Spazio Tennis, come per ogni grande torneo, si sofferma sui match di primo turno dei nostri portacolori. Insieme a Fabio Colangelo abbiamo analizzato nel dettaglio gli incontri che vedranno impegnati i tennisti italiani ad Indian Wells. Attendiamo ovviamente anche i vostri commenti e le vostre percentuali

di Alessandro Nizegorodcew e Fabio Colangelo
Andreas Seppi – Robby Ginepri
Andy ha un’ottima possibilità per superare il primo ostacolo e affrontate Andy Murray in un affascinante secondo turno. Ginepri, che è scivolato fuori dai primi 100 (ma ha un passato da top-15), ha iniziato in maniera negativa la stagione. L’americano, sopo aver superato Soderling nel primo turno di Chennai, ha messo infatti in fila 4 sconfitte consecutive con avversari di buon livello ma non irresistibili (Lu, Hajek, Lacko, Berankis). Robby, martoriato dagli infortuni in questi anni, lo scorso anno ha vinto l’Atp di Indianapolis, ma per il resto ha raccolto davvero poco. Non che Seppi se la stia passando meglio, ma sul cemento americano l’azzurro può giocarsi ampiamente le sue carte. Un precedente tra i due, risalente allo scorso anno nel torneo del Queen’s; in quell’occasione si impose l’italiano in un match però molto duro: 57 76(4) 63 il punteggio in favore di Andy. (Seppi 65%)
Fabio Fognini – Olivier Rochus
Anche il “piccolo” belga non ha iniziato molto bene il 2010. Pochi i risultati di rilievo con solamente 3 partite vinta in un main draw Atp. Fognini ha una ghiotta occasione, poiché al turno successivo avrebbe Juan “Pico” Monaco, dato in scarsa condizione a causa di alcuni problemi fisici (per i quali ha saltato anche la Davis). Per caratteristiche di gioco, Rochus non dovrebbe dare eccessivamente fastidio al nostro, anche se in risposta il belga è molto pericoloso. Sarà importante non distrarsi e tenere alto il livello di gioco sul proprio servizio. Sul cemento, fino ad oggi, Fogna ha perso contro grandi servitori; in questo caso le possibilità aumentano. Non ci sono precedenti tra i due. (Fognini 50%) Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

In questa lunga intervista, Claudio Pistolesi si sofferma sui temi più caldi del momento, a partire dalle vicende Bolelli (ormai in crisi nera di risultati) e Seppi (No alla Davis), senza tralasciare ovviamente il suo attuale allievo Michael Berrer, sempre più in ascesa nel ranking Atp.
di Alessandro Nizegorodcew
Partiamo dai fattori mentali. Convieni con me che le problematiche di Simone siano soprattutto di carattere mentale, molto più che tecniche, tattiche o fisiche? E a cosa sono riconducibili a tuo avviso?
“Che sia confuso nel gioco mi sembra evidente per chiunque lo guardi. Ci vado con i piedi di piombo a dare giudizi tecnici un po’ perché non mi voglio intromettere nel lavoro di un collega e poi non è mio stile girare il coltello nella piaga, soprattutto dalla posizione di ex coach di Simone che ha ottenuto risultati eccellenti con me, sempre in crescendo per quasi 4 anni e interrotti più o meno al best ranking di 36 del mondo. Di certo e’ allucinante veder Simone di nuovo a 130 in classifica come tre anni fa. Il mio divorzio professionale è stato limpido e con il mantenimento di un ottimo rapporto umano, quindi non c’entra nulla. A che cosa sono riconducibili? Secondo me tecnicamente parlando non mi permetto di giudicare e bisogna chiedere a Piatti, ma parlando in generale, le pressioni enormi che la fit, soprattutto con gli attacchi personali pubblici, violenti e ingiustificati, di Binaghi e Pietrangeli nel 2008, hanno avuto un peso enorme nella serenità di Simone. Mai vista una federazione accanirsi così contro un atleta che in quel momento era il numero 1 d’Italia. Ma il Coni cosa ci sta a fare? E adesso essere di nuovo “sotto la fit ” come vedo scritto, e’ di certo un enorme peso, forse inconsapevole, che si trascina dietro. Ma sono certo si riprenderà e ripartirà la sua scalata, con Piatti, verso i top ten come minimo. Questa e’ la mia opinione.” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

di Alessandro Nizegorodcew (articolo apparso sul portale www.tennis.it)
Non c’è alcun dubbio, Bolelli è andato in corto circuito. Serenità smarrita, tensione alle stelle e colpi che non fanno più male. Ho potuto ammirare (?) il match di Simone contro Melzer dal primo all’ultimo 15, rafforzando le idee che mi ero fatto nelle passate settimane. I sintomi riscontrati sono di natura tattica, tecnica e anche fisica, ma la causa di tutto ciò, la vera “malattia” di Bolelli, è solamente nella sua testa.
Gambe di legno. Iniziando ad analizzare l’aspetto atletico, ho subito notato come Simone non riuscisse a muoversi in campo nel modo che più gli è consueto (non certo un velociraptor alla Ferrer, ma nemmeno un bradipo alla Karlovic). Chiunque abbia giocato a tennis ad un certo livello, sa che l’unica ragione per cui le gambe non girano è perché sono bloccate dalla tensione, dalla paura, dalla consapevolezza che, qualunque cosa tu faccia, il punto lo farà comunque il tuo avversario. Durante il primo set, Simone ha rinunciato a rincorrere alcuni potenti (ma non vincenti!) colpi del suo avversario, inscenando dei mezzi scatti che avrebbero fatto rabbrividire il peggior atleta del mondo. Ma è la testa, è tutto nella sua testa! Nell’unico momento positivo dell’incontro, quando Simone ha recuperato da 1-3 nel secondo set sino al 3-3, si è visto un Bolelli tonico, reattivo in risposta (anche e soprattutto col rovescio), pronto a spostarsi sul diritto girando intorno alla palla. Il braccio si è sciolto ed è arrivata anche qualche accelerazione importante. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
Michael Berrer e Claudio Pistolesi sono tra i personaggi del momento, nel mondo del tennis. Il connubio tra il coach romano e il giocatore tedesco sta andando forse ancor meglio delle più rosee aspettative. L’obiettivo dichiarato era quello di entrare nei primi 50, migliorando quindi il best ranking di Berrer. In pochissimi mesi il traguardo è stato quasi raggiunto e, se Miki dovesse continuare così, la classifica inizierà ad essere molto ma molto più interessante. Come di consueto, Claudio Pistolesi ci ha gentilmente concesso un’intervista, analizzando la splendida finale nel torneo di Zagabria, soffermandosi anche su Marin Cilic, padrone di casa e trionfatore della manifestazione croata e, in ultima analisi, sulla “sua” Magica Roma..

(Claudio Pistolesi – Foto Nizegorodcew)
di Alessandro Nizegorodcew
Per prima cosa parliamo, ovviamente, della finale raggiunta a Zagabria da Berrer. L’impressione è che Michael stia acquisendo una grande fiducia giorno dopo giorno.. Raccontaci le emozioni che avete vissuto..
“La settimana di Zagabria e’ stata esaltante. Ero gia’ contentissimo che avesse battuto Tipsarevic al primo turno, un avversario che considero veramente un gran tennista; questo perché venivamo da un torneo challenger vinto la settimana prima e non è mai facile confermarsi. Poi e’ andato in crescendo, attaccando a rete tantissimo e contro Petzschner in semifinale praticamente e’ andato a rete ogni punto. Il servizio ha avuto un rendimento impressionante e alla fine della settimana Michael si e’ ritrovato numero 6 del mondo nella statistica di games tenuti al servizio. Se penso che la scorsa estate non faceva mai meno di venti doppi falli a partita, mi vengono i brividi. Ora, se contiamo solo i punti realizzati nel 2010, Miki sarebbe numero 18 del mondo. Tatticamente deve servire aces e servizi vincenti come se piovesse (perché ora è in possesso della tecnica per farlo) e attaccare a rete ogni volta che c’è un po’ di spazio da prendersi; ma con le sassate che tira di spazio di solito ce n’è abbastanza…” Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

(Claudia Giovine – Immagine tratta dalla diretta della semifinale)
di Alessandro Nizegorodcew
Questo pomeriggio ho avuto modo di vedere la semifinale del torneo Itf di Belfort (che ha un ottimo sito ed una ancora più fenomenale web tv) tra Romina Oprandi e Claudia Giovine. Per la cronaca, la vittoria è andata all’italo-svizzera, che si è imposta 76(6) 62. Ma da questo match sono emerse alcune annotazioni interessanti. Romina Oprandi è dimagrita moltissimo, senza perdere però nella pesantezza di palla; quando l’ho vista in campo non l’ho assolutamente riconosciuta. Sul veloce la Oprandi non è mai stata una giocatrice di livello assoluto, non potendo contare sulle sue proverbiali smorzate e sulla sua splendida “mano”. Ma anche da fondocampo l’impressione è che Romina tenesse lo scambio con una certa disinvoltura, cercando ovviamente di tenersi lontana dal rovescio della sua avversaria. Gli spostamenti, che ancora non sono di altissimo livello, sono divenuti (grazie alla perdita di peso) quantomeno accettabili e i risultati si vedono. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

di Alessandro Stoppani (foto www.australianopen.org)
Per come si era configurata l’edizione 2010 degli Australian Open, quella tra Justine Henin e Serena Williams era la miglior finale possibile che il primo Major dell’anno potesse offrire. Le illustri eliminazioni susseguitesi (su tutte quelle di Kim Clijsters, di Venus Williams e dell’orda di russe) tuttavia, non hanno privato lo slam australiano di una finale di prestigio e appeal. Una contrapposizione di stili, tra il servizio più potente del circuito ed il rovescio più elegante, tra la forza e la grazia. Sebbene la sfida in questione avesse numerosi precedenti diretti, non si era mai consumata a livello di una finale di Slam. Quello che le ha condotte alla finale è stato un percorso accidentato, più nella prima parte per la Henin, più nella seconda per la Williams. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

(Fabio Colangelo)
ROGER, COME FAI?????
di Fabio Colangelo
Nell’ultimo pezzo in cui analizzavo i tornei pre Melbourne scrivevo che Federer avrebbe faticato a vincere per via di una condizione non ottimale mostrata nell’esibizione di Abu Dhabi e nel torneo di Doha, che a mio avviso non sarebbe riuscito a migliorare al punto di battere tutti i suoi pericolossissimi avversari. Ecco che invece, con mio grande piacere, lo svizzero mi ha smentito, ritrovando grazie al duro (ma importantissimo) match con Andreev e agli “allenamenti” con Hanescu e Montanes uno stato di forma eccellente che lo ha portato a compiere l’ennesima impresa. Il livello di gioco espresso in semifinale e in finale è a mio avviso tra i migliori in senso assoluto di tutta la sua carriera. Oramai non c’è più niente da aggiungere su questo immenso giocatore, che spero ci regalerà anche in futuro prestazioni di questo livello. Il torneo però ci ha regalato anche numerosi spunti interessanti sui quali vorrei soffermarmi. Murray era il mio favorito della vigilia e, a parte il primo set della semifinale, è stato perfetto. Non possiamo ancora sapere se sia guarito dal “mal di Slam” (passatemi l’espressione) perchè se è vero che con Nadal è stato impeccabile, con Cilic aveva iniziato malissimo (solita tensione?), e in finale è stato troppo bravo lo svizzero per vedere come si sarebbe comportato se ci fosse stato più equilibrio. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

La finale degli Australian Open. Una analisi tattica.
Di Roberto Commentucci
Highlanders. Uomini delle terre alte. Così gli inglesi chiamavano i loro cugini scozzesi, fieri abitanti dei brumosi altipiani del nord, mai serenamente rassegnati al dominio della Corona di Sua Maestà. Più di recente, con il fortunato film del 1986, con Sean Connery e Cristopher Lambert, nel gergo quotidiano Highlander è finito per diventare sinonimo di uomo che non muore mai.
Ebbene, la finale dell’Australian Open ha dimostrato che l’uomo che non muore mai, l’Immortale del tennis contemporaneo, non è l’Highlander, Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

di Alessandro Stoppani
Trionfando a Sidney, nell’ultima tappa d’avvicinamento agli Open d’Australia, Elena Dementieva ha lanciato un monito a tutte le avversarie che le vorranno lanciare il guanto di sfida. L’inattività invernale non ha affatto bagnato le polveri della russa, che, in quel di Sidney ha guarnito il suo carnet di successi, succedendo a se stessa nell’albo d’oro del torneo australiano. Per lei è il quindicesimo successo a proprio appannaggio in un torneo del circuito maggiore; l’ultimo in ordine temporale risaliva all’agosto scorso, quando la moscovita si annesse il torneo di Toronto, a spese della connazionale Sharapova. Ben 10 dei 15 tornei collocati in bacheca la Dementieva, peraltro, se li è aggiudicati sulla superficie che maggiormente le si addice, il cemento. Superficie sulla quale si è cinta al collo l’oro olimpico a Pechino, in quello che è stato il successo più significativo della sua carriera. Si è imposta meritatamente a Sidney la russa, se si considera che nell’atto conclusivo si è sbarazzata in due set dal simile sviluppo della numero 1 del mondo, Serena Williams, con un perentorio 6-3 6-2. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
Abbiamo analizzato le partite di primo turno delle 6 tenniste italiane impegnate al Melbourne, nella speranza che al plotoncino delle nostre rappresentanti si aggiungano la mancina sarda Anna Floris e la grintosa veneta Maria Elena Camerin, giunte con buone speranze all’ultimo turno del torneo di qualificazione, dove se la vedranno rispettivamente con la svedese Sofia Arvidsson e la ceka Renata Voracova.

di Roberto Commentucci
Flavia Pennetta – Anna Chakvetadze
Qualche anno fa sarebbe stato un match durissimo: la graziosa russa nel settembre 2007 è stata anche n. 5 del mondo e in questo torneo vanta un quarto di finale. Ma ormai da tempo Anna, nonostante la sua tecnica cristallina, è entrata in un tunnel di risultati negativi che la hanno fatta precipitare all’attuale n. 68 Wta, un rank che in nessun modo ne riflette il potenziale tecnico. Flavia da parte sua sta confermando di essere nel pieno della maturità tecnica e agonistica, e ha iniziato l’anno in modo eccellente: finale ad Auckland e quarti a Sydney, con un parziale di 6 vittorie (di cui 3 su avversarie top 20) e due sconfitte, fanno ben sperare per il suo torneo. Ma le tenniste di gran talento come la moscovita possono ritrovarsi in qualunque momento, e ci vorrà la massima concentrazione. I precedenti, tutti sulla terra, sono 3 a 0 per Flavia. (Pennetta 85%)
Francesca Schiavone – Alize Cornet
Anche la Leonessa ha pescato abbastanza bene. Le due giocatrici si sono incontrate pochi giorni fa nei quarti di Auckland, dove l’azzurra ha lasciato solo 5 games all’avversaria. La giovanissima (classe ’90) Cornet viene da un 2009 di assestamento, nel quale non è riuscita a confermare gli exploit dell’anno precedente ed è stata risucchiata indietro nel ranking intorno all’attuale 50ma posizione. Francesca ha nel suo repertorio le armi per mandare in tilt il gioco piuttosto monocorde della francesina, ma molto dipenderà anche dal livello che saprà esprimere Alizè, che ad Auckland aveva rifilato un rotondo 61 61 alla Vesnina. L’azzurra comunque è motivatissima, conscia che in questo torneo, dove non ha nulla da difendere, potrà guadagnare parecchi punti. I precedenti dicono 3 a 1 per Francesca. (Schiavone 70%) Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
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