BranchStats: un anno di Challenger e ITF, il recap del 2016

di - 22 dicembre 2016
Felix Auger-Aliassime - Foto Us Open 2016

Volge al termine la stagione 2016.

Si avvicina sempre più il Natale, quale momento migliore, quindi, per andare a rivivere la stagione che sta per concludersi nell’ambito dei tornei di “seconda fascia”, vale a dire Challenger e ITF? Chi ne ha vinti di più? Quale nazione è stata maggiormente sugli scudi? Quali i giovani di spicco? Cercheremo, con questo articolo, di darvi più risposte possibili.

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CHALLENGER UOMINI

E’ stata la stagione dell’Argentina, ben rappresentata da Facundo Bagnis: il classe 1990 ha collezionato ben 6 titoli nell’arco dei 12 mesi, diventando il terzo giocatore della storia a riuscirci, dopo Younes El Aynaoui (1998) e Juan Ignacio Chela (2001).

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La nazione albiceleste ha concluso il 2016 in netto vantaggio, con ben 10 giocatori a titolo e 20 trofei complessivi, staccando la Francia e l’Italia, fermatesi a quota 11. Gli azzurri devono dire grazie a Luca Vanni (3), Paolo Lorenzi e Federico Gaio (2), Alessandro Giannessi, Stefano Napolitano, Marco Cecchinato e Thomas Fabbiano (1).

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Ci sono poi state delle situazioni peculiari: il norvegese Casper Ruud, figlio d’arte, ha vinto a Siviglia il primo challenger a cui ha preso parte, risultando peraltro l’unico under 18 ad aver ottenuto tale obiettivo.  Alex De Minaur, sconfitto in finale a Eckental dall’esperto belga Steve Darcis, è stato invece il primo 1999 ad arrivare all’atto conclusivo di un challenger, mentre per trovare invece la classe d’età più giovane ad aver già trionfato bisogna risalire di un anno: Ruud, in effetti, è nato in quell’anno, ma è stato preceduto da 2 coetanei. Il primo a farcela, a sorpresa, è stato l’australiano Max Purcell (Gimcheon), seguito da Frances Tiafoe (Granby), poi è toccato a Ruud, Michael Mmoh (Knoxville) e Stefan Kozlov (Columbus).

ITF FEMMINILI

Chiude la stagione imbattuta la tedesca Katharina Hobgarski, dopo ben 34 incontri vinti consecutivamente che le hanno portato in dote 7 titoli, 6 ad Hammamet e 1 a Norimberga, che uniti a quello conquistato in estate a Kaltenchirchen la lanciano in testa alla classifica. Si ferma a 7 Isabella Shinikova – che però nell’ultimo biennio è riuscita a vincerne ben 15 – una delle quattro tenniste nella storia degli ITF a vincere almeno 8 tornei in una stagione, oltre alla tedesca prima citata. Prima di loro c’erano riuscite soltanto Na Li nel 2000 e Reka-Luca Jani nel 2013,

La classifica completa:

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Nel corso della stagione, i tornei ad oggi disputati sono stati 565, di cui però 380 dotati di montepremi di 10.000$. Escludendo questi, le più titolate sono state le seguenti giocatrici:

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La russa Irina Khromacheva ha collezionato ben 5 vittorie (Mosca, Puebla, Saint-Gaudens, Budapest e Pune) che la hanno spinto fino alla top-100, seguita dalla già introdotta bulgara Isabella Shinikova, dalla sorprendente tedesca Tamara Korpatsch, particolarmente calda nel periodo estivo, e dalla svedese Susanne Celik, che ha trionfato tra casa e Estremo Oriente.

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A livello di nazioni era piuttosto scontato trovarsi una Russia a dominare, anche se un tale dominio non era altrettanto facilmente ipotizzabile – ben 34 le atlete a titolo – tale da doppiare le vittorie della seconda nazione in classifica, gli Stati Uniti.  L’Italia chiude in quinta posizione con 29 allori (4 Moratelli, 3 Giovine, 2 Trevisan-Paolini-Brescia-Gatto-Grymalska-Di Giuseppe-Pieri, 1 Knapp-Balducci-Burnett-Matteucci-Scala-Bronzetti-Samsonova-Spiteri).

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Ad inizio novembre, la polacca Iga Swiatek, partendo dalle qualificazioni, si è aggiudicata il torneo da 10.000$ di Stoccolma, risultando la prima atleta nata nel 2001 ad aver conquistato un titolo da professionista. Due settimane più tardi ci sarebbe riuscita anche la figlia d’arte Olga Danilovic, che però è nata in gennaio, mentre Iga è di maggio, motivo per cui la leaderhsip di giocatrice più giovane ad aver trionfato nel 2016 non è nemmeno andata vicina ad insidiarlo, chiudendo ai piedi del podio: davanti a lei la cinese Xiaoxi Zhao e l’ucraina Dayana Yamstremska, che l’ha spuntata però in una manifestazione con ben altro tipo di competitività.

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Un ritorno inatteso, ma ormai ampliamente riconosciuto, quello dell’elvetica Patty Schnyder, che sempre in terra svedese, vero crocevia delle fortune di grandi e piccine, ha collezionato l’unico successo che nel 2016 è andato ad una tennista nata negli anni ’70: sono 10 le giocatrici ad aver vinto un titolo dopo i 30 anni d’età.

Sempre rimanendo in tema di età, la finale più giovane si è disputata a inizio settembre a Vernjacka Banja, Serbia, e ha visto contrapporsi la russa Sofia Golubvskaya (16,30) superare la serba Bojana Markovic (17,5), mentre la più vecchia, avvenuta a Surbiton ad inizio estate, è andata a favore della russa Marina Melnikova (27,3), che ha battuto la francese Stephanie Foretz (35,1).

Stagione stregata per l’egiziana Sandra Samir: 5 le finali disputate, nessun titolo conquistato.

ITF UOMINI

Come già visto nel femminile, anche tra gli uomini qualcuno è stato capace di eguagliare il record di tornei vinti in una singola stagione, detenuto, prima di quest’anno, dal cileno Hans Podlipnik-Castillo e dall’egiziano Mohamed Safwat.

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Il merito è di Riccardo Bellotti, che ne ha conquistati ben 9, su 11 finali, diventando inoltre il secondo giocatore della storia per numero di futures vinti, alle spalle di Lamine Ouahab. Alle sue spalle due ritorni, da un lato l’ungherese Attila Balazs, dall’altro il croato Kristjan Mesaros, che cercano di risalire la china dopo che svariati infortuni li hanno costretti ai box loro malgrado. Da segnalare inoltre le 30 vittorie consecutive del sudafricano Lloyd Harris, che sono equivalse a 6 titoli.

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Stagione all’insegna dell’equilibrio nel ranking per nazioni, con la Francia che sembra spuntarla, al netto delle ultime due settimane, sulla Spagna, grazie al maggior numero di atleti a titolo (30 a 17), segue la Germania, mentre l’Italia divide con gli Stati Uniti la quarta piazza (9 Bellotti – 4 Travaglia, 3 Giustino, 2 Trusendi-Quinzi-Pellegrino-Frigerio, 1 Viola-Trevisan-Bega-Crepaldi-Basso-Bonadio-Virgili-Di Nicola-Stefanini).

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A dominare nella graduatoria del titolo più precoce due atleti provenienti dal Canada: Felix Auger-Aliassime, il più giovane in assoluto, è anche stato il primo 2000 a riuscire in tale impresa a livello maschile, lo segue Denis Shapovalov, che nel frattempo ha già raggiunto quota 3 successi. Sarà questa la classifica del futuro?

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Se prima trovavamo molto Canada, qui è la Repubblica Ceca a dominare, grazie in particolare a Jaroslav Pospisil, che compare al primo posto, ma che in realtà è stato il più vecchio a vincere ben 4 titoli, seguito dal connazionale Jan Mertl, entrambi peraltro ben posizionati nella classifica all-time.

Non un caso che la finale più anziana riguardi lo stesso Pospisil, che in Egitto a inizio ottobre sconfisse il boliviano Federico Zeballos (28,3) mentre la più giovane, record all-time, riguarda il già citato Shapovalov (17), che ha sconfitto in finale il vincitore dell’Orange Bowl Miomir Kecmanovic (16,6) lo scorso mese di aprile.

Sul lato degli sconfitti, da segnalare la prestazione del francese Alexandre Muller, che ha giocato 9 finali, vincendone soltanto 2.

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