Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi …

di Stefano Grazia
…credete che avrei smesso di far windsurf per correre dietro a una pallina da tennis? “Vabbe’ lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il crucifige e cosi’ sia, datemi tempo son della razza mia per quanto grande sia il primo che ha ‘giocato’”… A tennis, appunto. A questo punto volevo dirne affettuosamente quattro un po’ a tutti, una sorta di L’Avvelenata meets Dedicato…
Ai Genitori Illuminati
ai Balordi come me
a chi non sono mai piaciuto
a chi non ho incontrato
chissà mai perché
dedicato ai cattivi
che poi così cattivi
non sono mai.
Per chi vince una volta sola
e poi non vince più
dedicato a chi capisce
quando il gioco finisce
e non si butta giù
ai miei pensieri,
a come ero ieri
e anche per me.
(Dedicato, Berte’ …ber me, ber tutti)
Volevo prendermela con Bogar che dice che ha imparato piu’ da Max che da me e soprattutto che i miei articoli sono un po’ troppo lunghi, con Nicox che mi fa sempre la punta su questioni di Bon Ton e soprattutto continua a scrivere posts di una riga, magari tre uno dopo l’altro e a Gus che invece ne scrive uno solocon quindici riferimenti a post precedenti, con Mad Max che e’ svanito in una nuvoletta rosa lasciandomi solo a combattere con i draghi e i mulini a vento, con andrew che mi da del qualunquista e ha anche ragione,con Archipedro che mi tiene a distanza dall’alto della sua superiorita’ di intellettuale di sinistra pre caduta del muro, con Nikolic,figuriamoci,che dopo una lunga parentesi e’ tornato piu’ fastidioso e pedante che mai (cos’e’, ti ha mollato la fidanzata?), con Fede che riduce ogni comportamento a una formula PNL, con Ted che nello scoprire che il nostro umile blog e’ letto da parecchi Addetti Ai Lavori sembra quasi ci sia rimasto male, con ….non mi ricordo nemmeno piu’ perche’ ma lui lo sa e con Roberto e Ale perche’ non mi hanno mai risolto il problema del mio accesso al sito che tuttora avviene attraverso un proxy… Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
Dialoghi fra un Credente e un Agnostico Scettico e anche un pochino Stronzo (che sarei poi io)

Articolo e Foto di Stefano Grazia
May you grow up to be righteous
May you grow up to be true
May you always know the truth
And see the lights surrounding you
May you always be courageous
Stand upright and be strong
May you stay forever young
(Bob Dylan, Forever Young)
You fought.You loved.You lost.
Walk tall.
(Dr Sloan, Grey’s Anatomy)
Ho conosciuto Federico Di Carlo l’anno scorso a Porto san Giorgio quando si e’ fatto un centinaio di chilometri per venire a vedere di persona La Canaglia di Lagos di cui aveva letto tanto nei mesi precedent su Genitori & Figli.La sua curiosita’ non avrebbe potuto essere peggio ripagata: per tutta la giornata sul campo da tennis Nicholas fu come dire, vorrei usare un eufemismo ma credo che, ecco, ‘stronzo’ sia il termine giusto. Aveva giocato il giorno prima un incontro dominato nel primo set e poi perso per un inspiegabile black out ispirazionale ma questo non giustificava in alcun modo il comportamento infantile e sciocco tenuto sia con il Coach della Vavassori Cristian Merlato che con Di Carlo. Intollerante. Spocchioso.Irascibile.Isterico.Insofferente.Lagnoso.In alter parole: imbarazzante per se e per i suoi genitori. A parte il comportamento sul campo, Nicholas fu invece abbastanza brillante e simpatico a pranzo e a cena dando appunto l’impressione che se il termine Canaglia sicuramente non era stato coniato a sproposito, almeno si trattava di una Simpatica Canaglia. Rimaneva cert oil dubbio, nell’interlocutore, di come avrebbe potuto essere diversac la vita di quell povero bambino se I suoi Genitori non l’avessero miseramente indotto sulla strada di uno sport per cui era cosi’ ovvio non avesse alcuna passione e forse nessun talent. Anzi, pensava probabilmente sconsolato dentro di se’ l’ottimo di Catlo, guarda un po’ le ingiustizie della vita: ci sono nel mondo migliaia di bambini che chissa’ cosa farebbero per avere tutte le possibilita’ di Nicholas e essere al suo posto …E’ proprio vero che chi ha il pane non ha I denti e viceversa… E come dargli torto… da allora infatti ho avuto sempre un po’ di imbarazzo ad affrontare certi temi con Federico,diventato il nostro Mental Expert su G&f anche perche’ ogni qual volta non mi trovo d’accordo con lui, in realta’ ho negli occhi le immagini del comportamento di Nicholas sul campo quell giorno. E so benissimo cosa penserei e direi io se fossi al suo posto. E il bello e’ che io sono in ogni caso convinto che avrei comunque torto marcio se lo pensassi e anche se adesso Federico mi dira’ che lui non ha mai pensato quello che io penso che lui pensi (eh eh eh, mi state seguendo?), in realta’ non e’ vero,non puo’ essere vero e non lo biasimo. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

Magnum IPI, Catch 22 & la Canaglia
Articolo e Foto di Stefano Grazia
All our lives
We’ve dreamed about it
Just to find that it was never real
(…)
Now you saw it coming and I saw it coming
We all saw it coming
But we still bought it
Now you saw it coming and I saw it coming but still
Running Full Steam Ahead
(David Gray & Annie Lennox, Full Steam Ahead)
There’s no fate but what we make
(John Connor, Terminator IV)
I’m the master of my fate I’m the captain of my soul
(Nelson Mandela)
Quella che si e’ appena conclusa e’ stata forse la miglior settimana da che Nicholas ha iniziato la sua avventura a Bradenton come Full Timer, e pensare che era iniziata con la minaccia di allontanamento dall’Academy! Della serie,parafrasando Andy Murray al recente Aussie Open: “I can cause the same amount of troubles as Andre Agassi,it’s just a shame I can’t play like him”. Ma, rifilatovi l’incipit gustoso, andiamo con ordine.
Nelle settimane passate avevate letto, con curiosità o pacato disinteresse, gli scontri anche apparentemente accesi che il Team Grazia ha avuto con l’Entourage della IMG Academy all’interno della quale è inserita da diversi anni ormai la Bollettieri Academy. Nei mesi e anche anni precedenti ho sempre elencato con estrema e masochistica onestà intellettuale accanto agli indiscutibili pregi dell’Academy anche gli inevitabili difetti senza mai comunque rinnegare le decisioni fatte a suo tempo ed esponendo i motivi alla base della nostra scelta. Premessa:in attesa d’incontrare anche noi il nostro Carlo Rodrigues, la scelta dell’Academy in Florida era obbligata e non e’ una scelta che abbiamo mai messo in discussione. E anche se magari Nicholas alla fine di ottenere una scholarship verra’ invece cacciato a pedate nonostante si sia pagata la retta, tale scelta non verrebbe egualmente rimpianta, perche’ ci avra’ dato le risposte che comunque andavamo cercando. Esaurita la premessa, logora e ripetuta, lo ammetto, ma sempre dovuta, veniamo ai fatti: qualcuno ricordera’ dunque che gia’ durante il mio soggiorno a Novembre avevo sollevato qualche perplessita’ e critica riguardanti soprattutto il Programma di Preparazione Atletica, la scarsa Attenzione Individuale e soprattutto la mancanza di Feed Back fra i vari Dipartimenti. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

di Stefano Grazia
“Nati non foste a viver come bruti…”
(Ulisse ai suoi compagni che nicchiavano all’idea
di andare oltre i confini del mondo conosciuto)
Dopo tanta filosofia e tanto dissertare sull’utilità della Preparazione Atletica e sui pericoli del Fai da Te, e con la premessa fondamentale che io non sono per l’autarchia più assoluta ma per un franco e completo rapporto di collaborazione fra Maestri, Coaches, Preparatori Atletici da un lato e Genitori dall’altro, quest’ultimi visti, almeno nel periodo che va dai 3 ai 12-14 anni, come la vera Mente del Progetto, voglio provare a passarvi qualche informazione utile e concreta e cioè darvi un elenco di libri, si, libri, quelle cose che si leggono, perche’ se da un lato e’ sicuramente vero che certe cose non si possono imparare solo leggendo, e’ altrettanto vero che leggere e studiare non ha mai fatto del male a nessuno e che un po’ di cultura sportiva aiuterebbe anche ad allargare gli orizzonti e aumentare il senso di prospettiva.
Nella mia libreria in Italia oltre a un numero incredibilmente vasto, nell’ordine di migliaia, di Romanzi e Fumetti, una libreria dunque che occupa diverse pareti di diverse stanze, fa la sua bella figura un’intera sessione dedicata alla letteratura sportiva con oltre 500 titoli e ovviamente fra questi il Tennis fa la parte del leone. Parte di questi libri mi seguono anche all’estero e ogni qualvolta io rientro in Italia a differenza della maggior parte degli altri espatriati che per lo più trasportano all’andata manufatti d’arte locale e al ritorno prosciutto, tortellini e formaggio grana, noi trasportiamo, all’andata e al ritorno, più che altro libri… Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

di Stefano Grazia
Eric Clapton is God
(scritta comparsa sui muri di Londra nei primi anni sessanta)
What’s the Buzz? Tell me what’s happening…
(Jesus Christ Superstar)
“Non vi leggo per 10 giorni, torno e che trovo?Ancora una diatriba sui Prep. Atl. !!!
Prima io, poi Baraldo, poi Carnovale, adesso anche Panichi … hai fatto bene a chiedere chi va bene oltre Catizzone ma non mi sembra che Max abbia risposto… Ha glissato anche su Alberto Cova. Ma su molte cose,devo ammettere che concordo con lui …”
Il Professor Salvatore Buzzelli, non so perche’, mi fa venire in mente Eric Clapton.Nei primi anni sessanta i giovani inglesi scrivevano sui muri che Eric Clapton era Dio, un po’ quello che fa il nostro rissoso irascibile simpaticissimo Mad Braccio di Ferro Hulk Max ma io, che pure ho quasi tutti i dischi e i cd del compagno di Patty Boyd,Lori Del Santo e un migliaio di altre, ho sempre pensato che di chitarristi in gamba e dello stesso livello ce ne erano in giro tanti altri, da Jerry Garcia a Jimmy Page, da Jimi Hendrix a Slash e The Edge e chissa’, forse i migliori davvero erano quelli che non diventarono mai famosi. Quelli che poi vengono riscoperti quando per esempio Eric Clapton fa un disco con loro, vedi Riding with the King, perche’Eric Clapton sa chi e’ davvero il Maestro del Blues e a BB King bisogna portare il rispetto che si merita. Quello che voglio dire, con questo paragone, lo ammetto, fin troppo stiracchiato, e’ che tutte le cose di cui noi parliamo e parliamo su G&F prima e su TGF ora, Buzzelli le aveva gia’ dette o fatte 20 anni fa se non prima. E siccome non lo ascoltavano e lo prendevano per matto, decise anche a un certo punto di lasciare il tennis. Per fortuna poi ci ha ripensato anche se ogni tanto si capisce che come direbbe Jannacci ‘le palle ancor gli girano’.
The Doc: Allora, Prof, li leggi ancora quegli sciagurati di Genitori & Figli? Cos’hai da dirci sulla eterna questione del perche’ la figura del Preparatore Atletico nel Tennis sia ancora guardata con sospetto o sufficienza spesso dagli stessi Coaches?
The Prof: Che il sospetto o la sufficienza non nascondano invidia e paura…?
Mi spiego: Perchè mai in atletica il tecnico è la stessa figura del preparatore atletico? Chi conosce la tecnica ha la capacità di allenare le qualità che servono per espletare quella tecnica!! Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

(Nicholas Grazia)
di Stefano Grazia
My name is Bond, James Bond (Jan Fleming)
Mi chiamo Nicholas, Nicholas Grazia e ho un padre che scrive di me e di tennis su un blog. Nella vita reale sarebbe un Medico ma ho il sospetto che si diverta molto di piu’ a litigare con Mad Max, un altro di quelli buoni, sul footwork mio e di sua figlia sulle pagine del Blog, prima di Scanagatta e ora di Ale Chuck Norris Nizegorodcew o come cavolo si scrive e mi sembra gia’ di vedere il giorno in cui io e Alessia ci incontreremo magari alla Cafeteria del Roland Garros o chissa’, in un campus di una qualche sperduta universita’ dello Iowa, e scuotendo la testa imbarazzati ci racconteremo di quel che ci toccava subire per il nostro bene. Perche’ io non ho dubbi, che sia per il mio bene e’ un fatto, che I miei mi stiano addosso e’ altrettanto certo e che a volte a casa nostra sembra di stare ad Anno Zero o a Ballaro’ e’ un’altra cosa difficile da negare. Alla fine non so Alessia ma io mi sono ritrovato affibbiato questo soprannome, La Canaglia di Lagos. Oddio,un po’ Canaglia lo sono, anzi a volte sento proprio il bisogno di esserlo, non so bene cosa sia e se sia cosi’ per tutti o solo per me. Mio padre a volte dice che sono nato senza peccato originale ma non ho mai ben capito cosa volesse significare. Dice che I’m flirting with disaster, che mi diverto a danzare pericolosamente sull’orlo dell’abisso, che subisco l’attrazione del Lato Oscuro della Forza e tutta questa serie di menate qui che a me sembrano un po’ esagerate.Mio padre dice anche che come le faccio girare io le palle, non le fa girare nessuno. E non credo si riferisca allo spin. Dice che se diventero’ un Top Ten la Dunlop mi prendera’ come testimonial al posto di McEnroe. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

(Gianluigi Quinzi)
di Stefano Grazia
Questa volta voglio addentrarmi sul pericoloso terreno della tecnica con un paio di spunti che, spero, attireranno il parere di qualche Addetto ai Lavori. L’idea mi è venuta riguardando, una volta pubblicate, un paio di foto inviate alla Redazione di SpazioTennis (e cioè ad Alessandro Chuck Norris FasoTutoMi Nizegoredcew) in cui si può notare sia Alex Sendegeya sia Gianluigi Quinzi con gli occhi chiusi subito dopo aver colpito la palla. Ricordo ancora che quando scrivevo articoli per Zero Quindici e li corredavo con foto di Nicholas, stavo sempre attento a scegliere quelle in cui Nicholas aveva gli occhi bene aperti e confesso che non erano la maggioranza…La cosa aveva iniziato a preoccuparmi fino a quando, casualmente, avevo scattato alcune foto a Quinzi e mi ero accorto che anche lui in quasi tutte aveva gli occhi chiusi subito dopo il colpo. Mi ero dunque detto che evidentemente questa capacità di tenere gli occhi ben fissi sulla traiettoria (ricordo una foto di Agassi con gli occhi sbarrati a seguire il decorso della pallina subito dopo averla colpita) era una dote che si sarebbe sviluppata col tempo. Tutto questo mi è ritornato in mente mentre all’Eddie Herr da un lato avevo Gi Kiu Baby prendere a pallate Di Feo sul campo 1 e dall’altro Jelena Jankovic che si allenava sul campo detto di Nick, quello con la tribunetta. Non potendo fare a meno di scattare foto a tutti e due, la differenza, riguardandosi subito le foto ingrandite sul computer grazie alla magia del digitale, era evidente: Jelena aveva sempre gli occhi ben aperti su quello che colpiva. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

Relatori di qualità e un ospite d’eccezione alla Conferenza a margine del Lemon Bowl.
“Prima costruisci l’uomo, poi il giocatore”. Era una delle massime preferite da Mario Belardinelli, il padre dell’ultima grande squadra di Davis del nostro tennis. E al buon vecchio Belarda, fosse capitato dalle parti del Circolo New Penta 2000, sarebbero certo fischiate le orecchie. Perché la sua frase è quella che meglio si presta per riassumere il senso della conferenza “Genitore di Tennista, un mestiere che si impara”, organizzata lo scorso 2 gennaio a margine del torneo giovanile Lemon Bowl dal Comitato Regionale Fit Lazio, presieduto da Fabrizio Tropiano. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew

Incontri in Florida: Lance Luciani
di Stefano Grazia
Said, Hey honey, take a walk on the wild side….(Lou Reed)
Li’ per li’ mi e’ venuto in mente il Nintendo Wii, avete presente vero? Quando si gioca a tennis muovendo il remote e sembra quasi di giocare davvero anche se, per far star dentro la palla, finisci per fare dei movimenti strappati e non propriamente corretti. Ma di cosa stai parlando, scusa? mi chiederete voi. Sto parlando di Lance Luciani e del suo nuovo apparecchio infernale, The Twins: due nuove macchine sparapalle che il coach, in piedi fra le due, puo’ comandare semplicemente mimando il gesto …ed ecco che la pallina, in precedenza programmata per direzione, velocita’ e spin, parte sparata verso l’allievo dall’altra parte della rete … Lo so, lo so, alcuni di voi storceranno subito il naso, i puristi grideranno allo scandalo e Giorgio Giorgio si mettera’ le mani nei capelli pensando a quanto danno un attrezzo del genere potrebbe mai fare nelle mani di Mad Max … Ma procediamo con ordine. Era una di quelle giornate uggiose cantate da Lucio Battisti e ci siamo ritrovati sulla strada di Parrish, un sobborgo nei pressi di Bradenton, poco dopo l’Outlet di Ellenton, una di quelle cosec he dieci anni fa ‘a noi che venivam dalla campagna ci sembrava l’america’ e che ora invece spuntano come funghi anche in Italia e perfino in Nigeria,ormai, e allora non c’e’ piu’ gusto. A dirla tutta era il nostro secondo tentativo di raggiungere la sede di lavoro di Lance Luciani, ma un paio di giorni prima ci eravamo completamente persi nonostante il navigatore e ritrovati sul punto piu’ alto della Florida, il ponte che porta a St Petersburgh con un eccitato Pier Paolo Renella a scattare foto con la sua minidigitale (questi turisti italiani che sembrano dei giapponesi…). Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
Un(questa volta)sobrio riassunto di quel che e’ avvenuto nel famoso torneo americano

(Gianluigi Quinzi – Foto Stefano Grazia)
di Stefano Grazia
Non confondiamo il Sacro col Profano: l’Eddie Herr ha un’importanza a livello del mondo giovanile perfino superiore a quella degli Slams e pari a quella di Orange Bowl e Petit As e il perche’ e’ presto detto: perche’ mentre gli Slams Juniors sono Tornei esclusivamente U18 e spesso frequentati da giocatori che se fossero davvero forti dovrebbero gia’ essere in giro per futures e challengers, nell’Eddie Herr e nell’Orange Bowl le categorie sotto osservazione sono principalmente quelle U12 U14 e U16 e forse piu’ le prime due dell’ultima. Si tratta quindi di una occasione quasi irripetibile per farsi vedere anche per via dei numeri (tabelloni U12 a 128, Qualificazioni piuttosto pesanti nelle altre categorie e in particolare nell’U14). L’Eddie Herr – ed ovviamente in misura forse anche maggiore l’Orange Bowl per motivi anche storici – e’ importante, molto piu’ importante rispetto a un ETA in Europa, soprattutto per l’esposizione che un giocatore puo’ ricevere. Il fatto poi che si giochi all’interno delle Img Academies sui 35 campi in cemento della Bollettieri Academy.. Continue reading »
written by Alessandro Nizegorodcew
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