una buona Laurea.
andrew says:
Ultim’ora: Ansa. “Dopo l’abbandono di Miccini, anche l’altra speranza del tennis italiano, GQuinzi, sembra decisa a mollare. “Da grande voglio fare la callista”, ha dichiarato il giovane, aggiungendo, non senza una punta di spirito, “…all’occhio di falco preferisco l’occhio di pernice.”. Quindi, insieme ad Angelina Jolie, ha lanciato un’efficace iniziativa umanitaria: “Lapidiamo Sakineh con la pietra pomice”.
“Non ci sono più i campioni di una volta”, ha commentato Pietrangeli.
Stefano Grazia says:
Due correzioni: Miccini Padre NON e’ medico e Miccini Jr non venne in Florida a 10 anni ma a 12 (io c’ero, agosto 2004).
A parte questo, se e’ vero che gli obirttivi eano sicuramente altri, io credo che la scelta fatta ora sia veramente una scelta DA VINCENTE: nel senso di una scelta giusta, corretta, intelligente, anche coraggiosa. Magari Miccini gioca un anno o due, ritrova le motivazioni e se non fa come Isner o Blake magari fa come Sanguinetti… Oppure continua a giocare a tennis per divertirsi e intanto si prende una laurea che e’ valida per lavorare in mezzo mondo … Alla fine ne uscira’ sempre VINCITORE, altroche’ … Io credo che sic stantibus rebus sia una scelta molto intelligente (invece di ritrovarsi a 24-26 anni numero 400 del mondo : comunque un fenomeno, tennisticamente parlando, ma senza una laurea …
Mauro g&f says:
Diego, provo a spiegarmi meglio, se una federazione istituisce un sistema di classifiche, come minimo penso che le ritenga veritiere e corrette, a quel punto deve tenerne conto per i suoi campionati, altrimenti si sta contradicendo in maniera clamorosa.
Per quanto riguarda le teste di serie, 8/10 forse sono corrette le altre sono fatte in base a amicizie e conoscenze, e non parlo solo tel tab under 12 f ma di tutti quelli under.
Rispondimi in tutta sincerità , su quali parametri vengono fatti, Risultati? Tecnica tennistica? Test fisici? Test mentali? Guardando al progetto globale e alla passione e forza di volontà del ragazzo/a?
Pinot says:
Moderiamo le parole… parlare di fallimento quando si adotta il piano B è una esagerazione senza uguali. Non sono un mobiliere ma alla laurea di mio figlio in US metterei subito la firma.
Già si dice sconfitta per una partita persa ed è già dura, ma dare del fallito ad un ragazzo che ha appena cominciato a farsi la barba…mah!
Avremmo bisogno di fare l’analisi linguistica dei termini che connotano le situazioni del tennis.
bogar67 says:
Scusa Pinot ma qui nessuno ha scritto che si tratta di un fallimento, mi pare solo che jho post 155 abbia messo in risalto questa parola come se fosse farina del sacco di Monet post 150 che invece ha scritto solo di obbiettivi mancati. Cerchiamo di non mettere in difficoltà travisando le parole di persone come Monet a cui invece dobbiamo dire grazie per essere qui a discutere con noi di tennis.
Roberto Commentucci says:
Ragazzi, incredibile…
Come dissero per promuovere un famoso (e bello) film di fantascienza di Spielberg, nei controversi anni ’70….
…Noi non siamo soli…
Guardate cosa ho scovato!
http://juniortennisblog.com/
Praticamente è un blog omologo di “Genitori e Figli” in inglese…
Tutto il mondo è paese, direi.
andrew says:
infatti il termine “fallimento” è assolutamente improprio, in quanto non esiste neanche un “iniziamento”…
Diciamo che nel pacchetto All-Inclusive (tennis+lingua+laurea estera) con il quale viene commercializzato il tennis dal Bolletta, al momento Miccini ha scelto le ultime due opzioni…
Sembra anche che la separazione dal team Rianna sia dovuta a un certo fastidio di Miccini per i ripetuti incidenti causati dall’incuria di Baraldo nel maneggiare il sensotraining, che il preparatore atletico del team si porta ovunque. Ricordiamo che il sensotraining è una valigetta che nasconde un monoblocco di ghisa pressofusa con rinforzi piombati che Baraldo fa portare a tracolla a Miccini (da qui i problemi all’anca), lascia sciaguratamente cadere sugli alluci di Miccini, sostituisce al cuscino di Miccini (Baraldo dorme con doppio cuscino), colpisce intrascapolarmente Miccini con gli spigoli piombo-anodizzati. La goccia scatenante pare sia stata la chiusura dei testicoli di Miccini tra le ganasce rostrate della valigia durante un packing-up.
diego says:
Mauro
Molte volte e’ sufficente fare molti tornei per avere una classifica piu’ alta ma non sempre veritiera dei propri valori.
Nel tennis amicizie e conoscenze servono a poco ,ci pensa il campo a sistemare tutto ,comprese le teste di serie giuste o sbagliate.
State tranquilli il tempo fara’ la giusta selezione.
Mi ripeto i campionati nazionali servono veramente a poco.
Riguardo a Miccini e la scelta del college ,non e’ che Laurearsi (specialmente in certe materie) sia una cosa facile e scontata ,anzi per molti e’ piu’ difficile che arrivare 300 o 400 al mondo.
pasanen84 says:
@Commentucci
Ma perchè noi abbiamo Stefano e loro hanno la bionda??
Roberto Commentucci says:
Andrew, adesso basta.
In genere apprezzo molto la tua ironia, ma mi pare che in questo caso tu sia del tutto fuori luogo.
Credo che certi momenti (non esattamente di festa), e certe scelte (sicuramente dolorose), meritino un minimo di rispetto.
A Pasanen…
Beh, ma loro sono americani…
Per fare match pari, proveremo a mettere una parrucca a Nizegorodcew
Alessandro Nizegorodcew says:
Ma la barba rimane…
andrew says:
scusa Roberto, ho la sensibilità di un pilone autostradale, specie quando si parla di tennis italiano, quindi del nulla…
Dai, su, coraggio, non è morto nessuno!!
Possiamo sempre puntare su Della Tommasina che adesso prova a vincere (come da relativo articolo)!!
Pinot says:
@ bogar
infatti non l’ha usata Monet…
Stefano Grazia says:
Lupus in Fabula (incredibile ma vero), dopo aver letto i vostri commenti vado in academy e chi trovo? Miccini! In realta’ io avevo notato che c’era Taylor Dent che stava giocando un set sul Bollettieri Court con un non identificato sparring ma sul campo di fianco c’era proprio Giacomo…Anzi, e’ stato lui a riconoscermi e a salutarmi. Gli ho subito chiesto se era vero che andava al College e lui mi ha detto di si, che era arrivato da due giorni (pero’, che caldo che fa qui…),che si allenava qui a bradenton fino alla fine dell’anno e poi andava in un college in arizona. Be’, io gli ho detto bravo. L’ho poi visto correre da Paul Forsythe e parlare con lui (e prima ancora salutare Nicholas: sempre gentile Jack con lui, molto educato a dispetto della sua fama sul campo…) e probabilmente mettersi d’accordo per la schedule degli allenamenti … Poi e’ suonata la sirena del Thunder Alert e tutti sono scappati indoor…In realta’ ha piovuto e tuonato tutto intorno all’Academy: io sono andato a fare spesa in un Publix sulla Cortez Rd, a 5′ di strada,e li’ pioveva, ma quando sono tornato i campi erano ancora asciutti e infatti Nicholas ha continuato la sua extra lesson molto molto specifica sul dritto con Ches Gibson…fara’ altre 4 mezzore e poi vediamo…E’ un lavoro molto certosino, con parecchio shadow, quasi un pugile allo specchio, per arrivare a sentire, nello swing, che quasi la racchetta ti vola via dalle mani…Magari ve ne parlero’ in un prossimo articolo …
andrew says:
non è che quando ti ha visto con il sensotraining a tracolla, piegato di lato, sia fuggito urlando: “noooooo!!!!”…?
Gus says:
@Barbara:
Forse io non riesco a scrivere bene quello che penso.
Siamo partiti dall’avere indicazioni per abbattere i costi.
Poi è arrivato Piatti che da le sue indicazioni di come, secondo lui, bisognerebbe muoversi. Peraltro, dichiara nel suo articolo su Tennis Italiano, proporrà questo modello in alcuni stage lungo la penisola.
Questo percorso, ovviamente, deve essere fatto con una programmazione studiata a tavolino, non a casaccio.
Un buon settore agonistico di un buon circolo ha delle persone che conoscono perfettamente quali tornei fare, chi organizza bene, chi organizza male, ecc.ecc.
Gli stessi terza, quarta, seconda del circolo conoscono bene i tornei, per cui tutto deve essere “organizzatoâ€, programmato al meglio possibile.
Io non ho detto di andare a fare “qualsiasi†open, ma inserire nella propria programmazione, a seconda del proprio livello, dei buoni tornei di categoria.
A me sembra, invece, che certi tornei vengano proprio esclusi dalla programmazione.
“Mi riferivo al fatto che con l’introduzione delle sezioni intermedie tutti organizzano open invece di III e IV e poi non sono in grado di gestire i tabelloni e le partite vengono infilate nelle ore lasciate libere dai soci e viene fuori un casino.â€
Su questo sono d’accordo, ma è la conseguenza di come è organizzato il sistema tennis e che abbiamo affrontato diverse volte.
“…….e per farlo ha bisogno di battere gente che gioca bene perchè per arrivare ad un certo livello come ha detto Monet non sono questi gli avversari.â€
E invece in tutti i tornei juniores U12/U14/U16 (parlo in generale e non del tuo caso specifico che non conosco) si trovano ragazzini che giocano in modo “allenante�
Comunque io credo che i nostri punti di vista non siano così diversi. In ogni caso qualsiasi percorso merita rispetto e nessuno ha la bacchetta magica.
Il percorso giusto è quello che porta al massimo livello possibile quell’atleta ed è già difficile così.
In bocca al lupo per tutto, questo davvero di cuore.
Barbara says:
Gus noi non siamo in disaccordo è che scrivendo è più difficile capirsi
o se ne fosse mai ritirata una giocando con noi e pensa che ad alcune capita regolarmente.
prima che arrivasse Piatti ti posso assicurare che gli Open erano già pieni di ragazzini, mia figlia ha vinto il primo tabellone dei IV in un open come under 14 due anni fa e non era certo l’unica, ma all’epoca il tabellone si è chiuso in due giorni con doppio e terzo turno battendo due 4.1. adulte.
I poveracci, intesi nel senso di non poter spendere €50.000,00 l’anno tra coach e viaggi, hanno sempre fatto quei tornei anche perchè molti maestri ti consigliavano di tenerti in tasca i soldi ed incominciare a spenderli, se era il caso, dagli ITF in poi.
Il punto di Piatti mi sembrava fosse di limitare l’attività degli under per farli lavorare di più e preservarli dagli infortuni nonchè rendere più concreto il gioco attraverso il confronto con gli adulti, per questo ti dicevo che forse non ha ben presente cosa accade oggi in questi tornei e ribadisco che non parlo di quelli importanti e titolati.
In realtà la stessa vena schizofrenica dei tornei giovanili già esiste anche nei circuiti nazionali III ed Open.
I ragazzini giocano oltre 100 tornei l’anno inseguendo le classifiche, perchè come avete detto spesso contano i risultati e se un secondo anno under 14 non è almeno 2.8 è ormai finito, così Stefano capisce meglio perchè in Italia sono tutti ossessionati dalle classifiche FIt, tranne a quanto pare la FIT.
Questo a ben vedere non riduce affatto i costi, nè consente di limitare l’attività dedicandosi al recupero ed all’allenamento, anzi ne vedi un sacco che corrono molto bene ed alzano e basta perchè non reggono il ritmo, con buona pace di chi vorrebbe insegnargli a giocare a tennis, però hanno assimilato bene il discorso sulla concretezza degli adulti e vincono anche un sacco di partite così.
Perchè sai il nano corridore con tre anni in meno è l’incubo di tutti i teen ager che tirano, poi possiamo parlare del mental di un adolescente che non sarà mai un campione perchè a 16 anni sbrocca dopo essersi allenato 6 ore al giorno a tirare vincenti, lui.
L’attuale formula dei tornei consente di giocarne tre la settimana e tutti applicano la forma di giocare più partite possibile poichè su tante partite giocate prima o poi il positivo lo faccio, perchè non conta andare avanti nel torneo e magari vincerlo, l’importante è solo battere uno con una classifica superiore anche se è zoppo non è un caso che si chiami positivo e di conseguenza diventa negativo ogni vittoria con un pari classifica o peggio una sconfitta.
Nella stessa regione troverai sempre gli stessi under che girano tutti i tabelloni, che incontreranno sempre le stesse persone e se c’è un giocatore poco in forma o in calo perchè magari ha smesso di allenarsi e studiao rientra da una maternità o un infortunio, stai tranquillo che le stesse persone lo incontreranno almeno 5 volte.
Porcaccia la miseria ci fosse mai capitatato di incontrare tizia o caia che hanno fatto della gran beneficenza
Mia figlia ha perso classifica e guarda caso ha incontrato un sacco di under “fortissime” risultato tre game persi nel tabellone dei IV battendo diverse 4.2 e 4.1 che ovviamente non le daranno alcun punteggio avendo una riduzione del 40%.
Sto vedendo cose che farebbero inorridire chiunque,ragazzine di 12 anni che giocano bombate di cortisone, infortuni alla spalla peggio della Sharapova a 13 anni, infortuni alla schiena, ginocchia disastrate ad 11 anni, uno schifo e non li vedo certo negli ETA, anche se molte di queste li giocano regolarmente.
Allora rimettiamo i tabelloni in linea, almeno negli open così come avviene nei tornei professionistici e con un bel tabellone di qualificazione, costringiamo i circoli a terminarlo in settimana così anche i seconda per vincere il torneo dovranno fare almeno 7 partite piuttosto che due ed i mestieranti se vogliono giocare saranno costretti ad allenarsi che mi pare pure equo.
Solo allora il discorso di Piatti avrà senso e se poi magari qualcuno si rendesse conto che anche il tennis è uno sport non sarebbe male.
nicoxia says:
Barbara,guarda il positivo tuo non il negativo degli altri.Le persone che fanno tutte le cose negative che hai elencato raccoglieranno i frutti che meritano.Se però tu sei cosi negativa trasmetterai questa negatività anche alla tua allieva.Mio figlio incontra una di queste persone,bene il suo compito sarà trovare il modo di batterle,anche se dal punto di vista tennistico non sarà una grande crescita secondo me lo sarà dal punto di vista mentale,certo che se perde e io gli trovo le scuse dicendo che questo non è tennis non lo aiuto.Secondo me nel tennis non conta solo la tecnica,la capacità di adattamento alle situazioni è fondamentale e gli Open danno questa possibilità quindi sono una parte fondamentale per la crescita,certo inseriti in una programmazione completa.
nicoxia says:
Ci si lamenta sempre che i nostri giocatori sono un po viziatelli ma non si viziano da soli.
Jho says:
Barbara condivido in pieno il tuo pensiero , la disorganizzazione dei circoli nel far continuare il “sogno” di chi vede il tennis come uno sport e non come l’accumulo di “falsi positivi” è lampante e sotto gli occhi di tutti
E’ la legge del fare cassa che la FIT per prima ha imposto dall’alto
Mi sfugge anche la possibile crescita mentale (tecnica ovviamente esclusa) che si possa avere nel battere la pallettara di turno visto e considerato che nel tennis che conta quella non ci entrera’ mai
Nota di colore : Nicoxia.. lascia che tuo figlio batta i pallettari e che la figlia di Barbara batta tutti gli altri .. ^_^
Con simpatia
Barbara says:
Nicoxia
io stavo parlando in generale e non delle difficoltà incontrate da mia figlia o perchè non è ancora diventata 2.1. essendo indubbiamente un fenomeno perchè così non è, semplicemente le piace e la lascio giocare certa che l’esperienza le tornerà utile da adulta e di questo non ne ho mai fatto mistero.
Io ritengo lo sport indispensabile alla formazione a prescindere dal livello raggiunto e dal momento che io sono una sportiva ed ex agonista di un altro sport ma di un livello certamente superiore a quello raggiunto da molti esperti di tennis ho una discreta esperienza di cosa fare per formare delle buone basi per un futuro ad alto livello ed anche se la cosa non mi riguarda direttamente lo dico.
Mi piace il tennis e sono certa che ci siano un sacco di brave persone in mezzo a tanti furbi e di certo non sono la sola a pensarla così, perchè certe cose sono talmente ovvie ed evidenti a tutti che bisogna essere proprio in malafede per travisarle..
Semplicemente rilevavo che cambiare la formula degli open secondo me non è stata una gran furbata se non nell’ottica della cassetta.
Non è mia figlia quella che prende a pallate i ragazzinie d a me piace guardare i tornei a prescindere dal fatto che sia lei a giocare e mi formo un’opinione che mi piace condividere con altri ma è un esercizio dialettico e non lo sfogo di una madre frustrata.
Tutto questo gran parlare di classifiche e la selezione in base al risultato, piuttosto che la qualificazione automatica agli italiani di quelli con la classifica più alta o l’impossibilità ad iscriversi a certi tornei se non hai una determinata classifica, hanno portato i ragazzini a giocare sempre più piuttosto che allenarsi e migliorare, chi resta fuori è perduto.
All’estero giocano molti match di allenamento dove puoi provare i colpi e prendere confidenza con serenità , ma pochi e selezionati tornei e questo a mio giudizio fa la differenza.
Barbara says:
Grazie Jho
simplypete says:
Barbara con tutto l’affetto del mondo, ma cosa stai dicendo nel tennis non si bara, se tua figlia gioca e perde da una pallettara semplicemente non è ancora abbastanza brava per batterla….punto;
se dici vado a fare i 10.000 o itf perchè li si gioca diverso più aggressivo etc. ti assicuro che chi passa un paio di turni nei 10.000 le pallettare tra 3.1 -2.8-2.7 neanche le vedono, mia figlia ha perso agli italiani u.11 negli 1/8 di finale perchè la sua avversaria è al momento più forte….. punto…..
Ha perso anche partite con bimbe più scarse tecnicamente, ma più brave a giocare il match, qual’è il problema, ha vinto partite con ragazzine teoricamente più forti,….insomma nei tornei capita di tutto ed il contraio di tutto l’unica verità e che alla distanza i migliori vengono fuori di questo ne sono certo;per me la distanza sono i tornei future, challerger, wta…….tutto il restro e fuffa.
Miccini a 15/16 anni ta i primi al mondo della sua età non valeva un secondo turno di un future, non lo vale neache a 18 questa è la realtà , allora decide per il college….
Tua figlia u.18 gioca ancora a livello regionale mi sembra di aver capito, penso che programmazione, fit ed altro centrino poco mi sembra evidente che è già fuori per il tennis che conta…..i motivi poi possono essere mille ma di fatto è così.
Se mia figlia intorno ai 16 anni sarà una buona seconda 2.5 2.6 proverà la via professionale per un paio di anni, se a 18 non varrà almeno una 200/400 wta sotto a studiare…..
prince says:
Barbara says: “Tutto questo gran parlare di classifiche e la selezione in base al risultato, hanno portato i ragazzini a giocare sempre più piuttosto che allenarsi e migliorare, chi resta fuori è perduto.
All’estero giocano molti match di allenamento dove puoi provare i colpi e prendere confidenza con serenità , ma pochi e selezionati tornei”
Sante parole……se si riducessero i tornei la fit avrebbe un danno meno quote iscrizioni, cmq a forza di esagerare con tutti questi tornei ormai molti vanno deserti a livello under in piemonte quest’anno molti non si sono fatti e la maggior parte contavano pochi iscritti (solo quelli vicini a Torino avevano molti iscritti) e questo la dice anche lunga sul criterio di qualutazione di una vittoria ad un torneo….è più importante vincerne uno con 8 iscritti o uno con 32? Sono cose che abbiamo detto molte volte, si facciano tornei osservati non più di 10 per regione….e che venga l’osservatore ad osservare…..si faccia un circuito solo…non limitato e da li si tragga un ranking…..o che l’osservatore si prenda la responsabilità di dire chi ha un gioco con un futuro e chi no. Ma sono solo sogni….per chi aspetta ancora i centri periferici….
Stefano Grazia says:
Anche se potrei (e anzi posso) condividere il postulato di Nicox (di guardare solo il positivo tuo e non il negativo degli altri), confesso anche che trovo perfetta la disanima dell’Elettrica Barbara (di cui sarei curioso di conoscere lo sport originale: scherma?) e trovo anche conforto in quelle ultime righe quando dice ‘All’estero giocano molti match di allenamento dove puoi provare i colpi e prendere confidenza con serenità , ma pochi e selezionati tornei e questo a mio giudizio fa la differenza’ perche’ quella e’ la filosofia qui alla Bollettieri: molti matches, molta competizione interna (ma anche molti drills e, almeno quest’anno, molta preparazione atletica …). Io rimango dell’idea che i tornei del Gigetto dovrebbero essere tutti nel week end perche’ da Lun a Ven tu ti devi comunque allenare … Poi durante l’anno scolastico solo 4-5 tornei importanti di una settimana (a Pasqua, durante certi ponti, a Natale…) e il resto durante la Lunga Estate Calda …Certo, se fanno tornei a settimana tutto l’anno, ma quando si allenano? quando trovano il tempo di correggere difetti, di allenare il servizio, di fare preparazione atletica?
Andrew, ma cos’e'? Ti ha morso archipedro? Non nego di avere avuto anch’io numerose cadute di stile durante le mie personalissime querelles, pero’ qui faccio davvero fatica a seguirti, a non comprendere la sottile differenza fra ironia e sarcasmo o fra rutto e sospiro … in fondo trovo anche strano che andiate giu’ di matto per innocenti vezzeggiativi di nicknames e poi andiate giu’ di pacca con un ragazzo che sia pure censodopato come direbbe archie, per 5-6 anni ci ha provato, ha dato tutto e siccome i risultati, forse anch a causa di un grave infortunio, non sono stati all’altezza delle sue indibbiamente alte, come e’ giusto, aspettative decide comunque di prendersi una pausa ma non andando per baccanali bensi’ andando al Cllege, mica pugnette … Io trovo, ribadisco, la scelta molto ma molto saggia. e coraggiosa. E da vero vincente: da uno cioe’ che non si lascia passare addosso la vita ma prende decisioni … Mi meraviglia anzi che archipedro, che ti porta sempre ad esempio sul suo blog come unico o quasi esemplare del nostro blog degno di essere letto, non sia intervenuto a rimproverarti affettuosamente …L’hai fatto tu con me quando ho sbroccato, lo faccio anch’io con te con immutata stima e simpatia e alta considerazione del tuo sense of humour …Tra l’altro non capisco nemmeno questa acidita’ col SensoBuzz e con il Prof e Baraldo… Perche’ costa troppo? Perche’ i due ci vogliono fare un affare invece di regalarlo ai poveri (ma la scienza non puoi regalarla alla gente se non vuoi che il sistema ti prenda per fame e il sistema sicuro e’ pigliarti per fame…De Andre’, obviously…)Ma mica lo devono comprare i privati … Tra l’altro se ti stava cosi’ sulle palle come concetto, ma perche’ non gliel’hai detto direttamente a lui quella sera a Calderino, magari ne veniva fuori un bel contradditorio … Tra l’altro (e tre!) se e’ vero quel che dice Roberto e cioe’ che complice l’infortunio Miccini ha come problema principale la lentezza nei movimenti (e posso testimoniare di averlo visto subire anche 3-4 dropshot a game nel torneo alla Virtus di Bologna), allora chissa’, forse proprio il SensoTraining avrebbe potuto aiutarlo… Fermo restando che puoi essere velocissimo senza SensoBuzz o lentissimo pur avendolo comprato: e’ solo uno strumento e se uno dopo averlo comprato non lo usa o o usa male, alla fine zucca era e zucca rimane (non si trasforma cioe’ in una ferrari)
andrew says:
Boh!!!…
alla fine è prevalentemente una questione di stati d’animo….siamo anche degli esseri irrazionali…
pensa che io mi sono capottato dal ridere mentre scrivevo queste storielle, venutemi di getto e direi abbastanza innocenti, in cui non mi sembra di aver attaccato Miccini, un semplice personaggio di quattro battute parodistiche.
La parodia semmai era sul sensotraining che, credimi, sono ancora convinto che contenga un monoblocco di ghisa pressofusa con rinforzi piombati…
Come sono convinto che Quinzi farà la callista…
Stefano Grazia says:
Come diceva Toto’: si, si, le risate … Vabbe’,dai,saro’ io che punto sul vivo non capisco …Ti posso assicurare comunque che il SensoBuzz e’ cosi’ comodo che lo potete prendere anche in tram e che la prossima versione sara’ in grado di servire anche una bel frappuccino con crema di panna … Gia’ interpellato George Clooney per lo spot pubblicitario …no problem, facci sapere dal PTR …
Qualcuno ci faccia sapere anche dal Bonacossa: so che Alessia, che in 2 match non ha ancora perso un game!,incontrava stamane la Tds numero 8 (Gussetti), e che la Figlia di Atti (Vale) incrociava la racchetta con la Zerulo … In azione anche Ele Palumbo aka La Figlia di Nipa … Decisamente Le Figlie del Blog sono meglio dei Figli, peccato per Chiaretta … Piuttosto, ho visto che la Zerulo gioco’ i Nazionali U12 anche l’anno scorso… quest’anno chi c’e’ che’ del 99? Ginocchio e Capogrosso?
Barbara: piu’ che altro direi che se tua figlia ha un problema, e’ quello di una costituzione gracile: fra infortuni e malattie sembra la realizzazione della famosa battuta di Lupo Alberto: La Fortuna sara’ anche cieca ma e’ la Sfiga che ci vede benissimo …. Non e’ che la preparazione atletica con lei dovrebbe essere differenziata e mirata a costituire (almeno con lei!) un bel fondo aerobico per irrobustirla e aumentarle le difese? Poi, e’ chiaro,contro il cul (o la sua mancanza) la ragion non vale…
Nikolik says:
Stefano, i campionati nazionali sono organizzati diversamente.
Possono partecipare, ai campionati italiani under 12, solo quelle nate nel 1998 e basta.
Né le ’97, né le 99.
Stefano Grazia says:
PROF (o chiunque ne sappia qualcosa): datemi un tempo di riferimento sul miglio e sul miglio e mezzo (2.4km) per un tredicenne… Abbiamo calcolato che il giro all’interno intorno al compound Mirror Lake dove abitiamo e’ 10 metri piu’ 10 metri meno appunto un miglio e quindi abbiamo deciso di utilizzarlo come test di endurance …Quindi se qualcuno mi dice eta’ e tempi di suo figlio e dei suoi amici sul miglio, sui 2km400 o sul Test di Cooper fa un piacere alla Comunita’ …
Roberto Commentucci says:
Nikolik, però la Capogrosso (che conosco bene) e la Ginocchio sono 2 ’99, sono le due finaliste dei campionati italiani under 11 di quest’anno…
Quindi evidentemente le undicenni, se si qualificano, possono partecipare ai nazionali under 12.
bogar67 says:
Nikolik mi pare che non è proprio così, la Zerulo ci stava anche l’anno scorso!!
Ho scritto aquelli del Tc bonacossa per aggiornare online i tabelloni e mi hanno risposto pressapoco cosi’:
“”Buongiorno Sig. Bogar67
La ringraziamo per averci contattato e per essere un visitatore del nostro sito.
I risultati dei tabelloni, solitamente, vengono aggiornati alla fine di ogni giornata di gara.
Nei giorni scorsi il maltempo che ha colpito Milano ci ha costretti a organizzare parte degli incontri in trasferta pregiudicando la presenza di personale in sede e più continui aggiornamenti dei risultati. Per questo ci scusiamo.
Da questo momento potrà verificare i tabelloni dei singolari con i risultati odierni. Più tardi lo aggiorneremo con i doppi.
Da domani faremo in modo di essere più tempestivi.”"”
Stefano Grazia says:
Secondo l’USTA i tempi sui 2400 (un miglio e mezzo) per un Adult Male excellent dovrebbero essere inferiori a 8’44, per una female inferiori a 11’49… per un junior maschio < 9'45 e per un junior femmina < 10'30…Poi GOOD fra i 9'45 e i 10'15 per il maschio e fra i 10'30 e gli 11' per la junior femmina ma ovviamente un conto e' essere un junior di 17 anni e un altro e' essere un junior di 13-14…
Per questo chiedevo di compararci o se almeno avevate dei valori di riferimento…
prince says:
Ai campionati U12 (età 98) possono partecipare solo 98 e 99 che sono arrivati nei quarti del campionato U11.
Nikolik says:
No, invece è proprio come dico io.
La Zerulo, l’anno scorso, ha fatto l’under 12 solo perché aveva vinto i campionati italiani under 11 (che si giocano sempre la settimana prima).
Il regolamento, infatti, ammette solo le ’98 (l’anno scorso solo le ’97) oltre a tutte coloro che sono arrivate almeno nei quarti di finale dei campionati under 11 immediatamente precenti.
Quindi, le uniche ’99 ammesse (l’anno scorso le uniche ’98 ammesse) sono le (almeno) quartefinaliste dei campionati italiani under 11, come, appunto, la Capogrosso e la Ginocchio.
Che, però, non sono ammesse in quanto ’99 (nessuna ’99 è ammessa) ma in quanto vvincitrice e finalista dell’under 11.
E’ una cosa eccezionale, una specie di premio alle migliori 8 dell’under 11.
Ovviamente, non ci sono tutte e 8, perché la partecipazione non è obbligatoria.
Oh, ragazzi, ma per favore, che non sbaglio mai quando scrivo qualcosa…
Ma quando mai ho scritto un’inesattezza?
mardyfishwife says:
giornata nera per le figlie del blog alla Lambertenghi…
nunziovobis says:
Quindi per capire bene questi campionati italiani iniziano a partitre dagli under 11 che quest’anno erano per i nati nel 1999 se ho capito bene?
La sede dove si svolge questa mani festazione è sempre Milano o cambia ogni anno?
prince says:
http://www.federtennis.it/CampionatiNazionali.asp?CodiceTorneo=CAMPIONATIINDIVIDUALI
qui trovate tutto
claudiotn says:
I campionati under 11 sono stati fatti a Serramazzoni (MO) le terza settimana di agosto (così come l’anno scorso).
Mauro g&f says:
E’ vero Sia Alessia che Vale hanno perso, ma la figlia di Atti mi dicono abbia fatto una splendida partita strappando un set alla Zerulo che forse dalle pari età ne avrà perso uno o due in tutta la sua carriera tennisticA. Peccato, perchè se è vero che la vittoria avrebbe fatto molto bene a Vale, la sconfitta alla Zerulo gli avrebbe fatto ancora meglio, sta vincendo troppo e non so se è un bene.
Barbara says:
Simplypete
io non ho detto che mia figlia perde con le pallettare (cosa che faceva quando era più piccola) ho detto che le fa schifo giocare quelle partite e che ritiene che non le servano ad un tubo.
Ho anche detto che è inutile mandare un under a fare un torneo dove non regge fisicamente il ritmo allenandolo per la maratona ed a far sbroccare il prossimo perchè non ne vedo il costrutto in ottica professionismo, sembra l’allenamento dei portierii, fallo giocare una categoria sotto ma sviluppa il gioco.
Poi con certe pallettare ci perdeva anche la Smirnova tanto per parlare di open, ma non credo che nessuno possa dire che non sapesse giocare o non fosse forte, ogni categoria ha le pallettare che si merita anche il WTA, ma pagheresti il biglietto per guardarti quella partita? E ti auguri che tua figlia raggiunga quel livello in quel modo per ammazzare ogni spettatore superstite del tennis femminile?
Mia figlia ha incominciato a giocare, nel senso di prendere in mano la racchetta ad 11 anni, quando la tua già faceva gli 1/8 di finale agli italiani se a 16 anni fosse una 2.4 ne parlerebbero pure i telegiornali.
Nonostante ciò a 14 era il numero 5 della regione, era 4.1 ed aveva già vinto parecchi tornei del gigetto ed anche un IV pur essendo alta 1,47 con la pancia e dimostrandone 12 a voler essere generosi, i casi sono due o è un fenomeno o ci vuole veramente poco a farsi una classifica ed un ranking, basta fare poche lezioni e tanti tornei.
Il contrappasso alle volte è terribile, ora che di anni ne ha 16 si allena un sacco e non riesce a giocare tornei, perchè sarà la primavera ma son due anni che accumula disgrazie varie tra marzo e settembre, vedi a far le cose per bene non ci si guadagna..
Ovviamente le nostre verifiche sono spostate alla fine delle superiori quando dovrebbe aver terminato lo sviluppo, a quel punto deciderà cosa fare, nel senso di continuare a giocare o studiare o fare tutti e due insieme, visto che io mi sono laureata a 24 anni continuando a tirare ed ho smesso solo dopo aver cominciato a lavorare.
IIo mi lamento del fatto che ragazzini fisicamente acerbi ed inadatti a detrminati carichi siano spinti ad un precocismo forzato per cui se non hai giocato almeno la Lambertenghi sei out, ma vi siete impazziti tutti?
Certo se ho iniziato a tre anni, avevo un fisico adatto almeno a tenere su la racchetta, ho fatto il giusto rispetto al mio fisico e sono tecnicamente in linea mi aspetto di essere competitivo a 12 anni, ma non posso fare paragoni che non tengano conto delle differenze fisiche che alle volte sono impressionanti.
La Castelli a 11 anni è alta 1,70 (fonte tennis italiano) e formata fisicamente la mia a 11 era 1,39 e ne dimostrava 8 e potevano allenarsi nello stesso modo e con gli stessi carichi? Poi ci si stupisce che sono tutti rotti? Fate un pò voi.
Ad una certa età quando il fisico si sviluppa tutto si allinea, certamente si resta fuori dalle convocazioni e dagli investimenti Fit ma chi se ne frega.
Che cosa vi aspettate che vi dica una che ha consentito a sua figlia di giocare ad 11 perchè prima era troppo piccola, la coerenza mi sembra il minimo.
Poi secondo voi è troppo tardi e non combinerà nulla, io resto del parere che se non vale oggi, non valeva nemmeno ieri, che prima si costruisce il giocatore e poi alcuni (pochi) si trovano in casa un campione.
Barbara says:
Stefano
hai perfettamente ragione, ha incominciato a rompere in gravidanza e non ha smesso nemmeno ora.
La preparazione ateltica per lei è già differenziata non reggerebbe i ritmi che sono oggettivamente alti, il problema è che la signorina mal digerisce la diversificazione che vive come un handicap.
Di conseguenza, ha la tendenza ad esagerare e si esaurisce fisicamente, in più quando ha un dolorino o la febbre stoicamente resiste e poi combina guai, a questo aggiungici una gran dose di sfiga.
Speriamo che ora abbia capito come gestirsi, ma tu mi insegni che quando sono teste di cavolo non basta rompersi la testa
Ricordi bene tiravo di scherma.
LIB says:
Oggi ho fatto un salto alla Lambertenghi e ho visto un po’ tutte le girls…La Zerulo viene da un doppio infortunio estivo, polpaccio e caviglia, e ha ripreso in mano la racchetta da poco.E’ stata ferma 40 giorni all’incirca ed e’ lontana dalla forma migliore. La Pera comunque mi e’ parsa la migliore sia per tecnica che atteggiamento, tira tutto e ha gia’ molte varianti..