Elisabetta Cocciaretto: “Finalmente sono tornata a giocare a tennis”

di - 21 settembre 2016
Elisabetta Cocciaretto
Elisabetta Cocciaretto sulla destra - Palermo

Elisabetta Cocciaretto è solo una quindicenne, ma sono ormai molti anni che viene considerata una grande speranza per il tennis italiano. Campionessa italiana under 11, under 12, under 13 e under 14, è stata nella top 20 del ranking Tennis Europe under 14, ha contribuito lo scorso anno a portare l’Italia al quarto posto finale della ITF World Junior Tennis, la coppa del mondo a squadre, riservata agli Under 14 e ha vinto numeri tornei, battendosi alla pari contro le più brave al mondo della sua età.

Quando sembrava lanciata verso i tornei ITF Junior under 18 è stata fermata da una serie di problemi fisici che ne hanno compromesso tutta la fine della scorsa stagione e almeno metà di questa. Ora finalmente Elisabetta sta bene, ha ricominciato ad allenarsi con continuità e dalla fine di agosto ha ripreso anche a fare tornei. Al secondo tentativo ha subito ripreso confidenza con le vittorie e i risultati di prestigio, arrivando alla finale del torneo internazionale “Città di Palermo”, un ITF Junior under 18 di grado 3, superando anche alcune ragazze piuttosto quotate nella fascia media del ranking junior.

Incontriamo Elisabetta per capire se finalmente ha superato tutti i suoi guai fisici e per sentire da lei le prospettive per questa ultima parte di stagione e poi per il nuovo anno.

Elisabetta, finalmente riesci a giocare con continuità. Hai superato tutti i problemi fisici?

Non sono ancora guarita al cento per cento, non riesco ancora a muovermi come vorrei, ma sto molto meglio, mi mancano ancora tante partite nelle gambe e nel fisico ma finalmente vedo la luce in fondo al tunnel. Ora riesco ad allenarmi con continuità ed è già molto importante. Piano piano aumenteremo i carichi di lavoro per cercare di arrivare al top della condizione, non so quanto ci metteremo, ma speriamo di poterci arrivare presto.

Vuoi raccontarci tutte le vicissitudini che hai avuto dallo scorso ottobre?

Ho avuto una serie di problemi alla schiena, che ovviamente è fondamentale per una tennista. All’inizio forse abbiamo sottovalutato il problema, oppure è stato diagnosticato nel modo errato, di fatto le prime cure non hanno avuto gli esiti sperati, anzi non c’è stato alcun miglioramento. Poi le cure sono state lunghe e faticose. E’ stata veramente dura non poter giocare per così tanto tempo.

Per questi problemi hai saltato praticamente tutta la stagione …

Sono stata senza fare tornei per dieci mesi abbondanti. L’ultimo era stato proprio il “Città di Palermo” dello scorso settembre, quindi esattamente un anno fa e adesso il primo è stato Maribor a fine agosto.

Poi finalmente c’è stata la finale di Palermo, una grande soddisfazione. Te lo aspettavi?

Non me lo aspettavo assolutamente. Fino a pochi giorni prima non sapevo nemmeno se lo avrei giocato il torneo, non mi ero iscritta perché non sapevamo la condizione in cui mi sarai trovata nell’imminenza del torneo. Gli organizzatori, molto gentilmente, mi hanno proposto la wild card e sono stata ben felice intanto di giocare, perché ho bisogno fi mettere partite nelle gambe e poi soprattutto del gioco che sono riuscita a esprimere, mi ha veramente soddisfatto molto. Col gioco sono arrivati anche i risultati. Ho visto il tabellone, sono stata sorteggiata con la testa di serie numero 4, la georgiana Makatsaria, temevo di non passare nemmeno il primo turno, invece ho vinto subito bene in due set, poi ho avuto qualche difficoltà con la olandese Vedder, e poi sia nei quarti che nella semifinale ho giocato due splendide partite con la rumena Corneanu e la francese Lolilee. In finale non ho potuto nulla con la tedesca Voracek che è molto forte, ma sono stata molto molto soddisfatta del torneo.

Quale è la programmazione per i prossimi mesi?

Vorrei riuscire a giocare con una certa continuità un po’ di tornei, visto che ho giocato pochissimo quest’anno, però tutto dipende dalla schiena, vedremo come reagisce alle sollecitazioni, per ora sta andando bene, speriamo che continui a non dare problemi. In linea di massima dovrei fare due-tre tornei ITF Junior under 18 in Spagna, vedremo se riesco a entrare nei tabelloni, poi forse farò un paio di ITF Pro da 10000 dollari, giusto per vedere e provare l’ambiente professionistico.

Tutti gli obiettivi sportivi sono stati quindi spostati al 2017?

Il primo obiettivo è sicuramente quello di star bene fisicamente, di poter giocare sempre con continuità, non avere più infortuni. Poi il secondo obiettivo è migliorarmi, riuscire a giocare meglio in tutti i fondamentali e anche saper mantenere alta la concentrazione per tutto il match. Alla classifica non guardo particolarmente, io riparto da zero, non sarà facile scalare posizioni, ma se starò bene e saprò giocare bene, allora sono sicura che arriveranno anche i successi e i punti nel ranking.

Alle prove del Grande Slam Junior però un pensierino lo farai …

Certo che ci penso. Io parto da zero o quasi, un obiettivo ragionevole in chiave Grande Slam potrebbe essere raggiungere la qualificazione per fare gli Us Open a settembre 2017. Ci proverò, non sarà facile ma ce la metterò tutta.

Fino allo scorso anno giocavi praticamente alla pari ad esempio con Anastasia Potapova e Olesya Pervushina, che poi sono diventate le numero 1 e 2 del ranking junior. Questo fatto aumenta i tuoi rimpianti per l’infortunio, oppure è uno stimolo in più a cercare di recuperare il gap che si è formato con loro?

Loro sono migliorate moltissimo, hanno fatto davvero bene in questa stagione, certo, ogni tanto ci penso che sarei potuta anche io essere in alcuni tornei assieme a loro, anche se certamente sarei troppo presuntuosa se ti dicessi che avrei fatto gli stessi loro risultati. Pensare che in tante partite del passato ho giocato alla parti con ragazze fortissime è uno stimolo per provare a ripetere questi risultati.

E’ vero che ti trasferirai a Tirrenia per allenarti al centro federale?

Per adesso continuo ad allenarmi qua a Porto San Giorgio, però è vero che c’è in progetto il trasferimento a Tirrenia, al Centro Tecnico Federale. Sicuramente in inverno inizierò la preparazione a Tirrenia, poi vedremo come andrà, se il mio gioco migliorerà. Naturalmente sono orgogliosa che i vertici federali abbiano pensato a me per mettermi a disposizione i più bravi tecnici nazionali, spero di poter crescere assieme a loro.

Tu sei sempre stata un po’ una “predestinata” nel mondo del tennis, hai vinto tutti i titoli assoluti dall’under 11 in poi, senti un po’ la pressione addosso di dover fare bene sempre, oppure gli elogi e le grandi aspettative su te, ti fanno piacere?

No, non ho mai sentito alcuna pressione per le aspettative, sono sempre andata in campo tranquilla, anzi gli elogi e le aspettative mi caricano ancora di più oltre a farmi piacere. Se qualche volta gioco male, può succedere, non è certo colpa della pressione o delle aspettative.

Nel mondo del tennis, qualcuno dice che non si riescono a fare amicizie. Tu hai amiche “vere” tra le tue colleghe tenniste?

Certamente ho molte amiche tra le tenniste. Io ho un carattere che va d’accordo con tutti e lega facilmente con le persone. Mi dispiacerebbe citare qualche tennista e non altre me se vuoi qualche nome sono molto amica con Federica Bilardo, Federica Rossi, Cristina Tiglea, Linda Cagnazzo. Anche con le ragazze straniere ogni tanto mi sento ancora e si sono instaurati diversi bei rapporti di amicizia anche a distanza.

Tra le ragazze della tua età chi credi possa diventare veramente la stella del tennis tra dieci anni?

Domanda difficile, la Potapova è sicuramente fortissima, ma secondo me la più forte di tutte è Olga Danilovic, ha un gran fisico e una grandissima tecnica, se riesce ad affinare l’aspetto mentale e non uscire più di partita come le capita ogni tanto, credo che diventerà tra qualche anno la più forte di tutte.

 

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2 commenti

  1. bogar67

    È un dato di fatto che appena arrivano a 14 anni e devono intensificare il lavoro si rompono quasi tutte. Potremmo fare un elenco lunghissimo a partire dalla classe 97. Sono le ragazze che non avevano le qualità fisiche? Sono le ragazze che sono sfortunate? Sono i preparatori Fit e non Fit che le rompono?

  2. francescocoachgemelli

    Il lavoro fisico va fatto nei primi anni . Purtroppo non tutti sanno come mettere le mani senza sbagliare su atleti così piccoli e si preferisce vincere tornei .
    Anche Monet , nonostante Fabio sia uno dei più potenti fisicamente , ha ammesso di avere fatto un errore con suo figlio , quello di non avere fatto una preparazione fisica ad alto livello negli anni 14-17 .
    Vedi anche Qunizi con tutti quei problemi di postura che andavano corretti negli anni giusti.
    Io sono convinto che praticare più sport complementari , se fatti con gli istruttori giusti , favorisce la plasticità dei movimenti e previene gli infortuni .
    Fare un solo sport mette sottostress sempre le stesse catene muscolari con tutte le conseguenze negtive sia motivazionali ( noia ) che fisiche

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