Diario di bordo, day 4 Roland Garros 2018: gioia Trevisan, sospiro Giannessi. Schiavone da…copertina

di - 24 maggio 2018

da Parigi, Alessandro Nizegorodcew

(Foto Twitter Stefano Berlincioni)

Tanti italiani in campo, tanti sogni da inseguire. Ad aprire le danze sono Martina Trevisan (contro la giovane Marta Kostyuk), Stefano Napolitano (contro il ceco Kolar) e Simone Bolelli (opposto al giapponese Uchiyama). Poco da citare per quanto riguarda Napolitano, che gioca piuttosto male ed esce sconfitto al secondo turno delle qualificazioni del Roland Garros. Un peccato per il piemontese che lo scorso anno, partito dal tabellone cadetto, riuscì a raggiungere il secondo turno del main draw.

Martina Trevisan invece oggi è in giornata di grazia. Non sbaglia nulla tatticamente, spinge bene con il suo dritto mancino e manda al manicomio l’enfant prodige Marta Kostyuk. La toscana si perde un po’ al servizio, cedendo tanti punti con la seconda, ma nel complesso gioca un match intelligente, solido e qualitativo. Martina per la prima volta raggiunge il terzo turno di ‘quali’ in un Slam grazie al doppio 6-3 inflitto alla Kostyuk, classe 2002, in lacrime tra le braccia della mamma a fine match. La Trevisan, nonostante la febbre non la lasci ancora in pace, è a dir poco raggiante.

Dopo aver scambiato due battute con Martina (trovate l’intervista qui), ci spostiamo sul nuovissimo campo 18, il nuovo quarto campo in ordine di importanza nonché ‘Centrale’ delle qualificazioni. Simone Bolelli ha vinto un set combattutissimo al tiebreak (annullando set point sul 5-6) con il giapponese Uchiyama ma, appena io e Stefano Berlincioni giungiamo sul campo, ‘Bole’ realizza il break nel secondo set mettendo una serissima ipoteca sull’incontro. Assistiamo ad alcuni dritti di Simone che tolgono il fiato e Bolelli chiude 7-6 6-3. Domani sfida complicata con Santiago Giraldo. Saluto velocemente la sempre simpatica Ximena, moglie di Simone, per poi realizzare l’intervista con l’azzurro (che trovate qui). Il tennis di Bolelli sta funzionando molto bene e finalmente sembra stare a posto dal punto di vista fisico.

Iniziano Deborah Chiesa sul campo 16 e Stefano Travaglia sul numero 6. Io e ‘Berli’ guardiamo insieme i primi game della trentina (che guida 4-3 in lotta) per poi dividerci. Lui rimane da Debby, io mi sposto da Stetone, che affronta Gulbis. Mi siedo vicino a coach Federico Torresi. Si capisce subito una cosa: Gulbis ha voglia di giocare (non è così scontato) e lotta praticamente su tutti i punti. Stefano va subito sotto di un break, lo recupera, ma finisce per perdere il primo set 6-3. La percentuale di prime è intorno al 40% e il lettone risponde spesso vincente.

Nel secondo il match è più equilibrato. Prima a salvarsi è Stefano, poi Gulbis (dopo aver disintegrato una racchetta). Intanto arriva, direttamente dall’aeroporto, Thomas Fabbiano a sostenere il compagno di allenamenti. Si arriva al tiebreak e tutto fa pensare a un successo del lettone, salito in un batter d’occhio 6-2. Ma Stefano non ci sta: servizio vincente (6-3). Doppio fallo Gulbis ed errore di rovescio (6-5). Prima vincente di Travaglia (6-6). Si gira. Scambio bellissimo e palla corta vincente di dritto di Stetone (6-7 Italia). Ace di Gulbis (7-7). Altro scambio e rovescio out (7-8). Set point Travaglia. “Tu dove serviresti?” – mi chiede Torresi. Non faccio in tempo a rispondere che Stefano tira un ace a 200 km/h a uscire. “Esattamente lì” – rispondo ridendo. Si va al terzo. Intanto la Chiesa vince un gran match. Avanti 6-4 4-1 si ritrova a dover annullare un set point sul 4-5, ma riesce a salvarsi e a chiudere. Il match lo sta seguendo Berli (che riesce ad intervistare Debby a fine match, ecco qui le sue parole).

I due giocatori escono dal campo. Si riprende dopo alcuni minuti. Gulbis non sembra affatto turbato per aver perso un set praticamente vinto. Probabilmente è abituato. Serve bene e si porta 1-0. Stefano nel suo primo turno di battuta si procura tre possibilità dell’1-1 ma le gioca male, continuando a servire poche prime in campo. Il 6-1 definitivo per Gulbis è un po’ severo per quanto visto nel parziale, ma i punti importanti nel match, ad esclusione del tiebreak, li ha vinti tutti ‘Ernesto’, che ha meritato la vittoria. Intanto vince anche Francesca Schiavone contro la Loeb. Schiavone in copertina sul programma del giorno… ogni giorno al Roland Garros. Ovviamente!

Ci spostiamo rapidamente sul campo 9, dove Alessandro Giannessi ha appena chiuso 7-2 il tiebreak del primo set contro Tobias Kamke. Il secondo, un po’ come accaduto contro Gerald Melzer, è praticamente una formalità. ‘Gianna’ gioca carico, profondo, servendo bene e non sbagliando nulla, mentre Kamke, che nel primo set aveva fatto numeri pazzeschi, va fuori giri. Il 6-2 del secondo set è meritatissimo e lo sguardo al cielo, con un sospiro lungo un minuto, lascia intuire la gioia di Alessandro, che mi spiegherà poi il tutto nell’intervista post partita (che trovate qui). Uscendo dal campo Giannessi chiede: “È derby oppure Gulbis?”. Risposta: “Gulbis, niente derby”. Sarà infatti Gulbis vs Giannessi all’ultimo e decisivo turno di qualificazione.

Sono le 15 circa. Momento del pranzo. Per la prima volta né io né Berli abbiamo portato nulla da mangiare da fuori e siamo costretti a recarci in uno dei fast food interni. Hamburger e patatine. Nel frattempo un tizio cerca in tutti i modi di non addormentarsi sul tavolino del ‘ristorante’ (parola non adatta in effetti), ma la speranza è vana. Dorme che è un piacere. Il suo torcicollo al risveglio è quotato 1.05.

Dovendo sbrigare alcune questioni di lavoro torno a casa dopo il pranzo, mentre alcuni match sono ancora in corso. Lascio Berli a godersi le gesta di Magdalena Frech e rientro in appartamento. Domani ultimo turno di qualificazioni.

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