Manuel Righi: «Io, il tennis e NY: sembra un film!»

di - 24 Settembre 2014

Manuel Righi
(Manuel Righi)

“Non pensavo che un campus universitario americano potesse davvero essere incredibile come nei film. Vedere per credere”. Parole del tennista bolognese Manuel Righi, ventenne classificato 2.4 in Italia e sbarcato da qualche settimana al Concordia College di New York. A differenza di tanti altri che stanno percorrendo la sua stessa strada, non è stato lui a pensare al college, ma un’università statunitense a contattarlo a giugno del 2013, proprio mentre si apprestava a svolgere gli esami di maturità in un istituto pubblico. “Non so come siano arrivati a me, ma le università hanno degli scout che mandano in giro: può darsi che mi abbiano visto giocare”. Da quel contatto è nata l’idea. “In Italia non c’è la possibilità di giocare ad alto livello e frequentare l’università per avere un futuro lontano dal tennis, mentre in America è una cosa normale. La certezza di guadagnare col tennis agonistico è molto bassa, e così un futuro bisogna pur sempre costruirselo. Ho optato volentieri per questa soluzione”. Tanto che la volontà di fare l’università in America ha fatto passare in secondo piano la collocazione. “Ho scelto il college che mi garantiva la borsa di studio più ricca”. In questo senso, è stato fondamentale l’aiuto di Corrado Degl’Incerti e della sua agenzia StAR, che si è occupata di tutta la lunga procedura che ha portato Righi nella Grande Mela. “Senza il suo aiuto oggi non sarei qui, anche perché i risultati dei miei due esami di inglese (fondamentali per accedere ai college, ndr) erano nella media, nulla di eclatante. È stato Corrado a impegnarsi per darmi questa possibilità”.

Ora spetta a Manuel il compito di farla fruttare al meglio. “Al momento sto seguendo solo corsi di inglese, per prendere maggiore confidenza con la lingua, poi da gennaio sceglierò se iscrivermi a Health Studies (una sorta delle nostre Scienze Motorie, ndr) o a Biologia”. Il primo semestre gli sarà utile per schiarirsi le idee e adattarsi a ritmi e novità della vita da Clipper (così sono chiamati gli sportivi del Concordia College), ma anche per prendere confidenza con i campi in cemento, superficie ostica per uno che ha sempre preferito la terra battuta e il gioco da fondo campo. “Ma competere sul veloce può rappresentare un’opportunità, per imprimere maggiore aggressività al gioco e inserire quelle varianti che poi possono tornare utili, anche sul rosso”. E a giudicare dai risultati, Manuel ce l’ha fatta da subito, riuscendo a pochi giorni dal suo arrivo negli States a vincere uno dei tornei individuali in preparazione della stagione NCAA a squadre, al via a gennaio. Un bel modo per farsi notare dai suoi nuovi compagni. “Far parte di un gruppo rappresenta un motivo in più per portare a casa gli incontri. Ogni giocatore sa di avere alle spalle dei compagni pronti a supportarlo, e competere per una maglia è la cosa migliore cui si possa ambire. Significa – chiosa – che c’è sempre dietro qualcuno che crede davvero in te”.

StAR: DALL’ITALIA AGLI USA, COSTRUISCI LA TUA OCCASIONE

StAR è stata fondata per uno scopo preciso: aiutare tutti gli atleti che alla fine delle scuole superiori devono prendere una delle decisioni più importanti: continuare a fare sport a un buon livello e rinunciare all’università o lasciare una grande passione per dedicarsi agli studi. Ma se ci fosse un’altra strada? Il sistema universitario statunitense è costruito intorno agli atleti. Lo sport è parte integrante del sistema universitario, non è una penalizzazione ma una valorizzazione dello studente. Essere atleti dentro l’università non solo non ostacola, ma aiuta: gli esempi vanno dai libri gratuiti ai tutor personalizzati, sempre inclusi nella borsa di studio. StAR nasce per aiutare a risparmiare, per dare supporto nel processo di conseguimento dell’idoneità sportiva, di ammissione all’università e di acquisizione del visto da studenti. Visita il sito www.staritaliausa.com, la pagina Facebook oppure manda un’e-mail a [email protected] per ulteriori informazioni.

© riproduzione riservata

2 commenti

  1. Approfitto di questo articolo dedicato a Manuel Righi, che come molti di questo blog sanno, e’ stato il mio allievo dall’età di 11 anni fino a quest’anno che di anni ne ha 20, per riportare un mio post pubblicato sul Gruppo Facebook “preparazione atletica tennis con Buzzelli”, che ho voluto scrivere per ricordare una storia (credo comune a molti altri allenatori che credono nelle potenzialità dei loro allievi) fatta di entusiasmi, delusioni e rivincite vissute al fianco di questo ragazzo che ha saputo stimolare oltremodo la mia passione e mi ha regalato momenti di vera e grande emozione.

    ” Ho scelto di dedicarmi alla formazione sportiva di Manuel Righi (classe ’94) nel 2006. Un ragazzo con grandi doti atletiche con un talento tennistico molto particolare e fuori dai canoni ortodossi. Di lui mi colpì il suo carattere: ostinato, caparbio, non arretrava mai di fronte a qualunque difficoltà, ed una grande capacità di lottare in partita. Dai tecnici di tennis non è stato considerato come avrebbe meritato, vuoi per quel tennis particolare, vuoi perché erano focalizzati su altri atleti che a loro valutazione, valevano maggiormente. Insomma, me lo sono preso in carico e lo ho aiutato nella sua crescita, affidandolo anche alla cura tecnica di un altro mio ex allievo, Davide Scala (ex 117 ATP). Lui ha sempre ricambiato con risultati di ottimo livello. Nessun aiuto dalla Federazione e mai una convocazione ad un raduno nazionale, eppure nel 2011, a 17 anni aveva la miglior classifica nazionale U18 (2/5). Grazie ad una mia conoscenza, riuscii a farlo convocare e lo accompagnai a Tirrenia per farlo visionare dai tecnici federali. In quel raduno, nei test atletici stabili’ i record di sempre in assoluto in tutte le prove (10m: 1″46, CMJ: 57cm, Potenza: 63 Watt/Kg, lancio dorsale 3kg: m 17,50, Test navetta: 11″04) e dimostro’ di saper tener testa a tutti gli U18 convocati fissi della FIT, nelle partite test.
    Insomma, c’erano tutti i presupposti per meritare un minimo di considerazione ed aiuto (economico e qualche WC nei tornei internazionali), ma alla mia richiesta mi sentii rispondere che la FIT aiutava solo quelli che avevano scelto di fare il tennista e non lo studente-tennista! E si, perché Manuel frequentava con ottimo profitto la scuola pubblica e si allenava solo 5 giorni a settimana per 2 ore e mezza a volta!
    Nonostante ciò, abbiamo continuato con i nostri pochi mezzi, e Manu ha continuato a mietere successi, tra cui memorabile fu la vittoria su Galvani in due set. A metà stagione 2012 era già 2/4, continuando ad affermarsi nei vari tornei italiani.
    Poi venne il diploma di ragioneria con 96/100 ed altre affermazioni clamorose, tra cui alcune, proprio su quegli atleti che i primi tecnici bolognesi avevano scelto di curare.
    Vittorie di Pirro, potreste dire…. Può darsi, ma Invece oggi con grande orgoglio voglio condividere un’altra grande soddisfazione per me e Manuel (lo studente-tennista….sigh!!!!) : tra qualche giorno partirà per gli USA per frequentare il Concordia College di New York, l’università che lo ha scelto per farlo competere nella propria squadra di tennis, nel circuito universitario americano.
    Il tempo e’ sempre galantuomo, e sono sicuro che arriveranno altre grandi cose da questo ragazzo, che da adesso potrà finalmente fare il professionista nel tennis, e la sua storia, far riflettere più di una persona. Grazie Manuel per tutte le emozioni che mi hai fatto vivere, e vai avanti come sempre…. Alla fine dei giochi, ci sarà sempre una rete di metà campo da saltare per ribadire i valori e le ragioni !!!!! (Manuel quando vince la partita, effettua sempre un salto a piedi pari della rete, quasi a ringraziare e rafforzare il legame con chi gli è stato vicino e ha creduto in lui! n.d.a.) “

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *