La rinascita di Thanasi Kokkinakis

di - 2 luglio 2017
Thanasi Kokkinakis - Foto Ray Giubilo

Nel mondo del tennis maschile si sta arrivando al punto di un inevitabile ricambio generazionale. Federer gioca divinamente, come dimostrato anche nella recentissima finale di Halle, ma ad agosto le primavere saranno 36, e anche gli altri fab4 stanno superando i 30 anni. Magari non immediatamente, ma entro 3-4 anni il dominio passerà a giovani e giovanissimi del circuito Atp : Zverev, Kyrgios e Thiem su tutti, senza dimenticare Edmund, Chung, Coric, e molti altri ragazzi dal sicuro avvenire. Negli ultimi anni si stava però perdendo di vista uno dei più fulgidi talenti della Next Gen, causa infortuni a catena, ed è quello di Thanasi Kokkinakis. L’australiano classe 96 è uno dei giovani talenti più puri del panorama tennistico mondiale, da sempre additato dagli addetti ai lavori, nonché da chiunque possieda un minimo di conoscenza tennistica, come un futuro top 20 o top 10.

A partire dal 2013 però la sua carriera è stata un vero e proprio calvario costellato da continui infortuni più o meno gravi; durante la finale dell’Australian Open juniores, infatti, persa contro il grande amico e connazionale Nick Kyrgios, si è procurato una frattura da stress alla schiena che lo ha costretto a 6 mesi di stop. In seguito è riuscito a riprendersi alla grande fino al miglior risultato in carriera, la vittoria al primo turno degli Australian Open 2015 contro Ernests Gulbis e al terzo turno al Roland Garros, riuscendo ad entrare nei primi 100 ATP.

Da fine 2015 in poi, l’inizio di quello che sembrava un tunnel interminabile: un infortunio alla spalla lo costringe ad un’operazione e a saltare quasi in toto la stagione 2016, dove tenta il rientro all’O di Rio, ma l’infortunio successivamente si aggrava costringendolo allo stop forzato fino a fine anno. Una mazzata per il tennista di Adelaide, che definirà tutto questo in un’intervista come “il periodo più duro della mia carriera, non sapevo in che modo impiegare le giornate per un anno, a parte fare elastici e riabilitazione. Mi mancava la competizione e tutto questo è stato molto frustrante per me”.

Pare riprendersi all’inizio di quest’anno, quando riceve una wc per il doppio all’Atp 250 di Brisbane e vince il torneo in coppia con Jordan Thompson, ma anche questa volta i problemi sono per lontani dall’essere terminati: una ricaduta al problema alla spalla lo costringe ad altri mesi di stop, ed addirittura a pensare all’addio al tennis giocato a soli 20 anni. Ma la pazienza e la determinazione si riveleranno qualità vincenti del giovane aussie, che ricomincia finalmente a vedere la luce: perde al primo turno a Lione e al Roland Garros, ma supera un turno ad Hertogenbosch contro Youzhny e al Queen’s batte nientemeno che Milos Raonic per 7-6 7-6, definendo questa “la vittoria più importante della mia carriera”. Si arrende poi a Daniil Medvedev, come a s’Hertogenbosch, ma finalmente dopo anni di infortuni la strada sembra quella giusta per arrivare tra i primissimi del ranking ATP, ben lontano dal suo attuale best ranking di numero 69, quasi un insulto per un talento come Kokkinakis.

 

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Un commento

  1. cataflic

    Purtroppo sia lui che Kyrgios sono fragili fisicamente.
    Essere sani per un lungo periodo è oggi una condizione necessaria per stare al vertice.
    Una sfida per una generazione di tennisti molto alta di statura che si sta proponendo come sostituta della vecchia.
    D’altro canto Federer, Nadal, Djokovic e Murray sono alti mediamente 1,87 che è l’altezza media standard dei top attuali, mentre la next gen è almeno 6/7 cm più alta…meno mobile…più delicata…a parte Thiem.

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