set 08

Andrea Arnaboldi
(Andrea Arnaboldi – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew

In periodo di Us Open è passata un po’ sotto silenzio la vittoria di Andrea Arnaboldi su Robin Haase (eloquente 63 63), re dei challenger di questa stagione 2010 (avendone vinti ben 5…). In molti avranno sottovalutato la prestazione del canturino, giocatore dal grande talento ma dal punch non eccezionale, attribuendo la maggior parte della “colpa” all’olandese, certamente stanco dopo un tour de force di alcune settimane. Ma non dimentichiamoci che si è giocato in Olanda, esattamente all’Alphense Tennis Club, con 200 orange che hanno incitato Robin dal primo all’ultimo 15. Andrea ha però risposto benissimo e ha giocato una partita solidissima, arricchita da alcune smorzate, nonché dal suo strepitoso backspin di rovescio (un colpo tecnicamente impeccabile) che ha mandato al manicomio Haase. Continue reading »

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ago 29

Nicholas Grazia

di Stefano Grazia

“Pain is your friend, your ally, it will tell you when you are seriously injured,
it will keep you awake and angry, and remind you to finish the job and get
the hell home. But you know the best thing about pain?”
“Don’t know!“
“It lets you know you’re not dead yet!”

(Scambio fra Viggo Mortensen, l’Istruttore Capo, e
Demi Moore in G.I.Jane,di Ridley Scott)

Quando ho saputo che mi sarei dovuto trasferire ad Abuja, da un lato ho provato il sollievo che si prova quando sai che per altri 3-4, magari 5 anni hai ancora un lavoro, dall’altro c’era ovviamente tutto il rimpianto per un mondo che stavo per abbandonare e che, per quanto deteriorato e non piu’ quello di una volta (ma anche li’: era Lagos ad essere cambiata o eravamo piuttosto noi a non avere piu’ 30-40 anni?) aveva fatto parte di me piu’ di quanto, negli ultimi 20 anni, lo avesse fatto Bologna o la Jamaica, di cui mi ero pure innamorato, e ovviamente a maggior ragione, a meta’ anni ottanta. In fondo era piu’ comprensibile e accettabile innamorarsi di un’isola caraibica che di una caotica megalopoli africana considerata spesso dai piu’ ottimisti il buco di culo del mondo, ma tant’e’, al cuore non si comanda e poi, come ho piu’ volte spiegato, erano gli ultimi bagliori di un crepuscolo di un certo tipo di vita, non tanto quella coloniale ma wquella ancora romantica dell’espatriato per forza, per lavoro o per amore (Noi preferiamo definirci Gentiluomini di Fortuna, rispondeva Corto Maltese all’Ufficiale Inglese trovato morente presso la Laguna dei Bei Sogni). Da Lagos ero già stato trasferito un paio di volte finendo prima in Congo e poi in Libia, e l’ultima volta in Angola. In entrambe le occasioni la mia fedelta’ a Lagos e al mondo che mi lasciavo dietro mi aveva impedito di apprezzare come meritavano sia Pointe Noire che Luanda: questa volta sono partito con animo, mente e cuore piu’ liberi, deciso a non volgermi troppo spesso e malinconico indietro. Continue reading »

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ago 19

SensoBuzz ovvero La Scatola Magica del Professor Buzzelli e le sue applicazioni ai lontani confini dell’Impero

CDG

di Stefano Grazia

Some guys they just give up living
And start dying little by little, piece by piece
Some guys come home from work and wash up
And go racin’ in the street

(Bruce Springsteen)

And then the harder they come
the harder they’ll fall, one and all

(Jimmy Cliff)

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci e diamo a Cesare quel che e’ di Cesare: il Prof Buzzelli non ha inventato nulla di nuovo e tantomeno ha inventato il SensoTraining. Questo strumento e’ stato invece ideato e progettato dall’Ingegner Luciano Ranieri su richiesta del Professor Buzzelli stesso alla ricerca dell’ottimale applicazione pratica del suo sistema di allenamento denominato SensoTouch. Continue reading »

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ago 15

Stefano Galvani

di Stefano Grazia

Chapter 4_L’Album da Collezione delle Figurine Panini di Genitori & Figli e altre Pillole Felsinee

Ciao Doc!
E’ sempre un piacere leggerti.
Balordo, che sei stato in Italia 12 giorni e non mi hai detto nulla… ☺
A presto!

(Roberto Commentucci)

Rientrato in Italia pero’ mi son davvero reso conto che se una vita spesso non basta, figuriamoci allora 12 miserabili fottutissimi giorni. Purtroppo per l’ennesima volta abbiamo completamente sballato la programmazione e non mi riferisco a quella tennistica. D’altronde come ho piu’ volte cercato di spiegare a mio figlio, nello Sport non e’ che ti svegli al mattino e decidi di fare questo o quello, nello sport, e spesso anche nella vita, devi purtroppo prendere decisiuoni a monte, tre o anche sei mesi prima. E lasciamo stare che devi prenotare il campo il giorno prima e poi magari quel giorno li’ piove o non ne hai voglia … Ci sono cose che vanno programmate con giorni, settimane, mesi d’anticipo…Per esempio,se vuoi partecipare ai tornei estivi in europa, be’ dovresti almeno arrivarci in buona forma fisica e con una certa assuefazione alla terra ma non solo: devi anche avere i punti per entrare almeno nel tabellone delle quali altrimenti corri il rischio di aver fatto tanti chilometri per niente, per non parlare dei soldi e del tempo buttato e il senso di colpa relativo. Con quel che e’ successo negli ultimi mesi da Bollettieri e con il ritorno in Florida messo in dubbio, l’ipotesi di andare su e giu’ per la valcamonica in cerca di tornei. Continue reading »

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ago 01

Stefano e Nicholas Grazia

di Stefano Grazia

Bello l’eroe con gli occhi azzurri dritto sopra la nave,
ha più ferite che battaglie, e lui ce l’ha la chiave,
Ha crocefissi e falci in pugno e bla bla bla fratelli,
ed io ti ho sollevata figlia per vederlo meglio,
io che non parto e sto a guardarti
e che rimango sveglio…
(Vecchioni, Stranamore)

Questa volta non faro’ nomi ma voglio raccontarvi questo episodio che e’ secondo me paradigmatico se non della incomunicabilita’ fra Genitori e Maestri almeno di un certo modo di fare, ed essere, Maestri. E piu’ in Italia forse che altrove, anche se non si puo’ davvero generalizzare. Il Maestro in questione e’ sicuramente bravo, forse anche molto bravo, anche simpatico, probabilmente anche mosso da buone intenzioni. Ed e’ stato anche uno molto molto vicino ad entrare nei Top 100 quando giocava. Siccome passava di li’ e abbiamo conoscenti in comune, gli chiedo di fare un’ora con Nicholas col quale aveva anche palleggiato una settimana prima per 10 minuti. Il suo commento poi,quella volta li’, con mia moglie era stato che se non ne aveva voglia, intendendo Nicholas, era meglio lasciar stare. Nicholas invece diceva che non era questione di voglia, era che quella volta era frustrato perche’ non riusciva a colpire bene, a sentire la pallina. Continue reading »

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lug 31

TGF

di Massimo Molino (Simplypete)

Sono tornato ieri sera dall’Austria con Nico è stata una settimana molto interessante per me, anche se devo ancora sbrinarmi dal freddo e soprattutto dalla pioggia…5 gioni bagnati e temperatura sui 13°.
Fatte queste premesse provo a buttare un resoconto dellla trasferta anche se vi anticipo un nome, Simone Alipieva, danese (anche se con quel cognome mi sembra russa di origine) ho letto che ha appena fatto finale in un eta u.14 lei è di ottobre ‘98.

Per quanto riguarda le italiane u.12 tutte fuori al primo turno, per Anna una tedesca troppo superiore del ‘98 (penasavo vincesse il torneo prima di aver visto la danese), per Alexia una ‘99 con cui avrebbe fatto sicuramente match pari se non fosse entrata un po’ bloccata, si è cmq rifatta nel consolation draw vincendo due bei mach per poi smarrirsi in semi…peccato poteva sicuramente vincerlo il consolation. Continue reading »

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lug 28

La Verita’ Oltre Le Bugie o anche: Non Avevamo Capito Niente!

Nessuno mi puo’ giudicare nemmeno tu
La verita’ mi fa male lo so
(Caterina Caselli)

Tutto sbagliato,tutto da rifare
(Gino Bartali)

Chi vive sperando muore cagando
(Ulisse Aldrovandi,
anni 80, nello spogliatoio del Bologna Rugby)

Colpo di Grazia - Corsa sulla Spiaggia

di Stefano Grazia

Chissa’ se qualcuno si ricorda che, quando ancora credevo alle fiabe e ignoravo che Mad Max che ancora credevo fosse un Duro & Puro o perlomeno un qualcosa di simile ad un amico, fui comunque da lui contestato perche’ facevo svolgere a Nicholas il Test di Cooper o la Corsa sul Miglio o comunque perche’ il mio allenamento era fin troppo di tipo aerobico. Dopo che anche il Prof Buzzelli si era espresso cautamente a favore nei miei confronti, Max era andato a sentire dal suo Vate, Giovanni Catizzone, e avuto l’Ok si era presentato con la figlia su una pista di atletica e l’aveva cronometrata ottenendo lusinghieri tempi al punto da farci commentare che chissa’, magari aveva sbagliato sport e avendo in se’ i geni da mezzofondista della madre avrebbe potuto avere ottime possibilita’ anche nell’atletica.Infatti poi partecipo’ ad una campestre con oltre 200 coetanee vincendo a mani basse e per di piu’ senza allenamento specifico. Cio’ nonostante Max piu’ di una volta anche in seguito si sarebbe scagliato contro l’allenamento di tipo aerobico nel tennis fino a farmi quasi sentire in colpa quando io timidamente accennavo che comunque un po’ di jogging (e di fondo aerobico) male secondo me non doveva fare. Non vorrei sbagliarmi ma anche Archipedro si era piu’ volte espresso in questo senso e io mi ero sentito quasi un paria nel fare comunque allenare Nicholas con Circuit Training superiori ai 7’ e nel fargli fare, soprattutto nella prima fase della periodizzazione ma anche poi, ogni tanto una bella corsa di 30-45’ sulla spiaggia. E qualche bella nuotata. E , in Italia, anche qualche bel lungo giro con la Mountain Bike. Continue reading »

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lug 28

Voglio tornare bambina perché le ginocchia sbucciate fanno meno male dei cuori infranti… (Jim Morrison)

Preferisco morire in piedi piuttosto che vivere in ginocchio (Ernesto Che Guevara)

Il futuro sta tutto nelle ginocchia degli dèi (Omero)

Archipedro

di Piero Blanchini (Archipedro)

Solo, di fronte al computer, mi sono inginocchiato sui ceci e, da eretico addolorato, penitentiagisco: devo assolutamente liberarmi il capo da questo drappo autarchico che m’impedisce di cogliere la grazia del Creato tutto, o anche tutto ciò che Grazia ha creato. Che fa lo stesso. Devo necessariamente uscire dall’isolamento gobbo, per alzare la testa fino a poter scorgere l’orizzonte dell’avvenire: è talmente inutile, la misantropia, da sembrare la bestemmia d’un palombaro nello scafandro, dell’alpinista sulla via solitaria. Inutile e controproducente, per chi crede nell’Inferno…

A) LE GINOCCHIA IN BREVE…

Allora, caro papà ideale di bambino portatore di talento tennistico, cerca per un attimo di immaginarti le sue ginocchia dall’interno…provo ad aiutarti.

Quattro fondamentali LEGAMENTI (gli inter-connettori delle ossa) stabilizzano il ginocchio: due legamenti crociati (anteriore LCA e posteriore LCP), molto corti e posti in asse tra le ossa, si “avvitano” tra di loro e collegano tibia e femore: evitano il reciproco spostamento delle due teste (effetto cassetto avanti e dietro). Due legamenti collaterali (ben più lunghi), mediale LCM (tibiale) ed esterno LCE (tra perone e femore), stabilizzano il ginocchio lateralmente. Il menisco mediale e quello laterale esterno sono due cuscinetti fibro-cartilaginosi a C che evitano lo sfregamento di tibia e femore.
Anteriormente la rotula, tesa assialmente tra i TENDINI del quadricipite e rotuleo (i tendini connettono i muscoli tra loro o alle ossa), è tenuta al suo posto dai tendini del vasto mediale e del vasto laterale, le due fasce muscolari laterali del quadricipite stesso (la quarta è il vasto intermedio, sotto il retto femorale). Nella parte posteriore del ginocchio i muscoli ischio-crurali (bicipite femorale, semi-membranoso e semi-tendinoso proteggono il legamento crociato anteriore dalle lesioni.

E così abbiamo chiarito quale sofisticata macchina la lavandaia usi da secoli e secoli in modo poco ortodosso…

Tale conformazione impedisce naturalmente al ginocchio di ruotare: esso è IDONEO SOLO ALLA FLESSO-ESTENSIONE. Tra l’altro i legamenti NON AMMETTONO sollecitazioni RAPIDE ma solo lunghe, e non variano di lunghezza durante i movimenti del ginocchio: è come se fossero sempre attivi. La loro elasticità è piuttosto limitata (ad esempio il LCM resiste ad una tensione di quasi 300 kg/cmq ma ha una deformabilità massima pari al 15-20%.

B) OSSERVARE I FIGLI IN CRESCITA

In considerazione delle elevatissime pressioni che la gamba può scaricare al suolo nelle azioni sportive più intense è fondamentale che l’atleta presenti un perfetto allineamento di caviglie, ginocchia e teste del femore. Ecco alcuni parametri di controllo utili alla coscienza del genitore premuroso:

1) sull’asse trasversale del corpo la pronazione (inclinazione interna del piede) o supinazione impediscono alla caviglia ed poi al ginocchio una bio-meccanica efficiente (ruotano la tibia): il corretto allineamento della caviglia avviene quando il tendine d’Achille segue l’asse della gamba. All’iper-pronazione sulla massima pressione all’appoggio del piede in corsa sono associati la maggioranza degli infortuni

2) Sull’asse sagittale il femore dev’essere antiverso (in posizione eretta il suo asse sopravanza quella del corpo); trasversalmente non deve intra-ruotare, perché valgizza il ginocchio (forma ad X) e destabilizza la rotula, ed extra-ruotare, come avviene per il varismo dei calciatori: le rotule devono mantenere un “parallelismo estetico”.

3) Da un punto di vista posturale una accreditata teoria associa al valgismo e varismo del piede la dominanza delle catene muscolari rispettivamente di chiusura ed apertura. La prima (chiusura) è quella che fa intra-ruotare il femore, accentua il valgo del ginocchio (forma ad X) e tutte le lordosi fisiologiche (curve della schiena); viceversa la seconda provoca la rotazione esterna della coscia e della gamba, il varo del ginocchio e la perdita delle curve naturali nella schiena, con le vertebre sacrali in posizione verticale. A piedi paralleli, come dovrebbero essere sempre tenuti, il corpo sano allineato al muro, con i talloni quasi attaccati allo stesso, tocca la parete sul sedere, all’altezza delle spalle e con la testa.

4) Anche l’iper-estensione (ginocchio ricurvo) ed ipoestensione (flesso) sono un problema: infatti i legamenti del ginocchio si stabilizzano con il carico, e quest’ultimo deve scaricarsi assialmente quanto più possibile (ecco perché ritrovare la massima estensione della gamba dopo un intervento al ginocchio è fondamentale).

5) Per valutare condizioni patologiche d’instabilità articolare si può fare il test di Harrington: se l’ìndice della mano appoggiata su un piano supera l’angolo di 90° nella sua flessione forzata all’indietro si può ipotizzare una lassità legamentosa costituzionale. Quest’ultima va controbilanciata da una particolare attenzione nello sviluppo armonico ed ipertrofico dei distretti muscolari che proteggono i legamenti.

6) Nella simmetria dei quadricipiti e delle ginocchia, che non devono essere gonfie ma neppure piccole, la tonicità del vasto mediale indica che il ginocchio è in salute e ben protetto: è il muscolo che, nell’estensione completa dell’arto da seduti, presenta un rigonfiamento fino alla parte interna della rotula. Quest’ultimo lavora solo negli ultimi 30° della massima estensione, e quindi spesso non viene allenato come il vasto laterale, che lavora assieme al quadricipite : il conseguente scompenso è piuttosto pericoloso. Il ciclismo lo attiva molto bene.

C) LE GINOCCHIA… PENSANO

Detto questo vi isolo il CONCETTO FONDAMENTALE, attorno al quale ruota tutto l’articolo: in presenza d’un punto debole, d’un GINOCCHIO D’ACHILLE che troppo spesso si rompe per le violente sollecitazioni esterne tipiche degli sport di contatto, non si può che utilizzare la gamba intera per proteggerlo il più possibile.

Per spiegare questo concetto possiamo richiamare due casi.

Quello dello sciatore, con piedi incastrati negli scarponi e velocità tali da produrre, in caso d’una repentina perdita di controllo dello sci, forze torsionali d’un ordine di grandezza superiore rispetto alla capacità di sopportazione del ginocchio. Che ovviamente si rompe. Ma lo sci esiste ancora… ed alcuni lo praticano con i legamenti crociati danneggiati… com’è possibile? Perché il cervello s’abitua a far lavorare la gamba in modo tale da non reagire a impulsi torsionali… in presenza dei quali, è banale, cede immediatamente.

Più o meno lo stesso discorso vale nelle arti marziali, con i calci laterali subiti dalle ginocchia della gamba in parata: se nel momento dell’impatto il piede fosse bloccato a terra e la gamba rigida i danni sarebbero immediati ed importanti. Ma il combattente controlla tale fattispecie mantenendo il peso sulla gamba posteriore, affinché sull’arto che subisce la maggior parte dei calci o delle spazzate si scarichi solo una minima parte dell’energia.

Insomma: la dove non c’è DEFORMABILITA’ ci dev’essere CEDEVOLEZZA…

Ora noi sappiamo che il controllo neuro-muscolare dei segmenti corporei è assicurato da tre tipi di propriocettori:

• fusi neuromuscolari (contraggono il muscolo in difficoltà)
• organi tendinei del Golgi – OTG (rilasciano i muscoli se sono i tendini in pericolo)
• ed altri ricettori articolari che, in analogia agli OTG, scaricano il sovraccarico dalle articolazioni (efficienza nervosa dell’articolazione).

Se tali propriocettori sono sensibilizzati, se è alta la soglia della loro attivazione (il muscolo ha più possibilità d’arrivare al limite), se l’atleta è ben allenato a sentire il proprio corpo, la velocità con cui egli potrà reagire ad ogni sollecitazione pericolosa è elevatissima: quindi il cervello salva il ginocchio, ma lo può fare se la gamba ed il corpo sono bio-meccanicamente impostate e possibilmente integre (i calciatori si “spaccano” solo quando non vendono l’entrata dell’avversario…). Infatti le lesioni, i postumi degli infortuni in generale, diminuiscono la sensibilità di questi organi. E quando un tendine viene es. ricostruito, perde i suoi preziosi OTG… e diventa “mentalmente” più fragile.

D) LE GINOCCHIA DEL TENNISTA

S’è detto in passato che mancando nel tennis la corsa veloce, i salti in estensione, gli stacchi verso l’alto… l’allenamento della forza speciale (quella del gesto tecnico, del corpo in funzione del colpi), è una condizione bio-meccanica sufficiente. Ed anche la preparazione atletica degli agonisti era storicamente basata sull’affinità tra condizioni di gioco e sovraccarichi d’allenamento. Chi mai penserebbe di portare un tennista a fare velocità sugli ostacoli o a fare lancio del disco? Ma soprattutto… chi mai farebbe fare queste cose ai giovanissimi, che già hanno difficoltà a tenere una racchetta in mano correttamente?

Ribadirò ora una cosa che TUTTI sanno: noi usiamo solo i muscoli che abbiamo. Ed i bambini, in particolare, si organizzano rispetto alle fasi sensibili del proprio corpo. Man mano che esso si dimostra plasmabile in una direzione, loro la percorrono… Se si sentono di correre, o sono irrefrenabilmente attratti dall’idea di salire su un muretto e poi di saltare giù, e più alto è il muro più sono contenti, un motivo ci sarà. Ed anche con la racchetta da tennis in mano tenderanno in principio a giocare a baseball: perché al controllo del colpo non saranno minimamente interessati… il divertimento è sparare la pallina in cielo. E’ tirare il sasso il più forte possibile. E’ contrastale le forze gravitazionali che li opprimono…

Le ginocchia dei ragazzi sono, in tal senso, l’anello debole in una catena di relazioni fondamentali che potranno trovare completa espressione con l’adolescenza: solo allora saranno degne d’un rovescio ad una mano, o d’un servizio teso e competitivo. Quando sarà il momento di produrre tali colpi ogni deficit coordinativo o condizionale scaricherà energie (e quindi lavoro) dai distretti idonei agli sforzi speciali a quelli inidonei… dai piedi alle caviglie, dalle caviglie alle ginocchia… dalle spalle alla schiena e dalla schiena alle anche… Ed allora il tennista moderno, che è molto alto e vorrebbe rispondere ai colpi in back ed anche attaccare la rete, avrà il problema che per giocare alla Edberg si dovrà (finalmente) piegare sulle ginocchia… e farà amicizia con quelle due amiche troppo tardi… E sarà triste di non averle allenate, nella loro rigidità, a scaricare correttamente la potenza impulsiva delle proprie azioni e contemporaneamente ad essere cedevoli quando un cambio di direzione le costringe a qualsivoglia rotazione innaturale. Alla fine non potrà fare a meno di rimpiangere la propria infanzia crudele… sigh! ☹

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Per gli aspetti di preparazione atletica dedicati agli arti inferiori aprirei eventualmente un capitolo a parte…

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lug 23

Nicholas Grazia

di Stefano Grazia

Forse un giorno vi raccontero’ anche tutto il resto (dati, cause e pretesto) ma adesso voglio solo dirvi di quando, l’altro giorno, sono andato al TCA di Bologna a giocare per provare con mio figlio, la famosa Canaglia, alcune racchette. 18 Euro!!! Fossi stato socio come un tempo avrei pagato invece 16 Euro. D’estate! D’inverno fra riscaldamento e telone mia sorella mi dice che di euro se ne vanno 14 a cranio.Se Atene piange Sparta non ride: il giorno dopo vado alla Pallavicini dove il Prof Buzzelli ha posto le basi per il suo Centro Ottimale e in sua assenza prenotiamo un campo: 13 Euro. Dalle 7 alle 8 con il campo disposto in modo tale che il sole del tramonto ti arriva esattamente negli occhi e impedisce a uno dei due letteralmente di vedere la pallina appena passa alta sopra la rete….E allora cari miei, cari Tropiano detto Trophy e Commentucci e Giorgio Giorgio detto Alfonso e ci metto pure Il Federale per antonomasia, il buon vecchio DemosteNikolic, e’ inutile menarsela con I Genitori che sono Il Grande Male, e’ inutile girarci intorno: se non si abbassano I prezzi, il tennis e’ destinato a scomparire… Continue reading »

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lug 23

Eduardo Medica, per chi non lo sapesse, è l’allenatore che sta seguendo (con la supervisione di Eduardo Infantino) il giovanissimo Gianluigi Quinzi (classe 1996), grande promessa del nostro tennis. Medica ha un buonissimo passato da professionista, che lo ha visto giungere sino alla posizione numero 109 delle classifiche Atp; in carriera l’argentino, classe 1976, ha superato giocatori quali Gaudio, Alami, Furlan, Calleri, Meligeni, Boetsch e Chela). Il nostro Ivan Sabatini ha avuto modo di scambiare quattro chiacchiere (IN ESCLUSIVA) con Eduardo, che ci ha svelato alcuni dettagli interessanti sulla crescita di Gianluigi.

Gianluigi Quinzi

di Ivan Sabatini (traduzione di Carlotta Corrente)

Allora Eduardo, da quanto segui Quinzi?
“Seguo Gianluigi Quinzi solamente da 3 mesi. Faccio con lui un lavoro personalizzato.”

In che modo è iniziata la vostra collaborazione?
“L’ho conosciuto attraverso Eduardo Infantino..”

Cosa puoi dirci di Gianluigi? Qual è attualmente il suo tennis?
“Guarda tennisticamente e’ molto completo. Ha un rovescio che gioca piatto verso ogni direzione, padroneggiando molto bene gli angoli. Il diritto è giocato con moltissimo top-spin e la palla è già oggi piuttosto pesante; stiamo lavorando però moltissimo affinché possa variare con il diritto e tirare anche forte e teso. Nella vole’ non ha molta confidenza; non gioca male a rete, ma non si azzarda ancora ad eseguire il serve & volley. Nel servizio stiamo lavorando sul lancio e sella percentuale. Fisicamente è molto forte nella parte inferiore, ma non moltissimon in quella superiore, su cui stiamo lavorando tantissimo.” Continue reading »

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