Diario di bordo dal ChiassOpen, mercoledì: Hsieh Bastoncino Findus, giovani svizzere all’arrembaggio

di - 19 aprile 2017
Su-Wei Hsieh - Foto Michele Galoppini

Anche oggi non si può certo dire sia stata una giornata semplice per il ChiassOpen, torneo da $25.000 in corso al TC Chiasso e che sta battendo ogni record eolico nel mondo del tennis. Quantomeno oggi non è stato necessario interrompere i match per la sicurezza delle giocatrici e del pubblico (come raccontato ieri nel diario di bordo), ma il gelido vento da nord ha dato molto fastidio.

Il risveglio per fortuna è decisamente più soave: niente gatti esauriti, niente treni, niente di niente, se non una bellissima vista dalla finestra della camera d’albergo, dalla quale risaltava un cielo di un azzurro estremamente profondo, aiutato dalle raffiche di vento della notte, che contrastava con le colline sovrastanti Chiasso e poco più in là il Lago di Como. Colazione e via al circolo, constatando la presenza di un vento più gentile, molto più simile ad una brezza primaverile.

Come non detto e contestualmente all’inizio delle partite arriva il vento forte. Contentissima di questa notizia sconvolgente è soprattutto Su-Wei Hsieh, che da ieri gira al circolo come una sorta di fantasma seguita come un’ombra da due energumeni taiwanesi che, ipoteticamente, dovrebbero essere il suo coach ed il suo preparatore atletico; il problema è che in tre sono loquaci come Serena Williams in conferenza stampa post sconfitta con la Vinci, quindi il tempo condizionale è d’obbligo.

La più forte giocatrice di Taipei di sempre (alla fine, è stata no.1 al mondo in doppio e quasi top20 in singolare) scende in campo così vestita: pantalone tre-quarti attillato più gonnellino sopra, mentre nella parte alta con maglietta a manica corta, maglietta a manica lunga e… giubbotto smanicato imbottito, cernierato fino al gargarozzo. Come se non bastasse, i movimenti dal warm-up fino alla partita in corso, sono spastici e limitati all’indispensabili, ed ogni occasione è buona per riscaldarsi o per infilare le mani in tasca. Insomma, Sherazad Reix gioca per la prima volta in carriera contro un bastoncino Findus, probabilmente di pangasio vista la carta d’idendità.

In tutto questo disagio, la taipeana che non sarà in FedCup contro l’Italia, riesce anche a farsi male. Si procura un taglio alla mano e chiama prontamente il fisioterapista: la storia prende pieghe ancora più curiose, in quanto la Hsieh pretende che le venga applicato uno specifico, molto specifico, cerotto, di cui il fisioterapista non è dotato. La Hsieh, come detto, lo pretende e fa intendere che il suo coach (o il suo preparatore atletico, va a capire) ne ha a disposizione. Ma qual è il problema? Ovviamente il suo coach non può entrare in campo ed il suo coach non spiccica una parola di inglese, quindi il fisioterapista potrà solo mettere in atto vani tentativi per farselo dare da lui, prima di poterlo applicare alla mano della taipeana. Insomma, in qualche modo la storia si risolve (forse), ma la Hsieh viene eliminata lo stesso da un’ottima Reix. Pace amen, se ogni giorno dovesse essere così…

Se dovessi scegliere invece per chi questa giornata è positiva, sceglierei la Svizzera. Sì, c’è qualche sconfitta, ma generalmente le rossocrociate ben figurano: Rebeka Masarova gioca e vince una partita difficilissima contro una particolarmente in palla Lisa Sabino, della quale si sbarazza solo per 6-3 al terzo in un match molto divertente e ricco di capovolgimenti di fronte; Chiara Grimm ribalta il pronostico contro Laura Schaeder e passa al secondo turno vincendo al terzo; Jil Teichmann tiene duro contro vento ed Alberta Brianti (ufficialmente ripescata come lucky loser) e si porta agli ottavi: la Brianti ha diverse occasioni per ribaltare il punteggio o per mettere in difficoltà la giovane svizzera, che talvolta rimane sorpresa dall’alternanza di accelerazioni e cambi di ritmo della parmense, ma la Teichmann è sempre quella a fare un punto in più… certo avrà bisogno di 5 match point dopo averne sprecati 3 consecutivi (con 2 doppi falli e mezzo), ma la vittoria sarà sua. Di conseguenza, per l’Italia resta Jessica Pieri, che al secondo turno affronta proprio la Reix (peccato, avrei davvero voluto vederla contro il gioco particolarissimo della Hsieh).

Poiché il freddo esterno obbliga a passare più tempo all’interno per non perdere l’uso delle mani e della calotta cranica, in questo diario darò spazio a qualcuno/qualcosa di, più o meno, extra tennistico. Innanzitutto è tornata la Vittoria, la stalker addetta alla vendita dei biglietti della lotteria! Questo vuol dire che anche quest’anno i biglietti venduti saranno tantissimi… e che le speranze di vittoria per quanto mi riguarda sono tendenti a zero #maiunagioia. Scherzi a parte, ricordo ancora la bellissima chiacchierata avuta con lei alla fine del torneo del 2016, in cui la Vivi si era rivelata una persona davvero piacevolissima (nonché estremamente simpatica, ma quello lo si era intuito già dopo 5 minuti averla vista la prima volta).

Secondo personaggio che prende spazio nel diario di oggi è Riccardo che, parlando di persone piacevoli con le quali scambiare qualche chiacchiera interessante, non poteva che essere citato qui. Riccardo è l’eroe salvatore di tutte le giocatrici del torneo, poiché si prende estrema cura di tutte le loro racchette, incordate con precisione e velocità; in parte probabilmente sarà anche il mio eroe, poiché mi ha dato preziosi consigli su come far incordare la mia racchetta la prossima volta… chissà che non fosse l’incordatura a caso a farmi ottenere risultati così scarsi (sì sì, è sicuramente quello!). Nonostante la giovanissima età e la presenza a Chiasso, scopro che Riccardo ha già una carriera di incordatore alle spalle, ricca di aneddoti curiosi e che lo ha portato in giro per il mondo ATP ed in vari continenti, a rimettere in sesto anche gli attrezzi dei top players (anche i più top)… mica male, e che ci fa a Chiasso? Beh, quante volte ve l’ho detto che al ChiassOpen le ragazze vengono trattate come meglio non si può? Intendevo corde incluse!

Terza nota positiva, a chiusura della giornata, è il ritorno in treno. Lo so, ho detto “treno” e “nota positiva” nella stessa frase: prima classe in entrambi i convogli, a Milano Centrale ho preso una coincidenza precedente a quella prevista, che peraltro ha fatto solo 2 fermate invece delle 7 solite di questi regionali ed è addirittura arrivata con 10 minuti di anticipo… ed infatti ora sembra esserci l’apocalisse fuori casa: se sopravvivrò, ci risentiamo da Chiasso negli ultimi tre giorni di tornei.

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