Il ritiro di Daniela Hantuchova e il nuovo capitolo della sua vita

di - 8 luglio 2017
Daniela Hantuchova - Foto Ray Giubilo

Quando chiudiamo un capitolo della nostra vita, si apre quello successivo

È una di quelle frasi che acquisiscono improvvisamente un senso in determinati momenti della vita. Probabilmente questo è uno di quei giorni per Daniela Hantuchova, ormai ex giocatrice del circuito. Un annuncio arrivato mediante un video girato all’interno dell’All England Club durante il suo torneo preferito, Wimbledon. Il ritiro è una scelta difficile per qualunque sportivo, è arduo mettersi alle spalle una carriera per la quale si sogna ogni giorno fin da quando si è bambini, per la quale si sono fatti sacrifici, sudando e soffrendo. Ma ogni viaggio arriva al capolinea e Daniela ha riconosciuto la sua fermata.

Crollata in classifica oltre la 300esima posizione, la campionessa slovacca ha avuto anche una frattura da stress alle costole durante il torneo di Madrid che ha probabilmente reso più semplice questo addio al tennis che conta, anche se i grandi palcoscenici li aveva ormai abbandonati da diverso tempo. Professionista ormai da 18 anni, non vi è torneo che Daniela non abbia giocato anche se indubbiamente i suoi migliori ricordi si annidano in qualche appuntamento specifico del calendario, a partire dalla sua “casa” tennistica: Indian Wells. Per ben due volte ha alzato al cielo quel trofeo: una prima volta da enfant prodige a soli 18 anni nel 2002 battendo in finale Martina Hingis e annunciando al mondo l’arrivo di una nuova stella; la seconda volta 5 anni dopo, nel 2007, superando in finale un’altra campionessa come Svetlana Kuznetsova dando il via al suo secondo miglior biennio (dopo appunto il 2002/2003). Tante cose sono accadute tra quei due trionfi, tante le volte in cui ha alzato le braccia al cielo da vincitrice, molte le volte in cui non ha saputo essere all’altezza delle aspettative. Essere considerata l’erede della scuola cecoslovacca non ha dato serenità alla ragazzina dalle lunghe gambe, arrivata a sfiorare l’anoressia prima di ritrovare l’equilibrio interiore. Le lunghe gambe, il suo segno distintivo. Le fu persino chiesto in un’intervista se sapesse quanto erano lunghe. “Non saprei, credo un metro e venti circa” rispose ridendo la nativa di Poprad; in fondo non era andata nemmeno così lontana dalla misura corretta – o almeno quella che si crede tale – ovvero 111 cm. Tanto belle da vedere quanto difficili da controllare, tanto che la mobilità è sempre stata il punto debole, la chiave mancante per quello step in più.

Il tennis è nel mio DNA” ha affermato nel suo video d’addio, evidenziando che il legame con questo sport è troppo forte per essere spezzato, poiché diventa esso stesso la tua intera vita, ingloba ogni singolo istante di ogni giornata. L’ex numero 5 del mondo ribadisce di abbandonare solo la parte dello sport legata al viaggiare per 10 mesi all’anno con la borsa in spalla ma non lascia il tennis, pensando già alla possibilità di giocare i match esibizione tra le leggende. Daniela negli ultimi anni si è dedicata a tanto altro, in particolare creando una linea di barrette energetiche dedicate agli sportivi e non; la linea si chiama D-One ed è ufficialmente in commercio da qualche mese. Oltre all’amore per il tennis – che è la cosa per cui vorrebbe essere ricordata – la slovacca ha infatti la passione per l’economia e il business, quella per le lingue (ne parla diverse, tra cui inglese, tedesco e italiano) e per il pianoforte, strumento che ha studiato per 9 anni e con il quale si è esibita più di una volta anche davanti alle telecamere.

Nel video d’addio parla anche dei grandi privilegi della sua carriera da professionista, tra cui giocare per la Slovacchia in Fed Cup e alle Olimpiadi (oltre che in Hopman Cup) regalando alla sua nazione anche il titolo di campionessa del mondo nel suo anno magico, il 2002. Fin dall’esordio nel circuito Daniela ha dato tutto per la Slovacchia, mostrando un attaccamento alla maglia ricompensato dall’Heart Award, il premio dato alle giocatrici più amate della competizione a squadre. Ha portato la Slovacchia alla vittoria anche nella Hopman Cup nel 2005, mancando invece l’obiettivo della medaglia olimpica.

Tra i grandi successi della sua carriera vi è ovviamente il Career Grand Slam di doppio misto, disciplina in cui ha vinto tutto con diversi compagni.

La slovacca ha saputo farsi notare anche fuori dal campo, posando per diverse riviste. Il servizio fotografico maggiormente al centro delle attenzioni è stato indubbiamente quello per Body Issues, per il quale ha posato completamente nuda senza mai perdere la classe che l’ha contraddistinta in tutti questi anni.

Come si poteva immaginare conoscendola, l’addio della bella Daniela si conclude con il saluto ai fans. “L’aver potuto condividere questo viaggio con voi significa tutto per me, e non è ancora finita”. Parole che fanno piacere ai tanti tifosi che l’hanno sostenuta, amata ed incoraggiata in ogni torneo. L’unico piccolo rimpianto è la mancanza di quel guizzo, quella scintilla che, unita all’occasione, ti porta a vincere un torneo dello Slam. Ma ora come ora poco importa, non è il momento di pensare al passato, bensì di prendere i meriti della grande fatica fatta in questi anni e dei risultati ottenuti, volgendo già lo sguardo verso il futuro. Daniela ha parlato della difficoltà di prendere questa decisione, ma un giorno all’improvviso ha capito che senza andare in palestra si sentiva bene, così come si sentiva bene nel dedicarsi ad altro. “Non potevo scegliere un momento migliore”, ed in effetti sembra proprio così. La sua gioia nel potersi fermare in un luogo, passare più tempo con la famiglia e cominciare a pensare di metterne su una propria supera di gran lunga la malinconia per questo saluto finale.

In questi anni Daniela è caduta più volte, ha avuto infortuni e periodi neri ed ogni volta gli appassionati si sono ritrovati a sperare che si rialzasse, che tornasse forte e che mostrasse a tutti quanto valesse. Questa volta è diverso, questa volta Daniela è più forte che mai ed è pronta a mostrare quanto sia vincente anche fuori dal campo. Dunque per un’ultima volta e con gli occhi lucidi: Pod’me Daniela, e che questo nuovo capitolo sia il migliore mai scritto.

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