WTA Linz: Magdalena Rybarikova si prende la finale. Eliminata Viktorija Golubic

di - 14 ottobre 2017
Magdalena Rybarikova - Foto Mathias Schulz

Foto di Mathias Schulz

Sarà Magdalena Rybarikova domani, all’Upper Austria Ladies Linz 2017, ad affrontare nell’ultimo atto del torneo la ceca Barbora Strycova, che aveva precedentemente eliminato Mihaela Buzarnescu. La slovacca ha sconfitto oggi in un match estremamente equilibrato Viktorija Golubic, la finalista del 2016, accedendo così alla sua prima finale WTA da New Haven 2014. La Rybarikova ha sconfitto la svizzera per 6-4 6-4, nonostante un problema fisico accusato nel secondo parziale.

Ci si aspettava un match interessante e divertente tra Rybarikova e Golubic, poiché entrambe dotate di un tennis più o meno vintage e vario, ed infatti così è stato e lo si è capito fin dai primi minuti di match, conditi da diversi scambi interessanti. La Golubic è stata la prima a rompere gli indugi, brekkando la slovacca e scappando sul 4-1 con un break di vantaggio. Il gioco complicato e ricco di tagli e variazioni della Rybarikova ci ha messo un po’ ad ingranare, colpito e scalfito dalle accelerazioni di rovescio della Golubic che ad una mano riesce sempre ad essere estremamente efficace sia in diagonale che in lungolinea, ma è proprio dal sesto game che sono arrivate le prime fiammate: ed infatti, dall’1-4 a suo sfavore, il punteggio è velocemente tramutato in un 6-4, che ha chiuso il primo set.

Colei che ad inizio anno era numero 453 del ranking a causa di due operazioni (ginocchio e polso) e che mal che vada dopo Linz sarà al best ranking alla posizione 26, non ha però poi cominciato nel migliore dei modi il secondo parziale. Sotto 0-1 senza break, è stata costretta a chiamare l’aiuto del fisioterapista, che in un lungo medical timeout ha provveduto a fasciare la coscia sinistra e la caviglia destra della Rybarikova. Tornata in campo, il match ha subito ritrovato giocate spettacolari, discese a rete, tagli precisi e vincenti molto apprezzati dal pubblico: entrambe sono riuscite ad esprimersi al meglio delle loro potenzialità ed il punteggio è evoluto in equilibrio. Tra un break ed un controbreak, la Rybarikova si è poi portata a servire per il match sul 5-4, non lasciandosi sfuggire l’occasione di chiudere la partita 6-4 6-4.

Per la slovacca, è un ritorno in finale dopo New Haven 2014, alla caccia di un titolo WTA che le manca da Washington 2013 (anche se quest’anno si è già tolta diverse soddisfazioni: top30, 4 importanti titoli ITF, semifinale a Wimbledon). Un titolo che ‘ruberebbe’ ad un’altra slovacca, visto che fu la Cibulkova a conquistare il trofeo nel 2016. Ma a contenderle il titolo c’è una tutt’altro che arrendevole Barbora Strycova, anch’essa alla ricerca di un trofeo tanto cercato negli ultimi anni (ultimo e unico WTA vinto fu a Quebec City nel 2011). Inoltre, va considerato che una vittoria della Rybarikova la catapulterebbe in 23esima posizione del ranking ma soprattutto in 18esima posizione della Race, il che significherebbe Master di Zhuhai (al quale anche la Strycova potrebbe partecipare in caso di vittoria, sebbene necessiti di un po’ di fortuna per dei ritiri altrui). L’head-to-head premia, al momento, la Strycova, avanti 2-1 e vincente per 7-6 7-6 nel recentissimo torneo di Tokyo.

Di seguito le dichiarazioni post match della vincitrice.

Innanzi tutto complimenti, ma dato che hai dovuto chiamare il trainer per un problema fisico, come stai?

Mi è difficile da dirlo al momento, perché devo ancora vedere la fisiterapista e poi al mattino si hanno sempre impressioni diverse. Comunque non penso sia nulla di grave, anche se durante il match ho sentito un dolore acuro e ho voluto chiedere l’intervento del trainer prima che peggiorasse. La fasciatura è servita, anche se all’inizio era così stretta che faticavo a camminare! Speriamo che domani sia tutto a posto.

Domani giochi contro un’altra ragazza che come te adora cambiare molto il gioco, che partita di aspetti?

Sicuramente sarà dura. Ho perso contro di lei alcune settimane fa a Tokyo in due tiebreak, ma penso che questa superficie sia leggermente più favorevole a lei. Ad ogni modo ce la metterò tutta e penso che sarà un bel match, una bella lotta.

Sono diversi anni che non giochi una finale a livello WTA, qual è l’emozione nel tornarci?

A dire il vero, quest’anno ho giocato tante finali a livello ITF siccome tornavo da due operazioni e alla fine per me è lo stesso. Quest’anno sono ormai abitutata alle finali, anche se ovviamente è la prima a livello WTA e non posso che essere felice. C’è da dire, però, che è solo il secondo WTA International che gioco, poiché prima ho fatto tanti ITF e poi mi sono concentrata sui tornei più grandi. Quindi è senza dubbio una bella soddisfazione approdare in finale.

Oggi lo stadio era quasi pieno e c’erano tanti tifosi slovacchi, com’è stato giocare in quest’atmosfera?

Sicuramente era una bellissima cornice e penso che la gente si sia divertita. Ma devo ammettere che per me non fa alcuna differenza se gioco qui, in un ITF o sull’Arthur Ashe perché se sono in campo voglio pensare solo al mio tennis e a quello che succede dentro il rettangolo di gioco: se cominci a pensare a quante persone ti stanno guardando o chi ti sta guardando non fai altro che spaventarti ed inserire pensieri nella tua testa.

Come dicevi poco fa, sei tornata da due operazioni questo aprile e sicuramente avevi degli obiettivi, ma ti saresti mai aspettata di essere dove sei oggi?

No… devo ammettere che no, non me lo sarei mai aspettata. Anzi, se qualcuno me l’avesse detto gli avrei risposto che era matto. Quest’anno è stata una stagione incredibile e penso che solo la Stephens abbia fatto un ritorno migliore, perché dopo due operazioni (al polso e al ginocchio n.d.a.) ho vissuto la mia stagione migliore di sempre. Sono davvero felice che in questi mesi sia stata bene e mi sia stato possibile giocare al mio meglio. Penso che la semifinale di Wimbledon sia stato il momento più bello perché giocare un match così importante sul centrale più famoso del mondo è il sogno di tutti. Spero che anche l’anno prossimo possa stare in salute e poi il resto si vedrà, so che sarà dura ripetermi, ma l’importante è stare bene.

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