Winter Cup 2017, Giovanni Paolisso: “Grande soddisfazione, squadra unita e determinata”

di - 23 febbraio 2017
Federica Rossi, Federica Sacco, Martina Biagianti e Giovanni Paolisso

Non c’è solo un’Italia tennistica che perde nelle competizioni a squadre. Vi sono anche giovani compagini che fanno risuonare l’inno di Mameli in giro per l’Europa. La scorsa settimana si è conclusa la Winter Cup, competizione nata nel 1977, che rappresenta la più importante manifestazione a squadre a livello giovanile disputata su campi indoor. Alla fase finale sono arrivate le otto migliori squadre europee di ogni categoria (under 16, under 14 e under 12), dopo una selezione attraverso difficili gironi di qualificazione che hanno portato la squadra vincente e la finalista di ogni gruppo ad approdare all’evento finale.

L’Italia è riuscita a portare alla fase finale entrambe le compagini under 14 e la squadra femminile under 16. Nessuna delle nostre compagini aveva i principali favori del pronostico, che andavano soprattutto alle squadre dell’Est Europa, Russia e Repubblica Ceca in primis. Abbiamo ottenuto risultati straordinari, a conferma che il movimento tennistico giovanile sta funzionando molto bene e le premesse per avere future campionesse e futuri campioni ci sono tutte.

Il risultato più prestigioso dello scorso fine settimana arriva dalle ragazze under 16, che hanno vinto la Winter Cup nella propria categoria. Federica Rossi, Martina Biagianti e Federica Sacco, capitanate da Giovanni Paolisso, hanno battuto nella fase finale, che si è svolta a Brest, in Francia, prima la Gran Bretagna per 2-1, poi, in semifinale le padrone di casa della Francia per 3-0 e, in finale, le favoritissime ragazze della Repubblica Ceca con le decisive vittorie nei due singolari di Federica Sacco contro Anna Siskova e di Federica Rossi contro Denisa Hindova. Il doppio, ormai ininfluente, ha visto la vittoria della Repubblica Ceca contro le nostre Sacco-Biagianti.

Nelle altre categorie delle Winter Cup in cui abbiamo portato nostre compagini alla fase finale, buon terzo posto finale per le ragazze under 14, Lisa Pigato, Matilde Paoletti e Eleonora Alvisi, guidate dal capitano Antonio Rubino, che hanno battuto ai quarti l’Ungheria per 3-0, poi sono state sconfitte in semifinale dall’Ucraina per 2-1, ma hanno vinto la finale per il terzo posto superando la Gran Bretagna per 2-1, con le vittorie di Matilde Paoletti su Andrea Pineda e di Lisa Pigato su Amelia Bisset. Nel doppio, ininfluente sul risultato, Eleonora Alvisi e Matilde Paoletti sono state sconfitte dalla coppia britannica.

Infine un po’ di rammarico arriva dall’under 14 maschile, dove i nostri ragazzi, Luca Nardi, Giorgio Tabacco e Alessio Tramontin, capitanati da Massimo Valeri, hanno perso subito nei quarti con la Svizzera per 2-1. Poi si sono rifatti, nel girone di consolazione, battendo prima la Turchia per 3-0 e poi la Francia per 2-1, chiudendo così al quinto posto finale.

Raggiungiamo Giovanni Paolisso, il tecnico federale che capitanava le ragazze under 16 a Brest, che è giustamente raggiante. “Sono molto soddisfatto perché la strada era tutta in salita. Elisabetta Cocciaretto era indisponibile perché infortunata, Federica Rossi veniva da un lungo e fastidioso infortunio, abbiamo convocato Federica Sacco che è una 2002, quindi un anno più giovane delle altre e avevo quindi una squadra nuova, ma sono state tutte davvero bravissime, si sono comportate in modo splendido sia dentro che fuori dal campo e posso dire di essere veramente orgoglioso di essere il capitano di queste ragazze. Siamo partiti per la Winter Cup con l’obiettivo di qualificarci al girone finale, poi, partita dopo partita, mi hanno fatto credere che potevamo farcela, prima di tutto perché le vedevo unite, determinate e desiderose di far bene”.

Paolisso, ci tiene subito a far apparire il successo di domenica come una vittoria di tutto il movimento tennistico italiano e della sinergia tra federazione e singoli maestri locali dei vari circoli: “Se siamo arrivati a questi successi il merito deve veramente essere condiviso con tutti, con Michelangelo Dell’Edera, il responsabile del settore under 16 della federazione, con Paolo Girella, che coordina con me le attività giovanili, con gli altri tecnici federali Massimo Valeri e Antonio Rubino, con Giancarlo Palumbo che sta lavorando molto bene a Tirrenia, con Antonella Serra Zanetti che segue le ragazze nei tornei under 18, con gli allenatori che seguono Federica Sacco e Martina Biagianti e quelli che hanno seguito Federica Rossi prima del suo trasferimento a Tirrenia. Lavoriamo sempre tutti in grande sinergia, condividendo il progetto comune di far crescere le ragazze e i risultati ci stanno dando ragione.”

Parlando delle singole ragazze, Paolisso ha solo parole di elogio per tutte: “Federica Rossi ha avuto un anno e mezzo di problemi fisici, lei è una tennista completa ma ha bisogno di giocare con continuità per rendere al meglio, ormai sembra davvero essere tornata sui livelli che le competono, ovvero tra le migliori della sua età in Europa. Federica Sacco ha avuto un controllo delle emozioni davvero straordinario, ha sempre saputo giocare i punti importanti in maniera perfetta, sono rimasto piacevolmente stupito nel vedere i grandi miglioramenti non solo dal punto di vista tecnico ma anche mentale. Martina Biagianti è stata davvero eccezionale, nell’allenarsi con le compagne la mattina, nello stimolarle a fare bene, nel confortarsi se c’era bisogno, si è comportata sempre benissimo, mai una parola fuori posto, mai una velata polemica e questo non succede sempre nei casi di ragazze che giocano poco come è successo a lei. Anche Martina è stata fondamentale in questo gruppo.”

Riviviamo con Giovanni Paolisso i momenti salienti del trionfo delle azzurre: “Il primo turno è stato, non dico facile, perché non sono mai facili le partite a questo livello, ma comunque non tanto impegnativo con la Gran Bretagna, poi con la Francia le mie ragazze si sono superate, perché abbiamo giocato in condizioni difficilissime, con il tifo contro, senza giudici di linea, che erano presenti solamente nella finale e con un arbitraggio almeno dubbio in moltissime occasioni. Ma le ragazze hanno sempre mantenuto la calma, non hanno mai protestato, mai un atteggiamento scomposto e soprattutto hanno sempre saputo tenere alta la concentrazione, segno di grande maturità. Infine in finale, partivano sfavorite, avevamo già perso con la Repubblica Ceca, ma siamo andati in campo determinati e alle prime difficoltà le ragazze della Repubblica Ceca hanno mollato un attimo e forse hanno sentito un po’ di pressione, noi invece abbiamo giocato benissimo tutti i punti importanti.”

Sentiamo ora le protagoniste di questa impresa. Federica Rossi ha avuto un periodo molto travagliato a seguito di infortuni e ci voleva proprio questa iniezione di fiducia a seguito di prestazioni maiuscole, culminate con la vittoria contro Denisa Hindova, numero 6 nel ranking under 16 e già nella top 60 del ranking under 18. “Sinceramente non mi aspettavo di vincere, siamo partiti con una squadra tutta nuova, non avevo mai giocato prima con Federica e Martina, ma abbiamo creato un ottimo gruppo, unito e consapevole dei propri mezzi e, partita dopo partita, abbiamo visto che potevamo giocarcela con tutte e alla fine abbiamo ottenuto questa fantastica vittoria”.

Federica Rossi ha vinto tutte le partite di singolare in cui è stata impiegata e soprattutto ha giocato benissimo contro la Hindova. “Denisa Hindova è una ragazza del 2002, ma abituata da tempo a giocare ad alti livello, ha già disputato prove dello Slam Junior ed è veramente tra le più brave al mondo della nostra fascia di età. Io mi sono espressa al meglio, come da tempo non facevo, ed è stata veramente una bella lotta, soprattutto nei primi due set tutti i giochi sono finiti ai vantaggi e ho saputo spuntarla giocando benissimo i punti importanti”.

Federica Rossi si è trasferita a Tirrenia, lasciando la sua Sondrio, una scelta di vita importante: “E’ stata una scelta molto tribolata e difficile, non è semplice alla mia età lasciare la famiglia, gli affetti, anche i miei maestri storici di tennis, ma è stata una scelta nell’ottica di crescere tennisticamente, e, dopo un periodo di comprensibile adattamento, ora mi sto trovando molto bene. Siamo un bel gruppo di ragazze giovani, viviamo assieme e ci sosteniamo a vicenda”.

Per il futuro, come sempre Federica preferisce non fare grandi proclami: “Intanto spero di stare bene fisicamente, poi piano piano devo ripartire a giocare con continuità, adesso partiamo per fare tre tornei G4 nel nord Europa, se li faccio bene dovrei acquisire la classifica per poter disputare anche i G2 G1 e lì si vedrà se e quanto sarò migliorata. Prima o poi l’obiettivo è arrivare a giocare gli Slam Junior, ma sono ancora giovane, se non ce la farò quest’anno, sarà il prossimo”.

Federica Sacco è nata nel 2002, quindi è un anno più giovane delle “convocabili”, ma ha saputo meritarsi il posto, ben figurando tutte le volte che è stata chiamata a far parte della nazionale, ed ha risposto ottimamente alla fiducia che le è stata accordata vincendo tutte e tre le partite che l’hanno vista impegnata nei singolari. E’ naturalmente molto felice e trattiene a stento l’emozione: “Io ero la più piccolina della squadra, ma tutti si sono comportati benissimo con me e abbiamo creato un gruppo veramente fantastico. L’ambiente è stato molto piacevole, simile a quello che si trova nei circuiti professionistici, tutto organizzato molto bene, i campi preparati bene, l’accoglienza sempre attenta alle esigenze di tutti”.

Dal punto di vista tecnico, anche Federica Sacco conferma l’impressione di aver giocato partite ad alto livello, sia dal punto di vista tecnico che mentale: “Sono molto soddisfatta del gioco che ho saputo esprimere, ho giocato sempre bene, senza cali di concentrazione, nei momenti importanti ho saputo alzare l’asticella di quel poco che è bastato per mandare fuori giri le mie avversarie. Il nostro capitato Paolisso mi ha aiutato molto con i consigli giusti al momento giusto.” Se chiediamo a Federica quale sia stata la partita che ha giocato meglio, è sicura nel rispondere “quella con la francese Giulia Morlet: lei è altissima, ha un fisico molto più prestante del mio, arrivava ovunque e dovevo fare il punto sempre due o tre volte, avevamo il tifo contro, poi ci sono stati episodi dubbi dal punto di vista arbitrale, ma io sono sempre riuscita a mantenere la calma, non ho mai protestato e ho pensato solo a vincere e così è stato”,

Federica Sacco è consapevole che è stata convocata forse a causa dell’infortunio di Elisabetta Cocciaretto, ma ora, giustamente, spera di poter continuare l’esperienza con la nazionale anche nella prossima Summer Cup: “Sono perfettamente cosapevole che il posto spetta di diritto a Elisabetta, ma io cercherò di farmi trovare pronta e di dare il massimo in ogni torneo pensando anche alla possibile convocazione. Se sarà convocata Elisabetta o qualche altra ragazza al posto mio, farà il tifo per loro e non ci saranno problemi, come Elisabetta ha fatto il tifo per noi in questa Winter Cup, ed è stata carinissima a fare i complimenti a tutti”.

La terza ragazza della spedizione azzurra è Martina Biagianti, ha giocato solo nel doppio, sempre a risultato acquisito, si potrebbe pensare a un velo di delusione per non aver potuto giocare i singolari e invece sembra veramente la più felice di tutti: “Delusa per non aver giocato? Scherzi, ci mancherebbe, io sono la ragazza più felice del mondo in questi giorni, ho vestito la maglia della nazionale, ho potuto rappresentare l’Italia, potevo toccare la bandiera tricolore mentre suonava il nostro inno, quando abbiamo fatto la presentazione nel palazzo Comunale, sentire il mio nome come rappresentante dell’Italia è stato un momento in cui il mio cuore batteva fortissimo, sono soddisfazioni immense che hanno sempre rappresentato il mio sogno, che oggi si è potuto realizzare”. Anche perché Martina non si aspettava proprio questa convocazione. “Io ho saputo della convocazioneper la Winter Cup solamente una settimana prima di partire, ero in palestra al Tennis Club Parioli terminando i miei esercizi e mi si è avvicinato il mio maestro Roberto Meneschincheri dicendomi che aveva una bella notizia per me, una convocazione. Io pensavo a un raduno, a un incontro con altri maestri federali, mai avrei immaginato alla nazionale. Sono rimasta incantata a ridere da sola per tutto il giorno. Tutti quelli che mi incontravano mi facevano i complimenti, ma io non sapevo nemmeno cosa rispondere da quanto ero emozionata.”

Chiediamo a Martina come abbia visto dalla tribune le sue compagne di squadra e non ha dubbi: “Hanno giocato benissimo sia Federica Sacco che Federica Rossi, sono state perfette in ogni partita e quindi è stato giusto rispettare il motto – squadra che vince non si cambia -. Io sono rimasta in panchina a supportare e fare il tifo e anche questa è stata una grande emozione come quella di scendere in campo nel doppio con la maglia della nazionale. In futuro il mio obiettivo principale sarà proprio quello di guadagnarmi la conferma in questa squadra e magari anche un posto nel singolo, anche se sarà molto difficile perché ci sono tante ragazze molto forti sia del 2001 che del 2002”.

Chiudiamo ancora con Giovanni Paolisso a cui chiediamo un commento sui risultati delle altre compagini italiane che sono arrivate alle finali della Winter Cup, in particolare chiediamo se ci sia un pizzico di delusione per gli under 14, che erano tra i favoriti, ma Paolisso non vuole sentir parlare di risultato negativo: ”Secondo me sono stati tutti ottimi risultati. Le ragazze sono arrivate ad un soffio dal battere l’Ucraina in semifinale e quella è stata una gara molto strana, perché la più forte delle ucraine era la numero due del ranking e quindi ha affrontato la nostra numero due, mentre la nostra numero uno non ha affrontato la loro migliore ma la seconda, comunque abbiamo perso per un soffio contro la squadra che poi ha vinto e noi abbiamo conquistato un buon terzo posto. I ragazzi sono stati sorpresi dalla Svizzera, che comunque ha tre ragazzi molto forti e equilibrati. Molti si aspettavano la nostra vittoria dopo i grandi successi di Tarbes, ma le competizioni a squadre sono sempre una storia a parte. Perdere dalla Svizzera ci poteva stare e poi i nostri hanno vinto tutte le altre partite, comportandosi onorevolmente con il quinto posto finale.”

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