Virginia Ferrara e Peter Buldorini campioni italiani under 12

di - 19 settembre 2016
Virginia Ferrara e Giorgia Pedone

Nel prestigioso scenario del Tennis Club Alberto Bonacossa di Milano, che ha visto passare dei propri campi tantissimi futuri campioni e campionesse del tennis mondiale, si è svolta la scorsa settimana la 74° edizione della Coppa “Porro Lambertenghi”, valevole per l’assegnazione dei titoli nazionali di singolare e di doppio per la categoria under 12.

Nel torneo femminile c’è stato l’assoluto domino della coppia palermitana formata da Virginia Ferrara e Giorgia Pedone, che in coppia hanno vinto il torneo di doppio e si sono affrontate nella finale del singolare. La netta supremazia delle due ragazze siciliane è testimoniata dalla competizione del doppio, in cui hanno lasciato sempre e solo le briciole a tutte le avversarie che hanno affrontato. Dopo l’esenzione a disputare il primo turno per la testa di serie numero 1, hanno battuto Pastorello-Divina per 6-0 6-0, poi, nei quarti, Cambria-Licitra per 6-2 6-1, in semifinale Rizzetto-Valente per 6-0 6-2 e anche in finale hanno lasciato solo 4 giochi alle proprie avversarie Veronica Sirci e Letizia Migani, vincendo per 6-2 6-2.

Nel singolare le due palermitane sono arrivate a giocarsi la finale lasciando un solo set a tutte le avversarie e la finale, combattutissima, è stato il degno epilogo di un torneo giocato ad altissimo livello da parte di entrambe. Alle fine l’ha spuntata Virginia Ferrara, che dopo oltre due ore di gioco, ha superato Giorgia Pedone con il punteggio di 2-6 6-2 7-5. In semifinale la Ferrara aveva superato Giulia Martinelli per 4-6 7-5 6-1 e la Pedone aveva avuto vita più facile vincendo con Veronica Sirci 6-3 6-2. Nei quarti la Ferrari aveva superato Angelica Giovagnoli e la Pedone Emma Rizzetto, negli ottavi le due finaliste avevano superato rispettivamente Benedetta Sensi e Federica Urgesi.

Se nel tabellone femminile il pronostico è stato ampiamente rispettato, in quanto sono arrivate alla finale le prime due teste di serie, nel tabellone maschile invece c’è stata la grande sorpresa del vincitore Peter Buldorini, accreditato al via solo della quinta testa di serie. Peter è un ragazzo di Recanati e si allena nel locale circolo tennis intitolato a Francesco Guzzini, ha già partecipato a diversi stage e ad alcune trasferte organizzate dalla federazione.

Nella finale Peter Buldorini ha avuto la meglio su Jacopo Bilardo, forlivese, testa di serie numero 2 e già vincitore di diversi tornei della categoria. Buldorini ha avuto la meglio sull’avversario con il punteggio di 6-4 6-4. Buldorini ha dimostrato di meritare il titolo nazionale, avendo battuto, oltre la testa di serie numero 2 in finale, anche la prima testa di serie del torneo, il principale accreditato dei pronostici della vigilia, Giammarco Gandolfi.

Fino alle semifinali il cammino di Gandolfi era stato molto rapido e semplice, avendo vinto tutte le partite in due rapidi set contro Stracquadini, Giammario, Migliardi e Baldisserri nei quarti. Il semifinale invece, a sorpresa ha avuto la meglio Buldorini con il punteggio di 6-4 6-4.

Le maggiori difficoltà per arrivare al titolo nazionale, Peter Buldorini le ha incontrate nei quarti di finale quando ha dovuto sudare per oltre due ore di gioco per avere la meglio in tre set del romano Niccolò Ciavarella, che si è alla fine arreso con il punteggio di 5-7 7-6 6-3.

Fino ai quarti di finale invece il cammino di Buldorini era stato piuttosto semplice, avendo battuto, nell’ordine, Mattia Ricci, Francesco Modugno e Lorenzo Ferri, sempre in due rapidi set. Nella parte bassa del tabellone, Jacopo Bilardo ha rispettato il seeding, arrivando in finale con la sua testa di serie numero 2, battendo nell’ordine Valerio Giordani, Francesco Testori, Manfredi Graziani, Niccolò Dessi e, in semifinale, Marco Cinotti, tutti incontri vinti da Bilardo in due set senza troppi problemi.

Infine nel doppio maschile, la coppia favorita, formata dalla coppia Niccolò Ciavarella e Daniele Minighini, prima testa di serie del tabellone, ha rispettato il pronostico andando a vincere il torneo, ma solamente dopo una finale combattutissima, al cardiopalmo, finita col punteggio di 4-6 7-6 10-6 contro la coppia formata da Jacopo Bilardo e Giammarco Gandolfi, accreditata al via della seconda testa di serie.

La coppia vincitrice del titolo tricolore, Ciavarella-Minighini, nel cammino verso il trionfo finale non aveva perso nemmeno un set, avendo superato al primo turno Barbaro-Parolini con un duplice 6-0, al secondo turno, Giammario-Gatti per 6-1 7-5, ai quarti di finale Tammaro-Modugno per 6-4 6-3 e in semifinale Lorenzo Ferri e Federico Scotuzzi con un duplice 6-3.

Dall’altra parte del tabellone, anche Bilardo-Gandolfi avevano fatto un percorso netto per arrivare alla finale, senza lasciare set agli avversari di turno, battendo prima Marino-Schiera per 6-1 6-2, poi Persi-Testori per 6-1 7-5, poi nei quarti De Gasper-Figi per 6-3 6-2 e in semifinale Veneziani-Arleo con il punteggio di 7-5 6-3.

 

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6 commenti

  1. Paolo Ghirardato

    Scusate, ma dire che “nel tabellone maschile invece c’è stata la grande sorpresa del vincitore Peter Buldorini, accreditato al via solo della quinta testa di serie” mi sembra un po’ fuori luogo. Peter Buldorini ha vinto il campionato italiano under 11 l’anno scorso! Semmai si tratta di un errore di valutazione del settore tecnico della FIT (che ad onor del vero il più delle volte ci azzecca) nell’assegnare le tds del campionato.

  2. Alessandro Nizegorodcew

    Ciao Paolo, ci può stare come valutazione anche su ad esempio al Lemon Bowl, torneo che ho seguito a inizio 2016, erano andati in fondo Ciavarella e Minighini. Grazie comunque per il commento, ogni valutazione posta in maniera educata e costruttiva è apprezzata e ci aiuta a crescere

  3. monet

    ale dovrersti mettere l’argomento in cui si discute ,nella nuova impostazione manca e si fa confusione

  4. bogar67

    Paolo Ghirardato
    La tds nr. 5 a Buldorini nasce dalla convinzione dei tecnici federali già in estate con le convocazioni in summer e nation cup. Convinzioni ribadite agli assoluti che il bimbo vincendo ha smentito., si potrebbe chiamare desiderio di rivalsa. Tuttavia in generale non riferito a questo singolo caso sarebbe deleterio per la crescita di un ragazzino mettere pressione per una mancata convocazione in nazionale, in un raduno, in un centro periferico etc. Unica cosa che conta è un percorso formativo (se tentare di fare il giocatore è un obiettivo) dove fino ai primi itf e anche dopo tendente al miglioramento tecnico atletico e mentale e non al risultato. Chiaro comunque che se si lavora bene si vince anche in età precoce. Invito tutti tra cui il buon nikolik a vedere il percorso della prossima top 100 ora 157 Rebecca Smarkova quando aveva 12/13 anni su coretennis.net

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