(Roberto Marcora – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew

Roberto Marcora ha iniziato tardi a fare sul serio con il tennis, avendo deciso di dedicarsi maggiormente allo studio. Ma giocando praticamente senza impegno i tornei da 10.000$ sono arrivati un paio di anni fa alcuni risultati molto incoraggianti. Il lombardo ha iniziato dunque la sua strada nel mondo dei futures, inseguendo il sogno del professionismo. Tennista molto alto e potente, dal rovescio ad una mano, è attualmente al numero 716 Atp, dopo quello che possiamo considerare il secondo anno vero e proprio nel circuito. Abbiamo scambiato qualche battuta con Roberto, sul 2011 e in vista di questa nuova stagione.

Partiamo dalla stagione 2011, come la giudichi?
“Alla mia stagione do un sette. Sono tutto sommato soddisfatto, anche se non completamente: infatti, benché abbia guadagnato in un anno all’incirca 400 posizioni nel ranking Atp facendo graduali e continui miglioramenti, non c’è stato quel cosiddetto “salto” di categoria capace di farmi passare dai tornei futures ai più quotati challenger, salto che mi aspetto di ottenere il prossimo anno. Non rimpiango nulla in particolare, non butto via niente di questo 2011, perché sono dell’idea che ogni scelta fatta con convinzione, giusta o sbagliata che sia, arricchisca il proprio bagaglio personale. Se potessi tornare indietro però, farei qualche torneo in più sul veloce, mia superficie preferita.”

Quali consideri i match e i tornei migliori del 2011?
“Il mio miglior match dell’anno è stato senza dubbio quello vinto ad Adana (Turchia) contro l’ucraino testa di serie numero 1 del seeding Ivan Sergeyev (all’epoca 290 Atp). Match che mi ha permesso di accedere alla semifinale dopo una battaglia di più di 3 ore conclusasi col punteggio di 7-5 al terzo in mio favore. Il torneo invece che ricordo con maggiore emozione è stato il primo dell’anno a Lille. Ricordo infatti che dopo le canoniche 6 settimane di preparazione invernale, avevo una gran voglia di fare partita. Arrivai a Lille pieno di aspettative e un po’ più teso del solito, tant’è che mi trovai subito sotto di un set (0-6!) al primo turno di qualificazioni. Per fortuna mi risollevai, vinsi la partita, mi qualificai per essere poi sconfitto al secondo turno di tabellone da Jouan in due divertenti e lottati set. Inoltre ricordo Lille con piacere per via dell’atmosfera vivace della città e del clima accogliente dell’organizzazione del torneo.”

In cosa pensi di essere migliorato e su cosa stai lavorando?
“Credo di essere cresciuto molto sotto l’aspetto atletico, che è sempre stato un po’ il mio tallone d’achille per via della mia altezza. Ho lavorato in maniera costante e proficua durante tutto l’anno assieme al mio preparatore Sergio Bugada, eseguendo lavori specifici di velocità dei piedi fatti apposta per dei “pennelloni” come me. In futuro lavorerò soprattutto sulla solidità dei miei colpi, in modo da riuscire a ridurre drasticamente gli errori gratuiti, da me solitamente commessi in abbondanza.”

Quando riprenderai i tornei Itf?
“Ricomincerò l’attività a fine gennaio, anche se ancora non ho deciso nel dettaglio la mia programmazione dei tornei. Il mio obiettivo principale per il 2012 è, come detto sopra, incrementare il mio ranking in modo da poter disputare più agevolmente tornei challenger e acquisire un livello che mi permetta di giocare senza problemi anche questo tipo di tornei.”

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7 Commenti to “Roberto Marcora: “Obiettivo Challenger””

  • 1.

    Sarebbe utile ed interessante, quando si fanno interviste ad atleti giovani poco conosciuti, per i quali è difficile reperire informazioni, inserire una scheda dell’atleta (anno, altezza, peso, città di nascita/residenza caratteristiche di gioco, best ranking, circolo appartenenza, allenatore, anno inizio attività).

  • 2.

    Ma questo Marcora, è per caso quel giocatore per il quale scanagatta stravedeva??

  • 3.

    Si, proprio così, ricordo che un paio di anni fa diceva che si sarebbe dovuto puntare su Marcora anziché su Trevisan e Fabbiano, che sono suoi coetanei, perché Marcora è alto.

    Questo la dice lunga sulla sublime incompetenza del buon Ubaldo.

  • 4.

    @Andrea hahahahahahah sei tremendo.

  • 5.

    @roby
    Hai ragione ma è un gran bel lavoraccio. Bisognerebbe trovare qualcuno che dia una mano… Tu? :)

  • 6.

    :) :)

  • 7.

    @andrea e darione
    In realtà Ubaldo Scanagatta sosteneva che si sarebbe dovuto investire su Marcora sin da bambino, anche se vinceva poco.. Ma il discorso è che questo ragazzo, se arriverà lo farà intorno ai 24-25 anni proprio perché ha cominciato tardissimo con il tennis vero. Quindi aspettiamo a dare giudizi. A me piace molto come gioca, anche se il suo è un tennis molto difficile da mettere in pratica…

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