<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SPAZIO TENNIS</title>
	<atom:link href="http://www.spaziotennis.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.spaziotennis.com</link>
	<description>Il blog sul tennis di Alessandro Nizegorodcew</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 12:39:41 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8</generator>
	<language>it-it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Claudio Grassi: &#8220;Cemento Mon Amour&#8221;</title>
		<link>http://www.spaziotennis.com/2010/09/claudio-grassi-cemento-mon-amour/</link>
		<comments>http://www.spaziotennis.com/2010/09/claudio-grassi-cemento-mon-amour/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nizegorodcew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Le Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Grassi]]></category>
		<category><![CDATA[Itf]]></category>
		<category><![CDATA[Piombino]]></category>
		<category><![CDATA[Samuele Spampani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaziotennis.com/?p=6858</guid>
		<description><![CDATA[
di Alessandro Nizegorodcew
Non è stata affatto una stagione facile, fin qui, per Claudio Grassi (472 Atp), l&#8217;ambidestro del tennis italiano. L&#8217;azzurro, che si allena da fine 2009 a Montale con Samuele Spampani, ha vissuto un&#8217;annata particolare, iniziata con un brutto infortunio muscolare (al primo turno del primissimo torneo). Una volta rientrato i risultati non sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/09/grassi_030910_470.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6859" title="Claudio Grassi" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/09/grassi_030910_470.jpg" alt="Claudio Grassi" width="470" height="300" /></a></p>
<p>di <strong>Alessandro Nizegorodcew</strong></p>
<p>Non è stata affatto una stagione facile, fin qui, per <strong><span style="color: #0000ff;">Claudio Grassi</span></strong> (472 Atp), l&#8217;ambidestro del tennis italiano. L&#8217;azzurro, che si allena da fine 2009 a Montale con Samuele Spampani, ha vissuto un&#8217;annata particolare, iniziata con un brutto infortunio muscolare (al primo turno del primissimo torneo). Una volta rientrato i risultati non sono arrivati ed è subentrato lo sconforto per il venticinquenne di Carrara, come ci ha spiegato lo stesso Claudio: <strong><em>&#8220;E&#8217; stata davvero molto dura. Ad un certo punto mi ero stufato di questa vita; giocare, perdere e tornare subito a casa, aspettare un&#8217;altra settimana e riperdere. Non è stato per niente facile, ma alla fine ci ho creduto e sono tornato a vincere.&#8221;<span id="more-6858"></span></em></strong> La vittoria di Piombino (10.000$ sul cemento) è stata una manna dal cielo per Grassi, che sul veloce si è sempre trovato a suo agio, grazie al suo gioco &#8220;particolare&#8221; (serve con la sinistra e gioca con la destra) e piuttosto piatto. <strong><em>&#8220;Come ben sai, non venivo da un periodo di fiducia estrema del mio tennis. Sono arrivato sul cemento di Piombino direttamente dalla terra rossa che non è il mio habitat naturale tennistico. Il torneo di Piombino è stata la rinascita della mia voglia di vittorie sui campi in duro. Il tabellone è stato molto duro fin dalla prima partita e ho dovuto superare tutti ottimi giocatori sul veloce (superati nell&#8217;ordine Iannuzzi, Agazzi, Tenconi, Crepaldi, Piccari). Non sono mai stato tranquillo in alcun match. Pensavo solo a punto dopo punto. Sono stato molto appoggiato anche da tutto il pubblico che in ogni match mi acclamava. Non mi chiedere il motivo perché non lo so&#8230; E questa cosa mi dava una forte energia per i match seguenti.&#8221;</em></strong> La fiducia è ritornata, come si evince dalle parole di Claudio: <em><strong>&#8220;Domenica vado a Londra, poi Porto Torres. Giocherò solo sull&#8217;amato cemento. Non mi pongo obiettivi di classifica. Voglio vivere torneo dopo torneo..&#8221;</strong></em></p>
<div class="aizatto_related_posts"><span class="aizatto_related_posts_header" >Related Posts</span><ul></ul></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spaziotennis.com/2010/09/claudio-grassi-cemento-mon-amour/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gianluca Naso: &#8220;Che emozione giocare con Muster&#8221;</title>
		<link>http://www.spaziotennis.com/2010/09/naso-muster-como/</link>
		<comments>http://www.spaziotennis.com/2010/09/naso-muster-como/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nizegorodcew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Challenger]]></category>
		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Naso]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Muster]]></category>
		<category><![CDATA[Us Open]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaziotennis.com/?p=6852</guid>
		<description><![CDATA[
(Gianluca Naso &#8211; Foto Nizegorodcew)
di Alessandro Nizegorodcew (articolo in partnership con Tennis.it)
Giocare contro il tuo idolo, affrontare il tennista al quale ti sei ispirato per anni, vederlo lì di fronte a te in campo, non deve essere stato facilissimo. Chissà cosa avrà pensato Gianluca Naso, quando il sorteggio del challenger di Como gli ha riservato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6853" title="Gianluca Naso" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/09/naso_020910_470.jpg" alt="Gianluca Naso" width="470" height="300" /><br />
<em>(Gianluca Naso &#8211; Foto Nizegorodcew)</em></p>
<p>di <strong>Alessandro Nizegorodcew </strong>(articolo in partnership con <a href="http://www.tennis.it" target="_blank"><strong>Tennis.it</strong></a>)</p>
<p>Giocare contro il tuo idolo, affrontare il tennista al quale ti sei ispirato per anni, vederlo lì di fronte a te in campo, non deve essere stato facilissimo. Chissà cosa avrà pensato Gianluca Naso, quando il sorteggio del challenger di Como gli ha riservato Thomas Muster al primo turno&#8230; Spazio Tennis ha raggiunto telefonicamente &#8220;Giallo&#8221;, per saperne di più sull&#8217;incontro con l&#8217;austriaco, senza tralasciare ovviamente la sua stagione, che da qualche settimana sembra aver preso la piega giusta.</p>
<p><strong>Gianluca, iniziamo ovviamente dalla partita di primo turno con Muster. Raccontaci come è andata&#8230;</strong><br />
<em> &#8220;Che emozione giocare con Muster! Al momento del sorteggio ero contento ma anche preoccupato. Certamente era il migliore dei 4 (per i qualificati come Naso; ndr) da pescare, ma la paura di perdere e fare una figuraccia era tanta. Sono entrato in campo un po&#8217; contratto, ma alla fine sono riuscito ad impormi 6-3 6-4. La sua personalità in campo si sente tantissimo. Non tira fortissimo e negli spostamenti lunghi fa fatica; ma è furbo e nel breve si muove tantissimo. Riesce a variare molto bene il gioco ed essendo mancino riesce a metterti in difficoltà con traiettorie strette, in particolare col servizio. Dopo il primo set mi sono un po&#8217; sciolto e ho giocato meglio, chiudendo in due set abbastanza tranquillamente.&#8221;<span id="more-6852"></span><br />
</em></p>
<p><strong>Hai parlato con lui dopo la partita? Com&#8217;è Muster fuori dal campo?</strong><br />
<em> &#8220;Non ho parlato con lui, tranne un timido &#8220;buongiorno&#8221; che gli ho rivolto in players lounge. Leonardo Caperchi, mio allenatore per 4 anni, mi ha parlato ogni giorno di Muster; per me è praticamente un idolo irraggiungibile e la sua personalità, con quel suo vocione, mi ha fatto desistere dal provare a parlargli. Per quanto riguarda ciò che fa fuori dal campo&#8230; si allena come un matto. Quando sono arrivato a Como l&#8217;ho visto allenarsi tutti i giorni almeno 4 ore, tra corsa, palla medica e tennis.&#8221;</em></p>
<p><strong>Quali credi possa essere il suo livello attuale?</strong><br />
<em> &#8220;Da quello che ho intuito, leggendo anche una sua intervista, il suo livello è cresciuto molto da Kitzbuhel ad oggi. Io credo che a livello di qualificazioni challenger possa giocarsela con molti. A livello di main draw fa invece fatica. La questione è: quanto può ancora migliorare? Sta di fatto che per avere 42 anni è assolutamente un mostro, straordinario.&#8221;</em></p>
<p><strong>Passiamo a te e alla tua stagione. Dopo una lunghissima sosta per infortunio durata più di 6 mesi per un brutto infortunio al polso, sei rientrato intorno al mese di marzo. E&#8217; stata dura all&#8217;inizio?</strong><br />
<em> &#8220;E&#8217; stata durissima rientrare. All&#8217;inizio ho fatto una fatica incredibile, anche perché in ogni torno ho dovuto giocare le qualificazioni. Ho giocato male fino a Roma, quando nelle qualificazioni al Foro Italico ho perso giocando malissimo contro Dolgopolov. Lì per fortuna c&#8217;è stata la svolta. Ho avuto una discussione illuminante con il mio coach Fabio Rizzo e Max Giusti. L&#8217;argomento principale è stato il tennis ma non solo; ho capito tante cose sulla vita in generale e da quel momento in campo sono sceso in campo più tranquillo e grintoso. In poche parole sono riuscito a controllare le emozioni in campo, vivendo nel modo giusto sia la vittoria che la sconfitta. Sono arrivate tante vittorie al terzo set, che sono sempre state il mio problema.&#8221;</em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-6854" title="Gianluca Naso" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/09/naso_020910_4702.jpg" alt="Gianluca Naso" width="470" height="300" /><br />
(Gianluca Naso &#8211; Foto Nizegorodcew)</em></p>
<p><strong>Da metà giugno sono arrivate le vittorie, come quella su Volandri nel challenger di Milano. Da quel momento le cose sono andate sempre meglio e sono arrivati alcuni buoni risultati (quarti di finale a Orbetello e San Sebastian)..</strong><br />
<em> &#8220;La vittoria con Filippo è stata molto importante. Mi ha reso consapevole delle mie potenzialità. Il mio livello è cresciuto, soprattutto a livello mentale e i risultati ne sono la conseguenza.&#8221;</em></p>
<p><strong>A livello tecnico, l&#8217;impressione è che tu sia migliorato e il tuo gioco sia addirittura migliore dei tempi del tuo best ranking (numero 222 ad inizio 2009). E&#8217; così?</strong><br />
<em> &#8220;Sicuramente sono migliorato di rovescio, mentre è chiaro che la potenza, visto il mio infortunio, non è ancora quella di un anno e mezzo fa. Quando ero 220 Atp tiravo fortissimo con servizio e diritto. La potenza sta tornando pian piano, ma è normale, l&#8217;infortunio è stato molto serio. La differenza comunque, a questo livello, è tutta nella testa. E credo finalmente di essere cresciuto molto sotto questo aspetto.&#8221;</em></p>
<p><strong>Non è comunque facile, proprio per il livello sempre più alto, giocare le qualificazioni ogni settimana&#8230;</strong><br />
<em> &#8220;Nella discussione di cui ti parlavo, abbiamo deciso insieme di non chiedere più wc. In molte circostanze, per ricevere un invito, devi chiamare ogni giorno i direttori dei tornei, sperando di essere inseriti tra i 4 giocatori con wc. E le decisioni si sanno sempre all&#8217;ultimo minuto. In più, quando te ne assegnano una, hai più pressione quando entri in campo, perché sei costretto a fare bene. Quando ho avuto wc, le prestazioni sono state spesso pietose. Ho preferito quindi faticare di più sul campo e fuori dal campo. Ho guidato di notte in macchina per ore oppure passato ore ed ore in treno, arrivando poco prima di scendere in campo. Ma a livello mentale preferisco così. Se poi decidono di darmi una wc senza che io la chiedo, ovviamente la accetto. Ma non ne chiederò più.&#8221;</em></p>
<p><strong>Se dovessi scegliere la migliore partita giocata in queste ultime settimane?</strong><br />
<em> &#8220;Sicuramente quella contro Machado a Cordenons. Ho giocato ad un livello altissimo, ma soprattutto sono stato bravo sotto l&#8217;aspetto mentale. Giocare contro Machado è difficile, perché lui in campo è parecchio scorretto.&#8221;</em></p>
<p><strong>Hai pochissimi punti da difendere sino a metà 2011. Oggi sei numero 418 ma rientrerai presto nei 400 Atp. L&#8217;obiettivo è rientrare nei 250 il prima possibile ed evitare le qualificazioni nei challenger?</strong><br />
<em> &#8220;Certamente si. Non ho praticamente punti da difendere e posso giocare con tranquillità, sperando di risalire molto velocemente in classifica.&#8221;</em></p>
<p><strong>Per concludere, in questi giorni a New York si stanno disputando gli Us Open. Tu sei a Como a giocare un challenger. Nel 2011 credo proprio che vorrai essere nella grande mela!</strong><br />
<em> &#8220;Assolutamente si, anche perché gli Us Open sono il mio torneo preferito. L&#8217;anno scorso ero infortunato e quest&#8217;anno non avevo la classifica per entrare nelle qualificazioni. Spero proprio che il 2011 possa essere il mio anno, anche e New York!&#8221;</em></p>
<div class="aizatto_related_posts"><span class="aizatto_related_posts_header" >Related Posts</span><ul></ul></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spaziotennis.com/2010/09/naso-muster-como/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La prima di Annalisa e la scalata di Julia..</title>
		<link>http://www.spaziotennis.com/2010/09/itf-mayr-bona/</link>
		<comments>http://www.spaziotennis.com/2010/09/itf-mayr-bona/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 14:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nizegorodcew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resoconti]]></category>
		<category><![CDATA[Stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Tennis Femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Evelyn Mayr]]></category>
		<category><![CDATA[Itf]]></category>
		<category><![CDATA[Julia Mayr]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaziotennis.com/?p=6849</guid>
		<description><![CDATA[
(Annalisa Bona &#8211; Foto Nizegorodcew)
di Remo Borgatti
Undici tornei nella settimana che ha preceduto gli US Open.
Il principale era il 100.000$ del Bronx, che ha visto la partecipazione di diverse giocatrici impegnate a Flushing Meadows. Vittoria per Anna Chakvetadze, che prosegue la sua resurrezione iniziata con il trionfo di Portorose. La russa, che non era nemmeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-3165" title="Annalisa Bona" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2009/07/P1010869-1024x768.jpg" alt="Annalisa Bona" width="430" height="323" /><br />
<em>(Annalisa Bona &#8211; Foto Nizegorodcew)</em></p>
<p>di <strong>Remo Borgatti</strong></p>
<p>Undici tornei nella settimana che ha preceduto gli US Open.</p>
<p>Il principale era il 100.000$ del <strong><span style="color: #ff0000;">Bronx</span></strong>, che ha visto la partecipazione di diverse giocatrici impegnate a Flushing Meadows. Vittoria per <strong><span style="color: #0000ff;">Anna Chakvetadze</span></strong>, che prosegue la sua resurrezione iniziata con il trionfo di Portorose. La russa, che non era nemmeno testa di serie, ha messo in riga una dopo l’altra Chan, Safarova, Sevastova, Makarova e in finale la scandinava Sofia Arvidsson: 4-6/6-2/6-2 lo score dell’atto conclusivo in favore della Chakvetadze. Due le italiane in campo: Alberta Brianti ha perso al primo turno con la Makarova (6-3/7-5) mentre la Garbin ha sconfitto all’esordio la francese Cornet (7-6/6-4) per poi arrendersi alla finalista Arvidsson in tre partite combattute: 6-4/3-6/6-4.<span id="more-6849"></span></p>
<p>Sulla terra rossa di <strong><span style="color: #ff0000;">Braunschweig</span></strong>, in Germania, successo della tedesca <strong><span style="color: #0000ff;">Scarlett Werner</span></strong> che si è imposta in finale sulla russa Kushkhova per 6-3/6-0. In tabellone c’era anche la giovanissima Blanka Szavay, sorella della più celebre Agnes; per lei eliminazione al primo turno.</p>
<p>A <strong><span style="color: #ff0000;">Portschach</span></strong>, in Austria, le sorelle Mayr hanno fatto il pieno. In finale <strong><span style="color: #0000ff;">Julia Mayr</span></strong> ha sconfitto la sorella Evelyn per la terza volta in undici confronti diretti. Era la seconda finale stagionale in famiglia, dopo che ad Antalya aveva vinto Evelyn. Netto il risultato a favore di Julya: 6-3/6-1. Non paghe, le Mayr hanno anche vinto il doppio. Tornando al singolare, in Austria c’erano altre otto italiane con<strong> Vivienne Vierin</strong> che ha raggiunto le semifinali, battuta da Evelyn Mayr mentre la sedicenne Martina Parmigiani si è arresa solo nei quarti.</p>
<p>Primo titolo in carriera per la genovese <strong><span style="color: #0000ff;">Annalisa Bona</span></strong>, che a <strong><span style="color: #ff0000;">Wanfercee-Baulet</span></strong> ha confermato il suo ottimo momento. Annalisa aveva centrato la finale sia a Horb che a Rebecq. Finalmente in Belgio è arrivato il successo, e che successo! In cinque incontri, Annalisa ha ceduto appena quindici giochi. In finale la belga Nicky Van Dyck si è dovuta accontentare di un game (6-0/6-1) ma peggio era andata al primo turno alla francese Maietti, sconfitta con un doppio 6-0.</p>
<p>Derby argentino a <span style="color: #ff0000;"><strong>Buenos Aires</strong></span> e vittoria di <strong><span style="color: #0000ff;">Mailen Auroux</span></strong> su Vanessa Furlanetto in finale per 6-2/7-5.</p>
<p>Due le azzurre in tabellone a <strong><span style="color: #ff0000;">Doboj</span></strong>, in Bosnia Erzegovina. Male è andata a Martina Caciotti, sconfitta al primo turno; meglio invece si è comportata Nicole Clerico, semifinalista e battuta dalla Kajtazovic in tre set. La bosniaca ha poi perso la finale contro la slovacca <strong><span style="color: #0000ff;">Zuzana Zlochova</span></strong> con lo score di 7-6/7-5.</p>
<p>L’olandese <strong><span style="color: #0000ff;">Bibiane Schoofs</span></strong> ha vinto a <strong><span style="color: #ff0000;">Enschede</span></strong> battendo in finale la tedesca Geuer, numero uno del seeding, per 6-1/6-2. E’ andata male all’unica italiana in gara, Micaela Moroni, eliminata al primo turno dalla Van der Sar in due set.</p>
<p>Seconda vittoria stagionale per la slovacca <strong><span style="color: #0000ff;">Michaela Pochabova</span></strong> che ha trionfato a <strong><span style="color: #ff0000;">Praga</span></strong>, battendo in finale la ceca Lucie Kriegsmannova con un doppio 7-5.</p>
<p>A <strong><span style="color: #ff0000;">Saitama</span></strong>, in Giappone, finale tra una cinese e una taiwanese; ha vinto quest’ultima, <strong><span style="color: #0000ff;">Wen-Hsin Hsu</span></strong>, che ha battuto Ying-Ying Duan per 6-1/1-6/6-3. Successo della statunitense <strong><span style="color: #0000ff;">Macall Harkins</span></strong> a <strong><span style="color: #ff0000;">San Luis Potosi</span></strong>, in Messico; battuta in finale la bielorussa Khabibulina con il punteggio di 6-1/6-4.</p>
<p>Infine a <strong><span style="color: #ff0000;">Vinkovci</span></strong>, in Croazia, vittoria della ungherese <strong><span style="color: #0000ff;">Reka-Luca Jani</span></strong>, che si è imposta in finale sulla ceca Zuzana Linhova per 6-2/6-4.</p>
<div class="aizatto_related_posts"><span class="aizatto_related_posts_header" >Related Posts</span><ul></ul></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spaziotennis.com/2010/09/itf-mayr-bona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Acuto di Crugno e la prima di Grigor</title>
		<link>http://www.spaziotennis.com/2010/08/crugnola-dimitrov-manerbio-ginevra/</link>
		<comments>http://www.spaziotennis.com/2010/08/crugnola-dimitrov-manerbio-ginevra/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 20:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nizegorodcew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resoconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaziotennis.com/?p=6844</guid>
		<description><![CDATA[
(Marco Crugnola &#8211; Foto Nizegorodcew)
di Guido Pietrosanti
La maggior parte dei giocatori abituati a giocare nel circuito challenger é stata impegnata nelle qualificazioni degli US Open nella settimana appena conclusa. Tuttavia, per diversi motivi, alcuni giocatori, anche di buon livello, hanno scelto di giocare un challenger piuttosto che tentare la fotuna a New York. É il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6846" title="Marco Crugnola" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/crugnola_310810_4701.jpg" alt="Marco Crugnola" width="470" height="300" /><br />
<em>(Marco Crugnola &#8211; Foto Nizegorodcew)</em></p>
<p>di <strong>Guido Pietrosanti</strong></p>
<p>La maggior parte dei giocatori abituati a giocare nel circuito challenger é stata impegnata nelle qualificazioni degli US Open nella settimana appena conclusa. Tuttavia, per diversi motivi, alcuni giocatori, anche di buon livello, hanno scelto di giocare un challenger piuttosto che tentare la fotuna a New York. É il caso ad esempio di <strong><span style="color: #0000ff;">Robin Haase</span></strong>, vincitore a <strong><span style="color: #ff0000;">Manerbio</span></strong>, e fresco numero 83 del ranking Atp. Haase, che dopo un brutto infortunio, sta rapidamente recuperando le posizioni perse nel 2009, ha vinto il quarto challenger della stagione battendo in finale un ritrovato <strong>Marco Crugnola</strong> per 63 62.<span id="more-6844"></span> Per Crugnola, partito dalle qualificazioni, si tratta del miglior risultato stagionale, ottenuto solo due settimane dopo la vittoria nel ricco future di Appiano. Il tennis di Crugnola é sempre stato di ottimo livello e forse la vittoria di un future gli ha dato quella fiducia necessaria a chiudere le partite quando il match diventa duro. In effetti Marco ha vinto a Manerbio ben 3 partite al terzo set, rispettivamente contro Koellerer, Schoorel e Brizzi in semifinale a conferma del buon momento di fiducia del giocatore. Anche Brizzi, raggiungendo la semifinale dopo aver sconfitto tra gli altri Filippo Volandri nei quarti, ha disputato il miglior torneo della sua stagione, riportando la sua classifica al numero 251, non lontano dal numero 232 di fine 2009.</p>
<p>Nei quarti di finale si era fermato Alessio Di Mauro, sempre piú vicino a rientrare nei top 200 e Filippo Volandri, che non essendo rientrato nel main draw degli US Open, sta continuando a giocare i challenger sulla terra dove piú facilmente potrá trovare i punti necessari a finire la stagione tra i top 100.</p>
<p>A <strong><span style="color: #ff0000;">Ginevra</span></strong> possiamo registrare la prima vittoria challenger per il bulgaro <strong><span style="color: #0000ff;">Grigor Dimitrov</span></strong>, classe 91 e grande promessa del tennis mondiale, appena entrato nei primi 200 del mondo. Dimitrov, dopo un inizio di stagione in sordina, ha giocato diversi tornei future, vincendone tre tra la Spagna e la Germania, per poi passare al livello challenger. Con la classifica raggiunta questa settimana (184) non avrá piú bisogno di giocare future, ne di passare per le qualificazioni dei challenger e vista l’attitudine giá dimostrata a giocare anche sulle superfici rapide, ha ottime possibilitá di avvicinarsi ai top 100 entro la fine dell’anno. Il livello sembrerebbe averlo giá, visto che in finale a Ginevra il giovane bulgaro ha sconfitto Pablo Andujar, numero 107 delle ultime classifiche ma giá top 100 del ranking atp. Buona semifinale anche per il giovane belga Goffin, classe 90 e neo numero 264 Atp, fermato proprio da Dimitrov, mentre tra gli azzurri il miglior risultato é stato quello di Paolo Lorenzi, sconfitto un po’ a sorpresa nei quarti di finale dal francese Prodon.</p>
<p>Infine in Kazakistan, ad <strong><span style="color: #ff0000;">Astana</span></strong>, vittoria del russo <strong><span style="color: #0000ff;">Igor Kunitsyn</span></strong>, scivolato quest’anno fuori dai primi 100, ma capace di raggiungere nel luglio dello scorso anno la posizione numero 35 del ranking Atp. In finale Kunitsyn ha sconfitto per 46 76 76 il connazionale Kravchuk, che a 25 anni sta vivendo la sua miglior stagione, raggiungendo questa settimana il suo best ranking al numero 136. Da segnalare infine la buona semifinale del giovane slovacco Andrej Martin, classe 89 e vincitore due settimane fa del challenger di Samarkand, che entra per la prima volta nei top 200.</p>
<p>Nei future, vittoria di <span style="color: #0000ff;"><strong>Claudio Grassi</strong></span> a<span style="color: #ff0000;"><strong> Piombino</strong></span>, nel torneo Italy F23, che ha sconfitto in finale Francesco Piccari per 64 76. Buona semifinale per Erik Crepaldi, classe 1990, che con questa semifinale tornerá nei primi 900 del ranking, posizione giá raggiunta nel 2008 a soli 18 anni, e per l’australiano Kubler, classe 93, fermato in semifinale da Piccari.</p>
<p>Infine, coraggiosa trasferta del quasi 30enne Torresi, che nel future Bulgaria F5 si é spinto fino alle semifinali, mostrando peró ancora voglia di girare il mondo alla ricerca di punti e vittorie.</p>
<div class="aizatto_related_posts"><span class="aizatto_related_posts_header" >Related Posts</span><ul></ul></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spaziotennis.com/2010/08/crugnola-dimitrov-manerbio-ginevra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Punto Atp &#8211; Stakhovsky: l&#8217;uomo delle finali</title>
		<link>http://www.spaziotennis.com/2010/08/stakhovsky-luomo-delle-finali/</link>
		<comments>http://www.spaziotennis.com/2010/08/stakhovsky-luomo-delle-finali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 18:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nizegorodcew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resoconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaziotennis.com/?p=6837</guid>
		<description><![CDATA[
di Sergio Pastena
La morale della favola è: se arrivate in finale in un torneo Atp auguratevi di non incontrare Stakhovsky. Già, perché l&#8217;ucraino con le finali sembra avere proprio un rapporto privilegiato: in carriera fino ad ora ne ha giocate sei, quattro di singolare e due di doppio, e in bacheca ha sei trofei. Assolutamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/42121862_stakhovsky.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6838" title="_42121862_stakhovsky" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/42121862_stakhovsky.jpg" alt="_42121862_stakhovsky" width="416" height="300" /></a></p>
<p>di <strong>Sergio Pastena</strong></p>
<p>La morale della favola è: se arrivate in finale in un torneo Atp auguratevi di non incontrare <strong><span style="color: #0000ff;">Stakhovsky</span></strong>. Già, perché l&#8217;ucraino con le finali sembra avere proprio un rapporto privilegiato: in carriera fino ad ora ne ha giocate sei, quattro di singolare e due di doppio, e in bacheca ha sei trofei. Assolutamente perfetto.<span id="more-6837"></span> Eppure a <strong><span style="color: #ff0000;">New Haven</span></strong> pareva essersi messa male: Istomin, uno che nei precedenti diretti contro di lui conduceva 3-1, aveva vinto il primo set e sembrava voler firmare il primo successo nel circuito maggiore di un tennista dell&#8217;Uzbekistan. Il buon Sergiy, lungagnone insolitamente dotato di mano pregevole, riusciva però a rientrare in partita imponendo le sue variazioni di gioco, con un largo uso di back profondissimi e palle corte millimetriche. Così la partita si ribaltava e bastavano due break a dare al tennista di Kiev il secondo titolo del 2010 dopo quello di &#8217;s-Hertogenbosch. Per il resto poco da segnalare se non un&#8217;ecatombe di teste di serie: dei primi otto del seeding solo Baghdatis è arrivato fino ai quarti, superato proprio dal vincitore del torneo. In crescita De Bakker, giunto fino alla semifinale, così come Troicki. Sorprende anche Gabashvili, fermatosi ai quarti dopo aver vinto un match da manicomio contro Golubev: per intenderci, nel primo set il kazako ha dominato ma non ha convertito neanche una delle sette palle break che gli sono capitate, mentre il russo non ha sbagliato sull&#8217;unica occasione che ha avuto. Nel tennis certe cose si pagano.</p>
<p>E ora ci si tuffa negli Us Open, che vedono un trio avanti nei pronostici degli addetti ai lavori: Federer è il favorito, leggermente davanti a Nadal e Murray. Djokovic, viste anche le prestazioni altalenanti degli ultimi tempi, sembra avere meno chance.Spazio per gli outsider? Quanto basta, visto che nessuno è sembrato imbattibile nei tornei di preparazione. Appare però dura che cadano tutti e quattro i Fab Four. Per i big l&#8217;esordio sarà morbido: Federer ha pescato l&#8217;argentino Dabul, qualche problemino in più potrebbe averlo Nadal contro Gabashvili, che è pur sempre un cavallo pazzo, mentre Murray dovrebbe disporre agevolmente di un Lacko in buona forma. Più difficile la situazione di Djokovic, decisamente sfortunato a pescare al primo turno un Troicki in buona forma per poi rischiare di trovare al secondo un tennista come Petzschner, altra mano di spicco. Considerando che agli ottavi rischia di incrociare Baghdatis o Fish, si può ben capire perchè il serbo sembri un po&#8217; staccato rispetto agli altri tre &#8220;grandi&#8221; nella corsa verso la vittoria a Flushing Meadows.</p>
<p>Casa Italia, purtroppo, non esce rinfrancata da questa settimana. A New Haven due sconfitte immediate: passi la caduta di Starace contro Gabashvili, ma ci si aspettava di più da Seppi che invece ha perso subito contro Nieminen. Il sorteggio in vista di New York, poi, non è stato benevolo: se escludiamo Andreas, che ha un compito abbordabile contro lo spagnolo Granollers, per il resto sono capitati gli stessi avversari di Wimbledon. Fabio Fognini avrà di fronte di nuovo Fernando Verdasco, mentre Nicolas Almagro, che nello slam inglese era toccato in sorte a Seppi, stavolta se la vedrà con Potito Starace. Per inciso, gli italiani in gara saranno soltanto loro, perché ancora una volta le qualificazioni sono state per noi un calvario. Bolelli, quello con maggiori chances, dopo aver vinto il primo set contro Haider-Maurer è letteralmente scomparso dal campo, finendo col farsi eliminare. Fuori al primo turno anche Ghedin, la cui sconfitta con Hernych ci può stare, mentre Giorgini aveva maggiori possibilità contro Clar-Rossello ma ha finito col perdere in tre set. Al secondo turno sono caduti Flavio Cipolla, anche lui contro uno degli spagnoli di terza fascia, Munoz-De La Nava, e il bravissimo Matteo Viola, che dopo aver sconfitto Balasz ha retto un set contro il più quotato Rosol. Ultimo a cadere, a un passo dal traguardo, Simone Vagnozzi, superato da Klizan abbastanza nettamente.</p>
<p>Ci si consenta una riflessione: passare le qualificazioni in un torneo dello Slam è in fondo come arrivare in semifinale in un Challenger. Il livello dei giocatori è quello, e non corri neanche il rischio di trovarti un Top 100 che sta tirando il fiato. Con sei giocatori nelle qualificazioni, quindi, sarebbe ragionevole augurarsi che almeno uno ce la faccia, e invece nulla di fatto. Intanto nazioni tennisticamente inferiori alla nostra come il Canada e il Giappone portano tre giocatori a testa all&#8217;ultimo turno delle qualificazioni e ne piazzano rispettivamente due e uno nel main draw (Polansky e Raonic per il Canada, Nishikori per il Giappone). E l&#8217;Italia resta con l&#8217;amaro in bocca.</p>
<div class="aizatto_related_posts"><span class="aizatto_related_posts_header" >Related Posts</span><ul></ul></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spaziotennis.com/2010/08/stakhovsky-luomo-delle-finali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Punto Wta &#8211; E sono tre! La Wozniacki punta la vetta</title>
		<link>http://www.spaziotennis.com/2010/08/e-sono-tre-la-wozniacki-punta-la-vetta/</link>
		<comments>http://www.spaziotennis.com/2010/08/e-sono-tre-la-wozniacki-punta-la-vetta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 16:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nizegorodcew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resoconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaziotennis.com/?p=6829</guid>
		<description><![CDATA[
di Sergio Pastena
Se un mese fa qualcuno avesse ipotizzato un assalto alla prima posizione di Caroline Wozniacki in occasione degli Us Open, probabilmente sarebbe stato preso per pazzo. Al secondo posto, all&#8217;epoca, c&#8217;era Jelena Jankovic, ma soprattutto la numero 1, Serena Williams, era distantissima in termini di punti e a Flushing Meadows doveva difendere &#8220;solo&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/wozniacki1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6832" title="wozniacki" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/wozniacki1.jpg" alt="wozniacki" width="418" height="273" /></a></p>
<p>di <strong>Sergio Pastena</strong></p>
<p>Se un mese fa qualcuno avesse ipotizzato un assalto alla prima posizione di <strong><span style="color: #0000ff;">Caroline Wozniacki </span></strong>in occasione degli Us Open, probabilmente sarebbe stato preso per pazzo. Al secondo posto, all&#8217;epoca, c&#8217;era Jelena Jankovic, ma soprattutto la numero 1, Serena Williams, era distantissima in termini di punti e a Flushing Meadows doveva difendere &#8220;solo&#8221; la semifinale. Difficile, insomma, pensare che la danese potesse insidiarla. Eppure è così.<span id="more-6829"></span></p>
<p>La bella Caroline, infatti, dopo Copenhagen e Montreal ha infilato a <strong><span style="color: #ff0000;">New Haven</span></strong> il terzo successo nell&#8217;arco di un mese e l&#8217;assenza di Serena a New York le dà l&#8217;opportunità di arrivare ad occupare la prima posizione in classifica, a patto di vincere finalmente uno Slam dopo la finale dell&#8217;anno scorso proprio agli Us Open. Per la Wozniacki il &#8220;Pilot Pen Tennis&#8221; è partito in discesa: facile vittoria sulla Cibulkova, quindi walkover per il ritiro di Flavia Pennetta. Poi, contro la Dementieva, un match tiratissimo, vinto per 7-6 al terzo dopo aver perso il primo set per 6-1. Infine l&#8217;ultimo atto contro la Petrova, conclusosi con una vittoria in tre set (6-3 3-6 6-3).</p>
<p>E le italiane? Purtroppo non ci sono buone notizie: Flavia Pennetta, come detto, si è ritirata per un&#8217;infiammazione al piede destro dopo aver battuto agevolmente Kleybanova e Govortsova: agli Us Open, comunque, sarà ai nastri di partenza. Intanto la brindisina perde altri punti e scende alla posizione 21 in classifica: ora ci sono i quarti di New York da difendere, poi finalmente dovrebbe arrestarsi l&#8217;emorragia. Francesca Schiavone si è fermata subito, battuta da una Dinara Safina che lentamente sta uscendo dal tunnel della crisi: primo set 6-1 per la leonessa, poi il black-out. Peccato per l&#8217;occasione sprecata da Sara Errani: dopo aver superato la Zheng giocando benissimo, la tennista bolognese sembrava chiusa da Samantha Stosur e invece è andata ad un passo dal colpaccio. In particolare grida vendetta il break subito nel terzo set, quando la Errani si è trovata a servire per il match.</p>
<p>Intanto in settimana è stato sorteggiato il tabellone degli Us Open, dove come al solito sarà presente una nutrita pattuglia di rappresentanti italiane: alla sette ammesse di diritto si è aggiunta Maria Elena Camerin che ha passato brillantemente le qualificazioni (fuori, invece, Floris, Dentoni e Giorgi). Un&#8217;urna abbastanza burlona ha messo tutte le italiane nella parte bassa del tabellone, eccezion fatta per la Oprandi che affronterà la Goerges per poi eventualmente sfidare una Wickmayer tutt&#8217;altro che in gran forma. La Schiavone ha pescato la giapponese Morita: un esordio abbordabile, con la possibilità di un derby nel secondo turno, a patto che la Camerin riesca a superare Sophie Ferguson. Flavia Pennetta affronterà una qualificata, la statunitense Irina Falconi, mentre nel secondo turno sarebbe probabile una sfida con la Szavay. Per la Brianti prima la Parmentier, poi eventualmente Shahar Peer. Sfortunata Roberta Vinci: beccare subito Venus Williams agli Us Open non è proprio il massimo. Infine non poteva mancare un derby italiano, quello che vedrà opposte Sara Errani e Tax Garbin: per la vincente presumibilmente ci sarà la Kleybanova.</p>
<p>Tra gli altri incontri di primo turno è particolarmente interessante quello tra Chakvetadze e e Urszula Radwanska, così come Katerina Bondarenko-Li, Cornet-Kanepi e Hantuchova-Safina. Possibile già agli ottavi l&#8217;incrocio tra Caroline Wozniacki e Maria Sharapova, che non sembrerebbero avere ostacoli insormontabili sulla loro strada. Il pronostico per la vittoria, tuttavia, pare essere decisamente incerto: è vero che la Wozniacki è &#8220;on fire&#8221;, ma è altrettanto vero che è reduce da un mese nel quale ha giocato tantissimo. Inoltre le pretendenti al titolo proprio non sembrano mancare, specie considerando la defezione di Serena Williams che va a sparigliare le carte: non è un caso, infatti, che i bookmakers in media considerino Kim Clijsters la favorita numero uno, seguita dalla Sharapova e poi dalla Wozniacki. Poco considerata Venus Williams, che molti vedono addirittura dietro la Azarenka. Poca fiducia per le nostre atlete: Flavia Pennetta naviga oltre quota 50 e la Schiavone addirittura arriva a pagare 170 volte la posta. Tuttavia, considerando che al Roland Garros la milanese era bancata a quote astronomiche, non possiamo che fare gli scaramantici e sperare che la cosa porti bene&#8230;</p>
<div class="aizatto_related_posts"><span class="aizatto_related_posts_header" >Related Posts</span><ul></ul></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spaziotennis.com/2010/08/e-sono-tre-la-wozniacki-punta-la-vetta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Colpo di Grazia 6 &#8211; Abuja Training</title>
		<link>http://www.spaziotennis.com/2010/08/colpo-di-grazia-6-abuja-training/</link>
		<comments>http://www.spaziotennis.com/2010/08/colpo-di-grazia-6-abuja-training/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 13:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nizegorodcew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colpo di Grazia]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Junior]]></category>
		<category><![CDATA[Tennis Genitori & Figli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaziotennis.com/?p=6819</guid>
		<description><![CDATA[
di Stefano Grazia
“Pain is your friend, your ally, it will  tell you when you are seriously injured,
it will keep you awake and angry, and remind you to finish the job and get
the hell home. But you know the best thing about pain?”
“Don&#8217;t know!“
“It lets you know you&#8217;re not dead yet!”
(Scambio fra Viggo Mortensen, l’Istruttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/CDG63.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6820" title="Nicholas Grazia" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/CDG63.jpg" alt="Nicholas Grazia" width="470" height="300" /></a></p>
<p>di <strong>Stefano Grazia</strong></p>
<p><strong><em><span style="color: #800080;">“Pain is your friend, your ally, it will  tell you when you are seriously injured,<br />
it will keep you awake and angry, and remind you to finish the job and get<br />
the hell home. But you know the best thing about pain?”<br />
“Don&#8217;t know!“<br />
“It lets you know you&#8217;re not dead yet!”</span></em></strong><br />
(Scambio fra Viggo Mortensen, l’Istruttore Capo, e<br />
Demi Moore in G.I.Jane,di Ridley Scott)</p>
<p>Quando ho saputo che mi sarei dovuto trasferire ad Abuja, da un lato ho provato il sollievo che si prova quando sai che per altri 3-4, magari 5 anni hai ancora un lavoro, dall’altro c’era ovviamente tutto il rimpianto per un mondo che stavo per abbandonare e che, per quanto deteriorato e non piu’ quello di una volta (ma anche li’: era Lagos ad essere cambiata o eravamo piuttosto noi a non avere piu’ 30-40 anni?) aveva fatto parte di me piu’ di quanto, negli ultimi 20 anni, lo avesse fatto Bologna o la Jamaica, di cui mi ero pure innamorato, e ovviamente a maggior ragione, a meta’ anni ottanta. In fondo era piu’ comprensibile e accettabile innamorarsi di un&#8217;isola caraibica che di una caotica megalopoli africana considerata spesso dai piu’ ottimisti il buco di culo del mondo, ma tant’e’, al cuore non si comanda e poi, come ho piu’ volte spiegato, erano gli ultimi bagliori di un crepuscolo di un certo tipo di vita, non tanto quella coloniale ma wquella ancora romantica dell’espatriato per forza, per lavoro o per amore (Noi preferiamo definirci Gentiluomini di Fortuna, rispondeva Corto Maltese all’Ufficiale Inglese trovato morente presso la Laguna dei Bei Sogni). Da Lagos ero già stato trasferito un paio di volte finendo prima in Congo e poi in Libia, e l’ultima volta in Angola. In entrambe le occasioni la mia fedelta’ a Lagos e al mondo che mi lasciavo dietro mi aveva impedito di apprezzare come meritavano sia Pointe Noire che Luanda: questa volta sono partito con animo, mente e cuore piu’ liberi, deciso a non volgermi troppo spesso e malinconico indietro.<span id="more-6819"></span> Sapevo che in fondo, a parte le corse sulla lunga spiaggia di Lighthouse costellata di relitti che quasi neanche la Skeleton Coast, questa volta l’unica cosa che mi sarebbe davvero mancata sarebbe stata l’Ikoyi Club, il Circolo a dieci minuti da casa nel bel mezzo di Ikoyi, con 9 campi da tennis, 18 buche da golf, tre piscine, ristoranti, squash, badmington, etc etc&#8230;un circolo dove, tra l’altro, in virtu’ di una partecipazione governativa, tutto (cibo, acqua minerale, coca cola&#8230;) costa meno che fuori. E dove ovviamente una volta che sei iscritto, non paghi i campi. Strano, ma vero.<br />
Durante le precedenti missioni di una settimana-dieci giorni e in previsione dell’arrivo di mio figlio d’estate, mi ero quindi premurato di cercare qualcosa di analogo ad Abuja anche se sapevo gia’, dalle conversazioni avute con vari Coaches e Tennisti di Lagos, che ad Abuja non c’erano Circoli, che il Tennis lo si giocava piuttosto nei campi dei grandi Alberghi. Citta’ nuova, sorta dal nulla una ventina d’anni fa e costruita, unica citta’ in tutta l’Africa, con un piano regolatore e su un progetto di un famoso architetto giapponese, Abuja, eletta a capitale federale un po’ come Canberra in Australia e Brazila in Brasile, si svuotava nel week end e ancora fino a pochissimi anni fa era una citta’ popolata solo da funzionari e politici. La proprietaria della Dolce Vita, un ristorante pizzeria italiano, e’ nata e vissuta per 35 anni a Lagos dove l’ho conosciuta quando aveva poco piu’ di vent’anni e gia’ due figli. Tre figli e un paio d’amori sfortunati dopo si era spostata ad Abuja al seguito di un irlandese e aveva aperto, sfruttando l’esperienza di Lagos dove con la sorella aveva aperto un bar molto trendy, prima un Pub sulla terrazza del British Council e poi appunto la Pizzeria. Be’, ero andata a trovarla una sera e mentre mi offriva una pizza sulla terrazza del suo ristorante nella strada sottostante era un continuo passare di auto quasi fossimo sui viali di Bologna e lei mi diceva appunto che solo due-tre anni prima le strade erano deserte e il traffico inesistente. Siccome la stessa cosa era capitata anche a Luanda (ma li’ per via della guerra&#8230;), mi dicevo sconsolato che si vede che io arrivo sempre dopo la puzza &#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6821" title="CDG6(1)" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/CDG61.jpg" alt="CDG6(1)" width="470" height="300" /><br />
<em>(Nicholas e Coach Tim Rotimi)</em></p>
<p>Ad ogni modo, e ritornando al dunque: le mie ricerche erano state comunque fruttifere grazie a un paio di contatti che avevo conservato. Il primo era Coach Tim, cioe’ Rotimi Akinloye da me piu’ volte citato: era stato uno dei miei Coaches a Lagos dove lui frequentava il Lagos Lawn Tennis e poi all’American Schiool dove era stato l’Head Coach. Quando eravamo tornati a Lagos per sei mesi aveva lavorato un paio di volte a settimana anche con Nicholas prima di trasferirsi ad Abuja a fare il Coach privato in un resort che ospita i dipendenti di una grossa Compagnia di Costruzioni. Nel contempo continuava a lavorare per la Federazione come uno degli Allenatori della Squadra Nigeriana di Coppa Davis e soprattutto come Coach Itf. Infatti ora e’ appena tornato da un mese e mezzo in Italia per uno stage Itf alla Vavassori con 6 junior africani (ma nessuno dalla Nigeria). Tim dunque e’ stato il primo a cui ho dato un colpo di telefono e sono andato a trovarlo dove lavora, all’Abuja Country Club che al di la’del nome presuntuoso e’ uno scalcinato circolo con quattro campi in un’area un po’ decentrata e piu simile a un cortile da pollaio che a un circolo come l’intendiamo noi. Sarebbe stato certo il preferito da Archipedro e anch’io non avrei avuto nessuna remora se non fosse che logisticamente non era vantaggioso e poi, soprattutto, perche’ lo stesso giorno avevo scoperto il National Stadium che sotto le ruspe si avviava ad un poderoso restyling. A Lagos nessuno me ne aveva parlato in toni entusiasti ma, avrei scoperto di li’ a poco, anche ad Abuja nessuno era a conoscenza della sua esistenza: non gli Espatriati ma nemmeno i Locali. Tutti troppo pigri solo per pensare di mettersi in strada per raggiungere lo Stadio ma anche per immaginare che all’interno della cittadella sportiva (campi da calcio, da hockey, da basket etc) vi fosse un simile tesoro per un Tennista. Confesso che la prima volta che ho visto tutto quel ben di dio ho pensato a come si era sentito Mose’ quando, sulle ultime alture che delimitavano la fine del deserto, si era trovato di fronte alla Terra Promessa. Presa confidenza con le strade e trovato il modo di aggirare i check points che sono vere e proprie trappole per l’Espatriato al volante, il National Stadium rimane a 15-20’ da casa (e solo a 5-10’ dall’Ufficio &#8230;) e rimane quindi, soprattutto nel week end, la soluzione ideale.</p>
<p>In realta’ la situazione e’ ancora molto fluida e i 20 campi gia’ mostrano segni di scarsa manutenzione con un paio di reti di recinzione crollate e con diversi contrasti su come gestire il patrimonio campi con un gruppo che vorrebbe creare un Circolo ed altri che insorgono dicendo che i campi sono della Federazione e che nessuno deve pagare nulla. Alla fine insomma i soldi li vengono a chiedere solo a me e a pochi altri ma la somma e’ talmente risibile (100$ all’anno piu’ 5$ al mese) che non c’e’ certo da mettersi li’ a discutere. L’unico vero svantaggio, a parte la mancanza di un bar, e’ che solo un paio di campi sono illuminati e allora per chi lavora non puo’ essere l’unica opzione. Ma per Nicholas e’ perfetto e, in chiave futura, e’ anche a un tiro di schioppo dall’American School.</p>
<p>Una volta scoperti i Campi del National Stadium, tutto il resto veniva di conseguenza.<br />
Mi sono dunque organizzato, qui ad Abuja, nel modo seguente: la Compagnia ti offre l’iscrizione a un Circolo e io ho scelto l’IBB Golf che e’ ovviamente il piu’ caro: a differenza dell’Ikoyi Club non e’ un Club Omnicomprensivo, e’ solo un bellissimo Circolo di Golf da fare invidia all’Europa (a differenza di quello di Lagos molto piu’ scalcinato) e ha comunque due campi da tennis con superficie di quel materiale plasticato a nido di api&#8230;C’e’ un Resident Coach che e’ stato Top 5 in Nigeria nei tempi immediatamente successivi a quelli di Tim<br />
Poi mi sono iscritto all’Hilton pagando di tasca mia: all’Hilton sono dei ladri e una bottiglia di Lucozade per esempio costa 500 Naira quando al supermercato – o all’ikoyi Club &#8211; costava 200 e anche l’acqua costa 400 Naira, 2 euro&#8230; Uno stick di Suya, la carne o il pollo trattato alla Nigeriana&#8230;in pratica una sorta di McDonald, inteso come fast food, Nigeriano &#8230; all’ikoyi Club uno spiedino costa 80 Naira&#8230;ce ne facevamo una decina a testa&#8230;Qui costa 1500 a sspiedino&#8230;Mangiare un filetto (buonissimo ma in porzioni minimaliste) e bere solo acqua ti costa 50$ a cranio: vai in tre, spendi 18.000 Naira e poi torni a casa e se non sei a dieta ti prepari la cena perche’ la fame certo non l’hai placata &#8230; Insomma, sono dei ladri, ma hanno una bellissima piscina, una buona palestra e tre campi in cemento. E il tutto a 12’ di jogging lento da casa, 20’ di camminata, 5’ di auto (in pratica un unico vialone) &#8230;<br />
Ma la Training Home di Nicholas rimane il National Stadium e infatti il primo giorno che vi ha messo piede ne ha subito ricavato una ottima impressione. A parte che e’ tutto gratis, durante la settimana i campi sono praticamente deserti o al massimo frequentati da qualche tennista nigeriano che si allena. In piu’ Coach Tim e’ coinvolto in un qualche modo come Consulente in futuri programmi della Federazione Nigeriana e per quanto sia molto scettico e disilluso nei confronti della propria Federazione (ogni mondo e’ paese) si muove anche allo Stadio come uno dei padroni di casa, sicuramente il Coach piu’ importante della Zona e quindi avere a che fare con lui conferisce anche una sorta di protezione (nel senso che per esempio non veniamo assillati da code di questuanti ognuno con la propria ricetta per correggere il tennis di Nicholas &#8230; Anche se ,devo dire, dopo averci visti all’opera, sul campo e col Senso Training del Prof Buzzelli, credo che alcuni degli atleti pagherebbero di tasca propria per poter essere allenati da noi piuttosto che dai propri Coaches &#8230; O perlomeno si interrogano su dove sarebbero potuti arrivare loro, con la loro fame agonistica e determinazione, avessero avuto le stesse possibilita’ di Nicholas &#8230;  Ogni tanto, in effetti, vengo assalito dai sensi di colpa.</p>
<p><a href="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/CDG65.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6822" title="CDG6(5)" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/CDG65.jpg" alt="CDG6(5)" width="470" height="300" /></a></p>
<p>Dicevo della vicinanza con l’American School: si decidesse di riportare Nikko all’ovile in effetti potrebbe continuare ad allenarsi qui e fare tornei a Novembre/Dicembre (Eddie herr-Orange Bowl-Lemon Bowl), a Pasqua e d’Estate&#8230; Sto gia’ mettendo le mani avanti, eh? Puo’ essere e comunque alla fin fine in questi due mesi estivi mentre tutti i migliori suoi coetanei sono in giro per l’Italia o per l’Europa a disputarsi i punti ETA o a sfidarsi per un posto al sole inteso come risultato che dia visibilita’ e quindi sponsor, La Canaglia di Lagos si e’ ritrovata ad Abuja per tutta una serie di motivi che sarebbe troppo lungo spiegarvi in dettaglio ma che alla fine si traducono nel famoso filosofico postulato: O Cosi’ o Pomi’. Io ero appena stato trasferito, Nicholas era uscito dall’anno di Bollettieri con le ossa rotte e col morale a pezzi da una serie di batoste sportive, psicologiche, morali e disciplinari, mia moglie era invece semplicemente distrutta e poco propensa a mettersi un’altra volta in giro ad inseguire improbabili qualificazioni in un Tabellone Eta. C’era anche da dire che per ottimizzare vacanze e tempo tutti insieme, l’ideale e’ che durante le vacanze scolastiche (estive, natalizie, pasquali) Moglie e Figlio mi raggiungano in Africa mentre io dovrei utilizzare le mie ferie e i miei tre viaggi aerei per raggiungerli negli States. Le cose non sono mai cosi’ semplici e ci sono spesso complicazioni inaspettate e quest’anno c’era un visto, quello di moglie e figlio, che scadeva il 7 luglio. Onde evitare complicazioni conveniva rientrare iu Africa prima di quella data.<br />
Del resto visto che i risultati erano stati quelli che erano e i test psicologici, attitudinali, medici, auxologici, antropometrici e atletici avevano delineato un quadro non certo entusiasmante, non era nemmeno il caso di farla troppo lunga: bisognava anzi fare buon viso a cattiva sorte o meglio rendersi conto che noi e solo noi siamo responsabili del nostro destino, chi e’ causa del suo mal pianga se stesso, chi semina vento raccoglie tempesta ma soprattutto che solo chi cade puo’ risorgere.<br />
Vorrei potervi raccontare che alla fine fra squilli di trombe e un raggio di luce le acque del Mar Ross si sono divise e in mezzo vi camminava La Canaglia, redenta e purificata &#8230; In realta’ mentre scrivo siamo ancora agli inizi di agosto (il pezzo verra’ pubblicato presumibilmente a fine mese quando noi saremo gia’ in Florida) e pur fra qualche indubbio miglioramento il risultato finale sperato (ben al di sotto dal Lieto fine vagheggiato poc’anzi) e’ ancora tutto da costruire. Stiamo parlando piu’ che di gioco o fondo atletico, di Comportamento e Capacita’ di Organizzarsi. Se vogliamo anche di Motivazioni e Fire Inside. Il Traguardo Finale o Punto di Non Ritorno e’ stato fissato, e nemmeno da noi, a Dicembre. A quel punto verranno tirate le somme: noi intanto abbiamo gia’ pagato l’Application Fee per la Scuola di Abuja. Ma quest’articolo era nato come un resoconto generale sul Training in Abuja e anche in particolare sul Training Out in The Back Yard. Vediamo dunque, se vi interessa, come se fossero tornati i vecchi tempi dell’Aneddotica, cosa abbiamo fatto IN SOLDONI e sfruttando il Territorio.</p>
<p>Secondo Roi dovevamo lavorare soprattutto sul Fondo atletico. O meglio dovevamo continuare a fare le stesse cose ma aumentare il lavoro aerobico. In realta’ era esattamente quello che avremmo fatto (e che abbiamo fatto l’anno scorso, ricordate?, ad Agosto) con una Periodizzazione in cui l’obiettivo era di arrivare alla prima settimana di Settembre nelle migliori condizioni atletiche MA ANCHE DI GIOCO possibili visto che per tutto settembre ci saranno sfide incrociate per selezionare i Gruppi. Il Prof Buzzelli mi aveva preparato un Programma di 6 settimane che io pero’ sono stato costretto a seguire a somme traccie (e non me ne voglia il Prof) soprattutto perche’ in Africa entrano in campo tante variabili che ti inducono spesso ad improvvisare. Rainy Season (Stagione delle Pioggie) e’ una. L’altra e’ la mancanza di strutture coperte. Un’altra ancora l’impossibilita’ di poter andare in palestra con un Under 18, non so in Italia ma qui, nelle palestre private e degli hotel, non ti lasciano. Poi: l’Inaffidabilita’ dei Coaches Palleggiatori, l’imprevedibilita’ del tempo. E soprattutto c’era anche questo piccolo dettaglio, il fatto che io comunque sono qui per lavorare e i rapporti complicati (ed esacerbati da un anno difficile) fra Madre e Figlio sul Campo da Tennis hanno aggravato le difficolta’. Insomma una Routine con Orari Costanti era impossibile da tenere anche perche’ il mio lavoro impone la coltivazione di relazioni sociali (visite domiciliari ma anche cene, cocktails, parties &#8230;e partite di doppio tristonazze con altri colleghi!).</p>
<p>Ad ogni modo Nicholas dunque di solito si sveglia e va a correre coi cani per 30’ (circuito cittadino fra le vie esterne al nostro compound e denominato L’Otto di Limpopo Street), poi va a giocare 2-3 ore al mattino al National Stadium e infine gioca altre 1- 2h al pomeriggio (di solito fa un match) all’Hilton, al National Stadium o all’IBB &#8230; Seduta di Atletica a seguire in cortile&#8230;Il SensoBuzz lo facciamo 4-5 volte a sett per 30-60’ nel cortile di casa, da solo o all’interno di una seduta di 1h30-2h&#8230; A volte la schedule salta per via della pioggia: se spioviggina in un posto potrebbe non farlo in un altro ma se cambi training site, di solito cambi anche il Coach, l’unica eccezione e’ Moses&#8230; gli altri Coaches non si muovono.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6823" title="CDG6(2)" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/CDG62.jpg" alt="CDG6(2)" width="470" height="300" /><br />
<em>(Nicholas e Coach Moses)</em></p>
<p>Se piove dovunque di solito salta una seduta di tennis sostituita da seduta di atletica&#8230;Sabato pomeriggio gioca a calcio&#8230;Sabato e domenica mattina fa anche, e questa volta sui campi del National Stadium, test atletici e patterns con me al cesto e un ragazzino come hitting partner&#8230;Durante la settimana ha 3-4 differenti coaches o hitting partners o ragazzini con cui palleggiare, fare drills, fare partita&#8230; Qualche volta la sera dalle 7 alle 9 ci scappa un doppio all’Hilton (io e lui contro un Coach e Gabri’ o un Collega della Compagnia)&#8230;Il Lunedi’ sera invece Nicky si fa un’ora di yoga all’Hilton&#8230;</p>
<p>Ovviamente devo parare le accuse di chi mi dira’: si, ma se non c’e’ un obiettivo e comunque ‘un programma che abbia un capo e una coda’ l’allenamento servira’ a ben poco&#8230;<br />
Parole sacrosante e che sottoscrivo. Purtroppo noi si fa quel che si puo’, date le circostanze e le contingenze. Be’, come ho detto il programma era di far arrivare Nicholas ben allenato a settembre e per ben allenato intendo con un fondo aerobico migliore e poi magari anche piu’ veloce ed esplosivo. Vedremo coi tests a fine agosto se ci siamo tiusciti: gia’ adesso ha dei tempi o scores migliori su tests eseguiti 2 settimane fa (sui 10 metri, sulle 20 yards, nei Pat Etcheberry Tests etc). Ma come ho piu’ volte sottolineato sembra esserci una discrepanza su muoversi nelle sessioni atletiche (anche quelle specifiche per il tennis) e poi applicare il quanto nel corso di una partita, fra come sa muoversi quando vuole e il tran tran che invece adotta il piu’ delle volte, non una vera e propria abulia da bradipo ma insomma, un qualcosa che evidentemente non ti lascia sperare granche’.Dal punto di vista tecnico l’unica cosa che ci interessa e’ la Consistency anche se abbiamo richiesto allenamento specifico nel Servizio, Risposta e Gioco al Volo. In specifico:<br />
Nelle prime due settimane in cui si e’ allenato al mattino con Moses, un buon coach palleggiatore, il programma programma e’ stato semplice: un’ora di palleggio (In pratica al Lunedi’ il Focus verteva per esempio sul dritto, Martedi’ sul Rovescio, Mercoledi’ Volley &amp; Smashes, Giovedi’ Servizio, Venerdi’ Return of Service) e poi Match, Best Of 3.<br />
Da quando e’ tornato Rotimi ‘Tim’ Akinloye, abbiamo fissato tre allenamenti mattutini di due ore: questi tre allenamenti sono piu’ tecnici, con drills al cesto e palle vive, curando soprattutto consistency e patterns di gioco.<br />
Quando non si allena con Tim abbiamo alcune diverse opzioni:<br />
1)con Moses di solito fa un paio d’ore : mezzora di Consistency e poi partita;<br />
2)con Kevin Conia, coach all’IBB, fa partita: finora ha sembre beccato di brutto e malamente, un po’ perche’ l’altro gioca per fargli male (e va benissimo) un po’ perche’ la superficie e’ inusuale (plastica a nido d’ape) e non e’ quella su cui si allena;<br />
3)con Davou e Jude, i due Coaches all’Hilton, fa partita ed e’ partita quasi ad armi pari<br />
4)con Kabirou, un ragazzotto dall’eta’ doppia, quella effettiva  di 19 anni e quella dichiarata ‘da torneo’ sui 14, fa partita o lo usiamo come sparring nel week end per i Patterns. Proprio Kabirou al termine del primo allenamento con noi si era profuso in mille ringraziamenti arrivando a sottolineare che le cose che facevamo noi lui non le aveva mai fatte e forse nemmeno immaginate e che si rendeva conto che se fosse stato allenato cosi’ anche lui sicuramente ora sarebbe un giocatore migliore. Vabbe’, un po’ ruffiano forse, ma in effetti qualche giorno dopo, facendogli fare anche a lui un po’ di Buzzelli o semplicemente gli esercizi sull’agility ladder, si poteva riscontrare come, a dispetto di un atleticita’ da ‘nero’, coordinazione e agilita’ e quindi anche rapidita’ nel breve erano diusastrosi e quindi i margini di miglioramento sensazionali. Questo non per sottolineare i nostri meriti ma semmai per evidenziare lo stato disastrato del tennis nei paesi del Centro Africa dove il materiale umano ci sarebbe anche ma solo pochissimi Coach (e Tim e’ uno di questi) sanno cosa fare ma non sono messi nelle conmdiuzioni di farlo. Ovviamente i migliori atleti vengono dirottati verso sport meno cari, tipo il calcio e l’atletica, con maggiori tradizioni e possibilita’ di emigrare all’estero verso un College. Nel Tennis tutto e’ legato all’improvvisazione e alla ricerca di uno Sponsor, cioe’ di un Mecenate o di un Benefattore che si faccia carico delle spese per mandarti all’estero o in giro per tornei. Leggevo l’altro giorno dell’arresto di una ex promessa arrestata a 30 anni all’Asereoporto di Lagos mentre cercava di imbarcarsi per andare a giocatre un fantomatico torneo ma anche con una borsa piena di droga. Pieno di vergogna l’ex promessa dichiarava poi che tutto era cominciato nel 2005 quando era morto il suo Sponsor e quindi, trovandosi senza soldi, aveva accettato di fare da corriere della droga per potersi pagare i viaggi per i tornei. Scusa banale e di comodo finche’ si vuole ma questo e’ un destino qui comune a molti sportivi nigeriani la cui mediocrita’ aurea o semplicemente la mancanza di una vera opportunita’ non ha permesso il salto di qualita’. Certo, alcuni si perdono per mancanza di un background culturale che permetta loro di soprasvvivere alle tentazioni, alla lontananza da casa, all’assillo dei brothers and sisters che richiedono una fetta di torta anche quando la torta e’ in realta’ una caramella &#8230; E’ un peccato, certo, perche’ sia qui che in Angola, si possono vedere ragazzini che fino ai 10-12 anni potrebbero competere coi migliori in Europa o in America&#8230; Ovviamente in Nigeria ci sono anche molte famiglie ricche ma di solito i figli sono grassi, viziati o poco interessati allo sport&#8230; Qualcuno pero’ viene inviato,magari anche solo per sfuggire ad un ambiente piu’ ristretto o pericoloso, a studiare all’estero e magari anche ad allenarsi in qualche Academy in America, magari solo per inseguire l’Obiettivo del College &#8230;Ce ne sono un paio anche all’Img in Bradenton, uno al Tennis e uno alla Soccer Academy&#8230; Nicholas era all’Hilton ad allenarsi e si sente chiamare&#8230;era uno dei due, il calciatore&#8230; Come e’ piccolo il mondo!<br />
Torniamo pure ai nostri allenamenti: esaurita la parte tennistica, resta da esaminare la parte riguardante l’Atletica. Il SensoBuzz dunque lo facevamo soprattutto alla sera o quando la pioggia ci obbligava ad improvvisare. Normalmente quando rientro dall’Ufficio oppure talvolta anche col buio, dalle 7 alle 9, Nelle prime tre settimane abbiamo forse privilegiato un po’ di piu’ l’aspetto aerobico e la resistenza mentre adesso, a tre settimane dalla partenza per gli States, stiamo concentrandoci maggiormente sulla velocita’ e la rapidita’. Lo stesso SensoBuzz permette, a seconda di come viene impostato, di allenare sia la Resistenza che la Velocita’: Al momento in cui scrivo stiamo usando intervalli di tempo fra uno stimolo e l’altro molto bassi.</p>
<p><a href="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/CDG64.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6824" title="CDG6(4)" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/CDG64.jpg" alt="CDG6(4)" width="470" height="300" /></a></p>
<p>Facciamo un esempio, per capirci. All’inizio abbiamo privilegiato esercizi con tempi sui 3-4 secondi di intervallo e molte ripetizioni, magari con un elasticone intorno alla vita che ti facesse da resistenza (tre serie con 30 toccate l’una e recupero di 2’fra le serie) oppure la Butterfly con 4 coni su cui viene posto un ‘bicchierino’ di diverso colore: il giocatore parte dalo centro e ad ogni segnalazione (acustica o luminosa)  corre verso il cono corrispondente, vi gira attorno, torna al centro ,effettua un split steps ed e’ gia’ pronto per ripartire. Venti giri, dieci ripetizioni, recupero di 2’ 30’’. Un altro esercizio, di carattere piu’ esplosivo, e’ quello che si vede nella foto con i due ostacoli: ad ogni lato dell’ostacolo viene posizionato un bicchierino di diverso coilore. Con il termine bicchierino intendo uno dei sei sottobicchieri di plastica, tutti di colore diverso, che accompagnano il Senso Touch. Per convenzione si stabilisce poi che al suono acustico acuto corrisponde il nero, a quello grave l’arancione, a quello medio quel che volete voi&#8230;I colori sono invece 4: giallo, verde, rosso, blu. I tempi fra un impulso e l’altro vanno da 0.5 a 5 secondi. In questo esercizio con gli ostacoli l’Atleta parte dal centro e ad ogni segnale salta l’ostacoilo rientrando dal lato del bicchierino corrispondente al segnale acustico e/o luminoso. 16 salti con recupero sui 2 minuti. Altri esercizi riguardano piu’ la rapidita’ con 4-5 bicchierini disposti di fronte in semicerchio a un metro di distanza dal giocatore e 10-12 toccate da ripetere per 8-10 volte con intervalli di 45 secondi. O stesso esercizio con distanze maggiori e intervallo di tempo sui due secondi e mezzo –tre ma con simulazione del colpo: dritto, rovescio, volley&#8230; Gli esercizi suggeriti dal Prof Buzzelli sono una quindicina ma il limite e’ la vostra fantasia. Alla fine se ne riescono a fare 3-4 in un’ora, a volte noi ne facciamo solo 2-3 in 45’, all’interno di una seduta piu’ lunga che ha contemplato anche Dynamic Stretching all’inizio, balzi pliometrici, piccoli circuit training, ripetute sui 20’’, scatti piu’ brevi, addominali, esercizi con la palla medica &#8230;Alla fine della fiera pero’, direte voi, tutto questo e’ servito? E’ Nicholas un giocatore migliore e/o si muove meglio di quando era arrivato? Non ne ho la minima idea perche’ lui e’ uno di quelli che potrebbe giocare da dio o da idraulico (I played like a plumber!, disse una volta Agassi dopo una sconfitta) ma anche a volte nella stessa partita puo’ muoversi come una farfalla e pungere come un’ape per 5-10’ e poi far vomitare i poveri, prima e dopo &#8230; E poi magari, lo stesso giorno, preso dal senso di colpa, andarsi a fare un’ora di atletica e battere tutti i suoi records a dimostrazione che piu’ che un problema fisico e’ un problema intrinseco mentale. Al momento in cui scrivo peraltro inoltre mi sono,ancora una volta, licenziato da Coach e sto adottando, per l’ennesima volta, la Tattica dell’ ‘Arrangiati! Quando mi dimostrerai che mi meriti di nuovo, mo’ torno&#8230;’ Perche’ oggi, domenica, siamo arrivati sul campo con mille promesse e dopomezzora non avevamo ancora cliccato&#8230;A questo punto dico: ok, no problem, andiamo a casa&#8230; E lui: no, io non vengo, voglio allenarmi&#8230; Solo che poi non si allena&#8230;Insomma, la solita rumba. Fortuna che arriva Tim e quindi si allena con lui per due ore mentre io e mia moglie ci giochiamo un paio di serts. Dopo lui vorrebbe allernarsi ancora ma noi giustamente ci rifiutiamo. E lui comincia la litania dei Per favore. Niente, siamo irremovibili. Solo che mica lo possiamo lasciare li’ da solo. E nemmeno corrergli dietro. Insomma per farlo entrare in auto devo promettere a uno dei ragazzotti Nigeriani con cui stava parlando 2000Naira per tenerlo fermo e permetterci di catturarlo. Vabbe’, poi non le ha volute. Insomma, arriviamo finalmente a casa e io e mia moglie andiamo a giocare un doppio. Al nostro ritorno Nicholas vuole allenarsi ma io insisto sul fatto che con me si allenera’ di nuovo solo quando mi dimostrera’ di esserselo davvero meritato. Allora si allena da solo un’ora e un quarto con ostacoli ,coni, e poi Buzzelli. Mentre sto scrivendo,e sono quasi le nove e mezzo di sera, lo sento ancora tirare la palla medica contro il muro, di dritto e di rovescio&#8230;</p>
<div class="aizatto_related_posts"><span class="aizatto_related_posts_header" >Related Posts</span><ul></ul></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spaziotennis.com/2010/08/colpo-di-grazia-6-abuja-training/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>40</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tennis e Fratelli &#8211; I Parte &#8211; &#8220;Gemelli e Dintorni&#8221;</title>
		<link>http://www.spaziotennis.com/2010/08/battistone-ratiwatana-bryan-doppio/</link>
		<comments>http://www.spaziotennis.com/2010/08/battistone-ratiwatana-bryan-doppio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 14:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nizegorodcew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Stranieri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaziotennis.com/?p=6814</guid>
		<description><![CDATA[
(Mike e Bob Bryan)
di Sergio Pastena
In principio erano i McEnroe: John (quello bravo) e Patrick (quello meno bravo). Patrick, a dirla tutta, era un buon tennista: numero 28 in singolare al suo apice (con un torneo vinto), in doppio si era spinto fino alla terza posizione portando a casa anche un Roland Garros. Insomma, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6815" title="Mike Bryan e Bob Bryan" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/bryan_280810_470.jpg" alt="Mike Bryan e Bob Bryan" width="470" height="300" /><br />
<em>(Mike e Bob Bryan)</em></p>
<p>di <strong>Sergio Pastena</strong></p>
<p>In principio erano i<strong> McEnroe</strong>: <strong>John</strong> (quello bravo) e <strong>Patrick</strong> (quello meno bravo). Patrick, a dirla tutta, era un buon tennista: numero 28 in singolare al suo apice (con un torneo vinto), in doppio si era spinto fino alla terza posizione portando a casa anche un Roland Garros. Insomma, un curriculum di tutto rispetto, ma se hai la sfiga di nascere fratello di “Big Mac” sei destinato a rimanere in ombra qualunque cosa tu faccia. Anche nel doppio, dove il fratello è stato a lungo numero 1 ed ha portato a casa nove tornei dello Slam, tanto per mettere in chiaro le cose. In Italia succedeva più o meno lo stesso, anche se in tono minore, con i fratelli <strong>Panatta</strong>: <strong>Adriano</strong> vinceva gli Open di Francia e si spingeva fino al numero 4 del ranking, ottenendo buoni risultati anche in doppio, mentre <strong>Claudio</strong> conduceva una carriera dignitosa vincendo un titolo di singolare e disputando anche tre finali. Non erano gli unici fratelli del circuito, e come quasi sempre accade c’era quello bravo e quello, se non scarso, almeno “umano”.  In passato erano ancora più numerosi: per dare un’idea, nelle prime 22 edizioni del doppio maschile a Wimbledon ben <strong>17</strong> furono le vittorie di consanguinei (partendo dai <strong>Renshaw</strong> per arrivare ai <strong>Doherty</strong> passando per i <strong>Baddeley</strong>). Memorabile, poi, il caso dei <strong>Sanchez</strong>: oltre ad <strong>Emilio</strong>, ex numero 7 ed a suo fratello<strong> Javier</strong>, comunque arrivato alla ventitreesima posizione, nel circuito Wta c’era la sorellina minore, tale <strong>Arantxa</strong>, plurivincitrice di Slam ed ex numero 1&#8230; Molti all’epoca avrebbero scommesso sull’irripetibilità della cosa, ma ecco che dallo Zimbabwe ti piombano i fratelli <strong>Wayne</strong> e <strong>Byron Black</strong>, che da soli portano la nazione africana ai quarti della Davis (incredibilmente, entrambi vincono Slam in doppio ma non assieme) e hanno una sorella, <strong>Cara</strong>, a sua volta per anni dominatrice del doppio femminile con la Huber.<span id="more-6814"></span></p>
<p>Ma concentriamoci sui fratelli: com’è la situazione oggi? Andiamola a vedere, cominciando da quelli che “ce l’hanno fatta”.</p>
<p>Ancora oggi i fratelli popolano il circuito maggiore ma spesso di quello meno famoso non se ne sente neanche parlare. Fanno eccezione, e in fondo non è una sorpresa, i gemelli: i <strong>Bryan</strong> sono una leggenda del doppio, hanno superato i <strong>“Woodies” </strong>come numero di tornei vinti e si sono appena ripresi la prima posizione del ranking. Considerando l’età (32 anni) non avanzatissima per una specialità che conta anche quarantenni tra i top players, <strong>Bob </strong>e <strong>Mike</strong> hanno ancora parecchio da giocare e, presumibilmente, da vincere. Ad ogni modo, con 8 titoli dello Slam in bacheca (almeno uno per ognuno dei tornei maggiori), altrettante finali e un bronzo olimpico a corredo, proprio non possono lamentarsi: sono probabilmente la più forte coppia di sempre nella storia del doppio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6816" title="Ratiwatana" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/ratiwatana_280810_470.jpg" alt="Ratiwatana" width="470" height="300" /><br />
<em>(I fratelli Ratiwatana)</em></p>
<p>A loro modo hanno avuto successo anche i <strong>Ratiwatana</strong>, <strong>Sanchai</strong> e <strong>Sonchat</strong>: due titoli di doppio, si sono issati fino al numero 39 delle classifiche e sono tuttora tra i primi 100. Sono thailandesi e dalle parti di Bangkok il tennis ha un solo nome, quello di Srichaphan, ma gli idoli tennistici del paese ora sono loro. Da poco, infatti, si è ritirato il buon Paradorn che, per inciso, aveva due fratelli tennisti, Naratorn e Thanakorn, evidentemente chiamati così per causare suicidi di massa tra i telecronisti. I casi che abbiamo citato, tuttavia, esulano un po’ da quanto detto ad inizio articolo, visto che non è possibile identificare un “fratello scarso”, e anche se fosse possibile sarebbe complicato riconoscerlo.</p>
<p>Permetteteci di mettere nel lotto di quelli che ce l’hanno fatta anche i fratelli <strong>Brian</strong> e <strong>Dann Battistone</strong>, ovvero i personaggi più pazzi del circuito. Non sono gemelli (Dann ha due anni in più) ma sono praticamente identici di faccia (vedere le foto del profilo Atp per credere): non fosse per la statura (il minore è 12 centimetri più alto: misteri della natura) distinguerli sarebbe difficile.  Brian, orfano del fratello inattivo da febbraio, ha cambiato tanti partner in questi mesi ed è arrivato al suo best ranking, al numero 110 delle classifiche di doppio. Col fratello era arrivato massimo al 177. Niente di eclatante, neanche di così scandaloso, eppure ce l’hanno fatta. Ce l’hanno fatta perché ai tornei la gente fa la fila per vedere questi due simpatici pazzi squinternati, che hanno conquistato i riflettori giocando con racchette con due manici, inventando una specie di battuta al salto con cambio di mano volante e colpendo la palla sempre col diritto bimane, da destra e da sinistra. Giocategli sul rovescio, se ne siete capaci…</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6817" title="Brian Battisone e Dann Battistone" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/battistone_280810_470.jpg" alt="Brian Battisone e Dann Battistone" width="470" height="300" /><br />
<em>(Brian e Dann Battistone)</em></p>
<div class="aizatto_related_posts"><span class="aizatto_related_posts_header" >Related Posts</span><ul></ul></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spaziotennis.com/2010/08/battistone-ratiwatana-bryan-doppio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Ripartenza di Fede&#8230;</title>
		<link>http://www.spaziotennis.com/2010/08/disarra-federica-todi-confalonieri-cigu/</link>
		<comments>http://www.spaziotennis.com/2010/08/disarra-federica-todi-confalonieri-cigu/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 00:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nizegorodcew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resoconti]]></category>
		<category><![CDATA[Stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Tennis Femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Di Sarra]]></category>
		<category><![CDATA[Itf]]></category>
		<category><![CDATA[Itf Todi]]></category>
		<category><![CDATA[Julia Mayr]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Cigui]]></category>
		<category><![CDATA[Valentine Confalonieri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaziotennis.com/?p=6811</guid>
		<description><![CDATA[
(Federica Di Sarra &#8211; Foto Nizegorodcew)
di Remo Borgatti
L’interessante circuito femminile dei futures ITF aveva in programma, la scorsa settimana, nove appuntamenti, di cui otto con montepremi di 10.000$ e il solo torneo di Olomuc era di categoria superiore (25 mila dollari).
Partiamo allora, per rispetto del valore assoluto, proprio dalla Repubblica Ceca in cui si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6812" title="Federica Di Sarra" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2010/08/disarra_240810_470.jpg" alt="Federica Di Sarra" width="470" height="300" /><br />
<em>(Federica Di Sarra &#8211; Foto Nizegorodcew)</em></p>
<p>di <strong>Remo Borgatti</strong></p>
<p>L’interessante circuito femminile dei futures ITF aveva in programma, la scorsa settimana, nove appuntamenti, di cui otto con montepremi di 10.000$ e il solo torneo di <strong><span style="color: #ff0000;">Olomuc</span></strong> era di categoria superiore (25 mila dollari).</p>
<p>Partiamo allora, per rispetto del valore assoluto, proprio dalla Repubblica Ceca in cui si è registrata una finale tra omonime, sia pur non connazionali. La nostra <strong>Julia Mayr</strong>, classe 1991, è stata sconfitta dalla più esperta austriaca <strong><span style="color: #0000ff;">Patricia Mayr</span></strong> con il punteggio di 6-2/6-4. Per arrivare in finale, Julia aveva eliminato nell’ordine la tedesca Vincon (con un doppio 6-0!), la rumena Szatmari, la serba Krunic e la slovacca Pochabova lasciando per strada appena dieci giochi. A difendere i nostri colori c’era anche <strong>Nastassja Burnett</strong>, che ha raggiunto i quarti prima di perdere con la slovena Klepac.<span id="more-6811"></span></p>
<p>Altra finale sfortunata, in chiave italiana, quella disputata sulla terra rossa di <strong><span style="color: #ff0000;">Cakovec </span></strong>(Croazia) da <strong>Paola Cigui</strong>. La ventunenne, accreditata della seconda testa di serie, ha perso con la giovanissima slovena <strong><span style="color: #0000ff;">Nastja Kolar</span></strong>, che ha compiuto da poco sedici anni. Autentica outsider del torneo, la Kolar ha vinto 7-5/6-4 e Paola è stata certamente l’avversaria che l’ha maggiormente impensierita. Per noi in campo anche Indra Bigi (eliminata al primo turno), Alessia Bertoia (sconfitta dalla Cigui) e Martina Caciotti, che ha raggiunto i quarti.</p>
<p>E veniamo ai sorrisi. Dopo cinque finali perse in carriera, finalmente <strong><span style="color: #0000ff;">Federica Di Sarra</span></strong> ha potuto alzare il trofeo riservato alla vincitrice di <strong><span style="color: #ff0000;">Todi</span></strong>. Nella città di Jacopone, la ventenne di Latina ha scalato il primo gradino della tanto auspicata risalita. E’ lei stessa a raccontarsi in esclusiva per Spazio Tennis, con grande gioia: <em><strong>“Avevo iniziato a sentirmi bene già a Monteroni, nonostante l’eliminazione al primo turno. Poi a Locri avevo centrato la semifinale in singolare e avevo vinto il doppio con Valentina Sulpizio. A Todi, davanti a tanti amici e a mia madre, che mi vede giocare una volta ogni tre anni circa, ho finalmente rotto il ghiaccio. Sono felicissima.”</strong></em></p>
<p>Una gioia che può, almeno in parte, far dimenticare la sofferenza patita negli ultimi tempi. <strong><em>“Sì, una stagione 2010 davvero difficilissima. Ho ripreso a giocare i tornei dopo gli infortuni che ancora stavo male; quando ho affrontato la Sprem nelle qualificazioni di Roma, il piede mi faceva ancora dolore eppure sono riuscita a giocarmela. A Todi non ho certo giocato il mio miglior tennis e per essere al 100% dovrò attendere ancora, però spero di essere sulla buona strada.”</em></strong></p>
<p>I tuoi programmi futuri?<br />
<strong><em> “Questa settimana riposo, poi Bassano del Grappa e uno tra Casale e Biella. Vorrei continuare a fare risultati nei diecimila per migliorare la classifica ma devo riprendere a giocare i venticinquemila se voglio salire ancora. Per adesso però mi accontento di stare bene fisicamente, a parte qualche piccolo acciacco.”</em></strong></p>
<p>A Todi, Federica non era testa di serie e sul suo cammino ha incontrato solo l’ottava favorita del tabellone (la marocchina El Allami, battuta 7-5/6-0 al primo turno); per il resto, tutte unseeded come lei e precisamente le connazionali Moratelli, Grazioso e Balducci (l’unica che le ha strappato un set) prima di dominare la finale contro l’austriaca Reichmann con il punteggio di 6-1/6-3. Detto della Balducci, tra le tante italiane in tabellone hanno conquistato i quarti anche Grazioso, Masini e Sabino.</p>
<p>Semifinali e finale tutta rumena a <strong><span style="color: #ff0000;">Bucarest</span></strong>, dove la “quadrumane” <strong><span style="color: #0000ff;">Ingrid Alexandra Radu</span></strong>, 17 anni, ha battuto in finale la mancina Buzarnescu per 7-5/1-6/6-3. Poca fortuna per Francesca Mazzali, unica italiana in tabellone, subito eliminata dalla prima testa di serie, l’israeliana Shlomo.</p>
<p>La svizzera <strong><span style="color: #0000ff;">Amra Sadikovic</span></strong> si è imposta a<strong><span style="color: #ff0000;"> Innsbruck</span></strong>, nel Tirolo austriaco, battendo in finale la sorprendente neozelandese Ellen Barry per 6-4/6-2. In un tabellone impreziosito dalla presenza di Myriam Casanova (ex numero 45 del mondo, sconfitta in semifinale), delle nove azzurre la migliore è stata <strong>Valentina Confalonieri</strong>, semifinalista che si è arresa alla futura vincitrice solo al tie-break del terzo set.</p>
<p>Finale in famiglia e tra le prime teste di serie a <strong><span style="color: #ff0000;">Itaparica</span></strong>, dove la bionda<strong><span style="color: #0000ff;"> Fernanda Hermenegildo</span></strong> ha sconfitto Roxane Vaisemberg con il punteggio di 6-1/6-7/6-3. A San Pietroburgo, in una sorta di campionato dell’ex Unione Sovietica, vittoria di Nadejda Guskova che ha battuto in finale la connazionale russa Marenko per 6-2/7-6. Sulla terra tedesca di Wahlstedt, successo della polacca Barbara Sobaskiewicz in finale sulla tedesca Perkovic (6-0/7-6)</p>
<p>Infine, sul cemento belga di <strong><span style="color: #ff0000;">Westende</span></strong>, l’australiana <strong><span style="color: #0000ff;">Johanna Konta</span></strong>, diciannovenne di Sydney ma residente a Londra, ha centrato il secondo titolo stagionale (dopo Raleigh) sbaragliando il campo e lasciando alle avversarie solo quindici giochi e nemmeno un set. In finale, la belga Van Dyck ha perso 6-1/6-0.</p>
<div class="aizatto_related_posts"><span class="aizatto_related_posts_header" >Related Posts</span><ul></ul></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spaziotennis.com/2010/08/disarra-federica-todi-confalonieri-cigu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spazio Tennis ritorna in radio il 9 settembre!</title>
		<link>http://www.spaziotennis.com/2010/08/spazio-tennis-ritorna-in-radio-il-9-settembre/</link>
		<comments>http://www.spaziotennis.com/2010/08/spazio-tennis-ritorna-in-radio-il-9-settembre/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 13:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nizegorodcew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flash News]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Nizegorodcew]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Luzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Spazio Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Tennis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spaziotennis.com/?p=6809</guid>
		<description><![CDATA[Finalmente possiamo darvi la notizia in maniera ufficiale: la trasmissione radiofonica Spazio Tennis tornerà in onda il 9 settembre, con la prima puntata della (seconda) stagione 2010-2011. Cambieranno giorno e orario. Spazio Tennis andrà in onda tutti i giovedì dalle 20 alle 21 su Nuova Spazio Radio.

(Nicola Corrente, Enrico Sellan, Alessandro Nizegorodcew, Fabio Colangelo)
La ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente possiamo darvi la notizia in maniera ufficiale: la trasmissione radiofonica <strong><span style="color: #0000ff;">Spazio Tennis</span></strong> tornerà in onda il 9 settembre, con la prima puntata della (seconda) stagione 2010-2011. Cambieranno giorno e orario. Spazio Tennis andrà in onda tutti i <strong>giovedì</strong> <strong>dalle 20 alle 21</strong> su <a href="http://www.elleradio.it" target="_blank"><strong>Nuova Spazio Radio</strong></a>.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-4334" title="Nicola Corrente, Enrico Sellan, Alessandro Nizegorodcew, Fabio Colangelo" src="http://www.spaziotennis.com/wp-content/uploads/2009/12/221-1024x685.jpg" alt="Nicola Corrente, Enrico Sellan, Alessandro Nizegorodcew, Fabio Colangelo" width="430" height="288" /><br />
<em>(Nicola Corrente, Enrico Sellan, Alessandro Nizegorodcew, Fabio Colangelo)</em></p>
<p>La ricerca di sponsor (banner sul sito e spot radiofonici) prosegue e quindi, se volete conoscere i dettagli, vi invito a scrivere un&#8217;email a vastic82@gmail.com</p>
<div class="aizatto_related_posts"><span class="aizatto_related_posts_header" >Related Posts</span><ul></ul></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spaziotennis.com/2010/08/spazio-tennis-ritorna-in-radio-il-9-settembre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
