Wta, cosa ci si aspetta nel futuro?

di - 5 settembre 2017
Jelena Ostapenko - Foto Ray Giubilo

In questo 2017 si parla tanto delle Next Gen, i migliori giovani tennisti del circuito Atp che si sfideranno nel torneo di Novembre a Milano; nel circuito femminile non avremo un torneo di questo tipo ma dopo il successo a sorpresa, nel Roland Garros, di Jelena Ostapenko, 20enne lettone, è giusto parlare di Next Gen anche per la Wta. La classe 1997, è stata la prima ad avere un exploit di un certo rilievo con il successo ottenuto sulla terra di Parigi grazie a delle prestazioni superlative che le hanno anche permesso di rimontare anche contro tenniste esperte come Wozniacki o Halep. Eroina nazionale per qualche giorno, visto che questo è stato il primo Slam conquistato nella storia del suo paese, la ventenne è rientrata sull’erba ottenendo un secondo turno a Eastbourne e degli ottimi quarti di finale a Wimbledon a dimostrazione di come palcoscenici più grandi non facciano paura. Preoccupano fino a un certo punto i due stop inaspettati nei tornei di Toronto e Cincinnati ma resta l’ottavo posto nella Race che le garantisce per il momento il pass per Singapore e la sensazione è che se verranno confermate le prestazioni nei precedenti Slam, raggiungere il Master finale non sarà un problema.

In successione sicuri talenti sono Daria Kasatkina, Ana Konjuh e Catherine Bellis che occupano i posti n.33-34 e 35 nella Race. La russa stava vivendo un periodo di stallo in cui, dopo aver recuperato dall’infortunio di Roma, si era limitata a battere tenniste di livello inferiore senza mai eliminare una tennista più avanti nel ranking: Kontaveit, Svitolina, Keys, Mertens erano state le ultime sconfitte, tutte al secondo turno del torneo giocato. Da lei ci si aspettava il salto di qualità importante per non rimanere imbrigliata nella top 40-50 e possiamo dire che sia arrivato visto il quarto turno raggiunto agli Us Open con la vittoria sulla coetanea e rivale Jelena Ostapenko. Dopo l’ottima estate sul manto erboso dei vari tornei inglesi e i quarti di finale nel Premier 700 di Stanford, sono arrivate per Ana Konjuh 3 sconfitte consecutive nei primi turni contro Flipkens, Cibulkova (già battuta a Wimbledon) e Ashleigh Barty nell’ultimo Slam dell’anno. Manca ancora qualcosa alla croata che ormai, nonostante sia da qualche anno nel circuito Wta (ricordiamo il successo a Nottingham del 2015) manca ancora di costanza. Dopo le buone sensazioni trovate a Stanford, luogo in cui avrebbe dovuto iscriversi al college, e a Toronto in cui ha raggiunto i 16esimi battendo la Kuznetsova, Catherine Bellis non ha trovato la chiave del suo tennis che l’aveva fatta conoscere al pubblico americano nel 2014 ed è uscita sconfitta nel match d’esordio contro Nao Hibino dopo che nel terzo set ha avuto la chance di servire per il match sul 5-3.

L’exploit stagionale è stato sicuramente quello di Marketa Vondrousova che a Biel ha colto il primo successo Wta in carriera. Sembra proprio lei il futuro del tennis mondiale, non tanto per la giovane età quanto per il livello di gioco espresso, già capace di mettere in difficoltà tante tenniste, ultima delle quali Svetlana Kuznetsova negli Us Open, che è riuscita a salvarsi solo nel terzo set recuperando dal 5-4 40-15*. La ceca avrà bisogno di  un po’ di tempo per abituarsi al circuito Wta e reggere a questi livelli per più giorni ma vederla presto in top 10 tra qualche anno sembra davvero una certezza.

Delusione agli Us Open anche per Natalia Vikhlyantseva che dopo un set e mezzo è uscita letteralmente dal campo contro una battibile Sachia Vickery che ha imbrigliato la russa rimontando da 6-4 4-4 e chiudendo 6-4 6-1 i restanti set. Il potenziale della russa, n.58 è indubbio ma quello che potrà farla salire ancora tanto nel ranking è sicuramente la continuità che, complice la giovane età, stenta ad arrivare.

Dopo una prima parte di stagione decisamente positiva visto che è arrivata la top 50, Oceane Dodin poteva ottenere, per le sue caratteristiche, molto più nella parte di stagione sull’erba e anche sul cemento americano dove ha ottenuto la sola semifinale nell’International di Washington. Vinto l’esordio negli Us Open, non è riuscita a proseguire il suo cammino di fronte all’esperienza di una intramontabile Venus Williams. Ora nel finale di stagione i punti da scartare sono tanti visti i titoli a Quebec City e a Poitiers quindi dovrà fare bene per evitare di perdere quel posto in top 50 guadagnato con tanta fatica.

Dopo l’ottimo match contro Karolina Pliskova a Toronto, Naomi Osaka ha confermato il suo ottimo stato di forma eliminando una sempre più in crisi Kerber che agli Us Open difendeva il titolo. Solida fin dai primi giochi ha continuato a prendere le redini del gioco non lasciando scampo alla tedesca. Con il tabellone aperto si è arresa soltanto ai 16esimi contro l’esperta e ritrovata Kaia Kanepi che dal 5-5 0-30 nel terzo parziale ha piazzato una serie di 8 punti a 2 conquistando set e match.

La più bella sorpresa di questi Us Open è stata sicuramente la Wild Card Sofia Kenin, ormai vicina alla top 100 dopo aver raggiunto il terzo turno nell’ultimo Slam stagionale, cedendo lottando contro una delle giocatrici più forti del nuovo millennio, Maria Sharapova.

Da tenere d’occhio per le prossime stagioni sono sicuramente le due più recenti vincitrici di Wimbledon Junior, Claire Liu e Sofya Zhuk, classe ’00, che hanno colto la qualificazione negli Us Open e sono vicine rispettivamente alla top 250 e 150. Qualificazione ottenuta anche da Viktoria Kuzmova, classe ’98, che ha lottato e ha messo in difficoltà Venus Williams, uscita vincente soltanto alla distanza. Ottimo momento di forma anche per Magdalena Frech che ha conquistato due titoli consecutivi sulla terra battuta in due Itf da 25 mila dollari portandosi al n.216 del ranking Wta.

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