(Sergio e Camila Giorgi)

di Sergio Pastena

Se non altro il telecronista inglese si è divertito: a metà del primo set aveva già esaurito la scorta di superlativi per descrivere la prestazione di Camila Giorgi contro Stephanie Foretz-Gacon, che ha prevalso 7-5 6.4. Superlativi positivi, per descrivere colpi sulle righe tirati da posizioni impossibili, e negativi, in occasione di errori banalissimi e doppi falli cronici.

Meglio specificarlo, chè sparare a zero quando un’atleta perde è troppo facile: avrei scritto queste poche righe anche se la Giorgi avesse vinto in due set e il contenuto non sarebbe cambiato minimamente. Dopo il match con la Petrova avevo un dubbio, rinforzato dal fatto che la tennista italiana l’avevo persa di vista e non la vedevo da parecchio: sarà rimasta com’era prima o avrà imparato a gestirsi?

La risposta è semplice: Camila non è cambiata di una virgola rispetto a quando aveva sedici anni.

La Foretz-Gacon, che pure è una che ha un buon servizio e non disdegna il gioco d’attacco, in tutto il primo set avrà gestito lo scambio sì e no tre o quattro volte, ovvero quando la Giorgi era impossibilitata a tirare forte perchè ci arrivava con la punta della racchetta. Per il resto mazzate, mazzate, mazzate e ancora mazzate. Camila ha servito per il set sul 5-3 del primo, ha avuto l’occasione di rientrare nel secondo quando ha recuperato da 2-4 a 4-4, ma alla fine si è affossata sotto il peso degli errori gratuiti e di tredici doppi falli, che hanno portato la sua percentuale di conversione sulla seconda a un minuscolo 30%.

I problemi di un gioco di questo tipo sono fin troppo evidenti e non si limitano soltanto all’alto numero di errori gratuiti che non vengono compensati dai pur numerosissimi vincenti, nè all’instabilità cronica al servizio. Nello specifico:

Manca la costruzione del punto: se in campo sposti un po’ l’avversario, puoi provare a chiudere subito oppure giocare un colpo angolato “in sicurezza” per spostarlo ulteriormente e poi chiudere con comodità. Nel secondo caso le probabilità di riuscita sono migliori perché mantieni il controllo dello scambio e riduci i rischi. Ma tutto questo Camila non lo sa.

Si lotta contro se stessi: quando giochi un tennis del genere, salvo che non ti trovi di fronte Serena Williams, l’avversaria non conta. Sì, perché o fai il vincente o sbagli, ma se l’avversaria difende bene e allunga lo scambio le possibilità di errore crescono esponenzialmente. Questo può portare a cercare ancora di più gli angoli e la frittata è fatta.

Non si accumula esperienza: perché l’esperienza significa migliorare nella gestione delle situazioni, saper dosare le energie, capire quando affondare il colpo. La Giorgi è già formata tecnicamente e fisicamente, ma se continua così non lo sarà mai mentalmente. Attenzione, non sto dicendo che sia debole, ma solo che in questo modo non imparerà mai nulla.

Nei commenti all’articolo dell’altro giorno è stato messo in evidenza più volte come anche il padre non riesca a farle cambiare idea perché è nella sua natura tirare tutto a mille. Personalmente, ritengo che la risposta sia solo nella testolina bionda di Camila, ma i casi sono due: o è proprio incapace di dosare la potenza dei colpi oppure potrebbe farlo ma non vuole per testardaggine.

Nel primo caso, peccato davvero: col talento che ha sarebbe davvero una grande sfortuna.

Nel secondo caso, che dire: è maggiorenne e vaccinata e ha il sacrosanto diritto di pugnalarsi la carriera.

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122 Commenti to “Giorgi, non è cambiato nulla…”

  • 1.

    Pungente quanto veritiero questo articolo….

  • 2.

    la mano non è del tutto assente altrimenti dopo un colpo a tutto braccio non farebbe una stop-volley.Ho la sensazione che semplicemente rigetti una benchè minima idea di ragionamento in campo.Sarà la sua rovina?Sarà la sua fortuna?Certamente benchè ben preparata fisicamente, morfologicamente non è proprio un peso massimo (sotto i 170 cm e 54 kg).Comunque ha una buona classifica per l’età…speriamo si ravveda almeno un pò…

  • 3.

    Non ho visto tanto della Giorgi ma tutti dicono che abbia grandi doti atletiche, stando così le cose è assurdo che non sfrutti tali capacità costruendosi il punto con pazienza e poi chiudendo quando l’avversaria accorcia.
    A questo punto è credibile l’ipotesi che ci sia qualche problema di mental e voglia accorciare quanto più lo scambio per non fare delle scelte e avere minor pressione.

  • 4.

    @Maurizio
    Secondo me il problema mental non c’è tanto.. Non trema mai e non tira piano o rallenta semplicemente perché non le piace.. Ma è un mio parere

    @Addirittura
    Chi fa sempre stop volley in genere è chi non ha una gran mano.. chi ha mano la voleé la gioca sempre lunga o a chiudere incrociata.. quante voleé stoppate ha giocato Stepanek l’altro giorno con Seppi?

  • 5.

    grande articolo, grazie

  • 6.

    boh? sono ormai tre anni che ne seguo le gesta, ma questo copione mi sembra sempre lo stesso.
    Mi rifiuto di credere che un tennista possa essere convinto che tirare ogni colpo al massimo della potenza sia una tattica vincente e autogratificante.
    lo puoi credere a 12 anni, poi prendi 20 stese da frullatori e rinsavisci.
    Con le accelerazioni che produce e una minima gestione del punto farebbe almeno un terzo dei punti in più, il che significherebbe andare a giocarsela con le prime 30.
    Tra l’altro ha una dinamicità più tipica di un uomo che della media delle wta, il che è un’altra caratteristica che hanno solo le supertop.
    Le ci vuole qualcuno che sappia guidarla in un gioco diverso, oppure che riesca ad interpretarla e a spiegare al padre che magari vuol fare l’estetista!

  • 7.

    Pastena e’ forte forte .

  • 8.

    Beh se continuerà a perseverare penso che si ritirerà nel giro di un paio d’anni per mancanza di risultati degni delle aspettative che ha su se stessa…

  • 9.

    Io non sono d’accordo.. Questa entra 3-4 mesi massimo entra nelle 100 e non ne esce più.. Così come ha vinto tornei ITF può vincere tornei WTA.. Per lei l’avversaria, a meno che non si parli di “fenomena”, non conta nulla.. I risultati a me non sembrano pessimi.. E’ vicina alle 100 e ha 20 anni… boh.. Non vi accontentate mai..
    Che poi abbia dei limiti tattici è più che evidente.. crescendo magari capirà.. ritirerà nel giro di due anni?? Ma dai, ma che scherziamo??

  • 10.

    Ma dai Ale, ma quando deve crescere? A 20 anni non puoi un giorno prendere a pallate la Petrova e poi perdere da una signorina nessuno…

  • 11.

    Quindi a 20 anni o sei arrivato o niente? Io non riesco a credere che siate dispiaciuti per la sconfitta con la Foretz (tra l’altro discreta giocatrice) e che già avete dimenticato la vittoria con la Petrova! Mah..

    Ah comunque, per la cronaca..

    Roberta Vinci a 21 anni era 114 Wta
    Francesca Schiavone a 20 era numero 80
    Flavia Pennetta a 20 anni era 95..
    La migliore è stata la Errani che era 70 a 20 anni..

    Mai scordare questi numeri, mai… Non facciamoci prendere dalla fretta di sparare giudizi e sentenze…

  • 12.

    bel pezzo di Sergio, ma mi mancano due parole sul servizio

    concordo con Alessandro su entrambi i punti del suo commento 4.

    ho visto la partita a partire dal 3 pari del primo set, certo a livello tattico lo scambio si può gestire meglio (lo slice non mi pare di averlo mai visto ma del resto nel tennis femminle è un colpo in estinzione) e qualche volta ha sparacchiato nei corridoi di doppio, ma a levello di scambio almeno contro questa avversaria problemi Camila non li aveva, e penso non li avrebbe contro quasi nessuna avversaria che non sia la Williams, Sharapova o Azarenka di truno in forma smagliante

    Il problema è tutto sul servizio.

    La prima non è chi sa che (ma livello femminile per una alta 1,7 m va anche bene) ed entra raramente.

    Il vero problema è l’assenza di una seconda in kick

    è ancora in tempo per imparare una seconda in kick, non mi pare che ci siano problemi a livello tecnico (tipo Seppi) o fisicio tipo Volandri con spalla e braccio che possano impedire a Camila di imparare una decente seconda in kick che secondo me sarebbe anche più efficace del suo servizio attuale, sicuramente più efficace di una seconda tirata come una prima che non entra mai

    a livello di risposta mi pare di aver notato un problema con risposte su servizi corti, il che non è inusuale e penso che anche questo problema un buon coach lo risolverebbe facilmente con una giocatrice del talento di Camila che crea tanta di quella pressione all’avversaria, avesse un gioco di servizio decente la pressione sull’avversaria sarebbe ancora maggiore, perché così come ora sperare in un break regalato da Camila è troppo semplice

    mi sorprende che ancora non si sia fatto nulla, e specialmente non posso credere che non serve la seconda in kick

    qualcuno mi sa spiegare perché?

    è come buttare alle ortiche una carriera, con un servizio in kick anche sparacchiando fuori il doppio da fondo campo di oggi penso che arriverebbe ai quarti di quasi ogni torneo come minimo, poi arrivare ai vertici è una storia diversa. Ma così non c’è verso, al massimo può ambire di finire in una classifica di Sergio dei Carretteri al femminile, un torneo vinto a livello maggiore e via.

    problemi mentali particolari tipo braccino non ne ho visti, si qualche volta ha sparacchiato a casaccio cosa che poteva anche essere influenzata dal mental (ma mi pare sia più che altro il suo gioco di andare sempre lungo linea infischiandosene della geometria dle campo e della rete più alta), e qualche volta il movimento dei piedi sul servizio e il lancio di palla mi sembravano influenzati dal mental

    come Seppi poi non si concentra abbastanza sulla seconda e specialmente sul lancio di palla specialmente della seconda, tutto fatto troppo di fretta quasi lavativamente mentre è una parte importantissima se non si vogliono regalre punti importanti

    non ho visto il rituale di Federer (e di tutti i top player recenti escluso forse Agassi), che dopo punti importanti o erroracci prende l’asciugamano per cancellare dalla memoria e dall’inconscio quanto accaduto, questo rituale lo si può fare con l’asciugamano o altro (palle etc.) ma è importante, Seppi ogni tanto lo fa ma non abbastanza, nel caso della Giorgi mi pare completamente assente qualsiasi accenno a questo rituale per rafforzare il mental nei momenti importanti

    a livello basso può andare bene anche senza, quando si domina lo scambio come lei, ma a livelli più alti diventa un problema serio a meno di beccare la giornata che ti entrano quasi tutti i servizi, mi pare però che debbano essere molto rari quei giorni se non ci metti abbastanza top sul servizio perché la palla troppo spesso o va in rete o fuori, e poi è un servizio che si può anche ribattere, dato che Camila non è alta come Seppi

    (la prima di Seppi anche se tecnicamente potrebbe essere migliore dato che lui è alto, rimane comunque un colpo che sul veloce quando entra è difficile da ribattere, è anche migliorata recentemente, l’opposto vale per la sua seconda)

    secondo il mio modesto parere, dovendo concentrare tutto in due parole direi

    KICK SERVE

  • 13.

    @Alessandro: se è per quello può vincere quello che vuole se per una settimana le entra tutto. Però vedi, si parlava di ranking: guardando la classifica delle atlete che hai citato, sai cosa emerge? Solo la Vinci era più precoce della Giorgi ed ha avuto le stesse difficoltà di adattamento. Piccolo problema: Roberta ha un gioco tecnico e atipico, era prevedibile che si arenasse un minimo contro le clavatrici. Camila no. Se vai a confrontarla con le nostre “moschettiere”, vedi che a 17 anni dava centinaia di posizioni a tutte, a 18 era la prima della classe, ora sarebbe la terza. Qualche mese dopo, alla sua età, Pennetta e Vinci sono esplose, quindi se non migliora verrà sorpassata anche da loro. In altre parole: si sta arenando, e se non cambia gioco magari entra pure nelle 100, ma le sue potenzialità non le sfrutterà mai. Il mio giudizio, come dicevo, non è influenzato dalla sconfitta con la Foretz: avrei scritto le stesse identiche cose se avesse vinto.

    @Avec: vero il fatto della seconda in kick, ma non mi spingerei neanche tanto oltre. Camila ha delle potenzialità mostruose in tema di transizione difesa-attacco, se imparasse a gestirsi le basterebbe anche un servizio alla Serra-Zanetti.

    @Maurizio: mental mi sentirei di escluderlo, anzi mi sembra solidissima. Che faccia un break decisivo o una cazzata epocale non batte ciglio e passa al punto successivo. Il problema è una concezione distorta del tennis.

    @cataflic: sembra incredibile anche a me, ma la sensazione è che lo creda davvero. Oppure è masochista e gode a buttare le partite.

  • 14.

    Alesseandro, AVC, Sergio, qualunque psicologo può dire che l’eccessiva aggressività nasce per cercare di mascherare le proprie insicurezze e paure, guarda caso ha problemi al servizio che è il colpo più mental di tutti.
    Dal punto di vista della forza mentale, è più facile cercare di costruirsi il punto, cercare di adottare la tattica giusta o sparare tutto con due colpi?
    Magari Camila non ha nessun problema di questo tipo, ma allora la vostra spiegazione sarebbe anche peggio, non usa nessun discernimento, anche due percursori del gioco aggressivo come Agassi e Seles usavano la tattica in abbondanza pure se si tende a pensare al contrario, basta leggere però le loro biografie.

  • 15.

    Emblematico il quinto game del secondo set, appena dopo aver recuperato con fatica il break perso nel turno di servizio precedente.
    Quattro orribili errori non forzati e servizio perso a zero.

    Sì, non è proprio cambiata rispetto a 2-3 anni fa, e la cosa che preoccupa di più a mio avviso continua ad essere il servizio. Non solo per continuità ma proprio per gli errori del gesto tecnico, che se non vengono sistemati in tempi brevi rischiano di diventare perenni. Senza servizio si perde troppa sicurezza, e senza fiducia il gioco di Camila non può che sgretolarsi.

    Io continuo a pensare che sia fortissima e che possa fare una carriera tranquillamente nelle 50 se solo si dà una piccola regolata, ma davvero vederla giocare ieri esattamente come due anni fa non è stato un grande spettacolo.

  • 16.

    @Maurizio: io sono il primo a cercare “background psicologici” quando serve, ma stavolta per come la vedo è tutto di una semplicità sconvolgente. Un problema di insicurezza dovrebbe avere ripercussioni non solo sul servizio ma anche, ad esempio, sui momenti cruciali del match. La sensazione, invece, è che sia tutto casuale: lei spara a mille, se entra bene sennò amen. Pensiamo ai due match point della Foretz: sul primo diritto angolato e imprendibile, sul secondo palla banalmente in rete. I problemi sul servizio? Sono gli stessi che ha su tutti i colpi, perché tira le “seconde a mò di prima” e se non è in giornata fa una valanga di errori. Come hai detto tu, non usa nessun discernimento.

  • 17.

    By the way, ecco cosa dicono di lei sui forum stranieri.

    Quote: Originally Posted by Herbert
    What does she play like?

    Bashes her forehand, bashes her backhand, bashes her volleys, bashes her first serve, bashes her second serve. Bashes everything.

    Come dargli torto?

  • 18.

    Evidentemente non sono riuscito a spiegarmi bene. E’ l’approccio alla partita che è totalmente errato. Se non risolverà questo problema non esploderà mai: è totalmente fuorviante credere che i problemi ed i limiti che ha palesato finora si possano risolvere col tempo da soli. Si risolveranno se si lavorerà duro in allenamento per risolverli e se la ragazza ci metterà del suo per fare sì che ciò accada altrimenti confermo ciò che ho detto: rimarrà nel limbo.

  • 19.

    La mia domanda è quella di un “non addetto al settore”.

    Camila tira sempre sia la prima che la seconda ed il risultato immediato è quello di ottenere risultati nettamente inferiori alle proprie possibilità fisiche/tecniche.

    Ma questa filosofia potrebbe portare benefici nel futuro, quando a 22 o 23 anni dovrebbe (nelle sue ambizioni) entrare nelle top20?

    Fra 2 o 3 anni potrebbe anche decidere di tirare la prima al 100% e la seconda al 70% con enormi miglioramenti sulla percentuale della seconda palla. Dopo tanti anni di tennis “sparato” al 100% potrebbe ritrovarsi con un prima molto efficace ed una seconda non-attaccabile neanche a livello di top20?

    Magari nella sua testa tutti questi anni sono visti più come allenamento per il futuro che come periodo per vincere il più possibile.

  • 20.

    @Angeli: e perché non farlo già ora? Tanto sparare a mille per qualche altro anno non la aiuterà ad alzare la percentuale di seconde: per farlo deve invece lavorare sull’esecuzione e sulla gestione del servizio, visto che fisicamente è già formata. Considera anche che non è una cosa automatica, perché si tratta di cambiare abitudini di gioco che, più si va avanti, più saranno difficili da modificare. Ad ogni modo domare l’istinto non è facile, ma è possibile: per farlo, però, dovrebbe prima rendersi conto che giocando così non arriverà mai da nessuna parte e cambiare l’approccio tattico. Una decisione che spetta soltanto a lei.

  • 21.

    Bravo,Angeli Pierre,hai ipotizzato e potrebbero esserci anche altre ipotesi,tutto può essere vero ma qualcuno conosce personalmente il percorsoche vuole intraprendere la Giorgi con suo padre,perchè se ha ragione Pierre fra un paio d’anni se inizierà a vincere direte,che sarebbe diventata forte con chiunque.

  • 22.

    (post.4) @ Alessandro…La mia considerazione riguardo “una mano non del tutto assente”, riguarda la capacità della ragazza di saper tirare a tutto braccio e immediatamente saper differenziare all’opposto (stop volley).In mezzo a questo ci stà come dici giustamente, tutta una gamma di colpi al volo con ricerca angoli e profondità che denotano sensibilità manuale e polso fermo.Stepanek è un giocatore ormai espertissimo non paragonabile alla Giorgi, e tu mi insegni, forgiato da anni e anni di specializzazione e successi come doppista dove ti alleni a giocare volee profonde.Quello che volevo far notare in sostanza è che la ragazza potrebbe avere un bagaglio tecnico di base non così limitato e quindi con ampi margini per sviluppare un gioco completo.Seconde me prima si accorge che l’unica via non è solo potenza (non è un peso massimo)e ritmo, prima riuscirà a fare un ulteriore salto qualitativo.Sul servizio da quello che ho visto mi piace la mentalità improntata all’intensità alta che mantiene tra le due esecuzioni, però pensare a variare un pò il tipo di giro alla palla,gli angoli…Cmq io credo che tutte queste cose e molte altre nel suo staff siano affrontate.Dipende da lei: può arrivare in alto!

  • 23.

    Dovrebbe capire che è un tennis ormai sorpassato il suo. Le migliori (Azarenka e Kvitova) giocano sì tirando e cercando il punto ma anche variando il gioco. E’ il grande passo avanti del tennis femminile attuale. Infatti la Sharapavoa che tira solo diritti e rovesci con loro due fa grandissima fatica. Il tennis femminile va verso quella direzione: cpacità di tirare forte ma anche di variare i colpi e di saperli fare tutti con buona qualità.

  • 24.

    Sono d’accordo col post 14 di Maurizio,

    sparare la palla fuori o in rete col servizio e tirare tutto è l’atteggiamento tipico di chi ha paura.
    e’ una modalità di reazione alla paura, che può essere anche inconscia, ben nascosta dietro un’apparenza di ostentata sicurezza.
    Qualcuno in un altro post ha detto che lei non ascolta nemmeno il padre quando le suggerisce di moderare la forza. In realtà quando la paura prevarica la ragione non c’è rituale che possa porre rimedio.
    il lavoro da fare è molto più profondo.

    Ma Federico di Carlo che ne pensa?

  • 25.

    secondo me vi state inoltrando in una esegesi mental che poco ha a che fare con la realtà.
    vedo più probabile un padre che dice :” TU devi tirare tutto!o così o pomì! non mi frega che tu sia l’ennesima femminuccia che fa smulinate, IO voglio il nuovo superAgassi in gonnella e se vinci perchè rallenti, tanto vale che ti ritiri prima!”
    qui ci sarebbe uno spiraglio, con un distanziamento.
    Se è proprio lei che la pensa così, speriamo che si innamori di un tennista pallettaro, che magari riesce a passargli qualche concetto.

  • 26.

    veramente trascurate il fatto che in allenamento e’ perfettamente uguale, e’ vero e’ passato del tempo, ma non mi pare sia variato il gioco, chi ha problemi di ansia li manifesta solo in match.
    Concordo con l’analisi di Sergio.
    quanto al servizio, non credo che nessuna domma possa mai fare il percorso di Isner o karlovich, anche le williams lo utilizzano come un vincente, ma non hanno quella regolarita’ e non possono contare solo sulla potenza.
    credo che sia assolutamente necessario imparare a variare, intensita’, angoli e tecnica, ci sono atlete molto piu’ basse che hanno un vincente nel servizio ma non certo sfondando l’avversaria.
    Poi io il suo servizio non me lo ricordo per cui il mio e’ un discorso in generale.

  • 27.

    @nicoxia: sai cosa? Ipotizziamo per assurdo che diventi la numero uno del mondo senza cambiare approccio tattico. Sai a quel punto cosa direi? Direi che è diventata la numero uno non grazie a quella tattica, ma nonostante quella tattica. Ad ogni modo se continua a giocare così al massimo potrà fare qualche exploit, anche molto prestigioso, ma non acquisirà ma continuità ad alti livelli.

  • 28.

    Ho visto finalmente le immagini.. C’è una cosa da sottolineare però.. I “demeriti” della Giorgi ci sono sicuramente ma io vorrei sottolineare qui i meriti della francese nel primo set, quello che poi ha deciso il match.. Ed è ciò che manca a Camila, ovvero gestire i momenti importanti..

    Primo set.. Giorgi avanti 5-3 e serve per il set.. sul 15-30 la francese mette a segno due rovescio vincenti bellissimi, il primo lungolinea in particolare stupendo.. Poi sul 5-4 Camila si procura un set point .. 30-40 e servizio vincente della francese..

    Insomma, occhio a considerare assente l’avversaria… tutto qui

  • 29.

    Giusto, Ale, infatti ho scritto che la Foretz in tutto il primo set ha gestito lo scambio tre o quattro volte, tra cui quelle che citi. E’ stata brava a prendere i suoi rischi nei momenti decisivi, quella è l’esperienza. Però ci sono numerosi games che la Giorgi ha gettato via e che pesano troppo sull’insieme del match.

    Insomma, quello che cerco di dire è che io ne faccio un discorso che prescinde dal singolo match, tant’è che ieri ti ho detto che stavo scrivendo un pezzo a partita ancora in corso: se pure la Giorgi avesse vinto la mia opinione non sarebbe cambiata.

    Ti faccio una domanda: a tuo avviso, se gioca sempre come contro la Foretz, Camila in carriera può andare oltre il singolo exploit? Per come la vedo io, se non registra l’aspetto tattico, è impossibile.

  • 30.

    d’accordo con maurizio 14. sul fatto che per una persona con poca solidità mentale sia più facile tirare tutto a mille sperando di mascherare l’ansia, rimane il subconscio/braccino, specialmente sul servizio

    posso sbagliarmi ma mi pare che due o 3 cambi di ritmo però li ha fatti, giocando palle alte angolate spingendo l’avversaria fuori dal campo sul rovescio per poi accellerare lungo linea, beh forse la palla alta era anche solo un colpo scentrato, lo streaming non era un gran che e poi ogni tanto si bloccava pure

    @Stefano 15. anche io ho notato qualche problema tecnico sul servizio che ogni tanto saltava fuori, e concordo con il resto del tuo ragionamento

    @Angeli Pierre, ben lungi da considerarmi un tecnico (anzi) ma per quel che ne so io a livello pro la seconda non si tira rallentando il gesto, anzi il vantaggio di una seconda in kick è proprio quello che puoi anzi devi tirare fort comunque ma la “spinta/velocità di braccio” si trasforma in top-spin che ti fa stare la palla sempre ben dentro con buon margine, inoltre la palla passa molto più alta sopra la rete e quindi non rischi mai di colpire il nastro e per giunta il rimbalzo è alto e scomodo per giocatori non bimani sul rovescio e senza presa wester sul diritto a meno che non siano giganti perché la beccano ad altezza spalla, come accade con Federer e Nadal

    se c’è un problema mental però questa stessa cosa può essere uno svantaggio perché appena ti viene il braccino ed inconsciamente iltuo braccio rallenta il servizio in kick non avrà più lo stesso spin e allora può finire in rete, andare fuori o non rimbalzare alto essendo facile preda

    quindi il fatto che la Giorgi tiri sempre forte anche la seconda da questo punto di vista è una buona abitudine solo che dovrebbe servire in kick allora si che avrebbe senso, ma se non lo sai fare devi togliere zip, mi pare

  • 31.

    @Sergio
    Però la domanda che mi pongo è: come ha fatto a vincere i tornei che ha vinto contro ottime giocatrici? E se azzecca una settimana come quelle anche a livello Wta? Che succede?

  • 32.

    Succede che vince un torneo Wta, magari anche prestigioso. E magari anche due o tre, ma questo sempre nonostante una tattica scriteriata e non certo grazie a quella. Se vince due o tre tornei giocando in quel modo, vuol dire che incanalando nel modo giusto la sua potenza e la sua reattività ne avrebbe vinti il triplo. E sia chiaro, non voglio dire certo che debba mettersi a difendere: le basterebbe giocare come Berdych, visto che al momento persino il ceco al suo confronto sembra Ferrer. :-)

  • 33.

    Non è un film gia’ visto con la Rezai ?

    Saluti

  • 34.

    Pulsatilla,
    si possono fare delle illazioni ma è quasi impossibile capire quello che passa nella mente di un giocatore. Se da un lato infatti un giocatore spesso tende ad accorciare la durata dei punti per far passare i momenti di tensione più velocemente, d’altra parte il giocatore che prende in mano la situazione nei momenti importanti dimostra anche personalità e carattere. Non ho mai visto giocare e non ho mai parlato con la Giorgi per cui non ho elementi per potermi pronunciare.

  • 35.

    Pastena hai ragione,secondo te anche se battesse tutti i record non vorrebbe dire che hanno avuto ragione,ogni atleta ha un suo modo di arrivare al suo top,se l percorso è quello sbagliato i risultati lo evidenzieranno,ma il percorso bisogna conoscerlo per valutarlo.

  • 36.

    Ad occhio ed a mio avviso i posts 6, 14 e 24 sono quelli che più si avvicinano alla realtà, anche se temo nessuno di noi abbia abbastanza elementi per saper davvero come stanno le cose.

    E però conosco abbastanza il tennis per sapere che nessun ragazzo/a lo giochi ad altissimo livello da circa una decina d’anni, possa davvero pensare che si vinca tirando sempre tutto a mille e senza ogni tanto saper “gestire” il momento.

    Ergo, a mio avviso, pur partendo comunque da una concezione di tennis aggressivo in cui il punto bisogna sempre andarselo a conquistare, anche Camila in cuor suo sa, e non può essere diversamente, che ci sono dei momenti in cui sarebbe utile saper gestire in modo riflessivo certe situazioni; il fatto è che non lo vuole e/o non lo sa fare.

    Perché??

    E qui azzardo alla grande.

    La mia opinione è che ci sia qualcosa di più profondo a livello psicologico che, semplificando molto il discorso, può essere a grandi linee di due tipi:

    1) Camila, per qualche recondito motivo, non sa, non vuole, non può pensare, probabilmente perché pensando si impanica; quindi va tutto bene, anche perdere, a patto di non dover pensare;

    2) Camila, anche per qui per qualche motivo a noi ed anche a lei sconosciuto, associa in qualche modo il campo e la partita alla sofferenza; e perciò va tutto bene, a patto che si faccia alla svelta. Inconsciamente si tira tutto a mille perché quello si crede sia il modo migliore per far finire tutto presto.
    Lo sapete come rispose un giorno Pantani ad una domanda? io appena la strada si inerpica parto a ripetizione per accorciare la sofferenza della salita, più forte vado su, prima finisce la sofferenza, del resto me ne frego…

    C’è poi un’ultima, più ottimistica, possibilità e cioè che Camila, ancora molto giovane, stia ancora assemblando tutti i pezzi del suo gioco e quando, nel giro dei prossimi due-tre anni, questo succederà, lei rimarrà sempre una grande attaccante da fondo che cercherà sempre di conquistare attivamente il punto ma nel frattempo avrà imparato a gestire le varie situazioni di gioco.

    E però gli anni passano questi progressi ancora non si vedono ed allora qualche dubbio sul fatto che questo possa accadere, senza un serio supporto esterno, comincia a venire…

  • 37.

    @nicoxia: io non posso ovviamente conoscere il percorso, ma se la mettiamo così non si dovrebbe parlare di nessun tennista. Io mi limito solo a notare che questo percorso, per ora, non si vede. La Giorgi gioca oggi come giocava quattro anni fa e sfido chiunque a dire il contrario. E sfido chiunque a dire che giocando in quel modo si possa andare al di là dell’exploit occasionale.

    Cercare sempre il vincente è come tirare da ogni posizione nel calcio: se fosse produttivo lo farebbero tutti e non ci sarebbe bisogno di azioni manovrate con buona pace del Barcellona. Certo, se hai buoni tiratori capiterà la partita che metti tre pallone nel sette, ma alla lunga paghi l’assenza di gioco.

    Per inciso, come dici tu i risultati risolveranno il dubbio, ma attenzione che esistono pure le statistiche. Ergo: se la Giorgi comincia a vincere sparando sempre le seconde a tutta velocità e cercando sempre il vincente, allora sarò felice di ammettere lo sbaglio. Se però quando comincia a vincere viene fuori che tira le seconde un po’ meno forte e la durata degli scambi si allunga leggermente (perché qui di tuning del gioco si parla, non di passare dal servizio-diritto al palleggio da fondo) allora vorrà dire che per ottenere risultati era necessario cambiare tattica. E che questi quattro anni non sono stati sfruttati al meglio, cosa di cui resto convinto.

  • 38.

    @pibla: condivido quasi tutte le tue considerazioni, anche se resto dubbioso sull’impatto del mental in questo caso. Un’ipotesi giusta potrebbe essere la terza che hai fatto, che si ricollega alla considerazione finale sull’importanza che potrebbe avere un intervento esterno. Non dimentichiamo, però, che parliamo di una ragazza di vent’anni: chi le è vicino le può dare consigli con spirito costruttivo, ma la scelta spetta a lei. Questo in fondo è il senso dell’ultima frase del pezzo sulla libertà di “pugnalarsi la carriera”.

  • 39.

    Ma infatti, Sergio, qui i consigli non bastano più, chissà quanti gliene hanno dati ormai.

    Qui ci vuole qualcuno che vada più in profondità; nel migliore dei casi un allenatore che riesca in qualche modo a far breccia nella psicologia di Camila o sennò addirittura un aiuto specialistico, ovviamente di tipo psicologico, che arrivi a capire da cosa deriva questa maledetta fretta di voler chiudere tutto e subito.

    Un saluto.

  • 40.

    Dopo la partita persa con la francese qualcuno doveva legarla alla sedia ecostringerla ad assistere al match della Brianti giocatrice che ha il 20% del suo talento ma con grande testa e tattica è riuscita a vincere un match non facile.

  • 41.

    e infatti è la cosa che fa più rabbia…è come aiutare un bambino di prima elementare a fare i conti…1..+..1..=?….=?….dai, insomma, cribbio, prendo una mela, poi prendo un’altra mela…adesso quante sono??….ma possibile che non ci arrivi?!!
    Ah….ci sono!! 3!! e buuum, un altro turbodritto svetta verso gli spalti!

  • 42.

    mah secondo me state esagerando, certo sarebbe meglio iniziare da subito a giocare in odo più ragionato gli scambi ma il problema per ora non è li, questo problema si porra livello di semifinali di slam etc. …livello dal quale siamo ben distanti ancora

    il problema momentaneo (anzi da quel che mi pare di aver capito) è la sceconda di servizio, e caso mai non sparare sempre la prima al 100% ma già questa rispetto alla trave della seconda e una pagliuzza, il problema degli scambi da fondo a cospetto della trave invece è molto più piccolo di una pagliuzza, è un granello di polvere visto cche al livello attuale la stragrande maggioranza degli scambi li vince comunque, perde quei 5 punti a set dove sparacchia fuori e quei 3 punti dove l’aversaria riesce a costruire un punto, mentre regala 3 game a set per doppi falli

    visto che ormai è maggiorenne anzi ha 20 anni, o stanno aspettando altri due anni che decida lei cosa vuol fare e nel mentre avrà automatizzato una stabilità mentale fuori dal comune sui punti importanti (in svantaggio o vantaggio non cambia nulla) dato che per quasi dieci anni ha fatto come se non esistessero “big points”, o è veramente come la cosa detta da cataflic del paragone 1+1=? e in quel caso non ci sarebbe nulla da fare ora e dubito cambierebbe tra 2 anni, anche se è mai troppo tardi.

    Sepro che non sia così, forse ha problemi alla shiena che le impediscono di servire in kick, ma non credo proprio, anzi si muove come poche altre ragazze e pare molto più atletica

  • 43.

    Sono piuttosto d’accordo con Avec, il problema del servizio è prioritario…

  • 44.

    riporto un commento fatto il 21:
    “Sono contento per lei anche se ho l’impressione che sia stato pescato un numero della lotteria!
    Dalle statistiche si vede che il gioco è sempre lo stesso…se poi pensa di essere stata regolare al servizio con un 50% e con 7 df e 3 aces , siam messi bene!
    Domani potrebbe fare 10 df, 2 aces e abbassare il servizio al 40% e a meno di un miracolo, perderebbe contro chiunque”

    c.v.d.

  • 45.

    ADC
    Una volta si era soliti dire che “il servizio di un giocatore è tanto buono quanto la sua seconda di servizio”. Se la seconda di questa ragazza è messa male veramente come dite, c’è qualcosa che non va nell’impostazione dell’intero colpo.

  • 46.

    Secondo me il servizio di Camila, sul piano tecnico, è un colpo meraviglioso, che le consentirebbe di raccogliere un sacco di punti.

    Il problema, sia nel servizio che nello scambio, non sta nella tecnica di esecuzione, ma nell’uso che si fa del singolo colpo.

    Se tu sei alta 1,69, non puoi usare la stessa strategia sulla prima di servizio che usano Serena e Venus Williams (o Sabine Lisicki), e pochissime altre: ossia cercare sempre e solo il punto diretto.

    Devi invece fare un uso tattico del servizio: alternare prime piatte a prime in slice, e magari qualche volta un bel kikkone al corpo, a seconda della situazione di punteggio, del tipo di avversario, eccetera.
    Se sto avanti 30 a 0, provo l’ace al centro, mentre se sto 15 pari magari mi gioco un kick al corpo per essere più sicuro di mettere la prima.

    Siccome Camila questi ragionamenti non li fa, e spara sempre tutto a mille, la sua percentuale di prime palle supera raramente il 50%, pur se con altissime percentuali di conversione (quando mette la prima, fa quasi sempre punto – ciò che conferma l’eccellenza della sua tecnica esecutiva).

    E veniamo alla seconda palla. Qua siamo al grottesco. Io la vidi giocare per la prima volta oltre 4 anni fa, al Circolo Antico Tiro a Volo, nelle qualificazioni. E già allora, lei tirava due prime uguali, facendo ovviamente un mare di doppi falli. Sembrava lo facesse apposta. Me lo disse in faccia, dopo la partita: “il kick si, lo so tirare, ma non mi piace. Io mi sento che posso sempre servire forte, e mi piace mantenere il gioco in mano. Sempre”. Il tutto mentre il padre si metteva le mani nei capelli…

    Che cosa si può dire a una così? La speranza è che si innamori perdutamente di un bravo coach, dalla forte personalità e con un notevole ascendente.

    Altrimenti continueremo a soffrire, un giorno si e un giorno no, un’impresa e una delusione, un trionfo e una caduta, attaccati alla labilità delle sue percentuali.

  • 47.

    Ahahahah!!!!

    Io comunque la trovo adorabile, anche nella sua follia…

    FORZA CAMI!!!

  • 48.

    @Roberto: confermi quello che avevo subodorato, anche se mi rendo conto che è difficile persino crederci. Sta benedetta ragazza pensa davvero che una seconda a mille sia conveniente, così come sparare da ogni posizione: non è questione di istinto, gioca deliberatamente così con buona pace di chi vuole psicanalizzarla a tutti i costi. :-P

    “Io mi sento”… “Mi piace”… ah beh, allora! Solo uno sport individuale potevi fare, bella mia.

  • 49.

    @Federico Di Carlo
    eh si hai perfettamente ragione, si vede benissimo con Seppi

    forse dico una cavolata ma mi pare che uno tra quelli che lo diceva ed aveva ragione era Ken Rosewall o forse era Newcombe

    you’re only as good as your second serve …and first volley

    a quei tempi, oggi è solo la seconda di servizio

    ad ogni modo io la seconda della Giorgi non l’ho ancora vista perché tirava sempre e solo due prime

  • 50.

    Sergio Pastena
    è sempre il cervello e lo stato mentale che ti fanno rendere o non ti fanno rendere al meglio. I giocatori ad un certo livello di professionismo sono tutti iper seguiti, iper allenati, iper specializzati. E’ rarissimo, e mi rifiuto di credere che nel 2012 a questi livelli di specializzazione, ci possano essere dei problemi biomeccanici. Quantunque un giocatore possa sentirsi in grado di fare certe cose in certi momenti, poi bisogna vedere se effettivamente ha la fiducia e la sicurezza nei propri mezzi per farle quanto conta, sotto pressione, nei momenti delicati della partita. Giocatori come Becker o Nadal o Vilander quella fiducia e sicurezza (che poi, a ben vedere potrebbe anche essere considerata un altra faccia dell’incoscenza……) ce la hanno avuta sotto pressione da giovanissimi ma a mio modo di vedere vanno considerate eccezioni piuttosto che la regola. E dai risultati della Giorgi sembra che questa maturità non sia ancora presente. E nessuno può dire se e quando arriverà perchè è un processo interiore della persona prima che del/lla tennista.

  • 51.

    Federico, per fare un paragone automobilistico, tu stai parlando dell’autoradio con il navigatore incorporato, quando qui c’è bisogno di montare le ruote!
    E’ una Ferrari, ma appoggiata sui mattoni!

  • 52.

    @Federico, se permetti ti racconto un aneddoto. Un mio amico, qualche anno fa, cascò in uno stato di profonda depressione, e non intendo scazzo ma proprio depressione clinica. Si rivolse ad uno psicanalista molto rinomato, uno che di solito non prende pazienti privati, che lo aiutò ad uscirne. Poco tempo dopo i genitori di suo cugino, che aveva finito di studiare e restava a casa senza cercare lavoro, gli chiesero di intercedere per mandare anche lui dal luminare. Dopo due sedute lo psicanalista chiamò il mio amico e disse: “Non c’è bisogno che venga più”. “Ma come, già avete risolto?”. “No, ma tuo cugino non ha nessun problema psicologico: è solo uno scansafatiche”.

    Ecco, a mio avviso la Giorgi non ha nessun problema mentale: è solo testarda come un mulo e si illude di poter arrivare a vincere giocando in quel modo, ma se per la testardaggine dovessimo scomodare la psicologia staremmo freschi. Poi se vogliamo chiederci “Ma perché si illude?”, cercando a tutti i costi un retroterra profondo, ognuno è libero di farlo, ma a mio avviso si scade inesorabilmente dall’analisi psicologica alla pura pippa mentale. Anche se, mi rendo conto, riuscire ad inquadrare un caso molto particolare in una “tipologia” è tranquillizzante: quello che non riusciamo a capire, di solito, ci dà fastidio.

  • 53.

    P.S. perdona la presunzione, ma mi autocito e rispolvero la mia definizione del “tifoso psicologo” da un mio vecchio articolo.

    Lo psicologo: per lo psicologo ci vorrebbe uno psicologo. E’ talmente fanatico della forza mentale da farsi piacere persino Ferrer perchè “lotta su ogni palla”. Se guarda un match di Seppi ogni punto perso è una “seppiata”, se guarda Fognini ogni break subito è l’inizio del solito black-out. E’ talmente fastidioso che uno di questi giorni il buon Andreas lo sentirà, si rivolgerà alla telecamera e urlerà: “Ma posso anche io prendere un break semplicemente perché lui ha giocato meglio, grandissimo rompicoglioni???”. :D

  • 54.

    Sergio,
    sai meglio di me che il tennis è un gioco impietoso, fatto di numeri e statistiche. Un giocatore che vuole emergere non può permettersi il lusso di andare contro le regole imposte dallo sport medesimo. Rientriamo all’interno di quella che i giocatori spagnoli ed argentini definiscono “resistenza”; per giocare a tennis ad alti livelli non puoi avere la mentalità “di un mulo”. Meglio delle mie parole questo concetto lo può spiegare un tennista : “Continuare a muoversi, non lasciarsi mai andare e sopportare tutto quello che capita, non permettere che una cosa positiva o negativa – colpi buoni o deboli, fortuna o sfortuna – mi distragga. Devo essere attento, fare quello che va fatto in ogni momento. Se devo colpire la palla venti volte sul rovescio di Federer, devo colpirla venti volte, non diciannove. Se devo aspettare e rimettere la palla dieci, dodici o quindici volte per avere la possibilità di piazzare un colpo vincente al momento giusto, allora devo aspettare.”
    Se uno sportivo deve affidarsi alle cure di uno psicologo, è meglio che vada da uno psicologo dello sport. Se devi cercare uno psicologo dello sport assicurati che conosca bene le necessità psicologiche di un tennista e la natura di questo sport. E se poi vuoi fare le cose veramente per bene cerca soprattutto un professionista che sia in grado di insegnarle, allenarle ed applicarle dove veramente conta: in campo, sotto pressione.

  • 55.

    Sergio, mi permetto di ricordare che io e non solo io, ho premesso, prima di azzardare un’analisi, che non avevamo abbastanza “elementi per saper davvero come stanno le cose.”

    Ma io, ed anche qui non solo io, so abbastanza di tennis per essere certo e stracerto che al livello di Camila non è possibile giocare 10 anni a tennis pensando davvero di poter giocare tutti i colpi a mille e lo stesso racconto fatto da Roberto sulle cose che diceva Camila è ormai vecchio di almeno quattro anni…

    Perciò, dal mio punto di vista, spiegare il folle gioco di Camila con la sola testardaggine è alquanto semplicistico.

    Camila gioca con una fretta e con un’ansia fottuta e non credo si debba essere geni per capire che su quella fretta e su quell’ansia si può e si deve lavorare; che poi a lavorarci debba essere un allenatore che fa breccia o uno psicologo vero e proprio è un altro discorso e davvero dall’esterno non si può dire, ma sul fatto che su quell’aspetto serve un supporto esterno io non ho alcun dubbio.

    Poi, boh, questione di punti di vista…

  • 56.

    Il supporto esterno serve eccome, il problema è che non so quanto possa servire uno psicologo. Tu dici che non è possibile giocare dieci anni a tennis pensando di poter sparare tutto a mille? Può essere, ma di sicuro è possibile pensare che senza sparare tutto a mille andrebbe anche peggio e perciò continuare a farlo. E questo non vuol dire necessariamente insicurezza, può voler dire anche avere una concezione troppo estrema del gioco al punto da risultare distorta, come si può osservare in casi “borderline” come quelli di Gabashvili o, in parte, del primo Korolev (l’ultimo non saprei, l’ho perso di vista).

    Sulla fretta di Camila siamo d’accordo, è un elemento oggettivo e osservabile, ma come fai a parlare di ansia? Non è che dove c’è una ci debba essere per forza anche l’altra, quanti giocatori tendono a cercare di spazzare via gli avversari dal campo non perché han fretta ma solo per dimostrare la propria superiorità? Non sto dicendo che sia il caso della Giorgi, sia chiaro, ma solo che alle manifestazioni esterne anomale non sempre corrispondono fattori interni che abbiano una rilevanza psicologica.

  • 57.

    Sulla questione del “semplicistico”: credimi, io non sono proprio il tipo che cerca sempre la spiegazione più facile. E’ solo che in questo caso mi sembra che tutto punti verso quella direzione: dall’evoluzione inesistente del gioco, alle dichiarazioni del padre, all’atteggiamento in campo, alle testimonianze esterne, al fatto che in allenamento pur non avendo pressioni gioca allo stesso modo. Quello che cerco di fare notare è solo che non sempre c’è pappa per gli psicologi sportivi: se le analisi semplicistiche fanno danni, la ricerca a tutti i costi della complessità fa danni ancora peggiori. Lo sviluppo del mental è importante, ma non è la panacea di tutti i mali.

  • 58.

    Il tempo e lo spazio, elementi oggettivi, per un tennista diventano elementi soggettivi.
    Che significa?
    Che se gioco con uno stato d’animo positivo e in fiducia il campo è più grande e metto tutte le palle dentro e la palla la vedo arrivare verso di me lenta anche quando supera 200 Km orari. Al contrario se ho paura e il mio stato d’animo è negativo il campo si rimpicciolisce e vedo inarrivabili palle che potrebbero essere raggiungibili. Se ho paura il mio respiro si modifica, è più veloce e i miei gesti sono più veloci e incontrollati.
    Camila ha una paura fottuta secondo me.
    la paura può essere anche inconscia – ricordiamolo – ed esistono molti meccanismi di rimozione, ad esempio l’atteggiamento spavaldo in campo, l’atteggiamento che chi osserva lo vede come quello di chi gioca e non gliene frega niente.
    E Camila soffre molto la pressione e suo padre non solo non la potrà mai aiutare su questo versante, ma deve – ripeto – deve farsi da parte se tiene alla carriera della figlia.

  • 59.

    @sergio e pulsa

    ma visto che lavorate con Camilla (perchè per dire quello che dite con cognizione di causa bisogna averci lavorato a stretto contatto) perchè non le fate voi le cose che dite? :-)

  • 60.

    post 53 di sergio: suppongo che chi mi legge non sara’ sorpreso se dico che l’ho apprezzato molto e condiviso… il mental e’ straimportantissimo e fa la differenza, because, Safin dixit, tennis, everybody has … ma 1)che lo si possa DAVVERO insegnare, be’, quello e’ tutto un altro paio di maniche, e questo e’ quanto, come dice Valerio Mastandrea (un grande!) in Cose dell’altro mondo; 2)che ci sia un po’ troppo la tendenza a spiegare tutto con la psiche, il senno di poi, la dietrologia del pensiero e il processo alle intenzioni, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, be’, anche questo mi sembra piuttosto vero …

    Che Giorgi debba poi farsi da parte, potra’ anche esser vero ma non lo darei per scontato … non ho informazioni al riguardo, ma che ne sappiamo noi? Magari lui vorrebbe (farsi da parte) ma non puo’… Per esempio: chi paga? Da Mouratoglou c’era andato, il Coach francese si lamentava,mi pare, della FIT che non aveva mai manifestato abbastanza interesse (leggi: contribuire alle spese)… Insomma, le variabili sono tante…Quel che e’ certo che i Giorgi non potranno mai vincere: se non sfonda, e’ colpa del padre: se sfonda, ha sfondato NONOSTANTE il padre e comunque, avrebbe dovuto sfondare prima…. Eppure, di esempi ce ne sono tanti (dalla Seles alla Bartoli, dalla Wickmayer alle Sharapova) che dimostrano che le variabili sono infinite e che non esiste la prova contraria e che per un padre sciagura ne esiste uno senza il quale… Per esempio, qualche grandissimo cog…uaro pensa ,e ne e’ convinto, che il motivo per cui Murray non ha mai vinto uno Slam e’ la Madre…Io personalmente sono invece convinto che se Murray e’ dove e’, e’ solo ed esclusivamente per merito della madre …
    Ma ovviamente, sono solo opinioni personali ….

  • 61.

    Stefano,
    la comunità scientifica è concorde che le abilità mentali possono essere allenate.
    Ma c’è un problema ancora più grande.
    Se tu impari a giocare a tennis da autodidatta contro un muro all’età di 8 anni, ci giochi fino all’età di 18 anni per 3 ore al giorno, quante possibilità ha un bravo maestro di cambiare la tecnica che hai acquisito da autodidatta? La può forse ottimizzare?
    Lo stesso concetto (alto volume, ripetizione, reversibilità etc) si applica all’allenamento fisico e mentale, ne più ne meno.

  • 62.

    @pasanen: veramente nell’articolo ho solo detto che come giocava quattro anni fa gioca ora, e questo è visibile dall’esterno. In quanto all’aspetto mentale ho scritto “mi sembra che tutto punti verso quella direzione” facendo riferimento a una serie di elementi che porterebbero a pensare a un semplice problema di concezione del gioco, che riguarda l’allenatore e non lo psicologo. Tra questi elementi ci sono parole del padre e di Camila riportate da Alessandro e Roberto, che non sono tipi da inventarsele, oltre a testimonianze di chi l’ha vista in allenamento, dove non c’è ragione di avere una “paura fottuta”, e dice che spara tutto a mille comunque.

    Andiamoci piano, ragazzi, da uno psicologo sportivo si va solo se ci sono segni che facciano pensare a un problema di tipo mentale, altrimenti è come sparare nel mucchio sperando di centrale la soluzione. Qui mi sembra che si ragioni della serie: se qualcosa non va, prima si prova con lo psicologo, poi se non funziona si prova altro.

    Una mentalità del genere può trasformare un atleta sano in un acchiappafantasmi…

  • 63.

    @Federico: anche io sostengo l’importanza del mental, ma il grosso a mio avviso è concentrato nella fase di formazione. E’ giusto lavorarci, anche a 30 anni, ma andando avanti, come tu stesso dici, gli effetti saranno sempre minori salvo eccezioni (spesso giocatori che prima non hanno mai lavorato su quel versante). Inoltre bisognerebbe distinguere tra lavorare per colmare delle grosse lacune e lavorare per potenziare una base già esistente: il secondo aspetto si può sempre curare, anche in un Ferrer, il primo ha senso solo se quelle lacune grosse ci sono (quelle piccole, in fondo, son sempre presenti).

  • 64.

    @Stefano: la mamma di Murray, però, di tennis ne capisce. Certo, ci sono anche eccezioni come il padre della Wozniacki (che comunque è un ex calciatore e quanto meno ne sa di sport). Credo che occorra distinguere da caso a caso, io di solito critico solo i genitori che, non avendo nozioni tecniche di base, decidono di reinventarsi coach mettendo becco in questioni che non hanno le competenze per affrontare.

  • 65.

    Ho provato a fare una statistica spannometrica: se si prendono i punti giocati con la 1a di servizio(e si tolgono gli aces) e quelli con la seconda di servizio(e si tolgono i df) le percentuali di conversione sono quasi identiche, a riprova che Camila tira alla stessa identica maniera 1a e 2a.
    Qui c’è poco da fare mental, perchè basta anche una prima occhiata per capire qual è il primo driver di rendimento.
    Se ogni match ha 10/15 punti in più da giocare e ne converte anche la metà, diventa quasi un 15 a game in più, che è esattamente lo scatto per poter avere quasi sempre palle game disponibili nei propri turni di servizio.

  • 66.

    Secondo me stiamo discutendo del nulla.

    La paura non può giustificare al 100% la totale mancanza di cognizione tattica che Camila dimostra, inequivocabilmente, da sempre, tutte le volte che scende in campo.

    Una persona angosciata, su cui si lavora sulla tattica, cerca di far vedere, magari a tratti, dei rudimenti di tattica, di schema.

    Camila no.

    Quindi, le opzioni possibili sono 3:

    1. Il padre, grandissimo motivatore e preparatore fisico, non sa di tattica e/o non gliela sa insegnare;

    2. Il padre pensa in buona fede che la figlia debba giocare come Serena Williams a 20 anni e quindi che non debba usare la tattica;

    3. Camila non vuole imparare la tattica perché ritiene che il tennis sia uno sport fatto da una serie più o meno episodica di colpi.

    Secondo me è verificata la 3.

  • 67.

    Sergio,
    per mia esperienza un giocatore adulto e maturo decide di lavorare sul mentale in due situazioni:
    1) quando è lui stesso/a a volerlo perchè ha una motivazione interiore molto forte a rimettersi in discussione ed a voler crescere
    2) la prestazione ed i risultati sono talmente limitati dall’approccio mentale che decide di lavorarci su.
    Bisogna infatti ricordare che ogni volta che si impara qualcosa di nuovo si mette in discussione quello che si sa già fare. E questo nella maggior parte dei casi all’inizio vuol dire regredire, amarrirsi e mettere in dubbio le proprie certezze acquisite. Se si tratta di lavorare sugli aspetti mentaliil problema è ancora più manifesto.
    Per evitare questi effetti collaterali l’intervento che un allenatore mentale compie su un atleta maturo nella maggior parte dei casi è soltanto di ottimizzare quello che già sa fare. Ad un tennista, soprattutto dai 22 anni in su, interessano risultati e miglioramenti a breve termine.
    Come argomentavo in un’altra area del blog, il lavoro più importante mentale va fatto nella formazione dei ragazzi. Su questo punto sfondi una porta aperta.

  • 68.

    Solo per puntualizzare; io del padre non ho parlato, anche se credo abbia fatto un buon lavoro, perché non ne ho gli elementi e non ho gli elementi nemmeno per sapere se Camila gioca con la paura o no, quello che invece vedo io sono fretta ed ansia, ansia intesa come ansia di chiudere il punto, di fare comunque alla svelta e di questo mi sento abbastanza certo.

    Il fatto che Camila giochi allo stesso modo anche in allenamento non è assolutamente in contrasto con quello che dico io, anzi.

    Partendo da questi presupposti concludo che trattasi di problematica che un genitore e/o familiare difficilmente può risolvere e che si risolve preferibilmente un supporto esterno, non necessariamente uno psicologo, e lavorandoci sopra.

    Se poi Camila con la crescita risolve da sola questi problemi, tanto meglio, è quello che tutti noi speriamo, affidarsi a qualcuno sarebbe, a mio avviso, in ogni caso più semplice.

    Tutto qui.

  • 69.

    io conosco un ragazzo che ha un diritto spaventoso ed un servizio meraviglioso, doti eccezionali, ma non ha mai imparato a giocare e vi assicuro che non ha nessun problema di mental, sara’ un caso ma e’ passato anche lui da Mouratoglou.
    Semplicemente a lui piace cosi’ e’ la sua interpretazione del tennis e vi assicuro che ha tutti i mezzi tcnici e fisici per stare nei primi 50.
    Concordo con Sergio, un conto e’ combattere una debolezza altro e’ far cambiarenidea ad una persona, quante volte ognuno di noi ha intestato su cose sbagliate e nessuno si e’ mai sognato di mandarci dallo psicologo, si aspetta e si spera.

  • 70.

    FDC…la comunita’ scientifica… si, vabbe’, non per rivangare vecchie polemiche, ma anche gli omeopati concordano che l’omeopatia funziona e ognuno vende acqua al suo mulino…io non dico che NON si puo’ allenare il mental, dico solo che IO ho i miei dubbi …invece concordo al 100% col tuo post 67, e non credo nemmeno di essere in contraddizione, non troppo almeno …
    E non ho nemmeno detto che il Coach debba essere Il Padre, ho solo detto che magari ci sono altre problematiche che noi ignoriamo, magari una semplice questione economica ….
    Ohi, ho di nuovo l’accesso bloccato dallo spam…solo perche’ l’IP viene dalla Nigeria?
    riprovero’ piu’ tardi….

  • 71.

    “…E dai risultati della Giorgi sembra che questa maturità non sia ancora presente. E nessuno può dire se e quando arriverà perchè è un processo interiore della persona prima che del/lla tennista…”

    Queste sono le parole di Federico di Carlo che condivido al 100%.
    Ridurre il gioco del tennis ad esercizio tecnico, tattico e fisico è molto riduttivo. potrebbe essere solo esercizio tecnico, tattico e fisico se non ci fosse l’elemento “competizione”.
    La gara, la vittoria o la sconfitta con il corollario di tutte le emozioni connesse scombussola le valutazioni dei giornalisti, che spesso non sanno che pesci prendere e purtroppo anche di molti maestri.

    Mettiamo in chiaro subito un concetto: da come si gioca a tennis in un torneo importante si può intuire la personalità profonda del giocatore.
    Io non conosco Camila e non posso avere elementi di certezza. ma da quello che leggo Camila ha molta paura.
    Perchè ha paura e di cosa ha paura?
    Il rapporto padre-figlia è un rapporto di una visceralità e complessità impensabile, inimmaginabile.
    Supponiamo che Camila ami profondamente suo padre, lo stimi moltissimo e che rappresenti nel suo io bambino la figura perfetta. Supposto questo, Camila in ogni momento della sua vita avrà come priorità quella di non deludere suo padre. Se suo padre le chiede di fare gli addominali lei farà gli addominali fino a piangere dallo sforzo e senza mai lamentarsi. qualsiasi sforzo fisico che le chiede lei lo farà moltiplicato per mille.
    ma nella partita cosa succede? perchè se suo padre le chiede di tirare piano lei tira sempre più forte?
    perchè in partita entrano in gioco elementi che sono svincolati dalla sua volontà e uno di questi è l’avversaria. ma l’elemento preponderante che sfugge al suo controllo razionale è l’inconscio, che con prepotenza emerge quando la posta in palio si fa via via più alta. e l’inconscio non si controlla (so che FdC la pensa diversamente ma io sono convinto di quello che dico) e, spesso, se lo si vuole controllare ci sommerge.
    In una situazione di questo tipo, che Camila può vivere senza nessuna consapevolezza, la sconfitta può rappresentare paradossalmente una liberazione.

    Io, anche se ci sono tanti esempi vincenti di connubi padrecoach-figlia, non sono così entusiasta di questi sodalizi.
    Per un motivo molto semplice, perchè frenano l’evoluzione della personalità della figlia.
    Camila, da quanto leggo, è in una situazione di stallo, è esattamente come 4 anni fa. Secondo me è molto grave questo.
    Cosa bisogna fare?
    Camila deve distruggere l’immagine idealizzata di suo padre, dentro di sè suo padre deve morire. Fatto questo, l’amore paterno risorgerà più saldo di prima, ma con la dovuta distanza, col giusto equilibrio.

    Chiedo scusa a tutti se non sono riuscito ad esprimermi bene, ma si tratta di una materia che non è facile riassumere in un blog.

  • 72.

    Pulsatilla,
    metti un giocatore davanti ad un triplice possibile scenario:
    1) la scelta tattica o la soluzione tecnica (in senso lato) richiesta dalla situazione sportiva;
    2) la pressione esercitata dall’avvenimento o dalla situazione;
    3) il condizionamento emotivo di un genitore allenatore.
    Secondo te quale dei tre stimoli è più forte tanto da catturare l’attenzione del giocatore/giocatrice, tanto da condizionarlo/a nella sua prestazione?
    Io sono dell’avviso che si diventa ciò in cui ci si allena, nel bene e nel male.

  • 73.

    Dopo questa estenuante sessione di psicanalisi, io vorrei invece spostare l’attenzione su uno che davvero non ha bisogno dello strizzacervelli.

    Lo spavaldo Gianluigi Quinzi da Porto San Giorgio, al secolo GQ, che sta facendo trepidare gli appassionati nel suo percorso di avvicinamento all’elite del tennis mondiale.

    Dopo le due vittorie consecutive nei tornei juniores di Barranquilla e Manta, con connessa scelta di saltare l’Australian Open junior, c’erano state parecchie polemiche sulla programmazione del ragazzo. Si parlava di una presunta tendenza a cercare le vittorie facili e, in qualche modo, c’era chi iniziava a dubitare della sua reale consistenza tecnica. In sostanza, il ragionamento era: “se è così forte, perché si nasconde, si sottrae al confronto coi migliori?”

    Bene, questa settimana, dopo un intenso periodo di preparazine a Tandil con Infantino, assieme a Gaio, Colella, Giannessi, Baldi, Maccari e Licciardi, GQ ha sonoramente smentito le Cassandre.

    Si è iscritto al future Chile F3, sui campi in terra (non la sua migliore superficie) di un circolo di Santiago. Un future molto ben frequentato, con una decina di top 400 e un’entry molto competitiva per un 10.000 (l’ultimo a entrare è stato Sborowitz, 790 Atp).

    Gianluigi ha passato 3 turni di qualificazioni (battendo nel secondo turno il cileno Rodrigo Perez, un ’89 con best rank intorno al 600 Atp, e nel turno finale l’argentino Casanova, un ’94 emergente con 2-3 punti Atp.

    Non basta. Nel primo turno di main draw il mancino marchigiano ha affrontato Federico Coria, fratello del grande Guillermo, un ’92 in crescita con già una discreta esperienza fra i pro, intorno al ’700 Atp. Gian si prende un bel 60 nel primo set, ma non scioglie, non si scoraggia. Non fa per lui.

    Il Frodo Baggins del nostro tennis, il portatore dell’anello, colui da cui tutto dipende, resta lì, lotta, combatte, vince il secondo 63, va sotto di un break all’inizio del terzo e, quando sembra finita, contro uno più esperto, più a suo agio sulla terra, e di 4 anni più grande, tira fuori l’orgoglio, rimonta e vince 64 al terzo.

    Al secondo turno GQ deve affrontare il 27enne Guillermo Hormazabal, un vecchio lupo dei campi rossi che in questo inizio di stagione sta vivendo il momento migliore della sua carriera e sta esprimendo un livello di tennis da top 200, come ha imparato a sue spese, qualche settimana fa, anche il nostro Giannessi, sconfitto 76 al terzo.

    Si pensava un pò tutti quanti a una stesa impietosa, e ce ne sarebbero state tutte le premesse.

    Niente di tutto questo. Gian ha perso con un dignitosissimo 63 64, in due lottati set, e dopo circa 2 ore di gioco intenso. Chi ha visto il match ha parlato di una partita vera, equilibrata, con Hormazabal, molto concentrato, che nel secondo set ha dovuto raschiare il fondo del barile per salvare un paio di delicatissime palle break che avrebbero potuto allungare ulteriormente l’incontro.

    Insomma, un match giocato alla pari con uno che vale più o meno i primi 200 del mondo.

    A sedici anni e un mese.
    Credo che nessun giovane italiano sia mai stato capace di tanto, nell’era moderna.
    Da domani si replica, nelle quali del future Chile F4, sempre a Santiago.

    Come diceva Obi Uan Kenobi: che la Forza sia con te, GQ.

  • 74.

    cavoli Roberto, sta volta ti sei veramente lasciato tentare dalla forza tenebrosa dell’anello esibendo un orgoglio che nemmeno il Valerio Massimo Manfredi di The Last Legion … Frodo, Casanova e Sborowitz … e che è?!

    Scherzi a parte, ho seguito pure io questa “cavalcata trionfale” di GQ ;)

  • 75.

    Caro Roberto, che la forza sia con lui!

  • 76.

    @Roberto, sono d’accordo con te e ti dirò, per me il risultato più prezioso è il 6-3 6-4 preso da Hormazabal. Il cileno ha disputato tutta la carriera nei Future e in quanto ad esperienza è una delle bestie peggiori da affrontare a questo livello: ha vinto quattordici tornei, tanto per dire. Perdere con quel punteggio, suppongo con un break di svantaggio per set, vuol dire tanto alla sua età.

  • 77.

    che la morte o forse l’omicidio,possibilmente metaforico, del padre rappresenti un passaggio fondamentale nel conseguimento della propria identita’ e maturita’ e’ noto …
    che il pensare che perche’ cio’ avvenga basti un semplice cambio di allenatore credo sia abbastanza semplicistico …
    che si sia qui tutti a disquisire e discettare sulla famiglia Giorgi, su un presunto rapporto di padre padrone e padre coglione senza peraltro conoscere i dettagli e’ francamente un po’ offensivo cosi’ come, mi ripeto, continuare a credere che Murray dipenda dalla Madre …la ragazza e’ maggiorenne e vaccinata, non piu’ una bambina o una teen ager… non abbiamo informazioni di prima mano? interviste recenti con lei o con chi la conosce bene? amici, mamma, compagni di allenamento?
    solo allora eventualmente si potranno avanzare ipotesi piu’ fondate altrimenti si corre davvero il rischio di cadere nei soliti clichet e stereotipi…E mi ripeto ancora: ci sono poi mille altri variabili da prendere in considerazione, non ultima quella economica: chi paga?

  • 78.

    Ci sono sovraesposizioni mediatiche necessarie ed altre meno, nel caso della famiglia Giorgi era un male necessario.
    a quanto ne so si tratta di una famiglia normale, con un lavoro normale, che non poteva certo permettersi gli iperbolici costi di un figlio tennista in accademia.
    La fenomenalita’ del padre sta in questo, lui e’ riuscito a ” vendere” un prodotto prima ancora che fosse sul mercato, ovvero ha trovato sponsorizzazioni prima di fare tornei, almeno secondo quanto ho letto nelle sue interviste.
    Una ragazzina impostata molto bene tecnicamente ed atleticamente, con un ottimo braccio, che ha giocato pochissimo junior per scelta tecnica del padre che riteneva dovesse essere perfetta prima di esordire, se ricordo male correggetemi.
    Quando e’ un male necessario non credo che i ragazzi sentano la tensione, semplicemente perche’ non hanno nulla da perdere, ma tutto da guadagnare, sono altre le tensioni che ti affossano.
    quando Camila ha detto che sarebbe diventata la numero uno al mondo nel giro di due anni, sapeva bene a cosa le serviva quella dichiarazione, una cosa e’ dirla in modo “utilitaristico” altro e’ crederci e la necessita’ aguzza l’ingegno e smalizia prima.
    questa era l’unica strada percorribile ed in questo caso, secondo me, non hanno sbagliato nulla nell’impostazione, dovevano provarci perche’ le qualita’ e’ indubbio che Camila le abbia, poi cosa si poteva fare di piu’, per la verita’ a vederlo mi sembravano complici più che padre padrone, ne ho visti di esaltati e lui non mi sembrava cosi’, ma non li conosco abbastanza per esprimere un parere.
    Secondo me e’ anche un problema di costi, oggi credo paghi la FIT almeno secondo quanto mi pare di aver capito da quanto scritto da Nikolik.

  • 79.

    “…per la verita’ a vederlo mi sembravano complici più che padre padrone…”

    Attenzione a non cadere nel clichet del padre padrone come quello che si vede nei film.
    Ci sono tanti modi per colonizzare l’animo di un figlio e quelli sottili sono quelli più radicati e profondi.

  • 80.

    Pulsatilla
    Noi “ragazze” abbiamo un sacco di problemi con il padre, senza scomodare Freud, che ci faccia giocare a tennis o che ci faccia fare altro, li abbiamo se e’ ingombrante e li abbiamo se e’ assente, e’ normale e fa parte della crescita.
    semplicemente credo che spesso quello che addossiamo ad una responsabilita’ dei genitori sia una nostra responsabilita’ e spesso Edipo ed Elettra non sono altro che il mezzo per rinviare ulteriormente la risoluzione di un nostro problema, che sia un limite od un difetto.
    L’eccesso di psicanalisi e’ spesso peggio dell’assenza, una volta uno era di norma una testa di cavolo ed alle volte aveva avuto un brutto rapporto con la madre oggi e’ il contrario e si arriva a stabilire che e’ un pirula solo dopo aver escluso tutte le forme di nevrosi e psicopatie indotte da madre, padre, professori, compagni e bidelli.
    Non li conosco abbastanza, dico solo che lui non mi pare un invasato come ne ho visto altri riconoscibili Ictu oculi, mi sembrano due molto pragmatici che portano avanti un progetto, non hanno l’aspetto della predestinata e del padre del messia, sono due che credono in quello che fanno e che hanno la possibilita’ di arrivare, ma non sono unti dal signore.

  • 81.

    Esatto: avere problemi fa parte della crescita, per affrontarli bisogna avere però un’autonomia.
    Tutti i coach italiani più noti, da Piatti a Castellani, sostengono che l’efficacia del gioco segue in maniera proporzionale lo sviluppo della personalità. In altre parole bisogna prima diventare uomini e poi si diventerà giocatori veri. Non sono parole mie – ripeto – ma di gente molto più qualificata di me. Anche Federico di Carlo è su questa linea.
    Se il rapporto padrecoach-figlia è esclusivo e limita o quantomeno ritarda la maturazione della personalità, diventa un gatto che si morde la coda.

  • 82.

    Scusate se arrivo ad inserire il mio commento con tutto questo ritardo, mi è stata fatta osservare questa discussione ora.

    L’anno scorso sono stato per un periodo in america e sono andato a vedere in più di un’occasione Camila.

    Ho visto più partite, dal vivo, affianco a suo padre ( persona deliziosa, molto educata e gentile con cui si può tranquillamente discutere.

    Lui mi ha detto chiaramente che la figlia non lo ascolta. Lui “la prega” di giocare in modo diverso, di non tirare due prime, ma lei non ne vuole sapere.

    Lui mi ha detto che più di una volta ha cercato di metterle un allenatore affianco, ma lei lo ha sempre rifiutato, perchè dice “che non si trova e che ha bisogno solo di sparring”.

    Dice che spesso è volentieri è umorale : se si sveglia bene, vince 6-2 6-4 con la petrova, se si sveglia male perde dalla Min.

    Ha degli ottimi colpi, l’ho vista giocare dal vivo, con continuità, panche per 2-3 giorni di fila : spesso capitava che faceva due ottime partite, invece la terza era più fallosa.

    Deve cambiarle la testolina, ma può farlo solo lei, il padre non ha un grande ascendente su di lei da quello che mi ha fatto capire.

    E cmq, ogni anno fa progressi, ogni anno chiude con best ranking.

    Adesso si sta allenando per la prima vlta da non so quanti anni in un’accademia, vediamo che combina sta settimana :)

  • 83.

    Ebbene riapriamo la questione. Oggi in radio è venuta Nastassja Burnett. Asia e Camila sono state sempre insieme durante la trasferta nordamericana e si sono sempre allenate insieme e Asia ha confermato che Sergio Giorgi cerca sempre di dire a Camila non esagerare con la seconda, ecc.. ma la ragazza non ascolta, mai! :)
    Lo stesso Jacopo Lo Monaco in diretta ha detto che la vede abbastanza velocemente, a prescindere da tutto, tra le top-50

  • 84.

    speriamo che la previsione di Jacopo Lo Monaco si avveri.

  • 85.

    la previsione di lo Monaco si evvererà solo quando Camila non tirerà più due prime.
    Quando poi capirà che non deve neanche tirare ogni colpo come se fosse l’ultimo…

  • 86.

    Purtroppo molte ragazze italiane girovagano da tempo nel circuito con i tornei da 10000 dollari dove sembrano essersi impantanate. Credo da quel mi è sembrato di capire qui su spazio tennis che le nostre vere speranze siano la Giorgi (se impara anche a difendersi) la Burnett se ripete exploit finale stagione scorsa e la Knapp se riesce a tornare ai livelli di quando si allenava con Sartori.

  • 87.

    @bogar67
    Ad inizio anno o spendi tantissimi soldi o devi giocare tanti 10.000 e molte ragazze lo fanno anche per mettere partite nelle gambe..

  • 88.

    @Alessandro Nizegorodcew
    Si si vecchio discorso, solo che passano gli anni e mi pare che sui questi tornei ci si impantana, a Cagliari avevo visto una ragazza romana, molto simpatica che adesso ho perso di vista, non ricordo neanche come si chiamava, una vita da 10000 dollari.
    Avevo visto anche una certa Eccel, giovane trentina, che fine ha fatto? e la Masini? la Pillot come è messa? Dura sfondare in questo sport!

  • 89.

    Ragazzi, ma quali 25k: sta settimana ha perso in semifinale a Fort Walton, ramazzando 24 punti che manco la portano al best ranking. Al momento dieci risultati così non le basterebbero per entrare nelle 100: certo, questa settimana non poteva andare ad Indian Wells ma alla sua età, se si punta in alto, non si può star lì a giocare i 25k. E per come gioca siamo sempre lì: può battere chiunque e perdere con chiunque.

    Top 50 a prescindere? Lo spero, ma anche io nel 2008 quando l’ho vista ho detto “Questa tempo un anno e a Roma entra in tabellone”. A vederla “in buona” Camila fa quell’effetto, ma fin quando non cambia gioco e continua a pensare (presuntuosamente) di poter esplodere in questo modo… beh allora stiamo freschi. E a dirla tutta, tra maggio e giugno le scadono quasi la metà dei punti, quindi se in questo mese e mezzo non combina qualcosa di buono dopo avrà più difficoltà a migliorare il ranking.

    Personalmente, di fronte a cotanta ostinazione e sicumera, l’unica cosa che posso fare è allargare le braccia e dire “Vabbè, la carriera è tua, libera di pugnalartela”.

  • 90.

    Altro 25k in arrivo, stavolta se non entra in extremis gioca le quali.. booooohhh non se ne puo’ piu’…

  • 91.

    Sapete cosa esclama il padre della Giorgi nella foto ? ‘ Fa un po’ come caxxo ti pare con la seconda, sono dieci anni che te lo ripeto…’

  • 92.

    in effetti a sentire chi la conosce sembra proprio che sia lei ad essersi intestardita su questa tenuta di gioco.
    Non entrare nel merito è difficile, perchè mentre quando si parla della perfezione del gesto tecnico e di preparazione atletica e mentale, solo chi ha una qualifica professionale e sta vicino al giocatore può eccepire sensatamente, qui siamo davanti a cose che anche un giocatore della domenica capisce….
    Tra l’altro non è comprensibile la scelta dei tornei, perchè considerando che le % di vittoria sono le stesse con chiunque, tanto varrebbe fare solo wta come ha fatto a febbraio e perdere dalla 50, piuttosto che dalla 200….
    Davvero un nonsense!

  • 93.

    @Sergio Pastena e Tutti
    Mi dite se sapete che carattere aveva la Giorgi da piccola? come giocava? i suoi atteggiamenti in campo? dall’under 8 all’under 16!! Grazie

  • 94.

    @bogar: per quanto mi riguarda la seguo dal 2008, ovvero da quando aveva sedici anni, quindi non saprei. ;-)

  • 95.

    @Lib: ha dovuto giocare le quali, però dovrebbe passarle perchè la più pericolosa (la Sadikovic) si è ritirata. Tuttavia mi chiedo: considerando che aveva il ranking per giocare le qualificazioni al 100k di Nassau, perché non andare lì?

    Ora gioca a Clearwater, in Florida, a un tiro di schioppo dalle Bahamas: se arriva in semifinale fa gli stessi punti che avrebbe fatto a Nassau solo qualificandosi e passando un turno. Mah…

  • 96.

    @Sergio Pastena
    concordo!

  • 97.

    Sergio Pastena,

    in giro nei blog e forum leggo, e temo sia la verità, che la Giorgi dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, avere dei non meglio precisati problemi di visto con gli Stati Uniti, che le impediscono di lasciare il paese.
    Nel senso: potrebbe restare negli Stati Uniti finché vuole ma, appena esce dagli Stati Uniti, non rientra più.
    Così dicono, così scrivono, così riporto.

    Questo spiegherebbe il perché, da mesi, gioca solo tornei negli Stati Uniti.

    Temo, ma è solo un timore, che sia la verità, ma non si può sapere con certezza, nei blog e forum se ne scrivono tante.
    Così riferisco.

    Ci sarà da ridere, però, in primavera ed estate, quando il circuito si sposta in Europa, in primis con Foro, RG e Wimbledon.

  • 98.

    Beh, in quel caso ovviamente la scelta diventa obbligata… in effetti come cosa mi sembrava un po’ strana. Allora in quel caso dovrebbe provare ad entrare nelle quali a Miami (anche se non sarà facilissimo) e se non ce la facesse giocare Osprey e Charleston, almeno suppongo.

  • 99.

    Mi risulta, infatti, che la Giorgi sia stata, per classifica, la prima esclusa dalle qualificazioni di Indian Wells.

    Immagino riproverà con Miami.

    Ma, come già detto, ci sarà da ridere, anzi, poco da ridere, quando il circuito si sposterà in Europa, vale a dire molto presto.

  • 100.

    Considerato il virus falcia-tennisti di questi giorni, le probabilità che possa entrare di diritto aumentano sensibilmente, sperando che abbia lei stessa difese immunitarie ben solide ;-)

  • 101.

    @Nikolik: sei sicuro? Il cut delle quali a Indian Wells era al 146, otto posti prima di Camila. Nessuna di quelle in mezzo si era iscritta?

  • 102.

    Per ora Miami ha il cut del main draw più basso, ma manca qualche giorno e non è molto significativo. Qualcuno per caso conosce qualche sito dove beccare quali, alternates e withdrawals? Sul sito dell’Itf non c’è nulla.

  • 103.

    Sergio,
    sì, a me risulta che è stata proprio l’ultima delle escluse e calcola che conta la classifica al momento dell’iscrizione, vale a dire, per le qualificazioni, quella che esce tre settimane prima dell’inizio del torneo.

    Per il resto, la WTA vieta la pubblicazione delle liste.
    Però è utilissimo il sito Tennisforum, dove scrivono molti ragazzi e ragazze che, non so come, hanno accesso alla playerzone del sito WTA.
    Iscriviti e chiedi a loro, di solito sono molto gentili e rispondono sempre.

  • 104.

    I know, ma a memoria la Giorgi era sempre sopra la 150, si vede che quelle di mezzo non si son registrate. Spero che entri, per ora in Florida non ha avuto un sorteggione: la Glatch al primo turno. Ad ogni modo l’ha già battuta due volte l’anno scorso, se po’ fa.

  • 105.

    Concordo con Sergio su una sola cosa : deve assolutamente lasciare i 25k mila.

    Danno troppi pochi punti, ed adesso, con quei livelli di classifica, a meno che non vinca o faccia finale in ogni torneo, guadagna troppe poche posizioni.

    Vediamo se riesce ad entrare a key biscayne e soprattutto se viene a fare la stagione sul rosso in europa, dove ci sarebbero un sacco di in international che potrebbe fare.

    Anche se ricordiamo : la terra rossa non è la sua superficie…

  • 106.

    p.s.

    per adesso è fuori di 25 da key biscayne.

  • 107.

    ITF 25.000+H Clearwater, secondo turno, Giorgi batte Rezai 6-3 6-0

  • 108.

    Sbaglio ….o la Rezai è 125 al mondo ? Forza Giorgi !

  • 109.

    la Rezai se non sbaglio nel 2010 era nr. 19 al mondo! almeno se ho letto bene i dati in inglese sul sito WTA

  • 110.

    x Bogar

    Embè ????

  • 111.

    @Giorgio il mitico
    avendo l’avversaria della Giorgi soli 25 anni ed essendo state tra le prime 20 fino a due anni fa, non conoscendo i motivi di questo precipitare in classifica si potrebbe pensare cmq che il livello della nostra tennista è più vicino a quello di una top 100 che una top 200. Fa ben sperare.

  • 112.

    La Rezai dopo le tristi vicende familiari e’ crollata, non fa testo come match , ha perso pochi giorni fa con la Zacarias, junior emergente, ma sempre senza esperienza a livello pro, tanto per avere una condizione di come e’ ridotta…

  • 113.

    grazie lib
    di triste vicende familiari non sapevo nulla! Spero che possa riprendersi presto.

  • 114.

    Abbandonare questi tornei insulsi prima possibile…gioca ancora lo stesso livello di tornei di due anni fa!!!

  • 115.

    Che la Giorgi abbia messo la testa a posto, oggi ha vinto ai quarti contro la Crybas al torneo di dothan itf da 50000

  • 116.

    però chi ha visto la partita ha detto che cmq tirava tutto a duemila, o winner o error

  • 117.

    @mario zanetti
    con la Craybas ci aveva perso al terzo già 4 anni fa a 16 anni….
    non ci sono le statistiche ma dal punteggio mi da l’impressione della solita artiglieria fuori tutta!
    Per me siamo alle solite…vediamo quand’è il doublefault day…

  • 118.

    L’abbiamo Vista giocare per tre giorni di fila, tre partite diverse, tutte e tre vinte. Mi rivolgo soprattutto all’autore dell’articolo : siamo ancora sicuri che non sia cambiato nulla? Io Ho visto un servizio notevolmente migliorato, soprattutto la seconda in kick , ho iniziato a vedere un briciolo di logica nella costruzione degli scambi, l’ho vista venire a rete a prendersi il punto. Per me ha fatto negli enormi passi in avanti quest’anno . Ci darà grandi soddisfazioni, sono pronto a metterci la mano sul fuoco che diventa top 10

  • 119.

    Ieri notte mi sono visto in diretta grazie ad un amico che mi ha passto il link del live più di dodici game della ragazza, è la prima volta che vedevo questa famosa Giorgi dopo aver letto qui gli articoli, la mia impressione è che ad inizio partita giocasse in prevalenza un tennis o palla dentro o palla fuori ed era sotto perchè erano più gli errori che i vincenti, mentre più avanti a cominciato a costruire lo scambio e a fare più punti. Secondo me con quella palla pesante, con quel fisico, se provasse a costruire come nella seconda parte che ho visto io vincerebbe magari qualche gara in più.

  • 120.

    Devo dire che finalmente ho visto una Camila cum grano salis, partita esemplare!
    Speriamo che sia cambiato qualcosa davvero, perchè se mantiene questa lucidità potrà finalmente scontrarsi con le top ed esprimere il suo potenziale.

  • 121.

    Visto anch’io i 3 match vinti a Dothan, e devo dire che Camila mi è piaciuta moltissimo. Commette ancora tanti errori e si complica spesso la vita inutilmente, ma ha fatto enormi progressi nell’uso del servizio (finalmente usa slice e kick oltre che la botta piatta) e sta limitando il numero dei doppi falli, pur tirando una seconda molto robusta.

    Nello scambio gioca con discreto raziocinio le diagonali, con cui trova ottimi angoli e inizia a manovrare bene per aprirsi il campo. E’ velocissima nella corsa in avanti, al volo è molto esplosiva e se lavora sulla posizione a rete può diventare un fenomeno negli attacchi in controtempo.

    Non mi convince ancora del tutto il rovescio, specie sulle palle basse (spesso si perde gli appoggi e soffre molto il back).

    Deve poi imparare a difendere, perché quando arriva in corsa non sa cosa voglia dire giocare una palla di manovra, lei arriva e tira una mazzata…

    Però è tantissima roba ragazzi. E ha un gioco davvero spettacolare!

  • 122.

    Forza Camila ! Chi fa da se fa per tre !

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