
(Claudio Pistolesi, Nicola Corrente e Massimo Puci al Cosmos di Roma)
Il 26 e 27 febbraio si è svolta a Roma la Tennis Clinic di Massimo Puci, allenatore da ormai alcuni anni del top-player Andrey Golubev.
Massimo, coach Atp, ha tenuto due giorni di corsi di livello qualitativo molto alto, di fronte a maestri, giocatori, giornalisti e semplici appassionati. Nelle giornata di domenica è stato gradito ospite anche Claudio Pistolesi, attuale allenatore di Robin Soderling, che si è soffermato su una lezione dedicata al gioco di volo.
Nel corso della due giorni romana al circolo Cosmos, Puci ha dimostrato, insieme ad un paio di sparring partner, un grandissimo numero di esercizi. Dal riscaldamento, per il quale Massimo utilizza spessissimo delle tavolette al fine di trovare giusti appoggi e il miglior equilibrio in campo, si è passati al diritto. “Quello che dico sempre ad Andrey” – ha ripetuto più volte Puci – “è che il giocatore deve dare una vera e proprio scossa alla palla, cercando di trasmetterle più forza possibile”. La dimostrazione è quindi proseguita con il rovescio ad una mano, con il back spin e con il rovescio a due mani, analizzando nel dettaglio le migliori esercitazioni da far svolgere agli allievi, siano essi amatori, agonisti o professionisti.
Massimo ha portato avanti il corso parlando ovviamente del servizio, della risposta, della smorzata, dello smash; insomma di tutto ciò che riguarda il tennis, concentrandosi sia sugli esercizi dal cesto che su quelli in palleggio. I maestri presenti hanno seguito con grandissima attenzione le lezioni, intervenendo spesso e volentieri con domande o curiosità. Puci si è dimostrato molto attento, traendo spesso spunto dagli interventi dei colleghi.
Per tutti i maestri presenti è stato un momento professionale molto importante. Vedere come lavorano professionisti del calibro di Puci e Pistolesi sarà certamente di grande aiuto nel prossimo futuro quando, magari, si troveranno a dover crescere un giovane ragazzo promettente.

(Massimo Puci – Foto Nizegorodcew)
Non è stata la prima tennis clinic e certamente non sarà l’ultima per Massimo Puci, che ha già previsto altre due tappe in Italia nei prossimi mesi, sperando di tornare a Roma il prima possibile. Lo stesso Claudio Pistolesi, intervenuto come ospite, si è detto entuasiasta del lavoro di Puci, da lui considerato “uno dei migliori allenatori che ci sono oggi in Italia..”
47 Commenti to “La Clinic di Massimo Puci: Il Resoconto”
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Stef says:
“Quello che dico sempre ad Andrey” – ha ripetuto più volte Puci – “è che il giocatore deve dare una vera e proprio scossa alla palla, cercando di trasmetterle più forza possibile”
aldo giovanni e giacomo non avrebbero saputo spiegare meglio questa grande verita’ ahahah e io che mi pensavo il contrario!!
“Lo stesso Claudio Pistolesi, intervenuto come ospite, si è detto entuasiasta del lavoro di Puci, da lui considerato “uno dei migliori allenatori che ci sono oggi in Italia..”
beh ovvio no?!!
Alessandro Nizegorodcew says:
@Stef
Si è ovvio.. visto che Pistolesi, per risultati, è oggi il primo allenatore d’Italia e Puci il terzo.. Più ovvio di questo c’è solo Nadal numero uno del mondo!
Alessandro Nizegorodcew says:
@Stef
E comunque sai quanti allenatori al giorno d’oggi insegnano a tenere, a fare i pallettari sulla terra e non solo.. Spingere tutte le palle non è affatto un insegnamento così ovvio come tu credi..
ernestino says:
puci èil terzo allenatore d’italia ancora per un paio di mesi,poi appena gli scade la marketta di amburgo ritorna a pensare alla sat.
Alessandro Nizegorodcew says:
@ernestino
Ma perché questo astio? Io a volte non mi spiego questo dar sempre contro a tutto e tutti.. Questo ha preso un ragazzino di 13 anni e lo ha portato 30 atp.. se non è bravo lui chi è bravo!?
Massimo Puci says:
Caro ernestino,
Non devo aspettare che scada Amburgo in quanto la S.A.T non ho mai smesso di farla… Come anche i corsi nelle scuole elementari, medie, superiori e per i diversamente abili…
C’e’ chi parla di tennis e chi fa il tennis…
cordiali saluti
massimo puci
Stef says:
se e’ bravo come dite significa che.. si fa capire bene quando vuole (vasco).. ma a gesti!! dai che si scherza!!
Stef says:
era una battuta sulla frase suvvia!!
Stef says:
pero’ spendere un po’ piu’ tempo a chiarire un concetto no eh?!
Mauro g&f says:
Alessandro, bello il video ma la masucia mi sta amazzando. Non è che avete creato un dvd da acquistare?
anto says:
@Ernestino sei veramente scandaloso….ma come si fa ad ainsultare un tecnico che ha portato il kazako Andrei nei top 30??? Sei veramente un piccolo personaggio……..mi piacerebbe vedere Puci alle prese con Bolelli…..chissà se sotto la sua cura il bolognese ritornerebbe ad essere il giocatore meraviglioso che era qualche anno fa……
Alessandro Nizegorodcew says:
@anto
La musica copre la voce ovviamente, è fatto di proposito.. è solo un piccolo assaggio di un corso bellissimo, che sarà fatto anche in altre città.. Se volete sentire la voce di Puci, potrete farlo dunque in quelle occasioni…
@Stef
Ce l’avevo con ernestino più che con te..
Archipedro says:
Spazio Tennis “sostiene” il progetto Tennis Clinic e non ci vedo nulla di male se la collaborazione è trasparente. Dal mio punto di vista il pezzo non inquadra perfettamente l’argomento, e trovo anch’io poco esplicitati i punti di forza delle metodologie adottate. Ed anche non mi sembra rigoroso dire che un tecnico è bravo perché allena X e poi perché lo dice un altro Y che allena Z (da poco).
Credo che, proprio nell’interesse del maestro Puci, il valore aggiunto d’un “prodotto” andrebbe presentato in modo dettagliato…
p.s. Thoeni compie sessant’anni, ed è stato un grande perché ha vinto, ovviamente, perché INVENTATO il passo spinta rivoluzionando lo sci per le masse, e poi ha costruito Tomba su un modo di sciare completamente diverso. Non perché diceva “Sono arrivato uno…”
Archipedro says:
Se poi qualcuno (Nize) mi dicesse che il video inserito nel pezzo serve appunto per sintetizzare la qualità del metodo, allora (umilmente) potrei affermare che sulla parte che riguarda l’allenamento con le tavolette per gli appoggi nel tennis avrei molte riserve. Ma, certo, questo significherebbe che si può discutere serenamente ed esplicitamente di cose tecniche, biomeccanica, allenamento neuro-muscolare, catene cinetiche, utilizzo delle gambe nelle proiezioni di potenza balistica…
circolo in regola says:
Foto di Pistolesi in copertina? Ma sei matto…. roba da eretici da mandare al rogo!
Robin Soderling 1: senza parole…..
finirà il tempo degli yes man, finirà! (forse)
Nikolik says:
Non c’è nulla da fare, internet è così, i blog sono così.
Non puoi scrivere un articolo su nulla e subito tutti a darti addosso, per qualunque particolare, per qualunque virgola.
Sì, ma era meglio se scrivevi così, era meglio se si specificava cosà, son sempre tutti bravi gli altri.
Sempre critiche, sempre tutto sbagliato, sempre tutto da rifare e così tutti coloro che hanno realmente qualcosa da dire, ahivoi, si stufano.
E se ne vedono già i risultati, anche su questo blog.
Tutta la mia solidarieta ai giornalisti come Alessandro, ormai ridotti a dare sempre mille giustificazioni, qualunque cosa scrivano.
Ma durerà poco: prima le critiche a Panaiotti, poi a Buzzelli, ora questo: nessuno, ovviamente, a lungo andare si presterà a essere ingiustamente dileggiato pubblicamente e cominceranno a negare le interviste.
E rimarrete soli, con i vostri soliloqui.
Anzi, soli no!
Nikolik rimarrà con voi!
bogar67 says:
Quando è così intervista senza possibilità di discussione oppure moderazione e censura, ho ancora il ricordo del collione sotto la foto dell’intervista a Binaghi.
Mauro g&f says:
Alessandro, come ben sai, non è molto agevole per me andare nei luoghi dello stage, però se avete prodotto un dvd o un file video sarei lieto di acquistarlo perchè credo di saper riconoscere il lavoro altrui.
A tal proposito, conosco una storiella:
Una fabbrica che produceva computer si fermò per un guasto ad un importante macchinario, chiamarono allora il massimo esperto del settore poichè anche una sola ora di fermo significavano ingenti perdite. L’esperto arrivò, diede un occhiata, prese un martello ed assestò una colpo in un punto preciso, il macchinario riprese a funzionare correttamente.
Dopo una settimana, arrivò la fattura al direttore della fabbrica, l’importo era di 10.050 euro (+ iva così Bogar è contento). Il direttore chiamò incuriosito l’esperto dicendogli:
L’importo non è poco per 5 minuti di lavoro però ha fatto si che non perdessimo cifre ben più elevate, ma chiamo per una curiosità, perchè 10.050 euro e non 10.000 o 11.000?
L’esperto rispose:
I 50 euro sono per il colpo di martello, ed i 10.000 euro sono perchè io sapevo dove darlo.
andrew says:
Se proprio devo dire la mia stronzata mattutina, allora devo dire che il tennis italiano come sport è una bolla speculativa che non scoppia mai perché viene venduto in bundle con una serie di servizi che con lo sport non c’entrano nulla ma che per una serie di ragioni che non sto a elencare (ma tra cui, il monopolio, ormai quasi perfetto, è la principale) riesce comunque a farsi acquistare.
Dispiace che iniziative come quella di un allenatore sicuramente motivato e competente come Puci abbiano riscontri tanto modesti anche in città come Roma. Le possibili ragioni sono il prioritario interesse degli addetti ai lavori verso il proprio orticello e la conseguente disillusione di tutti gli altri che tendono a vederlo o ad assimilarlo a una vendita di prodotto.
Quante persone sono venute, Alessandro?
animacandida says:
…questi professionisti si spendono per partecipare ai corsi/simposi organizzati da federazione/enti/ e adesso, visto che ci si guadagna, ne promuovono anche in forma autoctona.Personalmente cerco di prendere per buono qualcosa da tutti.Alle volte si rischia di andare un pò in confusione.Bisogna poi seguire una propria strada maestra senza essere acritici.A poco vale l’assunto del risultato ottenuto dal coach con questo o quel giocatore/giocatrice.Perchè di base è il giocatore che fa il coach!!Ad esempio mi viene in mente che all’ultimo simposio ProPAtria , la visione circa la costruzione del rovescio(bimane o ad una mano)da parte del guru della Bollettieri (in quest’istante mi sfugge il nome), rispetto a quella di Puci per finire con quella di Sartori, contenevano differenze sui dettagli non indifferenti.I capisaldi erano sempre quelli.
Siamo comunque entro un ambito di eccellenza data dall’esperienza sul campo.Piuttosto certe volte le spiegazioni sono così semplici che viene il dubbio che davvero…sia tutto lì.
O si tengono qualcosa per sè?
Mauro g&f says:
Guarda animacandida, l’avevo detto altre volte, i principi sono gli stessi, quello che cambia è come spiegarlo a seconda dell’allievo che hai di fronte.
Mi ricordo che per insegnare a mia figlia ad impattare ben davanti al corpo, il bravo Mauro Pezzi della Vavassori, spiegava che doveva immaginare di dover colpire tre palline in sequenza, da Sartori invece insegnano una sequenza particolare del braccio e della mano. Metodi entrambi corretti, il primo più adatto a bambini più piccoli come era mia figlia allora.
Quindi è molto importante la personalizzazione dell’insegnamento, uno dei maestri più validi in questo senso a mio avviso è stato sicuramente Van der Meer.
Atti says:
Non credo che nel professionismo esasperato dei tempi nostri qualcuno possa arrivare da giocatore e/o da allenatore fra i primi 100 al mondo… solo per puro caso o coincidenza o buona sorte…men che meno nel tennis, sport dove barare sarebbe complicato assai….
Anche a me non piacciano molto queste formule mordi e fuggi…. ma è normale che oltre a promuoversi cerchi ulteriore visibilità….non è ne il primo ne l’ultimo …
Complimenti al coach/maestro Puci … e se magari dopo un russo ci riuscisse con un italiano/a… ancora meglio !
PS:
e se la smettessimo di trovare sempre il pelo nell’uovo del lavoro altrui… da che pulpito poi…
Guarda un po’ che mi tocca fare….dar ragione al vecchio Nik….ma non capiterà piu’ lo prometto !
andrew says:
Mauro…
scusa, Van der Meer ha appena avuto un infarto e non vorrei che leggendo il tuo post subisse ulteriori conseguenze…
Questo poveretto ha passato la vita a concepire un metodo standard (certo, personalizzabile, ma standard)…
Alessandro Nizegorodcew says:
@Archipedro
Credo sia normale che il video non sia affatto esplicativo.. E’ solo un piccolissimo spezzone di un corso di circa 6 ore (la parte con Pistolesi non l’ho filmata perché in quel momento stavo lavorando in radio).
L’articolo ovviamente non parla della clinic in sè, ma solo del fatto che la clinic si è svolta. Scendere del dettaglio avrebbe voluto dire fare un articolo di 35 pagine o giù di lì !!! Sul discorso delle tavolette si può discutere, come su tutti gli argomenti.. Ma il valore aggiunto di un prodotto è appannaggio di chi segue il corso ovviamente. Devo dirti però che persone arrivate a quel livello (Pistolesi e Puci sono senza ombra di dubbio tra i migliori coach italiani) sono già un valore aggiunto. Mi spiego meglio: se per il mio lavoro (giornalismo radiofonico), ci fosse un corso a Roma organizzato da Riccardo Cucchi e Francesco Repice io volerei a seguirlo…!!!
Alessandro Nizegorodcew says:
@Mauro
Posso metterti in contatto con uno dei maestri, che ha ripreso tutto… Io ho girato in tutto nemmeno 20 minuti.. Adesso vedo come poter fare..
Alessandro Nizegorodcew says:
@andrew
Credo questo sia un giorno assolutamente storico! Sono d’accordo assolutamente con te.. Le presenza infatti (tra i maestri FIT) sono state davvero esigue e si contavano sulle dite di una mano. Praticamente tutti i maestri giunti alla clinic erano PTR (e, per dirla tutta, Van der Meer a detta loro era veramente qualcosa di assolutamente diverso e pieno di inventiva e passione e voglia di migliorarsi ogni giorno)………
Di certo per un maestro che ha una scuola, oltre a lezioni private, 115 euro per un corso con Puci/Pistolesi non può essere considerato così esoso. Che si sentano già arrivati? Che pensino di saper già tutto loro? Io credo, avendo seguito il corso e avendo visto l’entusiasmo nei ragazzi presenti, davvero molto colpiti dalla clinic, che tanti maestri romani e del Lazio abbiano davvero perso una bella occasione.. Se togliamo quelli impegnati in trasferte (c’era un torneo giovanile a Benevento), credo che molti degli altri non abbiano molte giustificazioni!
Un’altra cosa mi ha colpito per quanto concerne i maestri presenti. O erano giovanissimi o abbastanza in là con gli anni.. Come dire: i giovani sono pronti e vogliosi di imparare, così come vogliono aggiornarsi continuamente i maestri più anziani…. E i maestri “in carriera”??? Quelli tra 30 e 45 anni… dove erano? Saranno stati massimo 4-5…
Alessandro Nizegorodcew says:
@animacandida
Direi che per fare affermazioni del genere dovresti prima seguirlo il corso no? Ne parli come se ci fossi stato….
Mauro g&f says:
Andrew, so che tu sei un socio Ptr, quindi sono sicuro conosci gli insegnamenti di Van Der Meer, ti posso però assicurare di conoscerlo bene anch’io. Sicuramente è il primo che ha cercato di standardizzare l’insegnamento del tennis, con progressioni didattiche ben precise e l’utilizzo di strumenti particolari come quelli che vende la tenniservices, cercando anche di catalogare i vari tipi di errori e le correzioni conseguenti, però ha sempre sostenuto la personalizzazione dell’insgnamento raccontando anche vari aneddoti in proposito. In uno che ricordo, racconta quando ad una allieva consigliava prima di effettuare un rovescio di guardare in maniera accentuata verso la rete di fondo alle sue spalle, questo perchè l’allieva faceva un particolare errore di timing. Ebbene l’indomani alcuni allievi del circolo colpivano il rovescio guardando prima verso la rete di fondo, non avevano capito che il consiglio era solo per quell’allieva.
andrew says:
Certo, Mauro…
se mi parli della PERSONALIZZAZIONE DEL CORRETTIVO, in base alla tipologia dell’allievo, va bene…
Però non direi che Van Der Meer predichi la personalizzazione dell’insegnamento…
nicoxia says:
Una persona che ho stimato immediatamente appena conosciuta mi ha detto una frase che mi ha fatto molto riflettere,non è il gesto che crea la soluzione ma è la soluzione che crea il gesto.
animacandida says:
@Alessandro…A quali “affermazioni del genere” ti riferisci?Ho fatto solo considerazioni personali e mi sembra anche positive!Perchè sia Puci che Pistolesi li ho visti all’opera come docenti e/o invitati a simposi.E fanno bene a farsi pagare!Inoltre l’unico dubbio che ho buttato lì, giusto per avere un riscontro, era circa la semplicità dei concetti proposti da questi bravissimi professionisti!Nel senso che tutte le volte che ho potuto vederli e ascoltarli alla fine mi sono detto che le cose che valutavo personalmente in genere mi trovavano d’accordo.Da qui l’interrogativo che qualche metodologia, trucco del mestiere nell’arte di insegnare, alla fine, se lo tengano per sè.Poi stavolta non ho partecipato ma ti chiedo fin d’ora se conosci le date per Milano, perchè impegni permettendo un pensiero l’avevo già fatto.
grazie.
cataflic says:
Chi ha voglia di spiegare perchè sono ugualmente efficaci i dritti di:
Almagro (l’unico tennista che sembra aver digerito una scopa!)
Del Potro (povero polso..!)
Federer (cinque volte al giorno…verso la Mecca!)
Soderling (seagull wings)
che pure sembrano così diversi….?
Alessandro Nizegorodcew says:
le date di Milano ve le farò sapere… non ricordo a memoria..
nicoxia says:
Cataflic basta saper leggere,se parti dalla soluzione ognuno creerà un gesto suo efficace.
andrew says:
Ultim’ora:
Facciamo tutti le congratulazioni a Roberto, nuovo capo ufficio stampa della FIT!! La notizia non è ancora ufficiale ma lo sarà presto…
filippo ribacchi says:
Il piacere della critica ci toglie quello di essere vivamente colpiti da cose bellissime.Questa clinic ha affrontato tematiche di grande complessità tecnico tattica semplificandole al massimo e dando prova di notevoli conoscenze da parte di Puci circa gli aspetti del tennis di alto livello. Es: “dare una scossa alla palla “una semplice frase che rende perfettamente l’ idea sia a bambini che ad agonisti (non hai veramente capito qualcosa fin quando non sei in grado di spegarlo a tua nonna diceva einstein).Puci è stato perfetto in questo E l intervento di Pistolesi non è stato altro che la ciliegina sulla torta ad un confronto”giocoso” che ha sicuramente arricchito i presenti.Ho letto tutti commenti e mostrano notevole interesse sia sulla clinic che sul tennis in generale,chi con frasi dolci chi con un pizzico d’invidia ma d ‘altronde chi invidia loda senza saperlo..
bogar67 says:
Ma questa idea geniale di mettere la musica nel video è del coach Puci? fa parte degli accordi per poter riprendere l’evento? meglio senza!!!
Alessandro Nizegorodcew says:
@bogar
Il video l’ho montato io.. La musica è lì di proposito.. come spiegato in almeno 4 commenti precedenti.. La possibilità di riprendere è stata data a tutti i presenti ovviamente, ma non posso metterla in internet su youtube non credete???
bogar67 says:
Beh erano solo 4 minuti su quanto? 5/6 ore per cui con il permesso di Puci si poteva anche mettere, anzi secondo me a livello di marketing il coach ci avrebbe guadagnato, certo se mettevi il resoconto tutta la giornata ovviamente era da biasimare ma pochissimi minuti……
franco says:
@ Archipietro “….certo, questo significherebbe che si può discutere serenamente ed esplicitamente di cose tecniche, biomeccanica, allenamento neuro-muscolare, catene cinetiche, utilizzo delle gambe nelle proiezioni di potenza balistica…”
Ma si, discutiamone serenamente di queste cose, ma in modo applicativo, non ragionando sulla teoria che è ( ormai?) a disposizione di tutti sui testi specializzati ( anche non troppo).
Raccontaci magari la tua esperienza riferita a temi che hai citato. Come segui o hai seguito un gruppo di allievi numeroso – quale possono essere gli allievi di una sat – in riferimento alle “..catene cinetiche”, quali le esercitazioni proposte – sempre in attività di gruppo in riferimento all’”..utilizzo delle gambe nelle proiezioni di potenza balistica…”nelle diverse fasce di età e di specializzazione, come hai seguito un professionista, o magari anche un giocatore o giocatrice con un ranking diciamo…entro i 200,… anzi 500 và, e come e con quali mezzi ne hai gestito l” …allenamento neuro-muscolare..”conciliandolo con gli altri fattori e con il lavoro tecnico\tattico, oltre che con le difficoltà logistiche legate i tornei (viaggi, mancanza di attrezzature, difficoltà di una programmazione certa…)
Credo che sarebbe molto utile, magari, riuscire ad imparare qualcosa di nuovo.
I testi di teoria dell’allenamento\insegnamento di Weinek, Verkhoshansky, Meinel, Viru, Cometti o Le Boulch se vogliamo essere più pedagogici, o di chi credi tu, credo li abbiano letti ( o studiati) in molti – con più o meno profondità. Chi non lo ha fatto ed è interessato alla metodologia dell’allenamento può tranquillamente reperirli in forma integrale o già “digeriti e rifatti” sotto forma di riassunto in moltissime pubblicazioni, insieme a quelli di molti altri studiosi e professionisti della materia.
Un confronto di valore nell’ambito dell’allenamento, anche a livello “amatoriale”, credo sia condividere il lavoro di campo, purché chiaramente non casuale ma finalizzato ad obiettivi consapevolmente determinati, con le proprie esperienze ed i propri “trick”.
La mappa, non è il territorio, così come la teoria non è l’allenamento.
Avanti con l’ “…utilizzo delle gambe nelle proiezioni di potenza balistica..”dunque! Ma togliamole dalle pagine dei libri e sporchiamole di terra! Discutiamo serenamente di cose vissute.
Archipedro says:
Franco,
lo farei volentierissimo (…) e ci ho anche provato, proprio qui su Spazio Tennis… Ma adesso non posso, perché vado a prendere mio figlio, poi mangiamo e dopo c’è l’allenamento. Dove ci sporcheremo poco, perché si gioca sul veloce…
Scherzi a parte, non volevo offendere nessuno. Io sono molto pragmatico, ed anche se non mi occupo di sport da professionista (nel senso del guadagno) l’esperienza sul campo (volley, atletica, calcio, sci…) non mi manca…
Comunque sono serenamente d’accordo con te: allenare è sempre un compromesso…
Archipedro says:
Franco, aggiungo…
Io le scarpe al chiodo le avevo appese, senza rimpianti, già con l’università. Chi conosce la rubrica del blog “Genitori e figli” dall’inizio sa da dove qui planato, con quale equivoco di fondo. Fognini ed Errani senior non si sono mai scandalizzati per la mia presenza…
Nel 2007 cercavo d’insegnare a mio figlio cinquenne “mancino” uno dei pochi sport che non ho praticato agonisticamente (il tennis) e lui di tanto in tanto si metteva a giocare con l’altra mano: “imparava senza lateralizzarsi”… Allora gli ho messo in mano due racchette, e da lì siamo partiti in un lungo percorso di ricerca polisportiva, convinti con Bernstein, ma anche Starosta e Zatsiorsky, che l’ambidestrismo sia da coltivarsi nelle fasi sensibili di Hirtz o Israel, e con Hill che la potenza va ricercata prima nella velocità e solo dopo nella forza. E’ da quasi quattro anni che studio, e ripasso nella teoria scientifica ciò che facevo in gioventù con ottimi allenatori da pedana e campo. Ed ho cominciato qui a scrivere perché, deriso dalla mia marginale realtà autarchica, ho dovuto difendere non le mie idee ma le mie domande. Infatti non ho mai dato dell’incompetente a nessuno, tanto più perché in un blog non conosci mai l’interlocutore. Max Puci è sicuramente un grandissimo, e non ho alcun interesse a sostenere il contrario.
Ironicamente anche tu oggi mi riproponi questo cliché: chi sono per osar chiedere una spiegazione ad un grande allenatore di un top tennista?!
Ora vado sul serio…
Alessandro Nizegorodcew says:
Le date:
Milano: 3 aprile
Torino: 10 aprile
Freddo says:
Massimo Puci che ho conosciuto a Bucarest insieme a Golubev durante un futures è una persona umile, gentile e seria. Per questo ritengo l’affermazione di Ernestino molto offensiva ed immeritata rivolta ad una persona così modesta e disponibile. Approfitto per salutarlo visto che magari si ricorderà ancora quel match di Andrei contro Bolanu (Golubev se lo ricorda!
) in cui a fine partita lesse lo scout disastroso al suo allievo…A pensare a quella partita e da dove sono partiti, mi sento solo il dover di levarmi il cappello di fronte a tanta dedizione, volontà e coraggio, perchè erano praticamente da soli a parte il loro circolo di Aosta a credere ad un percorso e a un avventura così impervia.
Freddo says:
L’esercizio delle tavolette è sinceramente uno degli aspetti piu’ interessanti secondo me da quello che ho visto, l’equilibrio per colpire la palla in avanti appoggiandosi su la sola gamba di appoggio è uno degli aspetti su cui ho visto che spingono molti dei coach moderni. Ti obbligano a colpire la palla con il corpo in avanti ed è un concetto che secondo me sarà alla base delle metodologie di insegnamento anche dei bambini in futuro, proprio come approccio ad un tennis sempre piu’ aggressivo.
animacandida says:
@Alessandro…grazie.
pietro di lucia says:
Ho visto il video molto breve , ma esaurientemente esplicativo del metodo Puci. “Bisogna dare un scossa alla palla”,come dice Puci, è giusto,anche se mutuata dal perspicace Bollettieri, che incitava i suoi allievi a tirare forte, tanto poi si fa a tempo, con l’esercizio, a far sì che la pallina resti anche dentro. Il cercare l’equilibrio sugli appoggi instabili abitua a ricercare con un forte gioco di spinte e contrspinte muscolari un decente equilibrio per poi colpire e finire il colpo stesso. Sembrerebbero sforzi esagerati e poco utili all’uopo, ma quando poi gli stessi gesti si ripetono sul terrno piatto e omogeneo ci si accorge di quanta più stabilità, controllo e spinta si ottengono. Non ho idea di cosa abbia fatto e detto Pistolesi, ma l’ho conosciuto al torneo di Sezze (Latina) e lo conosco e stimo per essere un’ottimo Maestro. Tra l’altro è stato suo allievo Daniele Silvestre di Latina e anche lui me ne ha tessuto spesso le lodi.