Ecco l’Italia del futuro, presentate le quali alle Next Gen Atp Finals

di - 26 ottobre 2018
La presentazione delle qualificazioni alle Next Gen Atp Finals (foto GAME)

Il palcoscenico è sempre lo stesso, lo Sporting Milano 3 di Basiglio. E pure l’obiettivo resta invariato: conquistare la wild card che assegna un posto nelle Next Gen Atp Finals che si giocheranno al Polo Fieristico di Rho dal 6 al 10 novembre. Ciò che cambia, almeno in parte, è la griglia dei protagonisti. I dieci giorni Next Gen ripartono ufficialmente con le partite delle qualificazioni in programma nel fine settimana da venerdì 2 a domenica 4 novembre, e partono da loro, dagli italiani del futuro. Da otto under 21 che sono stati capaci di vivere un’annata brillante nei circuiti minori (Challenger e Futures) e che allo Sporting si daranno battaglia testando una volta di più le nuove regole. Tra queste: i tre set su cinque al meglio dei quattro game (e tie-break sul 3-3), e inoltre no-let sul servizio, no-ad, coaching libero, shot clock, pubblico libero di entrare in tribuna anche durante il gioco. Quattro dei protagonisti azzurri avevano già provato questa esperienza elettrizzante dodici mesi fa. Si tratta del romano Gian Marco Moroni, che stavolta torna da leader del gruppo (e numero 228 Atp), del pugliese Andrea Pellegrino, e infine dei laziali Riccardo Balzerani e Liam Caruana, quest’ultimo entrato negli otto a pochi giorni dalla chiusura dell’entry list. Nel 2017 erano i più giovani, giocavano senza pressioni ma furono capaci di lasciare una buonissima impressione. Stavolta hanno un obiettivo più ambizioso, quello di vincere il torneo preliminare (che mette sul piatto 25 mila euro di montepremi) e dunque approdare all’evento di Rho, insieme ai migliori coetanei del pianeta.

Impresa affatto facile, perché gli altri quattro sono pronti a vendere cara la pelle. Si tratta del novarese Giovanni Fonio, del romagnolo Enrico Dalla Valle, del napoletano (trapiantato in Spagna) Raul Brancaccio e del romano Jacopo Berrettini, fratello minore di Matteo e deciso a riuscire in quell’impresa mancata lo scorso anno dal più forte della famiglia, che fu fermato all’esordio da un ottimo Filippo Baldi. Due le novità rispetto alla passata edizione. La prima è la superficie, che stavolta sarà la stessa utilizzata a Rho per i due gironi e le fasi finali del torneo principale. Una riduzione della velocità rispetto al passato, che porterà probabilmente a un maggiore equilibrio, e di conseguenza a uno spettacolo più divertente per il pubblico, atteso da tutta la Lombardia e non soltanto. La seconda novità è la regola che impone ai giocatori di prendersi da soli l’asciugamano, senza il supporto dei raccattapalle. Che può sembrare una vicenda marginale, ma in realtà è da tempo oggetto di discussione tra gli addetti ai lavori che ogni giorno frequentano il circuito. La macchina organizzativa dello Sporting Milano 3, con Sergio Palmieri direttore dell’evento, è ormai rodata, ed è pronta per accogliere nuovamente una kermesse che mostrerà agli appassionati il futuro del tennis italiano. Per chi non riuscirà nell’impresa, non sarà una bocciatura ma un’esperienza utile alla crescita. Per chi arriverà in fondo, si apriranno le porte di un sogno, quello che nel 2017 visse il marchigiano Gianluigi Quinzi: godersi una settimana da star, insieme ai vari Tsitsipas, Shapovalov, De Minaur e compagnia. Capire quanto sono distanti e strappare loro qualche segreto. Nella speranza di essere parte della generazione che si andrà a spartire i titoli che contano.

LE DICHIARAZIONI DEI RELATORI ALLA CONFERENZA STAMPA DELLO SPORTING MILANO 3

Sergio Palmieri, direttore delle Next Gen Atp Finals: “La Fit ha un accordo con l’Atp, proprietario dell’evento, che prevede l’assegnazione di una sola wild card per l’evento a un italiano. Questo accordo viene rivisto con l’Atp anno per anno, tanto per mettere un po’ di pressione ai nostri ragazzi. L’anno scorso l’aveva vinta Gianluigi Quinzi, poi a Rho ha giocato tre grandi partite. Questo ha fatto sì che l’Atp riconfermasse questo accordo. Perché il timore dell’Atp era quello di avere in campo una wild card non sufficientemente competitiva. Invece l’anno scorso grazie a Gianluigi abbiamo più che onorato sia la manifestazione che la wild card a nostra disposizione. Sono più certo che sarà così anche quest’anno e che il vincitore delle qualificazioni possa competere con i migliori al mondo. Quest’anno si gioca su campi splendidi, gli stessi che si troveranno in fiera, con tutti gli ingredienti per fare bene. I nostri potranno giocare una settimana prima e prepararsi, un buon vantaggio. A Rho il livello sarà ancora più alto dell’anno scorso, ci sono giocatori che potrebbero già competere ai livelli altissimi delle Atp Finals di Londra. Sono fiducioso perché il tennis italiano è in un ottimo momento, abbiamo avuto molti giocatori competitivi quest’anno. Il lavoro dei ragazzi e degli allenatori sta dando ottimi risultati. Per quanto riguarda lo Sporting Milano 3 non abbiamo dubbi: ci siamo sempre trovati benissimo qui, e ci troveremo anche meglio quest’anno. Se si dovesse ripetere l’anno prossimo proverò a coinvolgere ancora di più lo Sporting per altri investimenti in modo che i due eventi siano sempre più simili. Quest’anno le regole non cambiano ma alla fine dell’edizione 2018 l’Atp dovrà trarre risultati definitivi. Abbiamo invitato a Milano i direttori di tornei di tutto il mondo e ci sarà un questionario per loro, per le televisioni, per i giocatori, per i fan, per gli sponsor. Da lì si avranno le risposte per poter definire meglio quali regole mettere in pista dal 2020”.

Jacopo Berrettini: “Sarà una gara molto equilibrata, non c’è nessuno troppo superiore agli altri tra noi 8. E poi ci conosciamo tutti molto bene ed è sempre bello gareggiare contro i tuoi amici. Le regole le proverò quest’anno per la prima volta, non sarà facile. Aspettative di risultati specifiche non ne voglio avere, spero di divertirmi e di godere l’esperienza. Per chiunque arrivi a Rho, sarà difficile gestire i primi momenti. Non sarà facile giocare con gente che ha già un livello superiore, ma io spero di arrivarci e di godermi ogni momento. Entrando in campo per divertirsi e per dare tutto è già un bel salto di qualità”.

Andrea Pellegrino: “Ho già partecipato l’anno scorso a questo evento, è stato una bella esperienza. Le regole nuove sono molto diverse e non è sempre semplice adattarsi. In ogni caso penso che sarà un torneo molto bello”.

Lidia Reale, sindaco di Basiglio: “Ospitare anche nel 2018, per la seconda volta, una manifestazione come questa rappresenta una grande occasione per Basiglio. La nostra città conferma la sua vocazione per lo Sport. Abbiamo la fortuna di vivere in quello che è un grande parco e con le sue moltiplici strutture sportive lo Sporting Milano 3 fa del nostro comune un luogo dove è impossibile non fare sport. Basiglio è anche terra e casa di grandi atleti, su tutti Marco Marchei, due olimpiadi da maratoneta, sua figlia Valentina, pure lei olimpionica di pattinaggio, ma anche una grande atleta paralimpica come Giusy Versace”.

Emanuel Stilo, amministratore delegato Sporting Milano 3: “Nel 2018-2019 ci accingiamo ad affrontare la quarta stagione dalla riapertura del club e siamo molto soddisfatti di questo primo lasso di tempo. Abbiamo ospitato in questi anni manifestazioni di caratura nazionale e internazionale. Allo stesso tempo continuiamo a investire nelle nostre strutture, anche e proprio grazie a questi eventi. Quest’anno sono stati rifatti i campi di gara e abbiamo implementato un impianto d’illuminazione a led d’ultima generazione. Milano è la città in cui passa tutto il grande tennis giovanile, lo sappiamo: dalla tradizione del Bonfiglio e dell’Avvenire, all’innovazione che rappresenta questa manifestazione. Quest’anno avremo anche i videowall, il pannello con la velocità del servizio e lo shot-clock per rendere ancora più coinvolgente l’esperienza degli spettatori”.

Stefano Pescosolido, tecnico federale: “Altro evento importante allo Sporting Milano 3, dal 6 al 10 novembre, sarà il master finale del circuito Junior Next Gen Italia. Saranno coinvolti più di 200 ragazzi delle categorie under 10, 12, 14 e 16. Sono i primi 5 giocatori di ogni categoria per ogni macroarea, classifiche stilate sulle base delle tappe giocate da febbraio a settembre. Lo scorso anno la formula era diversa: giocavano solo i convocati ai centri periferici d’allenamento. Quest’anno invece si gioca alla mattina e poi i ragazzi potranno andare in Fiera a vedere i loro idoli Next Gen. Sarà una bellissima esperienza. Avranno la possibilità di giocare sugli stessi campi dei campioni e sarà sicuramente una bella edizione. A proposito degli italiani a caccia della wild card? Da questa generazione possono uscire giocatori importanti. Quest’anno sono esplosi già 3 giocatori come Sonego, Berrettini e Cecchinato. È importante la progressione e il nostro livello medio s’è alzato. Abbiamo molti giocatori tra i Top 100 e i Top 200, significa che il lavoro fatto da allenatori e tecnici è stato importante per far cambiare la mentalità”.

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