Qualificazioni Wimbledon: Diario di bordo da Roehampton (day 4)

di - 30 Giugno 2017
Qualificazioni Wimbledon

Quarto giorno di qualifiche ed i match iniziano veramente a pesare (per la precisione per gli uomini pesano ben 35.000 sterline, il prize money del primo turno del tabellone principale) e non posso che iniziare la giornata dal match di Cagla Buyucackay contro la numero 1 under 18 (vincitrice di Wimbledon junior nel 2016) Anastasia Potapova


Match molto combattuto ma la giovane russa ha sempre lo spunto vincente nei momenti importanti, aiutata anche dal servizio nei momenti di difficoltà: un 64 64 tutto sommato giusto.


Dal campo della Potapova riesco a vedere anche il divertentissimo match tra la Kumkhum e la Jabeur, una battaglia di slice, palle corte, pallonetti e volèe da intrattenimento puro.
Finito il match di Cagla mi sposto su Rodionova-Kanepi con la russo-australiana che spreca un vantaggio di 5-1 nel terzo, ma ha nuovamente uno spunto stavolta decisivo sul 5-5.
Sul campo adiacente durante il warm-up mi accorgo di una buffa conversazione tra il doppista svedese Siljestrom ed il giudice di sedia, che gli intima di cambiare cappellino in quanto quello che indossa (completamente bianco all’esterno) è troppo nero all’interno. Lo svedese cerca nella borsa tutti i cappelli (e stranamente ne ha una decina almeno) ma sono tutti uguali quindi si rivolge al giudice dicendo “Ho giocato il primo turno ieri con questo cappello, ed anche l’anno scorso qua a Wimbledon e nessuno mi ha detto niente”, con il giudice che replicava “Lo so è una regola stupida, ma la devo far rispettare, per questo ho qua un cappello tutto bianco per te”. Siljestrom suo malgrado accetta ed inizia a giocare col cappello “conforme”.
E’ l’ora del match di Bolelli, sospeso sul 6-4 4-3* ieri con Menendez Maceiras a corto di energie ma stranamente il match riparte proprio da quelle condizioni ovvero con lo spagnolo non in grado di opporre resistenza a Simone e match che si conclude in 10 minuti.


Ultima italiana in campo, Jasmine Paolini, sul campo 2 affronta la croata Jana Fett e quando arrivo ha appena perso il primo set per 6-0. Pian piano (un po’ come il giorno precedente contro la Silva) Jasmine prende le misure alla croata ed inizia a contrattaccare e a fare sentire il peso della proprio palla: con una Fett molto nervosa l’italiana si aggiudica il secondo set per 6-1.


Intanto inizia il match di Travaglia ed allora posso seguire il match della Paolini solo da lontano: serve per il match sul 5-4, non riesco a vedere il primo match point ma sul secondo commette un doppio fallo che quasi tocca la linea di fondo e da lì a poco finirà per perdere 7-5. Dal momento che l’ultimo match che avevo visto della Paolini dal vivo era il match di quali al WTA Praga dove perse con Barthel (poi vincitrice del torneo) sprecando 3 match point direi che non le porto esattamente molta fortuna. Il coach della Buyucackay a fine giornata mi dirà che è rimasta molto impressionato da Jasmine e che in lei vede potenzialità ampiamente da top 70.
Piccolo inciso, la Fett è nota agli appassionati di sesso maschile per avere delle forme…che non lasciano indifferenti.


Fino al 4-4 nel primo set il match di Travaglia è equilibrato, con il canadese Polansky che gioca un tennis pulito ed aggressivo: da quel momento Steto infila una serie di 4 giochi tenendo un livello altissimo, sempre in spinta senza sbagliare nulla. Mi allontano per seguire altri match e vedo che purtroppo sprecherà il break di vantaggio sia nel secondo che nel terzo set.
Faccio un salto veloce sul campo 12 dove l’australiano Smith ed il cileno Garin danno vita ad una battaglia lunghissima: al cileno pare aver fatto bene l’allenamento di una settimana con Nadal perché tiene un livello molto alto sia al servizio che da fondo.
Sul 10-10 dopo aver sprecato molte occasioni riesce finalmente a brekkare l’australiano


e chiude senza troppi patemi 12-10


per la gioia del suo team


I tifosi cileni apprezzano talmente tanto che il mio account Twitter diventa trend a Santiago


Torno da Travaglia che conquista il quarto set


E dopo aver salvato un pericolosissimo 0-40 sul 4-4 del quinto inizia un game lunghissimo (circa 20 minuti) in cui si alternano match point e palle game: su alcuni match point Stefano avrebbe potuto osare di più ma Polansky ha molta più esperienza di lui a questi livelli e quando la posta in palio è così alta trovare il coraggio di spingere non è facile per nessuno.
Si arriva al decimo (!) match point e Stefano finalmente prende in mano lo scambio e chiude uno smash a rimbalzo, lasciando andare sull’erba di Roehampton


Una soddisfazione più che meritata sotto gli occhi di coach Gorietti per un giocatore che ha dovuto troppo spesso ripartire da zero a causa degli infortuni.

(foto Travaglia credit Mert Ertunga)
Da lì a poco un altro Stefano(s) avrebbe raggiunto il Main Draw, il greco Nextgen Tsitsipas dopo una lunga battaglia di 5 set (era sotto di un break nel quinto)


Si conclude così un’altra (lunghissima) giornata sui campi in erba, in attesa di domani dove si giocherà il turno decisivo delle donne più il match tra Bolelli e Pedro Sousa, con entrambi che hanno chiuso oggi il match di secondo turno e che quindi hanno beneficiato del riposo (sebbene entrambi i match siano durati dalla ripresa meno di 20 minuti).

(foto Travaglia credit Mert Ertunga)

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