
(Daniel Panajotti, a sinistra, ai tempi in cui allenava Francesca Schiavone)
Daniel Panajotti è stato lo storico allenatore di Francesca Schiavone, oltre ad aver seguito Maria Elena Camerin e Emmanuelle Gagliardi. Tutto ciò sommato ai tanti ragazzi seguiti negli anni e fatti crescere nelle varie accademie con cui ha collaborato, prima fra tutte quella di Tandil. In questi mesi Daniel sta lavorando allo Sporting Club Arbizzano, in provincia di Verona, dove segue un gruppo di interessanti agonisti. Panajotti ha parlato con noi della crescita dei giovani, del percorso giusto da fare e degli errori da non commettere.
di Alessandro Nizegorodcew
Per prima cosa, come vanno le cose alla tua Accademia di Verona?
“Da giugno mi sono spostato allo Sporting Club Arbizzano (VR) con un gruppo di agonisti. In totale sono 10 ragazzi che seguo personalmente con l’aiuto di una allenatrice ed un preparatore fisico. Il programma è a numero chiuso (10) e quindi siamo al completo per la stagione 2011-2012. Tra i miei giocatori posso annoverare una giocatrice intorno al 200 WTA, un giocatore intorno al 900 ATP, cinque seconda categoria e tre under interessanti che sono da considerarsi bravi a livello Nazionale.”
In Italia ci sono tanti ragazzi giovanissimi e giovani che giocano molto bene. Come mai spesso si perdono per strada? Qual è secondo te la strada giusta per crescere uno junior e portarlo verso il professionismo?
“Questo è un argomento lungo e di difficile comprensione, a me particolarmente non interessa la parte negativa delle cose, piuttosto penso a come aiutare a risolvere i problemi dei giocatori che sono sotto le mie mani. Per quanto riguarda la strada giusta da seguire, bisogna chiedere agli esperti che scrivono ogni giorno sui blog, perchè sembra che loro sappiano cosa c’è da fare. Io sono di Tandil, della scuola di Tandil, scuola che ha portato ragazzi da principianti a professionisti, quindi conosco la strada, ma preferisco dare un consiglio migliore: in questo momento la FIT ha nelle sue fila un allenatore di Tandil con un’esperienza su tutta la formazione di un giocatore, che vi può dire essattamente ciò che bisogna fare per passare da junior a professionisti e cosa bisogna fare in ogni tappa della crescita di un giovane atleta. Mi riferisco a Eduardo Infantino, secondo me uno dei più bravi in assoluto (non dico questo perche siamo amici, ho infatti altri amici di Tandil per i quali non esprimo la stessa stima) quindi se si vuole conoscere la strada giusta, bisogna rivolgersi al centro tecnico di Tirrenia.”
Quali sono i 3 consigli che daresti ad un genitore di un giovanissimo under 12 molto promettente? Quali gli errori da non commettere?
“A) uno su tutti, non cambiare continuamente, maestri, circoli, allenatori o scuole. I sodalizi che durano nel tempo producono risultati. E’ anche giusto confrontarsi e quindi fare degli stage con altri esperti, ma lavorare a lungo con qualcuno produce risultati migliori. B) affidarsi a gente con esperienza alle spalle di tennis di alto livello. C) evitare di pensare che si è in grado di capire come funziona il mondo del tennis e diventare genitori fai da te (anche se qualcuno è riuscito) è bello sentire le storie di quei genitori che sono riusciti a portare i loro figli al vertice, ma si contano sulle dita di una mano, invece non si tiene conto delle migliaia di famiglie che hanno fatto casino.”
Passando al circuito Wta. Cosa pensi di questo momento in cui non c’è una vera regina e tra le prime 15 sembra esserci quasi lo stesso livello? Secondo te il livello è basso, medio o alto in questo momento?
“A me sembra che il livello sia abbastanza buono, piuttosto manca la giocatrice in grado di vincere con continuità e la sua antagonista, in modo da creare i dualismi di sfida che caratterizzano questo sport (evert/navratilova-graff/seles, ecc) che nei maschi ci sono sempre. Adesso c’è la psicosi generalizzata che il tennis femminile non ha livello, ecc, ecc, ma credo che il dualismo Federer-Nadal abbia spostato l’attenzione dell’appassionato verso il tennis maschile. Come dicevo prima, mancano le giocatrici in grado di vincere più prove dello slam e no come succede adesso che la numero 1 non ne ha vinto neanche uno o le giocatrici che vincono qualche slam isolato e basta.”
Credi che l’associazione di coach internazionali fondata da Alberto Castellani sia una buona idea? Dove credi possa arrivare? Ne fai parte?
“L’associazione è stata fondata oltre che da Alberto Castellani, anche da Toni Nadal, Rainer Schuettler e Dirk Hordorff, e quindi persone che hanno fatto, fanno e danno tanto al tennis. A me sembra un primo passo importante verso il riconoscimento del coach come figura e alla sua formazione come tale, quindi la ritengo una buonissima idea. Io ne faccio parte e mi è stato riconosciuto lo status di coach A 1 stella, che è il livello più alto, per gli anni trascorsi a fare l’allenatore nel circuito professionistico. Dove può arrivare? Non sono bravo a vedere il futuro delle cose, altrimenti saprei esattamente cosa fare, quindi lasciamo crescere l’iniziativa tranquillamente e poi vedremo.”
62 Commenti to “Daniel Panajotti e il tennis giovanile”
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darione says:
Alla fine per essere un bravo allenatore bisogna avere la fortuna di avere materiale umano di primissima qualità,,,Panajotti oltre ad aver allenato la Schiavone, negli anni che è stato a verona non ha prodotto giocatori/giocatrici da primi 150 posti. Infantino grande coach ha fallito con Trevisan, la verità sta sempre nel mezzo. Cosa ci vuole per fare un grande giocatore?? Naturalmente predisposizione, fisico e sopratutto genitori che possono sborsare decine di migliaia di euro alle varie accademie sparse qua e là.Il segreto è tutto qua. Dopodichè mental coach, motivatore ecc, sono tutti pagliativi che non portano a niente.
Alessandro Nizegorodcew says:
@darione
Sei troppo negativo però. Allora inutile provarci, inutile seguire il tennis, inutile dare al proprio figlio una racchetta in mano. Se è come dici tu, facciamo altro. E leggiamoci solo le notizie su Federer e Nadal..
Federico Di Carlo says:
Darione
“Dopodichè mental coach, motivatore ecc, sono tutti pagliativi che non portano a niente”.
Per giustificare un’affermazione del genere devi conoscere il metodo, l’applicazione, il percorso e l’allenamento “mentale” di qualche giocatore a cui non ha giovato. Sono molto interessato, mi daresti lumi a proposito?
rikys says:
darione…. Infantino avrà anche fallito con Trevisan ( a parte il fatto che il fallimento lo dividerei esattamente in parti uguali ) ma ti faccio un copia incolla dei giocatori che ha allenato o con cui ha collaborato, Davin (30), Azar (81), Camporese (18), Pescosolido (42), El Aynaoui (14), Squillari (11), Zabaleta (21), Kristian(65), Nalbandian (3), Monaco (14), Del Potro (4), Baghdatis (8). Se io fossi un coach mi piacerebbe molto essere un fallimento come lui. Avercene di coach del genere!!!
Nikolik says:
Ma mi sembra di capire che allora dovete andare tutti a Tirrenia, Genitori!
Che aspettate?
Abbiamo la soluzione qua, a casa!
Invece di parlare sempre male della Federazione…
andrew says:
a me sembra che sia piuttosto Panajotti che vuole andare a Tirrenia….
Alessandro Nizegorodcew says:
Bravo Rikys!
Alessandro Nizegorodcew says:
@andrew
Non voglio fare i conti in tasca a nessuno, ma lavorare a Tirrenia da quel punto di vista non conviene quasi a nessuno…
pulsatilla says:
A leggere l’intervista sembra che Panajotti legga spazio tennis e non manca di qualche frecciatina, per esempio quando dice: “Per quanto riguarda la strada giusta da seguire, bisogna chiedere agli esperti che scrivono ogni giorno sui blog, perchè sembra che loro sappiano cosa c’è da fare”.
Niente male, no?
e poi quando dice:
“evitare di pensare che si è in grado di capire come funziona il mondo del tennis e diventare genitori fai da te (anche se qualcuno è riuscito) è bello sentire le storie di quei genitori che sono riusciti a portare i loro figli al vertice, ma si contano sulle dita di una mano, invece non si tiene conto delle migliaia di famiglie che hanno fatto casino.”
Sbaglierò, ma mi sembrano dirette a Max.
Alessandro Nizegorodcew says:
@pulsatilla
Non credo che siano dirette in particolare a Max (posso sbagliare ovviamente). Credo che comunque (e qui Max e tutti sarete d’accordo), proprio per una mancanza di comunicazione tra i vari settori (fit, maestri, coach, genitori, ragazzi) di cui tanto abbiamo parlato, molti genitori arrivano a commettere tanti errori. Poi magari sarà lo stesso Panajotti a spiegarci quella affermazione
andrew says:
diciamo che siamo di fronte a una presa di coscienza generalizzata sul fatto che senza essere amici della federazione non si è del tutto agevolati nell’esercizio della diffusione del tennis e quindi ci si adegua…
se Quinzi non esplode, si tornerà tutti alle posizioni critiche…
dai Quinzi, non farci vivere in uno stato di perenne attesa anche tu…
Madmax says:
Non lo so se Panajotti si rivolgesse a me essendo cresciuto in Argentina non credo però visto è considerato che là si conosce l’importanza del percorso sportivo che conta mille volte di più di quello tennistico.. Sperando che con il tempo non si sia troppo italianizzato..
Ma cmq condivido in toto quel che dice e quindi basta essere nel gruppo di quelli che si contano sulle dita di una mano..
Devo dire poi che se le sue parole fossero dirette a me, perderebbe molti punti nella mia considerazione per un semplice e banale motivo e cioè che non ha la più pallida idea di cosa faccio e come mi muovo…
Se così fosse rimarrebbe da dire che tutto il mondo è paese e i Maestri sono uguali dappertutto..
Ma onestamente non lo credo..
pulsatilla says:
Alessandro,
mancanza di comunicazione?
A me sembra che spesso ci sono interessi contrapposti.
E comunque quando sento che a sbagliare sono sempre i genitori mi suona un po’ ridicola questa affermazione.
Sai Alessa’, quando ci si invecchia si pensa sempre male, ad esempio che l’intervista è stata fatta proprio quando Panajotti ha cambiato circolo, che la sua lode sperticata a Tirrenia e la conseguente sviolinata a infantino sono delle leccate senza fine etc…
Sarà…non voglio continuare sennò sembro Andrew.
Madmax says:
Concordo al 1000%
Madmax says:
Ale..
E su questo a mio avviso il tennis italiano al completo dovrebbe riflettere..
Infatti come vedi su questione tecniche spesso i genitori sono in disaccordo (vuoi le differenti conoscenze, vuoi le diverse esperienze vuoi e qui si che spesso ci sono errori di comunicazione), ma quando si parla di maestri il 90% di noi la pensa in modo molto compatto…
Poi chiaramente in un modo o nell’altro ci si deve convivere e allora si cercano accordi, collaborazioni, mediazioni e altro ma senza dubbio il pensiero più ricorrente che abbiamo quando ci svegliamo al mattino è quello di prendere un bazooka e ammazzarli tutti insime in un’unica volta!!
pulsatilla says:
Max,
grande………
pulsatilla says:
Un’ultima chicca che mi è arrivata da una fonte informativa Fit.
Qualche tempo fa c’era qualcuno che tesseva le lodi della coppa morini (un tale Prof. mi sembra), dicendo che le convocazioni erano allargate per poter visionare un numero maggiore di under.
Le convocazioni sono allargate perchè urge un numero maggiore di ragazzi che questa estate va ai centri Fit (e i genitori fallaci che pagano, è sottinteso…).
Riflettiamo gente.
Alessandro Nizegorodcew says:
@pulsatilla
Sinceramente non sento Panajotti tutti i giorni quindi non sapevo avesse cambiato circolo. C’è una bella differenza poi tra dire “i genitori sbagliano sempre” che non ho detto e la mia frase “per mancanza di comunicazione [...] arrivano a commettere tanti errori. Perché qui su questo blog ci sono tanti genitori che già, in un certo senso, ce l’hanno fatta. Quando dico questo intendo che hanno trovato un buon/ottimo/giusto percorso (chi più chi meno). Ma quanto sono quelli che non hanno la minima idea di cosa fare? Praticamente tutti no?
andrew says:
dai che adesso c’è la Guida Michelin…
Madmax says:
Ale..
Molti non possono e/o non vogliono per il lavoro, ma le cose le sanno benissimo..
Non hai nemmeno la più pallida idea dei genitori che mi dicono che sanno benissimo che con il loro maestro non andranno da nessuna parte, ma che non possono farci nulla perchè non hanno chi tempo e chi soldi per cambiare la situazione..
pulsatilla says:
confermo
Maurizio says:
Soprattutto tempo dedicato al proprio lavoro, hobby e amanti varie.
bogar67 says:
Leggendo l’articolo ho pensato le stesse identiche cose di Pulsatilla
solo che non le ho tradotte in post
pulsatilla says:
A pensar male si fa peccato ma qualche volta…
bogar67 says:
Sarà che per deformazione professionale sono uno prpenso sempre a pensar male ma ribadisco che ho pensato leggendo questa intervista le stesse cose di pulsatilla anche perchè mi ricordo qualche passo dell’ultima intervista su questo blog e mi pare che L’articolo precedente si intitolasse “povera Ital – Tennis” adesso ci dice andate a Tirrenia?
Nell’artcolo precedente veniva chiesto chi secondo lui erano i migliori coach e di Infantino che è suo amico nulla, neanche citato, come mai?
Altro appunto, questa volta ad Alessandro

due articoli stessa foto con la Schiavone, oramai abbiamo capito, sanno anche muri che Panajotti è stato allenatore della Schiavone, è quello che vado dicendo al mio maestro, tu non hai mai formato uno o una giocatrice professionista ne tanto meno un campione o una campionessa junior, riescici con mia figlia e potrai campare di rendita per altri 20 anni
Alessio says:
Sicuramente per essere un buon allenatore bisogna avere ragazzi con voglia di lavorare e che mettano il tennis al primo posto nella loro vita, in piu’ bisogna avere la fortuna di incontrare tecnici che nella vita tennistica lavorino bene e che non vendano fumo…questo è importante…non possiamo avere tutti Schiavone o Pennetta o Federer, bisogna cercare di tirar fuori il meglio da tutti, sicuramente se noi tecnici lavoriamo bene aiutiamo ad essere questi ragazzi delle persone migliori domani, con uno scopo nella vita e una formazione che sicuramente li aiuterà ad emergere nella vita. i genitori iper coinvolti creano l’abbandono creando troppe pressioni…
bogar67 says:
Alessio scrive
i genitori iper coinvolti creano l’abbandono creando troppe pressioni…
I genitori iper coivolti sono un bene, senza di loro che si informano come crescere nel migliore dei modi i propri figli ci sarebbero da Junior solo i figli dei maestri.
le pressioni le creo questo è vero ma al mio maestro che mi deve far divertire mia figlia e darle la giusta tecnica, al preparatore atletico bonariamente minacciato che se mia figlia effettua dei test di valutazione motoria con esito scarso verrà impiccato all’asta della bandiera del circolo, :9
al delegato tecnico regionale perchè se dovesse convocarmi mia figlia vorrei andare oltre al solito primo tunro di una competizione tra PIA, Province e Regioni. Stresserò anche presidente del circolo quando si tratterà di cercare contributi e sponsor per fare attività di un certo livello, stresso tutti TRANNE MIA FIGLIA che deve solo pensare a divertirsi e trovare da sola le motivazioni per cui Alessio non fare di un’erba un fascio, ci sono coach e coach, dirigenti FIT e dirigenti FIT, genitori e genitori.
Io ad esempio mi reputo un genitore iper coinvolto, vedi mio numero di post in questo blog,
Madmax says:
Alessio
Gli unici che fanno smettere di giocare i ragazzi sono i maestri e questo per un motivo preciso: i ragazzi nel 90% dei casi smettono perchè perdono e se perdono significa che i maestri hanno insegnato male..
Voglio dire se uno si prende i meriti quando vanno bene le cose dovrà accettare anche che se vanno male le colpe siano sue..
Io capisco poi che i maestri vorrebbero che i ragazzi andassero avanti anche oltre i 20 anni pur essendo ancora dei 4.1 ma quando il sogno finisce finisce e sono loro i primi a voler smettere..
Per cominciare finalmente a fare un po’ delle cose consone all’età.. e magari cominciare anche a lavorare e semmai ricominciare a quarant’anni in forma hobbistica..
andrew says:
e comunque ha anche ragione il maestro che si adegua e sposa la linea federativa; in fondo chi glielo fa fare di lottare anche per Bogar?
bogar67 says:
Non distorciamo realtà caro andrew, io non ho nulla contro la FIT e come ho scritto sopra come ci sono maetsri e maestri, genitori e genitori ci sono dirigenti FIT e dirigenti FIT.
andrew says:
sia dato a Bogar ciò che è di Bogar
bogar67 says:
andrew says:
‘azzo ridi?
ti svernicio l’alfetta…
Pinot says:
chi è quello in foto con la sigaretta?
monet says:
alessio dice:”se noi tecnici lavoriamo bene aiutiamo ad essere questi ragazzi delle persone migliori domani, con uno scopo nella vita e una formazione che sicuramente li aiuterà ad emergere nella vita. i genitori iper coinvolti creano l’abbandono creando troppe pressioni”
la prego maestro Alewssio queste cose le lasci a noi genitori,sia gentile e continui a cercar di far migliorare il dritto,il rovescio e la volè ai suoi ragazzi,per il resto dia a noi la possibilità di sbagliare a crescere un figlio…………
bogar67 says:
andrew,
ma quale alfetta, abbiamo una vecchia saxo da 133000 km e ci dicono anche di fare pochi chilometri per non consumare benzina!
prof. says:
pulsatilla
sempre sfigato/sfigata a pensar male.
non vi è obbligo per chi è convocato in coppa morini di andare ai centri fit.
prof
roby says:
chiedo un consiglio a chi può fornirmelo. Potrei disporre di una borsa di studio per mio figlio che avrà 11 anni nel 2012, 12mila euro da utilizzare nel periodo giugno agosto (il periodo è vincolante). La cifra comprende anche le spese di viaggio. Meglio 3 mesi da Bruguera o 4 settimane da Sanchez Casal? O meglio lezioni private in Italia con qualche tecnico di livello? O è troppo presto ed è meglio utilizzare questi soldi quando avrà 13-14 anni?
Grazie per l’aiuto
andrew says:
champagne, escort, coca per una sera e un paio di grip assorbenti..
Maurizio says:
Roby, dipende da come è messo tuo figlio, mi spiego meglio, se tuo figlio ha un ottima tecnica, allora l’esperienza in un accademia anche spagnola può essere interessante, ma se c’è qualcosa che deve essere aggiustato, cosa possibilissima visto che ha attualmente 11 anni, allora è meglio un maestro di livello in Italia. Attenzione che 12 anni, soprattutto per un maschio sono pochi per fargli fare tanti mesi da solo in un accademia, potrebbe disimnamorarsi.
Provo a sbilanciarmi, un mesetto circa con gente tipo Piatti, Sartori, Caperchi o loro collaboratori diretti. Due settimane in un centro estivo fit, magari in inghilterra, poi ancora un mesetto con tecnici di livello in Italia, per finire 2 settimane a Barcellona a scelta tra Sanchez-Casal, Brughera o Maggi. Auguri
andrew says:
se ti rimane qualche spiccio, aggiungi Lourdes, Medjugorie, Fatima, Moulin Rouge, Lido e l’immancabile portachiavi a forma di pallina da tennis…
bogar67 says:
Aandrew
Maurizio says:
Andrew sei un simpatico cazzone……hahahahahah..
Alessandro Nizegorodcew says:
Bogar67
E’ l’unica foto che ho. Se ne hai una migliore la mettiamo.. Non pensate sempre a dietrologie.. E dai..
monet says:
….guarda caso….la pubblicità è l’anima del…commercio!!
individuo malefico says:
Ripeto mental trainer serve a poco. Fognini se non erro era seguito da Sgarbi, idem con patate Bolelli, non mi sembra che il loro forte sia il profilo mentale, probabilmente mi sbaglierò…mah….Epoi Panajotti se non erro non aveva un connubio vincente con l’academy della Henin e coach Rodriguez,,,,che fine ha fatto questa liason?? E poi un giovane che vuole avviarsi al professionismo deve scucire $ per il coach, il preparatore atletico, il nutrizionista, il kinesiologo, il podologo…..il mental trainer……l’ultimo dei suoi problemi…anzi fossi nel giovine starei una settimana con uno che asfalta le strade ad agosto, e sono convinto che riuscirebbe ad inculcargli una mentalità vincente in una sola settimana….non credo che Nadal, Federer, Murray abbiano bisogno del mental trainer,,,,bisogna essere forti senza aiuti esterni,.,,,solo che ha subito un trauma da piccolo ha forse bisogno di un buon psicologo, non credo che questo sia il caso dei tennisti.
Alessio says:
Monet
I genitori danno l’educazione , giusto…. ma la maggior parte dei ragazzi passa minimo dalle 5/ 7 ore a scuola, 2/3 ore al circolo se gia fanno agonismo, 8 dormono… la scuola e lo sport creano formazione e disciplina…bisogna lavorare su una mentalità sportiva…
andrew says:
e la mentalità sportiva la trovi al circolo? va là, dai…
pulsatilla says:
“…anzi fossi nel giovine starei una settimana con uno che asfalta le strade ad agosto, e sono convinto che riuscirebbe ad inculcargli una mentalità vincente in una sola settimana….”
geniale.
tutti i torti non ce l’ha.
Ferrer l’ha acquistata così.
Madmax says:
Assolutamente d’accordo..
Io nel mio piccolo faccio qualcosa del genere con la PA, infatti da quest’anno la faremo fuori all’aperto.. Si copre (anzi ci copriamo o si coprono se va la madre e questa è la nota dolente
)
Ovviamente a parte quando piove..
Daniel Panajotti says:
@ tutti,
il mio commento sugli esperti non è riferito a madmax, da quello che so, e è uno di quelli da contare sulle dita di una mano.
Non voglio andare a tirrenia, sto bene dove sono.
Non ho fatto riferimento a Eduardo Infantino nell’altra intervista, perche mi era stato chiesto: quali sono secondo te i migliori allenatori Italiani, Eduardo è Argentino, quindi cosa c’entra.
Per chi dice che negli anni che sono stato a Verona non ho prodotto un giocatore nei primi 150, dico che questo è il 6° anno che sono a Verona e i primi 3 ho lavorato solo con le 3 professioniste che allenavo più una ragazzina di brescia che seguivo quando ero alla base e mi sembra che quella ragazza non gioca male a tennis. Quindi in realtà sono 3 anni che mi sto dedicando full time a cercare di tirar fuori qualcuno. Alcuni sono piccoli e altri avevano un rapporto età-livello scarso, perciò sarei stato un mago se avessi tirato fuori un giocatore nei primi 150 in 3 anni.
Io non vivo di rendita perchè ho allenato la giocatrice che conoscete, ma bensì perche negli anni HO LAVORATO e molta gente si ricorda di quando ero a Salsomaggiore, poi Sicilia, poi Merano, Poi Cividino da Vavassori ed infine Verona, nessuno può dire che io non lavoro, che sto al cellulare, che guardo l’orologgio, che non sto in campo, che sabato e domenica non lavoro. Per questo motivo oggi la gente viene da me e no gliene frega niente della giocatrice che allenavo o meno, sanno che questo è un plus a tutto ciò che ho fatto come maestro è chi si chiede cosa hai fatto? gli rispondo “ho lavorato”
Se qualcuno si lamenta del fatto che a qualcuno io non lo seguivo personalmente, sarà perchè non mi aveva dimostrato voglia di fare ciò che diceva voleva fare, infatti ho cambiato struttura per poter seguire chi veramente crede in un progetto tennis e non chi lo vuole fare perchè giocare a tennis è figo o il genitore vuole che suo figlio/a diventi forte. (non faccio riferimento a nessuno di quelli che allenavo)
La mia liasion con Coach Rodriguez continua, non siamo riusciti a fare niente in Italia perchè non si sono date le condizioni, attualmente Carlos si è trasferito in China da dove manteniamo un contatto quasi giornaliero.
Sembra che adesso io sia diventato pro-FIT, in verità non sono mai stato contro, ho criticato si, ma questo non vuol dire essere contro. Se in qualche intervista sembro contro, può darsi, ma ho fatto esperienza e adesso sto attento a chi rispondo delle domande. Rispondo volentieri alle domande che mi pone alessandro perchè trascrive essattamente ciò che dico, parola su parola senza interpretazioni personali.
Aldilà di tutto, io rifletto su quello che leggo, sui vostri commenti, ed infatti il mio cambiamento di struttura è grazie alle vostre critiche nell’altra intervista, dovevo dare ai ragazzi una struttura che offrisse le condizioni per fare un’accademia. Palestra, campi in duro e terra battuta, struttura fissa coperta, centro di riabilitazione dello sport, sala video, un’atmosfera sportiva di alto livello (in questo centro si allenava la nazionale di nuoto con il compianto Castagnetti) quindi non è un circolo.
Come ho detto all’inizio di questa intervista, non m’interessa la parte negativa delle cose.
Daniel Panajotti says:
@ tutti,
La foto e il riferimento a Francesca lo ha fatto la redazione, scusa alessandro.
Alessandro Nizegorodcew says:
Si si per la foto ho messo quella perché è l’unica che ho e ovviamente la responsabilità è mia. Il riferimento a Francesca è giusto farlo, non per fare pubblicità, ma perché non tutti i lettori ovviamente conoscono il percorso di Panajotti ed è giusto sottolinearlo..
Grazie Daniel per il lungo commento di risposta a tutti i lettori di Spazio Tennis
bogar67 says:
Grazie a Panajotti di aver interagito con noi

Il bravissimo coach argentino ci spiega in questa intevista:
“”Non ho fatto riferimento a Eduardo Infantino nell’altra intervista, perche mi era stato chiesto: quali sono secondo te i migliori allenatori Italiani, Eduardo è Argentino, quindi cosa c’entra”".
Bogar di professione sbirro
prende l’altra intervista:
Chi sono secondo te i migliori coach internazionali? E perché? e Quali invece i migliori italiani?
“Brad Gilbert secondo me è il migliore, per i risultati che ha ottenuto con i suoi giocatori. Poi ci sono i guru del tennis come Nick Bollettieri, capaci di sfornare giocatori da tanti anni oppure Raul Perez Roldan, che creò un metodo di lavoro a Tandil è che non solo ha prodotto tanti giocatori ma anche tanti allenatori, che oggi trasmettono ad altri questo metodo. Per quanto riguarda i migliori coach Italiani, posso solo nominare chi conosco e che so come lavora;”"”
Panajotti cita Brad Gilbert, Bolettieri, Raul Perez Roldan ma di Infantino nulla, è un dato di fatto.
Per il resto non conosco personalmente Panajotti e non ho nulla contro di lui, anzi penso che con la PAFUNDI abbia fatto un’ottimo lavoro e rimettersi in gioco con quella che era una under 8 dopo aver contribuito a portare un’atleta tra le prime 20/30 al mondo sia da lodare.
Se qualcuno può rispondermi vorrei solo capire a chi si riferisse Binaghi quando alla conferenza stampa di presentazione degli internazionali d’Italia a proposito del passato della Schiavone affermava qualche esperienza poteva anche evitarsela, al momento ho proprio pensato al connubio Panajotti-Schiavone.
Daniel Panajotti says:
@ Bogar,
si, ho dimenticato Infantino nell’altra intervista fra i coach internazionali. E’ quello che succede quando ti chiedono di nominare delle persone, ti dimentichi sempre di qualcuno, e fai le brutte figure con chi hai dimenticato.
Binaghi non si riferiva a me, (6 anni di collaborazione) ma a le esperienze che aveva fatto nel frattempo che era andata via da me e tirrenia. Almeno così mi è stato spiegato.
bogar67 says:
Grazie mille coach! spero un giorno di conoscerla, vuol dire che mia figlia che adesso ha soli 7 anni avrà fatto strada, compito molto arduo visto come funziona sistema tennis in Italia e le mie capacità contributive economiche limitate!
Federico Di Carlo says:
Per Panajotti,
ho letto che nella sua struttura si avvale di preparatori tecnici ed atletici. Non ritiene opportuno inserire anche la preparazione mentale specifica all’interno dell’ offerta? Quali sono le ragioni per la scelta di includerla o escluderla?
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà prestare alla mia domanda.
Daniel Panajotti says:
@ Federico Di Carlo,
Ho il Medico Sportivo (Dr. De Vita, Chievo Verona), l’Osteopata ed il Preparatore Mentale. Sono le altre figure che completano il gruppo di lavoro. Tutti provengono dal calcio e comunque lavorano principalmente con le squadre che ho nominato.
Federico Di Carlo says:
Panajotti,
le ho posto la domanda perchè nella sua presentazione non aveva menzionato gli altri preparatori.
Ma le ho anche fatto questa domanda perche lavoro specificatamente nell’allenamento mentale nel tennis e per questo ero interessato a sapere come si fosse mosso a proposito.
La sua risposta, mi conferma che sta seguendo il trend italiano; ovvero quello di mutuare ed estendere al tennis metodi e tecniche mentali provenienti dal calcio, avvalendosi di personale qualificato estraneo al mondo del tennis.
andrew says:
Non è rimasto nessuno pregiudizialmente contrario alle politiche della fit, oltre a me e Nikolik (per ragioni opposte)…
AAA cercasi anima gemella
ps. sono gay…
gio says:
Come si fa a consigliare Tirrenia.
Il centro federale è stato uno dei piu grossi disastri della gestione Binaghi. C’e’ un rapporto costi benefici spaventosamente basso. Basta scorrere l’elenco dei ragazzi che ci sono passati e la posizione raggiunta nel ranking.
Alessandro Nizegorodcew says:
@gio
Il problema non è tanto quello. Nel senso che sicuramente Tirrenia non ha prodotto ciò che si sperava, per problemi di gestione, di scelte, di programmazione, tutti gli errori che vuoi, ma anche i giocatori ci mettono del loro. Comunque non è questo che volevo dire quanto che il problema di Tirrenia è che, anche volendo, non è che decidi e vai.. devi essere selezionato.. e i posti sono talmente pochi.. Quindi il problema non sussiste nemmeno