Alessandra Simone: “Sono una giocatrice aggressiva. All’estero una mentalità pazzesca”

di - 7 febbraio 2017
Alessandra Simone con Roberta Vinci

Alessandra Simone, classe 2003, è una delle ragazze più interessanti nel panorama italiano under 14. Alessandra è infatti stabilmente convocata dalla Federazione ed è reduce di una splendida vittoria nel mese di dicembre a Roma nel Lemon Bowl. Alessandra sin da bambina manifesta il suo spirito agonistico nel nuoto, disputando diverse gare e competizioni dai 7 ai 10 anni. A 10 anni mentre è in vacanza al mare con la famiglia, Alessandra per caso vede delle racchette da tennis in un armadio e decide di voler provare assolutamente la sensazione di colpire una pallina da tennis con quegli affascinanti strumenti. In seguito, un socio del Tennis Club Foggia nota la potenza e il talento di Alessandra e consiglia così al padre di portarla dal maestro del club, con il quale si allena tuttora.

Abbiamo voluto conoscere meglio la giovanissima Simone per scoprire le sue radici ed i suoi punti di forza fino ad arrivare all’ottima esperienza romana.

Ciao Alessandra, nella tua famiglia c’è qualcuno che ti ha trasmesso l’amore per lo sport e per la competizione?
Sì… mia mamma praticava atletica leggera ad un ottimo livello, da lei ho preso infatti lo spirito competitivo ed il carattere in campo. Mio padre mi ha invece di più avvicinato al tennis, essendo lui un giocatore amatoriale e forte appassionato.

Che tipo di giocatrice ti definisci? Sei in grado di darti un’identità di gioco nonostante la tua giovane età?
Sono una giocatrice aggressiva, che cerca sempre di prendersi il punto, soprattutto con il dritto.

Avendoti potuto ammirare a Bologna a settembre nei campionati under 14, è parso che la grinta giochi un ruolo fondamentale nel tuo gioco… non è vero?
Sì assolutamente è un’arma a mio favore… sono una ragazza determinata che difficilmente molla un punto!

Con le tue coetanee tenniste come ti trovi fuori dal campo di gioco e che cosa hai notato di diverso nelle ragazze straniere che hai incontrato nei tornei ETA all’estero?
Devo dire che ai tornei mi trovo bene con praticamente tutte le ragazze della mia età, in particolare ho stretto amicizia con la Zucchini e la Serafini. All’estero le ragazze hanno una mentalità veramente forte, non mollano niente, anche se stanno sotto 6-0 5-0 40-0! Quando sono stata in Inghilterra a Bolton con il team Italia, ho potuto notare tutte queste differenze.

Infine, arriviamo alla tua vittoria nel Lemon Bowl, ci racconteresti il tuo percorso?
Nel primo turno non sentivo buone sensazioni siccome i campi erano pesanti… ho vinto 62 75, complicandomi un po’ la partita. Nel secondo e nel terzo turno sono riuscita a rimontare entrambe le volte il parziale nel secondo, aggiudicandomi le partite in due set. Anche in semifinale non sono partita bene, ero 40 sotto nel primo e 53 sotto nel secondo ma poi ho vinto 64 76. In finale contro la Ricci ho vinto 63 64, rimontando ancora una volta nel secondo. Durante il torneo le condizioni non erano facili perché c’era molto vento ma sono contenta di come ho giocato e come le ho affrontate.

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