
Prosegue il cammino di Spazio Tennis alla ricerca e conoscenza dei più interessanti prospetti del nostro movimento. Oggi è il turno di Edoardo Eremin, classe 1993, fino a qualche settimana fa seguito a Tirrenia dalla federazione, che ha però deciso di allenarsi con il padre.
Edoardo iniziamo dai tuoi primi passi nel tennis..
“Sono nato ad Acqui Terme il 5 ottobre del 1993 ed ho iniziato a giocare a tennis all’età di 5 anni, grazie a mio padre (Igor Eremin; ndr), che è stato professionista ad ottimi livelli in Russia; smise per colpa del comunismo russo e fu obbligato a prestare servizio come soldato. Il mio primo maestro è stato ovviamente lui; è stato mio padre a mettermi la racchetta in mano, per passione, da quando ero praticamente in culla.”
Quando hai cominciato a fare sul serio col tennis?
“Ho iniziato a fare sul serio intorno ai 14 anni e fino a poche settimane fa mi sono allenato al centro tecnico federale di Tirrenia.” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

Uladzimir Ignatik sarà il nostro avversario nel prossimo incontro di Coppa Davis. Si sta parlando moltissimo della Davis, ma ancora non si è detto nulla di quello che sarà l’aspetto agonistico. Torniamo quindi per un momento ad un’analisi tecnico-tattica della sfida, grazie a questa intervista esclusiva al numero uno bielorusso.
Oggi numero 181 del ranking Atp, Ignatik ha vissuto, nel 2009, un’ottima stagione nel circuito futures, portando a casa ben 5 titoli. Nel 2010 la sua attenzione si è spostata maggiormente sui challenger (ha comunque raggiunto una finale futures in Inghilterra, sconfitto dal nostro Stefano Galvani) e, proprio questa settimana, si è preso il lusso di battere il belga Darcis, tennista che in carriera ha vinto ben due titoli Atp.
Gli Inizi: “Sono nato a Minsk, in Bielorussia. Ho cominciato a muovere i primi passi nel tennis all’età di 5 anni, proprio nella mia città natale. Perché il tennis? I miei genitori volevano che io iniziassi uno sport, contemporaneamente allo studio; il caso ha voluto che vicino casa mia ci fosse una scuola di tennis. Tutto è cominciato così.. La federazione bielorussa mi ha dato qualche piccolo aiuto, ma non abbastanza per poter “sopravvivere” nel mondo di questo fantastico sport. Ho dovuto fare praticamente tutto da solo e grazie alla mia famiglia.” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
Continua il cammino alla scoperta delle giovani e promettenti azzurre del nostro movimento. E’ il turno della quindicenne Francesca Palmigiano (classe 1994), allenata da Gianluca Pozzi, Barbara Rossi e Maurizio Riva. Francesca, che in questi giorni prenderà parte alle finali della Winter Cup, ci ha raccontato la sua storia, le sue aspettative e i suoi sogni..

di Alessandro Nizegorodcew
Francesca, raccontaci innanzitutto come e quando hai iniziato a giocare a tennis..
“Ho iniziato a praticare il tennis all’età di 7 anni allo Junior Tennis Milano con il maestro Filippo Maltempi. Inizialmente ho giocato sia a tennis che a basket; poi intorno ai 9 anni ho dovuto prendere una decisione e la mia strada si è indirizzata verso il tennis. Da quel momento in poi ho cominciato ad allenarmi sempre di più ed ha preso quindi il via la mia carriera.”
Oggi ti alleni con Pozzi, Riva e Barbara Rossi. Come ti trovi con loro?
“Sono ormai tre anni che mi alleno con loro e mi trovo molto bene. Credo di essere cresciuto moltissimo. Barbara, in particolare, durante gli allenamenti ti dice qualcosa ad ogni colpo e questo è davvero molto importante.” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
L’intervista di oggi è da non perdere! Il nostro Fabio Colangelo ha intervistato uno dei personaggi del momento: il giamaicano Dustin Brown. Ogni tennista fa storia a sè, ma è quantomeno particolare leggere i racconti di chi, durante tutto l’inizio della sua carriera, non ha avuto un preparatore ateltico (chi ha visto Dustin dal vivo si dirà: non ne ha mai avuto bisogno!) né un allenatore che lo seguisse con lui in camper! Dustin, classe 1984, dopo una vita passata tra i futures di tutto il mondo, è riuscito a fare il salto di qualità, spingendosi fino al numero 130 Atp, grazie ad alcuni risultati sorprendenti; da sottolineare, in particolare, i quarti di finale raggiunti nel torneo Atp di Johannesburg, durante il quale ha superato l’ostico svizzero Marco Chiudinelli. Dal punto di vista tattico Brown, che come spiega Congy ha sempre giocato un po’ a caso, ha finalmente trovato la quadratura del cerchio. L’obiettivo, un tempo inarrivabile, di arrivare tra i Top-100, è ormai ad un passo.

di Fabio Colangelo
Allora Dustin, partiamo dal raccontare la tua storia che è piuttosto particolare….
“Sono nato in Germania da madre tedesca e padre giamaicano, dread anche lui come me. Ci tengo subito a precisare che i miei genitori sono delle persone straordinarie e che se nella vita sono riuscito a realizzare il mio sogno è solo grazie a loro. Sono cresciuto sotto l’influenza di due splendide culture ma completamente differenti e i miei genitori hanno sempre voluto che fosse così. Considera che, anche se pranziamo tutti e tre insieme, parlo un misto di inglese e slang jamaicano con papà, e tedesco con mia mamma. E’ sempre stato così e ne sono felice. Ho iniziato a giocare all’età di 5 anni in Germania e a 12 ci siamo trasferiti in Jamaica. All’inizio vivevo in un paesino in mezzo al nulla; ogni giorno era una gran fatica per raggiungere la capitale dove andavo a scuola e coltivavo la mia grandissima passione. E’ stato per via di questa mia infinita voglia di giocare a tennis che ci siamo trasferiti a Montego Bay dove le cose erano meno complicate….” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

Esattamente un anno fa, il nostro Luca Brancher intervistava il francese Robert, fresco vincitore del future (si, avete capito bene: future!) di Trento. Un anno dopo Stephane ha raggiunto la sua prima finale Atp a Johannesburg. Vi riproponiamo l’intervista di Brancher, per conoscere meglio il personaggio Stephane Robert..
di Luca Brancher
Insomma, non propriamente una promessa futura, ma la storia che si cela dietro a questo giocatore vale la pena di essere raccontata: non scambiate queste, però, per le classiche parole di circostanza, perché il profilo di Robert interessante lo è davvero. Basti pensare che due anni fa questo tennista stava attraversando un buonissimo momento di forma, quando…”era stato uno dei miei migliori inizi di stagione, avevo vinto due futures, avevo raggiunto i quarti di finale in due challenger, pareva tutto volgere per il meglio, quando ho scoperto che durante uno dei due challenger prima citati (Sao Paulo) avevo contratto l’epatite A, che mi ha costretto, a febbraio, a fermarmi per un periodo prolungato. Certo, il mio stop poi si è dilungato ben oltre l’effettiva degenza per la malattia, ma è stata una mia precisa scelta rientrare solo nel giugno dell’anno successivo: non ho voluto forzare i tempi, avrei potuto farlo, ma ho aspettato di tornare ad allenarmi a massimo regime così da avvertire le sensazioni che provavo prima di fermarmi e capire di conseguenza quale fosse il momento esatto in cui tornare a calcare le scene del tennis professionistico” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

Seidici anni compiuti a maggio. 180 centimetri di altezza. Fisico che si preannuncia perfetto per il tennis moderno. Numero 200 delle classifiche Wta. Attuale numero 1 junior, dopo la vittoria al Roland Garros e la finale a Wimbledon. Il futuro è servito ed ha le sembianze di Kristina Mladenovic. La tennista francese ha raccontato la sua splendida stagione in esclusiva a Spazio Tennis, mettendo in mostra una conoscenza della lingua italiana davvero notevole..
di Alessandro Nizegorodcew
Allora Kristina, iniziamo parlando della tua bellissima stagione..
“La mia stagione è stata magnifica. Ho vinto tantissime partite e conquistate trofei prestigiosi come Roland Garros Junior. La cosa più importante della mia stagione è che, mese dopo mese, sono cresciuta sia in termini di classifica che di livello di tennis espresso. Dico che la mia stagione è stata magnifica perché ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero prefissata: vincere un torneo dello Slam junior ed entrare, nonostante i pochi tornei che per regolamento ho potuto disputare, tra le prime 300 Wta.”
La vittoria a Parigi è stato probabilmente il momento più emozionante del tuo 2009..
“Vincere in casa da sempre un’emozione. Io, in particolare, mi alleno tutto l’anno sui campi del Roland Garros e al momento della vittoria ho provato una grandissima gioia! Ho gestito bene la tanta pressione che c’era su di me in quei giorni, anche a livello mediatico. Non è stato facile ed è stata, anche per questo, una vittoria ancora più significativa.” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
Spazio Tennis non è solo tennis italiano. Questo sito sta cercando, da più di due anni, di farvi conoscere tutti quei giocatori che un domani (per alcuni molto vicino) potranno entrare nel gotha del tennis. Questi alcuni nomi (con relativo link all’intervista realizzata per Spazio Tennis) dei ragazzi che più si stanno mettendo in luce in tutto il mondo, vincendo tornei junior e pro. E’ il caso, solo per fare alcuni nomi, dell’olandese Richel Hogenkamp, del talento canadese di Vasek Pospisil, del brasiliano Tiago Fernandes o del promettente sloveno Janez Semrajc. Oggi il nostro viaggio tra i talenti mondiali si sofferma su una giovane russa, che ad inizio 2009 ha inciso il suo nome nell’albo d’oro degli Australian Open Junior. Si tratta di Ksenia Pervak.. la sua non è una storia qualunque..

di Alessandro Nizegorodcew
Ksenia è nata a Chelyabinsk il 27 maggio del 1991. Dopo questo primo dato geografico ed anagrafico, mi sento in obbligo di fermarmi a riflettere con voi. Prima di parlare di tennis giocato, cerchiamo di capire come sia possibile, per una piccola ragazza russa, poter diventare una tennista professionista, nonostante il luogo di nascita e le condizioni di vita non siano tra le migliori. Ci poniamo spesso l’interrogativo sui motivi del momento negativo (momento è un gigantesco eufemismo) del nostro tennis, parlando spesso di mancanza di strutture, di campi dove allenarsi, parliamo e discutiamo (giustamente, per carità!) di creare centri periferici per dare modo ai ragazzi, ad esempio del Sud, di avere una chance in più. Tutti ragionamenti giusti e corretti. Ma la verità è che in Italia, spesso e volentieri, manca la FAME.. Quella voglia di emergere a tutti i costi, che in alcuni casi, come quello che state per leggere, è più un bisogno che una volontà. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

(Simone Amorico – Foto Nizegorodcew)
di Alessandro Nizegorodcew
Poche settimane si sono disputati i Campionati Assoluti del Lazio, vinti, come sempre, da Vincenzo Santopadre. Ma se Vincenzo è sempre una garanzia, la vera sorpresa del torneo è stato Simone Amorico, un 2.8 romano, che si è spinto fino alle semifinali. Simone non è un 2.8 qualsiasi, però, visto che gioca pochissimo e disputa un numero irrisorio di tornei. Simone, tesserato per il Canottieri Lazio, ha provato a fare il giocatore da giovane e in carriera vanta anche i quarti di finale agli Australian Open Junior. Tra i giocatori superati, in quegli anni, fanno specie i nomi di Fernando Gonzalez e Jurgen Melzer. Simone ha vissuto gran parte della sua vita (e quindi carriera tennistica) negli Stati Uniti (la mamma è americana, ma con chiari lineamenti asiatici). Il suo tennis è quindi molto spumeggiante, fatto di grandi accelerazioni e aperture molto brevi. Il rovescio, ad una mano, è un colpo splendido e, anche se ha smesso di giocare, vederlo in campo al Canottieri Roma è stato uno spettacolo continuo (ha superato buoni giocatori come Cobolli e Stucchi). Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Simone Amorico, che ci ha raccontato tutta la sua (molto interessante) storia..
Nei giorni degli Assoluti, caro Simone, ho sentito le voci più disparate su di te.. Raccontaci bene tutto, dall’inizio..
“Ecco qui tutta la verità.. Sono nato e cresciuto a Roma nel 1981. Ho iniziato a giocare a tennis all’età di 6 anni con il maestro Gerardo Bonardi. Successivamente, dopo qualche anno, mi sono spostato al circolo Parioli, seguito da Bobo e Chicco Meneschincheri, Paolo Spezzi e dal preparatore atletico Francesco Sanità. All’età di 13 anni, mi sono trasferito con la mia famiglia negli Stati Uniti; mia madre (americana asiatica) ha voluto portare me e mio fratello in America, in modo da farci vivere una nuova esperienza di vita, in una nuova cultura, che ci permettesse anche di imparare perfettamente l’inglese. Ho infatti il doppio passaporto, italiano ed americano. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

di Alessandro Nizegorodcew
Vincere 22 partite consecutive non è impresa facile per nessuno, a qualsiasi livello, in particolare per una ragazza di 17 anni. Stiamo parlando di Richel Hogenkamp, promessa del tennis olandese, top-15 a livello junior e numero 558 Wta. Avere una classifica appena dentro la seicentesima posizione, per una diciassettenne, è un discreto risultato ma nulla di più; la cosa interessante però è che Richel ha raggiunto il numero 558 del mondo giocando solamente 6 tornei e vincendone 3! La Hogenkamp ha iniziato a disputare tornei professionistici nel giugno di questa stagione nel 10.000$ di casa di Apeldoorn, raggiungendo i quarti di finale; successivamente sono arrivate le 22 vittorie consecutive: vittoria nel 10.000$ di Alkmaar, vittoria partendo dalle quali del 10.000$ belga di Rebecq, ancora vittoria in un 10.000$ ad Enschede, 3 partite vinte nelle quali del 25.000$ di Madrid più una vittoria in tabellone.
Richel ha vinto delle ottime partite anche a livello junior. Durante questa stagione ha superato ragazze che già hanno fatto parlare molto di sè, come Mladenovic, Bogdan, Robson e anche l’attuale numero 1 Noppawan Lertcheewakarn. Richel ci ha concesso gentilmente un’intervista, nella quale ci ha raccontato sogni ed obiettivi..
Allora Richel raccontaci di te. Come ti sei avvicinata a questo sport?
“Sono nata a Doetinchem, un comune della provincia del Gelderland, che si trova nella parte centro-orientale dell’Olanda. In realtà il mio primo sport è stato il calcio, mentre il tennis ha iniziato a far parte della mia vita abbastanza tardi per la media; ho preso la prima racchetta in mano a 8 anni, in un circolo dietro casa mia, grazie al maestro Michel Lentjes. Da lì è cominciata la mia avventura..” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
Per chi non lo conoscesse, Diego Veronelli è un Italo-Argentino classe ‘79, che ha ottenuto il suo best ranking nel 2003 (173), oggi fuori dai mille, e che vanta nel suo backgruond, sempre nello stesso anno, un quarto di finale all’Atp di Palermo, durante il quale si è imposto in due set su giocatori del calibro di Davydenko e Hanescu. Tennista molto talentuoso e promettente, è stato perseguitato da una serie d’infortuni che non gli hanno permesso di completare la sua scalata verso i primi 100 giocatori del mondo. Veronelli quest’anno gioca la serie A con la squadra romana dell’Empire e proprio domenica scorsa, dopo il suo esordio, ho avuto modo di intervistarlo davanti ad un buon piatto di pasta..

(Diego Veronelli – Foto Nizegorodcew)
di Nicola Corrente
Diego, al di là del match perso contro Aldi in serie A, ti ho visto davvero in forma; hai intenzione di ricominciare l’attività da Professionista dopo un anno come questo tormentato da infortuni?
“Si assolutamente! Credo che il giocatore di tennis lo posso fare adesso, per fare il maestro o l’allenatore avrò tutta la vita davanti. Vivo con la speranza di ricominciare l’anno prossimo lontano da infortuni; quest’anno a Gennaio mi ero allenato duramente e avevo iniziato bene la stagione facendo semifinale in colombia al primo torneo giocato; subito dopo mi sono fatto male al ginocchio e sono stato fermo 4 mesi; poi ad Aprile ho ricominciato a giocare campionati a squadre, open e qualche futures, ma in Germania mi sono infortunato di nuovo, questa volta al piede. Adesso è da un mese che ho ricominciato ad allenarmi. Purtroppo quest’anno non ho proprio avuto l’occasione di giocare tanti tornei.” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
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