Riccardo Bellotti riparte da Padova

di - 9 giugno 2018
La premiazione al Tennis Club Padova - foto Papetti

Più forte della fatica, di un dolore al braccio e del calo fisico nel terzo set della finale, e soprattutto più forte della favola di Johan Nikles. Nella terza edizione degli Internazionali Città di Padova, Riccardo Bellotti è stato semplicemente una spanna sopra a tutto e a tutti. Ha dovuto giocare quattordici set in una settimana, evitando di ricorrere al terzo solamente nei quarti di finale. Alla fine è riuscito a mettere le mani sul titolo, spuntandola per 6-1 3-6 6-3 in una finale dai mille volti contro la sorpresa Nikles, giunto a giocarsi il titolo dopo essere partito addirittura dalle qualificazioni, grazie a otto vittorie in otto giorni. La sua rincorsa all’assegno più corposo e ai 18 punti Atp in palio sembrava tramontata dopo l’avvio super del 26enne italo-austriaco, salito 6-1 1-0 e servizio con un parziale di sei giochi consecutivi. Invece, è rifiorita quando le fatiche dei giorni scorsi hanno pesato soprattutto sulle gambe dell’azzurro, e il 21enne di Gienvra è riuscito a cogliere l’occasione per rientrare in partita, riprendendo a coltivare il sogno del suo secondo titolo in carriera. Quando ha aperto il terzo set con un parziale di otto punti di fila l’esito sembrava scritto, anche perché l’azzurro ha chiesto l’intervento del fisioterapista per sciogliere i muscoli di spalla e avambraccio, ma contro Bellotti non è mai finita. Anzi, la vera battaglia doveva ancora iniziare. Di colpo gli schemi sono saltati, i servizi hanno perso incisività e il match si è trasformato in un duello di fisico e di nervi, uno dei territori preferiti di Bellotti. È così che “Rico” ha costruito il suo piccolo capolavoro, vincendo sul 3-3 un settimo game cruciale, da 24 punti e una decina di minuti. Ha salvato la bellezza di sei palle-break, è passato per la prima volta a condurre nel set decisivo e poi è scappato via, fino all’urlo di gioia che ha accompagnato fuori l’ultima risposta dell’avversario, sul primo match-point, dopo 2 ore e 3 minuti di gioco.

Per Bellotti è il secondo titolo nel Futures del Tennis Club Padova dopo quello nell’edizione inaugurale del 2016, ma i due trionfi hanno un sapore totalmente diverso. Due anni fa Riccardo aveva piantato in città una delle bandierine che gli hanno regalato il record mondiale di titoli Futures in una sola stagione, ben nove, mentre 24 mesi più tardi prova a rilanciare dal Veneto la sua carriera, frenata dalla rottura di un tendine della mano destra. L’ha costretto ad andare sotto i ferri lo scorso settembre, tenendolo ai box per sei mesi e facendolo scivolare fuori dai primi 500 della classifica mondiale Atp, ma a poco più di un mese dal rientro ha di nuovo un titolo in tasca, il ventinovesimo (!) in carriera a livello Futures. “Fra tutti i miei successi – ha detto durante la cerimonia di premiazione, davanti ai tantissimi presenti –, questo è forse il più importante, visto che è il primo dopo lo stop per infortunio. Nel corso della settimana non sono mai riuscito a giocare il mio miglior tennis, ma ho lottato per portare a casa ogni partita, e questo è l’aspetto più importante. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno aiutato: qui torno sempre molto volentieri. Dal mio punto di vista è uno dei tornei Futures più belli al mondo”. Un attestato di stima che arriva da chi di tornei ne frequenta tanti, e riempie di gioia i volti degli organizzatori, guidati dal direttore del torneo Marco Crugnola. A lui il bilancio finale: “è stata un’ottima edizione – spiega – e le parole di Bellotti non possono che farci piacere. Si è visto tanto bel tennis e i numeri parlano di più di 250 racchette incordate, oltre 2.000 pasti serviti, oltre 6.000 chilometri percorsi con le auto della trasportation e tanto altro. È il risultato di un’organizzazione rodata e attenta alle esigenze dei giocatori. Malgrado il maltempo ci abbia creato qualche problema, grazie all’aiuto degli oltre venti membri dello staff siamo riusciti a chiudere alla grande”. Il pubblico ha apprezzato, e non poteva essere altrimenti.

Singolare. Finale: [6] Riccardo Bellotti (Ita) b. [Q] Johan Nikles (Sui) 6-1 3-6 6-3.

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