L’Italia in Fed Cup: analisi e considerazioni

di - 11 Febbraio 2016

Fed Cup, Italia-Usa, Flavia Pennetta in campo a Brindisi

di Michele Galoppini

I risultati del primo turno di Fed Cup che si sono resi ufficiali quest’ultima domenica hanno riportato a galla tante preoccupazioni e numerose critiche relative alla squadra italiana ed al movimento che non sembra dar supporto alle grandi azzurre, sempre più “anziane” e sempre meno in numero.

L’Italia, ormai si sa, è stata per il secondo anno consecutivo eliminata dalla compagine francese nel primo turno della maggiore competizione a squadre. Un secco 4-1 ha portato le transalpine in semifinale con l’Olanda, altra protagonista di una disfatta di una grande del tennis, la Russia, totalmente incapace di mostrare del tennis quantomeno competitivo e che ha perfino dovuto combattere con i capricci (inaccettabili perché opportunistici) di una Maria Sharapova, presente solo per potersi prendere il pass olimpico, cosciente che non accetterà più alcuna convocazione in squadra e che di russo e patriottico sembra avere ben poco. Sembra si sia addirittura guadagnata le critiche feroci dell’ex capitano Tarpischev, che sembra le abbia destinato un “non si affanni a conquistarsi un posto a Rio perché per la Russia non ci parteciperà”. Lasciando in terra russa i loro disastri, meglio se pensiamo ai problemi di casa Italia.

L’eliminazione per mano francese ci obbliga a salvare la nostra posizione nel World Group con una sfida contro la Spagna, che nasconde non poche insidie. Gli iberici sono guidati da Carla Suarez Navarro e Garbine Muguruza: certamente le due giocatrici fanno moltissima paura, ma è anche vero che la Suarez Navarro è tutt’altro che imbattibile (e la Errani lo ha già dimostrato più volte) e la Muguruza, a seconda della superficie e dell’avversaria, potrebbe incappare in match molto negativi. Difficile anche prevedere quale sarà la superficie scelta dalla Spagna, poiché la terra rossa può esaltare la Errani e mettere in difficoltà la Muguruza, mentre il veloce potrebbe togliere smalto a Carla Suarez Navarro per darlo a Camila Giorgi, in grado di fare certamente match alla pari anche con la Muguruza. Bisogna anche considerare la posizione di Karin Knapp e Roberta Vinci. L’altoatesina è prossima al rientro in campo e potrà dare man forte all’Italia, mentre la tarantina può mettere in seria crisi anche la Muguruza, particolarmente sofferente sulle variazioni di gioco e soprattutto in avanzamento ed a rete.

Proprio la posizione della Vinci è quella che ha scatenato, al solito, le maggiori polemiche: la tarantina ha scelto di dedicarsi alla WTA piuttosto di seguire la squadra azzurra, “causando” la convocazione di Martina Caregaro, che per quanto in ascesa (arriva da un ottimo 2015 dove si è guadagnata il best ranking attorno alla 250esima posizione e tutto fa presupporre almeno la top200 a fine 2016) ancora non può nulla contro le giocatrici al top, e soprattutto forzando la scelta delle singolariste e privando l’Italia di una doppista di assoluta qualità. Non bisogna però dimenticare la delicata rottura tra Sara Errani e Roberta Vinci: è chiaro che supporre la presenza di entrambe in squadra avrebbe potuto mettere in difficoltà sportive e forse personali entrambe le atlete azzurre, persone umane prima di atlete.

E quasi per non saper che altro dire, anche Flavia Pennetta è stata tirata in mezzo dalla crisi isterica di chi vuol vedere l’Italia tornare a vincere. Flavia ha detto chiaro e tondo che a tennis non vuole più giocare, né ora, né all’Olimpiade. La classifica ce l’ha ancora solo per dare un contentino al CONI, che ancora spera, come se la Pennetta fosse la salvatrice dello sport italiano, di vederla portabandiera prima ed eroina sul campo poi. In sintesi, lasciamo in pace chi ha scelto di dire basta e chi, nel pieno dei suoi diritti, vuole pensare con tranquillità alla sua, probabilmente, ultima stagione nel circuito mondiale.

Detto questo, è chiaro che la situazione in Italia non sia delle migliori, quantomeno per il momento: Pennetta ritirata, Schiavone non più in grado di mostrare i livelli di tennis di una volta, Giorgi poco affidabile, come generalmente le altre riserve. Ed è questo il maggiore problema italiano: la mancanza attuale di riserve di alto livello. Negli anni d’oro, che hanno portato l’Italia a vincere 4 Fed Cup in 8 anni dal 2006 al 2013, non c’erano solo le big a portare in alto i nostri colori, ma anche “riserve” del calibro di Tathiana Garbin, Mara Santangelo, Errani e Vinci stesse, Alberta Brianti e non solo, pronte a scendere in campo in sostituzione di eventuali mancanze. Allo stato attuale, non ci sono effettivamente riserve, perché nelle titolari necessitiamo della Caregaro (non si vuole certamente tacciare l’aostana di “incapacità” tennistica, ma è ovvio che per ora la giovane azzurra non sia in grado di dare man forte alle altre azzurre).

Eppure, per fortuna, qui si vuole continuare la lotta contro chi dice che in Italia non c’è movimento dietro alle migliori. Siamo un po’ in ritardo rispetto a tutte le altre nazioni, è vero, ma ciò non significa che non arriveremo. A livello junior, l’Italia al femminile è costantemente nelle cronache dei migliori risultati ed i prospetti migliori non si riescono a contare sulle due mani a nostra disposizione. Tra le giovani invece sono tantissime le 1995, 1996, 1997 e non solo che già hanno dimostrato tutte le loro eccelse qualità tecniche, solidissime basi per non essere una meteora del tennis ma una brillante stella del futuro. Perdonate se si mancano alcuni nomi nell’elenco, ma Alice Matteucci, Georgia Brescia, Cristiana Ferrando, Bianca Turati, Jasmine Paolini, Jessica Pieri e non solo hanno tutte migliorato sensibilmente la loro classifica e/o il loro gioco nel 2015, pronte ad un 2016 coi fiocchi. Coi fiocchi non significa che raggiungeranno la top100 e faranno match alla pari nei tornei WTA, ma che in quest’anno continueranno la loro crescita solida, costante e promettente.

Facciamo due conti: l’ultima volta che l’Italia non giocò nel World Group di Fed Cup fu nel 2001 e nel 2006 cominciò un ciclo indimenticabile e che tuttora sta andando avanti in minore portata. Se anche dovessimo retrocedere, nel 2017 non giocheremo il World Group; lasciamo passare 5 anni ed arriva il 2022: le nostre migliori stelline avranno tra i 25 ed i 28 anni, un’età che per le azzurre ha sempre portato tante delle migliori soddisfazioni.

I cicli sono chiamati così perché necessitano di un periodo di magra prima di riportare splendore. E se il periodo di magra dovesse arrivare proprio ora, non disperiamo. E sono convinto che Errani in primis, Giorgi a ruota, e Knapp in scia potranno farci ancora sognare, almeno qualche volta.

PS: ricordiamo che il penultimo Slam della storia ha visto trionfare Flavia Pennetta, che sulla sua strada ha distrutto giocatrici come Simona Halep e Petra Kvitova prima di battere in finale, nella prima finale della storia tutta azzurra, Roberta Vinci, capace di letteralmente mandare in depressione la numero 1 al mondo Serena Williams, di disintegrare il suo sogno chiamato Calendar Grand Slam e di segnare l’upset tennistico più importante della storia femminile. Forse così male non sta proprio andando…

PPS: ho il sospetto che il 90% di coloro che stanno raccontando disgrazie del nostro tempo tennistico, basandosi sul risultato della Fed Cup, è fatto da coloro i quali, quando ne abbiamo vinte 4, dicevano che la Fed Cup non conta niente perché non ci partecipa nessuno. L’importante è la coerenza (e da parte mia, togliermi un paio di sassolini dalla scarpa).

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69 commenti

  1. ramirez

    Egregio Galoppini la Fed conta poco per almeno due motivi. Primo (come in Davis) basta quasi UN SOLO BUON GIOCATORE…e secondo il tabellone è composto da un numero limitatissimo di squadre.
    Io scrissi le mie critiche dopo la vittoria contro gli USA non oggi. Forse perchè ci vuole occhio per capire che ci sono vittorie e vittorie. . Per quanto riguarda le promesse è abbastanza facile vedere che ci sono dei muri. Uno è più o meno intorno alla 250esima posizione. Li arrivano e lì si fermano quasi tutti/e.
    Poi ce n’è un altro intorno alla 150esima. Anche lì ci arrivano e poi pare insormontabile. I nostri/ le nostre arrivano a quei muri e oltre non riescono ad andare. Questa è la situazione reale ..il resto sono SOGNI.

  2. cataflic

    Lancerei a Brancher( che è il mago dei numeri)la sfida di una riflessione sul rapporto per nazione tra abitanti/tesserati/giocatori/giocatrici tra i/le100atp/wta

    Da un’analisi simile dovrebbe venire fuori l’efficienza del sistema di reclutamento e transizione verso il professionismo.

  3. cataflic

    Sarebbe anche interessante per vedere se ad esempio le polemiche su Supertennis sono fondate o no, dal momento che a prescindere da altri discorsi, servirebbe ad aumentare la base di tesserati e la penetrazione sociale del tennis….tesserati da cui poi statisticamente vengono fuori giocatori( e qui si vede l’efficienza del processo di insegnamento agonistico).

  4. ramirez

    Cataflic
    non credo che il sistema giocatori / abitanti / tesserati ecc ecc sia del tutto valido.
    Occorrerebbe sapere cosa rappresenta il tennis per quella nazione. Il fatto che milioni frequentino
    i circoli italiani per giocare a tennis cosa significa ? boh ! cosa rappresenta il tennis per quelle persone ? uno sport o un passatempo utile per socializzare ? sinceramente non ho una risposta.
    Il tennis per quanto giocato da molti è uno sport per pochi agonisti. Insomma il numero di racchette
    vendute e quindi utilizzate penso non descriva esattamente la situazione. Ovviamente parere personale.
    .
    Capitolo supertennis. Io la vedo con interesse. Il fatto che mi dia tennis gratuitamente lo ritengo
    un’ottima cosa. Ok e dopo ? e dopo non mi convince quando cerca di vendere (ma è naturale)
    tutto il marketing della FIT. Per esempio: sei un maestro Fit ok sennò sei un asino (vedi vecchia pubblicità) Apri un circolo FIT ed avrai questi vantaggi. E soprattutto non mi piace la mancanza
    di onestà intellettuale, il lodare sempre il prodotto italiano anche quando non vi sono motivi.

  5. ramirez

    Cataflic
    a me piacerebbe leggere un articolo dal seg. titolo: mettiamo in ordine il tennis italiano.
    Guardacaso è un articolo della rivista della PTR: We still need to fix american tennis..seguito
    ,dice l’autore, di altro articolo sullo stesso argomento scritto nel 2012. Insomma gli americani si chiedono cosa non vada, e noi ? E lo fanno pur avendo Serena e sorella, Isner ed i fratelli Bryan, insomma qualcuno ce l’hanno.
    e se hai pazienza ti elenco i motivi (secondo lui) del declino
    1) the decline in the phisycal fitness for youth (da notare che la tabella allegata mostra che i ragazzi italiani sono al top dell’obesità con una percentuale del 30,9& nelle ragazze e del 32,4% nei ragazzi
    per comparazione Germania 17,6% e 22,6% ..Francia 14,9% e 13,1% ..i dati sono forniti in base a: what other countries have reported..pagina 8 rivista PTR novembre dicembre 2015)
    2) failure to develop a full court game & too much drilling with little play
    3) failure to practice and compete on clay courts (questo potrebbe spiegare le classifiche dei giocatori USA, praticamente perdono la stagione europea sulla terra .,e magari perdono in Puglia in Fed Cup)
    4) Failure to teach character, self reliance, independence overcoming adversity & how to rebound from failure…..e questo mi sa che attiene anche ai NOSTRI RAGAZZI, o no ?
    5) tennis academies and the awarding of international scholarships…
    6) US college tennis & recruitment of international players…today nearly half of all NCAA tennis players are from countries other than USA…(figuriamoci una cosa simile in Italia)
    .
    vorrei tornare al discorso fitness of the Youth..secondo chi ha scritto l’articolo OGGI IN USA RISPETTO AL 1973 CI SONO 8.626.000 (OTTOMILIONI E ROTTI) …FEWER CHILDREN AGES 10/18 AVAILABLE FOR SPORTS ..
    .
    ecco chi voleva dei numeri qui li può leggere. Una domanda : esiste uno studio simile per il tennis italiano o per lo sport più in generale ?
    Avrei piacere di leggerlo

  6. ramirez

    ho gogolato perchè il tennis italiano va male..ed ho trovato, per esempio, questo articolo
    .
    Anche perché c’è chi sta peggio. Il circuito femminile, ad esempio. La più grande generazione che l’Italia abbia mai visto calcare i campi, come detto, non ha lasciato eredi e se a New York abbiamo assistito al canto del cigno, nel dayafter australiano abbiamo conosciuto quello che ogni probabilità sarà lo scenario futuro: vuoto. Vinci esclusa – e che per altro saluterà tutti a fine anno salvo clamorosi ripensamenti – Errani e Giorgi ci hanno salutato al primo turno. Ma anche qui non è questo il problema. Nelle qualificazioni abbiamo portato solo la Schiavone – ormai 35enne e 115 del mondo –, registrando una penuria che non si vedeva dal lontano anno 2000 quando è vero che in tabellone piazzammo solo Rita Grande e Tatiana Garbin, ma nelle qualifiche portammo dentro 10 ragazze. Sintomo, il precedente, di un movimento che stava evidentemente fiorendo. Situazione oggi, invece, totalmente opposta. Dietro la Schiavone, la prima italiana è la valdostana Martina Caregaro: una classe 1992 fresca di prima convocazione in Fed Cup, ma anche numero 252 al mondo e in Australia nemmeno presente. Poi il nulla. Dal torneo junior escono i nomi di Lucrezia Stefanini (fuori al primo turno) e Ludmilla Samsonova; quest’ultima capace di passare un turno e ragazza dalla personalità interessante. Pochino però, a livello numerico, per sperare in una continuità del movimento.

  7. Alessandro Nizegorodcew

    @ramirez
    Tu puoi pensare ciò che vuoi, ma ritenere che negli Stati Uniti provino a fare qualcosa e in Italia invece no è sbagliato profondamente. Si può sbagliare, ma in Italia si sta provando da tempo a costruire giocatori e si sta cercando di limare gli errori commessi in passato. Poi vabbè, come avrai letto, per il “movimento” è soltanto la base che si crea e lì ci sono meriti e demeriti della fit movimento in crescita quindi meriti). Il giocatore non lo costruisce però la federazione, che infatti i quel caso non deve prendersi né meriti né demeriti. Io la vedo così

  8. monkey71

    Io credo che i problemi fondamentali siano due…
    Il primo è di carattere organizzativo,è inutile che si cerchi di aumentare la base di bambini praticanti se poi appena un bambino mostra doti che possono proiettarlo nell’agonismo si scontra contro un muro di difficoltà economiche,di mancanza di strutture o di persone competenti,per cui in partenza gia il 90% dei bambini cosiddetti dotati li perdi subito,ancora prima di iniziare il percorso,mentre l’altro stoico 10% te lo perdi lungo la strada….più che aumentare la base dei bambini che iniziano a giocare secondo me devi aumentare la base dei bambini che si avviano all’agonismo garantendogli un percorso chiaro,con costi sostenibili,con strutture alle quali rivolgersi e con gente competente…potresti fare delle selezioni regionali che portino i ragazzi a fare qualche torneo in giro per l’italia a spese del comitato regionale di appartenenza (che di soldi ne ha),potresti cercare di fare delle convenzioni con compagnie aeree per scontare fortemente il costo dei biglietti,si può certamente fare qualcosa di più…
    L’altro problema è di carattere culturale…a livello giovanile il tennis si sta sempre più precocizzando con i ragazzi e ragazze dell’est (ma non solo) che gia a 12 anni hanno 50 incontri Tennis Europe sulle spalle e si comportano come professionisti navigati mentre i nostri cominciano timidamente ad affacciarsi all’estero…non discuto se sia un bene o un male questa precocità ma di fatto è così,c’è sempre chi argomenta che i nostri maturano e arrivano dopo ma penso che sarà sempre più difficile per loro recuperare il terreno perso in partenza senza contare quelli che,vedendosi troppo staccati da giovani,non ci provano nemmeno a recuperare e rinunciano prima,afflitti anche dai problemi economico-organizzativi detti prima…

  9. monkey71

    Mi spiace Alessandro,non concordo con te…in Italia non si sta provando minimamente a costruire giocatori,non c’è un programma serio,non c’è un progetto,si fanno iniziative così casuali,tanto per far vedere che si fa qualcosa…il maggiore impegno della FIT mi sembra stia in due cose,l’appropriarsi di meriti (quasi sempre non suoi) di risultati di qualche giocatore e cercare qualunque modo di reperire fondi in tutte le maniere possibili…è la cruda realtà di chi la vive costantemente tutti i giorni…

  10. Alessandro Nizegorodcew

    Provare non vuol dire riuscire ahimè… ma progetto ce ne sono, basta studiare e scoprirlo

  11. monkey71

    Ok Alessandro,allora da ignorante ti chiedo gentilmente di fornirmi il materiale per studiare…
    Io di progetti che riguardano il favorire l’agonismo nell’ambito giovanile non ne conosco,eppure un pochino ci vivo…in compenso conosco parecchie iniziative per penalizzarlo…però ripeto,sono apertissimo a colmare la mia ignoranza e a ricredermi se hai argomenti da mostrarmi…

  12. monkey71

    In quale modo obbligare un ragazzo a frequentare i centri estivi per poter essere convocato in una qualunque manifestazione a squadre (spendendo soldi che potrebbe destinare meglio) favorisce lo sviluppo del tennis giovanile?
    In quale modo convocare i ragazzi ai raduni tecnici,facendogli pagare cifre esorbitanti,favorisce lo sviluppo del tennis giovanile?
    In quale modo,impedire ad un ragazzo,che non si allena in una scuola tennis riconosciuta FIT,di essere convocato in rappresentative regionali,favorisce lo sviluppo del tennis giovanile?
    Potrei elencarne parecchie di cose,ma tu mi dici che a fare da contraltare a questo ci sono anche iniziative positive ed io sono contentissimo e pronto a prenderne atto…

  13. Alessandro Nizegorodcew

    @monkey71
    A me sembra che tu stia spostando l’attenzione dall’argomento iniziale. La base di tesserati e praticanti aumenta la possibilità di trovare ragazzi di valore in futuro? Si. La base si è allargata in questi anni? Si. Fin qui, dati di fatto. Perché si è allargata? Potremmo discuterne all’infinito ma i numeri parlano. Ora veniamo ai progetti. Credevo sinceramente tu ti riferissi a reali progetti tecnici e organizzativi, come quello Over destinato agli over 18 affinché non vengano abbandonati a se stessi come troppe volte fatto in passato. Alcuni li abbiamo irrimediabilmente persi, altri forse no, altri li “salveremo”. Il discorso sui centri estivi lascia il tempo che trova. Che sia sbagliato o meno è un altro discorso, non dico che è giusto il metodo, ma non è certamente quello che cambia le carte in tavola nei top-100. Una volta entrati nel circuito sono i giocatori a dover gestire la propria azienda personale, perché di quello si tratta, la federazione può solo aiutare economicamente.

    Questo per dire cosa? Che se la Schiavone vince Parigi è merito della Schiavone. Se la Schiavone perde al primo turno nell’Itf di Nairobi è colpa della Schiavone. A quel punto è tutto in mano a loro. Demeriti e meriti sono solamente dei giocatori e dei loro staff

    Quindi dicendo che io non sto parlando di iniziative che fanno da contraltare a quello che citi tu, dico proprio che, giuste o sbagliate, non sono questioni che cambiano le carte in tavola dei grandi numeri.

  14. Giorgio il mitico

    x Alessandro Nizergorodcew

    tra la Schiavone e la Pennetta e tutta la base dei praticanti questo sport, c’èquella che io chiamo la “middle class” del nostro tennis e cioè quei giocatori tra il 101 e il 1.000 al mondo, quasi tutti giovani che lottano per entrare nei famosi TOP 100 ; come già scritto altre volte ho la sensazione che non siano adeguatamente tutelati nei loro interessi sportivi (avere più chances per entrare nei 100).

    Fino a qualche anno fa l’Italia pullulava di tornei da 10.000 a 100.000 dollari disseminati SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, i nostri atleti avevano modo di confrontarsi con atleti stranieri senza sobbarcarsi in costose trasferte all’estero.

    Oggi 2015-2016 qual’è la situazione per questa fascia di tornei PREPARATORIA per il professionismo di alto profilo (quello dei TOP 100), dai su , fatti forza fai un confronto con una decina di anni fa !

  15. Giorgio il mitico

    x Alessandro Nizergorodcew

    nelle tue analisi sostieni che essendoci più ragazzini-e tesserati che giocano a tennis le probabilità che aumentino i forti professionisti, ma qui SBAGLI, il sottoscritto viene dalla campagna ed ha imparato una cosetta : non basta seminare più chicchi di grano per avere un raccolto sempre più abbondandante.

    Bisogna arare bene il terreno, seminare nel periodo giusto, dare la giusta quantità di concime, quindi occorre dare nelle quantità di legge le dosi di diserbanti (contro le piante infestanti), se a Primavera ci sono problemi di modesta crescita o di invasione di insetti dannosi si interviene ancora, quindi bisogna trebbiare il raccolto nel momento giusto e non mi dilungo sulle procedure di immagazzinaggio e conservazione del prodotto perchè sia perfettamente commestibile anche dopo molti mesi.
    Il sistema tennis i suoi chicchi di grano , cioè i giocatori, li DEVE CURARE di più e meglio in special modo quando sono MIDDLE CLASS tennistica (101-1.000) al mondo e finanziare qualche decina di tornei da almeno 10.000, 15.000, 25.000 dollari in Italia AUMENTEREBBE di molto le loro possibilità di entrare nei top 100.

    Già prima della Seconda Guerra Mondiale c’era un tipo che pensava che il numero sempre più grande esprimesse sempre più potenza, abbiamo visto che facciata contro il muro ha preso l’Italia di quei tempi.

    Si deve lavorare sulla qualità e si deve investire sulla qualità.

  16. monkey71

    Alessandro,in parte ti ha gia risposto Giorgio il Mitico in parte te lo avevo gia detto nel mio primo post.
    A mio avviso il fatto di avere più praticanti non sposta di una virgola la probabilità di avere più campioni,che tu abbia 1000,10.000 o 100.000 bambini se poi quelli che possono fare agonismo li tarpi tutti sul nascere non cambia proprio nulla…cambia invece la quantità di entrate per la FIT questo si….
    Poi non sono io che sposto l’attenzione,sei tu che guardi solo avanti e parli degli under 18,non capendo che se non ti curi bene gli under 12 e 14 avrai sempre meno under 18 e sempre di minor qualità…

  17. monkey71

    Se io tiro su una scuola tennis con 500 ragazzini ho certamente più probabilità di trovare qualche ragazzino di qualità rispetto ad una scuola con 20 ragazzini….
    Ma se io questi ragazzini con qualità li lascio lì,in mezzo alla massa,non li stimolo,non ci lavoro con programmi diversi,non gli propongo di allenarsi di più e meglio,non me li porto in giro a fare tornei,alla fine si confonderanno con gli altri e diventeranno al massimo i migliori di quei 500,niente più.
    La scuola che ha solo 20 ragazzini invece,a parte il fatto che mediamente come livello diventeranno tutti più bravi dei 500,ma se poi avrà la fortuna di beccare quello con buone qualità allora potrebbe ottenere certamente risultati migliori….
    Allora come discorso è certamente meglio avere il bacino dei 500 ragazzini,ma poi devi prevedere tutto un percorso che faccia in modo che i 20-30 che dimostrano qualità da agonista siano stimolati,invogliati e incoraggiati a intraprendere quel percorso…
    La mia sensazione è che invece quei 20-30 siano visti dalla FIT come i gonzi a cui,invece di spillare i 50 euro mese per la classica sat,puoi spillare i 400 mese proponendogli mirabolanti programmi di allenamento finalizzati al nulla e senza la minima programmazione…

  18. monkey71

    Dimenticavo che,mentre oggi vedevo affrontarsi due 97 Top 50 al mondo,pensavo alle nostre 98 che vanno a fare un tour di un mese in Sudamerica per racimolare punti per la classifica Juniores…va beh…

  19. ramirez

    Devo dire che la discussione è interessante. Anche io credo (ma l’avevo già scritto) che non è il numero di praticanti indice di futuri campioni. Sarebbe come dire che avendo più patentati (il doppio o il triplo rispetto a qualche decennio fa) abbiamo più piloti di Formula 1. Di italiani manco l’ombra !!
    Ovvio che non possa essere la FIT a creare campioni. Però deve fare il possibile per portare ragazzi al tennis, cominciando con un accordo con il ministero dell’istruzione. La nostra Sat ha fatto un accordo con una prof. di educazione fisica e andiamo in palestra da loro a mostrare qualcosa. Devo dire che il materiale umano è assai scadente !! Vale per ragazzi e ragazze ma le ragazze sono …..non ho parole. Mi chiedo quanti genitori abbiano perso 5 minuti per vedere il proprio figlio/a correre e saltare. Ne vengono molti che vanno a nuoto. Ok ci mancherebbe saper nuotare è una buona cosa. Ma un ragazzo che non sa correre e saltare..che ragazzo è ??????? boh

  20. Nicoxia

    Monkey il ragionamento delle scuole che ne hanno 500e quelle di 20 ha una logica secondo me corretta che avvalora ancora di più la nostra dei genitori che ne abbiamo solo uno quella dei tornei in sud America anche se finalizzata a prendere solo i punti ma ci sono anche altre finalità da considerare che se prese in considerazione hanno una loro validità in base ad un percorso personalizzato nel caso specifico senza nascondermi sono d accordo con te per la precisione le ragazze sono del 99

  21. Nicoxia

    Consapevolezza del proprio livello se fosse alto li avrebbero dovuto vincere tutto esperienza di adattamento e organizzazione conoscere nuove realtà diversi modi di giocare aumento capacità ideomotorie adattamento a climi diversi esperienza di jet lag …..

  22. monkey71

    Io posso dirti che qualche giorno fa mi sono dilettato in una piccola ricerca per vedere che futuro avevano avuto le top 8 dei campionati italiani under 14 femminili dal 2005 al 2010 quindi ragazze che adesso hanno dai 20 ai 25 anni.
    E’ uscito fuori che circa il 20% di quello che rappresentava più o meno la crema di quelle annate ha gia smesso (alcune solo dopo tre anni da quel risultato),molte altre veleggiano dalla classifica 2.6 in giù e sono in fase calante e solo pochissime stanno facendo una attività degna di nota ma senza particolari acuti….è inutile cercare di curarli o recuperarli a 18 anni se poi non ce li fai arrivare o ce li fai arrivare spompati o spremuti sia psicologicamente che economicamente…

  23. ramirez

    come scrivevo occorrerebbe che Fit e min Istruzione ecc ecc..da Ubitennis
    .
    MIUR e CONI lanciano un progetto che permetterà ai ragazzi di conciliare la vita da studenti con quella da atleti e garantirsi cosi un futuro anche al di fuori dell’attività sportiva

    ll Programma, presentato presso il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, attua quanto previsto dalla legge ‘Buona Scuola’ (articolo 1, comma 7) in materia di diritto allo studio degli studenti-atleti. È realizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Coni, il Cip (Comitato italiano paralimpico) e con la Lega Serie A. Inizialmente coinvolgerà un numero esiguo di studenti coinvolti nelle attività calcistiche, ma dal prossimo anno sarà esteso a tutte le discipline sportive. I giovani studenti avranno la possibilità di seguire una parte delle lezioni e comunicare con professori e compagni tramite piattaforma informatica, inoltre saranno affiancati da un tutor.

    “Dare a questi giovani la possibilità di proseguire e completare gli studi è molto importante – ha dichiarato il Presidente del Coni, Giovanni Malagò – anche per garantire loro un futuro quando interromperanno l’attività agonistica, poiché sappiamo che anche dopo aver ottenuto la massima consacrazione sportiva, questi atleti non sempre hanno la certezza di avere una tranquillità lavorativa ed economica”.
    .
    ecco cosa può fare la FIT ..tanto x cominciare

  24. ramirez

    uno studio denominato ITF TOP 10 JUNIOR TRANSITION TO TOP 100 ATP TOUR
    conclude così….SUMMARY
    The best Juniors players over a 10 year period achieved an ATP rank
    before their 18th birthday and entered the Top 100 ATP Tour, four to
    five years later before the age of 22 yrs. They competed in over 40 ITF
    Pro Circuit events between 15-18 yrs while continuing to compete
    on the ITF Junior Circuit playing 36 events in the same period. They
    achieved a win:loss ration of over 3:1 in juniors and almost 2:1 in the
    Pro Circuit. They halved their ATP ranking each year for 4 years before
    entering the Top 100.
    .
    le ultime righe sono ILLUMINANTI…questi giocatori dimezzano la propria cliassifica
    OGNI ANNO PRIMA DI ENTRARE NEI 100.
    E’ FACILE VEDERE CHE NESSUNO DEI NOSTRI O DELLE NOSTRE ultimamente
    ha conseguito questo dimezzamento del proprio ranking. E non è un buon segno..

  25. Pablo Emilio

    Alessandro…

    Non puoi dire certe cose dai, non ci credi nemmeno tu…

    La Federazione non sta aiutando in nessun modo i ragazzi e ti spiego perchè..

    non può far crescere direttamente nessun giocatore in quanto non schiera tra le proprie fila (di quelli che vanno in campo) coach con conoscenze ed esperienze dirette nel crescere e nel traghettare i ragazzi dal circuito jr a quello professionistico di alto livello.. punto

    A questo problema purtroppo non esiste soluzione considerato che il sistema circoli non può per ovvi motivi provvedere a questo (un circolo dovrà pensare ai propri utili e l’agonismo non ne porta di sicuro già così com’è, figurati se può permettersi di pagare coach di alto livello) e quindi o l’industriale di turno si fa carico di tutto per il proprio figlio (ma con uno le possibilità di riuscita si riducono ai minimi termini) o possibilità non ce ne sono.. Oltretutto chi ha le possibilità non è detto che abbia “il cavallo giusto”.

    E questo la federazione lo sa bene infatti interviene con CPA, raduni vari e Tirrenia (tra l’altro con costi che gravano sui genitori nonostante il livello qualitativo molto basso), ma senza appunto persone di livello è tutto inutile..

    Il progetto over 18 non prendiamoci in giro, non è altro che un modo per rimandare una morte già certa (nel 99% dei casi)…

    A quell’età o le basi sono state messe in precedenza o è tardi e anche in quel caso i coach presenti sul campo non hanno mai portato nessuno al top, quindi non saranno mai in grado di farlo…

    Non contenti di tutto ciò chi prova a fare da se lo tagliano fuori da tutto, contributi competizioni varie, raduni..

    per poi riprenderlo come un figliol prodigo se diventa la Giorgi… che poi si ha anche il coraggio di criticare..

    O in federazione prendono in considerazione il fatto di prendere coach di alto livello oppure considerato che guardano sempre e solo i numeri (quelli a loro favorevoli) molto meglio che non escludano più nessuno, non si sa mai che qualcuno in più venga fuori..

  26. nicoxia

    Pablo sai benissimo con che criteri e con quali stipendi vengono reclutati,chi vale qualcosina ci rimane poco giusto il tempo di racimolare qualche contatto.

  27. Kevin

    O.T.

    @Pablo Emilio, che valuti, tecnicamente, Taylor Fritz (se lo conosci)? Leggo commenti entusiastici (nuovo Sampras?!) ma a me pare abbastanza artigianale.

  28. cataflic

    Fritz è impressionante per come si è presentato sul circuito atp! penso che l’ultimo che abbia fatto un pronti via…boom simile sia stato Del Potro.
    Sampras non mi sembra che centri nulla.
    Lo vedo più come una versione meno legnosa di Querrey perchè manca un po’ in mobilità.
    Direi che la storia ci dice che “presentazioni” simili indicano un top10 quasi sicuro, di più non saprei.

  29. stefano grazia

    Lo sport e’ anche vfiglio della societa’… negli anni 70 gli US avevano 40 giocatori nei primi 100, negli anni 90 si sono ritrovati con Sampras Agassi Chsang e Courier tutti piu’ o meno frutto delle Tennis academies in florida che adesso invece sfornano piu’ giocatori internazionali e meno americani …Ma la triste verita’ e’ che essendo il tennis divenuto sport globale e’ molto piu’ difficile poter pensare che una Federazione riesca a far entrare COL PROPRIO LAVORO 5-6 giocatori nei top 100 nello stesso periodo come fece la Svezia o come hanno fatto di recente regolarmente Spagna e Francia(quest’ultima pero’ senza mai ritrovarsi con l’ASSO nella manica e infatti sono secoli che non vincono il RG maschile)…In piu’ TUTTI QUELLI CHE NEI PAESI OCCIDENTALI COSIDDETTI EVOLUTI O INDUSTRIALI GIOCAVANO A TENNIS NEGLI ANNI 70 E AVEVANO I SOLDI PER SUPPORTARE UNA CARRIERA AGONISTICA…adesso nel mondo e anche in Italia giocano tutti a golf!
    Ci avevate mai pensato? Ecco perche’ adesso le nuove stelle vengono dai paesi piu’ poveri o che escono da periodi difficili che hanno forgiato caratteri … Chi ha i soldi fa altri sport e in US chi non ha i soldi ed ha un gran fisico e doti atletiche aliene fa i 4 sport canonici di squadra e fra un po’ magari giochera’ piuttosto na calcio prima di dedicarsi al tennis…l’eccezione e’ Isner. Figuriamoci se Michael Jordan, Magic Johnson e Kobe Bryant invece che giocare ca basket avessero giocato a tennis…
    E in Italia, i maschi giocano a calcio o a basket e in montagna sciano … E chi e’ benestante ha gia’ cominciato a scegliere il golf.Che non e’ uno sport, visto che puoi praticarlo fumando e bevendo alcolici, ma non pensiate che sia da tutti (io per esempio sono negato …)

    E’ stato poi confermato se Pablo Emilio e’ Pablo Giacopelli?

  30. cataflic

    Monkey71
    Mi riferisco a : popolazione/popolazione in età scolare/tesserati tennis/numero giocatori nelle fasce di classifica atp e nei 100.
    Banalmente a parità di popolaziine un basso indice di penetrazione indica una dispersione di talenti verso altre discipline e una minore probabilità di estrarre il campione, una buona diffusione e un basso numero di giocatori validi indica una incapacità della federazione di creare giocatori.
    Fino alla popolazione ci arrivo anche…wikipedia, forse anche alla curva demografica storica, i tesserati anno per anno dei vari paesi non li trovo…..mica si può stqre una settimana sul web per una curiosità…tengo famiglia!

  31. biglebowski

    @ cataflic

    quel che vedo al mio circolo è che 30 anni fa dovevi fare la coda per prenotare un campo e gli under 18 avevano limitazioni di orario………ora arrivi e giochi anche di sabato……..i numeri che danno mi sa che sono come quelli di sanremo…….boh!

  32. Giorgio il mitico

    x Stefano Grazia

    E’ vero che nuovi paesi si affacciano al tennis, però in Italia la base degli agonisti è pure molto aumentata rispetto ad una decina di anni fa, io di atleti-e ben messi fisicamente (da giovanissimi promettenti) e che oggi purtroppo o hanno smesso o arrancano ne ho visti tanti e non sono uno che va in giro.

    E poi proprio perchè la concorrenza estera aumenta A MAGGIOR RAGIONE si deve incentivare IN MODO VIRTUOSO la middle class del tennis italico a non mollare e cercare di entrare nei top 100.

    Un modo virtuoso di incentivare la middle class di casa nostra a non mollare sul più bello è di finanziare tornei che danno punti ATP e WTA in Italia, visto che negli ultimi anni, complice la crisi economica, i montepremi italici sono crollati.

    Girare in Italia per i nostri atleti è un risparmio grosso se confrontato con il girare in Europa e fuori dall’Europa senza contare i montepremi più robusti di oggi.

    Avere PIU’ occasioni in Italia di accumulare punti ATP e WTA aiuterebbe i nostri piu’ capaci ad affacciarsi tra i professionisti .

  33. ramirez

    Giorgio..tutto ok.
    Quando non si hanno soldi ci si arrangia. Si vuole che i nostri studino anche all’estero (tennis intendo)
    beh si fanno accordi con francesi/svizzeri ecc ecc e noi ospitiamo a Tirrenia i loro. Costo sopportabile
    e MALE NON FAREBBE, O NO ? ancor meglio li si manda per una serie di tornei (poniamo) in Francia ed ospitiamo una squadra francese in Italia. A Varese (mi pare) organizzano un torneo di basket internazionale giovanile e coinvolgono un sacco di famiglie le quali OFFRONO ALLOGGIO a tutti gli stranieri. L’impossibile non è l’impossibile…ma quello CHE NON SI VUOLE FARE !!

  34. cataflic

    biglebowsky
    sarà sicuramente così, ma di aneddotica, credenze e pregiudizi è piena la cultura popolare!
    Quando si guida un’azienda che lavora sui grandi numeri, ci si basa sui numeri …e si stabiliscono obiettivi e marketing.
    Diciamo che la difficoltà a reperire queste apparentemente semplici informazioni(almeno per una struttura di un certo tipo) rinforza l’idea che sia meglio non farle vedere…

    p.s. però io sono “estraneo” a questo genere di cose, per cui può anche essere che siano disponibili alla pag.1 del giornaletto settimanale federale e sia un mio limite non arrivarci.

  35. monkey71

    Cataflic posso darti dei dati parziali…
    Nel 2001 c’erano circa 129.297 tesserati
    Nel 2011 202.732
    Nel 2012 213.667
    Nel 2014 297.151
    Nel 2015 300.134

    Dati forniti dalla FIT

  36. monkey71

    Quelli sono i tesserati totali,
    gli agonisti al 2015 erano 93.266 a fronte dei 89.537 del 2014

  37. Alessandro Nizegorodcew

    Vedete, il problema con voi (e con quasi tutti) è palese. Come il resto delle persone che gravitano intorno al tennis siete schierati a prescindere. Ci sono i Pro-Fit a prescindere e i Contro-Fit a prescindere. E tutti pensano che sia la normalità. Io cerco di commentare ogni cosa nel dettaglio, ma purtroppo ho dovuto lasciare a metà la maggior parte dei vostri commenti, che hanno visto come una difesa il mio di commento. Andate oltre alle fazioni, cercate di capire realmente cosa ho cercato di dirvi. A quel punto, quando qualcuno di voi avrà chiaro quello che sto provando a dire, potremo discutere, anche animatamente. Mi avete messo parole in bocca raccapriccianti, solo perché a vostro dire sono rappresentante (non è così) di una delle due fazioni

  38. monkey71

    Scusa Alessandro,
    a parte che sono andato a rileggermi tutti i commenti e non mi pare nessuno ti abbia messo in bocca nulla,tanto meno cose raccapriccianti…..poi scusami ma onestamente no,non ho capito cosa volevi realmente dire,certamente mancanza mia per carità…
    Io però ti parlo di quello che vivo tutti i giorni come Maestro e come Genitore,di quello che sento parlando con altri genitori di ragazzi agonisti anche di altissimo livello,evidentemente saremo tutti prevenuti,ma la FIT ci dà davvero pochi spunti per farci cambiare idea…
    Però credimi,non lo dico con tono polemico,spiegaci veramente qual’è il tuo punto di vista…

  39. Alessandro Nizegorodcew

    @monkey71
    Vedi caro monkey, io non ho scritto da nessuna parte che la fit sta facendo cose giuste, non sto dicendo che salverà il mondo né che ogni scelta sia corretto. Ho solo ribattuto a chi diceva che “non stanno facendo niente”, che alcune cose le stanno facendo. Che poi siano giuste o sbagliate non sono io a dirlo, né voi, sarà il tempo. Io su alcune concordo, su altre no, ma il mio parere conta meno di zero. La federazione ha compiti organizzativi e promozionali, e secondo me quelli li fa bene perché è la federazione più ricca e in salute d’Italia (dato di fatto). Non ho mai detto che se hai più tesserati il campione arriva, mai uscito dalla mia bocca o dalla mia tastiera. Io dico che il campione lo credo il campione stesso. I meriti sono del singolo giocatore, sempre. Così come i demeriti. Punto. Più chiaro di così…

  40. Alessandro Nizegorodcew

    Secondo voi Federer, Baghdatis, Dolgopolov, Thiem, ecc, nomi a caso, sono frutto del lavoro della federazione del loro paese? Dai su, siamo seri…

  41. cataflic

    monkey71
    eh…. lo so, ma ci vorrebbero anche quelli almeno di altri 20/30 paesi per fare un’analisi.

  42. monkey71

    Ok Alessandro,
    per cui il tuo punto di vista è che non è compito della FIT formare giocatori o campioni ma in pratica ognuno deve far da sè…Cito tue parole “La federazione ha compiti organizzativi e promozionali” “I meriti sono del singolo giocatore, sempre. Così come i demeriti.”
    E’ un punto di vista che non condivido ma che rispetto,ma in questo caso in primo luogo non dovrebbe mai cercare di prendersi il merito di eventuali successi italiani( perchè sennò mi sembra la storiella dell’avvocato di Gigi Proietti) e in secondo luogo non dovrebbe cercare in tutti i modi di accentrare tutte le categorie di insegnamento sotto di sè come invece sta facendo col pretesto del famoso Sistema Italia.
    Va beh…tanto i punti di vista si sono capiti,il tempo dirà ben poco visto che se tanto uscirà qualche giocatore la FIT dirà che è merito suo e se non uscirà si dirà che in Italia non nascono talenti….

  43. Alessandro Nizegorodcew

    Per me la federazione non deve prendersi troppi meriti né troppi demeriti per i risultati dei giocatori professionisti. Ci sono anche giocatori formati benissimo tecnicamente che per loro colpe non hanno saputo sfondare nel tennis. Ci sono tennisti che non sono stati formati a dovere nei primi anni che hanno lavorato a dovere e sono esplosi. Questo intendo

  44. cataflic

    Per me semplicemente la creazione di un tennista top fa parte delle attività per cui esiste una federazione, che deve sì promuovere l’attività e il benessere psicofisico deli giovini virgulti italiani, ma anche creare le condizioni per promuovere le nostre eccellenze all’estero contribuendo a diffondere un’immagine positiva e vincente dell’Italia tutta.
    Cosa ancora più importante è che l’esempio di uno traina il movimento 10 volte di più di tanta pubblicità.
    Ma arrivati a questi punto, ci si ferma davanti ai numeri….parlare a vanvera è come voler fare un piano marketing di un’azienda di cui non si sa il settore merceologico.

  45. nicoxia

    Alessandro,per me la federazione ha delle lacune di base difficili da estirpare perchè così come in politica ci sono poltrone impossibili da cambiare,si rimane legati a situazioni che pur non avendo creato nulla e al contrario rovinato fisicamente e psicologicamente molti giocatori,rimangono le stesse.
    Binaghi,ha il merito di essere riuscito a risanare una fit e non è poco,ma non ha competenze in lato crescita tennistica e probabilmente non si può avvalere di figure all’altezza della situazione per motivi non conosciuti ma facilmente immaginabili.
    Per questo è meglio fare da soli,se si avvalessero di talent scout che sapessero analizzare il giocatore sotto tutti gli aspetti in maniera lungimirante,non solo quello dei risultati le risorse sarebbero distribuite in maniera costruttiva perchè per ora solo questo sarebbero in grado di fare.

  46. Nicoxia

    Parte il progetto mentale della federazione sapete per caso chi è una delle maggiori responsabili sicuramente competente così come tutti gli altri familiari dei politici

  47. Diego

    Credo che uno dei maggiori motivi dell’incremento dei tesserati Fit sia che i Circoli sono stati obbligati a tesserare anche i vecchietti (o le vecchiette) che giocano a carte o a biliardo.

  48. monkey71

    Sempre per rimanere in tema di sviluppo tennis giovanile leggo ora di una squadra di bambine under 12 regolarmente tesserate per circolo regolarmente affiliato che si sono regolarmente iscritte al campionato giovanile under 12.
    Oggi la maestra ha ricevuto telefonata dal comitato che queste bimbe non potranno partecipare perchè il loro circolo non è in possesso di una scuola FIT riconosciuta…
    Evito commenti…

  49. ramirez

    la colpa è dei circoli italiani i quali non sono in grado di creare e gestire manifestazioni IN PRIVATO.
    Hanno paura di esser tagliati fuori dalla FIt e/o non hanno voglia di darsi da fare. Meglio trovarsi la pappa
    pronta predisposta dalla Federazione. Mi chiedo: ma in USA tutti quei tornei giocati da universitari
    sono organizzati dalla USTA o dalle Università medesime ?

  50. Giorgio il mitico

    x Alessandro Nizergorodcew

    conosci l’età media dei 129.000 tesserati del 2001 e dei 300.000 del 2015 ?

    Penso che basterebbe un clic, e poi con tutti i soldi che prendono i gestori del servizio informatico della federazione !

  51. Cataflic

    Giorgio il mitico
    Ogni numero va interpretato, ma rimane un numero.Sono meglio 300mila tessere o 129mila?
    Quelle agonistiche? E in Repubblica Ceca quante ce ne sono?….seh…buonanotte!

  52. biglebowski

    questo è uno stralcio di una intervista con il senatore del Partito Democratico Stefano Vaccari, primo firmatario dell’interrogazione parlamentare sui controversi rapporti tra fit e uisp

    Da parte della Federazione Italiana Tennis ci sono manovre inusuali sul tesseramento?

    L’accusa che Binaghi ha provato a muovere alla UISP gli si ritorce contro. È dimostrato come proprio la FIT, per avere più tessere e quindi accedere a una fetta più cospicua dei contributi CONI, obblighi al tesseramento tutti i soci dei circoli affiliati, anche coloro che a tennis non giocano. Basta essere un normale frequentatore del circolo, magari per fruirne solo dei punti di ristoro o per utilizzarne altri impianti sportivi, per ritrovarsi anche la tessera FIT in mano, pur non avendo mai nemmeno avvicinato un campo da tennis.

  53. ramirez

    stavo dando un’occhiata all’ultimo numero di Tennis Italiano che parla del Lemon Bowl.
    Toh arriva la solita ‘slava’ e non ce n’è per nessuna. In realtà sono due le slave e perdippiù sorelle.
    Tali Fruhvirtova. Ma quand’è che qualcuno capirà che PER UN INSPIEGABILE MOTIVO al di là della ex cortina di ferro sanno creare buoni giocatori di tennis ( o addiruttura campioni= ?? Ora se è inspiegabile
    non varrebbe la pena di andare ad indagare ???

  54. ramirez

    ..E così avevo ragione !!! C’è un mio post o forse più di uno dove dicevo che la pubblicità di Supertennis (di un paio d’anni fa) era offensiva nei riguardi dei maestri non FIT. Ovviamente quello era un aspetto della questione, poi ci sono le differenti quote associative ecc. ecc. ORA PARE CHE L’UISP NE ABBIA LE ***** PIENE e quindi……UISP-FIT, ora è pieno scontro. Deciderà il garante della concorrenza ..da Ubitennis

  55. cataflic

    Visto che nessuno pare portare alcun dato, ho dato una scorsa ai tesserati tennis di Germania, Francia, Svizzera e Olanda…il numero di tesserati sia odierno che storico è impressionante rispetto a quello degli italiani…se poi consideriamo che Svizzera e Olanda(i tesserati sono esplosi dal 2005 in poi ) sono uno sputo rispetto all’Italia….
    C’è da meravigliarsi dei risultati che facciamo!

  56. Giorgio il mitico

    x cataflic

    i numeri che contano sono quelli degli agonisti dai 20 ai 35 anni gli altri sono numeri decorativi.

  57. Giorgio il mitico

    X Cataflic

    se la memoria non m’inganna in Italia ci sono 15.000 campi da tennis, mentre in Francia, Germania, ecc. svariate decine di migliaia.

  58. Cataflic

    Giorgio il mitico
    Quello che conta sono i numeri, ché se hai la mamma, il papà e il nonno iscritti al circolo tennis sarà difficile che tu bimbo di 7 anni non prenda la racchetta in mano almeno per provare un annetto se ti piace o ti fa schifo e magari su 1000 futuri giocatori di calcio e calcetto 1/2 che sembrano nati con la racchetta in mano rimangono sui campi da tennis.
    Comunque confermo che questi numeri andrebbero parametrizzati alla popolazione, alla curva demografica e all’età….guarda caso nei report di tutte le federazioni che ho guardato sono evidenziati i tesserati under ….

  59. ramirez

    un dato SERIO per capire com’è messo il nostro tennis è quello che spiegasse quanti giocano a tennis
    senza essere soci di un circolo. Cioè la diffusione del tennis tra la gente. Se a tennis giocano solo i soci dei circoli e relativa prole , e noi sappiamo quanto sia oneroso esser soci, il tennis diventa (ed in effetti è)
    uno sport che funziona in base al censo. Non è un buon metodo.

  60. cataflic

    ramirez
    i dati seri richiedono uno studio serio, ma a trovare puntualizzazioni continue, mi sembra di fare come quelli che giustificano il 675o posto atp del 27enne che avrebbe grandissime potenzialità, ma qui, ma lì, e se, ma forse……
    facciamo così….la fit stanzia 10 mln e manda una lettera a tutte le famiglie italiane dove c’è un bambino/a in età pre/scolare che non sia tesserato invitandole ad iscriversi online alla fit e a far visita ad uno dei circoli tennis locali.
    Così facciamo 1 mln di iscritti come la Germania e poi incominciamo a parlarne.
    Stupido? certo, ma almeno meglio che parlar di nomine, voti e supertennis…

  61. monkey71

    Cataflic,la tua proposta in generale sarebbe anche valida,se non fosse che nella lettera la FIT scriverebbe a chiare lettere cubitali “mi raccomando però,il tennis vero si gioca solo nel circolo affiliato FIT,in quelli non affiliati c’è gente brutta e cattiva che mangia i bambini e i maestri rovineranno la vita e il fisico dei vostri figli,se non avete un circolo affiliato nel vostro paese o vi trasferite oppure evitate di giocare a tennis…
    Invece secondo me la FIT dovrebbe dire”intanto giocate,ovunque,in qualunque campo,per strada,conoscete questo bellissimo gioco,poi se vorrete intraprendere un percorso più serio vi consigliamo e segnaliamo questi centri a noi affiliati” questo sarebbe un discorso corretto che non vedrai e leggerai mai….

  62. ramirez

    Non so in altri Paesi ma in Italia molti medici pediatri o di famiglia SCONSIGLIANO IL TENNIS sempre per via della scoliosi o cose simili. Consigliano ovviamente il nuoto. Così abbiamo bambini/e di 8/10 anni che non sanno correre, saltare, lanciare ed afferrare.
    .
    Cataflic vedo che sei duro. Ho frequentato tutti i circoli della mia città vuoi come socio ordinario vuoi come socio agonista. Se altrove è come nella mia città …il tennis lo praticano solo i ricchi (liberi professionisti, professori universitari, giornalisti, politici ecc ecc) Non ho mai trovato un socio OPERAIO , INFERMIERE o simile. E ripeto MAI !!! E’ ovvio che il parco ‘bambini’ è troppo ristretto.

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