Massimo Ocera, dal tennis alla poesia

di - 13 marzo 2012

di Marco Caldara (articolo tratto dal portale Tennis.it)

Sarnico (Bergamo). Siamo soliti pensare agli atleti professionisti dei giorni nostri come degli energumeni un po’ superficiali, concentrati solo su racchette e palline. Spesso lo sono, ma fortunatamente non sempre. Ed è così che nascono belle storie da raccontare, come quella dell’ex professionista torinese Massimo Ocera, numero 380 del mondo nell’agosto del 2005. Capace in carriera di conquistare cinque tornei Futures, Massimo è stato considerato per anni uno dei giovani azzurri dal talento più cristallino, essendo dotato di un gioco vario e brillante, in particolare di un rovescio a una mano fantastico. Mancato líassalto alle vette più alte della classifica, Massimo ha deciso di abbandonare l’attività internazionale alla fine del 2006, per dedicarsi al lavoro di maestro di tennis (al Tc Sarnico, in provincia di Bergamo), pur rimanendo impegnato in tornei nazionali e competizioni a squadre. Ma non solo. Ha finalmente potuto buttarsi a capofitto (e con discreto successo) nell’attività letteraria e musicale, da sempre la sua passione numero uno.

Ed è così che a metà 2009 è nata, quasi per caso, una prima raccolta di poesie, titolata Inattesa. Inattesa perché nemmeno lui aveva in progetto di render pubbliche le sue opere, scritte quasi per divertimento, spesso in viaggio, col desiderio di mettere su un foglio di carta alcuni momenti interessanti e significativi delle sue esperienze di vita. Un giorno trovò l’annuncio di un concorso, mandò una serie di poesie, e venne selezionato. Una bella soddisfazione, ma non sufficiente a placare la vena artistica dell’autore, rimasto con ancora tante vicende da raccontare, tanti temi da trattare. Non contento, quindi, Massimo si è nuovamente messo al lavoro, e nel dicembre del 2011 la casa editrice Albatros Il Filo (la stessa di ‘Inattesa’) ha accolto con piacere il suo secondo lavoro, pubblicando un’altra raccolta di poesie, dal nome Scintille. “Tra il primo e il secondo libro c’è una differenza abissale, spiega l’autore. “Ai tempi in cui scrissi le poesie che poi sono state raccolte in Inattesa avevo appena conosciuto la mia ragazza, mentre Scintille l’ho scritto da sposato e con un figlio. In questi due anni e mezzo la mia vita è cambiata completamente, e così sono molto diverse anche le poesie. Innanzitutto sono più corte, ma anche più dirette, più immediate. Inattesa era nato per caso, questo invece l’ho voluto, e perciò dice le cose che volevo dire, indirizzate a soggetti definiti, spesso con termini di dialogo. Questa cinquantina di componimenti sono più a fuoco, più diretti.

E come se non bastasse (ma, da uno che non lascia nulla al caso, c’era da aspettarselo) c’è una storia da raccontare anche dietro alla copertina del libro, un’immagine misteriosa raffigurante líautore che si incammina solo, apparentemente senza destinazione, in un fitto bosco, in direzione opposta allíosservatore. La fotografia, scattata a Bremerhaven, è opera di Alberto Giraudo, tennista e amico di Ocera, che si trovava con lui nella cittadina a nord della Germania per un match di Bundesliga, il campionato a squadre tedesco. “Quello è il posto in cui mi ritiravo per meditare sui più svariati argomenti, e nel quale sono nate anche alcune delle mie poesie. Un anno ci ho trascorso veramente tanto tempo, in quanto avevo un fiume di emozioni e problemi in testa, e sentivo il bisogno di starmene da solo a riflettere, riflettere, e riflettere ancora. Un giorno, tra i più svariati pensieri, mi è venuto in mente che quel posto a me tanto caro sarebbe potuto diventare la copertina di Scintille. E così è stato.

Famoso nell’ambiente per la sua stravaganza nel look ed eccentricità, “Oc”, come soprannominato da amici e colleghi, ha sempre avuto nella musica una preziosa fonte di ispirazione. “La musica è una presenza fissa nella mia vita, è sempre stata al primo posto. Sono un fanatico di Fabrizio De Andrè, ma anche di Tom Waits, dei Radiohead, solo per fare qualche nome, e poi il blues. Mi piace chi dagli strumenti lancia vibrazioni curative, e davvero in pochi lo sanno fare”. E per rendere omaggio a questi ‘pochi ma buoni’, nell’ottobre del 2010 Massimo ha aperto un blog musicale (dal titolo ‘Orizzonti suonati‘), all’interno del quale inserisce e commenta, con impressioni e sensazioni del momento, canzoni dei più svariati. Uno spazio dove discutere e confrontarsi sulla musica, conoscere e apprezzare nuovi autori. Ascoltare.

Massimo Ocera esulta durante un match di Bundesliga

Ma non è finita qua. Il desiderio di dedicarsi sempre più alle sue passioni ha infatti portato Massimo a creare, insieme a due amici, un piccolo gruppo musicale (denominato ‘Balzi del mulo‘), per realizzare un vero e proprio spettacolo intorno alle poesie del suo ultimo libro. Insieme ne hanno scelte alcune che avessero un filo logico e un ‘taglio’ simile, e gli hanno messo una musica di sottofondo, creando una sorta di canzoni parlate, con un lettore, l’autore che suona la chitarra, e un terzo uomo impegnato fra violino e percussioni di ogni tipo. ´L’idea dello spettacolo musicale è nata in appoggio al libro, come presentazione, ma col passare del tempo è diventata un importante progetto a sè, ha spiegato Ocera. ´Mi dà la possibilità di portare in giro qualcosa che contiene sia una sfaccettatura artistica che la musica, e con i miei due amici ci stiamo provando. Siamo alle prime armi, e senza troppe pretese, ma secondo me ne è uscito qualcosa di molto piacevole. La speranza è che col tempo il progetto si diffonda. La ciliegina sulla torta sarebbe avere la possibilità di registrare il tutto in studio, magari con qualche modifica e aggiunta, e realizzare un cd vendibile nei negozi.

Pensa in grande Massimo, ma fa bene, in quanto piano piano la voce si sta spargendo e il gruppo inizia a raccogliere la simpatia della gente. ´La prima esibizione, andata in scena a fine gennaio a Cremona, è stata tutto sommato positiva. Io ero molto teso, in quanto era la prima esperienza musicale della mia vita, ma devo dire che sono rimasto abbastanza soddisfatto. Ci sono ancora tante cose da sistemare, ma a livello simbolico rimarrà sicuramente la più importante. ´Ora stiamo lavorando per la seconda data, che sarà venerdÏ 23 marzo alle 18 alla Libreria Del Corso, in centro a Milano. Una bella opportunità e un’occasione per farci conoscere. Col tempo speriamo di poter portare la nostra musica ovunque avremo la possibilità di suonare. Noi siamo disposti a girare anche in tutta Italia. Anzi, non ne vediamo l’ora. “Agli spettacoli – conclude Ocera – ci sarà anche la possibilità di acquistare il libro, che comunque è ordinabile in tutte le librerie d’Italia, e anche sul sito della casa editrice”. Tanti bei progetti. Che meritano eccome.

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4 commenti

  1. cesare veneziani

    L’elettronica no?
    Grande Ocera, io stesso podio: tennis, musica e letteratura.

  2. @Cesare
    Troppo facile così…
    Il mio podio: Federer, Bruce, Il gabbiano Jonathan Livingstone

    E su tutti…Moscato Fior d’arancio passito come vino per godere

    Comunque, ha più il look d’artista che da tennista 🙂

  3. Claudio Pistolesi

    Complimenti Oc! Forse mi sbaglio ma secondo me e ‘ una bella storia anche del tennis che non ti ha impedito di trovare la tua strada e anzi forse l’ ha aiutata . In bocca al lupo

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