
Uladzimir Ignatik sarà il nostro avversario nel prossimo incontro di Coppa Davis. Si sta parlando moltissimo della Davis, ma ancora non si è detto nulla di quello che sarà l’aspetto agonistico. Torniamo quindi per un momento ad un’analisi tecnico-tattica della sfida, grazie a questa intervista esclusiva al numero uno bielorusso.
Oggi numero 181 del ranking Atp, Ignatik ha vissuto, nel 2009, un’ottima stagione nel circuito futures, portando a casa ben 5 titoli. Nel 2010 la sua attenzione si è spostata maggiormente sui challenger (ha comunque raggiunto una finale futures in Inghilterra, sconfitto dal nostro Stefano Galvani) e, proprio questa settimana, si è preso il lusso di battere il belga Darcis, tennista che in carriera ha vinto ben due titoli Atp.
Gli Inizi: “Sono nato a Minsk, in Bielorussia. Ho cominciato a muovere i primi passi nel tennis all’età di 5 anni, proprio nella mia città natale. Perché il tennis? I miei genitori volevano che io iniziassi uno sport, contemporaneamente allo studio; il caso ha voluto che vicino casa mia ci fosse una scuola di tennis. Tutto è cominciato così.. La federazione bielorussa mi ha dato qualche piccolo aiuto, ma non abbastanza per poter “sopravvivere” nel mondo di questo fantastico sport. Ho dovuto fare praticamente tutto da solo e grazie alla mia famiglia.” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

di Cesare Veneziani
In questo breve articolo proverò ad illustrarvi i cinque motivi secondo i quali, a mio modesto parere, Juan Carlos Ferrero potrebbe dirsi tornato fra i migliori.
Intanto una premessa: tutti i giocatori che sono stati fra i primi tre al mondo e che per varie vicissitudini, agonistiche e non (penso a Safin), si ritrovano a mettere le unghie per rimanere attaccati ai migliori 30, in realtà, per cosa combattono? Certo non per abbattere quel muro, l’hanno già fato una volta e la loro vita è già cambiata. E l’unico muro che fa la differenza a quelle altezze è dall’ 8 in poi, primo numero utile per qualificarsi all’esclusivo Master di fine anno. Ma sono lontani quasi 3000 punti…hai voglia a vincere. Lottano per i soldi? Si, certo, quelli fanno sempre comodo…ma per gente che ha galleggiato anche solo un annetto fra i top five i soldi, fra premi e contratti, non sono più un problema serio. Non lottano per la fama, sono già più che conosciuti, non lottano per le donne (specie i belli come Ferrero o Safin) e magari non lottano nemmeno per competere in coppa Davis. Nella recente finale “un” Ferrero non era nemmeno fra i convocati. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
Michael Berrer e Claudio Pistolesi sono tra i personaggi del momento, nel mondo del tennis. Il connubio tra il coach romano e il giocatore tedesco sta andando forse ancor meglio delle più rosee aspettative. L’obiettivo dichiarato era quello di entrare nei primi 50, migliorando quindi il best ranking di Berrer. In pochissimi mesi il traguardo è stato quasi raggiunto e, se Miki dovesse continuare così, la classifica inizierà ad essere molto ma molto più interessante. Come di consueto, Claudio Pistolesi ci ha gentilmente concesso un’intervista, analizzando la splendida finale nel torneo di Zagabria, soffermandosi anche su Marin Cilic, padrone di casa e trionfatore della manifestazione croata e, in ultima analisi, sulla “sua” Magica Roma..

(Claudio Pistolesi – Foto Nizegorodcew)
di Alessandro Nizegorodcew
Per prima cosa parliamo, ovviamente, della finale raggiunta a Zagabria da Berrer. L’impressione è che Michael stia acquisendo una grande fiducia giorno dopo giorno.. Raccontaci le emozioni che avete vissuto..
“La settimana di Zagabria e’ stata esaltante. Ero gia’ contentissimo che avesse battuto Tipsarevic al primo turno, un avversario che considero veramente un gran tennista; questo perché venivamo da un torneo challenger vinto la settimana prima e non è mai facile confermarsi. Poi e’ andato in crescendo, attaccando a rete tantissimo e contro Petzschner in semifinale praticamente e’ andato a rete ogni punto. Il servizio ha avuto un rendimento impressionante e alla fine della settimana Michael si e’ ritrovato numero 6 del mondo nella statistica di games tenuti al servizio. Se penso che la scorsa estate non faceva mai meno di venti doppi falli a partita, mi vengono i brividi. Ora, se contiamo solo i punti realizzati nel 2010, Miki sarebbe numero 18 del mondo. Tatticamente deve servire aces e servizi vincenti come se piovesse (perché ora è in possesso della tecnica per farlo) e attaccare a rete ogni volta che c’è un po’ di spazio da prendersi; ma con le sassate che tira di spazio di solito ce n’è abbastanza…” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
L’intervista di oggi è da non perdere! Il nostro Fabio Colangelo ha intervistato uno dei personaggi del momento: il giamaicano Dustin Brown. Ogni tennista fa storia a sè, ma è quantomeno particolare leggere i racconti di chi, durante tutto l’inizio della sua carriera, non ha avuto un preparatore ateltico (chi ha visto Dustin dal vivo si dirà: non ne ha mai avuto bisogno!) né un allenatore che lo seguisse con lui in camper! Dustin, classe 1984, dopo una vita passata tra i futures di tutto il mondo, è riuscito a fare il salto di qualità, spingendosi fino al numero 130 Atp, grazie ad alcuni risultati sorprendenti; da sottolineare, in particolare, i quarti di finale raggiunti nel torneo Atp di Johannesburg, durante il quale ha superato l’ostico svizzero Marco Chiudinelli. Dal punto di vista tattico Brown, che come spiega Congy ha sempre giocato un po’ a caso, ha finalmente trovato la quadratura del cerchio. L’obiettivo, un tempo inarrivabile, di arrivare tra i Top-100, è ormai ad un passo.

di Fabio Colangelo
Allora Dustin, partiamo dal raccontare la tua storia che è piuttosto particolare….
“Sono nato in Germania da madre tedesca e padre giamaicano, dread anche lui come me. Ci tengo subito a precisare che i miei genitori sono delle persone straordinarie e che se nella vita sono riuscito a realizzare il mio sogno è solo grazie a loro. Sono cresciuto sotto l’influenza di due splendide culture ma completamente differenti e i miei genitori hanno sempre voluto che fosse così. Considera che, anche se pranziamo tutti e tre insieme, parlo un misto di inglese e slang jamaicano con papà, e tedesco con mia mamma. E’ sempre stato così e ne sono felice. Ho iniziato a giocare all’età di 5 anni in Germania e a 12 ci siamo trasferiti in Jamaica. All’inizio vivevo in un paesino in mezzo al nulla; ogni giorno era una gran fatica per raggiungere la capitale dove andavo a scuola e coltivavo la mia grandissima passione. E’ stato per via di questa mia infinita voglia di giocare a tennis che ci siamo trasferiti a Montego Bay dove le cose erano meno complicate….” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

Esattamente un anno fa, il nostro Luca Brancher intervistava il francese Robert, fresco vincitore del future (si, avete capito bene: future!) di Trento. Un anno dopo Stephane ha raggiunto la sua prima finale Atp a Johannesburg. Vi riproponiamo l’intervista di Brancher, per conoscere meglio il personaggio Stephane Robert..
di Luca Brancher
Insomma, non propriamente una promessa futura, ma la storia che si cela dietro a questo giocatore vale la pena di essere raccontata: non scambiate queste, però, per le classiche parole di circostanza, perché il profilo di Robert interessante lo è davvero. Basti pensare che due anni fa questo tennista stava attraversando un buonissimo momento di forma, quando…”era stato uno dei miei migliori inizi di stagione, avevo vinto due futures, avevo raggiunto i quarti di finale in due challenger, pareva tutto volgere per il meglio, quando ho scoperto che durante uno dei due challenger prima citati (Sao Paulo) avevo contratto l’epatite A, che mi ha costretto, a febbraio, a fermarmi per un periodo prolungato. Certo, il mio stop poi si è dilungato ben oltre l’effettiva degenza per la malattia, ma è stata una mia precisa scelta rientrare solo nel giugno dell’anno successivo: non ho voluto forzare i tempi, avrei potuto farlo, ma ho aspettato di tornare ad allenarmi a massimo regime così da avvertire le sensazioni che provavo prima di fermarmi e capire di conseguenza quale fosse il momento esatto in cui tornare a calcare le scene del tennis professionistico” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

di Alessandro Nizegorodcew
La notte appena trascorsa è stata una delle peggiori degli ultimi anni per i tennisti italiani nei tornei dello Slam. 5 sconfitte su 5 incontri e solamente 2 set conquistati (entrambi da Andreas Seppi). Comincia ad essere un problema serio e da analizzare. E’ infatti la seconda volta consecutiva (Us Open 2009) che i nostri escono tutti al primo turno (in quell’occasione vincemmo un solo set con Cipolla, sconfitto in 4 da Benneteau).
Analizzando nello specifico. Delude Fabio Fognini, non tanto per la sconfitta, che contro un giocatore come Taylor Dent poteva anche starci, quanto per il modo. Ho potuto vedere solamente il terzo set, ma l’andamento dei precedenti, molto simili, mi fanno credere che siano andato bene o male nello stesso modo. Bene alla risposta, ma “impresentabile” nei turni di battuta. Che non fosse semplice affrontare l’ennesimo giocare che non da ritmo (Karlovic e Melzer in precedenza) era risaputo, ma non è piaciuta l’attenzione riservata ad ogni 15 dal ligure, che non ha mai giocato due giochi consecutivi a buon livello.
Andreas Seppi è il giocatore che più è andato vicino alla vittoria, contro un avversario ostico come John Isner, fresco vincitore del torneo Atp di Auckland. Dopo la solita partenza Seppi (durata circa un set e mezzo), l’azzurro aveva rimesso in piedi le sorti dell’incontro, vincendo terzo e quarto set e iniziando il quinto parziale con i favori del pronostico. Niente di più sbagliato. Break in apertura dell’americano e fine dei giochi. Ancora una volta una partita da vincere. Un’altra sconfitta. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
Abbiamo analizzato le partite di primo turno delle 6 tenniste italiane impegnate al Melbourne, nella speranza che al plotoncino delle nostre rappresentanti si aggiungano la mancina sarda Anna Floris e la grintosa veneta Maria Elena Camerin, giunte con buone speranze all’ultimo turno del torneo di qualificazione, dove se la vedranno rispettivamente con la svedese Sofia Arvidsson e la ceka Renata Voracova.

di Roberto Commentucci
Flavia Pennetta – Anna Chakvetadze
Qualche anno fa sarebbe stato un match durissimo: la graziosa russa nel settembre 2007 è stata anche n. 5 del mondo e in questo torneo vanta un quarto di finale. Ma ormai da tempo Anna, nonostante la sua tecnica cristallina, è entrata in un tunnel di risultati negativi che la hanno fatta precipitare all’attuale n. 68 Wta, un rank che in nessun modo ne riflette il potenziale tecnico. Flavia da parte sua sta confermando di essere nel pieno della maturità tecnica e agonistica, e ha iniziato l’anno in modo eccellente: finale ad Auckland e quarti a Sydney, con un parziale di 6 vittorie (di cui 3 su avversarie top 20) e due sconfitte, fanno ben sperare per il suo torneo. Ma le tenniste di gran talento come la moscovita possono ritrovarsi in qualunque momento, e ci vorrà la massima concentrazione. I precedenti, tutti sulla terra, sono 3 a 0 per Flavia. (Pennetta 85%)
Francesca Schiavone – Alize Cornet
Anche la Leonessa ha pescato abbastanza bene. Le due giocatrici si sono incontrate pochi giorni fa nei quarti di Auckland, dove l’azzurra ha lasciato solo 5 games all’avversaria. La giovanissima (classe ’90) Cornet viene da un 2009 di assestamento, nel quale non è riuscita a confermare gli exploit dell’anno precedente ed è stata risucchiata indietro nel ranking intorno all’attuale 50ma posizione. Francesca ha nel suo repertorio le armi per mandare in tilt il gioco piuttosto monocorde della francesina, ma molto dipenderà anche dal livello che saprà esprimere Alizè, che ad Auckland aveva rifilato un rotondo 61 61 alla Vesnina. L’azzurra comunque è motivatissima, conscia che in questo torneo, dove non ha nulla da difendere, potrà guadagnare parecchi punti. I precedenti dicono 3 a 1 per Francesca. (Schiavone 70%) Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
Michael Berrer ha iniziato la stagione 2010 con un ottimo quarto di finale nel torneo di Chennai, in India. Ci sentiamo di dire che dall’inizio del connubio tra Berrer e Claudio Pistolesi, il tedesco ha scalato moltissime posizioni, rientrando tra i top-70 (oggi è n.66). Abbiamo avuto la possibilità di realizzare un’interessante chiacchierata con Pistolesi, che, oltre a parlare di tennis, si è soffermato su alcuni temi molto importanti..

(Claudio Pistolesi – Foto Nizegorodcew)
di Alessandro Nizegorodcew
La Stagione per il tuo “allievo” Berrer è iniziato subito con un buon risultato. Quarti di Finale a Chennai, superando Ventura ma direi soprattutto Robert che a me piace molto come giocatore. Poi la sconfitta con Wawrinka, contro il quale, forse, si poteva fare qualcosa di più. Raccontami il torneo di Michael nel complesso..
“Da una parte mi fa piacere che Michael continui a battere gente come Robert, che è cresciuto tanto ed è ormai un cliente pericoloso per tanti. Dall’altra ho il rimpianto che se Michael avesse giocato un po’ piu’ convinto il tiebreak, la partita con Wawrimka sarebbe potuta andare diversmaente. Ma lo dico con spirito positivo e abbiamo preso questa sconfitta come stimolo per lavorare meglio.” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

di Alessandro Stoppani
Come tradizione vuole, la nuova stagione del tennis ha riaperto i suoi battenti sotto il cocente sole australiano ed il vento da regata neozelandese, laddove il circuito maschile e femminile si sono dati appuntamento nella prima settimana del 2010. Il tennis in gonnella si è sdoppiato tra il continente australiano e quello neozelandese, segnatamente a Brisbane ed Auckland, tornei dotati di un medesimo montepremi di 220miladollari. Sono stati i primi due banchi di prova in preparazione degli Australian Open, il cui inizio è previsto per il prossimo 18 gennaio. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

Incontri in Florida: Lance Luciani
di Stefano Grazia
Said, Hey honey, take a walk on the wild side….(Lou Reed)
Li’ per li’ mi e’ venuto in mente il Nintendo Wii, avete presente vero? Quando si gioca a tennis muovendo il remote e sembra quasi di giocare davvero anche se, per far star dentro la palla, finisci per fare dei movimenti strappati e non propriamente corretti. Ma di cosa stai parlando, scusa? mi chiederete voi. Sto parlando di Lance Luciani e del suo nuovo apparecchio infernale, The Twins: due nuove macchine sparapalle che il coach, in piedi fra le due, puo’ comandare semplicemente mimando il gesto …ed ecco che la pallina, in precedenza programmata per direzione, velocita’ e spin, parte sparata verso l’allievo dall’altra parte della rete … Lo so, lo so, alcuni di voi storceranno subito il naso, i puristi grideranno allo scandalo e Giorgio Giorgio si mettera’ le mani nei capelli pensando a quanto danno un attrezzo del genere potrebbe mai fare nelle mani di Mad Max … Ma procediamo con ordine. Era una di quelle giornate uggiose cantate da Lucio Battisti e ci siamo ritrovati sulla strada di Parrish, un sobborgo nei pressi di Bradenton, poco dopo l’Outlet di Ellenton, una di quelle cosec he dieci anni fa ‘a noi che venivam dalla campagna ci sembrava l’america’ e che ora invece spuntano come funghi anche in Italia e perfino in Nigeria,ormai, e allora non c’e’ piu’ gusto. A dirla tutta era il nostro secondo tentativo di raggiungere la sede di lavoro di Lance Luciani, ma un paio di giorni prima ci eravamo completamente persi nonostante il navigatore e ritrovati sul punto piu’ alto della Florida, il ponte che porta a St Petersburgh con un eccitato Pier Paolo Renella a scattare foto con la sua minidigitale (questi turisti italiani che sembrano dei giapponesi…). Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
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