Vi racconto Gabriella Price…

di - 7 Settembre 2013

da Boca Raton, Giampaolo Mauti

Cari lettori di Spazio Tennis,

mi piacerebbe raccontarvi oggi la storia di Gabriella Price, una bambina di New York che ha appena compiuto 10 anni e si è trasferita full time nella nostra accademia (Rick Macci Tennis Academy). Ricordo ancora quando Gabriella, che aveva appena 4 anni, stava prendendo la sua lezione con Rick Macci, accompagnata dal padre Mark (giocava nel tennis team di PennState) e dopo aver colpito la prima palla Rick chiamò subito Mark e sua moglie Michelle dicendo testuali parole: “tua figlia diventerà una delle migliori tenniste o una serial killer.”

Certamente c’era tanta ironia nella frase di Rick, che però mi confidò che Gabriella aveva molte caratteristiche simili a Serena Williams, che si è allenata con lui per molto tempo. Le cose impressionanti di Gabriella sono l’atletismo, veramente impressionante vedere una bambina di 10 anni muoversi in quel modo, e l’innata nel capacità di competere. Premessa importante: come dice sempre Rick “il tennis è una maratona e non uno sprint”, quindi sempre dare tempo al tempo ma Gabriella sia quando si allena, sia quando gioca i match, pratica sempre un tennis super aggressivo, swing volleys, anticipando sempre, slice, discese a rete, ecc…

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Proprio il weekend scorso è stata chiamata dalla Usta a giocare con Djokovic nell’Artur Ashe Stadium durante l’Open Day degli Us Open ed è stata una gioia vederla giocare con il numero 1 al mondo nel tempio del tennis (per gli americani), di fronte a migliaia di persone e in diretta televisiva. Prima di partire per New York Gabriella mi disse scherzosamente che era intenzionata ad incitare il pubblico durante il tie break che avrebbe dovuto giocare con Djokovic.

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Gabriella ha giocato con Djokovic con il solito atteggiamento aggressivo che ha quando gioca con me in Accademia non sentendo alcuna pressione. Ripeto ancora una volta che la strada è lunghissima ed è per questo che cerchiamo di dare a Gabriella la miglior disciplina in allenamento e con Rick Macci, Leonardo Caperchi che è appena arrivato a far parte del nostro team, e il bio-meccanico Bryan Gordon cerchiamo di formare un team che possa aiutare il più possibile Gabriella nella sua formazione. La cosa più importante che cerchiamo di fargli capire è che il duro lavoro è l’unica medicina se si vuol arrivare ad ottenere i risultati desiderati. Quindi sotto a lavorare programmando tutto, senza accelerare i tempi e con la voglia di Gabriella di continuare a divertirsi sul campo.

Alla prossima, un saluto a tutti i lettori di Spazio Tennis

© riproduzione riservata

57 commenti

  1. bogar67

    Non scherzo……vi giuro che è vero, Ricordo mia figlia quando stava prendendo la sua prima lezione con il mio maestro, aveva 4 anni, e dopo aver colpito la palla un paio di volte ho chiamato mia moglie preoccupato dicendo testuali parole:
    “mia figlia diventerà una delle migliori tenniste o faremo la fine di Novi Ligure”.
    Il problema è che io non ho ne Richy Macci e tutto quello che può avere una struttura del genere, ne presumo i soldi di questi genitori!
    Buona Domenica a tutti!

  2. Wilson

    Molto sveglia Gabriella… un piacere sentirla descrivere la tecnica del servizio !
    Le auguro un futuro pieno di successo nel tennis e/o nella vita.

    Come lo auguro a tutte le figlie e ai figli del blog.

  3. il conte Tacchia alias Nunziovobis (braccio destro Mad Max)

    Bellissimo articolo di Giampaolo, che leggo sempre con attenzione perché mi piace sapere il lavoro che viene fatto negli States, soprattutto da Macci. Vorrei fare qualche domanda riguardante l’articolo, magari Giampa potrà rispondermi quando avrà un minuto libero: Gabry oltre al tennis, fa anche altri sport? in percentuale, quanta preparazione atletica fa rispetto al tennis, ossia ad un ora di tennis ne segue una di atletica o di più? Quanto costa ai genitori di Gabry un anno da Macci? quante ore al giorno fa di tennis? si allena sempre con palle dure?
    Grazie per le risposte.

    Intanto aspetto che Mad Max scriva il suo articolo: vi presento Greta Garbo, sono tutto un brivido

  4. Betty68

    A mio modestissimo avviso, a 10 anni sei solo un bambino-a che deve divertirsi, giocando con altri bambini in allegria e senza pressioni. Non ho mai creduto agli enfant prodige perché cominciando così presto a essere grandi rischiano di arrivare spremuti quando conta. Per me conta più un sano allenamento di gruppo con coetanei con livelli di gioco similari in contesti cmq professionali, che rapporti uno a uno continuativi con super coach che comunque non sarebbero disposti a scommettere un eurino su un bambino. Viceversa stage o mini periodi li trovo utili. Questo senza nulla togliere alla bontà’ della scuola di Macci, riconosciuta a livello internazionale. Non voglio assolutamente offendere nessuno e la mia e’ solo un’opinione. Disponibilissimo a ricevere argomentazioni che mi facciano ricredere.

  5. Dipende da quello che vuole la bambina. Al di là delle sciocchezze che si sentono spesso, un addetto capisce subito se ha in campo un bambino che ama ciò che fa o una proiezione del genitore. Da qui a quando sarà ora fa in tempo a innamorarsi di mille altre cose…

  6. Io non ho mai creduto che chi pratica uno sport debba solo divertirsi. Deve imparare divertendosi, anzi è più giusto dire provando piacere. Il divertimento non deve sostituire l’apprendimento. Il fine dello sport è la competizione, il confronto. Come in tutte le cose ci si deve arrivare per gradi, ma anche nel gioco del bambino di 4 anni, se svolto su un campo sportivo, DEVE esserci l’aspetto formativo.

  7. Betty68

    Ringrazio Davide e Maurizio che con i loro interventi completano quanto volevo dire. Faccio un paragone x farmi capire meglio: anche avendone le possibilità consigliereste ad un bambino di non andare alle scuole elementari ma di farsi seguire da un bravissimo tutor privato? Fermo restando che pur divertendosi cmq il bambino progressivamente va responsabilizzato, come giustamente avete osservato e fatto notare.

  8. Fino a qualche anno fa un discorso del genere poteva avere qualche senso. Nelle ultime statistiche riguardanti l’obesità infantile risulta che l’Italia è schizzata vertiginosamente verso le infauste prime posizioni. Non è più questione di carattere pedagogico, è diventata questione che i bambini devono fare movimento!!!!
    Decenni fa i bambini non avevano campi e palestre, mancavano risorse economiche, ma giocavano a campana, si arrampicavano sugli alberi, saltavano la corda, giocavano ad acchiapparella, a nascondino, a ruba bandiera etc!!! La maggior parte dei tennisti stessi ha iniziato giocando contro un muro.
    Oggi l’impellente priorità è rimuovere i bambini dalla sedia ed evitare loro uno stile di vita troppo sedentario!!!!!!

  9. Federico hai ragione. Alcuni genitori, però, vengono al circolo e quando il maestro propone loro la pf “obbligatoria” e di sborsare 15 € in più al mese…storcono il naso. Poi finito l’allenamento vanno al bar e alla fine del mese han speso due volte e mezzo quella cifra in schifezze, gettando via i benefici di quel poco movimento fatto in campo.

  10. Nikolik

    Ovviamente, l’idea di far saltare ad un bambino le elementari, pagandogli un maestro privato, priverà il bambino non tanto della scuola ma, ovviamente, dei necessari confronti, di amicizie, di inimicizie, di simpatie, di antipatie, di contatti, di dialoghi, di compagnie con i suoi coetanei che, ovviamente, sono fondamentali nella vita di una persona.

    E per cosa, poi?
    Per farlo allenare di più a tenns?
    Totalmente inutile, dal momento che la scuola, fino alle medie comprese, è compatibile con lo sport agonistico, dopo no.
    Fino alla prima liceo non ci sono problemi, come abbiamo più volte detto.

  11. Giampaolo

    @ il conte Tacchia
    Gabriella Ora gioca solamente a tennis perche’ tra allenamenti e scuola non ha praticamente tempo di fare altri sport.
    Fa almeno un Ora al giorno di reattivita’ e coordinazione e gioca solamente con palle normali
    Per I prezzi http://www.rickmacci.com

  12. Giampaolo

    @ Betty
    Ciao e condivido le tue teorie . Divertirsi sta alla base di tutto ma si puo’ anche fare tanta qualita’ abbinata al divertimento. Gabriella non fa assolutamente un lavoro personale con un coach ma fa parte dell’accademia .
    Poi naturalmente a differenza di tanti altri fa un extra lavoro personale .
    Sta a contatto con bambini Di tutte le eta’ perche’ lo ritengo importantissimo per la sua crescita

  13. Giampaolo

    @ nikolik
    100% d’accordo con te. Per questo nell’articolo ho specificato ” tempo al tempo”

  14. Giampaolo

    @ luca
    Nessuno potra’ prevedere il futuro.
    Invece di pensare tra qualche anno io penserei all’allenamento di domani sperando Che continui a dare il 100% senza dimenticarsi la sua eta’ . Poi tra qualche anno si tireranno le somme e non importa se si allenera’ con noi o da qualche altra parte ,
    Da parte Mia non posso Che augurargli buona fortuna Ed e’ anche una Mia piccola soddisfazione personale lavorare da diversi anni con una bambina come Gabriella

  15. Betty68

    Ciao Giampaolo, grazie per la tua risposta molto esauriente e che giustamente mette in risalto l’importanza per una bambina di stare con i suoi cortanei. Gabriella e’ ancora under10? Anche da voi in USA l’under10 si gioca con le Palle Mid? Quanti giorni si allena a settimana e per quanto tempo? Grazie per la disponibilità

  16. giampaolo

    @betty
    si gabriella e’ ancora under 10 . si gioca con le palle mid l’under 10 ma naturalmente dipende sempre dai livelli . si allena almeno 5 giorni a settimana e si allena 2 ore e mezza la mattina prima di andare a scuola e poi un ora e mezza il pomeriggio dopo la scuola . naturalmente queste sono le ore comprensive anche di fitness e vari giochi .

  17. credo che il 99% dei coach genitori che conosciamo, se avessero la possibilità economica e la possibilità di avere un’accademia simile nei paraggi…nn ci penserebbero 2 volte, giusto o sbagliato che sia, moralismi a parte, è vero che al bimbo si privano molte cose, ma quanti ragazzi hanno certe opportunità??? sono privilegiati e se gli và bene ottimo, se gli và male è anche questa esperienza di vita…

  18. bogar67

    andrew again
    Calcoli…..
    qualcuno in Italia spende almeno la metà per fare finale agli assoluti under 11. Modestamente al massimo anche ad avere un’accademia simile nei paraggi o solo uno competente, un coach potrei arrivare a 500 euro al mese. Nel mese di agosto ho fatto il il coach di mia figlia, ho lavorato con lei che nel frattempo ha fatto anche mare della Sardegna, 😉 tutte le sere per 13 giorni dalle 17, 1 ora e 30 di atletica in un parco e due ore di tennis nel circolo sottocasa con un programma datemi gratis da uno competente, in campo sempre in due. Avessi dovuto pagare un professionista, ho fatto il conto avrei speso sui mille euro, invece a 2 euro ora a campo si e no ho speso 60 euro. 🙂

  19. bernie

    La differenza la fa la scuola. Come fai in Italia ad allenarti così tanto (indipendentemente da quello che fai….giochi o tennis o ginnastica) fino che fai elementari e medie?
    C’è il tempo pieno che ti obbliga ad andare a scuola almeno 2 pomeriggi alla settimana. Ti restano 2h e mezzo massimo 3 nel pomeriggio per allenarti. E poi i compiti alle medie…
    Allora sabati e domeniche per recuperare e fare lavoro intensivo.
    C’è chi dice che tutto ciò sia troppo ma vedo che poi in realtà professionali fanno di più. Ma quando va a scuola la bimba e per quanto tempo? Si allena la mattina 2h e mezza.
    Poi alle superiori puoi fare la scelta anche in Italia. Decidi di puntare sul tennis e fai scuole corrispondenza o similari per poterti allenare di più. Ma prima no.

  20. ciao Bernie come stai? è vero da noi la realtà scolastica è così, e se fai dei permessi per andare a fare sport i prof. ti guardano male, la mia era una provocazione che si riferisce al fatto che tutti noi genitori/tifosi vorremmo dare ai nostri ragà delle simili opportunità che non sono da criticare a priori, mi ripeto la bimba è fortunata e sicuramente brava. per quanto riguarda i soldi è tutto relativo, ì miei 500 € probabilmente corrispondono ai 3400 dollari di altri…

  21. Betty68

    Grazie Giampaolo per la disponibilità. Per il resto mi sento di condividere in pieno l’analisi di Bernie. Aggiungerei che dobbiamo riflettere molto sul sistema scolastico del ns paese perché immagino l’ansia di un genitore che debba essere costretto ad interrompere al proprio figlio un certo tipo di percorso scolastico per fare sport…a 14 anni…ma secondo voi cominciando da piccini ed essendo molto costanti, e’ proprio da escludere che si possa frequentare un liceo? Il ragazzo rinuncia irrimediabilmente ad un futuro tennistico di un certo tipo o forse ci arriverà solo un po’ più tardi?

  22. bogar67

    Betty68
    Andrea Gaudenzi citato anche nel libro di Agassi la mia storia, nel corso della sua carriera è riuscito a portare a termine gli studi conseguendo addirittura la Laurea in modo piuttosto brillante.
    Dopo il suo ritiro nel 2003 non ci ha mai più ripensato, come fanno in tanti, ad è riuscito a crearsi un’altra vita.
    Oggi è un uomo realizzato, che lavora sodo a Montecarlo per una società di managment e che ha messo su una bella famiglia. Come una persona normale. Proprio lui che tante volte ci ha fatto emozionare e soffire sul campo stato il tennista azzurro che, più di tutti gli altri prima e dopo, e per tanti motivi che riguardano il cuore, l’intelligenza, la coerenza, la disciplina, ci ha fatto gridare al campione senza paura di essere guardati troppo male.

  23. Betty,
    è anche un po ora di cambiare la mentalità di molti genitori. Se un ragazzo è talentuoso per lo sport, dove sta scritto che debba studiare ad un liceo classico invece che ad un liceo sportivo? Molte delle scelte scolastiche dei ragazzi vengono prese o influenzate dai genitori perchè un ragazzo “se non riesce….. allora…..”.
    Le scelte dovrebbero essere fatte assecondando i talenti dei ragazzi e non per alimentare pregiudizi purtroppo ricorrenti che ritengono la carriera di architetto, avvocato, medico etc più decorosa e decente di quella di un atleta o di un maestro di tennis.

  24. bogar67

    Betty68
    cito anche la Moratelli che ha cominciato a fare una certa attività dopo che si è diplomata.

  25. supergonzy

    Federico
    Prof di lettere, prima ora del Liceo Linguistico:
    “e mettetevi in testa che questa non è scuola per chi vuol fare sport”.
    Dirmelo prima no…….
    Sai il liceo sportivo + vicino è a 50 km…..indipendentemente dal talento.

  26. cataflic

    Io penso che liceo sportivo o no sia proprio la “stanzialità” e il legame forte con il territorio e con le amicizie locali che implichino per forza di cose delle grandi resistenze psicologiche alla vita nomade del tennista.
    Per me chi vuole provarci davvero, prima impara che il suo mondo è il circuito e il nomadismo, meglio è.
    Per me fino alle medie la scuola è ok, dopo, se ci sono i giusti segnali, meglio dare priorità alle migliori scelte tennistiche e adattare gli studi.

  27. Supergonzy,
    “Sai il liceo sportivo + vicino è a 50 km…..indipendentemente dal talento.”

    Se ti piace veramente qualcosa, sei disposto a fare qualsiasi sacrificio. Io per fare gli allenamenti uscivo di casa alle 7 di mattina e tornavo alle 18,00. Dopo la scuola rinunciavo al pranzo e tornando tardi a casa dovevo studiare fino a notte inoltrata per il giorno dopo. Non mi sono mai lamentato perchè non me lo ha imposto nessuno. Se volevo giocare era ciò che dovevo fare. E ci sono moltissimi altri ragazzi che per seguire le proprie passioni hanno fatto e fanno ben altri sacrifici.
    Se vuoi veramente qualcosa, devi fare sacrifici. Scegliere, vuol dire rinunciare a qualcosa. Ma se veramente ti piace, ci rinunci volentieri e ti è lieve.

  28. supergonzy

    Federico,
    quindi secondo te, se mio figlio di 14 anni non ancora compiuti, non si alza alle 6 di mattina per prendere l’autobus alle 6,30 che lo porta alla stazione, dove prenderebbe il treno alle 6,55 per Milano, e poi la metropolitana, e altre tre fermate di un tram, e viceversa con rientro previsto per le 15, naturalmente senza panino, così rinuncia al pasto, non fa abbastanza sacrifici e quindi non ha passione per il tennis?
    Allora lo faccio smettere subito.

  29. supergonzy

    basterebbe che tutte le scuole e tutti i professori avesssero l’obbligo di ben accettare coloro che oltre la scuola si impegnano fortemente in una attività sportiva di qualsiasi livello essa sia. Ma si sa i professori preferiscono quelli che vanno al bar a sputtanarsi i guadagni dei genitori alle macchinette mangiasoldi, a bighellonare in giro senza meta, e così via.

  30. Supergonzy,
    se lo fa e non si lamenta sicuramente ce l’ha la passione. Se non lo fa e preferisce altre cose vuol dire che FORSE passione ce ne ha ma nella sua testa le priorità e le passioni più importanti sono altre. CHISSA!!!/????? Non che le altre priorità siano giuste o sbagliate. Dico soltanto che le sue priorità POSSONO essere altre o FORSE le priorità che voi genitori avete scelto per lui, CHISSA!!!!!!/?????
    Ci sono giocatori che fanno le tre della mattina e che si svegliano lo stesso alle 6 di mattina e danno tutto in campo in allenamento; ce ne sono altri che vanno a letto alle 11,00 e si allenano mezzi addormentati, da cani. Io da allenatore, non ho pregiudizi per quello che i ragazzi fanno fuori dal campo. A me interessa quello che fanno dentro al campo.
    Da professore ragionerei allo stesso modo. Fuori dalla scuola fanno quello che vogliono. Quello che mi interessa è il rendimento a scuola. Se hanno scelto una scuola ricevono un trattamento paritario, sia che trascorrano il pomeriggio al bar sia che lo trascorrano in allenamento. Punto.

  31. Giampaolo

    Il problema scolastico e’ un grosso vincolo purtroppo in Italia perche’ come tutti sottolineate non da troppe opzioni a bambini Che vogliono provare a giocare piu’ ore .
    Del resto non e’ detto Che finendo le scuole in Italia non si possa poi diventare buoni giocatori ma le percentuali Sono decisamente piu’ basse.
    Abbiamo proprio qui a Boca Raton una scuola associata alla nostra Accademia Che permette ai bambini anche internazionali orari flessibili dandogli modo di allenarsi . Gli orari iniziano Alle 10,30 am fino Alle 2,30. I bambini hanno cosi’ modo di allenarsi sia la Mattina Che anche il pomeriggio e vi assicuro Che il livello d’istruzione e la qualita’ Della struttura e’ di altissimo livello.

    Cosa da non dimenticare Sono le universita’ . Il sistema universitario americano agevola gli atleti . Cosa importantissima e fondamentale .
    In Italia il sistema scolastico non sostiene gli atleti ma li mette ad un bivio , studiare o giocare .

  32. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar
    Adesso che difficoltà hai avuto in questa conversazione? Mi sembra zero… La registrazione ci sarà col nuovo sito ma attenzione: funzionerà come ho spiegato, ovvero se sei registrato il tuo commento entra senza moderazione, se non sei registrato puoi commentare ma il commento andrà in moderazione. E comunque l’anonimato su internet non potrà mai essere eliminato del tutto e lo sapete tutti benissimo. A volte esagerate però eh… Qui, ripeto, che problemi ci sono stati dai?

  33. Betty68

    Salve Bogar, grazie per la risposta. Mi piace molto l’idea del genitore che trascorre del tempo libero con i propri figli. X giocarci a tennis insieme e non far “danni” mi dicono ci siano delle regole importantissime da rispettare che mi hanno sempre scoraggiato dal farlo ma intanto e comunque secondo me è’ da apprezzare e lodare il gesto, inteso come disponibilità’ del genitore vs il figlio

    Per Federico, sono d’accordo con lei, che cmq in modo responsabile se sussistono i requisiti, una scelta va fatta. parlavo di liceo in generale inteso come prosecuzione delle medie e sottolineavo la difficoltà da genitore di fare una scelta.

  34. bogar67

    Betty68

    Purtroppo non è semplice anche giocare – allenare i propri figli nel sistema circoli per cui sono arrivati alcuni consigli…..

    1) prenditi la qualifica FIT 1° livello
    2) in campo puoi entrare solo con un tubo di tre palle e non con air zone, step, bersaglio, carrello con palle, palla medica, ostacolini coppelle, tappetini, corda etc etc etc 🙂 🙂
    3)se tutto facessero come te il denaro per i maestri non circolerebbero, paragone spiegatemi è stato se tutti pensano di farsi la pizza in casa nessuno va in pizzeria.

    La risposta al punto tre da parte mia è stata che non posso permettermi la pizza tutta le sere e non è detto che la pizza fatta in casa poi non sia migliore 🙂

    Ho continuato ad avere delle resistenze per cui ad un certo punto ho chiesto visto che faccio un lavoro che mi permette di farlo, la ricevuta delle loro pizze e a quel punto si sono aperte come di incanto le porte, adesso quando arrivo ai campi trovo il tappeto rosso e mi aiutano a portare perfino gli attrezzi in campo 🙂

  35. stefano grazia

    che poi uno che arriva oggi per la prima volta sul sito e legge il post firmato bogar e dice: e chi cazzo e’ lui qua che si firma bogar e si lamenta perche’ non si firma con nome e cognome e indirizzo… mah, siete strani voi bianchi

  36. cesare veneziani

    Io ho messo la racchetta in mano a Federico Bonacia nel 2006,che oggi vince gli italiani under 16 senza perdere un set.
    Non ho molti meriti specifici (l’ho seguito per meno di un anno) ma uno si, alla madre dissi questo qui diventa forte. Senza killeraggi e Novi Ligure.
    Soddisfazioni.

  37. Betty68

    Grazie Bogar x la risposta. Hai fatto bene a evidenziare che “l’esigenza” del genitore di far giocare a tennis il proprio figliolo nasce da un’offerta spesso inadeguata del sistema tennis Italia, inteso come circoli e maestri. Volevo sottolineare la delicatezza del compito per un genitore e il fatto che pur sapendolo ci prova lo stesso per il bene del figlio.
    Saluto il Dott. Grazia, che non conosco personalmente, ma che stimo molto per quello che ho letto dei suoi articoli.

  38. barbara

    Federico
    non vorrei dare una delusione a tutti ma il liceo sportivo altro non è che un liceo scientifico con 4 ore di educazione fisica in cui gli atleti sono tollerati ma a condizione che non facciano gare il sabato e la domenica e siano pronti per le verifiche il lunedì 🙂
    Esattamente come il liceo musicale in cui i musicisti si beccano tre materie a settembre se rappresentano l’eccellenza e vengono presi a suonare in orchestre giovanili prestigiose, non importa se hai le prove in conservatorio a MIlano tutto il sabato e la domenica il lunedì ti interrogo di tutto 🙂
    Insomma continuiamo ad essere in Italia

  39. stefano grazia

    troppo buona betty… purtroppo si e’ sempre tutti piu’ apprezzati e rimpianti quando si smette 🙂

  40. Barbara,
    io invece conosco licei sportivi in cui danno il permesso ai ragazzi di uscire prima alle lezioni, incentivano l’aiuto nello studio dei ragazzi con gli altri ragazzi ed i presidi ed i professori sono molto tolleranti. Conosco anche accademie in cui i ragazzi hanno la possibilità di studiare secondo l’indirizzo scolastico da loro prescelto ma di farlo secondo un orario compatibile con gli impegni di allenamento e del calendario agonistico.
    E’il solito ritornello dei “distinguo”.
    Ci si puo adeguare, lottare per cambiare le cose o cercare altrove.

  41. barbara

    La realtà è che i professori per questi licei vengono designati dal provveditorato in base al punteggio, se ti capita l’insegnante che non partecipa al progetto e continua ritenere sport e musica un insano passatempo e la sua materia la cosa più importante del mondo non c’è modo di arginarlo.

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