Nasce la Adriano Panatta Tennis School

di - 15 settembre 2012

di Alessandro Nizegorodcew

Adriano Panatta ha deciso di rientrare nel mondo del tennis. Spinto dalla famiglia, dagli amici e da Guido Tommasi (figlio di Rino) ha ceduto alle lusinghe del nuovo Orange Tennis Club e tornerà a calcare i campi da tennis.

“Mia moglie, i miei figli, Daniele Azzolini e tante altre persone hanno cercato di convincermi da anni di rientrare in questo mondo” – spiega Panatta – “ma io avevo bisogno di depurarmi dai veleni. Credo di averlo fatto e ora sono contento di poter lavorare con i bambini, visto che in carriera ho allenato solamente professionisti. E’ solamente un divertimento e non ho chiesto alcun tipo di retribuzione. Per adesso iniziamo così, con questi 5 campi in terra rossa, sperando di poterne avere qualcuno nuovo in veloce, magari in un impianto satellite rispetto all’Orange Tennis Club. Andando avanti, se il progetto dovesse diventare qualcosa di serio e importante, potrebbe rivedere le carte in tavola. Il direttore tecnico sarà Alessandro Baldoni”

Su quale sarà il metodo di insegnamento Adriano è stato molto chiaro e deciso: “Guardando il tennis di oggi non mi sembra che si giochi bene. L’unico è Federer. Io vorrei portare un insegnamento che potrei definire “Neo-classico”. Sia chiaro, parlo sempre di tennis moderno, mica imposterò i ragazzi con la presa continental… Però non voglio vedere nessun tipo di impugnatura esasperata. Vorrei che i ragazzi usciti da questa scuola sapessero semplicemente giocare bene a tennis.”

Si è parlato anche dei possibili problemi legati alla Federazione Italiana Tennis, per un circolo che non è affiliato alla FIT. “Siamo in un paese libero, credo…” – la risposta di Panatta.

Nel giorno della presentazione sono intervenuti anche il cantante Max Pezzali e i giocatori della Lazio Tommaso Rocchi, Hernanes e Lionel Scaloni. Al termine delle foto di rito, Panatta, noto tifoso romanista, si è rivolto ai biancocelesti esclamando: “Per il derby non vi chiedo tanto, ma almeno un pareggio…”

 

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43 commenti

  1. andrew's

    forse perché sono nuovo nel tennis, ma questo “Panatta” non l’ho mai sentito…

    Conosco Pietrangeli perché è il nostro galante ambasciatore, Barazzutti perché ci ha trascinato alle vittorie in Coppa Davis (spettacolare la sua “Veronica”), Tropiano perché ora è il rappresentante degli atleti nel consiglio federale.

    Però magari questo Panatta è un bravo allenatore…chi può dirlo

  2. cataflic

    Eheh a me già vedere i cognomi Tommasi e Panatta associati suona strano, peró era ora che Adriano rimettesse le scarpe da tennis, dopo decenni di talk-show e politica.

  3. carlo

    non ti devi stupire di niente, molti di quelli presenti nella sala sono stati nemici mortali per anni ….poi il destino li ha riuniti in un unico intento …. ( salverei giusto tommasi esempio di una certa coerenza ) . Adriano , da ” federale “, ne ha silurato personalmente un paio e ora fanno comunella con il solo scopo di mettersi in mostra con una iniziativa che fara solo dei danni agli allievi che , purtroppo, di adriano sentiranno solo il profumo.

  4. Stefano Grazia

    ma scusate, ed e’ qui che mi vengono molti dubbi su Panatta anche in relazione alla FIT, non aveva gia’ fatto e detto le stesse identiche cose due tre anni fa con l’Academy del fratello? Avevano chiamato anche Camporese da Bologna ( dopo 6 mesi,un anno e’ pero’ ritornato a casa) e, potrei sbagliare, ma mi sembrava avesse detto le stesse cose … E che fine ha fatto la John McEnroe Tennis Academy o la Henin Academy, la Sixth Sense …Sarebbe infatti interessante,e opera meritoria,qsq vedere quali sono quelle Academy che sfruttano solo il nome e quelle invece, come la Evert, in cui il “nome” e’ davvero coinvolto ( nella Evert in effetti e’ nata prima l’Academy che la campionessa…)
    Poi e’ chiaro che Panatta e’ simpatico, che in 5′ ti potra’ anche dire cose che il 90% dei caches non ti riescono a vedere in una vita, etc etc, ma se uno non sta sul campo tutto il giorno o quasi o perche’ non ha tempo o non me ha voglia, non puo’ fare ne’ il coach ne’ il maestro ne’ dare il nome ad un academy …Alla Bollettieri per esempio Brad Gilbert veniva una volta ogni due tre mesi e stava tutto il giorno, per una settimana, sui campi…Brian Gottfried restava li’ per un mese…Sono collaborazioni piu’ o meno interessanti, piu’ o meno utili, e certamente c’e’ l’effetto promozionale ma anche motivazionale ( agli occhi del bambino ) ma alla base ci vorrebbe sempre un minimo di amore per lo sport e la professione…secondo me Panatta e’ stato, dopo che ha smesso di giocare, un ottimo capitano di davis cup e un ottimo commentatore televisivo ….e mi e’ piaciuto anche il suo libro di ricordi. Mi pare che di iniziative simili a quella dell’Orange Tennis ne abbia gia’ tentate diverse, forse troppe per essere davvero credibile.
    Felice di sbagliarmi, pero’….

  5. Maurizio

    Stefano, l’ultima frase però dice tutto:
    “Vorrei che i ragazzi usciti da questa scuola sapessero semplicemente giocare bene a tennis.”
    Non ha mica detto che vuole creare dei professionisti.
    In Federazione alcuni si sciacquano la bocca con la “scuola italiana” e poi impostano i ragazzi a giocare come i russi o gli spagnoli, magari Panatta riuscirà veramente a dar vita alla “scuola italiana” fatta di tecnica e fantasia.

  6. Stefano Grazia

    si, va bemissimo e gli farebbe onore se lui, ormai in pensione e senza grilli motonautici, si vorrebbe dedicare no profit a questa cosa, proprio per suo piacere…ma quante volte Adriano Panatta avra’ voglia di andare tutti i giorni al campo, magari al mattino alle 8, oppure magari solo al pomeriggio, tutte le settimane? E’ la stessa cosa che Pat McEnroe, direttore USTA, aveva obiettato riferendosi al fratello che aveva aperto la JOhn McEnroe Academy nei Queens a NY… Cioe’, si nasce rane e scorpioni, non si cambia la propria natura, a volte forzarla e’ un delitto senza castigo…
    Ma certo, ci sono eccezioni… ognuno merita di essere giudicato per quello che fa o ha fatto,non per quello che potrebbe fare… indomma, stiamo a vedere, ma sarebbe interessante da un punto di vista giornalistico fare un inchiesta sulle Grandi Academies aperte e chiuse…in Jamaica, negli anni 80, funzionava cosi’ coi ristoranti e discos…ne aprivano uno ogni sei mesi, c’era l’effetto novita’, faceva il pienone per 5-6 medi, poi scemava l’entusiasmo, ne aprivano un altro da un altra parte, tutti andavano la’…ed erano sempre gli stessi proprietari, 3-4 in tutto, due erano perfino fratelli… era una nota strategia di marketing…

  7. Madmax

    Ma vorrei sapere dove sta scritto che la scuola italiana sia fatta di tecnica e fantasa… Forse giocava in questo modo Barazzautti??

    E a seguire il calcio forse dovremmo esseretipo i pallettari..

    Ma proprio perchè il tennis è uno sport globale trovo che ognuno debba giocare come gli pare.. Tra l’altro l’insegnare a giocare a tennis dovrebbe esseere lka mission di qualsiasi maestro di tennis a prescindere dalla nazionalità.. essendo il loro lavoro..

    Mentre il fare dei giocatori professionisti vincenti è un’altra cosa e lo si deve fare seguendo i canoni del tennis professionistico moderno (che significa insegnare prima di tutto quelle cose che aiutano a vincere) assecondando e sviluppando al massimo le diverse caratteristiche che ogni ragazz ha..

    E poi mia figlia che è mezza russa che fa, cambia sport??

  8. Stefano Grazia

    Anche in Florida, sia ben chiaro…ognuno puo’ aprire la sua Academy…solo fra Bradenton e Sarasota e Tampa ce ne saranno un centinaio, Mad Max non avrebbe alcun problema ad operare li’, nessuno alzerebbe le sopracciglia…in molti portano i propri figli alla Bollettieri e poi non avendo per essi abbastanza attenzione individuale perche’ non sono poi cosi’ bravi, li portano in queste miniacademy dove per forza di cose l’attenzione e’ superiore e nell’immediato ogni cosa sembra migliore ( poi spesso alla lunga non e’ proprio cosi’ perche’ viene a mancare tutta l’organizzazione scuola -college, il boarding, il safe environment,la PA, la competizione interna e quindi il confronto,etc etc)… poi come al solito dipende dal mulo o dal cavallo…

  9. Stefano Grazia

    ma per esempio adesso si dice un gran bene dell’academy di kozlov, dove a parte i figli credo si allenino anche le sorelle Blavk, Tornado e Hurrycane (sic…)… io l’ho conosciuto, abbiam visto fianco a fianco la famosa semi Black-Nefedova, abbiam scambiato qualche commento, lui forse mi aveva scambiato per un giornalista e ci teneva a farmi amico, ma comunque era stato pronto a glorificare i suoi risultati all’Eddie Her in confronto di quelli IMG… ma fra Bollettieri Evert Hopman e Macci ce ne sono davvero una miriade con nomi che sono noti solo all’interno della Tennis Community…per esempio a Tampa ce n’e’ una diretta da un expro messicano, un certo Moreno che conosce bene Camporese e Cane’ e mi chiedeva di salutarli…loro andavano ai tornei col pullman della squadra, avevano dei ragazzini scarsi e dei ragazzini forti, credo ci sia andata poi anche la Gaia Sanese… hanno un certo credito…poi c’e’ Diego Armando, Lance Luciani, ogni excoach fuoriuscito da IMG se n’e’ in pratica costruita una,5-10 giocatori massimo col vantaggio che la’ i campi non mancano. Max, dovresti emigrare in Florida anche tu. piu’ che in Russia… ma forse meglio di tutti, in zcroazia…

  10. Madmax

    Stefano

    Sono passati gli anni, accadute cose ma non c’è verso che impari qualcosa… 🙂

    Sempre gli stessi errori..

    Ma come non c’è la PF?? Semmai non ci sarà nella grande academy, non ne la piccola..

    Poichè la piccola non si fa tutta la pubblicità delle grandi, l’unica cosa che può fare è lavorare la meglio per far partire il passa parola.. e alla fine la pubblicità migliore resta sempre il campo..

    Per il boarding, basta prendere un paaratamentino in affitto e subaffittarlo ai ragazzi.. (noi l’abbiamo trovato sul nostro stesso pianerottolo).. La scuola (serale) l’abbiamo trovata a cinque minuti di strada..

    Per qunato riguarda il confronto devono giocare i tornei perchè tieni presente che tra due dello stesso sesso e anno farli giocare contro in match o punti è solo controproducente a meno che vincano una volta uno una volta l’altro..

  11. Stefano Grazia

    comunque il dibattito sarebbe se e’ meglio ( vi ricordate : un Maestro Scoglionato o un Genitore Illuminato?) Un Famoso Campione Che Pero’ Non Si Sa Se Ci Sara’ o Il Maestro/coach Tristonazzo che pero’ e’ li’ 24/7 …
    Secondo me comunque ci vuole anche uno che invece sa esattamente come programmarti la stagione: l’organizzazione ‘oltre la siepe’, lungimirante, con un occhio al futuro e diversi piani B pronti all’occorrenza…Dovessi scegliere un Academy questo sarebbe un aspetto che mi piacerebbe avere bene chiaro, mi piacerebbe sapere che c’e’ una persona che si occupa di questo in base agli input che gli arrivano dal Coach …Secondo me wuesta e’ una figura ottovalutata ma importantissima in un Academy/AS/Centro Sportivo/ Federazione/ Circolo…

  12. Madmax

    Il posto migliore per un coach bravo è sicuramente l’Italia.. Perchè?? Semplice perchè non ce ne sono altri!! ahah

    ..che lavorano con i bambini e/o ragazzi.. e soprattutto che abbiano voglia di lavorare.. cosa che tra l’altro trasmettono anche ai ragazzi..

    Tu non lo sai ma qunado un circolo o accademia parte e si fa un po’ di pubblicità non appena un suo allievo vince un torneo under di discreto livello, partono i treni e voli della speranza.. 🙂 Per poi tornare indietro a orecchie basse l’anno successivo..

    ANche per quello le cose migliori non sono gli all in one.. Pensa se mia figlia avesse fatto anche PF alla Vavassori.. A prescindere di come sarebbe ridotta nel momento del cambio si sarebbe stravolto tutto mentre così è stato un cambio minimo perchè fisicamente ha continuato a fare ciò che aveva sempre fatto e sul campo i giorn con me che prima era uno e che poi il secondo anno erano diventati due sono diventati sei.. Cioè se ti affidi totalmente devi sapere che è per sempre o cmq per molto tempo.. Con Giovanni è stato chiaro fin da subito e infatti sono già sette anni che siamo insieme..

  13. Stefano Grazia

    veramente sei,eri, tu che ogni tanto mandi,mandavi messaggi sibillini su emigrare in Russia o Slovenia o sul fatto che e’ adesso che avresti bisogno di un aiuto economico…magari altrove l’avresti trovato, non so, o magari e’ peggio di qui vedi le quotidiane beghe che anche federazioni come quella francese o quella americana devono far fronte …

  14. Madmax

    Scusa, ma non ti capisco.. Tu vuoi creare un campione e ti accontenteresti o della foto del grande coach o della presenza di tristonazzo..

    E come pensi di fare un campione??

    La verità è che ci vuole uno bravo sempre sul campo e se quello di nome non ci può essere o costa troppo te lo devi creare tu in casa o facendolo tu stesso o prendendo un ragazzo che ha voglia veramente di imparare e che investe su se stesso… Cosa intendo investe su se stesso.. Sempplice che sia uno che accetta di aggiornarsi e di fare stages da coach professionisti, che sia uno che abbia molta passione per il suo lavoro e lo dimostri stando molte ore in campo e fuori con l’atelta, girando per tornei e non chiedendo cifre esorbitanti… perchè senza chiedere cifre esosrbitanti?? semplice perchè deve ancora dimostrare, quando poi l’avrà fatto come Piatti (o almeno avrà portato un giocatore nei 100) allora organizerà anche lui stages da 500 euro a week end o allenerà giocatori pro..

  15. Madmax

    Stefano..

    Sei tu che interpreti male.. come sempre..

    Io ho sempre detto che se si dice di voler aiutare un ragazzo lo si deve fare sul serio..

    Qunado un ragazzo viene chiamato a Tirrenia senza il suo coach (chiunque esso sia) non lo stai aiutando..

    Se dai 3/5 mila euro di contribui a un under 14 che ci sta provando e in cui tu credi, non lo stai aiutando..

    Se non lo fai non ti puoi lamentare se uno mezzo russo va a giocare per la Russia.. anche perchè come dici tu là i soldi li trovi.. (anche se le condizioni non sono le migliori possibili..)

  16. Stefano Grazia

    max,ma leggi bene prima di interpretare, se qui c’e’ qualcuno che ha sempre detto tutto e il contrario di tutto, a seconda dei giorni, degli interlocutori e dei tiramenti di culo, quello sei tu…secondo me nemmeno vi accorgete di tutte le contraddizioni in cui vivete, e comunque, qui, ma chi ha mai detto il contrario, anzi, a sentirevte sembra quasi che io sia a favore della Panatta Academy quando, se uno leggesse invece di criticare a prescindere dopo aver letto il nome di chi scrive, si renderebbe conto esattamente del contrario…o il pist 17 lo indirizzavi a mauro? perche’ se era rivolto a me, come al solito hai capito l’8 per il 18…

  17. Stefano Grazia

    inteso come: visto che non piteva certo essere rivolto a mauro, non hai capito un accidente di quello che dico io da secoli…che e’ esattamente quello che hai detto tu solo che se lo dico io, o un altro che non sia uno degli Adoratori del Guru, e’ una stronzata, ma se la dici tu e’ il Verbo…Quando invece sono le solite 4 banalita’ che chiunque, ma proprio chiunque, sa e conosce,o impara dopo che e’ ha frequentato per due,tre anni il mondo del tennis e che erano gia’ state dette e ripetute anche da ubi e ben prima del tuo arrivo… il che non vuole sottostimare il tuo contributo ma smettiamola per favore di credere di essere l’unico in italia che siede alka destra del Padre, primus inter pares di Piatti, Sartori,Caperchi e Della vida, che fai solo ridere i polli e finisci col rendere impissibile poi riconoscerti i meriti che indubbiamente hai… dai retta a nikolic, piuttosto …

  18. Maurizio

    Max, ognuno è libero di far giocare il suo allievo come ritiene opportuno, ci mancherebbe. Salvo eccezioni però se tu vedi giocare un francese, capisci da che scuola proviene, vedi uno spagnolo e capisci altretanto, così come si sa che un australiano impara prima a fare le volee che non i colpi a rimbalzo, qualche federale ha parlato di scuola italiana, allora le cose sono due, o ti stai zitto oppure ti comporti di conseguenza ed insegni e metti in condizione di insegnare quel tipo di tennis che teorizzi.

  19. Madmax

    Maurizio..

    Io posso essere anche d’accordo con te, ma volevo capire quale sarebbe il gioco all’italiana e chi decide che lo è..

    Perchè un fatto è saper fare un po’di tutto cosa che dovrebbe essere patrimonio di ogni ragazzo che va ad imparare a giocare a tennis considerato che questo è il compito istituzionale dei maestri, altro è farli giocare tutti più o meno allo stesso modo che se non capisco male a spanne dovrebbe essere tipo Schiavone e Vinci..

    Se è così dico se per caso siamo diventati tutti matti, perchè ti immagini tu ragazze come la Pera, la Castelli o la Torelli, ragazze quindi che diventeranno tutte abbaondantemente oltre l’1,80 che non sfruttano le loro potenzialità e la loro forza fisica per perdersi dietro a tutte le cazzate del gioco completo e delle variazioni??

    Io mi accontenterei che i maestri facessero il loro lavoro, che i circoli avessero tutti il loro PF di buon livello e lo lasciassero lavorare adeguatamente, poi vedrai che ci penserebbero i coach a far giocare nel migliore dei modi i ragazzi secondo le loro caratteristiche…

  20. Nikolik

    Stefano, per tantissimi genitori di questo blog, è stata un’occasione persa, perché è una grande occasione interagire con uno che ha parlato con Bollettieri, con Kozlov prima che tutti sapessero chi è, che è stato alla Evert, che è stato in Australia da Cash, se non ricordo male e, sempre se non ricordo male, anche in varie accademie italiane.

    Io me ne frego, perché sono disinteressato, ma altri avrebbero potuto sfruttare l’occasione di uno che in tutti questi posti è stato personalmente e non parla per sentito dire.

    Per il resto la scuola italiana non esiste, ha ragione Maurizio.
    La colpa?
    Dei coach italiani, è ovvio.

  21. Il tennis all’italiana è quello che non crea un grande campione da 40 anni.
    Il tennis all’italiana è quello che rovina giocatori di talento perchè i pf sono un costo e tanto se ti infortuni la colpa è la tua o della sfiga.
    Il tennis italiano è quello teorizzato da chi, anzichè girare a testa bassa dalla vergogna perchè non tira fuori un giocatore da decenni, va in giro a dire che i modelli francesi e spagnoli sono perdenti (!!!).
    Vorrei sbagliarmi, perchè ho adorato Adriano come giocatore (scoperto, ovviamente, in tv…), come coach di Davis e anche come commentatore al fianco di Bisteccone…..ma temo che la pf non sarà nemmeno contemplata!
    Basta leggere fra le parole: gioca bene solo Federer, quelli che arrivano con il lavoro duro sul campo non sono giocatori che a lui piacciono.
    Se c’hai il manico, bene….altrimenti non arrivi!
    E d’altronde basta vedere chi ha scelto come direttore tecnico…
    io conosco moooolto ben la pf che fa Baldoni.
    Il suo concetto è semplice: i libri vanno bruciati, i pf sono gente che non capisce un cazzo di tennis, e la preparazione migliore è quella che facevano loro perchè loro correvano come matti e non si facevano mai male….
    Prosit…
    Poi magari ha cambiato idea da due anni a questa parte 🙂

  22. Madmax

    Nikolik..

    D’accordissimo con te.. Infatti da Stefano si poteva (e volendo si può ancora basta andare a rilggersi tutti i suoi articoli e post sui vari siti) imparare tantissimo:

    cosa assolutamente non fare se si ha l’idea di provare a far diventare un pro il proprio figlio !!

    E come al solito non lo dico ora che è come sparare sulla crocerossa…

  23. Nikolik

    Ma ora questo discorso del tenns all’italiana e del tennis italiano non c’entra nulla, perché noi si stava parlando di scuola italiana, e si l’intendeva una scuola tecnica, cioè non esiste un modo di giocare che ci contraddistingue.
    Poi vincere e perdere è un altro discorso, ma non esiste una impostazione tecnica italiana.
    Prova ne sono le nostre campionesse, che invece vincono tanto, ma giocano in quattro modi diversi.

    Se questo sia un bene o un male, non lo so.

  24. Madmax

    No Davide… Quella è gente che non cambia mai.. perchè come vedi in un modo o nell’altro un lavoro lo trovano sempre.. Tutti e eleganti abbronzati ti raccontano che hanno giocato con questo e con quello e i coglioni che pagano li trovano…

    Pensa che basterebbe domandargli che giocatori ha fatto… C’è da dire però che molti parlano ma poi quando capiscono cosa si deve veramente fare per diventare dei giocatori mollano tutti, genitori per primi.. che nel caso migliore si fanno andar bene qualunque cosa perchè tanto secondo loro se uno deve diventare forte lo diventa uguale…

    Allora mi domando io perchè non comprano una sparapalle o li fanno giocare con i soci del circolo sotto casa.. 🙂

  25. Madmax

    E poi cosa c’entrano i coach?? Un coach si fa un’idea propria a secondo delle esperienze che ha avuto.. E se va in America e in Spagna farà un mix.. Poi girando per il circuito si completa..

    Ecco io forse per come sono abituato a ragionare per imparare non avrei tralasciato paesi come l’ex Jugoslavia o la ex Cecoslovacchia..

  26. Il problema, Max, è che comandano loro…..
    Tu pensa che io ero un forte sostenitore della gestione dei circoli affidata ai maestri. Dicevo fra me e me: “finalmente alla guida dei circoli dei professionisti! Basta con gente al comando che non capisce un cazzo di insegnamento!”.
    Niente da fare, siamo caduti dalla padella alla brace!
    Tutti pensano solo ai soldi e se ne sbattono della qualità della formazione! Il dispiacere più grosso è vedere con quale disamore certe persone lavorano…..
    Hai idea di quante mail mi sono arrivate, quando ho detto che se mi fosse arrivata una proposta tecnicamente seria avrei fatto il primo anno a coprire le spese?!? Tutte sul tono “tanto lo dici per dire”, “pensi che qualcuno ci creda?” ma anche “così ci rovini il mercato!”. Ma quale mercato testa di m….! Che ci saranno due preparatori in Italia che campano col tennis! E uno di loro l’anno prossimo cambia lavoro…
    C’è gente che non capisce che ci può essere chi è felice facendo una cosa che gli piace: cercano la felicità nei soldi e quando non la trovano sbottano….forse, come si dice dalle mie parti, “à stag mei mé!”

  27. @Giogas
    eddy.fan@libero.it
    Se clicchi sul mio nome in questo post accedi al mio blog dove trovi anche cell. e altri riferimenti. Ciao.

    P.S.: luce a posto, telefono a posto, gas a posto…l’aspirapolvere non lo uso. NOn sono nemmeno interessato alla lucidatura del tappeto 🙂 🙂

  28. @Giogas
    non te la posso scrivere qua se no il commento va in moderazione
    Clicca sul mio nome in questo post e verrai indirizzato al mio blog, dove trovi tutti i miei contatti.
    P.S.: non uso l’aspirapolvere e sono a posto con tutte le utenze 🙂 🙂

  29. darione

    Dai Stefano Grace e mad Max non litigate, ci fosse di mezzo una tosa capirei, mi sembrate Don Camillo e Peppone,,,,,,fate i brai bocia!

  30. pibla

    Io invece sostengo che, a suo modo, la scuola italiana nel tennis esiste e che di solito i tennisti italiani sono riconoscibili da alcune caratteristiche comuni:

    ad esempio quando vedo uno/a che non sa servire, che serve male in rapporto all’altezza che ha, o che serve molto peggio rispetto al livello degli altri colpi che possiede…..so quasi per certo che è italiano!

    Hai detto poco…

  31. Harlock

    Se il ruolo di Adriano fosse quello di Sponsor e Promotore di una iniziativa di cui detta le linee guida: “giocar bene a tennis” senza esasperazioni e necessariamente pensare di farne dei pro è un’ottima iniziativa. Quello se viene tanto meglio ma anche un buon seconda categoria che giochi bene a tennis “alla Adriano” è molto più divertente da vedere di molti pro. Per chi lo conoscesse io finchè ha giocato a certi livelli ho cercato come ho potuto di seguire Vismara che giocava un tennis serve&volley anacronistico e mi divertiva da pazzi! Tutti sembrano presi dalla fobia di tirar fuori il Nadal della situazione, ma il tennis è uno sport bellissimo anche senza guadagnare i miliardi e questo Adriano l’ha sempre detto e soprattutto è stata la sua filosofia di vita quando era pro.

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