Andrea Basso: “Non ho obiettivi di classifica, l’importante è continuare a lavorare così”

di - 8 ottobre 2017

Andrea Basso è stato protagonista di un ottimo 2017 che lo ha portato a ridosso della top 350 (n.357), tutto grazie a buoni risultati come lecinque finali futures e il quarto di finale nel challenger casalingo di Genova. Se il talento e le caratteristiche del giocatore ligure sono indiscussi, la speranza riguarda soprattutto il suo fisico che in passato (e anche quest’anno) lo ha portato più di una volta a fermarsi e ad allontanarsi dai campi da tennis per un periodo medio/lungo. Andiamo a sentire le parole del tennista 24enne.

Si è appena conclusa un’altra ottima settimana a Santa Margherita di Pula dove hai raggiunto la tua quinta finale a livello future in questo 2017. Come è andata in Sardegna?

Arrivavo da una settimana difficile perché dopo i quarti di finale a Genova mi sono trovato a disputare il mio match in condizioni diverse qui in Sardegna e sono uscito al primo turno giocando male anche perché mi sentivo stanco. La settimana successiva ho vinto un match rocambolesco ottenendo i break decisivi in entrambi i set sul 5-4, da li ho iniziato a giocare sempre meglio fino alla semifinale di alto livello con Kecmanovic, giocatore molto solido che aveva anche battuto Sonego. In finale con Pellegrino ho giocato un match buono, poi lui è stato più bravo.

Citavo le 5 finali stagionali, sfortunatamente tutte perse e forse quella che pesa di più è quella contro il giovane Cristian Carli a Cuneo dove hai avuto anche un match point nel secondo set. Cosa ti è mancato in queste finali?

Ho giocato tutte le finali contro pronostico ( Cecchinato, Nagal, Bachinger, Pellegrino) e con Carli forse è più inaspettata ma lui sta confermando quest’anno di essere a livello “vittoria future”. In questa finale sono arrivato a match point (sul 5-4 nel secondo parziale) e ci tenevo particolarmente a vincere ma è mancata un po’ di cattiveria nei momenti clou.

Highlight di settembre è sicuramente il quarto di finale (il primo in carriera per te) nel challenger di Genova, dove hai eliminato, in rimonta, giocatori esperti e soprattutto più avanti nel ranking come Seppi e Kovalik. Ti aspettavi di ottenere la prima vittoria con Seppi e soprattutto ti aspettavi il giorno dopo di dare continuità a questa battendo anche Kovalik?

A Genova ho sempre giocato molto male, ero teso perché disputare partite in casa per me non è mai stato semplice. Quest’anno sono arrivato senza pressione, sono arrivato per giocare i match, ho passato le quali con giocatori di livello medio buono e ho trovato un buon ritmo giocando quelle due partite, poi sul centrale con Seppi è stato un grande match e il giorno dopo, nonostante il primo set perso, ho cambiato marcia e ho vinto due buonissimi set arrivando ai quarti.

Hai giocato qualche torneo challenger e tanti futures, che differenze hai trovato? Ti sembra tanto il gap tra i giocatori dei challenger e quelli dei futures?

Sicuramente il gap c’è, anche a livello future, soprattutto nei 25 mila, il livello medio è molto alto e in ogni partita devi stare molto attento. Basta vedere ad esempio due settimane fa, ho perso con un tennista intorno al n.1600, perciò è uno sport difficile e tutti i match vanno giocati alla grande, senza distrazioni.

Sei al best ranking, al n.367 e penso che tu possa definire la stagione come decisamente positiva. I risultati più importanti sono arrivati soprattutto nella seconda parte di stagione, quale pensi sia stata la ragione? C’è stato un momento della stagione in cui ti sei sentito più in fiducia di altri?

Non sono uno che guarda il ranking, due anni e mezzo fa ero anche intorno al n.460 e giocavo poco visti gli infortuni. Ora lo guardo un po’ di più ma non sono un tennista che basa tutto sul ranking, mi interessa più il livello di gioco perché, anche ad inizio anno, quando ho fatto la prima finale a Santa Margherita di Pula ero sicuro che poi durante la stagione avrei trovato la continuità giusta. Anche quest’anno ho avuto problemi durante gli Internazionali Bnl di Roma e ho perso uno/ due mesi, poi da Pontedera ho iniziato a giocare molto bene, ho cambiato la racchetta e da questo cambiamento ne ha giovato anche il mio gioco. È stata anche questa una bella scelta. Dopo aver raggiunto la finale a Bolzano, dove sono arrivato nonostante avessi già una finale alle spalle la settimana precedente, mi sono accorto di poter esprimermi davvero bene.

Sei allenato da Diego Nargiso, come ti trovi con lui? Quanto è importante essere allenati da un ex tennista di livello come lui? In cosa ti sta aiutando e su cosa pensi di dover lavorare ancora tanto?

Mi trovo benissimo, ci alleniamo assieme da 4 anni e mezzo. Lui ha già vissuto tutto quello che mi sta succedendo in maniera esponenziale, è mancino, quindi ci troviamo sia dal punto di vista atletico che tecnico. Il dritto è il colpo da migliorare di più e ci stiamo lavorando, sarà uno dei punti topici della preparazione invernale.

Quale pensi sia la differenza tra Andrea Basso di 2-3 anni fa e quello di quest’anno?

Ho cambiato radicalmente il mio modo di giocare, tatticamente, utilizzo lo slice di rovescio che prima mi era sconosciuto, vado a rete, gioco semplicemente un tennis più vario. La differenza sostanziale è che sto mettendo una marcia in più nei momenti complicati del match, quando sono sotto di un set reagisco in maniera positiva, sia caratterialmente sia dal punto di vista del gioco cosa che prima non riuscivo proprio a fare.

Quali sono i tuoi programmi per questi ultimi due mesi di stagione?

Giocherò qualche torneo a Santa Margherita di Pula, poi inizierà la serie A con il Tennis Park di Genova e saranno due mesi impegnativi, per questo utilizzerò i 10 giorni liberi per allenarmi a casa.

Quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo anno? Pensi che porsi come obiettivo la partecipazione alle quali di uno Slam sia fattibile?

Obiettivi veri e propri di classifica non ci sono, penso solo a mantenere al meglio il mio fisico, dando continuità al mio gioco sono sicuro che poi arriveranno i risultati. Sono seguito da un buonissimo team (oltre a Diego, ci sono Riccardo Lorenzelli, con cui ho terminato la collaborazione qualche mese fa e Stefano Volpara, a loro va un ringraziamento speciale) e non penso di dover pensare a uno specifico obiettivo. Tutti giochiamo per partecipare agli Slam, però in questo momento penso ancora a lavorare tanto.

 

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