La nostra Gabrì, alias la mamma della celeberrima Canaglia di Lagos, è l’ inviato speciale di Spazio Tennis all’Eddie Herr, prestigioso torneo giovanile disputato sui campi della Bollettieri Academy. Quinzi, iscritto al tabellone under 16, dove è tds n. 4, ha sconfitto 62 61 lo spagnolo Pujol, classe ’94. Bene anche l’inglesino Sendegeya, prodotto dell’Academy. Stasera nell’under 14 in campo l’altro azzurro Filippo Baldi, vice campione d’Europa.
Di Gabriella Garuti
La partita di Gianluigi contro Pujol si e’ giocata con quasi tre ore di ritardo. La partita e’ iniziata con lo spagnolo abbastanza aggressivo ma solo nei primi tre games va in vantaggio, dopo di che’ Gianluigi seppur lamentandosi del suo gioco, e di non riuscire a spingere, riesce sempre a trovare una soluzione per far passare la palla una volta in piu’ nel campo dell’avversario. Gianluigi dimostra forza di volonta’, tenacia e anche il colpo meno ortodosso finisce quasi sempre di la’ e dentro ed e’ difficile per l’avversario sorprenderlo. Sul 5-2 riesce a mettere pressione con il servizio e vince il game per il set quasi tutto con servizi vincenti.
Anche se  lui continua a lamentarsi di ‘essere scarso’ o di ‘non spingere la palla’ , tiene bene il comando della partita e riesce a giocare in avanti e a tenere lo spagnolo un buon metro o due fuori dalla linea di fondo ed e’ questa ,secondo me ,la chiave di lettura della sconfitta di Pujol. Lo spagnolo che ha bei colpi e reggeva alla pari lo scambio e’ riuscito solo un paio di volte a mandare Gianluigi indietro per poi fare una palla corta efficace, ma in generale ha giocato troppo indietro e Gianluigi era sempre sulla o dentro la linea di fondo e ha anche fatto un paio di discese a rete efficaci.
Mi sembrava che il risultato finale fosse 62 62 ma ho visto riportato 62 61, poco importa, Gianluigi ha vinto anche se lui non e’ soddisfatto del suo livello di gioco, ma mi sa che questo sia il suo modo di essere…mai contento.
Non ho molte notizie di Pujol, sembra che si sia allenato da Federico Ricci alla Evert, ma sono solo supposizioni, domani posso verificare.
Ho visto giocare anche Alex Sendegeya e l’ho visto decisamente aggressivo e padrone del campo. Un bellissimo tennis senza via d’uscita per l’avversario. Pressione ad ogni colpo, un passo avanti, angoli, angoli e colpi a rete, swing volley o smash. Bellissimo gioco contro un avversario che forse glielo ha permesso (Rios venezuelano), ma intanto come si dice “gli ha letto il vangelo” con un veloce 61 61.
Ragazzi scusate ma questo e’ il mio massimo come giornalista !
86 Commenti to “Eddie Herr – Quinzi avanti nell’under 16”
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simplypete says:
Certo che questa continua insofferenza, ma non saprei sto ragazzo proprio non riescie a giocare sereno, già rodriguez aveva detto che si lamenta troppo etc etc…Se già sente tutta questa pressione, è meglio che non giochi in Italia!
Roberto Commentucci says:
Mah, simply, io mi sono fatto un’idea un pò diversa. Credo che sia proprio il suo modo di fare, un’ansia da perfezionismo nei confronti di se stesso, più che la pressione.
Alla fine, ieri aveva tutto da perdere, giocava contro uno sconosciuto, che però era di due anni più grande (che a questa età sono parecchi) e che infatti teneva lo scambio senza problemi.
Eppure ne è venuto fuori facilmente, facendo anche vedere di aver messo in repertorio cose nuove (servizio aggressivo e chiusure a rete).
Mauro g&f says:
Ciao Gabrì, grazie del reportage e un caro saluto da tutti noi.
Volevo farti una domanda, ma secondo te quali sono i punti forti di Quinzi, dove eccelle insomma considerato il fatto che anche lui ha qualche problemino tecnico.
KB says:
Brava Gabriella ! Grazie.
Simply,
se uno non parla da solo … non è un tennista.
simplypete says:
Si parlare da solo ok, ma essere anche troppo esigenti con se stessi,negativi autoinsultarsi etc. mi sembra sia negativo.Quinzi mi sembra sia forte, NONOSTANTE QUESTO SUO ATTEGGIAMENTO, che per me è limitante cmq, poi è chiaro vince allora tutto passa un po’ in secondo piano, non faccimo l’errore di guardare solo il risultato…
Stefano Grazia says:
E ‘ come dice Roberto, l’ansia da perfezionismo … Poi il piu’ cerebrale dei giocatori degli anni 80-90, Brad Gilbert, era famoso per non star mai zitto e per il suo negativismo che suscitava gli strali di McEnroe che non lo poteva sopportare … Gilbert arrivo’ al numero quattro … E’ una questione di carattere : c’e chi e’ più’ solare, chi e’ un automa, chi si parla addosso … Lo stesso Gilbert dice che non aveva problemi ad avere Murray che lo insultava durante ilq maqtch se quello poteva servire a farlo giocare meglio … Comunque che ci sia tanta, troppa pressione e’ forse vero ma e’ inevitabile e fa parte del gioco il saperla gestire… McEnroe diceva sempre che quando vinceva non provava gioia ma ‘relief’, sollievo per non aver perso… La gioia, la soddisfazione, il divertimento sta nel prima e nel dopo, nel riassaporare certe sensazioni … Nella gratificazione che ti deriva da quel che stai facendo … Ma mentre giochi…’peppole just don’t get it: it’s a giungle out there!’, diceva Connors e in scala non vedo come possa essere diverso anche fra gli juniores …
Alessandro Nizegorodcew says:
Ragazzi ricordiamoci che ha comunque 14 anni!
Io ricordo benissimo che a 14 anni in campo facevo un casino assurdo e ora, in campo e non, sto zitto (quasi) tutta la partita .. (quando gioco, ahimè, visto che sono fermo ai box da agosto)
E vincevo anche parecchio da under 12 e under 14..
Non è detto, anzi è improbabile, che il ragazzo rimanga così anche crescendo..
Stefano Grazia says:
L’unico vero problema di GQ e’ che ahimè’ si parla addosso in … Marchigiano! Anche la mamma, di Cittadella,e’ un po’ turbata da questo, ma non c’e verso: l’accento marchigiano una volta che ti si insinua dentro non ti molla piu’…
simplypete says:
Ragazzi scusate, non ho mica detto che G.Q. non diventerà un campione perchè parla in campo etc etc. ho solamente detto che è un aspetto ricorrente del suo carattere (mi sembra d’intuire) che POTREBBE diventare negativo, tutto quà .
Stefano fino a 23 anni Federer non ha vinto una mazza, ed in campo era una testa calda, poi era talmente forte che era comq nei primi 10 del mondo è diventato di ghiaccio e GUARDA CASO ha vinto 16 slam!!!! magari se non fosse cambiato avremmo avuto un altro Mecir…scusa ma fa una certa differenza…
Stefano tu sei attratto dal lato oscuro, dai bad boys etc. e filtri tutto da questo punto di vista, Mac nel 1984 perse TRE partite, poi fece bagordi sex droga e rock, non vinse mai più niente; poteva diventare il più grande dopo allora perse il treno e finì come giocatore.
Murrey non ha ancora vinto una mazza, Nadal che ha due palle così ed una dedizione maniacale e sulla strada di Federer guarda un po’…
Atti says:
Brava Gabri !
andrew says:
…il mio cane, che ne sa qualcosa, mi ricorda che l’età di un tennista non può essere la stessa età di un non-tennista…
Un quattordicenne tennista non può essere un vero quattordicenne, a parte per i brufoli e la polluzione notturna…
Un quattordicenne tennista deve essere almeno un diciasettenne….
Alessandro Nizegorodcew says:
e il tuo cane non ha mai visto un diciassettenne, in qualsiasi altro campo, lamentarsi di se stesso e di tutto?
Che cane fortunato…
andrew says:
…il mio cane non mette in dubbio la legittimità (ha detto proprio così…) di lamentarsi… anzi, è appena partito per abbaiare al postino…
gabri says:
ho fatto questo resoconto con lo stesso spirito con cui lo avrei fatto per mio figlio, capisco la curiosita’ e le aspettative, ma vorrei essere di aiuto a mettere tutto nella giusta proporzione. Non si puo’ guardare a questi ragazzi come a giocatori gia’ finiti e completi e hai ragione Alessandro, ricordiamocelo davvero che ha solo 14 anni. Comunque non ha fatto assolutamente casino, ha parlato con se ne’ piu’ ne’ meno di quanto non l’abbia fatto l’altro, con un tono di voce normale (dell’altro capivo solo i ‘puta’), forse un paio di urli, ma per carburare. Non si e’ insultato, ma i commenti che fa io li interpreto cosi’: e’ un giocatore serio, determinato che come ho detto dimostra una tenacia e una forza di volonta’ notevole, probabilmente entra in campo con gia’ l’idea di quello che deve fare, con dei compiti da portare a termine, e forse non c’entrano con la partita in se’, ma possono essere il riuscire a fare il dritto in certo modo o riuscire a fare un certo schema, dico io, sto andando a naso, e credo che i suoi commenti sono limitati a quella fase, questo giustifica il non accontentarsi di essere in controllo, non accontentarsi del punteggio ma essere concentrati e riuscire a fare bene quello su cui sta lavorando, quello che si e’ prefisso assieme al suo coach di riuscire a fare. Io la interpreto cosi’. E non sono in grado di parlare di tecnica o punti forti o punti deboli. Capisco anche che Gianluigi e’ la prova vivente della incongruenza a cui va incontro un giocatore di tennis, cercare visibilita’ per essere notati ed ottenere aiuti e sponsor o comunque attenzione attraverso i risultati ( lui poi piu’ di cosi…), ma poi cercare di non subire tutta la pressione che questo provoca e trovare un equilibrio una difesa per riuscire a lavorare con serenita’…e quando si arriva questo c’e’ ancora chi vorrebbe mettere da parte la famiglia? E’ ridicolo, e’ impossibile farlo senza l’aiuto di chi sta accanto a questi ragazzi. Ripeto, spero di essere dia aiuto a vedere le cose nella giusta prospettiva per la stima e l’affetto che nutro per tutta la famiglia Quinzi.
Maria Prosperi says:
KB,
studi compiuti da psicologi dello sport nel tennis indicano che l’83% del self talk sul campo è di carattere pessimistico, ipercritico e comunque auto lesivo con effetti controproducenti alla prestazione tennistica.
Maria Prosperi says:
Capito Alessandro?
Stefano Grazia says:
Be’, io ne ho visti tanti che non parlano oppure si dicono tante cose carine e intelligenti o da manuale e poi perdono lo stesso … Spesso da chi continua a dirsi ‘ oh, ma sei una chiavica’ il che, diciamocelo, per l’autostima dell’avversario non e’ il massimo … Gordon Forbes autore di una delle migliori Memoires sul tennis ( a handful of summers) che tutti dovrebbero leggere, racconta poi di un famoso campione americano ( mi sembra fosse Richey, che fu numero uno al mondo) che non contento di parlare fra se e se, commentava anche la partita di Forbes che si giocava sul campo a fianco ( una volta giocavano così’, come noi al circolo) e gli dava anche suggerimenti …
francescocoachgemelli says:
Il grosso vantaggio di Quinzi è l’essere mancino , di avere iniziato all’età giusta .di avere i genitori giusti e di mettere sempre la palla dentro . bisogna spiegare ai giovani tennisti che il gioco del tennis consiste nel vincere anche se colpisci la palla con il manico , se poi una buona tecnica ti permette di raggiungere il risulata con la minore fatica e logorio fisico avrai la certezza di prolungare la tua carriera .
Come diceva Agassi il mio gioco non deve essere perfetto, bello da vedere ma deve farmi vincere
Roberto Commentucci says:
Maria,
secondo me in linea generale i tuoi psicologi dello sport hanno ragione.
Però, a mio avviso anche il self talk è un attributo strettamente individuale, che non deve essere generalizzato tout court.
Secondo me ci sono gioocatori che se parlano in campo rendono di più.
Al contrario, vi sono giocatori che non lo fanno mai (penso ad esempio a Bolelli) e purtuttavia si sono rivelati estremamente fragili emotivamente, forse perché il loro stesso cercare di frenarsi e di autoindursi a pensieri positivi costa loro tanta energia psichica da sottrarre grinta, capacità di concentrazione, vis pugnandi.
Io parlo per la mia asperienza, nel mio piccolo: se non mi incazzo con me stesso, almeno un pochino, quando sono in campo, ho più difficoltà a trovare le motivazioni per stare lì a lottare punto a punto.
Se dovessi decidere di comportarmi in modo del tutto “virtuso” (no self talk, visualizzare gesti, colpi e schemi da adottare, pensare al punto successivo, essere positivo, etc.) finirei per perdere animus pugnandi, e uscirei dal campo magari come un lord inglese, ma dopo aver preso un bel 6161.
monet says:
sempre umile il sor comentucci….oggi fa un paragone tra un professionista e lui…..e il bello è che lo fa sul tennis..!!!!!la sua classifica di nc lo spinge a paragoni …simili!!!!
Roberto Commentucci says:
Il mental è mental, monet.
Mica ho paragonato la tecnica, i colpi, o altro… ci mancherebbe solo quello.
Il cervello umano però quello è, funziona in tutti (più o meno) allo stesso modo…
A te funziona… di più!
Angeli Pierre says:
Ottimo il commento della Gabri.
Avremo commenti anche sul torneo under14? Mi sembra quasi più interessante di quello under16 e sarei felice di avere informazioni sui giocatori che saranno avversari di Quinzi, Napolitano, Baldi, ecc… per i prossimi 15 anni.
P.S. Sempre che non smettano prima!!!
Mauro g&f says:
Si può parlare più precisamente di sottoattivazione e sovrattivazione.
Occorrerebbe insegnare ai ragazzi innanzitutto a riconoscere queste situazioni per poi farvi fronte.
Se il self talk serve per esempio a eliminare una sottoattivazione ben venga.
Mia figlia per esempio quando si incita a gesti o a parole è evidente che è in partita che vinca o che perda, se è muta, è bloccata da qualcosa, o emotività o sottoativazione.
Il bello è che se si trova in quest’ultima situazione, e viene invogliata ad autoincitarsi, si risolve il problema.
Così come una respirazione lenta autoindotta, aiuta a calmarsi, una respirazione veloce autoindotta aiuta ad attivarsi.
Maria Prosperi says:
Roberto,
dialogo interno e visualizzazione sono il software che fanno da interfaccia tra la mente ed il corpo. sono pressochè ineludibili. L’esteriorizzazione del self talk, la verbalizzazione, ha però la controindicazione di attivare processi di consapevolezza che sono deteriori alla prestazione sportiva. Ti sei mai chiesto perchè moltissimi tennisti nel richiedere l’asciugamano lo indichino invece di richiederlo? In aggiunta quando il self talk è negativo inizia un loop che conduce al comportamento negativo. Sai Monet non ha mica tanto torto!!!!! A bassi livelli l’iper attivazione può comunque essere un vantaggio. Ad alti livelli, quasi mai.
Maria Prosperi says:
Mauro,
complimenti innanzitutto per le tue osservazioni sull’attivazione .
A parte la respirazione, una maggiore attivazione può essere ottenuta a livello fisico con il movimento, a livello mentale tramite il ritmo di una canzone, la visualizzazione di una scena “energizzante” etc. Ripeto, il self talk, verbalizzato, ha molti “contro”.
Nikolik says:
Forza Quinzi!
Arriva almeno in semifinale, in barba a questi genitori rosiconi!
Forza!
Roberto Commentucci says:
Grazie Maria e Mauro, mi avete chiarito completamente le idee. Sono d’accordo con voi.
E anche con monet, ovviamente, come potrei?
francescocoachgemelli says:
Maria ma come fai ad avere una risposta a tutto riguardo alla sfera psicologica ?
Avec Double Cordage says:
bellissimo resoconto, complimenti! Keep it coming!
Alessandro Nizegorodcew says:
@Maria
83% non è la totalità , anzi..
Significa che il 17%, quindi 17 tennisti che parlano su 100, possono trarre vantaggio dal self talk.. Proprio perché per ognuno è diverso e, dirò di più, può essere diverso per lo stesso giocatore a distanza di una giornata..
Non sono un esperto di psicologia e non ho i tuoi dati, ma ho visto una quantità di partite che credo mi diano la possibilità di avere un’opinione sull’argomento..
Penso che ho visto Fognini sbraitare contro se stesso e contro Russell a Wimbledon, giocando però terzo, quarto e quinto set ad un livello molto alto. Si incazza, parlava, ma al momento del punto ritrovava sempre la concentrazione.. vero Monet?
E penso allo stesso Fognini, che in altre circostanze, parlando troppo, ha forse perso qualche partita che avrebbe dovuto vincere..
Penso alle imprecazioni di Bracciali, dopo ogni punto praticamente.. vinto e perso.. che però a volte ti fanno trovare la giusta grinta che come dice Roberto, stando sempre zitto magari non riesci a tirare fuori..
In più c’è da analizzare una questione, perché i numeri bisogna anche saperli leggere..
Si parla di questo 83% che è negativo per la prestazione. Immagino che il metro di giudizio possa essere: sbraita e vince o sbraita e perde (a grandi linee ovviamente).. Ma è normale che se uno si incazza con se stesso è perché sta giocando male e probabilmente in quella giornata giocherebbe male anche senza sbraitare.. perdendo irrimediabilmente..
Io credo che a volte si perde perché si è giocato peggio (o meno bene) dell’avversario.. e che il self talk possa essere solo un dettaglio..
Sia chiaro, ci sono alcuni che si autodistruggono sul serio.. e lì è sbagliato come atteggiamento ecc..
Ma io ho sempre contestato le analisi su numeri e percentuali nel tennis, proprio perché ogni partita fa storia a sé (molto più che in altri sport)
Maria Prosperi says:
Francescocoachgemelli,
lo sport in generale è una mia passione. Sono molto curiosa per natura e mi piace approfondire.
Stefano Grazia says:
Io invece credo che uno indichi l’asciugamano invece che chiederlo per risparmiare le forze che ha sprecato per cacciare due madonne appena prima!
Secondo me a psicanalizzare troppo ogni gesto si corre il rischio di dimenticarci che, come diceva HH, la pallina e ‘ rotonda …
Roberto Commentucci says:
Sono d’accordo con Ale sui limiti dell’approccio numerico.
E’ evidente che si è più portati a sbraitare in partite che si sarebbero perse comunque, banalmente perché l’avversario è più forte. Come si fa a separare l’effetto negativo del self talk dall’effetto della superiorità di gioco dell’avversario? Bisognerebbe depurare il campione e prendere solo match contro avversari di pari livello e inferiori, e allora si vedrebbe che si è perso per via del self talk e quindi in che % il self talk influenza l’esito del match…
Già che ci siamo.
Ricordo anche una cosa che mi disse Francesco Piccari, ragazzo di esperienza e testa pensante, qualche tempo fa, a proposito di un nostro junior che aveva un atteggiamento in campo eccessivamente autoflagelllatorio:
“Vedi, è anche giusto che lui si incazzi quando sbaglia o quando perde il punto. Il problema però è che tu non puoi sempre stare lì a punirti. Se ti punisci quando fai un errore, devi anche premiarti con un bel gesto solare di esultanza, un “andiamo!” quando fai un bel vincente. Questo alza l’umore e dà carica e attivazione. Altrimenti, se si sottolineano solo gli errori si è solo negativi, ci vuole una grande energia nervosa per restare attivati e lottare.
Alessandro Nizegorodcew says:
@Maria
Tutto condivisibile o meno, ma la questione dell’asciugamano è: “ho corso per 30 secondi a destra, sinistra, avanti, indietro.. ho fatto il punto (oppure no).. ma non c’ho forze in quell’istante.. le devo riprendere.. in più il momento è importante e riprendo fiato perdendo un po’ di tempo…” Sostanzialmente non gliela fanno.. è molto semplice.. E chi gioca lo sa bene.. Infatti moltissimi non lo chiedono, ma dopo che si sono asciugati e hanno preso fiato, spesso dicono “grazie”… quindi tornano a parlare..
KB says:
Masha e Mauro,
sono d’accordo al 100%.
Roberto,Alessandro
A volte si pone male la questione.
Meglio un chiaccherone vincente che un lord perdente.
Certo … ci mancherebbe.
La questione invece dovrebbe essere chiaccherare fa bene o fa male ?
In realtà ci sono molti altri segnali, ad esempio come va il punto dopo … te lo giochi o lo butti via ?
Finita la chiaccherata riparti in modo negativo o positivo ?
Concentrato o distratto ?
Se riparti concentrato e ti giochi il punto probabilmente fai parte del 17% se distratto e tiri un colpo alle canne dell’ 83%.
Un coach che conosce il proprio allievo lo vede anche da piccoli particolari se l’atteggiamento cambia da negativo a positivo o viceversa.
Nikolik,
ti sbagli e non è una novità , noi facciamo tutti il tifo per Quinzi.
Un suo successo sarà la testimonianza che il percorso per diventare agonista di un certo livello non passa dai Pia, dalla Sat, dall’ agonistica, dal lavoro generico senza nessuna personalizzazione…
ma da tutt’altro …. che viene taciuto, a volte in buona (perchè non sanno ) a volte in cattiva fede ( perchè sanno ma non lo dicono) , per poter vendere quello che si produce nel 99% dei circoli.
Maria Prosperi says:
Alessandro,
facciamo un po di chiarezza. Per selftalk in questo contesto non intendiamo il “vamos” o “come on”; per self talk intendiamo monologhi riguardanti critica alle proprie capacità , reazione agli errori etc. Il self talk, quando è verbalizzato incide sul livello di attivazione. Il livello di attivazione ottimale degli atleti, verificato con sofisticati macchinari di biofeedback, varia da persona a persona, da giocatore a giocatore. Per farti un esempio, i livelli di attivazione di un McEnroe o di un Connors sono infattibili per la maggior parte dei giocatori.
Fognini, e per questo potremmo chiederlo direttamente a Monet, sta lavorando proprio per smussare questi aspetti. Ti risulta ci sia qualcuno tra i primi 10 giocatori al mondo che usi forme di self talk verbalizzato?
Alessandro Nizegorodcew says:
@Maria
Quando avrei detto che un “vamos” è self talk?
Djokovic a volte parla, Berdych molto, Ferrer quando è in difficoltà si incazza molto e spesso però vince.. Youzhny parla e si insulta, come moltissimi..
Roberto Commentucci says:
Si, almeno uno c’è. Andy Murray.
Roberto Commentucci says:
Il che poi non significa nulla. Probabilissimo, anzi, che se non lo facesse vincerebbe di più.
Maria Prosperi says:
Alessandro,
i tennisti indicano l’asciugamano ai racchetta palle anche al cambio campo, dopo che si sono ampiamente riposati. Ci sono poi molti giocatori che richiedono l’asciugamano come routine quasi ad ogni punto. Sai meglio di me che nel tennis moderno la durata degli scambi è molto breve. Un giocatore allenato di fiato ne ha da vendere, altro che!!!!!!!!!! credimi non è questa la ragione per cui non parlano.
Barbara says:
Io credo che il mental cambi notevolmente nelle differenti fasi della crescita.
E’ relativamente facile indurre atteggiamenti positiviin un bambino, è estremamente difficile con un adolescente che tende a drammatizzare tutto e non ha il senso del relativo, da adulti sono convinta che spesso certi atteggiamenti non si subiscano ma si decida di comportarsi in un certo modo per vari motivi.
Mi ricordo che uno dei primi tornei di mia figlia era sotto 0/6 0/5 al nike al suo circolo, in lacrime al cambio di campo si è avvicinata a me ed alla mamma di un suo amico disperata perchè stava sbagliando tutto e mi ha chiesto “sbaglio tutto e adesso cosa faccio?” ridendo le ho risposto testuale: “smetti di sbagliare”.
Tutta felice per la sempicità della soluzione non ha più perso un punto ed ha vinto la partita 6/0 al terzo con una ragazzina nettamente più brava di lei, che ovviamente nel frattempo era andata in panico avendo perso il set da 5 a 0.
Oggi le dicessi le stesse cose mi manderebbe a …….
Maria Prosperi says:
Alessandro,
ti ho appena inviato una mail con del materiale per “approfondire” sul tema.
Maria Prosperi says:
Barbara,
completamente d’accordo che la gestione del self talk dipenda moltissimo dall’età . Se noterai infatti non ho mai fatto riferimento a Quinzi, da cui è partito il discorso.
Io a tua figlia avrei raccomandato “Inizia a fare le cose bene”
Alessandro Nizegorodcew says:
@Maria
Io non so se hai analizzato il discorso dell’asciugamano ad ampio spettro, ma posso dirti che nei challenger, dove tra l’altro spesso l’asciugamano te lo porti da solo in campo e te lo vai a prendere da solo.. I giocatori lo chiedono e anche a gran voce.. sia dopo i singoli punti che al cambio campo..
Questa la mia esperienza..
Leggerò comunque ciò che mi hai mandato con attenzione..
Maria Prosperi says:
Alessandro,
il mio discorso è fatto sempre per il tennis di vertice. Secondo te può valere un discorso del genere per il tennis junior ed in tutte le partite in cui non ci sia un arbitro in cui per regolamento chi serve deve “verbalizzare” il punteggio?
gabri says:
mio papa’, illustre medico, con ottimo uso della parola, a tavola aveva l’abitudine di indicare la bottiglia d’acqua per farsela passare, cosa avra’ voluto dire…a me faceva solo girare le b….! Scusate l’ironia, ma davvero c’e’ qualcuno che si e’ fatto queste domande?
Barbara says:
Maria
prima bisognerebbe acquisire la cognizione di cosa vuol dire fare le cose bene…trovo che sia la cosa più difficile da spiegare..soprattutto in uno sport dove tutti hanno una ricetta diversa
Per me bene era spingere e giocare, il suo maestro urlava se tirava e sosteneva che vince quello che la manda di là una volta in più dell’avversario…non è facile per un ragazzino capire cosa è bene per lui e non per gli altri.
Stefano Grazia says:
Leggetevi Vacanze matte di Richard Powell, testo indispensabile per comprendere la psicologia …q ma scherzi a parte, che il Mental sia importante io lo dico da anni e fui il primo a riportare la frase di Safin ( cause tennis everybody has) , ma l’eccesso di psicoanalisi altre secondo me ad essere dannoso e soprattutto fuorviante fa anche passar la voglia di giocare … Poi, tanto, puoi dir loro migliaia di volte : ma no, guarda che io l’asciugamano lo indicò perché’ son stanco, perché ‘ son pigro o, ancora di piu’, per emulazione: ho visto che i pro fanno così’ e quindi lo faccio anch’io, e chissà ’ chi fu il primo a farlo da cui tutti ciarono e magari lui quel giorno aveva solo la raucedine …
Stefano Grazia says:
… Che Maria ti dira’ sempre: dai retta a me, fidati, lo fanno Anzi Lo Fai per un altro motivo… E se ti dico così, fidati che ho ragione … Ma potrò’ saperlo io perché lo faccio? No, non lo sai, e’ inconscio…
You can’t win …
nicoxia says:
Commentucci qui a Garbagnate un piccolo comune della provincia di Milano siamo partiti con il progetto tennis nella scuola,sai per caso se la fit prevede qualche contributo,il comune non ha chiesto niente e per ora paga lui,per ora ci fanno fare tre ore alla settimana le nostre intenzioni sono di arrivare a 15 come gia sta facendo il basket,il comune già ci viene incontro con i campi comunali a prezzo agevolato sono sicuro che se gli propongo qualche aiuto ci daranno le prime elementari e magari arriviamo prima del calcio.
Stefano Grazia says:
Comunque, si potrebbe concludere, che ormai tira più un pelo di Quinzi che un carro di buoi…
Roberto Commentucci says:
nicoxia, mi informo e ti faccio sapere, comunque così a occhio credo che l’organo competente (scusa il burocratese) sia il comitato regionale. In ogni caso ti faccio sapere.
Alessandro Nizegorodcew says:
@Maria
I Challenger sono tornei decisamente non giovanili e in cui c’è sempre l’arbitro..
Io non saprò nulla di psicologia (nonostante mio nonno sia stato segretario della SPI), ma tu di tennis….
francescocoachgemelli says:
Maria mi puoi indicare qualche riferimento anche a me , thanks
Roberto Commentucci says:
No, doc, è che in realtà tua moglie ha una penna molto migliore della tua, e quindi fa, giustamente, molti più commenti di te…
Grande Gabrì!
Avec Double Cordage says:
molte volte la mossa dell’asciugamano viene anche usata come una specie di rituale, nel caso di Federer ad esempio. Un rituale che permette di cancellare quanto successo nel punto precedente e di concentrarsi nuovamanete partendo da zero, se guardate bene segue quasi sempre un ordine invariabile e preciso dopo un punto fuori dal comune indipendentemente dal fatto che lo abbia perso o vinto, va nell’angolo si fa dare l’asciugamano e part eil suo rituale. Parlando di Federer, particolarmente nel suo caso ma anche in liene generale nel tennis moderno il footwork è diventato ormai un arma magari non alla pari di un diritto con il quale concludere un punto con un accellerzione improvvisa ma una vera weapon che permette di togliere tempo all’avversario (se vediamo ilcaso di Murray ad esempio che come Federer è velocissimo a tornare nela posizione di partenza), quando Federer è apposto con il footwork lo vedi subito e in quei casi raramente perde. Se invece non è al massimo della condizione con il footwork stecca molto, come quando anticipa troppo se diventa teso prima di chiudere un match come accaduto spesso nel 2010. Opinioni che possono essere anche errate ma non mi pare.
Maria Prosperi says:
Barbara,
il mio incitamento voleva essere soltanto una “riformulazione” di quello tuo. purtropp i ragazzi hanno purtroppo ben fisso e troppo vivo in mente il concetto di “sbagliare”.
Maria Prosperi says:
Alessandro,
si, hai ragione, di tennis non ne capisco veramente niente
Maria Prosperi says:
Stefano,
la psicologia dello sport moderna non pone le sue basi nell’inconscio ma nei processi automatizzati. Ciò che interessa negli approcci moderni è il punto di partenza ed il punto di arrivo; le cause e le radici storiche sono oggetto della psicologia classica.
Francescocoachgemelli,
se autorizzi Alessandro a passarmi la tua mail cercherò di inoltrarti il materiale.
Mauro g&f says:
Maria interessa pure me. Alessandro per cortesia passa la mia mail a Maria.
Madmax says:
Maria anche a me nonostante ci creda poco..
grazie..
Alessandro please la mail a Donna Maria..
pasanen84 says:
io posso dire che preferisco nettamente come atteggiamento in campo chi sta zitto, nel bene e nel male e invece di incazzarsi, incanala la rabbia nel punto successivo; per me questo è l’atteggiamento che porta più vittorie nel lungo periodo. E’ vero anche che sbraitare nel momento di difficoltà è la cosa naturale per tutti: c’è chi preferisce controllarsi e chi sfogarsi. Ho letto Federer dire che saper rimanere calmo in campo gli è costato molta fatica ma che pensa sia l’atteggiamento giusto per massimizzare le vittorie. Nel mio caso di giocatore dilettante ho visto che controllarmi, anche se faticoso, mi porta vantaggi in termini di punteggio e di autostima (è cmq brutto vedere una persona sbraiatare per una partita di tennis, a maggior ragione se poco importante come le mie
) e non mi toglie niente nella vis pugnandi perchè quello che non sfogo verbalmente cerco di sfogarlo sul campo. In sentesi non lamentarsi ma cercare di ribaltare la situazione avversa. Io la vedo così ma capisco che ci stia tutto.
francescocoachgemelli says:
Maria Thanks very much sai per i gemelli che hanno solo 4 anni già mi sembra di avere poco tempo per la loro crescita agonistica globale
, per Alessandro puoi passare la mia email
francescocoachgemelli says:
Alessandro vedi che la mia email è cambiato
Alessandro Nizegorodcew says:
@francesco
Ho dato a Maria quella che scrivi qui nei commenti.. se è cambiata mandamela a vastic82@gmail.com
Maria Prosperi says:
Francesco,
ho appena mandato a te, Mauro e Max la mail con il materiale sul self talk. Fammi sapere se lo hai ricevuto o meno.
francescocoachgemelli says:
Ciao Maria , mi puoi mandare la mail a questo indirizzo
lamberti.francesco@alice.it
Mauro g&f says:
Ricevuto, tutto ok grazie.
Stefano Grazia says:
Baldi e’ fuori al primo turno…della serie, quelli che dicevano che l’EH e’ un torneino del giretto e che in Europa il livello e’ molto piu’ alto …
simplypete says:
Stefano a questo punto Baldi dovrebbe smettere di giocare?…..
bogar67 says:
Maria interessa pure me. Alessandro per favore puoi passare la mia mail a Maria, grazie.
campo8 says:
mai visto genitori così rosiconi
Nikolik says:
Ben detto, campo8!
Vorrei proprio vedere cosa farebbero loro se avessero il figlio in campo all’EH!
Non dico, sia chiaro, se avessero un figlio che vince come Quinzi, ma anche solo in campo all’EH!
E’ per questo che faccio il tifo per Quinzi!
Stefano Grazia says:
Simply: no, cosa c’entra? Dico solo che il campo partecipanti dell’EH non deve essere così’ malaccio se il vicecampione d’Europa esce al primo turno… In passato da più parti si erano levate voci contro l’effettivo livello tecnico del torneo ( ricordate quando l’anno scorso commentavo in diretta l’U12?) … A me risulta invece che l’EH stia diventando piu’ importante dell’Orange Bowl e comunque Quinzi fece l’anno scorso i quarti, da 13enne, e c’era chi lo riteneva un fallimento … Quindi hai capito l’8 per il 18, come si suol dire, perché’ la mia non era certo una critica a Baldi ma al contrario, una constatazione dell’alto livello del torneo … Se poi sei incazzato con me per altri motivi dal farti leggere ogni cosa che scrivo sotto una certa luce, quello e’ un altro discorso…
Nikolik says:
Ben deetto, Stefano.
Oltretutto, Baldi, al contrario di Quinzi è, purtroppo, nato, cresciuto, vissuto sulla terra battuta, no?
C’era da aspettarsela una sconfitta, visto che siamo sul cemento americano, così come, ovviamente, anche per Quinzi, da adesso in poi, sarà dura.
E’ l’Eddie Herr, insomma.
Non il torneino sotto casa.
simplypete says:
Stefano ma figurati era solo una battuta ironica, tu ne fai tante, ne ho fatta una io tutto quà , pensavo l’avessi capita solo che non so mettere le faccine.
Cmq solo per la cronaca io non ho mai detto che H.E. sia un torneo del gigetto etc., Baldi ha perso un match di livello punto; magari il prossimo anno il torneo lo vince, Quinzi quando ha vinto in finale l’europeo u.14 su Baldi ha rischiato di star fuori al primo turno, se avesse perso quel match tutti a criticarlo, scusa ma è questa la mentalità sbagliata.
Ora sta giocando l’E.H. ha vinto facile il primo match, quindi tutto bene non lo si può criticare,perchè vince. Se ho un dubbio sul suo atteggiamento mentale, lo dico e mi sembra che oltretutto questa critica, abbia fornito alcuni spunti di discussione interessanti. Nikolik cerca di distinguere tra il rosicamento (sentimento a me sconosciuto)e la critica anche dura se vuoi ma onesta….
mauro maestro coni says:
…Alessandro se Maria gentilmente mi invia i testi sul self talk ,ti autorizzo ad inoltraLe il mio indirizzo…grz.
Stefano Grazia says:
Ok, scusa simply,avevo frainteso io… Comunque Nicky non e’ che smette perche’ perde, ma smette perché’ ha perso la voglia di reagire alle sconfitte…sconfitte, quelle si, avvenute in tornei del gigetto…ripetute sconfitte al primo turno in tornei del gigetto senza mostrare spirito di reazione … Non e’ la sconfitta che mi interessa, ma come uno reagisce alle sconfitte…
Alessandro, Guai a te se dai a Maria la mia email!
Stefano Grazia says:
Era una battuta anche quella!
simplypete says:
Scusa Stefano se posso chiedere, ma come li perde questi match gioca male, regala nei momenti decisivi è insicuro perchè ha fatto cambiamenti tecnici etc etc…perchè fa una certa differenza secondo me.
bogar67 says:
Post 74 Ha ragione Stefano! spesso è stato criticato quando parlva di l’H.E. come torneo di grande livello giovanile perchè a parere di molti in Europa ve ne erano migliori. Alla luce della sconfitta del vice campione europeo al primo turno come non dargli ragione?
nicoxia says:
Forse sono troppo positivo,ma io la battuta di Simply lo interpretata come un incoraggiamento,cioè secondo me dietro era per sdrammatizzare un insuccesso di una partita,invece altri secondo me vedendo solo il negativo danno delle valutazioni negative.
nicoxia says:
Alessandro puoi dare la mia mail a Maria.Maria sono molto interessato al tuo materiale se puoi mandarlo anche a me ti ringrazio.
nicoxia says:
Non è così,ma se Baldi avesse avuto male al pancino le vostre valutazioni sul torneo cambierebbero,tutto quello che scriviamo sono solo nostre valutazioni e come tali vanno prese se interessano verificate non sono sentenze,poi come nella nostra politica le cose che si dicono valgono solo nel momento che si dicono(:)
simplypete says:
A proposito, chi si rivede al trezo turno del H.E., la Grammatikopoulou quella che avevo citato nel mio report di kufstain una ’97 se non mi sbaglio…
Angeli Pierre says:
Nel torneo under14 sono gia’ usciti Bisono (tds 1), Gresk (tds n 3), Baldi (tds n 8), Carey (tds 15) e Chepelev (tds 16). E siamo ancora a meta’ del secondo turno.
Molte sorprese e torneo apertissimo.