Dragonet, la rivoluzione del tennis tra tecnologia e innovazione

di - 5 Gennaio 2019
Alessandro Spedaliere
Alessandro Spedaliere, ideatore di Dragonet

Quando l’amore per il tennis e quello per la tecnologia si incontrano, il prodotto che ne deriva non può che lasciare tutti a bocca aperta. Sui campi del Lemon Bowl si fa largo Dragonet: non una semplice macchina sparapalle ma un vero e proprio strumento che può essere utilizzato dal semplice appassionato sino ai maestri per scopi didattici. “Sembra il rimbalzo vero, con mezz’ora di Dragonet saresti già pronto per la partita“, “E’ divertente, e somiglia ad un allenamento“, “La cosa bella è che non hai bisogno di tanto spazio per giocarci“: queste le parole di alcuni piccoli tennisti in erba che hanno preso d’assalto la macchina sui campi del New Penta 2000.

Dragonet è una creazione di Giuseppe e Alessandro Spedaliere: papà, giocatore ma affetto da epicondilite, e figlio, appassionato di robotica. “Arrivava sempre in ritardo sul rovescio, il nostro scopo era fargli colpire più palle possibili e l’unico spazio che avevamo a disposizione era il capannone della nostra azienda – ha detto Alessandro, che poi spiega il semplice funzionamento – L’app, che funziona sia su iOS che Android, permette di personalizzare colpo per colpo ogni allenamento, di cambiare spin, traiettorie, frequenze di lancio delle palle. I feedback sono positivi, tutti i ragazzi che l’hanno provata se ne sono innamorati ma non finisce qui: questo è solo il punto di partenza, tra le idee c’è anche una rete smart. Ci aspettano tante sorprese“.

“Innovativo per il quale non c’è bisogno di raccogliere le palle in campo e ciò comporta una minor usura della macchina – ha commentato Marco Dominici, maestro del New Penta 2000 – E’ un qualcosa di intelligente che permette un utilizzo didattico con il maestro vicino all’allievo: in questo modo si può controllare l’utilizzo di Dragonet e dare allo stesso tempo suggerimenti. Con un po’ di inventiva, che ai maestri con una certa esperienza non manca di certo, è possibile inventare tantissimi esercizi. Per esempio con una mia allieva ho immaginato di far giocare il rovescio nell’angolo del dritto e viceversa, utilizzando la macchina per spostamenti rapidi. Al New Penta stiamo pensando di acquistarla“, ha concluso.

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